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Poste Italiane spa - Sped.in a.p.-D.L.353/2003 (conv.in l.27/02/2004 n.46)-art.1 comma 1-DCB Piacenza-Costo abbonamento annuo: euro 11-Pagamento assolto tramite versamento quota associativa-contiene i.p.

Periodico di Coldiretti Piacenza 64째 anno - n.5 maggio 2012

la burocrazia 100 giornate all'anno rubate che uccide al lavoro in vigna e in cantina i vini doc


Coltiviamo gli stessi interessi

Consumatori, cittadini, produttori agricoli

Campagna Amica è la Fondazione che sostiene l’agricoltura e l’alimentazione “made in Italy”, l’ambiente e il turismo in campagna. Promuove e organizza nuove forme di vendita e di consumo che accorciano la filiera agroalimentare e che sono sostenibili, responsabili e vantaggiose per produttori e consumatori.

Promuove la Rete Nazionale di vendita diretta di Campagna Amica

Ovvero il più grande circuito in Europa, per dimensioni economiche ed estensione territoriale, di produttori in vendita diretta ma anche il più grande canale di consumo consapevole e sostenibile del nostro Paese. Il nostro obiettivo è quello di realizzare una “filera agricola tutta italiana”, capace di creare più concorrenza e più trasparenza, più potere contrattuale per gli agricoltori e più vantaggi per i cittadini. La Rete a marchio Campagna Amica, ad oggi, è già partecipata da migliaia di aziende agricole, agriturismi, cooperative, consorzi agrari e da centinaia di farmer’s market diffusi capillarmente su tutto il territorio italiano.

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Luigi Bisi confermato presidente

La burocrazia fa sparire le nostre DOC

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Pasta 100% italiana dal campo allo scaffale

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I diritti di impianto dei vigneti non vanno aboliti................................. 10 Internazionalizzazione: 10 modi di dire Vino........................................ 10 Non invitiamo a tavola uno sconosciuto................................................. 12 PerchĂŠ vietare i salumi nelle scuole...................................................... 14 Invitiamo le aziende associate ad esporre le bandiere Coldiretti......... 15 La crisi dĂ impulso all'eco-vacanza....................................................... 16 CreditAgri.............................................................................................. 18 La Bottega di Campagna Amica di Piacenza: un esempio virtuoso...... 21 Crisi: per batterla l'agricoltura punta sull'innovazione in rosa.............. 22 Alimentazione: ciliegie.......................................................................... 23

sommario


l’intervista Periodico mensile di COLDIRETTI PIACENZA

Daniela Aschieri

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Autorizzazione Tribunale di Piacenza n. 71 del 24 Maggio 1953 © Foto Lunini

Direttore Massimo Albano Responsabile di redazione Elisabetta Montesissa Direzione artistica Marino Galli Comitato editoriale Antonella Bazzini, Dario Panelli, Elisabetta Montesissa, Laura Barbieri, Luca Piacenza, Maria Luisa Cassi, Maurizio Maffi Hanno collaborato Cinzia Pastorelli, Laura Babini, Monica Maj, Nadia Marcotti, Riccardo Piras, Sabrina Cliti Direzione, redazione e amministrazione: COLDIRETTI PIACENZA Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35 Tel. 0523 596511 | Fax 0523 596596 piacenza@coldiretti.it www.piacenza.coldiretti.it Progetto grafico e impaginazione Fotocomposizione e stampa Grafiche Lama Srl Strada ai Dossi di Le Mose, 5/7, Piacenza Il periodico ha una tiratura di 9.500 copie. Viene spedito ai Soci in regola con la quota associativa. Non è in vendita. In copertina: l'immagine di una burocrazia che strangola le aziende vitivinicole costringendole a sacrificare tempo prezioso inevitabilmente sottratto alla cura dei vigneti e alla produzione del vino di qualità.

iniziative Coldiretti Educazione alla Campagna Amica incontra gli esperti del Policlinico S.Orsola.......... 26 I Mercati di Campagna Amica...................................................................................... 27 Stipulata convenzione tra Agrimercato e Fata Assicurazioni...................................... 29

etichettopoli La finta coppa venduta da Parmacotto grazie a Simest: il tarocco continua.................. 30

eventi dal mondo agricolo La pagina del Consorzio di Bonifica di Piacenza......................................................... 31 La pagina dell’Associazione Piacentina Latte............................................................. 32 La pagina del CIO (Consorzio Interregionale Ortofrutticoli)....................................... 33 La Voce della Cattolica................................................................................................ 34 Premio Economia Verde Legambiente........................................................................ 34 Consorzio Agrario Provinciale di Piacenza: il saluto del presidente Scrocchi............. 35

tecnico Rinnovabili.................................................................................................................. 36 La semplificazione nel settore vitivinicolo.................................................................. 39 Sicurezza sul lavoro..................................................................................................... 40 A domanda risposta.................................................................................................... 42

fiscale tributario - Pacchetto semplificazioni 2012.................................................................. 44 tributario - IVA dichiarata e non versata...................................................................... 45 paghe - Riforma del lavoro............................................................................................ 46 paghe - Flussi stagionali 2012 avvio della procedura on line per presentare le domande... 47

notizie in breve Varie............................................................................................................................ 49

Cap Varie............................................................................................................................ 50 La Voce dei Coltivatori online:...................................................................................... www.piacenza.coldiretti.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 6 maggio 2012 Titolare del trattamento dei dati personali nelle banche dati di uso redazionale è Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dal Dl.Lgs 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, telefonando al n.0523 596511, e-mail: piacenza@coldiretti.it

© tutti i diritti riservati

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nella foto il consiglio direttivo di Coldiretti Piacenza

Una rinnovata squadra compatta guiderà l’organizzazione per i prossimi 4 anni

LUIGI BISI confermato PRESIDENTE di Coldiretti Piacenza


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maggio 2012

Un nuovo mandato per il presidente Luigi Bisi che si appresta a guidare l’Organizzazione per il prossimo quadriennio. L’assemblea è stata aperta con un momento di riflessione tenuta dal Consigliere Ecclesiastico don Stefano Segalini, a evidenziare, anche in questo contesto, l’etica e l’attaccamento ai valori cristiano-sociali come recita l’articolo 1 dello Statuto. “La squadra compatta uscita da questa elezione, ha sottolineato il vice presidente nazionale di Coldiretti Mauro Tonello, durante le sue conclusioni, è sintomo del lavoro che l’Organizzazione ha saputo portare avanti in questi 4 anni. Tonello, dopo aver rimarcato l’importanza per il nuovo consiglio direttivo di supportare il lavoro del presidente con proposte, idee e critiche costruttive, ha tracciato in modo chiaro ed esaustivo un quadro del lavoro svolto dall’Organizzazione, sottolineando che niente arriva per caso e viene calato dall’alto; le idee e le progettualità devono partire proprio dal territorio e sullo stesso portare le ricadute in termini di reddito ma anche di funzione sociale. Il presidente Bisi, al termine della proclamazione degli eletti, durante la sua relazione, ha ribadito il peso dell’Organizzazione e la rappresentatività sul territorio. “La nostra Federazione è una struttura solida, ha chiarito Bisi, e questo ci permette di essere liberi di affermare le nostre idee. Trasparenza e onorabilità sono le caratteristiche che contraddistinguono Coldiretti e i propri dirigenti. Sostenibilità e trasparenza assoluta in un percorso che ci ha sempre visto agire in modo concreto, consequenziale e coerente. Siamo l’unica Organizzazione a poter liberamente dire

sindacale

quello che pensiamo, perché non abbiamo scheletri negli armadi e non ci siamo mai alleati con nessuno, se non con la società e con i cittadini per il bene dell’agricoltura e del Paese. Siamo l’unica Organizzazione ad avere presentato un progetto per il Paese. Siamo l’unica Organizzazione che propone, inaugura, concretizza”. “Vorrei che ognuno dei dirigenti qua presenti, ha proseguito Bisi si rendesse conto della responsabilità e dell’onore che ha nel ricoprire quel ruolo. La Coldiretti siamo tutti noi, e tutti noi abbiamo anche l’onere di portare sul territorio la strategia e di leggere nel territorio le esigenze e le potenzialità. I progetti camminano sulle gambe delle persone e se rivestiamo il ruolo di dirigente della maggiore organizzazione agricola europea abbiamo la responsabilità di guidare e governare l’agricoltura, con tutti i cambiamenti e gli scontri necessari, soprattutto se pensiamo che noi produciamo il cibo che alimenta tutti gli esseri umani”. Bisi ha inoltre sottolineato l’importanza di aver nel passato preso, a volte decisioni impopolari nelle strutture economiche. Iniziative che hanno permesso di pensare fino in fondo al reddito delle aziende nell’interesse dell’agricoltura e del territorio. Numerosi gli interventi dei presidenti di sezione che hanno evidenziato un’ampia partecipazione e la voglia di costruire insieme per il bene dell’agricoltura piacentina.

Luigi Bisi Manfredi Giovanni Scrocchi Pierluigi Minardi Fabio Saccomani Giuseppe Sala Giacomo Saturi Sergio

Presidente Vice presidente Vice Presidente Membro di Giunta Membro di Giunta Membro di Giunta Membro di Giunta

Consiglio direttivo:

Giunta esecutiva:

nella foto la giunta esecutiva con il direttore Massimo Albano, il vice direttore Luca Piacenza e il consigliere ecclesiastico don Stefano Segalini

Luigi Bisi Manfredi Giovanni Scrocchi Pierluigi Agnelli Ugo Bargazzi Tiziano Bongiorni Valter Capra Stefano Cremonesi Giampiero Ferrari Angelo Ghezzi Massimo Giafusti Domenico Mazzocchi Alessandro Mazzocchi Pietro Minardi Fabio Picchioni Emilio Bruno Raggi Daniele Romanini Renzo Ronda Filippo Saccomani Giuseppe Sala Giacomo Saturi Sergio

Presidente Vice presidente Vice Presidente Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere


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Speciale

BUROCRAZIA DOC

la

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farà sparire le nostre

A causa della burocrazia scompaiono ogni giorno 200mila bottiglie di vino Doc, con le aziende costrette a rinunciare a produrre vini a denominazione d’origine per l’impossibilità di far fronte ad adempimenti spesso inutili che sottraggono ben 100 giornate di lavoro all’anno al tempo passato in vigna e in cantina. È la denuncia venuta dalla Coldiretti nel corso dell’incontro promosso al Vinitaly sul tema della semplificazione in vigna, con la prima analisi sul peso insostenibile di pratiche e documenti a cui sono costretti a far fronte i viticoltori italiani e la presentazione del piano “salva Doc”. “Un peso, sottolinea Carlo Bassanini, presidente della Cantina Vicobarone, intervenuto al convegno di Coldiretti, che ha portato alla riduzione dei nostri tesori enologici e alla diminuzione dei terreni destinati a Doc anche nel nostro territorio. Ricordiamo che solo negli ultimi 4 anni, senza considerare il passato, la superficie a doc a Piacenza è passata da circa 4.500 a 4.350 ettari, quindi una diminuzione di circa il 4%. Una situazione insostenibile, nata per difendere le denominazioni e che ora rischia di danneggiarle. Per questo chiediamo la semplificazione, che non vuole dire togliere i controlli. Anzi, deve essere chiaro che chi chiede di semplificare i controlli è proprio perché vuole la massima trasparenza e condizioni accettabili per rimanere in regola». “Della stessa opinione Marco Lusignani, titolare di un’azienda vitivinicola a Vigoleno, che condividendo la proposta di Coldiretti sostiene che la semplificazione burocratica dovrebbe partire dalla chiara e univoca comunicazione dei vari organismi di controllo tra loro, mettendo in conto una formazione ed informazione unica tra tutti gli attori della produzione del vino, viti-vinicoltori-addetti-controllori. Questa mancanza di sinergia tra le parti ha portato ad esempio, nello scorso anno, ad avere diversi controlli da parte di più enti con esiti differenti sia positivi che negativi a secondo dell'ente controllore. Servirebbe una documentazione completa e unica per tutti i controllori della filiera, che ci porterebbe un minor dispendio di energie che potrebbero essere dedicate alla commercializzazione e pubblicità dei nostri prodotti, come simbolo del nostro

A Piacenza negli ultimi 4 anni abbiamo perso quasi 100 ettari di vigneti doc. Coldiretti lancia al Vinitaly il piano semplificazione per far crescere il vino italiano. I pareri degli imprenditori vitivinicoli piacentini

territorio e del made in Italy. “Siamo molto d’accordo con la proposta sulla semplificazione lanciata da Coldiretti al Vinitaly, sostengono Ferri Andrea, Rocca Alberto, Loschi Enrico e Roberto Gregori della Val d’Arda, speriamo, affermano i vitivinicoltori che il documento della nostra Organizzazione venga accolto perché sarebbe davvero un grande vantaggio per l’intero sistema. Il nostro mercato nazionale sta attraversando un periodo difficile, perciò riteniamo sia indispensabile rivolgersi all’estero; ma se la burocrazia non diminuisce anche questa strada diventerà impercorribile. Noi siamo favorevoli ai controlli, ma se finalizzati a migliorare la qualità dei prodotti. In questa situazione purtroppo, spesso ci tocca sacrificare il lavoro in vigna per dedicarci alla carta. Crediamo profondamente nel valore delle Doc, ma rischiamo di perderla se la burocrazia non verrà semplificata”. “Dalla produzione di uva, sottolinea il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano, fino all’imbottigliamento e vendita, le imprese devono assolvere a oltre 70 attività burocratiche e relazionarsi con ben 20 diversi soggetti, (Ministero delle Politiche agricole, Regioni, Province, Comuni, Agea, Organismi pagatori regionali, Agenzia delle Dogane, Asl, Forestale, Ispettorato Centrale qualità e repressione frodi, Nac, Guardia di Finanza, Nas, Camere di Commercio, organismi di controllo, consorzi di tutela, laboratori di analisi). Ma il peso della burocrazia, prosegue Albano, è anche nella impressionante quantità di norme di settore. Proprio per valorizzare maggiormente le nostre produzioni enologiche Coldiretti ha presentato il piano “salva vino” che prevede una serie di misure per semplificare il carico burocratico senza ridurre l’efficacia delle attività di controllo. “Appesantire inutilmente i carichi burocratici per i riconoscimenti dei vini a denominazione di origine, conclude il direttore, significa indebolire il legame del vino con il proprio territorio, ridurre la competitività del Made in Italy e favorire la delocalizzazioni verso l’estero anche per effetto dall’annunciata liberalizzazione dei diritti di impianto, dello zuccheraggio e della nuova categoria dei vini varietali senza legame con il territorio di produzione” .


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maggio 2012

IL PESO DELLA BUROCRAZIA DEL VINO:

♦♦ sottrae ben 100 giornate di lavoro all’anno al tempo passato in vigna e in cantina;. ♦♦ costringe ad adempiere ad oltre 70 attività burocratiche ♦♦ obbliga a relazionarsi con ben 20 diversi soggetti ♦♦ favorisce l’abbandono delle produzioni doc con un taglio di 200mila bottiglie al giorno

sindacale

la burocrazia e il piano di Coldiretti

Fonte: Elaborazioni Coldiretti

IL PIANO SALVA VINO DALLA BUROCRAZIA DI COLDIRETTI:

♦♦ sistema informatico unico di gestione capace di garantire un coordinamento tra gli enti coinvolti nella gestione del vino ♦♦ controlli a campione basati su analisi dei rischi e garanzia della tracciabilità e rintracciabilità delle partite di vino. ♦♦ far diventare il fascicolo aziendale lo“strumento unico dell’impresa viti-vinicola” attraverso il quale adempiere agli obblighi e acquisire automaticamente le autorizzazioni per cui non è necessaria una valutazione discrezionale, sostituendo l’attuale sistema di autorizzazioni con l’invio di semplici comunicazioni.

il Segretario Organizzativo Coldiretti Vincenzo Gesmundo


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I diritti di impianto dei

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NON VANNO ABOLITI

L’abolizione dei diritti di impianto porterebbe gravi distorsioni all’interno delle aree viticole e una crescita della viticoltura industriale, con ricadute negative anche sul reddito dei produttori. è quanto rileva la Coldiretti, in riferimento ai lavori del Gruppo di Alto livello sulla liberalizzazione degli impianti. La battaglia per il mantenimento del sistema dei diritti di impianto dei vigneti - precisa la Coldiretti - va condivisa anche perché l’attuale normativa comunitaria è fortemente penalizzante per le aree vocate e tradizionali dell’Europa mediterranea; il mantenimento dei diritti contribuirebbe a mantenere in equilibrio il vigneto Ue, sfavorendo la delocalizzazione verso le aree del nord e dell’est Europa. Il tema della liberalizzazione dei diritti di impianto non può essere visto senza considerare il complesso delle regole stabilite all’interno della attuale Ocm vino che - ricorda la Coldiretti - prevede tra l’altro la conferma dello zuccheraggio. Questa pratica, mantenuta nell’attuale quadro delle regole comunitarie, va rimessa quindi in discussione dal momento che va riaffermato il principio della vocazione territoriale. Il quadro normativo attuale - prosegue la Coldiretti - mantiene una disparità non accettabile nella definizione di vino in ambito comunitario in quanto in Italia e nell’area mediterranea il vino è ottenuto esclusivamente dall’uva, mentre il vino dell’Europa continentale è un prodotto che non necessariamente è ottenuto solo dall’uva per-

VIGNETI

ché di fatto viene data la possibilità di aggiungere lo zucchero che ottenuto dalla barbabietola o dalla canna da zucchero, ha spesso una provenienza extra Ue. Già oggi pertanto - segnala la Coldiretti - si assiste ad una situazione di vantaggio competitivo per le produzioni del Nord e dell’Est Europa; situazione che, insieme alla liberalizzazione delle superfici vitate - prevista a partire dal primo gennaio 2016 - potrebbe spingere a una forte delocalizzazione delle superfici vitate. L’effetto della liberalizzazione va poi anche valutato - informa la Coldiretti - alla luce del crescente potere contrattuale della distribuzione, l’incremento di quota di mercato dei nuovi vini varietali da tavola e il crescente fenomeno delle “Private e Proprietry Label” nel vino. Queste ultime tendenze insieme allo zuccheraggio e alla liberalizzazione avranno un effetto devastante sulla vitivinicoltura tradizionale del mediterraneo determinandone una forte spinta verso la delocalizzazione. Qualsiasi forma di transizione verso un sistema non basato sui diritti di impianto in ambito UE non potrà essere accettato - conclude la Coldiretti - senza rimettere in discussione la possibilità di utilizzare le zucchero per aumentare la gradazione dei vini prodotti nelle aree meno vocate dove il vigneto Ue tenderà a spostarsi.

Internazionalizzazione:

10 MODI DI DIRE VINO

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In occasione del Vinitaly 2012 Coldiretti ha realizzato una breve pubblicazione dal titolo “10 modi di dire vino. Il nostro made in Italy nel mondo” (scarica). Nell’introduzione viene descritto lo scenario di riferimento del settore vitivinicolo insieme alle tendenze dei mercati internazionali, anche attraverso una rielaborazione dei dati 2011 recentemente resi noti dall’Istat.

Tutti quelli che sono interessati all’opuscolo dedicato all’internazionalizzazione “10 modi di dire vino” possono richiederlo all’Ufficio Relazioni Esterne di Coldiretti Piacenza


La

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La tavola rotonda, moderata da Nicoletta Bracchi di Telelibertà, è stata organizzata da Coldiretti Piacenza in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Borgonovo, la Provincia di Piacenza e l’Associazione Piacentina Latte. In apertura i saluti del direttore di Coldiretti Massimo Albano, degli assessori Pietro Mazzocchi e Matteo Lunni del Comune di Borgonovo, dell’assessore provinciale all’agricoltura Filippo Pozzi e del presidente dell’Associazione Piacentina Latte Fabio Minardi

in foto, da sinistra, Nicoletta Bracchi, Filippo Rossi, Luigi Cavanna, Stefano Berni, Giorgio Apostoli

“Ciò che mangiamo condiziona la nostra vita. La gente troppo spesso guarda al presente senza pensare al futuro; l’alimentazione dei nostri bambini condizionerà la loro salute da adulti; per questo l’educazione è fondamentale”. Così il professor Luigi Cavanna, primario del reparto di Oncologia dell’Ospedale di Piacenza ha ribadito l’importanza di consumare prodotti sicuri, locali, con origine certa, dopo aver sottolineato la grande ricchezza di salute che abbiamo grazie all’agricoltura del nostro territorio. “Il comparto lattiero-caseario è fondamentale per la nostra provincia ha dichiarato il professor Filippo Rossi dell’Università Cattolica di Piacenza, per questo è basilare proseguire e saper valorizzare le nostre produzioni che hanno peculiarità organolettiche uniche”. “Il Grana Padano è il prodotto dop più venduto al mondo ha illustrato Stefano Berni direttore generale del Consorzio Grana Padano, proprio per questo è il più imitato. Ma il nostro compito è di continuare nell’attività di promozione e soprattutto di sensibilizzazione verso il consumatore. Non dobbiamo però dimenticare che la qualità costa a produrla; è pertanto indispensabile valorizzare sempre in modo adeguato il lavoro dei nostri allevatori se vogliamo che le stalle restino sul territorio”. Un passaggio fondamentale sull’italian sounding è stato fatto da Giorgio Apostoli dell’area zootecnia della Confederazione Nazionale Coldiretti, il quale ha illustrato che spesso dietro alle tante confezioni che richiamano nomi paesaggi italiani si nascondono cagliate, semilavorati e polveri di latte che arrivano dall’estero.


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maggio 2012

PASTA ITALIANA }

arriva la

sindacale

"autentica"

100% dal campo allo scaffale Arriva la pasta 100% italiana dal campo allo scaffale. L’iniziativa è di Coldiretti, Coop e Legacoop Agroalimentare, che hanno scelto il prodotto-simbolo della cucina nazionale per avviare una collaborazione senza precedenti. Nasce così la prima esperienza di co-imprenditorialità: accordo diretto e trasparente tra Produttori e Consumatori

Con la crisi arriva la prima pasta "autarchica" tutta italiana dal campo allo scaffale, che valorizza esclusivamente il territorio, il grano e il lavoro degli italiani, ma è soprattutto il frutto della prima esperienza innovativa di co-imprenditorialità che taglia la filiera e garantisce una più equa ripartizione del valore aggiunto generato da un prodotto di una superiore bontà, qualità e sicurezza. L’iniziativa è di Coldiretti, Coop e Legacoop Agroalimentare che hanno scelto il prodotto-simbolo della cucina nazionale per avviare una collaborazione senza precedenti, con l’obiettivo di dimostrare come mettendo a sistema gli elementi distintivi del Paese si possano trovare occasioni di crescita trasformando dichiarati punti di debolezza in altrettanti punti di forza. Una sorta di “compromesso storico” della tavola tra soggetti a volte antagonisti lungo la filiera che nell’interesse generale hanno deciso però di mettere insieme le risorse migliori dell’Italia e degli italiani: 100 per 100 italiano è il grano, 100 per 100 italiani sono i luoghi di produzione e vendita, 100 per 100 italiani sono gli imprenditori, le più grandi organizzazioni dei produttori agricoli e della distribuzione italiana. La nuova pasta ha un enorme impatto ambientale, economico e nutrizionale. La produzione nazionale della materia prima e la sua lavorazione esclusivamente in Italia consente di salvare dall’abbandono interi territori situati in aree difficili nel sud del Paese, ma anche di garantire occupazione e reddito ad agricoltori e lavoratori in un momento di crisi. Tra gli importanti attori del progetto c’è infatti il pastificio Cerere del Consorzio Agrario Lombardo Veneto situato in provincia di Enna nel cuore della Sicilia da dove viene il grano che sarà pagato agli agricoltori ad un prezzo premiante per il produttore sulla base dell’accordo di co-imprenditorialità. L’origine del grano è un vantaggio anche per i consumatori per la maggiore qualità complessiva e il minore contenuto di aflatossine, classificate potenzialmente canceroge-

ne, che aumentano con i lunghi trasporti nel grano importato e la conservazione in ambienti umidi, come ha confermato il nutrizionista Giorgio Calabrese. La pasta di altissima qualità della filiera agricola italiana nasce - sottolineano Coldiretti, Coop e Legacoop Agroalimentare- dal grano coltivato nei campi degli agricoltori della Coldiretti e arriva negli scaffali degli oltre 1400 punti vendita di Coop con il marchio unico 100 % Italia: 5 formati di pasta di grano duro trafilata al bronzo, essiccazione lenta, qualità ottima, no ogm. Il primo di una linea che a regime includerà altri prodotti eccellenti della tradizione gastronomica italiana. “In un momento in cui il Paese sta cercando nuove strade per tornare a crescere noi offriamo una esperienza concreta nell’agroalimentare, leva competitiva che mette a sistema le straordinarie capacità imprenditoriali e le potenzialità dei nostri territori, a cominciare da quelle inespresse del mezzogiorno” afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “l’Italia costruirà il proprio futuro tornando a fare l’Italia, ovvero valorizzando al meglio quello che ha già di unico e di esclusivo, a cominciare dal cibo”.


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È recente la delibera della Regione Emilia Romagna attraverso la quale, con linee guida per le mense scolastiche, ha sconsigliato agli istituti scolastici di dare ai piccoli alunni coppa, pancetta, salame e altri salumi tipici della nostra regione. “Non mi sembra corretto, sottolinea il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, che nella patria della buona cucina e dei salumi dop, la nostra regione dia questi “consigli”. L’Emilia Romagna che difende e promuove i propri prodotti tipici ovunque non si ricorda di farlo a scuola? È proprio da lì che inizia l’educazione alimentare, la conoscenza dei prodotti locali e degli alimenti a chilometri zero. E lo sappiamo bene, prosegue Bisi, noi che da oltre dieci anni portiamo il percorso di Educazione alla Campagna Amica nelle scuole…. È dalle prime classi che dobbiamo diffondere il valore dei prodotti locali se vogliamo che in futuro ci siano consumatori consapevoli nelle scelte delle produzioni locali”. “Siamo l’unica provincia d’Europa ad avere 3 salumi dop, ribadisce il presidente di Coldiretti, e i nostri allevatori con sacrifici e fatica continuano a migliorare la qualità delle carni per valorizzare i nostri patrimoni; proprio per questo riteniamo che anche la nostra Regione debba fare la propria parte in questa direzione e sconsigliare il consumo non è proprio la direzione corretta…” . Coldiretti Piacenza per dare fondamento a quanto da sempre sostenuto ha interpellato la dottoressa Monica Maj, esperta nutrizionista. “I salumi, ha sottolineato la Maj, nelle loro varie tipologie fanno parte della tradizione millenaria dell’alimentazione delle popolazioni dell’area mediterranea, pur con le differenziazioni regionali che ne sono derivate. Il loro inserimento anche nelle razioni attuali, particolarmente attente ad un corretto apporto di principi alimentari, va visto alla luce delle composizioni che oggi questi alimenti hanno. L’evoluzione nell’apporto e nelle caratteristiche dei grassi è stata in questi ultimi anni particolarmente rilevante pure nel rispetto della caratterizzante tipicità”. “Oggi, prosegue la Maj, abbiamo salumi meno grassi, con frazione lipidica più ricca di acidi grassi utili (polinsaturi), a minor tenore in colesterolo e che fra altro può essere arricchita in fattori protettivi come CLA, vitamine antiossidanti, estratti aromatici, ecc..” I salumi di maggiore interesse come salame, mortadella, prosciutto crudo, coppa per citarne alcuni, si confermano alimenti interessanti per diversi aspetti comuni: - per l’apporto in proteine di elevata qualità biologica e di elevatissima digeribilità, frutto del processo più o meno lungo di stagionatura; - per la qualità dei lipidi (che ha a lungo penalizzato e continua ingiustamente a penalizzare questi alimenti): i dati attuali indicano che la composizione in acidi grassi ed il rapporto tra le diverse classi di acidi

Perché vietare

i

grassi non si discostano da quelle che sono le raccomandazioni nutrizionali. “Va comunque sottolineato, ribadisce la nutrizionista, che nei salumi il problema “lipidi” è stato spesso impostato in maniera nutrizionalmente non corretta, in quanto ogni alimento va valutato nel contesto della dieta globale giornaliera ed è questa (e non il singolo alimento) che deve rispondere a precisi requisiti nutrizionali. Un altro aspetto da tenere presente riguarda le caratteristiche organolettiche che sono un requisito fondamentale della qualità nutrizionale e che, nel caso dei salumi, sono in larga parte legate alla componente lipidica, sia come quantità che come qualità". “Pertanto concludono con voce unanime il presidente Bisi e la dottoressa Maj è la dose che fa il veleno… continuiamo quindi a consumare, nelle giuste dosi, i nostri salumi dop perché rappresentano tradizione, storia, corretta alimentazione e valorizzazione del territorio”.

SALUMI NELLE SCUOLE?

Dopo la recente delibera della Regione Emilia Romagna che attraverso le “linee guida per l’offerta di alimenti e bevande salutari nelle scuole”, sconsiglia il consumo di salumi nelle scuole, Coldiretti Piacenza ha interpellato la dottoressa Monica Maj


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maggio 2012

sindacale

Bisi: "INVITIAMO

LE AZIENDE ASSOCIATE AD ESPORRE LE BANDIERE COLDIRETTI"

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Le bandiere di Coldiretti, esposte da un imprenditore che di tale organizzazione sia socio, non rappresentano un mezzo di comunicazione, assoggettabile all’imposta di pubblicità, non essendo assolutamente idoneo a costituire un adeguato messaggio pubblicitario, in assenza totale di riferimenti oggettivi all’azienda dell’imprenditore che le espone ed ai suoi prodotti e/o servizi. Con tali motivazioni, la Commissione tributaria provinciale di Arezzo (sentenza n. 53/5/12 depositata il 22 marzo 2012) ha accolto il ricorso presentato dal titolare di un’azienda agricola che, in qualità di socio della Coldiretti, aveva esposto all’interno della medesima quattro bandiere recanti il logo e la dicitura Coldiretti, a testimonianza di una condivisione di valori, principi ed ideali che riconosce come propri. Questa forma di partecipazione, espressa mediante un veicolo di comunicazione ideologica quali sono appunto le insegne, aveva indotto il Comune di Arezzo a ritenere, invece, che il messaggio in esse contenuto (logo e semplice dicitura dell’organizzazione) rappresentasse comunque un mezzo espressivo di un’attività economica, avente finalità lucrativa, suscettibile di assoggettamento all’imposta di pubblicità. Pertanto, aveva notificato alla parte ricorrente un avviso di accertamento per il recupero dell’imposta relativa all’anno 2010. In sede di ricorso, il contribuente aveva sostenuto l’insussistenza dei presupposti del tributo rilevando quanto poi condiviso dalla Commissione e cioè che le bandiere, nel caso di specie, non recano alcun messaggio di tipo economico riferito sia all’attività di impresa esercitata da chi le espone che ai prodotti provenienti dalla medesima attività. È opportuno, a tale riguardo, osservare che il comportamento tenuto nella circostanza dal titolare dell’azienda non può essere inteso come una volontà di migliorare la propria immagine, quanto piuttosto di testimoniare, come già detto, una condivisione della “ideologia” propria dell’organizzazione di categoria cui la bandiera stessa si riferisce. Se valesse la tesi contraria, sulla quale si è fondato l’accertamento del Comune di Arezzo, bisognerebbe considerare al pari di un messaggio pubblicitario qualsivoglia vessillo o mezzo di altro genere con il quale un imprenditore intenda manifestare la propria vicinanza ad un ideale politico (es. bandiera riportante il simbolo di un partito politico o semplicemente raffigurante il volto di un personaggio collegato ad una certa ideologia politica) ovvero la propria simpatia per una società sportiva (es. la bandiera raffigurante il simbolo di una squadra di calcio). La sentenza, unica nel suo genere, è di particolare

importanza poiché costituisce un precedente per la soluzione di casi analoghi.


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il 10% del territorio nazionale dove è possibile assistere allo spettacolo unico della natura. Dai dati emerge che l’attenzione per il paesaggio non riguarda solo gli “ecoturisti puri” nei parchi e nelle aree protette ma coinvolge tutte le principali destinazioni. Dall’indagine, infatti, risulta che nella scelta di una meta turistica la presenza di bellezze naturalistiche e paesaggistiche incide per il 55%, seguiti da cultura, arte e storia (49%), relax (33%) e divertimento (22%). L’interesse per la natura e il paesaggio cresce con l’aumentare del reddito e per i vacanzieri che vivono in città. La meta ideale per le bellezze naturali e per i percorsi naturalistici degli italiani è il Trentino Alto Adige mentre per le città d’arte e il turismo enogastronomico è la Toscana, la Sicilia vince per i prodotti agroalimentari tipici, l’Emilia Romagna per il miglior rapporto qualità e prezzo mentre la Lombardia si afferma per l’offerta culturale. Anche dal Centro Studi del Touring Club Italiano arrivano conferme del fatto che il turismo rurale in Italia è stato, negli ultimi anni, protagonista di uno sviluppo considerevole. Gli agriturismi, che ne rappresentano un pò l’emblema, hanno registrato tra il 2000 e il 2010 un incremento consistente degli arrivi (+160%) e delle presenze (+111%) e di queste oltre il 50% proviene da oltreconfine. “L’ambiente ed il paesaggio non sono solo un patrimonio del Paese ma una leva competitiva per battere la crisi e tornare a crescere in modo sostenibile - afferma il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che - Il futuro dell’Italia si regge su quello che ha di unico e di esclusivo e sulla capacità di mettere queste peculiarità nei propri prodotti e nei propri servizi. Territorio, paesaggio, storia, cultura, alimentazione e tradizioni sono il vero valore aggiunto del Made in Italy”. Il turismo enog “Touring è convinto - afferma Franco Iseppi, Presidente del Touring Club italiano - per spiegare il tema di questo Quando pensa al t nostro incontro, che dentro il paesaggio la collaborazione tra agricoltura sostenibile, che difende la qualità e non danneggia il paesaggio, e un turismo compatibile, con la stessa funzione, che tenda a rispettare i territori senza banalizzarli e uniformarli, possa dare risultati alti e nobili e consentire uno sviluppo agricolo di qualità e benessere e una crescita economica del turisto di qualità”.

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LA CRISI DÀ IMPULSO ALL’ECO-VACANZA che nel 2012 raggiunge quota 11 miliardi di Euro

La crisi accorcia le vacanze e taglia i budget di spesa ma sopratutto dà impulso al turismo ecologico che raggiunge in Italia il valore record stimato di 11 miliardi nel 2012. È quanto emerge da una analisi Coldiretti presentata in occasione dell’incontro organizzato con il Touring Club Italiano “Dentro il paesaggio - Agricoltura sostenibile e turismo compatibile” con la partecipazione, tra gli altri, del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Mario Catania, del Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Guido Improta, del Presidente del Touring Club Italiano Franco Iseppi e del Presidente nazionale di Coldiretti Sergio Marini. La primavera 2012 conferma il trend di crescita del turismo ecologico con un progressivo aumento del fatturato e delle presenze, che sfiorano 100 milioni all'anno negli esercizi ufficiali delle aree protette. Per molti si tratta di una scelta alternativa alle vacanze tradizionali con la possibilità di godere in Italia dei 871 parchi, oasi e aree protette che coprono

Um

Il turismo enograstronomico

fonte dati

Quando pensa al turismo enogastronomico quale regione le viene in mente?

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Toscana

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Emilia Romagna

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Puglia

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Sicilia Umbria e Piemonte

7 Valori % SWG® TUTTI I DIRITTI RISERVATI

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Finanziamento anticipo

PREMIO DOMANDA UNICA 2012

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Creditagri, attraverso articolati pacchetti convenzionati con il sistema bancario che vede coinvolti i principali Istituti di Credito Nazionali e locali come Cariparma e Banca di Piacenza, è in grado di offrire prodotti creditizi specifici a condizioni particolarmente vantaggiose riservate ai soci di Coldiretti. Un prodotto finanziario, che alla data della presente può essere utile e vantaggioso in termini di tasso di interesse, è la richiesta di finanziamento dell’anticipo annuale del contributo della domanda unica (PAC). Con una semplice richiesta si può chiedere con almeno 8 mesi di anticipo il premio domanda unica 2012, l’operazione, a seconda dell’istituto bancario prescelto si può concretizzare in due modi:

ANTICIPAZIONE IN CONTO CORRENTE

La banca si impegna a tenere a disposizione del cliente su un c/c dedicato tutta la somma del premio Domanda Unica 2012, il cliente può utilizzare l’anticipo in più riprese: formula usata da Cariparma, Unicredit, Banca Popolare di Lodi, B.n.l. , Carisbo. La garanzia su tale operazione viene data da Agrea tramite una convenzione con le banche , dove sul c/c del richiedente viene veicolato il pagamento del contributo Domanda Unica 2012. Nell’anticipazione in conto corrente, gli interessi si calcolano posticipatamente e solo sull’effettivo utilizzo del prestito. L’Istituto bancario finanzia al massimo l’80% del valore del contratto di conferimento, o tramite fatture o tramite attestazione comprovante il

conferimento dalle Associazioni di Prodotto o Cooperative. L’importo viene erogato nella forma di scoperto di conto corrente da accendere dietro presentazione della documentazione sopra prevista e da estinguere al momento della liquidazione degli importi bonificati dall’Associazione di Prodotto o dalla Cooperativa a cui è stato conferito il prodotto

ANTICIPAZIONE A SCADENZA FISSA

La banca si impegna a versare al cliente l’intera somma ed il medesimo restituisce tale somma con cambiale agraria: formula utilizzata da Banca di Piacenza. Nell’anticipazione a scadenza fissa, gli interessi si calcolano anticipatamente sui 12 mesi dell’intero ammontare del prestito. In base alle convenzioni stipulate da CreditAgri con le diverse banche citate, chi fosse interessato a questa opportunità può rivolgersi agli uffici Zona Coldiretti o contattare l’ufficio Provinciale di Creditagri al seguente numero 0523/596566.

info: CreditAgri Emilia Romagna CreditAgri Emilia Romagna Via Rizzoli 9 • 40125 Bologna (BO) Sportello di Piacenza Tel. 051/2758811 • fax 051/2960627 Via Colombo 35 • 29122 Piacenza Tel. 0523/596566 • fax 0523/596596 e-mail: creditagri.emr@coldiretti.it www.creditagri.com Referente: Fabrizio Masini fabrizio.masini@coldiretti.it


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maggio 2012

sindacale

la delegazione di Pavia davanti alla Bottega di Piacenza

La Bottega di Campagna Amica di Piacenza

UN ESEMPIO VIRTUOSO

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Proseguono gli appuntamenti con al centro la Bottega di Campagna Amica di Piacenza. Nei giorni scorsi un gruppo di Coldiretti Pavia guidati dalla responsabile Campagna Amica Rosanna Sora, dal responsabile ufficio relazioni esterne Claudio Milani e dalla responsabile del servizio vitivinicolo Marta Madama ha fatto tappa a Piacenza. Ad accogliere la delegazione Cinzia Pastorelli, Alessandro Belli e Riccardo Piras di Coldiretti Piacenza, che hanno illustrato le particolarità di questa realtà piacentina. “È stato un momento molto importante, commenta il direttore della Bottega Camillo Tiramani, la rete di Campagna Amica, unita alla Confederalità della nostra Organizzazione costituisce un enorme punto di forza perché attraverso questi confronti tra diverse realtà possiamo crescere e allo stesso tempo rappresentare un esempio virtuoso. Essere presi ad esempio da altre province ci stimola a migliorare continuamente, raccogliendo, non solo i consigli dei numerosi clienti, ma anche dei tanti giovani che con il loro entusiasmo e la loro voglia di fare ci portano a trovare sempre nuove idee e realizzare iniziative diverse”. “L’avvio della campagna “spicchi di salute”, prosegue Tiramani,

è solo l’ultimo esempio di un percorso che possiamo realizzare perché siamo in rete e riusciamo a colloquiare continuamente con tutta Italia, avendo a disposizione i migliori prodotti dell’agricoltura italiana, attraverso una filiera cortissima”. La visita ha visto la presenza di numerosi giovani che hanno potuto ascoltare il percorso partito dal Consorzio BioPiace e che ha aggiunto un ulteriore tassello concreto grazie al progetto della filiera agricola tutta italiana, un progetto, hanno confermato i visitatori che può essere realizzato in tante realtà, sfruttando le potenzialità e le peculiarità dei diversi territorio di cui l’Italia è ricchissima. “Questo incontro, hanno dichiarato i responsabili di Coldiretti Pavia, rappresenta una tappa di un percorso di formazione e abbiamo ritenuto di far toccare con mano ai partecipanti una realtà fondamentale come quella della Bottega di Campagna Amica per mostrare che l’agricoltura è davvero protagonista e centrale arrivando direttamente in città fino alle tavole dei consumatori, attraverso una filiera cortissima che permette di tagliare le lunghe intermediazioni, ma anche garantire origine e sicurezza alimentare”.


22 Lorella Ansaloni, delegata regionale Donne Impresa Emilia Romagna

Crisi: per batterla l'agricoltura

INNOVAZIONE IN ROSA punta sull'

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A Piacenza incontro rappresentanti Donne Impresa Emilia Romagna e Piemonte. Oltre 50 le imprenditrici piacentine presenti

Il 22 per cento delle imprese agricole sono in rosa. è quanto risulta dalle elaborazione Coldiretti dei dati Istat, che confermano un interesse del mondo femminile per il settore agricolo. I dati sono emerso all’incontro tra le rappresentanti di Coldiretti Donna Impresa dell’Emilia Romagna e le loro colleghe del Piemonte. In Emilia Romagna le aziende agricole con una conduttrice donna sono 15.159 e sono in prima linea per battere la crisi con la multifunzionalità e l’innovazione. Vendi-

ta diretta, mercati di Campagna Amica e fattorie didattiche le attività maggiormente gettonate. Il successo delle imprenditrici agricole, spiega Coldiretti Emilia Romagna, deriva anche dall’alto grado di scolarizzazione, visto che il 35 per cento delle titolari di imprese agricole ha la laurea o il diploma di scuola superiore. Le imprese in rosa, secondo Coldiretti Emilia Romagna, si distinguono per la capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell’ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura. Un impegno che, precisa la Coldiretti, è particolarmente rilevante nelle attività più innovative e multifunzionali come dimostra il protagonismo delle donne nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, negli agriturismi, nelle associazioni per la valorizzazione di prodotti tipici, nei servizi alla persona. A Piacenza le imprenditrici dell’Emilia Romagna hanno portato la loro esperienza nel settore della filiera corta, con la vendita diretta in azienda (sono 5.650 le imprese che vendono direttamente) e con i mercati di Campagna Amica (111 in tutta la regione). A testimonianza di questo impegno, le imprenditrici hanno visitato la bottega di Campagna Amica di Piacenza, primo negozio di alimentari completamente ecosostenibile, realizzato su una superficie di 335 metri quadrati con attrezzature e arredi in materiale riciclabile. Le imprenditrici piemontesi hanno presentato la loro esperienza negli agriasili, dove i bambini possono vivere e giocare a contatto con la natura, ed il servizio “agritate”, un concetto innovativo per prendersi cura dei bambini nelle aziende agricole a supporto delle strutture pubbliche dove queste non riescono ad arrivare, garantendo la personalizzazione del servizio la flessibilità dell’orario e la capillarità sul territorio.


Alimentazione

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le

CILIEGIE

La ciliegia è il frutto di due specie di alberi della famiglia Rosacee: l'avium, cioè il dolce, molto diffuso in Italia e il cerasus, l'acido, diffuso più nel nord Europa. Il ciliegio acido produce frutti di grandezza diversa, i più grandi dette visciole, amarene o marene sono leggermente amarognole, quelli più piccoli, detti amarasche o marasche, presentano la polpa più acidula. L’avium ha ciliegie dolci dalla polpa molle dette tenerine o dalla polpa dura dette duracine. Entrambi originari dell’Asia Occidentale, in Italia li ritroviamo un po' ovunque, ma principalmente in Campania, Puglia, Veneto ed Emilia-Romagna. Nella nostra provincia la ciliegia viene coltivata nella bassa Val d’Arda e in bassa collina, tra Diolo e Magnano dando vita a numerose varietà: flamenco, mora o mora piacentina, mori, marasca di Villanova, mora di Diolo e albanotti. Il colore varia a seconda della varietà, si va dal rosso cupo al roseo, come pure varia il sapore.

Qualità nutrizionali

Da un punto di vista nutrizionale le ciliegie contengono vitamine A, C, ferro, calcio, fosforo, potassio, magnesio e oligoelementi preziosi: cloro, zolfo, sodio, zinco, rame, manganese, cobalto, bromo, nichel . Sono ricche di acidi organici (alfaidrossiacidi) come il malico, citrico, ossalico, tartarico e succinico. La caratteristica principale degli alfaidrossiacidi è quella di saper rimuovere le cellule morte dei primi strati dell’epidermide, favorendo il rinnovamento cellulare, l’idratazione e la freschezza della pelle. Molte creme anti-invecchiamento contengono questi tipi di acidi.

le qualità nutrizionali dei prodotti del territorio a cura della Dott.ssa Monica Maj

Importante anche la presenza di antocianine, che conferiscono alle ciliegie il caratteristico colore rosso-viola. Si tratta di potenti antiossidanti in grado di bloccare l'accumulo di depositi lipidici nelle arterie e di proteggere dai radicali liberi responsabili dell'invecchiamento precoce delle cellule. Alcuni studi fanno pensare che queste sostanze producano un effetto positivo sulle lipoproteine Hdl (il cosiddetto colesterolo buono), frenando una serie di complessi procedimenti che portano alla perossidazione (cioè l'invecchiamento) della cellula. È stato possibile calcolare che due-tre ciliegie avrebbero lo stesso potere antiradicali liberi di una dose giornaliera raccomandata di vitamina E. La presenza di queste potenti sostanze conferisce alle ciliegie anche proprietà antiinfiammatorie. Una curiosità: anche la corteccia del ciliegio è usata per le sue proprietà febbrifughe e antigotta. Famosi sono i cuscini di noccioli: semplicemente riscaldati, immagazzinano il calore e lo restituiscono gradualmente consentendo all’utilizzatore di usufruire dei benefici effetti della termoterapia.

la ricetta

Ciliegie visciole in guazzo (di Pellegrino Artusi)

Preparazione:

Ingredienti: Separatene gr. 200 di ciliegie, ma- • 1kg di ciliegie
 gari le più brutte o guaste, estrae- • 300 gr di zucchero tene il sugo e passatelo. Le altre, levato il gambo, mettetele a strati • cannella in un vaso di cristallo: uno di esse e uno di zucchero, poi versateci sopra il detto sugo. Levate le anime a una parte dei noccioli delle ciliege disfatte ed anche queste e la cannella gettatele nel vaso, chiudetelo e non lo muovete per 2 mesi almeno. Lo zucchero, poco per volta, si scioglierà e il liquido si trasformerà in alcool. Quando le ciliege non galleggeranno più nel liquido ma saranno cadute sul fondo, saranno pronte per essere gustate.

Fonte tabelle  di  composizione   Fonte   Fonte   tabelle   ItNN   abelle   d2i  012   composizione   di  composizione   Ciliege  gINN   r.  100   I2NN   012   2012   Ciliege   Ciliege   gr.  1g00   r.  100   Proteine   Proteine   Proteine   0.8  g   0.8  g0.8     g   Grassi   Grassi   Grassi   0.1  g   0.1  g0.1     g   Zuccheri   Zuccheri   Zuccheri   9  g   9  g   9  g   Acqua   Acqua   Acqua   86  g   86  g  86  g   Fibra     Fibra   Fibra       1.3  g   1.3  g1.3     g   potassio   potassio   potassio   229  mg   229  m 229   g   mg   Calorie   Calorie   Calorie   38  Kcal   38  K38   cal  Kcal  


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Daniela

Aschieri

Daniela Aschieri non è solo Responsabile della U.O.S. Cardiologia territoriale, ma ha il merito di aver raggiunto primati europei nel nostro territorio. Piacenza grazie all’associazione Il Cuore di Piacenza di cui la dottoressa Aschieri è presidente è la città più “cardioattrezzata” d’Europa. Proprio recentemente per gravi fatti di cronaca si è parlato in tutta Italia di Progetto Vita. La improvvisa morte in campo di Piepaolo Morosini ha messo in luce l’attività e il lavoro svolto in 13 anni dai volontari del Progetto Vita. Un progetto nato dalla associazione Il Cuore di Piacenza ONLUS che è stata fondata nel 1998 con l’obiettivo di trovare soluzioni per contrastare la morte improvvisa da arresto cardiaco. Progetto Vita è stato il primo progetto europeo di defibrillazione precoce territoriale, creato per diffondere l’uso capillare di uno strumento salvavita, il defibrillatore semiautomatico, che serve per rianimare il cuore in arresto cardiaco. Lo stesso giorno in cui Pierpaolo moriva sul campo di Pescara, un calciatore veniva salvato a Piacenza grazie proprio a un defibrillatore e ad una persona che lo ha usato senza esitazione.

Perché dottoressa è indispensabile agire tempestivamente? L’arresto cardiaco è una patologia diffusa che colpisce chiunque, in qualunque momento, senza preavviso e solo con la diffusione di defibrillatore semi-automatici sul territorio si può dare una chance di ripresa ai pazienti che vengono colpiti da questa malattia del circuito elettrico del cuore. Anche atleti “sani” possono avere un arresto cardiaco, e lo abbiamo visto anche nel caso di Vigor Bovolenta sul campo di Volley. Quindi bisogna diffondere e estendere la cultura dell’uso dei defibrillatori negli impianti sportivi, luoghi pubblici e condomini. Solo così si può interrompere questa aritmia che mette in “tilt” il cuore, e permettere al personale sanitario di proseguire i soccorsi. In 5 minuti si gioca la vita di un uomo. Ecco perché bisogna essere capillari e sistematici, addestrare tante persone e fare capire cosa significa avere un arresto cardiaco. Sono davvero alti i numeri degli arresti cardiaci. In Italia sono 70.000 gli arresti cardiaci ogni anno e solo lo 0,5-1% dei casi si riprende. A Piacenza e Provincia, dove si verificano circa 250 casi ogni anno, la possibilità di essere ripresi da un arresto

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cardiaco è triplicata con l’attivazione della rete dei defibrillatori di Progetto Vita. Grazie al coordinamento del 118, i defibrillatori vengono inviati dal punto più vicino in attesa dell’arrivo della ambulanza. 73 persone possono dire di essere state salvate dal defibrillatore utilizzato da uno degli oltre 7000 volontari che hanno partecipato ai corsi di formazione per imparare l’uso di questo strumento salvavita, che può essere utilizzato da chiunque dopo un breve addestramento. Oltre all’uso del defibrillatore è possibile dottoressa prevenire? La parola d’ordine, è sicuramente la prevenzione, che passa attraverso il controllo di tutti i fattori di rischio che possono pesantemente incidere sulle malattie cardiovascolari. In questa ottica di prevenzione, fondamentale è un corretto stile di vita che è contraddistinto da una sana ed equilibrata alimentazione, quella con i prodotti del territorio. È per questo che è fondamentale la collaborazione con Coldiretti. Una parte rilevante di un corretto stile di vita è basato su una sana e regolare alimentazione che si fonda sull’utilizzo di quei prodotti di qualità del territorio che i nostri imprenditori agricoli garantiscono ogni giorno a tutti i consumatori. Se poi sussistono patologie cardiovascolari, oggi l’approccio medico è sempre più sofisticato, anche a livello farmacologico. Ma in caso di arresto cardiaco è fondamentale la tempestività ed oggi Piacenza fa scuola in Europa. Ognuno di noi può utilizzare un defibrillatore? Certo è sufficiente partecipare ad un corso che l’associazione organizza. Iscriversi è semplice, con due ore di tempo possibile imparare. Inoltre negli ultimi tempi con CopraElior-Progetto Vita Ragazzi le nostre lezioni entrano nelle scuole, dalle materne alle scuole superiori per fare crescere i nostri figli con la cultura della emergenza, per imparare a chiamare il 118, usare il defibrillatore e sapersi comportare in modo corretto in caso di emergenza dovuta ad un arresto cardiaco. Ogni cittadino dovrebbe avere un defibrillatore a disposizione nel raggio di 5 minuti dalla sua abitazione o dal suo posto di lavoro, nei luoghi pubblici o negli impianti sportivi, nelle scuole o nel proprio condominio.

l’intervista

Come ci si può impegnare attivamente in questo progetto? Beh ci sono tanti modi per impegnarsi attivamente. Innanzitutto si può partecipare alle numerose attività benefiche che noi organizziamo. Per esempio in questo periodo è in corso la lotteria “1 euro per Progetto Vita” raccogliamo i fondi per finanziare il mantenimento del progetto, l’acquisto di nuovi defibrillatori e l’organizzazione dei corsi. I biglietti della lotteria sono presenti in numerosi luoghi tra cui tutti gli uffici di Coldiretti, che da anni collabora alla nostra lotteria. Acquistare un biglietto è un piccolo gesto, ma come tante piccole gocce formano il mare, tutti insieme possiamo aiutare a salvare una vita. La conclusione della lotteria è con la festa annuale che si terrà in piazza Cavalli dal 15 al 17 giugno. Dottoressa, un’ultima cosa, quali sono i riferimenti a cui rivolgersi per avere informazioni rispetto a Progetto Vita? Innanzitutto il nostro sito www.progetto-vita.it e www.arginiamoilcuore.it e poi è possibile contattare la nostra Associazione Il Cuore di Piacenza presso la U.O. di Cardiologia Ospedale G. da Saliceto – Via Taverna, 49, 29121 Piacenza Tel- Fax 0523-303225, e-mail: progettovita.pc@hotmail.it Mi permetta però di indicare anche le modalità per sostenere l’associazione: ♦♦Bonifico bancario: Banca di Piacenza IT32 Q051 5612 600C C000 0020 906. ♦♦Destinando il 5 per mille nella dichiarazione dei redditi e indicando sotto alla firma il codice fiscale: 91061590336 Ovviamente io e i collaboratori dell’Associazione siamo sempre a disposizione per eventuali iniziative che possano sensibilizzare la società rispetto all’importanza della diffusione dei defibrillatori.

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educazione alla Campagna Amica incontra gli esperti del Policlinico S.Orsola di Bologna Presenti anche i medici della pediatria di Piacenza con il primario dottor Biasucci Si è svolto nei giorni scorso, in casa Coldiretti, l’incontro con il dott. Leonardo Sacrato del Policlinico S.Orsola - Malpighi di Bologna per affrontare il tema dei disturbi alimentari legati all’età infantile. “All’interno del percorso di Educazione alla Campagna Amica che Coldiretti promuove da oltre 10 anni, ha spiegato Elisabetta Montesissa in apertura della mattinata, è stato organizzato una lezione rivolta ai genitori e agli insegnati delle classi coinvolte con l’obiettivo di incrementare la conoscenza e la scelta di sani stili alimentari”. Del cibo si può parlare a diversi livelli, ha sottolineato Leonardo Sacrato, psicologo del sant'Orsola di Bologna, specializzato rispetto alle problematiche che coinvolgono bambini, giovani e alimentazione. Oltre agli aspetti nutrizionali ci sono infatti quelli sociali, altrettanto importanti, poiché alimentazione non è sinonimo di nutrizione. Il cibo ha un notevole valore culturale, poiché "mettersi a tavola" ha anche una valenza sociale e molto spesso assume un significato diverso da quello del vero e proprio nutrimento. Piacenza non è un'eccezione, ha spiegato Giacomo Biasucci, primario del reparto di Pediatria dell'Ospedale di Piacenza, che ha partecipato all'incontro, rispetto alla realtà italiana che vede due grandi problemi: anoressia e obesità. Per questo è importante lavorare sulle future mamme

Nella foto in alto, Giacomo Biasucci, sotto, Elisabetta Montesissa e Leonardo Sacrato


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e sulle neo mamme. “Il progetto promosso, ha ribadito il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano quest’anno intitolato “La mia merenda. Sana, locale e stagionale” vuole porre l’attenzione su messaggi e immagini accattivanti, che quotidianamente ci invitano a mangiare cibo presentato come il frutto della tradizione e della cucina italiana. In realtà, l’enorme sistema di rifornimento della distribuzione, ormai completamente globalizzato, ci offre prodotti che normalmente provengono da molto lontano.” Formare consumatori consapevoli del patrimonio enogastronomico del proprio territorio, prosegue Albano, significa valorizzare le produzioni locali, scegliere i prodotti stagionali e imparare ad osservare e salvaguardare l’ambiente circostante, per lo sviluppo dell’agricoltura, settore primario del Paese. “Attraverso questo incontro, ha chiarito Montesissa, il progetto Educazione alla Campagna Amica compie un altro passo

iniziative Coldiretti

avanti, proponendo un'ulteriore occasione formativa, per completare il nostro programma, che culminerà il prossimo 21 maggio nella tradizionale festa finale in occasione della quale verranno premiati gli elaborati vincitori del concorso”.

Lunedì 21 maggio 2012 dalle ore 9.00 al Palabanca di Piacenza evento conclusivo del Progetto di Educazione alla Campagna Amica “La mia merenda: sana, locale e stagionale”. Siete tutti invitati.

mercati di Campagna Amica Numerosi i Mercati di Campagna Amica organizzati sul territorio piacentino grazie alla sinergia tra Associazione Agrimercato e istituzioni, come è stato per la fiera dell’Angelo a Borgonovo V.T., la fiera dell’Agricoltura a Roveleto di Cadeo e Bettola in cui erano presenti le aziende aderenti alla rete Campagna Amica. “Non potevamo mancare, sottolinea il presidente di Agrimercato Giovanni Manfredi, ed è per noi importante, quando le sinergie diventano collaborazioni con le amministrazioni comunale, per valorizzare e dare distintività ai prodotti locali. Noi puntiamo sulla riconoscibilità del prodotto, sull’importanza dell’etichetta. Questa è un’operazione culturale, attraverso la quale spieghiamo come il cibo non abbia solo un valore intrinseco. Puntiamo al valore estrinseco del prodotto stesso, legato al territorio, all’identità. Il cibo, quindi, diventa anche uno strumento per tutelare il territorio”

ELENCO MERCATI DI CAMPAGNA AMICA Fiorenzuola d’Arda: via Cavour, tutti i giovedì Pianello V.T.: piazza Umberto I, la prima domenica del mese Carpaneto P.no: V.le Vittoria, la seconda domenica del mese Ponte dell’Olio: Piazza Degli Alpini, la terzo domenica del mese Piacenza: Piazza Cavalli tutti i lunedì, piazza Duomo tutti i venerdì Consulta l’elenco dei Mercati di Campagna Amica presenti a fiere/manifestazioni su www.piacenza.coldiretti.it


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iniziative Coldiretti

nella foto Laura Babini della sub Agenzia Fata di Coldiretti con il presidente di Agrimercato Giovanni Manfredi

Stipulata Convenzione tra Agrimercato e Fata Assicurazioni Attraverso il Fata Assicurazioni, è stata creata una convenzione per la sottoscrizione di una polizza di Responsabilità Civile con condizioni e prezzi di particolare favore. Con questa polizza si ha l’opportunità di coprire sia il rischio aziendale di responsabilità civile verso terzi, connesso alla attività di vendita diretta, sia effettuata presso la vostra azienda che nei Mercati di campagna amica. La polizza RC prodotti Globale Agricoltura di Fata Assicurazioni, tutela gli associati dei danni involontariamente provocati a terzi dalla vendita dei prodotti in azienda (ortaggi, frutta, pollame, ecc.) o di quei prodotti che abbiano subito processi di trasformazione (formaggi, salumi, vino, miele, sott’oli, conserve, farine, ecc.). La garanzia è estesa anche ai danni a terzi derivanti dalla partecipazione

a fiere, mostre e mercati, compresi l'allestimento e lo smontaggio delle strutture. La copertura in oggetto può essere personalizzata per ogni singolo associato sia come massimali sia come tipologia di prodotto da assicurare.

Per qualsiasi ulteriore chiarimento potete contattare l’ufficio assicurazioni presso la sub agenzia Coldiretti: Laura Babini tel. 0523/596573 laura.babini@coldiretti.it


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etichettopoli.com

a cura di Attilio Barbieri

La finta coppa venduta da Parmacotto a New York con l'aiuto della Simest: il tarocco continua Il caso Simest, la finanziaria pubblica (è controllata al 67% dal Ministero dello Sviluppo Economico), non è ancora chiuso. Lo scorso mese di marzo il titolare del dicastero Corrado Passera ha inviato alla export bank una dettagliata direttiva in cui indica l'assoluta necessita di contrastare ed evitare la pratica dell'italian sounding (il falso Made in Italy) da parte di imprese che, per le proprie iniziative sui mercati esteri, usufruiscono di un supporto pubblico. «È necessario assicurare l'obiettivo di una corretta e trasparente informazione al consumatore circa l'origine delle produzioni estere - scriveva Passera - evitando che elementi specifici dei prodotti o del relativo packaging possano trarre in inganno circa l'origine italiana dei medesimi». L'iniziativa dell'ex amministratore delegato di Banca Intesa ha chiuso la polemica su un caso clamoroso di falso pecorino prodotto in Romania dai fratelli Pinna col marchio Lactitalia, ma che di italiano non ha proprio nulla. Simest partecipava all'operazione attraverso la Roinvest, una finanziaria dei fratelli Pinna cui fa capo l'intero capitale della società romena. La direttiva recapitata alla merchant pubblica guidata da Giancarlo Lanna (presidente) e Massimo D'Aiuto (amministratore delegato) era chiarissima. La Simest, scriveva Passera, deve «far si che, mediante opportuni interventi ordinamentali o organizzativi, gli atti relativi a partecipazioni deliberate a favore delle imprese operanti nel settore agroalimentare siano revocati» nel caso in cui le societa attivino pratiche commerciali tali da indurre in errore i consumatori sull'origine o sulla provenienza dei prodotti. Era il caso di Lactitalia ma pure di un'altra società, la Salumeria Rosi Parmacotto, che commercializza prodotti italiani o presunti tali (molto presunti) in alcune delle più grandi città al mondo inclusa New York. E proprio lo store nella Grande Mela, al 283 di Amsterdam Avenue, offre un campionario molto vasto di finti prodotti italiani, come dimostra l'offerta di vendita online raggiungibile a questa pagina web. Coppa, finocchiona, pancetta, guanciale, cacciatorini, salame calabrese, sopressata, salame toscano. Certo è indicato che si tratta di salumi «made in Usa», ma allora perché utilizzare le denominazioni italiane? La pratica dell'italian sounding sfrutta proprio questo meccanismo per indurre il consumatore ad acquistare un prodotto che di italiano non ha nulla. Neppure l'incarto, la confezione. Da quel che risulta a Etichettopoli, la Simest è tuttora presente nel capitale della

società (Salumeria Rosi Parmacotto) che gestisce direttamente o in franchising i punti vendita, incluso quello a New York: me lo ha confermato un portavoce della merchant bank pubblica rispondendo a una mia precisa richiesta di chiarimento. Ora mi pongo le seguenti domande: non è anche questo un caso che rientra nella direttiva emanata da Passera? E allora cosa aspetta la Simest a uscire pure dal capitale di questa società? Di più: a quante altre iniziative partecipa la merchant pubblica italiana che utilizzano pratiche commerciali scorrette? Prevengo l'obiezione che Lanna e D'Aiuto mi fecero quando scrissi sul quotidiano Libero di Lactitalia: so bene che la Salumeria Rosi Parmacotto non viola le leggi statunitensi e quindi non rischia nulla in Usa dal punto di vista legale. Resta l'amaro in bocca però, quando scopri che i paladini del Made in Italy ricorrono a società "italo vestite" per approfittare dei nostri prodotti e dell'immagine positiva del brand Italia nel mondo. E vale la pena pure di chiedersi cosa sia davvero il Made in Italy. Bastano le tecnologie e i nomi italiani, come sostiene la Federalimentare, per dire che si tratti di un prodotto italiano? Allora prepariamoci a dare la patente di italianità anche ai salumi che Beretta va a produrre in Cina. Ma non si era detto che il successo delle nostre specialità legate ai territori è l'unica strada per rilanciare il sistema-Italia nel mondo? Qualcuno spieghi ai vigneron e alle cantine italiane che stanno solo sprecando tempo ostinandosi a produrre il vino nello Stivale. Perché non piantano un po' di viti in Russia, Cina e Stati Uniti e vinificano direttamente in quei Paesi? Sai quanti soldi potrebbero risparmiare! A quel punto, però, tanto vale gettare alle ortiche tutto il sistema delle Doc (denominazione di origine controllata) e delle Dop (origine protetta). E non pensarci più. È questo che vogliamo? P.s. al link https://docs.google.com/leaf?id=0BwNJA7y0TS0RkFfVGswZVpJN1U è scaricabile il pezzo che pubblicai su Libero a proposito della vicenda Lactitalia e la lettera di "smentita" che la Simest inviò al direttore Maurizio Belpietro rivendicando la correttezza dell'operazione. Vi confesso che le affermazioni di Lanna e D'Aiuto, rilette ora, hanno per lo meno del paradossale. Aspetto la prossima "smentita" a questo post di Etichettopoli.


pagina coldiretti bonifica montana 19x23_Layout 1 19/04/12 09.23 Pagina 1

Coldiretti e strutture economiche in sinergia

La Bonifica per l’Appennino Piacentino L’attività di bonifica nel distretto di montagna ha da sempre individuato nella instabilità delle terre e nella modesta presenza di infrastrutture le maggiori carenze del territorio. Sui corsi d’acqua sono state realizzate opere rappresentate sostanzialmente da briglie realizzate in terra, in muratura di pietrame o in calcestruzzo, volte a ridurre la velocità della corrente, consolidare le sponde e diminuire l’erosione in alveo. Il Consorzio si occupa inoltre della manutenzione dell’acquedottistica, della viabilità rurale e del ripristino di acquedotti rurali per il recupero dei pascoli di alta montagna.

Il Consorzio in cifre OPERA su

140.000 ettari di territorio montano

50.000 in collina e 70.000 ettari in pianura

EFFETTUA LA MANUTENZIONE DI:

125 km di viabilità rurale e 60 acquedotti rurali

0523/464811 - Strada Val Nure, 3 - Piacenza info@cbpiacenza.it - www.cbpiacenza.it siamo anche su


Il Grana Padano vola alto e la produzione aumenta

I

l Grana Padano è uno dei “Fiori all' occhiello del Made in Italy”; è il prodotto Dop più consumato del mondo, per questo il Parlamento e il governo hanno il dovere di salvaguardarne la qualità, evitando che il sistema della contraffazione metta a rischio questo patrimonio. è quanto è emerso dall'Assemblea dei produttori del Consorzio Grana Padano, dove è stato evidenziato il dato di una produzione record del 2011, +7% rispetto all' anno precedente, con oltre 4,6 milioni di forme. Nel 2011 l' export ha registrato un aumento del 2,4 % , e rappresenta il giusto riconoscimento a imprese che pur con fatica, si impegnano a fronteggiare la crisi economica, e per questo motivo, sono necessari e indispensabili, provvedimenti per contrastare chi mette a rischio le nostre eccellenze agroalimentari con prodotti falsi. Il futuro del Grana Padano resta legato alla crescita dell' export, al sostegno dei consumatori e in particolare a un aumento ordinato delle produzioni, in tutto questo cercando di mantenere remunerativo il prezzo del latte corrisposto agli allevatori. In questo momento più che mai, a preoccupare è soprattutto la superproduzione; di conseguenza i rapporti con la grande distribuzione organizzata vanno modificati prestando attenzione a rapportare la produzione ai consumi e alle vendite all' estero. Per quanto riguarda questo aspetto, i dati provvisori del mese di marzo 2012 non sono poi cosi confortanti, il numero di forme ha visto un aumento del 6,7% sul corrispondente mese nel 2011, mentre nel I° trimestre si è registrato un incremento del 9,18 % rispetto al periodo gennaio-marzo di un anno fa, quindi ci troviamo di fronte a un deciso aumento delle produzioni, ma anche un forte incremento della disponibilità di materia prima sia a livello nazionale che globale.

Crescere si, ma in modo ordinato, utilizzando al meglio il Pacchetto Latte.

Le associazioni degli allevatori non sono intenzionate a prendere in considerazione il prezzo offerto oggi alla stalla, non si firmano contratti al ribasso, e affermano che tutto ciò rappresenterebbe un fallimento, un prezzo come quello “minacciato” da vari primi acquirenti in queste settimane non giova a nessuno. Non ai produttori che con questi valori non riuscirebbero a coprire i costi e rischierebbero la chiusura della stalla, nemmeno al mondo della

trasformazione , in quanto non valorizza, ma svilisce il valore del prodotto italiano e rischia ancora una volta di rimanere sempre più vittima di un meccanismo vizioso al ribasso. D'altro canto non ci guadagnerebbero nemmeno i consumatori, in quanto non si è registrato alcun calo di prezzi sul mercato, e sicuramente non diminuiranno in futuro.

Notizie tecniche Rilevazione prezzi del latte e prodotti caseari - fonte Camera di Commercio di Lodi Periodo 11 – 30 aprile 2012 PRODOTTI LATTIERO CASEARI FORMAGGI

Euro/Kg

Da produttore a grossista franco caseificio - per forme intere MERCE NUDA - IVA esclusa

min

max

media

Grana padano (scelta 01) 8,5 stagionatura 15 mesi e oltre

9,1

8,8

Grana padano (scelta 01) stagionatura 9 mesi e oltre

7,5

7,4

7,3

ASSOCIAZIONE PIACENTINA LATTE Via Colombo 35 – 29122 Piacenza Tel. 0523/578489 Fax. 0523/607375 e-mail: asspiacentinalatte@gmail.com Orari d’ufficio: lun. - giov. 8.30 - 13.00 e 14.00 - 17.30 ven. 8.30 - 13.00 e 14.00 - 16.30


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la Voce di UNI Cattolica

Nasce CaffExpò

l’aperitivo scientifico aperto a tutti per parlare insieme dei temi di Expò 2015 Cosa c'è di più entusiasmante del discutere di temi colti in un incontro semplice, piacevole, sorseggiando un aperitivo o un caffè? Nell'intento di avviare un dibattito trasversale, che andasse oltre la divulgazione scientifica, per coinvolgere i cittadini, ha preso il via il primo caffè scientifico dell'Università Cattolica di Piacenza. Un'iniziativa per avvicinare tutti ai temi di Expo 2015 “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”. Ospite dell'evento, il Prof. Vittorio Silano, Presidente del Comitato scientifico EFSA, che ha conversato e reso partecipi i numerosi presenti di un tema complesso, ma di forte impatto sociale: le nanotecnologie. In un linguaggio ai confini tra scienza, tecnologia e diritto, si è varcata la soglia dei laboratori e delle aule accademiche, per guidare i presenti alla scoperta di un'area di innovazione tutt'altro che stabile e delineata, ma piuttosto incerta e in continua evoluzione. Nel corso della discussione è emerso come le nanotecnologie siano già parte della nostra vita, e lo saranno sempre più, tra nanocapsule contenenti vitamine e nanosensori ad altissima sensibilità. Un universo infinitamente piccolo, nuova frontiera della ricerca, in cui le particelle si misurano con il miliardesimo di metro. A partire dalle modalità e dai processi attraverso cui le applicazioni stanno prendendo forma nel settore agroalimentare, il dialogo tra i partecipanti ha declinato benefici e aspettative connessi al settore, senza trascurare interrogativi e preoccupazioni sui potenziali rischi, conosciuti e non, per la salute umana e per l'ambiente. Attendere o anticipare i cambiamenti? Regolare o non regolare? Quale il ruolo del diritto? Quale il rapporto tra pubblico ed esperti? A queste e a molte altre domande si è data risposta, in un aperto confronto tra opinioni divergenti, senza alcuna pretesa di apportare verità rivelate. Poiché se è vero, come vero è, che la scienza è parte della società e vive all'interno di essa, allora coinvolgere e far partecipare i cittadini è, di certo, il modo più efficace per rendere migliori le decisioni future, affrontando a viso aperto le contrarietà. E il primoCaffExpò dell'Università Cattolica ha voluto esserne l'esempio: un momento di riflessione, per maturare posizioni consapevoli,

condividendo idee e valori in modo semplice e coinvolgente. Un luogo aperto a tutti, esperti e non, per far rivivere l'agorà di un tempo, muovendo i passi verso la società della conoscenza. Sorseggiare un altro caffè? Non vediamo l'ora! Gli appuntamenti di CaffExpò: 18 Aprile 2012 Nanotecnologie e filiera agroalimentare. Ne parla insieme al Dott. Luca Leone VITTORIO SILANO, Presidente Comitato Scientifico EFSA 24 Aprile 2012 La multifunzionalità dell'agricoltura... può funzionare? Ne parla insieme alla Dott.ssa Linda Arata, LUIGI CATTIVELLI, Direttore- Centro per la Ricerca in Agricoltura, Fiorenzuola d'Arda (Piacenza). 10 Maggio 2012 Sviluppo sostenibile e Sicurezza alimentare. Ne parla insieme al Dott. Stefano Marta, ALICE PERLINI, Expo 2015, lntemational Affairs Department, Centro per lo Sviluppo Sostenibile (Css) di Expo 2015. 16 Maggio 2012 Agricoltura sostenibile intensiva. Ne parla insieme al Dott. Gabriele Sacchettini, CATERINA BATELLO, Team Leader- Plant Production and Protection Division,Agriculture and Consumer Protection Department Food and Organization of the United Nations. 13 Giugno 2012 Imprese agroalimentari e percorsi di sostenibilità. Ne parla insieme alla Dott.ssa Chiara Corbo, LUCA RUINI, Team Leader, Programma per lo sviluppo sostenibile - Bari/la srl (Parma).

Premio Economia Verde alla 2° edizione del premio di Legamebiente

Biopiace è 1o per la sezione agricoltura

Nella foto il presidente del Consorzio Biopiace Giacomo Sala

Il Consorzio Biopiace di Piacenza è salito sul gradino più alto del podio nella sezione agricoltura della seconda edizione del premio Economia Verde dell’Emilia Romagna, rivolto alle aziende della regione promotrici di politiche imprenditoriali a favore dell’ambiente, organizzato dal Legambiente, in collaborazione con Coldiretti Emilia Romagna. Il consorzio vincitore si distingue per la rappresentanza verticale di tutta la filiera, dalla coltivazione alla vendita. I suoi princìpi ispiratori sono stati la filiera corta, l’origine certa, i prodotti a Km zero e no-Ogm, la multifunzionalità. “È stato il primo consorzio in Italia, ricorda il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, a fornire alle mense scolastiche una gamma completa di prodotti biologici del territorio, cha vanno dal settore lattiero-caseario ai cereali, dall’ortofrutta alle carni, dalle conserve al miele; inoltre è l’unico a livello nazionale a produrre Grana Padano Bio”. Nella motivazione del premio, la giuria cita “la qualità delle produzioni biologiche, la valorizzazione della filiera corta e la competenza nel collaborare con le Amministrazioni locali per i GPP (acquisti verdi della Pubblica Amministrazione) e l’approvvigionamento dei prodotti biologici nelle mense scolastiche e pubbliche. Degna di nota, prosegue la motivazione, è anche la capacità di fare impresa in territori collinari e montani, luoghi da tutelare in cui particolarmente difficoltoso appare il raggiungimento di vantaggi economici”. “L’idea vincente e lungimirante di Biopiace, conclude Bisi, è stata

quella di costituire il consorzio mettendo assieme ben 70 aziende, in prevalenza biologiche, appartenenti a diverse realtà per proporre ai consumatori e alle scuole una vasta gamma di prodotti a km zero per valorizzare le tipicità locali”. “Sono molto contento del premio, ha detto il presidente del consorzio, Giacomo Sala, soprattutto perché siamo riusciti a mettere insieme una realtà importante per l’economia del territorio e per la salvaguardia ambientale e vorrei dedicare questo riconoscimento a tutte le aziende associate che hanno sempre creduto nel progetto lavorando con grande professionalità per fornire prodotti eccellenti. Biopiace è una impresa oltre che ecologica anche innovativa perché si occupa non solo di produzione, ma anche di distribuzione, settore strategico per l’agricoltura ma anche per cittadini e per tutto il Paese”.


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marzo 2012

eventi dal mondo agricolo

Consorzio Agrario Provinciale di Piacenza: il saluto del presidente Scrocchi


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rinnovabili

in arrivo il decreto FEER e il Vo Conto Energia controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva, attraverso un meccanismo di aste competitive per i grandi impianti (superiori a 5 MW) e tramite registri di prenotazione per gli impianti di taglia medio-piccola. Sono invece esclusi dall’iscrizione ai registri di prenotazione i micro impianti, di potenza inferiore ai 12 kW per gli impianti fotovoltaici, inferiori ai 50 kW per tutte le altre fonti. Priorità di accesso ad entrambe i registri di prenotazione è garantita ai piccoli impianti realizzati da imprese agricole. I nuovi incentivi per le rinnovabili elettriche entreranno in vigore dal primo gennaio 2013 e, secondo gli schemi ministeriali, dovrebbero contenere la spesa entro un limite di 5-5,5 miliardi di Euro/anno, partendo dai circa 3,5 mld attuali. A questi tagli si aggiungono le nuove procedure di accesso agli incentivi: gli impianti sopra i 5 MW di potenza (20 MW per geotermia e idroelettrico) dovranno farlo tramite un sistema di aste. Per quelli tra i 50 kW e 5 MW l'accesso sarà subordinato all'iscrizione al registro nel quale verrà data precedenza secondo determinati criteri (data di iscrizione, minor potenza, ecc.), prelazione all’iscrizione al registro è garantita ai piccoli impianti realizzati da aziende agricole. Solo gli impianti sotto i 50 kW di potenza saranno esonerati dall'iscrizione al registro, ma la potenza installata da questi andrà comunque ad erodere il tetto di risorse economiche destinate a ogni tecnologia per il registro dell'anno successivo. Stessi principi troviamo anche nel quinto conto energia fotovoltaico, che entrerà in vigore dopo il primo luglio al superamento della soglia dei 6 miliardi di spesa per gli incentivi: momento atteso secondo le indicazioni del GSE tra luglio e ottobre, visto che attualmente abbiamo passato i 5,6 mld di Euro. Raggiunta la soglia dei 6 mld, per l'entrata in vigore delle incentivazioni del V CE si dovrà aspettare il mese successivo. Anche qui vediamo l'introduzione dei registri. Dovranno iscriversi al registro tutti gli impianti sopra i 12 kW. La priorità di accesso alle tariffe verrà assegnata secondo criteri particolari: taglia, integrazione, ecc. Le installazioni non soggette a registro (sotto ai 12 kW) andranno comunque ad erodere il tetto delle risorse economiche destinabili alla tecnologia nel suo complesso per l'anno successivo. Infine qui sotto trovate le riduzioni indicative che il quinto conto energia porterà alle tariffe per il fotovoltaico. Dovrebbero restare alcuni premi come quelli per gli impianti a concentrazione o con caratteristiche innovative. Il sistema incentivante sarà quello basato sulla tariffa unica con una particolare remunerazione per l'autoconsumo (fine anticipata, quindi, dello scambio sul posto). Per consulatare la presentazione dei Decreti Ministeriali su Incentivi per le Energie Rinnovabili Elettriche e la documentazione collegata

Condizionalità 2012

Con una conferenza stampa convocata recentemente, sono stati varati, dal Ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera - di concerto col Ministro dell’ambiente, Corrado Clini e dell’agricoltura, Mario Catania - due schemi di decreti ministeriali in materia di energie rinnovabili:il primo per incentivare le FEER, Fonti di Energia Elettrica Rinnovabile,, l’atro riguarda il fotovoltaico (V° Conto Energia). Secondo Giorgio Piazza, Presidente dell’Associazione Fattorie del Sole, Coldiretti,” La presentazione dei decreti rappresenta una razionalizzazione e una prospettiva di continuità per lo sviluppo delle rinnovabili delle filiere economiche locali. Lo sviluppo delle bioenergie, la sostenibilità ambientale ed economica passa attraverso il ruolo strategico delle aziende agricole che garantiscono la salvaguardia dell’Habitat e della biodiversità. Per tali ragioni è stato garantito all’azienda agricola la priorità di inscrizione ai registri di prenotazione previsti per la realizzazione di piccoli impianti in entrambe i decreti.” I due provvedimenti, dovranno superare l’esame dell’Autorità dell’Energia e della Conferenza Stato-Regioni, definiscono i nuovi incentivi per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas), e per l’energia fotovoltaica (Quinto Conto Energia). L’intento principale del Governo è programmare una crescita dell’energia rinnovabile più equilibrata che, oltre a garantire il superamento degli obiettivi comunitari al 2020 (dal 26% a circa il 35% nel settore elettrico), basato su un sistema di incentivazione equilibrato e vantaggioso per il sistema Paese e tale da ridurre l’impatto sulle bollette di cittadini e imprese: queste le principali finalità. Il nuovo regime pone le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato (calati radicalmente nel corso degli ultimi anni). Vengono favorite le tecnologie con maggior ricaduta sulla filiera economico-produttiva nazionale e ad alto contenuto innovativo, introducendo inoltre meccanismi per evitare distorsioni a livello territoriale e conflitti con altre filiere produttive nazionali, in particolare con quella alimentare. Il sistema, come già previsto dalla precedente normativa, entrerà in vigore dal 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico, e al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico (previsto tra luglio e ottobre prossimi). Viene inoltre introdotto un sistema di

http://www.fattoriedelsole.org/tecnologie/Pagine/RinnovabiliinarrivoduenuovebozzedidecretoFEReilV%C2%B0Con toEnergia.aspx


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maggio 2012

tecnico

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maggio 2012

tecnico

primo passo concreto verso

la semplificazione del settore vitivinicolo Grazie a Coldiretti soppresso l’obbligo di registrare l’aggiunta di andidride solforosa sui registri di cantina Con il Regolamento n. 314/2012 del 12 di aprile 2012 viene soppresso l’obbligo di registrare l’aggiunta di anidride solforosa, bisolfito di potassio o metabisolfito di potassio che dal 2009 le aziende vitivinicole erano obbligate a registrare sui registri di cantina con un considerevole aggravio burocratico. Grazie all’azione pressante di Coldiretti, che da subito ha sostenuto l’inutilità di tale registrazione in quanto i solfiti sono aggiunti in

diverse fasi della produzione cui è sottoposto il vino e il loro tenore finale non corrisponde alla somma dei solfiti indicati sui registri con quelli effettivamente presenti nel vino. Oggi finalmente con la pubblicazione di questo Regolamento non vi saranno più registri per la solforosa e viene ridotto il carico degli adempimenti amministrativi relativamente alla registrazione dell’aggiunta di solforosa.


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sicurezza sul lavoro

carri miscelatori e desilatori osservati speciali

Tra le linee di attività di controlli messi a punto dall’ASL di Piacenza nell’ambito del più ampio Piano Nazionale per la Prevenzione in Agricoltura per la riduzione degli infortuni gravi e mortali attraverso la messa a norma del parco macchine, c’è la campagna di informazione e controllo su emergenze per: ♦♦Trattori - ROPS - archi e cinture, cardani, prese di forza ♦♦Carri desilatori o unifeed - applicazione nuove linee guida I carri desilatori - miscelatori o Unifeed sono entrati pertanto tra le macchine e attrezzature agricole soggette a sorveglianza e controllo proprio per la pericolosità delle operazione di lavoro e i recenti infortuni anche mortali che hanno coinvolto tali attrezzature. È stato presentato di recente un documento ISPESL con le indicazioni per la messa a norma di tali macchine agricole. Nella presentazione del documento si ricorda che “la norma armonizzata EN 703 versione 1995 specificava i requisiti di sicurezza e di verifica per la progettazione e la costruzione di differenti tipi di desilatrici portate, trainate o semoventi utilizzate da un solo operatore, ivi comprese le macchine desilatrici - miscelatrici - distributrici”. Tuttavia l’attività di Sorveglianza del Mercato, attraverso gli accertamenti tecnici svolti dall’ISPESL, “ha consentito di individuare alcune gravi insufficienze della norma EN 703: 1995”, ad esempio relative a: ♦♦carenza di informazioni tecniche connesse soprattutto con l’ubicazione dei comandi, la definizione dei sistemi di distribuzione e la determinazione dei tempi di arresto degli organi rotanti;

♦♦requisiti di sicurezza connessi con l’abbassamento degli organi di taglio e caricamento; ♦♦visibilità del campo di azione degli organi di taglio e caricamento; ♦♦prevenzione di rischi dovuti agli elementi mobili connessi con il sistema di miscelazione e/o triturazione con macchine dotate di sistema di taglio e caricamento e con macchine dotate di porta caricante. In considerazione di queste insufficienze e dei “numerosi incidenti, spesso mortali, verificatesi in seguito all’utilizzo di queste macchine”, la norma EN 703: 1995 è stata “oggetto di una formale obiezione dell’Italia ai sensi dell’art. 6 della Direttiva Macchine”: la Commissione delle Comunità Europee il 25 ottobre 2000 ha deciso di “ritirare i riferimenti della norma EN 703 dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità Europee”. Dunque l’utilizzo di tale norma non è più elemento di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza e di salute della direttiva 98/37/CE. Benché sia stata redatta una nuova versione della norma (EN 703: 2004) che tiene nella “dovuta considerazione i commenti tecnici prodotti dall’ISPESL”, il presente documento – nato su richiesta del Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro - risulta necessario per poter intervenire sul parco macchine già immesso sul mercato con adeguati “apprestamenti tecnici volti a ridurre il rischio a livelli considerati accettabili”. Per l’adozione dei necessari adeguamenti per la sicurezza delle


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maggio 2012

desilatrici invitiamo alla lettura integrale del documento ISPESL (www.Ispesl.it) che, oltre a essere ricco di indicazioni tecniche, contiene esempi grafici chiari e dettagliati. Il documento ha dunque lo scopo di fornire informazioni tecniche sulle modalità di adeguamento delle macchine, già immesse sul mercato e dichiarate conformi alla EN 703: 1995, ai fini del soddisfacimento delle carenze tecniche riscontrate dall’Italia e formalizzate dalla Commissione europea con la Decisione del 25 ottobre 2000 n. 2000/693/CE. In particolare e tra le altre, la nuova direttiva macchine di recente emanazione valida anche per i carri desilatori-miscelatori, all’all. 1 ribadisce che “qualsiasi spostamento comandato di una macchina semovente [...] deve essere possibile soltanto se il conducente si trova al posto di comando” pertanto anche l’avviamento e lo spostamento delle macchine in questione deve essere possibile solamente con conducente seduto al posto di comando.

Tale linea guida già fornita a suo tempo a tutti i Soci che utilizzano nel proprio allevamento tali macchine sarà a disposizione gratuitamente negli uffici zona. Pertanto si invitano le aziende interessate a premunirsi per tempo di tale documento per i conseguenti controlli ed eventuali adeguamenti. L’ASL di Piacenza da parte sua dopo alcuni incontri informativi effettuati in alcune zone,e alcune verifiche preliminari effettuate in alcune aziende, ha già annunciato con comunicato alle Associazioni di Categoria che nel mese di maggio 2012 inizieranno i

tecnico

controlli in azienda relativi alla verifica della messa in sicurezza dei carri desilatori o unifeed. L’Ufficio Sicurezza Lavoro della Federazione è a disposizione per tutte le informazioni in merito.

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a domanda . . . risposta

pratiche di

successione ereditaria

Alcuni dei quesiti più frequenti che ci vengono posti:

cioè la chiusura dei luoghi dove si ritiene siano conservati beni o documenti ereditari. Seguirà poi la rimozione dei sigilli e la redazione dell’inventario.

Se il testamento non comprende tutti i beni del defunto come deve essere effettuata la Quali sono le differenze fra erede e legatario? successione? Se il testamento dispone solo di alcuni beni, accanto alla successione testamentaria si aprirà la successione legittima, per cui i beni non indicati e compresi nel testamento saranno devoluti ai parenti più prossimi per legge

Quali formalità bisogna compiere quando si apre la successione ereditaria? Gli eredi, sia legittimi sia testamentari, devono accettare l’eredità o con una dichiarazione scritta o implicitamente, compiendo atti di amministrazione del patrimonio ereditario. Chi non intende accettare l’eredità dovrà fare apposita dichiarazione di rinuncia, avanti a un notaio o al cancelliere del Tribunale.

Che cosa succede se un erede non può o non vuole accettare l’eredità? Se l’erede che non vuole o non può accettare l’eredità è figlio o fratello del de cuius, subentrano i suoi figli nella sua stessa posizione ereditaria, secondo il diritto di rappresentazione.

Anche i debiti vengono ereditati?

Sì, e poiché i beni ereditari si unificano e si confondono con il patrimonio dell’erede, questo corre il rischio di pagare i debiti anche se superano il valore dell’eredità. Per evitare ciò, quando si è in presenza di debiti o di una situazione non troppo chiara, è bene accettare l’eredità «con beneficio di inventario», cosa che dà modo all’erede di mantenere il suo patrimonio separato e di pagare i debiti ereditari solo nei limiti dell’attivo. Questa prassi deve essere sempre seguita quando fra gli eredi vi sono minori, incapaci o interdetti.

Come si procede all’inventario?

Dopo l’apposita domanda presentata alla cancelleria del Tribunale, viene nominato un notaio o un cancelliere che deve redigere l’inventario elencando tutto quello che fa parte dell’eredità, con descrizione degli immobili, stima dei mobili, indicazione delle somme di denaro, dei crediti, dei debiti, di tutte le attività e passività. Chi, interessato a una eredità, teme che alcuni beni o documenti possano essere sottratti o confusi, può chiedere, con ricorso d’urgenza, l’apposizione dei sigilli,

Il legatario può essere indicato solo nel testamento, e riceve beni determinati, e pertanto non succede nei rapporti giuridici passivi del de cuius. L’erede succede in tutti i rapporti giuridici che facevano capo al de cuius, attivi e passivi, (pertanto sono compreso anche i debiti) in quota o nella loro universalità. Esso è indicato dalla legge e/o dal testamento. Ti invitiamo a contattarci per fruire dell’Assistenza di cui sopra, ovvero per fissare un appuntamento in Sede presso l’Ufficio Successioni o nei vari Uffici Zona.


Motopompe a basso consumo SIDERMECCANICA si è specializzata nella produzione di motopompe a basso consumo. Ottimi risultati sono stati ottenuti grazie alle nuove pompe centrifughe di produzione propria, interamente realizzate in Italia, con rendimenti che arrivano fino al 82%. Un'ulteriore strategia studiata, realizzata e brevettata a livello europeo da SIDERMECCANICA per diminuire i consumi di gasolio della motopompa è rappresentata dallo scambiatore di calore che sostituisce il tradizionale sistema di raffreddamento del motore radiatore-ventola. In sostanza, il refrigerante del motore viene raffreddato attraverso uno scambiatore di calore realizzato in inox posto sull'aspirazione della pompa centrifuga che utilizza come scambio l'acqua di irrigazione, risparmiando così fino al 12% di potenza assorbita dalla ventola soffiante del radiatore. Ciò si traduce in un conseguente risparmio di gasolio (fino al 12%) e un drastico calo di rumorosità della motopompa (max 76 db).

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Pacchetto semplificazioni 2012 introdotte dal Governo Monti Le principali novità che interessano in particolare le imprese e i cittadini: Sono state approvate dal consiglio dei Ministri una serie di misure che hanno una ricaduta sulle famiglie e imprese italiane. Le novità hanno sostanzialmente la funzione di semplificare i procedimenti anche attraverso l’uso della via telematica e vanno dai cambi di residenza fino agli appalti. Per le imprese le novità riguardano: - autorizzazioni, ma in tale campo ancora si sta studiando quali mantenere in vita, quali abolire e quali ancora unificare; - controlli, vengono meno quelli sulle imprese aventi la certificazione Iso o una equivalente. Inoltre saranno pubblicati su un sito internet le liste dei controlli in modo da evitare duplicazioni di verifiche; - semplificazioni anche per le autorizzazioni ambientali che diventa una sola sia per le piccole che per le medie imprese. Inoltre, le imprese aventi la certificazione Iso o Emas possono anche rimpiazzare le procedure di autorizzazione ambientale con una semplice autocertificazione, che avrà valore per le attività oggetto delle certificazioni. - appalti, nasce la banca dati dei contratti pubblici che raggruppa i dati delle società partecipanti agli appalti pubblici in modo da dispensare le amministrazioni dal richiedere ogni volta gli stessi documenti ai partecipanti alla gara. - appalti – responsabilità solidale - viene introdotta la responsabilità solidale tra il committente e l’appaltatore (e l’eventuale subappaltatore) per i trattamenti retributivi dei lavoratori, per due anni dalla cessazione dell’appalto (art. 29, comma 2, D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276) - autotrasportatori viene meno la necessità di effettuare l’esame di idoneità professionale nel caso in cui abbiano un diploma o abbiano esercitato in maniera continuativa per almeno dieci anni un'impresa del settore. I tachigrafi andranno tarati non più ogni anno, ma ogni due anni. - imprenditori agricoli che vorranno vendere come ambulanti i prodotti agricoli ovranno solo comunicare la Comune la sede dell’azienda agricola. Dalla data della comunicazione l’agricoltore può già iniziare l’attività.

- attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande - l’attività temporanea di somministrazione di

alimenti e bevande in occasione di sagre, fiere, manifestazioni religiose, tradizionali e culturali o eventi locali straordinari, può essere avviata tramite SCIA priva di dichiarazioni asseverate ai

sensi dell’art. 19 della L. 7 agosto 1990, n. 241, e non è soggetta al possesso dei requisiti previsti dall’art. 71 del D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59. - contratti di soggiorno per il lavoro subordinato in cui la comunicazione obbligatoria adempie anche agli obblighi di comunicazione della stipula del contratto. In caso di astensione anticipata dal lavoro per gravidanza, è stabilito che la procedura venga svolta a livello locale.

- società – sindaco unico

Il nuovo art. 2397, comma 3, del Codice civile prevede che nelle Spa, se lo statuto non dispone diversamente e se ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata, le funzioni del collegio sindacale sono esercitate da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro. L’assemblea deve nominare il collegio sindacale entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio dal quale risulta che sono venute meno le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata. Scaduto il termine, provvede il Tribunale su richiesta di qualsiasi interessato. Anche nelle Srl l’atto costitutivo può prevedere un organo di controllo o revisore monocratico (art. 2477 del Codice civile).

- impresa artigiana – privilegio dei crediti

L’art. 2751-bis, comma 1, n. 5), del Codice civile, in tema di privilegi generali sui beni mobili, viene coordinato con la definizione di impresa artigiana.

- registro delle imprese – pec

Le società che non hanno ancora indicato il proprio indirizzo di posta elettronica certificata al Registro delle imprese, devono provvedervi entro il 30 giugno 2012.

- imprese di panificazione

Soppresso l’obbligo di chiusura domenicale e festiva per le imprese di panificazione di natura produttiva (art. 11, comma 13, L. 3 agosto 1999, n. 265). Per i cittadini le novità consistono nelle seguenti misure: - certificati - diventa più facile avere documenti come il cambio di residenza che d’ora in poi avrà un effetto immediato. Anche la trascrizione di altri atti anagrafici si snellisce (certificato di matrimonio o di nascita ad esempio) grazie all’uso della via telematica nei rapporti tra le amministrazioni;

- accesso alla pubblica amministrazione con modalità telematica - maggiori comunicazioni tra le pubbliche ammini-

strazioni attraverso la modalità telematica e maggiore trasparenza


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nei confronti dei cittadini che devono poter accedere, attraverso la rete, ad una serie di documenti e dati in possesso della Pa; - contrassegno per disabili - maggiore celerità anche per le persone disabili che per ottenere ad esempio il contrassegno per il parcheggio, usufruire dell’Iva ridotta per l’acquisto di auto o dell’esenzione dal bollo auto o dall’imposta di trascrizione al Pra in caso di passaggio di proprietà, non dovranno più richiedere le attestazioni medico legali necessarie fino a questo momento, ma potranno semplicemente esibire i verbali delle commissioni mediche che le vanno a sostituire; - documento di riconoscimento - per quanto riguarda il documento d’identità è previsto che la sua scadenza combaci con quella del compleanno in modo da rendere più agevole il ricordarsi di rinnovare il documento; - rinnovo patenti - novità per patenti e bollino blu. Maggiore semplicità per il rinnovo delle patenti degli ultra 80enni che d’ora in poi potranno rivolgersi anche ad un medico, non solo alla commissione medica. Inoltre, altra novità riguarda il bollino blu, ossia il controllo sui gas di scarico dell'auto che si farà d’ora in poi solo con la revisione e non ogni anno. Per cui a partire dal 2012 il controllo obbligatorio dei dispositivi di combustione e scarico degli autoveicoli e dei motoveicoli verrà attuato soltanto al momento della revisione obbligatoria periodica del mezzo, quindi per le autovetture nuove dopo 4 anni dall’acquisto, poi ogni due anni; - iscrizione all'università, dovrà essere eseguita solo telematicamente, mediante un portale unico dove tutti gli studenti potranno trovare i dati utili per l'iscrizione. Inoltre, a partire dal 2013 il libretto universitario diventerà elettronico.

- partecipare ai concorsi indetti dalle amministrazioni pubbliche centrali le domande dovranno essere trasmes-

se unicamente per via telematica. - reclami - al fine di garantire il buon operato delle amministrazioni, sia i cittadini che le imprese potranno in caso di ritardi o inesattezze rivolgersi a un dirigente, preventivamente individuato, che dovrà provvedere in tempi brevi alla risoluzione del problema, altrimenti potrà rischiare sanzioni disciplinari e contabili. L’ufficio fiscale provinciale e gli uffici periferici sono a disposizione per chiarimenti, ulteriori approfondimenti.

fiscale tributario

Iva dichiarata e non versata: è legittima l’iscrizione a ruolo senza avviso bonario e con sanzione piena, nella misura del 30% dell’importo non versato A stabilirlo, la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 3145 del 29 febbraio 2012. L’ufficio, in questo caso, non è tenuto alla preventiva contestazione del mancato pagamento dell’imposta e può procedere direttamente all’irrogazione della sanzione piena. Con l’ordinanza 3145/2012, la Suprema corte accoglie il ricorso dell’Amministrazione finanziaria, argomentando sostanzialmente che l’avviso bonario non è necessario per iscrivere a ruolo l’Iva dichiarata ma non pagata, pertanto in caso di mancato pagamento dell’Iva regolarmente dichiarata, è legittima l’iscrizione a ruolo del tributo anche senza l’invito bonario. Nel nuovo regime, dal 1° aprile 1998, per le violazioni dell’obbligo di versamento trova spazio l’articolo 13 del Dlgs 471/1997, in base al quale l’omissione è punita con la sanzione amministrativa pari al 30% dell’importo non versato. Per completare il quadro di riferimento, a sua volta l’articolo 17, comma 3, del Dlgs 472/1997, dispone che le sanzioni per omesso o ritardato pagamento dei tributi sono irrogate mediante iscrizione a ruolo, senza previa contestazione. Sulla scorta di questa indiscussa linea interpretativa (Cassazione, sentenze 2851/2012, 27535/2011, 19161/2003, 3450/2002), occorre anche rammentare che, con ordinanza 22035/2010, la Corte di legittimità ha anche stabilito che l'Amministrazione finanziaria non è obbligata dallo Statuto del contribuente (articolo 6, comma 5,legge 212/2000) a comunicare sempre l’esito della liquidazione, ma solo quando dai controlli automatici emerge un risultato diverso rispetto a quanto indicato in dichiarazione.


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riforma del lavoro

Resistono i voucher e stop a costi aggiuntivi sul tempo determinato “Bene il mantenimento dello strumento dei voucher e l’esclusione dei contratti agricoli dai costi aggiuntivi dell'1,4% sul lavoro a tempo determinato, ma ora servono anche provvedimenti per rilanciare l’occupazione”. È la posizione portata da Coldiretti sul tavolo della commissione Lavoro del Senato, nel corso dell’audizione sulla riforma del mercato del lavoro. L’ultima versione del testo, quella approdata in Senato, ha recepito due richieste avanzate dall’organizzazione agricola. Innanzitutto è stato confermato lo strumento dei voucher, che, del resto, sarebbe stato assurdo mettere in discussione. Questo meccanismo ha portato risultati estremamente positivi, contrastando il fenomeno del lavoro nero e dando la possibilità a studenti, casalinghe e anziani di integrare il proprio reddito in piena trasparenza. Oltre a ciò, l’ultima versione della riforma ha escluso i contratti agricoli dai costi aggiuntivi dell'1,4% sul lavoro a tempo

determinato. L’83 per cento dei lavoratori in agricoltura è assunto a tempo determinato, come del resto riconosciuto dallo stesso decreto 368/2001. Perché la riforma dia i risultati attesi servono però ulteriori provvedimenti. “Al momento mancano idee per rilanciare l’occupazione – sottolinea Coldiretti -, a partire dalle misure su formazione e apprendistato. Ma serve anche ragionare attentamente sul discorso degli ammortizzatori sociali, visto che le ultime crisi nell’agroalimentare sono state fronteggiate con strumenti, come la cassa integrazione in deroga, che ora si vorrebbero cancellare”.


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fiscale paghe

Flussi stagionali 2012 avvio della procedura online per presentare le domande È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 19 aprile 2012 il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 marzo 2012 che definisce la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali nel territorio dello Stato italiano per l'anno 2012. È possibile dal 20 aprile u.s. inviare le domande relative al decreto flussi stagionali per l’ingresso in Italia della quota massima di 35.000 cittadini extracomunitari prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13.03.2012. I datori di lavoro possono richiedere il nulla osta al lavoro per i lavoratori non comunitari residenti all'estero fino alle ore 24 del prossimo 31 dicembre.

na, Croazia, Egitto, Repubblica delle Filippine, Gambia, Ghana, India, Kosovo, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, Marocco, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Ucraina e Tunisia. L'articolo 2 del DPCM 13.03.2012 prevede inoltre, come anticipazione della quota massima di ingresso dei lavoratori non comunitari per motivi di lavoro non stagionale per l'anno 2012, l'ingresso di 4.000 cittadini stranieri non comunitari residenti all'estero che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nel paese di origine, ai sensi dell'art.23 del decreto legislativo 25 luglio 1998 n.286.

Il ‘tetto’ di 35.000 unità, ripartito tra regioni e province au- Per informazioni e per la stesura delle domande è tonome con provvedimento del ministero del Lavoro e delle possibile rivolgersi all’Ufficio Paghe provinciale o alle Politiche sociali, riguarda i lavoratori subordinati stagionali non Unità Operative Locali di Coldiretti. comunitari di Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovi-


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lavoratori extracomunitari - rapporto irregolare con il clandestino e sanzioni Il datore di lavoro che occupa irregolarmente un lavoratore straniero clandestino viene punito non solo con sanzioni amministrative, ma anche di natura penale. La legge 125/2008 ha inasprito il regime sanzionatorio per il datore di lavoro che assume un lavoratore privo di permesso di soggiorno o con un permesso scaduto, per il quale non sia stato richiesto il rinnovo nei termini di legge. Per ogni lavoratore assunto privo di permesso di soggiorno è prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la sanzione pecuniaria di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato. Non si può assolutamente omettere di precisare come, nei casi di maggiore gravità, l’utilizzo di un lavoratore straniero che sia privo di un regolare permesso di soggiorno può integrare gli estremi del reato di sfruttamento dell’immigrazione clandestina espressamente punito dall’art. 12 del testo Unico in materia di immigrazione. La norma prevede che venga punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a 15.000,00 euro, per ogni persona entrata illegalmente, chiunque ponga in essere atti diretti a procurare l’ingresso di uno straniero nel territorio dello Stato in violazione delle norme del Testo unico. Alla stessa pena soggiace chi favorisce, in qualsiasi modo, l’ingresso illegale di una persona in un altro Stato, del quale essa non sia cittadina e nel quale non abbia titolo per la permanenza

notizie in breve

lavoro con i voucher

Prorogato per tutto il 2012 il termine che consente ai lavoratori part-time e percettori di prestazioni a sostegno del reddito di svolgere prestazioni di lavoro accessorio, in tutti i settori produttivi compresi gli enti locali, e nel limite massimo di euro 3.000 per anno solare

certificazione telematica malattie

Per la generalità dei datori di lavoro decorre l’obbligo di ricevere solamente in via telematica i certificati di malattia dei lavoratori. Non è più possibile richiedere ai lavoratori la copia cartacea del certificato di malattia, salvo le eccezioni previste. Il datore di lavoro deve recuperare la certificazione online o tramite mail (approfondimenti all’interno del giornale)

assunzione minori: obblighi del datore di lavoro

È attiva dalle ore 8.00 del 20 aprile 2012 la procedura per l’inoltro telematico delle domande Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 19 aprile 2012 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 marzo 2012 concernente la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari stagionali e di altre categorie nel territorio dello Stato per l’anno 2012. (approfondimenti all’interno del giornale)

Gli obblighi del datore di lavoro per l’assunzione del minore: - l’età minima per l’ammissione al lavoro è sottoposta a un duplice requisito: 16 anni compiuti e istruzione obbligatoria per almeno 10 anni; se manca uno di essi non può, legittimamente, essere instaurato un contratto di lavoro; - per tutti i minori è obbligatoria la visita medica preventiva e periodica. La visita al minore potrà essere effettuata: ♦♦ dal medico della struttura ospedaliera pubblica ovvero dell’Azienda Sanitaria Locale, ♦♦ dal medico di base convenzionato. Il medico competente - potrà rilasciare la certificazione di idoneità di svolgimento anche di determinate attività, in alternativa al medico del Servizio Sanitario Nazionale, - ancorché operante in regime di convenzione. Le Sanzioni: la violazione della normativa in materia di tutela del lavoro minorile comporta a carico del datore di lavoro l’applicazione di un sistema sanzionatorio molto pesante con sanzioni amministrative da Euro 516 a 2.582 ma soprattutto penali (arresto fino a 6 mesi o ammenda fino a Euro 5.164)

maxi sanzione lavoro nero e comunicazione preventiva

colf e badanti: compensi ai lavoratori domestici

responsabilità del datore di lavoro nella verifica del permesso di soggiorno

Con sentenza n. 32934 del 31 agosto 2011, la Ia Sezione Penale della Cassazione ha affermato la responsabilità penale del datore di lavoro che, in buona fede, assume un lavoratore extracomunitario non in regola con il permesso di soggiorno. A detta della Suprema Corte, il datore di lavoro deve sempre verificare la regolarità del documento e non attenersi a quanto dichiarato dal lavoratore: in caso di inesattezza o insussistenza delle affermazioni del cittadino extracomunitario non potrà invocazione a sua discolpa la buona fede in caso di inesattezza o insussistenza delle affermazioni del cittadino extracomunitario

flussi di lavoratori non comunitari stagionali nel territorio dello stato per l’anno 2012

La sola comunicazione effettuata entro le ore 24 del giorno antecedente al primo accesso ispettivo è in grado di escludere il provvedimento sanzionatorio (maxi sanzione per lavoro nero ex art.4 n. 183/2010) a dimostrazione della volontà datoriale di non occultare il rapporto di lavoro. In caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, viene applicata la sanzione amministrativa da euro 1.500 a euro 12.000 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo. L’importo delle sanzioni civili connesse all’evasione dei contributi riferiti a ciascun lavoratore irregolare è aumentato del 50%

Dal 1° febbraio 2012 anche il datore di lavoro domestico che eroga retribuzioni pari o superiori a mille euro dovrà adottare quale forma di pagamento il bonifico bancario o un assegno (di conto corrente o circolare). Quest’ultima forma di pagamento è obbligatoria per i lavoratori che non hanno un conto corrente. Per non incorrere in violazioni conviene abbandonare la prassi di corrispondere acconti in contanti, quando il cash che si anticipa si riferisce a uno stipendio complessivo superiore a mille euro


ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEI SOCI È convocata in Piacenza, via Mazzini 14 presso la sede della Banca di Piacenza (Palazzo Galli) - Salone dei depositanti, per il giorno 25 maggio 2012 alle ore 7,00 in prima convocazione ed occorrendo il giorno 26 maggio 2012 alle ore 10,00 in seconda, per la trattazione del seguente

ORDINE DEL GIORNO

1) Bilancio al 31 dicembre 2011: deliberazioni relative 2) Approvazione ristorni ai soci - esercizio 2011 3) Rinnovo cariche sociali per gli anni 2012 - 2013 - 2014 4) Determinazione emolumenti sindaci ed amministratori per il triennio 5) Esito revisione Ministero dello Sviluppo Economico

A norma dell’art. 2540 del Codice Civile e dell’art. 27 dello Statuto Sociale, sono convocate presso le sotto elencate sedi le seguenti

ASSEMBLEE PARZIALI DEI SOCI in prima convocazione tutte il giorno 12 maggio 2012 alle ore 6,00 nelle sedi sotto riportate, ed occorrendo in seconda convocazione alle ore 11,00 alle date fissate a fianco di ogni sede:

Comuni

Comuni Cortemaggiore,  Besenzone,  Caorso,   Castelvetro,  Monticelli,  S.Pietro  in  Cerro  e   Villanova   Borgonovo,  Agazzano,  Castel  S.Giovanni,   Calendasco,  Gazzola,  Piozzano,  Rottofreno,   Sarmato  e  Ziano     Carpaneto,  Gropparello  e  S.  Giorgio   Piacenza,  Bobbio,  Cerignale,  Cortebrugnatella,   Coli,  Gossolengo,  Gragnano,  Ottone,   Pontenure,  Podenzano,  Rivergaro,  Travo,   Vigolzone    e  Zerba   Fiorenzuola,  Cadeo,Castellarquato,  Alseno   Lugagnano,  Morfasso  e  Vernasca   Bettola,  Farini,  Ferriere  e  Pontedellolio   Pianello,  Caminata,  Pecorara,  Nibbiano  

Luogo

Giorno

Luogo Cortemaggiore-­‐Oratorio  

Giorno 13  maggio  2012  (domenica)  

Borgonovo –  Sala  Comunale  

14 maggio  2012  (lunedì)  

Carpaneto -­‐  Sala  Comunale   Piacenza-­‐  Sala  Bertonazzi  (Palazzo   dell’Agricoltura)  

15 maggio  2012  (martedì)   16  maggio  2012  (mercoledì)  

Fiorenzuola –  Auditorium  Beato   Scalabrini   Lugagnano-­‐  Sala  Comunale   Bettola  –Sala  Comunità  montana   Pianello-­‐  Sala  comunale  

17 maggio  2012  (giovedì)   18  maggio  2012  (venerdì)   21  maggio  2012  (lunedì)   23  maggio  2012  (mercoledì)  

ORDINE DEL GIORNO 1) Bilancio al 31 dicembre 2011: deliberazioni relative 2) Approvazione ristorni ai soci – esercizio 2011 3) Rinnovo cariche sociali per gli anni 2012- 2013-2014 4) Determinazione emolumenti sindaci ed amministratori per il triennio 5) Esito revisione Ministero dello Sviluppo Economico 6) Nomina delegati che interverranno all'Assemblea generale Nota bene: Il bilancio e relative relazioni saranno depositati presso la sede sociale nei 15 giorni antecedenti l’inizio delle Assemblee separate. Piacenza, 19 aprile 2012

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE IL PRESIDENTE Pierluigi Scrocchi


la voce 05/2012  

mensile La Voce dei coltivatori maggio 2012