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NOVEMBRE 2016

FASCIA DESTRA: RAPIDITA’ E RITMO Via Taranto 175 Lecce

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www.lulecce.it Lu Lecce seguici anche su LECCE: QUANDO UNA SQUADRA E’ SQUADRA Il Lecce si è bloccato e, poi, si è sbloccato con la Juve Stabia. Quando già i “gufi” dell’occasione hanno iniziato ad ipotizzare un attacco carente, un centrocampo discutibile ed una difesa traballante ed una rivoluzione da apportare nel prossimo mercato di riparazione, viceversa, la vittoria fuori casa “scaccia crisi” ha ristabiliamo gli equilibri. La stabilizzazione della vetta tanto cercata ed invocata deve essere il punto fermo per tutto il campionato e, così come auspichiamo, il Lecce deve poter essere campione d’inverno della Lega Pro, girone C. Sebbene il mister abbia evidenziato che il Lecce può scivolare e che non è imbattibile, i numeri e gli strumenti possono far si che questo risultato non sia una chimera. Obiettivo finale, scongiurare i play-off per una risalita diretta dei giallorossi che hanno tirato fuori dal cilindro il proprio progetto “squadra”. Infatti, Torromino pronto al sacrificio, così come Mancosu o altri, dimostra che questa squadra è squadra e che quando serve tutti possono dare un contributo concreto, non solo retoricamente: si veda il caso Tsonev. Esperimento riuscito, ad oggi, trovata tecnica

assai provvidenziale se si pensa, appunto, alla gara contro la Juve Stabia. Ma il Lecce ha dei punti fermi? A mio avviso la risposta è si, ferma restando l’importanza del collettivo. Uno di questi è Mario Pacilli a cui abbiamo voluto dedicare la copertina. Giocatore rapidissimo, intelligente e versatile: un attaccante che trova nel pieno della sua maturità e della sua freschezza atletica un elemento trainante per i giallorossi. Lo avessimo avuto lo scorso anno, avremmo inciso diversamente, secondo me, un attaccante che il Lecce deve poter gestire nel migliore dei modi. Pochi hanno notato, forse, che questo giocatore ha “punto”, magari cogliendo qualche legno, anche quando l’intero gruppo non ha brillato. Ma al di là di Pacilli o di Caturano (tornato al gol) o Doumbia, questo Lecce si trova ad affrontare sé stesso e gli avversari, verso la fine dell’anno 2016, foriero, auspichiamo, di tranquillità e di posizioni di vertice rassicuranti. FLAVIO DE MARCO

DIRETTORE RESPONSABILE: Flavio De Marco HANNO COLLABORATO: Umberto Verri, Bruno Conte PROGETTO GRAFICO: Adriana Greco FOTO di Francesca Perrone Aut. Trib. di Lecce n. 1064, 8/07/2010 Per questa pubblicità: 389/1819733


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DAL “MENTI” UNA LEZIONE PER IL FUTURO Clamoroso al Menti..! Il Lecce ottiene una vittoria Pazzesca in rimonta sul campo della capolista quando sembrava già spacciato dopo un primo tempo quasi inguardabile. Ma poi rimonta e vince e, da meno 6 in classifica, raggiunge la vetta. Il tutto in soli 45 minuti di adrenalina ed extrasistole. Nei bar e nelle case del Salento si salta, si esulta increduli, si sorride, e la domenica diventa dolce e dispensatrice di nuovi sogni e progetti. Ma in questo momento felice sono doverose alcune riflessioni importanti proprio per realizzare quei sogni e quei progetti. Nel primo tempo il

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Lecce ha palesato ancora i difetti emersi nelle ultime gare: scarso nerbo, scarsa intensità, ed un modulo, il 4.3.3, apparso ancora inadeguato perché priva la squadra del quarto centrocampista e la costringe a subire il gioco del centrocampo avversario. A ciò si aggiunga che il reiterato impiego di Lepore come interno non consente al Lecce di sfruttare la forza esplosiva e la costante azione da incursore del capitano sulla fascia destra. Per fortuna che Padalino ci ha pensato a modificare la squadra nel secondo tempo con l’ingresso di Tsonev e Doumbia, autori del gol del pareggio, e poi con lo spostamento di Lepore a destra dopo l’ingresso di Arrigoni. Quest’ultima è stata la mossa che ha sbancato il Menti. Lepore è stato determinante in 2 azioni e ha sganciato la “bomba” che ha portato al gol di Caturano. Se 3 indizi fanno una prova allora ci siamo: contro il Francavilla, nel secondo tempo contro il Cosenza ed infine al Menti lo sportamento di Lepore a destra ha consentito di ottenere i risultati.

Credo davvero che non si possa celare questa evidenza e perciò il capitano dovrebbe essere impiegato nel ruolo di laterale d’attacco nel tridente oppure, come esterno di centrocampo nel 4.4.2., un modulo che credo sia più confacente al materiale umano dei giallorossi. A Taranto torna il derby dopo 24 lunghissimi anni. I rossoblù sono in crisi e non vincono dal 18 settembre ma ci scommetto che daranno l’anima per opporsi al Lecce. Poi ci sarà lo scontro interno col Matera che servirà a tenere a distanza la truppa del colonnello Auteri. La vittoria in Campania può essere una svolta se Padalino, bravo a cambiare contro la Juve, saprà farne tesoro. INTENSITÀ, AGONISMO,ACUME TATTICO, CARATTERE, queste sono le irrinunciabili caratteristiche che bisogna avere per vincere. Speriamo che al Menti si sia tracciata la strada... BRUNO CONTE

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ANCHE NEL DERBY DI TARANTO COMPORTATI DA BIG-LECCE UMBERTO VERRI

Dall’Inferno al Paradiso in appena 45’ di partita. E’ quanto è successo al Lecce, domenica scorsa, a Castellammare di Stabia durante la sfida contro la capolista del girone, la Juve Stabia di mister Fontana. Un salto da tre punti, maturato nel corso del secondo tempo, dopo che il Lecce – per tutta la prima frazione di gioco – aveva subìto la superiorità tecnico-tattica della capolista che, oltre al buon gioco, aveva anche messo a segno due gol, sfiorandone altri. Sembrava una gara definitivamamente perduta per il Lecce e, per giunta, con l’etichetta della sconfitta senza rimpianti. Fosse finita la partita con il vantaggio e la vittoria della Juve Stabia, per il Lecce si sarebbero aperte le porte della contestazione e, diciamocelo pure, anche la rassegnazione ad un altro campionato di sofferenza in serie C. Recuperare i sei punti – perché tanti erano quelli di distacco alla fine del primo tempo – che avrebbero separato il Lecce dalla Juve Stabia non sarebbe stata cosa facile e semplice. E quindi, salvo miracoli, il Lecce si sarebbe dovuto accontentare di recitare, anche quest’anno, una parte di secondo piano in un campionato che, invece, voleva disputare come protagonista assoluto. Sconforto generale, quasi disperazione. Finire così malamente – perché , ripeto, sarebbero state scarsissime le speranze di promozione diretta – un campionato che tutti sognavano da salto in B, sarebbe stato davvero doloroso e senza valide giustificazioni. Ma ecco venir fuori il Lecce che non t’aspetti. Il Lecce orgoglioso e consapevole della propria nobiltà e grandezza. Il Lecce che tutti vogliamo ammirare. Sempre. E non a fasi alterne. In poche parole, un Lecce, capace di annullare la superbia e la prepotenza della Juve Stabia che, ormai , si stava stropicciando le mani in segno di vittoria e con la segreta speranza di aver messo fuori causa un importante concorrente alla vittoria finale del campionato. Un Lecce superbo e autorevole. Un grande Lecce, forte della sua voglia di non sprofondare nell’anonimato e forte, soprattutto, di voler tornare ad essere un protagonista di primo piano. Ed è successo che, dapprima Pacilli, poi Tsonev ed all’ultimo respiro Caturano, hanno segnato tre gol- riscatto, realizzando un’impresa ai limiti della credibilità. Invece, è

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stata una grande impresa che ha finito per far ricredere molti <uccellacci>, non solo locali ma anche <forestieri>, sulle concrete possibilità del Lecce di poter lottare, d’ora in avanti, alla pari con le altre big per la conquista della promozione diretta in serie B. Ci voleva, insomma, un’iniezione di fiducia per il Lecce che, in verità, nelle ultime quattro-cinque partite, aveva messo in mostra segnali poco confortanti, conquistando la miseria di soli tre punti in quattro partite : Catania e Fondi in trasferta e Foggia e Cosena al Via del Mare. Il colpaccio di Castellammare ha rimesso le cose a posto anche in classifica, consentendo al Lecce di raggiungere la Juve Stabia e di affiancare al vertice il Foggia di Stroppa. Oggi, infatti, comandano il girone C di Lega Pro Lecce, Juve Stabia e Foggia, forse le tre più forti squadre del raggruppamento, visto e considerato che il Matera (altra squadra-super) si è un po’ arretrato, al contrario del Cosenza di Roselli che sta avanzando. Insomma, un girone molto difficile da decifrare. E proprio per questo ed altri motivi, i tre punti conquistati dal Lecce a Castellammare di Stabia potranno avere un peso davvero determinante per la conquista della promozione diretta in B. Dunque, domenica scorsa abbiamo ammirato un grande Lecce in casa della Juve Stabia. Un Lecce da applausi che, però, ha il dovere di non fermarsi, ma di insistere sulla strada delle grandi imprese. Per andare in B, ha bisogno di far punti e di centrare colpi grossi su tutti i campi. A cominciare, ad esempio, dalla sfida dello Iacovone nel derby storico contro il Taranto, che ritorna dopo un’assenza di 27 anni. Sulla carta e nei giudizi generali, il Lecce non dovrebbe avere problemi a vincere. Noi la pensiamo in maniera diversa e, proprio per questo, vogliamo mettere il Lecce in guardia, evitando di sottovalutare gli jonici. Come tutte le squadre che lottano per salvarsi, anche il Taranto farà di tutto – per orgoglio e spirito campanilistico – di mettere il bastone fra le ruote del Lecce. Il Lecce lo sa molto bene e per questo dovrà tentare di disputare il derby con la mentalità della squadra –big. E se ci riuscirà, noi siano convinti che vincerà anche a Taranto.


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“IO TI RISPETTO”

L’US Lecce sostiene il progetto “Io Ti Rispetto”, campagna di sensibilizzazione e di contrasto alla violenza sulla donne, ideata dal Comune di Sogliano Cavour (Lecce) in collaborazione con Made in Carcere. Come simbolo dell’iniziativa sono stati realizzati dei braccialetti rosa e bianchi, prodotti con la collaborazione della Cooperativa Made in Carcere, su cui è stampato l’hashtag “IoTiRispetto”. I braccialetti sono pensati per essere indossati dagli uomini, al fine di promuovere il valore del rispetto nei confronti delle donne. Rispetto nella coppia, nel lavoro e in genere in tutti gli ambiti della vita quotidiana.L’idea si è diffusa con facilità in maniera virale e i braccialetti sono approdati anche in Consiglio Regionale, dove i Consiglieri di ogni schieramento ed il Presidente Michele Emiliano hanno voluto indossarli.

La società giallorossa ha aderito con entusiasmo all’iniziativa e anche mister Padalino, assieme a Lepore, Caturano, Cosenza, Giosa e Torromino hanno indossato il braccialetto. Sulla pagina Facebook del progetto “Io Ti Rispetto” si legge: “La violenza di genere funziona spesso come forza invisibile, di controllo di un genere sull’altro in vari ambiti della vita sociale: nel lavoro, nella politica, nella famiglia. Solo un Uomo che non esercita questi abusi, solo un Uomo che non è ingabbiato nella società patriarcale può dirsi Uomo libero. Egli è un Uomo che ha rispetto per sé e per le donne. E si sa, l’unico modo per imparare il rispetto è praticarlo”.

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Fondazione “Fòcara di Novoli” 16-17-18 gennaio 2017 LA FOCARA TORNA AD ACCENDERE L’INVERNO DELLA PUGLIA

La Fòcara torna ad accendere l’inverno della Puglia. E’ stato presentato il programma dell’edizione 2017 della Festa di Sant’Antonio Abate, un ricco calendario di appuntamenti che culminano nell’accensione del 16 gennaio della “fòcara”, un falò dalle dimensioni imponenti, alto 25 metri con un diametro di 20, realizzato interamente con tralci di vite, tra i più grandi del bacino del Mediterraneo. “Anche quest’anno la tradizione si rinnova nel culto di Sant’Antonio Abate”, ha sottolineato il sindaco Gianmaria Greco in apertura della Conferenza stampa. “Musica, arte e cultura si intrecciano nel corposo programma di eventi che segnano il percorso verso l’accensione della fòcara. A partire dalla tradizionale “festa della vite” con l’apposizione della prima fascina nell’area di Piazza Tito Schipa, Novoli diventerà teatro di gradi spettacoli musicali, artistici e culturali, senza dimenticare l’aspetto devozionale del Santo che rappresenta un elemento identitario per il popolo novolese e richiama ogni anno migliaia di pellegrini”.

Spettacolare si preannuncia anche l’accensione della fòcara che sarà preceduta da una performance di Giovanni Lindo Ferretti e dal corpo di ballo della Notte della Taranta che si esibirà sulla musica di “fuecu” scritta da Daniele Durante, ispirato al grande fuoco del Salento. Tante le novità annunciate dal Sindaco e presidente della Fondazione Fòcara Gianmaria Greco e dai suoi collaboratori: il direttore del FocaraFestival Loris Romano e il direttore di FocaraArte Giacomo Zaza.Come da qualche anno a questa parte anche per l’edizione 2017 il monumento della tradizione contadina dialogherà con l’arte contemporanea. Dopo Paladino, Nespolo, Nagasawa, Kounellis e Baruchello quest’anno sarà il francese Daniel Buren che si confronterà con la fòcara di Novoli ed ha già realizzato il suo manifesto d’autore per l’edizione 2017. “Con Buren cambia il concept ed il format”, ha sottolineato il critico Giacomo Zaza. “Si dialogherà tra due processi. Il fuoco che svanisce in 24 ore ed il gesto contemporaneo di Buren che porta nuovi significati ed idee”. Ospiti di FocaraArte saranno anche gli artisti Sislej Xhafa che proporrà un happening con la comunità di

Novoli ispirata ai rituali propiziatori e il malese H. H. Lim che proporrà il pranzo dei costruttori mettendo in risalto il paesaggio ed il percorso di condivisione verso il falò”. Premio FocaraFotografia quest’anno sarà assegnato a Francesco Jodice che “indagherà i mutamenti del paesaggio sociale contemporaneo attraverso il filmmaking”. Per FocaraDesign a Novoli arriverà Massimo Giacon che proporrà il vaso recipiente ispirato alla fòcara che conterrà rose rosse e tulipani gialli al posto della fiamma. Per il secondo anno consecutivo spazio anche al fumetto con il maestro Igort che realizzerà un manifesto ed alcuni disegni originali dedicati al grande fuoco dell’inverno salentino. Non poteva mancare l’appuntamento con il grande schermo. Per FòcaraCinema arriverà a Novoli Yuri Ancarani che firmerà una videoscultura ovvero un’interazione tra il mezzo video ed il fuoco della fòcara. Tante le novità per i tre giorni del FòcaraFestival che dal 16 al 17 gennaio ospiterà Vinicio Capossela, Eugenio Bennato, 2 Many DJ’S, Bienoise, Chase & Status, Acid Arab, Cairo Liberation Front, Richard Dorfmeister,


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C’Mon Tigre + Danijel Zezelj, e Jolly Mare. Un ritorno molto atteso per Vinicio Capossela già protagonista della focara 2008 che sarà in Puglia a Novoli il 16 gennaio e in teatro il 6 marzo al Politeama Greco di Lecce e il 7 marzo al Teatro Team di Bari. “Se il giro della Polvere si era iniziato nella Notte di San Giovanni sui monti della Basilicata, la stagione dell’Ombra di “canzoni della Cupa”, verrà aperta da un concerto speciale e propiziatorio nel giorno di Sant’Antonio Abate, presso il fuoco di Sant’Antonio più imponente d’Italia, la pira allestita ogni anno con tonnellate di tralci di vite, dalla Fondazione Fòcara di Novoli, visibile anche dal satellite”, spiega Vinicio Capossela. “Un concerto realizzato da una

banda d’eccezione completamente inedita che unisce strumenti antichi e sperimentali al quartetto d’archi, in uno spettacolo che come sempre vuole portare lo spettatore in una dimensione onirica”. “Ancora una volta – sottolinea il direttore Loris Romano – il FocaraFestival si propone di rappresentare ogni forma di ricerca musicale utilizzando in libertà i molteplici materiali offerti dalle diverse tradizioni musicali”. “Un mese di fuoco” con eventi collaterali che accompagneranno il percorso di costruzione del falò che inizierà domenica 11 dicembre p.v. con la Festa della Vite e la posa della prima fascina quest’anno affidata ad un immigrato novolese in Belgio.

Sarà lo scrittore Nicola Lagioia, premio Strega 2015 e neo direttore del Salone del Libro di Torino, a raccontare un po’ di libri in cui il concetto del fuoco è centrale, dal fuoco distruttivo al fuoco amoroso ed erotico, al fuoco come simbolo rischiaratore dell’intelligenza. I “dialoghi sul fuoco” saranno affidati al giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco e al giornalista e conduttore televisivo Paolo Del Debbio. Il palco del Teatro Comunale di Novoli ospiterà l’opera di Elio Germano e Theo Teardo per la messa in scena del romanzo di Louis Ferdinand Céline “Viaggio al termine della notte”, ma anche Massimo Zamboni con lo spettacolo dal vivo “Anime galleggianti – anime fiammeggianti”.


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