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Rivista semiseria di servizio sociale

UniTantum Il giornalino degli studenti di servizio sociale della Federico II

Volume 2, Numero 12

Dicembre 2010

Editoriale di Italo da B. Notizie in nuce • Sono uscite le date per la prossima sessione d’esame • La data prevista al 16 per la verifica del tirocinio è stata anticipata al 14 • Annullata la prova intercorso per sociologia

Sommario Editoriale

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Notizie dallo spazio virtuale

1

Assemblea studentesca

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Notte prima degli esami

2

Non convince la convenzione

3

Due piccioni con una fiala

3

Tirocinio al peperoncinio

4

È in discussione al Parlamento il tanto atteso disegno di legge Gelmini sulla riforma universitaria. Vediamo in sintesi di cosa si tratta. Prima di tutto è previsto un nuovo modello di reclutamento dei docenti che dovranno essere iscritti ad un albo nazionale. Si è risolta, in tal modo, un’anomalia presente da sempre a dispetto di tutte le altre professioni che effettuano un servizio pubblico e che, invece, risultano vincolate a un Ordine. Secondariamente è previsto un nuovo sistema di valutazione che servirà a ridistribuire i fondi pubblici sulla base dei parametri in relazione alla qualità didattica e alla ricerca scientifica. In altre parole i docenti dovranno “rimboccarsi le

maniche” per scrivere pubblicazioni di qualità e per fornire agli studenti tutto il necessario per la conclusione del programma e lo svolgimento degli esami (didattica frontale e ricevimento studenti). In terzo luogo la riforma prevede una lotta senza quartiere agli sprechi e un limite alla proliferazione di corsi di laurea e di dependance accademiche. Si cerca in tal modo di contrastare le “cattedre fantasma” e i trasferimenti a fondo perduto. D’ora in poi tutte le iniziative dovranno essere valutate e finanziate in base alle evidenze e ai risultati. L’ultima grande rivoluzione riguarda l’incentivazione della meritocrazia. Nell’ambiente si

vuole sfatare una volta per tutte il mito che il docente non si comporti da stacanovista perché tanto lo stipendio “lo prende lo stesso”. La riforma ha introdotto una sorta di "pagella" sulla qualità del lavoro svolto e vuole premiare i meritevoli con una busta paga più corposa. Molto dipenderà dal giudizio degli studenti: chi lavora bene, e con impegno, è giusto che guadagni di più.

Notizie dallo spazio virtuale Forse non tutti sanno che chi ha già superato con successo gli esami di stato per la sezione B, senza necessariamente essersi iscritto all’Albo, può beneficiare di uno sconto su almeno una delle prove scritte per l’esame di stato per la sezione A. È quanto emerge dal dibattito in corso sul Fo-

rum ASIT. Molti studenti, infatti, non sapendo a chi rivolgersi, hanno ricevuto informazioni false da impiegati fannulloni dell’amministrazione universitaria. All’uopo si consiglia a tutti gli studenti di utilizzare esclusivamente la posta elettronica per ricevere e inviare informazio-

ni amministrative. Sul Forum VIP è in corso una ricerca sociale, guarda caso, sull’esame di stato al fine di rilevare il livello di informazione e allo stesso tempo di desiderabilità di tale prova. Sul Forum DS e su facebook non emergono novità di rilievo eccetto i soliti annunci personali.


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U N I T ANTU M

V OLUME 2 , NUME RO

Sviluppo della didattica e formazione studenti Oggi 04-ottobre-2010 i è svolta un’assemblea tra docenti e studenti dei corsi di laurea in servizio sociale e politiche sociali a via don bosco 8, incentrata sul tema: “sviluppo della didattica e formazione studenti”. 1. La reiterazione di materie di esami appartenenti ai corsi di laurea sia triennale che magistrale Si intende il fatto che talune discipline appaiano nella laurea triennale così come in quella magistrale magari semplicemente cambiate di nome, si pensi ad es. alla cartografia sociale che non è

altro che un surrogato di geografia. Forse prima di parlare di reiterazione di materie sarebbe più giusto parlare di reiterazione di professori giacché alla fine le “facce” che insegnano sono sempre le stesse, i quali essendo già alienati agli esami dai soliti studenti che imparano la lezioncina a memoria dovranno sorbirsi ancora una volta le medesime cose fritte e rifritte. Per non parlare della ormai risaputa difficoltà di molti prof di insegnare una materia per il servizio sociale, figuriamoci per quello specialistico dove non esiste tuttora un inquadramento definito in molti istituti assistenziali. In fin dei conti si

tratta di un problema della facoltà, cioè di tipo economico, perché sarebbe dispendioso assumere dei nuovi docenti per nuove materie. Già, ma allora a che servono tutti quei discorsi sulla qualità della didattica se poi ci costringono a mangiare la stessa minestra scaldata? E poi, se davvero si tratta solo di un problema economico che cosa si aspetta ad abolire il sistema degli accessi a numero programmato in modo da poter disporre di un maggiore gettito fiscale dovuto alle nuove immatricolazioni?

Notte prima degli esami 2. Carico di CFU di esami che effettivamente non corrispondono alla corposità della materia in questione Qui c'è da ridere. Prima della riforma, si lamentavano tutti delle pagine dei programmi che erano troppo numerose per i pochi crediti assegnati (es. le circa 1000 pagine del Trabucchi per 4 Cfu di diritto privato), adesso i prof si lamentano che i Cfu sono troppi rispetto alla corposità delle materie. Ma di cosa sta parlando Di Gennaro, per caso della materia grigia sua celebrale che gli manca del tutto? Se si è deciso di accor-

pare i moduli è giocoforza per evitare gli abusi del passato con la conseguenza, nel caso suddetto di diritto privato, che gli studenti dovranno sempre studiare 1000 pagine ma con il beneficio di 9 Cfu che non è roba da poco. Gli studenti prima della riforma erano davvero sfigati in quanto, essendo soli 4 Cfu, il totale delle lezioni ammontavano a 5-6 effettive, cioè di didattica frontale, quando poi il programma, essendo vastissimo, ne avrebbe meritato almeno il doppio, costringendoli a studiare quasi tutto il programma a casa. Non credo

possano esistere dei nostalgici di quel sistema eccetto per qualche barone che così si vede privato di qualche prestigio particolare. Se poi qualcuno si lamenta che quello di diritto privato era un caso particolare, allora mi spieghi del perché non si è fatto mai niente per porvi rimedio e sopratutto del perché si era deciso di insegnare un generico diritto di famiglia e non uno specifico diritto minorile quando è risaputo che quello minorile è un settore di primo intervento di servizio sociale da sempre, sin dalla sua introduzione in Italia nel lontano 1928.


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U N I T ANTU M

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Non ci convince la convenzione 3. Hanno stipulato una convenzione per la formazione di operatori nel settore penale Adesso bisogna capire che si intende per tale formazione. È una convenzione per il tirocinio? È una convenzione per la formazione continua post abilitazione? Forse non tutti sanno che da pochi mesi, l'ordine nazionale degli assistenti sociali ha approvato un regolamento per la formazione continua rivolto a quegli assistenti sociali abilitati che già esercitano la professione. Il regolamento visibile sul sito dell'ordine funziona più o meno così: si stabilisce un monte annuale di

crediti in modo da frequentare uno o più corsi di formazione, presso strutture pubbliche o private, fino a ricoprire tutto il fabbisogno di crediti. Dato che è stata data notizia anche dell'apertura di un nuovo master di II livello e per giunta in criminologia, si presume che la convenzione sia stata pensata apposta. Come molti sanno i posti disponibili nel settore della giustizia minorile sono pochi, men che meno quelli riservati al tirocinio o alla formazione post laurea. L'iniziativa, dunque, ci sembra utilissima, anche in base al fatto che questa nuova figura professionale, che si va delineando, sarà a tutti gli

effetti una figura specializzata nella giustizia penale. Anche perché attualmente, come molti sanno, non è stata ancora definito a livello nazionale il ruolo dell'assistente specialista nella giustizia. Risulta poco chiaro, invece, il ruolo dello studente tirocinante della triennale che deve, o dovrà, se vorrà, svolgere il tirocinio nel settore della giustizia minorile, poiché a molti che lo hanno fatto è capitato di svolgere niente altro che le medesime mansioni del postino. Ci auguriamo dunque che tutti possano godere di tale convenzione, anche e specialmente chi si affaccia per prima alla professione.

Due piccioni con una fiala 4. Coincidenza dell’orario dei corsi di Diritto regionale e Diritto penale appartenenti entrambi al piano di studi del II anno ed entrambi “opzionali” Mi pare giusta la rivendicazione degli studenti: ho sentito da sempre molte lamentele sull'opportunità di questo o quel diritto. A tali scettici chiederei di farsi una “capatina” alle sessioni per l'esame di stato, la prova di abilitazione, dove scopriranno volumi interi di leggi e norme, concesse dalla commissione, per fini consultivi ad uso dei candidati. Non troverete mai dei “papielli” di teorie sociologiche o ricerche so-

ciali ma sempre e solo leggi e norme. Questa è la dimostrazione che il diritto è importante, forse anche più delle altre materie. Forse non tutti sanno che i primi assistenti sociali ovvero le segretarie sociali così come erano denominate negli anni '20 provenivano tutti da studi giuridici e medico-sociali. Aggiungo, infine, che siamo anche fortunati a Napoli ad avere un corso di laurea con il concorso della facoltà di giurisprudenza che, tra l'altro, è ritenuta una delle migliori d'Italia, in altre regioni, infatti, non ci sono tali connessioni migliorative. L'unica nota che fa riflettere a mio avviso, è la presenza di un

Diritto Regionale che non è altro che un ramo del diritto amministrativo, senza considerare che mancano i riferimenti al servizio sociale, e questo è un errore secondo me di molti professori che preferiscono, per motivi futili, copiare i medesimi programmi giurisprudenziali, quando poi il servizio sociale richiede tutt'altra impostazione, di tipo cioè più pratico e comunque sotteso alle problematiche dell'utenza. Insomma, lo studente si ritrova per l'ennesima volta la solita minestra, essendo costretto ancora una volta ad approfondire da se tali lacune che però potrebbero ritornare utili in sede di tesi.


C’è tutto un mondo intorno 5. Carenza di adeguati strumenti tecnici e totale assenza sia di una connessione ad internet che di una vera e propria aula informatica Finché ci sarà lo sbarramento dell'accesso a numero programmato sarà molto difficile che i problemi di investimento siano risolti. La possibilità, infatti, di un gettito fiscale maggiore causato dalle nuove immatricolazioni, darebbe adito a nuovi investimenti e di conseguenza la connessione internet e innovazioni tecniche. Del resto, però, e non lo dico per presunzione, molti sanno che la moltiplicazione espo-

nenziale di capitale fisso (macchinari, strumenti tecnici, computer, etc.) non risolve il problema della produzione. In altre parole uno strumentario efficiente non garantirebbe né un servizio efficiente né una didattica discreta, perchè alla fine ad agire è sempre l'essere umano. Non c'è dubbio, ad es., che la presenza di una lavagna luminosa o di un proiettore cinematografico o un laboratorio multimediale possano agevolare la didattica, ma ahime se un professore “non sa parlare” oppure “legge le slides”, senza approfondire i concetti, naturalmente con spirito critico, gli studenti ne risentono. Girando l'Ita-

lia, ho avuto la possibilità di confrontare le attrezzature di diversi atenei, e sono giunto anche sul punto di scoprire la presenza di aule da 200-300 posti con tutte le postazioni microfonate e con connessione internet ma – vi assicuro – che durante le lezioni solo una minima parte di esse sono realmente utilizzate. Siamo sicuri, poi, che tutti gli studenti hanno un portatile e che sarebbero inclini a seguire la lezione davanti al netbook magari ridirezionato su facebook? In altre parole tali innovazioni sarebbero funzionali alla didattica o al cazzeggio?

Tirocinio al peperoncinio 6. Poca chiarezza, stabilità e informazione riguardo il tirocinio Gli studenti iscritti al nuovissimo ordinamento (dm 270) dovranno svolgere il tirocinio per un totale di 450 ore (100 in più rispetto al nuovo ordinamento) di cui 150 possono essere convalidate con attività formative (TAF D) per es. il servizio civile nazionale. È stato abolito il foglio di prenotazione per le verifiche di tirocinio, in pratica gli studenti dovranno semplicemente consegnare il libretto al tutor di riferimento oppure direttamente in portineria alla s.ra Anna De Cicco. Gli studenti iscritti al nuovo ordinamento (dm 509) continueranno, invece, a svolgere le 350 ore. Per coloro che hanno completato già le prime 125 ore,

è possibile concludere il tirocinio in un unico blocco da 225 ore presso la medesima struttura, facendo riferimento al tutor prof Rocco Pititto. Per coloro che hanno completato 250 o 225 ore sono esonerati dall’esame, in ogni caso al termine del tirocinio sosterranno un colloquio con il tutor Prof Gianfranco Del Giudice. È stato abolito l’obbligo di svolgere il tirocinio presso strutture diverse. È stato abolito il termine del 5 novembre per presentare le domande. Per avviare la procedura occorre compilare un modulo con 2 foto tessera da ritirate presso il prof Del Giudice

che riceve il martedì dalle 11:00 alle 13:00. Durante l'anno accademico l'Ufficio Coordinamento Tirocini organizza 4 incontri: il primo è di orientamento che serve a illustrare le modalità di avvio e i requisiti del tirocinio, il secondo è quello di verifica del convenzionamento e della correttezza delle procedure burocratiche, il terzo è quello di monitoraggio per il buon andamento del tirocinio, il quarto incontro coincide con l'esame finale e il conferimento dei crediti. Si ricordi che il tirocinio è importante per chi deciderà all’ultimo anno di intraprendere una tesi di taglio sperimentale cioè con l’ausilio di esperienze e di ricerche sul campo, in modo da guadagnare un voto più alto.


Lingue e altre rotture straniere 7. Scelta delle lingue straniere Finalmente il governo ha posto la parola fine alla dittatura della perfida Albione e ha impostato un sistema che lasci libertà di scelta a noi studenti sulla lingua straniera da studiare. Forse non tutti sanno che il 90% della letteratura scientifica mondiale utilizza la lingua inglese. Per molti di noi, tuttavia, risulta ancora un dilemma se e quando scegliere la lingua italiana. Oggi, infatti, per scrivere e vedersi pubblicato un articolo su una rivista italiana occorrono diversi privilegi. Innanzitutto bisogna farsi un nome cioè bisogna dimostrare di godere

di una buona posizione lavorativa, molte riviste infatti si riservano la pubblicazione previa valutazione del curriculum. Poi si tratta di corredare il testo con una ricerca sperimentale che, però, non è accessibile a tutti, perché purtroppo in Italia, unico paese al mondo, l’università possiede il monopolio in questo settore quindi per ottenere un’autorizzazione per effettuare una ricerca occorre un permesso di un docente e ciò è un limite alla libera ricerca. Un altro limite delle riviste italiane è che non utilizzano un sistema omogeneo di norme editoriali. Le riviste anglosassoni invece si basano quasi

tutte sugli standard dell’American Psychological Association. L’università italiana, grazie alla riforma Gelmini, riuscirà a voltare pagina?

Tassati o tassisti? 8. Aumento delle tasse in vista di agevolazioni di atenei privati rispetto a quelli pubblici L'aumento delle tasse è a discrezione del consiglio di ateneo, e dunque non c'entra nulla con l'equiparazione tra atenei pubblici e privati che, anzi, sarebbe auspicabile per dare a tutti la possibilità di scelta. L'aumento delle tasse sarebbe comunque progressivo rispetto al reddito familiare, fermo restando le fasce sensibili di esonero. La riforma Gelmini prevede di devolvere l’autonomia necessaria ad ogni Ateno in modo da gestire da sé il sistema economico. Il sistema

pre-riforma prevede il limite di accesso per i corsi a numero programmato per molti corsi di laurea. Abolendo tale limite sarà possibile per gli Atenei beneficiare di una maggiore introito, di mantenere la progressione in base al reddito e di investire nelle innovazioni tecnologiche necessarie per l’utilizzo delle strutture da parte degli studenti. E noi di servizio sociale sappiamo bene di quanto queste strutture siano carenti. Sarà anche possibile per l’amministrazione per il diritto allo studio di contribuire a una serie di servizi che aiutano gli studenti a raggiungere le sedi accademiche e culturali special-

mente quelli fuori sede, ad es. promuovendo tariffe agevolate o esenzioni sugli abbonamenti delle linee extraurbane e/o ferroviarie. Se riusciremo ad evitare di essere sommersi dalle tasse possiamo sempre tentare di sbarcare il lunario improvvisandoci come tassisti per rimpinguare il già precario salvadanaio personale e accademico. Questa iniziativa che potrebbe essere denominata come consorzio di autotrasporti potrebbe servire anche per promuovere la presenza degli assistenti sociali nella libera professioni inaugurando studi associati di tassisti e “corrieri postali”.


E poi … 9. Proposta di colloqui che mirino all’orientamento dello studente riguardo la stesura di un elaborato quale ad esempio la tesi di laurea e, laddove necessario, un potenziamento della grammatica italiana (problema emerso durante le prove intercorso e addirittura agli esami di stato per l’abilitazione e l’iscrizione all’albo professionale) Ancora roba da ridere, perchè la norma esiste ma è ignorata o comunque trascurata! "Le attività didattiche comprendono, infatti, sia lo svolgimento dell'insegnamento nelle varie forme previste, sia lo svolgimento, nell'ambito di

appositi servizi predisposti dalle facoltà, di compiti di orientamento per gli studenti, con particolare riferimento alla predisposizione dei piani di studio, ai fini anche delle opportune modifiche ed integrazioni sulla base dei risultati conseguiti dagli studenti stessi e delle loro meglio individuate attitudini e sopravvenute esigenze" (D.P.R. 11.07.1980 n. 382 art. 10 Doveri didattici dei professori). Per quanto riguarda il potenziamento

della grammatica italiana, diamo sempre l'immagine di poveri napoletani sprovveduti, mica dobbiamo pagare lo scotto se gli studenti invece di leggere Mastriani o Di Giacomo, preferiscono i “fratelli” e i “famosi”? La lingua italiana non si impara a parlare dall'oggi al domani ma solo dopo un lungo e lento processo di metabolizzazione del lessico scientifico. Circa la tesi già si è detto che è opportuno che lo studente acquisti una propria autonomia perché, secondo la prassi, il ruolo del docente si limita alla relazione cioè a introdurre la discussione finale. Se poi è un ordinario ha anche ascendente sul voto.

Vorrei, non vorrei, ma se vuoi... 10. difficoltà a completare il proprio piano di studi nei termini previsti Chi scrive si è potuto rendere conto di come sia possibile laurearsi in tempi rapidi senza avere molte pretese sulla media complessiva e concentrandosi solo sul “pezzo di carta”. Mi rendo conto che può essere riduttivo, ma è sempre meglio di niente. Le maggiori pregiudiziali per un completamento degli studi, nei termini previsti, derivano dalla mancata informazione sui corsi da parte degli studenti. Dei corsi, infatti, che possono essere preparati in meno tempo sono preferibili ri-

spetto a quelli che invece richiedono più tempo e che, ad es., è possibile dedicare nella sessione di recupero. Per chi pretende qualcosa di più dalla vita, si potrebbe insistere sul metodo di studio che il più delle volte non si sofferma sulla qualità ma sulla quantità. La vita accademica non favorisce certo l’aggregazione di gruppi di studio che potrebbero aiutare gli studenti più timidi a farsi avanti e a superare determinati complessi con alcuni esami o alcuni docenti, specialmente quelli baroni che strumentalizzano le sessioni di esame per fini autoreferenziale al solo scopo di farsi una reputazione come dei

bacchettoni che bocciano fiumane di giovani discreti e volenterosi. È evidente, a questo punto, che le cause principali delle difficoltà a completare il piano di studi non dipendono tanto da problemi personali degli studenti quanto dall’abuso di potere dei baroni professori universitari che, grazie alla riforma Gelmini ministro del Presidente Silvio Berlusconi, risultano decisamente ridimensionati. Un’ultima causa che coinvolge i fattori esogeni dipende dal potere, ancora una volta dei docenti, di spostare le date d’esame a proprio piacimento e senza preavviso come ci avevano abituati da sempre.


Quante volte 11. cfu sproporzionati rispetto alla mole di studio In base al nuovo ordinamento (dm 509) ci si era resi conto che i programmi per ogni materia erano sproporzionati rispetto al numero di crediti stabiliti dal piano. Per es. se ad ogni credito corrispondono 25 ore (studio individuale, lezioni del prof e prove intermedie) ed ogni ora di studio corrispondono 2 pagine, di fatto in alcuni casi i prof giungevano a contemplare persino programmi di 200 pagine! Adesso con la riforma si è riequilibrata la situazione che prima era tragica con tanti moduli per un solo esame.

Un problema che tuttavia è rimasto da affrontare è la sproporzione tra crediti e pagine dei libri di testo nei programmi dei corsi. In teoria è attendibile che aumentano i crediti proporzionalmente, anche se non è sempre scontato. Viviamo un sistema in cui vige ancora la libertà d’insegnamento, quindi la scelta del programma e delle pagine è a discrezione del prof. Purtroppo molti docenti gonfiano a dismisura i programmi dei corsi per intimorire gli studenti e costringerli a frequentare i corsi. Un altro motivo è insito nella cameratesca solidarietà tra docenti che si pubblicizzano a vicenda i propri testi

per fini commerciali. Naturalmente chi passa al nuovissimo e ha già sostenuto degli esami, si ritroverà con più crediti in carriera e quindi meno esami da finire ma, allo stesso tempo, dovrà svolgere gli esami rimanenti con più crediti, c.d. “programmi integrativi” che però come già detto sono a discrezione del docente. La riforma Gelmini vuole porre un limite all’abuso di potere dei docenti. Un altro vantaggio della riforma è che è possibile finire gli esami integrativi relativi a due anni in un’unica sessione (per es. tutti gli esami del primo e del secondo anno, ma non quelli del terzo).

La terra dei cachi 12. problemi di tipo organizzativo-sessioni di esame anticipate che per regolamento non possono essere indette La normativa attuale prevede la possibilità di effettuare sessioni d’esame tre volte l’anno (invernale, estiva e di recupero), con la possibilità in casi eccezionali di effettuare sessioni extra per es. durante l’autunno o la primavera. Con la riforma Gelmini sarà possibile per tutti approfittare

delle sessioni extra. Attualmente un docente può decidere autonomamente di anticipare un appello purché si trovi nella necessità, per motivi sopravvenuti e concomitanti, di non poter fare altrimenti, purché ne dia avviso anticipato in presidenza di facoltà almeno 5 giorni prima del termine stabilito. La richiesta, tuttavia, di anticipare un appello potrebbe anche provenire da un gruppo di studenti o dalle rappresentanze qualora si verifichi un evento eccezionale, es. un ac-

cavallamento insostenibile di esami. Ripeto, anticipare un appello una tantum è possibile ma non tutti insieme e caoticamente. In altre parole i docenti attualmente hanno discrezionalità infinita sugli appelli: possono anticiparli, posticiparli, spostarli o trascurarli come e vogliono loro. Con la riforma sarà limitata tale deleteria discrezionalità e sarà obbligatorio pianificare preventivamente tutte le date presso la presidenza che in tal modo diventa l’organo garante e responsabile della pubblicazione e della diffusione delle date degli appelli ai fini del rispetto dei termini temporali e spaziali.


Au lait 13. inefficienza della struttura Attualmente Napoli non ha una propria scuola di dottorato di ricerca in servizio sociale. Pensiamo ai ricercatori, dottorandi, assegnisti, contrattisti di servizio sociale. Hanno bisogno della stessa struttura? I ricercatori sono persone che hanno concluso il dottorato di ricerca e sono alle prese con un incarico non confermato, in altre parole l'autorità accademica si prende del tempo per la verifica delle pubblicazioni del ricercatore al fine di confermarlo. Non tutti possono diventare ricercatori ma solo coloro che dimostrano di avere pubbli-

cato qualcosa e solo dopo un concorso. I dottorandi sono persone che stanno svolgendo il dottorato di ricerca, che forse non hanno ancora scritto qualche pubblicazione (non è obbligatoria ai fini del titolo). Non tutti possono diventare dottorandi ma solo chi supera un concorso bandito dall'università che offre quel determinato dottorato. Gli assegnisti sono persone che sono laureate e che hanno vinto una borsa per un progetto di ricerca. Non tutti possono diventare assegnisti ma solo chi supera un concorso bandito dall'università che offre quel determinato dottorato. I contrattisti sono persone laureate che

hanno stipulato un contratto di insegnamento o di ricerca con l'ente accademico. Molti assistenti sociali stipulano contratti di lavoro per insegnare al Corso di laurea in servizio sociale. Non tutti possono diventare contrattisti ma solo chi dimostra di avere un certo curriculum accademico e chi supera un concorso bandito dall'ente accademico. I freelancers sono liberi professionisti alle prese con articoli di riviste, consulenze e progetti delle amministrazioni locali. Tutti possono diventare freelancers anche chi non è laureato. Siete dei privilegiati, altro che disprezzati!

A remark you made 14. esame di inglese che ci risulta come “a scelta” ma che in realtà dobbiamo sostenere comunque in seduta di laurea poiché al fine del conseguimento della laurea dobbiamo aver ottenuto almeno il merito di 3 cfu nella suddetta materia Varvaro riguardo le sessioni anticipate ha ribadito che non è possibile anticipare un appello perché non consentito dalla normativa accademica e che bisogna segnalare la situazione allorché si verifichi,

ricordando che riguardo spostamenti di sessioni è solo possibile posticipare la data in questione. Le cattedre per le lingue straniere (spagnolo, tedesco, francese e inglese) saranno assegnate a docenti a contratto così come recita la norma: “I contratti sono stipulati dal Rettore o da un suo delegato e devono contenere l’indicazione dell’anno accademico di riferimento, della data di inizio e di fine del contratto, delle attività formative oggetto della prestazione, della tipologia del corso, delle

modalità di svolgimento, del numero minimo di ore da dedicare al ricevimento degli studenti nonché gli obblighi connessi alla verifica delle attività”. (Regolamento per il conferimento di incarichi a professori a contratto, art. 6)


Goodbay 15. Riguardo le difficoltà riscontrate dagli studenti del nuovo ordinamento il corpo docente si impegnerà nell’agevolare gli studenti riguardo il rapporto Cfu/mole di studio al fine di “smaltire” gli studenti che appartengono ancora al suddetto ordinamento Gentile, infatti, ha ricondotto la questione Cfu-corposità della materia agli esami di natura giuridica, proprio perché la maggior parte degli studenti ha riscontrato difficoltà proprio con gli esami giuridici, soprattutto ponendo in essere un’incongruenza tra la quantità di cfu e l’effettiva mole

di studio per poter superare l’esame. Riguardo questa sproporzione il professore ipotizza che una soluzione potrebbe essere quella di un adeguamento del programma. In ogni caso mai credere alle promesse dei prof. "Fermi restando tutti gli altri obblighi previsti dalle vigenti disposizioni, i professori per le attività didattiche, compresa la partecipazione alle commissioni d'esame e alle commissioni di laurea, devono assicurare la loro presenza per non meno di 250 ore annuali distribuite in forma e secondo modalità da definire" (D.P.R. 11.07.1980 n. 382 art. 10 Doveri didattici dei professo-

ri). Sono altresì tenuti ad assicurare il loro impegno per la partecipazione agli organi collegiali e di governo dell'Ateneo secondo i compiti previsti per ciascuna fascia. I professori a tempo pieno sono tenuti anche a garantire la loro presenza per non meno di altre 100 ore annuali per le attività di cui al successivo comma quarto e per l'assolvimento di compiti organizzativi interni. La ripartizione di tali attività e compiti è determinata all'inizio di ogni anno accademico d'intesa tra i consigli di facoltà e di corso di laurea, con il consenso del professore interessato.

Speak like a child 16. Per quanto riguarda i servizi informativi Gentile propone di creare due bacheche separate per gli ordinamenti nuovo e nuovissimo Per l’anno accademico precedente erano state indette le sessioni extra di novembre e aprile valide solo per gli studenti del nuovo ordinamento (dm 509). Sarebbe interessante ripetere tale esperienza, anche per cercare di accelerare la conclusione degli studenti del nuovo. Questi, tuttavia, possono fare gli esami a gennaio, febbraio, giugno, luglio e settembre; a gennaio si possono fare tutti gli esami del primo anno (anche le integrazioni) e tutti gli esami del primo semestre del secondo anno (anche integrazioni); da giugno si pos-

sono fare tutti gli esami del primo e del secondo anno (anche le integrazioni). Per es. se a gennaio o febbraio non si porta l'integrazione di psicologia di comunità, la si può fare a giugno, luglio o settembre. Gli studenti iscritti al nuovo ordinamento (dm 509) che hanno conseguito due moduli di un esame per un totale di 8 crediti (per es. sociologia 1 e 2) non devono sostenere l'esame integrativo cioè non devono recarsi dal docente per la convalida, perchè verrà convalidato automaticamente dalla segreteria studenti. Sono tenuti all’integrazione gli studenti che hanno sostenuto gli esami da un modulo e che devono recuperare almeno 2 o più crediti. L’esame integrativo è stabilito sulla base di un programma ragionevolmente equivalente al differenziale di crediti richie-

sto. Occorre precisare che in questo secondo caso la procedura di integrazione è gestita direttamente dal docente: l'esame è registrato come uno normale del nuovissimo ordinamento e il voto attribuito a verbale non riguarda solo la parte integrativa, ma la valutazione comprensiva del precedente esame, per cui ciascun docente decide con arbitrio se fare una media matematica tra i due voti, oppure semplicemente confermare il voto precedente. In seduta di esame gli studenti non porteranno con sé nessun attestato di segreteria: farà fede semplicemente il libretto universitario dove è riportata l’indicazione dell’esame già sostenuto. Qualora il docente non sia più lo stesso, si potrà chiedere al signor De Luca di verificare la situazione nelle pratiche studenti.


Ci vorrebbe un amico 17. invita gli studenti comunque ad un maggiore impegno Gli studenti, comunque, hanno diversi benefici: possono scegliere di andare o non andare ai corsi, la frequenza infatti non è obbligatoria; possono concordare con il prof un programma diverso se questi lo consente; possono utilizzare internet a via posta di massa e, a breve, la rete wireless; possono ripetere un esame fino a 4-5 volte l'anno; possono firmare petizioni da inviare in presidenza; possono andare al ricevimento dei prof; possono contare sui rappresentanti, qualora ce ne fossero di affidabili; possono sce-

gliere la sede del tirocinio; possono scegliere l'argomento della tesi; senza contare tutte le iniziative proposte dall'Adisu, insomma una serie di possibilità che meritano un po' di attenzione. Ogni studente afferente a qualsiasi ordinamento, a prescindere dal docente, ha il diritto di portare il programma d'esame a partire dall’anno d’immatricolazione per 3 anni. Se il programma indicato è insoddisfacente, è possibile contattare via e-mail il docente, specificare no-

me cognome e anno di immatricolazione e chiedere un programma alternativo. Sarebbe poi quanto mai desiderabile che gli studenti prendano l’iniziativa e l’abitudine di sfogliare gli ultimi numeri delle principali riviste scientifiche es. Rassegna di servizio sociale, La professione sociale, Studi Zancan, etc. magari anche in vista di future partecipazioni come redattori.

E non finisce mica il cielo! 18. e infine propone di indire un consiglio straordinario sulle questioni: programmi, cfu, bacheche In altre parole abbiamo parlato a vanvera per circa due ore e mezza, mi ha fatto piacere vedere le vostre facce e le cosce delle ragazzine ma, ahimé, ho gli operai a casa e devo proprio scappare. Rimangono in sospeso tutti i problemi tra cui le cattedre latenti. Alcune discipline (per es. informatica) che erano presenti nel nuovo ordinamento (dm 509), infatti, non sono più previste in quello nuovissimo (dm 270). In altre parole oltre a non doversi più tenere il corso, i prof non so-

no manco più tenuti a svolgere l’esame. Se l’esame di informatica non lo si conclude entro febbraio 2010, si dovrebbe, in teoria, cercare un docente della medesima disciplina all’interno dell’ateneo Federico II http:// informatica.dsf.unina.it/ persone.php?anno=2009-10, concordare con lui il programma, sostenere l’esame, ed assicurarsi che lo si convalidi su una pratica a parte. Siamo più di 2 mila in tutta Napoli, aspiranti assistenti sociali, e auspichiamo il progetto di un ulteriore miglioramento della ricerca. Non siamo soli e sappiamo che molti docenti mobilitati, sia pure con estremo e gra-

ve ritardo, si battono a favore di un sistema che è sempre più finalizzato a premiare il merito e si regge sul nostro impegno. Saremo accanto a loro quando, dal prossimo anno accademico, potranno tenere lezione e inaugureranno i corsi di laurea perchè con la legge Gelmini sull'università cambieranno finalmente le norme che regolano la governance degli atenei, aumentando l'autonomia al fondo degli atenei, ampliando le prospettive di carriera dei ricercatori e sconfiggendo il precariato.


Chi ci salverà da Di Salvo? 19. Di Salvo, dopo una lunga premessa sulle difficoltà che i professori stessi delle materie giuridiche che riscontrano nell’adeguare il programma al nostro corso di laurea, giustifica il fatto con la mancanza di un manuale pensato appositamente per il nostro corso di laurea, ma non ha comunque avanzato significative alternative se non quelle di seguire assiduamente i corsi in modo da riuscire ad eliminare ciò che è “eliminabile” rispetto a ciò che è materia di lezione in aula Mi sorprende che Di Salvo sia tanto sfacciato, sia perchè risulta che lui stesso abbia scritto una

monografia sul servizio sociale giuridico sia perchè non ha mai, durante i corsi, seguito integralmente il programma, smarrendosi il più delle volte a metà strada. Sta scritto, infatti, che: "L'omissione di attività di docenza universitaria costituisce danno erariale, a nulla rilevando il fatto che le lezioni siano state ugualmente svolte da collaboratori del docente, circostanza che non può essere valutata in termini di utilità conseguita dall'Amministrazione, posta la necessità che una determinata prestazione debba necessariamente essere eseguita da parte di soggetto a-

vente un particolare status per livello di professionalità e tipologia di mansioni". Sezione Giurisprudenza Regionale Sardegna, sentenza 12.03.2001 n. 303, Calabrese (p.d. a11074). A tal scopo, nella guida degli studenti 2000/01 risulta pubblicato un testo scritto da lui stesso dal titolo "La solidarietà nella costituzione italiana e nel diritto comunitario" che sembrava destinato alle stampe ma che poi fu ritirato all'ultimo momento per non ben chiari motivi. Sarebbe interessante riprenderlo ai fini della preparazione professionale dell'assistente sociale.

Ecco l’uomo! 20. A prendere parola è Andrea Di Fiore, rappresentate degli studenti che propone di aumentare i cfu di materie quali diritto pubblico che “corrisponde” a soli 6 crediti formativi. Risponde il preside Guarino che ha chiarito che l’offerta formativa del nostro cdl deve rispettare la griglia ministeriale e che si è raggiunta la soglia massima di attribuzione di cfu alle materie giuridiche.

Quindi il problema dei crediti attribuiti ad esami come diritto pubblico, come altri appartenenti all’ambito giuridico, è una questione che coinvolge il ministero e possono fare comunque ben poco i nostri docenti. Il problema, in ogni caso, non è tanto la quantità di crediti quanto la qualità degli insegnamenti che dipendono dalle competenze dei docenti sia in ambito didattico che di valutazione. "L'ultimo comma chiarisce che le attività

didattiche al cui assolvimento sono destinate le 250 ore annuali, sono comprensive tanto dello svolgimento dell'insegnamento sia delle varie forme di collaborazione con lo studente. E' una risposta legislativa ad un problema avvertito pressante, ad una richiesta diffusa dagli studenti, di non avere un approccio episodico coi docenti, ma di poter instaurare con essi un proficuo e continuo dialogo scientifico e culturale". (Tratto da La riforma universitaria DPR n.382 dell'11 luglio 1980 di Capogrossi Bolognesi L., Cerulli Irelli V., Milano, Giuffrè, 1981, pag. 84).


La visione 21. Dopodichè è intervenuto il professor Di Gennaro che ha proposto di sollecitare i professori per quanto riguarda anche la stesura stessa di manuali adatti al nostro percorso formativo; Al che il professor Di Salvo ha risposto che comunque un manuale, che sia incentrato solo su determinate tematiche e non abbia una sua globalità come quelli che già risultano come testi consigliati, risulterebbe incompleto e ritorna sulla questione della partecipazione ai corsi e di riassumere insieme gli argomenti da trattare sul programma alternativo. Tale discrezionalità, tutta-

via, non giova sempre ai fini didattici. In questo clima rivoluzionario c'è, infatti, il rischio di arroccarsi nella difesa di egoismi baronali. I ricercatori confermati si stanno convincendo ormai da diversi mesi dei vantaggi della riforma Gelmini: riscoprono prima di tutto l'importanza della figura di ricercatore a tempo indeterminato, che li porterà a sostituire nei prossimi anni i precari che il sistema attuale ha creato. Alcuni di loro, infatti, potranno diventare professori associati, o almeno, tramite canali visibili come i concorsi nazionali. Una soluzione che si è dimostrata vincente ed efficace in molti paesi

europei. E, infatti, il governo sembra intenzionato a voltare pagina, riducendo così ulteriormente le risorse a disposizione dei precari, ma aumentando quelle per i confermati, mentre i baroni strumentalizzano queste rivendicazioni, pur di preservare il consenso. Non ci saranno più, nelle stesse aule, in cui i fannulloni minacciano scioperi della didattica, corsi svolti da precari che oggi lavorano letteralmente in nero o a titolo gratuito. Non ci saranno più mobilitazioni di sindacati intenti solamente a preservare rendite di posizione. Non ci saranno più millantatori della politica travestiti da docenti.

Proposta o supposta? 22. Un nuovo intervento di Andrea di Fiore ha sottolineato: - la proposta di “accelerare” i tempi per gli studenti del nuovo ordinamento; - la proposta di migliorare i servizi informativi - la proposta di creare due bacheche distinte per gli ordinamenti nuovo e nuovissimo Ed ha concluso invitando i docenti ad un uso più assiduo della piattaforma telematica. A meno che non si metta un razzo nel di dietro agli studenti, non vedo soluzioni possibili al primo problema. Una soluzione potrebbe essere di promuovere col 18

politico, ma il partito dei docenti, come dire, è sempre stato scettico su tale proposta. Occorre anche considerare che molti ostacoli sono indipendenti ed esterni all'organizzazione della facoltà. Per quanto riguarda i servizi informativi, già si è detto che l'investimento nelle tecnologie dipende anche dall'introito delle immatricolazioni: meno studenti, meno soldi e meno investimenti. Sembra che i nostri rappresentati non sappiano che pesci prendere giacché ripetono la proposta fatta già dal prof Gentile sullo sdoppiamento delle bacheche. Inoltre un rappresentante non può invitare un docente ad ot-

temperare qualcosa, giacché compete alle disposizioni organizzative che spettano solo al preside, al quale quindi occorre inviare delle proposte. Ma siamo sicuri poi che la maggior parte degli studenti sarebbe d'accordo?


Rapput 23. Al termine di quest’ultimo intervento ha preso parola la professoressa Giustino che nella sua premessa ha sottolineato: — la latitanza degli studenti (ad un’assemblea che riguarda tutti gli studenti c’erano quasi più professori che studenti); — lo scollamento tra rappresentanza e la massa studentesca — gli effettivi problemi tecnici ai quali vanno ordinariamente in contro anche i professori. — invito per gli studenti a seguire assiduamente i corsi — discutere insieme agli altri docenti del rapporto di congruenza tra obiettivi formativi e finalità del corso di laurea

Con una come quella tipa, si capisce del perchè gli studenti fuggano dai corsi. Vero, si è scatenata una vera e propria battaglia tra gli uni e gli altri che si accusano a vicenda. Vero, molti non sanno neanche cos'è un pixel. E aggiungo: l'invito per i prof a non “marinare” le lezioni Lo dice una tipa che insegna una materia come pedagogia, mascherata da filosofia, quando in giro ci sono tanti educatori agguerriti che vogliono fregare il mestiere a noi assistenti sociali. Le si dica a caratteri cubitali che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pen-

siero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" (Costituzione della Repubblica Art. 21).

sono 8 diritti nel piano vuol dire che bisogna studiare 8 tipi di fonti che sono sempre le stese ma che si manifestano in maniera diversa. Lo studio del diritto, in ogni caso è un grande vantaggio, nei tempi attuali che richiedono competenze e contatti frequenti coi Tribunali. Cosa ben diversa sono i corsi professionalizzanti che dovrebbero attirare l’attenzione degli studenti sia dal punto di vista della valutazione:

le verte l'esame, senza limitarsi alle nozioni impartite dal professore nel corso cui lo studente è stato iscritto" (DR 1938 n. 1269 art. 39 Regolamento degli studenti). …che dal punto di vista della pubblicità: "Gli esami possono svolgersi in forma scritta od orale. Tutte le prove orali e scritte di verifica del profitto sono pubbliche. Qual'ora siano previste prove scritte, il candidato ha diritto a prendere visione dei propri elaborati dopo la valutazione degli stessi". (Art. 18 co.2 Regolamento didattico dei corsi di studio della facoltà di Lettere e Filosofia).

Disperazione 24. Dopo è intervenuta una studentessa, Stella che ha introdotto il problema della ripetitività di molte teorie e nozioni (appresi con lo studio di altre materie) che caratterizzano i corsi professionalizzanti Da una parte è un vantaggio per gli studenti la ripetitività delle nozioni, perchè così si riduce il tempo di preparazione di altre materie, d'altro canto è piuttosto noioso ripassare argomenti “fritti e rifritti”, il che non dipende però dal tipo di nozione ma dalle troppe materie, e mi riferisco in particolare ai tanti diritti che appaiono nel piano di studi, es. se ci

"Gli esami di profitto debbono essere ordinati in modo da accertare la maturità intellettuale del candidato e la sua preparazione organica nella materia sulla qua-


Supereroi della municipale 25. monitoraggio costante della presenza dei colleghi e sulla regolarità degli appelli d’esame I docenti, compreso Di Gennaro, detengono molti privilegi e poteri: possono assumere più cattedre contemporaneamente, anche in atenei diversi; possono esercitare altre professioni contemporaneamente, eccetto i magistrati; possono svolgere didattica e ricerca contemporaneamente; possono raccomandare dei cultori della materia da affiancare agli esami e alle sessioni di laurea; possono decidere l'ordine di successione degli studenti agli esami e possono pure mandarli a casa

se non gli stanno simpatici. Se si dovessero monitorare tutti questi comportamenti, probabilmente non basterebbero tutti gli impiegati della Terra!!! Se i docenti godono di tanti privilegi, non se la passano peggio i loro sottoposti. Dal 1980 il posto da ricercatore godeva della garanzia di indipendenza del contratto a tempo indeterminato. In altre parole era possibile percepire lo stipendio fisso dallo Stato senza fare nulla: appena qualche lezione in assenza del titolare della cattedra e sopratutto nessuna pubblicazione. La riforma Gelmini lo trasforma in un lavoro basato sul merito, con contratti a termine

triennali rinnovabili una volta sola. In altre parole attualmente il sistema accademico costringe i ricercatori ad essere confermati ogni volta mentre la riforma Gelmini limita tale conferma ad una volta sola abbattendo il precariato e resuscitando la figura del ricercatore a tempo indeterminato. La casta dei baroni si restringerà sempre più e saranno ammessi i soli professori ordinari ed associati che dimostreranno realmente di valere il proprio stipendio. Gli atenei virtuosi riceveranno un premio dal fondo nazionale in modo da reinvestire tali somme nella didattica o nella ricerca. Tutto da guadagnare insomma!

Integrazione socio-culinaria 26. miglioramento delle informazioni e della comunicabilità con i rispettivi docenti riguardo il tirocinio Ci si riferisce alle modalità di collegamento tra Del Giudice, responsabile del tirocinio, e Varvaro, che presiede la commissione didattica che deve convalidare

i tirocini. Naturalmente, una convalida tempestiva richiede anche una comunicazione tempestiva che il più delle volte, a causa dei soliti tempi burocratici, stenta ad arrivare. Un ulteriore miglioramento potrebbe derivare dal collegamento tra coordinamento, supervisione e organizzazione del servizio che ospita il tirocinante. Se manca almeno un anello di tale catena informativa, conseguentemente la comunicazione ne viene a perdere e allo stesso tempo anche l’efficacia del tirocinio e l’apprendimento dello studente. A peggiorare il quadro della situazione interviene la completa mancanza di un’equipe

di lavoro permanente. Nell’immaginario accademico magari coordinatore, supervisore, responsabile e commissario trovano pure il tempo di riunirsi ma lo fanno per gozzovigliare e abboffarsi a iosa delle schifezze che offre il bar così che passano mesi e mesi prima di avere la certezza di una convalida. Il tirocinio, nonostante le debolezze organizzative, rimane il principale pozzo di esperienza cui attingere per affrontare successivamente la tesi di laurea e l’esame di Stato. Questo ultimo, infatti, si propone di valutare per ogni candidato quelle competenze necessarie all’abilitazione professionale.


Il webmaster è vivo? 27. Per ciò che concerne la creazione di un sito internet per il nostro corso di laurea invita un qualsiasi studente tra noi che sia qualificato alla creazione del suddetto spazio e alla sua manutenzione Negli ultimi anni i servizi informatici hanno raggiunto livelli di complessità molto elevati. Agli studenti è richiesto di memorizzare un enorme mole di dati tra cui cfu, piani di studio, procedure di tirocinio, ecc. In tal modo si perde molto tempo

per un tipo di lavoro che potrebbe essere speso meglio attraverso la razionalizzazione delle procedure o attraverso i sistemi informativi. Il paradosso dei servizi sociali elettronici ha indotto alcuni autori a ideare un progetto chiamato E-Me, che fosse di ausilio agli studenti spostando il focus dall’organizzazione ai diretti interessati producendo piccoli storie (short stories) sotto forma di fumetto che trattano di che cosa gli studenti desiderano per il futuro, di come questo possa influenzare lo sviluppo

dei servizi elettronici. L’obbiettivo principale di E-Me, che è stato presentato in molti campus europei, è partire dall’interesse della persona, rispetto ai motori di ricerca e i portali internet che hanno determinato le prime tappe di tale rivoluzione. E-Me è stato pensato come portale personale però gli autori pensano che la popolazione li intenda più come link statistici che come assistenti sociali elettronici.

Il dominio già c'è. Forse ci sarà il webmaster, si immagini pure, solito nullafacente. Adesso vogliono da noi studenti che facciamo quello che dovrebbero fare loro impiegati e che sono troppo pigri per farlo?

Il succo di tutta la Storia 28. Per quanto riguarda chi non è venuto: — dire che mi cadono le braccia è veramente poco!!! — quanti di voi >realmente< erano impossibilitati a presenziare all’assemblea??? — su centinaia di studenti ci siamo ridotti a qualche decina. — volete che le cose migliorino? Allora muovete il culo e impegnatevi prima voi!!!! — trovo assurdo che pretendete che altri esigano al posto vostro diritto che sono vostri!!! — è facile stare a casa e sperare che qualcuno si faccia valere per voi e lamentarsi inutilmente! Siate voi stessi il cambiamento!

Chi ha scritto questa glossa marginale parla per presunzione. Se esiste un ruolo di rappresentanza evidentemente è perchè gli studenti elettori hanno delegato le proprie rivendicazioni a terzi che dovrebbero rappresentarli, cioè fare da portavoce di quelle istanze, sopratutto in ambito formale, quindi durante le assemblee. E poi che dire di questi rappresentanti che sono riemersi dopo mesi di silenzio e di assenteismo perchè, a detta loro, erano stati traditi dagli studenti. Che poi ci sia stata sempre scarsa affluenza alle urne per l'elezione dei rappresentanti, ciò è anche la conseguenza di un certo stile

piuttosto autoreferenziale di essere rappresentanti. È anche vero che il più delle volte il rappresentante diventa una specie di capro espiatorio da parte di molti studenti imbestialiti e vessati dalle troppe ingiustizie subite. Mi sembra comunque destinato a fallire l'appello dell'autore della glossa, sia per i toni aggressivi usati sia perchè aprire un nuovo fronte conflittuale tra rappresentanti e studenti, oltre a quelli già presente coi professori e cogli amministratori, non è molto costruttivo.


UniTantum nasce nel 2006 come spazio libero di discussione e informa-

RIVISTA SEMISERIA DI SERVIZIO SOCIALE

zione critica degli studenti del Corso di Laurea in Scienze del Servizio via Don Bosco, 8 80100 Napoli

Sociale della Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il giornale si propone di stimolare gli studenti alle

In redazione:

sfide accademiche che li attendono e ad informare quante più persone

Italo da B. Federico S. Nina U.

possibili sui propri diritti e sui valori fondamentali del servizio sociale. Tutti gli amici di penna sono invitati a partecipare al giornale e a inviare il proprio articolo su unitantum@libero.it oppure direttamente sul forum

Siamo su internet!

Il giornalino degli studenti di servizio sociale della Federico II

L’angolo della Posta •

E’ possibile sostenere l’esame con un docente diverso ?

No, lo studente ha l'obbligo di sostenere l'esame corrispondente con la commissione presieduta dal titolare dell'insegnamento del gruppo di appartenenza in applicazione dei criteri di ripartizione stabiliti dalla Facoltà. • Se per caso riesco a finire gli esami per febbraio è vero che non devo pagare le tasse di novembre? Si, chi si laurea entro febbraio non deve pagare le tasse di novembre, se invece si finiscono gli esami ma non ci si laurea a febbraio, si pagherà poi per luglio una tassa uguale per tutte le fasce di € 190 circa più la tassa regionale di e 62, se però mancano altri esami si dovrà pagare con mora la prima rata, la tassa regionale e la seconda rata a marzo.

Quand’è la prossima seduta di laurea?

Se ti vuoi laureare a ottobre devi fare l'ultimo esame entro il 30 settembre, dovevi terminare i tirocini e le convalide di questi entro il 20 luglio e consegnare la tesi entro il 20 settembre. poi se vuoi laurearti a febbraio, i tirocini a posto entro il 20 novembre, esami entro il 31 gennaio e tesi il 15 gennaio. •

Quali sono le aule studio messe a disposizione dall’Università? Posso accedervi liberamente?

Sono presenti aule studio in tutte le sedi della Facoltà di Lettere e i loro orari di apertura coincidono con quelli delle rispettive sedi (Ubicazione, Orario e Giorni di Apertura).

Cosa significa “Studente a contratto”?

La durata normale di un Corso di Laurea in Servizio Sociale è di 3 anni. A partire dal secondo anno di iscrizione, lo studente può chiedere, prima dell’inizio di ogni anno accademico ed entro i termini previsti per l’iscrizione, di compiere il corso di studio in tempi più lunghi di quello normale. All’uopo, fra lo studente e l’Università è stipulato un contratto, nel quale sono definiti i tempi entro i quali lo studente intende compiere i suoi studi, la ripartizione delle attività formative fra i periodi didattici previsti dal piano degli studi, le modalità di frequenza, l’importo delle tasse e dei contributi per ciascun anno. I vantaggi sono di tipo economico nel senso che si risparmiano soldi sulle tasse universitarie. La procedura per la stipula di un contratto, e la relativa modulistica, sono disponibili sul sito www.unina.it.


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