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Periodico di Coldiretti Piacenza

al Palalottomatica quell'Italia che ogni giorno lavora per costruire un futuro migliore 64째 anno - n.8 settembre 2012

l'Italia che fa l'Italia


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Le parole di Marini

Più agricoltura per superare la crisi

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5° Gran Premio dell'Ortrugo

Editoriale: Sergio Marini ....................................................................... 5 L'intervista di Avvenire a Sergio Marini ............................................... 9 Marco Crotti eletto presidente nazionale Assocap ............................... 11 Coldiretti: ad ottobre gli anticipi PAC ................................................... 12 Decreto Sviluppo: novità per l'agricoltura ........................................... 13 Su 1 euro di spesa, meno di 30 cent. agli agricoltori ............................ 14 Marini: niente ripresa senza agricoltura ............................................... 15 Marini: "trasferire le funzioni delle province ai consorzi di bonifica"... 16 La crisi riaccende i camini..................................................................... 16 Oscar Green regionale .......................................................................... 19 Alimentazione: l'uva............................................................................. 20 La Voce della Fede................................................................................ 21

sommario


iinchiesta nchiesta chiesta speciale speciale Periodico mensile di COLDIRETTI PIACENZA

tempi temp te mp e risultati della politica

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Autorizzazione Tribunale di Piacenza n. 71 del 24 Settembre 1953 Direttore Massimo Albano Responsabile di redazione Elisabetta Montesissa Direzione artistica Marino Galli Comitato editoriale Antonella Bazzini, Dario Panelli, Elisabetta Montesissa, Laura Barbieri,Luca Piacenza, Maria Luisa Cassi, Maurizio Maffi Hanno collaborato Cinzia Pastorelli, Enrica Gobbi, Monica Maj, Nadia Marcotti, Riccardo Piras, Sabrina Cliti, don Stefano Segalini Direzione, redazione e amministrazione: COLDIRETTI PIACENZA Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35 Tel. 0523 596511 | Fax 0523 596596 piacenza@coldiretti.it www.piacenza.coldiretti.it Progetto grafico e impaginazione Fotocomposizione e stampa Grafiche Lama Srl Strada ai Dossi di Le Mose, 5/7, Piacenza Il periodico ha una tiratura di 9.500 copie. Viene spedito ai Soci in regola con la quota associativa. Non è in vendita. In copertina: Il grande evento Coldiretti del 5 luglio 2012; l'Assemblea Nazionale tenutasi al Palalottomatica di Roma

iiniziative niziative Coldiretti Coldiretti Parmigiano amico della solidarietà............................................................................ 30 Pane Piacentino: protagonista alla festa della mietitura di San Protaso ................... 31

eetichettopoli tichettopoli i furbi del finto olio extravergine rischiano grosso (...) ................................................. 32

eeventi venti ddal al m mondo ondo aagricolo gricolo La pagina del Consorzio di Bonifica di Piacenza ........................................................ 33 La pagina dell’Associazione Piacentina Latte............................................................. 34 La pagina del CIO (Consorzio Interregionale Ortofrutticoli) ...................................... 35 La Voce della Cattolica ............................................................................................... 36 Celebrazione dedicata alle vittime del lavoro agricolo .............................................. 36 All'Italia la prossima edizione del “Congresso Mondiale del Pomodoro” nel 2014 ... 38

tecnico tecnico UE: applicazione dei pagamenti diretti (PAC) agli agricoltori per il 2013 .................. 40 Apicoltura ................................................................................................................... 40 Limantria .................................................................................................................... 43 Carburante agricolo agevolato ................................................................................... 44 Fasce tampone ........................................................................................................... 44

fiscale scale PAGHE - L Lavoro.............................................................................................................. 46 PAGHE - Immigrazione .................................................................................................. 47

CCap ap Varie ........................................................................................................................... 49 ................................. .......... ....... www.piacenza.coldiretti.it ... La Voce dei Coltivatori online: ..................................................................................... Questo numero è stato chiuso in redazione il 30 agosto 2012 Titolare del trattamento dei dati personali nelle banche dati di uso redazionale è Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dal Dl.Lgs 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, telefonando al n.0523 596511, e-mail: piacenza@coldiretti.it

© tutti i diritti riservati

La Voce dei Coltivatori è stampato su carta di cellulosa certificata FSC con elevato contenuto di fibre di recupero, completamente biodegradabile e riciclabile.


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editoriale

ITALIA che fa l'ITALIA l'

"Ora avanti su etichetta, semplificazione e internazionalizzazione"

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Sbloccare la legge sull’etichetta d’origine di tutti gli alimenti; attuare la semplificazione per alleggerire un carico burocratico che fa perdere cento giorni di lavoro alle imprese agricole; concretizzare l’internazionalizzazione per aprire nuovi mercati. Sono queste le tre cose da fare entro i prossimi mesi, secondo quanto dichiarato dal presidente Sergio Marini nel chiudere i lavori dell’assemblea nazionale di Coldiretti, davanti ai quindicimila agricoltori presenti al Palalottomatica di Roma. “Etichetta, semplificazione e internazionalizzazione sono alcuni degl impegni assunti oggi dai Ministri Passera (Sviluppo economico) e Catania (Politiche agricole) – ha sottolineato -; impegni che dobbiamo ora portare assieme fino in fondo, ed è su queste che misuremo le azioni della politica”. Per Marini, “non è accettabile l’assenza di una legge chiara sull’etichettatura. E l’Europa, cercando la via del compromesso, ha deciso di metterci altri tre anni per risolvere la questione”. Da qui un forte appello al Ministro Catania che in altre occasioni si è dimostrato coraggioso”. Con il recente vertice di Bruxelles la politica ha dimostrato che può recuperare la sua sovranità e l’Italia può tornare ad avere il ruolo che merita nei confronti degli altri Paesi membri. “La politica - ha sottolineato Marini - ha battuto un colpo anche grazie alla minaccia di veto dell’Italia che non bisogna avere paura di usare nei momenti centrali, come la riforma della politica agricola comune (Pac) dalla quale dipende molto del futuro del cibo, dell’ambiente, del paesaggio e della qualità della vita del Made in Italy. L’agricoltura produce beni etici durevoli in termini sociali e ambientali che non si misurano con il Pil, ma dai quale dipende molta parte della qualità della vita degli italiani”. Ma occorre anche “cogliere l’occasione della spending review per togliere di mezzo una volta per tutte quegli adempimenti

burocratici inutili che tolgono all’attività di impresa vera 100 giorni l’anno. Il vero vantaggio di una spending review “possibile” - ha sottolineato Marini - non è solo nel taglio del personale pubblico che sarà difficile per il costo sociale che ne deriverebbe ma nel recupero di almeno 100 giornate di lavoro all’anno che gli imprenditori perdono per stare dietro alle carte. Non vanno certo eliminati quegli adempimenti che garantiscono la sicurezza alimentare ed ambientale che qualificano il nostro Made in Italy ma non c’è dubbio che troppo spesso la burocrazia si inventa pratiche per giustificare se stessa. Basterebbe ridimensionare questa micidiale spinta creativa per recuperare qualche punto di Pil”. Bisogna poi creare un percorso di penetrazione dei mercati internazionali. “È assurdo – ha sottolineato Marini - che il 200-300 per cento del mercato potenzialmente assorbibile al mondo noi lo lasciamo occupare dai falsi”. “Il nostro – ha poi ribadito il presidente di Coldiretti - è un modello per tutti. Non s’inventi l’Italia vie di sviluppo che sono lontanissime dalla nostra storia. Torniamo a fare quello che sappiamo fare bene: grande cibo, grande territorio, grande innovazione, grande creatività. Ci sarà sempre un mercato più vasto che cerca prodotti con queste componenti immateriali”.“Torniamo a fare l’Italia – ha concluso Sergio Marini -. È questa l’Italia che vogliamo. È quella che faticosamente stiamo costruendo”. Sergio Marini presidente di Coldiretti


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CRISI: PER BATTERLA L’ITALIA TORNI A FARE L’ITALIA Noi rappresentiamo un’idea di crescita e di sviluppo completamente diversa da quella dominante: l’Italia e il suo futuro sono legati alla capacità di tornare a fare l’Italia, cioè di essere l’Italia della grande creatività, delle piccole e medie imprese agricole, artigiane, manifatturiere che poi sanno crescere e conquistare il mondo. C’è una Italia del buon cibo e di quell’agroalimentare che sa incontrare i bisogni profondi dei consumatori e dei cittadini, del turismo, dell’arte, della cultura, della bellezza, dell’innovazione intelligente. È questa l’Italia futura, quella per cui il territorio è una miniera di opportunità, il cui modello di sviluppo è compatibile con la salvaguardia di un capitale umano e sociale unico al mondo e con la sapiente ricerca della felicità e dello stare bene insieme.

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SPENDING REVIEW: TAGLI I 100 GG DI BUROCRAZIA Occorre cogliere l’occasione della spending review per togliere di mezzo una volta per tutte quegli adempimenti burocratici inutili che tolgono all’attività di impresa vera 100 giorni l’anno. Il vero vantaggio di una spending review “possibile” non è solo nel taglio del personale pubblico che sarà difficile per il costo sociale che ne deriverebbe ma nel recupero di almeno 100 giornate di lavoro all’anno che gli imprenditori perdono per stare dietro alle carte. Non vanno certo eliminati quegli adempimenti che garantiscono la sicurezza alimentare ed ambientale che qualificano il nostro Made in Italy ma non c’è dubbio che troppo spesso la burocrazia si inventa pratiche per giustificare se stessa. Basterebbe ridimensionare questa micidiale spinta creativa per recuperare qualche punto di Pil.

Assemblea 5 luglio 2012

LE PAROLE DI MARINI ...stralci dell'intervento del nostro presidente

C’È UNA VIA ITALIANA ALLO SVILUPPO Il modello delle economie di scala e le leggi del Pil e della finanza da sole stanno impoverendo le nostre famiglie e i nostri territori spingendo a produrre al minor costo senza tenere in alcuna considerazione il prezzo sociale, ambientale ed etico che provocano. Siamo convinti che il nostro Paese possa ritrovare una via sostenibile di sviluppo e competitività sui mercati locali e globali solo se saprà ripartire dai territori, in primo luogo dal loro patrimonio ambientale e culturale, e dalla creatività delle sue piccole e medie imprese che insieme rendono distintivo il marchio Italia. Una via che saprà reggere anche la competizione globale, contando sulla produzione e su flussi di merci speciali per bisogni speciali, percepiti dai consumatori sparsi in molti luoghi del mondo. Ma vi è anche un altro aspetto, forse più importante. L’agricoltura che rappresentiamo, fatta di dialogo diretto con la società attraverso la vendita diretta e di risposte concrete alle sue scelte di consumo sempre più consapevoli, racconta che si può generare nuova economia e nuova occupazione arricchendo nel contempo la comunità, garantendo la nostra gente prima come cittadini


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settembre 2012

e poi come consumatori. È tempo di ripensare lo sviluppo in una logica di benessere secondo principi di sostenibilità, etica del lavoro e coesione sociale. RIFORME: POLITICA SPESSO HA SMARRITO CAMMINO Troppo spesso la politica ha smarrito il suo cammino: non media fra le spinte conflittuali dei ceti e degli stati, con sempre maggior frequenza confonde gli interessi particolari con quelli generali. Così in Italia e così in Europa. Si dice che stiamo vivendo una crisi finanziaria economica globale: questa è una “non verità” perché quella che stiamo vivendo è una crisi “politica globale”. La responsabilità è infatti della politica che ha fatto un passo indietro, accettando la globalizzazione dei mercati senza globalizzarsi. In ciò - ha precisato Marini - non è mancata una certa supponenza: l’idea infatti che il mercato si sarebbe autoregolamentato è stata puntualmente smentita dalla storia. La globalizzazione senza regole è diventata globalismo, il mercato senza regole mercatismo dove tutto è merce e il Pil è l’unico misuratore con la speculazione che vince sull’etica e sul lavoro. Dalla politica non si prescinde, oltre c’è il vuoto, lo sappiamo, ma sappiamo anche che “la cattiva politica” rischia di compromettere il destino del paese e il destino dell’Europa. Abbiamo bisogno di tanta buona politica, che sappia intervenire tempestivamente, che sia rivolta al fare, che ritrovi una salda visione etica. Ne abbiamo bisogno a casa nostra e fuori. Per usare le parole di De Gasperi. Lo sforzo di mediazione e di equità... è compito necessario dell'Autorità europea. INVESTIRE SU VALORI ETICI E BENI COMUNI Possediamo una borsa valori che sa misurare con puntualità solo il danaro e la ricchezza. La crisi in cui viviamo non deve oscurare - come è accaduto in questi anni - la necessità di investire anche su un'altra gamma di valori, che sono valori che non si vendono e acquistano e che quindi non sono misurati dal Pil ma sono durevoli, continuativi che non conoscono erosione: la socialità, l’amicizia, la famiglia, lo stare bene assieme, la spiritualità nelle sue varie espressioni culturali, la solidarietà. In questi anni, l’Italia ha conosciuto il logorio di una serie di beni che nell’ultimo cinquantennio le hanno consentito di diventare una grande potenza economica. Un ulteriore peggioramento su questa strada, potrebbe comprometterne severamente la ripresa. Vi sono “beni” dalla cui stabilità dipendono le energie stesse e la coesione dell’intera comunità: ci riferiamo alla salute, alla formazione, al concetto di sussidiarietà, alla strumentazione scientifica, a condizioni di lavoro ‘dignitosè che necessariamente comprendono una soglia di reddito equa per tutti. Dalla tenuta di questo patrimonio, in un’economia sociale di mercato, dipendono le vite delle famiglie, l’avvenire dei figli, l’autunno degli anziani e i singoli destini individuali. Noi restiamo impegnati per far sì che l’azione dello stato, delle amministrazioni pubbliche, dei soggetti privati sia avviata in questa direzione. MERCIFICAZIONE CIBO AFFAMA 1 MLD DI PERSONE La mercificazione del cibo accende focolai di rivolte e costringe

sindacale

un miliardo di persone a soffrire la fame. La speculazione non dà ormai riparo da periodiche volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli che è solo uno degli effetti di un sistema economico globale che ha declassato il cibo a merce qualsiasi dimenticandone l’essenza come bene essenziale e, per sua natura, a destinazione universale. È sul valore del cibo come bene comune e della produzione agricola come sua premessa primaria che si basa il nostro progetto a sostegno dell’agroalimentare italiano. Il valore del cibo come bene comune, è l’unico che possa garantire uno sviluppo sostenibile della produzione alimentare fondato sui territori che coniughi i principi di sovranità e sicurezza alimentare con quelli di equità e accessibilità di tutti al cibo. È attorno a questo valore che la nostra agricoltura di qualità concilia gli interessi delle nostre imprese con quelli dei cittadini e della collettività. UE: POLITICA TORNATA SOVRANA. VETO ANCHE SU PAC Con il recente vertice di Bruxelles la politica ha dimostrato che puo’ recuperare la sua sovranità e l’Italia puo’ tornare ad avere il ruolo che merita nei confronti degli altri Paesi membri. La politica ha battuto un colpo anche grazie alla minaccia di veto dell’Italia che non bisogna avere paura di usare nei momenti centrali, come la riforma della politica agricola comune (Pac) dalla quale dipende molto del futuro del cibo, dell’ambiente, del paesaggio e della qualità della vita del Made in Italy. L’agricoltura, produce beni etici durevoli in termini sociali e ambientali che non si misurano con il Pil, ma dai quale dipende molta parte della qualità della vita degli italiani. CRISI: AGROALIMENTARE ITALIANO È MODELLO VINCENTE Nel grande mare della globalizzazione ci salveremo solo ancorandoci a quei prodotti, quei manufatti, quelle modalità di produzione che sono espressione diretta dell’identità italiana, dei suoi territori, delle sue risorse umane. Questo patrimonio è inalienabile e costituisce la più forte leva competitiva del nostro ‘produrrè, come confermano le imitazioni del nostro Made in Italy su scala mondiale che hanno raggiunto proporzioni gigantesche a riprova della sua assoluta unicità e della sua straordinaria bontà. L’agroalimentare italiano è un riferimento per individuare strategie di sviluppo per l’intero Paese: il modello agricolo italiano è infatti vincente nel mondo dove ha conquistato primati nella qualità, tipicità e nella salubrità delle produzioni, ma anche nel valore aggiunto per ettaro di terreno ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall’agricoltura italiana è praticamente il doppio di quella di Germania, Francia e Spagna e il triplo di quella Inglese. Leadership per i prodotti tipici, record di longevità grazie alla dieta mediterranea, top di presenze per il turismo enogastronomico, i sistemi di controllo più efficaci del mondo per garantire la salubrità dei prodotti, sono alcuni dei primati del Made in Italy agroalimentare. Un settore che rappresenta il 15 per cento del Pil nazionale, con un valore complessivo di 250 miliardi di euro.


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"Più

AGRICOLTURA per superare la crisi"

Più agricoltura per superare la crisi. È la “ricetta” scaturita dagli interventi dei Ministri e delle personalità intevenuti all’Assemblea nazionale della Coldiretti

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“In un periodo così difficile il vostro mondo ha dimostrato capacità imprenditoriale e unità di intenti” ha sottolineato Corrado Passera, titolare del dicastero dello Sviluppo economico. “Ci sentiamo impegnati verso il vostro mondo – ha continuato - perché voi siete un pezzo molto importante anche quantitativamente e non solo per il Prodotto Interno Lordo perché la società e molto più del Pil e molte cose che mandano avanti il mondo non si comprano e non si vendono”. Secondo Passera molti altri settori non ci sarebbero senza l’agricoltura e “molto del ‘marchio Italia’ non ci sarebbe senza l’agroalimentare. Un Paese si tiene se si riconosce in una identità che nasce da tradizioni, ma anche dalla condivisione di una idea di futuro e molti momenti cupi sono stati superati grazie alla condivisione di un progetto, con valori come i vostri, che significano competitività, ma anche coesione sociale”. Sul fronte dell’internazionalizzazione, il ministro ha sostenuto la necessità di favorire forme di aggregazione di filiera per la crescita internazionale. Rimettere l’agricoltura al centro del modello di sviluppo è anche l’impegno del Ministro delle Politiche agricole Mario Catania. “Per il futuro – ha detto - dobbiamo definire quale modello di sviluppo vogliamo per il Paese: ci siamo dimenticati quanto l’agricoltura può rappresentare come traino sui mercati mondiali e troppe volte è stata considerata residuale”. Secondo Catania “dobbiamo partire dalla realtà dell’impresa agricola italiana che , come ha detto Marini è ricca per produzione e occupazione ad ettaro, ma non ha un adeguato riconoscimento economico perché non vengono riconosciuti i prodotti, perché non si riconosce il prodotto italiano. “Non sono contento di come funziona la filiera in Italia – ha proseguito il ministro – perché ci sono prodotti ortofrutticoli freschi che arrivano sul mercato a 2 o 3 euro mentre ai produttori vengano corrisposti 30 centesimi. Non è giusto. Bisogna scardinare un sistema dove c'è troppa intermediazione parassitaria. Rimuovere ostacoli per i produttori. Tutta la Gdo deve cercare un contatto diretto con i produttori ed eliminare le intermediazione dannose”. Catania ha fornito anche rassicurazioni sull’allarme lanciato dal presidente Marini sulla scadenza dei termini per i decreti sui terreni demaniali. Il presidente Marini ha poi offerto ai ministri Passera e Catania il grana padano salva-aziende terremotate, venduto nei Mercati degli agricoltori di Campagna Amica. Ai quindicimila del Palalottomatica Monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana ha, invece, ricordato che sono “portatori di una cultura attenta alla comunità, attraverso la tutela dell’ambiente e del paesaggio, nonché della

durante l'inno nazionale... da sinistra, Corrado Passera, Sergio Marini, Mario Catania, Katiuscia Marini, Carlo Petrini, Vincenzo Tassinari

salubrità dei prodotti e degli allevamenti, garanzia di qualità e motivo che consente di confidare in una rinnovata accoglienza dei mercati”. Per il vescovo “rientra in questa cultura pure la presa di coscienza da parte del mondo agricolo delle opportunità del progetto Campagna Amica, che rimanda a nuovi rapporti fra chi produce e chi acquista, fra chi educa e chi lavora (dalle fattorie didattiche agli asili nido nelle aziende agricole) e chi richiede assistenza con l’apertura ai soggetti con problemi di handicap e anziani. L’augurio con il quale vorrei salutarvi personalmente è che possiate continuare con fiducia e innovazione, consapevoli che il vostro lavoro già anticipa per il nostro Paese quei tempi migliori che tutti attendiamo”. Dopo aver messo in evidenza il prezioso ruolo svolto dal settore agricolo anche dal punto di vista ambientale e aver ricordato la considerazione che giustamente merita, Carlo Petrini, presidente di Slow Food ha puntato il dito contro chi vuole un’agricoltura produttrice di cibo scadente a basso prezzo. Rimarcando la necessità di tutelare la Terra Madre e la biodiversità, valorizzare la filiera corta (con parole di elogio per i mercati dei produttori promossi dalla Coldiretti), difendere il suolo agricolo che nel nostro Paese è sotto attacco speculativo, Petrini ha poi affermato “che bisogna dare valore agli agricoltori perché presidiano un nuovo concetto di economia”. “Non è possibile – ha detto – che i contadini nel nostro paese vengano considerati come l’ultima ruota del carro. Essi sono presenti da oltre 10 mila anni e quindi meritano rispetto. Il loro lavoro è simbolo di una nuova economia e di una nuova giustizia sociale”. “Siamo convinti che la distribuzione Coop italiana debba lavorare con il mondo della produzione: lavorare insieme con progetti idee e proposte”. È stato poi l’appello lanciato da Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia. “Noi lavoriamo con 10.000 imprese agricole e sappiamo bene i problemi – ha ricordato -. La distribuzione non è più un’isola felice ma sentiamo pesantemente la crisi. Ci siamo messi a sedere con Coldiretti per collaborare insieme. Abbiamo lanciato la pasta 100%Italia, valorizzando il valore dell’italianità. Il 90% dei cittadini italiani riconosce il valore dell’equo compenso alla produzione. La Coop può sviluppare per le produzioni italiane, può svolgere un ruolo da cerniera. Noi come distribuzione italiana siamo piccoli e non riusciamo ad essere internazionali. Dobbiamo provare a lavorare attorno ad un progetto, ad un’idea mettendo in rete le nostre conoscenze e le nostre professionalità”. Del ruolo delle pubbliche amministrazioni a supporto dell’agricoltura ha, infine, parlato nel suo intervento la presidente della Regione Umbria, Katiuscia Marini.


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settembre 2012

sindacale

L'intervista pubblicata da "Avvenire"

((6 luglio 2012)

Il presidente di Coldiretti: «Non solo Pil. Bisogna valorizzare le componenti immateriali del made in Italy, di fortissimo appeal nel mondo globalizzato» Monsignor Mariano Crociata

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Non n è solo lo una svolta svolt culturale che attribuisca all'agricolt oltura a il suo giusto valore e la riporti al centro dello siste tema a produttivo, quella che propone il presidente della Cold oldiretti tti Sergio M Marini, ma anche l'indicazione di un modello che ch può uò far uscire uscir l'intero Paese dalla crisi che lo attanaglia, anaglia, un u modello dello incarnato inca in tante esperienze della sua organizzazione ganizzaz e nell'entu nell'entusiasmo e nella partecipazione dei quindicimila icimi agricoltori ori p presenti ieri all'assemblea nel PalaLottomatica a Roma.

lian sounding, cioè la vendita dei nostri prodotti contraffatti in tutto il mondo. Una cifra impressionante: 60 miliardi,contro i 30 della esportazione dell'effettivo agroalimentare made in Italy. Quindi vuol dire che la ricettività del mercato in questo settore è molto ampia, senza limiti, come ha sottolineato il ministro Passera.

Ma come si inserisce questa svolta culturale nel quadro della globalizzazione e della crisi mondiale? Troppi si sono illusi che la globalizzazione portasse a un'au-

Qual è il messaggio che Coldiretti lancia all'intero Paese? toregolamentazione del mercato, e hanno favorito una sua

Noi rappresentiamo un'idea di crescita e di sviluppo completamente diversa da quella dominante: l'Italia e il suo futuro sono legati alla capacità di tornare a fare l'Italia, cioè di essere l'Italia della grande creatività, delle piccole e medie imprese p agricole, g artigiane, g manifatturiere che p poi sanno crescere e conquistare il mondo. È tempo di ripensare lo sviluppo in una logica di etica del lavoro e coesione, di sostenibilità, di benessere e felicità sociale.

A quale modello vi contrapponete? Il modello del solo Pil, che pure è elemento da non trascurare. Ma che, considerato isolatamente, può portare a degli assurdi, come per esempio considerare dannoso per lo sviluppo l'andare a piedi invece di usare la macchina, e che soprattutto non considera tutte quelle componenti immateriali (elementi legati alla tradizione, cultura e arte, salvaguardia dell'ambiente, valorizzazione del paesaggio) che costituiscono il fortissimo appeal del made in Italy nel mondo della globalizzazione.

Ne è così sicuro? La riprova è la dimensione del fenomeno deel co c si sidd d ettto t ita-

assolutizzazione: il mercatismo. Prima è stato quindi il peso della componente finanziaria a diventare preponderante, e poi, conseguentemente, quello della speculazione.

In sintesi?

In apertura 1 minuto

Troppo spesso la politica ha smarrito il suo cammino: nondi di silenzio in segno media fra le spinte conflittuali dei ceti e degli stati, con sempre solidarietà alle popolazioni maggior frequenza confonde gli interessi particolari con quelli generali. Così in Italia e così in Europa. L'ultimo Consiglio colpite dal sisma europeo rappresenta una svolta, ma come si è stati capaci di mettere il veto sul fondo "salvastati" così non bisogna avere paura di usare nei momenti centrali, come la riforma della politica agricola comune.

Quali le conseguenze di una concezione inadeguata del ruolo dell'agricoltura? Il fatto di continuare a considerare rare so solo le economie nomie di scala e le leggi del Pil sta impoverendo o le nostre nostr famiglie glie e i nostri n territori spingendo a produrre al minor co cost costo senza za tenere iin alcuna considerazione il prezzo sociale, iale, ambien ambientalee ed etico che tale sistema provoca.

Pier Luigi Fornari

Marini: «L’Italia torni a essere se stessa patria della creatività e della qualità»


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Coldiretti Giovani Impresa:

5° GRAN PREMIO DELL’ORTRUGO Nell’ambito della Festa provinciale di Giovani Impresa, nominato anche il Cavaliere dell’Ortrugo

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Nell’ambito della venticinquesima edizione della Festa di Coldiretti Giovani Impresa che si è svolta venerdì 13 luglio alla “Volta del Vescovo” a Piacenza, è stato “eletto” il miglior Ortrugo della provincia. Oltre 60 cantine piacentine hanno presentato il loro Ortrugo frizzante e un panel di degustazione, composto da sommelier Fisar e Ais, ha selezionato i 6 vini finalisti, all’interno dei quali, durante la serata, una giuria tecnica di esperti ha scelto i 3 migliori; ovviamente proprio per proseguire nella diffusione e conoscenza di questo vitigno autoctono è stata protagonista anche la giuria popolare che dopo aver degustato i vini in finale ha “nominato” quello migliore. Numerose istituzioni e rappresentanti di associazioni ed enti pubblici hanno fatto parte della giuria tecnica dando il proprio fondamentale contributo alla scelta dei vincitori. “Riteniamo, ha dichiarato il delegato Giovani Impresa Jonatha Risoli, che anche questo momento di coinvolgimento degli ospiti possa servire per promuovere una eccellenza enogastronomica del territorio ed in particolare un vitigno autoctono che solo Piacenza esprime. L’obiettivo di questo concorso, è proprio quello di far conoscere

e premiare quelle aziende che guardano al mercato con quello spirito imprenditoriale che valorizza un settore fondamentale del nostro territorio, un biglietto da visita di prestigio per la nostra provincia”. A corollario di questa premiazione, Giovani Impresa di Piacenza ha ritenuto di assegnare il titolo di Cavaliere dell’Ortrugo a Luigi Mossi, vitivinicoltore che ha “scoperto” l’Ortrugo negli anni 70 e si è contraddistinto per aver promosso e diffuso il territorio piacentino attraverso questo vitigno autoctono. “Abbiamo voluto, Risoli, investire simbolicamente di questo titolo, il signor Mossi perché ha davvero fatto tanto per la promozione di un vitigno autoctono che identifica e attribuisce distintività al nostro territorio”. Inoltre anche la Festa ha avuto uno scopo benefico, perché tutte le offerte raccolte durante la serata, sono state destinate all’acquisto di moduli abitativi per le zone colpite dal sisma. La Festa è stata realizzata con il patrocinio della Provincia e del Comune di Piacenza, del Consorzio Vini Doc, e con il contributo di Camera di Commercio di Piacenza e Consorzio Agrario Provinciale.

LE AZIENDE FINALISTE DEL QUINTO GRAN PREMIO DELL’ORTRUGO: ♦ F.LLI PIACENTINI ♦ AZ. AGR. IL POGGIARELLO S.S. ♦ TENUTA FERRAIA SOCIETA' AGRICOLA S.S. DI ROBERTO MANARA E C. ♦ VITALI MARIO E LUIGI SOCIETA' AGRICOLA S.S. ♦ MARIA POGGI AZZALI - TENUTA PERNICE Roberto Miravalle presidente del Consorzio ♦ SOCIETA' AGRICOLA TENUTA VILLA TAVERNAGO S.S. Vini doc Colli Piacentini mentre incorona Luigi Mossi

VINCITORI GIURIA TECNICA: 1. F.lli piacentini 2. Vitali Mario e Luigi società agricola s.s. 3. Az. Agr. Il Poggiarello s.s. VINCITORE GIURIA POPOLARE: Tenuta Ferraia società agricola s.s. di Roberto Manara e C.

i vincitori del Gran Premio dell’Ortrugo


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settembre 2012

sindacale

Un ulteriore riconoscimento per la realtà piacentina e per la nostra Organizzazione

MARCO CROTTI eletto presidente nazionale di ASSOCAP

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Marco Crotti neo presidente del Consorzio Agrario Provinciale di Piacenza ha assunto, nei giorni scorsi, la carica di Presidente Nazionale di Assocap. Il nuovo consiglio direttivo uscito dall’assemblea ha eletto il piacentino alla guida dell’associazione che raggruppa tutti i Consorzi Agrari d’Italia, ossia 61 strutture di cui 35 in bonis e 26 gestiti da commissari. “Assocap, ha un ruolo fondamentale, ha dichiarato Crotti, perché rappresenta tutti i Consorzi Agrari nelle sedi istituzionali, politiche economiche; un sistema fondamentale di strutture che aderisce a Coldiretti e che costituisce un tassello indispensabile per vere filiere Made in Italy. Sono felice di questo incarico, soprattutto della totale condivisione da parte dei soci sulla mia figura; il merito, però, non va alla mia persona ma al lavoro che ha fatto Piacenza in questi anni, sia come territorio, ma anche, soprattutto, come Consorzio Agrario; un consorzio che gode di apprezzamento e credibilità su tutto il territorio nazionale per essersi distinto per i progetti e la strategia”. Il nostro compito, ha sottolineato il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, è aumentare il potere contrattuale delle imprese agricole e dare una risposta economica ad un problema economico. L’obiettivo che stiamo perseguendo è quello di costruire una filiera tutta italiana e firmata che sappia traghettare i valori positivi degli agricoltori e dell’agricoltura fino al consu-

matore. Un progetto che passa attraverso il coinvolgimento anche dei Consorzi Agrari una rete che rappresenta un patrimonio dell’agricoltura che negli ultimi anni si è consolidato sul territorio superando diffidenze ed ostacoli; e Piacenza ha dimostrato di poter svolgere un ruolo da protagonista nella costruzione della filiera agricola italiana per ridare reddito agli agricoltori e sicurezza al Paese”. Così, con Assocap, si stanno creando le condizioni per favorire la ricostruzione di una rete di efficienti imprese su tutto il territorio nazionale, quanto mai indispensabile, per dare vita ad imprese sempre più competitive, che stanno sul mercato e guardano al futuro”.


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COLDIRETTI: ad ottobre gli ANTICIPI PAC “Un grande risultato per le aziende colpite dal sisma, ma anche per tutte quelle del nostro territorio; a Piacenza in arrivo 25 milioni di euro.”

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A seguito del sisma che ha recentemente colpito l’Emilia, il Veneto e la Lombardia, il Comitato di gestione dei pagamenti diretti della Commissione europea ha deciso di anticipare il pagamento delle risorse finanziarie che, in condizioni normali, sarebbero state disponibili solo a partire dal 1° dicembre 2012. “Dal 1° agosto, sottolinea il direttore Caa di Coldiretti Emilia Romagna Alessandro Visotti, gli organismi pagatori delle regioni interessate dal terremoto potranno erogare agli agricoltori delle zone più colpite – 113 Comuni delle provincie di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo – gli anticipi Pac fino al 50% dei pagamenti diretti; inoltre gli anticipi potranno essere pagati anche a quegli agricoltori che, pur trovandosi in zone diverse da quelle elencate, forniscono latte ai primi acquirenti delle aree colpite. Gli anticipi di pagamento, se effettuati prima del 16 ottobre, non devono superare il limite di 40 milioni di euro”. “Sicuramente un grande risultato, continua Visotti, ottenuto altresì grazie all’azione di Coldiretti, che dai primi giorni del sisma si è da subito attivata per fare in modo che l’agricoltura, anello primario del sistema agroalimentare, potesse riprendere a produrre. Non dimentichiamo che l’attività agricola non può essere delocalizzata e, nonostante gli enormi danneggiamenti alle strutture, gli imprenditori agricoli sono rimasti nelle aziende e negli allevamenti colpiti”. Inoltre, per tutti gli altri agricoltori italiani, dichiara Laura Barbieri del Caa Coldiretti Piacenza, l’Unione ha approvato la proposta della Commissione europea per consentire agli Stati membri di anticipare al 16 ottobre il 50% dei pagamenti diretti, in modo da alleviare le difficoltà delle aziende che attualmente si trovano ad affrontare gravi problemi di liquidità, a causa delle estreme condizioni climatiche e della crisi finanziaria in corso. Per il territorio piacentino sono in arrivo circa 24 milioni di euro, (il 50% delle oltre 4000 domande Pac presentate)”. Il Caa di Coldiretti Piacenza, prosegue la Barbieri, ha presentato circa 2500 domande. Ovviamente è inutile sottolineare che il nostro Caa non svolge solo una funzione burocratica; non si limita a compilare istanze, ma segue le procedure facendo tutto il possibile perchè le necessità dell’agricoltura arrivino direttamente alle istituzioni e agli organi decisionali. Questo anticipo è sicuramente un risultato delle nostre azioni”.


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settembre 2012

Dalle disposizioni per garantire la qualità e riconoscibilità dell’olio extravergine d’oliva italiano, alle misure riguardanti i rifiuti agricoli, dalla tutela del made in Italy all’etichettatura dei prodotti agricoli a denominazione di origine protetta, dal riordino dell’attività della pesca al contrasto alle crisi di mercato, dal sistema sanzionatorio sui vini Dop e Igp ai voucher per i percettori di integrazione di reddito

DECRETO SVILUPPO le novità per l'agricoltura

sindacale

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Sono queste, informa la Coldiretti, alcune delle misure che interessano l’agricoltura, contenute nel decreto sviluppo convertito in legge dal Senato. Per l’olio d’oliva sono state introdotte norme che consentono di riconoscere gli oli extravergini di origine estera spacciati come italiani o gli oli extravergini venduti come tali, ma che hanno subito illecitamente processi di raffinazione e deodorazione. Nel campo della difesa della qualità e dell’etichettatura il decreto attribuisce alle Camere di Commercio, nell’ambito delle funzioni di promozione delle imprese all’estero, anche “della tutela del Made in Italy”. Inoltre, al fine di contrastare le pratiche ingannevoli nel commercio dei prodotti agricoli ed alimentari a denominazione protetta, ecc., si prevede l’emanazione di un regolamento con il quale definire le modalità per integrare l’etichettatura dei suddetti prodotti con sistemi di sicurezza basati su elementi elettronici o telematici. Infine, viene istituito il regime volontario di etichettatura di origine del pescato, consentendo anche la possibilità di indicare “prodotto italiano”. Tra le misure contenute nel decreto c’è anche il riordino delle attività della pesca professionale distinguendo tra attività principali e connesse considerando, in particolare, la “pesca-turismo” e l’“ittiturismo”, se effettuate dall’imprenditore ittico, direttamente attività principali. Per quanto riguarda la disciplina dei rifiuti il decreto sviluppo rinvia al 30 giugno 2013 l’entrata in vigore del Sistri e stabilisce che il digestato ottenuto in impianti aziendali o interaziendali secondo determinate modalità è un sottoprodotto e non più come rifiuto, rinviando ad un decreto interministeriale la definizione delle caratteristiche e dei criteri di impiego del digestato equiparabile ai concimi di origine chimica. Nel testo finale del decreto sviluppo, convertito in legge dal Senato è stato approvato un emendamento che consente ai percettori di integrazione di reddito (cassintegrati, lavoratori in mobilità, ecc.) di svolgere attività agricola mediante lo strumento dei voucher. L’emendamento relativo prevede che tale possibilità parta dal 1 gennaio 2013. La vecchia normativa sui voucher, antecedente alla riforma Fornero, aveva già previsto questa opportunità sia per il 2011 che per il 2012, opportunità di fatto saltata con l’approvazione della legge Fornero. A questo punto si crea il paradosso che 18 luglio dal 31 dicembre 2012 questi lavoratori non potranno essere utilizzati con il meccanismo dei voucher. Anche considerata l’importanza agricola del periodo in questione che comprende le attività di raccolta della frutta e verdura estiva, della vendemmia e della raccolta delle olive, la Coldiretti auspica che il Governo o i ministeri competenti emanino norme interpretative per consentire a lavoratori in difficoltà di trovare una occupazione in agricoltura anche nei restanti mesi dell’anno in corso.


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su un euro di spesa

MENO di 30 cent. agli AGRICOLTORI È particolarmente grave che per ogni euro di spesa per prodotti alimentari solo 20 centesimi giungano nelle tasche delle agricoltori e il resto si perda nei meandri della filiera. A denunciarlo è la Coldiretti nel commentare i contenuti del rapporto Ismea ''Check up 2012: la competitività dell'agroalimentare italiano'' che fa il punto sullo stato di salute del settore.

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Nel caso dei prodotti agricoli freschi o non soggetti a trasformazione industriale - spiega lo studio - in un decennio la remunerazione della fase agricola si è ridotta di quasi 6 euro su ogni 100 spesi dal consumatore. In altre parole la quota di valore "trattenuta" dall'agricoltura è passata dal 25,6% del 2000 al 20% del 2009, mentre è aumentato nello stesso periodo il margine di tutte le attività che intervengono tra il "cancello" dell'azienda agricola e il punto di vendita dove si registra l'acquisto finale. In sostanza, il cosiddetto marketing share, che remunera logistica, distribuzione e vendita e che include il pagamento delle imposte sul consumo, ha raggiunto nel 2009 una quota pari al 73% del valore di filiera, mentre rappresentava il 68% nel 2000. Nel caso dei prodotti trasformati, la quota agricola scende ulteriormente, passando dall'8,5% nel 2000 al 6% nel 2009. Cede valore anche la fase industriale (da 45,8% al 42,2%), mentre passano dal 39 al 42 per cento i margini degli attori distributivi. A pesare negativamente sulla redditività dell’agricoltura italiana, secondo la Coldiretti, è la riduzione dei prezzi pagati alle imprese agricole per effetto dello strapotere contrattuale degli altri soggetti della filiera, ma anche per la concorrenza sleale dovuta alla mancanza di trasparenza nell’informazione ai consumatori che permette di spacciare come Made in Italy prodotti importati. “Un deficit di giustizia nella filiera e di verità nei confronti dei consumatori – sostiene il presidente della Coldiretti Sergio Marini - reso possibile dalla mancanza della politica”. Eppure il modello agricolo italiano è vincente nel mondo dove ha conquistato primati nella qualità, tipicità e nella salubrità delle produzioni, ma anche nel valore aggiunto per ettaro di terreno ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall’agricoltura italiana, che è praticamente il doppio di quella di Germania, Francia e Spagna e il triplo di quella Inglese. “È proprio per rispondere alla crisi che attanaglia il Paese e per riportare giustizia e verità che abbiamo avviato – conclude Marini - il progetto della “Filiera agricola italiana”, un impegno che se da un lato va a salvaguardia dell’identità dell’agricoltura italiana, il rispetto dell’ambiente e della biodiversità, dall’altro garantisce ai consumatori giusta qualità e quantità, genuinità e sicurezza degli alimenti, conciliando i bisogni di consumatori e di produttori”.

Marini: niente

RIPRESA senza AGRICOLTURA L'intervento del presidente della Coldiretti Sergio Marini in occasione del convegno “Costruire il futuro. Difendere l’agricoltura dalla cementificazione”, organizzato dal Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania


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settembre 20122

“I ritmi attuali di consumo del territorio e l’eccesso di urbanizzazione non solo rischiano di stravolgere il volto dell’Italia, ma anche di modificare irreversibilmente le condizioni climatiche, ambientali e sociali del nostro paese. Il cibo che mangiamo, l’aria che respiriamo, il paesaggio di cui godiamo dipendono tutte dalla nostra terra”. È quanto ha rilevato il presidente della Coldiretti Sergio Marini in occasione del convegno “Costruire il futuro. Difendere l’agricoltura dalla cementificazione”, organizzato dal Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania. La conservazione della superficie agraria utilizzabile deve essere una priorità per preservarla dalla crescente urbanizzazione delle campagne, tutelando la disponibilità di superfici agricole per garantirne la fruibilità alle prossime generazioni che potranno praticarvi un’agricoltura imprenditoriale, innovativa ed ecosostenibile tutelando così il paesaggio agrario italiano. Un milione e cinquecento mila ettari di superficie scomparsa in 10 anni in Italia. Statisticamente in un decennio il nostro Paese ha perso l’8% della sua Sat (Superficie Totale) superficie agraria e parallelamente, sempre in 10 anni la superficie agricola utilizzata (Sau) è diminuita del 2,3%, quasi 300mila ettari in meno. Riscoprire il valore della terra e dell’agricoltura, delle nostre pregiate colture e dei nostri alimenti eccellenti vuol dire ridare valore a una delle ricchezze, se non la principale, fondamentali per l’Italia. Mai come oggi dunque è necessario ridare valore alla nostra terra e a tutta l’economia basata su questo settore. “Ben vengano quindi – rileva il presidente Marini - le iniziative come la bozza di disegno di legge illustrata dal ministro delle Politiche agricole Mario Catania al quale la Coldiretti è disponibile a dare il suo contributo nell’interesse dell’agricoltura, ma anche dell’intera economia italiana che ha nell’attività agricola e nel paesaggio i punti di forza sui quali “cementare” la ripresa”.

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SPENDING REVIEW, trasferire le funzioni

Marini:

delle province ai consorzi di bonifica"

Alcune delle funzioni attualmente svolte dalle province che riguardano la gestione del territorio e dell’ambiente possono essere trasferite ai Consorzi di Bonifica che hanno le competenze per svolgerle nel rispetto del principio di sussidiarietà. È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento all’Assemblea dell’Associazione nazionale dei Consorzi di Bonifica (Anbi). "I consorzi di Bonifica - ha sottolineato Marini - sono strumenti sufficientemente vicini alla gente da operare senza produrre inefficienze e altrettanto sufficientemente lontani da interessi particolari da avere una visione globale nell’affrontare i problemi del territorio". Il presidente della Coldiretti ha fatto appello alla sussidiarietà quale unica strada di sintesi tra la presente inefficienza del pubblico e il rischio di carente visione degli interessi collettivi del privato, sostenendo che l'obiettivo deve essere il trasferimento ai consorzi di ulteriori competenze, attualmente in capo a diversi enti locali. "Questa proposta è giustificata dal fatto che - ha precisato Marini - il controllo del territorio e delle acque è propedeutico allo sviluppo dell'agroalimentare e del turismo che rappresentano tra i pochi volani di crescita nell’attuale momento di crisi. Per tornare a crescere in modo sostenibile ci attende dunque un futuro di centralità dell’agricoltura che avrà bisogno di più terra e di più acqua e dove i Consorzi di Bonifica - ha concluso Marini - devono potere svolgere un ruolo centrale".

La crisi riaccende i camini, è boom per la

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LEGNA DA ARDERE

Con la crisi e l’aumento insostenibile del prezzo dei combustibili si sono riaccesi i camini e fanno segnare un aumento del 17 per cento le importazioni di legna da ardere nell’inverno 2012, raggiungendo il valore più alto degli ultimi venti anni. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti che evidenzia il cambiamento di abitudini degli italiani con la riduzione del potere di acquisto. Mentre è crollato del 16 per cento il consumo di gasolio da riscaldamento nel 2011 sono stati importati in Italia ben 3,3 miliardi di chili di legna da ardere nelle diverse forme, pari a più del triplo rispetto a venti anni fa. Una dimostrazione evidente del crescente interesse verso questa forma di energia che è diventata competitiva dal punto di vista economico oltre ad essere più sostenibile dal punto di vista ambientale. Un tendenza dovuta alla riapertura dei camini nelle vecchie case ed alla costruzione di nuovi ma anche ad una forte domanda di tecnologie più innovative nel comparto delle stufe a legna, delle caldaie e pellets dove l’industria italiana soddisfa oltre il 90 per cento delle domanda sul mercato interno mentre destina quasi un terzo della produzione nazionale alle esportazioni. L’Italia è diventato il primo importatore mondiale di legna da ardere nonostante la presenza sul territorio nazionale di 10 milioni e 400 mila ettari di superficie forestale, in aumento del 20 per cento negli ultimi 20 anni. I 12 miliardi di alberi che coprono oltre un terzo della superficie nazionale (35 per cento) costituiscono il polmone verde dell' Italia con circa 200 alberi per ogni italiano. I boschi ricoprono un ruolo centrale come assorbitori e contenitori di anidride carbonica, che è il principale gas ad effetto serra, e sono fondamentali nella mitigazione e nell`adattamento ai cambiamenti climatici in corso ma potrebbero svolgere un ruolo ancora più importante per compensare il fabbisogno energetico del Paese. Peraltro con una più corretta gestione delle foreste può essere preleva-

ta, quasi senza alterarne la sostenibilità, una quantità di 23,7 milioni di tonnellate/anno di combustibile che riduce i consumi attuali di petrolio di ulteriori 5,4 milioni di tonnellate. Appare quindi evidente l’importanza di rilanciare la gestione dei boschi che, oltre alle valenze territoriali, sociali e paesaggistiche, potrebbe contribuire in modo decisivo anche al raggiungimento degli obiettivi del Piano d’Azione Nazionale al 2020 (secondo il quale le biomasse, tra le quali spicca il ruolo dei prodotti legnosi, dovranno coprire il 44 per cento dei consumi di fonti rinnovabili e il 58 per cento dei consumi di calore totale), fornendo biomassa ottenuta con metodi sostenibili (sia nella produzione che nel taglio) nell’ambito di una filiera sostenibile anche nelle modalità di trasformazione energetica con caldaie moderne ed efficienti. Nel discorso più generale dello sviluppo delle fonti rinnovabili, occorre porre attenzione al contributo dell’energia termica, anche con l’obiettivo di rimuovere alcune criticità che sono emerse nel diverso ambito delle fonti di produzione dell’energia elettrica, dalla determinazione degli incentivi, alla localizzazione degli impianti, all’effettiva efficienza energetica degli interventi, al rispetto del paesaggio. Il fattore più rilevante dello sviluppo del termico risieda proprio nel fatto che si tratta di una energia a misura di territorio. Le filiere da sviluppare e premiare, quindi, non possono che essere corte e territoriali.


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sindacale

OSCAR GREEN

regionale: giovani imprenditori agricoli: più forti del terremoto

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... piacentini tra i vincitori

Due le aziende piacentine tra i vincitori regionali del concorso Oscar Green, il premio per l’innovazione in agricoltura promosso da Giovani Impresa Coldiretti, con l’alto Patronato del Presidente della Repubblica e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Camatta Ranch di Gazzola nella categoria “Stile e cultura d’impresa” e Nux et Papilio di Vernasca nella sezione “Esportare il territorio”. Sono queste le aziende giovani del nostro territorio che il 23 luglio a Bologna hanno meritato il primo premio nelle rispettive categorie. Nella tenuta Camatta sono più di duecento anni che si allevano bestiame e cavalli creando una simbiosi duratura tra uomo, animale e territorio; oggi sono i due fratelli Lavezzi che hanno dato vita ad una realtà unica nel suo genere: un ranch che ricorda i migliori film western con allevamento di cavalli, cane da pastore e lezioni di ogni genere. Bertoncini Manuela dell’azienda Nux et Papilio (la noce e la farfalla) ha 780 alberi di noce e 120 mandorli dai quali ricava olio e vino di noce, distillati di una filosofia che promuove il territorio rurale e la cultura vernacolare in Italia e all’Estero anche attraverso eventi e progetti culturali transnazionali, tra questi il  progetto “Green Age”: turismo sostenibile e percorsi culturali,   protezione civile preventiva verde, comunità-bosco. “I giovani intervenuti alla finale regionale dell’Emi-

Sezione Non solo agricoltura

lia Romagna del concorso “Oscar Green”, sottolinea il delegato provinciale Giovani Impresa Jontaha Risoli, hanno dimostrato di essere più forti del terremoto e delle crisi economiche; e noi siamo molto orgogliosi di aver presentato due realtà di eccellenza che possono raccontare al meglio quello spirito imprenditoriale e innovativo che caratterizza i giovani agricoltori di Coldiretti”. Caratteristica comune delle aziende vincitrici dell’edizione 2012 di Oscar Green è la capacità di affrontare un momento di crisi economica, ma anche di difficoltà dovute al terremoto, con scelte capaci di guardare oltre, che hanno portato le aziende agricole a rispondere a nuove esigenze, grazie all’applicazione di tecnologie all’avanguardia e l’introduzione di produzioni innovative. Oscar Green si è dimostrato ancora una volta un laboratorio di innovazione che Coldiretti Giovani impresa ha voluto premiare. I sette vincitori a livello regionale passeranno alla fase finale nazionale. All’incontro sono intervenuti: l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, il direttore del dipartimento di Sociologia “Achille Ardigò” della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, Giovanni Pieretti, il segretario nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Carmelo Troccoli, il delegato regionale, Mattia Dall’Olio, il direttore e il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Gianluca Lelli e Mauro Tonello.

tra uomo, animale e territorio. Giambattista e Nicolò hanno rafforzato simbiosi dando vita al “Camatta Ranch”. Qui tutto ricorda i Azienda agricola La Martina, di Andrea degli Esposti – ristruttu- questa migliori film western, escursioni, allevamento di cani da pastore, allerazione del borgo settecentesco di La Martina a Monghidoro, ereditato vamento di cavalli e lezioni di ogni genere per diventare… cowboys! dal nonno. L’azienda agricola dopo anni di abbandono riparte con 60 Sezione Esportare il Territorio ettari di terreno con un allevamento biologico di mucche da carne. Avvio dell’attività agrituristica con ristorazione, pernottamento, serate Azienda Agricola Nux et Papilio (la noce e la farfalla), di Maa tema ed escursioni a piedi o a cavallo nel parco. Impianto fotovolnuela Bertoncini. A Vernasca (Piacenza) Manuela Coltiva 780 alberi di taico di 18 kw con caldaia a cippato che consente di riscaldare l’intero noce e 120 mandorli. L’olio di noce e il vino di noce sono distillati di borgo. una filosofia che promuove il territorio rurale e la cultura dialettale in Italia e all’Estero anche attraverso eventi e progetti culturali transnaSezione Ideando Azienda agricola “Mistico Speziale”, di Saverio Denti, giovane zionali. Dalla filosofia Nux et Papilio ”niente è impossibile ma solo improbabilaureato in tecniche erboristiche, con la curiosità sui vastissimi usi le” è nata l’Associazione culturale Green Butterflies che conta iscritti delle piante officinali e una vera passione per l’assenzio. Saverio, in diversi paesi tra i quali Irlanda, Grecia, Spagna e Giappone. nella sua azienda a Reggio Emilia, unisce all’attività della coltivazione Sezione In Filiera quella della produzione di elisir e liquori a base d’erbe, per riportare Consorzio Piccoli Produttori di Vino e Olio delle Colline alla luce quelle preparazioni un tempo considerate “mediche” ma che con il passare del tempo sono andate scomparendo. cesenati – “Coopetizione”, questa la parola chiave del Consorzio Vino e Olio dei Colli di Cesena. Infatti la parola coopetizione identifica Sezione Paese Amico l’atteggiamento di competizione cooperativa tra le 12 imprese del Assessorato all'agricoltura Provincia di Reggio Emilia potenzialmente concorrenti, che collaborano alla realizzaper il “Pan De Re”, un pane a qualità controllata e a filiera corta, consorzio zione di una specifica attività del loro business. Il consorzio è stato proveniente da produzione integrata rispettosa dell'ambiente e della costituito nel 2010 per promuovere e commercializzare i prodotti salute realizzato tutto da grano del territorio reggiano secondo le degli associati, a livello locale ed internazionale, con minori costi e regole della tracciabilità in modo che il consumatore possa conoscerne maggiore visibilità. Nel 2011 i rappresentanti del Consorzio, in trale origini a partire dai luoghi di coltivazione dei cereali, alla molitura sferta ad Amsterdam, in Olanda, hanno promosso, oltre ai prodotti del delle farine, alla panificazione. Consorzio anche il territorio e le eccellenze del Comune di Cesena per Sezione Campagna Amica offrire ai potenziali clienti e buyers, non solo vino e olio delle colline di Cesena, ma l’intero pacchetto turistico che Cesena offre. Azienda agricola “Il Ciliegio”, di Giulia Bernabei. Ad un’altitudine di 500 metri, a Serramazzoni (Modena), Giulia, 32 anni, due Premio speciale Io riparto figlie, produce prevalentemente frutta: ciliegie, susine, pesche, pere, conferito ad un’azienda giovane dei territori terremotati mele, frutti antichi, miele, ortaggi e cereali. Da circa un anno ha Azienda agricola Roveri – di Flavio Roveri. Classe 1987, Flavio realizzato un laboratorio di trasformazione in cui produce confetture, ha avuto la casa, il capannone, il magazzino e gli attrezzi danneggiati passata di pomodoro, dolci, pane e tanto altro, per la propria e per dal terremoto. Ciononostante è intenzionato a portare avanti il suo altre aziende agricole. progetto di introdurre in azienda nuove tecnologie per l’alimentazione Sezione Stile e Cultura d'Impresa animale e nuove attrezzature irrigue per migliorare la coltivazione dei cereali necessari all’azienda. Roveri è stato premiato con un buono Tenuta Camatta, di Giambattista e Nicolò Lavezzi. Sono più di duecento anni che alla tenuta Camatta, di Momeliano di Gazzola (Pia- che lo aiuti a ripristinare le attrezzature aziendali. cenza), si allevano bestiame e cavalli creando una simbiosi duratura


Alimentazione

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le qualitĂ  nutrizionali dei prodotti del territorio a cura della Dott.ssa Monica Maj

l'

UVA

Frutto della vite, pianta rampicante della Famiglia Vitacee, genere Vitis, l’uva è un frutto tipicamente autunnale. In Europa esiste la Vitis Vinifera, una specie spontanea, mentre negli Stati Uniti troviamo la Vitis lambrusca. Si presenta sotto forma di grappolo, composto da un graspo e da numerosi acini, di piccola taglia e di colore chiaro, giallo, giallo dorato o verde, nel caso dell'uva bianca, o di colore scuro (rosa, viola o nero) nel caso dell'uva nera. L'acino è a sua volta costituito dalla buccia, dalla polpa e dai semi (vinaccioli). Dall’uva si può ricavare il mosto e dal vinacciolo l’olio L' uva viene utilizzata soprattutto per la produzione del vino, ma viene consumata sia fresca che secca. PiÚ in generale le uve vengono classificate, a seconda del colore in:

♌ bianche ♌ rosse

Qualità nutrizionali Rispetto ad altri tipi di frutta l' uva è particolarmente ricca di zuccheri, contiene una buona fonte di potassio, di sali minerali e di molecole molto importanti per la prevenzione di molte malattie del benessere: polifenoli, acidi organici, tannini, antociani e resveratrolo.

Antociani Si tratta di una famiglia di antiossidanti molto potenti in grado di svolgere una funzione protettiva nei confronti delle radiazioni solari, specialmente quelle a piÚ elevata frequenza, come i raggi ultravioletti. Si trovano in maggior concentrazione nella buccia dell’acino. Sono responsabili della colorazione rossa, blu, violetta e magenta di alcuni fiori e frutti, infatti vengono utilizzati come coloranti naturali nell’industria alimentare.

Polifenoli Con il termine di polifenoli si intende un vasto gruppo di sostanze organiche naturali che comprendono oltre 4000 sostanze a spiccata attivitĂ  antiossidante.Vari studi epidemiologici hanno dimostrato che i polifenoli:

la ricetta

• •

esercitano azione preventiva nei confronti dei tumori; posseggono un’azione antiossidante : limitano l' attacco ossidativo delle LDL e, conseguentemente, diminuiscono il rischio di malattie cardiovascolari; • inibiscono la formazione di sostanze che determinano aggregazione piastrinica. Uno studio ha confermato che l’aumento del consumo di polifenoli derivati dall’uva possono contrastare il declino cognitivo che accompagna lo sviluppo del morbo di Alzheimer.

Resveratrolo Il resveratrolo è un composto fenolico che si trova principalmente nell'uva rossa, nelle noccioline americane, nelle more e nei pinoli. Alcuni ricercatori hanno dimostrato che la bassa incidenza di malattie cardiache nella popolazione francese, che consuma notoriamente una dieta ad alto contenuto di grassi, è legata al consumo regolare di vini rossi che contengono resveratrolo. La scoperta, nota come Paradosso francese, ha fatto conoscere al mondo questa molecola dalle numerose proprietà. Oltre a svolgere azione di protezione cardiovascolare, il resveratrolo viene considerato anche un ottimo antiossidante, un protettore della cute e un aiuto nella demenza senile.

Composizione chimica media dell'uva (per 100 grammi di parte edibile)  

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Straccetti di pollo all'UVA Preparazione: Tagliare il pollo a straccetti e farlo rosolare con olio, pepe e sale, sfumando con vino bianco. Aggiungere gli acini tagliati a metĂ  (prima eliminate i vinaccioli), timo, sale, aceto e miele. Servire con foglie di timo fresco.

Ingredienti per 4 persone: • pollo gr. 400 • miele gr. 10 • uva (bianca o nera) gr. 300 • aceto di vino ml. 20 • olio di oliva extravergine q.b. • pepe / peperoncino • timo q.b. Note: in questa ricetta sono presen- • vino bianco q.b. ti uva e olio di oliva extravergine che sono stati oggetto di numerosi studi da parte del mondo scientifico internazionale per il contributo che possono offrire nella prevenzione dell’insorgenza delle malattie cardiovascolari.


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marzo 2012

Carissimi amici e fratelli nella fede della Coldiretti, durante il periodo estivo ho trascorso un mese di campeggio a Vigo di Fassa dove ho visto alternarsi centoventi giovani. Esperienza sempre profondamente bella e di fede, tra la natura che ci aiuta a pensare al Creatore e il volto e la vita di questi ragazzi, che seppur ancora giovani, portano dentro di sè gioia e preoccupazioni. Dopo il campeggio ho accompagnato settanta parrocchiani nel pellegrinaggio a Medjugorje. Penserete che questo prete è sempre in giro ma vi confido che a volte ci sono anche fatica e rinunce da fare per accompagnare nella fede piccoli e grandi. In questo tempo però non vi ho mai dimenticato e anzi ho pregato per voi, specialmente in quei giorni in cui siete stati colpiti da grande calamità e dove ho pensato quanto il vostro cuore sia stato provato e in voi serpeggiasse la domanda: perché Signore? “Non abbiate paura” gridò con voce provata ma sicura Giovanni Paolo II e ve la giro a voi con altrettanta franchezza questo invito. La paura ci toglie la Speranza e senza questa muore la Fede. in quei giorni ho avuto un pensiero che voglio condividere con ognuno di voi e poi anche sapere cosa ne pensate. Negli anni passati in ogni paese – piccolo e grande – gli agricoltori si trovavano a messa e pregavano per la benedizione della campagna. Forse con il passare degli anni si è persa questa “tradizione” ma credo che

“La Voce” della Fede a cura di Don Stefano Segalini

forse dovremmo sostenerla noi della Coldiretti con forza perché noi ci crediamo. Ho letto il discorso che il Papa “Benedetto XVI° ci ha rivolto e ho compreso quanta attenzione ha per noi della Coldiretti ma ci ha dato un compito altrettanto arduo: essere cristiani nel nostro lavoro quotidiano in questo tempo di crisi generale. Allora i nostri animi hanno bisogno di essere rinfrancati e ristorati nella prova e nella fatica per intraprendere questo nuovo cammino di evangelizzazione. Il prossimo anno sarà l’anno della “Fede” indetto dal Papa, potremmo viverlo più intensamente proprio per essere segno nella vita quotidiana – lavoro e famiglia – dell’amore di Gesù. Personalmente vi ringrazio per il bene che sempre fate ai miei ragazzi e in modo particolare ai più poveri nella certezza che saranno loro ad accoglierci alle porte del Paradiso.


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Tempi e risultati dall'Assemblea Nazionale Coldiretti la prima analisi sulla Legislatura della politica RIFORME: PARLAMENTO LUMACA. 359 GG PER OGNI LEGGE In Spagna meno della metà (163 giorni) mentre l’UE impiega il 36% di tempo in meno Nell’ultima legislatura è stato impiegato in media quasi un anno (359 giorni) per approvare ciascuna delle proposte di legge di iniziativa parlamentare. È quanto è emerso dalla prima analisi sull’efficacia della politica italiana e comunitaria nell’ultima legislatura. Si tratta di un record negativo a livello comunitario con il parlamento spagnolo che ha impiegato in media 163 giorni per approvare una legge nella IX legislatura (1aprile 2008 - 13 dicembre 2011) e quello francese 271 giorni nella XIII legislatura ( periodo 20 giugno 2007 - 30 settembre 2011) ma che fa addirittura impallidire la pesante burocrazia dell’Unione Europea dove, nel periodo dall’avvio del Trattato di Lisbona ad oggi, per completare un processo legislativo, tra Commissione, Parlamento e Consiglio dei Ministri a 27, si è impiegato in media “appena” 264 giorni, il 36 per cento di tempo in meno. Il problema è pero’ che in molti casi le procedure di approvazione a livello nazionale e comunitario si intersecano o si sommano e i tempi di attesa per i cittadini e le imprese si moltiplicano. Le risposte delle Istituzioni non sono più compatibili con i cambiamenti rapidi che intervengono nella società e nell’economia e si va avanti a forza di decreti mentre occorre accelerare le riforme a livello nazionale e comunitario senza perdere più tempo ed arrivare al più presto alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa.

DOMENICA

ORE 13,30

su

I TEMPI DI APPROVAZIONE DI UNA LEGGE NELL’UE Italia 359 giorni Francia 271 giorni Spagna 163 giorni Unione Europea 264 giorni (Fonte: Elaborazioni Coldiretti) IN PORTO APPENA 2 LEGGI SU 100. GERMANIA AL 68% In Italia su 8.205 proposte solo 205 approvate nell’ultima legislatura Sulle 8.205 proposte e disegni di legge presentati nel corso dell’ultima legislatura appena 205 sono andati in porto ed approvati, con una percentuale di efficacia di appena il 2,5 per cento, che metterebbe in crisi qualsiasi azienda italiana. È quanto emerge dalla prima analisi sull’efficacia della politica italiana e comunitaria nell’ultima legislatura. Si assiste - ha sottolineato Marini - ad una proliferazione di proposte destinate a rimanere nel vuoto che non ha eguali in Europa. Questo significa una perdita di energie, tempo e risorse, ma anche tante illusioni nei confronti delle aspettative dei cittadini e delle imprese e tante speranze destinate a svanire con la fine della legislatura. In Germania nei cinque anni della XVI legislatura sono state presentate al Parlamento 905 iniziative legislative ma ne sono state complessivamente approvate ben 612 con una percentuale di approvazione di circa il 68 per cento mentre in Spagna su 559 iniziative legislative presentare 203, ben il 36 per cento, sono state


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settembre 2012

approvate nella IX legislatura (1 aprile 2008 - 13 dicembre 2011) e in Francia nella XIII legislatura ( periodo 20 giugno 2007 - 30 settembre 2011) su 5064 presentate sono state approvate 439 (9 per cento). Nell’Unione Europea, dall’attuazione del trattato di Lisbona ad oggi, gli atti legislativi con procedura ordinaria sono stati 315 dei quali 86 già completati, con una percentuale del 27 per cento che - ha concluso Marini - è di oltre dieci volte superiore a quella del parlamento italiano. L’EFFICACIA DELL’ATTIVITA’ PARLAMENTARE Proposte presentate/proposte approvate Italia 2,5 % - Francia 9 % - Germania 68 % - Spagna 36 % - Unione Europea 27 % (Fonte: Elaborazioni Coldiretti) IN AGRICOLTURA INAPPLICATE 2 LEGGI SU 3 Sulle 233 iniziative di legge parlamentare assegnate alle Commissioni Agricoltura della Camera e del Senato nel corso dell’ultima legislatura solo 3 sono state approvate, ma di queste 2 sono rimaste del tutto inapplicate. Se la situazione è preoccupante a livello generale per il settore agricolo siamo di fronte ad un quadro insostenibile per la mancata attuazione di norme fortemente attese dalle imprese agricole e dai consumatori che hanno peraltro trovato una positiva convergenza tra tutte le forze politiche, come la legge sull’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle materie prime impiegate negli alimenti. Ad essere approvata ad inizio legislatura, nel novembre 2008, e parzialmente applicata, è stata solo la legge (le norme) sul “Rilancio competitivo del settore agroalimentare” mentre ferme al palo sono sia quella sulla regolamentazione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma che quella sull’etichettatura di origine degli alimenti. Se per la legge sull’etichettatura approvata nel febbraio 2011, con il consenso unanime di tutti i gruppi parlamentari, mancano i decreti applicativi, per la legge del maggio 2011 recante disposizioni concernenti la preparazione, il confezionamento e la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma manca il decreto attuativo che deve essere emanato di concerto tra Ministero delle Politiche Agricole, Ministero della Salute e Ministero dello Sviluppo Economico e d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni. Il rinvio a decreti applicativi hanno bloccato di fatto qualsiasi tentativo di innovazione legislativa nel settore. La disattenzione nei confronti dell’agricoltura è stata peraltro resa evidente dall’incredibile turnover che si è verificato alla guida del dicastero dell’Agricoltura dove nel corso della legislatura si sono alternati ben quattro Ministri, alcuni dei quali sembravano addirittura disinteressati o in parcheggio.

INCHIESTA SPECIALE

UE: 9 ANNI PER OK A ETICHETTA CIBI. È RECORD LENTEZZA Con quasi nove anni di attesa (3.240 giorni) prima che si realizzi la completa applicazione, il titolo di “provvedimento lumaca” spetta al Regolamento (Ue) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, a conferma della pesante e impropria influenza delle lobby sui temi dell’alimentazione e della trasparenza del mercato. Ci sono voluti 1.392 giorni (46 mesi), dal 31 gennaio 2008 al 22 novembre 2011, per concludere il procedimento di approvazione del regolamento, che è entrato in vigore il 13 dicembre 2011: ma l’odissea non è finita per il consumatore. Dal 13 dicembre 2014 (2.510 giorni dalla presentazione della proposta legislativa) scatta solo l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle carni suine, ovine, caprine e dei volatili. Per le carni diverse come quella di coniglio e per il latte e formaggi tale data - ha continuato Marini - rappresenta solo una scadenza per la presentazione di uno studio di fattibilità. L’entrata in vigore dell’obbligo di fornire ai consumatori maggiori informazioni in etichetta resta di fatto indeterminata. L’etichettatura nutrizionale, infine, si applicherà solo dal 13 dicembre 2016, per un totale appunto di 3.240 giorni. Una latitanza che - ha sostenuto Marini - fa assomigliare molto l’Europa all’Italia quando si tratta di smantellare interessi consolidati che fanno affari sulla mancanza di trasparenza a danno dei consumatori. Si tratta infatti di un arco di tempo intollerabile rispetto alle esigenze delle imprese agricole e dei consumatori che negli ultimi anni hanno dovuto affrontare gravi emergenze alimentari che hanno pesato enormemente con pesanti conseguenze in termini economici e soprattutto di vite umane. Le emergenze alimentari dovute alle sofisticazioni sono costate solo in Italia almeno 5 miliardi negli ultimi dieci anni, dalla mucca pazza all’aviaria, dal latte cinese alla melamina al grano canadese contaminato dall’ocratossina fino alla carne di maiale irlandese alla diossina che è stata trovata nei mangimi e negli allevamenti in Germania. “Si tratta di emergenze che nascono da tentativi fraudolenti di risparmiare sui costi di produzione del cibo per farlo arrivare a prezzi stracciati sugli scaffali”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “i rischi tendono ad aumentare proprio in tempi di crisi con un numero crescente di consumatori che è costretto a risparmiare sul cibo”. È quindi paradossale – ha concluso Marini - che occorrano quasi nove anni per rendere operative normative condivise e fortemente attese proprio in un momento di grande difficoltà economica dell’Unione Europea.


CONDIZIONALITÀ Caro associato... in questo numero del giornale abbiamo voluto inserire una scheda di autovalutazione della tua azienda agricola. Ti potrà essere d’aiuto per programmare i prossimi investimenti e/o interventi, per rendere la tua azienda sempre più rispondente alle norme vigenti. Se hai difficoltà potrai usufruire dei servizi offerti da Coldiretti Piacenza. Per informazione puoi rivolgerti al tuo ufficio zona. Buon lavoro. Il responsabile ambiente Enrica Gobbi

Il direttore Massimo Albano

Tutti gli agricoltori che beneficiano di pagamenti diretti sono soggetti alla condizionalità obbligatoria (Regolamento Ce n. 1782/2003), e, quindi, devono rispettare determinate norme in materia di ambiente, sanità pubblica, salute delle piante e degli animali e benessere degli animali, cioè i cosiddetti criteri di gestione obbligatori (CGO). I beneficiari di aiuti diretti sono, inoltre, tenuti a mantenere tutte le superfici in buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA). Il mancato rispetto di tali “regole” comporta la decurtazione di una percentuale sul totale dei contributi richiesti nell’annualità di controllo. Agricoltori e cittadini sono dunque i due destinatari finali della condizionalità: per gli agricoltori rappresenta non solo un insieme di norme da rispettare, ma soprattutto un modo per valorizzare la loro attività e per remunerarli in virtù del beneficio ambientale che rendono alla collettività; per i cittadini vuol significare garanzia che l'impegno finanziario dell'Unione europea nel settore agricolo sia volto a garantire un'agricoltura competitiva, a favore della produzione di alimenti sani e sicuri e rispettando l’ambiente in cui essi vengono prodotti. In breve la condizionalità è costituita da Atti e Norme:

Atti (CGO):

norme comunitarie, nazionali e regionali , relative alla sanità pubblica, alla salute delle piante e degli animali , all’ambiente e al benessere degli animali

Norme (BCAA): norme finalizzate al mantenimento in buone condizioni agronomiche ed ambientali delle terre agricole.

Staccare l'inserto e compilare le schede


SCHEDA DI VALUTAZIONE AZIENDALE Atti e norme più significative

CONDIZIONALITÀ

Atto A1 Conservazione degli uccelli selvatici Atto A5 Conservazione degli Habitat naturali e della flora e della fauna selvatica Zona di applicazione: aree Sic e Zps Valutazione di incidenza per interventi strutturali a partire dal 1 gennaio 2005 Atto A2 protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento provocato da certe sostanze pericolose Zona di applicazione tutto il territorio provinciale Cisterna del gasolio provvista di tetto e bacino di contenimento Presenza di una struttura, locale o contenitore chiuso e protetto e posto su di una superficie impermeabilizzata per lo stoccaggio di oli, lubrificanti usati, filtri e batterie usate Presenza di contratto con ditta specializzata al ritiro o ricevute del Servizio pubblico di smaltimento rifiuti pericolosi Atto A3 protezione dell’ambiente, in particolare del suolo, nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura Zona di applicazione: tutto il territorio provinciale aziende che utilizzano i fanghi Presenza dell’autorizzazione allo Spandimento rilasciata dalla Provincia Formulario di identificazione dei fanghi Registro di utilizzazione dei fanghi Notifica agli Enti competenti dell’inizio delle operazioni di utilizzazione dei fanghi


Atto A4 Protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole Zona di applicazione: tutto il territorio provinciale. Aziende con allevamento e aziende senza allevamento con più di 6 ha in zona vulnerabile ai nitrati Presenza in azienda della Comunicazione alla Provincia (az con allevamento) Presenza del registro spandimenti aggiornato (az con allevamento e senza allevamento con più di 6 ha) Presenza del Pua se obbligatorio (az con allevamento) Presenza attestato tenuta stagna pozzettoni Presenza contratto di cessione degli effluenti Atto A7 Sanità pubblica, salute, identificazione e registrazione degli animali di specie bovina Zona di applicazione: tutto il territorio provinciale. Aziende agricole con allevamento bovino Presenza in azienda del registro di stalla aggiornato (entro 3 giorni dall’identificazione dell’animale) Obbligo della marcatura dei capi entro 20 giorni dalla nascita Obbligo di identificare il capo (passaporto) entro 7 giorni dalla marcatura. Comunicazioni delle variazioni entro 7 giorni ( entrata/uscita capo) Atto B9 Immissione in commercio dei prodotti fitosanitari Zona di applicazione: tutto il territorio provinciale Presenza del Quaderno di Campagna aggiornato (registrazione entro 30 giorni) Presenza del patentino fitosanitario per l’uso dei prodotti tossici nocivi Presenza di delega scritta se il registro viene compilato da terza persona Presenza di un locale idoneo alla conservazione di prodotti fitosanitari (locale/armadietto) Presenza in azienda della certificazione di taratura degli atomizzatori (misura 214) validità 5 anni per l’attrezzatura aziendale e 2anni in caso di attrezzatura del contoterzista. Atto B11 Sicurezza alimentare Zona di applicazione: tutto il territorio provinciale- aziende con produzione primaria Presenza di spazi ben identificati e separati per sostanze pericolose e alimenti e/o mangimi (locali separati) Presenza del Quaderno di campagna (atto B9) anche per trattamenti alle derrate alimentari in magazzino Presenza di locale idoneo/armadietto chiuso per farmaci veterinari Presenza di locale dedicato allo stoccaggio di mangimi medicati Presenza in azienda del registro dei trattamenti veterinari aggiornato Presenza di certificato di esenzione da brucellosi e tubercolosi Per produttori di latte crudo destinato al caseificio: presenza delle registrazione del latte venduto e della sua prima destinazione (libretto del latte) Per produttori di latte fresco: presenza del manuale aziendale per la rintracciabilità del latte Per produttori di mangimi o alimenti per il bestiame: istanza di registrazione Reg Ce 183/2005


Norma 1 Misure per la protezione del suolo Zona di applicazione: tutto il territorio provinciale Presenza di solchi acquai temporanei su terreni declivi che manifestano fenomeni erosivi in assenza di sistemazioni Divieto di effettuare livellamenti non autorizzati del terreno agricolo Obbligo di manutenzione della rete scolante Norma 2 Mantenimento dei livelli di sostanza organica del suolo Zona di applicazione: tutto il territorio provinciale Divieto di bruciatura delle stoppie e delle paglie sui terreni aziendali a seminativo Divieto di monosuccessione di durata superiore a 5 anni dei cereali depauperanti: grano duro, grano tenero, tritica le, spelta, segale, orzo, avena, farro, mais e sorgo (dal 2008) Norma 3 Mantenimento della struttura del suolo mediante misure adeguate Zona di applicazione: tutto il territorio provinciale Obbligo di eseguire le lavorazioni del terreno in condizioni di umidità appropriate (stato di tempera) evitando il costipamento del terreno Norma 4 Misure per il mantenimento dei terreni e degli habitat Zona di applicazione: tutto il territorio provinciale per aziende con pascolo permanente Divieto di conversione ad altri usi delle superfici a pascolo Divieto di lavorazione del terreno a pascolo permanente (ammesso il rinnovo e infittimento del cotico erboso) Obbligo di un numero di interventi di sfalcio pari ad almeno 1 all’anno in assenza di pascolamento Obbligo di mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio Rispetto del carico massimo non superiore a 4 UBA/ha anno e del carico minimo non inferiore a 0,2 Norma 5.1 Protezione gestione delle risorse idriche Zona di applicazione: tutto il territorio provinciale Presenza in azienda dell’atto di concessione per l’impiego di acque superficiali o profonde (rinnovo concessione pozzo) Presenza dell’autorizzazione al prelievo idrico (rete consortile)


NOVITÀ CONDIZIONALITÀ 2012 Norma 5.2 Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua Zona di applicazione: tutto il territorio provinciale L’obbiettivo principale è la tutela qualitativa e la protezione delle acque sotterranee e superficiali che si trovano all’interno dei terreni agricoli. A partire dal 1 gennaio 2012 il decreto prescrive la presenza di una fascia tampone lungo i corpi idrici superficiali di torrenti fiumi o canali e riguarda tutte le superfici agricole ad esclusione dei terreni coltivati ad oliveti e a pascolo permanente. Per fascia tampone si intende una fascia inerbita spontaneamente o seminata oppure arbustiva od arborea sempre spontanea o impiantata di una larghezza di 5 metri. L’ampiezza della fascia viene misurata prendendo come riferimento il ciglio della sponda e i 5 metri devono considerarsi al netto della superficie eventualmente occupata da strade, eccetto i casi di inerbimento, anche parziali, delle stesse. Si precisa che sono esclusi i seguenti elementi: scoline; fossi collettori e altre strutture idrauliche artificiali prive di acqua propria e destinate alla raccolta e al convogliamento di acque meteoriche; gli adduttori d’acqua per l’irrigazione; i pensili e cioè i corpi idrici in cui la quota del fondo risulta superiore rispetto al campo coltivato e i corpi idrici provvisti di argini rialzati rispetto al campo coltivato.

info Coldiretti Piacenza Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35

Tel. 0523 596511 | Fax 0523 596596 www.piacenza.coldiretti.it piacenza@coldiretti.it


Concessionaria AUTORIVER SPA Via Bottini, 10 - 29121 Piacenza - Tel. 0523.490247 - Fax 0523.490289


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Carpaneto

PParmigiano ar m i g i a n o amico della solidarietà

Carpaneto

“L’unione fa la forza” con questo slogan gli agricoltori di Coldiretti Piacenza hanno voluto aiutare i colleghi delle zone colpite dal sisma attraverso diversi appuntamenti in cui era possibile acquistare il Parmigiano della solidarietà. Piccoli ma numerosi momenti di solidarietà che la Bottega di Campagna Amica ha presentato in questi mesi, con lo spirito di aiutare i colleghi delle zone terremotate che si trovano a fare i conti con le aziende distrutte dal sisma dei mesi scorsi. Nel giro di pochi mesi alla Bottega di Campagna Amica sono stati venduti oltre 100 quintali di parmigiano reggiano, per un valore di 180.000 euro e altri quantitativi significativi sono stati prenotati. Numeri che fanno rabbrividire se sommati alle vendiCarpaneto te organizzate in occasione di numerosi eventi solidali: l’inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso di Piacenza, la Giornata al Parco Provinciale del Monte Moria, la cena medioevale in piazza Borgo a Piacenza, Shopping sotto le stelle e domenica del Parmigiano Amico a Carpaneto, il Mercato di Campagna Amica a Bobbio, le iniziative serali di Bettola e Ponte dell’Olio, il mercato di Castel San Giovanni e Pianello. Iniziative in cui, sotto ai colori gialli di Coldiretti tutti i partecipanti hanno avuto la possibilità di acquistare 110 golfisti hanno caratterizzato il quarto trofeo il Parmigiano Reggiano proveniente dalle zone colpite dal sisma. Le scosse oltre a provocare danni materiali a stalle, fienili, serre e cascine hanno di golf che si è tenuto al Croara Country Club anche interrotto bruscamente i normali canali commerciali aggravando il bilancio dei danni nelle campagne. Gli agricoltori pero’ hanno tanta voglia di ricominciare, quella voglia che li contraddistingue, per loro che l’agricoltura Bobbio non rappresenta solo un lavoro ma una vera passione con l’onore di appartenere a questa categoria. “È per questo motivo che abbiamo ritenuto importante essere presenti per arrivare direttamente nel cuore dei piacentini che da subito hanno mostrato il loro altruismo”, ha sottolineato il direttore della Bottega di Campagna Amica Camillo Tiramani. “Diversi appuntamenti in cui Coldiretti ha voluto essere presente, con i propri colori la propria presenza, ha concluso il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, per proseguire quella sinergia con i cittadini consumatori che ormai da diversi anni caratterizza la strategia della nostra Organizzazione”.

Bobbio


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settembre 2012

iniziative Coldiretti

Pane Piacentino protagonista alla festa della mietitura Ancora un palcoscenico importante per il Pane di San Protaso Piacentino, nato pochi mesi fa e già “famoso” Quattro giornate interamente dedicate ad uno dei mestieri più antichi della nostra provincia per produrre l’alimento base della dieta mediterranea: il pane. A San Protaso, durante la Festa della Mietitura non è stato protagonista “semplicemente” il pane, bensì il Pane Piacentino, ossia realizzato con grano locale, raccolto dal Consorzio Agrario provinciale, macinato dal Mulino Dallagiovanna e prodotto grazie alla professionalità dell’Associazione Panificatori. “Abbiamo deciso di dare un ulteriore valore aggiunto alla già rinomata Festa di San Protaso introducendo il Pane Piacentino. In ogni momento del nostro evento, sottolinea Lodovico Villa, Presidente dell’Associazione San Purtès, è stato presente il Mastro Fornaio Ernesto della panetteria Il Vecchio Forno di Fiorenzuola che “in diretta” ha preparato il Pane Piacentino. Quindi tutte le persone che partecipanti alle serate non hanno solo avuto la possibilità di gustare, ma anche acquistare il pane a chilometri zero”. “Proprio per legare sempre di più l’agricoltura con l’arte bianca e il prodotto simbolo della dieta mediterranea, commenta il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, durante l’inaugurazione della fiera, dopo aver fatto colazione con pane piacentino, latte e ciambelle, si è tornato indietro nel tempo; in una vecchia corte rurale, con le rasdore che preparavano la pasta e facevano il bucato nell’aia, accompagnati dai canti

popolari, gli uomini mietevano il grano, preparando i covoni e procedendo alla trebbiatura”. “Sì, proprio questa è la storia del nostro grano, che oggi grazie all’innovazione e alla tecnologia, prosegue Bisi, viene raccolto in poche ore, alcune decine di anni fa rappresentava un momento di incontro e di festa per tutto il vicinato”. “È stato fondamentale presentare il Pane Piacentino in questo contesto, conclude il Presidente di Coldiretti Piacenza, perché la storia e le tradizioni rappresentano sempre la base su cui costruire il futuro e migliorare le produzioni. Un legame che vogliamo esprimere anche attraverso l’alimento più antico, il segno dell’amicizia, della comunione e del legame.


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etichettopoli.com

a cura di Attilio Barbieri

I furbi del finto olio extravergine rischiano grosso: gli assaggiatori li scopriranno Nel Decreto Sviluppo, appena approvato dal Senato c'è un po' di tutto, incluse alcune norme a difesa dei prodotti a Denominazione d'origine protetta (Dop), Indicazione geografica protetta (Igp) e Specialità tradizionale garantita (Stg). In particolare l'articolo 59 Bis (come tutti i decreti omnibus i commi si sprecano) prevede l'introduzione di un metodo di etichettatura anticontraffazione con un sistema di sicurezza. Una tecnologia sviluppata dalla Zecca dello Stato che ho visto al Vinitaly 2011. Sicuramente una buona notizia. Mi dispiace registrare il commento di Confagricoltura, che in una nota diffusa attraverso il proprio portale web scrive: «È opportuno migliorare i dispositivi di sicurezza ed i controlli ma non si possono aggravare le imprese di nuovi costi e burocrazia aggiuntiva». Sarà... Ma vista l'incidenza del falso made in Italy con sequestri quasi giornalieri da parte dei Carabinieri e della Forestale, il danno alle nostre filiere produttive è immensamente maggiore rispetto ai costi dell'etichettatura di sicurezza. Sempre nel provvedimento presentato dal ministro Corrado Passera e precisamente all'articolo 43 (ecco il link per consultare il documento approvato venerdì 3 agosto dal Senato) sono state opportunamente inserite norme più stringenti sulla verifica e sui controlli per gli oli extravergini d'oliva. In sostanza ora i corpi di Polizia potranno disporre controlli di laboratorio per

accertare la concentrazione di metil esteri ed etil esteri degli acidi grassi. Oltre una certa soglia, 30 milligrammi per chilo, c'è il ragionevole sospetto che si tratti di oli di dubbia provenienza, manipolati o addirittura deodorati. I furbacchioni che acquistano miscele scadentissime in Nord Africa, le sdoganano in un Paese della Ue e le etichettano come «comunitarie» sono avvertiti: molto facilmente verranno scoperti. I tribunali, poi, potranno valersi di assaggiatori professionisti per fare un'ulteriore verifica sugli oli extravergini oltre ai test di laboratorio. Vale la pena di ricordare che una partita di finto olio italiano - erano alcune migliaia di ettolitri - è stata scoperta proprio dai palati fini cui si sono rivolti i Carabinieri del Nucleo antifrodi. Mi parlò della vicenda il capitano Marco Uguzzoni: evidentemente quell'episodio è stato tenuto nella giusta considerazione anche dai legislatori. Con le novità introdotte il mercato del cibo non diventerà di colpo più trasparente in tutte le merceologie. I furbi dell'olio, però, avranno vita più difficile. Non escludo per i prossimi mesi sequestri clamorosi.


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Coldiretti e strutture economiche in sinergia

L’irrigazione in Val d’Arda e nel Basso piacentino L’irrigazione della Val d’Arda interessa un territorio esteso per circa 14.000 ettari. La Diga di Mignano sbarra il torrente Arda e forma un invaso artificiale di circa 11 milioni di mc d’acqua che viene utilizzata per l’irrigazione, per l’acquedottistica di 7 comuni di vallata, nonché per la produzione di energia elettrica. L’acqua rilasciata dalla Diga confluisce alla traversa di Castell’Arquato per essere distribuita nel comprensorio irriguo. L’acqua del fiume Po viene usata per l’irrigazione del Basso piacentino tramite l’impianto di sollevamento Scazzola, con una portata di 5 mc/sec, e in seguito distribuita da altre stazioni di rilancio per irrigare le zone agricole di Caorso, Monticelli d’Ongina, Castelvetro, San Pietro in Cerro e Cortemaggiore.

Diga di Mignano

Traversa di Castell’Arquato

Rio Sforzesco

Impianto di Scazzola

Stazione Babina

Strada Val Nure, 3 - Piacenza - 0523 464811 info@cbpiacenza.it - www.cbpiacenza.it siamo anche su


Il caldo stressa anche gli animali

I

l periodo estivo è caratterizzato nelle lattifere da una condizione di stress che implica notevoli cali nella quantità e nella qualità del latte prodotto. Le vacche da latte sono infatti capaci di adattarsi ad un' ampia varietà di condizioni ambientali, ma ovviamente le migliori produzioni quali/quantitative si ottengono solo nella zona di neutralità termica, cioè in quell’ intervallo di temperatura all' interno del quale la produzione di calore da parte dell' animale è minima, massimizzando cosi la quota di energia destinata alla produzione. Questa zona di neutralità varia da 0°C a 24°C per gli animali in asciutta e da -5°C a 21°C per le bovine in lattazione; la temperatura ideale è compresa tra i 22 e i 24 gradi e non appena si innalza al di sopra di 26,7°C la vacca tende a diminuire l' assunzione di alimenti e le cose si complicano ulteriormente se a tale temperatura si associa un' elevata umidità dell' aria in quanto la bovina può disperdere calorie tramite sudorazione in modo molto limitato rispetto all' uomo. Per liberarsi dall' eccesso di calorie, la prima risposta dell' animale è aumentare gli atti respiratori - il che comporta un aumento dei fabbisogni di mantenimento – ed ingerire meno sostanza secca, cosa che sfocia in un calo della produzione lattea, in un peggioramento delle caratteristiche del prodotto (diminuzione del tenore proteico ) e in alterazioni della capacità riproduttiva (il caldo modifica le concentrazioni ormonali ) . Stress da caldo anche per le mucche quindi durante questa torrida estate 2012 che hanno prodotto in media dal 10 al 20 per cento di latte in meno con punte che arrivano anche al 50 per cento nei giorni più roventi. In molte stalle sono scattate in soccorso contromisure attraverso l' accensione di ventilatori e doccette refrigeranti, l' utilizzo di integratori specifici e, in alcuni casi limite, all' utilizzo di autobotti a causa della grande siccità di fiumi e laghi. Al calo delle produzioni di latte si aggiunge dunque anche un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere all' assedio del caldo. Tutto questo senza dimenticare che le alte temperature creano problemi sia per la riuscita della gravidanza che per i parti, oltre a un aumento di disturbi come insufficienze cardiache e respiratorie, che possono poi portare alla morte dell' animale arrecando un ulteriore danno economico.

Notizie tecniche Rilevazione prezzi del latte e prodotti caseari - fonte Camera di Commercio di Lodi Periodo 16 - 31 luglio 2012 LATTE SPOT Latte nazionale crudo

Euro/1000Kg min

max

media

357,00

370,00

363,50

max

media

Grana padano (scelta 01) 8,1 stagionatura 15 mesi e oltre

9

8,55

Grana padano (scelta 01) stagionatura 9 mesi e oltre

7,2

7,1

Franco arrivo in latteria pagamento 60 giorni IVA esclusa PRODOTTI LATTIERO CASEARI Formaggi - Da produttore a grossista franco caseificio - per forme intere MERCE NUDA - IVA esclusa

Euro/Kg min

7

Per approfondimenti e ulteriori informazioni sul sistema lattiero–caseario l'ufficio Apl è a completa disposizione. ASSOCIAZIONE PIACENTINA LATTE Via Colombo 35 – 29122 Piacenza Tel. 0523/578489 Fax. 0523/607375 e-mail: asspiacentinalatte@gmail.com Orari d’ufficio: lun. - giov. 8.30 - 13.00 e 14.00 - 17.30 ven. 8.30 - 13.00 e 14.00 - 16.30


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la a Voce Voce di di UNI UNI Cattolica Cattolica

Passaporti per il futuro Sostenere i talenti e gli studenti più motivati, favorendone il loro sviluppo formativo: questo l’obiettivo delle 15 borse di studio “Philip Morris Italia s.r.l. – Coldiretti” riservate a studenti meritevoli che si iscriveranno ai corsi di laurea della Facoltà di Agraria - sede di Piacenza e Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. In particolare 9 borse di studio del valore di Euro 2.500 ciascuna sono riservate a studenti che si iscriveranno ai corsi di laurea triennale in “Scienze e Tecnologie agrarie” e “Scienze e Tecnologie alimentari”. Per i nuovi iscritti alle lauree magistrali in “Scienze e Tecnologie

agrarie”, “Scienze e Tecnologie alimentari” ed “Economia e gestione del sistema agro-alimentare - Agricultural and food economics” (il corso è tenuto in lingua inglese), sono previste 6 borse di studio annuali del valore di Euro 3.500 ciascuna.. Per informazioni: uff.direzione-pc@unicatt.it

Celebrazione dedicata alle vittime del lavoro agricolo g

Saliceto di Cadeo: 7 ottobre 2012 Anche quest’anno nella chiesa parrocchiale di Saliceto di Cadeo sarà celebrata una S.Messa in onore di S.Isidoro, patrono degli agricoltori e titolare del Sacrario annesso alla chiesa, in cui sono commemorate le vittime del lavoro agricolo. È fondamentale ricordare in un momento solenne tutti gli agricolto-

ri deceduti mentre lavoravano nei campi e nelle stalle. La Santa Messa sarà celebrata dal consigliere ecclesiastico di Coldiretti don Stefano Segalini alle ore 16.00. Si invitano le Autorità, le Associazioni, i cittadini e tutti i nostri Associati, a partecipare numerosi alla celebrazione di suffragio


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all'Italia la prossima edizione del “Congresso Mondiale del Pomodoro” nel 2014 Si è chiuso a Pechino il decimo Congresso Mondiale del Pomodoro da Industria. Appuntamento che raccoglie a livello globale tutti gli operatori agronomici, le aziende di trasformazione e le multinazionali del settore.

L’Italia ha visto impegnati nei lavori diversi esponenti del settore, tra cui Costantino Vaia, Direttore Generale del Consorzio Casalasco del Pomodoro. A lui, in qualità di Presidente di AMITOM (organizzazione internazionale delle industrie e cooperative di trasformazione di pomodoro del bacino Mediterraneo), l’onore di annunciare l’avvenuta assegnazione all’Italia del patrocinio della prossima manifestazione nel Giugno 2014.


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Unione Europea

apicoltura

Pubblicato un Regolamento sull’applicazione dei pagamenti diretti (PAC) agli agricoltori per il 2013

Reg. (CE) 1234/2007. Miglioramento produzione commercializzazione prodotti apicoltura e delibera assembleare n. 13/20120

Si tratta di un regolamento transitorio (671/2012) che modifica il regolamento 73/2009 in ordine all’applicazione dei pagamenti diretti per il 2013. In vista dell’applicazione dei nuovi regimi di sostegno per gli agricoltori previsti dalla PAC dal 1° gennaio 2014. Il regolamento si concentra in particolare su due aspetti: la modulazione ex reg. 73/2009 e la modulazione volontaria ex reg. 378/2007. Come già anticipato, si tratta di un regolamento transitorio in vista dell’applicazione dei nuovi regimi di sostegno per gli agricoltori previsti dalla Pac post 2013, il regolamento si concentra in particolare su due aspetti: 1. la modulazione ex reg. 73/2009; 2. modulazione volontaria ex reg. 378/2007. La prima, che comprende un’esenzione dei pagamenti diretti fino a un importo di 5000 Euro, è applicabile fino all’anno civile 2012. Il regolamento attuale crea pertanto un meccanismo di aggiustamento per il 2013 simile a quello della modulazione e dei massimali netti, così da mantenere per il 2013 l’importo dei pagamenti diretti a un livello paragonabile a quello del 2012. Secondo il reg. 378/2007, gli Stati membri potevano poi applicare la modulazione volontaria a tutti gli importi dei pagamenti diretti da erogare nei loro territori fino al 2012. Per mantenere dunque l’importo dei pagamenti diretti per le domande presentate nel 2013 a un livello analogo a quello del 2012, gli Stati membri che hanno fatto ricorso alla modulazione volontaria per il 2012 continueranno ad avere la possibilità di ridurre i pagamenti diretti per il 2013 e di utilizzare i fondi residui per finanziare i Psr. Inoltre, per quegli Stati che hanno applicato tassi di modulazione volontaria differenziati su base regionale per il 2012, tale possibilità rimane anche per il 2013.

Con Deliberazione di Giunta regionale n. 1055/2012 è stato approvato il bando definitivo di applicazione del Regolamento in oggetto per l'ultima annualità stralcio 2012/2013 del Programma regionale triennale, per un ammontare di risorse finanziarie complessive pari a Euro 532.559,00 (pertanto, rispetto agli anni precedenti, non si procederà con un pre-bando). L'atto, pubblicato sul B.U.R. della RER del 16 agosto, stabilisce che le domande di finanziamento possano essere presentate agli Enti territorialmente competenti (delegate da AGREA) dalla data di pubblicazione sul BUR e fino al 9 novembre 2012, con le modalità informatiche (SOP) stabilite da AGREA, che verranno rese note dalla medesima Agenzia anche sul proprio sito http://agrea.regione.emilia-romagna.it/agrea/cosafacciamo/doc_miele.htm#TOP

Tra le note di rilievo, si segnala che:

♦ al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse finanziarie a disposizione del presente avviso, garantire potenzialmente un maggior soddisfacimento delle richieste e favorire la messa in produzione delle arnie finanziate (“da arnia ad alveare”) è ammesso l’acquisto di arnie per un numero non inferiore a 15 e non superiore a 100, fermo restando che è ammissibile l’acquisto di un numero massimo di arnie pari al numero di alveari censiti risultanti al momento della presentazione della domanda ed in regola con la denuncia degli alveari prevista dal Decreto del Presidente della Giunta Regionale 27 giugno 1986, n. 394. Qualora la richiesta e il censito siano superiori a 100, la spesa ammissibile verrà comunque calcolata sul numero di 100. I suddetti limiti valgono per l’Azione B e per l’Azione C considerate congiuntamente, cioè per il totale delle arnie antivarroa e/o nomadismo complessivamente richieste, secondo le indicazioni di riparametrazione tra le Azioni fornite dal diretto interessato. La mancata messa in produzione delle arnie finanziate, entro la fine della stagione produttiva dell’annualità di riferimento, determina la revoca del contributo concesso ad


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esse relativo; ♦ per l’acquisto di muletto elevatore o similari motorizzati o non, gru, rimorchio, o autocarro, utili per la movimentazione delle arnie (sottoazioni c.2.2 e c.2.3), per ottenere il contributo sarà necessario, da parte del richiedente, dimostrare il possesso di un numero minimo di alveari censiti pari a 100 (compresi eventualmente gli alveari riferiti alle arnie richieste e finanziate con la domanda di contributo, purché le medesime siano messe in produzione entro la fine della stagione produttiva dell’annualità di riferimento, pena la revoca del contributo; ♦ per quanto riguarda le forme associate: »le azioni previste nell’ambito dei programmi di assistenza tecnica, lotta alla varroasi e di razionalizzazione della transumanza potranno essere realizzate anche a favore di soci che, pur non avendo sede legale in Emilia-Romagna, siano titolari nel territorio regionale di postazioni stanziali di apiari, debitamente censite; »relativamente alle azioni a sostegno dei laboratori di analisi del miele, considerata l’importanza di salvaguardare la salute del consumatore in relazione alla qualità e alla salubrità del prodotto immesso sul mercato, potranno essere ammesse a contributo anche le spese per le analisi chimico-fisiche, melissopalinologiche e residuali del miele ad esse conferito da soci non aventi sede legale in Emilia-Romagna o postazioni stanziali di apiari nel territorio regionale; ♦ per l’effettuazione delle analisi qualitative del miele, da parte delle forme associate, è ammesso il ricorso esclusivo o a laboratori interni o a laboratori esterni. Nel caso in cui una forma associata esegua le analisi nel proprio laboratorio interno, le spese ritenute ammissibili potranno riguardare spese vive per l’acquisto di materiale di consumo, e spese generali documentate, così come stabilito dall’Avviso pubblico; ♦ le spese generali previste dai programmi di attività svolti dall’Osservatorio Nazionale Miele e dal CRA- API saranno ammissibili fino ad un massimo del 2% e dovranno essere opportunamente documentate; ♦ relativamente all’acquisizione di servizi o attrezzature dovrà essere prodotto il quadro di raffronto di almeno 2 preventivi o dichiarazione del legale rappresentante nella quale si attesti l’impossibilità di individuare altri soggetti concorrenti; tali documenti dovranno essere conservati ed allegati all'interno di ciascun fascicolo del beneficiario; ♦ fermo restando il termine ultimo del 31 agosto 2013 per l’ultimazione degli interventi, il pagamento dei relativi titoli di spesa potrà essere effettuato anche dopo il suddetto termine,

tecnico

purché in tempo utile affinché le Amministrazioni ♦ competenti possano predisporre gli atti di approvazione dell’elenco di liquidazione e di autorizzazione al pagamento ai fini dell’erogazione, da parte di AGREA, del finanziamento comunitario e nazionale entro il termine di legge del 15 ottobre 2013 e pertanto nel rispetto delle tempistiche stabilite da AGREA stessa; ♦ in corso di istruttoria sia a preventivo che a consuntivo, le Amministrazioni competenti dovranno prestare particolare attenzione alla presenza di eventuali documenti che sono in possesso della pubblica amministrazione e che non potranno più essere richiesti al cittadino, così come previsto dal DPR n 445/2000 e s.m.i. Per quanto non richiamato nella presente sintesi, si rimanda al testo dell’Avviso pubblico.

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tecnico

limantria i lepidotteri che stanno distruggendo le nostre querce La Limantria dispari (Lymantria Dispar L.) è un lepidottero che sta infestando le querce dell’Appennino piacentino e parmense. Le sue Larve nascono alla ripresa vegetativa. Durante le prime fasi rimangono riparate negli spazi della corteccia e, calandosi al suolo con un filo di seta, sono trasportate in lontananza dal vento grazie alle loro speciali setole aerostatiche che aumentano la superficie a contatto con l’aria.

cillus thuringiensis ssp. Aizawai. Irrorare il prodotto in modo uniforme su tutta la vegetazione. Se necessario ripetere il trattamento dopo 8-10 giorni. Il prodotto microbiologico è innocuo nei confronti dell’uomo, dei vertebrati e degli insetti utili in genere.

Descrizione La Larva è di colore bruno screziato di grigio e giallo ed è leggermente urticante, ha un aspetto “peloso”. Lo sviluppo larvale dura circa tre mesi e raggiungono la maturità dalla fine di giugno in poi. Gli adulti compaiono a metà luglio e, dopo l’accoppiamento, depongono ovature contenenti fino a 500 uova. Queste ovature si possono trovare anche su pietre, muri, cartoni…

Specie colpite Limantria colpisce prevalentemente la Roverella (Quercus pubescens) ma attacca anche le altre specie di Quercus e altre piante forestali (carpino, acero, faggio, castagno…), in caso di popolazioni numerose può attaccare anche le conifere.

Interventi agronomici: - Nel periodo invernale, asportare e distruggere le vistose ovature dell’insetto (di colore giallo-fulvo) deposte alla base delle piante

Interventi con preparati microbiologici: A partire dalla comparsa delle giovani larve (maggio) effettuare 1-2 trattamenti con Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki oppure con Ba-

Per qualsiasi chiarimento rivolgersi a: Consorzio Fitosanitario Provinciale di Piacenza Via colombo, 35 – 29122 Piacenza tel 0523571245 – fax 0523579532 info@fitosanitario.pc.it – www.fitosanitario.pc.it


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carburante agricolo agevolato Riassegnazione di carburante agricolo agevolato causa siccità (scadenza domande 31 ottobre 2012) La Giunta della Regione Emilia Romagna a seguito della situazione siccitosa verificatasi nella campagna agricola 2012, ha approvato la delibera con la quale ha predisposto un supplemento di assegnazione di carburante agricolo e le relative modalità di reintegro. Pertanto con questa delibera sarà possibile integrare le assegnazioni di prodotti petroliferi, presentate entro il 30/06/2012, nelle quali sono stati dichiarati fabbisogni per irrigazione, al momento della richiesta di assegnazione originaria. Le domande per tale supplemento, pari al 100% dei valori per irrigazione precedentemente assegnati, devono essere presentate entro il 31 Ottobre 2011 e devono essere correlate da copia del libretto di controllo con l’assegnazione originaria, dove si evince la prima assegnazione per irrigazione e il ritiro dal distributore (scarico) entro il 31 ottobre 2012 di tutto il carburante precedentemente assegnato, e da una dichiarazione sostitutiva di certificazione dove vengono dichiarate le condizioni per il suddetto supplemento. Tale riassegnazione è stata fortemente richiesta e voluta in anticipo da COLDIRETTI , rispetto agli altri anni siccitosi, che con diverse segnalazioni alla Regione ha rimarcato l’urgenza di tale delibera, considerando le particolari condizioni climatiche e meteorologiche, la scarsissima piovosità e le alte temperature estive che hanno determinato la necessità di aumentare i turni di irrigazione normalmente praticati. Condizione questa che ha costretto le aziende agricole ad utilizzare i quantitativi di prodotti petroliferi precedentemente richiesti per irrigazioni supplementari, trovandosi pertanto in gravi difficoltà per la normale prosecuzione delle operazioni colturali estivo-autunnali. I nostri Uffici Zona sono a disposizione per ulteriori chiarimenti e per l’inoltro delle relative pratiche di riassegnazione.

Fasce tampone AVVISO IMPORTANTE Caro socio ti ricordo che a partire dal 1 gennaio Con 2012 Deliberazione di Giunta regionale 1055/2012 di è stato è obbligatoria lan.presenza approvato il bando definitivo di applicazione del Regolamento in una fascia tampone lungo i corpi pi oggetto per l'ultima annualità stralcio 2012/2013 del Programidrici superfi ciali di torrenti i fiumi io ma regionale triennale, per un ammontare di risorse finanziarie complessive Euro 532.559,00 (pertanto, rispetto fi agli canaliparie ariguarda tutte superfi le su ccianni precedenti, non si procederà con un pre-bando). agricole ad esclusione dei terreni ne de rreni L'atto, pubblicato sul B.U.R. della RER del 16 agosto, stabilisce olivetiipossano e a pascolo lo che coltivati le domande di ad finanziamento essereopresentate agli Enti permanente. territorialmente competenti (delegate da AGREA) dalla data

di pubblicazione sul BUR e fino al 9 novembre 2012, con le modalità informatiche (SOP) stabilite da AGREA, che verranno rese note dalla medesima Agenzia anche sul proprio sito http://agrea.regione.emilia-romagna.it/agrea/cosafacQUINDI: ciamo/doc_miele.htm#TOP

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Tra obbligo le note odi rilievo, si segnala che:

♦ al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse finanziarie a disposizione del ma presente garantire potenzialmente • prima di avviso, procedere alle prossime le prossi prossim ros unmmaggior e soddisfacimento delle richieste e favorire la messa in produsemine faifinanziate attenzione a lasciare inearnie asciarè ammesso zione delle (“da arnia ad alveare”) l’acquisto di arniedella per unfascia numero non inferiore a dove 15ov e non i5m metri tampone mpone ve superiore a 100, fermo restando che è ammissibile l’acquisto dine un numero massimo di arnie pari al numero di alveari cenricorre l’obbligo ri siti risultanti al momento della presentazione della domanda fascia eesseredal Decreed•inlaregola con latampone denuncia deglideve alveari prevista toinerbita del Presidente della Giunta Regionale 27 spontaneamente ogiugno 1986, n. ne 394. Qualora la richiesta e il censito siano superiori a 100, la spesa verrà comunque calcolataod sul arborea numero di seminata arbustiva emammissibileoppure 100. I suddetti limiti valgono per l’Azione B e per l’Azione C spontanea pontanea o impiantata. considerate congiuntamente, cioè per il totale delle arnie antivarroa e/o nomadismo complessivamente richieste, secondo le indicazioni di riparametrazione tra le Azioni fornite dal diretto interessato. La mancata messa in produzione delle arnie finanziate, entro la fine della stagione produttiva dell’annualità di riferimento, determina la revoca del contributo concesso ad


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tecnico

Sicurezza sul lavoro Deposito di prodotti fitosanitari

Come già comunicato nei numeri precedenti, l’ASL locale ha avviato in questi giorni dei controlli preventivi nelle aziende agricole, per verificare il rispetto degli obblighi previsti dalla legge in materia di sicurezza sul lavoro. Detti controlli (circa un centinaio nel corso del 2012) vertono in particolare sulla messa a norma delle trattrici (arco di protezione e cinture di sicurezza) , dei carri miscelatoridesilatori , (come già comunicato nel numero precedente) e sul deposito di prodotti fitosanitari e antiparassitari custoditi in azienda.

Caratteristiche del deposito per fitosanitari

♦ Locale ad uso esclusivo (stanza ricavata appositamente) Dotato di finestre o griglie per l’areazione, provvisto di robusta chiusura a chiave (custodita dal titolare o incaricato) ♦ Spazio ricavato in altri locali dotato di apposita recinzione che ne impedisce l’accesso, dotato di apposito apertura chiusa a chiave. In caso di consumi limitati i prodotti fitosanitari possono essere custoditi anche all’interno di appositi armadi o vetrine chiusi a chiave mediante chiusura a serratura o a lucchetto.

ATTENZIONE

prodotti fitosanitari (bilance, misurini ecc.) devono essere mantenute in stato di scrupolosa pulizia ♦ I contenitori vuoti di prodotti fitosanitari non devono essere abbandonati. Vanno conservati in luoghi idonei e sicuri ed essere poi smaltiti secondo le leggi vigenti. Resta inteso che l’azienda con dipendenti ha l’obbligo della valutazione di tutti i rischi, nomina delle figure aziendali per la sicurezza (RSPP, Respons. Antincendio e Primo Soccorso, Medico Competente, RLS e rispettivi corsi), formazione e informazione ai lavoratori etc. Per ulteriori chiarimenti o per chiedere assistenza, recati presso uno dei nostri Uffici Zona.

SARTORI ROTTAMI

Nel locale deposito non si devono custodire generi alimentari, mangimi, attrezzi, sementi, lubrificanti, attrezzi agricoli.

Commercio metalli ferrosi e non ferrosi

Inoltre:

Smaltimento batterie al piombo Recupero rottami Servizio container

♦ i locali devono essere provvisti di ripiani sui quali depositare i prodotti. ♦ Deve essere presente materiale inerte da usare in caso di sversamento (sabbia, segatura) ♦ Deve essere presente apposita segnaletica (simbolo col teschio e scritta veleno, divieto di fumo, vietato l’accesso ai non autorizzati, obbligo di indossare i DPI. ♦ I prodotti devono essere provvisti di scheda di sicurezza ♦ In prossimità del locale deposito devono essere presenti estintori portatili da utilizzarsi in caso di incendio. ♦ Gli estintori devono essere sottoposti a verifica semestrale da parte di persona esperta. ♦ La miscelazione dei fitosanitari deve avvenire in modo adeguato ed usando mezzi idonei di protezione ♦ Tutte le attrezzature utilizzate per la preparazione delle miscele di

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Via libera ai contratti di apprendistato in agricoltura

Contratti estesi anche al settore agricolo grazie alla firma dell’accordo nazionale

lavoro Finalmente anche nel settore agricolo, dopo l’entrata in vigore del testo unico in materia e la conclusione del regime transitorio, potranno essere stipulati contratti di apprendistato. Lo segnala la Coldiretti che ha sottoscritto l’accordo nazionale che regolamenta i contratti di apprendistato in agricoltura tanto per gli operai quanto per gli impiegati agricoli. Con l’intesa siglata che prevede la stipula di contratti di durata

massima di 36 mesi si contribuisce alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro e, attraverso la formazione, si consente la crescita professionale dei lavoratori sui quali l’impresa intende investire nel prossimo futuro. Particolare soddisfazione viene espressa dalla Coldiretti, oltre che per il raggiungimento dell’accordo stesso, anche per la possibilità di stipulare contratti di apprendistato a tempo determinato.

Il caso è chiuso, anch convinto tutti

Sui voucher agricoli alla fine mendamento. In pratica le a possono pagare con i vouch elenchi l’anno precedente all’ settemila euro l’uso è limitato i 25 anni. Soddisfatti i sind versione del provvedimento rischi di una destrutturazion avviso Coldiretti che ha riten to. L’organizzazione, che nei anche studenti, pensionati e ha avuto parole particolarm Elsa Fornero. “Se un gior le imprese agricole degne Sergio Marini- gli spieghere perché la nuova formulazion rappresentanze delle impres tavolo di confronto durante sul lavoro”. Il quadro normati a quando non sarà approvat decreto sul valore.


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immigrazione:

promesso non ha nto l’accordo su una modifica dell’efatturato inferiore a settemila euro nsionati, casalinghe non iscritte negli imprese con giro d’affari superiore a studenti in regola con gli studi sotto ano duramente contestate la prima mpliava l’uso dei ticket denunciando i del lavoro in agricoltura. Di tutt’altro te la riformulazione dell’emendamena portato in piazza con gli agricoltori in questi anni hanno fruito dei ticket, ei confronti del ministro del Lavoro, del Lavoro Elsa Fornero considererà azione- ha sottolineato il presidente come funziona il lavoro nei campi e la riteniamo molto insufficiente. Le state le uniche a essere escluse dal ne del disegno di legge sulla riforma e modifiche si divide in 2 fasi: 1) Fino Dopo l’approvazione della legge e del

settembre 2012

fiscale paghe

dal 15 settembre si apre la procedura che consente ai datori di lavoro di regolarizzare i lavoratori extraUE senza permesso di soggiorno

Dal 15 settembre al 15 ottobre 2012 sarà possibile regolarizzare, attraverso una dichiarazione di emersione, cittadini extraUE privi del permesso di soggiorno e che siano occupati, irregolarmente ed a tempo pieno, presso datori di lavoro da almeno 3 mesi. Questo è ciò che dice l'articolo 5 del Decreto Legislativo n. 109/2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 2012. La dichiarazione di regolarizzazione dovrà essere presentata con le modalità stabilite da un decreto interministeriale da adottarsi entro il 29 agosto 2012. Non ci sarà un click day né è previsto un tetto numerico, ma un percorso a più fasi: il versamento di un contributo all’Inps, una finestra di 30 giorni per la presentazione della domanda e - se tutto è a posto - la convocazione presso lo Sportello unico per l’ immigrazione per la firma del contratto di lavoro ed il versamento di tasse e contributi. Il conto per regolarizzare il lavoratore sarà per il datore di lavoro molto oneroso oltre 4 mila euro per una colf e 13 mila euro per un bracciante con il rischio tra l’altro di non vedersi rimborsare il contributo una tantum se la pratica non ha esito positivo.

I requisiti per la sanatoria:

datore di lavoro italiano, comunitario o extracomunitario titolare di carta di soggiorno

♦ lavoratori: » cittadini extraUE occupati da almeno 3 mesi di lavoro antecedenti il 9 agosto 2012 » cittadini extraUE presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011 ♦ rapporti ancora in essere ♦ presenza sul territorio nazionale dal 31 dicembre 2011 (attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici) ♦ procedura: ♦ presso lo sportello unico per l'immigrazione ♦ pagamento di un contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore ♦ regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno 6 mesi

Esclusi:

- rapporti di lavoro parziale (part-time), ad esclusione dei rapporti di lavoro domestici; - datori di lavoro che risultino condannati negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per: a) favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e dell'immigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite; b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell'articolo 603-bis del codice penale; c) reati previsti dall'articolo 22, comma 12, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni ed integrazioni. - datore di lavoro che, a seguito dell'espletamento di procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro subordinato ovvero di procedure di emersione dal lavoro irregolare non ha provveduto alla sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo sportello unico ovvero alla successiva assunzione del lavoratore straniero, salvo cause di forza maggiore comunque non imputabili al datore di lavoro. Rivolgersi all’Ufficio Paghe provinciale o alle Unità operative locali Coldiretti per tutte le informazioni necessarie e per la compilazione e l’invio delle domande.


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la riforma del mercato del lavoro È stata pubblicata la legge 28 giugno 2012, n.92 di riforma del mercato del lavoro riguardante le seguenti tematiche: regolamentazione delle tipologie contrattuali atipiche; la flessibilità in entrata, i licenziamenti individuali e collettivi, dimissioni,lavoro occasionale accessorio, gli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro. La legge è in vigore dal 18 luglio 2012 fatte salve le diverse decorrenze indicate dalla legge stessa.

convalida dimissioni

La risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice o dal lavoratore è sospensivamente condizionata alla convalida effettuata presso la Direzione territoriale del lavoro o il Centro per l’Impiego territorialmente competenti oppure, in alternativa, alla sottoscrizione di apposita dichiarazione della lavoratrice apposta in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro Unificato lav. Entro 30 gg. dalle dimissioni il datore di lavoro deve invitare il lavoratore a convalidare.

premi di produttività - detassazione 2012 Il governo con il DPCM del 23 marzo 2012 ha fissato i requisiti anno 2012 per l’applicazione della detassazione del 10% sugli emolumenti legati alla produttività, erogati o da erogare nel 2012 e previsti dalla contrattazione: ♦ a 2.500 euro il limite, riferito agli emolumenti legati alla produttività, lavoro straordinario, supplementare ♦ ha individuato in 30.000 euro il limite soggettivo di reddito di lavoro dipendente che il lavoratore deve possedere, con riferimento all’anno 2011, per risultare destinatario dell’agevolazione fiscale. Detto limite, come per lo scorso anno, deve essere preso al lordo delle somme assoggettate, nel medesimo anno 2011, all’imposta sostitutiva.

assunzione minori - obblighi del datore di lavoro Gli obblighi del datore di lavoro per l’assunzione del minore: ♦ l’età minima per l’ammissione al lavoro è sottoposta a un duplice requisito: 16 anni compiuti e istruzione obbligatoria per almeno 10 anni ; se manca uno di essi non può, legittimamente, essere instaurato un contratto di lavoro; ♦ per tutti i minori è obbligatoria la visita medica preventiva e periodica. La visita al minore potrà essere effettuata: ♦ sia dal medico della struttura ospedaliera pubblica ovvero dell’Azienda Sanitaria Locale; ♦ sia dal medico di base convenzionato. ♦ Il medico competente ♦ potrà rilasciare la certificazione di idoneità di svolgimento anche di determinate attività, in alternativa al medico del Servizio Sanitario Nazionale; ♦ ancorché operante in regime di convenzione. Le Sanzioni: la violazione della normativa in materia di tutela del lavoro minorile comporta a carico del datore di lavoro l’applicazione di un sistema sanzionatorio molto pesante con sanzioni amministrative da Euro 516 a Euro 2.582 ma soprattutto penali (arresto fino a 6 mesi o ammenda fino a Euro 5.164).

responsabilità del datore di lavoro nella verifica del permesso di soggiorno Con sentenza n. 32934 del 31 agosto 2011, la I Sezione Penale della Cassazione ha affermato la responsabilità penale del datore di lavoro che, in buona fede, assume un lavoratore extracomunitario non in regola con il permesso di soggiorno. A detta della Suprema Corte, il datore di lavoro deve sempre verificare la regolarità del documento e non "fidarsi" di ciò che gli viene detto dal lavoratore, in quanto non potrà invocazione a sua discolpa la buona fede in caso di inesattezza o insussistenza delle affermazioni del cittadino extracomunitario.

notizie in breve

assunzione di parenti ed affini ulteriormente allargato l’ambito di operatività dell’art.74 del d.lgs. In particolare possono rendere prestazioni occasionali o ricorrenti di breve periodo nell’ambito delle attività agricole anche i parenti ed affini fino al quarto grado (cugini, prozii e pronipoti) del titolare, senza per questo che si instauri un rapporto di lavoro subordinato o autonomo. Queste prestazioni presentano le seguenti caratteristiche: ♦ devono essere svolte in modo meramente occasionali o ricorrenti di breve periodo cioè l’attività è resa senza carattere di abitualità, in via eccezionale e straordinaria, anche ripetutamente nel corso dell’anno , ma sempre per brevi intervalli di tempo; ♦ devono essere svolte esclusivamente a titolo di aiuto, mutuo aiuto,obbligazione morale; ♦ devono essere gratuite, ovvero senza corresponsione di compensi: Se il parente o l’affine che lavora in azienda percepisce una retribuzione anche in natura, rispetta un determinato orario di lavoro e sottostà alle direttive del datore di lavoro il rapporto di lavoro è esattamente come un qualsiasi altro rapporto di lavoro e deve sottostare alle normali ordinarie regole (assunzione, busta paga, ecc).

assistenza fiscale 2012

Il sostituto d’imposta che effettua assistenza fiscale nella busta paga del mese di settembre deve trattenere la terza rata del saldo dell’assistenza fiscale (Dlgs. 490 del 298.12.1998; Dm 31.5).

immigrati - emersione

Dal 15 settembre si apre la procedura che consente ai datori di lavoro di regolarizzare gli addetti senza permesso di soggiorno (si veda articolo all’interno del giornale).

maxi sanzione lavoro nero e comunicazione preventiva La sola comunicazione effettuata entro le ore 24 del giorno antecedente al primo accesso ispettivo è in grado di escludere il provvedimento sanzionatorio (maxi sanzione per lavoro nero ex art.4 n. 183/2010) a dimostrazione della volontà datoriale di non occultare il rapporto di lavoro. In caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, è applicata la sanzione amministrativa da euro 1.500 a euro 12.000 per ogni lavoratore irregolare, maggiorata di euro 150 per ogni giornata di lavoro effettivo. L’importo delle sanzioni civili connesse all’evasione dei contributi riferiti a ciascun lavoratore irregolare è aumentato del 50%.

mod. 770: scade il 20 settembre

Scade il 20 settembre 2012 l’invio telematico del Modello 770/2012 Ordinario e Semplificato da parte dei Sostituti d’imposta che, nel 2011, hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta (redditi di lavoro dipendente, assimilato, autonomo, provvigioni e/o contributi previdenziali e assistenziali dovuti all’ Inps, e/o premi assicurativi dovuti all’Inail).


la voce 08/2012  

mensile la voce dei coltivatori settembre 2012

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