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Anno 10 Numero 7

Il primo numero di Lunarfollie usciva esattamente 10 anni fa. Essendo la prima esperienza veniva segnalato come numero 0 che normalmente in campo giornalistico è il numero di prova, quello che viene offerto ai lettori per un loro giudizio in qualche modo di vita o di morte. Probabilmente quel numero piacque ai lettori del nostro Istituto perché le pubblicazioni proseguirono ininterrottamente e continuano anche ai giorni nostri. Per quanto sappiamo è l’unico giornale studentesco che in questi anni ha mantenuto fede a tutti i suoi impegni. E’ uscito regolarmente con 8/9 numeri ogni anno, ha coinvolto studenti di varie classi rinnovando ogni anno la redazione e arrivando a coinvol-

I.T.C. LUNARDI - BS

gere più di 40 persone, ha partecipato a tutti i Convegni dei giornali studenteschi tenutisi a Piacenza, Torino e Brescia, ha tentato un continuo rinnovamento pur nella continuità delle scelte redazionali che lo hanno qualificato come giornale degli studenti del Lunardi. In questi 10 anni sono nate e morte decine di testate, perfino un bellissimo giornale nazionale che si chiamava “Studenti & C”. Nella nostra scuola sono passati migliaia di studenti, centinaia di insegnanti, tre o quattro Presidi. Siamo, noi eredi di questa gloriosa tradizione, orgogliosi della nostra storia fatta di un costante e faticoso lavoro. Sui grandi temi ci siamo sempre

Aprile 2002

pronunciati con coraggio e abbiamo seguito con passione sia la Riforma della scuola che la storia sempre un pò convulsa del nostro Paese. Abbiamo spesso parlato di guerra schierandoci in favore della Pace, abbiamo parlato di amore, di odio, di immigrazione, di cinema, di musica e dei problemi della nostra scuola. Dobbiamo ringraziare tante persone che ci hanno aiutato in questi anni. Tra loro non possiamo dimenticare il prof. Mattei che è sulla breccia fin dal primo numero il nostro Lino che sempre ci impagina e ci stampa. A tutti, ma soprattutto a loro, GRAZIE! La Redazione INDICE Dolci ricordi EXA 2002 Una esperienza Giovani tra sogni... Orrore a Cogne Pianeta Musica Alex non lasciarci Morire a scuola Primavera Messaggi I cani di Bucarest Medio Oriente Giornali studenteschi 10 Anni di giornalini Biblioteca

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REDAZIONE ALOISI VALERIA BAZOLI SARA BELLI MONICA BERLASSINI BARBARA BETTINI CHIARA BIANCHI IRENE CIOFFI ANGELO COELLI FEDERICA CRISTINI PAOLA FOLTMAN CRISTINA FRANZONI FABIO GRECO RAMONA GUERRESCHI SARA MARIANI ANDREA MARTINAZZOLI LINO MARTINELLI MARIA MATTEI GIUSEPPE MACCARINELLI MONI MINO LAURA MORONI GIANCARLO NOVENTA ROSSELLA OLIVA FABIANA ONEDA SIMONE PASOLINI ELENA PASINETTI ELENA PEZZALI GIULIA SALERI M. ANNA SANDRINI MARIKA SANTIN VALENTINA SAVIOLI DENISE STABILE SILVIA TARANTINO LUCA TIRABOSCHI VELE. VALZELLI STEFANIA VANTADORI VALE. ZANARDELLI KATIA ZEGGAI MIRIAM ZUBINI SARA

4N 5B 3F 3F 5D 5H 4F 5L 3B 4B 4B 4B 5D 4L 3F 5F 5F 5D 5C 5L 4L 3F 5C 3B 1O 4D 2E 5B 5F 3F 4B 5F 4H 5B

Lunarfollie viene pensato, prodotto, stampato e distribuito presso il CIC dell’ ITC LUNARDI, via Riccobelli 47 25125 Brescia, Italia. Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 E-MAIL ciclun@master.cci.unibs.it

Ho sgranato gli occhi. quando il Prof. Mattei mi ha informato del fatto che il “Lunarfollie” si apprestava a compiere dieci anni – dieci di vita, ho letteralmente sgranato gli occhi. E’ impossibile, mi sono detta. E’ impossibile, eppure è così: tra il 1992 ed il 2002 esiste un inconfutabile “scarto” temporale di dieci anni. Ed è da questa riflessione (nemmeno troppo geniale, vero?) che in me è scattato automatico, il più classico degli amarcord di felliniana memoria. Mamma mia… Nella primavera del 92 avevo 16 anni, frequentavo la 4’ A, francese – inglese, del Lunardi e…Vedevo nascere il Lunarfollie. Di più: ero in qualche modo “complice” della sua venuta al mondo. Ripenso, e ricordo l’urna di cartone sistemata all’ingresso della scuola dove noi studenti potevamo depositare le nostre proposte circa il nome da “affibbiare” al giornalino. Andarono al ballottaggio due nomi e tra “Lunardino” e “Lunarfollie” prevalse – e questo è storia - il secondo. Scelto il nome non restava quindi che mettere in piedi il giornale. Sarà stato un desiderio innato, sarà stato per via dell’entusiasmo che il Prof. Mattei emanava quando esponeva il progetto, fatto sta che rimasi subito affascinata dall’idea di poter mettere la mia firma (avrà contato anche il mio ego?) sul num er o “ 0” d el “Lunarfollie”.

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All’appello di Mattei risposi presente e con me un altro “gruppuscolo” di volenterosi. Non so come e dove sia sistemata la sede odierna della redazione, ma so dove e come era sistemata la prima sede: nel seminterrato, a sinistra, in fondo al corridoio dopo il bar. E più che una redazione erano due stanzette in cui si discuteva e si portavano idee. Da sempre malata di sport io non avevo dubbi: volevo parlare di calcio e con me volevano farlo altri due “redattori”, Chiara e Alessandro a quel tempo, come me, abbonati al Brescia. Pronti-via ci mettemmo al lavoro, contattammo chi di dovere e riuscimmo a confezionare un’intervista a Florin Raduciou che ci regalò il proprio autografo con relativa dedica al nostro “Lunarfollie”. E voi, lo ricordate “Radu”? Oggi, sono andata a rileggere quell’intervista e ho sorriso per la semplicità del testo che l’accompagnava, se volete, per la banalità. Ma da quell’intervista emerge tanto entusiasmo, tanta emozione come non mi è più capitata di provarne nemmeno quando per lavoro (sono giornalista pubblicista e mi occupo di calcio) mi è capitato di intervistare autentici campioni e di redigere articoli per testate nazionali. Non so se “da grande” riuscirò a diventare una giornalista professionista, ma se così sarà, magari, almeno un pochino, sarà stato anche per merito del numero “0” d e l “ Lu n a r f o l l i e ” che in un certo senso ha segnato il mio destino. Erica Bariselli


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La Consulta per la Pace del Comune di Brescia alla vigilia di EXA 2002 ha diramato il comunicato che facciamo nostro perché rappresenta con pienezza quanto anche noi studenti pensiamo sul tema delle armi e sul problema sempre più grave della Pace. Rifiutiamo innanzitutto ogni forma e manifestazione che anche indirettamente faccia richiamo ad espressioni inerenti la violenza, piaga che in troppe parti del mondo è oggi così tristemente diffusa, ripudiamo al contempo le guerre come soluzioni alle contese tra popoli e nazioni che rimedi certo non sono – e condanniamo senza riserve le sofferenze inflitte ai civili, a donne e bambini indifesi, in nome di lesi diritti e come inefficace risposta al nefasto terrorismo. Ciò premesso, ben conosciamo le motivazioni economiche e storiche che, richiamandosi alla tradizione, fanno di Brescia la provincia in cui più alta in Italia è la concentrazione di aziende produttrici e commercializzatrici di sistemi d’arma. Non è però sufficiente a rassicurarci, dal punto di vista etico ed educativo in genere, il sentire che la maggior parte delle armi realizzate nel Bresciano siano oggi da caccia e sportive, ben sapendo che le nostre principali industrie armiere hanno una fiorente attività anche nel campo della produzione e vendita delle armi da guerra. Si tratta principalmente delle cosiddette “armi leggere”, che

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non sono certo tali nelle conseguenze del loro tragico utilizzo. Oltre l’80% dei conflitti in corso nel mondo, le guerre cosiddette “povere” in cui peraltro maggiore è il sacrificio di vittime umane - vere e proprie carneficine dei nostri giorni - sono proprio combattute col loro largo impiego. Nei prossimi giorni la nostra città ospiterà l’annuale fiera-mercato di armi “EXA”, inaugurando oltretutto con questa manifestazione il nuovo ed atteso polo fieristico cittadino.

In nome della vera e diffusa tradizione culturale di solidarietà, impegno laborioso e pacifico, attenzione e sensibilità educativa e civile della nostra gente avremmo certo preferito che si trovasse più opportunamente una diversa occasione d’inaugurazione della nuova vetrina delle riconosciute capacità lavorative e dell’ingegno bresciane. Non è certo infatti questo il modo migliore, da parte della nostra città, per mettere in mostra i valori condivisi della brescianità né per onorare degnamente - specie di questi tempi - la memoria e l’insegnamento del Papa bresciano Paolo VI, che ricordiamo essersi

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tra l’altro rivolto con forza - nel suo famoso discorso all’Onu ai governanti del mondo invocando espressamente la via obbligata della necessaria ricerca della pace, sempre e comunque, e della costruzione della “Civiltà dell’amore”, concludendo col grido accorato “Mai più la guerra!”. Invitiamo i “costruttori di pace”, tutti gli uomini di buona volontà e gli educatori in genere a sensibilizzare pertanto la comunità civile affinché non vengano portati i minori alla mostra delle innumerevoli armi che saranno esposte ad EXA, consapevoli che il messaggio che dalla loro esposizione deriva, al di là delle possibili e fuorvianti apparenze, è in realtà un inaccettabile contenuto di morte, fatale ed inconciliabile con gli sforzi di edificazione della cultura del rispetto e della tolleranza ed ancor più nei confronti della sacralità della vita. La Consulta per la Pace non rinuncia, nemmeno in questa faticosa circostanza, al suo gravoso impegno volto alla promozione ed educazione a valori civili veri fondanti il vivere sociale, e sul controverso tema delle armi presenti nel Bresciano, la loro produzione e destinazione, intende porsi con impegno e costanza, contribuendo alla costruzione, con chiunque ne fosse interessato, di un Osservatorio permanente bresciano. Scopo di tale organismo sarà anche quello di sollecitare gli


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sforzi volti, nel tempo, alle attente e convinte verifiche concrete tese alla riconversione possibile del settore armiero. Chiediamo inoltre che siano date ampie rassicurazioni, da parte dei responsabili della fiera, circa la non esposizione in occasione di EXA di strumenti inequivocabili d’offesa di massa come i gas tossici e le armi per la guerriglia urbana, invitandoli espressamente a vigilare affinché questa preannunciata eventualità non possa manifestarsi. Riteniamo infine che per necessaria trasparenza su di una tematica di tale gravità la collettività debba essere precisamente informata, dagli organizzatori stessi, riguardo i nomi degli operatori commerciali presenti ad EXA e la tipologia di armi da ciascuno esposta. Invitiamo infine tutti, anche in occasione di EXA, alla ricerca convinta del necessario dialogo tra i rappresentanti delle diverse realtà coinvolte, sia del settore produttivo e fieristico sia della inevitabile contestazione alla mostra che conterà verosimilmente, quest’anno, su un largo numero di manifestanti convenuti dalle diverse regioni d’Italia.

La riforma della legge 185/90 ed altro … Vogliamo invitare tutti a riflettere sulla questione relativa alla proposta di modifica della legge 185/90 sul controllo dell’ esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento. Questa legge ci pone all’avanguardia fra i paesi produttori di armi nell’adottare norme relative al commercio di materiale bellico con precisi divieti, tra cui il divieto di esportare armi se queste contrastino con la lotta al terrorismo internazionale, il divieto di esportare a stati responsabili di violazioni delle convenzioni internazionali sui diritti umani e il divieto di esportare a paesi in stato di conflitto. (Chi volesse approfondire l’argomento, può trovare abbondanza di materiale in internet sui siti istituzionali del parlamento italiano per quanto riguarda leggi e disegni di legge, sui siti delle organizzazioni missionarie ed altri ancora). La riforma in discussione va nel senso di una netta diminuzione della normativa in atto. In sintesi non saranno applicabili i tratti salienti della nostra normativa nel caso di coproduzione con partner europei e Nato: procedure autorizzatorie, con-

LUNARFOLLIE trolli contro le triangolazioni, controlli bancari, quelli sui pezzi e componenti, sul prodotto finito, i divieti di esportare a paesi instabili o aggressivi (nel caso in cui il materiale sia assemblato nel paese con cui si coproduce), trasparenza e controllo del parlamento e dell’opinione pubblica. Si chiede di prendere coscienza di questo problema e di far sentire la propria voce con quelle forme di pressione popolare (cartoline al parlamento, coinvolgimento dei parlamentari del proprio territorio, informazione diffusa ecc.) che rivelano attenzione alla vita politica e sociale. Vi è poi una seconda questione sul tappeto. Nella nostra città è in corso la fiera delle armi sportive e da caccia denominata EXA. Non siamo contrari alla produzione ed al commercio delle armi da caccia e sportive nel rispetto della legislazione vigente anche se qualcuno di noi nutre non poche perplessità; la medesima posizione la assumiamo per quanto riguarda le armi destinate alla polizia dei paesi democratici ed alle loro forze armate, che sono ben lungi dall’essere cancellate dalla vita di uno stato. Riteniamo invece che vada approfondita la riflessione e l’assunzione di responsabilità per la grande diffusione della armi da guerra leggere che vengono prodotte anche da alcune ditte che partecipano all’EXA. Queste armi sono presenti in numero rilevante anche in quei paesi dove non dovrebbero esserci. Ciò significa che esiste ed è florido un commercio iniquo che non trova


LUNARFOLLIE nessuna giustificazione dal punto di vista etico. Come qualche anno fa scoppiò lo scandalo delle mine anti uomo, ora sono le armi leggere a rappresentare lo strumento di morte maggiormente utilizzato in tanti paesi dove sussistono conflitti cruenti. Se tante armi sono vendute, qualche domanda sul dove vadano a finire, bisognerà pur porsela. Non ci vogliamo addentrare nei dettagli tecnici della riconversione, tuttavia pensiamo che questo non sia un argomento da accantonare. Vorremmo, nel nostro piccolo, fare un pressante appello perché non venga favorita una cultura che vede nell’armamento personale da difesa la soluzione ai problemi di criminalità che affliggono la nostra società. Ci sono esempi eloquenti del fatto che questa non sia una buona strada. E non vorremmo proprio che le nostre scuole nei prossimi anni fossero costretto a perquisire alunni e insegnanti come avviene negli USA. Se è vero che è meglio prevenire che curare cerchiamo anche in questo campo di essere coerenti.

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Si è concluso da poco lo scambio tra una rete di scuole bresciane (Lunardi, Tartaglia, Abba, Calini sperimentale, Gambara e Istituto Europeo) e scuole di Santiago del estero, Argentina, coordinata dalla Casa della Gioventù, A settembre 19 di noi sono stati in Argentina ed ora 18 santiagheni con tre insegnanti hanno restituitpo lo scambio. Vi raccontiamo l’esperienza. Ecco cosa è stato questo intercambio con i ragazzi argentini. Tutto è iniziato un po’ così, per la voglia di conoscere una nuova cultura, un nuovo paese e perché ci attirava l’idea di partecipare al progetto “I GIOVANI COSTRUISCONO LA PACE”. Così il settembre scorso siamo partiti alla volta di Santiago dell’Estero, nel nord dell’Argentina. E’ stato grandioso vivere 15 giorni con una famiglia diversa dalla propria. E vi assicuro che abbiamo incontrato famiglie molto ospitali. Ed ora è toccato a noi ricambiare l’ospitalità… Che bei momenti passati insieme e pensare che noi di spagnolo ne sappiamo ben poco! Eppure impari molto di più in questo modo che passando ore ed ore sui libri. Stare insieme a loro ci ha fatto comprendere tante cose e abbiamo imparato a non dar

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mai nulla per scontato. Loro prendono tutto con molta più calma. Forse li dobbiamo un po’ invidiare per questo; noi siamo sempre così frenetici e un pò superficiali, non ci fermiamo nemmeno un attimo a riflettere, a stare attenti alle piccole cose, a vedere che sta sbocciando un fiore. In Argentina la situazione è molto tesa; eppure da ciò che ci raccontavano i ragazzi si poteva notare come la Speranza di un futuro migliore non manca e che tentano sempre di trarre il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. E noi che ci lamentiamo per un nonnulla! Li abbiamo accompagnati a Milano, Venezia, li abbiamo portati a Ponte per vedere la neve, li abbiamo accolti nelle nostre scuole Tra di noi vi è ormai un solido ponte d’unione e una profonda amicizia. Il giorno in cui sono partiti eravamo tutti tristi e con le lacrime agli occhi. D’altronde che ci volete fare, la vita è colma di arrivi e di partenze. Credo che le partenze in fondo siano fatte proprio per farsi scappare qualche lacrimuccia. La loro permanenza con noi ci ha reso la vita più disordinata di prima, divisi tra scuola e una visita a questo o a quel museo. Eppure faremmo di tutto per riaverli qui almeno per qualche giorno. Ma non ci scoraggiamo: ci terremo sempre in contatto e poi ci hanno promesso che ritorneranno a trovarci e noi li attenderemo a braccia aperte! Katterpol 5 F


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Rapporto sulla condizione giovanile in Italia L’Eurispes ha pubblicato un’interessante immagine dei giovani italiani (vale a dire di noi) ci sembra importante offrire una sintesi di tale lettura ei aprire su di essa un dibattito tra di noi.

maniera più marcata come, ad esempio, la Liguria - regione nella quale la percentuale della fascia di età 15-29 raggiungerà, secondo le proiezioni, appena il 15% -, il Piemonte, la Valle d'Aosta, l'Emilia Romagna e la Toscana e in genere tutte le regioni del Centro-Nord. Tra le aree "più giovani" si colloca invece la Campania con una percentuale di ragazzi sul totale della popolazione superiore alla media nazionale: 22,6%. Tabella 1

Una prima conclusione sui numeri fin qui presentati sta a dirci che bisogna decisamente puntare sulla formazione dei giovani. Scuola, educazione, formazione professionale vanno potenziate, estese, rese di facile accesso. Perdere i giovani, offrire loro percorsi troppo superficiali, rinunciare a percorsi educativi e formativi capaci di creare personalità mature e forti significa chiudere le porte al futuro della nostra società. Noi giovani chiediamo più formazione, più qualità, più concretezza. Siamo quindi chiamati tutti a riflettere e a non abbassare la guardia per nessun motivo.

Quanti siamo, quanti saremo I giovani, qui intesi come coloro che hanno un'età compresa tra i 14 e i 29 anni, rappresentano oggi il 19,4% della popolazione, sono cioè circa 11 milioni, mentre e r a n o q u a s i 14 m i l i on i (13.890.881) all'1 gennaio 1991. Un calo di quasi tre milioni in Popolazione con età compresa 10 anni. tra i 15 e i 29 anni prevista al L'aumento della longevità e la di- 2000 per regione di residenza minuzione delle nascite stanno Fecondità costante senza movigradualmente ma costantemente mento migratorio trasformando la società italiana, in linea con ciò Regioni 15-19 20-24 25-29 Pop. giov. Pop. Totale che sta accadendo anche Piemonte 183.648 237.725 295.852 717.225 4.158.929 negli altri paesi indu- Valle d'Aosta 4.813 6.352 7.980 19.145 111.476 strializzati, in una Lombardia 409.640 524.710 653.188 1.587.538 8.741.710 "società anziana", dove Trentino Alto Ad. 47.882 54.334 68.170 170.386 893.438 la popolazione degli ul205.437 265.593 338.734 809.764 4.313.773 trasessantacinquenni au- Veneto 46.361 62.181 83.183 191.725 1.129.869 menta a ritmi costanti. Friuli V.G. 58.099 78.255 108.625 244.979 1.603.077 Si sta dunque assistendo Liguria ad un fenomeno demo- Emilia Romagna 143.953 197.736 259.350 601.039 3.673.488 grafico "naturale" ma Toscana 141.761 189.278 239.943 570.982 3.372.170 che rischia di diventare Umbria 37.396 46.414 54.194 138.004 785.386 allarmante se alla di- Marche 66.808 83.762 97.458 248.028 1.387.631 munuzione demografica Lazio 264.709 324.498 400.814 990.021 5.178.564 dei giovani seguisse an69.256 81.563 93.639 244.458 1.258.017 che una marginalizzazio- Abruzzo 19.079 21.828 24.775 65.682 336.415 ne delle loro problemati- Molise 427.566 467.800 520.419 1.415.785 6.244.442 che sul fronte delle poli- Campania tiche economiche e so- Puglia 280.647 332.330 361.823 974.800 4.327.882 ciali. Basilicata 40.619 45.847 50.678 137.144 650.292 Calabria 152.303 168.539 182.303 503.145 2.285.766 Regione per regione Sicilia 349.620 390.402 432.495 1.172.517 5.443.453 Alcune regioni tenderanSardegna 102.675 128.394 148.389 379.458 1.715.141 no "ad invecchiare" in Italia 3.052.272 3.707.541 4.422.012 11.181.825 57.610.919


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I FATTI 30 gennaio 2002: alle 8:24, nella casa di Cogne, viene trovato in fin di vita Samuele, 3 anni. Morirà pochi minuti dopo. 9 febbraio 2002: si celebrano i funerali di Samuele. 5 marzo 2002: Anna Maria Franzoni, la madre, è iscritta nel registro degli indagati. 13 marzo 2002: il Gip Fabrizio Gandini firma l'ordinanza di custodia cautelare. La Franzoni è arrestata. 30 marzo 2002: La Franzoni viene scarcerata per insufficienza di prove. La procura di Aosta continua ad indagare. Cogne II: Novi Ligure reprise Premettendo un postulato fondamentale, e cioè: ogni evento è un caso a sé stante, non sovrapponibile ma solo paragonabile ad un altro evento simile, è possibile evidenziare due sostanziali differenze ed una forte somiglianza tra Cogne e Novi. Parlando di Cogne, risulterebbe una pericolosa deficienza non considerare quali siano stati gli elementi concorsi a formare il giudizio sul delitto. Due sono le devianze che mettono a rischio, per l’ennesima volta , il buon esito di un'i ndagine (giudiziaria ma anche personale) sulla morte di Samuele: della prima è sconsigliabile, e fors'anche prematuro parlare, ma nulla vieta di citare le situazioni di corruzione che potrebbero intervenire quando, per esempio, l'indagato ha strette relazioni con i magistrati e con una teste di centrale importanza quale la psicologa Ada Satragni. Nell'ambito più particolare della ricerca di una motivazione all'omicidio di un figlio, una ricerca intima, l'idea oggi prevalente è che la Franzoni, a questo punto con buona pro-

babilità colpevole, abbia agito in preda ad un raptus, cioè: non pienamente consapevole dei suoi atti. In forza di tale convinzione il pubblico italiano (per lo più quello televisivo) decolpevolizza con rapidità indolore la madre. La Franzoni, mi pare, ha convinto molti della sua innocenza tanto che il tribunale del riesame l’ha rimessa in libertà Ma ci ha convinti perché davvero abbiamo riflettuto? Non ce ne saremo piuttosto convinti perché il timido Giordano, in un breve lampo di coraggio (e cinismo) giornalistico, ha fatto finalmente il suo colpaccio e permesso la messa in onda di un'Anna Maria piangente e un po’ impaurita, solo a tratti un po’ freddina, l'Anna Maria che ci ha conquistato? Ed eccolo qui, il gemello di Novi Ligure: la perfetta macchina di sublimazione dell'opinione pubblica, entità indefinita dotata dell'indiscutibile ed imperscrutabile capacità di mutare fatti reali in pure ipotesi astratte. Questo accomuna due situazioni che, altrimenti, non potrebbero apparire più lontane: l'essere divenute in breve, per mezzo dello sdegno e dell'incredulità della popolazione,

due episodi eccezionali, privi di riscontro nella vita reale, fortemente idealizzati quindi. Quasi degli episodi satellite, che da brave eccezioni vogliano confermare la loro estraneità alle nostre vite. Non è così, naturalmente. Non è mai così semplice. Non è certo facile scoprire quanto ci si sbaglia a isolare gli errori e le responsabilità, imputandole sempre ad una "fase oscura", non umana, lasciandoli come tanti buchi neri irrisolti. Siamo abituati a scindere con precisione asettica e chirurgica i mostri (quali Erika ed il raptus di Anna Maria) dalla nostra presunta normalità. La verità spaventa: la verità che non si vuole ammettere e spesso nemmeno conoscere è che il mostro (dal latino "strano, diverso") è un fattore reale ed esistente in ciascuno, indipendentemente dal suo manifestarsi. Fingiamo che l'errore appartenga sempre e solo ad altri predestinati. Atteggiamenti volgari e vigliacchi che insistiamo a riproporre. Disimparare è possibile. Savioli Denise 4* D


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Che bello è arrivata la primavera, e come la natura anche il pianeta musica subisce un certo risveglio.. le sonorità si fanno più briose e frizzanti, ma, invece che parlarne di questo cambiamento partiamo per il nostro consueto viaggetto sono tante le novità che vi porto…sturatevi bene i padiglioni uditivi, e via che sì parte… Prima novità del mese il nuovo singolo di Lenny Kravitz, che con “Believe in me”, ha dato davvero l’ennesima prova di quanto sia un genio della musica, non solo la canzone è attraente sotto il profilo musicale, ma la gran dote del cantante è di mettere sempre molta passione nei testi, che è percepita anche solo al primo ascolto…spero che anche per voi questo nuovo lavoro, se non capolavoro, sia la molla che vi faccia correre a comprare il suo ultimo cd “Lenny”, che è davvero uno sballo… Vedendo che “Pay my dues” non ha avuto un gran successo, Anastacia si è domandata “Perché non fare un singolo simile ad I’m outta love?” così è nata “One day of your life”… che per quanto carina resta sempre e solo una manovra di marketing…spero che il prossimo singolo sia un po’ più diverso se no tra un po’ non si distingueranno nemmeno più i titoli… Dopo tanto tempo di silenzio, ritorna sulla scena musicale, più aggressivo e bionico che mai George Michael con la sua “Feek!”… forse un po’ troppo pesante?! Ritorno anche per la bella Sheryl Crow con “Soak up the sun”,

solo ascoltandola ti viene una voglia di mare, sole, vacanze..guardando il video poi… La Britney dopo essersi inviperita perché si sente un po’ “Overprotected”, riveste i panni della brava bimba dichiarando nel suo ultimo singolo”I’m not a girl not yet a woman”, adatta per tutte/i coloro che soffrono d’insonnia…altro che la camomilla della nonna… Nuovo singolo anche per gli *Ns ync ch e si i nt i t ol a “Girfriend”, quel bricconcello di Justin Timberlake non perde tempo ad avanzare proposte di fidanzamento ora che ha scaricato la povera Brit… Io ve l’avevo detto qualche mese fa che questi ragazzi avevano della stoffa…sto parlando dei Linkin’ Park che con “Points of authorithy” trasmettono una bella carica..e ci voleva proprio, sapete come si suol dir: ”April dolce dormir…” Restando in tema di musica elettrizzante, nuovo singolo anche

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per i P.O.D, “Youth of the nation”, che a mio parere non è nulla in confronto al singolo di debutto… Le Destiny’s Child escono con un singolo dal video davvero spiritoso, sto parlando di “Nasty gilr”, carina, orecchiabile e facile da ricordare, brave ragazze, proseguite per questa strada… Ve li ricordate i Savane Garden?Dopo essersi sciolti, il cantante Darren Hayes si propone al grande pubblico con “Insatiable”, una canzone davvero dolce e romantica.. Non ci crederete mai…sapete che son tornate le M2M? C’erano proprio mancate… (l’importante è crederci..), anche loro hanno un po’ rimesso a nuovo il loro stile musicale, e la nuova “Evethithing” ne è davvero la prova..ascoltare per credere! Due stelline sono atterrate sul pineta musica: la prima è Michelle Branch che con il suo singolo di debutto “Everywhere” ha davvero scalato ogni classifica, bisogna dire che la canzone è semplice e orecchiabile, due elementi che funzionano sempre, mentre l’altra è Christina Millian che si è fatta conoscere grazie alla sua grintosa “Am to pm”… ancora pochi mesi e si – permettetemi la parola- cazzeggerà davvero “from Am to pm”… Si sà, stare a mollo in acqua troppo tempo nuoce alla salute, per questo il bel David Charvet, in arte Matt nella serie televisiva Baywatch, ha deciso di darsi alla carriera cano-


LUNARFOLLIE ra, devo dire che tutto sommato “Leap of faith” è davvero carina..ci manca solo che Pamela Anderson si metta a fare la trombettista e poi siamo a posto… Anche in casa nostra ci sono parecchie novità. Partiamo con i Subsonica e la loro“Nuova ossessione” una vera scossa; Jovanotti o Lorenzo Cherubini che dir si voglia, con “Ti sposerò”, questa sì che è una canzone… Planet Funk con la nuova “The switch”, che mantenendo lo strange-style di sempre vi piacerà di sicuro! Il festival di Sanremo ha lanciato in alto i Gazosa con “Ogni giorno di più”, conferma del resto del loro grande talento, Alexia che per la prima volta propone una canzone che si possa definire tale, si intitola “Dimmi come”…acciderbolina, si è proprio superata, e finalmente canta in italiano! Stessa cosa hanno deciso di fare le Lollipop con “Batte forte”, carina e orecchiabile. Vorrei indirizzarvi anche all’ascolto di un giovane che a parer mio farà parecchia strada, si chiama Simone Patrizi, è da poco sulla scena musicale, ma non per questo poco bravo, il singolo di debutto è stato “Messaggi confusi”, ora ha sfornato un nuovo lavoro “Se poi mi chiami”…io il consiglio ve l’ho dato…sta a voi giudicare! Il mio pozzo di conoscenze si è svuotato, vi aspetto il prossimo mese, con tante altre novità sonore…un salutone! Chiara 5^D

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Martedì 19 marzo, il famoso cantante Alex Baroni è stato investito a Roma mentre viaggiava con la sua moto. Questo tragico evento ha unito fans di tutta Italia ( e non solo ) e molti cantanti tra i quali Max Gazzè, G. Morandi, Daniele Vit, Vasco e tanti altri… Ogni giorno sul suo sito internet (www.alexbaroni.it)vengono lasciati migliaia di messaggi d’incoraggiamento. Vicino ad Alex si trovano sempre i parenti e gli amici più stretti. Fuori dall’ospedale i fans più assidui aspettano di vedere un segno da quella finestra del 2° piano dell’ospedale S. Spirito di Roma. In tutto ciò quello che colpisce maggiormente è il modo in cui questi ragazzi uniscono i loro pensieri facendo scaturire un’energia eccezionale. E la loro speranza più grande è che questa energia arrivi ad Alex, per svegliarlo così dal coma in cui è caduto. Tra i tanti messaggi che si trovano sul muretto, leggiamo:” *… e come in un sogno inseguo speranze di vita che non riesco a raggiungere… sfioro le piume delle mie ali e non le sento più forti… distratte da un'insolita morbidezza che mi impedisce di

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cercare alte vette… e volo radente… e cosa mi perdo di lassù io lo so… Le stendo… le apro… provo a muoverle… Mi è sconosciuto il loro suono… sembra così posticcio… se solo riuscissi a spiccare il volo di nuovo...in caduta libera… verso la terra… che si fa sempre più vicina, fino a tornare di nuovo lontano quando le mie ali riconoscano quale sia il loro dovere...… ed io possa riacquistare il cielo e disegnarne i contorni col mio folle volo… in alto… l'azzurro… mi prende… mi trascina e in un attimo… sono di nuovo… vivo… *VIVI… vivi per te e per tutti coloro che ti amano... Lunedì 25 è stata divulgata la notizia della morte di Alex… fortunatamente è stata smentita qualche ora dopo dai suoi familiari. Speriamo che sia stato solo un malinteso e che nessuno si sia divertito a dare questa notizia falsa, in quanto esistono migliaia di persone che da quel fatidico martedì vivono col pensiero perennemente rivolto a lui e nel leggere quell’informazione hanno avuto un fortissimo dispiacere. Durante quelle interminabili tre ore in cui si è temuto per la veridicità di quelle parole, i messaggi nel forum si sono


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moltiplicati per dare l’ultimo saluto non a un cantante ma a un amico. Oggi, martedì 09/04/2002, le condizioni di Alex sono ancora gravi ma stazionarie. Vogliamo augurargli di svegliarsi presto e tornare a cantare per tutti coloro che in questo momento difficile gli sono stati accanto. Amico mio, angelo immerso nel buio, segui le stelle che brillano come i nostri cuori, ascolta il rumore lieve di un'onda che grida forte il tuo nome, segui quella piccola foglia trasportata dal vento che porta ovunque il nostro amore per te, ammira ogni singolo raggio del sole che sbuca tra le nuvole ad illuminare il tuo cammino. Amico mio, ascolta i battiti dei nostri cuori, scorrere del tempo inesorabile, apri gli occhi ed ammira i colori, ascolta il profumo della vita! Amico mio, alza il tuo viso al cielo, canta d'amore e d'amicizia, urla all'orizzonte che niente è impossibile, volgi il tuo cammino verso di noi. Amico mio, noi ti aspettiamo, le braccia più forti, gli sguardi più sinceri, i sorrisi più gioiosi, l'abbraccio più caro! Vieni amico mio, siamo tutti qui! Grazie a Mike per questa bellissima poesia.

E’ bastato un brutto voto per convincerlo che la sua vita non valesse nulla in confronto al peso di un fallimento che non si poteva sopportare. E così un ragazzo di 15 anni si è ucciso, lanciandosi da una finestra al terzo piano della sua scuola, un liceo scientifico di Legnano, dopo aver preso una insufficienza nel compito di inglese. Sono le 11 e allo scientifico Galilei di Legnano è l'ora dell'intervallo. Però Francesco, 15 anni, non esce insieme agli altri a chiacchierare fra una lezione e l'altra. L'ora precedente sono stati consegnati i compiti di inglese e il suo è andato male. Resta dunque in classe, visibilmente giù di corda come diranno poi i suoi compagni. Il resto è questione di momenti. Francesco afferra una sedia, l'accosta alla finestra, si getta nel vuoto. Il ragazzo vola in un attimo dal terzo piano al selciato. Quando arriva il medico, non può che constatarne la morte. La magistratura, naturalmente, ha aperto un'inchiesta. Questa la cronaca con i suoi riti, di un altro suicidio di un adolescente. Psicologi e studiosi del mondo giovanile non si sorprendono più di un fenomeno in costante aumento. I ragazzi, dicono, sono bombardati da stimoli sempre più forti. Crescono fra corsi di nuoto e di informatica, lezioni di ballo e di arti marziali, il loro tempo è programmato fin dalla più tenera età. Una volta veni-

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vano accusati anche i telefilm americani, con la loro eterna condanna dei loser, i perdenti. Ma forse non c'è bisogno di arrivare a tanto. Basta vedere i giovani alle prese con un mondo sempre più complesso del quale forse solo nell'opinione degli adulti sono sempre in grado di venire a capo. E quando non ce la fanno, anche un brutto voto può scatenare conseguenze terribili. Permettetemi una piccola riflessione finale. Chi si occupa dei perdenti, chi educa a sopportare anche le delusioni, la fatica, il dolore. Vedere una giovane vita finire in un modo così assurdo non può che sconvolgerci. Non è possibile morire a scuola per un voto negativo! Giuma


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Primavera è qualcosa che cambia. E' la terra che cambia colore e diventa più chiara. E' il verde dell'erba che si rinnova. E' la gemma che si gonfia con il miracolo della vita dentro. Primavera è il canto degli uccelli al mattino E' legna tagliata di fresco, tagli netti e vivi; è primule gialle sulle rive, merli che si rincorrono nelle siepi, colombi che si baciano sui tetti. E' un gabbiano superbo nello stagno dove anche l'acqua è ritornata verde di alghe. E' il cielo di raso molto azzurro. E' giornate alternate di quiete e di vento. Le vecchie case sono ancora più grigie. La gente mette in ordine gli orti. Nei giardini fioriscono le giunchiglie r con loro il pesco, il pruno, il ciliegio e la magnolia grandi flora. E' la bella stagione che procede danzando. Il pioppo ha le gemme lunghe e dentate, cerate, rosse, scure, marroni, striate, come il corpo di un'ape. Intanto nell'arnia si fa pulizia, il primo tepore ha riportato la vita e il ronzio. Non c'è momento dell'anno in cui l'erba è più soffice. L'edera ha ancora il verde cupo dell'inverno, le foglie secche sono ancora più secche, mentre quelle del sambuco stanno per uscire. I campi di grano sono come pettinati. Nelle valli le mandrie ancora chiuse annusano gli umori e sognano pascoli verdi. Primavera è l'allodola che si alza verso il sole,e poi si la-

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scia cadere. E' la gazza che prova a costruire il nido, sempre incerta che il posto sia giusto. E' la stagione in cui si vedono i guasti dell'uomo, la sua aggressione, la sua violenza all'ambiente; non lo considera perché l'ha sempre avuto. Se piove, è difficile che piova forte. La nebbia anche in pianura ormai non c'è più. Primavera è una giornata di sole con le montagne a portata di mano, coperte ancora di neve. E' la luce nelle pozzanghere della pioggia di ieri. E' l'amore giovane delle creature, e meno male che è così. Perché c'è tanto bisogno di amore. Primavera è scoperta di viole, ricordi di quando, bambino, le andavi a cercare. Fioriscono ancora e, come allora, mai sfacciate, mai scoperte, il profumo come il colore. Prima-

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vera è la vista donata al cieco, il binocolo alla vendetta, il microscopio al ricercatore, il telescopio a chi guarda le stelle. Primavera è al speranza, buona, quieta naturale speranza che qualcosa migliori, con tempi lenti ma autentici, con una promessa che sarà mantenuta, come un fatto atteso. Primavera è ricominciare, come ricomincia sempre la giornata. Primavera è rinnovarsi anche di dentro; l'anima che si rinnova sta meglio di prima; Pasqua viene in questa stagione; Dio che risorge è motivo di gioia, e una grande fortuna è saperlo incontrare. Primavera è attendere, come si attende il ritorno delle rondini. E' pensare a quando sono partite. Com'è stato triste l'inverno. Primavera è incontrare una farfalla, polvere di velluto sulle ali, non c'è niente di più delicato, vive solo per trasmettere la vita, era una crisalide amorfa. Le fate, se esistono, devono avere colori così. Primavera è lunga a venire, bella da vivere, dura una stagione, ma il mese più bello, più languido, più dolce, più esaltante, più pazzo, di una buona, incantata pazzia, è marzo. Primavera, a saperla ascoltare, è la voce della Gran Madre che dice all'uomo: non disperare, ti prometto giornate di sole e cose nuove, se esci dal guscio e cammini. A.M.


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LUNARFOLLIE conoscerci e magari… BY UNA DI 1L Marta non ce la faccio più! Devo venire ogni giorno a casa tua perché non capisci niente ne di Mate, Tede, Fisica. Come se non bastasse in classe dormi sempre e durante le verifiche non mi dai tregua. Cosa devo fare con te? Ho capito che hai dei problemi ma… Vabbè dai, infine ti aiuto con piacere e lo sai che ti voglio tanto tanto tanto bene ZOKKOLA. P.S. smettila di chiamarmi Shulla-Shulla. -ORY 1D-

X PACO 6 veramente 1 figo! Mi fai impazzire con la tua nuova acconciatura. Ma come si fa a resisterti?? Ci proverò anche se è difficile! BY ANTONELLA X FABY, GIACO, FEDE R. E KIARA Z. 1C V.V.U.M.D.B. Siete i migliori amici che potevano capitarmi. Grazie di esistere x avermi sopportato. Siete unike/ci! BY ELY A. X MARIKA 3B E’ tanto ke non ti scrivo ma non x questo ho smesso di amarti. T.V.B.F. BY STEFANO 83 X CLO 2L Eilà Kikina.. volevo ricordarti solo che ti voglio tanto bene fx.. 6 davvero un’amica speciale e, nonostante i nostri litigi di 2 ore (!!), spero che la nostra amicizia continui così..TVTB.. ..ELISA..

X STAFFONI Cosa sarebbe 1 sciopero senza di te? Il cielo senza stelle, la torta senza la ciliegia, la pasta senza il sugo e potrei andare avanti all’infinito! Sei il leader del Lunardi altro che Paco!T.V. BY S.K., LA VICINA DI BANCO DI S.B., KE E’ LA VICINA DI A.B. X ORNELLA Mi sono rotta di vederti ogni giorno, di sentire sempre la tua voce sul mio collo come un avvoltoio! Mi sono rotta di sentirti parlare del tuo Patrick! Non me ne frega niente! E non chiamarmi Mulan! Nonostante questo T.V.B. e 6 cmq un’amica, se non esistessi bisognerebbe inventarti! -MARTA- 1D X FEDE 2L Finalmente ho trovato il coraggio x dirti che 6 unico e che ti voglio tanto bene!! Spero che dopo questo messaggio potremo

PER LA PROFE GUERRA REGINA Non dimenticheremo i giorni trascorsi in gita con lei, che grazie alla sua simpatia e disponibilità li hanno resi indimenticabili!!!!!!!!!!!!!!!! FIORE E MONICA 2 G P.S. WE LOVE REGI

In questo periodo la vita di uno studente maturando sta diventando piuttosto frenetica, impegnativa e a dir poco incasinata… già, perché oltre al mal di pancia da stress ci si mette anche una ministra che pretende di sconvolgere tutto senza sapere minimamente quello che sta facendo (ci sarà un motivo per cui l’hanno sfiduciata quando era presidente della RAI?) La nostra tanto amata “Lady Joy” sta scombussolando la vi-


LUNARFOLLIE ta di insegnanti e allievi, che si ritrovano con una riforma insensata che ha preso vigore gli ultimi giorni di febbraio… E così a noi non resta che andare a scartabellare quelle trecento pagine che la ministra ha scritto, in italiano contorto in modo che nessuno (neanche lei) capisca qualcosa, e cercare alcune risposte. Quando è uscita la proposta di legge la Moratti ha detto di voler mettere nella commissione membri interni, fatto sta che per mesi e mesi non si è capito che cosa volesse dire e gli insegnanti erano più perplessi di noi. Quando finalmente si è sciolto il mistero ci siamo trovati davanti a un’abile mossa che sembra avvantaggiare le scuole private, che tanto le stanno a cuore visto che sembra intenzionata a privatizzare tutte le scuole pubbliche. Dulcis in fundo la ministra sta facendo saltare i nervi a parecchi insegnanti che si spera non seghino noi all’esame per dimostrare a lei che sta facendo una c*****a dietro l’altra. Signora Ministra si guardi intorno; se tanti studenti e insegnanti ce l’hanno tanto con Lei, si sarà bene un motivo. O no? Laura

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La triste storia dei cani di Bucarest ha origine ai tempi in cui Ciausescu, all'inizio degli anni '80, predispose la demolizione di interi quartieri per realizzarvi la Casa del Popolo e altre strutture. Le persone obbligate a trasferirsi in altre zone della città furono costrette ad abbandonare a se stessi gli animali domestici, in maggioranza cani, che nel tempo, e in assenza di misure per ridurne l'incremento demografico, sono divenuti migliaia. Quasi 10.000 animali sono già stati eliminati dall'aprile 2001, quando il programma di Basescu ha avuto inizio. Il piano adottato dal sindaco prevede la cattura e l’immediata uccisione dei 70.000 cani randagi con una iniezione di solfato di magnesio nel cuore, ma molti animali muoiono strangolati durante la cattura o vengono avvelenati durante la notte. Ogni giorno circa 200 cani vengono catturati in modo barbaro ed uccisi immediatamente; nessun rappresentante della stampa o delle associazioni può accedere ai canili municipali che sono presidiati dalla Polizia. Il proposito di Basescu é inaccettabile dal punto di vista etico ma anche totalmente inefficace per la risoluzione del problema. Il sindaco,

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dietro la cui orrenda decisione sussistono motivazioni di natura politica e non certo di utilità pubblica, continuerà a massacrare i cani, ma la popolazione di randagi non potrà mai diminuire fino a quando non verrà ripristinato un piano di sterilizzazione, vaccinazione e ritorno degli animali nei luoghi di origine simile a quello inizialmente adottato. Questo potrà dare risultati positivi e diminuire il numero di casi di morsicatura, utilizzati dal Sindaco come scusa per attuare il suo programma. L'opinione pubblica internazionale sta protestando contro l'operato del sindaco Basescu e la Comunità Europea si è già espressa affermando che la Romania non può non rispettare la normativa comunitaria a tutela degli animali nell'ambito del suo ingresso nell’UE. L'irresponsabile comportamento di Basescu sta quindi causando gravi conseguenze politiche ed economiche alla intera Romania. Nonostante la mobilitazione internazionale, il provvedimento del primo cittadino di Bucarest continua ad essere applicato. Per appoggiare questa causa, si possono dare aiuti tramite il C/C BANCARIO N. 12001 C/O BNL Ag. 39 – Roma Cab 03339 – ABI 01005. Questi cani ve ne saranno grati. Faby.


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Brucia la terra di Palestina, muoiono ammazzati come bestie uomini, donne e bambini, nessuna differenza. Parlare della situazione araboisraeliana in questi mesi è diventato sempre più difficile, sempre più complesso. Non voglio basarmi su dati, su numeri e ne tantomeno su date storiche, voglio solo basarmi su quello che vedo e sento attraverso i massmedia. E quello che mi trovo davanti è uno scenario di orrore, città assediate, case distrutte, arresti e esecuzioni di massa. Penso che quello che sta accadendo in Palestina sia assurdo.Non condivido e non legittimo affatto i kamikaze palestinesi, anche lì troviamo delle vite innocenti spezzate. Ma chiediamoci anche perché sta succedendo questo.La terra era dei palestinesi, questo è evidente, non si può rioccupare un territorio solo in base al fatto che alcuni secoli prima vi vivevano delle comunità ebraiche. E non solo hanno invaso la Palestina, hanno reso i palestinesi un popolo senza terra, ora stanno procedendo anche allo sterminio di massa. Si giustifica questo massacro come soluzione, come "cura" al terrorismo dei gruppi fondamentalisti. Ma come tutti i cosiddetti terrorismi, se la volontà è davvero quella di debellarli, bisogna anche saperne individuare la vera radice, le cause profonde. Credo che il terrorismo filtri molto più facilmente nella mentalità di un popolo quando è oppresso. Come possiamo pretendere che

un uomo che vede morire il proprio bambino ammazzato da una raffica israeliana non provi, almeno per un attimo, un sentimento di sdegno e di odio verso il proprio oppressore? La violenza chiama violenza, sempre. Più Israele perseguiterà i palestinesi, più la rabbia nel popolo oppresso crescerà e più si saranno persone disposte ad imbottirsi di tritolo e farsi saltare in aria. E deve essere proprio forte il rancore e l'odio dentro una persona che ha il coraggio di compiere un gesto così crudele. Ma ancora di più non capisco i governi israeliani e le comunità ebraiche. Non le capisco perché loro stessi hanno subito le violenze, le persecuzioni, la repressione. L'Olocausto è stato uno dei più grandi genocidi della storia, e personalmente la mia morale mi impone di condannare la deportazione nazista. Ma ancora più rabbia la provo nel vedere che qualcuno vuole ripetere gli stessi errori che la storia ha tristemente messo in evidenza in passato. Inoltre questa non è solo repressione fisica, ma anche politica. Assediare Arafat nel proprio quartiere generale e non permet-

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tergli di avere alcun tipo di incontro diplomatico è un atto di una gravità enorme, impensabile. E l'occidente, il cosiddetto mondo civile cosa sta facendo? Solo i movimenti di piazza in mezza Europa hanno scosso l'opinione pubblica. I governi, salvo qualche piccola disapprovazione della Spagna e della Ue, stanno prendendo tempo, in attesa di chissà quale segnale. E gli Stati Uniti? Oggi più che mai autoproclamati "difensori" della pace e delle libertà nel Mondo, non stanno facendo assolutamente nulla. A quanto pare questo silenzio assenso è giustificato da interessi molto più rilevanti dello sterminio di un popolo. Sono stufo di sentire che noi siamo il bene e l'islam, lo straniero, il diverso è il male. Noi siamo i veri terroristi. Noi occidente. L'occidente che guarda in silenzio il genocidio dei palestinesi, l'occidente che sfrutta e distrugge il terzo mondo nel nome dell'economia globale, l'occidente che ha messo a ferro e fuoco l'Afghanistan, l'occidente che si stupisce nel vedere masse di disperati scappare da quei paesi che ha distrutto, scappare ed emigrare qui da noi, l'occidente che osserva schifato questi migranti provando odio, volontà di eliminarli o emarginarli Noi siamo la violenza, noi siamo l'odio, noi siamo i veri terroristi. Paco*


LUNARFOLLIE Gerusalemme, Israele, Palestina, Ariel Sharon, Yesser Arafat, tutti conosciamo i nomi di questa città, di questi popoli, di questi uomini; l’assemblea di qualche settimana fa ci ha aiutato a capire qualcosa di più,assemblea che qualcuno di voi ha attivamente vissuto e qualcuno di voi ha attivamente vissuto al bar o roba del genere difeso dal muro dell’ignoranza. La donna vestita di nero e armata di falce bene fece la semina, e adesso i figli nati dal grembo maligno raccolgono i frutti avvelenati: la vita di una ragazzina che spinta dalla forza della disperazione si imbottisce d tritolo e si fa esplodere in un bar di Tel Aviv, l’uomo che accompagna alla messa la famiglia e vede rubarsi la vita da un autobomba, la testa di un ragazzo avvolta dalla Kefiah e dal sangue, bersaglio di un cecchino palestinese. Queste le anime rubate dal dio della guerra. Israele: popolo vittima dell’olocausto, popolo senza terra. Palestina: terra dei palestinesi. I grandi della terra devono farsi

www.lunardi.bs.it/giornalino perdonare, un popolo ricco decimato da un regime ricco di idiozia. A pagare però non sono i padri della deportazione e dello sterminio, ma come sempre accade il più debole e questa volta tocca ai palestinesi. Finisce la seconda guerra mondiale, finisce con l’inizio della guerra tra due popoli culturalmente diversi, muore con la nascita dell’odio tra due popoli, va via con l’insediamento degli israeliani e la rabbia dei palestinesi. Negli ultimi giorni la situazione è precipitata, finora si era trattato di botta e risposta più o meno frequenti(tre le intifada dei palestinesi contro l’occupazione israeliana a 54 anni dalla nascita dello stato ebraico), adesso è guerra. Il premier israeliano ha in mano il nulla-osta firmato dal presidente Bush con scritto “LOTTA AL TERRORISMO”. E’ difficile capire chi sono i terroristi. Non importa che tu sia uomo, bambino, donna, integralista, fondamentalista, se stai pregando in una moschea la tua sentenza è stata emessa, la tua pena è la vita, la tua esecuzione arriverà presto, dalla canna di un fucile ebreo o dai bombardamenti di un elicottero

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che sventola la stella a sei punte. Poco importa. Al leader dell’ ANP viene chiesto di isolare gli integralisti, di bloccare i militanti di Hamas e intanto la sua stanza nel quartiere di Ramallah è stato privata di luce, telefono, ogni mezzo di comunicazione ed è il centro di un paese sotto assedio occupato dai blindati dell’esercito israeliano. Al fragore della guerra risponde l’impotenza del mondo, dell’EU, dell’ONU, l’impotenza della stessa chiesa cattolica.Un silenzio assillante. Voci percettibili, ma poco ascoltate, sono quelle di migliaia di mussulmani nelle strade di tutti i paesi arabi, e delle centinaia di pacifisti europei in Israele a difendere la popolazione civile. GRIDANO aiuto alle democrazie dell’occidente ma la linea è occupata o forse la cornetta è fuori posto. In Afghanistan non hanno ancora finito di contare i morti, in Palestina hanno iniziato a scavare le fosse comuni. Il luogo è diverso, la matrice uguale. Luca


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IX CONVEGNO DELLE TESTATE GIORNALISTICHE STUDENTESCHE

Giornalismo Studentesco e Creazione della Pace

TORINO, 9 APRILE Abbiamo partecipato in tanti a questo appuntamento di Torino. Praticamente era presenta tutta la redazione di Lunarfollie. I giornali titolavano sul nostro Convegno in questo modo: Giovani giornalisti parlano di giovani studenti TORINO – La comunicazione e l'informazione nel mondo studentesco sono stati al centro di questo Convegno, e particolarmente il loro ruolo della comprensione e della costruzione della pace. I PARTECIPANTI 25 persone dal Lunardi, 5 dal Golgi, 3 dall’ Olivieri e 3 dal Gambara e 12 da MetaGiò. Avvalendosi di un comitato che ha avuto modo di ribadire il proprio impegno e la capacità organizzativa, 50 esponenti della stampa studentesca bresciana si sono uniti oggi ai loro colleghi provenienti da Torino, Massa Carrara, Piacenza e Cordenons per dibattere con esperti e con coetanei della loro realtà giornalistica. Divisi tra la Galleria d'Arte Moderna e la scuola ospitante dedicata a Rosa Luxemburg, i rappr es e nt a nt i d ei g i orn al i (provenienti dal centro-nord) si sono confrontati con la scottante

ITCS “Rosa Luxemburg” – Torino Primo Liceo Artistico Statale – Torino Equipe Provveditorato agli Studi – Piacenza ITCS “Astolfo Lunardi” – Brescia in collaborazione con Settore Gioventù del Comune di Torino Rivista Informagiovani Centro Studi Sereno Regis – Torino IRRE Piemonte – Torino

tematica della gestione dell'informazione, operando una revisione interpretativa relativa soprattutto ai fatti dell'11 settembre, oggi considerati ancora ambigui ed oscuri, nonostante la massa di immagini e parole sprecate in quei mesi. Questa la base di partenza, dunque, su cui i relatori, noti esperti o reporter in erba, hanno costruito la propria argomentazione: alle 9:40 il docente di lingua e cultura araba Younis Tawfik, uno dei primi arrivi alla Galleria, incentra il proprio discorso appunto su come l'informazione resa all'emisfero occidentale riguardo all'episodio delle Twins sia stata tesa a conquistare ampi consensi per la guerra in Afghanistan (già in programmazione la sera stessa dell'attacco?) L'intervento di Tawfik è mirato non a designare i motivi della risposta americana, ma piuttosto ad illustrare il processo di inquinamento che riprende e sfrutta l'immagine dell'islamismo in maniera falsa e sommaria; confermando le tesi espresse nell'intervista precedentemente visionata dai partecipanti al Convegno. A tal proposito, di maggior rilievo e chiarificatore appare il racconto di un più recente Afghanistan portato in sala dal dott. Braghero (membro dell'IRRE Piemonte): memorie di un tentato colpo di stato di cui noi rimania-

mo ignari. Poco è lo spazio concesso alla stampa nelle zone di guerra, uno spazio peraltro in continua diminuzione. Opinione largamente condivisa da ragazzi di diverse età che hanno espresso la loro idea in merito a guerra, pace, ruolo dell'Italia e livello di informazione in Italia, in un filmato realizzato autonomamente dalle redazioni presenti qui a Torino: in molti sembrano urlare che deve dominare la Pace. Ecco allora nascere le critiche (in questo caso, però, con l'unico obbiettivo di indirizzare alla costruzione di un servizio veritiero): la selezione degli intervistati non seguiva infatti un criterio che garantisse l'attendibilità del risultato. Uno sforzo in questo senso va assolutamente fatto. Quale informazione potremo offrire se noi aspiranti giornalisti manchiamo di rispetto al senso di equità e di responsabilità? Agisce qui quello stesso meccanismo esposto in modo approfondito dagli interventi successivi di Candito (La Stampa) e Salio (Ist. Regis), quella catena per la quale l'informazione proposta si riduce alla volontà di condizionare il pubblico. "In ogni istante riceviamo messaggi", afferma Salio, "in gran parte messaggi costituiti


LUNARFOLLIE da immagini, messaggi veloci, rapidissimi, messaggi impressionanti. L'interesse per la notizia diventa rapido, mobile, diventa allora anche terribilmente facile lasciar cadere un argomento nel vuoto". Così come non ci si preoccupa, spesso, del seguito, allo stesso modo poco ci si interessa alla genesi di un fatto: atteggiamenti questi che pregiudicano fortemente la conoscenza della realtà. La RISPOSTA alla manipolazione dell'informazione può essere molteplice. Mi assumo personalmente il rischio di suggerirne una: "Tutta l'arte è contemporanea", recita l'intestazione alla Galleria d'Arte Moderna, qui nella vecchia capitale. Come l'arte, così anche la storia. Presente passato e futuro sono concetti separati soltanto sui libri di grammatica, dimenticarsene equivale ad accettare un realtà parziale. L' "onestà intellettuale" indicata infine ancora da Salio, costituisce una credenziale necessaria non unicamente al settore giornalistico attivo, bensì anche alla categoria dei lettori. "Il giornalismo è servizio e coraggio". SFIDA ALLA LUXEMBURG

www.lunardi.bs.it/giornalino QUESTA NON E' UNA PIATTA RECENSIONE

E' NOSTRO DOVERE E PIACERE COINVOLGERE VOI LETTORI IN QUESTO DIBATTITO. COSTRUIRE UNA COMUNICAZIONE BILATERALE E' UNA FORTE ASPIRAZIONE CHE POTRETE COSTRUIRE DA ORA. Vi proponiamo le tematiche e le questioni principe di questa giornata di Convegno e vi invitiamo a dare un'occhiata in biblioteca ai giornali raccolti dai rappresentanti degli altri istituti. *L'evoluzione della comunicazione giovanile: posta elettronica, cellulare e chat *La situazione della comunicazione nella scuola: è sufficiente? *Che ruolo svolgono in questo senso la Consulta e il comitato di istituto? *Cinema digitale, internet, videogames…arte del terzo millennio o moda passeggera? *Giornali ed editoria in generale: verso che futuro ci stiamo muovendo? *Giornalismo scolastico: semplice esperienza di svago oppure esperienza che matura le persona che lo praticano? *Qual è l'orizzonte di un giornale scolastico: cosa deve comuni-

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care, cosa no? *Come comunicare all'interno della scuola: linguaggio, immagini, formato, colore, impaginazione… *Come deve organizzarsi un giornale studentesco per poter costituire un efficace strumento di comunicazione? *Secondo la vostra esperienza, come è visto da compagni e professori lo studente impegnato in attività extrascolastiche e, in particolare, nel giornale d'istituto? Cosa si può fare per valorizzarne la figura? *Il contributo del giornale scolastico al dialogo fra le culture. *Nell'attuale contesto mondiale caratterizzato dalle guerre, quel contributo specifico possono dare i giovani per costruire la pace? *Quale posto ha la pace nella scuola e cosa può fare la scuole per la pace? *Guerra e pace nei Mass Media. Per noi è stata una bella esperienza. A tutti ricordiamo IL X CONVEGNO DELLE TES TATE S TUDE NTESCHE: a PIACENZA nel 2003.

I primi classificati vinceranno una fetta di libertà Ancora spirito critico e curiosità la fanno da padroni nei la- L’iniziativa vori delle commissioni pomeridiane all'Istituto Rosa Lu- “Spiccioli per noi, speranza xemburg. Scopo degli incontri destinata ai bambini ha è stato principalmente quello di fare il punto sul funziona- raccolto Lit. 171000 che mento dei giornali (il termine abbiamo consegnato "giornalino" risulta essere inesatto e infamante) studente- all’UNICEF. schi, e conseguentemente pro- A tutti il nostro porre le migliori strategie perché questi soddisfino il pub- GRAZIE blico: voi.

Denise Savioli 4° D

di vita per loro”


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LETTERATURA E IMMAGINE

In collaborazione

col Liceo Calini - Sperimentazione artistica – verrà inaugurata martedì 23 aprile 2002 ore 14 in Biblioteca la mostra

“NOVE SERIGRAFIE” L’esposizione è frutto di un lavoro di gruppo della classe 5°B, del Liceo guidato dal Prof. Franco Dagani che interpreta le tematiche di alcune opere letterarie DANTE ALIGHIERI: Divina Commedia LUIGI PIRANDELLO: Uno, nessuno e centomila PHILIP K. DICK: La svastica sul sole VITRUVIO: codice Vitruvio EDGAR ALLAN POE: Il cuore rivelatore ITALO SVEVO: La coscienza di Zeno GIUSEPPE UNGARETTI: L’allegria ALESSANDRO MANZONI: I promessi sposi CHARLES BAUDELAIRE: Il gatto

Con Gemma Bonometti, Anna Richiedei, Armando Grazioli Elisa Frigoli, Valentina Doninelli, Renata Mandis, Maddalena Gorini Michele Cantamessa, Gabriele Romanenghi Romano Mingardi Davide Prati, Enrica Fortunato, Alessia Nolli, Monica Grandelli Valeria Armeni, Sara Cominelli, Clara Venturini, Selene Lazzarini Cristian Agnelli, Andrea Galanti Paola Bernardelli; Sheila Bellucci, Martina Ferrero, Laura Stoppani Marta Vitali, Diomira Eggenter


Aprile 2002