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Poste Italiane spa - Sped.in a.p.-D.L.353/2003 (conv.in l.27/02/2004 n.46)-art.1 comma 1-DCB Piacenza-Costo abbonamento annuo: euro 11-Pagamento assolto tramite versamento quota associativa-contiene i.p.

Periodico di Coldiretti Piacenza 64° anno - n.3 marzo 2012

a Piacenza l’evento dedicato alla filiera del legno... nasce alla riscoperta di una risorsa fondamentale del nostro territorio Forestalia




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Forestalia: un convegno nuovo per una risorsa ritrovata

Coldiretti e Università Cattolica insieme per la formazione

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Bietola: una coltura interessante per il 2012 Made in Italy: Lo scaffale che non c’è più ............................................. 9 È scontro sui pagamenti a 30 giorni tra GDO e produttori .................. 9 Approvato il Regolamento UE sul vino BIO............................................ 12 Meno burocrazia per le imprese agricole ............................................. 14 CreditAgri ............................................................................................. 16 Formazione sul campo per i Giovani Impresa di Piacenza ................... 17 “La Voce” della Fede ............................................................................ 18 Alimentazione: il cavolo broccolo ........................................................ 19

sommario


ll’intervista intervista rvista Periodico mensile di COLDIRETTI PIACENZA

Carlo Carl Ca rloo Ba rl Bass Bassanini ssan ss anin ini

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Autorizzazione Tribunale di Piacenza n. 71 del 24 Aprile 1953 Direttore Massimo Albano Responsabile di redazione Elisabetta Montesissa Direzione artistica Marino Galli Redazione Antonella Bazzini, Dario Panelli, Elisabetta Montesissa, Laura Barbieri, Luca Piacenza, Maria Luisa Cassi, Maurizio Maffi Hanno collaborato Cinzia Pastorelli, Emanuele Gonsalvi, Enrica Gobbi, Gianluigi Lazzarini, Monica Maj, Nadia Marcotti, Riccardo Piras, Sabrina Cliti, Stefano Poni, don Stefano Segalini Direzione, redazione e amministrazione: COLDIRETTI PIACENZA Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35 Tel. 0523 596511 | Fax 0523 596596 piacenza@coldiretti.it www.piacenza.coldiretti.it Progetto grafico e impaginazione Fotocomposizione e stampa Grafiche Lama Srl Strada ai Dossi di Le Mose, 5/7, Piacenza Il periodico ha una tiratura di 9.500 copie. Viene spedito ai Soci in regola con la quota associativa. Non è in vendita. In copertina: Palazzo Gotico, icona per eccellenza del capoluogo piacentino, simbolicamente rappresentato al vertice di un sistema territoriale dove gli alberi e la natura sono soggetti primari.

iiniziative niziative Coldiretti Coldiretti Coldiretti e Terranostra protagonisti alla BIT ............................................................. 22 Va in onda COLDIRETTI IL CUORE DELLA TERRA ....................................................... 22

eetichettopoli tichettopoli Che fine ha fatto l’etichetta obbligatoria?.................................................................. 24

eeventi venti ddal al m mondo ondo aagricolo gricolo La pagina del Consorzio di Bonifica di Piacenza ........................................................ 25 La pagina dell’Associazione Piacentina Latte............................................................. 26 La pagina del CIO (Consorzio Interregionale Ortofrutticoli) ...................................... 27 La Voce della Cattolica ............................................................................................... 28 Caorso, nel giorno di S.Antonio Abate ....................................................................... 29

tecnico tecnico Condizionalità 2012 .................................................................................................... 30 Controlli sanitari, le aziende agricole non dovranno pagare........................................... 31 A domanda... risposta ................................................................................................ 32 Pagamenti agrea ......................................................................................................... 33 Requisiti di sicurezza dei trattori contro il ribaltamento .............................................. 33

fiscale scale TRIBUTARIO - IMU IMU, un colpo l pesante per lle iimprese agricole ......................................... 34 TRIBUTARIO - Fiscale tributario Fabbricati: fino al 31 marzo per la domanda di ruralità 35 TRIBUTARIO - Fissato al 30/11/2012 il termine per l’accatastamento dei fabbricati rurali . 35 TRIBUTARIO - Impianti fotovoltaici: adempimenti e scadenze ........................................ 36 TRIBUTARIO - Iva: liquidazione trimestrale ..................................................................... 36 TRIBUTARIO - Altre importanti novità fiscali ................................................................... 39 TRIBUTARIO - PEC: consegna Utente e Password per accedere alle caselle di posta ...... 43 TRIBUTARIO - F24 online e avviso di addebito via SMS ................................................... 44 PAGHE - Le novità in materia di lavoro .......................................................................... 47 PAGHE - Tracciabilità stipendi ....................................................................................... 47

nnotizie otizie iinn bbreve reve Varie ........................................................................................................................... 49

CCap ap

Varie ........................................................................................................................... 50 ................................. .......... ....... www.piacenza.coldiretti.it ... La Voce dei Coltivatori online: ..................................................................................... Questo numero è stato chiuso in redazione il 3 marzo 2012 Titolare del trattamento dei dati personali nelle banche dati di uso redazionale è Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dal Dl.Lgs 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, telefonando al n.0523 596511, e-mail: piacenza@coldiretti.it

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La Voce dei Coltivatori è stampato su carta di cellulosa certificata FSC con elevato contenuto di fibre di recupero, completamente biodegradabile e riciclabile.


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La filiera italiana del legno: sviluppo, opportunità, risorsa e tutela del territorio

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“Una novità per Piacenza, l’attenzione a questo settore produttivo che si sta dimostrando una fondamentale risorsa per la nostra provincia, in particolare nelle aree collinari e montane; la Coldiretti non può assolutamente ignorare il settore agroforestale, perché sempre più aziende vedono in questa attività un completamento di quella agricola, che coraggiosamente viene portata avanti nelle zone più disagiate della nostra provincia”. Con queste parole il Presidente Luigi Bisi ha sottolineato l’importanza dell’incontro, tenuto all’interno della Fiera Forestalia, organizzato da Coldiretti Piacenza, per riportare l’attenzione sulle opportunità della filiera italiana del legno. Ha aperto gli interventi Gabriele Calliari, presidente di Federforeste che ha focalizzato l’attenzione sull’educazione fin dall’età scolare, per ridare al bosco e a chi ci lavora il valore che merita e che ha sempre avuto. “Per troppo tempo il bosco è stato un problema, ha sostienuto Calliari, e oggi, per superare questo, chi opera in foresta deve riacquisire la dignità e la consapevolezza di produrre una risorsa importantissima per la società. Questa partita, sempre per Federforeste, va giocata in sinergia con l’agricoltura: non esiste ambiente e natura senza agricoltura. Walter Merler, Responsabile Area Innovazione del Consorzio dei Comuni Trentini, ha voluto riportare l’ottimo esempio di collaborazione tra le pubbliche amministrazioni del Trentino, che sono nella maggior parte dei casi proprietarie dei boschi, con la gestione che passa attraverso una vera e propria cooperativa tra Comuni, operante secondo criteri mutualistici. “In questi

anni, spiega Merler, si è proceduto a un’accurata programmazione nell’utilizzo delle aree boschive unitamente alla certificazione della Gestione Ambientalmente Sostenibile della risorsa, non solo come fonte di legname d’opera con cui sono realizzati ed esportati diversi manufatti, ma anche con la gestione del bosco come ambiente da vivere”. Il responsabile tecnico della Comunità Montana delle Valli del Nure e dell’Arda, Claudio Celaschi, partendo dalla dipendenza che, fin da 5000 anni fa, le popolazioni di queste zone avevano col bosco, ha sottolineato che “in tempi di magra questo bene naturale torna ad essere interessante, con un prelievo annuale per la zona di nostra competenza che va da 30000 a 35000 tonnellate di legna da ardere, senza creare alcun disagio alla popolazione residente o al turismo. In questo momento storico l’ufficio tecnico della Comunità Montana, in linea col proprio ruolo istituzionale, è il crocevia tra chi cerca e chi offre superfici boschive da tagliare. Secondo Enzo Compagnin, Comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato, “la foresta diventa veramente una risorsa nel momento in cui viene gestita e governata. Si può procedere anche da noi a una forma di certificazione: con una spinta della Regione nei confronti dei Consorzi Forestali Volontari. Attualmente non c’è una programmazione nella gestione dei tagli, questo si evince dal fatto che ci sono incrementi significativi della superficie forestale del nostro territorio: in Emilia Romagna il bosco cresce di 1,5 milioni di MC/anno a fronte di un consumo di 750 mila MC/anno”. Per Giacomo Maggiari, Dottore forestale che da anni opera nell’alta Val Nure e Val Trebbia, “il problema principale è rappresentato dalla frammentazione della proprietà boschiva che non permette di lavorare efficientemente, a differenza di ciò che accade con la proprietà collettiva dei Comunelli di Ferriere e dei Consorzi Forestali in cui è possibile sfruttare la contiguità degli appezzamenti oggetto di intervento massimizzando la logistica, le attrezzature e le forze lavoro”. Perciò quello di Ferriere risulta essere un esempio da portare avanti: una compattezza delle zone oggetto di intervento, con l’elaborazione di piani organici integrati perfettamente nella viabilità esistente e a impatto zero sulla popolazione.

da sinistra Enzo Compagnin, Giacomo Maggiari, Luigi Bisi, Gabriele Calliari, Walter Merler, Claudio Celaschi


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marzo 2012

sindacale

un convegno

NUOVO per una risorsa RITROVATA


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Percorso dedicato ai top manager delle maggiori strutture agroindustriali del territorio

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Coldiretti e Università Cattolica insieme per la

FORMAZIONE

“Il governo dell’azienda agro-industriale” è il tema del primo corso di formazione avviato da Coldiretti Piacenza con il supporto dell’Università Cattolica di Piacenza. Non si tratta di un semplice progetto didattico dedicato a imprenditori, direttori generali ed amministratori di realtà aziendali operanti nel settore agro-industriale, ma segnerà la nascita di una sinergia e collaborazione tra la maggior organizzazione agricola del territorio ed uno degli Atenei più importanti del panorama nazionale. “Siamo assolutamente convinti, sottolinea il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano, che la formazione sia alla base della crescita della nostra economia per lo sviluppo del territorio. È per questo motivo che riteniamo indispensabile cogliere e “sfruttare” le opportunità offerte dalle risorse locali. L’Università Cattolica è senza dubbio una grande risorsa, così come lo sono le strutture agroindustriali e i loro manager. Abbiamo ritenuto pertanto essenziale creare una sinergia con Coldiretti, affinchè l’ateneo potesse cogliere la concretezza delle realtà territoriali e allo stesso tempo trasferire sulle stesse studi, conoscenze e competenze”. “L’esigenza di dar vita a questo progetto formativo, sottolinea il direttore dell’Università Cattolica di Piacenza Mauro Balordi, nasce da una considerazione di fondo: la crescita vertiginosa della complessità delle problematiche che ciascun manager oggi si trova ad affrontare. Ed a rendere ancora più difficile il lavoro di chi occupa posizioni di responsabilità in azienda, si aggiunge quel fenomeno che chiamiamo “discontinuità”. Se in passato i cambiamenti erano graduali, maggiormente prevedibili, e quindi maggiormente governabili, oggi i mutamenti sono repentini e

imprevedibili. Ne discende che è quanto mai fallimentare fare “come abbiamo sempre fatto”. “Il mondo è cambiato”, prosegue Balordi, non è una frase ovvia, ma una grande verità: non possiamo fare “come abbiamo sempre fatto”. Di fronte a nuovi problemi ci sono nuove esigenze, vengono richieste nuove soluzioni e competenze. In questo contesto è assolutamente “indovinata” la necessità di Coldiretti di offrire ai managers delle maggiori strutture agro-industriali l’opportunità di arricchire il loro bagaglio di conoscenze. Bagaglio che è già ricco di preziosissima “esperienza sul campo” che però occorre integrare e valorizzare con conoscenze tecniche, per rafforzare le competenze gestionali e manageriali”. “Il nostro obiettivo, conclude Albano è che questo percorso possa essere anche fucina e laboratorio di idee, perché, come ripetiamo spesso, le idee e i progetti nascono e si sviluppano dalle persone e dai dirigenti, senza i quali sarebbe impossibile governare e far crescere la nostra economia e la nostra Organizzazione.

da sinistra Massimo Albano, Francesco Timpano, Annamaria Fellegara, Mauro Balordi


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marzo 2012

Tra GDO e produttori

È scontro sul Decreto Liberalizzazioni, con la lobby della Grande distribuzione organizzata che sta cercando di affossare il provvedimento che porta a 30 giorni i termini dei pagamenti per i prodotti alimentari deteriorabili. Una novità che va finalmente a riequilibrare il potere contrattuale all’interno della filiera agroalimentare a vantaggio dei produttori e che, proprio per questo, non viene ben vista dalla Gdo. A difesa del decreto è così scesa in campo la Coldiretti che, assieme alle altre organizzazioni di rappresentanza del mondo cooperativo, ha ricordato che “lo stesso Parlamento Europeo ha richiamato l’attenzione ad un maggiore equilibrio lungo la filiera. La nuova disciplina sulle relazioni commerciali per la vendita dei prodotti agricoli, contenuta nell’art. 62 del Decreto sulle liberalizzazioni, aumenterà la trasparenza non solo nei rapporti contrattuali tra produzione e distribuzione, ma anche tra tutti i passaggi e gli attori della filiera, con un indubbio vantaggio per lo stesso consumatore

sindacale

sui pagamenti a 30 giorni è

SCONTRO

finale”. L’agroalimentare italiano, secondo una nota diffusa dalla Coldiretti, è già soggetto a troppi fenomeni di alternazione della concorrenza, dal disequilibrio nei rapporti di filiera all’italian sounding, dalla contraffazione al dumping sociale, ambientale e sanitario con il resto del mondo. Per questo ogni misura che contiene tali fenomeni trova il plauso e il forte sostegno di tutta la filiera produttiva e sarebbe dunque inaccettabile un eventuale cedimento del Parlamento rispetto ad una norma di così indubbia civiltà. L’intervento legislativo, fortemente voluto dal Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania, fissa a 30 giorni i termini di pagamento per i prodotti alimentari deteriorabili (e 60 per le altre merci), introduce la forma scritta obbligatoria per tutti i contratti di fornitura, prevede quali comportamenti sono espressamente vietati nelle relazioni commerciali e istituisce infine uno specifico regime sanzionatorio. Tutti interventi che vanno nella giusta direzione della trasparenza e del rispetto reciproco tra le parti.

Lo scaffale italiano che NON C’È PIÙ made in italy: in mani straniere marchi storici per 5 mld/anno 2012 PELATI AR - ANTONINO RUSSO - Acquisito nel 2012 dalla società Princes controllata dalla Giapponese Mitsubishi 2011 PARMALAT - Acquisita dalla francese Lactalis GANCIA - Acquisito dell’oligarca Rustam Tariko, proprietario della banca e della vokda Russki Standard 2008 BERTOLLI - Venduta a Unilever e quindi acquisita dal gruppo spagnolo SOS 2006 GALBANI - Acquisita dalla francese Lactalis CARAPELLI - Acquisita dal gruppo spagnolo SOS 2005 SASSO - Acquisita dal gruppo spagnolo SOS FATTORIE SCALDASOLE - Venduta a Heinz nel 1995 e quindi acquisita dalla francese Andros 2003 PERONI - Acquisita dall’azienda sudafricana SABMiller INVERNIZZI - Venduta a Kraft nel 1985 e quindi acquisita dalla francese Lactalis 1998 LOCATELLI - Venduta a Nestlè e quindi acquisita dalla francese Lactalis SAN PELLEGRINO - Acquisito nel 1998 dalla svizzera Nestlè 1993 ANTICA GELATERIA DEL CORSO - Acquista dalla svizzera Nestlè 1988 BUITONI - Acquisito dalla svizzera Nestlè PERUGINA - Acquisito dalla svizzera Nestlè

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FIERAGRICOLA - Verona: sono passati in mani straniere marchi storici

dell’agroalimentare italiano per un fatturato di oltre 5 miliardi di euro nell’ultimo anno, anche per effetto della crisi che ha reso più facili le operazioni di acquisizione nel nostro Paese. È l’allarme lanciato dal presidente della Coldiretti Sergio Marini in occasione dell’inaugurazione della Fieragricola di Verona. Ad essere presi di mira sono sopratutto i prodotti simbolo dell’Italia e della dieta mediterranea, dall’olio al vino fino alle conserve di pomodoro. “Nello spazio di dodici mesi - sottolinea Marini - sono stati ceduti all’estero tre pezzi importanti del Made in Italy alimentare che sta diventando un appetibile terra di conquista per gli stranieri con la tutela dei marchi nazionali che è diventata una priorità per il Paese, da attuare anche con una apposita task force. Si è iniziato con l’importare materie prime dall’estero per produrre prodotti tricolori. Poi si è passati ad acquisire direttamente marchi storici e il prossimo passo rischia di essere la chiusura degli stabilimenti italiani per trasferirli all’estero. Un processo - continua il presidente di Coldiretti - favorito dalla crisi di fronte al quale occorre accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi”. Secondo uno studio Coldiretti/Eurispes, il risultato è stato che oggi circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati deriva da materie prime agricole straniere, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy, per un fatturato stimato in 51 miliardi. Da qui la necessità per la Coldiretti di applicare con trasparenza la legge nazionale sull’obbligo di indicare la provenienza in etichetta su tutti gli alimenti approvata dal Parlamento all’unanimità lo scorso anno.


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Dopo la riforma del settore saccarifero del 2006 che ha causato la chiusura di 14 zuccherifici su tutto il territorio nazionale, nella nostra Provincia la coltivazione delle barbabietole da zucchero si é molto ridotta. Ora, con la fine del regime transitorio del regolamento comunitario e grazie all’aumento del prezzo dello zucchero, si può tornare a parlare di questa coltura con la convinzione di poter proporre una valida alternativa ad altre coltivazioni. Innanzi tutto vorrei chiarire un aspetto giuridico importante: tutti gli agricoltori interessati possono coltivare le barbabietole anche se negli anni passati hanno ricevuto i contributi per la dismissione degli stabilimenti. Con la fine del regolamento transitorio infatti sono terminati tutti i vincoli che questo prevedeva. Un’ultima novità è lo stanziamento da parte del CIPE di 35 milioni di euro per sanare gli aiuti nazionali al settore del 2009 e l’impegno dello stesso per reperire i fondi per sanare quanto prima anche il 2010. Un’ altra domanda che spesso mi viene posta riguarda il pagamento dei costi di trasporto. Il dubbio viene pensando alla distanza che c’è tra le nostre zone e lo zuccherificio di San Quirico Trecasali in provincia di Parma. Nell’accordo interprofessionale sottoscritto, per la provincia di Piacenza, essendo parte del comprensorio storico, il costo rimane ad esclusivo onere dell’industria saccarifera. Chiariti questi aspetti passiamo all’analisi economica della coltura. Il primo aspetto è il prezzo della bietola Dalla campagna 2011 sono terminati gli aiuti previsti sia dalla Comunità Europea che dallo Stato Italiano, l’unico contributo rimasto è quello previsto dall’articolo 68 della PAC che prevede una cifra fissa per ettaro che, rapportato alle produzioni medie, possiamo calcolare in circa 6 Euro per tonnellata bietola indipendentemente dalla polarizzazione. La parte più importante, naturalmente, è rappresentata dal valore industriale che per il 2012 sarà di 38,10 Euro per tonnellata di bietole a 16 Gradi polarimetrici. A questo va aggiunta la spettanza polpe che dallo scorso anno è divenuta molto importante. Vista la presenza nel territorio di numerosi biodigestori la filiera è riuscita a fare degli accordi per valorizzare le polpe surpressate in questi impianti ottenendo una cifra pari a 5,90 Euro per tonnellata di bietola indipendentemente dalla polarizzazione. Alle cifre sopra indicate bisogna detrarre la tassa sulla produzione dello zucchero che ancora permane che è pari a 0,78 Euro per tonnellata di bietola a 16 gradi polarimetrici.

Per la prima volta all’interno dell’accordo interprofessionale è stato previsto un prezzo minimo garantito che è quello indicato in tabella ed una eventuale integrazione qual’ora il prezzo dello zucchero rimanga a quotazioni superiori ai 660 Euro per tonnellata. Le eventuali cifre superiori a questa soglia verranno divise al 50% per la parte industriale ed il restante 50 % alla parte agricola. È sempre difficile ed aleatorio prevedere le evoluzioni del mercato, in ogni caso possiamo dire che condizioni di mercato pari a quelle del 2011, garantirebbero un aumento di prezzo di circa 4 Euro per tonnellata di bietola. Il prezzo che ci viene riconosciuto non è però sufficiente a determinare la convenienza di una coltivazione, l’aspetto produttivo ed i costi sono fondamentali per poterne valutare l’effettiva convenienza. Fino a qualche anno fa le produzioni medie non superavano le 8 – 8,5 tonnellate di saccarosio per ettaro (50 – 53 tonnellate di radici a 16 ° polarimetrici), negli ultimi anni le produzioni sono progressivamente aumentate fino allo scorso anno quando ben il 39 % dei coltivatori ha superato le 11,5 tonnellate di saccarosio (71,8 tonnellate di radici a 16° ) ed un altro 27 % ha superato le 9,4 tonnellate di saccarosio ( 58,7 tonnellate di radici a 16°). L’aumento produttivo di questi anni è certamente dovuto a più fattori quali il miglioramento delle varietà e ad alcune tecniche colturali migliorate, aumento della quantità di azoto distribuita, utilizzo dove possibile dell’irrigazione, miglioramento dei prodotti anticercosporici. Certamente il miglioramento delle varietà ha consentito di sfruttare al meglio le nuove tecniche colturali e l’introduzione di varietà tolleranti ai nematodi estremamente performanti ha permesso ottimi risultati anche in quegli areali storici dove i terreni sono spesso colpiti da questo patogeno. Il valore delle nostre bietole cambia al variare della polarizzazione e c’è sempre il timore di incappare in una annata a basso titolo, la formazione attuale del prezzo che prevede due voci non alterate da questo fattore, articolo 68 e valore polpe surpressate, mitiga le differenze di prezzo fra una polarizzazione e l’altra. Importante è produrre molte tonnellate di saccarosio per ettaro, una tonnellata di saccarosio vale circa 300 Euro di media e se moltiplichiamo questo valore per i dati produttivi del 2011 arriviamo a poter ipotizzare introiti fra i 2800 ed i 3500 Euro per ettaro considerando le medie sopra indicate. Il costo dei mezzi tecnici per la produzione, seme, concimi, diserbi e trattamenti, può variare fra 800 e 900 Euro per ettaro; il costo delle lavorazioni meccaniche, dall’aratura al carico compreso le irrigazioni e la distribuzione di concime e trattamenti fitosanitari, in funzione della quantità di operazioni eseguite direttamente

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♦ Prezzo industriale base 16° ♦ Articolo 68 ♦ Valorizzazione polpe surpressate ♦ Tassa sulla produzione art. 16 reg. CE 318/06 TOTALE

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sindacale

dallâ&#x20AC;&#x2122;azienda agricola può variare fra i 600 ed i 900 Euro per ettaro, per un costo complessivo compreso fra i 1400 ed i 1800 Euro per ettaro. Con i dati qui esposti riteniamo che avere un obiettivo di margine utile che si avvicini o che possa superare anche di molto i 1000 Euro per ettaro non sia per nulla utopistico il chĂŠ ci porta a sostenere che la coltivazione della barbabietola da zucchero nella provincia di Piacenza possa tornare a pieno titolo allâ&#x20AC;&#x2122;interno delle nostre rotazioni agrarie.

BIETOLA

la : una coltura interesante per il 2012


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Il Comitato permanente per la produzione biologica (Scof) ha approvato le nuove norme comunitarie per la produzione di “vino biologico”, che saranno pubblicate nelle prossime settimane sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. Negli ultimi 5 anni, secondo i dati diffusi nell’ambito del progetto europeo Orwine, si registra nel settore dei vini da uve biologiche un aumento medio del fatturato del 18% con punte anche del 90%, mentre la previsione per i prossimi anni è di un incremento medio annuo medio del 13% che potrebbe anche raggiungere il 20%. Oggi, il numero di imprese agricole che producono vini da uve biologiche è in aumento. Secondo studi di mercato, nel prossimo futuro, i consumatori considereranno il fattore ecologico come uno dei parametri principali per scegliere un vino,

Approvato il regolamento Ue

VINO BIO

, sul un passo importante ma pesa il mancato stop alla solforosa

attribuendo al concetto di “rispetto per l’ambiente” un’importanza simile al prezzo, alla varietà o all’origine. La domanda di vini biologici prodotti in Italia continua a svilupparsi positivamente anche se si registrano due tendenze contrastanti. Per chi vende vini biologici attraverso la ristorazione, la domanda di vini bio da parte dei consumatori non é particolarmente brillante, mentre la situazione del commercio specializzato è, invece, relativamente buona. Inoltre, al nord i vini da uve biologiche sono più richiesti che al sud. Coldiretti ritiene che l’adozione del regolamento comunitario sia un passo importante per garantire uno sviluppo adeguato al settore. Finalmente, grazie al fatto che le norme disciplinano l’intero processo enologico e non la sola fase di coltivazione in campo delle uve bio, si potrà etichettare il vino come “biologico” e non più come “ottenuto da uve biologiche“. Inoltre, sarà riconoscibile grazie all’apposizione in etichetta del logo europeo. Tuttavia, l’Ue ha ancora una volta, perduto l’occasione di emanare una legislazione che distingua nettamente un alimento ottenuto con il processo di produzione biologico rispetto a quello convenzionale stabilendo dei limiti di impiego di anidride solforosa che non si discostano in modo significativo da quelli dei vini convenzionali. Infatti, iI tenore massimo stabilito di solfito per il vino rosso è 100 mg per litro (150 mg/l per il vino convenzionale) e per il vino bianco/rosé, 150mg/l (200 mg/l per il vino convenzionale), con un differenziale di 30mg/l quando il tenore di zucchero residuo è superiore a 2 g/l. La scelta è stata di fatto “politica” per assecondare le esigenze di quegli Stati europei come la Germania che, pur non essendo vocati alla produzione di vini bio, vogliono comunque essere sul mercato con questa tipologia di prodotto. Sarebbe stato molto più rispettoso e coerente con il metodo di produzione biologico stabilire nel regolamento, l’obiettivo di produrre, entro un certo numero di anni, vini senza ricorrere all’anidride solforosa prevedendo un periodo transitorio di tempo ai produttori europei per adeguarsi. La nuova normativa delude, quindi, le aspettative di Coldiretti che ha sempre sostenuto, consapevole della qualità delle uve del know how dei produttori di vini da uve biologiche italiani, di differenziare nettamente il vino biologico da quello convenzionale per rispondere alle legittime aspettative di quei consumatori che vogliono acquistare un alimento “il più naturale possibile”.


La

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sindacale

BUROCRAZIA

meno per le imprese agricole

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Meno burocrazia per le imprese agricole, vendita diretta e omologazione macchine agricole più facili. Sono alcuni dei provvedimenti per il settore agricolo contenuti nel decreto sulle semplificazioni appena varato dal Governo. “Misure positive, sottolinea la Coldiretti, per ridurre la burocrazia cui sono soggette le imprese agricole”.

Nel dettaglio… L’articolo 26 consentirà di ridurre il numero di certificati e informazioni richiesti agli agricoltori, “alleggerendo” le operazioni relative alla erogazione di aiuti e contributi comunitari. Agea potrà, infatti, accedere alle informazioni riguardanti i soggetti beneficiari possedute dall’Agenzia delle Entrate, dall’Inps e dalle Camere di Commercio e “girarli” agli Organismi pagatori. Gli Organismi Pagatori predisporranno inoltre sistematicamente le procedure informatiche per la presentazione delle domande relative agli aiuti previsti dalla Politica Agricola Comune e metteranno a disposizione degli utenti le procedure in argomento. Le Amministrazioni pubbliche (articolo 14 del decreto) saranno tenute a pubblicare sul proprio sito istituzionale e sul sito www.impresainungiorno.gov.it la lista dei controlli a cui sono assoggettate le imprese in ragione della dimensione e del settore di attività, indicando per ciascuno di essi i criteri e le modalità di svolgimento delle relative attività.Per quanto riguarda le imprese agricole i relativi

regolamenti saranno emanati su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sentite le associazioni imprenditoriali. Più facile anche avviare un’attività di vendita diretta per gli imprenditori agricoli in forma itinerante. L’articolo 29 permetterà di iniziare contestualmente all’invio della comunicazione, fermo restando l’obbligo di rispettare in ogni caso la vigente disciplina igienico sanitaria in materia di vendita di prodotti alimentari. Ancora, le omologazioni e le prove delle macchine agricole (articolo 27) potranno essere effettuate da strutture autorizzate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dal Mipaaf. Attualmente, gli accertamenti dei requisiti di idoneità alla circolazione stradale di tutti i veicoli, macchine agricole incluse, avviene tramite visita e prova da parte degli uffici del Dipartimento per i Trasporti Terrestri del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Centro Prove Autoveicoli - CPA) presenti sul territorio. Più semplice (articolo 28) anche recuperare all’attività agricola terreni ricoperti da boschi. Verranno individuate appropriate procedure di autorizzazione anche nell’ottica di una valorizzazione dell’importanza dei paesaggi rurali. Il decreto (articolo 30) interviene anche sulla movimentazione aziendale dei rifiuti. Gli agricoltori che devono portare i propri rifiuti da un terreno alla zona di deposito temporaneo potranno transitare anche sulle strade pubbliche senza obbligo di compilare un formulario di trasporto, come previsto dall’attuale normativa. Nel decreto si prevede inoltre che “i beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata individuati dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che hanno caratteristiche tali da consentirne un uso agevole per scopi turistici possono essere dati in concessione a cooperative di giovani di età non superiore a 35 anni”.


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attività 2011: in piena crisi

CreditAgri ha svolto un ruolo a supporto delle imprese agricole

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Nel fare un bilancio dell’attività di CreditAgri nel 2011, non possiamo prescindere dal considerare anche il ruolo giocato dalla crisi economica nel nostro Paese; quest’ultima infatti non ha risparmiato il settore agricolo rendendo difficoltoso l’accesso al credito per le nostre aziende agricole. In particolare, dai dati nazionali di CreditAgri, l’incidenza delle sofferenze bancarie in agricoltura risulta essersi mantenuta stabile con gli impegni che sono stati meno rischiosi ma con oneri finanziari più alti. Il costo del denaro per gli imprenditori agricoli, infatti, è raddoppiato per la crisi che riduce la liquidità aziendale. Conseguentemente sono aumentate le richieste di accesso al credito; infatti, tali incrementi si riferiscono, in particolare, a domande tese a fronteggiare le esigenze di liquidità che purtroppo continuano a preoccupare le imprese agricole. Oggi i tassi bancari superano il 7%, in caso di prestiti a medio/lungo termine, fino a sfiorare il 14% per gli scoperti di conto, mentre le previsioni per i prossimi mesi non sono incoraggianti. Dunque, l’attuale situazione penalizza quanti nella propria azienda avevano programmato di intervenire con innovazione e nuovi acquisti. Nonostante questo, analizzando i dati del 2011, il ricorso al credito rispetto allo stesso periodo del 2010 mostra un’agricoltura dinamica con trend davvero interessanti, che superano l’11% rispetto ai precedenti 4 anni. Analizzando inoltre il rapporto tra fidi concessi, quindi accordati, e componente utilizzata, il rapporto resta molto elevato. Così come resta alta la performance legata alla carenza di liquidità, che raggiunge cifre record. Banca d’Italia segnalava la consistenza degli affidamenti in agricoltura, silvicoltura e pesca sopra i 40 miliardi di euro (oltre 11 nel nord-ovest, più del 13 al nord-est, poco più di 8 miliardi per le imprese al centro, quasi 5 miliari per il sud e poco meno di 3 per le isole). Di questi circa il 16 miliardi sono erogazioni a medio lungo periodo. Le esigenze delle imprese riguardano il 52% dei casi investimenti immobiliari (costruzioni di fabbricati rurali). Sul fronte dell’analisi dei rischi, gli indicatori sui tassi, nonostante gli impieghi si dimostrino progressivamente sempre meno rischiosi rispetto ad altri comparti produttivi, rimarcano ancora una volta come sui finanziamenti per cassa le incidenze di onere finanziario siano più elevate della media. Ma la vera partita da giocare, tutta in atto, è quella relativa ai miliardi di finanziamento che devono essere riposizionati sul medio e lungo periodo per effetto della carenza di adeguati flussi finanziari, che non permettono agli imprenditori di onorare le scadenze se non previa dilazione sul lungo periodo. Ciò detto si rende evidente quanto il ruolo di CreditAgri sia stato decisivo e spesso risolutivo anche in Emilia-Romagna. In particolare nel 2011, nella nostra regione, abbiamo visto il consolidamento dei servizi di mediazione creditizia e consulenza finanziaria offerti da Coldiretti. Tradotto in numeri, l’intermediato totale nel 2011 ha toccato i 200 milioni di euro, considerando sia l’attività di mediazione creditizia sia l’attività di rilascio delle garanzie fidi svolta in collaborazione con gli Agrifiinfo: CreditAgri Emilia Romagna Via Rizzoli 9 • 40125 Bologna (BO) Tel. 051/2758811 • fax 051/2960627 e-mail: creditagri.emr@coldiretti.it www.creditagri.com

CreditAgri Emilia Romagna Sportello di Piacenza Via Colombo 35 • 29122 Piacenza Tel. 0523/596566 • fax 0523/596596 Referente: Fabrizio Masini fabrizio.masini@coldiretti.it

di provinciali. I finanziamenti erogati complessivamente sono stati circa 141 milioni di euro. Di questi, sempre a livello regionale, il 18% è stato destinato al finanziamento di giovani imprenditori. Analizzando invece le finalità degli investimenti, risulta che circa il 37% degli stessi ha interessato operazioni nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, circa il 28% l’acquisto di terreni e il miglioramento agrario ed, infine, il restante 35% ha avuto come scopo la ristrutturazione delle passività pregresse o la richiesta di liquidità. In considerazione del fatto che la destinazione dei finanziamenti richiesti è connessa alle caratteristiche del territorio di pertinenza, si nota come le aziende agricole bolognesi, in quasi un terzo dei casi, abbiano fatto investimenti finalizzati al miglioramento agrario (attrezzature, impianti, ecc.); rispetto al 2010 risultano in forte riduzione gli investimenti per agro energie e in crescita le richieste per il consolidamento del debito pregresso. Ferrara anche nel 2011 si è caratterizzata per la richiesta di mutui ipotecari volti in parte al miglioramento agrario, spesso per l’acquisto di attrezzature agricole o l’impianto frutteto, ma soprattutto al consolidamento delle passività. Le aziende modenesi in oltre la metà dei casi hanno richiesto il servizio di mediazione creditizia per destinarlo all’ottenimento di liquidità, finanziamenti di conduzione o dotazione. A Parma la maggior parte delle operazioni portate a termine è stata di medio lungo periodo a supporto del settore lattiero-caseario e del miglioramento agrario con l’acquisto di terreni; sebbene nettamente inferiori rispetto all’anno precedente, non sono mancati investimenti nelle agro energie. Anche le richieste dalle aziende agricole reggiane hanno interessato soprattutto operazioni di lungo termine finalizzate al sostegno dell’attività lattiero-casearia; significativamente meno numerose dell’anno precedente le richieste di ristrutturazione del debito. A Piacenza, nel 2011, le aziende agricole sul 24% dell’intermediato hanno confermato la tendenza a finanziarsi sul breve periodo con numerose richieste per anticipi fatture sui conferimenti dei prodotti in Cooperativa, sulle anticipazioni del premio Domanda Unica e conduzione ; non sono mancati investimenti a medio e lungo periodo finalizzati al potenziamento della massa poderale, alla costruzione di stalle, annessi agricoli e all’acquisto di macchinari per una più razionale coltivazione dei terreni, ed ai progetti di filiera che hanno finanziato le imprese cooperatrici; questo grazie anche al Piano di Sviluppo Regionale. Operazioni importanti sono state fatte anche nel settore delle energie rinnovabili, come finanziamenti su impianti fotovoltaici sui tetti delle stalle e capannoni, con il relativo smaltimento di coperture contenenti amianto e impianti di produzione di energia da biomassa. Infine le province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, grazie all’intervento della nostra rete di mediatori creditizi e consulenti finanziari, sono ricorse alle Banche soprattutto per la ristrutturazione del debito pregresso; nel 37% dei casi gli investimenti richiesti e concessi sono serviti al potenziamento agrario.


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L’avvio dei viaggi studio è avvenuto con la visita ad un caseificio di Novara e il gemellaggio con il gruppo giovani della città piemontese

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marzo 2012

sindacale

Coldiretti

FORMAZIONE SUL CAMPO per i Giovani Impresa di Piacenza

Ha preso avvio il percorso di formazione per il gruppo Giovani Impresa di Coldiretti Piacenza. “L’abbiamo voluto definire “formazione sul campo 2012”, ha sottolineato il delegato Jonatha Risoli, perché a fianco degli incontri con le strutture economiche e con le realtà locali che periodicamente realizziamo, riteniamo importante alternare viaggi studio per visitare altre realtà importanti. Quindi competenze e conoscenze, ma anche confronti e idee da altre strutture e territori”. La prima uscita è stata effettuata a Novara dove hanno visitato la Latteria Sociale di Cameri, in cui viene prodotto e commercializzato il formaggio Dop Gorgonzola, oltre ad una realtà vitivinicola e agrituristica nelle colline di Sizzano, è stata anche l’occasione per fare un gemellaggio formale con il gruppo giovani della città piemontese. Oltre quindici giovani piacentini sono stati accolti dal comitato Giovani Impresa di Novara e con il delegato Giacomo Martinelli hanno avuto la possibilità di raccogliere l’esperienza della loro realtà, in particolare degli aspetti più significativi riguardanti la produzione e commercializzazione delle eccellenze enogastronomiche novaresi.

16 febbraio: assemblea di macroarea svoltasi a Firenze

A

ltrettanto importante l’assemblea di macroarea che si è svolta il 16 febbraio a Firenze nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. 125 i giovani imprenditori dall’Emilia Romagna, tra cui una numerosa delegazione di Piacenza. Guidati dal delegato regionale, Mattia Dall’Olio, i rappresentanti dell’Emilia Romagna hanno portato la testimonianza di una regione dove le seimila aziende guidate da giovani sono tra le più vitali della regione, in quanto possiedono una superficie superiore del 70% rispetto alla media regionale rilevata dal censimento agricolo 2010 (23,44 ettari contro il 14,63) e un fatturato più elevato del 79% della media e il 55% di occupati in più. “I giovani imprenditori agricoli, conclude Risoli, nonostante la crisi, anzi, proprio in risposta alla crisi, stanno spingendo le loro imprese verso una più elevata capacità competitiva e una maggiore innovazione, puntando sulla valorizzazione del made in Italy e proponendosi come protagonisti per la realizzazione del progetto di Coldiretti per la ‘filiera agricola tutta italiana’.

in foto, il gruppo giovani di Piacenza con i rappresentanti del gruppo Giovani di Novara


Alimentazione

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le qualitĂ nutrizionali dei prodotti del territorio a cura della Dott.ssa Monica Maj

il cavolo

BROCCOLO

(Brassica oleracea) è una varietĂ tipica del periodo il cui nome deriva dal latino broccus che significa â&#x20AC;&#x153;che la le punte sporgenti, germoglioâ&#x20AC;?. Si tratta di una coltivazione antichissima, ottenuta dal cavolo dagli antichi Etruschi. Ă&#x2C6; un tipo di ortaggio con infiorescenza compatta, sferica e di colore verde. Le varietĂ  di broccolo sono innumerevoli e comprendono molte varietĂ  locali alcune delle quali precoci, come Ramoso verde calabrese, Bianco precoce, Broccolo di Verona, Primaticcio di Albano, e altre tardive, come il Pugliese, Tardivo di Albano o il Nero di Napoli.

QualitĂ nutrizionali Il broccolo è un ortaggio con un apporto limitato di calorie (circa 23 ogni 100 grammi) ed è ricco in sali minerali e vitamine A e C. Basso è il suo contenuto di sodio che lo rende adatto allâ&#x20AC;&#x2122;alimentazione dei soggetti ipertesi, è una buona fonte di acido folico che a sua volta è utile per:

â&#x2122;Ś la formazione delle cellule del sangue, soprattutto i globuli rossi (contengono lâ&#x20AC;&#x2122;emoglobina, la sostanza che ha il compito di condurre lâ&#x20AC;&#x2122;ossigeno a tutti gli organi); promuove la normale formazione dei globuli rossi; â&#x2122;Ś la costituzione della mielina, cioè la guaina protettiva che circonda le fibre nervose e che garantisce la trasmissione delle sensazioni e dei comandi; â&#x2122;Ś il buon funzionamento del sistema nervoso, degli organi sessuali, dei globuli rossi, dei regolari ritmi di crescita; â&#x2122;Ś la regolazione dello sviluppo embrionale e fetale delle cellule nervose; â&#x2122;Ś la cura delle anemie da carenza di acido folico dovuta ad alcolismo, a disturbi epatici, ad anemia emolitica, a sprue, allo stato gravidico, allâ&#x20AC;&#x2122;allattamento, allâ&#x20AC;&#x2122;uso di contraccettivi orali; â&#x2122;Ś prevenire i difetti del tubo neurale (DTN) cioè un gruppo eterogeneo di malformazioni del sistema nervoso centrale, secondarie ad una anomala chiusura del

tubo neurale durante la quarta settimana di sviluppo embrionale. Il broccolo deve la sua fama anche grazie alla presenza di potenti antiossidanti chiamati glucosinolati. Sono infatti i vegetali del genere Brassica (cavolo, cavolfiore, broccoli, rapa, cavolini di Bruxelles) quelli che maggiormente contribuiscono a farci ingerire glucosinolati. Il contenuto di questi antiossidanti varia in base alla specie, alla coltivazione, al compartimento botanico, allâ&#x20AC;&#x2122;etĂ fisiologica, alla salute della pianta, alle pratiche agronomiche e alla nutrizione. I glucosinolati possono essere assorbiti in maniera differente nel nostro organismo. Il loro assorbimento dipende da vari fattori, infatti è ridotto con: â&#x20AC;˘ il calore, soprattutto dalla cottura a microonde; â&#x20AC;˘ il grado di distruzione cellulare durante la masticazione; â&#x20AC;˘ il pH presente nello stomaco. I broccoli sono unâ&#x20AC;&#x2122;ottima fonte di sulforafane, un derivato dei glucosinolati, che è in grado di inibire lâ&#x20AC;&#x2122;azione degli agenti cancerogeni stimolando meccanismi di difesa. Numerosi studi hanno evidenziato che lâ&#x20AC;&#x2122;assunzione di broccoli riduce il rischio di tumore dellâ&#x20AC;&#x2122;intestino, dello stomaco e della mammella. Il caratteristico odore che si produce durante la cottura è dovuto ad un enzima che viene attivato con le manipolazioni che avvengono in cucina (cottura o taglio), in questi due casi gli zuccheri che legano questo enzima vengono eliminati e si sprigionano gli oli dal sapore forte.   %#$%

  

             

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la ricetta Zuppa di broccoli e Grana Padano Dop Preparazione: Scaldare un cucchiaio dâ&#x20AC;&#x2122;olio in una pentola di grandi dimensioni e far soffriggere la cipolla tritata e lâ&#x20AC;&#x2122;aglio. Lavare e tagliare i broccoli e la patata, quindi aggiungerli nella pentola e lasciar cuocere per 5 minuti, mescolando spesso. Aggiungere un litro dâ&#x20AC;&#x2122;acqua ed il timo, mescolando accuratamente per circa 20 minuti. Aggiungere il latte e il grana padano. Abbassare la fiamma al minimo, togliere il rametto di timo e ridurre in crema con un frullatore ad immersione. Aggiustare di sale e pepe e spegnere il fuoco.

Ingredienti per 4 persone: â&#x20AC;˘ 1 cipolla â&#x20AC;˘ 3 spicchi dâ&#x20AC;&#x2122;aglio â&#x20AC;˘ 800 g di broccoli â&#x20AC;˘ 1 patata â&#x20AC;˘ 100 ml di latte â&#x20AC;˘ 80 gr di grana padano â&#x20AC;˘ 1 rametto di timo â&#x20AC;˘ olio extravergine di oliva â&#x20AC;˘ sale, pepe


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“La Voce” della Fede

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Carissimi amici, siamo arrivati alla Quaresima, tempo di conversione ossia tempo opportuno per seguire Gesù. Sono sempre tre i consigli che la parola di Dio ci da il mercoledì delle ceneri: digiuno, preghiera e carità. Quaranta giorni per provare a metterci in ascolto di ciò che il buon Dio ci vuole dire, per una vita buona, capace di renderci felici e donare pace a chi incontriamo. La crisi economica – che sappiamo essere prima di tutto umana – ci ha ricordato quanto sia fragile la nostra vita. La mancanza di lavoro ha fatto crollare la sicurezza di tante famiglie mandando in crisi anche molti matrimoni. Tutto questo perché avevamo puntato più su noi stessi che sul Signore. A questo si sono aggiunti agenti atmosferici – neve, gelo – che hanno messo in crisi tutti, come fosse la prima volta che nevicava, a dimostrazione ancora una volta di quanto l’uomo sia impotente di fronte alla natura. Questa precarietà, nel lavoro, negli affetti è un’occasione per ritornare alla sorgente dove c’è l’acqua pura che è la parola di Dio. Dice un canto quaresimale “vi siete abbeverati a fonti avvelenate” e continua invitando il popolo di Israele a convertirsi: “torna deh torna al Signore Dio tuo”. Il digiuno dovrebbe tornare ad essere uno strumento contro la tentazione del maligno che ci vuol far credere di essere onnipotenti; i santi digiunavano spesso per cacciare la presunzione di essere autosufficienti. È uno

a cura di Don Stefano Segalini

strumento che ci aiuta cosi a dare il giusto valore alle cose e riconoscere chi è più povero di noi, chi stenta a sopravvivere e credetemi sono tanti quelli che ogni giorno bussano alla porta della parrocchia per chiedere lavoro e cibo. Noi agricoltori che abbiamo il dono di collaborare a stretto contatto con il Creatore dobbiamo per primi dare un segno forte, di cambiamento a costo di scontrarci con questa mentalità consumista ed egoista. Solo Dio può darci la gioia e la pace che cerchiamo ma ci vogliono persone che portino oggi il vangelo di Gesù all’umanità ferita. Vi auguro di poter vivere questo tempo lasciandovi plasmare cuore e mente dallo Spirito Santo per poter essere portatori di speranza donando con gioia ai più bisognosi sapendo che avremo in cielo un tesoro più grande. Buon cammino.


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Carlo

Bassanini

Carlo Bassanini, 38 anni, sposato con 2 figli, laureato in Economia all’Università Cattolica di Piacenza. Vive a Castel San Giovanni. Dirigente presso una società di consulenza aziendale di Bologna. Presidente dalla Cantina di Vicobarone e Vice-Presidente del Consorzio Vini di Piacenza

Negli ultimi anni abbiamo assistito a profondi cambiamenti in tutti i settori dell’economia e della società. Che influenza hanno avuto questi cambiamenti sul mondo del vino? L’influenza è stata profondissima e il primo dato di riferimento che testimonia il cambiamento sono i consumi pro-capite che sono calati in 15 anni di oltre il 30%. Si tratta di un calo che ci sarebbe comunque stato per ragioni di cambio generazionale ma che la crisi e le campagne sul consumo consapevole hanno notevolmente accelerato. Abbiamo a che fare con un consumatore che beve molto meno ma in modo molto più attento e che concepisce il vino non come una semplice bevanda ma come la ricerca di elemento che valorizzi la cucina e soprattutto possa essere associato a situazioni di convivialità e piacere. Un consumatore quindi che beve meno e meglio ma cosa sta avvenendo all’estero? Nel mondo la situazione è molto composita e quello che sta succedendo è che si sta rivedendo la geografia del consumo del vino e in un prossimo futuro probabilmente evolverà ulteriormente anche quella della produzione. Per il consumo, paesi ormai maturi come gli Stati Uniti crescono in modo limitato in quanto la crisi economica determina una limitazione nella spesa delle famiglie per un prodotto che non rientra culturalmente nelle loro “abitudini”. La cosa cambia per i paesi a maggiore sviluppo e tra questi vale la pena citare il

Brasile, la Russia e tutto il Sudest asiatico. Basti pensare alla numerosità della popolazione di questi paesi, al livello di concentrazione nelle città (centri da decine di milioni di persone) e soprattutto al ritmo di crescita economica che stanno esprimendo. Tutto questo determina un grande potenziale (in Cina il consumo pro-capite di vino è di 0,7 litri mentre in Italia è poco meno di 40). Uno scenario favorevole quindi? Sicuramente sì ma come in tutte le fasi di cambiamento è necessario saper cogliere le opportunità che il cambiamento offre e questa è sicuramente la parte più difficile perché il potenziale viene oggi espresso in aree geografiche che conosciamo meno, sulla quali storicamente siamo meno presenti e soprattutto per le quali l’elemento di sistema risulta vincente. Ritornando alla parte di produzione ci sono aree del mondo cresciute molto rapidamente che hanno a disposizione grandi capitali, grandi superfici (che significano anche economie di scala) e soprattutto hanno la capacità di adattarsi rapidamente ai gusti dei consumatori e questo nel breve periodo ha pagato. Basti pensare a paesi quali il Cile, l’Argentina, il Sudafrica e in un prossimo futuro la Cina. Sono tutti paesi che in questi anni sono entrati in modo molto rapido sui mercati del vino che erano presidiati storicamente da Italia, Francia e Spagna. Quindi una strategia che secondo lei dovremmo adottare anche noi? Credo di no. Non a caso prima limitavo il successo di questi paesi al breve periodo. Credo che il vino in Italia, e sarà così anche nel resto del mondo, sia un alimento che esprime cultura, storia, passione e il prodotto finale è la sintesi di tutto questo. Dobbiamo guardare a quello che avviene in paesi maturi dal punto di vista del consumo come l’Italia per capire cosa avverrà all’estero come evoluzione di stili di consumo. In Italia abbiamo vissuto il periodo dei vitigni internazionali che sembravano soppiantare qualsiasi elemento della nostra tradizione ma quella stagione è durata pochissimo e ormai completamente superata. Si è passati oggi all’estrema attenzione nei confronti del territorio, basti pensare al successo degli autoctoni


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marzo 2012

di cui il nostro Ortrugo è rappresentante. Questa è la dimostrazione che non si può dissociare il vino da quello che lo stesso rappresenta in termini di territorio. Sono convinto che la stessa cosa avverrà anche all’estero e questo sarà un grande vantaggio per l’Italia che deve puntare sulla difesa della propria caratterizzazione e soprattutto dell’unicità del proprio territorio e della propria tradizione. Quindi Filiera Agricola tutta Italiana? Credo che possa essere considerata l’unica nostra arma non solo di difesa (non credo che possiamo pensare in chiave difensiva) ma di caratterizzazione, di distinzione, di valorizzazione, tutti termini che richiamano ad una spinta evolutiva che deve caratterizzare la viticultura. In questo il sistema delle DOP (che nel vino si chiamano DOC) va nella direzione di prevedere un disciplinare teso a preservare gli aspetti di filiera. Il vino piacentino, esattamente come quello degli altri territori italiani, può essere effettivamente tale solo se riusciamo a garantire tutta la filiera proprio perché non parliamo solo di qualità organolettiche ma anche di come lo si presenta e di come lo si racconta. Credo quindi che dobbiamo proseguire sulla strada delle DOC non come semplice marchio ma come qualcosa che ci consente di difendere il nostro prodotto e ci fornisce armi in più per la sua proposizione. Visto che ha parlato delle DOC piacentine, come vede il nostro territorio nel contesto che ci ha descritto fino ad ora? Oggi non stiamo sicuramente vivendo un periodo felice per la viticultura piacentina per diversi ordini di problemi il principale dei quali però è legato al consumo prevalentemente regionale dei nostri prodotti. Siamo cresciuti in passato sui territori limitrofi alla provincia e su quelli ci siamo un po’ adagiati. Oggi che il consumo pro-capite sta calando ci troviamo nella necessità di dover allargare i nostri confini e di dover supportare questo allargamento con investimenti in marketing e pubblicità in un periodo non proprio florido per l’economia in generale. Sicuramente abbiamo a disposizione i prodotti che sono secondo me il nostro punto di forza. Gutturnio, Malvasia e Ortrugo hanno caratteristiche diverse ma che ben si adattano ai gusti dei consumatori sia in Italia che all’estero. Sono beverini, frizzanti, aromatici (nel caso della Malvasia) ma hanno il problema di non essere conosciuti. La sfida per il futuro sarà quindi quella di sviluppare progetti di valorizzazione in grado di attrarre anche risorse economiche necessarie per il necessario percorso di valorizzazione. In aggiunta il sistema dei colli piacentini è formato da poche grandi aziende e da tantissime medio-piccole che, al contrario di altri territori italiani, hanno mercati di riferimento locali e anche in questo caso si pone una sfida molto forte: far sì che tutte le aziende piacentine abbiano come obiettivo la continua modernizzazione soprattutto nei processi commerciali. Per questo c’è bisogno, oltre che di un supporto concreto, anche di una forte azione di sensibilizzazione. Una citazione particolare la merita poi la vendita diretta non solo in quanto canale commerciale in senso stretto ma anche in quanto strumento di valorizzazione dei propri prodotti, di trasferimento dei valori che questi rappresentano direttamente al consumatore finale

l’intervista

e, aggiungo, anche di ascolto delle tendenze del mercato. È importante che le nostre aziende credano in questo canale e si attrezzino per l’accoglienza, la degustazione, la promozione del territorio. Il nostro è un territorio ancora troppo indietro da questo punto di vista. Progetti e azioni quindi ma con quali strumenti? Lo strumento principale secondo me è il Consorzio Vini DOC. Credo infatti che il Consorzio non debba essere visto solo come un ente dedicato alla valorizzazione dei prodotti ma anche come un contesto nel quale impostare la strategia dei vini DOC piacentini e soprattutto definire le azioni necessarie per la realizzazione della strategia stessa. Al Consorzio tutto questo è chiaro ed è proprio di questo che si discute. Sicuramente molto spesso si deve fare i conti con i vincoli, soprattutto economici, che oggi sono inevitabili ma senza dimenticare che solo le idee sono in grado di aggregare persone, creare entusiasmo e conseguentemente attrarre capitali. In qualità di Vice-Presidente del Consorzio a cosa state pensando? Un po’ a tutto, sembra paradossale ma è vero. Si sta lavorando sulla definizione delle proposizione commerciale dei nostri prodotti, su progetti di valorizzazione, su iniziate specifiche di promozione. Il Presidente Miravalle ha inoltre intrapreso una serie di incontri sul territorio per far conoscere meglio l’attività dal Consorzio ma soprattutto per avviare un dialogo con le aziende al fine di raccogliere spunti, contributi che ci consentano di fare una giusta sintesi ed impostare l’attività di sviluppo dei nostri prodotti. Lei è anche Presidente di una Cantina Sociale. In questo contesto quale crede siano i vantaggi (o gli svantaggi) di essere cooperativa? Credo che la cooperativa sia una delle forme che meglio è in grado di esprimere i valori di tradizione, cultura, storia, qualità di cui parlavo prima. La Cantina Sociale crea un filo diretto tra il vigneto e la bottiglia completando la filiera. È chiaro che, esattamente come tutte le altre imprese, deve avere la capacità di interpretare in modo rapido le evoluzioni del mercato e deve essere in grado di agire in modo efficace. Come mi piace ricordare, ribaltando un’espressione di moda adesso, è necessario pensare localmente e agire globalmente (di solito si dice invece think global, act local). Pensare localmente vuole infatti dire essere consapevole della forza del proprio prodotto e delle proprie origini ma questa forza deve essere utilizzata per sviluppare i mercati di riferimento in tutto il mondo perché questa è la dimensione nella quale dobbiamo ragionare. In una battuta come vede quindi il futuro per i nostri vini? I latini dicevano che “ciascuno è artefice della propria sorte” e credo che questo sia particolarmente vero nel nostro caso. Voglio solamente dire quello che servirà: passione, capacità di pensare secondo nuovi schemi, capacità di fare sistema e coesione. Se riusciremo a mettere in campo tutto questo per la definizione di una strategia di valorizzazione allora credo che i cambiamenti che nel mondo stanno avvenendo possano costituire per noi più delle opportunità che delle minacce.


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Coldiretti C oldiretti oldiretti tti e Terranostra Terranostra Piacenza Piacenza acenza

protagonisti alla BIT

Presentata la nuova Guida degli agriturismi mi piacentini e delle aziende che effettuano vendita diretta retta Dal 16 al 19 febbraio 2012, Terranostra Piacenza, l’associazione sociazione che raccoglie gli agriturimi di Coldiretti, ha presentato presso la BIT di Milano, all’interno dello spazio espositivo della provincia rovincia di Piacenza, la propria guida degli agriturismi e delle aziende ende che fanno vendita diretta. C’è stato un intero restayling della ella guida, con l’inserimento delle strutture che apriranno nel 2012 12 ed una nuova veste grafica più moderna e dinamica. Il personale Terranostra presente alla Bit di ha riscontrato interesse da parte dei visitatori per le nostre principali vallate, le bellezze architettoniche e paesaggistiche, ma anche per gli agriturismi con tutte le attività

collegati, come le piste ciclabili e le ippovie. Particolare interesse hanno suscitato anche le sagre che vengono organizzate dalla Proloco e dalle associazioni presenti in provincia di Piacenza Piacenza. Terranostra può sicuramente ritenere questi quattro giorni di fiera molto positivi non solo per le proprie strutture agrituristiche , ma per l’intero territorio piacentino a due passi dai principali centri urbani ma lontano dal caos delle metropoli.

va in onda COLDIRETTI IL CUORE DELLA TERRA Da un’iniziativa Coldiretti Piacenza nasce, un nuovo programma televisivo tutto dedicato alla nostra agricoltura e al territorio A partire dal 18 marzo, ogni domenica alle ore 13 su Telelibertà, Coldiretti Piacenza andrà in onda con una propria trasmissione dedicata a scoprire il meglio del territorio piacentino. Le vallate, I prodotti, le ricette e le aziende agricole saranno I protagonisti di questo interessante spazio televisivo che ci permetterà di visitare gli angoli più nascosti e suggestivi del territorio, scoprendo allo stesso tempo le produzioni locali. Un viaggio all’interno dei prodotti piacentini. Un viaggio all’interno dell’agricoltura piacentina.

Partners della trasmissione...


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etichettopoli.com

a cura di Attilio Barbieri

Che fine ha fatto

l’etichetta obbligatoria? Da tempo mi chiedevo che fine avessero fatto i decreti previsti dalla legge sull’etichettatura obbligatoria approvata all’inizio dello scorso anno. La norma prevedeva infatti che il ministero delle Politiche agricole e quello dello Sviluppo convocassero dei tavoli per ciascuna filiera e, sentite le organizzazioni dei produttori (agricoli e industria), stabilissero cosa andava etichettato e come. Tutto questo non è mai accaduto. dapprima Galan e poi Romano si sono ben guardati dal convocare alcun tavolo. Ora toccherebbe ai nuovi ministri Catania e Passera. Nel frattempo però è venuto meno il governo che ha voluto la legge sull’etichettatura obbligatoria. A confermare che sulla tracciabilità dei cibi che portiamo in tavola non sta accadendo nulla è il senatore Paolo Scarpa Bonazza Buora, presidente della Commissione Agricoltura del Senato: “Ricordo a me stesso ma soprattutto ai ministri delle Politiche Agricole e dello Sviluppo Economico”, ha detto in settimana, “che gli agricoltori e i consumatori italiani stanno aspettando da un anno i decreti attuativi della legge per l’etichettatura dei prodotti agroalimentari. La legge, voluta dal Pdl e votata unanimemente al Senato e alla Camera, prevede che i due ministri di concerto emanino i decreti applicativi filiera per filiera”. In verità il cammino dei decreti attuativi parve subito in salita dopo il perentorio altolà lanciato dai commissari europei Dally (Salute) e Ciolos (Agricoltura): pensateci bene, cari italiani, tuonarono da Bruxelles, perché noi siamo pronti ad aprire una procedura d’infrazione. “Qualcuno giudicò questa legge una fuga in avanti”, ammette in proposito Scarpa Bonazza, “qualcun altro paventa l’apertura di procedure d’infrazione da parte Ue se l’Ita-

lia l’applicasse: ma è una legge italiana, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e non credo proprio che atteggiamenti timorosi verso eventuali strali comunitari ci possano impedire di difendere con la massima decisione l’interesse dell’Italia, che è produttrice di beni agricoli di assoluta qualità e l’interesse dei consumatori italiani che hanno il sacrosanto diritto di poter liberamente scegliere se comprare italiano, vero made in Italy, oppure pallide imitazioni”. Ma il problema - e Scarpa lo sa benissimo - è proprio questo: non bisogna rendere riconoscibili cibi e bevande in base alla loro origine, altrimenti chi comprerebbe più quelli imbottiti di materie prime di pessima qualità che arrivano, per esempio, dal Nordafrica o dall’Asia? È per questo che l’industria alimentare europea (e in parte purtroppo anche quella italiana) ha sempre boicottato la tracciabilità. Con l’etichetta trasparente si svelerebbe il grande inganno. Ora si tratta di capire se da parte del governo dei Professori c’è la volontà di rimettere in moto il meccanismo dell’etichettatura obbligatoria per il made in Italy. Personalmente temo di no: ve lo vede Monti che si scontra con la Commissione europea sull’origine di pasta e olio? Eppure è questa l’unica strada per ridare valore ai prodotti della nostra terra. Mentre è in via di disarmo il regime di aiuti comunitari e sui nostri coltivatori si è abbattuto un uragano di tasse (sottoforma di Imu sui fabbricati) la tracciabilità potrebbe assicurare al vero made in Italy un differenziale di prezzo che renda ancora conveniente produrlo.


Coldiretti e strutture economiche in sinergia

U

n’Aula Blu sul Trebbia

Una sede didattica a disposizione della scuola Educazione ambientale intesa come relazione tra uomo e territorio, convivenza pacifica e non sfruttamento per preparare al futuro senza mai dimenticare il passato più o meno vicino. Dalla collaborazione avviata dal Consorzio di Bonifica con Società Piacentina di Scienze Naturali, Museo Civico di Storia Naturale di Piacenza, Parco Regionale Fluviale del Trebbia e Università Cattolica del Sacro Cuore, tra docenti di scienze e personale museale sono nati percorsi fisico-chimici, storico-naturalistici, socioletterari che intendono fare tesoro della memoria del passato. Nella convinzione che la storia, l’architettura, la geologia, la zoologia, la botanica e la chimica studiate e verificate in loco si ricordano per sempre. Conoscere il territorio per amarlo, leggere il territorio per capire che qualunque posto, visto con occhi “diversi”, possiede bellezze.

IL VALORE E DELL’ACQUA DEL mativi per educare Sei progetti formati formativi turo ecosostenibile ecos cosostenibil ile i giovani a un futuro Il Consorzio di Bonifica di Piacenzaa da da anni anni ssii rivolge rivolg al RSI FORMAT FORMATIVI A mondo della scuola offrendo PERCORSI agli alunni per un approfondimento delle ttematiche ema legate al nostro territorio, quali ad esempio quelle dell’acqua e del dissesto idrogeologico, nonché una panoramica delle attività di bonifica che vengono svolte sia nell’ambito della città sia nei territori di pianura, collina e montagna.

info@cbpiacenza.it - 0523/464811 - Strada Val Nure, 3 - Piacenza www.cbpiacenza.it siamo anche su


Corre la domanda mondiale di latte e la produzione si adegua

S

i calcola che nel mondo siano circa 6 miliardi i consumatori di latte e di prodotti caseari, la maggior parte dei quali nei paesi in via di sviluppo. L’ aumento della produzione sotto la spinta della vorticosa domanda dei paesi emergenti è indotta dall’ incremento demografico. Secondo le ultime analisi del mercato lattiero - caseario l’ offerta mondiale di latte ha registrato un incremento di circa il 3 - 4%. Si tratta di un’opportunità unica di creare filiere lattiero - casearie sostenibili in grado di soddisfare la domanda dei consumatori locali e restare in linea con il mercato mondiale. Uno sviluppo responsabile come quello che sta vivendo questo settore a livello mondiale, potrebbe dare un contributo decisivo al raggiungimento dell’Obiettivo di sviluppo del Millennio di eliminare fame e povertà.

Informativa alle aziende

S

i ricorda a tutti i produttori di latte che il termine per l’acquisizione e la formalizzazione dei contratti di affitto di sola quota è il 31 marzo 2012 in quanto anche per questa campagna ne è stata approvata la proroga. Apl sottolinea la difficoltà per questa fine campagna 2011/2012 di reperire quote in affitto, in quanto la produzione nazionale è aumentata di circa il 2,5%, aumentando in modo significativo il prezzo dell’ affitto della stessa.

Pacchetto latte

L

e novità introdotte dal “Pacchetto latte” e l’impatto sul settore lattiero-caseario italiano del provvedimento recentemente approvato dal Parlamento europeo, si iniziano a delineare in modo preciso. Nel prossimo numero cercheremo di entrare in merito alle novità per trovare gli aspetti positivi, anche se non molti, e difficilmente utilizzabili dello stesso. Per quanto riguarda il prezzo del latte si nota una certa stabilità a partire dal prezzo del Grana Padano che è stabile intorno a 8,00/ Kg e si sottolinea che non ci sono elementi che possano portare ad un abbassamento significativo del prezzo del latte.

Notizie tecniche Rilevazione prezzi del latte e prodotti caseari - fonte Camera di Commercio di Lodi Periodo 1 – 15 febbraio 2012 LATTE SPOT LATTE NAZIONALE CRUDO

Euro/1000 Kg

Franco arrivo in latteria pagamento 60 giorni IVA esclusa

min

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355,00

375,00

365,00

max

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Grana padano (scelta 01) 8,7 stagionatura 15 mesi e oltre

9,1

8,9

Grana padano (scelta 01) stagionatura 9 mesi e oltre

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7,9

PRODOTTI LATTIERO CASEARI FORMAGGI

Euro/Kg

Da produttore a grossista franco caseificio - per forme intere MERCE NUDA - IVA esclusa

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lla a Voce Voce di di UNI UNI Cattolica Cattolica

Adattamento della viticoltura al cambio climatico:

le armi di tecnica colturale Il “global warming”, ovvero il progressivo riscaldamento della crosta terreste dovuto a una molteplicità di fattori, è assodato e pone alla ribalta, per quanto riguarda la viticoltura, almeno tre aspetti preminenti: a) zone vitate tradizionalmente considerate “marginali” per carenza di sommatorie termiche, diventeranno progressivamente e inesorabilmente zone “vocate”. Questa condizione riguarda, ad esempio, alcune aree viticole tedesche (Valle del Reno) fino a qualche anno fa relegate alla messa in coltura di vitigni forzatamente precoci e oggi invece emergenti anche per la produzione di uve rosse a media maturazione; b) zone vitate tradizionalmente considerate “vocate” si trasformeranno gradualmente in aree a clima sub-tropicale ponendo il problema, inverso, di sommatorie termiche in esubero rispetto ai fabbisogni. c) più in generale, il cambio di clima sta ponendo e porrà il viticoltore di fronte a nuove sfide che non saranno solo quella di protezione dai danni da surriscaldamento o di un ritardo, calibrato e voluto, della maturazione ma anche, ad esempio, di cambiamenti della fertilità del suolo e di cicli alterati di alcuni patogeni. In questo quadro, preoccupante per alcuni aspetti ma stimolante per altri, non vi è dubbio che un tema di scottante attualità sia quello relativo a modalità colturali utili a ritardare la maturazione evitando di raggiungere, spesso già entro la seconda decade di agosto, gradazioni zuccherine talmente elevate e/o di tenori acidici così bassi che spesso “impongono” al viticoltore una vendemmia in pratica immediata. Sotto questo profilo, peraltro, il problema è più complesso di quanto possa apparire: se, infatti, da un lato si desidera avere un rallentamento dell’accumulo zuccherino e un contenimento del valore finale di pH, dall’altro, nei vitigni a bacca rossa ad esempio, si vorrebbe che la formazione di antociani e di tannini “nobili” nonché delle componenti aromatiche, non fosse altresì eccessivamente penalizzata.

Di fronte ad una manifesta esigenza di procrastinare la maturazione affinchè la stessa avvenga non solo in modo più graduale ma anche in un periodo della stagione in cui l’escursione termica giorno-notte è maggiore e quindi più favorevole alla sintesi di sostanze coloranti e precursori aromatici, il “buon senso” viticolo consiglia di valutare in primis se la soluzione del problema non possa semplicemente essere quella di un moderato incremento produttivo, facilmente perseguibile moderando o, ove necessario, eliminando il ricorso ad operazioni di diradamento e scacchiatura. La seconda leva, per certi aspetti, “naturale”, sulla quale basare una strategia di rallentamento della maturazione è quella che, in funzione della dinamica stagionale di crescita di germogli e grappoli, possa innescare un meccanismo di competizione vegetativa che, nella fattispecie, si rivelerebbe utile per rallentare la maturazione. Nel caso specifico l’interesse sarebbe nei confronti di cimature ad esempio più tardive e/o severe e quindi in grado di dare poi origine a femminelle capaci di svolgere una funzione competitiva. Infine, il terzo elemento di “buon senso” in un ottica di adattamento della tecnica colturale alle esigenze imposte dal cambio climatico è molto semplicemente legato ad un cambiamento di mentalità che porti i viticoltori ad avere anche maggiore propensione per chiome dotate di geometria diversa da quella classica e riconducibile alla “controspalliera”. Diverse indagini condotte in aree viticole di tutto il mondo in cui il problema degli stress termico luminosi si sta ponendo con imperiosità, hanno dimostrato che il microclima dei grappoli ideale per uve sia rosse sia bianche è costituito da un regime di prevalente luce diffusa interrotto da “lampi” di luce che si infiltrano nella chioma da diverse direzioni. Stefano Poni Istituto di Frutti-Viticoltura Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza


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marzo 2012

eventi dal mondo agricolo

Caorso

nel giorno di S.Antonio Abate

... con la tradizionale “Lotteria della Campagna” Domenica 29 Gennaio si è svolta a Caorso, presso il circolo ANSPI “Casa dell’Amicizia”, la 27° edizione della Lotteria della Campagna. L’iniziativa è nata appunto 27 anni fa dagli agricoltori caorsani. L’idea è unire la tradizionale benedizione degli animali, che si svolge nel giorno dedicato a S. Antonio Abate, ad un gesto concreto: creare una lotteria i cui premi sono proprio gli animali ed il cui ricavato è in gran parte devoluto al CEIS di Piacenza; associazione che si occupa del recupero di tossicodipendenti. Erano presenti il parroco di Caorso don Giuseppe, il sindaco Fabio Callori e don Giorgio Bosini, ex presidente del CEIS piacentino. Dopo l’apertura musicale, Giampiero Cremonesi, vice presidente di Coldiretti e nel gruppo organizzativo dell’iniziativa, ha dato il benvenuto ai presenti e ha presentato l’ospite della serata Davide Cerullo, autore del libro “Ali bruciate, i bambini di Scampia”. “Quando si esce dal mondo della mafia, ha cominciato Davide, bisogna palare di speranza”. Davide ha raccontato la sua vita a contatto con la malavita, spiegando come nel quartiere di Scampia non c’è la possibilità di essere bambini, di vivere un’infanzia normale. Dopo molteplici vicissitudini legate a diversi episodi della sua vita che lo hanno portato diverse volte in carcere, Davide incontra dei preti laici che gli danno una nuova speranza. “Grazie a queste persone, ha raccontato Davide, ho cominciato a capire che io potevo essere salvato, potevo sentire amore nella mia vita. Ciò che cambia veramente la vita di un uomo non è amare una persona, ma sentirsi amato”. Per questo motivo Davide ha scritto il libro e ora lo porta in giro per

l’Italia con la sua esperienza e con la speranza che possa servire a donare un’infanzia e una vita anche a chi a volte ha perso la voglia di sperare.


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Condizionalità 2012 Nuovo obbligo della condizionalità: fasce tamponi La condizionalità rappresenta il “sistema” di obblighi volti a garantire un livello minimo di sostenibilità ambientale. Introdotta con la riforma della pac del 2005 è stata estesa ad altre forme di contributi come quelli richiesti ai sensi del Piano di Sviluppo Rurale. Il regime della Condizionalità è uno dei pilastri della politica europea in campo agricolo ed è destinato a rimanere tale anche con la riforma per il dopo 2013. Infatti la componente ambientale della Politica agricola sarà ulteriormente rafforzata attraverso l’introduzione del “greening” principale novità nella nuova riforma. Sarà una sorta di “titolo verde” addizionale al regime di pagamento di base riconosciuto agli agricoltori alla condizione di rispettare obblighi agronomici e ambientali, es pascoli permanenti, già considerati ad oggi nel quadro della condizionalità. Per quanto riguarda le novità riferite all’anno 2012 il Ministro delle Politiche Agricole ha firmato il decreto n 27417 del dicembre 2011 che introduce come novità principale la norma 5.2 “ Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua” . Norma 5.2 introduzione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua L’obbiettivo principale è la tutela qualitativa e la protezione delle acque sotterranee e superficiali che si trovano all’interno dei terreni agricoli. A partire dal 1 gennaio 2012 il decreto prescrive la presenza di una fascia tampone lungo i corpi idrici superficiali di torrenti fiumi o canali e riguarda tutte le superfici agricole ad esclusione

dei terreni coltivati ad oliveti e a pascolo permanente. Per fascia tampone si intende una fascia inerbita spontaneamente o seminata oppure arbustiva od arborea sempre spontanea o impiantata di una larghezza di 5 metri. L’ampiezza della fascia viene misurata prendendo come riferimento il ciglio della sponda e i 5 metri devono considerarsi al netto della superficie eventualmente occupata da strade, eccetto i casi di inerbimento, anche parziali, delle stesse. Si precisa che sono esclusi i seguenti elementi: scoline ; fossi collettori e altre strutture idrauliche artificiali prive di acqua propria e destinate alla raccolta e al convogliamento di acque meteoriche; gli adduttori d’acqua per l’irrigazione; i pensili e cioè i corpi idrici in cui la quota del fondo risulta superiore rispetto al campo coltivato e i corpi idrici provvisti di argini rialzati rispetto al campo coltivato.

Nel caso di assenza della fascia tampone l’agricoltore è tenuto alla sua costituzione Nelle fasce tampone è vietato ♦ effettuare le lavorazioni, escluse quelle propedeutiche alla capacità filtrante della fascia esistente ♦ applicare fertilizzanti inorganici L’ impegno di divieto di lavorazione lungo le fasce tampone non viene applicato, nel 2012, per le colture autunno-vernine già seminate antecedentemente all’entrata in vigore del decreto vale a dire prima del 31/12/ 2011.


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febbraio 2012

tecnico

controlli sanitari

le aziende agricole non dovranno pagare Grande successo sindacale di Coldiretti Emilia Romagna Gli imprenditori agricoli non devono pagare per i controlli sanitari pubblici nelle proprie aziende. È questo l’importante risultato sindacale ottenuto da Coldiretti Emilia Romagna con un ricorso al Difensore Civico, che ha ottenuto la decisione della Regione di escludere gli imprenditori agricoli dal pagamento dei controlli anche per l’anno 2009. La vicenda ha una storia lunga e inizia nel 2004, con un regolamento comunitario (882/2004) che dà facoltà agli Stati membri di fissare tariffe per finanziare i costi dei controlli sanitari pubblici in settori come il lattiero caseario, il vino, il miele, l’ortofrutta. L’Italia, con il decreto legislativo 194/2008, stabilisce che a pagare i controlli siano i soggetti controllati, tra cui gli imprenditori agricoli. Nel 2010, su intervento anche di Coldiretti nazionale, la legge 194 viene modificata con l’esclusione degli imprenditori agricoli dal pagamento delle tariffe. La Regione dispone subito la sospensione delle

riscossioni, anche se rimane il problema dei pagamenti richiesti per il 2009, con l’aggravante che le Unità sanitarie locali, oltre a richiedere il pagamento, applicano anche le more previste dalla legge in caso di pagamenti ritardati. A questo punto Coldiretti regionale ricorre al Difensore Civico, che a sua volta interviene presso la Regione. Grazie così all’intervento della nostra organizzazione, l’amministrazione regionale esclude gli imprenditori agricoli dal pagamento delle tariffe dei controlli anche per l’anno 2009. È la dimostrazione, ancora una volta, che un corretto confronto tra organizzazioni di rappresentanza e pubblica amministrazione possa dare risultati concreti per i cittadini e per le aziende.


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i documenti della

successione ereditaria

a domanda. . . risposta Questo numero della rubrica mensile verrà riservato al tema delle successione ereditarie, in particolare tutto ciò che occorre sapere per affrontare la pratica di successione ereditaria in tutta tranquillità e sicurezza

Nel caso alcuni eredi abbiano fatto la RINUNCIA ALL’EREDITÀ ♦ portare copia autentica dell’atto di rinuncia Nel caso in cui il defunto abbia fatto, anteriormente alla morte, DONAZIONI AGLI EREDI ♦ portare una copia degli atti di donazione

Uno dei quesiti più frequenti che ci viene posto è quello inerente la documentazione da produrre e quali dati e notizie servono da inserire nella pratica di successione

Ecco quali sono le imposte da pagare su alcuni beni (ad es.: gli Immobili) caduti in successione: ♦ Imposta Ipotecaria: 2% ♦ Imposta Catastale: 1% ♦ Imposta di Successione: da valutare caso per caso

Ricorda

Al momento della morte di una persona si apre la successione e gli eredi, per legge o per testamento, devono presentare, entro 1 anno, la Dichiarazione di Successione, per il passaggio di proprietà dei beni lasciati dal De Cuius e per la liquidazione delle imposte da versare. Tale adempimento, di particolare complessità, viene svolto con serietà e professionalità da IMPRESA VERDE PIACENZA/COLDIRETTI, la quale nello specifico provvede a: 1. redigere la Dichiarazione di Successione; 2. redigere il Prospetto di Liquidazione delle Imposte; 3. preparare il Modello di Pagamento delle Imposte; 4. registrare la Dichiarazione di Successione presso l’Agenzia delle Entrate competente; 5. predisporre e presentare la Voltura Catastale. Allo scopo di offrire ai nostri soci e clienti un miglior servizio, riportiamo di seguito l’elenco dei documenti occorrenti per la Dichiarazione di Successione:

NOTA BENE - In alcuni casi, prima ancora di procedere alla redazione della Dichiarazione di Successione, occorre osservare alcune formalità preliminari, ossia... Nel caso il defunto abbia lasciato un TESTAMENTO ♦ se trattasi di testamento pubblico, occorre rivolgersi, per la pubblicazione, al notaio che lo ha ricevuto; ♦ se trattasi di testamento olografo (scritto a mano dal defunto), occorre procedere alla pubblicazione presso un notaio. Nel caso vi siano EREDI MINORENNI ♦ richiedere al giudice tutelare l’autorizzazione ad accettare l’eredità con beneficio d’inventario; ♦ rendere la dichiarazione di accettazione beneficiata; ♦ eventualmente, redigere l’inventario; ♦ procurarsi un certificato di stato di famiglia ed un estratto dell’atto di nascita del minore.

DOCUMENTAZIONE GENERICA Portare... ♦ fotocopia dei documenti d’identità e dei codici fiscali del defunto e degli eredi ♦ certificato di morte in carta semplice ♦ stati di famiglia del de cuius alla data di morte e degli eredi ♦ dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante quali sono gli eredi lasciati dal defunto IMMOBILI ed eventuale AGEVOLAZIONE PRIMA CASA Portare... ♦ copia del titolo di provenienza, ad esempio l’atto di compravendita, donazione, divisione ecc., ovvero, se pervenuto da una precedente successione, copia della Dichiarazione di Successione ♦ copia della documentazione catastale, oltre ad eventuali licenze, concessioni edilizie e condoni Agevolazione Prima Casa A titolo esemplificativo, è bene sapere che qualora l’erede possegga i seguenti requisiti: ♦ residenza nel comune in cui è situato l’immobile, o si impegni a trasferirla entro 18 mesi, ♦ non detenga altre abitazioni nell’ambito dello stesso comune, ♦ non abbia, in precedenza, già sfruttato l’Agevolazione Prima Casa, può accedere al beneficio dell’abbattimento delle imposte ipotecaria e catastale, le quali non sconteranno più le aliquote, rispettivamente, del 2 e dell’1%, bensì verranno applicate in misura fissa: 168,00 (Ipotecaria) + Euro 168,00 (Catastale) = Tot. Euro 336,00

ottenendo così un notevole risparmio. È il caso di sottolineare, tuttavia, che utilizzando la suddetta agevolazione, l’erede non può alienare l’Immobile prima di 5 anni, altrimenti decade inesorabilmente dal beneficio.


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marzo 2012

CONTI CORRENTI, TITOLI, CASSETTE DI SICUREZZA Preliminarmente è necessario... ♦ per i conti correnti, titoli ecc. recarsi presso la banca interessata e chiedere di quali documenti ha bisogno per svincolare le somme. Infatti, ogni banca agisce in modo diverso ♦ per le cassette di sicurezza procedere all’apertura delle stesse, al fine di redigere l’inventario del contenuto e determinarne il valore successivamente, portare... ♦ gli estremi dei conti Correnti, dei titoli (azioni, obbligazioni ecc.) e delle banche dove sono intrattenuti i rapporti o ubicate le cassette di sicurezza AUTOVEICOLI Non dovendo essere riportati nella Dichiarazione di Successione, è possibile rivolgersi direttamente ad una agenzia automobilistica per effettuare la variazione di intestazione, a favore degli eredi, presso il Pubblico Registro Automobilistico.

Pagamenti agrea Agrea ha comunicato che effettuerà il pagamento a saldo della PAC 2011 in due tempi e più precisamente: ♦ la prima fase avrà inizio tra fine marzo e inizio aprile e sarà totale per quelle domande su cui non impatteranno negativamente i dati del REFRESH , mentre sarà parziale per le aziende le cui particelle sono interessate da anomalie ♦ la seconda fase avverrà entro il 30/06/2012, e riguarderà le aziende per le quali saranno state corrette le anomalie generate dal REFRESH.

tecnico

IMPRESE INDIVIDUALI, QUOTE DI S.A.S., QUOTE DI S.N.C.- QUOTE DI S.R.L Per tali attività vista la complessità della documentazione verrà di volta in volta indicata e valutata in un primo colloquio. PASSIVITÀ DEDUCIBILI La legge riconosce agli eredi la possibilità di detrarre dall’Imposta di Successione alcune passività, purché esse siano validamente documentate. È necessario, pertanto, portare i seguenti documenti in originale: ♦ debiti del defunto verso aziende, verso banche (mutui, ...), debiti da cambiali, debiti verso i lavoratori subordinati, verso lo Stato ♦ pese mediche e chirurgiche relative al defunto negli ultimi 6 mesi di vita ♦ spese funerarie, fino ad un massimo di 1.032,92 Euro Ti invitiamo a contattarci per fruire dell’Assistenza di cui sopra, ovvero per fissare un appuntamento in Sede presso l’Ufficio Successioni o nei vari Uffici Zona.

Requisiti di sicurezza dei trattori contro il ribaltamento Come adeguare?

Semplicemente facendo riferimento alle linee guida INAIL-ISPESL reperibili sul sito:

www.ispesl.it/sitodts/telai.asp

e, per i modelli di trattore sottoelencati, anche al sito della Regione Emilia-Romagna:

http://www.ermesagricoltura.it/Sportello-dell-agricoltore/Sicurezzasul-lavoro-in-agricoltura È comunque possibile effettuare l’adeguamento anche attraverso soluzioni tecniche differenti, ma sarà in questo caso necessario dimostrare, attraverso prove di laboratorio o adeguate relazioni di calcolo strutturale, che la struttura sia idonea a proteggere l’operatore. Per questi modelli di trattori, prodotti prima del 2000, sono disp onibili le schede tecniche INAIL -ISPESL contenenti i progetti esecutivi dei disp ositivi di protezione ED i test di laboratorio su prototipi

A chi rivolgersi?

L’adeguamento può essere effettuato da qualsiasi officina meccanica, comprese le officine delle aziende agricole che, comunque dovranno rilasciare dichiarazioni di conformità alle linee guida INAIL-ISPESL, quando applicate, per non dover aggiornare la carta di circolazione. I moduli per le dichiarazioni di conformità alle linee guida INAIL-ISPESL sono reperibili nei siti web citali.


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IMU, un colpo pesante per le imprese agricole Chiarito il quadro normativo, ora le decisioni spettano ai Comuni A pochi mesi dallâ&#x20AC;&#x2122;entrata in vigore dellâ&#x20AC;&#x2122;imposta municipale unica, è stato ormai chiarito lâ&#x20AC;&#x2122;intero quadro normativo, e dalle prime simulazioni, il settore agricolo ne esce pesantemente colpito. Lâ&#x20AC;&#x2122;IMU infatti, la cui entrata in vigore era inizialmente prevista per il 2014, è stata anticipata dal decreto cosĂŹ detto â&#x20AC;&#x153;Salva Italiaâ&#x20AC;? in via sperimentale a partire dal 2012. Lo stesso decreto ha inoltre stabilito che sarĂ applicata anche sulle prime case, tutte le prime case, sia civili, sia rurali. E ancora ben piĂš grave,

è stato chiarito che sarĂ applicata anche ai fabbricati rurali strumentali. Lâ&#x20AC;&#x2122;IMU colpisce il possesso degli immobili (terreni agricoli, fabbricati ed aree edificabili) non tenendo conto della loro capacitĂ  di reddito, ma del solo e semplice possesso, tanto da essere definita unâ&#x20AC;&#x2122;imposta patrimoniale vera e propria.

Relativamente ai fabbricati sono stati previsti nuovi coefficienti di moltiplicazione

Relativamente ai terreni invece è stato previsto un moltiplicatore di 130, ridotto a 110 per i soggetti che con qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo principale, conducono direttamente il terreno. Sempre relativamente ai

categorie catastali A (escluso A/10), C/2, C/6 C/7

coefficiente 160

B, C/3, C/4, C/5

140

D/5 e A/10

80

soli terreni, è stata confermata lâ&#x20AC;&#x2122;esenzione per la zona agrico- D (escluso D/5) 60 la svantaggiata (alta collina e montagna). Ma le decisioni ora spettano ai comuni che possono applicare differenti aliquote in base alla tipologia di immobili, pur entro certi spazi di manovra, imposti dallo stato, al quale tra lâ&#x20AC;&#x2122;altro i comuni dovranno riversare, la quota del 50% dellâ&#x20AC;&#x2122;imposta ad eccezione di quella calcolata sulle prime case e sui fabbricati rurali.

Sostituisce lâ&#x20AC;&#x2122;ICI, della quale ricalca diversi presupposti impositivi, e per gli immobili non locati, sostituisce lâ&#x20AC;&#x2122;IRPEF e le relative addizionali. I versamenti, per i quali si potrĂ utilizzare solo il modello F24, dovranno essere effettuati semestralmente entro il 16 giugno ed entro 16 dicembre.

   

       

    

   

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marzo 2012

fiscale tributario

Fabbricati, c’è tempo fino al 31 marzo per presentare le domande di ruralità Grazie alle pressioni fatte dalla Coldiretti, la tanto attesa proroga è arrivata. Il governo ha riaperto i termini per la presentazione delle domande di variazione della categoria catastale dei fabbricati rurali nelle classi A6/R e D10. Sono interessati dalle predette richieste di variazione (ai sensi dell’art. 7, comma 2-bis, del DL 70 del 2011) i titolari di fabbricati rurali, già accatastati ed iscritti nel catasto edilizio urbano, in categorie diverse da quelle previste per i rurali. Recenti modifiche normative impongono infatti ai proprietari di fabbricati aventi i requisiti di ruralità e iscritti nel catasto dei fabbricati, l’obbligo di presentare all’Agenzia del Territorio una domanda di

variazione della categoria catastale per l’attribuzione della categoria A6/R alle abitazioni rurali e della categoria D10 per i fabbricati rurali strumentali, allegando un’autocertificazione nella quale si dichiara la sussistenza di tutti i requisiti di ruralità per il quinquennio precedente. Questo perché le predette “domande di ruralità” se accolte, consentono di chiudere la possibilità di accertamento dell’ICI da parte dei comuni. Inoltre, con l’introduzione dell’IMU, le predette variazioni assumono particolare rilevanza soprattutto in merito ai fabbricati strumentali, che se correttamente classificati nella categoria D10, potranno usufruire di aliquote e coefficienti di rideterminazione ridotti.

Fissato al 30 novembre 2012 il termine per l’accatastamento dei FABBRICATI RURALI L’attribuzione delle rendita catastale diventa obbligatoria per l’applicazione dell’IMU Il decreto così detto “Salva Italia” (d.l. 201/2011), oltre ad anticipare l’applicazione dell’IMU a partire dal 2012, stabilisce che i fabbricati rurali, sia abitativi che strumentali, iscritti al catasto terreni senza attribuzione di rendita, devono essere censiti al catasto edilizio urbano entro il 30 novembre 2012. Questo perché come detto, gli stessi fabbricati rurali sono soggetti all’imposta, se pur con coefficienti ed aliquote ridotte. Dovranno quindi essere accatastati tutti i fabbricati che fino ad ora, per effetto dell’esenzione ai fini ICI e IRPEF, erano semplicemente “iscritti in mappa”,

senza l’attribuzione di un autonoma rendita. La pratica di accatastamento potrà essere gestita solo da geometri e tecnici abilitati. Per questo, al fine di offrire un miglior servizio agli associati, Coldiretti Piacenza, sta stipulando convenzioni con alcuni studi tecnici, che offrono i predetti servizi a tariffe agevolate. Per poter effettuare però un attenta e puntuale analisi di tutte le aziende interessate, si è deciso di non procedere a specifiche convocazioni, ma di abbinare le verifiche e le valutazioni dei fabbricati rurali alla raccolta dei piani colturali per uma e pac e alla raccolta della dichiarazioni dei redditi 730 e unico. Gli uffici periferici di Coldiretti Piacenza sono a disposizione per eventuali chiarimenti in merito.


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IV A innalzati i limiti per le liquidazioni trimestrali 700 mila euro per le cessione di beni, 400 mila euro nel caso di prestazioni di servizi Lâ&#x20AC;&#x2122;articolo 14 della legge 183/2011 (c.d. legge di stabilitĂ 2012) ha introdotto nuovi limiti per la liquidazione trimestrale dellâ&#x20AC;&#x2122;iva. Potranno ora optare per la â&#x20AC;&#x153;chiusura trimestraleâ&#x20AC;? le aziende che svolgono attivitĂ  agricole, con un fatturato non superiore ai 700 mila euro per le cessioni di beni e non superiore ai 400 mila euro per le prestazioni di servizi (conto terzi e agriturismi). La nuova soglia, elevata dai precedenti 516.456,90 euro (309.874,14 euro per le prestazioni di servizi), consentirĂ  di passare dal 2012 alla liquidazione e al versamento trimestrale dellâ&#x20AC;&#x2122;iva, anche ad aziende, che nel corso degli anni precedenti hanno dovuto liquidare mensilmente lâ&#x20AC;&#x2122;imposta. A differenza della periodicitĂ  mensile, che prevede il versamento dellâ&#x20AC;&#x2122;iva a debito entro il 16° giorno del mese successivo, la chiusura trimestrale prevede che lâ&#x20AC;&#x2122;eventuale debito dâ&#x20AC;&#x2122;imposta sia versato entro il giorno 16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento.

1° trimestre

16 maggio

2° trimestre

16 agosto

3° trimestre

16 novembre

acconto

27 dicembre

chiusura annuale

16 marzo

Va sottolineato però, che lâ&#x20AC;&#x2122;opzione per la liquidazione trimestrale, non rappresenta un obbligo, bensĂŹ una scelta che le aziende possono effettuare Mentre da un lato la liquidazione trimestrale è sicuramente un vantaggio in termini di adempimenti burocratici, dallâ&#x20AC;&#x2122;altro può rappresentare un costo in quanto lâ&#x20AC;&#x2122;eventuale iva da versare, dovrĂ essere maggiorata dellâ&#x20AC;&#x2122; 1% a titolo di interesse.

Al fine di approfondire con la dovuta attenzione le valutazioni in merito al cambio di periodicitĂ , le aziende interessate saranno invitate direttamente dai relativi uffici zona di Coldiretti.

Impianti fotovoltaici: adempimenti e scadenze Attivato un nuovo servizio per dare assistenza ai produttori di energia elettrica Al fine di informare tutti i produttori di energia elettrica da fotovoltaico, degli adempimenti a cui sono soggetti, di seguito elenchiamo suddivisi in base alla tipologia di impianto e alla potenza installata, adempimenti e relative scadenze. Al fine di agevolare le imprese assistite al rispetto di questa serie di adempimenti, Coldiretti Piacenza, si è attivata per offrire  questi nuovi servizi.

Ogni azienda è quindi invitata a voler verificare, se i predetti adempimenti saranno seguiti dai tecnici impiantisti che hanno seguito la progettazione e la realizzazione dellâ&#x20AC;&#x2122;impianto, in quanto anche compresi nei contratto di fornitura e di realizzazione dello stesso, oppure se per gli stessi ogni azienda dovrĂ provvedere in proprio o usufruendo del nostro servizio. Si invitano quindi le aziende interessate, fatte le opportune verifiche e valutazioni, a voler contattare il nostro ufficio zona di riferimento.     !     !       

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marzo 2012

fiscale tributario

Altre importanti novità fiscali Credito d’imposta per la ricerca scientifica (bonus ricerca) in via sperimentale, è istituito per gli anni 2011 e 2012 un credito di imposta riconosciuto alle imprese che finanziano progetti di ricerca, svolti da Università ovvero enti pubblici di ricerca e altre strutture che potranno essere individuate con apposito decreto. 1. Criteri di applicazione ♦ spetta per gli investimenti effettuati a decorrere dal 01/01/2011; ♦ compete nella misura del 90% della spesa incrementale di investimento; ♦ è utilizzabile esclusivamente in compensazione, con esclusione dei pagamenti contributivi previdenziali INPS dovuti dai titolari di posizioni assicurative o dai datori di lavoro e premi INAIL; ♦ deve essere rendicontato in dichiarazione dei redditi; ♦ non concorre alla formazione del reddito IRPEF - IRES e della base imponibile; ♦ non rileva ai fini della determinazione della quota di deducibilità degli interessi passivi e delle spese generali non inerenti; ♦ non può essere chiesto a rimborso. 2. Chi ne può usufruire in assenza di esplicite esclusioni il credito è destinato a tutte le imprese costituite successivamente alla data del 14/05/2011 , data di entrata in vigore il decreto sviluppo. Sono irrilevanti, quindi, la forma giuridica, le dimensioni, il regime contabile adottato ed il settore economico di appartenenza. 3. Tipologia di costi ammissibili riferiti a contratti stipulati con Università ed Enti pubblici di ricerca ritenuti ammissibili, in misura congrua e pertinente, purchè i risultati della ricerca siano acquisiti nell’ambito di operazione effettuata alle normalli condizioni di mercato e che non comporti elementi di collusione.

4. Sono esclusi i costi per le ricerche svolte direttamente dalle imprese nonché i costi da queste sostenute per l’acquisto di beni e servizi messi a disposizione delle imprese (cd. Ricerca interna) nonché i costi da queste sostenute per l’acquisto di beni e servizi messi a disposizione delle Università per lo sviluppo del progetto di ricerca commissionato. 5. Periodo di utilizzo del credito d’imposta è fruibile in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dal giorno successivo a quello di realizzazione dell’investimento incrementale. È fruibile in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dal giorno successivo a quello di realizzazione dell’investimento incrementale. Considerato che il credito d’imposta può essere cumulato con altre agevolazioni o contributi pubblici, qualora l’importo annuo fruibile non sia utilizzato per intero, la parte residua potrà essere compensata nel periodo d’imposta successivo.

Bonus ristrutturazioni 36% Diventa un’agevolazione permanente, senza più scadenze, confermato anche il tetto di spesa di Euro 48.000,00 per ogni unità immobiliare. ♦ Tra gli interventi detraibili, le nuove disposizioni prevedono quelli per la ricostruzione o il ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di calamità naturali. ♦ Non sarà più necessario inviare la comunicazione al centro Operativo di Pescara per beneficiare della detrazione prevista per i predetti interventi di recupero edilizio. ♦ Rimane l’obbligo in alcuni casi della comunicazione (racc. AR) preventiva all’Asl del territorio dove si svolgono i lavori. ♦ Nella fattura non va più indicato il costo della mano d’opera. ♦ Le ritenute sui compensi delle imprese diminuisce dal 10 al 4%.


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Bonus risparmio energetico - detrazione 55%

Rinvio versamenti

Viene prorogata al 31/12/2012 per gli interventi eseguiti per i periodi d’imposta 2011 e 2012. Il beneficio viene esteso alle spese sostenute per interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Dal 01/01/2012 le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica potranno beneficiare della detrazione del 36% a tempo indeterminato.

I versamenti e gli adempimenti, anche se solo telematici, che scadono il sabato o in un giorno festivo sono sempre rinviati al primo giorno lavorativo successivo.

Contabilità semplificata Innalzamento dei parametri per l’adozione del regime di contabilità semplificata (euro 400.000 di ricavi per le imprese di servizi e euro 700.000 di ricavi per le altre imprese).

Comunicazioni familiari a carico Per i lavoratori dipendenti e i pensionati viene meno l’obbligo di comunicare ogni anno i dati relativi a detrazioni per familiari a carico. L’obbligo permane solo in caso di variazione dei dati.

Scheda carburante

Modalità di accertamento

Deduzione integrale fino a 1000 euro

In materia di accertamento si segnala: l’obbligo, per la guardia di Finanza, di eseguire gli accessi in borghese; il termine di permanenza dei verificatori presso le imprese in contabilità semplificata e i lavoratori autonomi non potrà superare i quindici giorni; ai fini del computo del termine di permanenza dei verificatori si prenderanno in considerazione solo i giorni di permanenza effettiva; i controlli potranno essere effettuati al massimo ogni sei mesi; gli atti compiuti in violazione a queste regole costituiscono, per i dipendenti pubblici, illecito disciplinare.

I contribuenti in regime di contabilità semplificata possono dedurre fiscalmente l’intero costo, per singole spese non superiori a 1000 euro, nel periodo d’imposta in cui ricevono la fattura.

Rimborsi d’imposta

Spesometro

I contribuenti non devono fornire informazioni che siano già in possesso del Fisco e degli enti previdenziali ovvero che da questi possono essere direttamente acquisite da altre amministrazioni.

Le spese ed il tenore di vita sono al centro della strategia del fisco per individuare l’effettiva capacità contributiva del contribuente persona fisica. Gli strumenti a disposizione del fisco di contrasto all’evasione, rinnovati e adattati ai nuovi scopi, sono sostanzialmente tre: il redditometro, l’accertamento sintetico e lo spesometro.. Lo spesometro consiste nella necessità di inviare una comunicazione telematica delle operazioni ( rese e ricevute) rilevanti ai fini Iva e di importo non inferiore a Euro 3.000,00. Tale obbligo viene abrogato in caso di pagamento con carte di credito, prepagate o bancomat.

Non è più prevista la compilazione della scheda carburante se il pagamento avviene con carte di credito, debito o prepagate.

La richiesta di rimborso fatta dal contribuente in dichiarazione può essere modificata in richiesta di compensazione entro 120 giorni dalla presentazione della dichiarazione stessa.

Stop richieste dati

Deperimento merci - attestato di distruzione Innalzamento a 10.000 euro della soglia di valore dei beni d’impresa per i quali è possibile ricorrere ad attestazione di distruzione con atto notorio. Alcune tematiche saranno oggetto di approfondimenti sui prossimi numeri del nostro periodico.


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marzo 2012

fiscale tributario

PEC: consegna di

utente e password per accedere alle caselle di posta

Sono oltre 500 le società che hanno attivato la PEC-COLDIRETTI, ora il servizio si estende anche alle ditte individuali

Nel rispetto di quanto previsto dal d.l. 185/2008, nello scorso novembre si è provveduto all’attivazione e al deposito presso il Registro Imprese della CCIAA delle caselle di posta elettronica certificata, obbligatorie per tutte le società. Al fine di agevolare le imprese assistite in relazione a questo ulteriore adempimento, Coldiretti Piacenza aveva infatti attivato un apposito servizio, per il rilascio ed il deposito delle caselle pec. Concluse ora le fasi di rilascio, attivazione e deposito delle pec, si invitano le aziende che hanno aderito al servizio, a ritirare presso i relativi uffici zona, utente e password necessari per accedere alla propria casella di posta elettronica certificata. Verrà inoltre consegnata ad ogni azienda, la scheda illustrativa delle caratteristiche tecniche e le principali istruzioni per l’uso (disponibili anche sul nostro sito www.coldiretti.piacenza.it).

Queste caselle di posta elettronica certificata consentono di inviare e ricevere messaggi e allegati con valore legale, superiore a quello della raccomandata A/R e del fax. Gli stessi indirizzi pec, disponibili tramite la CCIAA, verranno utilizzati a breve dalle pubbliche amministrazioni nella spedizione di documenti di rilevante importanza (si pensi ad esempio all’invio di cartelle di pagamento). Inoltre, sempre tramite le caselle pec, ogni azienda potrà inviare e ricevere, contratti, ordini e fatture, buste paga e altri documenti di rilevante importanza. Il tutto con un notevole risparmio di costi e di tempi rispetto ai tradizionali servizi di posta. Ed è proprio per questi vantaggi, che la pec si sta diffondendo oltre che tra le società, anche tra le ditte individuali, che pur non essendo obbligate al deposito pec, ne richiedono l’attivazione..


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F24 online e avviso di addebito via SMS A breve l’avvio della fase sperimentale, dal prossimo giugno a regime per tutte le imprese Visti gli ottimi risultati ottenuti dalle comunicazioni tramite SMS, il servizio fiscale di Coldiretti Piacenza, ha deciso di utilizzare lo stesso sistema per la comunicazione degli addebiti in conto corrente, relativi ai versamenti in F24. A partire dal 2008, per tutte le aziende clienti che ci hanno conferito l’apposito mandato, si procede periodicamente all’invio delle deleghe F24 telematiche per l’addebito in c/c di tasse, tributi e contributi. In diversi casi però, a causa di tempistiche sempre più ristrette, diventa difficile comunicare per tempo agli interessati la cifra che verrà addebitata in conto. Proprio per ovviare a questo problema, si è deciso di sperimentare

l’avviso di addebito F24 tramite SMS. Così se la sperimentazione avrà successo, già a partire dal prossimo mese di giugno, si potrà mettere a regime l’intero sistema che permetterà ai soggetti interessati, di ricevere qualche giorno prima della scadenza della delega di versamento F24 e del relativo addebito in c/c, un semplice SMS con la comunicazione di importo, data e tributi in scadenza. Si invitano quindi tutte le aziende clienti aderenti al servizio F24 on-line, a voler comunicare al proprio ufficio zona di riferimento, il numero di cellulare sul quale ricevere i predetti avvisi di addebito

L’ufficio fiscale provinciale e gli uffici periferici di Coldiretti sono a disposizione per fornire ulteriori informazioni, integrazioni, chiarimenti e per la compilazione delle istanze


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marzo 2012

fiscale paghe

Le novità in materia di lavoro semplificazione e sviluppo 2012 Il Decreto sulle semplificazioni (n.5/2012) ha introdotto importanti novità in materia di lavoro. Tra le novità che interessano direttamente il mondo del lavoro le più importanti sono: i controlli sulle imprese, semplificazioni in materia di libro unico; interdizione anticipata dal lavoro per maternità e pagamenti in favore dell’Inps (tutti i pagamenti ed i versamenti delle somme dovute all’Inps a qualsiasi titolo (contributi, interessi ecc.) saranno tracciabili; andranno infatti effettuati a decorrere dal 1 maggio 2012 esclusivamente con strumenti di pagamento elettronici, bancari o postali (carte prepagate, carte bancomat e di credito,bonifici ecc.) con conseguente esclusione del pagamento in contante. Sempre in tema di semplificazioni l’’art. 17, consacra un risultato già raggiunto, a livello amministrativo, dalla Coldiretti, con decorrenza dal 15 novembre 2011: ovverosia l’abrogazione dell’obbligo di trasmettere alla Prefettura Sportello unico il modello Q. Oggi la norma stabilisce che la comunicazione obbligatoria al Centro per l’impiego ha valenze di assolvimento dell’obbligo di trasmissione del contratto si soggiorno per i lavoratori già presenti in Italia ed in possesso di permesso di soggiorno valido che abiliti allo svolgimento di attività di lavoro subordinato Anche i commi successivi conferiscono forza di legge a talune delle istanze avanzate dalla Coldiretti e formalizzate nel recente Avviso comune del 24 gennaio 2012. Ora, la normativa di riferimento prevede che nel caso in cui siano trascorsi venti giorni dalla presentazione dell’istanza per l’ingresso di un lavoratore extra comunitario per lavoro stagionale e lo sportello unico per l’immigra-

zione non abbia espresso il proprio diniego, la domanda si intende accolta in virtù del principio del silenzio-assenso, qualora sussistano due precise condizioni: a) la richiesta deve riguardare uno straniero già autorizzato nell’anno precedente a prestare la propria attività lavorativa presso lo stesso datore di lavoro; b) per lo stesso datore di lavoro richiedente che deve averlo regolarmente assunto l’anno precedente Nel rispetto del limite massimo di nove mesi del permesso di lavoro stagionale, l’autorizzazione si intende prorogata ed il permesso di soggiorno può essere rinnovato nel caso in cui si presenti una nuova opportunità di lavoro stagionale offerta dallo stesso o da altro datore di lavoro. L’autorizzazione al lavoro può essere concessa a più datori di lavoro, dopo il primo, che utilizzano lo stesso lavoratore stagionale in periodi successivi, ed è rilasciata a ciascuno di essi pur se il lavoratore si trovi, legittimamente nel nostro Paese, a causa dell’avvenuta instaurazione del primo rapporto di lavoro stagionale: il lavoratore è esonerato dall’obbligo di rientro nel proprio Paese per il visto consolare d’ingresso , ed il permesso è rinnovato fino alla scadenza del nuovo rapporto stagionale, nel rispetto del limite massimo (nove mesi).

permesso di soggiorno pluriennale La richiesta di assunzione di lavoratore stagionale in possesso di permesso di soggiorno pluriennale, può essere effettuata anche da un datore di lavoro diverso da quello che ha ottenuto il nulla osta triennale per lavoro stagionale.

tracciabilità degli stipendi A partire dal 6 dicembre 2011, data di entrata in vigore del D.L. n. 201/2011 (c.s.”salva Italia“) tutti i datori di lavoro di ogni categoria devono attenersi alle nuove regole sulla tracciabilità per il pagamento degli stipendi di importo superiore a 999,99 euro. Pertanto il datore di lavoro deve prestare molta attenzione alle modalità di pagamento di fine mese, e, in presenza di un netto di retribuzione di importo pari superiore a 1.000 euro, non potrà più

risolvere con i contanti della cassa. Unica modalità di pagamento per importi pari o superiori a 1.000 euro sono ad oggi solamente gli strumenti tracciabili quali bonifici oppure assegni,bancari o circolari,vaglia postali e cambiari che rechino l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.


In collaborazione con

COMUNE DI PIACENZA Partner organizzativi

FAMIGLIA PIASINTEINA

Con il contributo di

Con il patrocinio di

PROVINCIA DI PIACENZA

Comunità Montana dell’Appennino Piacentino Media partner


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marzo 2012

niente oneri ambientali per il trasporto di rifiuti entro i dieci km Risolvendo, seppure parzialmente, alcuni dei problemi legati al trasporto di rifiuti effettuato dagli imprenditori agricoli tra fondi spesso limitrofi, passando per la pubblica via, il decreto legge in materia di semplificazioni pubblicato in gazzetta ufficiale (articolo 28 del D.L. 9 febbraio 2012) prevede che non è considerato trasporto, ai sensi del “codice ambientale”, il trasporto dei propri rifiuti da un fondo appartenente alla medesima azienda agricola, quando la distanza tra i fondi non sia superiore a dieci chilometri o verso il sito della cooperativa agricola di cui si è soci. La disposizione, fortemente sollecitata dalla Coldiretti, risulta migliorata rispetto a quella discussa inizialmente in sede di Consiglio dei Ministri, in cui le semplificazioni erano limitate a trasporti effettuati fino ad un chilometro di distanza. A partire dal 10 febbraio, quindi, le imprese agricole possono trasportare i propri residui per distanze fino a dieci chilometri, senza dover adempiere agli oneri derivanti dall’applicazione delle norme in materia di trasporto dei rifiuti, dimostrando che stanno andando verso la messa a dimora dei rifiuti in un deposito temporaneo, normalmente situato presso la sede aziendale. Il decreto legge integra anche la definizione di deposito temporaneo, prevedendo che si consideri tale, oltre al luogo di produzione dei rifiuti, il sito che sia nella disponibilità giuridica della cooperativa agricola di cui gli stessi sono soci. Le medesime semplificazioni, quindi, sono riconosciute agli imprenditori agricoli che trasportano i propri rifiuti verso la sede della cooperativa agricola di cui sono soci.

detassazione sulle somme collegate alla competitività Si è proceduto da parte delle Associazioni Datoriali e Organizzazioni Sindacali agricole per l’anno 2012, alla sottoscrizione degli accordi quadro nazionali (operai agricoli e florovivaisti-quadri e impiegati agricoli) per l’applicazione del particolare regime di tassazione agevolata per l’anno 2012 a valere sulla retribuzione correlata al perseguimento di una maggiore produttività e competitività aziendale. L’intesa raggiunta per essere idonea ad esplicare efficacia nei confronti degli operai agricoli operanti nelle aziende agricole associate, dovrà essere seguita dalla sottoscrizione di specifico accordo provinciale.

INPS: lavoratori domestici - contributi dovuti per l’anno 2012 L’INPS, con la circolare n. 17 del 3 febbraio 2012, informa che sono state determinate le nuove fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi dovuti per l’anno 2012 per i lavoratori domestici. L’Istituto, inoltre, fa presente che l’aliquota contributiva per i datori di lavoro domestico non ha subito modificazioni rispetto al 2011.

colf e badanti - compensi ai lavoratori domestici Anche il datore di lavoro domestico che eroga retribuzioni pari o superiori a mille euro dovrà adottare quale forma di pagamento il bonifico bancario o un assegno (di conto corrente o circolare). Quest’ultima forma di pagamento è obbligatoria per i lavoratori che non hanno un conto corrente. Per non incorrere in violazioni conviene abbandonare la prassi di corrispondere acconti in contanti, quando il cash che si anticipa, si riferisce a uno stipendio complessivo superiore a mille euro. In vigore dal 1° febbraio 2012.

notizie in breve

CUD 2012 La generalità dei sostituti d’imposta deve consegnare ai lavoratori, collaboratori o pensionati la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel 2011 tramite modello Cud 2012.

lavoro con i voucher Prorogato fino a fine 2012 il termine che consente ai lavoratori part-time e percettori di prestazioni a sostegno del reddito di svolgere prestazioni di lavoro accessorio, in tutti i settori produttivi,compresi gli enti locali, e nel limite massimo di Euro 3.000 per anno solare.

lavoratori extracomunitari La legge 125/2008 ha inasprito il regime sanzionatorio per il datore di lavoro che assume un lavoratore privo di permesso di soggiorno o con un permesso scaduto, per il quale non sia stato richiesto il rinnovo nei termini di legge. Per ogni lavoratore assunto privo di permesso di soggiorno è prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la sanzione pecuniaria di 5.000 euro (approfondimenti all’interno del giornale).

responsabilità del datore di lavoro nella verifica del permesso di soggiorno Con sentenza n. 32934 del 31 agosto 2011, la I Sezione Penale della Cassazione ha affermato la responsabilità penale del datore di lavoro che, in buona fede, assume un lavoratore extracomunitario non in regola con il permesso di soggiorno. A detta della Suprema Corte, il datore di lavoro deve sempre verificare la regolarità del documento e non “fidarsi” di ciò che gli viene detto dal lavoratore, in quanto non potrà invocazione a sua discolpa la buona fede in caso di inesattezza o insussistenza delle affermazioni del cittadino extracomunitario.

certificazione telematica di malattia Per la generalità dei datori di lavoro decorre l’obbligo di ricevere solo in via telematica i certificati di malattia dei lavoratori. Non è più possibile richiedere ai lavoratori la copia cartacea del certificato di malattia, salvo le eccezioni previste. Il datore di lavoro deve recuperare la certificazione on line o tramite mail (approfondimenti all’interno del giornale).

libro unico del lavoro Posticipo del termine ultimo per effettuare le registrazioni sul Libro Unico del Lavoro, dal 16 del mese successivo a quello di riferimento all’ultimo giorno del mese successivo.


la voce 03/2012  

mensile La voce dei Coltivatori marzo 2012

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