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ISTITUTO COMPRENSIVO N° 1 Via Generale Carlo Spatocco, 46 - 66100 CHIETI - tel. 0871/41249 – fax 0871/402626 codice fiscale: 93048770692 - codice meccanografico: CHIC838006 sito web: www.comprensivo1chieti.it fb: comprensivounochieti e-mail : CHIC838006@ISTRUZIONE.IT PEC: CHIC838006@PEC.ISTRUZIONE.IT


ABSTRACT RITORNO AL…FUTURO. RIAPRONO LE CESARII Inizia il conto alla rovescia per la riapertura della scuola A. Cesarii. Finalmente, dal tragico terremoto del 6 aprile 2009 (che aveva reso precaria la tenuta strutturale dellʼedificio), da settembre 2013 gli alunni e i docenti della scuola dellʼinfanzia Via Paolucci e della scuola primaria A. Cesarii potranno far ritorno nella loro legittima sede a ridosso della Villa Comunale. Dopo ben 4 anni di sistemazione provvisoria presso la scuola secondaria di primo grado De Lollis, che ha accolto anche gli alunni della scuola a tempo pieno Nolli e della scuola dellʼinfanzia L.go de Laurentiis, Cesarii riapre di battenti…e che battenti!!! Ad accogliere gli “espropriati” una scuola sicura (diritto sancito dalla Convenzione Internazionale sui diritti dellʼinfanzia e dellʼadolescenza del 1989) con requisiti strutturali, impiantistici e ambientali perfettamente consoni alle Direttive comunitarie in fatto di sicurezza negli ambienti di lavoro. Una scuola che nasce dalla Progettazione Partecipata di una molteplicità di protagonisti: Amministrazione Comunale, impresa De Cesare Ulrico, docenti, genitori, alunni. I risultati sorprendenti: aule colorate, pavimentazione in linoleum, controsoffittature, moderni sistemi di illuminazione e di riscaldamento, arredi innovativi, dotazione di lavagne interattive multimediali touch-sensitive, ampi spazi-laboratori,... La presente documentazione è relativa allʼUDA interdisciplinare “RITORNO al FUTURO”. Tutte le classi della scuola primaria “A. Cesarii” hanno condiviso lo stesso Sfondo TEMATICO: “Esplorazione e scoperta del sé e dellʼaltro” ma attuato percorsi metodologici diversificati (vedi progettazione allegata) per il perseguimento di competenze trasversali e disciplinari diversificate per classi di appartenenza degli alunni.

ANALISI DEL CONTESTO

IL COMPRENSIVO Il Comprensivo 1 di Chieti ha origine dalla fusione di tre istituzioni scolastiche tra le più importanti della città: il Primo Circolo Didattico, lʼIstituto Comprensivo S. Andrea e la Scuola Secondaria di Primo Grado Chiarini – De Lollis. Ne fanno parte le seguenti scuole:  scuole dellʼinfanzia: Largo De Laurentiis – Ravizza – Paolucci – S.Andrea – Brigata Maiella – Madonna degli Angeli – S. Barbara - Brecciarola;  scuole primarie: Nolli – A.Cesarii – S.Andrea – Brecciarola;  scuole secondarie di primo grado: Chiarini – De Lollis Il Comprensivo 1 si caratterizza per unʼofferta formativa unitaria la cui essenza è rappresentata dal suo logo: un grande cuore recante al centro il motto “We care”. “We care” (“Noi ci prendiamo cura/Ci sta a cuore”) è tratto dallʼ “I Care” di Don Lorenzo Milani, il quale poneva al centro della sua missione di insegnante ed educatore il concetto del “prendersi cura” di sé e degli altri. Tale messaggio viene declinato al plurale per indicare che ciascun componente del Comprensivo 1 (dirigente, docenti, alunni, genitori, collaboratori e personale di segreteria) partecipa in maniera attiva alla realizzazione di una “scuola di senso”.


PROGETTAZIOE PER COMPETENZE Il Comprensivo 1 ha scelto di attivare una progettazione per COMPETENZE. La scelta è motivata dallʼesigenza di:  trovare risposte condivise alla sfida della società sempre più complessa;  aiutare il bambino a diventare autonomo protagonista del proprio processo di apprendimento. La complessità della società richiede progettazioni sempre più mirate e consapevoli che favoriscano lo sviluppo di competenze cognitive, metacognitive e sociali attraverso:  apprendimenti significativi  compiti autentici  collegamenti con le progettazioni della scuola secondaria di 1° e 2° grado (curricolo verticale). I docenti lavorano insieme per potenziare, affinare, migliorare le proprie pratiche di insegnamento collegate al curricolo, valorizzando al massimo il modello della ricerca-azione.

SCELTE METODOLOGICHE DIDATTICA METACOGNITIVA: Meta-abilità che evolve con lʼallievo, filo conduttore per: - assunzione di responsabilità - sviluppo di automotivazione FINALITAʼ • Promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere, al fine di “imparare ad apprendere” • Riconoscere le difficoltà incontrate e le strategie adottate per superarle • Prendere atto degli errori commessi e comprendere le ragioni di un insuccesso • Conoscere i propri punti di forza e di debolezza MODALITAʼ DI REALIZZAZIONE • Approccio Autoregolativo • Monitoraggio e Controllo APPRENDIMENTO COOPERATIVO LAVORARE INSIEME E CONDIVIDERE COMPITI per INTEGRARE DIVERSITAʼ, VALORIZZARE LʼIMPEGNO, FAVORIRE LʼACQUISIZIONE DI ABILITÀ DI LEADERSHIP, DI COMUNICAZIONE, DI PRESA DI DECISIONI, DI GESTIONE DEI CONFLITTI FINALITAʼ • Aumentare la capacità di apprendimento e migliorare le prestazioni scolastiche; • Insegnare come diventare studenti attivi e riflessivi; • Garantire un apprendimento autoregolato in cui è la flessibilità a caratterizzare le azioni cognitive; • Recuperare lʼerrore come opportunità di crescita e di autoapprendimento; • Educare alla responsabilità; • Accrescere e mantenere la motivazione ad apprendere. • Potenziare le abilità relazionali attraverso il lavoro cooperativo • Imparare a prendere decisioni e a risolvere problemi per gestire il cambiamento DIDATTICA INCLUSIVA  condivisione in modo paritetico del percorso educativo e didattico dellʼintera classe.  organizzazione della compresenza per attivare percorsi relazionali e cognitivi alternativi alla didattica “frontale”, per favorire la metacognizione, lʼapprendimento cooperativo, le attività laboratoriali…


FORMAZIONE  Scuola e Università per la ricerca  Teacher Innovation Network  Formazione LIM CONDIZIONI ORGANIZZATIVE PERSONALE COINVOLTO Il contributo alla presente documentazione viene da parte di tutte le docenti della scuola primaria “A. Cesarii” che hanno svolto lʼUDA nelle proprie classi di appartenenza; del Dott. Ing. Stefano Centimo (papà di Marco della 3° B) che pazientemente ci ha seguiti nella realizzazione del plastico. Si tratta di un lavoro sinergico che ha affinato le reciproche competenze ed ha richiesto tempo extrascolastico per riflettere, aggiustare, ricercare strumenti e metodologie efficaci tesi a concretizzare nel migliore dei modi le varie fasi del percorso, puntando lʼattenzione sulla progettazione partecipata, sulle dinamiche relazionali di gruppo e intergruppo, sulla valutazione e autovalutazione delle attività per la riprogettazione continua dei percorsi. TEMPI E SPAZI Intero anno scolastico. Spazi strutturati e non dellʼedificio scolastico, attrezzati al momento in base alle necessità attuative delle azioni programmate. BIBLIOGRAFIA CISOTTO, Scrittura e Metacognizione, Trento, Erickson, 1998 C. Pontecorvo, A.M. Ajello, C. Zucchermaglio (a cura di), I contesti sociali dellʼapprendimento, LED, Milano 1995. M. AMBEL, Competenze e sapere, «Progettare la scuola», n. 1, 2000, p. 36. E. BERTONELLI, G. RODANO, Per una nozione condivisa di competenza, «Dossier degli Annali della Pubblica Istruzione – Il laboratorio della riforma: autonomia, competenze e curricoli», 1/2000, p. 239. PERRENOUD P., Costruire competenze a partire dalla scuola, Anicia, Roma, 2000 DOERR – LESH 2003 Oltre il costruttivismo. M. COMOGLIO, Insegnare e apprendere con il portfolio, Fabbri Editori, Milano 2003 BODA G., LANDI S., Life skills:il problem solving, Carocci Faber, Roma, 2005 LIPMAN M. , Educare al pensiero, Vita e Pensiero, Milano, 2005 MIATO S. A., MIATO L., La Didattica Inclusiva, Erickson, Trento, 2007 CRISTANINI D., PETRACCA C., Competenze e valutazione nella Scuola del curricolo, Edizioni Didattiche Gulliver, Vasto (CH), 2008 TAMBURRI D., Problem solving, un programma per l’insegnamento delle abilità di risoluzione dei problemi,da Psicologia e Scuola ( nov. – dic. 2008) , Gunti Editori, Firenze, 2008 SANTI M., Trasformare la classe in comunità - Strumenti, contesti e mediatori didattici , Edizioni Didattiche Gulliver, 2009 STRIANO M., Il curricolo della Philosophy for Children, Edizioni Didattiche Gulliver, 2009 BORKOWSKI J. G., MUTHUKRISHNA N., Didattica Metacognitiva,, Erickson, Trento, 2011 PELLEREY M., Competenze. Conoscenze, abilità, atteggiamenti, Tecnodid, Napoli, 2010 SITOGRAFIA http://web.tiscali.it/scuolaescrittura/ProgettoScuola/1fondam/03scdef.htm


1. FASE DI AVVIO BRAINSTORMING e SETTING Gli alunni in circle time, seduti davanti alla lim (lavagna interattiva multimedial), esprimono i loro desideri in merito ad una scuola ideale: forme, colori, spazi, attività,…rispondendo alla domanda della docente: “QUAL È LA SCUOLA CHE VORRESTI?”: ∗ con tanti laboratori ∗ con una palestra attrezzata ∗ con un angolo verde ∗ con unʼaula multimediale ∗ con le pareti decorate a tema ∗ con la lim ∗ con banchi singoli ∗ con le pareti colorate ∗ con una biblioteca ∗ con banchi colorati ∗ con spazi relax ∗ con appendini colorati

BRAINWRITING Gli alunni registrano e analizzano i loro desideri. Si potrà utilizzare la lavagna interattiva multimediale (salvando il lavoro in una cartella) o un cartellone.

MOTIVAZIONE AL COMPITO I ragazzi fanno unʼuscita per prendere consapevolezza dellʼubicazione e dellʼedificio scolastico. Durante il percorso fanno foto, osservazioni sul percorso, sulla posizione e sulla struttura della nuova scuola prendendo appunti.


I momenti salienti dell始uscita vengono fissati in schemi di sintesi alla LIM.


Cartelloni murali di sintesi


2. FASE DI IMPLEMENTAZIONE RITORNO AL FUTURO …viviamo il presente Scuola primaria “A.Cesarii: classi IV A – V A – V B Sfondo METODOLOGICO Percorsi di meta comprensione testuale Percorsi di produzione testuale SOLLECITAZIONE COGNITIVA Da una fiaba scritta dalla mamma di Simone (alunno della IV A)… …e il principe capì il segreto: quando gli uomini si accontentano di stare solo nella terra che conoscono, quando cercano solo le cose prevedibili, quando temono persone diverse da sé (…), il loro cuore diventa piccolo e pallido; ma quando hanno il coraggio di ammirare quello che non comprendono, di esplorare quello che non conoscono, il loro cuore diventa grande e si colora del colore della vita. We care. La fiaba viene ripartita in varie parti, le parti vengono numerate e messe in alla rinfusa in un contenitore. Ogni alunno ne prenderà casualmente una e la leggerà rispettando lʼordine progressivo di ognuna di esse. Gli alunni elaborano delle riflessioni ∗ La morale di questa storia ci spiega che non bisogna stare sempre nello stesso posto ma bisogna conoscere persone nuove e cose nuove perché aumentano le emozioni; ∗ Scoprire le cose fa bene. Non si deve avere paura delle cose perché aiutano a crescere; ∗ Non bisogna avere paura degli stranieri perché potrebbero diventare tuoi amici e farti conoscere posti e cose nuove; ∗ Bisogna conoscere nuove cose, nuove persone e non rimanere chiusi perché bisogna provare tante emozioni che ci aiutano a crescere; Canto “I care” di Aleandro Baldi Cari ragazzi sono qui, sono tornato, chiamate tutti gli altri, suonate la campana, oggi riapre la scuola di un povero curato, un certo Don Milani mandato qui a Barbiana. Anche se col tempo voi siete un po' cambiati ed i miei occhi non son più quelli di allora e se i vostri ginocchi non sono più sbucciati, stonati canteremo quella canzona ancora i care, i care, c'è bisogno che io abbia cura di te, you care, you care, c'è bisogno che tu abbia cura di me, i care, i care è solo un modo per dire che d' amore ce n'è un bisogno più forte, il più forte che c'è, i care, i care, i care. Apriamo quella porta, risistemiamo i banchi,


spolveriamo i quaderni, rileggiamo gli appunti, forza miei giovani studenti dai capelli bianchi, perché quello che conta è non darsi mai per vinti. Il mondo è un po' più ricco, la vita è sempre dura e in questa catapecchia attaccata al monte Giovi c'è ancora la canzone della nostra bocciatura che insieme cantavamo per non sentirci soli …………………….. Seduti in circle-time gli alunni individuano delle parole-chiave. Con le parole-chiave individuate, lavorando a piccoli gruppi, formano delle frasi di senso. ∗ I ragazzi erano al centro dellʼattenzione; ∗ La campana emette un suono gioioso e mette di buon umore per iniziare una giornata a scuola; ∗ Don Milani era un povero curato, ad un certo punto decise di aprire una scuola per i ragazzi analfabeti; ∗ La cura significa dare molta importanza a qualcuno; ∗ …………………………

Ricerca di notizie bibliografiche su Don Milani.

ESPLICITAZIONE DELLʼUDA Lʼinsegnante chiede ai ragazzi cosa sanno della lettura, come leggono e se leggono sempre allo stesso modo. Viene proposta, da Lettera ad una professoressa di Don Lorenzo Milani, la lettura della lettera “La nostra scuola”. 1. Lettura orientativa A partire dal titolo, dalle immagini, dai segni grafici e dallʼimpostazione grafica, si chiede ai bambini – anche attraverso domande stimolo – che tipo di testo è e quali sono le ipotesi-attese sul contenuto delle stesso. Tutta la classe.


2. Lettura globale (veloce) Si chiede ai bambini di affrontare la comprensione del testo attraverso una prima lettura veloce (spiegando che lʼaggettivo non è strettamente riferito al modo di leggere, ma alle strategia), cercando di capirne il senso globale. Inoltre, si verificano anche le ipotesi fatte sul contenuto precedentemente. Lettura individuale e silenziosa. 3. Lettura analitica (lenta e attenta) In questa fase gli allievi si soffermano in maniera ancora più profonda sul testo leggendo analiticamente, individuando le informazioni e i concetti principali (e, se è il caso, ritornandoci sopra), sottolineando e utilizzando anche degli appunti a margine, cercando i termini sconosciuti sul vocabolario. In questo modo il significato del testo, anche alla luce delle due letture effettuate precedentemente, dovrebbero essere stato compreso a pieno. Lettura individuale e silenziosa. 4. Lettura selettiva (a salti) Si rilegge solo la parte di testo in cui si pensa di trovare una informazione richiesta; serve pe ricercare informazioni. Lettura individuale e silenziosa. Da Lettera a una professoressa LA NOSTRA SCUOLA 1. La nostra scuola è privata. 2. È in due stanze della canonica più due che ci servono da officina. 3. Dʼinverno ci stiamo un poʼ stretti. Ma da aprile a ottobre facciamo scuola allʼaperto e allora il posto non ci manca! 4. Ora siamo 29. Tre bambine e 26 ragazzi. 5. Soltanto nove hanno la famiglia nella parrocchia di Barbiana. 6. Altri cinque vivono ospiti di famiglie di qui perché le loro case sono troppo lontane. 7. Gli altri quindici sono di altre parrocchie e tornano a casa ogni giorno: chi a piedi, chi in bicicletta, chi in motorino. Qualcuno viene molto da lontano, per es. Luciano cammina nel bosco quasi due ore per venire e altrettanto per tornare. 8. Il più piccolo di noi ha 11 anni, il più grande 18. 9. I più piccoli fanno la prima media. Poi cʼè una seconda e una terza industriali. 10. Quelli che hanno finito le industriali studiano altre lingue straniere e disegno meccanico. 11. Le lingue sono: il francese, lʼinglese, lo spagnolo e il tedesco. Francuccio che vuol fare il missionario comincia ora anche lʼarabo. 12. Lʼorario è dalle otto di mattina alle sette e mezzo di sera. Cʼè solo una breve interruzione per mangiare. La mattina prima delle otto quelli più vicini in genere lavorano in casa loro nella stalla o a spezzare legna. 13. Non facciamo mai ricreazione e mai nessun gioco. 14. Quando cʼè la neve sciamo unʼora dopo mangiato e dʼestate nuotiamo unʼora in una piccola piscina che abbiamo costruito noi. 15. Queste non le chiamiamo ricreazioni ma materie scolastiche particolarmente appassionanti! Il priore ce le fa imparare solo perché potranno esserci utili nella vita. 16. I giorni di scuola sono 365 lʼanno. 366 negli anni bisestili. 17. La domenica si distingue dagli altri giorni solo perché prendiamo la messa.


18. Abbiamo due stanze che chiamiamo officina. 19. Lì impariamo a lavorare il legno e il ferro e costruiamo tutti gli oggetti che servono per la scuola. 20. Abbiamo 23 maestri! Perché, esclusi i sette più piccoli, tutti gli altri insegnano a quelli che sono minori di loro. Il priore insegna solo ai più grandi. Per prendere i diplomi andiamo a fare gli esami come privatisti nelle scuole di stato. Attraverso la lettura attenta e servendoti dei numeri scritti su ogni capoverso, rispondi alle seguenti domande: 1) Quanti ragazzi frequentano la scuola di Barbiana? (rigo 4) 2) Abitano vicino alla scuola? (rigo 7) 3) Quanti locali compongono la scuola? (rigo 2) 4) Quali lingue straniere si studiano? (rigo 11) 5) Qual è lʼorario delle lezioni? (rigo 12) 6) Quali sport praticano i ragazzi di Barbiana? (rigo 14) 7) Cosa fanno i ragazzi nelle stanze chiamate “officine”? (rigo 19) 8) Comʼè organizzato lʼinsegnamento? (rigo 20)

PRODUZIONE TESTUALE PARTIAMO DA UN QUESTIONARIO “CHE COSA SAI DELLA SCRITTURA?” (Cisotto, 1998) Segna con una crocetta la casella corrispondente al grado di importanza che attribuisci agli aspetti della scrittura di un testo: 1° quadr. MOLTA; 2° quadr. MEDIA; 3° quadr. POCA PER COMPORRE UN BRANO Eʼ NECESSARIO: 1. AVERE MOLTO TEMPO A DISPOSIZIONE ☐ ☐ ☐ 2. AVERE CHIARO LO SCOPO DEL TESTO DA SVOLGERE ☐ ☐ ☐ 3. CONOSCERE MOLTE PAROLE ☐ ☐ ☐ 4. AVERE MOLTE IDEE SULLʼARGOMENTO ☐ ☐ ☐ 5. CONOSCERE LE REGOLE DELLA GRAMMATICA ☐ ☐ ☐ 6. TENERE IN CONSIDERAZIONE CHI DOVRAʼ LEGGERE IL TESTO ☐ ☐ ☐ 7. COSTRUIRE UN PIANO DI LAVORO PRIMA DI INIZIARE A SCRIVERE ☐ ☐ ☐ 8. SCRIVERE UN TESTO LUNGO ☐ ☐ ☐ 9. ORGANIZZARE LE IDEE E COLLEGARLE TRA LORO ☐ ☐ ☐ 10. COSTRUIRE UNA BUONA INTRODUZIONE ☐ ☐ ☐ 11. CURARE LA PUNTEGGIATURA ☐ ☐ ☐ 12. AVERE IDEE ORIGINALI E PERSONALI SULLʼARGOMENTO ☐ ☐ ☐


13. SCEGLIERE LE IDEE IN BASE ALLE RICHIESTE DEL TITOLO ☐ ☐ ☐ 14. USARE FRASI DI COLLEGAMENTO ☐ ☐ ☐ 15. SAPERE COSTRUIRE BENE FRASI E PERIODI ☐ ☐ ☐ 16. DARE UN ORDINE ALLE IDEE ☐ ☐ ☐ 17. SCRIVERE CON BELLA CALLIGRAFIA ☐ ☐ ☐ 18. CONTROLLARE MENTRE SI SCRIVE LA CHIAREZZA DEL TESTO CHE SI STA PRODUCENDO ☐ ☐ ☐ 19. SCRIVERE SENZA ERRORI ☐ ☐ ☐ 20. SEGUIRE IL PIANO DI LAVORO STABILITO ALLʼINIZIO DELLA COMPOSIZIONE ☐ ☐ ☐ 21. RILEGGERE IL TESTO ☐ ☐ ☐ 22. RILEGGERE LE PARTI POCO CHIARE ☐ ☐ ☐ TABULIAMO I DATI

BRAINSTORMING: “PIANIFICAZIONE”: che cosʼè?


PIANIFICAZIONE DEL TESTO

PRODUZIONE DEL TESTO “La mia scuola” La mia scuola si chiama “A: Cesarii” ed è situata a Chieti. Eʼ una scuola primaria. I principali spazi sono….Io frequento la 4° A……..


RITORNO AL FUTURO …viviamo il presente Scuola primaria “A.Cesarii: classi II A - III A - III B Sfondo METODOLOGICO Percorsi di problem solving ESPLICITAZIONE DELLʼUDA Dallʼing. Giampietro Di Primio, che ha curato la progettazione e i lavori edili di ricostruzione della nuova scuola, ci procuriamo la pianta dellʼ edificio scolastico che consta di tre piani. Trasformiamo il file in formato PDF, osserviamo con attenzione le tre piante e notiamo che la nostra nuova scuola è molto grande, ci sono tre piani (piano rialzato, primo piano e secondo piano) e una parte dellʼedificio sarà occupato dalla scuola dellʼinfanzia di “Via Paolucci”. Decidiamo di lavorare alla progettazione del primo piano, dove si trova la nostra aula, che è la più grande ed ha le pareti dipinte di lilla. PREREQUISITI Riflettiamo sul fatto che per progettare uno spazio è necessario misurare le lunghezze. In aula misuriamo la larghezza e la lunghezza dei lati contando i passi. Registriamo su una tabella i passi impiegati da ciascun alunno e confrontiamo le registrazioni: emerge che ci sono differenze nei numeri ottenuti perché, anche se la distanza è la stessa, il numero varia a seconda dei passi dei bambini. Risulta necessario, dunque, individuare unʼunità di misura uguale per tutti. Presentiamo a questo punto il metro quale unità di misura della lunghezza convenzionalmente riconosciuta dal Sistema Internazionale di unità di misura. Esistono strumenti-metro che vengono utilizzati da sarti, muratori, architetti e che sono fatti di materiale diverso a seconda del loro impiego. Ne osserviamo qualcuno: fettuccia, centimetro, squadre, righelli… Riprendiamo lʼattività svolta di misurazione dellʼaula. Ci dividiamo in 5 gruppi e registriamo le lunghezze di alcuni arredi: banco, lavagna, cattedra, davanzale. La nostra attuale aula ha il lato maggiore lungo 14 m e il lato minore lungo 6 m.


IL PROBLEM SOLVING 1) FASE : Identifichiamo il problema e il nostro obiettivo Come fare per riprodurre la pianta dellʼaula su carta? IPOTESI  usiamo la riduzione in scala che ci ha già spiegato la maestra di geografia perché è una metodologia usata dai cartografi  ogni pezzetto reale del pavimento diventa un quadratino  per agevolare il nostro compito sarebbe opportuno una carta quadrettata con quadretti da 1cm, quindi ogni 2 quadretti corrispondono a 1mm. INTERVENTO DELLʼESPERTO: Dott. Ing. Stefano Centimo Il papà di Marco ci aiuta a capire meglio il funzionamento delle scale di riduzione; attraverso la LIM ci propone un esercizio pratico di ridimensionamento utilizzando delle figure geometriche che vanno ridotte con scala 1:3, equivale a dire ogni segmento della figura va rimpicciolito con un segmento di tre volte più piccolo.


Successivamente, lavorando per piccoli gruppi, ci esercitiamo con la riduzione in scala di immagini e di figure geometriche. 2) FASE : Generiamo le possibili soluzioni Costruiamo il plastico della nostra scuola La scelta dei materiali e delle modalità costruttive del plastico non è delle più semplici. 1. Partiamo dalla base che è costituita da una grossa lastra di compensato di forma rettangolare (cm 50 × cm 30); 2. Stampiamo una pianta dellʼintero piano (realizzata in AutoCAD) in cui saranno adibite le aule della scuola primaria e la sovrapponiamo alla base di legno; 3. Stampiamo la pianta cartacea di ciascun ambiente; 4. La incolliamo su un robusto cartoncino e, con lʼuso attento di una taglierina, ritagliamo tutte le stanze; 5. Costruiamo i vari ambienti creando dei solidi tridimensionali delle varie forme, aprendo porte e finestre; 6. Posizioniamo le stanze sulla pianta; 7. Ritagliamo da unʼassicella di legno tanti piccoli cubetti per realizzare i banchi che ciascun alunno dipingerà a suo piacimento. FASE 3: Scegliamo, valutiamo e pianifichiamo la soluzione Pianifichiamo la disposizione degli arredi nelle varie aule avendo cura di pensare le soluzioni migliori che ci permettano di modificare facilmente il setting per i vari momenti delle nostre attività didattiche.


FASE 4 : Mettiamo in pratica Servendoci dell始ausilio di alcuni genitori facciamo pervenire le nostre proposte agli amministratori comunali e all始impresa di costruzione che si stanno occupando della ristrutturazione della nostra scuola.


UTILIZZO DELLA DIGITAL LITERACY

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3. FASE DI METACOGNIZIONE MINICONVEGNO

Nellʼambito di un mini-convegno con la presenza dei genitori e di testimoni privilegiati, gli alunni presentano i lavori prodotti e riflettono sui processi e sul percorso attivato nellʼambito dellʼUDA. “RITORNO AL FUTURO: Cesarii riapre i battenti…e che battenti!!!” Ideazione e progettazione di una conferenza stampa/miniconvegno COMPETENZE OSSERVATE NEL COMPITO DI REALTÀ: A. PROGETTAZIONE: PROGETTARE IL COMPITO DI RELATÀ B. COMPETENZA SOCIALE: INTERAGIRE IN MODO COSTRUTTIVO CONTRIBUENDO ALLʼAPPRENDIENTO CONDIVISO C. COMUNICAZIONE: COMUNICARE IDEE E INFORMAZIONI UTILIZZANDO LINGUAGGI E SUPPORTI DIVERSI D. METACOGNIZIONE/IMPARARE AD IMPARARE: RIFLETTERE SUI PROCESSI ATTIVATI E SI PRODOTTI ELABORATI.

PERCORSO FASE N. 1 PROGETTAZIONE COSA FANNO GLI ALUNNI In vista della situazione finale, gli alunni pensano come poter socializzare il percorso realizzato ai genitori.

COSA FANNO I DOCENTI Sollecitano la riflessione dei ragazzi attraverso il brainstorming in merito alle scelte che gli alunni compiono.

In gruppo, analizzano, spiegano e confrontano le proposte individuali ed elaborano un progetto condiviso tenendo conto dei tempi, dello spazio, degli strumenti e delle risorse umane a disposizione. Preparano lʼinvito ideando e progettando uno slogan condiviso, mediante disegni e scritture creative

Osservano le modalità di comunicazione e di progettazione, al fine di rilevare le competenze acquisite.

Osservano le dinamiche relazionali e le modalità di comunicazione e di progettazione, al fine di rilevare le competenze acquisite.

FASE N. 2 REALIZZAZIONE COSA FANNO I BAMBINI Realizzano e gestiscono il miniconvegno,

COSA FANNO I DOCENTI Osservano le dinamiche relazionali, le modalità di comunicazione, le capacità di problem-solving al fine di rilevare le competenze acquisite.


FASE N. 3 REVISIONE METACOGNITIVA â&#x20AC;&#x201C; RICOSTRUZIONE DEL PRCORSO E RIFLESSIONE SUI PROCESSI

COSA FANNO I BAMBINI

COSA FANNO I DOCENTI

Ricostruiscono e riflettono sulla situazione di Coordinano la discussione, osservano e compito individuando i punti di forza e di rilevano le competenze metacognitive acquisite. debolezza esprimendone la motivazione per poter gestire al meglio situazioni analoghe in altri contesti.


SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE SULLE MODALITÀ DI LAVORO ATTIVATE Valuta ogni affermazione con un numero da 1 a 5. 0=mai/per niente 1=pochissimo 2=poco 3=abbastanza 4=molto 5=sempre/moltissimo Affermazioni Ho aiutato i compagni Ho chiesto aiuto nei momenti di bisogno Ho partecipato alle decisioni del gruppo Ho avuto l’impressione di perdere tempo Mi sento accettato dagli altri compagni Ho ascoltato con attenzione chi aveva la parola Ho dato spazio a tutti per contribuire al lavoro L’argomento trattato mi ha interessato Mi è piaciuto lavorare in gruppo Sono contento del lavoro svolto Sono stati rispettati i tempi del lavoro Sono stati rispettati consegne e compiti assegnati Mi sono impegnato I miei compagni di gruppo si sono impegnati Ho conosciuto meglio i miei compagni Ho incontrato delle difficoltà a lavorare con gli altri Ho disturbato I compagni di gruppo hanno disturbato o fatto perdere tempo

0

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RIFLESSIONI SULLE CONOSCENZE ACQUISITE PUNTI DI FORZA - abbiamo acquisito i valori del prendersi cura dell’altro - abbiamo capito che è importante rispettare e avere cura anche degli ambienti che ci accolgono - abbiamo imparato nuove e più efficaci tecniche di lavoro - abbiamo arricchito la nostra conoscenza - abbiamo imparato a progettare nuovi spazi per renderli più giusti alle nostre esigenze - abbiamo imparato a lavorare in gruppo - ci siamo divertiti molto nelle attività manipolative e creative - bellissima la partecipazione del papà di Marco

PUNTI DI DEBOLEZZA - abbiamo avuto poco tempo per queste attività - mancanza di materiale - mancanza di alcuni compagni che rallentava o creava la necessità di modificare il lavoro

PROPOSTE MIGLIORATIVE - comprare più materiale per le scuola - incrementare proposte di lavoro di questo tipo - avere più disponibilità economica - coinvolgere più persone in queste attività


RISULTATI RAGGIUNTI DAGLI ALUNNI Questo percorso, dai forti contenuti didattici, educativi, interdisciplinari e pragmatici, ha consentito agli alunni di: • • •

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Sviluppare capacità socializzanti ed espressive; Esercitare, in libertà, spontaneità e creatività; Essere in grado, attraverso le conoscenze acquisite, di comunicare, di spiegare, applicare, interpretare, progettare, utilizzare differenti punti di vista, cogliere visioni differenti della realtà, sapersi autovalutare, essere critici nei confronti di se stessi e dellʼaltro; Portare alla luce dissonanze cognitive rimuovendo o modificando le proprie idee; Comprendere, nel contesto della simulazione, il proprio ruolo e le proprie responsabilità; Accettare regole comuni a tutti e capire meglio le strutture relazionali e produttive di questo irraggiungibile “mondo degli adulti” fatto anche di progettazioni condivise e di scambi reciproci di idee e di aiuti; Comprendere valori indispensabili per affrontare in seguito il grande gioco della vita facendo capire anche che dietro ogni dovere cʼè un diritto….. Documentare lʼesperienza che valorizza la scuola come comunità di buone pratiche.

STIMOLI PER I GENITORI La socializzazione del percorso didattico permetterà di: • •

Coinvolgere i genitori attivamente nel processo educativo-formativo dei propri figli cooperando in modo fattivo e propositivo con lʼIstituzione Scolastica; Facilitare modalità di scambio tra Istituzione Scolastica e Territorio

Condizioni di trasferibilità Il progetto è trasferibile in altri contesti scolastici ove sia viva la disponibilità a lavorare e ricercare insieme metodologie strumenti per una didattica aperta al confronto e allʼinnovazione


BILANCIO DELLE COMPETENZE ACQUISITE DAL DOCENTE ALLA FINE DEL CORSO DI PERFEZIONAMENTO Strumenti di verifica: ANALISI SWOT “Nuove metodologie didattiche progettate e loro ricaduta sulla classe” Punti di forza

-Alta motivazione dei docenti e degli alunni -Attenzione al compito -Condivisione di uno sfondo teorico e metodologico -Clima positivo ed alta produttività nei gruppi di lavoro -Documentazione cartacea e multimediale -Riqualificazione dei docenti come coordinatori e facilitatori

Criticità

-Utilizzo di strumenti ipermediali -Poche ore per progettare insieme -Scarso interesse, a volte, di colleghi circa lʼutilizzo delle nuove metodologie

Opportunità

-Aumento del tempo extrascolastico da impiegare nella predisposizione del materiale di lavoro e nella progettazione dei percorsi -Ripartire dalle buone prassi selezionate per rilanciare il lavoro -Poter ricondividere gli sfondi teorici e metodologici

Vincoli

-Correlare in modo ancora più attento la microprogettazione con la riflessione sui processi in aula e la documentazione -Tempi ristretti


COMPETENZA COOPERATIVA/SOCIALE PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA Sicuramente il gruppo e le modalità di lavoro (suddivise nelle varie fasi: warm-up, brainstorming, lavoro di gruppo intergruppo, condivisione) sono stati di rinforzo alla motivazione. Il forte coinvolgimento nella realizzazione del progetto si è espresso e si esprime con maggior convincimento come volontà di operare cambiamenti nella propria vita professionale e nella collaborazione attiva con i colleghi.

Raccordo difficoltoso spesso allʼinizio tra i vari ordini di scuola.

Forti resistenze dinanzi allʼinnovazione da parte del collegio docenti.

COMPETENZA RIFLESSIVA/METACOGNITIVA PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA Competenza documentativa Maggiore esigenza di lasciare traccia e memoria del lavoro.

Difficoltà legate soprattutto a tempi e spazi ridotti.

Gestire la propria formazione continua e ricerca Il corso è stata lʼoccasione per rimettersi in gioco, verificare quanto e come si sperimenta, come si documenta.

Mancanza di spinta motivazionale in alcuni docenti,

IPOTESI DI MIGLIORAMENTO Maggiore flessibilità e apertura dei colleghi.

Perseverare nella proposizione di una didattica rinnovata più motivante e coinvolgente.

IPOTESI DI MIGLIORAMENTO Affinare questa metodologia

Maggiore possibilità di confronto di metodologie esperienze.

COMPETENZA INNOVATIVA/COMPETENZA INCLUSIVA: Competenza di progettazione 1. Migliore organizzazione e animazione di situazioni di apprendimento; 2. Accresciuta gestione della progressione degli apprendimenti; 3. Maggiore creatività nellʼideazione e evoluzione di dispositivi di differenziazione; 4. Accresciuto coinvolgimento degli alunni nei loro apprendimenti e nel loro lavoro; 5. Contaminazione positiva nellʼinformazione e nel coinvolgimento dei genitori: 6. ………………. Competenza Digitale Nuovo approccio con la tecnologia, apertura allʼinnovazione.


Competenza Valutativa Accresciuta competenza valutativa con discriminazione e selezione più puntuale di indicatori e descrittori. Maggiore attenzione a dinamiche socio relazionali Molto resta da fare…ed è proprio il senso di incompletezza la molla che spinge a migliorarsi I BUONI PROPOSITI PER IL FUTURO Avere la capacità di adattarsi e di lavorare efficacemente in un'ampia gamma di situazioni, anche in contesti indeterminati e in situazioni poco consuete. Applicare le regole o le procedure in modo flessibile, adattandole alla situazione, per raggiungere un obiettivo comune. Adattarsi facilmente a nuovi contesti organizzativi perché la società, la scuola, in particolare, sono in continuo cambiamento: tutto è più veloce, tecnologico. Fare in modo che il cambiamento nell'organizzazione venga recepito da tutti, ripetendolo, rafforzandolo e implementandolo, senza fretta, senza imposizioni, ma sistematicamente. E ritorna sempre la pedagogia della lumaca: la goccia che scava la roccia.


RITORNO...AL FUTURO