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Poste Italiane spa - Sped.in a.p.-D.L.353/2003 (conv.in l.27/02/2004 n.46)-art.1 comma 1-DCB Piacenza-Costo abbonamento annuo: euro 11-Pagamento assolto tramite versamento quota associativa-contiene i.p.

65째 anno - n.11 dicembre 2013

Periodico di Coldiretti Piacenza

celebrata con le parole di S.E. il Vescovo Mons. Gianni Ambrosio

La Giornata del Ringraziamento


TESSERAMENTO


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Roberto Moncalvo eletto Presidente della Coldiretti

Giornata Provinciale del Ringraziamento

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Lavoro: le novitĂ introdotte dalla riforma

Editoriale di Roberto Moncalvo............................................................. 5 Costituita la Commissione Ovicaprini................................................... 11 Danni da fauna selvatica....................................................................... 12 Eliminare cani selvatici per salvare pecore e lupi.................................. 12 Incontro gestione fauna selvatica e azienda faunistica venatoria........ 13 Crollo produzione suinicola, in un anno -615 mila maiali........................ 14 Niente IMU su terreni e fabbricati.......................................................... 16 Stop ai crediti Federconsorzi toglie risorse ad agricoltori....................... 17 Via libera alla riforma della PAC............................................................. 17 Parmigiano: mega-magazzino premessa per non trasparenza............... 19 PiĂš di 1000 aziende agricole dell'Emilia Romagna in mani straniere...... 20 La Bottega di Campagna Amica sbarca a Londra.................................... 21 Guide gourmet, 3 premi su 4 vanno ai vini autoctoni............................. 21 SpecialitĂ piacentine presentate ai giovani imprenditori cuneesi........... 22 Dimagrire dopo le Feste con la Bottega di Campagna Amica................. 23

sommario


Iniziative Coldiretti Periodico mensile di COLDIRETTI PIACENZA Autorizzazione Tribunale di Piacenza n. 71 del 24 Dicembre 1953 Direttore Massimo Albano Responsabile di redazione Elisabetta Montesissa Direzione artistica Marino Galli Comitato editoriale Angela Poggi, Antonella Bazzini, Dario Panelli, Elisabetta Montesissa, Emanuele Gonsalvi, Laura Barbieri, Luca Piacenza, Maurizio Maffi, Milena Galli, Nadia Marcotti Hanno collaborato Andrea Poggi, Andrea Ziliani, Riccardo Piras, Martina Azzali, Nadia Marcotti, Silvia Ferrandi, Stefano Cavanna Direzione, redazione e amministrazione: COLDIRETTI PIACENZA Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35 Tel. 0523 596511 | Fax 0523 596596 piacenza@coldiretti.it www.piacenza.coldiretti.it Progetto grafico e impaginazione Fotocomposizione e stampa Grafiche Lama Srl Strada ai Dossi di Le Mose, 5/7, Piacenza Il periodico ha una tiratura di 9.500 copie. Viene spedito ai Soci in regola con la quota associativa. Non è in vendita. In copertina: S.E. il Vescovo di Piacenza Mons. Gianni Ambrosio con uno dei nostri bambini alla 63a Giornata Provinciale del Ringraziamento

Presentato il Ricettario di Campagna Amica................................................................... 24 Piacenza protagonista del 1o Farmer’s Market nelle vie dello shopping milanese.......... 25 Campagna Amica porta "i suoi piccoli" in un'azienda agricola....................................... 26 Il Ringraziamento nelle sezioni di Coldiretti.................................................................... 27 A Golosaria l'eccellenza è piacentina............................................................................... 28 Un assaggio di montagna nell'Oasi di Campagna Amica................................................ 28

eventi dal mondo agricolo La pagina del Consorzio di Bonifica di Piacenza......................................................... 29 La pagina del CIO (Consorzio Interregionale Ortofrutticoli)....................................... 31 La pagina di UniCattolica............................................................................................ 32 Pomodorino d'Oro....................................................................................................... 33 La Cantina di Vicobarone si rinnova sul web............................................................... 35

tecnico Programma Operativo di Misura (Misura 126)............................................................. 36 Dichiarazione raccolta uve e produzione vino campagna 2013-2014............................ 38 Export vino: cosa sapere per affrontare i mercati esteri............................................. 40 Ortofrutta, più attenzione alle norme di commercializzazione................................... 43 Origine sulla carne trasformata, lavori in corso.......................................................... 44

Una finestra sul mondo News dai circuiti Internazionali................................................................................... 47

Cap Varie............................................................................................................................ 50

La Voce dei Coltivatori online:...................................................................................... www.piacenza.coldiretti.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 8 dicembre 2013 Titolare del trattamento dei dati personali nelle banche dati di uso redazionale è Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dal Dl.Lgs 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, telefonando al n.0523 596511, e-mail: piacenza@coldiretti.it

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La Voce dei Coltivatori è stampato su carta di cellulosa certificata FSC con elevato contenuto di fibre di recupero, completamente biodegradabile e riciclabile.


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editoriale

PRESIDENTE Coldiretti ROBERTO MONCALVO eletto nuovo

"Porteremo il nostro modello in Europa"

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“Non possiamo perdere terreno nella corsa del paese: ne conosciamo i mali… ma ne conosciamo anche le potenzialità e la forza. Un tessuto produttivo ricco, capillare, che coinvolge milioni di uomini e che per le sue caratteristiche (da questo punto di vista la filiera agricola italiana è forse la miglior testimonianza) rende l’Italia competitiva anche all’interno dei processi di mondializzazione dell’economia e delle idee; uno scudo valoriale apparentemente sommerso, ma saldamente ancorato a principi di solidarietà e di mutualità. Tutto ciò tenendo ben presente che nell’attuale scenario l’agricoltura è fra i pochi settori in grado di generare lavoro, sia in termini di produzioni che in termini di servizio”. È uno dei passi del discorso del neo Presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, all'Assemblea nazionale della Coldiretti che lo ha eletto all’unanimità a scrutinio segreto. “Dobbiamo - ha continuato il 33enne leader della più grande organizzazione agricola d'Italia e d'Europa - portare Coldiretti, l’agricoltura italiana e il suo modello di sostenibilità totale in Europa, compiutamente. Abbiamo già cominciato a farlo. Dobbiamo proseguire e fare in Europa quello che abbiamo saputo fare in Italia. È necessaria la nostra presenza nelle fasi di genesi dei processi, quando si definisce l’impostazione di fondo di una trattativa, quando prendono corpo misure la cui ricaduta nel medio termine investirà le nostre aziende, andando a plasmare il destino stesso dell’agricoltura italiana e quindi - dato il peso che essa sta assumendo - in parte le fortune del paese e del suo popolo. Ma è necessario anche agire per cancellare i furti d'identità e di valore che non permettono ai consumatori di acquistare con consapevolezza e che tolgono reddito alle nostre imprese”. “Analogamente - ha spiegato il presidente della Coldiretti - dando corpo al concetto di sussidiarietà possiamo andare a realizzare una grande rete di servizi di grande

importanza per la nostra società e per un nuovo concetto di welfare, senza minimamente rinunciare alla redditività aziendale. è l'agricoltura che si fa società, che ne assume - ogni qual volta è possibile - tutti i potenziali mutualistici scoperti”. Il giovane presidente, originario del Piemonte, ha poi sottolineato come l’organizzazione che va a dirigere sia “una comunità di uomini e donne fortemente organizzata che ha saputo costruire un progetto per l’agricoltura e il paese” e, proseguendo, ha osservato “noi siamo ciò che facciamo, veniamo raccontati per quello che facciamo, e veniamo apprezzati per il racconto e per quello che facciamo e siamo. Agire collettivamente è nello spirito della nostra organizzazione e della nostra storia. Muoviamo dal micro-cosmo del nostro agire quotidiano per arrivare al macrocosmo rappresentato dal paese… Come farlo? Con una ricetta antica: mi riferisco a ciò che possiamo definire una cornice di ‘radicalità intelligente’. Agire con ‘radicalità non significa affatto perseguire obiettivi estremi o mostrare scarsa attitudine al dialogo o peggio all’inclusione. Significa semplicemente non deflettere dagli obiettivi che ci si pone, non piegarsi ai contesti che di volta in volta possono rivelarsi più o meno opachi, significa non accomodarsi nelle pieghe di un tempo sospeso, di un vano procrastinare”. Moncalvo ha poi ricordato come “noi possediamo le mappe del territorio, conosciamo il tipo di tessitura che tiene consumatori, aziende e istituzioni, siamo noi l’interfaccia con l’amministrazione e la politica… ad ogni passo dobbiamo sentire il pulsare delle nostre aziende e la restituzione che è loro dovuta… Noi siamo, viviamo ed esistiamo in funzione del socio, non viceversa”.

Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti


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Alcuni stralci dell’intervista rilasciata dal presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, al settimanale

Moncalvo: rafforzeremo il ruolo delle nostre aziende


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Una variabile importante per la competitività delle imprese agricole è rappresentata dalle regole di attuazione della Pac. Come pensa di agire per porre all’attenzione del legislatore le istanze della sua base sociale? Ritiene che le posizioni delle principali organizzazioni professionali potranno collimare o divergere su temi specifici? Ed eventualmente quali?

Tante opportunità sono state perse in passato a causa dell’assenza della politica italiana al momento di prendere le decisioni. È per questo che siamo partiti già due anni fa con una “road map” di incontri con i principali protagonisti del negoziato. In questo modo abbiamo potuto porre le istanze delle nostre imprese e, soprattutto, illustrare la nostra idea di Politica agricola. Con tutte le principali organizzazioni italiane abbiamo elaborato un documento comune sulla Riforma della Pac dove, tra le altre cose, si ribadisce che le risorse devono andare agli agricoltori professionali, “quelli che lavorano e vivono di agricoltura” e che la definizione di agricoltore attivo deve essere demandata alla Stato membro. Auspichiamo che su questo non ci siano ripensamenti. Rimanendo sulla regole della nuova Pac va sottolineato come una serie di aiuti a pioggia di poche centinaia di euro per azienda “brucino”decine di milioni di euro che potrebbero invece essere utilizzati per politiche volte a rafforzare le imprese in grado di creare occupazione e di competere sui mercati internazionali. A questo riguardo qual è la posizione di Coldiretti?

Il vero problema della distribuzione dei fondi della Pac sono i milioni e milioni di euro che per anni hanno foraggiato le rendite fondiarie, che da sempre tolgono risorse preziose alle vere imprese che creano sviluppo e lavoro sul territorio. L’accordo sulla Riforma raggiunto qualche settimana fa ha migliorato la proposta iniziale, con l’inserimento dei soggetti estranei all’agricoltura in un’apposita black list. Ora bisogna completare l’opera, definendo al più presto la figura di “agricoltore attivo” in termini di redditualità.

Come pensa di agire per porre all’attenzione del legislatore le istanze della sua base sociale? Vedremo una manifestazione unitaria con le bandiere di tutte le organizzazioni?

L’unitarietà ha senso se fondata su progetti e visioni comuni nell’interesse dei nostri soci; in altre parole, può essere un mezzo ma mai un fine. Dunque, continueremo a confrontarci sulle questioni concrete, collaborando laddove ci possa essere una convergenza di posizioni ma senza farci trascinare in mediazioni al ribasso che fanno male alle imprese. A livello più generale, proseguiremo l’impegno portato avanti in questi anni per mantenere e rafforzare la posizione e il ruolo delle nostre aziende associate con i nostri progetti Campagna Amica e Filiera agricola italiana per portare più reddito alle nostre imprese a alle nostre cooperative. In tutto ciò sarà ovviamente importante un costante dialogo con la politica, ma sempre tenendo presente che il successo delle nostre imprese passa oggi dalla capacità di comprendere i bisogni del cittadino consumatore. Coldiretti in questi anni ha elaborato un progetto economico assai articolato: Fai, Ue-Coop, Campagna Amica, Cai, ecc., ha in mente qualche altro tassello?

Siamo sulla buona strada. La sfida più importante che ci attende è proprio quella di completare il percorso avviato, mettendo a regime i risultati ottenuti e sviluppando appieno le potenzialità non completamente espresse. Sulla base dell’evoluzione del progetto si potranno poi valutare ulteriori passi avanti.

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GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO COLDIRETTI: I GIOVANI SONO “IL CAMPO DELLA FEDE”

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“Un Paese che non crede e non investe nei giovani, è un morto che cammina, non ha né futuro né speranza; i giovani sono “il sale della terra” e quello che dobbiamo fare è preparare loro la strada, assicurare le stesse possibilità che sono state date a noi. Le parole dei Vescovi sono chiare, e sfrutteremo la giornata del Ringraziamento anche per rendere omaggio ai nostri giovani, che con la loro vocazione agricola rinnovano l’intera società, perché il ritorno alla terra è una scelta di vita e una scelta sociale. È una scelta coraggiosa, di devianza, è una scelta che ridà speranza agli anziani, che non vedono morire i loro sforzi, e alla società tutta, perché un giovane che suda e lavora oggi è un piccolo-grande miracolo. Questo è lo spirito che ha caratterizzato la 67° Giornata del Ringraziamento: il giorno più importante dell’anno per Coldiretti, il giorno in cui riscopriamo il valore di dire grazie e di essere felici per ciò che abbiamo e per ciò che siamo. Il Ringraziamento è il giorno in cui torniamo tutti un po’ bambini perché dire grazie è una cosa che si impara da piccoli.” Con queste parole il Presidente Coldiretti Luigi Bisi descrive la Giornata del Ringraziamento che Coldiretti ha mandato in scena domenica 17 novembre a Nibbiano, una giornata, che per questa edizione, ha visto protagonisti i giovani, seme che solo se accudito ed innaffiato a dovere, potrà dare i frutti sperati. I giovani sono quindi un dono per cui vale la pena dire grazie, un po’ come se fossero anch’essi “frutto della nostra terra e del lavoro di ogni uomo”. Ma Ringraziamento, per Coldiretti, vuol dire anche solidarietà e per questo, la giornata, è stata anche l’occasione per dare ufficialmente il via alla collaborazione con la Lega del Filo d’Oro, che ormai caratterizza Coldiretti e Fondazione Campagna Amica. Il Rin-

graziamento ha fatto il tutto esaurito dei kit benefici composti da tre pacchi di pasta di grano duro 100% italiano del pastificio Ghigi, insieme all’inedito ricettario di Campagna Amica. Il programma ricco di appuntamenti per ringraziare insieme il Signore ha visto la collaborazione di tutto il paese e delle sue associazioni che vogliamo ringraziare in questa sede. La banda Don Orione ha aperto il corteo, seguita dal carro dell’offertorio trainato da una bellissima coppia di buoi, la messa solenne concelebrata dal Vescovo Monsignor Gianni Ambrosio e dal consigliere ecclesiastico don Segalini che hanno portato messaggi di speranza e solidarietà. La benedizione dei mezzi agricoli e la Mostra degli Antichi Mestieri poi, sono stati momenti unici, fondamentali per tenere memoria delle nostre origini per ricordaci chi siamo e il lungo percorso che ci ha portato fino ad oggi. E poi l’aperitivo di Campagna Amica con le specialità della zona, dal Batarò alla polenta, fino alla coppa arrosto magistralmente preparate dall’Associazione Curte Neblani. Allestita con cura particolare l’enoteca di Campagna Amica, così come gli stand dedicati alle diverse filiere. “Insomma, sottolinea il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, il fine di questa giornata è splendido, rendere grazie è qualcosa di meraviglioso, di cui spesso dimentichiamo il valore scordando di come possa fare la differenza nel vivere quotidiano.” “Cari amici, non dimenticate: siete il campo della fede! Siete gli atleti di Cristo! Siete i costruttori di una Chiesa più bella e di un mondo migliore!” con queste parole Papa Francesco si rivolgeva ai giovani a Copacabana e con questo spirito si affronterà la Giornata del Ringraziamento di quest’anno.


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Bisi: “Il Ringraziamento è il giorno in cui torniamo tutti un po’ bambini perché dire grazie è una cosa che si impara da piccoli”

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Lungo il Borgo. . . gli Antichi Mestieri e all’Offertorio. . . il Grano dei Miracoli

Un giorno per rendere grazie e un giorno per assaporare di nuovo quel sapore antico di tradizioni del passato con la Mostra degli Antichi Mestieri che, proprio per la Giornata del Ringraziamento, ha invaso il borgo di Nibbiano ricreando l’atmosfera di una volta. Mestieri di tutte le filiere, ricostruite dal vivo, in una mostra tutt’altro che statica; mestieri veri, tradizioni della nostra gente che nei secoli ci hanno condotto dove siamo oggi. Per mantenere quel contatto con il passato, quel legame che ci fa riscoprire ogni giorno che passa, le nostre origini fortemente agricole e lo straordinario patrimonio che i nostri avi ci hanno lasciato in eredità. Un’eredità, che oggi più che mai torna ad essere fonte di salvezza e speranza per il lavoro che ne deriva e per i frutti che porta, fonte preziosa per il nutrimento di tutti. Riscoprire il gioco della natura è qualcosa che fa bene agli occhi e fa bene al cuore, è qualcosa di estremamente vero e sincero, qualcosa che davvero fa pensare ad un miracolo. Un miracolo dunque, celebrato ed enfatizzato anche dal dono che i bambini hanno portato durante l’offertorio: un mazzo di grano Piramidale, detto anche dei Miracoli e citato nella Bibbia, un’antica varietà di frumento autoctono ancora presente nel nostro territorio. Il Grano dei Miracoli, non solo ha proprietà nutritive prodigiose dovute a superiori quantitativi di fosforo e ferro ma racchiude in sé un grande insegnamento: testimonia la gioia di riscoprire e tramandare i saperi antichi e con essi i sapori genuini del passato. “La nostra società, afferma

il presidente Coldiretti Luigi Bisi, deve molto alle generazioni passate, e la Giornata del Ringraziamento è stata la giusta occasione anche per rendere loro omaggio per averci tracciato la strada, per aver piantato quel primo seme che ha fatto di noi veri agricoltori, e che noi a nostra volta pianteremo per le generazioni future. Il Grano dei miracoli, conclude Bisi, è la metafora migliore per rappresentare quella magia di ritrovare le proprie origini e rispettarle, perché farlo significa rispettare noi stessi e non tradire la nostra identità.”


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LAvoro: le novità introdotte dalla riforma

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Successo per il Seminario sul lavoro che ha visto come relatore d’eccezione Romano Magrini, Capo Servizio Contrattazione e Relazioni Sindacali Confederazione Nazionale Coldiretti

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, così inizia la nostra costituzione e sembra averlo ben impresso, Coldiretti Piacenza, che ha organizzato un convegno su questo tema, per rendere i propri soci, già consapevoli del valore del lavoro, anche consci del quadro venutosi a concretizzare in seguito alla riforma Fornero. L’informazione è alla base di una buona gestione d’impresa: questa è la strada presa da Coldiretti, che si fa promotrice di eventi come questo per rendere l’agricoltore professionale sempre più consapevole delle nuove frontiere a cui questo mestiere va incontro. Numerosissimi, gli imprenditori agricoli che hanno affollato Sala Bertonazzi, per affrontare insieme all’esponente di calibro nazionale come Romano Magrini Capo Servizio Contrattazione e Relazioni Sindacali della Federazione Nazionale Coldiretti, temi di grande rilevanza, quali l’ apprendistato e lo strumento dei voucher in agricoltura, importanti per contribuire alla trasparenza sul lavoro, il contratto d’appalto, il delicato capitolo delle ispezioni e delle sanzioni, licenziamenti, dimissioni, nuove modalità di assunzione da parte dei coltivatori diretti, che diventano, oggi più che ieri, datori di lavoro, affiancando alla produzione agricola anche l’aumento dell’occupazione. Preciso e puntuale, l’intervento di Romano Magrini che ha sottolineato come la riforma, in realtà, abbia solo sfiorato il settore agricolo, che negli anni è riuscito ad ottenere una buona flessibilità dei contratti di lavoro coerentemente con quelle che sono le pecu-

liarità del settore stesso: quello dell'agricoltore è mestiere flessibile per antonomasia, deve adattarsi, al tempo, alle annate, agli accordi di prezzo e così via. Insomma un vero e proprio excursus tra quelle che sono le possibilità dell’imprenditore agricolo: dal contratto indeterminato, a quello determinato, dal part time, all’apprendistato agricolo, dallo scambio di mano d’opera, ai coadiuvanti famigliari, passando per tirocini formativi. “Il convegno, afferma Antonella Bazzini, responsabile area lavoro Coldiretti Piacenza, ha permesso ai numerosi soci partecipanti di chiarire alcune perplessità circa l’argomento dei contratti di lavoro, ed ha fatto si che si instaurasse un dialogo aperto necessario per garantire una buona gestione operativa delle risorse umane in azienda nel rispetto della legalità e dei principi fondamentali del diritto del lavoro.” “Per i nostri soci, afferma Massimo Albano direttore di Coldiretti Piacenza, il lavoro è un valore, è per questo che ci premuriamo di far si che rimanga tale, attraverso la formazione e l’informazione. Oggi la funzione sociale degli agricoltori è ancora più marcata: oltre a produrre cibo, preservare l’ambiente e continuare le tradizioni, diventano datori di lavoro, in un momento in cui l’occupazione è ai minimi storici e l’agricoltura è l’unico settore in cui la luce in fondo al tunnel si intravede, un +9% in occupazione..se questa non è luce.”


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costituita la commissione ovicaprini Costituito il gruppo di lavoro voluto da Coldiretti per sostenere e promuovere un settore significativo del territorio collinare e montano

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Il settore ovicaprino per la zona collinare e montana della nostra provincia rappresenta un’attività significativa ed in continua evoluzione. Ma proprio per le caratteristiche morfologiche delle zone per le condizioni in cui si trovano ad operare gli operatori, si tratta di un settore costretto ad affrontare non poche difficoltà, prima fra tutti gli attacchi di animali selvatici che anche negli ultimi mesi hanno provocato l’uccisione di diversi animali. Per tali motivi, ma soprattutto per valorizzare produzioni e attività fondamentali, Coldiretti Piacenza ha voluto ufficialmente costituire una commissione ad hoc per sostenere e accompagnare gli oltre 50 operatori del settore della nostra provincia. “Attraverso questo gruppo, ha ribadito Niccolò Lavezzi allevatore di Gazzola, nominato responsabile della commissione, vogliamo iniziare a far comprendere che siamo un settore significativo, indispensabile per le nostre colline e montagne e che può rappresentare un fiore all’occhiello anche in termine di produzioni e di tutela ambientale; certo serve un confronto continuo con le istituzioni e gli enti locali; per questo lavorare insieme è indispensabile. Nel nostro territorio siamo oltre 50 allevatori, ma spesso ci sentiamo abbandonati a noi stessi. Non possiamo più permettercelo, perché la chiusura degli allevamenti rappresenterebbe sicuramente una grande perdita per il territorio, sia in termini di prodotti di eccellenza, sia di presidio delle zone più impervie, manutenute e curate grazie ai pascoli e agli animali”.

Durante il primo incontro, tenutosi nei giorni scorsi presso la sala consiglio di Coldiretti Piacenza, e coordinato da Fabio Perino tecnico dell’Organizzazione, sono stati affrontati temi molto attuali, ed in particolare l’aumento del numero di capi razziati dai lupi. La normativa oggi permette solo interventi preventivi che però nel caso di greggi al pascolo o per coloro che effettuano la transumanza, non risultano efficaci. È stato inoltre sottolineato che fino ad oggi le azioni messe in campo dall’Amministrazione Provinciale non sono state né efficaci e nemmeno tempestive. La commissione si è impegnata, pertanto, a redigere un documento che sarà poi presentato agli organi competenti per studiare insieme le possibili azioni. Un altro tema posto all’attenzione dei presenti è stata la possibilità di convenzionare strutture che possano macellare secondo i canoni previsti dal rito islamico; “le richieste, ha ribadito Lavezzi, sono in continuo aumento ed è giusto che noi riusciamo ad “incontrare” anche questi consumatori”. Sono tanti gli argomenti che abbiamo affrontato, ha sottolineato Perino, come ad esempio la possibilità di incontrare aziende che producono pannelli per la bioedilizia a base di lana di pecora; anche in questo caso si tratta di un mercato in espansione che dobbiamo prendere in considerazione e approfondire; inoltre abbiamo presentato un documento redatto dalla regione Emilia Romagna che propone iniziative per il settore, in vista della elaborazione del prossimo piano di sviluppo rurale 2014/2020 e sulla quale faremo pervenire le nostre osservazioni. “Sono molto orgoglioso dell’incontro ha concluso Lavezzi e ritengo possa essere un momento molto formativo e informativo, per questo motivo invito tutti gli allevatori del settore ovicaprino a contattare Fabio Perino presso gli uffici di Coldiretti Piacenza per partecipare ai prossimi appuntamenti”.


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DANNi da fauna selvatica

Direttive relative alle modalità di funzionamento del fondo destinato alla prevenzione del contributo per l’indennizzo dei danni e prevenzione prodotti agricoli

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Annualmente la Regione costituisce un fondo che poi ripartisce alle Provincie destinato alla prevenzione ed indennizzo danni alle produzioni agricole arrecati dalla fauna selvatica e dall’attività venatoria; la direttiva recentemente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale contiene le modalità applicative (uniformi su tutto il territorio Regionale) per accedere a detti contributi e specifica chi sono i beneficiari del fondo, quali sono le colture oggetto di prevenzione ed indennizzo, le modalità per l’accertamento e la valutazione economica dei danni. A fronte delle richieste sollecitate da Coldiretti nelle apposite riunioni preparatorie, rispetto agli anni passati la principale novità introdotta dalla direttiva, è che per accedere alla prevenzione e l’indennizzo dei danni occorre essere titolari di partita iva ed iscritti all’anagrafe regionale mentre non è più necessario essere iscritti alla Camera Commercio come invece avveniva prima.

Un’ulteriore importante novità è la soppressione della franchigia pari ad €.77,47 sul danno accertato nei comuni montani che, per la nostra Provincia, sono: Pecorara, Bobbio, Cerignale, Coli, Corte Brugnatella, Ottone, Piozzano, Travo, Zerba, Bettola, Farini, Ferriere, Gropparello, Morfasso e Vernasca. Purtroppo, dalla direttiva pubblicata emerge ancora che, come negli anni precedenti, “La posa in opera e la manutenzione del materiale di prevenzione è a carico degli agricoltori”. Coldiretti da tempo si sta battendo per questo tema, che sta sottraendo reddito e speranza a molte aziende piacentine tanto che grazie al suo lavoro di sensibilizzazione, nell’ultima Consulta Venatoria all’unanimità si è deciso che i cacciatori si impegneranno a collaborare con l’agricoltore nella messa in opera del materiale di prevenzione. Inoltre, proprio in questa sede si è votato all’unanimità, come da regolamento che almeno 1/3 delle poste di bilancio degli ATC siano destinate all’agricoltura. Ora tutto è nelle mani della Giunta Provinciale per la definitiva applicazione, ma come organizzazione Coldiretti continua a mantenere alta l’attenzione su questa tematica.

AMBIENTE: COLDIRETTI, ELIMINARE CANI SELVATICI PER SALVARE Dal 2006 i danni stimati per allevatori, sono aumentati da PECORE E LUPI 100 a 150 mila euro. Gli ultimi attacchi alle greggi ripropongono il problema della tutela degli allevamenti e della biodiversità.

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Tra il 2006 e il 2011 in Emilia Romagna i danni stimati agli allevamenti da parte di lupi o cani inselvatichiti è aumentato di oltre un terzo, passando da 100 a 150 mila euro. È quanto afferma Coldiretti regionale sulla base dei dati dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale) e della stessa regione Emilia Romagna. Nel 2011, ultimi dati disponibili – sottolinea Coldiretti – a fronte di 150 mila euro di danni stimati, quelli risarciti sono stati poco più di 60 mila. A farne le spese sono soprattutto gli allevatori di pecore e capre, le prede più ambite, visto che da sole rappresentano il 91% degli animali uccisi. Quella degli attacchi alle greggi, riportati agli onori della cronaca con i recenti fatti sull’Appennino piacentino e romagnolo, sta diventando una situazione insostenibile per gli allevatori, che rischiano di gettare la spugna e di chiudere l’attività nelle aree appenniniche dove l’abbandono si è fatto sentire anche con la formazione di frane e smottamenti del terreno non più curato dall’uomo. La causa principale di questi attacchi, come si evidenzia dalle carcasse degli animali colpiti – sottolinea Coldiretti – sono i cani inselvatichiti più che i lupi. Il numero di questi ultimi, secondo i dati Ispra, sull’Appennino Emiliano romagnolo sono 187, mentre i canidi, sempre sulla base delle stime di Ispra e Regione è di circa cinque a uno: per ogni lupo ci sono cinque cani. “Probabilmente, oltre alla pecore, ci toccherà salvare anche i lupi - commenta il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello -

perché si verificano sempre più spesso casi di ibridazioni cioè di capi nati dall’incrocio di cani con lupi. Così si rischia di arrecare un grave danno alla biodiversità perché si perde il patrimonio genetico del lupo, imbastardito dai troppi incroci. La Regione sul fronte dei danni è intervenuta con i finanziamenti per la prevenzione e con il risarcimento anche per i canidi oltre che per i lupi. Ma ora dobbiamo cominciare a lavorare sulla prevenzione attiva, perché non è più tollerabile che un’attività d’impresa sia tenuta continuamente sotto scacco. Occorrerà intervenire decisamente per eliminare la presenza e la diffusione dei canidi e salvare il reddito degli allevatori nonché salvaguardare il patrimonio di biodiversità rappresentato dal lupo (specie canis lupus) del nostro Appennino, che, sia detto per inciso, ha tra le sue prede principali i cinghiali più che le pecore. Come richiesto da Coldiretti – informa Tonello – la Regione sta predisponendo un intervento per finanziare l’acquisto di cani da pastore, ma è necessario cominciare ad operare sull’altro fronte indicato da Ispra per evitare l’estinzione della specie lupo e cioè mettere in piedi rapidamente misure per la cattura e la sterilizzazione dei capi non appartenenti alla specie canis lupus e, nel caso questo non fosse possibile, bisognerà pensare anche di portare la raccomandazione dell’Unione europea di salvaguardare prioritariamente il lupo fino all’estrema conseguenza dell’abbattimento degli ibridi”.


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Pecorara: incontro per la gestione della Fauna Selvatica e Azienda Faunistica Venatoria con gli associati di Coldiretti

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Nei giorni scorsi si è tenuto a Pecorara un incontro con gli agricoltori e i proprietari terrieri associati Coldiretti avente come tematica la gestione della fauna selvatica sul territorio di montagna, l’impatto con l’attività agricola e il contenimento in particolare della specie ungulati. L’incontro è stato organizzato dal segretario di zona Andrea Poggi con la collaborazione del responsabile provinciale Coldiretti sulla fauna selvatica Adriano Fortinelli. “Era necessario, afferma Andrea Poggi, e urgente incontrare la base sociale di Coldiretti nella zona dell’alta Val Tidone in quanto sono sempre più evidenti i segnali di disagio, di impotenza e di sfiducia da parte degli agricoltori nello svolgimento dell’attività agricola per il progressivo incremento della specie cinghiale con il contestuale aumento dei costi delle operazioni colturali e di prevenzione danni con conseguenze chiaramente negative sulle produzioni e sul reddito aziendale.” Tutte le azioni che Coldiretti ha intrapreso a livello provinciale e regionale per la risoluzione di tali problemi, sono state presentate ai soci da Fortinelli, che però ha ribadito che i piani di controllo e gli indennizzi per i danni causati dalla fauna selvatica non sono sufficienti a risarcire gli agricoltori e tanto meno a contenere il numero degli episodi. Partendo dal presupposto che le imprese agricole svolgono un’attività di tangibile presidio sul territorio montano, le attività di contenimento e censimento nella Val Tidone si sono rivelate inappropriate e inadeguate; nel concreto infatti Coldiretti

ha proposto piani straordinari di controllo nelle Zone di Ripopolamento e Cattura con garanzia di monitoraggio delle squadre, aiuto, da parte dell’ambito territoriale caccia che affiancherà l’agricoltore nella messa in opera dei sistemi di prevenzione, l’autodifesa, per coloro che sono abilitati secondo i regolamenti e leggi vigenti, censimento effettivo di ungulati abbattuti. Fondamentale risulta poi assicurare la disponibilità finanziaria per la prevenzione e per il risarcimento dei danni causati dalla fauna all’attività agricola nel capitolo spese stanziato nel bilancio di ciascun Atc, e la restrizione dei tempi di risarcimento economico all’azienda agricola. Fortinelli ha poi sottolineato nel suo intervento che cosa significa organizzare e aderire ad un’ azienda faunistica venatoria sul territorio, i vincoli per gli aderenti, dovuti al regolamento specifico che impone un continuo ripopolamento sul territorio per l’attività venatoria che deve essere svolta. Ha concluso l’incontro Poggi Andrea sollecitando i Soci Coldiretti a fare domande di riconoscimento del danno ogni qualvolta abbiano effettivamente i danni in agricoltura, in modo tale che le Amministrazioni competenti si rendano conto che i dati sui quali si sta lavorando sono inesatti e forvianti rispetto al reale danno economico specialmente delle aree svantaggiate. Molto spesso, infatti gli associati, presi dallo sconforto e dalla convinzione che i danni non vengono risarciti, evitano di presentare le domande di risarcimento.


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Speculazioni e import fanno crollare la produzione suinicola, in un anno -615 mila maiali

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Solo nell’ultimo anno sono scomparsi in Italia 615mila maiali “sfrattati” dalle importazioni di carne dall’estero per realizzare falsi salumi italiani di bassa qualità, con il concreto rischio di estinzione per i prelibati prodotti della norcineria nazionale, dal culatello di Zibello alla Coppa Piacentina, dal prosciutto di San Daniele a quello di Parma, la cui produzione è calata del 10 per cento dall’inizio della crisi nel 2008. È la Coldiretti a lanciare l’allarme sul futuro di uno dei settori di punta della produzione agroalimentare nazionale dove trovano occupazione 105mila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione, ora in pericolo. La chiusura forzata degli allevamenti è stata causata dall’impossibilità di coprire i costi di produzione per i bassi prezzi provocati dalle importazioni dall’estero di carne di bassa qualità per ottenere prosciutti da “spacciare” come Made in Italy per la mancanza dell'obbligo di indicare in modo chiaro in etichetta la provenienza. In Italia due prosciutti su tre oggi provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta. Un inganno per i consumatori e un danno per gli allevatori italiani impegnati a rispettare rigidi disciplinari di produzione per realizzare carne di altissima qualità che da mesi non viene neanche più quotata. I macellatori disertano infatti l’apposita commissione prevista alla “Borsa del maiale” di Mantova dove viene fissato ogni giovedì il prezzo di riferimento nazionale. Il blocco favorisce le speculazioni e mette a rischio il futuro del maiale italiano che ha caratteristiche e soprattutto alimentazione nettamente migliore rispetto ai prodotti che invadono il mercato dall'estero.

Senza un prezzo di riferimento le aziende non sanno come muoversi ed il rischio per gli allevatori è quello di rimanere incastrati nel gioco al ribasso dei mediatori che sottopagano il prodotto e spingono alla chiusura degli allevamenti. È una situazione che rischia di compromettere per sempre la potenzialità produttiva nazionale con una destrutturazione degli allevamenti difficilmente recuperabile che mette a rischio l'essenza stessa di molti tesori agroalimentari del Made in Italy per i quali si registra nonostante la crisi un aumento della domanda interna ed estera. Gli acquisti domestici dei salumi Dop/Igp sono aumentati in valore dell’1,9 per cento nei primi nove mesi del 2013 rispetto all’anno precedente ma sono cresciute anche le esportazioni delle carni suine preparate in salumi ed altro. Gli allevatori della Coldiretti mettono sotto accusa anche gli insostenibili squilibri nella distribuzione del valore dalla stalla alla tavola: per ogni 100 euro spesi dai cittadini in salumi ben 48 euro restano in tasca alla distribuzione commerciale, 22,5 al trasformatore industriale, 11 al macellatore e solo 18,5 euro all'allevatore. In altre parole mentre in media all'allevatore i maiali allevati sono pagati circa 1,4 euro al chilo il consumatore spende oltre 23 euro al chilo per il prosciutto Dop. Una forbice troppo larga che danneggia cittadini e allevatori italiani costretti a chiudere le stalle. In Italia nel 2013 sono allevati meno di 8,7 milioni di maiali (erano 9,3 milioni nel 2012) destinati per il 70 per cento alla produzione dei 36 salumi che hanno ottenuto dall'Unione Europea il riconoscimento di denominazione di origine (Dop/Igp). Il settore della produzione di salumi e carne di maiale in Italia, dalla stalla alla distribuzione, vale 20 miliardi.


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“La nuova via della meccanizzazione� a z n e t e p m o c i d e n o z per le

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NIENTE IMU SU TERRENI E FABBRICATI Moncalvo: "Ora stabilizziamo esenzione nel 2014"

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“L’esenzione per quest’anno anche della seconda rata dell’Imu per i fabbricati rurali e per i terreni agricoli degli imprenditori agricoli professionali è una scelta strategica per il Paese che è ora necessario stabilizzare per il prossimo anno”. È quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’esprimere apprezzamento per il provvedimento approvato nel consiglio dei Ministri “sotto la

spinta decisiva del Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo che si è dimostrato coerente con gli impegni assunti nel patto per l’agricoltura sottoscritto davanti ai 15mila agricoltori presenti all’Assemblea della Coldiretti lo scorso luglio”. “È stato riconosciuto il ruolo dell’agricoltura italiana ma soprattutto quello dei coltivatori diretti e Imprenditori agricoli professionali che vivono e lavorano nei campi e - sottolinea Moncalvo - contribuiscono in misura determinate alla salvaguardia e gestione del territorio a beneficio dell’intera collettività. Ci auguriamo che questo principio venga rafforzato ed esteso a tutti gli interventi di politica agricola nazionale e - conclude Moncalvo - a quelli applicativi della riforma comunitaria”.


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Consorzi agrari: "Stop a crediti Federconsorzi toglie risorse ad agricoltori"

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"Affossare l’emendamento sui crediti della Federconsorzi vuol dire sottrarre risorse dovute al mondo agricolo, ossia agli uomini ed agli enti che hanno fornito le proprie energie e mezzi al settore per farlo crescere e diventare una realtà da primato a livello internazionale". È quanto afferma il direttore generale di Consorzi Agrari d’Italia Angelo Barbieri nel sottolineare che, se non verranno riconosciuti i crediti spettanti a Federconsorzi, l’agricoltura italiana disporrà di risorse inferiori per la crescita e la competitività. "È questo l’obiettivo che intendevano raggiungere coloro che hanno affermato falsità sull’emendamento in discussione (nell'ambito della Legge di Stabilità, ndr)? Oppure si tendeva a

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rinnovare gli appetiti di coloro che dalla liquidazione di Federconsorzi hanno tratto enormi benefici? È veramente sconcertante il livello di disinformazione e demagogia con cui si vuole indurre l’opinione pubblica a credere che il riconoscimento dei crediti di Federconsorzi (peraltro in conformità con quanto già affermato dalla Ragioneria dello Stato nella relazione al decreto legge n.16 del 2012 e dalla Cassazione con la sentenza n. 16504 del 2009) costituisca una sorta di mancia o regalo. Le risorse che spettano a Federconsorzi sono destinate e soddisfare i dipendenti di Federconsorzi, a coloro che hanno finanziato le campagne alimentari del Piano Marshall mentre le somme residue serviranno proprio a risarcire il mondo agricolo".

Via libera alla Riforma della Pac, all'Italia 33,4 miliardi

Via libera dal Parlamento europeo alla riforma della Politica agricola comune. Dopo la fumata bianca sul bilancio comunitario, gli eurodeputati hanno approvato a grande maggioranza le cinque proposte di regolamento scaturite dal’accordo con il Consiglio. Nei prossimi sette anni all'agricoltura italiana arriveranno a vario titolo fondi europei per 33,4 miliardi di euro a cui si aggiungeranno quelli del cofinanziamento nazionale. Ora spetterà ai ministri dell'agricoltura, il prossimo 16 dicembre, dare l'imprimatur alla nuova Politica agricola, dopo il quale le cinque proposte di regolamento saranno definitivamente adottate. La palla passerà quindi agli Stati membri, cui è sta-

to lasciato per la prima volta un’ampia possibilità di scelta per adattare la Pac alle necessità delle singole agricolture. Proprio a tale proposito Coldiretti reputa indispensabile definire al più presto la figura di “agricoltore attivo” per garantire l’effettiva attenzione della politica agricola a chi lavora e vive di agricoltura. Intanto il Consiglio ha fissato il tasso di adattamento dei pagamenti diretti per l’anno 2013. Gli importi superiori a 2.000 euro, da erogare agli agricoltori per le domande di aiuto presentate relativamente all'anno 2013, saranno ridotti del 2,45 per cento.


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PARMIGIANO: MEGA-MAGAZZINO PREMESSA PER NON TRASPARENZA Nuova Castelli è produttrice e importatrice di similgrana ungherese

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Negli ultimi dieci anni sono raddoppiate le importazioni in Italia di formaggi similgrana che fanno concorrenza alla produzione nazionale di Parmigiano Reggiano e Grana Padano a denominazione di Origine Protetta (Dop). È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati forniti dal sito www.clal.it dai quali risulta che le importazioni italiane di formaggi duri di latte bovino non Dop hanno raggiunto i 27,3 milioni di chili nel 2012, con un aumento dell’88 per cento in dieci anni. I similgrana – rileva Coldiretti Emilia Romagna – sono arrivati in Italia soprattutto dall’Europa a partire dalla Germania (8,3 milioni di chili) e dalla Repubblica Ceca (8,1 milioni di chili) anche se in forte crescita risulta essere l’Ungheria dalla quale sono giunti ben 2,7 milioni di chili pari al 10 per cento del totale delle importazioni. “Sono queste situazioni di costante aumento delle importazioni di formaggi similgrana – dice il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – che ci fanno dire no all’ipotesi di costruzione di un nuovo mega-magazzino per il Parmigiano Reggiano, per di più in una zona dove il formaggio per eccellenza del nostro territorio occupa solo il 64% dei posti di stagionatura. La presenza promiscua di prodotti similgrana con il nostro Parmigiano solleva molti ragionevoli dubbi. Non più tardi di tre anni fa, nel dicembre 2010, abbiamo accolto con grande soddisfazione il regolamento della Commissione europea che approvava lo stop al confezionamento, taglio, porzionatura, grattugia e confezionamento del Parmigiano Reggiano all’estero per non perdere caratteristiche organolettiche e soprattutto combattere il rischio di contraffazioni. Non vorremmo aver evitato di portare il Parmigiano fuori Italia per scongiurare le frodi e poi favorire l’importazione e la stagionatura di similgrana sul nostro territorio incrementando, quando va bene, la concorrenza al Parmigiano Reggiano o agevolando, nella peggiore delle ipotesi, la trasformazione del prodotto importato in prodotto originale”. La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari tipici dell’Emilia Romagna – ricorda Coldiretti Emilia Romagna sulla base di dati divulgati del Forum dell’agricoltura di Cernobbio – costa alla nostra regione circa trentamila posti di lavoro. Il fatturato del falso Made in Emilia Romagna solo nell’agroalimentare ha superato gli 8 miliardi di euro, di cui la metà è costituito dal Parmigiano Reggiano, uno dei prodotti più imitati al mondo. “Il solo fatto che negli ultimi anni sia cresciuto l’import di similgrana di provenienza ungherese – afferma Tonello – fa sorgere molte perplessità. La società che vuole costruire il mega-magazzino è la stessa Nuova Castelli che detiene il 20% delle azioni della Cheese Company srl, socio unico della Magyar Sajt ungherese che produce appunto un formaggio simile al Parmigiano Reggiano. Si tratta di una società dove ha partecipazioni, attraverso un intreccio di azioni, anche la cooperativa Itaca, presieduta fino al gennaio di quest’anno, quando si è dimesso a seguito anche della denuncia di Coldiretti, da Giuseppe Alai, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano. Se, come afferma il Consorzio del Parmigiano, mancano 280 mila posti forma in provincia di Reggio Emilia e 450 mila in tutto il comprensorio, come mai si vuole costruire un magazzino da 650 mila forme? Logica dice che le centinaia di migliaia di posti in più verranno riempiti da formaggi di importazione. Il problema quindi non è dove costruire questa cattedrale, ma evitare di creare tutte le premesse per una mancanza di trasparenza deleteria per un prodotto d’altissima qualità come il Parmigiano Reggiano. La prevenzione deve essere per i prodotti tipici italiani un impegno prioritario perché ci sono migliaia di posti di lavoro a rischio, a partire dagli imprenditori degli allevamenti, fino ai dipendenti dei caseifici, mentre per quanto riguarda il magazzino non c’è nessuno che possa garantire in una struttura ad alta tecnologia i duecento posti di lavoro di cui si parla tanto”.


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CRISI: PIÙ DI 1.000 AZIENDE AGRICOLE DELL’EMILIA ROMAGNA IN MANI STRANIERE

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Sono mille le aziende agricole dell’Emilia Romagna gestite da imprenditori stranieri. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti sulla base dei dati Inea-Infocamere divulgata in occasione dell’Assemblea elettiva del nuovo presidente nazionale di Coldiretti. Il numero delle aziende emiliano romagnole guidate da stranieri – informa Coldiretti Emilia Romagna – rappresenta l’1,3% del totale delle imprese agricole e sono cresciute dell’1,9% tra giugno 2012 e giugno 2013, in controtendenza rispetto all’andamento delle aziende italiane che nello stesso periodo hanno fatto registrare una flessione del 4,1%. Dopo i grandi marchi del Made in Italy – commenta Coldiretti Emilia Romagna – gli stranieri assaltano le campagne italiane con un aumento a livello nazionale dell’11 per cento delle aziende agricole passate in mani estere durante gli anni della crisi ed oggi in Italia si conta un totale record di 17.286 imprenditori agricoli stranieri. Gli investimenti nelle aziende agricole – sostiene la Coldiretti – non sono infatti delocalizzabili e le opportunità di sviluppo che possono creare sono legate ai territori italiani, a differenza di quanto accade per le altre attività economiche, dove spesso al passaggio di proprietà ha fatto seguito la chiusura degli stabilimenti ed il loro trasferimento fuori dai confini nazionali”

In testa agli imprenditori stranieri nell’agricoltura emiliano romagnola – informa Coldiretti – ci sono i Francesi con il 18,4% del totale delle proprietà agricole straniere. Subito dopo sul podio ci sono gli Svizzeri (14,8%) e i Rumeni (10,7%). Seguono la Germania (8,8%), la Gran Bretagna (7,5%), l’Albania (4,4%), il Belgio e l’Argentina (4,3%), Stati Uniti (3,4%) e la Polonia (3,2%). Più distanti Libia, Paesi Bassi, Venezuela, Canada, Marocco, Serbia e Montenegro, Austria. Gli imprenditori agricoli stranieri non provengono solo da economie forti; in più, a scegliere la nostra regione sono soprattutto i giovani, con più della metà degli investitori (54%) che hanno meno di 50 anni. Gli stranieri investono nell’agroalimentare Made in Italy perché gli ottimi risultati fatti segnare sul mercato estero, grazie all’immagine conquistata nel tempo, dimostrano che nel settore, anche se non c’è ancora il giusto reddito, c’è una prospettiva di futuro che non viene adeguatamente riconosciuta in Italia dove troppo spesso - sostiene la Coldiretti - si preferisce guardare al contingente e non al modello di sviluppo sul quale puntare per far crescere il Paese e cioè le leve uniche ed inimitabili di distintività come il cibo, il territorio, la tradizione, la cultura e il paesaggio.


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Campagna amica sbarca a londra apre la prima bottega

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Nel Paese Europeo dove più facile imbattersi nel cibo e nelle ricette del falso Made in Italy, dagli spaghetti alla bolognese al parmesan fino ai wine kit, apre la prima Bottega Italiana di Campagna Amica che si chiamerà Italian Farmers ed offrirà prodotti rigorosamente italiani e a filiera corta garantita dagli agricoltori, ma anche la possibilità di degustare le prelibatezze appena acquistate in uno spazio dedicato, attraverso la somministrazione non assistita. Secondo un'analisi della Coldiretti le esportazioni italiane di prodotti alimentari Made in Italy sono aumentate del 7 per cento nei primi sette mesi dell’anno insieme però alla presenza di prodotti taroccati, imitazione di quelli nostrani. A Londra a poche centinaia di metri dalla stazione della metro di Finsbury Park e vicino all’Arsenal Stadium, la Bottega Italiana “Italian Farmers” ha una posizione strategica, in un quartiere frequentato da molti nostri

connazionali, dove l’italianità è chiaramente percepita come un valore nonostante finora si trovassero prevalentemente prodotti che di italiano hanno solo il nome. Ma la Bottega Italiana vuole incontrare soprattutto l’interesse dei consumatori inglesi per il buon cibo Made in Italy, che arriva fresco ogni giorno dal nostro Paese, lasciandone intatte le qualità organolettiche. Anche per questo, la bottega si proporrà come punto di riferimento per ristoranti ed alberghi, essendosi attrezzata per diventare loro fornitore. “Per me non è solamente questione di fare business a Londra ma di condividere una filosofia, un progetto: quello di portare il meglio del Made Italy nel mondo. Con orgoglio” ha affermato il giovane gestore Massimo Santoro. Finalmente il vero cibo italiano potrà farsi conoscere e apprezzare nella sua unicità e genuinità e verrà raccontato da chi sa valorizzarlo nelle sue mille storie di eccellenza.

Guide gourmet, 3 premi su 4 vanno ai vini autoctoni

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I vitigni autoctoni del territorio conquistano ben tre premi su quattro assegnati dalle principali guide 2014, a conferma di una tendenza che, nel tempo della globalizzazione, vede gli italiani bere locale a “chilometro zero”. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla ricerca condotta da Istituto Marchigiano di Tutela Vini (Imt) e Università Politecnica delle Marche, che hanno catalogato i vini bianchi vincitori e i premi assegnati dalle sei pubblicazioni più autorevoli (Bibenda, Slow Wine, Gambero Rosso, Vini d’Italia de L’Espresso, Veronelli, Vinibuoni d’Italia 2014). In testa alla classifica c’è il marchigiano Verdicchio che si aggiudica 57 massimi riconoscimenti davanti a Fiano (35), Sauvignon (31), Soave (30), Friulano (27). Complessivamente i vitigni autoctoni portano a casa il 76 per cento dei premi rispetto a quelli internazionali a conferma di un trend che vede una domanda sempre più sostenuta di vini di produzione locale, tanto da aver

spinto la nascita a livello regionale di numerose realtà per favorirne la conoscenza, la degustazione e l’acquisto. Sono, infatti, molte le aziende vitivinicole che aprono regolarmente o in speciali occasioni le porte ai visitatori per far conoscere la propria attività con i metodi di produzione dal vigneto alla cantina. Circa 1.300 sono i produttori di vino certificati che fanno parte della rete di vendita diretta di Campagna Amica attraverso punti vendita e mercati degli agricoltori dove - evidenzia Coldiretti - vengono offerti solo vini locali a chilometro zero Il forte legame del vino con il territorio di produzione, le abitudini di consumo, ma forse anche una maggiore attenzione dei cittadini al sostegno dell’economia locale in un momento di crisi ha come risultato il fatto che le bottiglie più richieste e più premiate sono quelle prodotte a livello regionale, dal Sud al Centro fino al Nord del Paese.


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Dal vino alla Coppa Piacentina, dal Grana Padano al Pane Piacentino, Giovani Impresa di Coldiretti Piacenza promuove il territorio ai piemontesi

SPECIALITà PIACENTINE PRESENTATE AI GIOVANI IMPRENDITORI CUNEESI

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Un vero e proprio tour enogastronomico per conoscere nuovi luoghi e nuovi sapori e per arricchire il proprio bagaglio culturale e imprenditoriale, è quello realizzato da Giovani Impresa di Cuneo, che ha scelto Piacenza come tappa di questo tour emiliano romagnolo. Giovani Impresa Piacenza, ha organizzato per i “colleghi” di Cuneo uno speciale tour nella Val Tidone, facendo loro visitare due realtà caratterizzanti il nostro territorio. Prima una visita nella cantina La Primogenita, di Stefano Michelotti, vice delegato Giovani Impresa Piacenza che ha investito nella Val Tidone creando un’attività dal nulla, a seguire la visita all’importante Cantina Vicobarone, che ha notevolmente contribuito a far conoscere i vini piacentini in tutt’Italia. “Questa terra, afferma Michelotti, è da sempre il luogo ideale per produrre vino. Lo stessa barbatella, piantata altrove, non darebbe lo stesso risultato neanche in termini di profumo. La storia ci vede protagonisti del settore già dai tempi degli antichi romani ed oggi vogliamo valorizzare questo nostro patrimonio anche in termini di promozione del territorio, per farci cono-

scere ed apprezzare anche all’estero.” “Proprio in riferimento al tema dell’esportazione nel settore vitivinicolo, continua Andrea Minardi delegato Giovani impresa, Coldiretti ha organizzato in questi giorni degli incontri tra imprenditori ed esperti dell’export per migliorare le nostre chance anche al di fuori del territorio locale.” Ma i giovani imprenditori cuneesi, che sono stati accolti dal saluto del direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano e dal segretario di zona Andrea Poggi, oltre al vino, hanno potuto conoscere la varietà delle nostre eccellenze, che spaziano dal settore caseario con il Grana Padano, a quello dei salumi con la Coppa Dop il tutto ovviamente accompagnato da Pane Piacentino, il pane di una filiera tutta locale. “Per noi, afferma Alessandro Belli segretario di Giovani Impresa Piacenza, è stato un piacere ospitare i ragazzi cuneesi, e fare un po’ da ciceroni delle nostre terre sulle quali abbiamo investito e di cui andiamo fieri. Lo scambio è qualcosa che arricchisce sempre, non solo in termini umani ma anche in termini imprenditoriali per confrontarsi e trovare nuovi stimoli per crescere e migliorare. Giovani Impresa Piacenza vuole fare proprio dello scambio, un punto di forza per uscire da quell’isolamento che non giova a nessuno e che troppo spesso in passato ha frenato il settore agricolo.”


Alimentazione

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le qualità nutrizionali dei prodotti del territorio a cura della Dott.ssa Monica Maj

DOPO LE FESTE

Dimagrire con la Bottega di Campagna Amica Per perdere i chili accumulati durante gli eccessi natalizi non occorre ricorrere a drastici digiuni ma adottare un regime alimentare a base di frutta, verdura e piatti unici. Fare la giusta lista della spesa ed acquistare gli alimenti nutrizionalmente più corretti ci può aiutare a ritornare in forma dopo le festività. Prediligere i piatti unici. Inserire all'interno della settimana qualche pasto fatto con un piatto unico può essere una scelta salutare e nutrizionalmente corretta a patto che vengano rispettati alcuni passaggi sulla preparazione. Il piatto unico deve contenere tutti i nutrienti, cioè carboidrati, proteine e grassi, accanto alle fibre delle verdure. Per una corretta preparazione è importante inserire una sola fonte di proteine, una a scelta tra: legumi, carne, pesce, formaggi o latticini, uova, affettati. Il condimento deve essere unico e dovrebbe rappresentare la singola fonte di grassi. L'olio extravergine d'oliva è da preferire perché apporta grassi monoinsaturi e pochi grassi saturi. I carboidrati, invece, saranno forniti dai cereali o dai loro derivati: pasta, riso, orzo, farro, mais, pane, ecc. Le verdure devono sempre essere presenti. Consumare frutta e verdura. Le arance e il kiwi sono una notevole fonte di vitamina C che migliora il sistema immunitario e aiuta a fronteggiare i malanni di stagione, favorisce la circolazione, ossigena i tessuti e combatte i radicali liberi. Le mele per il loro modesto apporto calorico e per la presenza di

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pectina, contribuiscono al controllo del livello di glucosio e del colesterolo nel sangue. Ancora, le pere che oltre ad avere un buon potere saziante, contenendo zuccheri semplici come il fruttosio, fibra, molta acqua e poche calorie, sono adatte per chi soffre di intestino pigro. Tutta la verdura a foglie verde scuro come spinaci e cicoria contiene acido folico, essenziale nella formazione dei globuli rossi del sangue per la sua azione sul midollo osseo. Inoltre conferiscono volume e potere saziante con un apporto calorico estremamente limitato. Le carote sono ricche di vitamina A, indispensabile per la salute degli occhi e della pelle, i finocchi, risultano ottimi per combattere la nausea, la digestione difficile e la stitichezza Cucinare con aglio, cipolla, pepe, ma anche con i meno utilizzati chiodi di garofano, zenzero e cannella aiuta a rimanere in linea: infatti secondo recenti ricerche le spezie aiutano a combattere la sovralimentazione. Odori e sapori forti rendono infatti i cibi più gustosi e consentono di raggiungere prima la sensazione di sazietà. Utilizzare olio di oliva ricco di tocoferolo, un antiossidante che combatte l’invecchiamento dell’organismo e favorisce l’eliminazione delle scorie metaboliche.

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la ricetta Pasta e ceci

Ingredienti: • 150 g di pasta integrale a scelta • 300 g di ceci secchi • brodo vegetale • 2 spicchi di aglio • 40 g di olio extravergine di oliva • rosmarino, pepe e sale q.b. Preparazione

Lavate e scolate i ceci precedentemente ammollati. Poneteli in un recipiente di coccio, insaporiteli con olio e spicchi di aglio. Unite 1 litro di brodo vegetale e portate ad ebollizione. Continuate la cottura a fiamma bassa e con il contenitore coperto. Quando il composto è pronto, frullate metà dei ceci, unite ancora un po’ d’ acqua, riportate ad ebollizione, versate la pasta e portate a cottura. Regolate di sale, pepe e servite caldo, con un filo di olio extravergine di oliva e grana padano.

Commento nutrizionale: I ceci sono legumi molto ricchi di nutrienti; contengono proteine di buon valore biologico, carboidrati, fibre e antiossidanti. Molto ricchi anche di ferro ed altri minerali, possono sostituire egregiamente i prodotti animali se consumati in associazione ai cereali integrali.


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Presentato il ricettario di Campagna Amica

Tutte le ricette della nutrizionista Monica Maj pubblicate sul mensile La Voce dei Coltivatori raccolte in un simpatico fascicolo Non poteva esserci occasione migliore per presentare il ricet- durante l’evento più significativo dell’anno, la giornata del Rintario di Campagna Amica, una vera e propria raccolta di tutte graziamento di Coldiretti tenutasi2013/2014 domenica 17 noSabato 12 ottobre a Palazzo Galli presentata la Squadra Copra Piacenza EliorVolley le ricette della nutrizionista Monica Maj pubblicate negli ultimi vembre a Nibbiano. In particolare il ricettario è stato regalato a due anni su “La voce dei Coltivatori”, il mensile di Coldiretti chi ha comprato la Pasta della Bontà, quella della Lega del Filo Piacenza. Un modo simpatico ed originale che permetterà a D’oro, associazione che sostiene chi non vede e chi non sente tutti di scoprire le prelibatezze stagionali del nostro territorio, con la quale Fondazione Campagna Amica collabora da anni.” esaltate in ricette fantasiose e di semplice realizzazione. “E allora, sottolinea il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Con il Ricettario di Campagna Amica preparare pietanze squi- Bisi, il Ringraziamento quest’anno, ha avuto una connotazione site e rispettare le regole di una buona alimentazione sarà ancora più sociale. Abbiamo reso grazie per i frutti della terra, semplicissimo e divertente. I piatti, gustosi ed equilibrati, sono per avere l’onore di poterla lavorare, per il compito che con divisi in base alla stagionalità degli ingredienti, in modo da responsabilità e umiltà portiamo a termine producendo cibo creare un vero e proprio vademecum e fornire qualche spunto per le tavole di tutti, ma soprattutto abbiamo reso grazie per interessante a mamme e mogli per la preparazione dei piatti la fortuna che abbiamo e che molti non hanno, e lo abbiamo per tutta la famiglia. fatto acquistando la pasta della Bontà e sostenendo con un “Alle donne, afferma Monica Maj nutrizionista che cura la rubri- piccolo gesto chi è meno fortunato, e che, non potendo ne ca alimentare per il periodico di Coldiretti Piacenza, è riservato vedere ne sentire è di fatto isolato dal mondo. Continuiamo un ruolo cruciale per lo sviluppo delle abitudini alimentari di a farlo, abbattiamo questo isolamento e facciamo comunità tutta la famiglia: esse si occupano dell’organizzazione della per loro, questo è il senso della Giornata del Ringraziamento spesa, della scelta degli ingredienti e dei menù settimanali da e che dobbiamo portare avanti, veicolare valori di gratitudine proporre ai propri cari, diciamo che sono un po’ le custodi e solidarietà.” dell’alimentazione famigliare. Ed è a queste che ci vogliamo rivolgere con questo ricettario di Campagna Amica, per semplificare loro la vita di tutti i giorni e al contempo garantire la genuinità e il rispetto della stagionalità nei pasti.” “Campagna Amica, afferma la responsabile regionale Elisabetta Montesissa, ha deciso di presentare questo ricettario


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iniziative Coldiretti

Nelle foto alcune aziende Piacentine presenti a Milano

Domenica 10 novembre in C.so Buenos Aires, lo shopping è diventato un’occasione per riscoprire le eccellenze enogastronomiche di Campagna Amica, ma anche un momento di fratellanza con il baratto della solidarietà

Piacenza protagonista del 1o Farmer’s Market nelle vie dello shopping milanese La cornice? Una delle vie dello shopping milanese più frequentate: Corso Buenos Aires. Il fine? Riscoprire le eccellenze agricole ed enogastronomiche italiane, nel cuore della città simbolo del Made in Italy. L’Emilia Romagna con Piacenza, in questa vetrina nazionale, non potevano mancare per tenere alta la tradizione fortemente agricola di questa nostra terra e per portare il suo contributo di solidarietà. A Milano presenti l’azienda Chinosi Francesco di Farini con le patate tipiche della zona e altre specialità preparate con i famosi tuberi della Valnure; insieme a lui Tenuta la Bertuzza di Castell’Arquato con i vini doc Colli Piacentini e l’azienda Casella di Castelvetro con ortofrutta e conserve vegetali. Con loro i prodotti tipici della nostra regione, dall’aceto balsamico alle conserve e confetture, dai formaggi ai salumi, dal miele fino ai funghi coltivati. “Sulla buona strada” questo è lo slogan scelto per il grande mercato di Campagna Amica che richiama il tema della solidarietà esaltato e valorizzato al massimo all’interno della medesima cornice dove è stato organizzato il “baratto della solidarietà” ad opera di Coldiretti, Fondazione Banco Farmaceutico Onlus e Caritas Ambrosiana. Il baratto si è concretizzato con un omaggio di cibo Made in Italy a chi ha donato abiti e medicine per gli indigenti. Un tema quello della solidarietà molto caro ai piacentini, che quindi non hanno perso tempo ed hanno voluto organizzare la loro presenza in questo magnifico evento. A Piacenza infatti, secondo le ultimi indagini della Caritas Diocesana Piacenza-Bobbio, sono state ben 1081 le persone e 614 le famiglie ascoltate ed aiutate con 4152 borse di viveri nel corso dell’anno. Anche per quanto riguarda il fabbisogno di medicine, Piacenza è piuttosto sensibile: si assiste infatti ad un aumento di richieste di

farmaci al Banco Farmaceutico da 536 farmaci nel 2008 a 2388 nell’ultimo anno. “Manifestazioni come queste, afferma Elisabetta Montesissa, responsabile regionale di Campagna Amica, sono fondamentali per ricreare quel senso di comunità che di questi tempi è sempre più difficile ricordare di aver avuto. Siamo atterriti di fronte ai dati su disoccupazione e povertà, ma una cosa la sappiamo fare e la vogliamo fare: continuare a ricordare ai consumatori che l’Italia è un paese ricco di tradizioni, anche agricole ed enogastronomiche, e che è in queste che può cercare una via di fuga, può cercare di migliorare il proprio destino. Rimbocchiamoci le maniche, facciamo quel che possiamo per aiutare il prossimo: da una recente indagine ad opera di Coldiretti e Ixe’ è emerso che si, l’italiano è sempre più povero, ma è anche sempre più generoso e vicino alla sofferenza altrui, pensate che in Italia si contano ben 15.067 strutture periferiche che si occupano della distribuzione degli aiuti.” “Una solidarietà, aggiunge Luigi Bisi, presidente di Coldiretti Piacenza, che non tocca solo le organizzazioni ma che si sviluppa nei rapporti di “vicinato”: il 15 per cento delle famiglie italiane ha offerto aiuto alimentare ai più bisognosi nel corso del 2013. Spesso considerata superata, la struttura della famiglia italiana si sta dimostrando, nei fatti, fondamentale per non far sprofondare nelle difficoltà della crisi moltissimi cittadini.” “La solidarietà tra generazioni, conclude Bisi è un modello vincente e non un segnale di arretratezza sociale e culturale come molti si ostinano ad affermare, è segno che l’italianità, in fondo alla crisi, permea ancora il nostro tessuto sociale e Campagna Amica a Milano ne ha dato prova tangibile.”


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Campagna Amica porta "i suoi piccoli" in un'azienda agricola Straordinaria l’esperienza che hanno vissuto i bimbi della scuola d’infanzia Sacra Famiglia di Lugagnano che, grazie al percorso di Educazione alla Campagna Amica hanno visitato un’azienda agricola Coldiretti Molto più di un’uscita didattica, è quella che hanno vissuto i bimbi del- 842 milioni di persone nel mondo soffrono la fame ed è quindi imla scuola d’infanzia di Lugagnano che, accompagnati dalla Direttrice portantissimo sviluppare nelle giovani generazioni la consapevolezza dell’Istituto Suor Rosina Cortinovis e dall’insegnante Lucia Scrabbi, della fortuna che hanno. L’intraprendenza dei piccoli poi, che si sono sono andati a visitare con gli esperti di Educazione alla Campagna letteralmente buttati nelle varie attività con slancio e disinvoltura ci da una grande speranza per il futuro di questo settore.” “Vedere lo Amica l’Azienda Agricola Rigolli Roberto e Paolo. I bimbi, durante la visita alla stalla, con oltre 100 vacche in lattazione, stupore negli occhi dei bambini, conclude poi il direttore di Coldiretti sono così riusciti ad assaporare la realtà agricola e comprendere che Piacenza Massimo Albano, è fonte di ispirazione anche per noi adulti, alla base della vita di ognuno di noi c’è l’agricoltura perché “senza che troppo spesso non ci meravigliamo più del creato e delle regole agricoltura non si mangia…”. Dopo la mungitura, effettuata da loro della natura, sia essa benevola o ostile. Queste quindi sono per noi Sabato 12 ottobre a Palazzo Galli presentata la eSquadra Copra EliorVolley 2013/2014 proprie occasioni, di formazione per i consumatori di domani, stessi manualmente e la spiegazione sull’alimentazione dei bovini da vere latte, i piccoli ospiti hanno fatto visita ai vitellini, ai conigli e agli asinelli. e d’ insegnamento per noi “grandi”, perché attraverso lo stupore negli “È l’insegnamento sul campo, vedendo direttamente e toccando con occhi dei bimbi ci ricordiamo di quella spensieratezza e semplicità che mano, quello più divertente e, forse, quello più incisivo poiché lascia una volta adulti ci scordiamo di aver avuto ma che, se rispolveriamo un segno nelle vite dei bambini, un ricordo speciale del quale fare e teniamo viva, può muovere il mondo.” tesoro” afferma Adriano Fortinelli segretario di zona di Lugagnano. Sul canale YouTube di Coldiretti Piacenza si può visualizzare il filmato “I bambini, prosegue Fortinelli, hanno potuto imparare divertendosi e della giornata www.youtube.com/user/coldirettipc capire il valore del cibo, come risorsa da non dare mai per scontata.


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dicembre 2013

iniziative Coldiretti

Bensenzone

Il Ringraziamento nelle sezioni di Coldiretti Dopo la Giornata Provinciale del Ringraziamento diverse zone del nostro territorio hanno voluto ripetere l’iniziativa ringraziando Dio per i frutti della Terra e raccogliendo gli associati in un momento solenne ma anche di convivialità .

Carpaneto


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A Golosaria l'eccellenza è piacentina premio all’Isola della Bottega Italiana di Campagna Amica di Fiorenzuola d’Arda

Anche quest’anno significativa la presenza dell’enogastronomia piacentina a “Golosaria Milano 2013” La tre giorni del gusto, ideata da Paolo Massobrio e Marco Gatti, quest’anno ha avuto nel mirino l’Expo 2015, protagonista, il mito/ realtà del gusto italiano: cibo, tradizione, benessere e vino. La location, nuova e di prestigio di via Tortona cuore del quartiere del design milanese, sembra ideale per celebrare l’Italia nell’Italia e per Piacenza vince l’agricoltura con il premio alla Bottega ArkaFood, l’isola della Bottega Italiana di Campagna Amica con i prodotti piacentini a km 0. Ovviamente Piacenza e le sue eccellenze non potevano mancare e grazie alla cooperativa sociale “il Cardo” i produttori agroalimentari piacentini hanno goduto di un’ottima vetrina durante l'ottava edizione della manifestazione con il paniere dei prodotti del nostro territorio: "il Golosario PIACENTINO". Ma la rassegna, oltre che la vittoria dell’agricoltura di Campagna Amica, è stata anche l'occasione per promuovere il progetto volto alla valorizzazione del territorio piacentino in vista

di Expo 2015 (www.ilgolosariopiacentino.it) realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Piacenza e di numerosi enti tra i quali Coldiretti: in prima linea per non perdere questo treno, chance unica per portare Piacenza nel mondo. “Siamo orgogliosi, afferma Massimo Albano direttore di Coldiretti Piacenza, del successo riscosso dalla prima bottega di Piacenza che ha creduto nel progetto, allestendo al suo interno l’isola della Bottega Italiana, con i prodotti della nostra terra. La Bottega Italiana rappresenta infatti per i commercianti, la possibilità di garantire ai propri clienti, oltre all’assortimento abituale, un paniere di prodotti agricoli della rete Campagna Amica, le migliori eccellenze del territorio locale e nazionale, per portare all’interno del punto vendita uno spaccato del mondo agricolo italiano.” “L’agricoltura di Piacenza e le eccellenze che ne derivano, conclude Albano, potranno essere il biglietto da visita per Expo 2015 e il successo a Golosaria ne è prova tangibile. Campagna Amica e Coldiretti sono consapevoli di questa grande opportunità e metteranno in campo tutte le forze per adoperarsi con successo in questa esposizione universale, affinché tutti possano conoscere il grande progetto Coldiretti e il meraviglioso mondo dell’agricoltura italiana e piacentina.”

Un assaggio di montagna nell'Oasi di Campagna Amica Tutti i martedì, presso l’area del Bancolat dell'Azienda agricola Delmolino a Ponte dell'Olio, la prima “Oasi di Campagna Amica” della Val Nure Grande successo per l’ “Oasi di Campagna Amica” a Ponte dell’Olio, presso il Bancolat dei fratelli Delmolino: un punto di vera territorialità e stagionalità, che vuole affiancare alla vendita del latte fresco anche prodotti agricoli locali che permeano la tradizione gastronomica Piacentina. Il bancolat Delmolino, dove il consumatore può trovare latte fresco e genuino delle montagne di Farini, è diventato un punto di riferimento per molti consumatori consapevoli che decidono di affidare la propria colazione ad un agricoltore locale, garantendone la sopravvivenza e con essa anche quella della montagna patrimonio fondamentale per la comunità tutta, rappresenta dunque la location ideale per iniziare l’avventura dell’Oasi di Campagna Amica. “Sono felice di condividere lo spazio del Bancolat con altre aziende agricole, afferma Delmolino, è importante far capire al consumatore che con queste iniziative si valorizza la filiera corta, concetto fondamentale per la sopravvivenza delle aziende agricole, specialmente se di montagna come noi.” E se l’oasi deve essere gastronomia tipica, non si poteva che farla partire con un prodotto a noi caro, in quanto simbolo della tradizione alimentare, ma anche povero che ha sfamato generazioni intere: le patate, quelle dell’azienda di Chinosi Francesco con sede a Groppallo, territorio montano dove il tubero trova la sua massima espressione dal punto di vista qualitativo. L’azienda Chinosi Francesco inoltre non si è fermata alla sola produzione del tubero ma ne ha curato anche la trasformazione nella rinomata e deliziosa "Torta di patate": ricetta tipica tutta piacentina.


pagina coldiretti auguri 2013 19x23_Layout 1 20/11/13 10:45 Pagina 3

Da tempo immemore l’acqua scorre e, in perenne movimento, plasma la terra, la scava, la sommerge, la lambisce, la disseta... in una sola espressione: l’acqua disegna il territorio. Il Consorzio di Bonifica di Piacenza è da sempre impegnato nel governo delle acque e nella salvaguardia del territorio a tutela della città e dei territori di pianura, collina e montagna. Per creare condizioni di migliore vivibilità in un rinnovato patto di amicizia tra uomo e ambiente, il Consorzio collabora attivamente con il mondo agricolo per garantire le eccellenze che caratterizzano le produzioni piacentine. Il Consorzio di Bonifica di Piacenza, invitando tutti i cittadini a conoscere il proprio territorio per meglio tutelarlo, custodirlo, proteggerlo e tramandarlo nelle migliori condizioni alle future generazioni, esprime

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Pomodoro: una campagna difficile... quali insegnamenti?

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a campagna di trasformazione del pomodoro appena terminata non sarà sicuramente ricordata tra le migliori, ma se da una parte le industrie di trasformazione soffrono, dall’altra le aziende agricole non stanno soffrendo meno. L’annata per i produttori di CIO è iniziata con un forte ridimensionamento delle superfici coltivate a pomodoro: poco più di 10.000 ettari contro gli oltre 11.300 dello scorso anno (-12%) in linea con le riduzioni di superfici registrate anche a livello di Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia (-13%) ed è terminata con un ancora più forte ridimensionamento delle produzioni poco meno di 660.000 ton rispetto a poco più di 860.000 ton della scorsa campagna (-24%) con un calo più importante di quello registrato tra gli altri produttori del distretto (-18%). Questo calo produttivo è da imputarsi principalmente ad un andamento meteorologico particolarmente avverso ed a grandinate particolarmente violente che hanno colpito alcuni areali di produzione dei nostri associati. Anche le attività sperimentali che, ogni anno da ormai undici anni, CIO in collaborazione con le OP associate, i tecnici e le aziende agricole cerca di portare a termine con dedizione e professionalità hanno risentito di tutti questi fattori negativi. Nonostante ciò, nella pubblicazione recapitata a casa di tutti gli associati di CIO, (di cui qua a fianco è riportata l’anticipazione della copertina), sarà possibile trovare importanti spunti e informazioni relative alla sperimentazione di tecniche innovative, che a mio avviso saranno in grado se applicate in modo corretto di poter recuperare parte della redditività di questa coltura in sofferenza. Negli ultimi anni CIO, nel programmare la propria attività sperimentale ha posto particolare attenzione al miglioramento della sostenibilità della coltivazione del pomodoro in termini ambientali, sociali ed economici, per tanto anche nelle ultime edizioni della pubblicazione dei risultati sperimentali sono stati particolarmente enfatizzati i risultati positivi ottenuti per tali aspetti. Ora, senza per questo trascurare la sostenibilità ambientale e sociale, l’obiettivo principale di quest’anno e della programmazione sperimentale dei prossimi anni, alla luce della crisi economica dell’intero comparto, è quello di migliorare in particolare la sostenibilità economica della coltivazione del pomodoro, anche e soprattutto attraverso l’aumento delle rese produt-

tive. La raccolta dei risultati, arricchita dalla collaborazione di autorevoli enti ed istituti di ricerca e sperimentazione, ha trovato apprezzamento anche al di fuori della nostra base sociale e questo ci rende molto orgogliosi. Oltre alle usuali prove di confronto varietale, contiene anche confronti di tecniche di difesa, di diversa gestione della risorsa idrica, di pacciamatura con materiali biodegradabili ed altre ancora.

Alessandro Piva

A.O.P.

Agronomic Service Manager

Consorzio Interregionale Ortofrutticoli


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la Voce di UNI Cattolica

La tracciabilità geografica del pomodoro ha un nuovo strumento scientifico Prof. Pier Renato Trincherini LIMS Laboratory Isotope Mass Spectrometry - Istituto Cobianchi

Un recente seminario di AGRISYSTEM dal titolo: “Tracciabilità e origine geografica: approccio scientifico, sviluppi e implicazioni”, tenutosi presso l’Università Cattolica di Piacenza, ha affrontato in maniera innovativa il tema della rintracciabilità alimentare del pomodoro da industria. Nello studio, finanziato dalla ditta Mutti S.p.A. di Parma e realizzato dai proff. Trincherini Pier Renato (LIMS Laboratory Isotope Mass Spectrometry - Istituto Cobianchi - Verbania ) e Baffi Claudio (Istituto di Chimica Agraria e Ambientale - Università Cattolica di Piacenza), è stata applicata la tecnica TIMS (spettrometria di massa a ionizzazione termica) a 118 campioni di pomodoro (bacche, passata, pelati, salsa, doppio e triplo concentrato) provenienti da 2 aree geografiche distinte: Cina e Italia a scopo di discriminazione geografica. I campioni, dopo liofilizzazione, sono stati preparati per essere analizzati con questa tecnica che prevede misure degli isotopi 87Sr e 86Sr. Il rapporto 87Sr/ 86Sr è stato il parametro-guida delle analisi; esso non viene modificato da trattamenti di trasformazione del pomodoro e la concentrazione dei due isotopi nei prodotti a base di pomodoro riflette la concentrazione dei due isotopi nel suolo su cui il pomodoro

è cresciuto. È noto che valori elevati del rapporto 87Sr/ 86Sr indicano presenza di suoli antichi e valori bassi suoli più recenti. I risultati di questo studio, pubblicati su Food Chemistry (2014; 145; 349-355) evidenziano la tecnica TIMS come tecnica “robusta” per lo scopo della discriminazione geografica, separando in modo inequivocabile i campioni provenienti dalla Cina dai campioni italiani; inoltre, all’interno dei campioni italiani, la tecnica è stata in grado di separare prodotti da areali vicini ma distinti (es. Ferrara, Parma, Piacenza). Questo metodo può essere utilizzato come valido strumento allo scopo di autenticare l’origine geografica del pomodoro sia fresco che lavorato, proveniente dalla Cina e dall’ Italia. Ciò potrebbe essere importante per contrastare le crescenti importazioni illegali di prodotti a base di pomodoro da Paesi dove la severa legislazione EU in materia non è applicata. Se da un lato, questo metodo può combattere frodi commerciali, dall’altro la sua importanza è particolarmente rilevante sia per la difesa dei prodotti tipici certificati PGI e PDO che per la protezione e la sicurezza della salute del consumatore.


ici e che

correttive sugli anni pregressi. Ciò comporta un danno economico 33

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eventi dal mondo agricolo

fficiLe avviare uN’impresa agricoLa

proposte importanti per incentivare i giovani Pomodorino d'oro 5 aziende piacentine hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento. Sul podio l’azienda Barabaschi Giuliano

ato la in nicchie di mercato remunerative e puntano del 40° anno indipendentemente dalla Anche su quest’anno la Mutti spa, azienda storica nella trasformazione sia fondamentale dell’azienda. per restare su un mercato sempre più esiortante politiche commerciali evolute. Ma proprioquantocollocazione Personalmente del pomodoro, ha premiato le migliori aziende agricole che hanno mes- gente ed in continua evoluzione, l’attenzione alla qualità, alla sostenibiquella perché queste imprese hanno maggiorilità ambientale - conclude Segalini – ritengo importante so eccellenza, qualità e sostenibilità nella produzione del pomodoro. e lo stretto legame con il territorio che è insito in ogni Sono 5prospettive le imprese agricole hanno ricevuto il tradizioche proviene dall’agricoltura. anche la proposta di istituire, a favore dei mparto di piacentine medio che e lungo termine serveprodotto nale "Pomodorino d'oro": i fratelli Varani, Franco, Roberto e Massimo; Quest’anno tale riconoscimento vale ancora di più perché sul secon% del un quadro legislativo stabile con politiche giovani agricoltori, un credito d’imposta per i fratelli Ronda, Filippo, Davide e Roberto; Giuliano Barabaschi; Andrea do gradino del podio è salita l’azienda di Cortemaggiore Barabaschi gli azienda investimenti in contraddistinta ricerca edper innovazione cadute che diano sostegni e certezzeGiuliano, Passeramirate, e Giorgio Sbruzzi. che si è sempre l’innovazione e la Coldiretti Piacenza si congratula con le proprie aziende sottolineando professionalità nella produzione del pomodoro ate a almeno quinquennali. Confagricoltura ha tecnologica. La nostra associazione, ributo ben presente queste priorità e all’interno da sempre, si impegna per diffondere zionali, del progetto Futuro Fertile ha previsto l’informazione scientifica ed il progresso gricoli. indicazioni specifiche dedicate ai giovani tecnologico in agricoltura; poter contare egalini agricoltori come l’introduzione di una norma sugli adeguati strumenti finanziari è, però, la che il che riconosca riduzioni contributive ai condizione imprescindibile per poter attuare empre datori di lavoro agricolo sino al compimento la progettualità.” come lto al , da un gestita ettore mezza nditori resso’: ettore Avviare è una dia ha ura ha imana ottratti ropria. coltori n una ocano


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eventi dal mondo agricolo

La Cantina di Vicobarone si rinnova sul web Ormai non c’è più nessuna notizia che non passi prima dalla rete. E il problema principale per tutti sembra diventato quello di essere sempre più visibili e disponibili. A patto di avere qualcosa d’interessante da raccontare. Per la Cantina di Vicobarone, dietro alla presenza in rete c’è una filosofia aziendale che cerca da sempre di consentire ai propri clienti di “fare esperienza” della cantina in prima persona. Il rapporto privilegiato con i visitatori in rete non si costruisce soltanto facendo girare le notizie, ma scegliendo la propria tribù di fans e alimentandola nel tempo con informazioni e fatti legati ad una realtà ben verificabile, quella dell’attività aziendale. La rete funziona se accorcia le distanze, la presenza in rete funziona se l’azienda si muove davvero verso i suoi visitatori. La Cantina di Vicobarone coltiva da anni un rapporto diretto con gli appassionati di vino, mantenendo nel tempo

un atteggiamento di accoglienza e disponibilità, aprendo le porte della cantina e dei suoi punti vendita, organizzando per i consumatori eventi e occasioni d’incontro davanti ad un buon bicchiere di vino. Insomma, di cose da raccontare ne ha sempre un sacco. Proprio per andare incontro agli appassionati di vino, sempre più attenti alla comunicazione via web, la Cantina di Vicobarone ha inaugurato da poco il suo nuovo sito (www. cantinavicobarone.com). Chiaro e immediato, pieno di informazioni e di opportunità di visita, questo nuovo sito si propone di attivare, con lo stile diretto di un blog, un rapporto ancora più facile e interattivo con i visitatori. Appuntamenti, degustazioni, novità sui vini e sugli eventi di territorio sono tempestivamente comunicati attraverso il sito che va ad aggiungersi alla newsletter periodica e alla pagina facebook che la Cantina di Vicobarone gestisce da tempo, dimostrandosi una tra le più attive in rete.


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Programma operativo di Misura Misura 126 ‘Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali ed introduzione di adeguate misure di prevenzione’ Azione 2 - Interventi di prevenzione per l'adeguamento antisismico Il presente Programma Operativo definisce le modalità per la presentazione di domande di aiuto in relazione ad interventi di rimozione delle carenze strutturali e/o di miglioramento sismico degli immobili prefabbricati strumentali all'attività produttiva di imprese agricole e imprese operanti nel settore della trasformazione e/o commercializzazione, non danneggiati, nei territori delle province di Piacenza (Castelvetro Piacentino) interessate dal sisma che ha colpito la regione Emilia-Romagna nel maggio 2012.

Beneficiari

Potranno beneficiare del presente avviso pubblico: - Imprese agricole di cui all’art. 2135 c.c.; - Imprese operanti nel settore della trasformazione e/o commercializzazione per le quali al momento della domanda risultino verificate le seguenti condizioni: - siano iscritte all'Anagrafe regionale delle Aziende agricole con posizione debitamente validata; - siano in possesso del prefabbricato costituente bene aziendale oggetto di intervento e non danneggiato dal sisma. L’impresa dovrà dimostrare la disponibilità dell'immobile oggetto di intervento attraverso una delle seguenti modalità: - diritto di proprietà od usufrutto sull’immobile prefabbricato; altre forme con data registrazione contratti antecedente il 29/05/2012 e contenti clausola in cui risulti che tutte le spese finalizzate agli interventi di cui al presente bando pubblico sono a carico del conduttore: - comodato; - affitto - locazione finanziaria (leasing)

Requisiti ammissibilità impresa beneficiaria

L'impresa deve inoltre possedere, al momento della presenta-

zione della domanda, i seguenti requisiti: - possedere una situazione di regolarità contributiva per quanto riguarda la correttezza nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali ed assicurativi nei confronti di INPS e INAIL; - per il settore dei bovini da latte: le imprese agricole dovranno dimostrare la titolarità di quote di produzione che coprano la capacità produttiva aziendale.

Condizioni di ammissibilità ed eleggibilità delle spese

Sono eleggibili le spese relative ai suddetti interventi qualora già attuati alla data di presentazione della domanda purché sostenute successivamente alla data del 20 maggio 2012.

Entità degli aiuti

L’intensità dell’aiuto è fissata nella percentuale dell’80%. Il limite minimo di spesa ammissibile è pari a 4.000 Euro, mentre la spesa massima ammissibile è pari a 800.000 Euro. In presenza di copertura assicurativa, gli importi riconosciuti dalla Compagnia saranno detratti dalla spesa dell'intervento, anche se eccedente il tetto massimo di spesa ammissibile. I contributi di cui al presente bando non sono cumulabili con altri contributi pubblici concessi per le stesse spese.

Spese ammissibili

Ai fini del riconoscimento della loro ammissibilità, le spese indicate per gli interventi già effettuati, dovranno essere sostenute a partire dal giorno 20 maggio 2012. Le spese dovranno riguardare esclusivamente: 1) Opere connesse all’eliminazione di una o più delle carenze strutturali di seguito specificate: - mancanza di collegamenti tra elementi strutturali verticali ed elementi strutturali orizzontali e tra questi ultimi; - presenza di elementi di tamponatura prefabbricati non adeguatamente ancorati alle strutture principali; - presenza di scaffalature non controventate portanti materiali pesanti che possono nel loro collasso coinvolgere la struttura principale causandone il danneggiamento o il collasso; - eventuali altre carenze fra cui quelle a carri ponte, macchinari o impianti.


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2) Spese accessorie e strumentali funzionali alla eliminazione delle carenze di cui al precedente punto 1) ritenute indispensabili per la completezza degli interventi, comprese eventuali spese per prove tecniche e indagini diagnostiche in loco. Per gli interventi di cui ai precedenti punti 1) e 2) è fissato un limite di spesa massima ammissibile ad aiuto pari a 40 euro per metro quadro. 3) Interventi di miglioramento sismico: sono ammissibili le spese per interventi di miglioramento sismico con le seguenti modalità: - l’intervento di miglioramento sismico deve essere stato effettuato sulla base di un progetto redatto secondo quanto previsto dalle Norme tecniche per le costruzioni - NTC2008 – di cui al decreto del Ministro delle Infrastrutture del 14 Gennaio 2008; - deve essere conseguito - come attestato dalla perizia giurata - un livello di sicurezza sismica dell’immobile oggetto dell’intervento pari almeno al 60% di quello previsto per le nuove costruzioni. La spesa massima ammissibile per gli interventi di miglioramento sismico è pari a 6,5 euro per metro quadro per ogni punto percentuale di differenza tra il livello di sicurezza sismica di partenza e il livello di sicurezza sismica raggiunto con l’intervento, pari comunque almeno al 60% di quello previsto per le nuove costruzioni. Gli interventi di miglioramento sismico possono essere effettuati anche successivamente alle opere di cui al precedente punto 19. 4) Spese tecniche generali, come onorari di professionisti o consulenti (per progettazione, esecuzione, direzione lavori, verifica e ove previsto collaudo, nonché la spesa relativa al rilascio del certificato di agibilità sismica provvisorio), in misura non superiore al 10% dell’importo ammissibile di cui al precedenti punti 1), 2) e 3) Nella percentuale ammessa possono rientrare anche le spese per la realizzazione dei materiali (targhe e cartelli) ai fini dell’adempimento degli obblighi informativi e di pubblicità. Ai fini della attestazione dell’effettiva eliminazione delle carenze tecniche indicate in domanda e dell’erogazione finale del contributo dovrà essere prodotta copia del “Certificato di agibilità sismica” ai sensi del comma 7 dell'art. 3 del DL

tecnico

74/2012 per ogni intervento finanziato. Inoltre, al fine di asseverare il contenuto dell’istanza ed in particolare che il valore delle spese sostenute e indicate in domanda sia coerente con gli obiettivi del progetto e congruo con le finalità del presente avviso, le imprese dovranno allegare perizia giurata avente data antecedente a quella di presentazione della domanda, redatta esclusivamente da un professionista abilitato a periziare, asseverare e a giurare quanto di propria competenza, regolarmente iscritto al proprio Albo professionale.

Risorse finanziarie

Le risorse disponibili per gli interventi di cui al presente avviso ammontano ad Euro 20.000.000,00.

Presentazione delle domande

Le domande di aiuto dovranno essere presentate a decorrere dal 4 novembre 2013 e comunque entro il termine perentorio del 3 febbraio 2014;

Graduatoria e relativi criteri di priorità

La graduatoria verrà redatta sulla base dei seguenti criteri di priorità, operanti in ordine decrescente e tra loro subordinati: - Interventi di cui ai precedenti punti 1),2) e 3) realizzati da imprese agricole e zootecniche; - Interventi di cui ai precedenti punti 1),2) e 3) realizzati dalle altre imprese. Nell’ambito del primo criterio opereranno nell’ordine i seguenti criteri di precedenza: - azienda con giovane [almeno 1 titolare/contitolare (amministratore nel caso di società) di età inferiore a 40 anni al momento della presentazione della domanda]; - maggiore entità della spesa ammissibile. Nell'ambito del secondo criterio opereranno i seguenti criteri di precedenza: - impresa operante nel settore dei formaggi stagionati; - n. addetti al 31-12-2011 (in ordine decrescente). Tempistica di realizzazione degli interventi e presentazione domanda di pagamento. Gli interventi dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2014


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Dichiarazione raccolta uve e produzione vino campagna 2013-2014 Il 15 gennaio 2014 scade il termine per presentare la dichiarazione vitivinicola, adempimento a cui sono tenuti coloro che hanno prodotto uva o vino, in questa campagna Precisiamo che in caso di cessione di uve o prodotti a monte del vino occorre comunicare ai destinatari, tramite apposito attestato - modello F1 - i dati della vendemmia anticipatamente (almeno 6 giorni prima) rispetto la scadenza del 15 gennaio. Richiamiamo l’attenzione sulla superficie vitata da prendere in considerazione per la dichiarazione in oggetto e per la rivendicazione delle DOC e IGT, che dovrà essere quella risultante schedario viticolo, senza più riferimento all’Albo dei Vigneti, definitivamente archiviato. È dunque importante mantenere aggiornata la superficie, anche sulla base delle risultanze degli eventuali sopralluoghi , attraverso i dati riportati nei verbali dalle strutture di controllo.

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Modalità di presentazione e scadenza

La dichiarazione è presentata esclusivamente in forma telematica dal CAA (Centro Assistenza Agricola) attraverso il programma Regionale SitiFarmer entro il 15 gennaio 2014. Ai produttori si chiede conseguentemente di verificare prima di presentarsi negli uffici quali siano nuovi impianti, estirpazioni, acquisti, affitti di vigneti avvenuti rispetto la precedente campagna. Occorre prestare attenzione ai dati da dichiarare, in particolare ai quantitativi di uve e di vini prodotti, separatamente per le varie DOC e IGT e tipologie, nonché i riferimenti dei destinatari. Si invita a portare i documenti di vendita quali DDT, DA/IT, fatture


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e gli eventuali verbali emessi dalla struttura di controllo.

Istruzioni per la dichiarazione vitivinicola

SOGGETTI OBBLIGATI ED ESONERI Sono tenute alla presentazione della dichiarazione vitivinicola le persone fisiche o giuridiche o le loro associazioni che producono uve da vino o commercializzano o ottengono prodotti vinicoli. RACCOLTA UVE Sono esonerati solamente i viticoltori la cui produzione è destinata ad essere consumata come tale (uva da mensa), o essiccata. Sono altresì esentati i conduttori di aziende aventi meno di 10 are di vigneto se il raccolto non sarà immesso in commercio sotto qualsiasi forma. Coloro che invece cedono le uve devono trasmettere appena possibile comunque almeno 6 gironi prima

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della scadenza del 15/01/2014, i dati delle partite cedute tramite F1 (F2 per le la cessione della totalità del raccolto alle cooperative), ai destinatari, eccetto i privati consumatori, e presentare la loro dichiarazione entro il 15 gennaio 2014. PRODUZIONE VINO Sono tenuti a presentare questa dichiarazione entro il 15 gennaio 2014 coloro che hanno prodotto vino, anche se lo stesso è ceduto prima del 30 novembre, e coloro che alla data del 30/11 detengono prodotti diversi dal vino (uve, mosti), compresi quelli destinati ad utilizzazioni diverse come succhi d’uva o altro. Sono esonerati i soggetti di cui al punto precedente e coloro che ottengono meno di 10 Hl di vino, destinato ad essere interamente autoconsumato. Gli uffici Coldiretti sono a disposizione per presentare la dichiarazione entro i termini di legge


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Come esplorare nuovi mercati

Export vino, un'opportunità da non perdere per le imprese vitivinicole piacentine

16 - 17 GENNAIO 2014 corso base dal titolo: COSA DEVI SAPERE PER AFFRONTARE I MERCATI ESTERI

Sono state numerose le aziende vitivinicole che hanno partecipato alla due giorni organizzata da Coldiretti Piacenza e Consorzio vini DOC il mese scorso a Castell’Arquato e a Ziano Piacentino. in foto l'incontro di Castell'arquato

in foto l'incontro di Ziano Piacentino

I relatori esperti del sottore Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian e consulente per il marketing internazionale nel settore vitivinicolo e Fabio Tavazzani, esperto di Wine Meridian per l'area "gestione d'azienda" e consulente per l'internazionalizzazione hanno illustrato come è cambiato il modo e quali sono le opportunità per le aziende vitivinicole piacentine per essere competitive su nuovi mercati. La vendita diretta del vino piacentino in zone “vicine”, rappresenta ancora un mercato importante ma non più sufficiente visto il calo dei consumi e vista la crisi economica. Fondamentale quindi diventa la formazione dei nostri imprenditori vitivinicoli che oggi più che mai necessitano di poter crescere professionalmente per poter affrontare in modo adeguato altri mercati e non più solo quelli locali.

Durante gli incontri, ai quali era presente anche l’assessore provinciale all’Agricoltura Manuel Ghilardelli, è stato anche presentato il programma del corso che si svolgerà presso Coldiretti Piacenza il prossimo 16-17 Gennaio 2014 con i seguenti obbiettivi: - aumentare le conoscenze degli scenari attuali della filiera del vino italiano e nei principali mercati internazionali; - offrire un quadro chiaro e completo delle migliori opportunità in termini di export; - analizzare le principali difficoltà da affrontare per avviare e realizzare un programma di esportazione strutturato e soprattutto idoneo a perseguire risultati solidi ed incrementabili nel tempo. Il costo per la due giorni di formazione per le aziende associate a Coldiretti è di soli 100 Euro. Tutte le aziende interessate e per iscrizione al corso posso contattare i nostri uffici zona


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tecnico

Ortofrutta, più attenzione alle norme di commercializzazione Segnalazioni da diverse regioni italiane ci portano a richiamare l’attenzione sulle norme previste per la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli freschi. La aziende del settore hanno tutta una serie di adempimenti, previsti dalla normativa comunitaria, che se non correttamente rispettati, possono portare ad incorrere in sanzioni di migliaia di euro. Le aziende devono essere iscritte alla banca dati nazionale operatori ortofrutticoli (Bndoo), a meno che non facciano esclusivamente vendita diretta al consumatore finale o conferiscano tutto a cooperativa o Op o centro di condizionamento o all’industria per la trasformazione o abbiano un volume di vendite inferiore ai 60mila euro (Iva esclusa). Chi fosse iscritto e fosse nella condizione di non avere più i requisiti per l’iscrizione o avesse variato alcuni dati aziendali (ragione sociale, sede, cessazione, etc.) deve comunicarlo entro 60 giorni agli organismi preposti, pena il rischio di sanzioni pecuniarie. Sia le aziende iscritte che quelle non iscritte nella banca dati nazionale devono rispettare le norme di commercializzazione specifiche previste per 10 prodotti (pesche e nettarine; kiwi; mele; pere; agrumi; fragole; uva da tavola; lattughe, indivia riccia e scarola; pomodoro; peperoni dolci) e

la norma di commercializzazione generale, valida per gli altri prodotti. Le norme di commercializzazione prevedono l’obbligo di indicazione dell’origine del prodotto, per tutti, il calibro e la categoria, per i 10 prodotti con norma specifica (alcuni di questi hanno anche altri parametri da rispettare, come ad esempio il grado Brix o la percentuale di succo minimo). Nelle etichette applicate sugli imballaggi, nelle fatture e nei documenti di trasporto del prodotto devono essere riportate origine, calibro e categoria per i 10 prodotti con norma specifica, l’origine per tutti gli altri. In particolare si ricorda poi che sulle etichette e sui documenti di accompagnamento (fatture o documenti di trasporto), deve essere riportato il numero di iscrizione alla banca dati nazionale degli operatori ortofrutticoli (Bndoo) o, nel caso, la dicitura “esonerato ai sensi del Dm 03/08/2011 n°5462, art.5, comma 2” per i soggetti che non hanno l’obbligo di iscrizione alla citata banca dati. I dati in questione, numero di iscrizione o dicitura di esonero, non sono necessari in caso di vendita diretta al consumatore finale.

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PEC Coldiretti


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Origine sulla carne trasformata, lavori in corso

Entro il prossimo dicembre la Commissione dovrà esprimersi sull’agibilità e forma preferita di indicazione dell’origine per carni di pollo, suino e ovicaprini, con diverse opzioni di costo. Ma la situazione non sembra ancora definita una volta per tutte. Lo studio di impatto della Commissione, pubblicato come previsto in una bozza circolata i giorni scorsi – limitatamente all’ipotesi di etichettatura della carne fresca – evidentemente non ha rappresentato una risposta ultimativa al problema. Da un lato infatti alcuni paesi come la Francia anticipano la disposizione circa l’origine in etichetta, dall’altra emergono dubbi circa le modalità di indicare le carni trasformate. La questione può essere affrontata da due punti di vista: quello del cosiddetto “ingrediente primario” (da definire, ma verosimilmente detto tale quando presente per almeno il 50% del prodotto finale); e quello della carne trasformata usata come ingrediente (art. 26, par.6 del Reg. 1169/2011). Sufficiente chiarezza su tali aspetti sembra non solo desiderabile ma necessaria per l’evitare l’emergere di nuovi horsegate in Europa. In entrambi i casi la proposta deve arrivare da parte della Commissione, entro il 13 dicembre 2013. Se una versione

è già filtrata (dovrà essere inoltrata poi al Parlamento e al Consiglio), il Commissario al Mercato Interno Michel Barnier l’ha definita una proposta troppo debole e non in grado di rassicurare i consumatori. In questo, Barnier è in linea con la richiesta del Ministero del Consumo francese, per bocca di Benoît Hamon. Dinnanzi alle “forti preoccupazioni dei cittadini”, l’esecutivo Ue non dovrebbe retrocedere ma affrontare a viso aperto i problemi sul campo. Entro la fine del mese ci si attende che la Commissione pubblichi una nuova bozza, la cui responsabilità figura sotto la Dg Salute e Consumatori di Tonio Borg. Intanto il Parlamento Europeo, tramite un intervento di Agnes le Brun, cerca di smuovere la situazione. “Considerando che gli scandali relativi all'origine della carne nei piatti preparati minano la fiducia nei prodotti agro-alimentari europei”, e che “una migliore etichettatura dell'origine della carne è una richiesta avanzata con forza sia dai consumatori europei sia dai produttori”, chiede alla Commissione di proporre rapidamente l'instaurazione di un sistema di etichettatura di origine per la carne presente nei piatti preparati.


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una finestra sul mondo

In Germania boom di distributori automatici con prodotti alimentari freschi del territorio In Germania è boom di distributori automatici con i prodotti freschi del territorio. A raccontare la crescita dell'interesse verso questo tipo di commercializzazione è un articolo apparso sul quotidiano Rheinische Post. Nelle stazioni di rifornimento o nei chioschi non è sempre facile trovare prodotti alimentari freschi 24 ore su 24. In molte zone del paese, a sopperire a tale mancanza ci pensano le "stazioni del latte" o altri distributori automatici: dei distributori refrigerati in cui è possibile trovare in qualunque momento latte, yogurt, uova o carne freschi. Anche alcuni agricoltori e macellai della Vestfalia hanno installato nelle proprie aziende dei distributori self-service. Si tratta di una tendenza in crescita, ha confermato il grossista di distributori automatici di Emsdetten Dirk Hensing: "Quattro anni fa, quando ho avviato la mia distribuzione, in Germania erano in funzione 20 di questi distributori self-marketing, mentre ora ce ne sono piu' di 600". Il macellaio Norbert Hegemann di Schermbeck è "nel settore dei distributori" da piu' tempo; è convinto di essere stato "il primo in tutta la Germania a offrire questo tipo di servizio per la carne per la griglia", quando dieci anni fa installo' il suo primo distributore (...). Da allora Hegemann è arrivato a tenere in un locale climatizzato otto distributori pieni di circa 100 chili tra carne fresca per la griglia, insalata, pannocchie, burro alle erbe, baguette, patate al cartoccio, carbonella e grill, disponibili 24 ore su 24 in qualsiasi giorno dell'anno. (…) "Ormai per noi non esiste piu' la domenica", sospira il macellaio esattamente l'opposto di quello che si aspettava inizialmente grazie all'utilizzo dei distributori. "Volevamo piu' tempo libero, mentre ora lavoriamo a volte insieme a otto, dieci persone per poter riempire i distributori durante il fine settimana". (…) Avere piu' tempo libero per se stesso e per la sua famiglia: questa è stata la motivazione che ha spinto anche l'allevatore di polli Andreas Dockmann a mettere nella propria fattoria un distributore automatico di uova, capace di contenere fino a 700 uova (...). Da quando il distributore è nella sua fattoria, Dockmann ha piu' tempo libero "e anche i clienti sono soddisfatti". È persino aumentata la clientela: "Le persone possono guardare in pace, non devono chiacchierare e possono acquistare il loro pacco di uova in maniera completamente anonima". "Forse le persone semplicemente non vogliono fare la fila davanti al bancone", ha affermato Gero Jentzsch, portavoce dell'Associazione dei macellai tedeschi (...). Ai clienti, sostiene lo stesso Jentzsch, "piace contrattare". Indubbiamente, le vendite attraverso i distributori colmano comunque una lacuna. La pensa cosi' anche Christian Boettcher, portavoce dell'Associazione dei commercianti tedeschi di prodotti alimentari. "Questo canale di distribuzione è sicuramente interessante per i consumatori che hanno dimenticato di comprare qualcosa durante la spesa, per i nottambuli che rientrano a casa o per chi vuol fare ulteriori acquisti ad esempio la domenica". (...) [Stefanie Krampe, quotidiano – a cura di agra press (i)]


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una finestra sul mondo

Dopo 20 anni la Germania è libera dagli Ogm Nel 2013, per la prima volta dopo 20 anni, non è stata coltivata in Germania nessuna pianta geneticamente modificata. A raccontare la storica vittoria di agricoltori e ambientalisti è un articolo apparso sul quotidiano tedesco Die Tageszeitung. Nel 2013, per la prima volta dopo 20 anni, non è stata coltivata in Germania nessuna pianta geneticamente modificata. L'Istituto Leibniz di genetica vegetale e di ricerca sulle colture (Ipk) di Gatersleben, in Sassonia-Anhalt, ultimo titolare per l'anno in corso di un'autorizzazione per le prove sperimentali in pieno campo, ha infatti annullato la sperimentazione che aveva in programma. In questi giorni l'Ipk avrebbe voluto seminare una varieta' di frumento invernale geneticamente modificato. "Purtroppo quest'anno non abbiamo potuto svolgere il nostro test in campo aperto", ha dichiarato al taz.am wochenende [edizione del fine settimana] il portavoce dell'Ipk Roland Schnee (...). Tale decisione è stata motivata dalla distruzione, da parte di alcuni attivisti contrari all'impiego dell'ingegneria genetica, del campo in cui sarebbe dovuta avvenire la coltivazione sperimentale. (…) Il test si sarebbe dovuto svolgere sui terreni dell'azienda BioTechFarm di Ueplingen. (…), Impedendo le prove sperimentali in pieno campo (…), il movimento anti-Ogm ha cosi' messo a segno una nuova vittoria, dopo essersi opposto nel 2012 alla coltivazione commerciale di piante geneticamente modificate. Nel gennaio 2012 la Basf (...) aveva bloccato la coltivazione della sua patata transgenica Amflora (...), il che aveva sancito la fine della coltivazione commerciale di Ogm in Germania. Nel maggio 2013 la Monsanto aveva ammesso di fronte al Taz la propria sconfitta. "Abbiamo capito che in questo momento [la coltivazione di piante Ogm] non gode di un ampio consenso" (...). Poco tempo dopo la Monsanto decise dunque di ritirare quattro delle otto domande di autorizzazione per la coltivazione di Ogm nell'Ue, e di li' a poco anche tutte le altre. L'azienda ha pero' chiesto una proroga per la licenza per il Mon810, che in Germania è attualmente sospesa [dal 2009 per volere dell'ex ministro Aigner]. [Jost Maurin, quotidiano – a cura di agra press (i)]


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mercoledì 11 dicembre 2013 CONSORZIO C'è PIANELLO

mercoledì 18 dicembre 2013 CONSORZIO C'è SAN GIORGIO P.NO

martedì 10 dicembre 2013 CONSORZIO C'è MELZO e FIORENZUOLA

giovedì 12 dicembre 2013 CONSORZIO C'è ROTTOFRENO

venerdì 13 dicembre 2013 CONSORZIO C'è MELEGNANO e BACEDASCO

lunedì 16 dicembre 2013 CONSORZIO C'è CERELLO

venerdì 20 dicembre 2013 CONSORZIO C'è CASALPUSTERLENGO sabato 21 dicembre 2013 CONSORZIO C'è BOBBIO

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