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Anno 6 Numero 4

I.T.C. LUNARDI - BS

Febbraio 1998

1998, un anno nuovo. ma cosa significa “nuovo”, cosa implica l‟essere nuovi, trasformati rispetto a ieri e capaci di guardare alla realtà con uno sguardo diverso? Ci è parsa stimolante questa preghiera di D. MacArtur sul tema del figlio e l‟abbiamo scelta per augurare a tutti un buon nuovo anno.

Dammi un figlio, Signore, che sia tanto forte da accorgersi quando è debole, tanto coraggioso da ammettere di fronte a se stesso quando ha paura; un figlio che si conservi fiero e indomito in un’onorevole sconfitta, umile e magnanimo nella vittoria. Dammi un figlio che non sostituisca mai i desideri ai fatti; un figlio che si conosca e che sappia che conoscere se stesso è il primo fondamento di ogni conoscenza. Conducilo, te ne prego, non sulla via degli agi e delle comodità, ma sotto il pungolo e la spinta delle difficoltà e del rischio. Fa’ che impari a procedere retto nella tempesta, fa’ che impari a provare compassione per chi cade. Dammi un figlio che abbia il cuore limpido e che ponga molto in alto il suo traguardo;

un figlio che impari a dominare se stesso piuttosto che voler dominare gli altri; che tenda al futuro, senza mai dimenticare il passato. E quando tutte queste cose saranno sue, concedigli ancora, te ne prego, la capacità di sorridere, tanto da poter essere sempre serio senza mai prendersi troppo sul serio. Dagli l’umiltà, dagli la semplicità della vera grandezza, la larghezza di idee della vera saggezza,

la mitezza della vera forza. La Redazione INDICE Biblioteca risponde A.A.B. Camaleonti Li aiutiamo o no? Cinema Il principe e la volpe L’ orientamento Messaggi Auguri Manga Nation Scuola ed Autonomia Test “sei ambizioso” Il Corpo Noi italiani

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Nell’ultimo numero del gi or n ali n o abbiamo d enu nc i at o alcune disfunzioni della biblioteca chiedendo che ne venisse g ar an t i t a l’ ef f ic i en z a sperimentata negli anni precedenti. Dobbiamo dire che (certo non per merito del giornalino) siamo ritornati allo standard di s e r v i z i o c h e conoscevamo. Vogliamo quindi es primer e al Preside e alla Commissione la nostra soddisfazione. E’ nostro dovere però

REDAZIONE BARONE SILVIA BONASSI ELEONORA BONDIOLI NADIA BORDOGNI LUCA BRAMI GABRIELE CLAUSER ELISA COELLI FEDERICA CRISTOFOLO FRANCA DEL MEDICO ELISABETTA FUSARI ROBERTA LIPAROTI VALERIO MARTINAZZOLI LINO MATTEI GIUSEPPE PALAMARA STEFANIA PODETTA ROBERTA SONCINA STEFANO ZANOTTI ELENA ZILIANI GIOVANNA

Lunarfollie viene pensato, prodotto, sta mpat o e distribuito presso il CIC dell’ ITC LUNARDI, via Riccobelli 47 25125 Brescia, Italia. Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 E-MAIL ciclun@master.cci.unibs.it

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informare. Dopo l’uscita del giornalino il Preside ha convocato la Redazione e oltre ad esprimere il suo compiacimento per il lavoro dei redattori, ha fortemente protestato per la nota sulla b i b l i ot ec a. L a Commissione biblioteca inoltre ci ha inviato la seguente rettifica che p u b b l i c h i a m o i n t e g r a l m e n t e ringraziandola perché lo scrivere permette di fare chiarezza. (Cogliamo l’occasione per invitare tutti a scrivere le loro osservazioni) “La diminuzione temporanea del personale amministrativo ha comportato il distacco di una delle addette alla Biblioteca negli uffici, per il periodo compreso tra giugno e novembre 1997. In questo modo, la Biblioteca ha visto la presenza dell‟altra addetta che, assentatasi per un mese, è stata sostituita unicamente dai docenti della Commissione Biblioteca che ne hanno reso possibile l‟apertura al massimo per 2 ore al giorno. Tuttavia, dalla fine di novembre, l‟addetta distaccata negli uffici ha ripreso quasi completamente il suo ruolo in Biblioteca consentendo, a partire da tale data, l‟apertura della stessa per 30 ore settimanali, sfruttando anche le opportunità offerte dal progetto “scuola aperta”. La Commissione Biblioteca tiene comunque a precisare,

come del resto ha avuto modo di fare precedentemente, che il ruolo della Bib lioteca nell‟attività didattica dell‟Istituto, grazie anche alle competenze specifiche acquisite dal pe rson ale, risu lta fondamentale e che la qualità dei servizi offerti agli utenti è strettamente legata ad un lavoro di preparazione che necessita di una continuità operativa. Si veda in tal senso il ruolo che la nostra Biblioteca ha svolto all‟interno del progetto provinciale e nazionale di Promozione della lettura (dettagli all‟interno del Progetto 2001 Biblioteca nello spazio a cura della Comm. Biblioteca).” La Comm. Biblioteca

NANEROPOLI Continua la ricerca dei nani ancora sconosciuti. In questo mese abbiamo trovato: - il nano albicocca Nocciolo - il nano scarpa Sandalo - il nano tunnel Cunicolo - il nano ladro Cleptolo - il nano incubo Nottambulo - il 5 nano Mignolo - il nano chincaglieria Ninnolo - il nano scassato Trabicolo - il brufolo Pustolo - il nano disastro Pericolo Stefano


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Non credo che molti abbiano se n t i t o parlare dell’A.A.B. (Associazione Artisti Bresciani) che ha sede in Vicolo delle Stelle N.4 (di fianco alla chiesa di S.ta Maria dei Miracoli in corso Martiri della libertà ) tel 45222. Eppure l’associazione ha cinquant’anni di vita ed è un referente fondamentale per tutti gli artisti operanti in città e in provincia. Il suo scopo è quello di far conoscere le nuove correnti artistiche che man mano prendono piede in Italia e all’estero. L’A.A.B. è attenta al dibattito sull’arte che si svolge nei grandi centri della contemporaneità che vanno da New York a Parigi, a Venezia, a Londra e nella modestia dei suoi mezzi economici cerca di mantenere la città e i suoi associati aggiornati sui diversi movimenti artistici e le tendenze che ne derivano. Mai come oggi il panorama artistico è confuso e frastagliato. L’artista è un essere più individuale che sociale, o meglio, la sua arte rispecchia la molteplicità dell’io individuale (che è anche molteplicità dell’io sociale) del mondo contemporaneo. Viene proposto d i t u t t o : d a l le INST AL LAZ IONI c he vogliono rompere con la bidimensionalità obbligata del foglio o della tela, alla TRANSAVANGUARDIA, all’INFORMALE, all’ARTE GESTUALE, ai GRAFFITI, alla RAPPRESENTAZIONE FIGURATIVA CLASSICA che vuole riappropriarsi dei mezzi

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propri della pittura, all’ARTE VIDEO CINETICA, creata con lo schermo televisivo , alla COMPUTER ART. Mai come ora l ’ a r t i st a è obbli gat o a confrontarsi con il mercato e le sue leggi che i ne sora bi l me nt e tendono a condizionarlo, o peggio, ad accettare di tutto, rendendo la produzione artistica ipertrofica e facendole man mano perdere il suo significato. L’A.A.B. si propone di seguire attentamente l’evolversi dei processi creativi per divenire tramite di cultura per la cittadinanza. Le attività dell’associazione sono le più varie: la prima è quella di orga nizzare MOSTRE per promuovere artisti, soprattutto bresciani, ma anche quelli provenienti da altre regioni. Le mostre poi sono divise in varie “ SER IE”: a bbia mo quel le STORICHE, per non dimenticare artisti bresciani del passato, in particolare quelli tra fine ottocento e l’inizio della II guerra mondiale, quelle relative alla PITTURA, alla SCULTURA e alla GRAFICA, abbiamo serie nuove sull’ARCHITETTURA, la SCENOGRAFIA, la B IB L IO F IL IA . E ssa p o i organizza “le conferenze del venerdì”, valide anche ai fini dell’aggiornamento per gli insegnanti. Ogni anno viene stabilito un percorso artistico che spesso prevede il commento di opere presenti nella nostra città. Infine vengono proposti i “concerti aperitivo” con musica

da camera, che vengono dati la domenica mattina. L'A.A.B. ri vol ge una pa rt i c ol a re attenzione ai giovani per i quali ha lanciato un concorso: il p r e mi o c o n si st e n e l l a pubblicazione di un catalogo e la possibilità per il premiato di allestire una mostra personale presso i locali della galleria. A questo punto vi chiederete: e noi che c’entriamo con questa AAB?”. Moltissiomo, dico io. AAA vuol dire entrare in galleria e vedere una mostra di opere di grafica o di pittura eseguite da qualcuno che ha una speciale sensibilità verso la visione sia esteriore che interiore. E’ essere informati sulle nuove tendenze delle arti visive. E’ farsi un gusto estetico per pote r apprezzare o respingere l’oggetto esibito. E’ allargare i propri limiti culturali per poter controllare un mondo aggressivo che ci bombarda di immagini commerciali. E’ imparare ad amare l’arte italiana anche contemporanea per conservarla e proteggerla nel futuro. Il mio invito quindi è: entrate in galleria, visitate le mostre per conto vostro (senza aspettare la profe di turno) rompete il ghiaccio e vedrete che anche qui c’è il sale della vita. Defensor Artis

Dalla Russia... alla Biblioteca (Dalla Russia ... alla Biblioteca)

Venite a vis it ar e l’esposizione! Troverete un piccolo pezzo di una grande cultura, ancora in parte a noi sconosciuta. Una delle vie d’accesso? La lingua russa


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"Possedere il fisico del personaggio significa, lo si sa, avere mezza battaglia vinta in qualsiasi impresa, da uno spettacolo di marionette al lancio di un'offerta in borsa..."...siete d'accordo con Linsday? L'immagine è, ed è sempre stata, molto importante; oserei dire fondamentale in certi casi. La maggior parte di noi cerca prima di tutto di apparire, quindi nel modo con cui ci p r e s en t i a mo v i è u n linguaggio, un codice dal quale si ricavano elementi prezi osi che spesso influenzano la decisione di proseguire una relazione o concluderla. Fortunatamente per strada si incontrano persone curiose, sicuramente originali, capaci di esprimere con sincerità la p r o p r i a p er so n a l i t à i n evoluzione. A prescindere che una persona segua o no la moda credo converrete con me che il senso visivo è fortemente stimolato e coscientemente disposto ad esserlo. Nella società in cui viviamo quest'ultimo passaggio è faci lmente ri con osci bil e nell'azione deliziosamente disarmante della pubblicità. E' difficile non rimanere stupiti di fronte alla perfezione trabocca nte da cert e pubblicità, veri e propri capolavori studiati al dettaglio, che riescono a far passare geniali messaggi persuasivi. Che ne dite del messaggio appetibile lanciato da una nota

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casa svizzera di orologi: l'acquisto del loro prodotto assume una connotazione quasi necessaria. Il bene da loro proposto oltre ad essere u n indu bbio strumento utile (perchè ci permette di misurare un parametro tanto prezioso come il tempo), ci terrà compagnia durante i momenti migliori della nostra vita: il gol segnato allo scadere della partita, l'avventura consumata dopo un incontro da brivido con la donna dei sogni, la nascita di un bimbo...; il tutto scandito da una colonna sonora abilmente scelta, "Breathe", che incita alla libertà totale. Ma "liberi" dobbiamo sentirci quando ci rechiamo ad acquistare un orologio e scegliamo senza farci troppo pregare il sopracitato oggetto? Il risultato è talmente attraente, capace di farci dimenticare la nostra personalità proponendoci sicuri status symbol buoni per venire incontro al nostro sanabile bisogno di apparire. Coloro che rifiutano di essere schiavi dei sistemi commerciali promuovendo atteggiamenti precostruiti di superficiale ribellione sono però, allo stesso modo, "vittime" di una moda, e più precisamente della moda dell'anti-moda (perdonate il gioco di parole). La via d'uscita dal labirinto che stordisce c'è! Basta armarsi di volontà e impegno per accrescere la nostra cultura generale affinchè sia naturale sentirci liberi di acquistare ciò che vogliamo,

nel pieno rispetto dei nostri stessi diritti; appropriandoci tra l'altro dell'unico strumento con il quale il cliente può dimostrare la sua attenzione: il boicottaggio (tema di interesse ricorrente all'interno del nostro giornalino). Forse è questo il momento buono per rienterpretare un noto, a mio avviso estremamente profondo, messaggio pubblicitaro: "Be a beauty. Be a beast. JUST BE". Silvia Barone

CURIOSITA’ MA NON SOLO In Cina, persino nella occidentale Shanghai, gli assorbenti intimi usa e getta sono un prodotto sconosciuto alle donne, le quali devono anche avere la cautela di lavare i pannolini di stoffa di nascosto dai maschi di casa. Il sangue mestruale è un argomento imbarazzante che viene celato tra le faccende femminili. Le multinazionali che producono assorbenti in cellulosa (interni ed esterni) sono allo stesso tempo interessate e spaventate da un eventuale ingresso nel mercato cinese. Se questo avvenisse e tutte le donne cinesi non ancora in menopausa passassero all'usa e getta in cellulosa, l'intera foresta amazzonica sarebbe in pericolo ("la Repubblica delle Donne")


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indicativa che vi abbiamo fornito, non dovrete rompere il vostro affezionato porcellino rosa di ceramica, né chiedere un mutuo alla Banca, ma soltanto rinunciare a ciò che è per voi superfluo e donare a qualcuno ciò che per lui è indispensabile. Per aiutarvi nella vostra scelta vi forniamo alcuni indirizzi ai quali potrete rivolgervi per avere informazioni più precise:

Il Natale è passato ormai da meno di un mese ma non deve spegnersi in noi la volontà di fare del bene aiutando chi magari in queste festività non ha ricevuto né regali né l’affetto di persone vicine e care. In verità ci sono modi e modi di fare del bene; noi ve ne suggeriamo uno che ci sembra utile ed efficace: l’adozione a distanza. Tante volte avrete sentito parlare di questa iniziativa che forse vi sarà sembrata troppo complicata e di difficile attuazione . Toglietevi le mani dai capelli e non fatevi prendere dal panico perchè con il nostro aiuto vedrete che è la cosa più semplice da fare dopo rubare le caramelle a un bambino. Per adozione a distanza si intende una nuova forma di assistenza e solidarietà, che non comporta un rapporto personale e nemmeno alcun vincolo giuridico tra i soggetti, come succede invece per l’adozione legale. Tale senso di solidarietà nei confronti di altri meno fortunati implica un impegno da

part e d ell’ad ot tant e ch e garantisce di mantenere tale rapporto per un periodo significativo nel tempo.(almeno un anno) Questo progetto, che speriamo abbia già stuzzicato le vostre menti, è rivolto alle famiglie oppure a singoli individui, a scolaresche o a comunità, e viene realizzato mediante il versamento di un contributo di circa L.50.000 mensili. Molte classi del nostro Istituto conoscono già molto bene qu est o p r o g et t o , i n fa tt i contribuiscono ormai da tempo e a tt i va ment e all a su a realizzazione. Il corso L è già da 5 anni che ha adottato a distanza due bambini indiani; il gruppo teatrale l’Alveare ha adottato a distanza una bambina da due anni. Noi speriamo che seguiate tutti il nostro consiglio per investire - magari come classe un po' di soldini in opere di bene. Ma se ciò che vi preoccupa è il denaro (op op op , din din din) non spaventatevi perchè come avete già visto dalla cifra

C I AI ( C en tr o I t a li a n o Adozione Internazionale) P.zza Cardinal Ferrari, 4 20122 Milano tel.02/58316605 fax. 02/58316587 Congregazione Suore Missionarie della Carità Salita S. Gregorio al Celio, 1 00187 Roma tel. 06/7008435 International Adoption Via Pretura Vecchia P.O. Box 58 33017 Tarcento (Udine) tel. 0432/791938 ALBI (Associazione Amici dei Bambini) Via Giacomo Frassi, 19 20077 Melagnano Mi tel.02/9839072 fax.02/98232611; 02/98231388 La Primogenita Interntional Adoption Via La Primogenita, 8 19100 Piacenza tel. 0523/328373 Francy B e Francy C della quinta F


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LA VITA E’ BELLA OVVERO IL NUOVO BENIGNI Da circa un mese nelle nostre sale cinematografiche è in visione il nuovo film di Benigni: “la vita è bella”. Questo film insieme all’altra produzione italiana “tre uomini e una gamba” di Aldo, Giovanni e Giacomo, sono riusciti, per la prima volta durante il periodo natalizio, a sbaragliare quelli stranieri. Il cinema italiano è riuscito a riconquistare i cuori dei suoi cittadini. Chi è andato nelle sale credendo di vedere un film alla “Benigni” forse sarà rimasto perplesso, qualcuno forse deluso, altri soddisfatti dell’insolita parte di Benigni, calata in un contesto drammatico. La vicenda si svolge in un paesino toscano; Orefice Guido (Benigni) cameriere e poi libraio, dall’aria apparentemente paciosa e ridicola, sposa una ricca maestrina (Nicoletta Braschi), che gli appare come una principessa, e dalla quale ha il figli o Gio su è (Giorgio Cantarini). Orefice Guido ha un solo neo, è ebreo, ed un giorno, insieme al figlio e al vecchio zio, sono caricati su un camion, poi su un treno, a portati in un campo di concentramento, dove Guido, con un coraggio da leone, inventa un gioco nel quale bisogna fare 1000 punti per vincere e portarsi a casa un carro armato vero. E’ un gioco che il protagonista si costringe a giocare, con un sorriso ironico, per il suo bambino che giocando, forse riuscirà a non aver paura e, magari, a sopravvivere.

film ha un grande rigore narrativo e un’ottima ed elaboratissima sceneggiatura, ricca di segnali fastidiosi ed inquietanti che ci fanno intuire gli orrori della seconda guerra mondiale senza praticamente mostrarceli. I giudizi sul film sono stati vari e contrastanti; il quotidiano “ Le Mond” ha affermato che la pellicola ha riscosso un successo spropositato; nel mondo politico ha suscitato molta polemica, e il parlamentare Giuliano Ferrara ha tr ova t o di cat ti v o gu st o ridicolizzare un avvenimento particolarmente drammatico della nostra storia; Moni Avado ha invece definito la pellicola come una parabola poetica, ricca di sentimento, come un gioco impossibile che si conclude con un sacrificio. Altri lo hanno visto come un capolavoro degno di Oscar per quanto riguarda l’idea e l’interpretazione dell’attoreregista che riesce in modo ammirevole a sdrammatizzare e a rendere a suo figlio, ma anche a tutti noi, meno orribile il ricordo dell’olocausto. I giudizi possono essere molto differenti, dipendono da persona a persona, ritengo che il film sia degno di essere visto, perchè oltre a presentarci u n Benigni “diverso” contine un messaggio di grande rilievo e sa toccare tutte le corde dei sentimenti: dal riso al pianto.

a cura di Stefania P.

IL PRINCIPE E LA VOLPE Questa pagina di quel fornidabile libretto che è “IL PI C C O L O PR I N C I PE ” , l‟abb ia mo tro vata in Redazione e ci è tanto piaciuta. La pubblichiamo i e ringraziamo l‟anonimo che ce l‟ha proposta In quel momento apparve la volpe. “Buon giorno”, disse la volpe. “Bu on giorno”, rispose g en ti l m ent e i l p i cco lo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. “Sono qui” disse la voce, “sotto al melo...” “Chi sei?” domandò il piccolo principe, “sei molto carino...” “Sono una volpe”, disse la volpe. “Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, “sono così triste..” “Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”. “Ah! Scusa”, fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: “ C h e c o sa v u o l d i r e addomesticare?”. “Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?” “Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe. “Gli uomini”, disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse.Tu cerchi delle galline?” “No”, disse il piccolo principe . “Cerco degli amici. Che cosa vu ol d ire addomesticare?”


LUNARFOLLIE “E’ una cosa da molti dimenticata. Vuol dire creare dei legami...” “Creare dei legami?” “Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me non sei che un ragazzino uguale a cento mila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu dai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’u no dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.” “Comincio a capire”, disse il piccolo principe. (...) La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: “ P e r f a v o r e . . . addomesticami”, disse. “Volentieri”, rispose il piccolo principe. (...) “Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte . Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”. “E che bisogna fare?” domandò il piccolo principe. “Bisogna essere molto pazienti e gioiosi”, rispose la volpe. (...) Così il piccolo principe addomesticò la volpe. (...)

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Non è certo facile orientarsi nel mare dell’informazione, e per aiutarvi nelle vostre scelte future di studio o professionali c’è il CIMP a vostra disposizione. Qui potete consultare le guide dello studente e i notiziari di numerose facoltà universitarie, ma le informazioni più complete le potrete trovare, naturalmente...navigando! Non siete ancora degli esperti cybernauti? Non c’è problema, si impara in un attimo. Eccovi un esempio: cliccate su Netscape e vi apparirà la pagina Lunardi - sistema informativo. Entrate nel C.I.M.P. e cliccate sulla sezione SERVIZI. Da qui in poi sta a voi scegliere l’argomento che vi interessa: cliccando infatti sulle parti sottolinea te entr er ete direttamente nei siti desiderati, come ad esempio il Sole 24 Ore, che vi offre l’opportunità di inserire il vostro curriculum vitae, o il Mi nist ero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, che vi propone i siti di tutte le università italiane, vere e proprie miniere di informazioni. Sognate di studiare o lavorare all’estero? Le informazioni disponibili in rete a tale riguardo sono davvero infinite, ba sta sa perl e trovare! E se per caso perdete la rotta du ra nte la navigazione o se a v et e r i ch i est e particolari e poco

tempo a disposizione, la prof. Maria Corinna Tosi potrà darvi una mano e mostrarvi anche altri materiali (su dischetti e CD -roms) sull’orientamento. Un’ultima cosa: se le lingue straniere sono la vostra passione, perché non preparare il TOEFL o il DALF? Non lasciatevi intimorire da queste st r a n e s i g l e , s i t r a t t a semplicemente di due esami che valutano la conoscenza della lingua inglese e di quella francese (Test Of English as a Foreign Language e Diplôme Appr ofondi de Langue Française). Sono riconosciuti in tutto il mondo e sono requisiti indispensabili per l’ammissione di studenti stranieri in università americane e francesi. Si tratta inoltre di titoli spesso richiesti da associazioni professionali e da alcuni programmi per borse di studio. Una chance in più, insomma. Per ulteriori chiarimenti, venite al CIMP, vi aspettiamo!!! N.B. Per delucidazioni è disponibile la prof. MARIA TOSI


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PER NICOLA BROCCA Sarò di poche parole perchè non mi sembri un tipo di tante sdolcinatezze: sei un gran figo, mi prendi feß. By Lò „81 P.s: conoscerti però non è servito a niente. PER SILVIA 4^C CIAO, siamo Marta e Luisa. Ti ricordi di noi? Bella una cifra la festa casa della Eve. Sarebbe da rifare, cosa ne dici? Saluta la Francy e la Babi, vieni a farti vedere ogni tanto sono in 4^F. Baci TVB da Marta (Pasto) e Luisa PER LE TIPE DI 1^F Alice, Laura, Laura and Silvia siete odiose fex! Bye Manu PER MANUEL GENTILI 5^D Non ho parole x esprimere ciò che provo nel vederti, sei troppo bello! Mi attizzi un bordo. Spero che tu non te la prenda x questo messaggio x’ sei troppo importante x me. TVB. Sara „82 PER RAFFAELLA 1^A Mi attizzi una cifra passa + spesso davanti alla 3^D. By Bonfiglio 3^D PER DANIELE 2 M Ci sono delle ose che nemmeno la polvere può cancellare, tu sei una di quelle. I love you sempre di più. By Silvia PER TAGLIAPIETRA MARCO Ti ho sempre odiato, tiratela di meno e basta è finita. By Alice G. PER SPADA RAFFAELLA E LUISA IMPARATO 1^D Siete strasimpa. Vi voglio bene fex fex. P.s: Salite qualche volta in 1^G. CIAO! Valeria 1^G PER BENEDETTA Ti voglio troppo bene. By Gard

PER STEFANO TORRI 3A Sei tu, sei “l’uomo “ degli OASIS, sei un JUKE-BOX vivente, basta chiederti una canzone e, senza monetine, inizi a cantare. C’è solo un piccolo problema: della versione originale non c’è traccia! Ciao, ciao Michela e Renata Chi volesse trascorrere una giornata memorabile sui pattini in linea non deve perdere l’appuntamento al “ROXI” a Bussolengo (Verona), aperto anche il mercoledì sera dalle 9 alla 01. Il divertimento è assicurato. Ambiente di grande tendenza e outsider che si lanciano dagli scivoli mostrando figure memorabili e abilità disarmante. Siete principianti? Niente paura, chissa cosa riserva il futuro! Silvia, IV G

AMARE NON E‟ GUARDARSI L‟UN L‟ALTRO, MA GUARDARE ENTRAMBI NELLA STESSA DIREZIONE (Antoine de Saint Exupery)

PER BELTRAMI Mi piaci un casino, ti voglio conoscere meglio!!! Tua per sempre Minniti Caterina PER CHIARA STANISLAO 3 D Ciao serena, non averti più in classe è come essere in un tunnel a fari spenti e vedere gli ippopotami che ti vengono incontro guardandoti con occhio ambiguo! In questo mondo di obelischi non ci sto. Sei grande. By Laura Telefona allo 030/2400424 dalle 16 alle 24 PER PIETRO, schiena di vetro, l’uomo di plexiglasse, 1 A, sei figo con la calzamaglia blu

elettrico. Rimettila!!! By Costalunga PER MARCO 4 H ... non smetterò di amarti mai, non smetterò di perderti, di cercarti all’improvviso... di incontrarti nel mio passato YC PER GIORGIO Come ti permetti di augurare alla Ferrari di perdere il mondiale? D’ora in poi filo for ever. Comodo fare il lecchino e poi pugnalare alle spalle. By Drago Rosso 5 F PER ALAIN DELON 4 H Ma lo sai che il mondo non guarda solo te ma anche le persone che anche se non sono bellle sono migliori di te? Non pensi che io abbia ragione? Tutto questo ti rende più antipatico di quello che già sei. By Nicole PER EVA 5 F Che bel pupazzo di neve che abbiamo fatto... Ma tu dov’eri? Non ti sarai mica arrabbiata per una pallonata di neve sulla bocca...!!! Baci. Priscilla PER FEDERICA 2 F E’ da un po’ che ti guardo e penso proprio che sei una tipa OK. Non ho il coraggio di farmi avanti perché sono timido. Guardati intorno, forse potresti accorgerti di me! TVBTF By un tipo 82 PER PIETRO 2 D Ciao, sono una tipa che ti vuole veramente bene. Ti vedo ogni giorno prendere il diretto insieme alle tue compagne (penso) e ti vorrei conoscere al più presto, ma sono una tipa timida e non so neanche come ho fatto a scriverti... Sono magra, ma non troppo, ho i capelli castani, occhi verdi e faccio la prima TVB By Flora PER LETY 2 B Mi sa proprio che resterai a piedi il


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sabato, perché mi sono legata al dito la sto ri a del 19 d i c e mb r e . . .Ri c o r di a ll a finestra?...Scherzo, matta! TVB Sara 2 F PER GIORGIO 1D Sei stra carino.

A febbraio, mese freddo, sono relativamente pochi coloro che compiono gli anni. A loro giunga un augurio particolarmente caloroso che sappia supplire alla rigidità del mese in cui sono nati.

By Simo F. 1H

PER IVAN 5F Ti credi simpatico? Non ti rendi conto di quanto puoi mettere nella merda le persone? Draghi

1^A Lussignoli Alice Nember Laura 1^B Tarantino Luca PER ROMEO MARCO 2F La classe 2F augura a Marco, il più 1^D figo del Lunardi tantissimi auguri Belotti Valentina di buon compleanno. Dalla Pozza Silvana T.V.T.B.!!! Mariani Andrea Restifo Simona PER LAURA C. 4D 1^E sometimes in life you find a special friend; Moglia Roberto someone who changes your life 1^F just by being part of it. Cucchi Manuela Someone who makes you laugh Pezzoli Alice until you can’t stop; 1^G someone who makes you belive that there really is good in the Beretti Mirella world. Manenti Michela Someone who convinces you that there really is an unlocked door 1^H Cirelli Ilenia just waiting for you to open it. Magri Paolo This is forever frienship. When you’re down, Tassi Luca and the world seems dark and 1^M empty, your forever friend lifts you up in Galesi Elisabetta 1^N spirit and makes that dark and empty Mora Stefania world suddenly bright and full. You forever friend gets you through the hard times, the sad times, and the confused times, if you turn and walk away, your forever friend follows. If you lose your way, your forever friend guides you and cheers you on. Your forever friend holds your hand and tells you that everything is going to be okay. And if you find such a friend, you feel happy and complite because you need not worry you have a forevere friend for life. And forever has not end. PS T.V.T.B. Lorena 4G

2^B Forti Rene’ Moretti Patrizia Vittorio Valentina 2^C Saottini Elisa Zanini Paola 2^D Quaranta Laura 2^F Romeo Marco 2^I Lucini Emanuela Uberti Monia 2^L Bussi Daiana

2^M Balzini Veronica 3^A Crescimbeni Laila Griotti Clarissa 3^C Frerotti Sergio Izzo Fabio 3^E Capurso Andrea Danesi Francesca Verzelletti Elena 3^F Moscatelli Alessandra Natali Annalisa 3^L Boniotti Laura 3^M Calamusa Isabella Ravera Carla 4^A Frassine Roberta Martinelli Elisa Zanola Sara 4^B Iacopetta Francesca 4^C Negretti Roberto Tordi Moreno 4^E

Cominelli Raffaella 4^F Liberini Fabiana 4^G Barone Silvia Fanconi Stefania Palamara Stefania 4^H Venturini Emanuela 4^L Bergoli Nicola 4^M Frigerio Natalia 5^C Apostoli Luisa Moladori Chiara 5^D Arrighini Adriana Bontacchio Romina Rozzini Barbara 5^E Bosetti Michela Pizzi Sabrina 5^F Carone Stefania Castagna Andrea 5^H Prevosti Vera 5^I Corfani Silvia Pezzotti Stefania 5^L Don Marco Marelli Oriana Polonini Letizia 5^M Muscatelli Annalisa 5^N Ferrari Silvia Ferrari Tamara Taddei Stefania


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Eccomi a voi! (dopo l’assenza sulla scorsa pubblicazione) Le “vacanze” di Natale sono ormai finite (SIGH!!) e ci accingiamo ad affrontare un anno nuovo. Non ho trovato nulla di relativo a questo tema ma, piuttosto di t er mi n ar e l a r ec en s i o n e d i DR AGONB ALL vi p ropo n go qualcosa ugual mente da non sottovalutare. Trattasi del coinvolgente DNA 2 del divino MASAKATSU KATSURA. Non fatevi ingannare dal numero che segue il nome, DNA 2 non è il seguito di niente! I più arguti tra voi carpiranno il segreto celato nel titolo dalle pagine del fumetto stesso. Per i più “golosi”, eccovi le altre opere di M. Katsura: VIDEO GIRL AI (NEVERLAND), V ID E O G IR L LE N (NEVERLAND), SHADOW LADY (STORIE DI KAPPA) e ZETMAN ( vo l u me u n i c o co n t en en t e: Z E T M AN , S HIN - N O -S HIN , WOM AN IN THE M AN e l’episodio pilota di SHADOW LADY), tutti editi STAR COMICS. Il protagonista principale della storia è JUNTA MOMONARI, una sorta di “sfigatello” dei giorni nostri. Questo appellativo non è dovuto al suo aspetto esteriore ma bensì a delle precise meccaniche del fisico del nostro amico. Basti pensare a quando Junta si trova in una situazione che potrebbe sfociare in qualcosa di “piccante”, ad esempio: vede le mutandine bianche di una ra g az za ch e l e h a mo s t rat e inavvertitamente; oppure quando si trova a subire certe situazioni a doppio senso...bene, un timidone qualsiasi co s a far eb b e ? S i zi t t i reb b e? Arrossirebbe? Si metterebbe a piangere? Scapperebbe via? Junta no...lui VOMITA!!! Avete letto giusto e non è un errore di stampa. VO-MI-TA!!! E’ uno spasso vedere come reagiscono le sue varie interlocutrici... Proprio per questo impedimento fisico, anche se non è completamente chiaro il perchè, Junta, nel futuro, diverrà un megaplayboy che genererà 100 figli tutti playboy e playgirl come lui;

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ques to, s econ do un a cert a co rp o razio n e , cau s erà u n sovrappopolamento del pianeta terra, assolutamente da impedire. Qui entra in scena KARIN AOI, un’avvenentissima ragazza, che, con l’ausilio della macchina del tempo, fa ritorno all’epoca in cui Junta era adolescente per sparargli una pallottola speciale in grado di modificare il dna e condannare così Junta a una vita da sfigato.

Nessuno è perfetto, lo sapete, e Karin non fa eccezione; infatti sparerà a Junt a l a p allo ttol a s bagli at a, contenente un dna ricreato in laboratorio in grado di modificare un uomo normale nell’uomo dei sogni di Karin (l’uomo ideale per lei, per chiarire); questo però avrà uno strano effetto su Junta...buona lettura!! Dna 2 consta di 7 pubblicazioni di 136 pagine ospitate da Neverland edite da Star Comincs a Lit. 3200. Non pensiate che io sia di parte e recensisca solo volumi pubblicati dalla suddetta casa, è che la Star Comics detiene i diritti delle opere più interessanti ed è la prima ad accaparrarsi quelli relativi alle nuove opere degne di nota, insomma , it’s not my fault! Ma dedichiamo un po’ di spazio alle

caratteristiche meramente artistiche: Il tratto di M. Katsura è ben definito e molto preciso, e personalmente penso sia il migliore disegnatore ( assieme ad H. Haraki, del quale parlerò prossimamente) di cui io abbia avuto il piacere di ammirarne le opere; basti, come unico esempio, godere del fascino (esteriore/ interiore) dei suoi personaggi, dalle fattezze veramente splendide. Per fortuna questo non è l’unico aspetto a favore di Katsura: ho letto alcune sue storie e devo ammettere di aver “trattenuto il fiato” fino all’ultima pagina; non mancano gli intrecci con piccole sottotrame e i colpi di scena non si fanno aspettare poi molto. I personaggi tendono più che mai all’umano, hanno infatti reazioni che penso chiunque avrebbe (tranne Junta, OVVIO!!), e scusate se è poco! La storia in sé è sviluppata molto bene, senza momenti in cui sembra scorrere troppo veloce o troppo lenta; posso azzardarmi a dire anche che vi interesserà di sicuro sapere come andrà effettivamente a finire, ma non lo saprete fino all’ultima vignetta. Trovo inutile elencare di nuovo le caratteristiche tecniche del volu metto, Star Comics è diventata ormai un punto di riferimento, sinonimo di alta qualità a costi contenuti; e non è pubblicità occulta, è la verità! Dna 2 è stato pubblicato su Neverland (che non è una rivista, ma dedica tutte le pagine ad un solo fumetto per volta) dal numero 32 del novembre 1995 per un totale di 7 pubblicazioni mensili (come ho già detto). Potete richiedere gli arretrati alle fan t o mat i ch e “l i b reri e specializzate”. Avete qualche domanda, qualcosa che non vi è molto chiaro relativo al mondo dei manga, qualcosa che volete sapere di più? Potete mandare un messaggio a Manga Nation (tramite il giornalino) e faremo il possibile per aiutarvi. Alla prossima!!! Gabriele “Miglio” Brami


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L’argomento è di quelli belli e stimolanti. Ne parlano i giornali, ne parlano gli studenti, che scioperano, ne parlano i docenti e i sindacati, ne parlano i politici (poco) e ne parla il ministro (forse troppo). Insomma sull’autonomia scolastica pare si stiano muovendo in molti con molte idee al seguito. A quanto pare però ognuno ha idee diverse dagli altri ed ognuno fornisce la sua spiegazione o interpretazione di quanto si vuole o si dovrebbe fare. Così ci sono molti punti oscuri, perché molte parole identiche vengono utilizzate da persone diverse e con significati diversi. Una su tutte: modularità. Ma andiamo con ordine, perché le cose da dire sono parecchie e l’analisi deve essere puntuale (e come deve essere se no un’analisi?), giusto per non confondere ancora di più le idee. Innanzitutto da dove ha origine il problema dell’autonomia scolastica e perché se ne parla tanto adesso? L’autonomia nelle scuole si fonda giuridicamente sulla Legge n. 59 del 15 marzo 1997, la cosiddetta legge Bassanini. Nell’articolo 21 della legge si delega il Governo ad emanare, entro un anno, regolamenti e decreti applicativi per rendere concreta questa autonomia. Bene, ma si stanno facendo questi regolamenti e decreti? Poco tempo fa è uscito il decreto del ministro Berlinguer, in 6 articoli (vedi il sito Internet di

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ScuolaItalia), che per la verità è abbastanza generico e si limita a rimandare ai Regolamenti che dovrebbero presto arrivare.. Dei regolamenti poco si sa.

A questo proposito mi sembra opportuno prendere spunto da un bell’articolo di Giancarlo Cerini, intitolato: L‟autonomia didattica ed organizzativa, ovvero l‟elo gio de lla modularità, che si può trovare anch’esso sul sito Internet di Scuola Italia all’indirizzo: www.scuolaitalia.it Cito testualmente: “Poco è trapelato in questi mesi circa l’iter di elaborazione dei provvedimenti delegati, ed un simile itinerario carsico (bozze di documenti informali che compaiono e scompaiono) è stato anche oggetto di uno specifico rilievo critico da parte del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.” Sempre in questo articolo si affrontano anche due problemi o, meglio, si esprimono due preoccupazioni cruciali su questo tema. Il primo è relativo al rischio, reale, “che l’impianto culturale

ed operativo dell’autonomia scolastica sia definito proprio da quell’apparato burocratico che invece dovrebbe ridurre le proprie prerogative”. Il secondo è la semplice constatazione che l’autonomia “dovrà produ rre tangi bili miglioramenti nel quotidiano farsi degli eventi educativi in classe, altrimenti a che serve?”. Fatte queste doverose e, a mio giudizio, condivisibili premesse, è necessario esaminare nel dettaglio numerosi punti della legge, del decreto e anche di qualche bozza di regolamento che, seppure instabile, può dare alcuni spunti di riflessione. Da dove cominciare? Potremmo cominciare dai parametri, che sono criteri numerici, oggettivi e quindi più facilmente focalizzabili. Sembra che per ottenere o mantenere la personalità giuridica (base indispensabile p er q u a l si a si t i p o d i autonomia) ogni istituzione scolastica debba avere di norma u na popolazione scolastica compresa tra i 600 ed i 900 alunni. Naturalmente ci dovrebbero essere varie deroghe, per cui i limiti non sono invalicabili e però, laddove queste cifre non dovessero essere raggiunte, si deve procedere ad accorpamenti anche tra ordini di scuola diversi. (1.Continua) Vix


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Sei ambizioso e volitivo? Quando ti prefiggi uno scopo dedichi tutte le tue energie al suo conseguimento o dai poca importanza alla competitività? Rispondi in modo sincero alle domande di questo test, realizzato dallo psicologo Hans J. Eysenck e dallo psichiatra Glenn Wilson, dell‟università di Londra. Quando sei nel dubbio fai una crocetta nella colonna co rrisp on d en te a l p un to interrogativo. 1 ) Senti il bisogno di primeggiare all’interno del gruppo? • SI •? • NO 2) Ti prefiggi degli obbiettivi mo dest i p er risparmiarti eventuali delusioni? • SI •? • NO 3) Ti consideri ambizioso? • SI •? • NO 4) Lavori sodo per raggiungere gli obbiettivi che ti poni? • SI •? • NO 5) Sei pigro? • SI •?

• NO

6) “Prima il dovere 15) Per te “riuscire” nella vita è poi il piacere” è il tuo fondamentale? motto? • SI •? • NO • SI • ? • NO 16) Ti interessano le biografie 7) Porti a termine tutti dei personaggi famosi? gli impegni presi? • SI •? • NO • SI • ? • NO 17) Cerchi di lavorare con 8) Ti prepari sempre costanza ogni giorno piuttosto scrupolosamente per che fantasticare sul futuro? i nt err o ga zi o n i o • SI •? • NO esami? 18) Se sei concentrato sullo • SI •? studio o in un lavoro non riesci a • NO seguire quello che gli altri ti 9) Ti capita di passare delle dicono? •? • NO giornate in cui non riesci a • SI combinare niente? • SI •? • NO 19) Quando sei in vacanza ti capita di pensare spesso ai tuoi 10) Quando non hai niente da studi o al lavoro? •? • NO fare ti annoi e cerchi subito • SI qualcosa per occupare il tempo? • SI •? • NO 20) Sei soddisfatto dei risultati che stai ottenendo negli studi o 11) Confronti spesso le tue di quanto guadagni sul lavoro? •? • NO capacità e i tuoi risultati con • SI quelli degli altri? • SI •? • NO 21) Ti piace trovarti al centro dell’attenzione ? 12) A volte sei così entusiasta • SI •? • NO per quello che fai o per i tuoi progetti da non riuscire a 22) Ti proponi come modello persone di successo? prendere sonno? •? • NO • SI •? • NO • SI 13) Sei invidioso dei successi 23) Cerchi di tenerti sempre in attività per non cedere alla degli altri? • SI •? • NO pigrizia? • SI •? • NO 14) Quando racconti a un altro quello che stai facendo ti 24) Sei orgoglioso di quello che fai? entusiasmi? •? • NO • SI •? • NO • SI


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25) Desideri migliorarti? • SI •? • NO 26) Cerchi di frequentare le persone che potrebbero “aprirti la strada”? • SI •? • NO 27) Ti piacerebbe “ fare carriera”? • SI •? • NO 28) Quando sei su una scala mobile ti lasci trasportare senza salire i gradini? • SI •? • NO 29) Nella tua scala di valori il su c c e s s o h a u n p o s t o importante? • SI •? • NO 30) Spendi molte delle tue energie cercando di fare qu al co sa p er mi gl i ora re l’ambiente in cui vivi? • SI •? • NO SOLUZIONI: Assegnati un punto per ogni SI, mezzo punto per ogni ?, zero punti per ogni NO. Se il risultato è da 15 a 30 tendi ad essere ambizioso, lavoratore, combattivo, sei spinto dalla volontà di migliorare e portato ad attribuire un va l ore pri ori t a ri o al la produttività e alla creatività, naturalmente più il punteggio si avvicina a 30 più que ste caratteristiche saranno accentuate. In tal caso attento a non essere troppo esigente con te stesso, finiresti per vivere sempre sotto pressione. Se il risultato va da 0 a 15 sei una persona che attribuisce poca importanza alla competitività; più il punteggio si avvicina a 0 e più tendi a essere timido, chiuso, pigro. In tal caso ricorda che un po’ di sano spirito di competizione è utile per non lasciarsi sempre bagnare il naso dagli altri.

“il bacino”

E una regione del nostro corpo molto ricca di linguaggio simbolico, non solo, ma è anche il luogo dove risuonano le percezioni e nascono le relative emozioni. 1. la pelvi E', approssimativamente, l'area che si delinea sul corpo quando si indossano solo le mutande e costituisce una zona importante dello psicosoma, per molte ragioni. Data la sua posizione, la pelvi assicura l'unità dello psicosoma e ha la funzione di cardine che media tra la metà superiore e quella inferiore del corpo. Costituisce così l’incrocio delle relazioni tra piedigambe e colonna vertebrale-torso. Quando una persona è tesa e contratta in questa zona, significa che è eccessivamente preoccupata delle esigenze materiali della sopravvivenza. Di conseguenza, avrà difficoltà a dare e a prendere senza restrizioni e cercherà di possedere e sfruttare al massimo tutto ciò con cui viene a contatto. Invece, la vitalità e la flessibilità riflette un modo aperto, generoso, fluido di essere al mondo. E’ importante ricordare che il processo fisico di ingerire, digerire ed eliminare è molto simile ai processi emotivi ed intellettuali corrispondenti. In tutte queste attività, incorporiamo qualcosa che è all'esterno di noi, lo trasformiamo, e poi, magari, lo restituiamo al mondo sotto forma di espressioni, sentimenti, azioni o creazioni. L ' i n d i v i d u o c h e i rr i g i d is c e frequentemente la zona anale è più portato a sopprimere le sue emozioni con una eccessiva razionalità e con il controllo intellettuale. Quando, invece, il

nostro corpo è ben sintonizzato e sbloccato, è capace di intensa sensibilità e di più profonde esperienze emotive. 2. regione addominale - il ventre Questa importante area incomincia sopra la pelvi, include la cavità addominale e termina al diaframma. Entro questa cavità, non protetta, vivono molti dei nostri organi vitali, le nostre viscere, e, con esse, le nostre sensazioni, le nostre emozioni, le nostre pulsioni. Il ventre è il centro delle sensazioni.. Nel ventre hanno origine molte delle nostre emozioni e delle nostre passioni. Quando ci accade qualcosa che fa nascere dei sentimenti, molte di queste emozioni sembrano "sgorgare e crescere" dalle nostre viscere ed irradiarsi verso l'esterno Le emozioni possono essere considerate come energie in moto e si può ritenere che quando vengono create tentano di liberarsi, a meno che siano trattenute da particolari forme di educazione o convinzioni. Può essere utile immaginare le emozioni come flussi turbinanti di energie multicolori. Dal ventre, parte delle emozioni fluiscono verso il basso e inondano il di energia e potenza, anche, sessuale, diffondendosi nella pelvi e nelle gambe che si muovono verso l’oggetto della soddisfazione e contribuiscono con i piedi a basare il torso sulla terra. Altre emozioni incominciano nel ventre e fluiscono verso l'alto, attraverso il diaframma, per passare nel petto. Il petto tende ad ampliare le emozioni, con


14 l'amore e l'autoaffermazione. A seconda del tipo di emozioni in gioco, esse possono procedere fino alla gola, alle braccia, alla bocca, agli occhi, al collo o al cranio, perché‚ tradotte in sentimenti, possano raggiungere l’esterno ed essere così comunicate. Ogni parte del corpo ha un suo ruolo nell'espressione o nel blocco delle emozioni. Come le pietre, la vegetazione e i detriti strutturano il modo in cui scorre un fiume, i blocchi emotivi e i sentimenti inespressi strutturano il flusso dell'energia emotiva che scorre attraverso il corpo, nel suo percorso dalla nascita alla manifestazione. Tutti i sentimenti, una volta iniziati devono procedere attraverso le quattro fasi di tensione, carica, scarica e rilassamento, se vogliamo che tutto proceda bene. Ad esempio, supponiamo che ti trovi in una situazione che ti ha fatto arrabbiare. Poiché‚ hai sviluppato una carica emotiva, la via più sana, dal punto di vista dello sfogo energetico, sarebbe di scaricare i sentimenti di rabbia, in modo che il tuo corpo possa tornare ad uno stato di rilassamento e di equilibrio. Se non riesci a scaricare la t ens ion e, proba bilm ent e s i bloccherà in qualche parte, magari nel ventre. Oppure, metti di esserti innamorata/o profondamente di qualcuna/o, ma non riesci ad esprimere i sentimenti che provi, perché sono rimasti imbottigliati dentro di te. Ebbene, quando l'energia rimane così bloccata, la tensione dell'emozione che hai provato si accumula e finisce per c onges t iona rs i . Più ques t o sentimento viene trattenuto senza sfogarlo e più si blocca la zona del corpo che contiene l'energia emotiva. A lungo andare la carica emotiva diviene come una massa di detriti energetici che si accumula al

LUNARFOLLIE punto del blocco, che spesso è proprio il ventre. L'accumulo di detriti viene avvertita inizialmente come stress, ma in seguito come armatura e rischia di ridurre le f unz ioni nat urali del c orpo favorendo le condizioni di conflitto e di malessere. Nel corpo emotivo questi conflitti vengono chiamati nevrosi; nel corpo fisico, questi malesseri di solito si manifestano come punti di malattia (ulcera, gastrite, gastroenterite, ecc.), debolezza, tensione e cattiva salute generale.

Nella nostra cultura la buona educazione spesso viene confusa con qualcosa che ci chiede di non sentire le emozioni o, almeno, di non esprimerle. Di conseguenza, rinneghiamo i sentimenti, tratteniamo le emozioni e limitiamo l'autoespressione. 3. il diaframma Il diaframma è il muscolo piatto, a lamina, situato sotto i polmoni, immediatamente sotto lo stomaco, il plesso solare, il fegato, la bile, il duodeno e i reni. Data la sua posizione, la sua salute a la sua v it alit à hanno una grande importanza nel funzionamento degli organi interni e dei polmoni. Si ritiene che il diaframma sia la porta da cui passano tutti i sentimenti e le sensazioni: quando è aperta e sbloccata, l'energia fluisce liberamente e lo psicosoma

gode di buona salute e di piacere; quando, invece, è tesa e contratta, si produce una limitazione del potenziale di respirazione e di flusso energetico e, di conseguenza, anche di sensazioni e di sentimenti. Visto dall'alto, il diaframma sembra agire come un coperchio muscolare saldamente poggiato sulla conca addominale. Poiché quest'ultima è solitamente piena di sentimenti e sensazioni in ebollizione, tocca al diaframma controllare il modo in cui è loro consentito di sfogarsi. Quando il diaframma è flessibile e ben funzionante, le emozioni vi fluiscono in modo naturale e spontaneo; quando, invece, le emozioni vengono trattenute cronicamente nel ventre, spesso il diaframma diviene teso e rigido: così serve sì a ridurre la percez ione delle emoz ioni indesiderate, ma rischia di annullare anche l'esperienza delle sensazioni piacevoli e della gioia. Visto dal basso, il diaframma appare svolgere un ruolo importantissimo nel processo res pirat orio. Benché molt i ritengano che i polmoni siano responsabili dell'inalazione e dell'esalazione dell'aria, in realtà è il diaframma che controlla tale processo. La capacità di trarre un respiro pieno e profondo dipende, comunque, da un buon lavoro di squadra del ventre, del diaframma e dei polmoni. In conclusione possiamo dire che la regione del bacino, data la sua grande funzione di accoglienza delle percezioni, di elaborazione e di distribuzione delle emozioni, è un costante e attento osservatorio dell’equilibrio della nostra capacità di comunicare il nostro rapporto con il vivere quotidiano: noi, gli altri, le cose. G. M.


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Tutti gli italiani dall’uno al cento per cento 1% gli italiani con più di 15 anni che hanno ancora la bisnonna. 2% gli italiani sotto i 40 anni che hanno già fatto testamento. 3% gli italiani che tengono in auto la foto dei loro cari. 4% gli italiani che affitterebbero la moglie per cento milioni. 5% gli italiani (uomini) ancora occupati sopra i 70 anni. 6% gli italiani che arrivano agli appuntamenti amorosi con più di un ora di ritardo. 7% giovani che vengono riformati alla leva pe r i mpe rfezi oni all’apparato cardiovascolare. 8% gli italiani che mangiano più di cinque volte al giorno. 9% i bambini che nascono fuori dal matrimonio. 10% le italiane che, se tradiscono il partner, lo fanno per noia. 11% le italiane che vorrebbero la figlia con il corpo di Paola Barale. 12% gli automobilisti che sottoposti al test etilico risultano positivi. 13% gli italiani che parlano bene l’inglese. 14% i commercianti colpiti da episodi di criminalità all’anno. 15% i minorenni che vivono in situazioni di povertà. 16% gli italiani che affitterebbero la moglie per un miliardo. 17% gli italiani che parlano abitualmente in dialetto con parenti ed amici. 18% g l i i t a l i a ni f a v o re v ol i all’eutanasia. 19% gli utilizzatori di droghe in genere. 20% gli italiani che vivono col fratello o la sorella. 21% gli italiani che hanno più di 60 anni. 22% gli italiani che credono alla reincarnazione. 23% gli italiani che hanno in casa un cane.

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24% gli italiani che vorrebbero fare l’amore in ascensore. 25% gli italiani che considerano stimolante per la sessualità la visione di film porno. 26% le donne tra i giornalisti. 27% le donne sotto i diciotto anni che già effettuano mammografie. 28% le famiglie in cui i programmi televisivi sono scelti dai genitori. 29% le ragazze che vanno con regolarità allo stadio. 30% gli italiani che fra i giochi preferiscono il lotto. 31% gli italiani che vanno a Messa ogni domenica. 32% le italiane che hanno almeno una pelliccia. 33% gli occupati del Sud che hanno un rapporto di lavoro non regolare. 34% gli italiani che si sentono in colpa quando mangiano dolci o gelati. 35% i consumatori di cocaina che ne fanno uso tutti i giorni. 36% le famiglie che usano la carta di credito o bancomat. 37% gli italiani che, se si rivolgono ad un mago, lo fanno per vendette o fatture contro terzi. 38% gli italiani convinti che esiste il diavolo. 39% gli italiani che ritengono interessanti i documentari sulla natura in Tv. 40% gli italiani che non svolgono alcuna attività culturale nel tempo libero. 41% i commercianti che hanno porte e vetri blindate nei negozi. 42% gli italiani insoddisfatti del proprio lavoro. 43% gli italiani che si sentono in colpa perché non fanno abbastanza attività fisica. 44% gli italiani che dormono più di 8 ore a notte. 45% le donne lavoratrici che non hanno mai cambiato lavoro. 46% gli italiani che hanno fiducia nelle donne chirurgo. 47% g l i i t a l i a n i c h e n o n

affitterebbero la moglie per nessuna cifra. 48% gli uomini insoddisfatti della propria situazione economica. 49% gli italiani che hanno paura di volare. 50% gli italiani che non intendono fare testamento. 51% gli italiani che dichiarano di avere fiducia nei tedeschi. 52% le donne che, tra quelle che tradiscono il partner, sono sposate. 53% gli uomini tra 40 e i 60 anni che sposerebbero una diciottenne. 54% gli italiani che tra tutti i santi preferiscono San Francesco. 55% gli italiani che hanno la TV in cucina. 56% gli italiani all’estero che hanno la cittadinanza italiana. 57% le italiane che soffrono saltuariamente di insonnia. 58% i soldati che sono d’accordo con il servizio militare femminile. 59% gli anziani che considerano adeguate le proprie risorse economiche. 60% le donne nel settore del commercio. 61% gli ultraottantenni ancora coniugati. 62% gli italiani che vanno a Messa a Pasqua. 63% le famiglie che non bevono acqua del rubinetto. 64% gli italiani in cerca di un lavoro che sono disoccupati da più di un anno. 65% gli italiani che passano da una a tre ore al giorno davanti alla tv. 66% gli italiani che hanno tra i 15 e i 65 anni. 67% gli italiani per cui la pornografia invita alla violenza sessuale. 68% gli italiani che giudicano insufficiente l’azione dello Stato contro la mafia 69% gli italiani che non mettono mai la cintura di sicurezza.


16 70% gli studenti universitari che poi non si laureano. 71% gli italiani che giudicano inutili, per stimolare la sessualità gli accessori erotici. 72% i giovani tra i 14 e i 24 anni che ignorano chi fosse Enrico De Nicola. 73% gli italiani che mangiano pollo almeno una volta alla settimana. 74% g l i i t a l i a n i c h e s i autodefiniscono cattolici. 75% gli italiani che giudicano lenta l’attività del Parlamento. 76% gli italiani che hanno il pranzo come pasto principale. 77% i cattolici praticanti che usano metodi anticoncezionali proibiti dalla Chiesa. 78% le donne incinte che non vogliono conoscere in anticipo il sesso del nascituro. 79% gli italiani che vanno al bar almeno tre volte a settimana. 80% gli italiani che credono nell’esistenza di Dio. 81% le famiglie italiane che hanno un deposito bancario o postale. 82% i bambini sotto i 15 anni che hanno già avuto un grave incidente domestico. 83% le donne tra coloro che si rivolgono al chirurgo estetico. 84% gli italiani che hanno nella famiglia il principale punto di riferimento. 85% gli italiani soddisfatti della propria vita sessuale. 86% gli italiani che a tavola rinunciano a qualcosa per motivi di salute. 87% gli italiani che hanno fiducia nei carabinieri. 88% gli italiani che guardano la tv tutti i giorni. 89% i maschi tra i 13 e i 21 anni che descrivono in modo errato o incompleto il proprio apparato sessuale. 90% gli italiani utilizzatori di Internet che hanno più di 18 anni. 91% gli studenti delle superiori , iscritte a scuole pubbliche. 92% gli italiani adulti più alti di 1,64.

LUNARFOLLIE 93% le famiglie che hanno la lavatrice. 94% gli italiani che consumano la prima colazione a casa. 95% i bambini delle elementari che dicono di avere l’amico del cuore. 96% le donne che dicono di non prestare attenzione alle dimensioni del pene del partner. 97% gli italiani che sanno leggere e scrivere. 98% le famiglie che hanno il televisore. 99% gli scolari promossi all’esame di quinta elementare. 100% gli italiani che leggono improbabili statistiche sulle riviste. Federico Bini (Il Foglio 12 gennaio 1998)

SCRUTINI Fra qualche giorno si terranno gli scrutini del primo quadrimestre riservati, come sempre, ai consigli di classe chiusi e quindi ai soli docenti. Per noi alunni questo è un mo me nt o pe r u n ve r so estremamente importante perché viene formulato un giudizio sulla nostra preparazione e per l’altro estremamente delicato perché l’esito di tale giudizio, senza alcuna possibilità di appello da parte nostra, verrà affisso in bacheca e reso pubblico. Sappiamo bene quanti problemi personali e familiari sono legati a questi risultati. In attesa che si arrivi a una riforma della valutazione la Redazione, a nome di tanti alunni del Lunardi avanza una proposta che ci sembra possa essere attuata immediatamente e che ha dalla sua parte una Legge dello Stato Italiano. La proposta è di NON AFFIGGERE IN BACHECA I NOSTRI VOTI in nome del ri spe t t o d ell a pe rsona d e l l ’ a l unn o (t a nt e v ol t e proclamato) e della legge sulla riservatezza che ci sembra debba servire non solo a garantire i nostri conti in banca ma anche a rispettare l’iter formativo delle persone. Verremo ascoltati? Probabilmente no perché di mezzo vi sarà certamente qualche laccio burocratico. Da parte nostra comunque ci sembrava doveroso avanzare la proposta. A tutti i compagni, per l’esito di questo quadrimestre: in bocca al lupo! Comunque vada, nessun scoraggiamento e nessuna rassegnazione, c’è davanti a noi un’altro quadrimestre e tutti possiamo farcela.


Febbraio 1998