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L’allenamento In attesa del Campionato Italiano di Auronzo di Cadore - 16 Giugno 2013 19.05.2013, Villa d’Ogna (BG). E’ domenica mattina e manca meno di un mese al grande giorno, al Campionato italiano. Dalle 8.00 gli atleti iniziano ad arrivare con i propri strumenti, a prepararsi. Avviene la mutazione: la Segheria Fornoni si trasforma in un vero e proprio campo di allenamento. Una cosa resta uguale, il legno: protagonista anche nello sport. C’è chi arriva da vicino e chi da parecchio distante: le auto nel piazzale della Segheria hanno targhe friulane, piemontesi, lombarde. Sette dei quattordici atleti che si sfideranno al campionato italiano hanno scelto questa come meta dell’ultimo allenamento condiviso, prima del grande giorno. Battista “Frio” Fornoni, il proprietario della Segheria, è tra gli atleti, ma tutti lo chiamano “Allenatore”, o addirittura “Presidente”. Si è fatto carico di offrire non solo il luogo ma anche il legno e le attrezzature necessarie per poter fissare i tronchi a terra e permettere così alla squadra di allenarsi nelle stesse condizioni della gara. Perché Timbersports non è uno sport qualunque. Forza, precisione, agilità ed equilibrio devono essere calibrati con attenzione, perché si gioca sul filo dei secondi e dei millimetri. :


Gli atleti arrivano con cassette e zaini, in cui sono custoditi “gli attrezzi del mestiere”. Inizia la vestizione, le maglie ferrate a proteggere piedi e stinchi: con la sicurezza non si scherza quando si gareggia con asce, seghe e motoseghe. L’atmosfera inizia a farsi viva, gli sportivi si preparano all’azione con esercizi di stretching, scherzando tra di loro. Ma prima di iniziare ad allenarsi occorre preparare il campo. Si sezionano così i tronchi di pioppo, si scortecciano e poi si fissano sui fermi preparati per le varie discipline. Viene fissato anche un tronco intero, alto circa 3 metri, che servirà per la prova dello Springboard: qui vanno incise due tacche dove infilare le assi su cui gli atleti dovranno salire, per tagliare lassù in cima. :


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Finiti gli ultimi ritocchi al campo, si parte. Sono sei le discipline di questo sport, nato nel 1985 in Wisconsin (USA), che mischiano cultura, tradizione e innovazione. In tre prove si usa l’ascia. Nello “Standing Block Chop”, un blocco di legno da 30 cm di diametro, assicurato verticalmente, deve essere tagliato nel minor tempo possibile, colpendolo con l’ascia da entrambi i lati: slancio, potenza e precisione sono essenziali e gli atleti devono saper mixare sapientemente questi tre elementi. Nell’“Underhand Chop” il blocco di legno è fissato invece orizzontalmente, a pochi centimetri da terra. Gli atleti, in piedi sul tronco, devono spezzarlo a colpi d’ascia, prima da un lato e poi dall’altro: anche in questo caso la precisione è essenziale, perché i colpi battono tra le loro stesse gambe. Lo “Springboard” è il più spettacolare e difficile. Vengono posizionate due pedane d'appoggio in un tronco verticale e l'atleta, stando in equilibrio e sospeso nel vuoto, deve tagliare a colpi d'ascia un blocco di legno posto sulla cima dello stesso, a circa tre metri da terra: qui non bastano precisione, tecnica e forza, ma anche equilibrio e destrezza. :


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Andrea Rossi, campione italiano in carica, Andrea Gili e Riccardo Ambrosini, membri del team azzurro, dimostrano sicurezza da atleti navigati in tutte le discipline, ma si pongono alla pari dei compagni: lavorano, preparano i tronchi, puliscono il terreno dai trucioli e soprattutto osservano. Sono loro, i tre “veterani” presenti a questo allenamento, che scrutano i più giovani, fermandoli per lanciare qualche suggerimento su come colpire, su quale movimento evitare. Spiegano che all’inizio ci si fa prendere dalla foga di finire il pezzo e si colpisce unicamente con la forza. Ma poi, con l’esperienza, si capisce quanto conta di più saper colpire: traiettoria, precisione, respirazione. :


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Si passa poi al Single Buk, la spettacolare disciplina in cui l’atleta deve tagliare un disco da un tronco di 46 centimetri di diametro con un segone lungo quasi due metri. Gli sportivi devono essere dinamici, agili nel movimento di braccia e spalle e soprattutto ritmici. Seguire il tempo, stringere i denti e non mollare, senza far impiantare la sega, che in assenza di un precisa e continua spinta può piegarsi e incastrarsi nel legno, abbattendo cosÏ il tempo della prestazione.

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I ragazzi si confrontano di continuo, tra una disciplina e l’altra. Oramai manca poco al momento, uno solo durante l’intero anno, in cui potranno dimostrare il proprio valore. Il Campionato italiano è concentrato in un unico, adrenalinico pomeriggio di gare, dove dare il tutto per tutto. Mattia Berbenni, Roberto Fornoni ed Emanuele Crovato sono tra i giovani che puntano alto. A differenza dei tre nazionali hanno meno esperienza, ma più tempo e ancora ampi margini di crescita. Per uno di loro potrebbe essere possibile, quest’anno, vestire la maglia azzurra e partecipare ai mondiali di Stoccarda. Un sogno con ampie possibilità di concretizzarsi, da vivere fino in fondo. Manca un mese, sale l’ansia, non solo tra i giovani. I “veterani”, amici e rivali allo stesso tempo, si studiano a vicenda. Scrutano i movimenti dell’amico-nemico, controllano i tempi, lo prendono in giro se qualcosa non va e poi applaudono. Prevale lo spirito di squadra, ma lo sport è sport. Chi gareggia lo fa comunque per vincere.

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L’allenamento prosegue a ritmo serrato e si avvicina l’ora di pranzo. Il padrone di casa, Battista “Frio” Fornoni, propone un “aperitivo”… Un modo per dire che tocca alle motoseghe fare il loro ingresso in campo: chi fa il tempo peggiore, paga da bere. Lo Stock saw è la disciplina che si disputa con una motosega presente in commercio, la Stihl MS 660.

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Nei venti secondi di “warm up” la macchina viene accesa, mentre l’atleta si dispone chino, con le mani sul tronco da affettare. Al via bisogna afferrare la motosega e tagliare due dischi: uno verso il basso e uno verso l’alto. Indossati pantaloni antitaglio, occhiali e cuffie parte il giro. A turno si sale in pedana, con attorno i compagni che incitano, ridono e segnano i tempi… su una rotella di legno, ovviamente.

Un disco di legno è poi disegnato con due faccine, una triste ed una sorridente, sui due lati. Battista, in base alla prestazione, decide quale delle due assegnare al compagno… Ma è proprio lui ad uscire sconfitto… gli finisce la benzina nel bel mezzo della prova!

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Dopo un pranzo degno del fisico degli atleti Timbersports, l’allenamento riparte. Ma è proprio li, intorno al tavolo, che oltre a muscoli, tecnica, tenacia e costanza, si sente la forza del gruppo. Tra aneddoti, barzellette, risate e brindisi, si ascolta la musica della squadra, che va oltre al suono dei tempi e delle classifiche. L’ansia per il Campionato italiano ormai alle porte rimane, ma con un sorriso si comprende innanzitutto di aver passato una buona giornata, una bella domenica. Lo sport, in fondo, è anche (e soprattutto) questo.

Campionato Italiano Stihl Timbersports: 16 Giugno 2013 – Auronzo di Cadore (BL)

Info Timbersports 2013: www.stihl.it/timbersports.aspx Contatti: Giulio Franceschi: giulio.franceschi@stihl.it Testo: Luigi Torreggiani Foto: Simone Berna – f/64 Photography (www.f64photo.it) e Luigi Torreggiani :


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L'allenamento. In attesa dei Campionati Italiani Stihl Timbersports