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Poste Italiane spa - Sped.in a.p.-D.L.353/2003 (conv.in l.27/02/2004 n.46)-art.1 comma 1-DCB Piacenza-Costo abbonamento annuo: euro 11-Pagamento assolto tramite versamento quota associativa-contiene i.p.

65째 anno - n.6 giugnio 2013

Periodico di Coldiretti Piacenza

Compagni di banco e d'avventura ancora una volta insieme alla scoperta del cibo sano e genuino


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L'adunata dei cappellini gialli

Assemblea nazionale Giovani Impresa

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Inaugurazione Pastificio Ghigi

Editoriale: al Forum Coldiretti di Bruxelles Pressing su riforma PAC.... 5 Marini al Papa: siamo grati per il riconoscimento del nostro lavoro..... 8 Con l'agricoltura si torna a crescere...................................................... 12 Maltempo.............................................................................................. 14 Marini alla Camera: "Sostenere il modello italiano".............................. 15 IMU:"Bene la sospensione dellaprima rata".......................................... 15 Carlo Pontini entra nel Consiglio Nazionale di Terranostra................... 15 Quote latte: quest'anno niente multe................................................... 16 Cassazione: "ingannare sull'origine è frode in commercio"................. 17 Oliere: UE fa retrofront, ma in Italia la legge resta................................ 18 Vendita diretta Vino.............................................................................. 19 OGM....................................................................................................... 20 CreditAgri Italia: anticipazione annuale PAC......................................... 23 Camillo Tiramani: "Mia cara Montagna..."............................................. 24 Alimentazione: il caldo si combatte anche a tavola.............................. 25

sommario


Iniziative Coldiretti Periodico mensile di COLDIRETTI PIACENZA Autorizzazione Tribunale di Piacenza n. 71 del 24 Ottobre 1953 Direttore Massimo Albano Responsabile di redazione Elisabetta Montesissa Direzione artistica Marino Galli Comitato editoriale Angela Poggi, Antonella Bazzini, Dario Panelli, Elisabetta Montesissa, Emanuele Gonsalvi, Laura Barbieri, Luca Piacenza, Maurizio Maffi, Milena Galli, Nadia Marcotti Hanno collaborato Andrea Ziliani, Cinzia Pastorelli, Martina Azzali, Monica Maj, Riccardo Piras, Silvia Ferrandi, Sabrina Cliti Direzione, redazione e amministrazione: COLDIRETTI PIACENZA Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35 Tel. 0523 596511 | Fax 0523 596596 piacenza@coldiretti.it www.piacenza.coldiretti.it Progetto grafico e impaginazione Fotocomposizione e stampa Grafiche Lama Srl Strada ai Dossi di Le Mose, 5/7, Piacenza Il periodico ha una tiratura di 9.500 copie. Viene spedito ai Soci in regola con la quota associativa. Non è in vendita. In copertina: il nuovo compagno di scuola dei nostri ragazzi è l'educazione alimentare. Una nuova coscienza del nostro territorio e la cultura del viver sano appresi giocando ... ovviamente assieme a Coldiretti

Adunata Nazionale Alpini a Piacenza............................................................................... 26 Secondo Trofeo di Pesca Coldiretti................................................................................... 29 Cappellini gialli anche a Caorso........................................................................................ 30 "Mulini in festa" a Nibbiano.............................................................................................. 30 Dall'Inghilterra per conoscere il progetto di Coldiretti.................................................... 31

etichettopoli Per la Cassazione il marchio prevale sul paese d'origine............................................ 32

eventi dal mondo agricolo La pagina del Consorzio di Bonifica di Piacenza......................................................... 33 La pagina dell’Associazione Piacentina Latte............................................................. 34 La pagina del CIO (Consorzio Interregionale Ortofrutticoli)....................................... 35 La pagina di UniCattolica............................................................................................ 36 Rinnovo cariche Agripiace........................................................................................... 38 Assemblea CAP, un 2012 molto positivo..................................................................... 39

tecnico Riforma PAC................................................................................................................ 41 Abrogazione certificati di accompagnamento animali morti..................................... 42 Abilitazione utilizzo macchine agricole....................................................................... 42 Ocm Vino: riaperto il bando nazionale per la promozione nei paesi terzi.................. 43 Successione ereditaria................................................................................................. 44

fiscale paghe - Lavoro: +3,6% di assunzioni in agricoltura....................................................... 45 paghe - Nuovi congedi Obbligatorio e Facoltativo....................................................... 46

epaca

Convenzione Coldiretti - Istituto Fisioterapia Val Tidone............................................ 47

una finestra sul mondo Cultura del vino a caccia del riconoscimento come patrimonio dell'umanità............. 49

Cap Varie............................................................................................................................ 50 La Voce dei Coltivatori online:...................................................................................... www.piacenza.coldiretti.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 17 giugno 2013 Titolare del trattamento dei dati personali nelle banche dati di uso redazionale è Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dal Dl.Lgs 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, telefonando al n.0523 596511, e-mail: piacenza@coldiretti.it

© tutti i diritti riservati

La Voce dei Coltivatori è stampato su carta di cellulosa certificata FSC con elevato contenuto di fibre di recupero, completamente biodegradabile e riciclabile.


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editoriale

Al Forum Coldiretti di Bruxelles

PRESSING sulla riforma della PAC

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"Confermiamo un percorso avviato con le maggiori organizzazioni agricole europee teso a rafforzare e rendere più efficace una Pac che deve soddisfare sempre meglio i bisogni dei cittadini e degli agricoltori europei". È quanto ha affermato Sergio Marini il presidente della Coldiretti che ha promosso a Bruxelles il primo summit Europeo sulla riforma della Politica Agricola con la partecipazione dei presidenti delle principali organizzazioni agricole europee, Fnsea (Francia), Dbv (Germania), Ifa (Irlanda) e Nfu (Regno Unito) insieme al Presidente del Consiglio agricoltura e pesca, Consiglio dell’Unione europea Simon Coveney e Presidente della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, Parlamento europeo Paolo De Castro. Serve una politica agricola che – ha sottolineato Marini - dia maggiore garanzie nell’autoapprovvigionamento alimentare, maggior sicurezza dei cibi , che dia risposte alle emergenze sociali, che promuova il ruolo di chi vive di agricoltura, di giovani impegnati nella difesa dei territori, dell’ambiente, della biodiversità, della coesione sociale, che promuova la cultura, la tradizioni e l’innovazione e che sappia, in una visione comune, valorizzare la distintività dei mille territori europei come patrimonio competitivo per l’intero continente. Dobbiamo sapere portare l’Europa in Italia e l’Italia in Europa affinchè Bruxelles – ha precisato Marini - sia sempre più il luogo delle visione strategiche e delle scelte strutturali, dove non si ceda più agli egoismi degli stati o alla maniacale intromissione su dettagli che intaccano le culture dei popoli e che spesso alimentano un antieuropeismo che non dovrebbe appartenerci. Difendere il budget nella riforma della politica agricola in una Europa che ha bisogno di più agricoltura, riequilibrare la ripartizione del bilancio considerando che al momento attuale l’Italia è il primo contribuente netto (in % del Pil) alle politiche comunitarie e adottare una Politica Agricola Comune che consenta ai singoli Paesi di premiare chi lavora e vive di agricoltura, chi produce in modo sostenibile e chi produce cibo” sono alcune delle richieste formulate dal presidente della Coldiretti Sergio Marini che ha espresso un giudizio sui miglioramento del Parlamento Europeo e del Consiglio dei Ministri dell’agricoltura su greening, convergenza, pagamenti aggiuntivi ai primi ettari ed in generale sulla maggiore flessibilità lasciata agli Stati Membri. Alla luce della forte differenziazione delle normative in Europa e in applicazione del principio di sussidiarietà, secondo la Coldiretti è necessario che la definizione di “agricoltore attivo” sia demandata allo Stato membro, affinché possano essere considerati tali gli imprenditori agricoli professionali, singoli od associati, sulla base della incidenza del tempo dedicato al lavoro agricolo sul tempo di lavoro complessivo e della incidenza del reddito agricolo sul reddito totale. Il superamento del criterio storico di calcolo dei pagamenti diretti e il processo di convergenza interno a ogni Stato membro All’incontro presenti anche il presidente e il direttore di Coldiretti Piacenza

necessita di un periodo di tempo adeguato e della massima flessibilità, per consentire un adattamento progressivo dei settori produttivi, data la situazione fortemente differenziata da cui parte l’agricoltura italiana. La componente relativa all’inverdimento dei pagamenti diretti, cosi come proposta dalla Commissione europea, costituisce una forte criticità per il sistema agricolo nazionale e rappresenta una contraddizione rispetto alle finalità della riforma, relative alla produzione ed alla competitività. Per questo - ha precisato Marini - devono essere radicalmente riviste le modalità applicative mentre le somme non spese dell’inverdimento, devono rimanere agli Stati membri, per finanziare misure altrettanto (o più) selettive sul versante ambientale. La nuova Politica Agricola – ha continuato la Coldiretti - dovrà puntare a sostenere e rafforzare la competitività dell’agricoltura europea sulla base di un nuovo modello produttivo che combini sostenibilità economica, ambientale e sociale. Ciò pone l’esigenza di una caratterizzazione più “agricola” del complesso degli indirizzi e degli orientamenti programmatori nelle politiche di sviluppo rurale che devono essere quindi potenziate e prioritariamente finalizzate all’innovazione e alla competitività delle imprese agricole, in particolare per sostenere gli investimenti aziendali, promuovere il ricambio generazionale, sostenere la realizzazione di azioni di integrazioni di filiera e di progetti integrati territoriali, migliorare le relazioni fra imprese agricole e i servizi del processo produttivo e consolidare promuovendo e qualificando l’occupazione agricola. È necessario approfondire la centralità e l’attenzione alla filiera corta, come la vendita diretta e il protagonismo dell’agricoltore lungo la filiera, che hanno trovato una particolare attenzione nei piani di sviluppo rurale.


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Un mare di cappellini gialli il 31 maggio hanno sfilato al Piacenza Expo per trascorrere una mattinata con Coldiretti: erano i cappellini dei bambini di oltre 200 scuole della provincia e della città. Una mattinata interamente dedicata a loro, a tutti gli studenti che hanno partecipato al progetto di Educazione alla Campagna Amica nell’anno scolastico 2012/2013; una vera e propria staffetta che vede protagonisti i bambini di scuole d’infanzia, primarie e medie ma anche, diciamolo, lo staff Coldiretti che con passione va nelle aule durante tutto l’anno scolastico per portare messaggi di buona alimentazione. La mattinata, dopo l’intrattenimento di ballerine, giocolieri, clown e trampolieri è proseguita con la premiazione degli elaborati che meglio hanno interpretato il tema di quest’anno: “La salute vien mangiando: frutta e verdura tutto l’anno”. Una premiazione particolarmente ricca quest’anno, diverse infatti le scuole premiate dalle autorità presenti. Per l’infanzia, una categoria particolarmente numerosa, il primo premio è andato alla scuola di Gragnano. Due secondi classificati pari merito per Niviano e De Gasperi e un terzo classificato per l’infanzia Moro di Piacenza. Per la categoria primaria hanno ritirato i premi le scuole 2 giugno di Piacenza e le scuole di Cortemaggiore e Castel San Giovanni. Il premio speciale per la scuola della montagna è stato invece assegnato alla scuola di Pecorara mentre quello di Campagna Amica è stato conferito alle scuole d’infanzia e primaria di Vernasca. “Questo, afferma il Presidente Coldiretti Piacenza


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Luigi Bisi, è sempre un momento gratificante per tutti noi dell’Organizzazione che con impegno lavoriamo ogni giorno anche per questi ragazzi, cercando di portare avanti i valori di tradizione e attaccamento al territorio, il nostro territorio, così ricco e prezioso. E loro sono il nostro futuro! “È giusto, prosegue Bisi, spiegare a questi ragazzi cosa vuol dire vivere l’alimentazione in modo sano e soprattutto come questa semplice scelta possa avere delle ripercussioni notevoli sulla nostra terra e sulle generazioni che verranno dopo di loro.” Coldiretti con questa manifestazione dimostra ancora una volta di svolgere un compito fortemente sociale e civico nei confronti di tutti, mettendosi in gioco e mettendo davanti a tutto il benessere come valore assoluto di una società che vuole progredire migliorando. Coldiretti Piacenza ringrazia tutte le istituzioni, enti, amministrazioni comunali che hanno dato il proprio supporto al progetto di Educazione alla Campagna Amica, sottolineando ancora una volta che questo è un percorso sociale per tutta la collettività… perché questi ragazzi sono il nostro futuro…

Un grazie particolare ai collaboratori di Coldiretti Piacenza che hanno tenuto le lezioni nelle scuole: Angela Pozzoli, Annalisa Biondi, Anna Maria Milani, Cinzia Pastorelli, Daniela Boselli, Daniela Passerini, Elisabetta Montesissa, Emiliana Riccardi, Enrica Gobbi, Luigi Cesura, Marco Zanetti, Marina Maffi, Marina Vitali, Mirella Carini, Ramona Capra, Rosanna Porcari, Simona Civardi, Stefano Cavanna, Umberto Romanini.

l'adunata dei

cappellini gialli

2000 bambini insieme per la festa finale di Educazione alla Campagna Amica


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MARINI AL SANTO PADRE:

Coldiretti è grata per il riconoscimento del nostro lavoro

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Siamo grati al Santo Padre per il riconoscimento del nostro lavoro di cura della terra, ma anche per l’invito a dare valore al cibo in una società che lo ha drammaticamente delegittimato fino a farlo considerare una merce qualsiasi, come fosse un aspirapolvere o un frigorifero”. È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nell’esprimere apprezzamento per l’intervento di Papa Francesco all’udienza generale in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente durante la

Assemblea Nazionale Giovani Impresa

l'italia è il futuro

Presente anche una delegazione di giovani piacentini guidati dal delegato Andrea Minardi

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“Dalla staffetta generazionale è possibile l’inserimento di 200mila giovani nelle campagne dove il 37,3 per cento delle imprese ha un conduttore di età superiore ai 65 anni”. è uno dei passaggi della relazione del delegato nazionale dei giovani della Coldiretti, Vittorio Sangiorgio all’Assemblea nazionale svoltasi a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, alla presenza di oltre duemila imprenditori under 30 provenienti da tutta Italia, e con gli interventi del presidente nazionale Sergio Marini, del ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, dell'ex ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “Se proprio vogliamo dare un segnale forte ai figli e ai padri delle nostre campagne, che punti sull’intraprendenza dei giovani,

Lavoro, da staffetta generazionale 200mila giovani nei campi

sulla loro voglia di fare e sulla loro capacità di innovare, allora – ha chiesto Sangiorgio - sospendiamo il pagamento di imposte e contributi per cinque anni alle imprese familiari in cui si concretizza quella che viene definita la staffetta generazionale. L’agricoltura sta vivendo una straordinaria fase di attenzione da parte dei giovani, ma alle imprese è preclusa la possibilità di ospitare giovani tirocinanti e offrire quindi l’opportunità anche a studenti di effettuare brevi esperienze full immersion in una realtà di impresa. è necessario quindi - ha concluso il Delegato dei giovani Coldiretti - superare l’interpretazione restrittiva della normativa vigente per assecondare e favorire un fenomeno tanto recente quanto positivo come quello del ritorno alla campagna di tantissimi giovani”. Ma il delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa ha messo l’accento anche sulla necessità di un ricambio generazionale,


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quale il Santo Padre ha affermato, tra l’altro: “vorrei che prendessimo tutti il serio impegno di rispettare e custodire il creato, Il verbo 'coltivarè mi richiama alla mente la cura che l'agricoltore ha per la sua terra perché dia frutto ed esso sia condiviso: quanta attenzione, passione e dedizione". La globalizzazione dei mercati, a cui non ha fatto seguito quella della politica, ha portato ad un deficit di responsabilità, di onestà e di trasparenza che ha generato la crisi internazionale e ha cambiato - ha sottolineato

sindacale

Marini - la gerarchia dei valori penalizzando l’economa reale come l’agricoltura e i suoi frutti. Gli effetti drammatici che - ha concluso Marini – sono sotto gli occhi di tutti vanno dallo spreco di oltre il 25 per cento del cibo prodotto nei paesi sviluppati alle speculazioni sulle materie prime agricole, dal furto di milioni di ettari di terre fertili a danno dei Paesi più poveri fino alle grandi bugie sul potere salvifico degli organismi geneticamente modificati (Ogm).

Vittorio Sangiorgio

con la classe dirigente italiana che è la più vecchia dell’intera Unione Europea. “Noi siamo pronti a svolgere il nostro ruolo per il bene del Paese, nel suo motore possiamo mettere il miglior carburante (le energie giovani) proveniente da fonte rinnovabile (il meglio del territorio italiano). Abbiamo certamente il merito – ha detto Sangiorgio - di aver in questi anni argomentato il perché la classe dirigente più vecchia d'Europa non sarebbe stata in grado di portare il Paese verso la rotta giusta. In politica abbiamo iniziato un ricambio di qualità, ma terremo alta l’attenzione contro tentativi di retromarcia. “Il fatto che il Ministro più giovane del governo, l’onorevole Nunzia De Girolamo, abbia la delega alle Politiche agricole – ha concluso il delegato dei giovani Coldiretti - è una opportunità per cogliere al meglio ciò che di “straordinariamente giovane” sta avvenendo in agricoltura e nei territori italiani”. Ma il ricambio non è la sola difficoltà da superare. “Servono poli-

tiche che incoraggino le banche a rischiare sui progetti e sui talenti e meno sul consolidato – ha sottolineato il delegato di Coldiretti giovani - poiché il 65 per cento dei giovani lamenta come ostacolo al fare impresa l’accesso al credito e il 67 per cento ritiene che strumenti di finanziamento agevolato siano necessari per avviare un’impresa, secondo una indagine Coldiretti/Swg”. E mentre i giovani hanno bisogno di credito, la quasi totalità del credito va a società finanziarie. “Sarà pure arrivato il tempo – ha denunciato Sangiorgio - di smetterla di prendere i soldi dall’economia reale, quella delle persone che lavorano e faticano, per darli a quella virtuale, quella dei capitali e delle speculazioni. Noi lo stiamo facendo con il nostro progetto giovani Coldiretti Giovani Impresa – CreditAgrItalia, con cui quest’anno abbiamo finanziato 57 milioni di investimenti per 760 giovani imprese, 20 milioni in più rispetto all’anno precedente. Un risultato straordinario nell’anno del credit crunch”.


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Sergio Marini con Elisabetta Montesissa

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Riparte lo storico pastificio Ghigi. La dichiarazione di fallimento del dicembre 2007 che aveva fatto temere la scomparsa di un marchio presente sulle tavole dal 1870, ormai è storia vecchia grazie alla cordata di consorzi agrari, guidati dal Consorzio Agrario dell’Adriatico che, nel pieno della recessione mondiale, ha deciso di sfidare la crisi puntando su innovazione, qualità e un’integrazione di filiera tra agricoltura e industria che non ha precedenti. Si tratta infatti di un progetto controcorrente, caratterizzato dal controllo della filiera da parte degli agricoltori, tramite i consorzi agrari coinvolti: è nato così un vero e proprio nuovo modello di filiera integrato tra agricoltura e industria unico nel suo genere, con gli agricoltori di almeno tre regioni (Emilia Romagna, Toscana, Marche) impegnati a fornire il grano necessario allo stabilimento, con la garanzia di un ritorno economico in base alla qualità del prodotto. La filiera Ghigi è nata nel pieno rispetto dei principi della green economy; l’utilizzo di grano italiano al 100 per cento consente infatti un drastico abbattimento delle emissioni di CO2 lun-

go tutto il ciclo produttivo, mentre l’impianto di cogenerazione alimentato ad olio vegetale produce energia elettrica a zero impatto ambientale. Inoltre, il contratto di coltivazione Ghigi assicura la tracciabilità di tutto il grano dal campo alla tavola, con il controllo dal seme al concime, al diserbo, fino allo stoccaggio e insilaggio gestito dai Consorzi Agrari. Lo stesso ritiro del prodotto avviene con macchine certificate no-Ogm. Punto di forza del Nuovo Pastificio Ghigi è l’esportazione che registra l’85 per cento del valore dell’intera produzione. Per quanto riguarda l’Italia, pasta Ghigi viene distribuita per il momento in Emilia Romagna, nord Marche e Lazio, attraverso la grande distribuzione, grossisti, negozi tradizionali, punti vendita del consorzio agrario Adriatico e botteghe di Campagna Amica. “La presenza dei Consorzi Agricoli – ha detto Filippo Tramonti, presidente del pastificio Ghigi e del consorzio agrario Adriatico – garantisce l’accesso diretto alle materie prime del territorio. La diretta partecipazione dei soggetti agricoli consente un recupero attento delle tradizionali competenze locali


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sindacale

da sinistra, Vincenzo Gesmundo, Filippo Tramonti, Sergio Marini, Gianluca Lelli

pastificio ghigi

riparte lo storico grazie ai Consorzi Agrari

L’inaugurazione alla presenza del presidente di Coldiretti Sergio Marini

nella produzione pastaia e assicura un’adeguata remunerazione ai produttori. Il prodotto, per precisa volontà della nuova proprietà – sottolinea Tramonti – è un prodotto italiano, realizzato da produttori agricoli italiani, con mezzi e know-how italiani”. È salva dunque anche l’occupazione, un piccolo miracolo perché nell’Italia del tasso di disoccupazione a due cifre, il pastificio Ghigi ha salvaguardato, considerando solo lo stabilimento, il posto di 36 lavoratori della precedente gestione, assunto 42 nuovi dipendenti, mentre altri 18 verranno assunti nei prossimi due anni. Ben più grandi sono tuttavia le ripercussioni di questo “piccolo-grande miracolo italiano” se consideriamo il respiro che tale progetto riesce a dare alle piccole aziende, perle della nostra economia ma sempre più affannate nella sopravvivenza a causa del basso potere contrattuale. Sergio Marini, presidente nazionale di Coldiretti, ha dichiarato, con il carisma che lo caratterizza, che la pasta Ghigi è “La pasta italiana, la pasta degli italiani!”, facendo proprio riferimento al dna interamente italiano della filiera. Ha inoltre invitato i personaggi dello spettacolo presenti a farsi promotori nel loro ruolo di co-

municatori e di trascinatori del vero valore del made in Italy. “La distintività, il legame con il territorio, la nostra tradizione, e in generale l’italianità delle produzioni, rappresentano una leva competitiva straordinaria per affermare i nostri prodotti sui mercati e far tornare a crescere l’economia”, ha affermato Marini, nel sottolineare che “l’Italia costruirà il proprio futuro tornando a fare l’Italia, ovvero valorizzando al meglio quello che ha già di unico e di esclusivo, a cominciare dal cibo”. L’inaugurazione è stata l’occasione per una grande festa, perché molto c’è da festeggiare, cui sono intervenuti l’assessore romagnolo per eccellenza, Palmiro Cangini (alias Paolo Cevoli), Gianni Morandi, Raoul Casadei ed il proprietario del Grand Hotel di Rimini, Tonino Batani, oltra all’assessore regionale Tiberio Rabboni, al vescovo di Rimini, presidente della provincia, sindaci e numerosi rappresentanti di enti ed istituzioni. A valorizzare la pasta che rifornisce le tavole di tutto il mondo da 140 anni, i cuochi della secolare Sagra dei Maccheroni di Borgo Tossignano che hanno cotto pasta per tutti negli antichi paioli di rame.


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Emilia Romagna, per 85% degli interpellati

CON L'AGRICOLTURA SI TORNA A CRESCERE

l’acqua elemento essenziale per l’agricoltura

L’indagine presentata nell’ambito della Convention di Reggio Emilia Ascoltare a cui ha partecipato il presidente di Coldiretti Sergio Marini

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Cauti nell’affrontare le sfide socio-economiche, ma meno spaventati dei cittadini del resto del Paese. È questa l’immagine degli emiliano romagnoli riflessa dall’indagine Coldiretti/Censis sulle attese per il futuro, dopo che gli ultimi 12 mesi avevano messo la società e il territorio regionale sotto scacco con il terremoto del maggio 2012, la siccità estiva e le frane della primavera 2013. L’indagine è stata presentata a Reggio Emilia, alla convention di Coldiretti Emilia Romagna “AscoltaRe” sul tema del “Valore sociale dell’acqua”, cui sono intervenuti, tra gli altri il presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini, il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello, il presidente dell’Unione regionale dei Consorzi di Bonifica, Massimiliano Pederzoli. Tra il pieno consenso per la razionalizzazione delle spesa pubblica, le agevolazioni fiscali per rendere le imprese più competitive, gli investimenti nel welfare per la tutela e la qualità della vita, gli emiliano romagnoli, secondo la ricerca, riservano un ruolo importante all’agricoltura. L’85 per cento pensa che il settore può contribuire al rilancio della crescita regionale: il 42 per cento perché ne può essere un pilastro e l’altro 43 per cento perché può creare occupazione di qualità e ricchezza. Tanto è vero che l’86 per cento degli intervistati consiglierebbe ai figli o ai nipoti di lavorare in agricoltura come imprenditore. Dall’indagine emerge poi che per i cittadini della nostra regione, l’agricoltura è importante perché aiuta a tutelare l’ambiente (83 per cento), contribuisce a salvaguardare il territorio e il paesag-

gio dalla siccità (81 per cento) e, laddove gli venga consentito, svolge un ruolo importante nella prevenzione degli effetti di eventi meteorologici (77 per cento). Di fronte alle catastrofi naturali, gli emiliano romagnoli, secondo i risultati dell’indagine Coldiretti/Censis chiedono una prevenzione efficace innanzitutto contro la devastazione degli edifici causata dai terremoti (40 per cento), e poi contro l’erosione e il cambiamento delle aree interessate da inondazioni, esondazioni (27 per cento), straripamento dei corsi d’acqua (29 per cento) siccità (22 per cento). Il 36 per cento degli interpellati dichiara di essere pronto a finanziare di tasca propria un fondo di tutela dai danni dovuti a fenomeni naturali. Il 60 per cento dei cittadini dell’Emilia Romagna afferma di essere molto o abbastanza informato sui temi dell’acqua per la propria regione e il 75 per cento indicano come molto o abbastanza importanti i problemi della qualità e il 69 per cento quelli della sua quantità. La siccità, per il 33 per cento degli interpellati, è da attribuire al fatto che piove meno e fa più caldo, per il 31 per cento alla mancanza di adeguati investimenti in tecnologie per un uso più razionale e efficiente; per il 30% perché imprenditori e cittadini non gestiscono con attenzione l’acqua. Trova ampio consenso (78 per cento) l’idea di costruire alcuni grandi invasi per accumulare l’acqua dei periodi più piovosi per poi usarla nei momenti di necessità. Non è un caso quindi che tra gli investimenti infrastrutturali più urgenti, gli emiliano romagnoli mettano proprio i grandi invasi al secondo posto (22 per cento), subito dopo le strutture sanitarie e socio-sanitarie (37 per cento) e prima dei termovalorizzatori, i pirogassificatori e gli impianti di trattamento dei rifiuti (21 per cento), che a livello nazionale è sentita invece come l’urgenza principale dal 37 per cento di cittadini italiani.


La

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maltempo dal nord al centro Italia, danni per

} il presidente Luigi Bisi intervistato da Rai1

oltre un miliardo di Euro

Salgono ad oltre un miliardo i danni, le perdite ed i maggiori costi provocati all’agricoltura dalla primavera più pazza del secolo che con freddo e pioggia anomali dopo il nord ha investito anche il centro Italia dove alla perdite delle coltivazioni si aggiunge il pericolo per l’alimentazione degli animali che non hanno fieno. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti del maltempo nelle campagne dove sono state avviate le procedure per la richiesta della stato di calamità nei territori colpiti. Nelle regioni del nord, dal Piemonte, alla Lombardia, dal Veneto all’Emilia Romagna è stato tagliato oltre il 30 per cento i raccolti delle principali produzioni dal pomodoro al riso, dalle patate alla frutta, dalla soia al mais fino al fieno, ma - sottolinea la Coldiretti - lo spostamento della perturbazione al centro Italia dove è caduta anche la grandine ha fatto salire la conta dei danni. In Umbria - informa Coldiretti - si profila una tardiva fienagione con perdita di quantità e qualità di foraggio, con ripercussioni negative sugli allevamenti mentre si prevede un significativo calo variabile nelle diverse zone tra il 30 e il 40 per cento per grano, orzo e avena . Conseguenze gravi - continua la Coldiretti - si avranno probabilmente anche su mais e girasole, mentre per gli ortaggi a pieno campo, le eccessive piogge e le basse temperature stanno rallentandone la crescita, favorendo anche qui attacchi fungini. In Toscana - riferisce la Coldiretti - si registrano ritardi nella vegetazione dei vigneti per i quali si temono malattie mentre i seminativi, come grano, orzo, mais e girasole sono in difficoltà come gli allevamenti visto che il fieno non si può raccogliere perché i campi sono un mare di fango. Con il freddo persistente, per salvare piante e animali, è stato peraltro necessario - prosegue la Coldiretti - alzare il riscaldamento di stalle e vivai, con una impennata dei costi energetici per le imprese che allevano polli, maiali e conigli. Nel Lazio a causa della pioggia – continua la Coldiretti - non si è riusciti a seminare in molte zone ed i raccolti sono in molti casi compromessi ma problemi per le grandinate violente occupazioni ci sono stati anche per i vigneti e gli ortaggi. La più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense, neve fuori stagione e un maggiore rischio per gelate tardive sono alcuni degli effetti dei cambiamenti climatici che l’agricoltura - afferma la Coldiretti - deve affrontare. Con un contesto del genere, i terreni coltivati, grazie alla loro capacità di assorbimento, rappresentano un vero e proprio airbag naturale contro l’impatto dell’acqua. Purtroppo l’Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell’abbandono che ha tagliato del 15 per cento le campagne colpite da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di tempo. “Per proteggere il territorio ed i cittadini l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali con un adeguato riconoscimento dell’attività agricola” afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare “l’impegno degli agricoltori italiani è proprio quello di affermare e trasmettere alle nuove generazioni un modello di sviluppo diverso e più sostenibile”.


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giugno 2013

Marini alla Camera

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Alessandro chiarelli

"sostenere il modello italiano"

"Alle difficoltà della crisi in agricoltura si sono aggiunti i danni provocati dal maltempo che ha colpito decine di migliaia di aziende a sostegno delle quali occorre individuare misure di intervento adeguate". È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel corso dell’audizione in commissione agricoltura della Camera alla quale ha partecipato con il delegato giovani impresa Coldiretti Vittorio Sangiorgio. "Nonostante i segnali depressivi sui consumi hanno interessato anche l’agroalimentare l’agricoltura è stato l’unico settore che nel primo trimestre del 2013 è stato capace di aumentare il numero di dipendenti a conferma - ha precisato Marini - della validità e della modernità del modello di sviluppo agricolo Made in italy che è fondato sul valorizzazione dell’identità, della qualità, delle specificità che consentono di affrontare e vincere la competizione internazionale". I vertici di Coldiretti Piacenza si congratulano con il presidente Voltini per gli importanti risultati raggiunti e per i progetti futuri, nella certezza che la mission del Consorzio Casalasco sarà sempre nell’ottica di una visione strategica che punta alla qualità, alla distintività, alla tracciabilità e all’identificazione d’origine come punti cardine per la valorizzazione delle produzioni e dell’intero territorio.

sindacale

eletto presidente nazionale Terranostra . . .

CARLO PONTINI

e entra nel consiglio nazionale

...è il primo da destra

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Carlo Pontini presidente provinciale di Terranostra, dopo la conferma per il secondo mandato alla guida dell’associazione regionale degli agriturismi che fanno parte della rete di Campagna Amica promossa dalla Coldiretti, nei giorni scorsi è stato eletto anche nel consiglio nazionale. “È una grande soddisfazione, commenta Carlo Pontini, poter rappresentare gli agriturismi in un consesso nazionale. Ovviamente il merito va al lavoro che in questi anni le aziende della nostra regione hanno portato avanti con tenacia e coerenza”. Alla presidenza nazionale di Terranostra è stato eletto Alessandro Chiarelli, presidente regionale di Coldiretti Sicilia, gestisce un’azienda agrituristica a Partinico, in provincia di Palermo, con attività di fattoria didattica e corsi per fare il formaggio, oltre a produrre vino, olio extravergine d’oliva, ortaggi, e frutta e miele. “L'agriturismo è una grande risorsa per il Paese, le imprese, i cittadini, poiché rappresenta un’opportunità di sviluppo e di occupazione, a cominciare dai giovani, ha proseguito Pontini. L'obiettivo è continuare nel cammino tracciato da Coldiretti per una Filiera agricola su IMU agricola, Marini: tutta italiana, ospitando ogni giorno e facendo gustare ai cittadini quelli che sono i piaceri del vivere in campagna, dalla cucina allo star bene fino alla partecipazione alle attività agricole”. Le aziende agricole autorizzate all'esercizio dell'agriturismo in Italia sono 20413 in aumento del 2,2 per cento con 385075 posti a sedere a tavola autorizzati e 210747 posti letto. Le aziende sono relativamente più concentrate nel Nord del Paese, dove si rilevano il Con la sospensione della prima rata Imu da 346 mi45,6 per cento delle aziende mentre seguono il Centro (33,9 per cento) e il lioni in scadenza per terreni agricoli e fabbricati struMezzogiorno (20,5 per cento). In Emilia Romagna nei primi quattro mesi mentali, il Governo ha dato un importante segnale del 2013 le presenze agrituristiche risultano in aumento del 5% rispetto allo al settore agricolo riconoscendone la straordinaria stesso periodo dell’anno scorso. La scelta dell’agriturismo è rafforzata dalla importanza in termini economici e sociali e quale riscoperta di un turismo sostenibile e a chilometro zero con mete da ragperno per una nuova stagione di crescita sostenibile. è giungere in giornata senza spendere troppo, come impone il persistente quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Mariperiodo di crisi economica. In questo contesto un vero boom si registra ni in riferimento alla decisione del Consiglio dei Ministri. nel turismo ecologico e ambientale per i costi contenuti, l’elevato valore Un particolare riconoscimento va sicuramente - sottolieducativo e la pluralità di mete disponibili senza dover percorrere grandi nea Marini - al Ministro delle Politiche Agricole Nunzia distanze. “Il vero motore dell’agriturismo, conclude Pontini, è l’abbinaDe Girolamo che in pochi giorni ha saputo far proprie le mento della vacanza verde con l’enogastronomia, che nella nostra aspettative di un intero settore e so essersi impegnata con regione può contare su undici strade dei vini e dei sapori, 36 determinazione e competenza nell’ottenimento di questo prodotti a denominazione di origine, 285 specialità traimportante risultato. Tutto ciò - conclude Marini - è sicuradizionali iscritte all’albo regionale dei prodotti tipici”. mente di buon auspicio per il riaffermarsi di una rinnovata Sul sito www.campagnamica.it è possibile scegliee meritata centralità del settore agricolo in questo contesto re le vacanze in agriturismo o cercare le aziende e di straordinaria crisi economica che vive il Paese. i mercati dove acquistare prodotti direttamente dall’agricoltore, che nella nostra regione vanta una rete di 19 botteghe, 631 aziende agricole e 157 mercati che garantiscono l'origine nazionale dei prodotti.

"Bene la sospensione della prima rata"

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} quote latte quest'anno niente multe per gli allevatori

Scongiurato il rischio multe per le quote latte nella campagna 2012-2013, con la produzione nazionale che è rimasta sotto il fatidico tetto dei 10 milioni e 883mila tonnellate assegnato dall’Unione Europea all’Italia, oltre il quale scatta il cosiddetto splafonamento e le sanzioni conseguenti. È quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Agea dai quali è giunta la conferma che il quantitativo consegnato, rettificato in base al tenore di materia grassa, è inferiore alla quota di consegne nazionale, adeguata con le mobilità temporanee, pari a 10.871.559 tonnellate. Dopo le maggiori produzioni del primo trimestre della campagna lattiera, in cui si è assistito ad un notevole aumento delle consegne di circa il 3-4 per cento rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno che aveva provocato un diffuso allarme tra gli allevatori, c’è stata una lenta regressione dei livelli produttivi nei mesi da luglio ad ottobre, che ha avuto una decisa accelerata dal mese di dicembre. Il trend di calo è quindi proseguito anche a gennaio, febbraio e marzo. Sono le regioni del Centro Sud, assieme a Veneto, Friuli ed Emilia Romagna, ad aver garantito il contenimento della produzione, mentre Lombardia, Piemonte e Trentino Alto Adige, pur diminuendo la produzione in questi ultimi mesi, sarebbero ancora fuori dalla propria quota di produzione di latte. Questa è la terz'ultima campagna lattiera in cui vige il regime delle quote che secondo l’Unione Europea sparirà nel 2015.


giugno 2013

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CORTE DI CASSAZIONE:

ingannare sull'

Costituisce reato vendere prodotti alimentari utilizzando un'etichetta equivoca sia per il contenuto che per la scarsa leggibilità, in quanto idonea ad ingannare il consumatore sull’origine dell’alimento

sindacale

ORIGINE è frode in commercio

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È ciò che si legge nella recentissima sentenza della Corte di Cassazione (Cass. pen., sez. III, n. 19093/2013), la quale ribadisce e valorizza l’importanza dell'etichettatura come strumento che garantisce la trasparenza negli scambi commerciali tra acquirente e venditore. Per tale ragione, la Corte giunge a ritenere che integra gli estremi della frode in commercio (ai sensi dell’art. 515 c.p.) la vendita di pistacchi aventi un’origine diversa da quella, ambigua e troppo generica, dichiarata in etichetta. La rinomanza dei pistacchi siciliani è a tutti nota: è, dunque, evidente che, se un supermercato offre in vendita pistacchi confezionati, nella cui etichetta si legge, in caratteri grandi, “sfiziosità siciliane” e, in caratteri più piccoli, quasi minuscoli, “pistacchi sgusciati Mediterraneo”, non si può essere certi di aver effettivamente acquistato pistacchi prodotti in Sicilia, data la vastità dell’area del Mediterraneo, che comprende diversi Paesi tra i quali, ad esempio, la Turchia. Risulta, pertanto, giustificata, secondo la Corte, non tanto la sanzione amministrativa prevista dalla legge n. 4/2011, quanto la più grave pena della reclusione fino a due anni o della multa fino a 2.065 euro, secondo quanto disposto dall’art. 515 c.p. Una etichettatura che non fornisce informazioni adeguate, precise e corrette sulle caratteristiche del bene acquistato sicuramente truffa il consumatore e svaluta, squalifica e svilisce le qualità del prodotto. Occorre, invece, che sia garantita la libertà di ognuno di individuare, tra la molteplicità di prodotti che il mercato offre, quello che, previa attenta e consapevole valutazione, soddisfa maggiormente i propri gusti o le proprie aspettative. Di conseguenza, risulta evidente come l’informazione relativa all’origine, ovvero, al luogo geografico di produzione, sia in grado di orientare ampiamente la scelta finale del consumatore. A tal proposito, la Corte di Cassazione ricorda che esistono norme chiare e specifiche, tanto a livello nazionale quanto a livello

comunitario, che sottolineano la necessità di riportare in etichetta informazioni chiare e leggibili sulle caratteristiche dei prodotti alimentari, con il fine di evitare che omissioni o false indicazioni possano indurre in errore il consumatore. Viene, infatti, richiamato, non solo il d.lgs. n. 109/1992 che disciplina l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari, ma anche la più recente legge n. 4 del 2011, in materia di etichettatura e qualità degli alimenti, la quale, pur non avendo ancora ricevuto piena attuazione, perché in attesa dell'emanazione degli opportuni decreti interministeriali, espressamente prevede l’obbligo di indicare in etichetta, tra le altre informazioni, il luogo di origine o di provenienza degli alimenti, proprio al fine di rafforzare la prevenzione e la repressione delle frodi alimentari. La legge citata, tra l’altro, attualizza, con attenzione e rigore, il bisogno diffuso e condiviso della collettività di disporre di dati chiari, trasparenti e non ingannevoli, al fine di procedere agli acquisti con sicurezza e fiducia, senza dover convivere con la sensazione di aver subito una truffa.


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oliere

, l'UE fa dietrofront ma in Italia la legge resta

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Il dietrofront della Commissione sul divieto all'uso di bottiglie senza etichetta e oliere anonime nei locali pubblici dell’Unione Europea a partire dall’inizio del prossimo anno favorisce frodi ed inganni che danneggiano duramente le esportazioni nazionali di olio di oliva che nella Ue valgono quasi 450 milioni di euro all’anno, in un momento di difficoltà dei acquisti nazionali in calo del 8 per cento nel primo trimestre del 2013. è quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’annuncio del commissario Ue all'Agricoltura Dacian Ciolos il quale ha comunicato il ritiro da parte della Commissione della proposta presentata la settimana scorsa che avrebbe comportato la sparizione delle oliere nei ristoranti, sostituendole con bottiglie monouso per assicurarne la qualità. Fortunatamente, l’obbligo rimane valido in Italia grazie alla legge salva olio “Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini” in vigore dal primo febbraio. Una norma che prevede di far uso di imballaggi che non consentano il riempimento con altre qualità di olio rispetto a quelle indicate in etichetta nei ristoranti, sul bancone dei bar e nei servizi di catering, che intendiamo difendere dalle pressioni delle lobby. “Ci piacerebbe un'Europa con una visione su come risolvere i problemi dell’economia e della disoccupazione e ci ritroviamo quella che risponde alle lobby anche su come apparecchiare la tavola”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Purtroppo dobbiamo constatare che ancora una volta in Europa i gruppi di pressione vincono nei confronti di una norma appoggiata da ben 15 Paesi, tra cui i principali produttori come Italia e Spagna, che ha visto contrari solo i Paesi del Nord, come Germania, l'Olanda e l'Inghilterra dove non cresce neanche una pianta d’ulivo. La legge nazionale, al contrario, ha sancito una vera rivoluzione sulle tavole per il condimento più amato dagli italiani: dall’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione a 18 mesi dalla data di imbottigliamento all’importante riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo che consentano di smascherare i furbetti dell’extravergine, dall’estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine all’introduzione di sanzioni aggiuntive, come l’interdizione da attività pubblicitarie per spot ingannevoli, dal rafforzamento dei metodi investigativi con le intercettazioni al diritto di accesso ai dati sulle importazioni aziendali. Una necessità a tutela dei consumatori di un Paese come l’Italia in cui l’olio di oliva è praticamente presente sulle tavole di tutti gli italiani con un consumo nazionale stimato in circa 14 chili a testa. L’Italia è il secondo produttore mondiale di olio di oliva con circa 250 milioni di piante e una produzione di oltre mezzo milione di tonnellate e può contare su 40 oli extravergine d'oliva Dop/Igp. Il fatturato del settore è stimato in 2 miliardi di euro con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative.


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giugno 2013

sindacale

vendita diretta vino serve una soluzione "salva-aziende"

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La Commissione Ue ha preso atto delle difficoltà che oggi caratterizzano le vendite a distanza di vino all’interno dell'Unione Europea e sta finalmente lavorando per individuare delle possibili soluzioni. Grazie alla azione di Coldiretti, si punta ora a dare la possibilità anche ai produttori di vino di beneficiare della “libera circolazione delle merci” e spedire direttamente il proprio vino ai consumatori europei. Come è noto il vino in quanto bevanda alcolica è assoggettato alla normativa accise. La detenzione e la circolazione di vino in ambito Ue è assoggettata alla direttiva 2008/118 del 16 dicembre 2008 che fissa le condizioni che acquirenti e speditori devono rispettare. Attualmente qualsiasi persona che acquista vino in uno Stato membro diverso dal suo deve essere registrato ed avere una autorizzazione che nel caso di acquirenti occasionali può avere carattere temporaneo. La circolazione del vino può avvenire in regime di sospensione dall’accisa ovvero in regime di accisa assolta ma in entrambi i casi sono previsti adempimenti burocratici che rendono disagevole e onerosa la vendita diretta al consumatore finale e impediscono la libera circolazione di piccoli quantitativi di vino. Inoltre per quanto riguarda la circolazione in regime sospensivo dal 1 gennaio 2011 tutte le transazioni devono essere svolte utilizzando documenti di accompagnamento elettronici (e-Ad). Questo ha comportato ulteriori costi e maggiore burocrazia sia per i produttori che per gli acquirenti, specie quelli occasionali, determinando una considerevole riduzione delle vendite dirette di vino in ambito comunitario. Attualmente solo l’acquisto di vino da parte di privati trasportato dal medesimo da uno Stato membro in un altro Stato membro usufruisce di una agevolazione (limite fissato in 90 litri di vino o 60 di spumante). Sin dall’entrata in vigore delle procedure telematiche Coldiretti

ha fortemente richiesto sia a livello nazionale che a livello Ue una revisione della normativa che possa facilitare la libera circolazione del vino in ambito Ue quando destinato al consumatore finale. Nei mesi scorsi, finalmente la problematica è stata presa in carico dalle autorità di Bruxelles che hanno attivato uno specifico gruppo di lavoro per analizzare la problematica ed individuare le possibili soluzioni. Nelle scorse settimane a Bruxelles in occasione di un incontro ad hoc con i vertici europei di DG Agri e DG Taxud, si è fatto il punto della situazione. In quella sede i rappresentanti della Commissione Ue pur confermando la conoscenza della problematica e la volontà di individuare delle soluzioni hanno sottolineato il lungo iter appena avviato e la difficoltà di arrivare ad una omogeneizzazione delle procedure all’interno della Ue. Taluni paesi consumatori del nord Europa infatti pur essendo a favore della libera circolazione delle merci non vedono positivamente la vendita diretta di vino sollevando problematiche connesse con la garanzia del pagamento delle relative accise. In occasione dell’incontro Coldiretti ha ulteriormente rimarcato l’importanza delle vendite dirette – che di fatto oggi dirette non sono - per i produttori di vino e il rilevante incremento di costi e di burocrazia al quale oggi sono assoggettati. Ma ha anche proposto due possibili soluzioni. La prima, di gran lunga la più semplice per i produttori di vino, consiste nel prevedere una assimilazione delle vendite a distanza (art. 36 della direttiva accise) all’acquisto da parte di privati (art. 32) nei limiti dei quantitativi già previsti. La seconda invece prevede l’istituzione di una nuova procedura, unica a livello Ue, semplificata e alternativa a quella ordinaria che consenta il pagamento anticipato da parte del produttore (o acquirente) dell’accisa dovuta nel paese di destinazione, evitando così gli obblighi di registrazione e garanzia nello stato membro di destinazione.


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OGM

Ok del Senato all'adozione della clausola di Salvaguardia

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Il Senato ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il Governo ad adottare la clausola di salvaguardia sull’utilizzo degli Ogm in agricoltura, prevista da una direttiva della Cee del 2001 “a tutela della salute umana, dell'ambiente e del modello economico e sociale del settore agroalimentare”. Il documento unitario invita, inoltre l’Esecutivo, a “rafforzare la già efficace opera di monitoraggio e controllo posta in essere con il coinvolgimento del Corpo forestale dello Stato, il quale da tempo effettua verifiche per evitare la contaminazione tra colture geneticamente modificate e non e per controllare l'eventuale presenza di sementi transgeniche non autorizzate”. “Una intesa positiva che apre la strada all’avvio delle procedure per l’attivazione della “clausola di salvaguardia” da parte del Governo per scongiurare in Italia qualsiasi rischio di contaminazione – commenta soddisfatto il presidente della Coldiretti, Sergio Marini -.

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Dopo il positivo pronunciamento del Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo ci aspettiamo ora che tale obiettivo sia condiviso anche dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin a cui spetta per competenza l’avvio delle procedure. Il ricorso alla clausola di salvaguardia - ricorda Marini - è già stato richiesto in più occasioni dalle amministrazioni regionali ed è uno strumento esercitato da alcuni Stati membri dell’Ue in relazione a nuove evidenze scientifiche che evidenziano l’impatto degli Ogm anche su aspetti diversi da quelli economici”. Non va dimenticato che sulla base dell`indagine Coldiretti-Swg relativa ad ottobre 2012 quasi sette italiani su dieci considerano oggi gli organismi geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali: una motivazione in più che va a rafforzare l’esigenza di garantire l’agricoltura e il territorio da forme di inquinamento genetico e assicurare la competitività delle nostre produzioni tradizionali e di qualità.

La Monsanto alza bandiera bianca, rinuncia all'Europa

Sugli Ogm in Europa la Monsanto alza bandiera bianca. La multinazionale ha annunciato l’intenzione di rinunciare a promuovere gli Organismi geneticamente modificati nel Vecchio Continente, seguendo le orme della Basf e di altre “consorelle”. Troppo forte la contrarietà dei cittadini europei verso gli Ogm, così come i dubbi degli agricoltori ad utilizzare questo tipo di sementi, e ciò nonostante le pesanti pressioni delle multinazionali sui fantomatici poteri “salvifici” del biotech. Un discorso tanto più valido nel caso dell’Italia, dove il rischio contaminazione metterebbe in pericolo un’agricoltura da primato a livello internazionale per qualità, sicurezza ambientale ed alimentare,

senza peraltro portare alcun beneficio. Non è del resto un caso se in Europa sono coltivati con Organismi geneticamente modificati appena 114.290 ettari di terreno, pari a molto meno dello 0,001 per cento della superficie agricola totale europea che è di 160 milioni di ettari, secondo un'analisi della Coldiretti sulla base dei dati dell'“International Service for the Acquisition of Agribiotech Applications” (ISAAA). Una superficie rimasta pressoché invariata negli ultimi cinque anni. Logica, quindi, la scelta della Monsanto di rinunciare addirittura a presentare richiesta per l’autorizzazione di nuovi tipi di piante biotech.


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giugno 2013

Anticipazione

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annuale della

Recentemente è stato sottoscritto un accordo a livello Nazionale fra CreditAgri Italia ed il Centro di Assistenza Agricola Coldiretti (CAA) riguardo la prestazione di servizi per l’elaborazione dei dati economico-finanziari e per la predisposizione da parte di quest’ultimo dei corredi e dossier documentali necessari all’istruttoria delle operazioni di finanziamento. L’accordo parte già in occasione delle pratiche di anticipazione premio domanda unica 2013. Infatti attraverso degli articolati pacchetti convenzionati fra CreditAgri Italia ed il sistema bancario che vede coinvolti per il momento, Cariparma , B.N.L. Gruppo BNP Paribas e Banco Popolare (Popolare Lodi, Popolare Cremona ect) siamo in grado di offrire prodotti creditizi specifici a condizioni particolarmente vantaggiose. Un prodotto finanziario, che ad oggi può essere utile e vantaggioso in termini di tasso di interesse è la richiesta di finanziamento dell’anticipo annuale del contributo della domanda unica (PAC). Con una semplice richiesta infatti, si può chiedere con almeno 8 mesi di anticipo tale premio e l’operazione in questione viene concretizzata tramite un’anticipazione in conto corrente. In particolare la banca si impegna a tenere a disposizione del cliente su un c/c dedicato tutta la somma del premio Domanda Unica 2013 ed il cliente può utilizzare il prestito in più riprese (formula usata da Cariparma, Banco Popolare, B.n.l). La garanzia su tale operazione viene data da

sindacale

pac Agrea tramite una convenzione con le banche , dove sul c/c del richiedente viene veicolato il pagamento del contributo Domanda Unica 2013 e dal Confidi CreditAgri Italia. Nell’anticipazione in conto corrente gli interessi si calcolano posticipatamente e solo sull’effettivo utilizzo del prestito. Un altro prodotto finanziario similare all’anticipo Domanda Unica è quello per il pomodoro ed il latte per i produttori che conferiscono tramite le Associazioni di Prodotto e le Cooperative. L’operazione si concretizza attraverso un finanziamento massimo da parte dell’istituto bancario pari all’80% del valore del contratto di conferimento, o tramite fatture o tramite attestazione comprovante il conferimento dalle Associazioni di Prodotto o Cooperative. L’importo in questione viene erogato nella forma di scoperto di conto corrente da accendere dietro presentazione della documentazione sopra prevista e da estinguere al momento della liquidazione degli importi bonificati dall’Associazione di Prodotto o dalla Cooperativa a cui è stato conferito il prodotto. Coloro che fossero interessati a questa opportunità si possono rivolgere per un primo contatto presso i referenti CAA di zona , o la Responsabile CAA Provinciale o contattare direttamente lo sportello di CreditAgri Italia ai seguenti numeri telefonici 0523/596566 oppure sul mobile 333/5364444.


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mia cara montagna...

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è da ottobre 2011 che ho lasciato l’ufficio zona di Bettola per nuovi incarichi a me affidati da Coldiretti e trovo doveroso esprimere un ringraziamento agli agricoltori di montagna per il tempo bellissimo trascorso insieme condividendo momenti felici e meno felici, sempre con un rapporto schietto, sincero e trasparente, tipico della gente di queste zone. Fin da piccolo, sedendomi ai bordi dei campi, mi piaceva ammirare gli agricoltori che sudavano sotto un sole cocente fino a tarda sera, sempre con il sorriso sulle labbra e la spensieratezza che li contraddistingue, quasi come se trasformassero la fatica in una festa trasmettendomi il culto del lavoro e lo spirito di come affrontarlo. Poi a 21 anni sono approdato all’ufficio Coldiretti di Bettola e qui è cominciato lo splendido rapporto con loro. Da impiegato sono arrivato ad essere in poco tempo segretario di zona, succedendo a Luigi Lusardi, un mito per quelle zone e mio prezioso maestro. Bellissimi quei tempi in cui queste zone godevano del massimo splendore, vi erano circa 400 stalle da latte e la montagna era popolata, viva e produttiva. Ben presto però sono cominciati i tempi bui: la montagna si è andata via via spopolando, le aziende sono scese drasticamente di numero e dalle 400 stalle dei tempi d’oro si è passati velocemente ad una settantina. Era il momento di rimboccarsi le maniche per salvare il salvabile e per ridare reddito alle aziende di montagna attraverso la valorizzazione dei loro prodotti e l’immissione degli stessi sul mercato. Fondamentale in questa partita è stato il lavoro effettuato per far si che tali prodotti si distinguessero dai prodotti similari già sul mercato puntando su sicurezza, trasparenza di filiera e salubrità. L’agricoltore ha avuto così l’occasione di mettersi in gioco: la scelta era difficile ma indispensabile e la chiave del successo poteva essere il passaggio all’agricoltura biologica, una strada lunga e piena di insidie, ma che poteva dare soddisfazioni e impulso all’agricoltura locale. Con Luca Piacenza ed Enrica Gobbi, supportati da Giorgio Grenzi, direttore di allora, cominciò così un lavoro duro e pieno di ostacoli, convincere le aziende agricole di queste zone a passare all’adozione del metodo biologico non è stato certo un compito facile da svolgere ma dopo 5 anni, a no-

vembre 2002, nasce il Consorzio Bio-Piace. Percorrendo insieme a Coldiretti le evoluzioni del progetto, partito, ricordiamolo, dal patto con il consumatore, fino a giungere a Campagna Amica, si è creata una struttura che ha raggiunto un fatturato di circa 3.500.000,00 euro nel 2012, reddito che per lo più viene ripartito tra le aziende agricole della fascia alta collinare e di montagna delle varie valli piacentine. Qui vorrei aprire una parentesi rivolgendo parole di particolare ringraziamento al direttore precedente di Coldiretti Giovanni Roncalli e all’attuale direttore Massimo Albano che hanno fatto di tale progetto una bandiera di Coldiretti Piacenza, tutelandolo, indicandolo come esempio da seguire e garantendo per i finanziamenti nei momenti di maggior bisogno fino a portarlo al riconoscimento, a livello nazionale, come progetto pilota unico in questo campo. La produzione del Grano Padano Bio-Dop, unico in Italia, che ha conquistato il mercato svizzero e tedesco e la produzione di carne biologica, prodotto che viene quasi interamente assorbito dalla ristorazione scolastica piacentina, sono i fiori all’occhiello di Agri-Piace e a conferma di ciò vi è la firma dell’accordo per l’inserimento di tali prodotti nella ristorazione scolastica e ospedaliera di Piacenza. Questo è un grandissimo risultato per l’economia delle nostre aziende poiché garantisce loro certezza di reddito stabile. E per concludere, ricordo la realizzazione della bottega di Campagna Amica, in collaborazione con Coldiretti, vetrina di prodotti per le non solo per le nostre aziende agricole ma anche per le aziende certificate Campagna Amica di tutta Italia. Si potrebbe dire traguardo raggiunto, ma di lavoro da fare ce n’è ancora, e ce n’è tanto! In quest’ottica mi dedicherò a questo progetto e ricoprirò la carica di direttore di Bio-Piace, ora Agri-Piace, compito ben accettato da me perché mi permette di dedicarmi alla mia amata montagna e alle sue aziende agricole. Poche righe ancora per dire un sentito grazie agli agricoltori di montagna per il bel rapporto che abbiamo vissuto insieme e per tutto quello che mi hanno insegnato: non vi scorderò mai e lavorerò sempre per il vostro futuro. Grazie ancora.

Camillo Tiramani


Alimentazione

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le qualità nutrizionali dei prodotti del territorio a cura della Dott.ssa Monica Maj

il

CALDO si combatte anche a tavola

In estate il caldo si può combattere anche a tavola. Attraverso piccoli accorgimenti possiamo rendere meno torride le giornate estive ed evitare di incorrere in problemi legati all’eccesso di calore. In questo periodo dell’anno occorre dare la prevalenza a preparazioni culinarie più semplici e ad alimenti più digeribili e ricchi di acqua. Infatti, con la sudorazione, dovuta all’aumento della temperatura, si hanno maggiori perdite di acqua e sali minerali che vanno prontamente reintegrati per non incorrere in fenomeni di disidratazione. Ecco alcune regole che ci aiutano a fronteggiare la lunga estate calda. 1. mangiare frutta e verdura di stagione, ricche di sali minerali, acqua e vitamine. Tra i sali minerali utili in questo periodo troviamo il potassio. Questo prezioso minerale stimola l'azione dei reni e aiuta ad eliminare le scorie dell'organismo. È un regolatore dell'attività neuromuscolare e normalizza il battito cardiaco. Il potassio è indispensabile per la conservazione dei liquidi nelle cellule, riduce la pressione del sangue e favorisce la lucidità della mente. Banane, anguria, melone e albicocche sono ricche di questo sale. Via libera anche a pesche che svolgono una funzione dissetante, non affaticano stomaco e fegato. In questo periodo, gli occhi sono sovraesposti ai raggi solari ed ecco che le carote, ricche di vitamina A, ci vengono in aiuto. Il cocomero è il frutto più dissetante con il 95% di acqua, seguito dal melone ricco di vitamine (A e C) e sali minerali (potassio, sodio, calcio, fosforo). Da ultime ma non meno importanti, le ciliegie che contengono molti sali minerali come potassio, calcio e ferro. 2. Evitare in modo assoluto alcolici e superalcolici, sono dei vasodilatatori e aumentano la frequenza cardiaca. 3. Evitare di consumare piatti molto ricchi in grassi, fritti, insaccati, spezie che rallentano la digestione. Si consigliano metodi di cottura semplici come il vapore, ai ferri, in padella antiaderente. 4. Effettuare 5 pasti leggeri e digeribili evitando di sovraccaricare eccessivamente il sistema digerente: colazione, spuntino, pranzo, spuntino, cena. 5. Evitare i caffè, le bevande contenenti caffeina e gli energy drink che, aumentando la sudorazione e la sensazione di calore. 6. Evitare cibi e bevande troppo calde o troppo fredde. 7. Bere almeno 2 litri al giorno, è possibile bere tisane, tè, succhi di frutta freschi, ancora meglio centrifugati di frutta e verdura ricchi di sali minerali, vitamine e poveri di calorie. 8. Per combattere l'insonnia favorita dal grande caldo per la sera è consigliabile scegliere cibi freschi e facilmente digeribili come pasta, riso, insalate, yogurt, formaggi freschi, uova bollite e frutta che aiutano a rilassare l'organismo. Per contro vanno evitati gli alimenti conditi con molto pepe e sale e alimenti che ne contengono in abbondanza come patatine, salatini, alimenti in scatola, minestre pronte e dado da cucina. Dare la prevalenza ai cibi che aiutano a rilassarsi grazie alla presenza di un aminoacido, il triptofano (tab.1), che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere e il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento. La serotonina aumenta con il consumo di alimenti contenti zuccheri semplici come la frutta, il latte o lo yogurt. Tra le verdure scegliere la lattuga, la cipolla e l’aglio, perché le loro spiccate proprietà sedative conciliano il sonno.

Infine qualche regola comportamentale per combattere le giornate più calde: 1. evitare di uscire dopo le 11 e prima delle 18; 2. rinfrescare gli ambienti in cui si soggiorna; 3. aprire le finestre al mattino presto e abbassare le tapparelle tra le 11 e le 18; 4. quando si esce utilizzare occhiali scuri e copricapo; 5. indossare abiti in fibra naturale (lino o cotone) larghi e morbidi che permettano alla pelle di traspirare. I colori chiari favoriscono l’evaporazione del sudore; 6. in caso di mal di testa da colpo di sole, bagnarsi immediatamente con acqua fresca; 7. bere spesso; 8. evitare le attività sportive e gli sforzi, spostateli nelle prime ore del mattino o nelle ore serali; 9. attenzione alla conservazione dei cibi, in estate, complice il gran caldo aumentano le tossinfezioni alimentari.

contenuto in triptofano di alcuni alimenti: Alimento Riso Pappa Reale Mandorle Bieta cruda Albume d’uovo Uovo intero Spinaci crudi Farina d’avena Latte Crescenza Sogliola Zucchine crude Merluzzo

Triptofano g/100gr 2,32 1,89 1,79 1,62 1,60 1,59 1,56 1,47 1,43 1,37 1,34 1,31 1,29


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l'Adunata Nazionale degli Alpini quest'anno ha messo radici a Piacenza Campagna Amica ha presentato le eccellenze enogastronomiche del territorio

Coldiretti Piacenza, in occasione dell’arrivo delle penne nere ha dipinto il Palazzo dell’Agricoltura di giallo, facendo assaporare al corpo speciale riunito in occasione dell’adunata le eccellenze eno gastronomiche della nostra provincia. Nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 maggio si è infatti svolto il mercato di Campagna Amica nel quale le aziende associate ad Agrimercato e la Bottega di Campagna Amica hanno proposto il meglio delle eccellenze enogastronomiche piacentine. Decisamente in tema e apprezzata è stata poi l’animazione musicale effettuata dall’Appennino Folk Festival che ha allietato alpini e imprenditori agricoli con le musiche tradizionali dell’Appennino piacentino. In prima linea, al fine di una buona riuscita di questa manifestazione che difficilmente i piacentini scorderanno, anche il Consorzio Agrario di Piacenza che ha messo a disposizione i suoi spazi per ospitare alpini provenienti dalle città di Cuneo, Mantova e Verona. La due giorni è stata un evento unico nel suo genere, un’ oc-

casione imperdibile per alpini e non, per celebrare le eccellenze enogastronomiche della nostra provincia tra cui i salumi piacentini Dop, la coppa, la pancetta e il salame ma anche i magnifici vini gutturnio, barbera, bonarda, trebbiano, malvasia, ortrugo, novello e i formaggi sia vaccini che di capra. Piacenza dunque, anche grazie allo spirito d’iniziativa di Coldiretti, è riuscita ad attivare un vero e proprio “scambio interculturale”; la città ha potuto conoscere da vicino lo spirito di sacrificio e la responsabilità del corpo degli alpini ma la comunità delle penne nere ha potuto assaporare tutta la trasparenza e la genuinità della nostra economia fortemente agricola e radicata nelle tradizioni. È proprio questo il significato che ha fatto dell’adunata un’opportunità di crescita: lo scambio, l’interazione e l’apertura verso l’altro, la voglia di confrontarsi e di assaporare quelle piccole grandi cose che fanno della nostra nazione così multisfaccettata un luogo unico, dove nascere crescere e rimanere resistendo alle intemperie che la contemporaneità ci pone di fronte.


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giugno 2013

iniziative Coldiretti

Grande successo del 2o trofeo di pesca COLDIRETTI Sport, ambiente, territorio, natura, ecologia e alimentazione: queste le parole d’ordine della mattinata trascorsa ai Laghi di Tuna Riconfermato il successo del Trofeo di Pesca Coldiretti che, arrivato alla sua seconda edizione, ha attirato sportivi di tutta la provincia e oltre. Fin dalle prime ore dell’alba, i pescatori hanno cominciato a prepararsi per la gara: canne, esche, punte, ami, guadini, nasse, il tutto in un clima sereno e di festa. Si sono sfidati in una gara individuale di pesca al colpo a tecnica roubaisienne da 10 a 13 metri: “Una gara a peso, ha sottolineato Umberto Romanini, estremamente ecologica, perché c’è obbligo di amo senza ardiglione, per non ferire il pesce mentre si slama. I pesci dopo la cattura vengono messi nella nassa per tenerli in vita in attesa della pesata. Successivamente, sono rimessi in acqua”. Dopo 3 ore di pesca continua, il momento più importante: la pesata e le premiazioni, effettuate dal tecnico di Coldiretti Piacenza Umberto Romanini. In base al peso verificato, tre sono stati i vincitori premiati con il “Tagliere Coldiretti”: il terzo assoluto

con 25,500 kg va a Cristiano Ricchetti, il secondo assoluto va a Valentino Bugada con 27,050 kg e il primo assoluto con ben 30,550 kg va a Roberto Carella. I premi, a base di prodotti tipici e locali della Bottega di Campagna Amica sono stati estremamente apprezzati da tutti i finalisti, così come l’aperitivo finale con Grana Padano, salumi dop piacentini, insieme a Pane Piacentino e vini doc del territorio. Coldiretti ha inoltre voluto omaggiare tutti i partecipanti al trofeo di un pensiero “giallo”: una borsa di cotone Campagna Amica, utilissima per poter fare la spesa in modo ecologico e sostenibile, con una treccia di pane piacentino e i gadget gialli di Coldiretti. “È con grande entusiasmo che la nostra Organizzazione ha dato vita a questo torneo in collaborazione con la società Piacenza 83 Iridea Tubertini, ha sottolineato Enrica Gobbi, Responsabile Ambiente di Coldiretti Piacenza. Anche attraverso l’iniziativa di oggi, vogliamo ribadire il legame di Coldiretti con le discipline sportive ed in particolare con la pesca che si pratica a completo contatto con la natura, l’ambiente e il territorio; un legame anche culturale e significativo per Coldiretti che da sempre promuove la stagionalità, il rispetto del territorio, il no-ogm; tematiche indispensabili se vogliamo garantire la tutela della flora e della fauna”.


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Cappellini Gialli anche a Caorso! Lunedì 3 giugno si è svolta, a Caorso, presso il Parco ai Caduti di Via Tavani, la festa di fine anno della scuola dell’infanzia di Caorso, all’interno della quale Coldiretti Piacenza ha ripercorso le fasi più importanti del progetto di Educazione alla Campagna Amica. A rappresentare la Coldiretti durante questo straordinario evento, oltre al presidente della sezione di Caorso Giampiero Cremonesi ed al segretario di zona Franco Fittavolini era presente tutto il personale dell’ufficio zona di Cortemaggiore, che, considerata l’importanza della giornata, con tanto entusiasmo ha preparato una merenda a chilometro zero per tutti i bambini che hanno preso parte al pomeriggio di festa. Erano inoltre presenti il sindaco di Caorso Fabio Callori, il presidente della pubblica assistenza di Caorso, Castelvetro Piacentino e Monticelli D’Ongina Paolo Targon, il rappresentante di Progetto Vita Valentina Pellizzoni e la vice preside vicaria dell’istituto comprensivo Caorso-Monticelli Vittoria. Pane Piacentino, pizza e focaccia del panificio Sala, insieme al Grana Padano sono stati graditi dai bimbi che si sono divertiti a

fare tutti insieme una merenda sana e all’insegna dei prodotti locali, proprio come hanno imparato durante il percorso di Educazione alla Campagna Amica. Questo percorso ha permesso ai bambini della scuola dell’infanzia di Caorso, di imparare cosa vuol dire una merenda sana e quanto una corretta alimentazione sia importante per tutti, bambini e adulti. A tutti gli insegnanti è stato offerto un omaggio di pasta 100% prodotta con grano Italiano del pastificio Ghigi ed una treccia di Pane Piacentino, oltre al volume dedicato allo stesso Pane Piacentino. Il progetto di Coldiretti di Educazione alla Campagna Amica ha lasciato un segno molto positivo sui bimbi, i genitori e gli insegnanti e questo dimostra quanto sia fondamentale educare fin da piccoli i bambini ad una corretta alimentazione ed alla conoscenza dei prodotti straordinari che la nostra provincia ha da offrire; una nuova conferma di quanto Coldiretti sia davvero forza sociale per e nel territorio nell’ottica di contribuire ogni giorno e con coerenza a costruire un futuro per il nostro Paese.

Nibbiano Mulini in Festa con il pane Piacentino La grande festa degli antichi Mulini della Val Tidone ha visto come protagonista il Pane Piacentino, accompagnato dai prodotti della Bottega di Campagna Amica di Piacenza che hanno accolto con un gustoso aperitivo i visitatori del Mulino Borgo Lentino e del Mulino Ceppetto. Una festa per far rivivere i preziosi manufatti del passato che permettono di ricordare quelle antiche fatiche del lavoro dei mugnai; un evento che ha legato il passato al presente, partendo dal tracciato percorribile con la bicicletta e a cavallo rappresentato “dall’Associazione Sentiero del Tidone” dal fiume Po fino alla diga del Molato. Il progetto del Pane Piacentino, ha sottolineato Andrea Poggi di Coldiretti, intervenendo alla cerimonia di benedizione, ha

come protagonisti i produttori piacentini, le strutture di lavorazione territoriali, il Consorzio Agrario, l’associazione panificatori e tutti i panettieri che hanno voluto scommettere sul nostro territorio, per valorizzare l’alimento base della dieta mediterranea. Insieme al pane non potevano mancare le eccellenze della Bottega di Campagna Amica e i vini delle cantine della Valtidone.” In chiusura le rappresentazioni dialettali dei momenti della vita rurale, che permettono di far conoscere ai turisti le nostre radici, far capire da dove veniamo; guarda caso tutto ci riporta all’agricoltura, tutto riparte sempre dall’attività agricola...


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giugno 2013

iniziative Coldiretti

Dall'Inghilterra per conoscere il progetto di Coldiretti Le eccellenze enogastronomiche piacentine e il nostro territorio presentato ad un gruppo di imprenditori agricoli dell’organizzazione inglese NFU Il progetto di Coldiretti, continua a raccogliere consensi: questa volta gli apprezzamenti arrivano però da oltre manica, più precisamente da un gruppo di imprenditori agricoli inglesi dell’Organizzazione Agricola NFU, in viaggio in l’Italia per poter assaporare e apprendere il nostro modo di fare agricoltura e ospiti nei giorni scorsi di Coldiretti Piacenza. Il presidente Luigi Bisi, ha illustrato il percorso di Coldiretti soffermandosi soprattutto sulle opportunità della Rete di Campagna Amica e di Fai; strumenti per arrivare direttamente al consumatore garantendo l’origine del prodotto e il giusto reddito per gli agricoltori. “La nostra mission, ha proseguito Bisi, rispondendo alle numerose domande degli ospiti, è lavorare per ritornare al protagonismo dell’agricoltore, vero cuore del Made in Italy enogastronomico, motore pulsante di quell’economia reale che può rappresentare uno strumento per uscire dalla crisi” . Il gruppo, dopo la visita alla Bottega di Campagna Amica, dove ha potuto toccare con mano cosa significa proporre prodotti agricoli e italiani attraverso una rete certificata e assolutamente controllata, ha incontrato il presidente di Terranostra Carlo

Pontini per conoscere la realtà agrituristica della nostra regione, il territorio, le peculiarità, le normative, ma soprattutto per apprezzare le produzioni enogastronomiche del territorio. “La multifunzionalità delle aziende agricole - ha sottolineato Pontini - grazie alla quale si sono sviluppate una serie di attività connesse che contribuiscono a promuovere il nostro territorio, è fondamentale anche per contenere il fenomeno dello spopolamento delle zone di montagna mantenendo tutto il valore della tradizione declinandolo in chiave moderna di sviluppo e innovazione”. “Quando ci sono trasparenza e genuinità non servono altre parole, non serve il traduttore, è il luogo a raccontare qualcosa di straordinario e in Italia, ha concluso Pontini di luoghi così ce ne sono tanti, tutti diversi, con la loro tradizione e con qualcosa da offrire e tramandare”. La giornata per gli inglesi si è conclusa con la visita al Consorzio Casalasco del Pomodoro di Rivarolo del Re, dove hanno potuto conoscere ed apprezzare, una realtà unica in Europa nell’ambito della produzione di pomodoro, che ha fatto del made in Italy il biglietto da visita dell’oro rosso.


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etichettopoli.com

a cura di Attilio Barbieri

Per la Cassazione il marchio prevale sul Paese d'origine. Così una giacca romena diventa italiana Non è reato indicare nell'etichetta il nome di un'azienda italiana, anche se un capo d'abbigliamento è stato realizzato all'estero. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza emessa il 28 maggio scorso. Ho scoperto la notizia sul portale Laleggepertutti.it, una risorsa web molto documentata. La sentenza della Suprema Corte riguarda un'azienda di Treviso che ha importato delle giacche per bambino dalla Romania, mettendole in commercio con la dicitura «Prodotto e distribuito dall'azienda Tal dei Tali». Il nome della società, come sempre nelle sentenze della Cassazione, è sostituito da una sigla, ma si fa presto a capire di quale marchio si tratti. Ebbene, se l'azienda italiana che ha importato le giacche dalla Romania non scrive anche «made in Italy» sull'etichetta non commette alcun reato. «Non è sufficiente», scrivono i giudici nella sentenza, «la mera

indicazione del nome o del marchio della ditta produttrice o dove essa ha sede». Se ad esempio il sottoscritto importasse dei cappotti dalla Cina e scrivesse in etichetta: «Prodotto e distribuito da Barbieri Spa, Milano», non rischierebbe alcuna sanzione. Anzi: la Barbieri Spa sarebbe perfettamente nel giusto. Personalmente sono dell'idea che le sentenze - per quanto paradossali - più che commentate vadano analizzate. Non dai giornalisti ma dai giuristi. E mi attengo a questa regola pure in questo caso. Tempi durissimi per chi si batte per la dichiarazione d'origine e l'etichetta trasparente. A titolo d'informazione la sentenza di cui parlo è la numero 1.072 ed è stata depositata il 28 maggio 2013.


pagina coldiretti giugno 19x23_Layout 1 21/05/13 10:00 Pagina 4

La Diga del Molato: da più di 80 anni al servizio della Val Tidone In Val Tidone l’irrigazione interessa un’area di circa 13.000 ettari. La Diga del Molato consente di accumulare acqua nel bacino artificiale con una capacità massima di invaso di circa 9 milioni di mc. L’acqua prima di essere restituita al torrente Tidone attraversa turbine che generano energia elettrica. L’acqua rilasciata dalla Diga e dal torrente Tidoncello confluisce alla traversa Lentino per essere distribuita nel comprensorio irriguo. Nei comuni di Pianello, Borgonovo e Agazzano l’irrigazione è in pressione, ovvero l’acqua viene immessa in condotte sotterranee e indirizzata ai singoli a gricoltori che ne fanno uso, per mitigare le perdite di acqua e avere una maggiore efficienza.

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TRIMESTRE 2013 con luci e ombre per il settore lattiero caseario italiano

P

arte tra luce e ombre questo primo trimestre del 2013 per il settore lattiero caseario italiano, dopo un 2012 fortemente negativo in termini di redditività per gli allevamenti. Nel periodogli acquisti di latte e derivati risultano in leggera ripresa gennaio-marzo 2013 l' indice dei prezzi alla produzione di latte e derivati ha fatto segnare una lieve ripresa, mantenendo una tendenza aumentano le vendite del prodotto a lunga conservazione negativa su base annua (-4,3 %) in linea con l'andamento in atto dalla scorsa primavera. Per quanto riguarda i formaggi, si tratta di una fase flessiva che segue un 2011 e un primo trimestre 2012 all' insegna delle tensioni al rialzo dei prezzi. In relazione ai costi di produzione, dopo gli inasprimenti del 2012 sembra essersi arrestata la tendenza al rialzo, grazie soprattutto alla frenata dei mangimi, tuttavia l' altra voce che sta incidendo in maniera significativa sulla redditività è rappresentata dai prodotti energetici, rincarati nel primo trimestre dell' 11,2% su base annua. Segnali molto positivi provengono invece

dai dati sull' interscambio con l' estero, un' opportuntà in più la offriranno al settore i Paesi emergenti, mercati che hanno riservato ai formaggi made in Italy performance decisamente favorevoli in termini di crescita delle esportazioni. Si stanno dunque creando le condizioni per un aumento del prezzo del latte alla stalla . Tutto il mercato è infatti in forte rialzo sia a livello europeo che mondiale, c' è richiesta di prodotto e la previsione che ne servirà di più per soddisfare le esigenze della industria di trasformazione. Quanto ai consumi delle famiglie italiane, nel primo trimestre 2013 gli acquisti di latte e derivati risultano in leggera ripresa mentre si riduce la spesa. Frenano i consumi di latte fresco (-3,6 in quantità), mentre aumentano le vendite del prodotto a lunga conservazione (+3,6%), quelle dello yogurt (+5,7%) e dei formaggi.

Notizie tecniche Rilevazione prezzi del latte e prodotti caseari - fonte Camera di Commercio di Lodi - rilevazione dal 16-31 maggio 2013

APLin primo piano Arriva il caldo e gli animali si stressano

Si chiama stress da caldo, colpisce gli uomini ma anche gli animali, in particolare le vacche da latte sono animali stress sensibili, non appena la temperatura ambiente s' innalza al di sopra dei 26,7°C la vacca tende a diminuire l' assunzione di alimenti e le cose si complicano se si associa all' elevata temperatura un' elevata umidità dell' aria. Per liberarsi dall' eccesso di calorie, l' animale aumenta gli atti respiratori e i fabbisogni di mantenimento, ingerendo meno sostanza secca, con conseguente calo della produzione lattea e un peggioramento qualitativo delle caratteristiche del latte prodotto, in particolare in termini di tenore in proteine, in grasso e acidità. È indispensabile quindi in previsione del grande caldo, allestire doccette, ventole e condizionatori, reintegrare la perdita di minerali con integratori specifici a base di sali potassio nell' alimentazione preparata dagli allevatori.

LATTE SPOT Latte nazionale crudo

Euro/Kg min

max

media

0,425

0,430

0,4275

min

max

media

Grana padano (scelta 01) 7,40 stagionatura 15 mesi e oltre

8,00

7,70

Grana padano (scelta 01) stagionatura 9 mesi e oltre

7,00

6,85

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Prof. Marco Trevisan Istituto di Chimica agraria ed ambientale Facoltà di Agraria

Le Fasce Tampone,

una risorsa per l'agricoltura? I più recenti orientamenti della politica Comunitaria e Nazionale sulla produzione di bioenergie intendono promuovere esclusivamente filiere che garantiscano un concreto beneficio ambientale. Una delle possibilità è quella di realizzare e sfruttare a fini energetici colture lignocellulosiche da biomassa, specie erbacee poliennali (Panico vergato e Miscanto) e legnose (Salice e Robinia), realizzate sui “margini dei campi”, senza la sottrazione di terreno alle produzioni alimentari di pieno campo, che fungano quindi anche da “fasce tampone”. Questo permetterebbe anche di rispondere in modo produttivo per

l’agricoltore al nuovo dettato del PIANO D’AZIONE NAZIONALE PER L’USO SOSTENIBILE DEI PRODOTTI FITOSANITARI (Art. 6 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150). Il Piano d’azione nazionale prevede al punto A.5.1.3.2 (utilizzo di fasce vegetate non trattate che riducono il ruscellamento e il drenaggio) l’introduzione di una fascia vegetata non trattata lungo i corpi idrici, di almeno 5 metri e nei terreni in pendio (> 4%) raccomanda la realizzazione di un sistema costituito da fasce vegetate non trattate, lungo il corpo idrico, di larghezza non inferiore a 3 metri,

Servizi ambientali forniti dalla fasce tampone dedicate a colture bioenergetiche poliennali erbacee e/o arboree: AZIONE DELLA FASCIA •

Protezione del suolo (più stabile e poroso) dall’azione battente delle piogge • Ritenzione delle particelle del suolo dagli apparati radicali fitti e profondi

Riduzione dell’erosione del suolo e minor carico solido ai corpi idrici

• •

Effetto mulching della lettiera Incremento del tenore di sostanza organica negli strati superficiali

Minor runoff superficiale e miglioramento delle qualità dell’acqua di scorrimento

Presenza abbondante e prolungata di biomassa

Maggior biodiversità funzionale nell’agroecosistema

• •

Minor lavorazioni Accumulo di sostanza organica nel suolo

Riduzione emissioni gas serra (CO2 e N2O) Stoccaggio del C a lungo-termine nelle frazioni più stabili del suolo Maggior ritenzione di acqua e nutrienti

• COPERTURA DEL SUOLO

SERVIZIO AMBIENTALE

• •

CONVERSIONE DEI MARGINI DEI CAMPI CON COLTURE BIOENERGETICHE

Minor concimazioni azotate/fosfatiche e maggior efficienza nell’utilizzo dei nutrienti

Azione tampone (filtro suolovegetazione) nei flussi sub-superficali nei confronti degli inquinanti di origine agricola

Minor rischio di lisciviazione e/o runoff superficiale del fosforo, dell’azoto nitrico e dei fitofarmaci

Minor rischio di diffusione dell’azoto nitrico nei corpi idrici superficiali


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giugno 2013

associate a fasce di maggiore ampiezza, disposte lungo i versanti, trasversalmente alla massima pendenza. Sono da prendere in considerazione tutti i corpi idrici superficiali, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, ad eccezione di: • Scoline (fossi situati lungo i campi coltivati per la raccolta dell’acqua in eccesso) ed altre strutture idrauliche artificiali, prive di acqua propria e destinate alla raccolta e al convogliamento di acque meteoriche, presenti temporaneamente. • Adduttori d’acqua per l’irrigazione: rappresentati dai corpi idri-

eventi dal mondo agricolo

ci, le cui acque sono destinate soltanto ai campi coltivati. • Pensili: corpi idrici in cui la quota del fondo risulta superiore di almeno 1 metro rispetto alla coltura trattata. I principali criteri di sostenibilità ambientale sono riferiti alla fornitura di servizi ambientali di regolazione e controllo delle varie componenti dell’agroecosistema: il suolo agricolo, l’acqua, l’aria e l’agrobiodiversità


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Rinnovo cariche in AGRIPIACE Una nuova squadra nel segno della continuità per continuare a crescere: Luigi Bisi eletto presidente della Cooperativa Il 27 maggio 2013 si è riunito il nuovo consiglio di Agripiace società coop. agricola spa presieduto dal consigliere anziano Maggi Adele, per l’elezione del presidente e del vicepresidente.

Il nuovo consiglio è così composto: Luigi Bisi

presidente

settore ortofrutta e bottega

Marco Sartori vice presidente

settore mense/ristorazione

Adele Maggi

settore carne

Alessandro Cassi

settore carne

Michele Stragliati

settore carne

Ugo Agnelli

settore carne

Giovanni Manfredi

settore latte

Mauro Mondani

settore latte

Giacomo Sala

settore cereali e foraggi

Il nuovo presidente Luigi Bisi, che è anche presidente di Coldiretti Piacenza, ha ringraziato per la fiducia espressa nei suoi confronti: “è mia intenzione lavorare per la ristrutturazione dell’area commerciale ed amministrativa della cooperativa per adeguarla sempre più alle dimensioni raggiunte e al contesto che si prospetta all’orizzonte, senza dimenticare l’assoluta coerenza e il rispetto delle linee tracciate da Campagna Amica. La cooperativa è un’azienda accreditata, così come la Bottega, fiore all’occhiello della rete nazionale di Campagna Amica. Per questo motivo cercheremo sempre di più di migliorare e di contribuire alla crescita nell’ottica del sistema nazionale”. Grande soddisfazione anche da parte del vice presidente Marco Sartori, elemento portante e fondatore di BioPiace, “ho creduto in questo progetto fin dall’inizio e questa nomina mi offre un ulteriore stimolo per lavorare al meglio, ricordando che tutto è nato per ridare reddito e dignità alle aziende agricole di montagna e alta collina delle valli piacentine”. L’impegno che l’intero consiglio di Agripiace si è dato è proprio questo: non snaturare mai la ragione per la quale Agripiace nasceva 13 anni fa: curare gli interessi delle aziende agricole facendo anche gli interessi della società e dell’intero territorio. Il direttore Agripiace Camillo Tiramani ha commentato con entusiasmo la formazione di questa nuova squadra che può contare su due ingredienti fondamentali, l’ esperienza di chi da anni crede in un progetto e la passione di giovani che sicuramente si daranno da fare per sviluppare la cooperativa”. L’elezione di Bisi come presidente è senza ombra di dubbio positiva per la società in quanto Agripiace esiste grazie al sostegno del progetto fin dal suo esordio da parte di Coldiretti Piacenza.


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eventi dal mondo agricolo

Assemblea CAP

un 2012 molto positivo

L’assemblea per l’approvazione del bilancio 2012 si è conclusa con un grande SI all’unanimità. Il 2012 è stato infatti un anno ricco di soddisfazioni per il Consorzio Agrario di Piacenza che è riuscito a raggiungere il grande traguardo dei 106.200.000 euro di fatturato, circa il 9 % in più rispetto all’anno precedente. Questo è il frutto del lavoro e degli sforzi portati avanti sia dal precedente Consiglio sia dall’ultimo insediato a giugno e presieduto da Marco Crotti. In particolare dal bilancio 2012 si può evincere, come spiega il Direttore del Cap Dante Pattini, che i settori in crescita sono i fertilizzanti, il cui prezzo è in aumento, e le sementi, in particolare mais e cereali registrano una crescita, segnale questo di fiducia tra gli agricoltori. La fertirrigazione poi, registra circa 4 milioni di fatturato: un aumento significativo rispetto al biennio precedente che fa guardare con interesse a questa tecnologia. Bene anche i prodotti petroliferi, sostenuti grazie alle forniture di gasolio per il Consorzio di Milano e la meccanizzazione; in particolare su quest’ultima possiamo notare un lieve calo del fatturato sulle macchine trattrici che tuttavia non risulta grave se letto contestualizzandolo nell’andamento generale di questo mercato nel resto d’Italia (-30%). Non bisogna dimenticare inoltre che il Farm Store di Piacenza sta contribuendo notevolmente a tenere il fatturato costante per questo settore. Per quanto concerne i servizi invece, quelli rilevati come più remunerativi sono i depositi di pannelli fotovoltaici, l’officina, sulla quale è stato implementato un controllo di gestione per migliorarne i risultati e non da ultimo lo stock di prodotti delle zone dell’Emilia Romagna colpite dal sisma. Una parentesi alla fine dell’Assemblea è stata dedicata alla partita Milano-LodiMonza-Brianza. Con questo Consorzio infatti, a partire dal 2013, è iniziata una collaborazione commerciale che si trasformerà in acquisizione nei prossimi mesi. Questa acquisizione è una grossa opportunità per il Cap di Piacenza che potrà così diversificare il portafoglio prodotti e quindi assorbire meglio le ciclicità negative dei mercati. “Quella che si è tenuta in questa sede è dunque l’ultima Assemblea del Cap come lo conosciamo oggi, dalla prossima sarà un’altra storia, un altro Cap: l’azienda del futuro coprirà dai vini dei colli piacentini fino al riso dei navigli” queste sono le parole di Marco Crotti, circa questa nuova avventura che spetta al Consorzio di Piacenza. Il presidente Crotti ha infine evidenziato come l’aiuto e l’appoggio di Coldiretti Piacenza siano stati fondamentali nel raggiungimento di un risultato così importante. Il presidente Coldiretti, Luigi Bisi, ha tenuto a precisare: “ Il Cap ha lavorato molto bene e facendo gioco di squadra è riuscito ad ottenere opportunità notevoli e pertanto la fiducia da parte nostra è massima poiché abbiamo visto tanto impegno ed attenzione”.

Il CAP di Piacenza è cresciuto. 113 anni fa è stato piantato un seme che ha dato frutti e prodotto solide radici. Le mani che per prime hanno stretto quel seme portavano i segni di una volontà espressa col sudore e con la generosità di una terra che ha dato loro linfa e forza. Il nostro grazie va a questa terra e alle imprese che hanno sempre creduto in ciò che siamo e che facciamo. La nostra gratitudine è fatta di poche e sincere parole, scritte con l’impegno quotidiano e con la voglia di essere ancor di più e sempre vicini al nostro territorio.


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tecnico

Riforma PAC Rinviata al 2015 l’assegnazione dei nuovi titoli Il percorso che sta impegnando la Comunità Europea per la definizione della nuova politica agricola comunitaria (PAC) dovrebbe terminare prima dell’estate 2013 per consentire l’entrata in vigore della PAC riformata dal 1° gennaio 2014. Avendo subito un ritardo sulla tabella di marcia la riforma produrrà i suoi pieni effetti però solo dal 1° gennaio 2015, pertanto la Commissione Europea ha definito in questi giorni un regolamento per gestire il periodo transitorio. Per quanto riguarda i pagamenti diretti, le disposizioni transitorie prevedono innanzitutto la proroga dei principali elementi dei regimi esistenti – Regime Pagamento Unico, regimi accoppiati, ivi compresi quelli concessi in quanto sostegno specifico ai sensi dell’articolo 68 – per l’anno di domanda 2014. Secondariamente, previo accordo del Parlamento europeo, verranno adottate da un punto di vista finanziario le conclusioni del Consiglio europeo del 8 febbraio. Per quanto riguarda lo sviluppo rurale, dovranno essere stabilite disposizioni transitorie allo scopo di definire in che modo le attuali misure possano essere riportate al successivo periodo di programmazione, incluso il loro finanziamento sulla base

della nuova dotazione finanziaria. Le misure transitorie comprendono altresì le disposizioni che consentono agli Stati membri di trasferire fondi da un pilastro all’altro. Tale meccanismo di flessibilità è un elemento della riforma della PAC che deve essere adottato in base alla procedura legislativa ordinaria. Il Parlamento europeo ha portato al 15% le percentuali proposte dalla Commissione per il trasferimento verso il secondo pilastro e al 10% quella per i trasferimenti verso il primo pilastro; quest’ultimo trasferimento è autorizzato unicamente per gli Stati membri il cui tasso di pagamento medio è inferiore al 90% della media dell’UE. Per quanto riguarda i pagamenti diretti il Consiglio europeo ha deliberato una riduzione di 830 milioni di EURO (in prezzi correnti) nel corso dell’esercizio 2015 (corrispondente all’anno di domanda 2014 per i pagamenti diretti) e rispetto alla proposta della Commissione, le conclusioni del Consiglio europeo modificano il calendario della convergenza (sei anni) e aggiungono un minimo di 196 EUR/ha da ottenere entro l’esercizio 2020. Per l’Italia da 3.953.394 rispetto ai 4.125.100 del 2013.

Tabella riassuntiva:  

1  °    gennaio  2014  

1  °    gennaio  2015   Assegnazione  nuovi  titoli  in  base  alla  domanda  PAC   2015     Pagamento  di  base    

Pagamenti  diretti  (titoli)  

Come  nel  2013  con  revisione   finanziaria  

Pagamento  ecologico  (greening)   Pagamento  per  le  zone  soggette  a  vincoli  naturali   Pagamento  per  i  giovani  agricoltori   Pagamento  semplificato  per  piccoli  agricoltori  

Art.68  

Prosecuzione  dell’attuale  regime  

Pagamento  accoppiato  per  specifiche  produzioni  

Condizionalità  

Mantenimento  attuali  norme  

Nuova  formulazione  condizionalità  

PER  LE  MISURE:   A  )  misure  intese  a  promuovere  l'utilizzo  sostenibile  dei  terreni  agricoli:  

Sviluppo  rurale  

• indennità  compensativa  zone  svantaggiate   • pagamenti  agroambientali;   • pagamenti  per  il  benessere  degli  animali;   B)    misure  intese  a  promuovere  l'utilizzo  sostenibile  delle  superfici  forestali:   •  

pagamenti  silvoambientali;  

gli  Stati  membri  possono  continuare  ad  assumere  nuovi  impegni  giuridici  nei  confronti  dei   beneficiari  nel  2014  conformemente  ai  programmi  di  sviluppo  rurale  adottati,  anche  dopo   l’esaurimento  delle  risorse  finanziarie  del  periodo  di  programmazione  2007-­‐2013,  

  (Sottolineate in azzurro le scelte obbligatorie per gli stati membri)


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Abrogazione certificati di accompagnamento animali morti Finalmente un passo avanti nella semplificazione burocratica a favore degli allevatori. Con la DGR 274/2013, la Regione EmiliaRomagna ha infatti eliminato l’obbligo di inviare le carcasse di animali agli stabilimenti autorizzati scortate da certificato veterinario. In particolare, gli allevatori di bovini nel caso di decesso di un animale dovranno far pervenire al Servizio Veterinario dell’AUSL entro sette giorni il passaporto debitamente compilato nell’apposito spazio sul retro, anche tramite il loro delegato.

Lussemburgo – Paese Bassi – Austria – Portogallo – Finlandia – Svezia ), rimane in vigore l’obbligo del test per BSE , pertanto per questi animali è sempre necessario chiamare il veterinario AUSL per il prelievo di encefalo Per i bovini, nati in Stati diversi da quelli sopra elencati, invece, il test deve essere effettuato sui capi di età superiore a 24 mesi.

Ricordiamo comunque che per i bovini di età superiore a 48 mesi, nati in Italia o in uno di questi Stati (Belgio – Danimarca – Germania – Irlanda – Grecia – Spagna – Francia – Italia -

In generale consigliamo comunque di scrivere sempre la marca auricolare del bovino o dell’ovi-caprino sul documento commerciale di trasporto.

Diversamente, per gli ovi-caprini il test rimane obbligatorio per gli animali di età superiore ai 18 mesi e il termine per la consegna dell’eventuale passaporto è di sette giorni.

Abilitazione utilizzo macchine agricole L’utilizzo di macchine agricole nel lavoro di tutti i giorni può essere effettuato da coloro che dispongono dell’abilitazione. A riguardo, ricordiamo che l’ accordo stato regioni del 22 febbraio 2012 ha individuato le attrezzature agricole per le quali è richiesta una specifica abilitazione mentre la circolare ministeriale dell’11 marzo 2013 chiarisce alcuni aspetti riguardanti il riconoscimento dell’esperienza pregressa, utilizzando delle specifiche autocertificazioni. Vediamo dunque quali documenti occorre produrre per essere in regola: il datore di lavoro e/o il titolare di impresa, utilizzando l’apposito modello, deve dichiarare di aver maturato un'esperienza di almeno due anni (nell’ambito del normale ciclo produttivo aziendale ed entro gli ultimi 10 anni) nell’utilizzo delle attrezzature/macchine agricole disponibili in azienda. Il titolare di azienda, inoltre deve autocertificare, l’esperienza dei propri collaboratori famigliari e/o coadiuvanti che deve essere di almeno due anni, (a parità di condizioni precedentemente descritte). Infine, il singolo lavoratore dipendente deve autocertificare, dichiarando di aver maturato un’ esperienza di almeno due anni, nell’utilizzo delle attrezzature/macchine agricole

disponibili in aziende da indicare barrando l’apposito riquadro e indicando le aziende agricole nelle quali ha lavorato con il relativo periodo. Nell’elenco delle attrezzature di lavoro che richiedono una specifica abilitazione degli operatori si trovano tra le altre: Piattaforme di lavoro mobili elevabili ad altezza superiore a 2 metri, carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo, Trattori agricoli e forestali siano essi a ruote o cingoli, a motore, avente almeno 2 assi. Cogliamo dunque l’occasione per invitare tutti gli associati a rivolgersi agli uffici della zona per richiedere le necessarie informazioni e sottoscrivere la dovuta autocertificazione. A tutti i soggetti non sopra menzionati e che quindi non possono utilizzare l’autocertificazione, ricordiamo che è necessario iscriversi agli appositi corsi per ottenere al più presto la prevista abilitazione. Tutte le figure che predispongono l’autocertificazione dovranno partecipare ad un corso di aggiornamento entro il 12 marzo 2017.


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giugno 2013

tecnico

Ocm Vino

Riaperto il bando nazionale per la promozione nei Paesi terzi Via libera alle domande per la promozione dei vini italiani all’estero. Anche se l’impostazione generale della misura non è diversa dagli anni passati, vi sono alcune novità interessanti. La procedura di presentazione e compilazione delle domande è stata semplificata eliminando molta documentazione che fino ad oggi andava allegata e che viene sostituita da una autodichiarazione. Inoltre, non è più previsto il tetto del 10% dell’importo del progetto per le attività di incoming. Il costo per l’acquisto del prodotto utilizzato nelle azioni di promozione è finanziabile nella misura massima del 20% dell’azione svolta. Sono ammessi al sostegno i progetti che prevedano le seguenti azioni, da attuare, anche singolarmente, in uno o più Paesi terzi: • promozione e pubblicità che mettano in rilievo i vantaggi dei prodotti di qualità, la sicurezza alimentare e il rispetto dell’ambiente; • partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale; • campagne di informazione e promozione sulle denominazioni d'origine e sulle indicazioni geografiche; • altri strumenti di comunicazione (ad esempio: siti internet, opuscoli, pieghevoli, incontri con operatori e/o

giornalisti dei Paesi terzi da svolgersi anche presso le aziende partecipanti ai progetti). L’importo massimo dell’aiuto è pari al 50% delle spese sostenute per svolgere le attività previste dai progetti. In caso di integrazione del contributo comunitario con fondi nazionali e/o regionali, l’importo massimo può essere elevato fino all'80% qualora i progetti presentati riguardino vini a denominazione di origine protetta, vini a indicazione geografica, nonché vini spumante di qualità, vini spumante aromatico di qualità, vini senza indicazione geografica e con l'indicazione della varietà. I progetti possono essere presentati dalle organizzazioni professionali e interprofessionali, dai consorzi di tutela, dai produttori di vino e loro organizzazioni, da soggetti pubblici con esperienza nel settore del vino e della promozione dei prodotti agricoli e da associazioni, anche temporanee di impresa e di scopo, tra i soggetti precedentemente citati. Per l’annualità 2014 sono assegnate risorse per circa 102 milioni di euro, di cui il 30% (circa 31 milioni di euro) destinate al finanziamento di progetti presentati a livello nazionale e i progetti a valere su tale quota devono al Mipaaf, e in copia ad Agea, entro le ore 14 del prossimo 28 giugno.


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Successione ereditaria Un tema di cui non ci si cura fino al momento in cui diventa strettamente necessario ed imminente: la successione ereditaria. È giusto tuttavia essere informati sulle procedure di tale attività e per tanto è nostra intenzione fare un po’ di chiarezza su questo argomento così delicato e difficile da affrontare. La dichiarazione di successione deve essere registrata all’Agenzia delle Entrate competente per territorio ENTRO 12 MESI dalla data del decesso ed è OBBLIGATORIA, salvo casi di condizioni di esenzione previste per legge. Nel caso in cui vi sia l’omissione della registrazione o presentazione tardiva della stessa, gli eredi dovranno pagare in solido le sanzioni previste dalla legge in materia. Al momento della morte di una persona i suoi beni ed anche gli eventuali debiti passano agli eredi. Tale trasferimento può avvenire con due distinte modalità, una di queste è per legge. Con tale modalità le quote spettanti agli eredi sono stabilite dal Codice Civile come evidenziato dalla tabella ma occorre effettuare alcune precisazioni: nel caso in cui tra i chiamati a succedere per legge ci siano discendenti del defunto, essi escludono ogni altro parente e concorrono con il solo coniuge superstite. Quest’ultimo concorre invece, anche con gli ascendenti legittimi, fratelli (e sorelle) del defunto, sempre che, come già detto, non ci siano discendenti (figli). I fratelli e le sorelle unilaterali (consanguinei se dello stesso padre e di madre diversa e uterini se della stessa madre ma di padre diverso), quando concorrono con i germani (figli della stessa madre e dello stesso padre), conseguono la metà della quota che va ai germani. Una seconda modalità di trasferimento dei beni è quella per testamento; tale modalità viene utilizzata se i beni vengono destinati nel modo specifico così come deciso dal deceduto. Il testamento deve essere reso pubblico da un notaio al momento della morte del caro e può essere di diverse tipologie: l’OLOGRAFO, per esempio, viene scritto a mano e deve essere apposta la data e la firma, può essere conservato in un luogo segreto e fare in modo che venga rinvenuto al momento opportuno, consegnato ad una persona di fiducia o depositato presso un notaio. Vi è poi il testamento PUBBLICO che invece viene redatto da un Notaio in base alle dichiarazioni rilasciate dal testatore ed è il notaio che provvederà alla registrazione ed alla conservazione del testamento stesso. Infine abbiamo il testamento SEGRETO che si configura come un testamento olografo ma che viene depositato e sigillato presso un notaio che non ne conosce il contenuto. I nostri Uffici sono a disposizione per l’espletamento di tutte le pratiche successorie, volture catastali, riunioni di usufrutto e verifica al catasto delle posizioni non conformi.

Ufficio Successioni Impresa Verde Piacenza- c/o palazzo dell’agricolturavia C. Colombo, 35- tel. 0523/596515 – E-mail. maurizio. maffi@coldiretti.it Tabella riassuntiva: Eredi in assenza di testamento

Quote del patrimonio ereditario spettanti

Solo il coniuge

Tutto

Il coniuge e un figlio

Metà a testa

Il coniuge e due figli

1/3 al coniuge e 2/3 ai due figli

Il coniuge e più di due figli

1/3 al coniuge e 2/3 a tutti i figli

Solo il coniuge fratelli e sorelle

2/3 al coniuge e 1/3 ai fratelli e sorelle

Solo il coniuge fratelli, sorelle e genitori

2/3 al coniuge, 1/3 altri (ai genitori almeno 1/4) (*)

Solo un figlio

Tutto

Solo più figli

Tutto suddiviso in parti uguali

Solo un genitore

Tutto

Solo due genitori

Metà a testa

Solo genitori, fratelli e sorelle

Suddiviso in parti uguali (ai genitori almeno 1/2) (*)

Solo fratelli e sorelle

Tutto, suddiviso in parti uguali (*)

Solo i nonni

A metà tra nonni paterni e materni

Solo i bisnonni o altri ascendenti

Tutto a chi ha il grado di parentela più vicino

Solo altri parenti

Entro il sesto grado al parente più vicino che esclude gli altri


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giugno 2013

fiscale

Lavoro: Coldiretti, in controtendenza più 3,6% di assunzioni in agricoltura

In controtendenza con l’aumento dei disoccupati e degli sfiduciati nel nostro Paese crescono le assunzioni nelle aziende agricole del 3,6 per cento rispetto allo scorso anno, anche per la grande spinta all’innovazione generata dalle imprese condotte da giovani. È quanto è emerso all’Assemblea dei giovani della Coldiretti dove è stato creato aperto l’“Open Space sull’ingegno contadino” con le esperienze curiose e innovative realizzate da giovani agricoltori, idee che creano lavoro e battono la crisi. La crescita di opportunità nel settore agricolo è resa evidente dal boom del 29 per cento delle iscrizioni negli istituti professionali agricoli e del 13 per cento negli istituti tecnici di agraria, agroalimentare ed agroindustria, secondo una analisi della Coldiretti sui dati relativi alle iscrizioni al primo anno delle scuole secondarie di II grado statali e paritarie per l’anno scolastico 2012/2013 divulgati dal Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Si tratta di una conferma del fatto che in agricoltura il lavoro c’è sia per chi vuole trovare una opportunità di occupazione, magari stagionale, sia per chi vuole intraprendere. Sono quasi 59mila le imprese agricole condotte da giovani “under 30” iscritte alla Camere di commercio, dove rappresentano oltre il 7 per cento del totale, secondo la Coldiretti.

Circa il 70 per cento delle imprese giovani – continua la Coldiretti opera in attività multifunzionali: dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici. La domanda di lavoratori si registra infatti per figure professionali tradizionali che vanno dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’interno dell’impresa agricola come l’addetto alla vendita diretta di prodotti tipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi. Settori nei quali si evidenzia un alto tasso di creatività ed innovazione. Ma soprattutto “scegliamo soprattutto di fare impresa per passione (56 per cento) anche se, se vuole, qualcuno può continuare a pensare che l’agricoltura sia solo un “riparo” in tempo di crisi”, afferma il delegato dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio nel sottolineare che “il nostro modo di interpretare il modello di sviluppo ha numeri importanti: aumenta il numero di chi tra noi ha la certificazione di qualità con quasi i 2/3 delle imprese giovani certificate, mentre circa il 70 per cento delle imprese giovani è multifunzionale (era il 65 per cento un anno fa)”.


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I nuovi congedi obbligatorio e facoltativo per il padre lavoratore dipendente e benificio economico madre lavoratrice

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno emanato il decreto 22/12/2013 recante disposizioni normative ed economiche per i congedi. Trattasi di misura sperimentale dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015. Il padre lavoratore dipendente (qualunque sia la tipologia contrattuale di riferimento) ha “l’obbligo” di astenersi dal lavoro per un giorno (in soluzione unica e non ad ore) entro i primi cinque mesi dalla nascita del bambino. Sempre nello stesso periodo, il genitore può astenersi dal lavoro per altri due giorni anche continuativi, previo accordo con la madre ed in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria ad essa spettante, con un’indennità a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione che sostituisce nelle due giornate, quella dovuta alla madre. Sono previsti due tipi di congedi uno obbligatorio ed uno facoltativo. Entrambi si applicano agli eventi parto, adozioni e affidamenti avvenuti a partire dal 1° gennaio 2013.Il datore di lavoro deve essere informato per iscritto dei giorni di assenza con un preavviso di almeno quindici giorni. Il secondo principio riguarda la possibilità di concedere alla madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo per maternità, negli undici mesi successivi in alternativa al congedo parentale un contributo pari a 300 euro netti per ogni mese di congedo parentale cui la lavoratrice rinuncia fino ad un massimo di sei mesi. Il contributo può essere utilizzato alternativamente per il servizio di baby-sitting o per affrontare le spese per servizi

all’infanzia (es. asili nido) pubblici o privati accreditati. L’Inps erogherà il beneficio previa effettuazione di apposito bando. La domanda dovrà essere presentata all’Inps in via telematica. La graduatoria per l’accesso al contributo è definita tenendo conto dell’Isee. L’erogazione da parte dell’Inps avverrà per i servizi dell’infanzia con pagamento diretto alla struttura dove è stato effettivamente fruito il servizio e per il servizio di baby sitting, con voucher che le madri ammesse in graduatoria ritireranno direttamente presso le sedi dell’Istituto. L’Inps precisa che la lavoratrice sarà tenuta ad assolvere l’obbligo di invio della dichiarazione preventiva di inizio della prestazione indicando periodo e luogo della prestazione ed identità del prestatore di lavoro occasionale accessorio (la baby-sitter).. Per tutte le informazioni necessarie le aziende potranno rivolgersi presso i nostri Uffici Provinciali o presso le Unità Operative locali Coldiretti


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giugno 2013

epaca

convenzione

Coldiretti Piacenza - Istituto Fisioterapia Val Tidone

Firmata nei giorni scorsi una convenzione tra Coldiretti Piacenza e l’Istituto Fisioterapia della Valtidone L’istituto che ha una lunga storia e una lunga esperienza al passato si trova a Trevozzo. Fin dalla sua nascita nel 1991 è stato oggetto di numerosi convegni e corsi di formazione con luminari provenienti da tutta Italia. Proprio la presenza frequente di questi incontri, così come la professionalità degli operatori, ha reso il centro all’avanguardia e specializzato Alcuni cenni sulla metodologia I disturbi più frequenti che si manifestano tra chi svolge il proprio lavoro in agricoltura sono dolori lombari, cervicali e articolari in genere dovuti a sforzi fisici come sollevamento di pesi, lavori ripetitivi troppo prolungati, guida di trattori o altri mezzi meccanici dove oltre alle continue sollecitazioni della colonna si sommano magari posture scorrette ”capo girato all’indietro”. Con la terapia fisica si cerca di alleviare ed eliminare questi disturbi prima che la situazione si aggravi con blocco muscolo-articolare della parte interessata, torcicollo, lombalgia (colpo della strega-darnera), sciatalgia.

Essa è valida esclusivamente nei casi in cui si evidenziano chiaramente disturbi localizzati a zone ben definite. TERAPIA COMPARTIMENTALE, è consigliata nel rinforzo, recupero muscolare e articolare pre e post operatorio, specialmente in concomitanza con la riabilitazione dopo immobilizzazione prolungata provocata da gessi o tutori, si esegue in palestra con esercizi studiati individualmente e completata con opportuna terapia fisica (laser-elettroterapia o altro). Queste terapie si rendono necessarie quando ormai il dolore o la rigidità si sono instaurati e rendono qualunque lavoro più difficoltoso. Per prevenire e ridurre questi disturbi è necessario intervenire prima con un appropriato programma individuale o di gruppo con esercizi fisici da svolgere in un primo tempo in palestra seguiti dall’istruttore e poi eventualmente a casa da soli. I corsi di ginnastica in gruppo sono di due o tre sedute settimanali, possono partecipare anche i componenti del nucleo familiare dell’associato usufruendo della stessa forma di trattamento economico.

Terapie proposte

AGLI ASSOCIATI COLDIRETTI VERRÀ PRATICATO TERAPIA COMPLETA DI BASE, resta la terapia consigliata, tratta UNO SCONTO DEL 20% SU OGNI TIPO DI TERAPIA tutto il corpo con massaggio globale, mobilizzazioni attive-passive EFFETTUATA PRESSO IL NOSTRO ISTITUTO assistite, terapie fisiche (almeno tre) secondo necessità terapeutica. Laser, infrarossi,magneto, tens, ultrasuoni, hvs, correnti antalgiche e altro.

TERAPIA LOCALE, la modalità terapeutica non cambia rispetto la terapia di base, ma viene applicata limitatamente alla zona interessata.

Per eventuali contatti e informazioni: ISTITUTO FISIOTERAPIA VAL TIDONE Via Umberto I 65 Trevozzo di Nibbiano TEL. 0523-998892 E-MAIL info@fisiovt.it www.fisiovt.it


Azienda Agricola Loca Dario

Vendita pulcini pollastre, capponi, oche, anatre, faraone e tacchini

Consegna a domicilio Carpaneto Piacentino - Loc. Chero - Via Zappellazzo, 157/1 Tel. 0523 852303 (ore pasti) Chiuso la domenica


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giugno 2013

La cultura del vino potrebbe diventare patrimonio dell'umanità. è l'obiettivo dell'azione condotta da un folto schieramento di addetti ai lavori, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa spagnola EfeAgro. Un'idea che avrebbe un effetto di grande impatto economico sulla viticoltura. La lobby pro-vino è immersa in una dura battaglia che la contrappone ai paesi "anti-alcolici" per ottenere che la cultura del vino sia dichiarata patrimonio immateriale dell'umanità per il 2015 e, per questo scopo, cerca il sostegno da parte dei governi e dell'Europarlamento. L'Associazione per la cultura e lo scambio turistico del vino (ACTE il suo acronimo in inglese), creata nell'ambito della Commissione Europea a Strasburgo, che sviluppa la cultura del vino ed è presieduta dal 2011 da Santiago Vivanco, porta avanti questa candidatura che, se accolta, avrebbe un effetto di grande impatto economico sulla viticoltura. Sarebbe il primo alimento a ottenere questo riconoscimento, come ha spiegato Vivanco in una dichiarazione a Efeagro, anche se crede che altri (alimenti), come l'olio, potrebbero presentare presto la stessa domanda. Sarebbe anche la prima volta di un riconoscimento della cultura del vino nella sua totalità, perché finora l'Unesco ha dichiarato Patrimonio dell'Umanità solo zone viticole concrete, come Bordeaux e la Borgogna in Francia, o Los Arribes del Duero, in Spagna, per la ricchezza del paesaggio. L'associazione, che ha il sostegno di cantine, musei del vino e dell'Organizzazione internazionale del vino (OIV), ha chiesto ai parlamenti nazionali dei paesi produttori o che storicamente hanno avuto rilevanza in questo settore una dichiarazione di sostegno, come ha spiegato Vivanco. Secondo quanto detto, in Spagna è assicurato il sostegno della maggioranza parlamentare (Partito popolare e Partito socialista) e c'è anche l'approvazione del Cile e dell'Argentina. Attualmente si stanno prendendo accordi con i gruppi parlamentari di Francia e Italia - paesi fondamentali per l'associazione, per la loro natura di potenze vitivinicole mondiali - e con i governi di Georgia, Armenia, Turchia, nazioni che si contendono la qualifica di "culla (di origine) del vino". A febbraio l'associazione ha presentato al Parlamento Europeo la sua richiesta per una dichiarazione di sostegno per la candidatura e crede che il voto (previsto per giugno) sarà favorevole, potendo contare sull'impegno dei gruppi dei verdi, dei popolari e dei socialisti. Si lavora sull'ipotesi che il processo per ottenere la dichiarazione dell'Unesco sia completato nel 2015, "se tutto va bene.". Tra i principali ostacoli incontrati da questo movimento di sostenitori del vino, che non è solo europeo ma mondiale, c'è l'opposizione dei paesi che vedono questo prodotto come una semplice bevanda alcolica, che non lo ritengono nè un alimento nè un fatto culturale, e lo collegano addirittura con le "droghe", sottoponendolo a restrizioni alla vendita o a una forte tassazione. Secondo Vivanco, l'Europa è divisa e i paesi del sud lottano per fare spazio alla candidatura contro le nazioni del nord, come Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Lituania, Lettonia ed Estonia, cosi' come si teme l'opposizione delle nazioni musulmane. (...) "Il vino e l'uomo hanno convissuto per 8000 anni dopo la scoperta, avvenuta intorno al 6000 avanti Cristo", e al di là del contenuto di alcol, bisogna riconoscere il valore (del vino), perché "il mondo non sarebbe lo stesso senza il vino" nè i paesaggi senza i vigneti, ha insistito Vivanco. Anche la letteratura e l'arte sono permeate di questa cultura, mentre c'è da ricordare che alcune cantine finanziarono la nascita dei primi documenti filmati dei fratelli Lumiere. [agenzia di stampa - a cura di agra press (pf)]

una finestra sul mondo

Cultura del vino a caccia del riconoscimento come patrimonio dell'umanità


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