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Anno 4 Numero 6

Siamo entrati in un nuovo anno. Sappiamo bene che questo passaggio, rumorosamente e allegramente celebrato da tutti, è poco più che simbolico, ma nella nostra vita sono importanti anche i simboli. Eccoci dunque a un “nuovo inizio”. Il nuovo. Il nuovo è un po’ quello che anche noi siamo, proiettati costantemente verso il futuro, verso quella vita che tanto ci attrae e tanto ci fa paura, affascinante e tremenda, come ha detto qualcuno. E poi l’inizio. Ci piace l’idea che ci sia la possibilità di ricominciare, di riprendere, di azzerare il tachimetro per una nuova corsa. A tutti l’augurio di un buon “nuovo inizio”. A chi a scuola non fa fatica, ma soprattutto a chi fa fatica; a chi nella vita non ha molti problemi, ma soprattutto a chi ne ha tanti; a chi ha trovato il filo d’oro della sua strada, ma soprattutto a chi lo sta ancora cercando. La Redazione

I.T.C. LUNARDI - BS

Il nuovo nato nel nostro Istituto si chiama P.E.I. (Progetto Educativo di Istituto). E’ stato partorito dal Collegio Docenti dopo una gestazione abbastanza lunga, certamente superiore ai nove mesi classici. Dobbiamo constatare ancora una volta, e lo facciamo serenamente, che noi studenti non siamo stati coinvolti mentre ci pare che siamo anche, se non soprattutto, noi quelli interessati a questo strumento.Al di la di questo però ci pare di poter esprimere una impressione

Gennaio 1996

positiva sul PEI, è un buon lavoro che ora andrà sperimentato e certamente rettificato anche grazie alle nostre osservazioni. Il giornalino non può pubblicare tutto il PEI perchè è un documento lungo e complesso. Certamente però pubblicheremo a puntate le parti principali augurandoci che questo possa servire per le nostre discussioni. E allora cominciamo. Volete sapere chi è il Perito Aziendale Modello? Ecco la risposta.


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LUNARFOLLIE PROFILO DEL P.A.C.L.E.

PRINCIPI L'Istituto Tecnico Statale "Astolfo Lunardi", come elemento del si ste ma scola stico italiano, contribuisce con l'istruzione e l'educazione ad attuare i principi della Costituzione italiana e in particolare si assume, secondo le sue competenze e possibilità, il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione dei cittadini alla vita civile. Nel programmare la sua attività l'Istituto fa riferimento, oltre che al quadro legislativo, alle necessità del contesto sociale nel quale opera e alla dimensione europea.

REDAZIONE ANTONELLA BACCHINI SILVIA BARONE ALESSANDRA BEDINI MICHELE BELOTTI NADIA BONDIOLI GIUSEPPE CANEVARI EMANUELA CARINI ELISA CLAUSE LAURA GIANANI STEFANIA PALAMARA ANNA SIMONETTO STEFANO SONCINA GIUSEPPE MATTEI LAURA FERRACIN LINO MARTINAZZOLI STEFANO SANTULLI ELENA ZANOTTI ILENIA BONARDI LORENA FINOCCHIARO Lunarfollie viene pensato, p r o d o t t o , s t a mp a t o e distribuito presso il CIC dell’ ITC LUNARDI, via Riccobelli 47 25125 Brescia, Italia. Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 n. E-MAIL Lunardi@master.cci.unibs.it

L'Istituto conferisce al termine del ciclo di studi di cinque anni il diploma di perito aziendale e corrispondente in lingue estere, valido per l'accesso a tutti i corsi di laurea o di diploma universitario e, secondo propri regolamenti, ai c onc orsi de lla pubbl ic a a mmi ni st ra z i one , a gl i a l bi professionali, agli impieghi nelle aziende private. La preparazione del perito aziendale e corrispondente in lingue estere è di livello medio superiore; comporta quindi la conoscenza, anche se non a livello speciali stic o, dei linguaggi fondamentali di analisi e intervento sulla realtà propri della cultura occidentale e una coscienza complessiva delle problematiche mondiali. Essa si può sintetizzare nei seguenti elementi specifici: Dimensione etica civile - è disponibile al confronto fra modelli, opinioni e contesti diversi - sa reagire positivamente al nuovo - sa valorizzare gli apporti culturali d e l l a t ra d i z i o ne i t a l i a n a , cogliendoli nella loro evoluzione storica - sa accettare il diverso, riconoscendone il retroterra culturale - sa cogliere il valore della legalità, comprendendo la matrice storicasociale dei sistemi giuridici - sa mettere in atto processi di valutazione e autovalutazione - sa assumere responsabilità diretta per partecipare alla costruzione di modelli culturali rispondenti ai nuovi processi sociali - sa interagire costruttivamente e con contributi personali in ambiti di discussione libera o guidata - sa essere corretto, puntuale e preciso Dimensione culturale - sa utilizzare processi cognitivi

mi rat i a una corret t a decodificazione della realtà - sa utilizzare con pertinenza sc i e nt i fi c a t e rmi n ol o gi e e procedimenti appartenenti ai linguaggi specifici appresi - sa osservare con criteri di logica consequenzialità fenomeni e contesti - sa essere flessibile e capace di adattarsi a situazioni nuove con attitudine all'autoapprendimento - sa mettere in atto tecniche di c omunicazi one ade guate a l contesto, all'interlocutore e alla situazione (anche utilizzando le due o tre lingue straniere apprese) - sa lavorare sia in maniera autonoma che in équipe - sa registrare e organizzare dati e informazioni, utilizzando anche strumenti informatici e telematici - sa documentare adeguatamente il proprio lavoro - sa leggere la realtà sociale come insieme di processi storicamente decodificabili. Dimensione professionale - ha una conoscenza complessiva della gestione dell'impresa - sa contribuire a organizzare le attività dell'azienda e le sue relazioni con l'ambiente esterno e cioè: * riconosce i vari aspetti dell'attività economica collocata in un sistema dinamico * coglie le finalità e le modalità delle relazioni tra i soggetti dell'attività economica * identifica gli elementi costitutivi dei vari tipi di azienda e le modalità delle loro interrelazioni * individua le operazioni che caratterizzano la gestione aziendale e il flusso delle operazioni tipiche dei diversi sistemi aziendali * elabora in modo preciso e logico le procedure di calcolo originate dalle attività esaminate, utilizzando concetti e strumenti operativi ac qui sit i a nc he i n a mbit o matematico.


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CENERSVENTOLA Vi proponiamo qui di seguito una favola notissima in chiave moderna, che i nostri amici del “Liceo Scientifico Statale di Rovato” ci hanno fatto pervenire, quale primo articolo per effettuare uno scambio, speriamo produttivo, di idee su temi prefissati.

Quella che ora cercherò di raccontarvi è la storia di Cenersventola, un bel pezzo di figliola del bresciano, una ragazza come tutte le altre... o quasi! C’era una volta... o forse anche due, un uomo di nome Giuan (di origine francese), che viveva con la sua piccola e gentile figlioletta e con il ricordo di sua moglie, che purtroppo morì giovane. Dopo un paio di mesi, il papà, avvilito disse: “Qui non c’è niente da fare: ti compro un’altra mamma!”. Subito, andò alla Mandolossa per informarsi dei prezzi, ma rimasto scioccato dalle enormi cifre, decise di consultare il più conveniente “Ottopiù”. Dopo accurate ricerche, trovò l’inserzione di una certa “matrigna”, disposta a cedere la sua mano a chiunque, tranne che ad un macellaio! Ma la signora aveva due figlie, Heidi e Pollyanna: due vere montagnine (= termine tecnico che indica ragazze poco a modo). Le due erano molto invidiose della nuova arrivata, e con la scusa che era la sorella, cominciarono a chiamarla Carmen. Infatti, ogni sera, la obbligavano a fare il telegiornale... comprese la pubblicità e la sigla. Per non parlare poi, di quando giocavano alla “Ruota della Fortuna”! Alla giovane spettava sempre il deplorevole ruolo di Mike, mentre le due urlavano: “Ho vinto qualcosa? Non ho vinto qualcosa!” oppure :”Compro una vocale... Cip & Ciop!”. Ma, nonostante tutte queste cattiverie, la fanciulla non si lamentava mai, neppure quando la chiamavano Cenersventola per le sue orecchie stile Or-Spak. Rimpiangeva i tempi passati ed odiava i tempi pelati semplici. Un giorno si sparse la notizia che Robbie, famoso figone di un complesso bresciano...i “Tik-Tak”, avrebbe dato una gran festa al “Number” alla quale erano invitate ed avvitate tutte le ragazze bresciane, perchè egli stesso potesse scegliere la sua sposa. Alla notizia, le sorellastre affidarono la cura del loro look all’esperta Cenersventola, che dopo giorni e notti di lavoro riuscì a farle talmente belle da sembrare appena uscite da un film Spielberg. Cenersventola, umilmente, chiese se avrebbe potuto partecipare anche lei alla festa, ma la matrigna cordialmente le rispose: ”No, i cani non li fanno entrare!”. Le tre se ne andarono a sballare, ops, a ballare, lasciando tutta la casa da pulire a Cenersventola. Cenersventola cominciò i lavori singhiozzando, ma, proprio mentre stava per collassare, le comparve davanti Jucas, che le disse: ”Ora tu andrai alla festa... solo quando te lo dico io!”. Così, presa una zucchina e trasformatala in un Ape-Cross, Jucas trasformò gli stracci di Cenersventola in un abito stile “Dolce & Gobbona”. Infine Jucas, forse esasperando la sua parte, disse: “Alzati e cammina! Ma ricordati che alle 24.00 l’incantesimo svanirà... altrimenti la fiaba non finisce più!”. Così, Cenersventola se ne andò impennando con il suo Ape-Cross. Arrivata al Number, riuscì, per caso, a ballare con Robbie. Cenersventola era euforica, quasi sballata, le sembrava quasi di vivere una favola! Ma all’improvviso si accorse che erano già le 24.00 e fuggì via da Robbie, ma scappando, perse uno dei suoi anfibi, che l’innamorato Robbie raccolse, convinto che un odore così l’avrebbe riconosciuto tra mille. Il giorno dopo, il postino del comune e Robbie andarono per le case a cercare di riconoscere quell’odore tra i piedi delle fanciulle. Ma nessun piede aveva quel latticino odore, tranne quello di Cenersventola, che Robbie riconobbe come un cane da tartufo. Così, Robbie decise di lasciare il gruppo dei “Tik-Tak” e di sposare Cenersventola. Cosa ci volete fare... ora i “Tik-Tak” sono rimasti in quattro, Cenersventola è ricca e famosa! Così finisce questa storia... e forse anche la mia esistenza! Ciao a tutti Andrea Capitani


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BR AVEHE ART di M el Gibson con Mel Gibson, Sophie Marceau, Patrick McGooham e Catherine McCormack. Usa 1995. I maggiori critici internazionali hanno definito le battaglie di questo film le più belle, barbariche e realiste che il cinema ci abbia regalato da molto tempo a questa parte. Battaglie che sono servite per raccontare la vita e le gesta di William Wallace, eroe scozzese della resistenza contro gli inglesi, vissuto nel tredicesimo secolo. Un personaggio molto interessante che, ancora oggi attira masse di ammiratori. La storia racconta l'infanzia umiliata e la successiva riscossa di Wallace. Obbligato da piccolo a lasciare il villaggio natìo, Wallace vi ritorna adulto per sposare Murron (Catherine McCormack), perseguitata e poi fa t t a u c ci d er e d a l R e d'Inghilterra Edoardo I (Patrick McGoohan). Comincia così la vita guerriera di Wallace, che riesce, con astuzia e l'aiuto di uomini crudeli, a distruggere l'esercito nemico nella terribile battaglia di Stirling. Con una ulteriore successione di vittorie si consolida il ruolo definitivo di Wallace come eroe popolare. Inaspettato è l'incontro d'amore tra la principessa Isabella, moglie dell'inetto principe Edoardo. In con clu sion e Wallace verrà cattu rato, squartato e infine ucciso nell'anno di grazia 1305. a cura di Silvia Barone

I suoi numeri appaiono epici (mobilitati 1700 riservisti dell'esercito irlandese, 200 cavalli, 6000 costumi...) eppure il costo finale dell'intera opera è contenuto: 60 milioni di dollari. E' proprio il caso di fare i complimenti al simpaticissimo e permetteteci, bravissimo Mel Gibson, che è riuscito a produrre, oltre che recitare, un film veramente niente male. PER CHI E' STUFO DI VEDERE FILM SUL MEDIOEVO DOVE GLI UOMINI SONO FIGURINI IMPECCABILI. AL DI LA' DELLE NUVOLE di Michelangelo Antonioni con John Malkovich, Fanny Ardant, Kim Rossi Stuart, Irene Jacob e Chiara Caselli. Italia 1995. Questo è un film per i giovani, che parla ai giovani. "Al di là delle nuvole" è il film che ha decretato il ritorno al cinema di Michelangelo Antonioni e di una cosa siamo certi, esso è uno dei pochi segni rassicuranti che ci lasciano sperare che il buon cinema italiano sia ancora in buona salute. Infatti sempre più spesso ci rendiamo conto che produzioni nazionali e non, riempiono le sale cinematografiche di "spazzatura" che, specialmente la generazione giovane ed ingenua fa fatica ad evitare. Questo film, che funziona soprattutto nelle grandi città e piace particolarmente ai giovani, è molto realistico ed attuale. Il regista si serve del

li ngua ggi o gi ova ne ed adolescenziale per raccontarci frammenti di vita di uomini e donne che vivono regolarmente st ori e di non -a more. "Linguaggio" che, pur essendo superficiale, finto, insufficiente... è ancora l'unico che riesce a suggerire autentica comprensione e comunicazione fra le persone. Ma non sono solo le parole a colpire in questo film, infatti non bisogna assolutamente sottovalutare le immagini che suggeriscono silenzio e riflessione. Lo sguardo di questo film è potente e profondo e per lo spettatore ciò è i mmediatament e avvertibile. CONSIGLIATO A CHI NON HA PAURA DI RISCOPRIRE UN GRANDE REGISTA IN CHIAVE MODERNA. Complimenti per la partecipazione! Non avremmo mai immaginato che avreste aderito così numerosi alla nostra iniziativa che si proponeva lo scopo di stilare una classifica riguardante i film preferiti da noi ragazzi, usciti al botteghino durante le festività natalizie. Ebbene eccone i risultati: 1) Apollo 13 2) Pocahontas 3) Il profumo selvatico 4) Waterworld 5) Batman Forever

del

mosto


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Il cin ema ha co mpiu t o cent’anni, è vecchio, o forse è il caso di dire che è invecchiato male e in fretta. E’ vivo, ma i suoi arti sono arrugginiti. Se ne sta lì come un attempato signore stranito e snobbato che non sa se appartiene ai reperti fossili o se deve conservarsi per il futuro dei sopravvissuti. L’importante, comunque, è che non molli. Il cinema - ha scritto Serge Daney, grande critico francese ahimè scomparso - “appartiene al passato, ma non è passato”. Non passerà mai. Questa è la verità. E’ una di quelle invenzioni necessarie - al pari dell’aratro, della bussola, della ruota - di cui ormai il mondo non può fare a meno. Nato come tecnologia di riproduzione dinamica della realtà, è ormai su r cla ssat o dai nu ov i procedimenti di falsificazione elettronica e virtuale, eppure il suo consumo è ancora intenso: oppio per i popoli, carne da rotocalco, reliquia da poster e comodino, canocchiale con il

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q u a l e inquadrare e mettere a fu o c o il passato, il presente e il f u t u r o . Medium di riflessione sul quotidiano e t e r r e n o seminale di utopie. Per molti di noi il cinema è stato, prima c h e un’esperienza estetica, un sentimento della cultura, una ragione di vita, una ricerca di identità, di socializzazione, di verità, perfino di sopravvivenza. La televisione, i Cd-rom e le autostrade informatiche non sono ancora riusciti a metterlo in mora. La modernità, con tutte le sue diavolerie, non ha ancora trovato u n attrezzo per fantasticare che abbia la potenza , l’ ener gia e l’immortalità del cinema. Oggi l’uomo rischia di essere un flusso digitale, un terminale carico di informazioni ma inaridito però di sentimenti, di valori ed emozioni. Il cinema di contro è socialità e fantasia. Non può morire perchè i suoi modi, i suoi profumi, le sue atmosfere non possono morire. Sono insostituibili, fanno parte della nostra percettività. C’è più cinema in una canzone di Paolo Conte che in un film di Pupi Avati, ha scritto con illuminante intuizione Vincenzo Cerami. Tuttavia il rischio esiste e si

sconta su bito con i n impoverimento di immaginario, con una squalificazione di pr ogettu al i tà , con u na banalizzazione degli stessi modelli mitologici maschili e femminili. Oggi i giovani conoscono Fiorello e Gerry Scotti, ma non sanno nulla di Robert Mitchum e Jean Gabin. Oggi le giovani sanno tutto di Naomi Campbell e delle sorelle Carlucci, ma ignorano il glamour di Katherine Hepburn e d i L ea Ma ssa r i. N el la sostituzione dei simulacri e degli idoli c’è uno stacco netto, un abisso che coinvolge cuore, viscere e cervello. Con lo svilimento della funzione del cinema si perde la stessa qualità della vita che è capacità di d e si d er i o e s e d u z i o n e . Paradossalmente noi divoratori di cinema ci troviamo ad essere nei panni dell’androide Rutger Hauer in “Blade runner” che poco prima di morire dice: “Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare...”. Che cosa abbiamo visto? Abbiamo visto il cinema. Un’esperienza che ha reso la nostra vita unica e diversa. Il cinema ci ha fatto piangere e ridere, credere e sperare. Provare delle emozioni insieme ad altri: questo è il suo profondo senso morale e sociale. E’ questa una delle due ragioni per cui, per quanto in crisi, il cinema vivrà. L’altra, forse la più importante, è che è fatto di sogni. E l’uomo ha bisogno di sognare. Dolfo Venanzio


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o Internet o in edicola (sul serio!), oppure la versione completa ni migliori negozi di giocattoli. Diamoci la verità: sentivate tutti Per la gioia dei più piccini, ho la mancanza di una deciso di fornirvi anche una Top rubricavideoludica nel vostro Six dei giochi più venduti del giornalino... beh eccola qua; mese, buon divertimento e loso, lo so, su non fate quella ricordatevi di pulire il mouse. faccia! Chiudete la bocca e, Can soprattutto, non girate pagina. Volendo esagerare, posso anche fare un numero alla Giucas Casella, e dirvi che -STOCK! P A F ! S C R O C K ! noilmalleolono! - Okk ey comincio la recensione, però... STUMP!Da circa tre anni si è affacciato sul mercato DOOM, il gioco che probabilmente vanta il maggior numero di cloni; questa Classifica videogiochi è u n ’ a v v en t u r a 3 D d i 1. DOOM2 (id software) ambientazione futuristica; per 2. Sim City 2000 (Maxis) chi non lo conoscesse (sono qui 3. Tie fighter (Lucas Arts) per voi) , in DOO M 4. Theme Park (Electronic Arts) imp er so nant e u n marin e 5. X-Wing Collector’s (Lucas) spaziale con armi iperdistruttive 6. Flight Simulator 5 (dalla motosega, al cannone, al (Microsoft) plasma...) e l’idea di fondo è Esplorando il blastare tutto quello che si Cyberspazio muove. Vi troverete davanti mostri dei generi più svariati e, Da parecchio tempo sentiamo naturalmente dovrete affrontare parlare tutti di Internet, ma tre enormi boss di fine livello. almeno sapete cos’è? Lo Esistono a tutt’oggi DOOM e sapevo... Una rete informatica è D O O M 2 , è i n o l t r e i n organizzata in modo da programma una terza parte. Nel collegare più computer, ma non primo DOOM ci sono tre direttamente, bensì attraverso episodi, ognuno composto da servers, ovvero computers nove missioni differenti, mentre molto potenti in grado di gestire in DOOM2 avrete circa le operazioni di molti utenti contemporaneamente. Chiunque trentasei missioni. Chi fosse interessato, può voglia entrare in rete deve facilmente reperire la versione quindi passare per il server, shareware di DOOM, cioè altrimenti detto “nodo”, più quella con solo le prime nove vicino. missioni e cique tipi di armi Precisiamo che internet si anzichè sette, su qualsiasi BBS muove sulla rete telefonica

Esplorando il CPU (e non sta per corpo umano, pervestiti !)

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int erna zio nale , ma stat e tranquilli, non c’è il rischio di bollette astronomiche, infatti anche consultando un sito di Hong-kong si paga la telefonata al suddetto nodo, tariffa urbana quindi. Internet non è l’unica rete al mondo, ma è di sicuro quella che ha il maggior numero di “abbonati”, è quindi quella che offre la varietà maggiore; i siti di Internet sono in forma di ipertesto, e dunque abbinano ad una parte scritta immagini, suoni, filmati etc. ma non cominciate a pensare le solite cose del tipo che-noia-non -c’è -ni ent e -d i -int er essan te, infatti, piccoli cerebrolesi, tali i p ert est i r i gu a r da n o gl i argomenti più svariati, dai videogames, alle missioni spaziali della NASA, passando attraverso pagine di grandi e p i cco l e ba n d s, ed i zi o n i informatiche delle maggiori testate italiane e un infinità di altre cose, tante che è i mp o s si b i l e a n c h e so l o immaginare quante cose ci siano, o visitarli tutti... non resta che cercare, e scoprire ogni volta nuovi siti; si può anche chattare (parlare cioè attraverso la t a st i era , e t en er e conversazioni in tempo reale) e, in zone in cui Internet è diffusa da più tempo (USA), è addirittura possibile comprare una pizza via Internet. Sicuro di aver incuriosito le vostre giovani e vergini menti, ancora una volta vi porgo distinti saluti, ricordandovi che a gennaio scade l’abbonamento RAI... Can


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7 PERCHE’ SCOPPI LA PACE

Aiuto, no, non se ne parla neanche, io ho paura, a me fa impressione, alla larga! Queste a occhio e croce sono le prime reazioni che molti giovani hanno quando sentono parlare di AVIS che, scherzando, viene paragonata ad un moderno Dracula pronto a succhiare il sangue delle malcapitate vittime che gli vengono a tiro! Con queste poche parole, vogliamo cercare di dare un immagine più serena (e più rispondente alla verità) della realtà avisina perchè, al di là delle battute, ciascuno di noi, dotato di un po' di buona volontà, potrebbe entrare a farne parte. Ogni giorno decine di ammalati, di pazienti che devono essere so t t o p o st i a d i n t er v ent i chirurgici e di vittime di incidenti stradali o sul lavoro hanno bisogno di una trasfusione di sangue senza la quale non potrebbero sperare di continuare a vivere... proprio così: il dono gratuito e volontario di un po' del nostro sangue può significare la salvezza di chi è meno fortunato di noi. Qualcuno di noi potrà chiedersi come fa il donatore a vivere senza il sangue che gli viene tolto, ma non dovete temere: il corpo umano riproduce in breve tempo il sangue che è stato sottratto per essere donato; dopo la donazione, inoltre , viene offerta una ricca colazione che rimetterebbe in forze anche la persona più debole! Per poter donare il sangue è

necessario essere in buona salute, pesare più di cinquanta c h i l o g r a m m i ed e s s er e maggiorenni. La sede AVIS dell’Ospedale Civile è aperta tutte le mattine,domenica compresa, dalle 8,30 alle 10,30; presentatevi a digiuno ed un medico vi visiterà, vi sottoporrà a tutti gli esami necessari e, se n o n c i s a r a n n o controindicazioni, anche voi potrete far parte della grande famiglia dell’AVIS. Pensate poi ai vantaggi che godrete:periodicamente sarete sottoposti a visita medica e questo vi consentirà di tenere controllata la vostra salute del tutto gratuitamente! Per tutte le informazioni che vi occorrono telefonate, al mattino, al numero 3772719, presso il centro di raccolta AVIS di via Balestrieri numero 7. In queste pagine diamo conto e proponiamo iniziative di solidarietà realizzate dalla nostra scuola. A quanti avessero notizie da fornirci assicuriamo che saranno rese note in questo spazio.

Mandiamo un vivo ringraziamento agli studenti del Lunardi che nel mese di ottobre 1995 hanno aderito con generosità al progetto “sopravvivere per vivere” a favore della città multietnica di Tuzla a nord di Sarajevo. Perchè Tuzla? Perchè la cittadina, con il sindaco in testa, rifiuta le etichette etniche: un cimitero comune fra s e rb i, c r oa t i e mussulmani. E’ inoltre da sottolineare l’integrazione dei profughi favorita anche dalle associazioni femminili della città. In ottobre il nostro appello poteva apparire un sogno pronto a sparire sotto i colpi dei mortai: oggi il progetto politico di questa città è un modello di vita civile che offre speranze per una pace vera. Siamo perciò orgogliosi di aver partecipato, in varie forme, alla sua affermazione: pacchi famiglia, offerte in denaro e, perchè no? anche un concerto rock e uno spettacolo dell’Alveare per essere soggetti vivi di una rete in cui i giovani dovrebbero con gioia inserirsi ancora. Pomelli G. Piero, Chiesa G. Luigi, Gafforini Monica.


8 IL SOL PANE NON BASTA La nostra scuola ha aderito ha un’i nizi ati va di sol ida rie tà promossa e portata avanti dal dal liceo Arnaldo e in modo particolare dal prof. Daldoss a favore delle popolazioni della ex Jugoslavia, Albania e Russia. L’interesse dell’iniziativa è che accanto agli aiuti umanitari si svolge anche un’aiuto culturale altrettanto importante perchè l’uomo non vive di solo pane e il pane, da solo, non basta a cambiare l’umanità. Prima di Natale si è effettuata una raccolta di viveri (pasta, riso, zucchero...) e ora è in atto una raccolta di fondi attraverso la vendita di tovagliette plastificate per la 1a colazione che consigliano a tutti come mantenersi in linea con sole £ 2500. Sempre viva è la speranza che con il contributo di tutti noi, docenti e non docenti, possa servire a migliorare le precarie condizioni di tante persone. Un grazie va a chi ha già dato il suo contributo dimostrando che la solidarietà è un valore a cui crediamo. BAMBINI DI GUERRA Sabato 20 gennaio c’è l’ultima possibilità di vedere un bel spettacolo e di fare un gesto concreto di solidarietà.E’ infatti organizzato un “Concerto per la Pace” al teatro Bertol di S. Eufemia alle ore 20,30. Molto varia la proposta che va dalle canzoni alle poesia a piccole scenette.. Il ricavato andrà a favore della Scuola Multietnica di Sarajevo. Il costo del biglietto è di £ 10.000.

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SARAJEVO (Perché scoppi veramente la pace) Forse che a noi non è dato tingere d’azzurro il cielo e di verde la terra? A noi... lontani, sconosciuti, stranieri, deboli, poveri, persi in minute faccende, non è dato colmare gli abissi e spianare montagne? A noi non è dato trasformare spade in aratri, piegare le lance a raccogliere grano? Nostra è solo l’impotenza, la rassegnazione, commozione e compassione, la rabbia l’indifferenza? Come asciugare gli infiniti oceani del dolore? Come ridare luce a occhi spenti in notti di terrore? Come sconfiggere l’odio dei violenti senza altra violenza, altre lacrime, altre notti? quale saggezza guarirà quelle anime impazzite dalla sofferenza, devastate dalla fame, dal freddo, dalla paura e da troppa miseria? Quale dolce bacio consolerà mai il cuore di Irma, dilaniato da belve indemoniate e immonde?

Quali giochi faremo con quei bambini abbandonati e soli, sopravvissuti tra le guerre dei grandi? Che parole insegneremo a quei muti? E come salteranno gli storpi? Vedranno i ciechi? Sentiranno i sordi? Che tempeste e che lutti dovranno sopportare? O Dio! dov’è quella fede che può sradicare montagne e dipingere arcobaleni nel cielo?


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PER LOCATI E MINENI Invece di fare i rappresentanti datevi all’ippica! P.S.:dimettetevi! By Holly, Benji, Mark, Bruce PER FRANCESCA C. 3^F Tu non mi conosci, ma io so tutto di te. Dalla prima volta che ti ho visto non faccio altro che pensarti. So che tu hai il ragazzo, ma non voglio rivelare la mia identità. Soffrirò in silenzio aspettando un tuo dolce bacio. Ti amerò fino a quando il sole continuerà a splendere. By mai tuo F..I. PER LA 1^M Quel giorno da voi, ci siamo divertiti fess. Siete simpaticissimi. By Amici e Luisa 1^D PER ANDREA E SILVIA Finchè non vedrò gli asini volare, voi due (per me) siete un esempio da imitare! Siete tenerissimi. By Claudia 1^L PER VALE 2^G Meno male che siamo ritornate di nuovo insieme! Sai mi mancavi tanto tanto. Mi fai morire dalle ghignate! Sei troppo simpa! TVBF. Tua Silvia PER ROBERTO 2^E Te l’ha mai detto nessuno che assomigli a topo gigio?!? NB Io ho sempre amato topo gigio,e tu non hai mai amato sailor moon? Potresti essere il mio Milord! By Sailor Moon 2^G PER GIORGIO 2^E Anche se ti ho detto che non mi fregava niente di te,mi piaci un casino By Emy

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PER ELISA E MANU 3^F Vole vo ringrazia rvi pe r il bellissimo messaggio che mi avete scritto,anche se forse l’ultima parte poteva essere omessa.Comunque siete simpa fex. V.V.B. Erika PER FIORA 4^H Fiore Fiorellino,tu per me sei il più carino,da quando ti ho dato la mano,mi piaci più di un casino P.S.Di a Baiguera che anche lui non è male,ma tu sei di più! By Ania PER ANDREA F. 3^F Vedo il mio cuore ,”pigia” sull’accelleratore non ti dico chi s o n o p e r c h è m i vergogno...comunque vienimi a cercare in 1^A. TvBf Luisa PER MARILLA 5^D Stiamo attendendo ansiosamente l’invito al tuo matrimonio con Massy.TvB. By Le Tue Compagne PER ANNA 1^E Sei una ragazza semplice e molto simpatica,spero che tu rimanga per sempre una mia amica. By Chantal PER GABRIELE 2^F Sei troppo bello,troppo simpa,per accorgerti di me,ma nonostante questo mi piaci fess! By La biondina con gli occhiali 1^L PER MASSY 1^B La scusa di Jenny e Stefano era solo un pretesto per poterti parlare! Sei strabello e se vuoi conoscerci meglio siamo in 1^E By Simo e Roby. PER ANDREA FADDA Sei il nostro “ sardegnomo” preferito.Non cambiare mai! By Nico e Piddu

PER ANDREA LONATI Ho esagerato,ti ho assillato.Mi dispiace,ma è quello che penso tu mi piaci veramente tanto,ed a forza di guardarti ti ho consumato.Ormai mi sono dichiarata sarà quel che sarà!! By Ste ALLA CLASSE 5^D Questo è il nostro ultimo (e tanto sospirato) anno insieme.So che mi mancherete moltissimo,ma spero comunque che non ci perderemo di vista... Vi voglio strabene. By Lilla PER CHIARA, ELE, ROSSI, DENISE 5^B Dato che nessuno ci ha mai scritto un messaggio,lo faccio io.Forza ragazze tra 7 mesi usciremo da questo schifo...mi mancherete. By Nives PER MARCO 3^G Hai proprio una bella mira con le palle di neve...però potresti anche presentarti... By Baby e Sara PER LA “TIPA” DEL MAGUT C i a o B a b y so n o l a t u a “compagna”! Devo dirti poche cose: 1.auguri con Ivan 2 perchè non sono nata nel ‘79? 3 a te sè, è??! Un bacio ,TVB BY “omar” PER SARA 2^G Tutta imbaccuccata per il freddo sei ancora più buffa, no anzi più bella! Non la smetto mica di starti dietro. By Dany PER PO’ 5^H Quest’estate hai insegnato ad una ragazza ad amare: le hai insegnato a vivere e a provare stupendi sentimenti, come in uno stupendo sogno. Ora l’estate è finita e purtroppo è finito anche il mio


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LUNARFOLLIE

sogno d’amore perchè tu lo hai spezzato: hai deluso le mie speranze, hai infranto i miei sentimenti, hai respinto il mio amore, l’amore di una bambina troppo piccola per amare ma già grande per soffrire. Ti prego amore ritorna!!! Ti aspetto!!! By La Tua Maestrina PER BARBARA F. 3^I Mi piacerebbe che la neve cadesse in eterno,ma non quanto mi piacerebbe avere te! By Michele PER PAOLA 1^E Sei stupenda e ti amo più della mia vita ,sei una parte di me e senza di te non potrei fare neanche un solo respiro.NON CAMBIARE MAI Con tanto amore ANGILI’ PER ALESSIA 1^E Sei sicura di avere visto bene Massimiliano...è bruttino. T.V.B.F. By Mr. per scherzo By Matteo

PER LIVIO 1^M Avevi ragione;ci sono tanti ragazzi a Brescia;e io ora ne ho trovato uno a dir poco super! GRAZIE!Ci vediamo. P.S. Siamo ancora amici?? BY Sara 2^G PER LUCA 2^H Se ti guardassi un po’ più in giro scopriresti che c’ è una tipa che ti segue dappertutto. Prima o poi mi troverai anche ad Ospitaletto.Mi piaci fex. By Lorena 2^G PER FRANCY 1^D Hei Francy!Volevamo dirti che sei una ragazza speciale,e sei simpa un casino.Consiglio:non dar peso a ciò che dice chi fa finta di volerti bene,e ricorda che noi te ne vogliamo tanto.Auguri,anche se in ritardo! By Roberta e Chiara PER ANDREA 2^G Ciao “Grande saggio”,non sfottere se Del Piero non segna e se il Milan perde altrimenti scatta la violenza (Dalila e Elena). La Lorena la puoi sfottere come vuoi

attento però allo scettro lunare!!! By Dalila, Elena, Lorena, Elisa, Ilenia, Nadia PER LA 4^L Diciamo che... SIAMO SOLO NOI! Non c’è più nessun altro!! Con tanto affetto Paola, Marta, Elena M., Riky, Silvia! PER DAVINI D.1^M Dato che tu”c’ entri sempre” a bbi a mo d e c i so d i fa rt i “c’entrare” anche sul giornalino. Sei simpa fess. By Anna e Mary 1^M PER LAURA 3^H Se non la smetti di prendere sbandate prima o poi ti schianti!!! W Tommy By la tua cugi Roby Owen PER BENVENUTI EMANUELE 1^C Ciao Benve, come te la passi? Io bene, mi raccomando studia!!! Una mia amica ha detto che hai degli occhi stramega belli! Certo che la pettinatura...Capito Elvis! Ciao Laura P. P.S. Salutami Monty

Il Corso L, precisamente le classi 2L, 3L e 4L ci hanno fatto avere un’ampia documentazione degli scambi effettuati nella seconda parte del 1995. Li ringraziamo per questi materiali che volentieri pubblichiamo in ampia sintesi sul giornalino. Nel contempo invitiamo le altre classi a fare altrettanto:

ZWOLLE La 2 e 3 L dall’ 1 al 14 ottobre 1995 ha effettuato un interessante scambio culturale con la cittadina olandese. L’arrivo in aereo da subito l’impressione di “libertà e tranquillità dei grandi spazi verdi... e più mucche che abitanti” Naturalmente forte l’emozione nel rincontrare i “DUTCH FRIEND” conosciuti alcuni mesi prima in Italia. Swolle è cittadina moderna in cui spicca la “Pepperbus tower” con i suoi 248 scalini, sulla quale si può godere un bellissimo panorama. Lavoro ben organizzato di giorno e alla sera l’appuntamento era al mitico pub “Castelyn”. Gli Olandesi sono definiti “simpatici, socievoli, amichevoli, riescono a coinvolgerti in ogni cosa che fanno, in ogni momento e in ogni luogo”. Le realtà visitate sono tante. Anzitutto i polders, “5 km. di canoa tra canneti, boschi e canali come in un film di Indiana Jones”. Poi la visita al tribunale (di cui offriamo la cronaca qui di seguito). Non poteva certo mancare una visita alla mitica Amsterdam con la emozionante visita alla casa di Anna Frank e con le sue case rosse e i suoi canali. Un’altra visita si è svolta a Delft e a Den Haag. Delf è la città natale di Ugo Grozio (personaggio che nessuno di noi conosce dice il diario di viaggio). Visita a una fabbrica di ceramiche al palazzo della Regina con visione della Black Hal. Un viaggio veramente vario ed entusiasmante che come ogni esperienza si è concluso con una serata insieme e “non vi diremo quanto abbiamo pianto, fra un addio e l’altro, abbiamo rischiato di sommergere l’Olanda”. Riconoscenza al prof. Comini organizzatore e accompagnatore.


LUNARFOLLIE Diamo qui di seguito la cronaca della bella giornata passata al Palazzo di giustizia. UN GIORNO AL PALAZZO DI GIUSTIZIA Il giorno venerdì 6 ottobre abbiamo assistito ad un’udienza speciale alla Police Court di Zwolle tenuta dal giudice Mr. R. Weenink, dal procuratore dello Stato (PM) Mr. J.H. Schüssel e dal cancelliere Sig. C.A. Teunis. Siamo stati accolti in una sala di udienza penale all’interno di un moderno palazzo di giustizia. E’ stata messa a nostra disposizione una traduttrice, Martina, che, di volta in volta, ha brevemente riassunto i casi sottoposti a giudizio e le spiegazioni del sistema penale olandese fornite dal giudice. In aula era presente un solo giudice in quanto veniva seguito un criterio monocratico. I casi, infatti, erano semplici e riguardavano reati minori, perciò non era necessaria la presenza di tre giudici, come invece accade quando la situazione è più complicata e richiede una pena superiore ai sei mesi. L’imputato, nella maggior parte dei casi, è libero di presentarsi oppure no, e, quando si tratta di cause penali, può scegliere o meno d'avvalersi della difesa di un avvocato. Dopo questa breve spiegazione hanno avuto inizio le udienze, che erano tutte particolari perché coinvolgevano ragazzi che avevano compiuto reati esemplificativi della criminalità giovanile (tema del nostro scambio culturale). Alcuni casi riguardavano infrazioni stradali, come guida in stato d 'e bb re z z a , g ui d a d u ra nt e l’inibizione della patente e il joyriding. Quest’ultima letteralmente significa “guida con piacere”: si verifica quando qualcuno conduce un veicolo dopo averlo sottratto al proprietario. E’ una circostanza molto difficile quando viene sottoposta a giudizio, perché occorre stabilire se l’intenzione del joy-rider era solo di guidare l’auto

11 e poi restituirla, oppure di compiere un furto vero e proprio. Per questi casi sono stati inflitti dei periodi di carcerazione inferiori ai sei mesi, che però potevano essere sostituiti con delle ore di servizio civile (presso comunità di recupero di tossicodipendenti, associazioni di volontariato, a svolgere lavori pubblici ecc.), secondo una tabella prestabilita. Il giorno precedente le udienze noi avevamo studiato i casi che sarebbero stati sottoposti a giudizio e avevamo avuto l’incarico di anticipare una nostra sentenza. Ebbene, i nostri giudizi si sono dimostrati molto duri e severi, tanto c he i nost r i i nse gna nti a cc ompa gna t ori l i a ve va no defininiti “forcaioli”. A nostro parere il giudice, c omunque , è st at o t roppo indulgente. Possiamo confermare questa nostra opinione riportando l’esempio dell’ultima sentenza. Due ragazzi, che avevano compiuto un furto di gioielli del valore di 200 milioni in una gioielleria, sono stati ritenuti quasi innocenti perché secondo il giudice si trattava di un incidente, di una svista da parte dei proprietari che avevano lasciato il negozio incustodito. Alla fine sono stati condannati a 8 settimane di prigione sostituite da 100 ore di servizio civile. Alla fine delle udienze il giudice ci ha offerto un abbondante pranzo a base di panini, latte, tè e caffè, portando lui stesso, con il pubblico ministero e il cancelliere, i vassoi e le teiere (cosa impensabile in Italia!). Mentre mangiavamo abbiamo avuto l’occasione di porre alcune domande. Ecco una sintesi dell’intervista. Le violenze giovanili sono commesse generalmente da ragazzi attorno ai venti anni d’età, e sono principalmente dei furti. Il numero delle ragazze che compiono dei reati sta rapidamente crescendo, e non esistono delle differenze consistenti tra le punizioni inflitte alle donne e agli uomini. La criminalità è più diffusa nei grandi

centri che non in periferia. Per i giovani dell’età compresa fra i 17 e i 20 anni esistono delle sentenze particolari, emesse sulla base di un’apposita legge giovanile. Dopo i venti anni l’individuo entra a far parte del mondo degli adulti, e viene dunque giudicato dal sistema giuridico nazionale. Sono previsti numerosi servizi alternativi alla carcerazione, quali il lavoro volontario non retribuito negli ospedali o nei centri sportivi. Sono effettuati anche i “social training”, ovvero dei percorsi formativi in cui il giovane deve imparare ad accrescere il suo potenziale umano e sociale e deve riuscire ad accettare se stesso e gli altri in qualsiasi circostanza. Questi servizi sono assistiti da specialisti. Generalmente questi metodi hanno un esito positivo; i giovani riescono a reinserirsi nella società e a trovare un lavoro, con il quale si sentono impegnati e utili. Anche in Olanda, come in Italia, esiste il problema dell’affollamento delle carceri. L’alto numero di carcerati porta ad una maggiore diffusione della droga e della violenza nelle prigioni. Questo problema è in parte risolto con i servizi sociali, ed inoltre chi deve scontare pene inferiori ai 10 anni viene mandato altrove. Solo gli assassini devono obbligatoriamente restare in carcere. Durante il nostro soggiorno siamo rimasti colpiti del fatto che le case olandesi sono poco protette, con grandi vetrate e senza cancellate. Abbiamo dunque chiesto al giudice se i furti nelle abitazioni sono molto diffusi. La risposta è stata che le case sono protette da antifurti elettronici, e che le violazioni domiciliari sono ritenute molto gravi in quanto infrangono la privacy delle famiglie. E’ difficile riuscire ad arrestare il colpevole, anche se i casi risolti positivamente stanno aumentando. Il sistema olandese prevede dei trattamenti particolari per i detenuti malati, anche per i sieropositivi e i


12 malati di AIDS. Nel tribunale di Zwolle è stato giudicato solo un malato di AIDS che aveva colpito e ferito alla testa un poliziotto, costretto poi a sottoporsi al test. Questo caso non si è ancora concluso in quanto il test deve essere ripetuto per sei mesi. Quest’esperienza ci ha permesso d'effettuare un confronto completo tra il nostro sistema giuridicopenale e quello di un altro paese. La nostra impressione è che in Olanda siano date la giusta importanza e fiducia ai giovani, e che anche i giudici si rendano conto di come è complesso e problematico il mondo giovanile.

BELLINZONA

La classe 4L du Lycée Technico -Commercial "A.Lunardi" de Brescia a participé à un échange avec 20 lycéens (4 garçons et 16 jeu nes filles) de l'Ecole Cantonale de Commerce de Bellinzona (Suisse). Les Suisses ont séjourné à Brescia du 24 au 28 Octobre 1994. N o u s a v o n s r éd i g é u n questionnaire abordant les thèmes suivants: 1.L'Italie est... 2.Le style de vie 3.L'école 4.L'art 5.L'histoire 6.La société italienne 7.Le paysage italien 8.La cuisine que nous leur avons proposé deux fois, le jour de l'arrivée et le jour du départ. Notre but était de connaître quels étaient les stéréotypes sur nous et sur notre pays, c'est-àdire quelles étaient "les images mentales" que les Suisses po ssédai en t d 'a pr ès l eu r expérience et leurs connaissances (voyages, massmédia, etc.) et dans quelle mesure un séjour chez nous pouvait les modifier. Nous avons eu quelques

LUNARFOLLIE difficultés à analyser les données, vu que le questionnaire ainsi conçu permettait aux Suisses d'exprimer librement plusieurs opinions. C'est pour cela que l'histogramme que nous présentons ne fournit pas de pourcentages précis. Les Suisses au total étaient une vingtaine. Ci-dessous nous faisons la comparaison entre les données de l'arrivée et celles du départ.

Analyse A la première qu estion: L'ITALIE EST...six lycéens ont répondu qu'elle est belle. Six n'avaient pas d'opinion et les autres ont affirmé qu'il s'agit d'une nation présentant des aspects négatifs mais qu'elle est riche en "échanges" et en belles filles. Au départ les impressions sur la beauté de l'Italie ont augmenté (6 à 9 lycéens) et le séjour a donné aussi une opinion à ceux qui n'en avaient pas. De plus, on a eu de nouvelles données: le désordre (1) et la pollution (2). En ce qui concerne le STYLE DE VIE, neuf élèves ont affirmé qu e les gens sont très sociables ,sept qu'ils sont aimables et d'autres ont répondu par des adjectifs positifs. Seulement trois ont souligné le danger et deux le stress. La troisième question, L'ECOLE EN ITALIE, n'a pas obtenu de bons résultats, trois lycéens l'ont considérée semblable à la leur. Nous remarquons qu'il y a eu un peu de confusion, parce que quatre correspondants ont jugé notre bâtiment, tandis que tous les autres se référaient à l'institution et à l'organisation. Après leur expérience chez nous, on a vérifié que les a d j e ct i f s n é g a t i f s ( ma l organisée, ennuyeuse, négligée) ont augmenté. A propos de l'ART, les adjectifs les plus fréquents sont: riche, belle, intéressante, et ils coïncident avec ceux du

départ.En outre parmi les six personnes qui n'avaient aucune opinion sur ce sujet, il y en a trois qui ont réussi à s'en faire une. En ce qui concerne l'HISTOIRE elle a été jugée riche et intéressante. Au départ la notion d'intérêt a diminué alors que celle de sa richesse a augmenté. Les élèves qui n'avaient pas conscience de l’importance de l’histoire, n'ont pas eu l'occasion, au cours de ce bref séjour, d'en trouver les traces. Notre SOCIETE. Elle a été considérée chaothique, sans organisation, en crise, avec des problèmes, mais aussi accueillante. Après nous avons eu une remarque négative en ce qui co n cer n e l e d éso r dr e et l'organisation et notre tradition de bon accueil a presque disparu. Est-ce que ça se réfère à nos familles ou plutôt, les Suisses ont -ils pris en considération la société en général vue dans son ensemble? Notre questionnaire sur ce dernier aspect, mais ce n'était pas toujours clair. Le PAYSAGE. Au début il est beau, varié, mais négligé dans six cas; il est devenu ensuite sale, désordonné et moins beau. La CUISINE italienne est l'unique élement du questionnaire qui a jou i d'u ne a ppré cia tion complètement positive et dont les données ont été homogènes.

Conclusion L'image que nous avons dégagée de ce questionnaire est celle d'une Italie mal organisée, un peu sale, mais qu i n 'est pas tro p dangereuse. L'art, la bonne chère et le caractère sociable des italiens ont gardé leur place à l'intérieur des stéréotypes. Mafia à part, le regard des Suisses sur notre pays a été vraiment t el que nou s l'attendions.

Gennaio 1996  

Anno 4 n.6

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