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Poste Italiane spa - Sped.in a.p.-D.L.353/2003 (conv.in l.27/02/2004 n.46)-art.1 comma 1-DCB Piacenza-Costo abbonamento annuo: euro 11-Pagamento assolto tramite versamento quota associativa-contiene i.p.

65° anno - n.7 luglio-agosto 2013

Palalottomatica Roma, 4 luglio 2013 Periodico di Coldiretti Piacenza

all'orizzonte c'è


Ci vediamo al mercato!

i nostri mercati in provincia di Piacenza:

Piacenza Fuorenzuolad’Arda d’Arda Fuorenzuola Fuorenzuola tutti i giovedìd’Arda tutti i giovedì Piacenza lunedì, piazza Cavalli Piacenzapiazza Duomo venerdì, lunedì,V.T piazza Cavalli Pianello . a piazza Duomo 1 venerdì, domenica del mese Carpaneto P.no V.T. 2aPianello e 4a dominca del mese a 1 domenica Ponte dell’Olio del mese a 3 dominca del mese Carpaneto P.no Bobbio e 4a dominca 172aagosto dalle 19del allemese 24 29 settembre dalle 8 alle 19 dell’Olio 8 Ponte dicembre dalle 8 alle 18 a 3 dominca del mese

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Palalottomatica 2013

UECOOP Emilia Romagna

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Danni da fauna selvatica: LUPO e cani inselvatichiti

Editoriale: le parole di Napolitano e il messaggio di Papa Francesco... 5 Palalottomatica 2013: i momenti da ricordare...................................... 8 Inaugurati i nuovi uffici di Bettola......................................................... 13 AgriPiace diventa un modello nazionale............................................... 14 Firmato Agricoltori Italiani.................................................................... 16 Raggiunto accordo sulla PAC................................................................ 20 Coldiretti ricorre all'antitrust contro Parmalat e Italatte....................... 20 In mani straniere marchi italiani storici per 10 MLD.............................. 21 La spesa a KM Zero................................................................................ 22 Cina: via all'antidumping sul vino europeo........................................... 24 Crisi: bene agricoltori in cabina di regia................................................ 24 Vietata la coltivazione del mais OGM.................................................... 24 CreditAgri Italia: mutui e prestiti........................................................... 27 Turismo: primo accordo FISE -Terranostra............................................ 28 Valentina Bosco..................................................................................... 29 OSCAR GREEN: premiate le aziende che restano in italia..................... 29 Aliimentazione: il melone..................................................................... 31

sommario


Iniziative Coldiretti Periodico mensile di COLDIRETTI PIACENZA Autorizzazione Tribunale di Piacenza n. 71 del 24 Ottobre 1953 Direttore Massimo Albano Responsabile di redazione Elisabetta Montesissa Direzione artistica Marino Galli Comitato editoriale Angela Poggi, Antonella Bazzini, Dario Panelli, Elisabetta Montesissa, Emanuele Gonsalvi, Laura Barbieri, Luca Piacenza, Maurizio Maffi, Milena Galli, Nadia Marcotti Hanno collaborato Andrea Ziliani, Cinzia Pastorelli, Laura Babini, Martina Azzali, Monica Maj, Riccardo Piras, Silvia Ferrandi, Sabrina Cliti Direzione, redazione e amministrazione: COLDIRETTI PIACENZA Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35 Tel. 0523 596511 | Fax 0523 596596 piacenza@coldiretti.it www.piacenza.coldiretti.it Progetto grafico e impaginazione Fotocomposizione e stampa Grafiche Lama Srl Strada ai Dossi di Le Mose, 5/7, Piacenza Il periodico ha una tiratura di 9.500 copie. Viene spedito ai Soci in regola con la quota associativa. Non è in vendita. In copertina: Dall'Assemblea Nazionale, l'immagine di un futuro che parli con la bellezza e la ricchezza dei nostri colori, dei nostri sapori e di tutte quelle molteplici differenze che firmano indelebilmente il nostro primo e più grande segno distintivo, la terra.

"E... state insieme a teatro" del Trieste 34: ritorno alla narrazione................................. 32 Una favola per imparare l'alimentazione......................................................................... 32 Campagna Amica e Centri Estivi...................................................................................... 32 Sport e buona alimentazione alla Festa dello Sport........................................................ 33

etichettopoli Prosecco italiano Vs. Proseck croato e dazi cinesi: l'Italia rischia grosso.................... 34

eventi dal mondo agricolo La pagina del Consorzio di Bonifica di Piacenza......................................................... 35 La pagina dell’Associazione Piacentina Latte............................................................. 36 La pagina del CIO (Consorzio Interregionale Ortofrutticoli)....................................... 37 La pagina di UniCattolica............................................................................................ 38 FATA: copertura in caso di morte................................................................................ 39

tecnico Adempimenti di fine campagna vitivinicola............................................................... 40 Documenti di Accompagnamento elettronici dei prodotti vitivinicoli........................ 40 Certificazione funghi................................................................................................... 42 Corso di formazione sul Social Web Marketing........................................................... 43 Definiti gli importi dell'art.68 della PAC..................................................................... 43

fiscale tributario - IMU e raffronti............................................................................................ 44 paghe - Pacchetto lavoro 2013...................................................................................... 47

notizie in breve Varie............................................................................................................................ 49

Cap Varie............................................................................................................................ 50

La Voce dei Coltivatori online:...................................................................................... www.piacenza.coldiretti.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 24 luglio 2013 Titolare del trattamento dei dati personali nelle banche dati di uso redazionale è Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dal Dl.Lgs 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, telefonando al n.0523 596511, e-mail: piacenza@coldiretti.it

© tutti i diritti riservati

La Voce dei Coltivatori è stampato su carta di cellulosa certificata FSC con elevato contenuto di fibre di recupero, completamente biodegradabile e riciclabile.


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Le parole

editoriale

il messaggio

Presidente di PAPA Napolitano FRANCESCO del

“Da agricoltura crescita economica e occupazionale”

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“Pur risentendo della situazione di grave difficoltà che attraversa l’economia del paese, il mondo dell’agricoltura testimonia, con la sua passione e il suo impegno realizzativo, capacità di ripresa che possono contribuire in modo rilevante al processo di crescita dell’economia e dell’occupazione”. È quanto si legge nel messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al presidente della Coldiretti Sergio Marini, in occasione dell’Assemblea nazionale della principale organizzazione agricola italiana, a Roma, alla presenza di 15mila agricoltori. “Il confronto sulle prospettive dell’agricoltura italiana trova nell’assemblea annuale di Coldiretti un momento importante di analisi e di approfondimento. Seguendo una consolidata tradizione, gli agricoltori italiani sono in grado, anche attraverso l’attività di stimolo e di proposta degli organismi di rappresentanza, di coniugare il miglioramento dell’efficienza produttiva con la promozione di uno sviluppo equilibrato e sostenibile, attraverso un’accresciuta attenzione alla sicurezza alimentare e alla cura e valorizzazione del territorio. Con questo spirito, formulo a lei, gentile presidente, ai partecipanti ai lavori assembleari e a tutti gli associati un fervido augurio di buon lavoro”.

al presidente Marini

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In occasione dell’annuale Assemblea della Confederazione nazionale coltivatori diretti, nel contesto dell’anno della fede, il Sommo Pontefice rivolge agli organizzatori e ai partecipanti il suo cordiale e beneaugurante saluto, auspicando che l’importante incontro serva a mettere in luce come la promozione economica ed il vero sviluppo del mondo rurale debbano essere ispirati ai grandi valori spirituali e morali del Vangelo, trasmessi dal costante insegnamento sociale della Chiesa. Sua Santità, mentre ricorda che quando l’ecologia umana è rispettata dentro la società anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio, invoca la luce dello Spirito Santo e la materna protezione della Vergine Maria e ben volentieri imparte a Lei, ai relatori, alle Autorità e a tutti i presenti l’implorata benedizione apostolica. Cardinale Tarcisio Bertone Segretario di Stato di sua Santità


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“Il futuro e il destino dell’Italia passano dall’Agricoltura, siatene orgogliosi” Con queste parole il presidente nazionale di Coldiretti Sergio Marini ha salutato i 15.000 soci intervenuti all’Assemblea Nazionale al Palalottomatica

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“Gli impegni presi dal Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo nel patto per l’agricoltura davanti ai 15mila agricoltori presenti all’Assemblea della Coldiretti trovano il nostro pieno sostegno, perché li reputiamo fondamentali per l’agricoltura italiana”. È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini al termine dell’Assemblea nazionale Coldiretti. “Dire no agli Ogm in Italia per valorizzare la biodiversità, ha sottolineato Marini, è stata una tesi sostenuta da tutti e tre i ministri interessati alla firma della clausola di salvaguardia per vietare la coltivazione di Organismi geneticamente modificati”. Dal Ministro delle Politiche Agricole De Girolamo che ha affermato “Non mi farò condizionare dalle multinazionali. Solo una categoria potrà condizionarmi. Voi che siete l’Italia che lavora, gli agricoltori e l’agricoltura italiana. Quindi dico con forza No agli ogm senza se e senza ma”, al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che tra l’altro ha annunciato l’intenzione di presentare presto in Parlamento un disegno di legge per valorizzare il km zero, proprio per la promozione dei prodotti locali, oltre che citare tra i punti della sua azione, la trasparenza e la chiarezza per produttori e

consumatori nonché la difesa della biodiversità. Fino al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando il quale, a proposito degli ogm, ha affermato “Noi non li vogliamo perché non vogliamo che il nostro Paese diventi troppo simile o uguale ad altri paesi. Se perdesse la sua unicità perché i cittadini del Canada e degli stati Uniti, ad esempio, dovrebbero venire a visitarlo? La biodiversità deve essere considerata un’infrastruttura economica dell’Italia”. “L’abolizione dell’Imu agricola rappresenta, ha continuato poi Marini, un vero riconoscimento del ruolo ambientale, sociale e culturale del nostro settore agricolo, il riconoscimento di quei beni comuni che l’agricoltura produce e che nessuno paga, il riconoscimento di beni strumentali che nulla hanno a che vedere con una tassa che dovrebbe intaccare i patrimoni”. Dalla sua parte, circa il ruolo sociale dell’agricoltore, è intervenuto anche il Ministro dell’ambiente: “Oggi chi guarda il nostro Paese vede un paesaggio unico, frutto dell’interazione tra uomo e agricoltura”. Ancora, la semplificazione della burocrazia nel comparto, è stata sostenuta dal Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato e della Salute Beatrice Lorenzin che a proposito di ciò ha affermato “Sono sicuramente per la semplificazione, anzi spererei in


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una semplificazione delle semplificazioni”. Perché una vera semplificazione, degna del suo nome, deve essere una priorità perché troppo spesso si effettuano semplificazioni e poi semplificazioni delle semplificazioni, che portano a complicazioni ingestibili. Ed infine un tema condiviso e a cuore di tutti gli agricoltori: la Pac. Marini a proposito di ciò ha affermato “Premiare gli agricoltori attivi ovvero quelli che vivono di agricoltura, dopo il bel lavoro fatto dal Parlamento europeo e dal Presidente della Commissione agricoltura Paolo De Castro, diventa oggi una possibilità degli Stati membri e non possiamo perdere questa occasione.” La De Girolamo a proposito: “In Europa dobbiamo andare con coraggio, battendo i pugni sul tavolo; ed io sono un’europeista. È così che abbiamo ottenuto grandi risultati per la Pac ed approfitto per ringraziare tutti voi perché insieme siamo partiti con una pac in un modo e siamo arrivati in un altro. Ovviamente in Europa si combatte perché in Europa non hanno vantaggi se emerge il Mediterraneo. I finanziamenti andranno agli agricoltori veri, a

quelli che lavorano e sudano e non ai campi da golf, alle stazioni ferroviarie, agli aeroporti. Perché è l’agricoltore che vive e si alimenta di agricoltura. Ed è l’agricoltura che fa lavoro, entusiasmo, produce cibo, crea indotto e occupazione”. Internazionalizzazione vuol dire dunque portare nel mondo l’Italia ma un’Italia vera al 100 per 100 e a tal riguardo apprezziamo l’incoraggiamento del Ministro Zanonato che ha evidenziato che “l'agricoltura è il settore della nostra attività economica che funziona meglio in questo momento e crea occupazione”, sottolineando inoltre il valore di un’iniziativa come quella del marchio Fai, che garantisce prodotti firmati dagli agricoltori italiani. “È fondamentale, ha chiosato Zanonato, che questo marchio si affermi con grande efficacia”. Quattro grandi punti, quattro promesse dunque. Marini, con la leadership che lo contraddistingue, ha infine salutato scherzando sul fatto che spera di rivedere le stesse facce al Palalottomatica 2014, per dargli finalmente l’occasione di tirare le somme di un anno che, si spera, sia quello del cambiamento.


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... IL DIARIO DI BORDO i momenti da ricordare Giovedì 4 luglio, ore 1.00

Il Palazzo dell’Agricoltura non è mai apparso così grande, nella notte è ancora più maestoso. Quasi tutti sono arrivati, aspettando gli ultimi ritardatari si ride e si scherza cercando di capire quali saranno le parole del Presidente Marini quest’anno, quali saranno le immagini e le musiche che verranno utilizzate per esaltare la Nostra Organizzazione. A me, stagista da pochi mesi, hanno provato a raccontare cosa vuol dire “Palalottomatica”, ho guardato le foto degli scorsi anni, ho ascoltato i discorsi tenuti nelle ultime edizioni, ho visto i video, ma ho come la sensazione di non aver idea di cosa mi aspetta..tutti dicono “vedrai”. Vedrò..

Ore 8.30

Ore 1.40

Ho l’opportunità di entrare in sala stampa. Comincio a rendermi conto della “grandezza” di questo evento, delegati delle testate più importanti e giornalisti delle tv nazionali sono accorsi per documentare l’assemblea ed intervistare il presidente Marini, i Ministri e le altre autorità presenti. Decidiamo di andare a sbirciare l’allestimento, un corridoio ci se-

Ci siamo i pullman sono pieni, l’appello è stato fatto e lo striscione è stato appeso. Chiunque guarderà verso di noi, d’ora in poi saprà chi siamo, da dove veniamo e, soprattutto, dove stiamo andando: Coldiretti Piacenza per il Palalottomatica 2013. Si parte!

Siamo arrivati nella grande capitale ed è straordinario accorgersi ogni volta che in questa città si respira un pezzo di storia! Il viaggio è stato lungo ma l’atmosfera era rilassata, abbiamo letto una piccola rassegna stampa preparata appositamente per noi, per entrare nel clima “giallo” della nostra Organizzazione. Una volta ricongiunti con presidente Bisi e direttore Albano, già a Roma, ci siamo sistemati per una grande foto che comprendesse tutti i partecipanti piacentini e, neanche a dirlo, il nostro striscione a testimoniare la provenienza.

Ore 9.30


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luglio-agosto 2013

para dall’anello intermedio e negli ultimi metri di questo corridoio la musica si fa forte e vicina e la grande macchia gialla indefinita diventa ben percettibile: sono 15000 visi, bandiere che sventolano, striscioni che abbracciano l’intera struttura e il grano giallo sullo sfondo! Questo è il momento che tutti mi raccontavano e che solo se lo vivi lo comprendi, ecco cosa vuol dire “Palalottomatica” e all’improvviso quel tuffo al cuore si trasforma in chiarezza: tutto torna. Quindici mila… a sventolare con orgoglio la bandiera gialla, simbolo di un’Italia che cambia e che vuole di più, dai suoi politici, dai suoi rappresentanti, dai suoi consumatori. Tutti uniti sotto un unico colore per festeggiare le già tante vittorie e per dimostrare di voler essere protagonisti attivi del proprio futuro e del futuro dei propri figli, per scrivere insieme un’altra storia italiana.

Ore 10.00

Inizia l’assemblea. Per aprire l’Inno di Mameli, sempre lo stesso Sangiorgio eppure Vittorio cantato da 15000 persone, mi sembra di ascoltarlo per la prima volta. Cominciano i discorsi, il primo è Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, il cui intervento fa perno su tre questioni: “trasformare l’Europa dei burocrati nell’Europa dei popoli”, allargare i mercati di prossimità e dire un forte no all’adulterazione e contraffazione, specialmente se interna al paese. “Dobbiamo crescere senza lasciare indietro nessuno, conclude Trefiletti, l’Italia merita che nessuno si fermi ad aspettare”. Seguono Renzo Arbore che ancora una volta porta il suo speciale contributo e il procuratore Caselli che ribadisce l’importanza

sindacale

della legalità. Chiude il ciclo di testimonianze Stefano Albertazzi, direttore generale del gruppo Finiper, partner di Coldiretti per il progetto del marchio Voi. Albertazzi, nel suo discorso sottolinea come in Finiper si valorizzi il ruolo etico e sociale nei confronti del sistema produttivo in cui si opera, valore condiviso da Coldiretti per trovare nuove sinergie tra chi vende e chi produce. “Grazie a questa collaborazione, per il latte, riusciamo a garantire il 50% del prezzo di vendita al dettaglio alla stalla e ciò è motivo di grande soddisfazione per noi, perché riconosciamo un giusto reddito agli agricoltori e un prezzo adeguato ai consumatori. Ma all’interno di Iper non si troverà solo il latte, ma anche riso, pasta e altre eccellenze dell’agroalimentare italiano… tutti con il marchio VOI”. Ora arriva il grande intervento del Presidente Sergio Marini, motivante e ispirato che ci conduce nelle diverse problematiche che la nostra agricoltura è costretta a sopportare sensibilizzando le autorità presenti nella risoluzione delle stesse, perché in Coldiretti non ci si lamenta e basta, si fa sentire la voce e ci si muove pro-attivi per migliorare le cose. I punti salienti dell’intervento di Marini sono il ruolo dell’Europa nel risolvere la crisi affrancandosi dagli interessi lobbistici, il made in Italy valorizzato in nome dell’articolo 1 della Costituzione, l’investimento in una semplificazione burocratica che sia degna del suo nome, la necessità di una rappresentanza orizzontale che porti gli interessi di molti e non di pochi, la necessità di una legge no ogm, l’internazionalizzazione che non può essere fatta con la massa critica ma con la valorizzazione delle differenze che fanno grande il nostro paese ed infine portare l’Italia


10 Fausto Zermani

Gianluca Maserati

Filippo Arata

Francesco Chinosi

Giuseppe Saccomani

Giovanni Gualdana

Laura Magistrali

nel mondo e non “svenderla” al mondo, utilizzando l’Expo come grande occasione per l’internazionalizzazione. Il presidente esorta tutti ad “essere coraggiosi, ad andare contro corrente e ad essere rivoluzionari per fare la cosa giusta” e conclude il suo intervento con la metafora del grano, quello che campeggia negli spalti dietro alle sue spalle, “il grano è un prodotto umile ma ha anche molta responsabilità sia nel breve periodo sia nel lungo perché sfama sia sul momento che a seguire, il grano è come voi!” A seguire i discorsi dei ministri intervenuti: centrale quello di Nunzia de Girolamo, Ministro dell’agricoltura che ribadisce il suo No all’Ogm e che firma davanti a tutti un “patto con gli agricoltori” a sigillare il suo impegno.

0re 14.00

L’assemblea è terminata ci avviamo al ristorante per poter mangiare qualcosa in compagnia e durante il tragitto sento commenti entusiasti di colleghi che ribadiscono come ogni anno questo momento ti dia la carica per tornare a lavorare con maggior slancio e ispirazione. Al ristorante voglio sentire qualche commento di soci e non: Giovanni Gualdana, presidente di sezione di Nibbiano: “Sono state dette cose meravigliose e soprattutto vere, speriamo che la nostra classe politica sia stata recettiva e che realizzi le nostre richieste. Sono anni che facciamo proposte e loro diventano sempre meno credibili, si devono attivare! Per quanto riguarda l’assemblea, due cose mi sento di elogiare: la partecipazione di noi agricoltori che smettiamo di lavorare per partecipare a questo momento perchè crediamo che possa fare la differenza e le parole del nostro

presidente Marini che sono sempre un vangelo per noi!” Pietro Mazzocchi, presidente di sezione di Borgonovo: “ Con le assemblee ci rendiamo conto di avere un’Organizzazione dalla nostra parte, che persegue il nostro interesse e che lavora con noi e per noi: vediamo ogni giorno il lavoro che Coldiretti sta facendo e i frutti che tale lavoro porta. In tanti anni abbiamo raggiunto obiettivi importanti”. Giovanni Manfredi, presidente di sezione di Pecorara, vice presidente provinciale e presidente di Agrimercato: “L’assemblea mi da sempre una grande carica, ma in generale, l’organizzazione Coldiretti, mi da una carica quotidiana perché i nostri sacrifici sono molto ben ripagati. La parte del discorso di Marini che ho sentito più mia è stata la sua esortazione a fare la cosa giusta anche quando, per farlo bisogna andare contro corrente credendoci, con Agrimercato abbiamo fatto così, perché il guadagno, al mercato, non è la sola cosa giusta, la sola che importa”. Filippo Arata, presidente di Ainpo: “L’assemblea è stata molto completa, si è data la giusta rilevanza ad ogni tematica. In particolare è necessario capire che l’agricoltura deve essere vista come settore di punta per uscire dalla crisi ma per farlo occorrono parecchie variazioni anche da un punto di vista legislativo. Ottimo e completo l’intervento di Marini, riesce sempre a ripagare lo sforzo di noi imprenditori agricoli”. Giuseppe Saccomani, presidente di sezione di Lugagnano: “Il presidente Marini è sempre sul pezzo e all’assemblea i temi sono sempre trattati con il giusto valore cercando di far capire alle autorità che il mestiere dell’agricoltore è difficile ma di fondamentale importanza per nutrire la società. La nota dolente è l’instabilità di


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sindacale

Susanna Fumi

Giovanni Morini

Pietro Mazzocchi

un governo che spesso non ci dà riscontro e non ci permette di raggiungere i nostri obiettivi”. Laura Magistrali, delegata Donne Impresa: “In una parola racchiudo tutto: entusiasta! Sono entusiasta del discorso di Marini e di quello del Ministro De Girolamo, speriamo che i temi dell’assemblea siano un trampolino per il governo che ci deve preparare il cammino. Questo settore è esigente ma molto volenteroso, ne è dimostrazione la federazione di Piacenza così attiva anche da un punto di vista femminile con Donne impresa”. Susanna Fumi, comitato Donne Impresa: “Dopo oggi, speriamo che il governo metta in programma la risoluzione di problematiche come la Pac, la semplificazione, l’Imu e il no-ogm e ci venga incontro: il ruolo di Coldiretti come voce autorevole che sensibilizza è stato fondamentale, adesso tocca a loro”. Francesco Chinosi, comitato Giovani Impresa: “Marini e il Ministro de Girolamo ci danno speranza: è importante che la rappresentanza e la politica investano sui giovani e su un mestiere certamente non facile ma che può rappresentare un futuro per molti”. Gianluca Maserati, ex vice-delegato Giovani Impresa: “I filmati colpiscono, a volte più delle parole, ma Marini riesce a trasmettere, nei suoi discorsi, la grinta e la gioia di essere un imprenditore agricolo. L’Organizzazione Coldiretti ha avuto il coraggio di andare contro corrente e di questo siamo grati, senza Coldiretti la vendita diretta non avrebbe assunto la rilevanza attuale. Personalmente, il rapporto diretto con il consumatore, mi dà molte soddisfazioni”. Fausto Zermani, presidente del Consorzio di Bonifica: “Il fatto di avere come Ministro dell’Agricoltura una giovane donna originaria di una zona fortemente agricola è senz’altro molto positivo spe-

Giovanni Manfredi

cialmente se si considera il contesto maschile della politica italiana. Sono soddisfatto anche dei temi portati dal Ministro dell’Ambiente e soprattutto della visione dell’agricoltore come tutore dell’ambiente. Marini è sempre molto bravo, ha trattato temi fondamentali e condivisi che ci danno ottime prospettive future. Vorrei spendere infine una parola per elogiare la macchina organizzatrice di Coldiretti, sempre impeccabile”. Giovanni Morini, responsabile Uecoop per Piacenza: “Marini ci porta parole ma anche fatti, i ministri per ora solo parole e questo mi rende scettico. Ho apprezzato molto la grande partecipazione di quest’anno, specialmente di giovani che credono nel progetto. Il marchio Fai poi, è la testimonianza di come il progetto abbia raggiunto nuove e significative tappe”. Dopo queste chiacchiere si riparte: stanchi ma felici di esserci stati, per alcuni ancora una volta, per altri, come nel mio caso, la prima indimenticabile.

5 luglio, ore 00.30

Rientro a Piacenza dopo un rocambolesco viaggio di ritorno. Nonostante le disavventure e la stanchezza, si ride e si scherza, e allora penso che siano proprio questi i momenti che creano un legame tra colleghi, tra soci e personale, tra dipendenti e dirigenti. Perché la condivisione di esperienze come queste aiutano a cementare i rapporti e a sentire di “appartenere insieme” a qualcosa di grande. E quindi capisci cosa vuol dire Palalottomatica... un viaggio sì, ma soprattutto una meta.


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contro la crisi nasce

UECOOP EMILIA ROMAGNA

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“È con orgoglio che l’8 luglio abbiamo partecipato attivamente alla prima assemblea della centrale cooperativa UeCoop Emilia Romagna promossa da Coldiretti. Così il responsabile provinciale di UeCoop Piacenza Giovanni Morini commenta la presenza di oltre 40 cooperatori piacentini a questo evento straordinario. “Esempi significativi che sono stati anche esposti in mostra: dalla cooperativa emiliana di gestione servizi che cura la navigazione sul Po, ad Agripiace con il Grana Padano Bio, unico esempio in Italia fino al pomodoro dell’Arp e agli strumenti musicali a rappresentare le cooperative della musica. Ovviamente, prosegue Morini, non potevano mancare i nostri vini. Il nettare di Bacco della Cantina Valtidone e della Cantina Vicobarone hanno accompagnato l’aperitivo conclusivo dell’incontro” È una presenza significativa quella di UeCoop Emilia Romagna; si va dal più grande consorzio agrario d’Italia, Cap Emilia con 433 milioni di euro di fatturato; alla piccola cooperativa, “Gas 29”, di artigiani che costruisce mountain bike d’alto livello fino alla cooperativa “Teatrovivo” specializzato in spettacoli della Commedia dell’Arte. La prima assemblea di UeCoop, (Unione Europea delle cooperative) Emilia Romagna ha subito messo in mostra l’ampia gamma di settori in cui opera la nuova centrale cooperativa promossa da Coldiretti. “Il nostro obiettivo, ha detto il presidente nazionale di Coldiretti

Oltre 40 cooperatori piacentini presenti alla prima assemblea della nuova centrale cooperativa promossa da Coldiretti

e UeCoop, Sergio Marini, è dare un contributo positivo a tutto il Paese, a partire innanzitutto dalla solidarietà e sussidiarietà che sono i valori alla base della cooperazione. In una situazione economica e sociale di crisi e di sfiducia, dobbiamo rimettere al centro delle nostre azioni la persona e le sue aspirazioni, per ridare speranza e prospettive a chi vuole lavorare per un Paese migliore, dove vivere e stare meglio tutti insieme. Lo vogliamo fare, ha proseguito Marini, puntando sulle ricchezze e le risorse tipiche del nostro Paese, in particolare in territorio, il paesaggio, la cultura, il cibo, in una parola; tutti i caratteri distintivi che fanno unico il nostro Paese. È chiaro: siamo in un momento economicamente e socialmente difficile che per crescere e per capire impone di trovare maggior forza in uno spirito cooperativo, nella coscienza che la cooperazione è sorta per fare ogni singolo più forte e maggiormente in grado di crescere e non per sovrastarlo”. A pochi mesi dalla nascita, UeCoop conta già oltre 4.000 cooperative a livello nazionale, mentre in Emilia Romagna hanno già aderito oltre 250 cooperative. Tra gli oltre 400 cooperatori che hanno partecipato alla prima assemblea, erano presenti anche i dirigenti della Fortitudo Baseball di Bologna, squadra Campione d’Europa 2012, che ha nuovamente conquistato la finale di Coppa Campioni che sarà disputata il prossimo mese di agosto. La Fortitudo ha per l’occasione regalato a Marini la maglia della squadra. “Siamo assolutamente convinti, conclude Morini, che questa nuova sfida potrà dare nuova linfa e opportunità alle strutture piacentine che si ritrova nella vera cooperazione, quella “pulita” che ha nell’interesse dei soci e del territorio la propria mission”.


luglio-agosto 2013

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sindacale

Bettola

Inaugurati i nuovi uffici di no danni da fauna selvatica. Il presidente Coldiretti Luigi Bisi ha

“Aria di festa e un poco di commozione hanno avvolto l’inaugurazione della nuova sede di Coldiretti a Bettola che, il 27 giugno, ha battezzato gli uffici in Viale Vittoria. In questi momenti, come non mai, si riesce ad assaporare lo spirito con il quale lo staff di Coldiretti lavora per il territorio, senza alzare la testa e con la passione di chi comprende il valore del lavoro vero. Ad accogliere i soci e le autorità accorsi numerosi all’evento, il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano, che ha ringraziato collaboratori e dipendenti per il lavoro svolto ogni giorno nella sede di Bettola ed in particolare per il lavoro eseguito ai fini della “nuova grande apertura”. Subito dopo la parola è stata data al primo cittadino di Bettola Sandro Busca, che ha più volte sottolineato l’importanza del contributo che l’Organizzazione dà sul fronte del lavoro. “Una sede, ha osservato Busca, è il luogo dove si danno risposte alle esigenze di una comunità. La Coldiretti in questo luogo tutela i suoi associati ma coinvolge anche i corpi sociali. Da qui rinnoviamo la collaborazione, per concertare con voi, protagonisti della vita socio economica del territorio”. Uno speciale plauso a Coldiretti è arrivato anche dall’amministrazione Provinciale, in particolare dall’assessore all’agricoltura Manuel Ghilardelli che ha sottolineato come la capillarità di Coldiretti riesca a presidiare zone di montagna preziose come quelle dell’alta Valnure. Il Presidente della Provincia Massimo Trespidi ha invece colto l’occasione per annunciare che per il 2014 la provincia ha deciso di sostenere il progetto “Adotta la Terra” con maggiori risorse ed ha inoltre informato che a breve l’amministrazione prenderà una posizione più chiara circa l’impegno nei confronti degli agricoltori che subisco-

concluso i discorsi istituzionali esprimendo la sua personale stima nei confronti degli operatori che hanno lavorato per la realizzazione della nuova sede, affermando: “Il territorio ha bisogno di assistenza e di progetti economici che rendano sostenibile l’attività agricola, non è un caso che la sezione di Bettola sia stata premiata come sede dell’anno”. La vera commozione è arrivata tuttavia in punta di piedi, quando il presidente di sezione Ugo Agnelli ha consegnato una targa come simbolo di riconoscimento a Camillo Tiramani, per 28 anni alla guida della sezione bettolese ed oggi direttore di AgriPiace. “Per molti anni a Bettola, dire di andare in Coldiretti voleva dire andare da Camillo, lui è un simbolo per questa terra” queste sono state le parole di Agnelli che confermano ancora una volta come un’organizzazione per essere un’Organizzazione deve avere al suo interno persone dedite al lavoro e appassionate perché queste, sono l’Organizzazione stessa. “Sono emozionato ma ci tengo a dirvi, ha affermato Camillo Tiramani tra gli applausi, che quello che so sul lavoro l’ho imparato da voi. Questa terra è stata la culla del Progetto AgriPiace per il quale oggi sto lavorando perciò questo premio è solo una tappa, ho sempre lavorato per voi e continuerò a farlo per dare alle vostre aziende maggior slancio”. I locali della nuova sede sono stati benedetti dal parroco di Bettola Don Angelo Sesenna, ed un particolare augurio di “buon cammino” è arrivato da Don Stefano Segalini, consigliere ecclesiastico di Coldiretti. La festa si è conclusa con l’aperitivo a base di prodotti tipici della zona di Bettola, più km zero di così…

Trespidi (Presidente della Provincia): “la Coldiretti è il territorio”

A destra, Camillo Tiramani premiato per i suoi 28 anni alla guida dell'ufficio di Bettola


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AGRIPIACE diventa un modello nazionale

Agricoltura e occupazione. Un rapporto che sta sviluppando nuove sfaccettature e che, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, si presenta anche ai giovani fecondo di possibilità. Proprio a questo tema è stato dedicato il convegno che si è svolto recentemente a Roma promosso da Coldiretti, fondazione Univerde e IPR Marketing. I lavori hanno visto gli interventi di Stefano Masini, responsabile Area Ambiente della Confederazione, Antonio Noto, direttore IPR Marketing, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione Univerde, Domenico De Masi, sociologo; Patrizia Marini, presidente rete nazionale degli Istituti Agrari (RENISA), preside Istituto Tecnico Agrario "E. Sereni" di Roma. Durante i lavori è stati presentato il III Rapporto "Gli Italiani e l'agricoltura" con focus su "Agricoltura multifunzionale e Green Economy". Proprio in questo contesto nell'ambito della mattinata sono state presentate alcune best practices agricole per la Green Economy. Tra i tre casi messi in evidenza anche la realtà di Agripiace rappresentata dal suo presidente Luigi Bisi. Bisi, ripercorrendo le tappe fondamentali dalla nascita del consorzio BioPiace fino alla trasformazione in Agripiace ha sottolineato le ricadute sociali sul territorio e sull'agricoltura. “Senza questa struttura la nostra montagna sarebbe morta - ha chiarito il presidente - Come Coldiretti abbiamo perseguito questa ini-

ziativa con coraggio, senza evitare la scomoda prima linea e affrontando la sfida anche quando molti mettevano in discussione i risultati che si sarebbero potuti raggiungere”. Il progetto è stato poi analizzato in tutte le sue fasi: dalla fornitura delle mense scolastiche, un fiore all'occhiello per la nostra provincia, fino alla piattaforma per agriturismi, che valorizza l'offerta delle strutture e ne mette a valore la specificità, all'ultimo prestigioso successo raggiunto con la Bottega di Campagna Amica, diventata un vero modello a livello nazionale. “Ogni passo compiuto - ha continuato Bisi - rappresenta un tassello fondamentale per la realizzazione del progetto di filiera agricola tutta italiana di Coldiretti. È grazie alla tenacia degli agricoltori che abbiamo ottenuto questi risultati e grazie al percorso e all'autorevolezza creata da Coldiretti. Non è vero che la montagna non ha speranze: è solo necessario non continuare a lamentarsi in modo sterile, ma mettere in atto idee imprenditoriali. Del resto sono le persone che danno corpo alle idee". Né l'originalità dell'esperienza di Agripiace è sfuggita ai numerosi imprenditori agricoli presenti, che, oltre ad apprezzare l'intervento del presidente piacentino, sono anche intervenuti con diverse domande con l'obiettivo di comprendere con quali modalità sia possibile replicare l'esperienza anche in altre realtà d'Italia.


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FIRMATO AGRICOLTORI ITALIANI

8 su 10 cercano prodotti Made in Italy, crescono le filiere Fai

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Più di otto italiani su dieci (82 per cento) cercano di riempire il carrello della spesa con prodotti italiani al cento per cento e di questi ben il 53 per cento li preferisce anche se deve pagare qualche cosa di più. La tendenza degli italiani a preferire prodotti Made in Italy si scontra tuttavia con la cessione di marchi storici nazionali a gruppi stranieri, ma anche con la mancanza di trasparenza dell’informazione che consente di spacciare come nazionali prodotti che non hanno nulla a che vedere con la realtà produttiva agricola della penisola. Secondo uno studio Coldiretti/Eurispes, il risultato è stato che oggi circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati deriva da materie prime agricole straniere, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy, per un fatturato stimato in 51 miliardi. Negli ultimi anni, con la mobilitazione a favore della trasparenza dell'informazione, la Coldiretti è riuscita a ottenere l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva, ma ancora molto resta da fare e l’etichetta resta anonima per circa la metà della spesa dai formaggi ai salumi, dalla pasta ai succhi di frutta. Da qui è nato il progetto per una filiera agricola tutta italiana promosso da Coldiretti e da Campagna Amica con il marchio valoriale FAI (Firmato dagli agricoltori Italiani) per garantire in Italia e all’estero tutti quei prodotti provenienti al 100 per 100 dai campi e dagli allevamenti italiani che rispettano l’etica nei processi produttivi e assicurano per contratto un'equa ripartizione del valore tra i vari attori della filiera. A poco più di un anno dalla costituzione numerose e diversificate sono le filiere produttive che hanno ottenuto il riconoscimento e possono fregiarsi del marchio FAI, dalla pasta al riso nelle varietà Arborio, Carnaroli e Baldo, dall’olio Extra Vergine all’ortofrutta, dal latte UHT ai salumi fino alle carni provenienti da razze autoctone bovine (Chianina, Marchigiana, Romagnola e Piemontese) e suine come la Cinta Senese e il suino bianco dell’Appennino. L’Assemblea è stata l’occasione per presentare il progetto VOI - Valori Origine Italiana, di Iper, La grande I, che nasce in collaborazione con Coldiretti e FAI (Firmato Agricoltori Italiani). Pasta di semola di grano duro, riso Carnaroli e Arborio, Latte UHT, olio extra vergine e presto una selezione delle migliori monocultivar italiane, nel rispetto di valori etici, sociali e ambientali a un prezzo giusto, per chi compra e per chi produce, tutto al 100 per 100 italiano garantito da FAI. Prezzo giusto significa che del prezzo di vendita – altamente competitivo - è riconosciuto al produttore un valore equo, più alto rispetto al mercato. Un prezzo garantito dalla filiera cortissima che Iper e Coldiretti sono riusciti insieme a realizzare, razionalizzando tutti i passaggi intermedi e i relativi costi di trasformazione e di distribuzione.


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LUPO

danni da e da cani inselvatichiti un problema da risolvere


LIBERTÀ lunedì Lunedì 22 luglio 2013

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luglio-agosto 2013

Se il ritorno della presenza del lupo negli areali provinciali è un fenomeno positivo sul piano della tutela della biodiversità, dall’altro, l’assenza della messa in atto di adeguate misure di prevenzione ha determinato un incremento esponenziale degli attacchi agli allevamenti, raggiungendo una situazione d’emergenza, mettendo a rischio la continuità delle attività zootecniche. Coldiretti, facendosi portavoce delle imprese agricole proprie associate, ha più volte sollevato sia a livello nazionale che locale il problema. È innegabile, come dimostrato dagli ultimi eventi nei comuni di Travo e Bettola che al giorno d’oggi, in assenza di un’azione di contenimento, la presenza del lupo non è più circoscritta a territori di alta montagna ma interessa tutto il territorio basso collinare, anche a ridosso delle zone abitate. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), attraverso l’elaborazione di specifiche ricerche, ha rilevato che i lupi, dopo aver rischiato l’estinzione, si sono riadattati a sopravvivere nei nostri territori, interessando anche aree con grande vocazione rurale e da attività zootecniche. Le aggressioni, secondo quanto risulta da numerose valutazioni e ricerche scientifiche, sembra non siano imputabili solo al lupo ma anche ad altre tipologie di ibridi e cani inselvatichiti, che mostrano lo stesso comportamento del lupo e la stessa capacità di attacco al bestiame domestico. Nel 2002 è stato adottato il Piano d’Azione Nazionale per la conservazione del lupo, all’interno del quale si dà assoluta priorità ai programmi di monitoraggio della specie ed al suo impatto sulla zootecnia nonché all’attenuazione del conflitto con essa tramite interventi di prevenzione e compensazione dei danni. Tale strategia, anche alla luce dei problemi attuali, non ha dimostrato, tuttora, reale efficacia e richiede un sostanziale aggiornamento. Il tema dei danni all’agricoltura e agli allevamenti richiede da parte delle istituzioni pubbliche risposte urgenti, razionali ed efficaci volte a prevedere un sistema adeguato di misure preventive e di contrasto per garantire la sicurezza delle attività economiche. A questo proposito elemento fondamentale deve essere la garanzia di rapido risarcimento di coloro che sono danneggiati, evitando le lungaggini burocratiche che possono rappresentare un aggravamento del danno riportato. Quindi occorre valutare la migliore soluzione tecnica possibile, che coniughi l’esigenza dettata dalle direttive europee della salvaguardia delle specie selvatiche e l’esigenza degli imprenditori agricoli di poter condurre la propria attività senza significative perdite economiche. Secondo Coldiretti, le soluzioni possibili sono sostanzialmente le seguenti da impiegare congiuntamente: 1) Prevedere misure che permettano di censire gli esemplari per localizzare gli habitat e i popolamenti, ristabilendo una presenza sostenibile per il territorio e le attività agricole, individuando le aree dove non è presente l’attività di allevamento e, quindi, la presenza del lupo come specie

sindacale

protetta non crea danni alla zootecnia; 2) Rivedere il sistema di accertamento e risarcimento dei danni affinché, oltre a garantire un completo reintegro della perdita di reddito per l’agricoltore, siano coperti non solo i danni da lupo ma anche quelli causati da cani inselvatichiti; il risarcimento deve coprire non solo i costi di perdita del capo animale ma anche la mancata produzione di latte o di carne; 3) Prevedere un sistema di misure di prevenzione dei danni incentivando finanziariamente le imprese agricole con un adeguato sistema di sostegno nonché sistemi assicurativi contro i danni i cui costi devono essere a carico al 100% degli enti pubblici competenti nella gestione della fauna selvatica (La Regione Toscana ha già disposto interventi finalizzati alla tutela del patrimonio bovino, ovicaprino ed equino attraverso contributi per la realizzazione di opere di prevenzione e la stipula di contratti assicurativi per i danni o la cessione in comodato d’uso di strutture atte alla prevenzione e l’utilizzo di cani da guardiana, che sono cani da difesa e non da conduzione). Adoperarsi anche nell’ambito della nuova Politica Agraria Comunitaria 2014-2020 per l’inserimento di una misura specifica. 4) Risolvere il problema dello smaltimento delle carcasse degli animali da allevamento con oneri a carico della Pubblica Amministrazione o ammettere il sotterramento in azienda: attualmente sono a carico dell’allevatore le cui spese comportano costi elevati, spesso superiori ai rimborsi erogati alla perdita dell’animale. Queste istanze sono state esposte dalla nostra Organizzazione in occasione della recente audizione della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati sui danni da lupo, ibridi e cani inselvatichiti ed in occasione dell’Assemblea Nazionale Coldiretti del 4 luglio, i quattro Ministri della Repubblica presenti (tra i quali quello dell’Agricoltura e dell’Ambiente) hanno condiviso le argomentazioni e si sono presi l’impegno di tradurle in interventi concreti a favore dell’agricoltura che da anni sta subendo ingiustamente le conseguenze di un’inefficiente gestione della tutela della fauna selvatica. È evidente, sottolinea il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, che le istituzioni non possono continuare a temporeggiare, siamo arrivati al punto di svolta: o scegliamo l’agricoltura e la produzione di prodotti che fanno l’eccellenza non solo del made in Piacenza ma anche de made in Italy nel mondo con la messa in campo di tutte le iniziative rivolte a riportare il livello dei danni a livelli tollerabili, o scegliamo di tutelare tout court la fauna selvatica costringendo ad abbandonare, per sempre, l’attività di allevamento a quegli imprenditori delle zone montane/collinari, che con tenacia hanno resistito ad anni di dura crisi, continuando comunque ad investire sul nostro territorio e che oltretutto costituiscono un imprescindibile e tangibile presidio del territorio.

Il dibattito sui lupi

La fauna deve essere una risorsa e non un ostacolo per gli agricoltori

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razie a Libertà per l’attenzione dimostrata nei confronti di un tema fondamentale per la nostra agricoltura e quindi per l’ambiente in generale: i danni da fauna selvatica che mettono in ginocchio noi agricoltori e allevatori. In particolare la lettera scritta dal signor M. P (Libertà del 17 luglio:“Aziende di montagna, il problema è il lupo? “), il quale invita l’organizzazione che rappresentiamo,la Coldiretti,a usare toni meno aspri nei confronti di questo fenomeno, ci dà l’opportunità di spiegare alcuni risvolti che forse sono sfuggiti in precedenza. Vorremmo innanzitutto precisare che Coldiretti,come precisa il signor M. P., porta avanti da anni progetti di integrazione tra ambiente e produzione agricola, facendo finalmente riconoscere la centralità e la multifunzionalità dell’agricoltura. Noi siamo i custodi dell’ambiente. Coldiretti e i suoi agricoltori, pertanto,non sono e non saranno mai per lo sterminio di questi animali, ma sono e saranno sempre per la tutela della sopravvivenza dei nostri territori e dunque delle aziende che li popolano. E’ vero che produrre in montagna è difficile, come dice M. P.; ma è anche vero che l’intraprendenza degli agricoltori trova molte volte la strada per produrre alimenti che vanno incontro alla domanda dei cittadini consumatori, mantenendo le loro aziende in territori che altrimenti verrebbero abbandonati e fornendo un servizio all’intera collettività. Una dimostrazione di questo “investimento sul territorio” è il progetto Agripiace, nato da queste montagne e su queste montagne per ridare dignità al lavoro dell’agricoltore e per mantenere quei luoghi splendidi patrimonio di tutti,non solo di chi ci vive e lavora.Agripiace e le aziende di queste montagne,permettono alla comunità di Piacenza di avere una mensa scolastica sana per i propri figli e, dai prossimi mesi, un pasto genuino per i propri ammalati ricoverati nelle strutture ospedaliere.Queste aziende offrono inoltre la possibilità a tutta Italia di mangiare Grana Padano bio,eccellenza unica in tutto il Paese. Detto ciò, non si può pensare di riuscire a fare tutto questo, in un momento storico già difficile, aggravato da questi danni non risarciti dagli organi competenti in modo congruo.La fauna va tutelata come risorsa e non come ulteriore ostacolo che i nostri agricoltori devono superare. Non solo:se vogliamo tutelare la biodiversità è necessario ricostruire un equilibrio che è ampiamente sfuggito alle mani dell’uomo in questi ultimi anni. Non è immaginabile assistere alla proliferazione incontrollata di alcune specie che costringono all’estinzione altre specie di fauna ma soprattutto di flora. La metafora degli agnelli va letta non come ipocrisia legata al debole sopraffatto dal più forte (ciò è sempre avvenuto in natura), ma come paradigma di un equilibrio naturale perduto a cui solo l’uomo può porre rimedio essendone la causa. Agripiace è citato come esempio a livello nazionale, eppure ci troviamo a dover lottare contro chi, a livello locale, dipinge l’agricoltore come usurpatore del territorio. Quello che forse sfugge a molti è il fatto che a farne le spese è tutta la comunità, se le aziende di queste zone non sopravvivono è la comunità a pagare in termini di indotto, di occupazione, di genuinità del cibo e di ambiente,perché se le persone scendono a valle senza mantenere più il presidio del territorio,anche la montagna scenderà a valle. Il signor M. P cita le possibilità legate al turismo, gli agriturismi e il fatto che lui frequenta spesso la nostra montagna. Ma se non ci fossero gli agricoltori che curano il territorio,il paesaggio,che prevengono,per quanto possibile, i dissesti idrogeologi, tengono puliti i canali e il verde, forse il nostro amico non sarebbe poi così felice di frequentare la montagna, perché probabilmente il paesaggio e le nostre belle colline….non sareb-

bero più così belle.. La posizione di Coldiretti e dei suoi agricoltori dunque è tutt’altro che contro la sopravvivenza della fauna, anzi: per noi, padri di famiglia diventa sempre più difficile continuare a gestire una situazione così crudele,perché la situazione è diventata davvero ingestibile; spesso accade che per errore animali selvatici nascosti tra l’erba siano vittime del nostro lavoro perché colpiti dal mezzo agricolo. Questo è un gioco al massacro causato dalla mancata o inopportuna gestione della fauna selvatica.Gli allevatori tutti i giorni sono a contatto con gli animali e sono attenti al loro benessere (ricordo al nostro amico che noi allevatori siamo,giustamente,tenuti al rispetto di una normativa dedicata al benessere animale), e continuando a chiudere gli occhi su questa questione in nome della tutela della fauna in realtà non si fa altro che metterla in ulteriore pericolo, proprio perché di fronte a questa crescita esponenziale non sono mai stati presi provvedimenti seri e adeguati da parte delle istituzioni competenti, sia sul piano del contenimento sia su quello del censimento. Questo è il risultato,terreni devastati dai cinghiali,danni al raccolto e al bestiame,mancanza di prevenzione.. perché se consideriamo le dimensioni delle nostre montagne e dei nostri pascoli ci si rende conto che è materialmente impossibile recintare il tutto... a meno che tutti i grandi difensori della fauna si mettano a disposizione delle aziende agricole per dare una mano.E poi,ma vi pare che gli agricoltori debbano recintare l’intera montagna solo per un lecito diritto di fare agricoltura? Cioè di lavorare? Allora non avrebbe molto più senso,che nel recinto ci stessero gli animali selvatici e/o i predatori? O forse qualcuno chiederà a noi umani di stare nel recinto magari insieme ai nostri animali? Per permettere ai nostri agricoltori di essere quei “custodi del territorio” è essenziale confinare e contenere questi animali in determinate aree e parchi, attrezzati e sorvegliati per assicurarne la sopravvivenza in termini di biodiversità. Quello che possiamo dire è che ci rattrista molto il fatto che nel 2013,quando a livello nazionale ed internazionale il nostro ruolo viene riconosciuto ed esaltato come produttore di cibo e unica via d’uscita per la crisi, ci sia ancora qualcuno ancorato all’immagine antica e superata dell’agricoltore che sfrutta la terra e massacra gli animali. Giovanni Manfredi (Pecorara) Bruno Picchioni (Nibbiano) Lorenzo Traversone (Caminata) Giovanni Gualdana (Pianello) Ferruccio Braghieri (Ziano) Pietro Mazzocchi (Borgonovo) Walter Bongiorni (Agazzano) Giancarlo Zucca (Gazzola) Agostino Bongiorni (Piozzano) Roberto Farina (Travo) Renzo Romanini (Rivergaro) Domenico Giafusti Bobbio Primo Repetti (Coli) Enrico Pisotti (Ottone-Zerba) Daniele Raggi (CortebrugnatellaCerignale-Salsominore) Costantino Bocciarelli (Ferriere) Giacomo Delmolino (Farini) Ugo Agnelli (Bettola) Giacomo Sala (Pontedellolio) Angelo Ferrari (Vigolzone) Stefano Capra (Carpaneto) Alberto Rocca (Castellarquato) Claudio Obertelli (Morfasso) Giuseppe Saccomani (Lugagnano) Francesco Segalini (Gropparello) Tiziano Bargazzi (Vernasca) (presidenti di sezione Coldiretti della collina e montagna piacentina)

PUNTURA DI SPILLO

Inaudito

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fine maggio l’ambasciatore kazako spadroneggiava al Viminale: "inaudito" e bisognerebbe cacciarlo. Alfano può stare,tanto è come se non ci fosse. Essedi

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Raggiunto l'accordo sulla PAC, Marini:

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“L’accordo sulla riforma della Politica Agricola (Pac) premia chi vive e lavora di agricoltura escludendo per la prima volta in una black list, ampliabile dallo Stato membro, soggetti che non hanno nulla a che fare con l’agricoltura e soprattutto prevedendo la possibilità per l’Italia di destinare risorse ai soli agricoltori attivi”. È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini che, nell’esprimere soddisfazione per l’accordo politico raggiunto dal team dei negoziatori di Parlamento, Consiglio e Commissione sulle proposte di regolamento di riforma della Politica Agricola Comune, ha sottolineato che “sensibili miglioramenti sono stati ottenuti anche per l’inverdimento a tutela dei vigneti, frutteti ed uliveti italiani, sulla convergenza e per i giovani agricoltori”. “Nei vari passaggi, condivisi con il Governo italiano, dal nostro Summit a Roma con il Commissario all’agricoltura Dacian Ciolos agli incontri con i colleghi di tutte le principali Organizzazioni agricole europee, fino al meeting di poche settimane fa a Bruxelles con il Presidente del Consiglio agricoltura e pesca del Consiglio dell’Unione europea Simon Coveney e il Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, rimane certamente un taglio importante ai finanziamenti destinati all’agricoltura ma l’applicazione nazionale demandata al Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo che ha chiuso positivamente per l’Italia il negoziato potrà compensare il disagio, continua Marini, nell’orientare le risorse, come prevede la proposta, verso i veri agricoltori”. L’accordo valorizza infatti il ruolo dei veri imprenditori agricoli stabilendo che possano beneficiare dei sostegni solo gli agricoltori attivi e come richiesto da Coldiretti saranno gli Stati membri a definire gli aventi diritto. Viene anche stabilita una lista negativa obbligatoria di coloro che non possono beneficiare dei pagamenti diretti che comprende aeroporti, servizi ferroviari, acquedotti, servizi immobiliari, sportivi e ricreativi, campeggi, con discrezione per gli Stati membri di ampliare tale lista. La cosiddetta convergenza interna, ovvero il passaggio dal sistema storico del valore dei titoli ad un nuovo regime che li riassegna su basi più equilibrate, viene attuata con un’adeguata flessibilità nell’arco dell’intero periodo di applicazione della riforma. Per la prima volta viene deciso di applicare, sebbene su base volontaria, il capping (tetto agli aiuti), in due fasce, la prima tra i 150.000 e i 300.000 e la seconda oltre tale importo. Gli Stati membri possono graduarlo in base all’impiego del fattore lavoro comprese le imposte ed i contributi sociali. Gli Stati membri possono, inoltre, decidere di applicare un pagamento ridistributivo ad integrazione del pagamento di base per i primi ettari di ogni azienda. L’accordo raggiunto rivede, sensibilmente, le misure per l’inverdimento sia riguardo alle modalità finanziarie che a quelle applicative. In particolare è stato ampliato il menù di misure escludendo le colture permanenti e quelle sommerse, come il riso, dalle aree di interesse ecologico che riguarderanno le aziende con più di 15 ettari a seminativi. Sono quindi salvi, come richiesto da Coldiretti, oltre al riso, tutti i frutteti, i vigneti, gli uliveti, ecc. Per quanto riguarda i giovani agricoltori viene prevista l’obbligatorietà per gli Stati membri di concedere un pagamento annuo alle persone fisiche che non hanno più di 40 anni di età nell’anno della presentazione della domanda del pagamento di base. L’intesa da anche risposte positive alle richieste di Coldiretti sulla necessità di un sostegno, nell’ambito dello sviluppo rurale, per le filiere corte ed i mercati locali, nonché alla promozione per il loro sviluppo. Inoltre, è stato confermata la misura sul finanziamento alle assicurazioni contro le avversità atmosferiche, nonché la possibilità di costituire fondi mutualistici in caso di crisi di mercato nelle sue molteplici forme e per le citate avversità atmosferiche. Sempre nell’ambito dello sviluppo rurale è prevista la possibilità di avere al contempo piani di sviluppo rurale regionali e un piano nazionale per talune misure o interventi.

"premiati i veri AGRICOLTORI" C

LDIRETTI

ricorre all'Antitrust contro Parmalat e Italatte

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La Coldiretti Lombardia ha presentato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per segnalare “il comportamento di Italatte S.p.A. e Parmalat S.p.A., entrambe del Gruppo Lactalis Italia, di cui si lamenta che pongano in essere condotte commerciali sleali, ai sensi dell’art. 62, la norma che regola i rapporti commerciali nella filiera agroalimentare, proponendo un prezzo per la campagna 2013/2014 palesemente al di sotto dei costi di produzione medi del latte destinato alla trasformazione. Nell’esposto, a firma del Presidente della Coldiretti Lombardia Ettore Prandini, si sottolinea come gli animali producano il latte quotidianamente, che non può essere stoccato, ma ritirato giornalmente e destinato immediatamente alla lavorazione e trasformazione, di conseguenza gli allevatori non sono nella condizione di interrompere le consegne alle imprese di trasformazione e si trovano praticamente costretti ad accettare condizioni contrattuali unilateralmente determinate, in particolare i prezzi. Le società Parmalat e Italatte hanno infatti inviato una comunicazione ai loro fornitori offrendo 40 centesimi al litro contro un costo totale medio in Italia per il latte alimentare in zone di pianura che, secondo alcuni Istituti specializzati, raggiunge mediamente i 50 centesimi. Nella sostanza, come viene ampiamente illustrato nel ricorso, Italatte e Parmalat approfittano della loro posizione di forza nei confronti degli allevatori, visto che sono rispettivamente il primo e il quinto acquirente di latte italiano con circa 9 milioni di quintali totali all’anno di cui quasi 7 milioni ritirati proprio dalle stalle in Lombardia, fissando unilateralmente il prezzo del latte senza tener conto dei costi sostenuti per produrlo. “Si tratta di un segnale molto importante anche per la nostra provincia in quanto il mercato della Lombardia costituisce anche per il nostro latte un punto di riferimento significativo”, sottolinea Fabio Minardi presidente dell’Associazione Piacentina Latte.


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luglio-agosto 2013

sindacale

marchi italiani storici per 10 mld in mani straniere

Dall’Orzo Bimbo a Gancia, da Parmalat a Star, dai salumi Fiorucci al Chianti fino a Pernigotti

Marini: “nel mondo c’è fame d’Italia con una drammatica escalation nella perdita del patrimonio agroalimentare nazionale”.

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Con la vendita di Pernigotti sale ad oltre 10 miliardi il valore dei marchi storici dell’agroalimentare italiano passati in mani straniere dall’inizio della crisi che ha favorito un'escalation nelle operazioni di acquisizione del Made in Italy agroalimentare. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare la decisione della società Averna di cedere l'intero capitale dell'azienda piemontese detentrice dello storico marchio dei dolci al gruppo Toksoz in Turchia che è il maggior produttore mondiale di nocciole. C’ è da augurarsi che il cambiamento di proprietà non significhi - sottolinea la Coldiretti - lo spostamento delle fonti di approvvigionamento della materia prima importante come le nocciole a danno dei coltivatori italiani e piemontesi che offrono un prodotto di più alti standard qualitativi. Il passaggio di proprietà – precisa la Coldiretti - ha spesso significato svuotamento finanziario delle società acquisite, delocalizzazione della produzione, chiusura di stabilimenti e perdita di occupazione. “I grandi gruppi multinazionali che fuggono dall’Italia della chimica e della meccanica investono invece nell’agroalimentare nazionale perché, nonostante il crollo storico dei consumi interni, fa segnare il record nelle esportazioni grazie all’immagine conquistata con i primati nella sicurezza, nella tipicità e nella qualità” ha affermato il presidente della Coldiretti. “Il passaggio di proprietà - ha denunciato Marini - ha spesso significato svuotamento finanziario delle società acquisite, delocalizzazione della produzione, chiusura di stabilimenti e perdita di occupazione. Si è iniziato con l’importare materie prime dall’estero per produrre prodotti tricolori. Poi si è passati ad acquisire direttamente marchi storici e il prossimo passo è la chiusura degli stabilimenti italiani per trasferirli all’estero. Un processo - conclude il presidente di Coldiretti - di fronte al quale occorre accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi”.

2013

PERNIGOTTI CHIANTI CLASSICO (per la prima volta un imprenditore cinese ha acquistato un'azienda agricola del Gallo nero) RISO SCOTTI (il 25% è stato acquisito dalla società alla multinazionale spagnola Ebro Foods)

2012

PELATI AR - ANTONINO RUSSO (nasce una nuova società denominata "Princes Industrie Alimentari SrL", controllata al 51 per cento dalla Princes controllata dalla giapponese Mitsubishi) STAR (passata al 75% nelle mani spagnole del Gruppo Agroalimentare di Barcellona (Gallina Blanca) ESKIGEL (produce gelati in vaschetta per la grande distribuzione - Panorama, Pam, Carrefour, Auchan, Conad, Coop) (ceduta agli inglesi con azioni in pegno d un pool di banche).

2011

PARMALAT (acquisita dalla francese Lactalis) GANCIA (acquisita al 70% dall’oligarca russo Rustam Tariko) FIORUCCI - SALUMI (acquisita dalla spagnola Campofrio Food Holding S.L.) ERIDANIA ITALIA SPA (la società dello zucchero ha ceduto il 49% al gruppo francese Cristalalco Sas)

2010

BOSCHETTI ALIMENTARE (cessione alla francese Financière Lubersac che detiene il 95%) FERRARI GIOVANNI INDUSTRIA CASEARIA SPA (ceduto il 27% alla francese Bongrain Europe Sas)

2009

DELVERDE INDUSTRIE ALIMENTARI SPA (la società della pasta è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl che fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata)

2008

BERTOLLI (venduta a Unilever, poi acquisita dal gruppo spagnolo SOS) RIGAMONTI SALUMICIO SPA (divenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International) ORZO BIMBO (acquisita da Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis) ITALPIZZA (ceduta all’inglese Bakkavor acquisitions limited)

2006

GALBANI (acquisita dalla francese Lactalis) CARAPELLI (acquisita dal gruppo spagnolo SOS) SASSO (acquisita dal gruppo spagnolo SOS) FATTORIE SCALDASOLE (venduta a Heinz, poi acquisita dalla francese Andros)

2003

PERONI (acquisita dall’azienda sudafricana SABMiller) INVERNIZZI (acquisita dalla francese Lactalis, dopo che nel 1985 era passata alla Kraft)

1998

LOCATELLI (venduta a Nestlè, poi acquisita dalla francese Lactalis) SAN PELLEGRINO (acquisita dalla svizzera Nestlè)

1995

STOCK (venduta alla tedesca Eckes A.G., poi acquisita dagli americani della Oaktree Capital Management)

1993

ANTICA GELATERIA DEL CORSO (acquisita dalla svizzera Nestlè)

1988

BUITONI (acquisita dalla svizzera Nestlè) PERUGINA (acquisita dalla svizzera Nestlè)

Fonte: Elaborazioni Coldiretti


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} la spesa per prodotti a

KM Zero sale a 3 miliardi

Più di 3 miliardi di euro sono stati spesi per l’acquisto di prodotti alimentari “a chilometri zero” nel 2012 con un contributo determinante al contenimento degli sprechi alimentari e alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra provocate dai trasporti del cibo

Lo ha reso noto il presidente della Coldiretti Sergio Marini in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente nel corso dell’incontro “Investimenti per un Rinascimento Verde” organizzato da Earth Day Italia assieme a Fao, Coldiretti, Enea e Cnr. Si stima infatti che i prodotti alimentari come la frutta e la verdura a chilometri zero, acquistati al mercato degli agricoltori o direttamente nelle aziende agricole riducano gli sprechi del 30 per cento perché sono più freschi e durano fino a una settimana in più rispetto a quelli dei canali di vendita tradizionali, ma anche perché non si verificano le perdite dovute alle intermediazioni commerciali, conservazioni intermedie in magazzino e lunghi trasporti che compromettono gli altri prodotti prima di arrivare sul banco di vendita. Sul piano ambientale, acquistando prodotti alimentari a chilometri zero, si riducono anche le emissioni di gas ad effetto serra provocate dai trasporti per lunghe distanze e si stima che, grazie alla spesa “salva clima” degli italiani, nei mercati degli agricoltori si sia ridotta di 98 milioni di chili l’anidride carbonica ad effetto serra emessa nell’atmosfera in un anno. È stato calcolato infatti che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall'Argentina deve volare per più di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l'anguria brasiliana, che viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei. “Acquistare prodotti a chilometri zero è anche un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione locale”, afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “si tratta di una responsabilità sociale che si diffonde tra i cittadini nel tempo della crisi. L’Italia - continua Marini - ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell’abbandono che ha tagliato del 15 per cento le campagne colpite da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di tempo. Per proteggere il territorio e i cittadini che vi vivono e garantirsi un'adeguata disponibilità di cibo nel tempo l’Italia - precisa Marini - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali con un adeguato riconoscimento dell’attività agricola. Se nella classe dirigente è mancata la cultura del valore dell'agroalimentare, della salvaguardia del territorio e del cibo, che è una delle poche leve per tornare a crescere, la sensibilità negli ultimi anni è profondamente lievitata tra i cittadini che conclude Marini - sempre più spesso sostengono con le proprie scelte di acquisto l’agricoltura e i prodotti locali del territorio”.


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CINA:via all'indagine antidumping sul vino europeo

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La Cina ha ufficialmente aperto un'indagine antidumping e antisussidi nei confronti delle importazioni di vino europeo, annunciata l'indomani dei dazi Ue sui pannelli solari cinesi. Il provvedimento avrà una durata di un anno ma potrebbe prorogarsi fino al primo gennaio 2015 e colpirebbe soprattutto Francia, Italia e Spagna che esportano vino nel gigante asiatico dove si è registrato il più elevato tasso di aumento del pianeta nei consumi, che hanno raggiunto i 18 milioni di ettolitri, il quinto posto tra i maggiori paesi bevitori. Una scelta che, secondo la Coldiretti, mette a rischio la crescita record delle esportazioni di vino Made in Italy, che nel primo trimestre del 2013 sono aumentate di ben il 377 per cento rispetto allo

stesso periodo del 2008, anno di inizio della crisi. “L’agroalimentare italiano non può essere oggetto di scambio e ancor meno di ritorsione come è avvenuto troppo spesso nel passato perché rappresenta uno dei pochi asset su cui può contare il Paese per tornare a crescere” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che di fronte ad “un calo del 7 per cento nei consumi interni di vino sono le esportazioni a salvare il bilancio del settore con un aumento complessivo del 10 per cento nel mondo che sale all’11 per cento in Cina”. Il nostro ufficio vitivinicolo provinciale è a disposizione per illustrare e chiarire le procedure necessarie a coloro che già esportano in Cina o che intendono esportare.

CRISI:bene agricoltori in cabina di regia

Una rete di imprese per l’internazionalizzazione

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Con le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani che nel 2013 faranno segnare il record storico di 34 miliardi con crescita del 7 per cento è importante la decisione di coinvolgere nel lavoro della Cabina di Regia per l’Italia internazionale le organizzazioni di categoria dell’agricoltura. È quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nell’esprimere apprezzamento per l’impegno del Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo e per l’accoglimento da parte dei Ministri Emma Bonino e Flavio Zanonato. La cabina di regia – sottolinea Marini - sarà l’occasione per aggiornare il paradigma dell’internazionalizzazione come avevamo chiesto nella

nostra assemblea al Palalottomatica. Da anni si parla di internazionalizzare le imprese facendo massa critica ma se il modello di sviluppo vincente è quello di portare le diversità e le unicità che caratterizzano il nostro Made in Italy nel mondo allora – ha continuato Marini - è evidente che dobbiamo sostituire per prima cosa il termine di massa critica con quello di rete di imprese e quello di piattaforma logistica con quello di piattaforma leggera, Dalla Simest all’Ice, dalle Camere di Commercio alle Ambasciate dovranno adeguare le proprie funzioni per accompagnare - ha concluso Marini - l’Italia verso questa efficace forma di internazionalizzazione.

Marini: “La difesa della distintività italiana deve essere una priorità della politica perché da essa dipende l’esistenza stessa del Made in Italy che è il nostro petrolio, il nostro futuro, la nostra leva per tornare a crescere nell’alimentare e non”

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vietata la coltivazione del mais

La decisione del Governo ha il sostegno di quasi otto italiani su dieci (76 per cento) che si sono detti contrari all’utilizzo di organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura, con un aumento del 14 per cento rispetto allo scorso anno. È quanto afferma la Coldiretti sulla base dell’ultimo sondaggio Ipr marketing in riferimento all’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto interministeriale che vieta nel territorio nazionale, a salvaguardia della diversità biologica, la coltivazione di varietà di mais MON810, provenienti da sementi geneticamente modificate, che porta la firma del Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo, del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. “La difesa della distintività italiana deve essere una priorità della politica perché da essa dipende l’esistenza stessa del Made in Italy che è il nostro petrolio, il nostro futuro, la nostra leva per tornare a crescere nell’alimentare e non” afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare positivamente la firma del decreto che è “l’unico strumento di cui disponiamo per risolvere definitivamente e rapidamente la questione”. Si tratta - precisa Marini - di un grandioso successo che premia l’impegno degli agricoltori della Coldiretti per affermare un modello di sviluppo sostenibile che ha garantito all’Italia primati nella sicurezza alimentare e nella tutela ambientale che tutto il mondo ci invidia. In questa occasione - continua Marini - voglio ringraziare i Ministri firmatari del decreto, la Conferenza delle regioni che ha approvato l’ordine del giorno a tutela della biodiversità ed i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari che alla Camera e al Senato hanno firmato un'apposita mozione, ma anche tutti i movimenti e le associazioni che insieme a noi nella task force “Liberi da Ogm” senza ambiguità hanno combattuto in questi anni per difendere l’agricoltura dalle contaminazioni. Gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura - conclude Marini - non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma soprattutto perseguono un

OGM

modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy. Il decreto consente, finalmente, l’adozione - spiega la Coldiretti - di misure provvisorie di emergenza che si sostanziano nel divieto di coltivazione ai sensi dell’art. 34 del regolamento 1829/2003 e dell’art. 54 del regolamento 178/2002, in conformità con la procedura di cui all’art. 53 del regolamento 178/2002, in attesa che l’Unione europea intervenga con specifiche azioni entro 18 mesi dalla data di pubblicazione del provvedimento. L’Italia si allinea, pertanto, al quadro degli interventi assunti dal Ministro dell’agricoltura francese in data 16 marzo 2012 per impedire anche nel proprio territorio la messa a coltura del mais MON810. Sono recentissimi e allarmanti, infatti, i dati riportati dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA) nel dossier che individua gli impatti della coltivazione del mais MON810 sulle popolazioni di lepidotteri e sugli imenotteri parassitoidi, così come preoccupanti risultano i rischi legati alla diffusione di parassiti secondari potenzialmente dannosi per altri tipi di colture. Un ulteriore studio condotto di recente dall’Istituto federale di tecnologia di Zurigo conferma i danni della coltivazione di OGM sulle larve di coccinella, soggette ad un rischio maggiore di mortalità. Vale la pena ricordare che – sottolinea della Coldiretti - sono già 8 i Paesi europei (Francia, Germania, Lussemburgo, Ungheria, Grecia, Bulgaria, Polonia, Austria) che hanno adottato la clausola di salvaguardia per impedire la contaminazione dei propri terreni. In Europa - continua la Coldiretti - sono rimasti solo cinque paesi (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania) a coltivare Ogm, con 129mila ettari di mais transgenico piantati nel 2012, una percentuale irrisoria della superficie agricola comunitaria pari a molto meno dello 0,001 per cento della superficie totale di 160 milioni di ettari coltivati in Europa, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati ISAAA.


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l'Adunata Nazionale degli Alpini quest'anno ha messo radici a Piacenza Campagna Amica ha presentato le eccellenze enogastronomiche del territorio

Coldiretti Piacenza, in occasione dell’arrivo delle penne nere ha dipinto il Palazzo dell’Agricoltura di giallo, facendo assaporare al corpo speciale riunito in occasione dell’adunata le eccellenze eno gastronomiche della nostra provincia. Nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 maggio si è infatti svolto il mercato di Campagna Amica nel quale le aziende associate ad Agrimercato e la Bottega di Campagna Amica hanno proposto il meglio delle eccellenze enogastronomiche piacentine. Decisamente in tema e apprezzata è stata poi l’animazione musicale effettuata dall’Appennino Folk Festival che ha allietato alpini e imprenditori agricoli con le musiche tradizionali dell’Appennino piacentino. In prima linea, al fine di una buona riuscita di questa manifestazione che difficilmente i piacentini scorderanno, anche il Consorzio Agrario di Piacenza che ha messo a disposizione i suoi spazi per ospitare alpini provenienti dalle città di Cuneo, Mantova e Verona. La due giorni è stata un evento unico nel suo genere, un’ oc-

casione imperdibile per alpini e non, per celebrare le eccellenze enogastronomiche della nostra provincia tra cui i salumi piacentini Dop, la coppa, la pancetta e il salame ma anche i magnifici vini gutturnio, barbera, bonarda, trebbiano, malvasia, ortrugo, novello e i formaggi sia vaccini che di capra. Piacenza dunque, anche grazie allo spirito d’iniziativa di Coldiretti, è riuscita ad attivare un vero e proprio “scambio interculturale”; la città ha potuto conoscere da vicino lo spirito di sacrificio e la responsabilità del corpo degli alpini ma la comunità delle penne nere ha potuto assaporare tutta la trasparenza e la genuinità della nostra economia fortemente agricola e radicata nelle tradizioni. È proprio questo il significato che ha fatto dell’adunata un’opportunità di crescita: lo scambio, l’interazione e l’apertura verso l’altro, la voglia di confrontarsi e di assaporare quelle piccole grandi cose che fanno della nostra nazione così multisfaccettata un luogo unico, dove nascere crescere e rimanere resistendo alle intemperie che la contemporaneità ci pone di fronte.


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luglio-agosto 2013

sindacale

MUTUI E PRESTITI alle aziende agricole, moratoria prorogata di un anno

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Recentemente è stata sottoscritta fra A.B.I. e le associazioni imprenditoriali (fra cui anche Coldiretti) la proroga al 30 Giugno 2014 della moratoria sui prestiti destinati alle piccole e medie imprese. Per un altro anno quindi, le aziende che devono saldare un prestito tradizionale agli istituti di credito possono tirare un sospiro di sollievo. La misura è infatti costituita da tre diversi tipi di interventi di sostegno alle imprese. La moratoria prevede inoltre la possibilità di allungare i finanziamenti in corso. Le scadenze a breve termine potranno essere posticipate fino a un massimo di 9 mesi per esigenze di cassa riguardanti l’anticipazione di crediti esigibili ( conferimento pomodoro, latte, uve). È stata inoltre allungata ulteriormente rispetto alla moratoria di febbraio 2012 la possibilità di dilatare la durata dei mutui, che per esempio per quelli ipotecari si può arrivare fino a 4 anni. Le imprese che possono beneficiare delle suddette operazioni al momento della presentazione della richiesta non devono avere posizioni debitorie classificate dalla banca come “sofferenze”, “partite incagliate”, ”esposizioni ristrutturate” o “esposizioni scadute/sconfinanti da oltre 90 giorni, né procedure esecutive in corso. Le imprese beneficiarie saranno quelle con una temporanea tensione finanziaria dimostrabile da una riduzione del fatturato, riduzione del margine operativo, aumento ed incidenza degli oneri finanziari sul fatturato e riduzione della capacità di autofinanziamento aziendale.

♦♦ Operazioni di allungamento per massimo 120 giorni delle scadenze del credito agrario di conduzione ex art. 43 del TUB, perfezionato con o senza cambiali.

Operazioni di sospensione e allungamento finanziamenti:

Istruttoria delle domande:

♦♦ Operazioni di sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate a medio e lungo termine anche agevolati o perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie ♦♦ Operazioni di allungamento massimo di 3 anni per mutui chirografari e a 4 anni per mutui ipotecari che non abbiano già beneficiato del presente aiuto fra l’anno 2011/2012 ♦♦ Operazioni di allungamento a 270 giorni delle scadenze a breve termine

Costi: Alle Imprese agricole che aderiranno alla moratoria, non saranno addebitate spese e altri oneri aggiuntivi rispetto a quelli sostenuti dalle banche nei confronti di terzi ai fini della realizzazione delle operazioni di sospensione o allungamento. Per quanto riguarda l’allungamento dei mutui la banca valuterà l’eventuale variazione del tasso di interesse il cui incremento non potrà superare di norma il livello di 200 punti base. Le stesse operazioni di allungamento possono essere realizzate allo stesso tasso di interesse previsto dal contratto originario, qualora l’impresa richiedente, entro 12 mesi dall’allungamento richiesto, avvii alternativamente processi di rafforzamento patrimoniale, processi di aggregazione, in mancanza di uno di questi processi anzidetti, la banca si riserverà di rivedere il tasso di interesse. Qualora i finanziamenti siano assistiti da garanzie, l’estensione delle stesse per il periodo di ammortamento aggiuntivo è una condizione necessaria per la realizzazione dell’operazione e nel caso di garanzie assistite da Confidi, verranno fatti gli adeguati aggiustamenti di costo della garanzia sul periodo maggiore di ammortamento.

Le banche che aderiscono al presente accordo, inoltreranno le richieste di moratoria per conto dei clienti entro e non oltre il 30 Giugno 2014 utilizzando la modulistica predisposta dalle singole banche Lo sportello CreditAgri Italia di Piacenza è a disposizione di tutte le imprese per dare assistenza e consulenza a coloro che intendessero usufruire di questa opportunità, valutando anche nello specifico i requisiti per poter accedere alla sospensione o allungamento temporaneo dei finanziamenti in essere.


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TURISMO 1 accordo Fise-Terranostra o

per battere la crisi

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Si potrebbero percorrere i 263 chilometri della via Emilia, da Piacenza a Rimini, in 9 giorni. Senza consumare una goccia di benzina, ma solo fieno e un po’ di biada. Il turismo equestre,in continua crescita, si propone come opportunità di una vacanza slow che consente di scoprire le bellezze naturali e architettoniche dell’Emilia Romagna e di degustare le eccellenze enogastronomiche regionali. È questo l’oggetto di un accordo firmato tra Fise (Federazione italiana sport equestri), e Terranostra dell’Emilia Romagna, associazione agrituristica di Coldiretti che raggruppa gli Agriturismi di Campagna Amica. L’obiettivo è creare una rete di percorsi e di punti di appoggio che consenta di visitare il territorio regionale, dalle zone montane e collinari a quelle di pianura, in sella a un cavallo, mezzo di trasporto ideale per chi vuole gustarsi il territorio con calma, andando a scoprire le eccellenze della nostra regione, in particolare quelle più nascoste, senza farsi coinvolgere nel traffico caotico e inquinante delle automobili. L’accordo prevede che la Fise metta a disposizione la sua grande esperienza e il suo patrimonio di conoscenze nell’equiturismo, che si concretizzano in oltre 3.500 chilometri di ippovie rilevati in Emilia Romagna su Gps e su cartografia, mentre Terranostra metterà a disposizione le sue 450 aziende agrituristiche, di cui oltre il 10 per cento (47 aziende) già attrezzate per fornire assistenza e ospitare cavalli. Destinatari dell’intesa sono gli oltre 20mila iscritti al Comitato regionale della Fise e le migliaia di appassionati del turismo a cavallo, italiani e stranieri. Le aziende agrituristiche forniranno un servizio per la sosta del pranzo, con ristoro per cavalli e cavalieri, e per la tappa notturna, con ricovero per gli animali e ospitalità per le persone. Per i primi saranno disponibili fieno, biada, paddock e tettoie; per le seconde, oltre al letto, ci saranno anche i prodotti di eccellenza dell’Emilia Romagna, a scelta tra i 36 prodotti Dop e Igp e i 285 prodotti iscritti all’albo regionale dei prodotti tipici. Delle 450 aziende di Terranostra, il 60 per cento sono all’interno o nelle vicinanze di parchi e riserve naturali, il 48 per cento vicine a rocche e castelli di cui l’Emilia Romagna è ricca; il 26 per cento in prossimità di centri termali, il 18 per cento nei pressi di città d’arte.

Emilia Romagna a cavallo per un turismo ecologico low cost “L’accordo con la Fise – ha detto il presidente di Terranostra Emilia Romagna, Carlo Pontini –costituisce un importante esempio di come si possa far crescere un turismo di eccellenza, rispettoso dell’ambiente, ma al tempo stesso far conoscere realtà locali altrimenti un po’ ai margini dei grandi flussi turistici. Il cavallo costituisce un mezzo importante per scoprire le bellezze naturali, artistiche e storiche di cui è ricco il nostro territorio e in cui sono immerse proprio le aziende agricole e gli agriturismi”. “La volontà della Fise è di lavorare in stretta connessione con il territorio – ha dichiarato il presidente Fise Pamela Meier - e quindi Coldiretti è un partner naturale e importante, con il quale cominciamo un percorso che dovrà anche passare attraverso le istituzioni regionali per richiamare maggior attenzione possibile sul comparto che rappresentiamo e sull'indotto che siamo in grado di muovere. Il mondo equestre infatti può offrire grandi e nuove opportunità al mondo agricolo e in generale all'economia del nostro territorio. Opportunità che passano anche attraverso una formazione interna di grande qualità, in grado di offrire qualifiche professionali riconosciute dalla Regione, come ad esempio accade con la qualifica professionale addestratore giovani cavalli”.

Curiosità e caratteristiche del turismo equestre in Emilia Romagna Percorrenza media giornaliera a cavallo: 30-40 Km Ippovie su Gps e cartografia: 3.500 Km Iscritti alla Fise Emilia Romagna: 20.000 Aziende agrituristiche Terranostra E-R: 450 Prodotti a denominazione d’origine (Dop/Igp) E-R: 36 Prodotti iscritti all’albo dei prodotti tipici regionali: 285 Strade dei vini e dei sapori: 11 Parchi nazionali: 2 Parchi regionali: 14 Oasi, riserve naturali e aree protette 51


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luglio-agosto 2013

sindacale

Giovani: Emilia-Romagna, una donna alla guida delle imprese Coldiretti under 30. Scelta all'unanimità la nuova delegata Coldiretti Giovani Impresa

Valentina

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BOSCO

Valentina Bosco, classe 1983, di Gattatico (Reggio Emilia) è la nuova delegata regionale di Coldiretti Giovani Impresa, l’associazione dei giovani imprenditori di Coldiretti Emilia Romagna. La Bosco è stata eletta all’unanimità dai delegati provinciali intervenuti all’assemblea in rappresentanza delle 2.500 imprese giovani aderenti all’associazione. Laureata in scienze e tecniche equine alla facoltà di Veterinaria di Parma, Valentina Bosco lavora da sempre nell’azienda di famiglia e dal 2008 è socia con la madre e il padre, collaborando alla gestione di oltre 100 ettari di terreno coltivato con orticole e cereali. La nuova delegata, che sarà in carica per i prossimi quattro anni, ha indicato tra gli obiettivi del suo mandato l’incremento della collaborazione e degli scambi di informazioni tra tutti i giovani imprenditori di Coldiretti Giovani Impresa. Confermando l’impegno dei giovani imprenditori al progetto di Coldiretti par costruire una filiera agricola tutta italiana, Valentina Bosco ha anche affermato di volersi impegnare nella ricerca di nuovi sbocchi di mercato, soprattutto all’estero, dei prodotti made in Italy. All’assemblea dei giovani Coldiretti è stato ricordato che Emilia Romagna i giovani occupati nelle 73 mila aziende agricole della regione, sono 17.901, il 31% dei quali sono titolari delle proprie aziende

OCCUPAZIONE premiate le aziende che creano lavoro e restano in Italia

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Il recupero di un territorio marginale per coltivare piante officinali e dare occupazione a 20 persone; funghi coltivati in atmosfera e acqua controllate con l’impiego di 90 lavoratori di età media under 30; birra ottenuta con soli prodotti agricoli italiani; vini delle sabbie ottenuti con vitigni autoctoni; contenitori della frutta completamente riciclabili; frutta e derivati rintracciabili dal campo alla tavola. Sono queste le idee vincenti dei 6 imprenditori agricoli che hanno vinto in Emilia Romagna la selezione regionale di Oscar Green, il premio per l’innovazione in Agricoltura promosso da Coldiretti Giovani Impresa, con l’alto Patronato del Presidente della Repubblica e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Le aziende Funghi Valentina di Minerbio (BO), Remedia di Sarsina (FC), Mariotti di San Giuseppe di Comacchio (FE), Coop Chiara di Ferrara, Frutta Più di Altedo (BO) e La Mata di Solarolo (RA), sono stati premiati a Bologna dalla delegata regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Valentina Bosco, dal presidente e dal direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello e Gianluca Lelli, in un incontro cui sono intervenuti i vignettisti Zap & Ida e il giornalista della Rai, Luca Ponzi, autore insieme a Mara Monti del libro-inchiesta Cibo criminale, in cui vengono passati in rassegna le truffe e le sofisticazioni sul cibo messe in atto in Italia dalla criminalità organizzata. Insieme con le sei aziende vincitrici, che accedono alla fase finale nazionale che si svolgerà dopo l’estate, è stato premiato il Comune di Voghiera (Ferrara) per la sua attività a difesa dell’agricoltura italiana dagli Ogm e dalle truffe e per

Consegnati i premi Oscar Green regionali di Coldiretti Giovani Impresa

l’impegno nella promozione del consorzio dell’aglio di Voghiera, che ha ottenuto il riconoscimento di indicazione geografica protetta (Igp) dall’Unione europea. Secondo Coldiretti, l’alta specializzazione dell’agricoltura in Emilia Romagna ha consentito una maggiore permanenza di giovani, che garantisce imprese più vitali. Le aziende con maggiore presenza giovanile, infatti, possiedono una superficie superiore del 70% rispetto alla media regionale rilevata dal censimento agricolo 2010 (23,44 ettari per le aziende con giovani, contro il 14,63 della media nazionale) e un fatturato più elevato del 79% della media e il 55% di occupati in più.

AZIENDE VINCITRICI SELEZIONE EMILIA ROMAGNA DI OSCAR GREEN Sezione Stile e cultura d’impresa Funghi Valentina – Minerbio (Bologna) Sezione Non Solo Agricoltura Remedia – Sarsina (Forlì-Cesena) Sezione Esportare il territorio Azienda Mariotti – San Giuseppe di Comacchio (Ferrara). Sezione Oltre la filiera Raffaele Chiossi, coop. Chiara – Ferrara Sezione Campagna Amica Gianluca Mantovani, Frutta Più – Altedo (Bologna) Sezione Ideando Marco Tamba, birrificio La Mata – Solarolo (Ravenna) Sezione Paese Amico Comune di Voghiera (Ferrara)


Alimentazione

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le qualità nutrizionali dei prodotti del territorio a cura della Dott.ssa Monica Maj

il

MELONE

Il melone è una Cucurbitacea annuale originaria dell’Asia che arrivò nel nostro Paese a partire dal V secolo. In base alle caratteristiche del frutto sono presenti in natura 3 gruppi varietali di melone: cantalupi, retati e da inverno. I meloni cantalupi hanno i frutti globosi, sono a buccia liscia o leggermente verrucosa, di colore verde-grigio, con solchi marcati; la polpa ha color arancio o salmone ed è molto profumato. Sono invece ovali o tondeggianti, con buccia fittamente reticolata, i meloni retati; la loro polpa è di colore verde-giallo o arancione, molto profumata. Si tratta di una varietà originaria degli USA. I meloni da inverno hanno frutti di medie e grandi dimensioni e possono essere conservati per molti mesi (fino all’inverno, da qui il loro nome). I loro frutti sono lisci e senza costole, di colore giallo o verde scuro, con polpa bianca, verde chiaro o gialla, dolce ma poco profumata. Da un punto di vista nutrizionale il melone ha poche calorie (solo 33 ogni 100 grammi) e contiene una buona dose di sali minerali, il suo alto contenuto in acqua lo rende indicato nella stagione estiva come aiuto nel ripristinare le scorte idriche perse con la sudorazione. Tra le vitamine in esso contenute troviamo la vitamina A e la vitamina C, utile nel proteggere l’epidermide dall’aggressione dei

raggi solari e dagli stress termici tipici di questa stagione. È anche un’ottima fonte di antiossidanti, i carotenoidi, che prevengono alcuni tipi di tumore. Il loro consumo è adatto a bambini ed adulti.

Valori nutrizionali: Calorie

33 kcal  

Acqua

90 gr.  

Zuccheri

7.4 gr.  

Fibra

0.7 gr.  

potassio

333 mg.  

Vitamina C  

32 mg  

Vitamina A  (retinolo  equivalenti)  

189 µg  

la ricetta

Insalata di Melone Preparazione: Lavare e pulire le zucchine, la carota e i peperoni. Tagliarli a tocchetti; aggiungere le noci, le foglie di basilico spezzettate, condire con sale, aceto di mele e olio d'oliva. Tagliare il melone in senso orizzontale, svuotare ogni metà dalla polpa e tagliarla a tocchetti. Unire la polpa alle altre verdure e la marinata in una zuppiera, servire fresco.

Ingredienti per 4 persone: • un melone • 1 peperone giallo • 1 peperone rosso • 1 carota • 1 zucchina • 2 foglie di basilico • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva • aceto di mele q.b. • 8-10 noci • sale q.b.


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una favola per imparare l'alimentazione Educazione alla Campagna Amica al Grest di San Giuseppe Operaio Visto che i bambini sono in vacanza Coldiretti si è infatti spostata nei Grest e per il secondo anno consecutivo ha dedicato l’intera mattinata dei ragazzi della parrocchia di San Giuseppe Operaio ai temi di stagionalità e genuinità. Forte del successo dello scorso anno, quest’anno la lezione ha fatto perno sull’intervento della nutrizionista Monica Maj che, con un linguaggio vicino a quello dei più piccoli, ha coinvolto i bambini del grest trasmettendo loro messaggi per una corretta alimentazione. I bambini dopo il racconto e la favola si sono cimentati in un vero e proprio gioco a squadre, fatto di quiz e labirinti enigmistici. “Sono bambini estremamente preparati su questo argomento, ha detto la nutrizionista Monica Maj al termine della lezione, merito sicuramente della campagna che la Coldiretti sta portando avanti da anni nelle scuole”. “Ai bambini del Grest, insegniamo valori fondamentali come quello che il nostro corpo è un dono del signore, ha aggiunto Don Stefano Segalini consigliere ecclesiastico di Coldiretti, e quindi va mantenuto come si deve. Per farlo occorre conoscere i segreti della corretta alimentazione e la genuinità dei prodotti del nostro territorio a chilometri zero, buoni e che non inquinano”. “Vedere i bambini anche fuori dall’anno scolastico, ha sottolineato il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano, ci dà l’opportunità unica di condividere con loro momenti di gioco e divertimento trasmettendo i nostri messaggi con un linguaggio a loro molto affine e in un’atmosfera rilassata in cui il bambino è ricettivo più che mai”. “Quest’anno, ha concluso Albano, abbiamo deciso di partire da una favola, massima espressione del linguaggio infantile, in questo modo il bambino fa suoi i concetti appresi. Questo è proprio l’obiettivo di Coldiretti, creare una consapevolezza che parta da dentro e che non sia imposta dall’alto, una consapevolezza che faccia crescere i nostri ragazzi con la voglia di lavorare per il futuro, come noi stiamo facendo oggi, anche per loro”.

Da dove viene il latte e come si produce la pasta? Queste sono solo alcune semplici domande, per spiegare ai bambini del Trieste 34 come arriva il cibo nei loro piatti. Educazione alla Campagna Amica ha accompagnanto i bambini per un totale di 8 incontri, ripartiti durante tutta l’estate, per far loro assaporare il mondo dell’alimentazione e dell’agricoltura. Un ruolo fondamentale che Coldiretti e Campagna Amica svolgono da anni per proseguire quell’educazione/ prevenzione che fa la differenza nello stile di vita delle persone a cominciare da quando sono più giovani. “Alcuni bambini pensano che la carne di bastoncini di pesce venga da pollo e che la pasta sia di provenienza animale”, a dirlo è uno studio recentemente pubblicato condotto dal British Nutrition Foundation (Bnf) su un campione di 27.500 bambini inglesi della scuola primaria e secondaria. Sono sconcertanti i risultati e le conclusioni che si possono trarre da questi dati: il 18% dei bambini della scuola primaria pensa che i bastoncini di pesce siano fatti di carne di pollo, il 29% dei bambini, invece, pensa che il formaggio provenga dalle piante e il 10% di bambini delle scuole medie pensa che i pomodori crescano sotto terra. Lo studio ha inoltre evidenziato che il 21% dei bambini delle scuole primarie e il 18% dei bambini delle scuole secondarie non hanno mai visitato una fattoria. “La riflessione a proposito è spontanea, afferma il presidente Coldiretti Luigi Bisi, a che punto della storia, la nostra civiltà ha dimenticato il valore del cibo e delle tradizioni ad esso legato? Quando è avvenuto il passaggio dalla narrazione del pasto, quella della nonna, che ti spiega come e quando ha colto la pesca che mangia il bambino a merenda, al completo disinteresse nel fornire una spiegazione ai nostri figli circa la provenienza del cibo?” “Nella civiltà moderna, conclude Bisi, non si ha più il tempo di spiegare ai propri figli la semplicità della natura e la sua generosità. Come possiamo aspettarci che le generazioni future si prendano cura della nostra terra, se non la conoscono e non ne vedono le potenzialità? Bisogna fermarsi e dare valore al nostro patrimonio raccontandolo ai nostri figli. Questo è quello che cerchiamo di fare in Coldiretti, con l’educazione a Campagna Amica: ritornare alla narrazione del cibo, alla conoscenza della natura e quindi al suo rispetto”. Tutti insieme a teatro dunque, per imparare divertendosi!

5o trofeo di Golf Terranostra Piacenza L’anno 2013 ha segnato il 5° anno consecutivo del Trofeo di Golf Terranostra-Campagna Amica Piacenza e gli Agriturismi di Campagna Amica si sono attivati per promuovere al meglio i prodotti autoctoni. La gara, svolta domenica 9 giugno presso il Golf Club di Castell’Arquato, su un percorso da 18 buche disegnato da Cotton&Pennik, è stata impegnativa ma allo stesso tempo divertente per i meno esperti. “Attraverso questa iniziativa, ha sottolineato Carlo Pontini Presidente dell’associazione agrituristica di Coldiretti, a cui aderiscono il 70% degli agriturismi piacentini, vogliamo promuovere il territorio e le produzioni tipiche locali, abbinando al piacere

dello sport un turismo eco-sostenibile”. “Il mercato legato a questa disciplina a livello mondiale, ha affermato Pontini, è in continua crescita e si attesta ad un trend invidiabile dell’8% all’anno. Recentemente paesi come la Cina e Cuba stanno investendo in questo settore, basti dire che il Ministro del Turismo cubano Josè Marrero ha recentemente dichiarato il golf “asset strategico del governo”. Anche in Italia in questi ultimi anni sono stati fatti investimenti per andare incontro alla clientela del settore golfistico, anche perché da una recente indagine risulta che il golfista, ha una presenza media in strutture ricettive di sette giorni contro i tre/quattro degli altri turisti e che promette una spesa pro/capite tre volte superiore rispetto ad altri; proprio per tale motivo, recentemente il fenomeno dei viaggi golfistici sta interessando anche paesi che storicamente non hanno mai avuto particolare affinità con il green. “Per conquistarsi dunque ulteriori fette di quel mercato turistico/golfistico, a cui da qualche tempo finalmente si sta puntando, ha ribadito Pontini, ci si dovrà con ogni probabilità specializzare nella creazione di un prodotto “tailor made”, in cui le eccellenze enogastronomiche proposte dalla Rete di Campagna Amica rappresenteranno il fulcro principale del percorso per “andare direttamente in buca”. La premiazione del quinto trofeo di golf Terranostra si è conclusa con un aperitivo a km zero con i prodotti di Campagna Amica.


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luglio-agosto 2013

iniziative Coldiretti

Sport e buona alimentazione alla 2afesta dello sport Dopo la conclusione del percorso di Educazione alla Campagna Amica, l’8 giugno al campo sportivo di Lugagnano, Coldiretti è tornata a trasmettere valori di buona alimentazione tra i giovanissimi festeggiando con loro la fine dell’anno scolastico alla Festa dello Sport. Questo evento, unico nel suo genere, permette ogni anno a bambini di diverse età di comprendere il valore dello sport come strumento di crescita personale e come strumento di buona salute. L’evento ha visto protagonisti oltre 200 alunni delle scuole elementari, accompagnati da insegnanti e genitori, i quali si sono messi alla prova in quelle attività sportive che, durante tutto l’anno, in orario scolastico, avevano già sperimentato con l’aiuto dei volontari delle numerose associazioni sportive. La più grande novità di questa seconda edizione è stata la presenza del Cip (Comitato Italiano Paraolimpico) della sezione di Piacenza, una presenza fondamentale per spiegare ai ragazzi il diritto di partecipazione all’attività sportiva in condizioni di uguaglianza e pari opportunità per le persone disabili. Le classi partecipanti, una volta portato a termine il modulo sportivo, hanno potuto assaporare una merenda sana ed equilibrata messa a disposizione da Coldi-

retti negli stand gialli che la identificano. “Queste manifestazioni, ha dichiarato Adriano Fortinelli di Coldiretti, sono fondamentali per l’educazione dei ragazzi, per trasmettere loro messaggi che troppo spesso nella frenesia di tutti i giorni si danno per scontati, valorizzando quindi il ruolo di sport e corretta alimentazione come strumenti di prevenzione. Coldiretti si fa portatore di questo ruolo di prevenzione ogni anno durante gli incontri di Educazione alla Campagna Amica, una prevenzione di salute ma anche sociale. Per crescere ragazzi forti e radicati nel territorio occorre dar loro il buon esempio e insegnare le molteplici opportunità che le nostre terre possono offrire”. “Coldiretti, con una merenda riesce a far capire che mangiare bene e con gusto si può e lo si può fare rispettando concetti di stagionalità e territorialità dei prodotti”, ha concluso Fortinelli. Il ruolo di Coldiretti è stato apprezzato oltre che dai partecipanti, dalle autorità locali, l'Assessore Valeria Tedaldi e il Sindaco di Lugagnano infatti, alla conclusione della manifestazione hanno pubblicamente ringraziato Coldiretti per la partecipazione all’evento e per il ruolo sociale che svolge sul territorio.

Aziende di Campagna Amica e centri estivi la multifunzionalità si estende all’educazione

Sono sempre più numerosi gli esempi di aziende agricole Campagna Amica che decidono di ospitare i ragazzi nei loro locali per far loro trascorrere momenti di apprendimento e divertimento. Che si tratti di singole giornate o di settimane intere, quando il centro estivo ha come location una vera azienda agricola il messaggio educativo diventa centrale: la conoscenza della natura e il rispetto della stessa. Grazie alla multifunzionalità di molte aziende agricole infatti, i ragazzi dei centri estivi riescono a toccare con mano un mondo distante dalle loro abitudini la cui conoscenza è tuttavia di fondamentale importanza per diventare adulti consapevoli di ciò che li circonda e di tematiche indispensabili come la stagionalità e la biodiversità. In questo modo Educazione a Campagna Amica riesce a seguire i bambini anche durante l’estate e gli stessi possono mettere in pratica e toccare con mano gli insegnamenti ricevuti durante l’anno scolastico dallo staff Coldiretti. Sono esempi di questa multifunzionalità l’Azienda Agricola Zoni Filippo di Mucinasso e l’ Agriturismo Le Rondini di Gazzola, entrambe aziende accreditate alla rete di Campagna Amica. In particolare la prima ha ospitato i bimbi del centro estivo per una giornata,

facendo loro visitare il punto di vendita diretta ma anche la serra mostrando loro le diverse tecniche di coltivazione mentre la seconda ha accolto i bambini per una settimana durante la quale gli stessi hanno potuto visitare e coltivare i campi, ma anche cucinare una buona pizza con ingredienti genuini.

Un momento del centro estivo presso l'Azienda Agricola Zoni Filippo

Un momento del centro estivo presso l’Agriturismo Le Rondini


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etichettopoli.com

a cura di Attilio Barbieri

Prosecco italiano vs Prosek croato e dazi cinesi sul vino

l'Italia rischia grosso Ora è sicuro: per l'Europa ci sono figli e figliastri. Nemmeno a dirlo, questi ultimi saremmo noi italiani. L'ultimo caso che dimostra la sufficienza con cui Bruxelles guarda alle vicende che ci riguardano è quello del Prosek, un vino prodotto in Croazia, la cui denominazione però fa a pugni con il nostro Prosecco e con le sue Dop che fra l'altro sono più d'una. Ad abundantiam. Ebbene, i viticoltori veneti avevano chiesto alla Ue di intervenire, memori del caso Tocai, quando gli ungheresi (che producono il Tokay) ci obbligarono a ribattezzare il nostro in Friulano. E Bruxelles cos'ha fatto? Se n'è lavata le mani. La difesa del Prosecco italiano - a cui l'Europa ha riconosciuto la denominazione d'origine protetta «spetta alle autorità competenti degli Stati membri». Di più: «Qualora la Croazia dovesse presentare domanda di protezione per il Prosek, la Commissione sarebbe tenuta a prenderla in considerazione». In parole povere: arrangiatevi e non pensiate che qui da noi si faccia il tifo per i vostri prodotti. Se i nuovi partner di Zagabria ci chiedono di proteggere i loro vini con nuove Doc, noi noi chiuderemo certo loro la porta in faccia. D'altra parte dall'Europa a trazione tedesca c'è poco da attendersi in termini di difesa dei nostri diritti. Berlino non perde l'occasione per mettere in difficoltà gli odiati italiani. I consorzi di tutela del Prosecco Doc e alcuni europarlamentari italiani (in testa Lorenzo Fontana e Giancarlo Scottà della Lega Nord) hanno chiesto l'intervento del governo italiano. Chissà se Letta & C. troveranno il tempo di occuparsene fra la cancellazione dell'Imu e il congelamento dell'Iva. Che fra l'altro non arrivano. Vedremo. Croazia a parte, sul vino made in Italy pende una minaccia ben più preoccupante: la Cina, per ritorsione ai dazi imposti sull'Europa all'importazione di pannelli solari prodotti nell'ex Celeste Impero, ha aperto un'indagine antidumping sul nettare di Bacco che noi esporteremmo nel Paese comunista a un prezzo inferiore ai costi di produzione! Una bufala gigantesca... Ve li vedete i nostri viticoltori che esportano in Cina

perdendoci? Impossibile, poi, che i nostri prodotti vengano venduti nel Gigante Rosso in regime di dumping: il costo del lavoro, nelle campagne cinesi, è fra i più bassi al mondo, quindi è praticamente impossibile che i nostri vini vengano venduti colà a prezzi inferiori ai loro. Dunque è la classica ritorsione: Pechino colpisce dove sa di poter fare molto male. Quale sia la posta in gioco è presto detto: «Nel colosso asiatico», spiega il presidente della Coldiretti Sergio Marini, «si è registrato il più elevato tasso di aumento al mondo nei consumi di vino, che hanno raggiunto i 18 milioni di ettolitri, tanto da aver raggiunto il quinto posto tra i maggiori paesi bevitori. Il nostro vino», aggiunge Marini, «simbolo di eccellenza del made in Italy nel mondo, ha una portata rilevante per il Paese, sia in termini puramente economici con 4,7 miliardi di esportazioni che rappresentano il 20 per cento dell’intero export agroalimentare, sia in termini sociali, con 650.000 imprese e 1.200.000 occupati nel comparto». Fra l'altro, a premere per l'introduzione dei dazi europei sui pannelli solari cinesi sono i tedeschi, la cui industria ha risentito della concorrenza dell'Estremo Oriente, mentre da noi praticamente la produzione è trascurabile. Secondo Marini la soluzione è una sola: sedersi al tavolo e trattare, «condizionando la risoluzione dell'indagine antidumping aperta dalla Ue nei confronti della Cina sull'importazione di pannelli solari a una analoga risoluzione del dossier vinicolo da parte delle autorità cinesi». Ma temo che Berlino non veda l'ora di metterci in difficoltà anche su una delle eccellenze mondiali del made in Italy. Per di più con un export in forte crescita.


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Le nuove tecnologie al servizio della produzione: la condotta Agazzano-Battibò Piacenza, territorio d’acque e di eccellenze agroalimentari, la cui produzione è possibile grazie a una efficacie sinergia fra tre settori: gli investimenti infrastrutturali, l’innovazione del prodotto, le nuove tecnologie delle imprese. Le nuove infrastrutture sono progettate e realizzate a supporto dell’impiego intelligente dell’acqua, bene primario, dell’efficienza e del risparmio. La condotta in pressione Agazzano-Battibò da poco inaugurata è un modello che Piacenza può esportare. A Piacenza si sta programmando il futuro.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE DI SVILUPPO ECONOMICO E RURALE DIREZIONE GENERALE DELLO SVILUPPO RURALE, DELLE INFRASTRUTTURE E DEI SERVIZI DATI TECNICI DELL’OPERA Lunghezza complessiva: m 20.722,69 Lunghezza tratto Pianello-Agazzano: m 13.194,40 di cui: m 6.254,40 DN 1000 in acciaio e m 6.940,00 DN 800 in acciaio Lunghezza tratto Battibò Borgonovo: m 7.528,29 di cui: m 554,70 DN 500 in acciaio (tratto attraversamento del T. Tidone) m 6.973,59 DN 500 in ghisa sferoidale.

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O

Caldo in stalla? RINFRESCHIAMO LE VACCHE

ltre ai 25 gradi le bovine da latte diventano meno produttive perchè spendono più energia per rilasciare calore. Le bovine da latte sono infatti estremamente sensibili alle temperature ambientali, tanto che la loro produttività cala notevolmente con l' aumentare del caldo. Considerando che in questi giorni di caldo ne sta facendo parecchio, vediamo quali sono le strategie migliori per proteggere le bovine dalle alte temperature estive e aumentare cosi le loro performance. È importante fornire per prima cosa una spiegazione scientifica. I bovini, cosi come gli equini, disperdono il calore in eccesso tramite evaporazione, al fine di mantenere una zona termo-neutrale (cioè l' intervallo di temperatura in cui l' animale si trova bene e produce al massimo). Ma quando la temperatura ambientale supera le soglie dell' intervallo prodotto dall' animale, quest' ultimo si carica di enormi rischi di salute. A questo punto infatti le bovine come gli esseri umani abbassano la temperatura corporea tramite la sudorazione, eliminando in questo modo acqua, sali minerali, e sostanze organiche. Inoltre, le bovine inconsciamente producono in questa fase dei meccanismi atti a ridurre la produzione di calore con conseguenze molti significative sull' animale stesso, quali: • riduzione dell' ingestione degli alimenti. • diminuzione quali-quantitativa del latte • varie patologie

APLin primo piano

EFFETTI DELLA TEMPERATURA SUI FABBISOGNI DI MANTENIMENTO E SULL' INGESTIONE DI SOSTANZA SECCA IN VACCHE DI 650 KG DI PESO CON PRODUZIONE DI 30 LT DI LATTE: TEMP °   20  °  C   30   35   40  

FAB. MAN.   100,00%   111   120   132  

ING. RIC   20  KG   20,8   21,1   22,2  

ING. EFF.   20  KG   18,7   18,3   11,2  

PROD. EFF   30  LT   25,5   19,9   13  

Notizie tecniche Rilevazione prezzi del latte e prodotti caseari - fonte Camera di Commercio di Lodi - rilevazione dal 1-15 luglio 2013 LATTE SPOT Latte nazionale crudo

Euro/1000 Kg min

max

media

445,00

455,00

450,00

min

max

media

Grana padano (scelta 01) 7,30 stagionatura 15 mesi e oltre

7,90

7,60

Grana padano (scelta 01) stagionatura 9 mesi e oltre

6,90

6,80

Franco arrivo in latteria pagamento 60 giorni IVA esclusa PRODOTTI LATTIERO CASEARI

Al momento della stampa la trattativa sul prezzo del latte è in una fase di stallo in quanto come già dichiarato sugli organi di informazione, la parte industriale non si è presentata al tavolo. Il Ministro dell' agricoltura, preso atto della posizione ha deciso di convocare un tavolo di dialogo per cercare di trovare un accordo sul prezzo. Auspichiamo che questa iniziativa abbia gli effetti per cui è stata convocata nell' interesse di tutto il comparto allevatoriale.

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Per approfondimenti e ulteriori informazioni sul sistema lattiero–caseario l'ufficio Apl è a completa disposizione. ASSOCIAZIONE PIACENTINA LATTE Via Colombo 35 – 29122 Piacenza Tel. 0523/578489 - Fax. 0523/607375 e-mail: asspiacentinalatte@gmail.com Orari d’ufficio: lun. - ven. 9.00 - 13.00


Pomodoro da industria Parafrasando dallo sport “la corsa comincia in salita” e la “linea del traguardo si allontana”. Continua il calo delle superfici, in picchiata nel piacentino

è

una campagna strana e nettamente anomala questa del 2013 per tutte le colture ed in modo particolare per il pomodoro. Prima un inverno piovoso e poco “freddo”, che non ha permesso quelle trasformazioni chimico-fisiche di “ maturazione” dei terreni, e poi, una piovosità primaverile che, in certe zone, è stata addirittura di quattro volte superiore alla piovosità media del periodo, hanno determinato condizioni di substrato nettamente contrarie a quelle che, le buone pratiche agricole e soprattutto l’esperienza dei produttori, inseguono per iniziare, nei modi migliori, la campagna. Ne deriva che le operazioni di trapianto, oltre ad iniziare in netto ritardo in tutto l’areale del nord Italia, con le sole eccezioni dei terreni torbo-sabbiosi dell’area ferrarese e ravennate, sono state effettuate, in molti casi, su terreni asfittici e poco preparati. Conseguenza inevitabile: a fine aprile si stimava una superficie trapiantata solo del 15% contro un programmato del 40 %, con la rimanenza poi concentrata per circa il 60% in maggio e per il 25% nella prima quindicina di giugno. Si è andato quindi delineando un calendario di raccolta contrassegnato da una partenza ritardata, una più che probabile concentrazione di maturazione nel periodo 20 agosto - 20 settembre ed una chiusura ottobrina. È pertanto più che comprensibile l’apprensione aleggiante in tutti gli attori della filiera, vuoi per la mancanza di prodotto precoce, vuoi per l’incertezza, che di regola si associa alla meteorologia del mese di settembre, mese che, come abbiamo visto precedentemente, vedrà addensarsi almeno il 60% dei raccolti, vuoi per l’accavallarsi dei programmi ed il conseguente, probabile, intasamento degli stabilimenti. L’allungamento dei tempi di contrattazione, a cui si è andati incontro, è stato determinato dalle difficoltà di un settore che sconta, sul lato agricolo, una scarsa redditività della coltura nel 2012. a fronte di un aumento dei costi di produzione e, sul lato industriale, una fase recessiva del mercato, che perdura ormai da tre anni. Questo ha decretato, in aggiunta allo scoramento, provocato dal perdurare del maltempo, un’ulteriore importante riduzione delle superfici

dedicate in tutto il nord Italia. Infatti, dai dati comunicati dall’OI Distretto del Pomodoro, relativamente alle superfici contrattate nel nord Italia, si evince un calo delle superfici di circa l’8,4% sul 2012 (- 2.923 ha) e di ben il 15,5% sul 2011 (- 5.878 ha). È inoltre più che realistico prevedere che questa riduzione risulti ulteriormente accentuata dai dati finali delle superfici effettivamente trapiantate in quanto, proprio a causa delle difficoltà di trapianto, specie in alcune province, diverse superfici inizialmente dedicate alla coltura del pomodoro, sono state in seguito avviate ad altre coltivazioni. Piuttosto allarmante è la situazione che emerge dai dati che riguardano la nostra realtà piacentina, da sempre provincia leader per il pomodoro da industria, ma che con un calo prossimo al 20 %, sta riducendosi ad una superficie totale di soli 7.000 ha circa. Il dato, sicuramente molto influenzato da un 2012 che, pur a fronte di alte produzioni unitarie (78 t/ha di media), è stato particolarmente negativo sulla redditività, ci impone necessariamente di impegnarci tutti in una “sana” verifica dei problemi, affinché la nostra provincia non perda la sua posizione di “leadership”, posizione non di pura facciata, ma che ha rappresentato e può ancora rappresentare per tutto il territorio grandi opportunità di sviluppo. L’atteso calo della produzione mondiale, con un riequilibrio degli stocks sta, seppur ancora lentamente, riportando le quotazioni dei prodotti trasformati a livelli accettabili di redditività per cui anche con una punta di sano ottimismo, dobbiamo credere e contare su un ”arrivo” più facile della partenza.

Filippo Arata Presidente AINPO


Premio nazionale per la Sostenibilità d’Impresa European CSR (Corporate Social Responsibility)

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Award Scheme HORTA, spin off della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza, contribuisce al primo premio attribuito a Barilla Il progetto sulla coltivazione sostenibile del grano duro è emerso a livello nazionale tra 45 candidature sottoposte da grandi imprese italiane, e sarà celebrato anche il prossimo 25 giugno a Bruxelles durante la premiazione di tutti i vincitori europei Focus sulla sostenibilità per il primo premio European CSR Award Scheme promosso dalla Commissione Europea in 28 Paesi per promuovere e valorizzare la responsabilità sociale d’impresa. La ricerca che si è aggiudicata il primo posto tra le 45 candidature della categoria Grandi Imprese, è stata condotta in tutta Italia da Barilla tra il 2011 e il 2012 sui campi di 25 aziende agricole fornitrici di grano di Barilla. Il lavoro ha dimostrato l’importanza di un approccio integrato, che tenga in considerazione tre valori chiave: la salvaguardia del suolo e dell’ambiente, la qualità e la sicurezza alimentare e il valore economico per gli operatori della filiera. Ciò è stato possibile attraverso l’adozione delle Linee Guida riunite in un Decalogo di Coltivazione e del Sistema di Supporto alle Decisioni granoduro.net®, un sistema accessibile via web sviluppato da HORTA (Spin Off della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza presieduto dal prof. Vittorio Rossi). “Grazie all’adozione di corretti avvicendamenti e all’impiego dei modelli previsionali presenti in granoduro.net® si è arrivati ad ottenere una riduzione superiore al 30% delle emissioni di CO2, un aumento del 20% delle rese di produzione, con un riduzione dei costi per l’agricoltore fino al 30% - ha sottolineato Pierluigi Meriggi di HORTA - Ciò è avvenuto grazie ad un uso più mirato dei fertilizzanti e ad un’ottimizzazione dei tratta-

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menti fitosanitari, rispetto alle tecniche intensive tradizionali che prevedono un impiego di risorse definite a priori e non in funzione dell’andamento specifico della campagna.” Tutto è cominciato nel 2009 quando Barilla, in collaborazione con HORTA dell’Università Cattolica di Piacenza e con il contributo di Lyfe Cycle Engineering di Torino - ha avviato uno studio per verificare la possibilità di incrementare l’efficienza dei sistemi di coltivazione e la qualità del prodotto, per poi fornire al mondo operativo gli strumenti per migliorare la redditività globale delle aziende agricole e l’impatto ambientale della produzione di campo. “Valutata, attraverso lo studio condotto da HORTA, la possibilità di ridurre i costi ambientali ed economici della produzione di grano duro, migliorando la qualità del prodotto finale, siamo partiti con la parte operativa del progetto, creando il decalogo per un’agricoltura sostenibile da destinare ai coltivatori e fornendo agli agricoltori che producono grano duro per Barilla gli strumenti per produrre in modo sostenibile. Tra questi, in particolare, un sistema di web assistance sviluppato da HORTA - Università Cattolica, che consente di realizzare concimazioni e trattamenti mirati.” “In questo modo – conclude Meriggi - abbiamo favorito l’aumento della sostenibilità della produzione di grano duro e migliorato la consapevolezza e l’informazione dell’agricoltore facendo cultura e non solo agricoltura.” Grazie al successo sul campo del progetto, questi sarà applicato a breve anche in altri Paesi del bacino mediterraneo.


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luglio-agosto 2013

eventi dal mondo agricolo

Copertura caso morte:

scongiuri sì, ma tutelarsi è sempre meglio FATA ha cambiato il modo di affrontare un tema importante come quello della copertura caso morte Attraverso la stipula della polizza PROGETTI SERENI è possibile sottoscrivere un’assicurazione vita con FATA ASSICURAZIONI dove verrà inserita GRATUITAMENTE la copertura anche in caso di sinistro mortale alla GUIDA DI MACCHINE AGRICOLE Si tratta di un argomento per il quale nel nostro paese c'è ancora scarsa consapevolezza rispetto alle altre realtà agricole europee anche se le coperture assicurative possono essere attivate facilmente e con costi contenuti. Chi possiede un' azienda agricola è spesso esposto verso gli istituti di credito sia per finanziamenti per acquisto di beni strumentali, sia per mutui sia per prestiti che in caso di sinistro mortale vanno onorati per tutelare sia i famigliari che eventuali soci dell'attività. Lo strumento più semplice ed efficace per affrontare tutto ciò, è la stipula di una polizza sulla vita con un capitale da liquidare agli eredi in

caso di premorienza qualunque ne sia la causa (infortunio o malattia). Capitale assicurato, durata del contratto e beneficiari possono essere personalizzati a seconda delle esigenze del cliente che può beneficiare anche della detrazione di imposta pari al 19% del premio pagato. Altro aspetto fondamentale riguarda il capitale liquidato ai beneficiari designati in polizza che è esente da imposte di successione e da Irpef e non è pignorabile e sequestrabile

Per una copertura più personalizzata è possibile rivolgersi presso SUB AGENZIA COLDIRETTI FATA ASSICURAZIONI Referente: Laura Babini Telefono: 0523/596573 mail: laura.babini@coldiretti.it


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Documenti di Accompagnamento elettronici dei prodotti vitivinicoli Con il Reg. CE n.314 del 12/04/2012, la Comunità Europea ha apportato modifiche ai Regolamenti applicativi dell’OCM vino n°555/2008 e 436/2008, introducendo diverse novità tra le quali i documenti di accompagnamento elettronici. Innanzitutto è bene precisare che, fino all’emanazione delle nuove norme nazionali applicative e comunque fino al 1 agosto 2013, per la circolazione in ambito comunitario dei prodotti non soggetti ad accisa e dei prodotti soggetti ad accise spediti dai piccoli produttori, nonché per la circolazione sul territorio nazionale dei prodotti vitivinicoli allo stato sfuso e confezionato, rimane consentito l’utilizzo degli attuali documenti di accompagnamento (ex DOCO – DDT – XAB ecc). Per quanto riguarda i prodotti vitivinicoli sfusi, il Regolamento stabilisce che la trasmissione all’ICQRF della copia del documento di trasporto debba avvenire, non più entro il giorno lavorativo successivo, bensì entro il momento della partenza del mezzo di trasporto. Come fortemente richiesto dalla Coldiretti, il Mipaaf ha confermato la volontà di avere un approccio graduale all’implementazione delle nuove disposizioni Ue, avvalendosi pertanto, delle possibilità di deroga previste dalla norma comunitaria. In tal senso l’ICQRF ha ribadito che, come chiaramente scritto nell’art. 17 comma 1, per la sola circolazione dei prodotti vitivinicoli sul territorio nazionale, si potranno continuare ad utilizzare i docu-

menti attuali (previsti dal dm 768/94 e dal dm 14 aprile 1999). Questa possibilità sarà in ogni caso garantita fino all’entrata in vigore del documento di accompagnamento in formato elettronico. Per quanto riguarda la telematizzazione dei documenti di accompagnamento vitivinicoli, la bozza di decreto rinvia a successivi provvedimenti dell’ICQRF. Quest’ultimo in merito non ha fornito tempi certi, ma ha lascito intendere che gli stessi non saranno sicuramente brevi. Sebbene attualmente nella bozza non sia specificato, è previsto che la predisposizione in formato elettronico con modalità telematiche sia per i produttori, almeno nella fase iniziale, solamente volontaria e non obbligatoria. Pertanto a partire dal 1° agosto la predisposizione del nuovo documento “MVV” con convalida secondo le nuove modalità previste di fatto è obbligatoria solo per gli scambi al di fuori dell’Italia, se non accompagnati da e-AD. Allo stesso tempo, ma solo per gli scambi nazionali, i produttori possono continuare ad utilizzare i DA vitivinicoli (mod. IT /ex-Doco), i DDT, le bolle XaB e i Doco non convalidati ovvero, se lo riterranno più semplice, il nuovo “MVV”.

Adempimenti di fine campagna vitivinicola DICHIARAZIONE DELLE GIACENZE

Al termine della campagna vinicola (inizia il 1 agosto e finisce al 31 luglio dell’anno dopo), gli operatori sono chiamati ad effettuare la chiusura dei conti sui registri ed a redigere il bilancio annuale dei prodotti per presentare la dichiarazione delle giacenze nonché, per chi è titolare di deposito fiscale, le specifiche denunce. Non ci sono novità di rilievo per le procedure di presentazione della dichiarazione delle giacenze, che devono essere presentate ad AGEA per via telematica attraverso il portale SIAN entro il 10 settembre 2013. La dichiarazione è un’utile occasione per "sistemare" dati sui volumi che non trovano la corrispondenza registri/cantina e che sono sovente oggetto di contestazioni e sanzioni. Invitiamo quindi a controllare bene e se del caso annotare cali, autoconsumi, ecc. Sono oggetto di denuncia i vini e gli altri prodotti detenuti alla mezzanotte del 31-07-2013, sia sfusi che confezionati. Sono esentati solamente i privati consumatori (produzione annua inferiore a 10 ettolitri) ed i rivenditori al minuto, purché non effettuino cessioni superiori a 60 litri e utilizzino cantine attrezzate per il magazzinaggio ed il condizionamento di quantitativi di vino non superiori a 10 ettolitri. I prodotti dichiarati si esprimono in ettolitri, arrotondando i litri. I quantitativi di vini e/o mosti viaggianti alla mezzanotte del 31 luglio sono dichiarati dal destinatario indicato sul documento di trasporto. Le domande possono essere presentate tramite il CAA Coldiretti, al quale il richiedente rilascia apposito mandato, che provvede ad inoltrare la dichiarazione ad AGEA per via telematica.

DEPOSITI FISCALI

Le imprese titolari di licenza di deposito fiscale (produzioni superiori a 1000 hl

o attività di commercio vinicolo) dovranno presentare all'Agenzia delle Dogane alcuni documenti entro il prossimo 15 agosto. La data non è uniformata a quella delle giacenze, forse anche causa l’esistenza di disposizioni di due diversi Ministeri. Coldiretti ha provveduto a segnalare la problematica da tempo ed a sollecitare anche quest’anno, richiedendo che il termine annuale per presentare il "resoconto" del deposito fiscale sia unico e coincida con la scadenza delle giacenze. Purtroppo la risposta voluta non è arrivata e pertanto i documenti che seguono vanno comunque inviati all’Agenzia delle Dogane entro il 15 agosto. a) Inventario fisico delle materie prime, dei prodotti semilavorati e dei prodotti finiti esistenti in deposito alla data del 31 luglio, previsto dalla normativa della tutela agricola. In breve trattasi di copia del bilancio redatto in occasione della dichiarazione delle giacenze; b) Prospetto riepilogativo della produzione e della movimentazione dei prodotti. È uno schema dove vengono annotati i quantitativi in carico ed in scarico, precisandone la provenienza (produzione propria, acquisti sul mercato nazionale, comunitario, extracomunitario, lavorazioni, cali ecc.) partendo dalla giacenza dell'anno precedente. c) Bilancio di materia, vale a dire la segnalazione dei quantitativi dei vari prodotti che entrano e che escono dal ciclo di lavorazione - con l'indicazione delle rese e dei parametri d'impiego. Esempio rese di lavorazione: ettolitri di vino ottenuti/100 Kg. di uva lavorata. d) Bilancio energetico con l'indicazione dei consumi di energia e dei combustibili distintamente per reparto di lavorazione e per prodotti ottenuti. Esempio: KWh di energia elettrica impiegato/ettolitri di vino prodotto.


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Certificazione funghi: stipulata la convenzione per Terranostra e Agrimercato Il fungo, prelibatezza del territorio e ingrediente fondamentale della cucina piacentina, non può essere utilizzato “a cuor leggero” ma deve essere oggetto, prima della sua vendita o somministrazione, di una certificazione che ne attesti la commestibilità e la salubrità. La certificazione non è necessaria per quei funghi comprati al supermercato e che, proprio per questo detengono già la certificazione. I funghi comprati dai fungaioli o colti personalmente dall’imprenditore agricolo, devono invece essere sottoposti a tale controllo da parte di un micologo anche non dipendente di ente pubblico. La legge Regionale n. 6 del 2 aprile 1996, infatti, prevede che la vendita e la somministrazione di funghi freschi spontanei avvenga previa visita e certificazione di avvenuto riconoscimento e accertata commestibilità da parte di un micologo in possesso dell’attestato ai sensi del Decreto del Ministero della salute n. 686 del 29.11.1996 modificato in data 11.11.2011 che estende ai micologi non dipendenti da un ente pubblico la possibilità di

certificare l’idoneità alla commestibilità dei funghi. La violazione delle norme in oggetto prevede la sanzione amministrativa del pagamento di una somma sino a 1.032,00 euro. Per semplificare l’iter, le associazioni Agrimercato di Piacenza e Terranostra hanno stipulato una convenzione con il medico veterinario dott. Luigi Cavanna iscritto all’Albo dei Micologi dell’Emilia Romagna al n. 245, abilitato dal 2005 ed in possesso di tutti i requisiti di legge per effettuare i suddetti servizi di consulenza micologica affinché gli associati possano ottemperare senza problemi alle disposizioni di legge in materia. I punti di forza di tale convenzione faranno perno sulla comodità della certificazione funghi direttamente in azienda e con orari da concordare secondo le richieste e sulla convenienza economica fornita dalla certificazione gratuita ogni 5 richieste. Per ulteriori informazioni contattare il referente provinciale Terranostra, Stefano Cavanna (0523 596513) o Cinzia Pastorelli, coordinatrice Agrimercato (0523/596527).


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tecnico

Corso di Formazione: Social Web Marketing Coldiretti in collaborazione con l’ente di formazione Dinamica, or- modo professionale le pagine aziendali sui social e la presenza in ganizzerà durante il mese di settembre un corso di 5 incontri per rispondere alle nuove esigenze delle aziende multifunzionali e non. Il mondo non è lo stesso di 10 anni fa, si è evoluto e vede un consumatore sempre più attento e attivo nella ricerca di informazioni prima di effettuare qualsivoglia acquisto. La scelta di un agriturismo piuttosto di un altro, di una marca di vino rispetto ad un’altra, passano attraverso il confronto e la ricerca di informazione sul web; va da sé dunque che la concorrenza si allarga e il successo ce lo si gioca anche sul grado di comunicazione con il cliente. Oggi dunque, le richieste del cliente sono le più varie e spesso gli imprenditori faticano a soddisfarle per la mancanza di poche e semplici nozioni fiscali e di marketing che, il corso di social web mira a fornire. L’avvento di nuovi metodi di comunicazione e la crescita del numero di clienti che arrivano in azienda grazie ad internet ed ai social network, obbligano voi imprenditori a conoscere e soprattutto utilizzare in maniera professionale strumenti come facebook, tripadvisor, forum ecc.. L’utilizzo di questi strumenti, già molto diffuso, spesso è sottovalutato o gestito in modo “casalingo”; il corso vi consegnerà invece le conoscenze per gestire in

rete delle vostre aziende ottimizzando quindi le opportunità che il web può offrire alla vostra attività commerciale. Si tratta di mezzi alla portata di tutti e nonostante i bassissimi costi di gestione hanno delle grandissime potenzialità, sia nell’intercettare nuovi clienti e mercati sia nella fidelizzazione della vostra clientela, aspetto sempre più rilevante in un contesto in cui il consumatore vuole sperimentare il nuovo. Durante il corso è prevista un’uscita didattica da definire insieme ai partecipanti, per poter vedere da vicino i frutti che un piccolo investimento, di tempo più che di denaro, nel social web può portare. Il corso avrà un costo assolutamente calmierato di 60€ a persona e prevede un numero limitato di partecipanti per poter affrontare gli argomenti con un metodo il più possibile frontale e partecipativo. Per ulteriori informazioni potete contattare il tutor del corso, Stefano Cavanna (0523/596513) mail: stefano.cavanna@coldiretti.it Le iscrizioni dovranno pervenire a Dinamica, tel.0523/523080 – mail: info@dinamica-fp.it entro e non oltre il 30 agosto 2013

Definiti gli importi dell’articolo 68 della Pac per il 2012

Tabacco

Ovicaprini

Bovini

Sono stati definiti gli importi unitari dei premi che gli agricoltori riceveranno per l’anno 2012 sullo strumento dell’articolo 68 della Pac, così come definito dal Decreto Ministeriale del 29 luglio 2009 e successive modifiche. Il sostegno riguarda: i bovini, gli ovicaprini, l’olio d’oliva, il latte, il tabacco, lo zucchero, la danae racemosa e le superfici del centro sud interessate dall’avvicendamento biennale. Vediamo gli importi. Vitelli nati  da  vacche  nutrici  primipare  

162,82 €/capo  

Vitelli nati  da  vacche  nutrici  pluripare  

122,11 €/capo  

385,88€/ettaro

Vitelli nati  da  vacche  nutrici  a  duplice  attitudine  

48,84 €/capo  

Danae racemosa:

Macellazione (etichettatura  facoltativa)  

40,46 €/capo  

7.016,55 importo unitario

Macellazione (reg.  510/06  e  certificazione  sistemi  di   qualità)  

72,83 €/capo  

Avvicendamento:

Acquisto  montoni  

247,89 €/capo  

Detenzione montoni  

57,84 €/capo  

0,2377€/Kg.

Macellazione ovicaprini  (reg.510/06  e  certificazione   sistemi  qualità)  

12,39 €/capo  

Latte:

Allevamento bassa  densità  

8,26 €/capo  

Varietà  01,02,03,04  

0,4161€/kg

Nostrano Brenta  

0,7908€/kg

Kentucky

1,2653€/kg

Barbabietola da zucchero

100 €/ettaro

Olio d’oliva:

5,0358 /tonnellata Gli uffici del Caa Coldiretti rimangono a disposizione per qualunque tipo di chiarimento.


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IMU e raffronti

È sempre utile poter dare uno sguardo alle politiche degli altri Paesi per rendersi conto in maniera equilibrata della situazione politica e legislativa del proprio paese, come per esempio l’Italia. Nel Regno Unito esiste un sistema di tassazione per gli immobili, la Council Tax, che dipende dalle amministrazioni locali e che si basa sulla rendita catastale dell’immobile e su altri fattori come la presenza di servizi pubblici essenziali, come ospedali, scuole, stazioni di polizia o pompieri, parchi ecc. Allo sguardo non attento può sembrare molto simile all’IMU italiano ma le differenze sono enormi. L’IMU infatti è una tassa semi-comunale perché nonostante sia definita come tassa comunale è lo Stato centrale a devolvere la somma che spetta al comune. Infatti, l’IMU viene ripartita tra i due enti, comune e stato, ed è quest’ultimo a fare da padrone. Quindi nonostante sia compito del comune riscuotere la tassa non è detto che l’intera somma vada a finanziare il comune. Altro punto importante è che la Council Tax britannica non è una tassa per finanziare il comune ma per finanziare alcune opere di interesse pubblico come servizi di sicurezza, sanità, strade, fognature, scuole, cimiteri ecc. Anche il modo di calcolare la rendita catastale è diverso: ambedue i sistemi italiano e britannico si basano sui metri quadri ma quello britannico tiene conto anche della presenza di servizi pubblici nell’area che possono far alzare la fascia di rendita. In poche parole se vicino alla casa c’è una scuola o una stazione di polizia la casa varrà di più ai sensi della rendita. Questo determina una separazione netta tra quartieri: quelli con accesso a scuole, parchi e servizi hanno abitazioni di fasce alte e quindi per ricchi mentre quelli con meno strutture saranno abitati da gente meno ricca. E i quartieri migliori non sono necessariamente nel centro città. Questo determina anche uno spartiacque tra classi di cittadini: per esempio le famiglie tenderanno a scegliere proprietà vicino alle scuole e agli ospedali mentre i single o le coppie senza figli no. Quindi le città britanniche sono divise in fasce di reddito catastale e nella scelta di una proprietà bisognerà considerare anche questo punto. Case con identica metratura possono avere differenze enormi in termini di Council Tax. La differenza fondamentale quindi tra IMU e Council Tax è che la prima è un’imposta sul

possesso degli immobili mentre la seconda è una tassa sui servizi pubblici. La differenza prima che legislativa è ideologica. L’IMU rappresenta un balzello per poter giustificare l’appropriamento di soldi da parte dello stato e non è detto che questi soldi poi andranno a finanziare i servizi pubblici che servono per quell’immobile. Anzi, l’IMU non cambia assolutamente se avete una scuola, una stazione dei pompieri o le fogne vicine. Potete vivere anche in mezzo alla campagna senza alcun servizio pubblico garantito ma pagherete comunque l’IMU in base alla rendita catastale. Poi altra differenza ideologica possiamo notarla nelle categorie che sono esenti o parzialmente esenti dalla Council Tax britannica: i single hanno uno sconto del 25% (in Italia sono le famiglie con figli ad avere sconti!). Come dire che lo Stato riconosce che il single ha più difficoltà di una famiglia. Un concetto alieno in Italia dove la famiglia è il target numero uno di tutte le politiche statali e locali. studenti full time (questo determina i cosiddetti “student flats” ovvero appartamenti dove vivono solo studenti), minori di anni 18 (in Italia minori che abitano da soli in casa sono quasi inesistenti), disabili o malati con gravi problemi, detenuti (stai già pagando lo stato per le tue colpe, non c’è bisogno che paghi una tassa su una casa in cui non puoi risiedere visto che lo stato ti ha prelevato con la forza e messo in prigione). persone con reddito inferiore alle 18000 sterline e rappresentanti religiosi. proprietà di stati esteri come ambasciate, proprietà delle forze armate ecc. Come vedete quasi tutte le eccezioni dipendono dalle persone, NON dall’immobile stesso. Significa che le discriminazioni che potrebbero esistere in Italia, vedi un’immobile “per ricchi” ma posseduto da disoccupato o il contrario, in UK sono “calmierate” dal focalizzarsi sulla condizione economica dell’individuo. Dal nostro punto di vista il sistema britannico ha dei punti molto validi e altri meno validi e non è di sicuro il sistema perfetto, ma è comunque utile poter comparare due sistemi apparentemente simili ma così diversi.

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luglio-agosto 2013

fiscale paghe

Pacchetto lavoro 2013

Decreto Legge 28 giugno 2013 n. 76. Entrata in vigore 28 giugno 2013 - Primi chiarimenti È stato pubblicato nella GU n. 150 del 28 giugno 2013 il Decreto legge n. 76 del 28 giugno scorso con i primi interventi urgenti recante “Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di imposta sul valore aggiunto e altre misure finanziarie urgenti”. Il Decreto contiene novità di assoluta rilevanza per le aziende e lavoratori è entrato in vigore il 28 giugno 2013. Il Pacchetto si compone di 12 articoli dei quali si passano in rassegna le misure in materia di lavoro di interesse anche per il sistema Coldiretti.

INCENTIVI NUOVE ASSUNZIONI GIOVANI

Beneficiari: datori di lavoro che assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, lavoratori di età compresa tra i 18 e i 29 anni, cd svantaggiati, ovverosia in presenza di una delle seguenti situazioni: •privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; •privi di un diploma di scuola media superiore o professionale; •che vivono soli con una o più persone a carico. Condizioni: le assunzioni, da effettuare a decorrere dal 29 giugno 2013 (giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto) e non oltre il 30 giugno 2015, devono determinare un incremento occupazionale netto, calcolato in base alla differenza tra il numero dei lavoratori (subordinati di qualsiasi tipologia: indeterminati, determinati, full time, part time) rilevato per ciascun mese e il numero mediamente in organico relativo ai dodici mesi precedenti alla data di assunzione, al netto delle diminuzioni verificatisi nelle società collegate o controllate o aventi lo stesso assetto proprietario. Misura: l’incentivo è pari a un terzo della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali calcolato per 18 mesi. Il valore mensile non potrà comunque superare i 650 euro per lavoratore. Procedura: titolare della procedura è l’INPS che eroga, in base all’ordine cronologico riferito alla data di assunzione, attraverso conguaglio nelle denunce contributive del periodo di riferimento (eccezion fatta per l’agricoltura per cui varranno le regole proprie del settore) e nei limiti delle risorse stanziate e assegnate al Fondo sociale per l‘occupazione e la formazione. YOUTH GUARANTEE piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile e BANCA DATI •Viene istituita un’apposita struttura presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che cesserà al 31 dicembre 2015 deputata a dare attuazione alla cd Garanzia per i Giovani. •Viene istituita la “Banca dati delle politiche attive e passive” con il compito di raccogliere le informazioni concernenti i soggetti da collocare nel mercato del lavoro, i servizi erogati per la loro collocazione e le opportunità di impiego.

MODIFICHE ALLA RIFORMA FORNERO ED ALTRI PROVVEDIMENTI DI LEGGE

Contratto a tempo determinato : •a-causalità non solo nell’ipotesi di primo rapporto a tempo determinato di durata non superiore a dodici mesi, ma anche in tutte le altre ipotesi individuate dai contratti collettivi anche aziendali stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Cancellati i limiti in materia di intervento della contrattazione collettiva nazionale ed estesa la legittimazione a quella aziendale anche senza necessità di delega espressa;

•prorogabilità del contratto a-causale: abrogata la norma che sanciva l’improrogabilità del contratto a-causale; dalla abrogazione sembrerebbe discendere l’ammissibilità della proroga nei limiti dei dodici mesi. Si resta in attesa di chiarimenti ministeriali. •estensione al contratto a-causale della norma che ne prevede la trasformazione a tempo indeterminato, superati i termini della prosecuzione di fatto (oltre il trentesimo giorno per i contratti di durata inferiore a sei mesi, ovvero oltre il cinquantesimo giorno per i contratti di durata superiore a sei mesi); •cancellato l’obbligo di comunicazione al centro per l’impiego della prosecuzione di fatto del rapporto oltre la scadenza inizialmente fissata; •riportati alle previsioni ante riforma gli intervalli tra un contratto e la successiva riassunzione (dieci giorni per i contratti di durata inferiore a sei mesi e venti giorni per quelli di durata superiore a sei mesi; che con la Riforma Fornero erano stati, rispettivamente, portati a sessanta/novanta); •esclusi dall’applicazione della legge sui contratti a termine anche le assunzioni incentivate relative ai lavoratori in mobilità con diritto di precedenza di cui all’art. 8 L. 1991 n. 223; •Lavoro a progetto): •il contratto deve contenere (obbligatoriamente e non ai soli fini della prova) gli elementi indicati come requisiti di legge (descrizione del progetto, individuazione del suo contenuto, del risultato da conseguire, durata del progetto, corrispettivo pattuito); •esclusi dal progetto i lavori sia esecutivi che ripetitivi (prima esecutivi o alternativamente ripetitivi); l’esclusione scatta, quindi, solo quando siano presenti congiuntamente entrambi i caratteri della “esecutività” e della “ripetitività”.

Lavoro accessorio:

•con la prima modifica apportata al comma 1 dell’art. 70 del D.Lgs 276/03 (eliminazione dell’inciso “di natura meramente occasionale”) viene ulteriormente rafforzato il concetto che la qualificazione del rapporto di lavoro occasionale accessorio è da intendersi vincolata esclusivamente all’aspetto economico dato dal tetto fissato in 5.000,00€ netti percepibili dal singolo percettore, quale che sia il numero dei beneficiari della prestazione per i quali invece vale il limite di 2.000,00€ se imprenditori commerciali o professionisti. Quanto alle imprese agricole si rammenta che stante la specialità del settore il limite dei 2.000,00€ deve intendersi comunque non applicabile. Assunzione titolari di ASpI: •al datore di lavoro che, senza esservi tenuto, assume titolari di ASpI con contratto a tempo pieno indeterminato, viene concesso un contributo mensile pari al 50% dell’indennità mensile residua spettante al lavoratore, salvo che si tratti di lavoratori licenziati, nei sei mesi precedenti, da impresa che, al tempo del licenziamento, presentava medesimo assetto proprietario o si trovava in rapporto di collegamento o di controllo con l’impresa che assume. Convalida dimissioni e risoluzione consensuale: •estesa la procedura introdotta dalla Riforma Fornero anche ai lavoratori/lavoratrici con contratto di co.co.co anche a progetto e di associazione in partecipazione.


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notizie in breve

canoni di locazione - indice ISTAT maggio 2013

responsabilità del datore di lavoro nella verifica del permesso di soggiorno

marche da bollo, nuovi importi

Con sentenza n. 32934 del 31 agosto 2011, la I° Sezione Penale della Cassazione ha affermato la responsabilità penale del datore di lavoro che, in buona fede, assume un lavoratore extracomunitario non in regola con il permesso di soggiorno. A detta della Suprema Corte, il datore di lavoro deve sempre verificare la regolarità del documento e non "fidarsi" di ciò che gli viene detto dal lavoratore, in quanto non potrà invocazione a sua discolpa la buona fede in caso di inesattezza o insussistenza delle affermazioni del cittadino extracomunitario

La variazione percentuale dell’indice rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (maggio 2012 - maggio 2013) è pari al 1,2% che ridotto al 75% ai fini dell’adeguamento annuale dei canoni di locazione di immobili (ad uso abitativo e non abitativo) corrisponde a 0,900%.

Dal 26 giugno 2013 è cambiato l'importo delle marche da bollo. I nuovi importi dell’imposta fissa di bollo sono stati fissati nella seguente misura: - ovunque sia prevista nella misura di 1,81 euro, l’imposta fissa passa a 2,00 euro; - ovunque sia prevista nella misura di 14,62 euro, l’imposta fissa passa a 16,00 euro.

governo: pubblicato decreto in materia di lavoro

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il Decreto Legge n. 76/2013 con i primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti. Il Decreto Legge è entrato in vigore il 28 giugno 2013. Sul prossimo numero pubblicheremo dei focus sulle varie novità previste dal Decreto.

assegno per il nucleo familiare nuovi importi inps dal 1 luglio 2013 I datori di lavoro che entro il 31 maro 2013 stabilizzano rapporti di lavoro a termine, di collaborazione coordinata e di associazione in partecipazione con apporto lavoro, possono essere ammessi ad un incentivo pari a 12mila euro. Incentivi di importo minori possono essere riconosciuti a chi instaura, sempre entro il 31 marzo 2013, rapporti di lavoro a tempo determinato di durata minima di 12 mesi. L’incentivo riguarda uomini con meno di 30 anni o donne di qualunque età, ed è autorizzato dall’Inps nei limiti delle risorse appositamente stanziate dal decreto del Ministero del lavoro. Per tutte le informazioni necessarie e per l’invio delle domande l’Ufficio Paghe e/o le Unità Operative Locali Coldiretti sono a disposizione.

lavoro; abolizione visita medica idoneità per apprendisti minori L'art. 42 del Decreto Legge n. 69/2013 (Decreto del Fare) ha previsto la soppressione del certificato medico di idoneità per l’assunzione degli apprendisti e dei minori. Pertanto, a far data dal 22 giugno 2013 gli obblighi in parola non saranno più esigibili e non saranno più conseguentemente applicabili le relative sanzioni a carico dei datori di lavoro. Restano tuttavia fermi gli obblighi di certificazione sanitaria previsti dal TU Sicurezza per i lavoratori soggetti a sorveglianza sanitaria e per le lavorazioni a rischio. Restano da definire ancora diversi passaggi pertanto si rimanda ad una più approfondita analisi normativa sul prossino numero.

nuove sanzioni ai datori di lavoro che utilizzano lavoratori extracomunitari clandestini

Il Testo unico sull’immigrazione disciplina il reato di occupazione di stranieri privi del permesso di soggiorno, o, con permesso scaduto (e del quale non sia stato chiesto il rinnovo), revocato o annullato. In tali casi la sanzione prevista è la reclusione da sei mesi a tre anni, con una multa di 5mila euro per ogni lavoratore impiegato. Il Dlgs 109/2012 inasprisce le pene elevandole da un terzo alla metà nel caso in cui: • i lavoratori occupati sono in numero superiore a tre • i lavoratori occupati sono minori in età non lavorativa • i lavoratori occupati sono sottoposti a condizioni lavorative di particolare sfruttamento Anche per i soggetti con personalità giuridica (Enti, Associazioni e Società) la sanzione pecuniaria viene aumentata fino a 150.000,00 euro

lavoratori extracomunitari: sanzioni

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, al fine di trarre un ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dello straniero o nell'ambito delle attività punite a norma del presente articolo, chiunque favorisca la permanenza di questi nel territorio dello Stato in violazione delle norme del presente testo unico, è punito con la reclusione fino a quattro anni e con la multa fino a euro 15.493.

INAIL infortunio dipendente

Con prognosi superiore a 3 giorni il datore di lavoro ha l’obbligo di trasmettere la denuncia di infortunio all’Inail e alla Pubblica Sicurezza entro 48 ore dall’evento. Il termine viene ridotto a 24 ore in caso di infortunio mortale. Il datore di lavoro deve presentare denuncia all’Inail anche se il pronto soccorso effettua l’invio del certificato. In caso di mancata denuncia la legge 561/93 ha previsto sanzioni da Euro€1.290,00 a Euro€7.745,00.

riforma del lavoro: convalida dimissioni

La risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice o dal lavoratore è sospensivamente condizionata alla convalida effettuata presso la Direzione territoriale del lavoro o il Centro per l’Impiego territorialmente competente; oppure, in alternativa, alla sottoscrizione di apposita dichiarazione della lavoratrice in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro “Unificato lav” (entro 30 gg. dalle dimissioni il datore di lavoro deve invitare il lavoratore a convalidare).

cessazione e trasformazione dei posti di lavoro

Tutti i datori di lavoro titolari di un rapporto di lavoro devono comunicarne la cessazione e la trasformazione ai Centri per l’Impiego entro i 5 giorni successivi, con modalità on-line.

scambio di manodopera Lo scambio di manodopera tra piccoli imprenditori agricoli è un istituto regolato dall’art. 2139 c.c. che così recita: “Tra piccoli imprenditori agricoli è ammesso lo scambio di mano d'opera o di servizi secondo gli usi.” Per piccoli imprenditori agricoli devono intendersi, ai sensi dell’art. 2083 c.c., i coltivatori diretti ovvero coloro i quali esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Per quanto attiene agli usi è necessario fare riferimento alle raccolte degli usi depositate presso le locali CCIAA.


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