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Luigi Longo

Portfolio


Costruire nel costruito Casa Confalonieri Laboratorio di Progettazione Ambientale Docente: Arch. W. E. Angelico anno: 2012 Sita all’estremita del versante occidentale dell’antico centro storico di Agrigento, nel cosidetto quartiere Arabo denominato “RABATO”, Casa Confalonieri fa parte di quelle antiche abitazioni “troglodite” ricavate all’interno della roccia. Colpita dagli effetti della storica e discussa frana del 1966, oggi lo spazio interno si presenta come unico vano a cielo aperto. Preservare l’originaria funzione abitativa è il principale obiettivo del progetto di recupero, cercando quanto più possibile di riprendere la vecchia distribuzione spazile interna. Una struttura interna, autonoma e indipendente, composta da elementi prefabbricati ( IPE ) in acciaio corten, è stata così pensata per ripartire lo spazio interno in quattro livelli, collegati tra loro per mezzo di una scala a due rampe posta in posizione diametralmente opposta all’unica facciata dotata di aperture. Pensata come residenza per un giovane artista/professionista, le funzioni puramente abitative trovano spazio lungo i primi tre livelli, laddove le pareti in roccia creano quel senso di intimità e protezione primordiale. È nell’ ultimo livello che l’edificio si apre verso l’esterno attraverso uno spazio interamente vetrato ai lati, schermato da un sistema di brise-soleil. Ed è in questo spazio che, volgendo lo sguardo all’esterno, tra la vista della retrostante chiesa di Santa Croce e l’ampia veduta panoramica antistante che va dalle colline del paesaggio agrario interno fino a perdersi nell’orizzonte del Mar Mediterraneo, l’artista può trovare ispirazioni.


Nei luoghi dell’accoglienza Cava Sassi Laboratorio di Progettazione Architettonica IV Docente: Arch. G.F. Tuzzolino anno: 2012 “Nei luoghi dell’accoglienza” è un progetto di riqualificazione urbana e costiera per l’isola di Lampedusa, attraverso la progettazione di spazi in grado di realizzare una migliore interazione tra residenti ed extracomunitari che, scappando dai loro paesi di origine, costantemente vi transitano in cerca di un posto migliore dove vivere. In tale contesto, Cava Sassi assume invece un carattere concettuale e metaforico. Sita ad est dell’isola, al di fuori del centro abitato, in prossimità di Cala Francese, Cava Sassi viene concepito come luogo di riflessione ai temi dell’immigrazione, fenomeno in costante crescita, difficilmente gestibile. . Alla cava si arriva attraverso un percorso che, da Nord a Sud, in direzione inversa al flusso migratorio, introduce i temi trattati. Dal parcheggio all’edificio di Accoglienza, un area di sosta vuole mettere in risalto la contrapposizione tra la vita e la morte come tema dominante del viaggio della speranza. Un muro in cemento armato, che accompagna i visitatori lungo l’intero percorso, si pone inoltre come limite di un altro fenomeno che colpisce l’isola come gran parte del Sud Italia, l’abusivismo.


Parcheggio

Acqua della vita Albero della morte

Accoglienza

Cava Piccola

Cava Sassi


Diverse installazioni all’interno della Cava sono concepite come elementi volti ad una maggiore sensibilizzazione sui temi dell’accoglienza nella speranza che la cultura locale possa mettere da parte le ostilità fin ora mostrate e dare un aiuto concreto ai bisognosi. Un grande spazio centrale è stato pensato per poter ospitare delle rappresentazioni di vario genere. Alla fine del percorso, un spazio verde offre al visitatore la possibilità di poter sostare al riparo dal sole, e magari meditare sui temi in esame.


1. Il Peso 2. La Prigione 3. Vae Victis 4. L’arena 5. Sfera Introspettiva 6. Dietro le quinte 7. Il Giardino dell’Io


Arrivare ad Agrigento Agrigento Terminal Bus Laboratorio di Progettazione Architettonica V Docente: Arch. A. Margagliotta anno: 2013 Il tema della mobilità ha assunto nella modernità un importanza cruciale in termini di funzionamento delle città. Decongestionare quest’ultime dal traffico viario è alla base di numerose ricerche. “Arrivare ad Agrigento” è un progetto il cui obiettivo mira a trovare soluzioni a tali tematiche. Pensato come una nuova “porta cittadina” dalla quale raggiungere i centri abitati dislocati di cui si compone la Città di Agrigento, il progetto di un Terminal bus parte dalla ricerca di un area esterna al centro urbano consolidato. L’area di progetto viene dunque ipotizzata nella zona di espansione a Nord della città, laddove si intercettano le arterie principali che la connettono ai maggiori centri urbani siciliani. L’infrastruttura puntuale si pone dunque come filtro tra fasci infrastrutturali di un macro sistema di collegamento e il centro urbano stesso. Caratterizzata da una molteplicità di edifici realizzati senza alcuna regola di composizione urbana, all’interno dell’area trovano spazio alcuni edifici importanti a livello provinciale, come il Tribunale, il Catasto e gli uffici della Motorizzazione. Dare ordine al caos diventa dunque prerogativa principale del progetto attraverso la rigenerazione di spazi urbani limitrofi e la stessa composizone dei volumi costituenti l’infrastruttura in oggetto. L’edificio viene così pensato come una serie di volumi indipendenti, ognuno avente funzione propria, dove, attraverso degli allineamenti, si cerca di dare un senso agli edifici esistenti. L’unitarietà del progetto è invece resa tale da una lunga copertura sorretta da pilastri obliqui pensata per dare riparo ai viaggiatori in attesa d’imbarco. Al di sotto dell’area di attesa trova invece spazio un parcheggio sotterraneo. Una piazza viene poi pensata come spazio di connessione tra il Terminal bus e un edificio esistente, realizzato per dar vita ad un piccolo centro commerciale non ancora avviato. Al centro della piazza uno specchio d’acqua vuole infine ricordare l’identità agrigentina come città di mare, in un area in cui il mare è solamente un idea lontana.


Sezione A-A’


Parcheggio Interrato

Piano Terra

Ristorante, bar, Servizi igienici

Biglietteria, Deposito, Sala attesa, Collegamenti verticali

Uffici Postali

Uffici Amministrativi

Servizi igienici

Polizia Pronto Soccorso Collegamenti verticali

Locale Autisti Locali Tecnici


La riqualificazione del Waterfront di Porto Empedocle Tesi di Laurea Relatori: Arch. V. Scavone, Ing. F. Corriere anno: 2014/15 L’idea di una riqualificazione del Waterfront di Porto Empedocle nasce non solo dalla consapevolezza della necessità di un disegno urbanistico unitario dell’area portuale e quindi di una sua ricucitura con la città, ma anche, e soprattutto, della ricerca di possibili soluzioni che, partendo dalle potenzialità che il porto possiede, possano offrire opportunità di sviluppo sociale ed economico in grado di estendere i benefici al sistema territoriale della Provincia di Agrigento, con l’intento di superare l’attuale situazione “di stallo”. La stessa pianificazione strategica regionale mira all’efficienza e all’efficacia della rete dei collegamenti via mare e delle infrastrutture portuali, sia per gli aspetti turistici che commerciali. Da un punto di vista turistico, dal 2014 il porto di Porto Empedocle è stato interessato da un fenomeno crocieristico che ha visto la partecipazione di grandi compagnie quali la Costa Crociere e la Royal Caribbean, le quali sfruttano tale attracco per accedere a ciò che nel Piano Strategico Regionale viene identificato come “nodo di primo livello” dell’armatura archeologica siciliana rappresentato dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi. Turismo e commercio, però, presentano allo stato attuale una certa conflittualità spaziale derivante dalla divisione funzionale del porto, dovuto soprattutto ad una mancata previsione in passato di nuove possibili funzioni quali quella crocieristica. Dei tre bracci esistenti, infatti, il Molo di Levante è l’unico attualmente in grado di ospitare le due funzioni, commerciale e crocieristica, ma ovviamente non è possibile un’organizzazione tale da comprenderle contemporaneamente. Secondo tale visione, infine, alcuni servizi di primaria importanza risultano essere assenti, come la Stazione Marittima, o disconnessi, come nel caso della Stazione Ferroviaria.

Quadro delle accessibilità principali all’area portuale

Interazione

RIFUNZIONALIZZAZIONE

Quadro dei macrointerventi necessari Addizioni

Superficie da dragare

Intermodalità


Museo Treni

Nave per Lampedusa Orti Urbani Stazione Marittima Eliporto

FS

Manutenzione

Centro Direttivo Piattaforma Logistica

Impianto di Depurazione

Area Retroportuale

Porto Diportistico Porto Peschereccio

Uffici Amministrativo-Direzionali Piattaforma Logistica Ro-Ro

Torre Carlo V Piattaforma Logistica Ro-Ro

Piazza Carlo V Scalo di Alaggio Porto Turistico

Servizi Piattaforma Punto di Controllo Imbarco/Sbarco alla Piattaforma

Limite Area studio Nuovi Edifici

Nave da Crociera Punto Imbarco/Sbarco Traghetti Ro-Ro

Tendostruttura per Accoglienza Immigrati Caselli Ferroviari Rivitalizzati Edifici Ferroviari Rivitalizzati Linea Metrotranviaria Pista Ciclabile

Centro Congressi Ristorante Sale Espositive

Bike Sharing Parcheggio Scarico Merce Parcheggio Auto Parcheggio Temporaneo Parcheggio Mezzi Pesanti Punto Informazioni Sottopassaggio


Nella pagina seguente In alto a destra: Rifunzionalizzazione degli edifici “Montedisonâ€?, in disuso da decenni, convertiti in Stazione Marittima e il nuovo Terminal della linea metrotranviaria di collegamento con le Stazioni Ferroviarie di Porto Empedocle e Agrigento Centrale. In alto a sinistra: Il nuovo edificio polifunzionale che ospiterĂ un Centro Congressi, ristoranti, bar e sale espositive. Nave per Lampedusa

Stazione Marittima Aliscafo per le isole Pelagie Battelli per escursioni lungo Costa Porto Diportistico Porto Peschereccio

Torre Carlo V

Piazza Carlo V Scalo di Alaggio Porto Turistico

Limite Area studio

Nave da Crociera

Nuovi Edifici Caselli Ferroviari Rivitalizzati Linea Metrotranviaria Pista Ciclabile Bike Sharing Parcheggio Auto Parcheggio Temporaneo Parcheggio Mezzi Pesanti Centro Congressi Ristorante Sale Espositive

Punto Informazioni

In basso: La nuova Piazza Carlo V, precedentemente destinato a parcheggio auto.


B&B Luxury House Progetto di ristrutturazione anno: 2016 A diretto contatto con la spiaggia, a due passi dalla meravigliosa Scala dei Turchi (patrimonio UNESCO), a pochi km dalla Valle dei Templi di Agrigento, sorge il B&B Luxury House. In un edificio esistente composto allo stato attuale da quattro vani, due servizi igienici e una grande terrazza con vista mare, distribuiti su due livelli, ricavare il maggior numero di posti letto e dotare ogni camera di bagno personale sono state le richieste principali avanzate dalla committenza. Muovendosi in tale direzione, la soluzione definitiva del progetto di ristrutturazione può contare un totale di sette posti letto distribuiti tra quattro camere (tre doppie e una singola) tutte con bagno privato. All’interno delle camere, dotate di tutti i confort, delle vetrate scorrevoli in vetro color azzurro mare, sono concepiti per dar luogo ad una contraddizione funzionale: se da un lato, infatti, tali elementi impongono una divisione fisica tra le camere da letto e gli spazi di filtro antibagno, dall’altro, grazie alla loro trasparenza, cercano di espandere lo spazio visivo in ambienti di dimensioni standard minime, offrendo anche la possibilità di generare un effetto luminoso distensivo durante le ore notturne. Al fine di ricavare un numero quanto più elevato di camere da letto, lo spazio living, allo stato attuale collocato all’interno della struttura, è stato ricavato per mezzo di una sottrazione metrica alla grande terrazza vista mare. In tale spazio, concepito come open-space, una parete interamente vetrata cerca di amplificare il concetto di apertura estendendolo verso la terrazza, ma soprattutto verso lo spettacolare scenario proposto dal mare. Un unico desk di lavoro, che dall’interno arriva all’esterno tagliando il limite imposto dalla parete vetrata, tende ad accentuare il rapporto funzionale tra i due ambienti, divisi dunque solo apparentemente. In un contesto di grande apertura trova comunque luogo un piccolo spazio intimo e riservato, il solarium, dove gli ospiti possano concedersi momenti di relax.


A

Pianta Piano Secondo

A’


Sezione A-A’


A

A

Pianta Piano Terra

Pianta Piano Primo

A’ A’


Villa Smeralda Architetture Immaginate anno: 2016 Ritirarsi nei mesi estivi per trascorrere periodi di relax, lontani dalla frenesia delle attività lavorative, che inevitabilmente e inesorabilmente ci consumano, è divenuto ai nostri giorni prerogativa fondamentale per il riasseto fisico e mentale. Pensata per rivolgersi ad un mercato di lusso, Villa Smeralda, trova spazio al di sopra di un altipiano, dalle modeste dimensioni, che domina sul meraviglioso paesaggio suggerito dall’omonima Costa, con un punto di vista panoramico che si estende da Punta Volpe a Porto Rotondo, quotidianamente animato da un crocevia di imbarcazioni di ogni genere e dimensione che ivi si reca per godere delle meraglie del luogo. Sopraggiunti dal vialetto d’ingresso, volumi semichiusi, suggeriscono quel carattere di intimità ricercato in tipologie edilizie tali. Il senso di chiusura viene però ribaltato una volta varcata la soglia d’ingresso; si viene qui introdotti in un open-space ampio e luminoso, orientato verso la vista panoramica, accentuando il senso di apertura ricercato; al di là di una grande parete vetrata lo spazio interno si estende verso l’esterno dove un’estesa piscina a sfioro, contenuta in gran parte da pareti di vetro blindato, dotata di idromassaggio e area relax, gioca un ruolo da protagonista. I due volumi definibili al piano terra sono pensati per ospitare i servizi; da una perte la cucina, aperta verso l’area living, ma che funge da schermo alla zona lavanderia e alla dispensa, alle quali è possibile accedere indipendentemente dall’esterno; Il secondo volume è stato invece pensato per ospitare i servizi igienici, interno ed esterno, oltre ad un locale tecnico. Un terzo volume, adagiato al di sopra dei due al piano terra, ospita la zona notte, composta da due camere doppie, entrambe con bagno indipendente, e una camera padronale con bagno e cabina armadio. In un complesso pensato esclusivamente per il relax, uno spazio isolato, al di la della rampa al secondo piano, offre infine la possibilità di concedersi delle sane letture o momenti di meditazione al coperto, sempre in costante dialogo con ciò che la natura offre in questo splendido luogo.


Pianta Piano Coperture


Pianta Piano Terra


Sezione A-A’

Pianta Piano Primo


Profumi Mediterranei Ristorante anno: 2017

“Un profumo é un gesto una sensazione. Un profumo é la porta aperta sul meraviglioso. Una questione di pelle, di contatto, di emozione. La magia in diretta.” Il progetto “Profumi Mediterranei” si muove verso l’enfatizzazione di quello che é stato il nome scelto e voluto dai nuovi gestori e committenti. Timo, salvia, rosmarino, origano, erba cipollina e altre essenze tipiche mediterranee vengono cosi pensate per essere impiegate non solo per aromatizzare i piatti, ma anche come elementi in grado di arredare. Giardini verticali composti da suddette essenze vengono pensati come dei quadri, posti in modo da scandire la successione dei tavoli. Una struttura realizzata con travi in legno fa da cornice ai giardini, ma assume diverse funzioni tanto da poter essere considerata come una parete attrezzata; al suo interno trovano spazio un esposizione di vini, un mobile dispensa/frigo, un mobile che funge da scherma all’impianto di condizionamento e due pannelli in plexiglass retroilluminati che durante le ore diurne sfruttano la luce naturale delle aperture da esse occultate. Posta come filtro tra la sala e lo spazio servente che porta ai servizi, vi è una parete schermante realizzata con una struttura in travi di legno con all’interno un gioco di quadrati in legno sorretti da una rete realizzata con filo di canapa. La parete alla quale questa è ancorata è stata volutamente lasciata spoglia in modo da dare risalto ad una serie di lampade pendenti, atte a scandire ancora una volta la successione dei tavoli, e i cui paralumi sono realizzati mediante l’uso di vecchi setacci in rame per farina rinvenuti in loco. Con questo espediente si vuol così dimostrare che non tutto ciò che viene rinvenuto va necessariamente cestinato, ma che con un po’ di creatività ed ingegno tutto può essere riciclato.


Kamome House Architetture Immaginate anno: 2017 Kamome house costituisce il primo personale esperimento di ricerca all’interno di un linguaggio ispirato alla cultura giapponese degli origami, ovvero dell’arte di produrre oggetti attraverso l’uso della carta. Il concept del progetto, che risultà quasi scontato, è, in realtà, frutto di un lungo processo osservazione, ragionamenti e visioni. Osservando il sito dalla costa, una massa di rocce scolpite e levigate che da vita ad una forma triangolare protendente verso il cuore della penisola di Capo Testa ha suggerito fin da subito un architettura il cui movimento si contrapponesse alla direzione suddetta, e che desse un senso di sospensione al di sopra del promontorio su cui poggia. Tensioni, senso di sospensione e presenza di numerosi gabbiani hanno così dato via al processo compositivo. Dalla pianta allo sviluppo tridimensionale tutto fa pensare ad un gioco quasi infantile sviluppato con lo stesso sentimento. Non è forse la composizione stessa un Gioco fatto di regole dove niente, o quasi, è arbitrario? Arrivando in auto l’abitazione si presenta come una serie di volumi volutamente chiusi per trasmettere un senso di intimità. La quasi totalitá dell’edificio rimare chiusa dall’esterno se non per alcune grandi aperture collocate in punti focali degli ambienti interni con lo scopo di incorniciare il meraviglioso paesaggio fornito dalla costa rocciosa posta frontalmente. All’abitazione si accede per mezzo di una passerella che la collega al parcheggio. Entrando si viene così accolti in un grande spazio living dove, alle due estremità, sono collocate due rampe di scale che conducono alle ali dell’edificio dove troviamo le zone notte. Le stesse ali, per definizione, sono state pensate per trasmettere quel senso di sospensione ricercato. Un grande spazio esterno, dotato di piscine, solarium e giardino, diventa infine essenziale al fine di soddisfare la ragion per cui un ricco committente decide di trascorrere i mesi estivi in una delle località più belle della Sardegna.


In questa pagina: In alto: visto prospettica dell’ala sud-est in primo piano, e dello spazio esterno in secondo. In basso: vista prospettica del retro con la pensillina di copertura del parcheggio e l’entrata. Nella Pagina seguente: In alto a sinistra: particolare dell’area living con lo spazio esterno in secondo piano. In basso a sinistra: vista di insieme dell’area living. A destra: planimetria generale.


Grazie... luigilongo555@libero.it

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