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La pioggia di stelle Whisky il ragnetto I tre porcellini Le tre farfalle Filastrocca dei colori Bambi Il brutto anatroccolo Pio Pio Coccodè

pag 4 pag 6 pag 7 pag 10 pag 11 pag 12 pag 16 pag 20

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C'era una volta una bambina, che non aveva più nè babbo nè mamma, ed era povera,

tanto non

aveva neanche una

stanza

dove abitare

un lettino

dove dormire

insomma, non aveva che gli abiti indosso e in mano un pezzetto di pane, che un'anima pietosa le aveva donato. Ma era buona e brava e siccome era abbandonata da tutti, vagabondò qua e là per i campi fidando nel buon Dio. Un giorno incontrò un povero, che disse: - Ah, dammi qualcosa da mangiare! Ho tanta fame!


Ella gli porse tutto il suo pezzetto di pane e disse: - Ti faccia bene! - e continuò la sua strada. Poi venne una bambina, che si lamentava e le disse: - Ho tanto freddo alla testa! Regalami qualcosa per coprirla. - Ella si tolse il berretto e glielo diede. Dopo un pò ne venne un'altra, che non aveva indosso neanche un giubbetto e gelava; ella le diede il suo. Un pò più in là un'altra le chiese una gonnellina, ella le diede la sua. Alla fine giunse in un bosco e si era già fatto buio, arrivò un'altra bimba e le chiese una camicina; la buona fanciulla pensò: "E' notte fonda nessuno ti vede puoi ben dare la tua camicia ". Se la tolse e diede anche la camicia. E mentre se ne stava là, senza più niente indosso, d'un tratto caddero le stelle dal cielo, ed erano tanti scudi lucenti e benchè avesse dato via la sua camicina ecco che ella ne aveva un a nuova, che era di finissimo lino. 5


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Whisky ragnetto che sale la montagna la pioggia lo bagna e Whisky cade giù, giù, giù! Ma ecco esce il sole e Whisky si è asciugato risale la montagna e va sempre più sù, sù, sù! Sulla montagna c'è una casetta con una streghetta che se lo vuol mangiar, gnam, gnam! Ma Whisky è molto furbo riscende la montagna e va dalla sua mamma e non la lascia più, più, più!


In prossimità di un bosco, vivevano tre porcellini.

Per

mettersi al sicuro da un certo lupo che abitava nei paraggi, decisero di costruirsi tre casette. Il più volenteroso

si

procurò

calce

e

mattoni,

gli

altri

decisero di affaticarsi di meno e preferirono l’uno la paglia, l’altro il legno. In poco tempo e con poca fatica, la casetta di paglia fu pronta. Ma la debole costruzione non resistette al primo assalto del lupo. Bastò un semplice soffio e il 7


8 porcellino si trovò senza riparo. Impaurito, corse a perdifiato verso la casetta di legno. Pensando di essere al sicuro, i due porcellini risero alle spalle del fratello che, con tanto impegno e fatica, si era costruito la casa in mattoni.

Intanto

il

lupo non volle darsi per vinto e, dopo una bella corsa, si fermò davanti alla casetta.Aprite - intimò ai due porcellini. - Vattene, non ci fai paura... Allora il lupo soffiò più forte che mai. In un attimo la porta cedette non restò che correre dal saggio fratello. I tre fratelli fecero appena in tempo a chiudere la porta in faccia al lupo. In quel momento i due porcellini spaventati,capirono quanto è importante fare le


cose con impegno. Ora erano al sicuro. Il lupo accanì

innervosito allora

si

sulla

porta, ma questa, che aveva cardini robusti, non cedette. Il lupo, credendo di essere molto

furbo,

arrampicò

su

si un

albero e pensò di sorprendere i tre porcellini entrando in casa dal camino. Non si accorse che il porcellino saggio si era reso conto delle sue intenzioni. Il porcellino gli preparò, una sorpresa. Accese un bel fuoco nel caminetto, a

questo punto il lupo, stanco e

bruciacchiato, si allontanò di corsa e non si fece più vedere. Da quel giorno i tre porcellini vissero al sicuro nella bella casetta di mattoni.

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C'erano una volta tre farfalle molte amiche fra loro: una rossa, una gialla ed una bianca. Si rincorrevano da un fiore all'altro e non si accorsero del temporale in arrivo. La pioggia cominciò a scendere fitta e le farfalle volarono dal giglio, pregandolo di dare loro ospitalità. Il giglio rispose che avrebbe accettato solo quella bianca, perchè del suo stesso colore. Le tre farfalle allora volarono dal tulipano. Il tulipano disse: - Accoglierò volentieri la rossa e la gialla.- O tutte e tre o nessuna!- Risposero le farfalle. Il sole, da dietro le nubi, vedendo tanta solidarietà ed amore fraterno, cacciò via la pioggia. Il sole, da dietro le nubi, vedendo tanta solidarietà ed amore fraterno, cacciò via la pioggia.


Io so i colori dei mestieri, sono bianchi i panettieri. Blu è il poliziotto che ho visto sul viadotto Bianco è il Dottore che mi cura con amore Sono neri gli spazzacamini, di sette colori son gli imbianchini, nero è il carabiniere che vedo tutte le sere gli operai dell’officina hanno una tuta bella azzurrina, han le mani sporche di grasso, i fannulloni vanno a spasso, non si sporcano nemmeno un dito, ma il loro mestiere non è pulito. 11


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Era una mattina di primavera e tutti gli animali danno il benvenuto a un cerbiatto appena nato. Quel cerbiatto era il principe del bosco!"Come si chiama?"chiesero."Bambi,"rispose

mamma

cerva,commossa. Ben presto Bambi fece amicizia con

Tippete,il

coniglietto,e

con

Fiorellino,la


puzzola.

Un

giorno,sulla

stagno,incontrò

una

riva

cerbiattina.

di

uno

"Questa

è

Occhidolci,"gli spiegò la mamma. I mesi passarono in fretta per il piccolo Bambi.Quando giunse

l'inverno,

Tippete gli insegnò a

scivolare

sullo

stagno ghiacciato. Quanti ruzzoloni!Finalmente ritornò la primavera:Bambi era diventato un bellissimo cervo. Anche Tippete e Fiorellino erano cresciuti."Ciao Bambi, mi riconosci?"lo salutò il coniglio."Salve, amici!" esclamò la puzzola. Felici di essersi ritrovati,i tre stavano sempre insieme. Ma un giorno Fiorellino si innamorò di una deliziosa puzzola."Io non ci casco di certo, non mi innamorerò mai!" disse deciso Bambi. "Neanch'io!" 13


14 fece eco Tippete. Ma una bella coniglietta gli fece cambiare idea. Mentre Bambi vagava da solo nel bosco,incontrò

una

graziosa

cerbiatta:

era

Occhidolci! E fu così che anche lui si innamorò. Ma un grosso cervo,a cui piaceva Occhidolci, si intromise fra loro."Bambi!" gridò disperata la cerbiatta,invocando

aiuto.

Senza

esitare,

il

giovane cervo si lanciò contro il rivale e dopo un'aspra

lotta,

Finalmente

corna

Bambi

e

contro,

lo

sconfisse.

Occhidolci

potevano

r i m a n e r e sempre insieme. La loro felicità era Ma

immensa! un

brutto

giorno,Bambi si svegliò

di

soprassalto: nel bosco era scoppiato un incendio. All'improvviso, ecco apparire il grande re, suo padre.

"Svelto,

seguimi!

"

gli

disse.


Insieme,corsero ad avvisare tutti del pericolo. Non fu facile,ma alla fine si misero in salvo con gli altri oltre il fiume,dove Occhidolci li attendeva ansiosa. Quando

le

fiamme

si

spensero

e

il

bosco riprese a vivere,il vecchio cervo si ritirò nel folto

della

foresta:il tempo del suo regno era finito. E con l'arrivo della primavera,si festeggiò una nuova nascita:

questa

volta

erano

due

gemelli,i

cerbiattini di Occhidolci. Il loro papĂ ,Bambi,li guardava

orgoglioso,mentre

gli

animali

lo

acclamavano nuovo re del bosco!

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Mamma anatra quel giorno era molto felice perchè le uova si stavano schiudendo una dopo l’ altra.

Gli

anatroccoli uscivano

e

zampettavano intorno

alla

mamma, però c’era un uovo, il più grande di tutti, che non si decideva a schiudersi, mamma anatra allora tornò a covare quell’uovo fino a che non si schiuse. Con sua grande sorpresa, vide che l’anatroccolo era più grande degli altri e di colore grigio...


L’anatra pensò ad un brutto scherzo giocatole dalla massaia. L’anatra, condusse la sua nidiata allo stagno, ma mentre i piccoli cominciarono a nuotare, il brutto anatroccolo si dimostrò il più abile ed il più sicuro di tutti. La mamma lo guardò e sospirò rassegnata: “Peccato che sia così brutto”, ma per questo motivo, sentì di volergli ancora più bene e con il becco gli fece una carezza. Radunò i suoi piccoli e disse loro che li avrebbe condotti a conoscere la loro regina quindi si raccomandò a che mantenessero un comportamento educato e rispettoso. Alla corte della regina, tutte le damigelle cominciarono a deridere il brutto anatroccolo, il quale, preso dallo sconforto, scappò e si andò a rifugiare nella palude delle anatre selvatiche, ma anche qui la vita fu difficile, decise allora di scappare e corse tanto fino ad arrivare in un bosco dove scorse una capanna abitata da una vecchietta, un gatto ed una gallina. 17


18 La vecchietta gli offrì ospitalità, ma il gatto e la gallina non furono per nulla contenti. Il poverino, dopo aver subito ogni sorta di angheria decise di andarsene, con grande soddisfazione del gatto e della gallina. Il brutto anatroccolo continuava a vagare senza sapere dove andare, vide uno stormo di bellissimi uccelli bianchi e pensò tristemente che anche a lui sarebbe piaciuto essere così. L’inverno era arrivato e l’anatroccolo un giorno non ebbe più la forza di nuotare, faceva troppo freddo, e certo sarebbe morto se un contadino non lo avesse visto e non lo avesse portato a casa. Nella sua nuova abitazione l’anatroccolo trovò tanti bambini che però, come spesso accade, lo avevano scambiato per un giocattolo. Non ne poteva proprio più, riuscì a nascondersi, ed a scappare. Si accorse che le sue ali si erano irrobustite, le sue penne erano più bianche.


Riuscì a nascondersi nella neve in modo da riuscire a sfuggire alle ricerche dei suoi persecutori. In qualche modo riuscì a sopravvivere nascosto nel bosco fino a primavera, ma a primavera spalancò le ali e spiccò il volo. Sotto di sé vide un laghetto dove nuotavano dei cigni maestosi. Con un largo volo si posò sull’acqua ed i cigni si avvicinarono a lui gridando; il brutto anatroccolo spaventato abbassò la testa, ma nel fare questo, vide la sua immagine riflessa nell’acqua e con grande stupore vide che non era più un brutto anatroccolo, ma si era trasformato in un bellissimo cigno.

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Chiese il pulcino "Pio pio mamma posso uscire anch'io?" La chioccia rispose "coccodè sÏ amore vieni pure te" Ed ecco che il guscio dell'uovo


schiude un pulcino bianco nuovo lesto lesto fuori egli zampettò sua mamma lo coccococcolò poi " Vieni con me andiamo all'aia" disse “ Ti fa bene prendere subito aria" Il papà gallo lo stava ad aspettare passando il tempo a razzolare e cantare quando lo vide, tutto emozionato chicchirichì gridò un po' stonato e poi per esprimere la sua felicità esclamò forte: chiricchiricchicààà!!!

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www.letturagiovani.it filastrocca.iremat.it ginevra2000.it/Disney www.filastrocche.it


Realizzazione a cura di: Luigina Gallo Corso per “animatore per l’ infanzia” Anno 2012 Docente: D’AGATA Antonio G.

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