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Direzione, Redazione, Amministrazione: via Colombo, 35 - tel 0523 596511-Poste Italiane spa - Sped.in a.p.-D.L.353/2003 (conv.in l.27/02/2004 n.46)-art.1 comma 1-DCB Piacenza-Costo abbonamento annuo: euro 11-Pagamento assolto tramite versamento quota associativa-contiene i.p.

LA VOCE DEI

Settembre 2010 Anno LXII N째 8

oltivatori C Periodico della Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza

POMODORO: ORIGINE OBBLIGATORIA PER SALVARE IL COMPARTO


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con la


ANNO LXII - N. 8 -SETTEMBRE 2010

Sindacale del Direttore l’editoriale

LA VOCE DEI

Coltivatori

SOMMARIO

Periodico della Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza

Direzione, Redazione e Amministrazione: FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI DI PIACENZA Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35 Tel. 0523 596511 Fax 0523 596596 E-mail: piacenza@coldiretti.it www.piacenza.coldiretti.it Autorizzazione Tribunale di Piacenza: n. 71 del 24 Aprile 1953 DIRETTORE RESPONSABILE Massimo Albano COMITATO EDITORIALE Antonella Bazzini, Elisabetta Montesissa, Luca Piacenza, Maria Luisa Cassi, Maurizio Maffi, Medoro Rebecchi, Milena Galli HANNO COLLABORATO Dario Panelli, Nadia Marcotti, Riccardo Piras, Roberto Filippini

Sindacale A Coldiretti Piacenza riconosciuta ufficialmente la maggioranza assoluta nella rappresentanza dell’agricoltura...........2 Pomodoro ancora in crisi, è necessario il rispetto degli accordi.......................................................................3 Il presidente di Coldiretti Piacenza a Roma.....................................................................................................4 Gli esiti dell’incontro.....................................................................................................................................4 La vendemmia 2010 sarà un’ottima annata...................................................................................................5 Coldiretti ottiene anche dalla regione la semplificazione per i sottoprodotti della vinificazione............................6 Un acconto di 38 centesimi per il nostro latte................................................................................................7 Coldiretti e APL proseguono la raccolta delle deleghe per le trattative sul prezzo..............................................7 Grano: cala la produzione mondiale, prezzi in leggero aumento.......................................................................8 Più mercati di Campagna Amica...................................................................................................................9 LOCAL batte GLOBAL.................................................................................................................................10 In crisi fast food con boom farmers market..................................................................................................10 Agricoltura italiana ai vertici europei per sicurezza alimentare.......................................................................10 Speciale OGM............................................................................................................................................11 Coldiretti Emilia Romagna chiede di favorire gli impianti diffusi e integrati con il territorio................................13 Un premio per le aziende che promuovono le buone pratiche aziendali..........................................................13 Terranostra presenta le eccellenze piacentine al Meeting di Rimini................................................................15 Federforeste: Gabriele Calliari è il nuovo presidente......................................................................................15 La responsabilità verso le generazioni future................................................................................................17

L’intervista del mese Mauro Balordi............................................................................................................................................18

Iniziative Coldiretti Il consorzio Bio Piace conquista la Germania con il Grana Padano Bio...........................................................23

PROGETTO GRAFICO & IMPAGINAZIONE Massimo Covati

Eventi e notizie dal mondo agricolo

FOTO Archivio Coldiretti

Un mini elicottero per monitorare le coltivazioni............................................................................................24 Celebrazione dedicata alle vittime del lavoro agricolo...................................................................................24 Valtidone Wine Festival...............................................................................................................................25 Fabbricati Rurali e contributi di bonifica.......................................................................................................26 Tenuta La Ratta: un’azienda vitivinicola innovativa sul territorio.....................................................................26

FOTOCOMPOSIZIONE E STAMPA Grafiche Lama s.r.l.

Tecnico

Il periodico ha una tiratura di 9.500 copie. Viene spedito ai Soci in regola con la quota associativa. Non è in vendita. Titolare del trattamento dei dati personali nelle banche dati di uso redazionale è Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dal Dl.Lgs 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, telefonando al n. 0523 596511, e-mail: piacenza@coldiretti.it

Nuove tariffe per gli impianti fotovoltaici......................................................................................................28 Aperto il bando per la ristrutturazione e riconversione vigneti........................................................................29 Sanatoria catastale, cosa cambia per gli immobili........................................................................................30 La pagina della sicurezza............................................................................................................................32 I vostri quesiti, a domanda … risposta!.......................................................................................................33

Fiscale – tributario Esenzione ICI per i fabbricati agricoli iscritti in A/6 e D/10.............................................................................35

Fiscale – paghe

© tutti i diritti riservati

Lavoro: Coldiretti, 7,3 mln voucher venduti, 1 su 3 in agricoltura...................................................................36

Epaca

in copertina:

Questo numero è stato chiuso in redazione il 13 Settembreo 2010

POMODORO: ORIGINE OBBLIGATORIA PER SALVARE IL COMPARTO

SETTEMBRE 2010

….dalla Valtrebbia un esempio virtuoso di “pensionato”...............................................................................38

Notizie in breve In breve... settembre 2010 .......................................................................................................................39

La pagina del Cap Varie ........................................................................................................................................................40

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Sindacale

A Coldiretti Piacenza riconosciuta ufficialmente

la maggioranza assoluta

nella rappresentanza dell’agricoltura

È

con grande soddisfazione che leggiamo il decreto del presidente della Regione Emilia Romagna rispetto alla questione Camera di Commercio di Piacenza. Ancora una volta i numeri ci hanno dato ragione, riconoscendo la nostra maggioranza assoluta. Coldiretti Piacenza rappresenta il 67% delle imprese agricole e il 63% degli addetti in agricoltura. Maggioranza assoluta confermata anche nella rappresentanza delle piccole imprese. Questa rappresentanza ci da la forza di proseguire con fermezza nella realizzazione del progetto per una filiera agricola tutta italiana, convinti che solo questo percorso possa ridare centralità al ruolo dell’agricoltura. Abbiamo tuttavia rinunciato a proseguire con le azioni giudiziarie anche se la Regione ha assegnato un solo seggio a Coldiretti Piacenza per il bene dell’economia piacentina, convinti che l’obiettivo principale debba essere la ripresa dell’attività della Camera di Commercio e la sinergia con le altre associazioni di categoria. Con la trasparenza che ha sempre contraddistinto il nostro operato, pubblichiamo uno stralcio dell’allegato al decreto del Presidente della Regione, non riportando, per il rispetto della riservatezza, i numeri delle altre rappresentanze agricole.

Stralcio dell’allegato al Decreto del Presidente della Regione Emilia Romagna

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

Pomodoro ancora in crisi, è necessario il rispetto degli accordi La campagna 2010 del pomodoro si era preannunciata fin dall’inizio difficile. I prezzi siglati sui contratti di coltivazione, mediamente in calo del 12-15% rispetto al 2009, le difficoltà climatiche in fase di trapianto, la forte pressione cinese sui mercati e al conseguente riduzione del prezzo dei derivati. Dopo tre anni di disaccoppiamento parziale, finalizzati, a parole, a costruire la filiera, ci si ritrova ancora, come nelle peggiori annate, al balletto del rinvio o del rallentamento dei carichi, al pomodoro lasciato in campo, al rischio di non raggiungere le rese minime previste dalla normativa nazionale, con la conseguente perdita del diritto alla parte accoppiata del premio, a livelli di prezzo inferiori al 50% di quanto pattuito. Ma come? Sono passati tre anni e nulla è cambiato? E le dichiarazioni, gli accordi sottoscritti, la filiera, le sfide future? Come sostenne Coldiretti all’epoca, era meglio disaccoppiare subito totalmente, in modo tale che i nodi venissero immediatamente al pettine, senza aspettare tre, lunghi, inutili anni. E’ possibile che, quando il prodotto scarseggia, tutto ciò che assomiglia ad una bacca di pomodoro, di qualunque colore e consistenza, va bene, mentre

SETTEMBRE 2010

quando c’è disponibilità più che sufficiente, anche il rosso ha una brutta faccia? E’ possibile che venga utilizzato come metodo persuasivo il ritardo nei ritiri in modo da rammollire volontà e prodotto? Indubbiamente c’è anche un problema di programmazione, resa difficile dalle piogge che hanno determinato una eccessiva concentrazione dei trapianti, rendendo oggettivamente difficile la raccolta in certi periodi, ma resta il fatto che a fronte di un obiettivo di 46-48 milioni di quintali, si sono stipulati contratti per 62,2 milioni di quintali. Ma al di là dei problemi di gestione e di politica agraria, intesa come Pac, l’elemento che sembra emergere, con preoccupante diffusione nel centro-sud, è il mancato rispetto dei contratti, in termini di quantità dei ritiri, di valutazione della qualità del prodotto, di prezzo. Agea ha ribadito la possibilità, nel caso che il trasformatore che li ha sottoscritti non sia in grado di adempiere ai propri obblighi, di cessione, anche parziale, dei contratti ad altri trasformatori. Sempre Agea ha evidenziato che, in caso di valutazione del prodotto consegnato non congrua o nel caso di mancato pagamento del corrispettivo pattuito sui contratti, già dalla campagna in corso è possibile ritirare il riconoscimento all’impresa di trasformazione con efficacia immediata. Ma i due meccanismi, al di là di qualche caso specifico, non sembrano sufficienti. C’è poi il problema relativo al raggiungimento delle rese minime (70% della resa media regionale), che deve essere assolutamente affrontato, perché le imprese agricole rischiano, a causa della negligenza di qualche industria, di avere perdite per il pomodoro non raccolto e di non riuscire a raggiungere la resa minima necessaria per ottenere la parte accoppiata dell’aiuto. Oltre ai danni economici che si potranno registrare per questa campagna, vi è poi un problema di prospettiva: con quale fiducia si potranno andare a sottoscrivere contratti per

il 2011, con soggetti che non hanno rispettato gli accordi nel 2010? Per discutere e risolvere questi problemi, da più parti, istituzionali e non, è stato richiesto al ministro Galan di convocare un apposito tavolo che si è riunito lunedì 30 agosto.

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Sindacale

Il presidente di Coldiretti Piacenza a Roma per il tavolo pomodoro convocato dal ministro Galan Questo tavolo avrà il compito di verificare e controllare tutto ciò che avviene nella produzione e distribuzione del pomodoro in Italia. “La crisi, che sta investendo l’intera filiera, sottolinea Bisi, penalizza fortemente i redditi delle aziende agricole mettendo a rischio la produzione e la sopravvivenza di un comparto fondamentale. Il continuo e massiccio sbarco di pomodoro cinese, poi immesso sul mercato come made in Italy, visto che manca l’indicazione obbligatoria in etichetta, provoca una concorrenza sleale nei confronti delle nostre aziende agricole e un pericolo per la sicurezza alimentare dei consumatori. Le conseguenze sono davvero serie: se il pomodoro non sarà più prodotto e trasformato in Italia, cosa ne sarà di tutto il resto della filiera? Sono a rischio reddito ed occupazione per ottomila aziende italiane che su 85 mila ettari di terreno coltivano

pomodoro da destinare alle 173 industrie nazionali dove trovano lavoro 20mila persone”. “E’ indispensabile, continua Bisi, monitorare costantemente la situazione, anche perché, purtroppo, dobbiamo “combattere” non solo con la Cina, ma altresì con gli stessi industriali del sud Italia che non rispettano gli accordi sul prezzo e immettono sul mercato prodotto a basso prezzo. Il distretto del Nord, ha sempre lavorato adottando regole chiare e precise non solo seguendo disciplinari di produzione, migliorando la tecnologia e la qualità, ma soprattutto nel rispetto dell’etica sociale, per la tutela della dignità dei lavoratori e del riconoscimento del loro ruolo all’interno del

sistema economico e sociale del nostro Paese. In questo quadro, il progetto di una filiera agricola tutta italiana, rappresenta l’unica soluzione per superare la crisi generale del comparto. Il nostro è un progetto fortemente etico che considera il cibo come un diritto, la responsabilità del fare, la trasparenza della filiera, l’interesse e aspettative della gente come priorità”. “Se vogliamo davvero uscire da questa pesante crisi che colpisce l’agricoltura, conclude il presidente di Coldiretti Piacenza, è indispensabile che ognuno sia disposto ad assumersi le proprie responsabilità all’interno della filiera, esattamente come sta facendo la nostra Organizzazione.”

Gli esiti dell’incontro

Alla conclusione di un vivace confronto tra le rappresentanze delle diverse parti (OO.PP., Cooperazione, Unioni, Industriali e Regioni) sulle difficoltà della presente campagna, sul mancato rispetto dei contratti, sulle problematiche legate all’erogazione del premio accoppiato, il Capo di Gabinetto del Ministro, dottor Ambrosio, coordinatore del tavolo, ha delineato le seguenti conclusioni: • la Task-force, istituita per aumentare i controlli nel settore, soprattutto in relazione alle importazioni di pomodoro dalla Cina, continua il suo lavoro, coinvolgendo anche il ministero della Sanità; • la parte industriale è fortemente invitata al rispetto dei contratti sottoscritti, sia in termini di prezzo che di quantità, a tal proposito verrà convocata, per fine campagna, una riunione volta ad esaminare i casi di non rispetto e ad accertare le responsabilità; • prima della prossima campagna verrà definito dal ministero una forma di contratto cui attenersi, onde evitare, che vi possano essere contratti in cui non sono indicate le penalità da applicarsi per il mancato rispetto degli accordi; • verrà portata in Consiglio dei Ministri e supportata politicamente a Bruxelles la proposta italiana di un regolamento comunitario che definisca l’obbligo di etichettatura dell’origine del pomodoro utilizzato nei trasformati; • continua il monitoraggio della problematica relativa all’obbligo di conferimento del 70% della resa media regionale per il conseguimento della parte dell’aiuto accoppiata; non è prevista una deroga generalizzata, ma potranno essere presi in considerazione singoli, circostanziati, motivati casi di mancato conferimento.

Rimane l’amara sensazione di rapporti troppo spesso improntati al “mordi e fuggi”, rapporti che non possono certo rappresentare il futuro nel nuovo regime che, grazie al disaccoppiamento totale, potrà permettere alle imprese agricole di operare scelte diverse, premiando i trasformatori corretti e lasciando senza pomodoro chi non ha operato correttamente nel 2010. AGRICOLTURA: POMODORO; GALAN, RISOLVERE QUESTIONE ETICHETTATURA ALTRIMENTI VALUTARE RAGIONI PARTECIPAZIONE ORGANI INTERNAZIONALI

(ANSA) - ROMA, 26 AGO - ‘’Se al più presto, sia in Italia che in sede di Unione Europea, non verrà affrontata e risolta, nel pieno rispetto di ogni idea di giustizia e di trasparenza economica, la questione dell’etichetta d’origine, credo che l’Italia farebbe bene a considerare se sussistano ancora le ragioni di una sua partecipazione a organismi internazionali a quel punto assai poco leali nei suoi riguardi”. Lo afferma in una nota il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan, tornando sul tema della crisi del pomodoro legata alla concorrenza dei pomodori cinesi. ‘’La contraffazione crea e smercia prodotti falsi che ci danneggiano gravemente, per esempio - precisa il ministro - nella moda, ma soprattutto in agricoltura. C’è chi fa e vende falso Parmigiano oppure falsa mozzarella o pasta e così via, falsificando in ogni modo e ovunque nel mondo le nostre eccellenze alimentari. E c’è chi trasforma pomodori che vengono chissà da dove in pomodori italiani. E’ mio intento, ove fosse legalmente possibile, colpire tutti coloro che danneggiano produttori e consumatori italiani’’. (ANSA) 4

LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

La vendemmia 2010 sarà un’ottima annata

Ma attenzione alla speculazione sui prezzi delle uve E’ partita la vendemmia 2010. Se pur in ritardo di una decina di giorni rispetto alle ultime annate, ma nella norma come tempistiche degli anni passati, le previsioni sono più che positive, con punte di eccellenza, sebbene la cautela sia d’obbligo, poiché le condizioni metereologiche delle prossime settimane saranno determinanti. La prospettiva di produzione è in linea con la vendemmia scorsa, salvo per certe varietà, come ad esempio la Bonarda, che dovrebbero essere più abbondanti, anche se è necessario considerare che il 2009 per questo vitigno, in particolare, era risultato un anno con scarsità produttiva. Pertanto possiamo affermare con certezza che la qualità delle uve ha tutte le caratteristiche per fare ottimi vini. E’ quindi fondamentale che una simile qualità del prodotto in vigna trovi un adeguato riscontro nel prezzo pagato ai produttori, senza cedere a chi nella filiera gioca al ribasso per rifornirsi di prodotto agricolo a prezzi stracciati. Dalle prime indiscrezioni i prezzi dovrebbero mantenersi in linea con la vendemmia passata, con un tendenziale aumento per le uve a bacca bianca, in primis l’Ortrugo. Ma siamo, tuttavia ugualmente preoccupati, per alcune situazioni di mercato, che ci fanno sorgere il sospetto di una fase attendista da parte dei principali acquirenti imbottigliatori, con una evidente intenzione di sfruttare, attraverso una speculazione al ribasso dei prezzi, le eventuali eccedenze produttive. Secondo i dati dell’Osservatorio Agroalimentare regionale, già l’anno scorso il vino è stato remunerato ad un prezzo medio di 37,10 euro ad ettolitro, addirittura più basso di quindici anni fa, quando fu pagato 41,8 euro (81 mila lire). E’ una situazione inaccettabile se si calcola che nel frattempo i costi di produzione sono più che triplicati a causa dell’aumento dei costi energetici, dei fitofarmaci e della manodopera. Negli ultimi dieci anni, sempre secondo i dati

SETTEMBRE 2010

dell’Osservatorio, la superficie a vigna in regione è diminuita di oltre 8.000 ettari, passando dai 63.407 ettari del 2000 ai 55.224 del 2009”. Intanto, di fronte alla tendenza della filiera di abbassare i prezzi alla produzione, in Emilia Romagna aumentano i produttori che vendono direttamente il loro vino: nel 2009 sono state oltre 2.300 (+43% rispetto al 2008) le aziende che hanno aperto le porte ai consumatori. E’ importante ribadire che i nostri vini possono contribuire a rilanciare il prodotto piacentino e concorrere a farlo diventare il simbolo riconoscibile e spendibile per la nostra provincia e per l’intero comparto. Certo sarà indispensabile che tutti i locali attori della filiera del vino si rendano conto che per andare in questa direzione occorre migliorare continuamente la qualità nel vigneto e dare il giusto valore a questa qualità, senza farsi fuorviare da chi vorrebbe produrre i nostri patrimoni enologici non acquistando uva, ma semplicemente documenti di accompagnamento. Coldiretti, intende governare anche questo processo affinché venga effettivamente valorizzato un comparto fondamentale per l’economia della nostra provincia. A tal fine vogliamo sollecitare le strutture responsabili ed operanti nel settore, in primis il Consorzio Vini Doc, affinché vengano attivati tutti i meccanismi di controllo per la tutela delle nostre denominazioni”. E proprio lo scorso mese, sono stati pubblicati in Gazzetta ufficiale le modifiche ai disciplinari di produzione dei vini piacentini, che andranno in vigore da questa campagna vitivinicola, importante è ricordare che si è voluto estrapolare dal disciplinare dei Colli Piacentini uno specifico disciplinare per i nostri vini principi, ovvero Gutturnio e Ortrugo per avere maggior tutela e valorizzazione delle nostre tipicità.

il vino è la principale voce dell’export agroalimentare nazionale Volano le esportazioni di spumante italiano nel 2010 con un aumento record del 22 per cento delle bottiglie spedite nel mondo. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti relativa ai primi cinque mesi del 2010 L’andamento positivo delle esportazioni di spumante Made in Italy traina l’intera produzione vitivinicola nazionale all’estero che, sottolinea la Coldiretti, fa segnare complessivamente un aumento del 5 per cento,dovuta soprattutto alla crescita del 13 per cento negli Stati Uniti mentre i volumi diretti in Europa sono rimasti pressoché stabili. Il vino è la principale voce dell’export agroalimentare nazionale con oltre la metà del fatturato estero, che viene realizzato sul mercato comunitario dove la Germania è il principale consumatore di vino italiano. Il primo mercato extracomunitario di sbocco, con un quarto del valore totale delle esportazioni, sono invece gli Stati Uniti dove il vino Made in Italy ha conquistato il primato rispetto a Francia e Australia. Il risultato sui mercati esteri è di buon auspicio per la vendemmia 2010 con la quale l’Italia, stima la Coldiretti, potrebbe sorpassare la Francia nella produzione di vino con un aumento fino al 5 per cento rispetto allo scorso anno, su valori superiori a 47,5 milioni di ettolitri. La produzione francese fa registrare una crescita limitata per una produzione stimata da Franceagrimer pari a 47,3 milioni di ettolitri, rispetto ai 46,7 milioni di ettolitri dello scorso anno quando risultò superiore a quella italiana ferma a 45,4 milioni di ettolitri, secondo l’Istat. Le previsioni sono positive sul lato della qualità con il 60 per cento della produzione Made in Italy che sarà destinato alla realizzazione dei 498 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (320 vini Doc, 41 Docg e 137 Igt).

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Sindacale

Coldiretti ottiene anche dalla regione la semplificazione per i sottoprodotti della vinificazione E’ dei giorni scorsi la delibera della Regione Emilia Romagna a favore dell’impiego agronomico dei sottoprodotti derivanti dai processi di vinificazione.

“Questo provvedimento, commenta il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano, arriva dopo le incensanti richieste di Coldiretti Piacenza volte alla semplificazione degli adempimenti annessi al controllo dei sottoprodotti della vinificazione ed alla valorizzazione di vinacce e fecce tramite utilizzi alternativi alla distillazione”. In sostanza questa disposizione ricalca quanto previsto dal DM 7407 del 4 agosto 2010 che modifica l’art. 5 e l’art.15 del DM n. 5396 del 27 novembre 2008. Viene pertanto allargata la sfera dei sottoprodotti di applicazione del “ritiro sotto controllo”, quale modalità alternativa alla distillazione di fecce e vinacce tese ad esonerare i produttori, che vogliono destinare i sottoprodotti di vinificazione ad uso agronomico ed energetico in primis, ma anche farmaceutico e cosmetico. Importante è evidenziare che prima della modifica del suddetto decreto l’esonero dall’obbligo di consegna era limitato ai soli produttori con produzione di vino compreso tra i 25 e i 100 HL. Entrando nello specifico, gli usi alternativi alla consegna in distilleria dei sottoprodotti sono i seguenti: 1. Uso agronomico diretto, mediante la distribuzione dei sottoprodotti nei terreni agricoli, nel limite di 3.000 kg per ettaro di superficie agricola risultante nel fascicolo aziendale, a condizione di un espresso impegno ad utilizzare i sottoprodotti stessi per uso agronomico. 2. Uso agronomico indiretto, mediante l’utilizzo dei sottoprodotti per la preparazione di fertilizzanti. 3. Uso energetico, mediante l’utilizzo dei sottoprodotti quale biomassa per la produzione di biogas o per alimentare impianti per la produzione di energia, utilizzati anche congiuntamente ad altre fonti energetiche destinabili alla produzione di biogas o biomasse combustibili. 4. Uso farmaceutico, mediante l’utilizzo dei sottoprodotti per la preparazione di farmaci. 5. Uso cosmetico, mediante l’utilizzo dei sottoprodotti per la preparazione di cosmetici. Le operazioni di dispersione devono concludersi entro 30 giorni dalla fine del periodo vendemmiale per le vinacce, mentre per le fecce 30 giorni dalla data del loro ottenimento. I produttori che destinano i sottoprodotti ad usi alternativi, devono effettuare specifica comunicazione compilando un modello da trasmettere all’Ufficio periferico dell’ICQRF territorialmente competente, almeno entro il quarto giorno antecedente l’inizio delle operazioni di ritiro. Rimane comunque la possibilità, a discrezione del produttore, di indirizzare i prodotti derivanti dalla vinificazione, alle distillerie. “Coldiretti Piacenza, conclude Albano, che è a disposizione per la predisposizione degli adempimenti, già da diversi mesi aveva appositamente interessato la Regione Emilia Romagna per la modifica del decreto, coinvolgendo direttamente l’assessore provinciale all’agricoltura, i consiglieri e gli assessori regionali piacentini. Per tale motivo siamo estremamente soddisfatti per questo importante traguardo volto alla semplificazione e alla riduzione dei costi a favore delle nostre aziende vitivinicole”. Per approfondimenti: Elisabetta Montesissa - Responsabile Relazioni Esterne Coldiretti Piacenza – 338/9673772

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale Alcuni industriali piacentini hanno riconosciuto, finalmente, un equo valore del latte destinato a Grana Padano

Un acconto di 38 centesimi per il nostro latte

C

on l’aumento record delle esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, che fa segnare una crescita del 49 per cento negli Stati Uniti, principale mercato di sbocco extracomunitario dei prestigiosi formaggi, si evidenzia una prosecuzione del trend positivo per questi prodotti. I dati registrati nei primi cinque mesi del 2010, evidenziano un segnale di ripresa importante che riguarda l’intero sistema caseario nazionale, con un aumento generale nelle esportazioni del 12 per cento. L’andamento positivo dei due formaggi più rappresentativi del Made in Italy è rilevata anche sul mercato interno, dove la spesa per gli acquisti familiari è aumentata rispettivamente del 6,2 per cento per il Grana Padano e del 2,7 per cento per il Parmigiano Reggiano. Una situazione che evidenzia altresì come il consumatore italiano cerchi la sicurezza alimentare dei prodotti italiani garantita da rigidi disciplinari di produzione e da continui controlli. E di questo auspichiamo se ne renda conto non solo l’industria, ma anche la grande distribuzione evitando di immettere in commercio falsi made in Italy, provenienti da chissà quale parte del mondo, che poi provocano gravi danni non solo all’immagine dei nostri prodotti, ma soprattutto alla salute dei cittadini. Riteniamo che quando si pone un prodotto sugli scaffali, occorre considerare anche l’implicazione etica e non pensare solo all’aspetto speculativo. Gli alimenti provenienti dall’estero, oltre ad avere incerti controlli sanitari, vengono prodotti impiegando, magari, manodopera minorile e, in certi paesi, si utilizzano ancora insetticidi banditi in Italia, da diverso tempo, con gravi conseguenze per l’ambiente. E’ per questo che sempre di più auspichiamo un’etichettatura obbligatoria dell’origine e una valorizzazione dei veri prodotti italiani simbolo del Bel Paese. Certo è che se, come nel caso del latte, manca il giusto riconoscimento del prezzo alla stalla, le aziende saranno costrette a chiudere e le importazioni continueranno ad aumentare. E a questo proposito, ci preme sottolineare che alcuni industriali piacentini hanno riconosciuto agli agricoltori un

prezzo, in acconto, di 38 centesimi al litro del latte alla stalla; proprio come da indicazione dell’Associazione Piacentina Latte, inviata a tutti gli associati. Riteniamo che per mantenere in piedi un comparto indispensabile per la nostra provincia, ogni attore della filiera debba fare la propria parte. E’ altresì importante ricordare un aspetto principale, ma che spesso durante le contrattazioni si tende, forse, a dimenticare; immaginando che è sufficiente aprire un rubinetto per far scendere il latte. Il prestigio dei nostri formaggi è merito soprattutto della qualità del latte e quindi della professionalità dei nostri allevatori, degli ammodernamenti nelle stalle, del benessere e dell’alimentazione degli animali. Auspichiamo quindi, che tutti gli industriali riconoscano il giusto valore del latte alla stalla, mantenendo i primati di un settore fondamentale per il nostro territorio e per il made in Italy.

Coldiretti e APL proseguono la raccolta delle deleghe per le trattative sul prezzo

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opo l’atteggiamento di chiusura di Assolatte, Coldiretti Piacenza e Apl proseguono la raccolta delle deleghe degli allevatori per fare accordi separati con le singole industrie “Visto l’atteggiamento di chiusura da parte della rappresentanza industriale del settore, abbiamo deciso di assumerci la responsabilità di tutelare il comparto lattiero caseario”; questo il commento del presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi e del presidente dell’Associazione Piacentina Latte Fabio Minardi. Gli allevatori di Piacenza stanno già consegnando a Coldiretti e ad Apl le deleghe per dare mandato alle associazioni di trattare il prezzo con le singole industrie. Inoltre per quanto riguarda i pagamenti, in assenza di un accordo quadro, il prezzo applicato alle stalle sarà considerato solo come una rata di quello finale. “E’ una situazione incomprensibile, commenta Bisi! Nell’ultimo anno i prezzi del Grana Padano del Parmigiano hanno avuto un incremento notevole, ma gli aumenti si perdono lungo la filiera, continuando a gravare sulle tasche dei consumatori, senza peraltro arrivare agli agricoltori. Il nostro latte potrà essere tutelato e valorizzato solo con l’etichettatura obbligatoria. Non possiamo più permettere che basti una

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bandiera tricolore per trasformare in italiano un prodotto straniero.” “Proprio per questo, conclude Minardi, andremo a parlare direttamente con chi quotidianamente lavora il latte ed ha a cuore il futuro del settore lattiero caserio italiano.”

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Sindacale

Grano:

cala la produzione mondiale, prezzi in leggero aumento

C

ala la produzione mondiale, aumentano, seppur leggermente, i prezzi. Dopo una estate segnata dal rincorrersi delle notizie provenienti dalla Russia che hanno generato un balletto delle quotazioni, si è ora in attesa di capire se il trend al rialzo fatto registrare per il grano si mantenga anche nelle prossime settimane. Ciò fermo restando il fatto che le quotazioni restano comunque in Italia ancora del tutto insufficienti per le imprese agricole. Secondo le ultime stime della Fao, la produzioni mondiale per il 2010 dovrebbe ammontare a 646 milioni di tonnellate, con un calo del 5 per cento rispetto allo scorso anno. Una previsione determinata dalla riduzione del raccolto in Russia dove per effetto del caldo e della siccità si prevedono ora 43 milioni di tonnellate. La Russia potrebbe essere costretta ad aumentare le importazioni di grano per una quantità di più di 3 milioni di tonnellate, come non avveniva da almeno dieci anni. Prospettive di mercato che hanno già determinato un aumento dei prezzi, i quali, come detto, in Italia rimangono però al di sotto dei costi di produzione. Intanto il nostro Paese resta fortemente dipendente dall’estero, tanto da dover importare circa 4 milioni di tonnellate di frumento tenero che coprono circa la metà del fabbisogno essenzialmente per la produzione di pane e biscotti mentre 2 milioni di tonnellate di grano duro arrivano in un anno per coprire oltre il 30 per cento del fabbisogno per la pasta.

In altre parole è prodotto con grano importato dall’estero un pacco di pasta su tre e circa la metà del pane in vendita in Italia. Si tratta del risultato delle scelte poco lungimiranti fatte nel tempo dall’industria italiana che ha preferito fare acquisti speculativi sui mercati esteri di grano da “spacciare” come pasta o pane Made in Italy, per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la reale origine del grano impiegato. Il risultato è che in Italia si è verificato un calo delle superfici coltivate dell’1 per cento per il grano duro destinato alla produzione di pasta e del 5 per cento per quello tenero per il pane secondo il bollettino Agrit del Ministero delle Politiche Agricole. Proprio per dare risposte alle esigenze delle imprese è nata la più grande società di europea di trading dei cereali di proprietà degli agricoltori, varata a luglio dalla Coldiretti che ha il compito di gestire oltre 20 milioni di quintali di prodotto tra grano duro destinato alla produzione di pasta, grano tenero per il pane, girasole e soia, esclusivamente di origine italiana e garantiti non ogm. La società denominata “Filiera Agricola Italiana” è partecipata da 18 Consorzi Agrari, 4 cooperative, 2 organizzazioni dei produttori, una società di servizi di Legacoop e Consorzi Agrari d’Italia e ha il compito di gestire la contrattualistica nella coltivazione e nella commercializzazione dei seminativi prodotti in tutto il paese.

Mappa genoma grano salva dieta mediterranea La decodifica per la prima volta del genoma del grano è una scoperta importantissima per l’Italia dove è il cereale più consumato nel pane e nella pasta che sono alla base della dieta mediterranea. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la scoperta del codice genetico del grano da parte di pool di scienziati inglesi anche dell’Università di Liverpool. I risultati della ricerca dovranno dare un importante contributo alla salvaguardia del legame con il territorio e delle specificità locali per difenderle dai rischio di contaminazioni da Ogm ma anche sostenere una lotta più incisiva nei confronti delle frodi, sofisticazioni e tentativi di clonazione. La mappatura genetica delle piante coltivate è una nuova frontiera della ricerca ed ha interessato recentemente anche colture come il tartufo e la Corvina che è il vitigno tipico della Valpolicella da parte dei ricercatori dell’ Università di Verona.

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

Più mercati di Campagna Amica nei comuni e attività di manutenzione del territorio alle aziende agricole Accordo Coldiretti-Anci

I

presidenti di Coldiretti ed Anci, Sergio Marini e Sergio Chiamparino, hanno sottoscritto un Accordo che impegna la due Associazioni per il raggiungimento di obiettivi di sviluppo territoriale attraverso la promozione del progetto Coldiretti per una filiera agricola tutta italiana e lo sviluppo di tutte la potenzialità della multifunzionalità in agricoltura. L’Accordo avrà una durata di quarantotto mesi a decorrere dal luglio 2010 e sarà tacitamente prorogato laddove le parti non intendano procedere a disdetta entro la scadenza. Nel merito l’Accordo è costituito da un articolato che ha ad oggetto le principali tematiche del progetto di Coldiretti e che vedono nel mondo dei Comuni una partnership essenziale per un’attuazione estesa a tutto il territorio nazionale. In tal senso l’ Accordo riconosce la valenza e l’importanza delle imprese agricole per rafforzare con i cittadini un patto di crescita fondato sulla qualità, sulla sicurezza, sul consolidamento della distintività delle produzioni agricole, tutti elementi qualificanti del percorso per la promozione di una filiera agricola tutta italiana. In particolare, per superare le diseconomie derivanti da una filiera agroalimentare inefficiente e caratterizzata da un irrazionale aumento dei prezzi praticati al consumatore finale, si sancisce un formale impegno ad incentivare una

rete di vendita diretta dei prodotti agricoli ed agroalimentari basata sullo sviluppo capillare dei “Mercati di Campagna amica” promossi dalla Fondazione Campagna Amica. Inoltre si evidenzia la necessità di promuovere l’utilizzo dei prodotti agroalimentari a “Km 0” nell’ambito della ristorazione collettiva gestita direttamente o tramite appalto dai Comuni. Altro ambito di intervento comune è quello volto a favorire lo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura ed al mantenimento dell’assetto idrogeologico nonché alla promozione di prestazioni a favore della tutela della vocazioni produttive del territorio: al tale fine le Parti si impegnano ad incrementare il ricorso a strumenti contrattuali, già previsti dalla “legge di orientamento”, che consentano ai Comuni ed alle imprese agricole di effettuare una manutenzione organica del territorio e dell’ambiente rurale. Quanto alla tematica della semplificazione amministrativa di interesse per le imprese agricole, Anci e Coldiretti, tra l’altro, per perseguire obiettivi di razionalizzazione dei procedimenti amministrativi di competenza comunale, si impegnano a favorire la più ampia sinergia tra i Comuni e i Caa Coldiretti per l’adozione di protocolli

operativi che consentano l’informatizzazione e la standardizzazione dei procedimenti che coinvolgono le imprese agricole, in particolare, qualora la relativa istruttoria sia demandata ai Caa. Anci, per il pieno raggiungimento dei predetti obiettivi, si impegna a supportare nelle sedi concertative nazionali o regionali le iniziative normative volte ad attuare il principio di “sussidiarietà orizzontale”, di cui all’articolo 118 della Costituzione, tramite il pieno coinvolgimento dei Caa. L’Accordo contiene altre previsioni di rilevo in tema di tutela dei territori con produzioni agricole di particolare qualità e tipicità e di valorizzazione delle produzioni stesse. La creazione di una rete di servizi sarà, inoltre, attuata dalle Parti tramite rapporti di partenariato con Enti pubblici nazionali o regionali, che esercitino funzioni di pertinenza del settore primario. Tali partenariati dovranno essere funzionali ad un insieme integrato di servizi in campo agricolo o agroindustriale, fruibili dai Comuni, dalle strutture facenti capo a Coldiretti o dalle imprese agricole. L’Accordo Quadro AnciColdiretti sostituisce il Protocollo d’ intesa “Res Tipica” del 2003. Il sindaco di Piacenza Roberto Reggi è vice presidente di Anci e siamo certi che anche nella nostra città questo accordo troverà completa realizzazione.

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Sindacale

LOCAL batte GLOBAL Il 54 per cento degli italiani preferisce acquistare prodotti alimentari locali e artigianali che battono nettamente le grandi marche, le quali si fermano al 12 per cento. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Swg che giustifica il successo di esperienze di vendita di prodotti locali rispetto ai quello delle multinazionali come McDonald’s. Secondo l’indagine per il 29 per cento degli italiani la scelta tra le due tipologie di prodotto dipende dalla qualità mentre per il 5 per cento dal prezzo. La vittoria del prodotto legato al territorio è confermata dal fatto che quasi due terzi degli italiani (65 per cento) si sentirebbero più garantiti da un marchio degli agricoltori italiani rispetto al marchio industriale (13 per cento) e a quello della distribuzione commerciale (8 per cento). Si tratta di una opinione confermata da un vero boom degli acquisti diretti dai produttori, dove compra regolarmente l’11 per cento degli italiani e ben il 47 per cento ha dichiarato di farlo almeno qualche volta durante l’anno. La spesa in cantine, malghe o frantoi per acquistare direttamente dai produttori vini, ortofrutta, olio, formaggi, e altre specialità supererà nel 2010 i 3 miliardi di euro secondo la Coldiretti e

coinvolge 63mila imprese agricole attraverso spacci aziendali, chioschi, bancarelle, sagre e oltre 500 mercati degli agricoltori di Campagna Amica. L’acquisto di un alimento direttamente dal produttore, è una opportunità per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude dalle parole di chi a contribuito a conservare un patrimonio che spesso non ha nulla da invidiare alle bellezze artistiche e naturali del territorio nazionale. “Favorire la presenza di prodotti locali nei punti vendita è anche l’obiettivo del progetto

per una Filiera agricola tutta italiana per arrivare ad offrire prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori e al giusto prezzo” ha affermato il presidente della Coldiretti Marini nel sottolineare che “questi prodotti sono già offerti tramite la più estesa rete commerciale nazionale che coinvolge i mercati di campagna amica, i punti di vendita delle cooperative, i consorzi agrari, agriturismi e aziende agricole, ma coinvolgerà anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intenderà partecipare”.

Le preferenze di acquisto dei prodotti alimentari locali, artigianali di una grande marca nazionale è indifferente importante è la qualità è indifferente importante è il prezzo

54 % 12 % 29 % 5% Fonte: indagine Coldiretti-Swg

In crisi fast food con boom farmers market

La crisi del fast food con la messa in vendita del colosso statunitense Burger King

è la conferma di un cambiamento nelle abitudini alimentari anche negli Usa dove negli ultimi dieci anni sono più che raddoppiati i mercati degli agricoltori. E’ quanto afferma la Coldiretti che, nel commentare le difficoltà che sta incontrando la catena di Fast Food, sottolinea che negli Stati Uniti sono aperti 6132 mercati degli agricoltori in aumento del 16 per cento rispetto allo scorso anno. Una tendenza sostenuta dalla stessa amministrazione Obama che ha avviato numerose iniziative contro il cibo

spazzatura e a favore di stili di vita sani che vanno dall’obbligo ad indicare il conto delle calorie nei menù offerti da oltre 200mila catene di fast food, ristoranti e take away previsto dalla riforma sanitaria, alla coltivazione di un orto alla Casa Bianca, nelle cui prossimità è stato aperto anche un farmers market per favorire l’offerta di cibi freschi e genuini provenienti dalla campagna. Anche in Italia si registra il successo di esperienze di vendita di prodotti locali rispetto ai quello delle multinazionali come McDonald’s.

Agricoltura italiana ai vertici europei per sicurezza alimentare L’agricoltura italiana batte Germania, Francia e Spagna, e si conferma ai vertici in Europa per i più bassi livelli di residui di agrofarmaci. E’ quanto emerge dall’ultima relazione annuale realizzata dall’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, dopo aver analizzato oltre 70.000 campioni di quasi 200 diversi tipi di alimenti. Secondo i dati presentati a livello generale il 96,5% dei prodotti verificati rispetta i livelli massimi di residuo di fitosanitari legalmente ammessi nei prodotti alimentari dell’Unione. Solo il 3,5 % di tali campioni supera questi limiti (l’anno precedente la percentuale era del 4,2), mentre il 62,1% risulta completamente privo di tracce di agrofarmaci. Va comunque sottolineato che residui di pesticidi superiori ai livelli massimi consentiti sono stati individuati con maggior frequenza negli alimenti importati da paesi non appartenenti all’Unione europea (7,6 %) rispetto ai campioni che avevano origine nei paesi dell’Ue (2,4 %). Nella classifica dei prodotti con minori percentuali di residui spicca l’Italia, dove ben il 99,1% risulta conforme (solo lo 0,9% è irregolare), mentre i prodotti del tutto privi di residui sono il 69,6%. Due dati che testimoniano la sicurezza e la qualità del made in Italy, superiore alla media dell’Ue. L’Italia si colloca, infatti, davanti alla Spagna (il 3,5% dei campioni è risultato irregolare) e la Francia (3,6%), le due nazioni la cui agricoltura è quella più simile alla nostra e che fanno riscontrare un livello di residui quadruplo rispetto ai prodotti tricolori.

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

speciale OGM

Arresto fino a tre anni per chi coltiva OGM in Italia

I

n Italia è vietato coltivare organismi geneticamente modificati (Ogm) e le trasgressioni sono punite con la pena dell’arresto da 6 mesi a tre anni o l’ammenda fino a 100 milioni di lire più la sanzione amministrativa da 15 a 90 milioni (D.Lgs. 24 aprile 2001 n. 212, Attuazione delle direttive 98/95/CE e 98/96/CE concernenti la commercializzazione dei prodotti sementieri, il catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole e relativi controlli). La scelta di vietare la coltivazione di Ogm in Italia è coerente con la stragrande maggioranza dei cittadini che è contraria al biotech nei campi e nel piatti. Quasi tre italiani su quattro (72 per cento), in base all’ultima indagine annuale Coldiretti-Swg “Le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione, ritengono, infatti, che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati (Ogm) siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali. Una scelta in linea con le crescenti perplessità sugli ogm in Europa dove, dopo il divieto posto anche in Germania, si sono ridotti a soli sei, su ventisette, i Paesi che coltivano organismi geneticamente modificati con peraltro un drastico crollo del 12 per cento delle semine nel 2009 che ha coinvolto tutti i paesi interessati (Spagna, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia), tranne la Polonia che ha mantenuto la stessa superficie coltivata, mentre solo per il Portogallo è aumentata, secondo una analisi della Coldiretti sul rapporto annuale 2009

dell’“International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications” (ISAAA). Il drastico crollo nei terreni seminati con organismi geneticamente modificati in Europa nel 2009 conferma che nel coltivare prodotti transgenici, oltre ai rischi per la salute e per l’ambiente, non c’è neanche convenienza economica. Secondo i dati la coltivazione ogm in Europa riguarda solo il mais, la cui la superficie coltivata nel 2009 si è drasticamente ridotta da 107.719 ettari a 94.750 ettari, pari a molto meno dello 0,001 per cento della superficie totale di 160 milioni di ettari coltivati in Europa. La stessa Commissione Europea con una svolta storica ha preso atto della forte opposizione dei cittadini europei e ha dato finalmente la possibilità agli Stati membri di decidere liberamente se coltivarli o meno, secondo quanto contenuto nella proposta presentata a Bruxelles dal commissario alla Salute John Dalli che ha fatto proprie le indicazioni del presidente della Commissione europea Jose’ Manuel Barroso per una modifica dell’assetto normativo vigente in materia di coltivazione degli organismi geneticamente modificati, rispondente al principio di sussidiarietà nella logica di consentire a ciascun Paese membro la decisione in merito alla loro coltivazione.

Task force, da Galan finora tanta confusione Il Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan deve chiaramente dire da che parte sta nella vicenda degli Ogm e uscire dalle sabbie mobili dell’ambiguità secondo la “task force per una Italia libera da Ogm” composta da 27 organizzazioni del mondo produttivo, del consumo e dell’ambiente (1). Questa è la domanda a cui Galan sfugge: gli ogm sono un modello economicamente vantaggioso per la valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare oppure una soluzione incompatibile all’affermazione di prodotti competitivi ? Se Galan è favorevole agli Ogm si assuma, da Ministro, la responsabilità di modificare la legge in Parlamento altrimenti cominci ad occu-

parsi dei problemi veri e smetta di alimentare confusione, come sulla ricerca che, come si a bene, in Italia non è stata mai vietata. I sotterfugi e le ipocrisie a cui il Ministro ha fatto continuamente ricorso nascondono un vuoto politico che rischia di compromettere gravemente la direzione e la coerenza dei progetti di sviluppo delle filiere autenticamente Made in Italy. Nel caso dei campi di mais seminati illegalmente in Friuli le omissioni - conclude la task force - si sono tradotte in una grave responsabilità politica, e a pensare che qui neanche si è trattato di ogm si o no ma semplicemente di pronunciarsi sul rispetto di una legge dello Stato.

3 quesiti al ministro per fare chiarezza Dopo le dichiarazioni equivoche del Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan chiediamo di fare immediata chiarezza in merito ai risultati delle analisi sulla presenza di Ogm in Friuli. E’ quanto afferma la “Task Force per un’Italia libera da Ogm” nel chiedere al Ministro di rispondere ai seguenti quesiti sui risultati delle analisi condotte nei campi in Friuli 1) Sono Ogm o meno i campi nei quali è stata autodenunciata la semina con mais geneticamente modificato proibito dalla legge italiana? 2) La presenza nei terreni confinanti di 15 campioni contaminati su 30 è una preoccupante enormità considerando che la contaminazione è

avvenuta da un solo campo ed in solo anno. E’ necessario chiarire se le analisi sul mais coltivato in questi terreni sono state fatte sui nuovi semi o sulle piante? ed inoltre quante piante sono state contaminate considerato che una pianta non è modificata in percentuale ma è tutta ogm o non lo è? 3) Sulla base di quale norma il Ministro intende destinare alla ricerca i campi di mais risultati seminati illegalmente con mais geneticamente modificato vietato in Italia? Ovvero se ritiene che la sperimentazione possa partire dall’ illegalità?.

Marini a Galan:“cosi distruggiamo il made in Italy” “Bisogna fare molta attenzione quando si parla di miglioramento genetico e di ogm perché un conto è la selezione naturale aiutata dall’uomo secondo le leggi di Mendel e un conto sono gli Ogm”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento alle dichiarazione del Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan

sull’origine del pomodoro Pachino. Diversamente, ha sottolineato Marini, si genera una confusione che non fa altro che distruggere il valore e la distintività del nostro Made in Italy agroalimentare che è l’unica arma che abbiamo per competere sui mercati nazionali ed internazionali, a meno che il pensiero liberale non ci illumini con idee migliori che aspettiamo da decenni

Galan, ora è tempo di fare partire la ricerca (ANSA) - TORINO, 31 AGO - Sugli ogm ‘’e’ tempo di fare partire la ricerca. Non e’ tempo di dibattiti e bloccare la ricerca e’ oscurantismo, una cosa da caccia alle streghe’’. Lo ha detto il ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, oggi a Torino ospite di un dibattito alla festa nazionale del Pd. ‘’La

contrapposizione ogm si’/ogm no - ha detto Galan - mi ha persino nauseato, e’ il momento di affidarci alla ricerca, di fare partire la sperimentazione. E le Regioni dicano chiaramente quelli che devono essere, secondo loro, i principi di coesistenza’’. (ANSA).

(1) - Le organizzazioni che compongono la task force sono: Acli, Adoc, Adusbef , Aiab, Amab, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, Cna alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Greenpeace, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Movimento difesa del cittadino, Slow Food, Unci, Vas e Wwf

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Sindacale Coldiretti Emilia Romagna chiede di favorire gli impianti diffusi e integrati con il territorio. Il Parlamento ha approvato il decreto che proroga al 30 giugno 2011 le tariffe più remunerative per gli impianti entrati in funzione entro il 31 dicembre 2010.

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n Emilia Romagna solo il 7% dell’energia fotovoltaica prodotta in regione deriva da impianti di aziende agricole. E’ quanto afferma Coldiretti regionale sulla base dei dati 2009 del Gse (Gestore servizi energetici) da cui risulta che nelle aziende agricole vengono prodotti poco più di 6.600 kW sui 95.000 kW prodotti in Emilia Romagna, che pongono la nostra regione al terzo posto, dopo Puglia e Lombardia, per potenza prodotta tra le regioni Italiane. Secondo elaborazioni Coldiretti dei dati Gse, in Emilia Romagna ci sono circa 25.000 kW prodotti da impianti a terra. Questo significa che ci sono 19.000 kW prodotti da impianti a terra che non sono collegati ad aziende agricole e che sollevano problemi legati a rischi di speculazioni sui terreni. “Gli impianti a terra svincolati da aziende agricole, afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello, sono frutto, in genere, di elevati investimenti finanziari da

parte di enti che non hanno nessun legame con il territorio e che spesso comportano interventi ad elevato impatto ambientale. E’ un problema che riguarda strettamente l’agricoltura, che rischia di essere danneggiata per la devastazione del territorio e la perdita di superficie coltivabile. Il tutto aggravato dalla lievitazione dei prezzi degli affitti dei terreni”. La richiesta di terreni, sia per impianti fotovoltaici, sia per produrre biomasse sta portando spesso anche al raddoppio del costo degli affitti. In più, nel fotovoltaico si stanno verificando situazioni in cui si privilegiano i grandi impianti, soprattutto per l’allacciamento alla rete, penalizzando a volte quelli più piccoli ma più integrati con il territorio. “E’ vero, commenta Tonello, che il Parlamento ha approvato il decreto che posticipa al 30 giugno prossimo l’applicazione delle tariffe più remunerative anche per gli impianti re-

alizzati entro il 31 dicembre 2010 e pronti ad entrare in funzione, ma è deleterio che, soprattutto negli allacciamenti vengano privilegiati impianti di grandi dimensioni”. Coldiretti ritiene fondamentale, per un sviluppo equilibrato del territorio e la diffusione capillare delle energie rinnovabili, l’integrazione con le economie agricole locali, sulla base di un modello di produzione capillare e di filiera corta, che consenta la decentralizzazione della produzione e l’integrazione con il contesto territoriale. Per questo, nella realizzazione di nuovi impianti bisognerebbe ad esempio, partire dalla sostituzione con i pannelli fotovoltaici delle coperture in amianto, nelle cave e nelle discariche dismesse, privilegiando gli impianti integrati a livello paesaggistico, riducendo al minimo la perdita di terreni agricoli.

UN PREMIO PER LE AZIENDE CHE PROMUOVONO LE BUONE PRATICHE AZIENDALI Scade il 25 settembre il bando di Legambiente Emilia Romagna L’iniziativa, “Premio Economia Verde Emilia Romagna”, organizzata da Legambiente Emilia Romagna, col contributo di Coldiretti Emilia Romagna e i patrocini della Regione Emilia Romagna, Aster, Anit e Unioncamere Emilia Romagna. “Con questa iniziativa vogliamo mettere in luce il peso sempre crescente di un certo tipo di impresa che riduce il fabbisogno di materie prime, o che lavora sui prodotti tipici senza l’utilizzo di fitofarmaci, o che limita la nostra dipendenza da petroli, dice Frattini, Presidente di Legambiente Emilia Romagna. Questi settori, antitetici al nucleare o alla filosofia della cementificazione a tutti i costi quale segno dello sviluppo, devono però essere valorizzati a livello politico e di istituzioni. Il premio ha anche questo scopo”. Per partecipare al Premio Economia Verde occorre presentare la propria candidatura, corredata di ogni documentazione ritenuta utile, compilando l’apposito modulo di iscrizione e la liberatoria sulla privacy. Il bando e la modulistica del Premio possono essere scaricati dal sito www.premioeconomiaverde.it. Le iniziative dovranno essere state avviate negli ultimi 3 anni. Sono ammesse imprese con sede in Emilia Romagna o la cui attività candidata al premio venga effettuata in regione. La richiesta di partecipazione dovrà essere inviata entro il 25 settembre 2010 via mail a premio@legambiente.emiliaromagna.it.

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Terranostra presenta le eccellenze piacentine al Meeting di Rimini Una vetrina prestigiosa per le tipicità del nostro territorio ha accolto i numerosi visitatori che affollano l’appuntamento di Comunione e Liberazione.

Gli assessori provinciali Paparo e Parma con Pontini

Uno dei momenti principali dedicati al turismo, si è concluso con una degustazione organizzata ed allestita da Terranostra. In prima linea il presidente dell’associazione Carlo Pontini, che ha presentato non solo i prodotti piacentini di eccellenza, ma soprattutto le peculiarità dei nostri agriturismi. Il turismo ecologico fa la parte del leone con una cresciuta che gli ha permesso di raggiungere in Italia il valore di oltre 10 miliardi all’anno con un progressivo aumento del fatturato e delle presenze, anche per l’offerta di sistemazioni low cost in agriturismi o campeggi.

E’ significativa, tra gli amanti della vacanza a contatto con la natura, la presenza dei giovani tra i 16 ed i 30 anni che sono ben il 23,2 %, mentre per quanto riguarda le strutture di ospitalità ad essere privilegiati rispetto alle tradizionali vacanze sono gli agriturismi, scelti da oltre il 20 per cento dei vacanzieri ecologici. La vacanza verde è infatti spesso abbinata all’enogastronomia locale grazie alla presenza in Italia della più grande varietà di percorsi turistici legati all’enogastronomia con 142 strade dei vini e dei sapori lungo le quali assaporare le molteplici tipicità del territorio.

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Federforeste: Gabriele Calliari è il nuovo presidente Il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano nel Consiglio Direttivo Gabriele Calliari è il nuovo presidente della Federazione Italiana delle comunità forestali. Calliari, 50 anni, svolge l’attività di imprenditore agricolo a Romeno, in Provincia di Trento, dove gestisce aziende ad ordinamento produttivo zootecnico e frutticolo e ricopre ruoli manageriali in alcune imprese cooperative. Il neo presidente di Federforeste è anche presidente della Federazione regionale Coldiretti del Trentino-Alto Adige e di Ager, la società di ricerca e consulenza della Confederazione Nazionale Coldiretti. Sicuramente motivo di motivo di orgoglio è l’elezione del direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano nel Consiglio Direttivo

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

La responsabilità verso le generazioni future

N

ell’ultimo fine settimana, ormai rientrato a Roma, ero alla ricerca dello spunto di riflessione da proporvi al rientro dopo la “ri-creazion”e estiva. L’attualità, a volte anche nella sua drammaticità, offre numerosi potenziali argomenti. Gli incendi in Russia, la mobilitazione in Sardegna, la questione Ogm in Friuli, la celebrazione della “Giornata del creato” del prossimo 1° settembre ecc. Confuso tra la folla di pellegrini che affollava il cortile del Palazzo apostolico di Castelgandolfo, 29 agosto, ascoltando le parole del Papa del dopo angelus, mi sono convinto che a partire da queste avrei potuto offrirvi un quadro di riferimento che può aiutare una profiqua riflessione per i temi sopra accennati. Il richiamo, infatti alla responsabilità verso le generazioni future non deve lasciarci indifferenti anche quando andiamo ad affrontare tematiche (Russia, Friuli ecc.) apparentemente lontane da questa problematica. Non possiamo perdere di vista come ogni problema per la sua soluzione ha bisogno di un riferimento etico Padre unitario. Renato Gaglianone CONSIGLIERE Ecco le parole del Papa: “Il 1° settembre si è celebrata in Italia la Giornata per la salvaguardia del creato, promossa dalla ECCLESIASTICO Conferenza Episcopale Italiana. E’ un appuntamento ormai abituale, importante anche sul piano ecumenico. Quest’anno NAZIONALE DI COLDIRETTI ci ricorda che non ci può essere pace senza rispetto dell’ambiente. Abbiamo infatti il dovere di consegnare la terra alle nuove generazioni in uno stato tale che anch’esse possano degnamente abitarla e ulteriormente conservarla.” Partiamo dall’affermazione che ogni buona pratica non può prescindere dal riferirsi ai diritti delle generazioni future. II problema del rapporto con le generazioni future è di grande rilevanza. Si tratta fondamentalmente di un problema di giustizia, che si pone fin da ora in termini meno esigenti, e tuttavia già drammatici: sulla base di una uguaglianza fondamentale tra gli esseri umani occorre trovare il modo di stabilire una misura di benessere cui tutti possano pervenire e che sia sostenibile così da non esaurire né impoverire le risorse disponibili alle future generazioni. Sulla responsabilità verso le future generazioni non mancano prese di posizioni estreme come quelle che sostengono che chi non esiste non può neppure avere diritti, in quanto non è possibile sapere con certezza né quanti saranno i nostri discendenti, né quali esigenze o preferenze avranno. Rispetto a questa posizione estrema pare tuttavia che anche il ragionamento filosofico debba sostenere il buon senso. Indubbiamente chi non è non ha ancora diritti, ma li avrà quando ci sarà. E se è vero che non è possibile stabilire quante generazioni ci seguiranno, è certo invece che ancora oggi la popolazione della terra è in aumento direttamente proporzionale alla richiesta di risorse naturali. Ma. può l’uomo odierno assumersi la responsabilità dell’uomo futuro, che, per definizione, non esiste? Con qualche citazione dal “Magistero”, vediamo di chiarirci un po’ le idee. Rimando ad un eventuale intervento successivo il richiamo dei fondamenti filosofici ed etici. E’ da ricordare che benché tardivi, dalla fine degli anni ‘60 non sono mancati interventi magisteriali, dapprima quasi incidentali e frammentari e poi sempre più articolati e organici. In questo corpus ecologico del Magistero spiccano alcuni testi di papa Giovanni Paolo II ed in particolare il numero 34 dell’enciclica Sollicitudo Rei Socialis (SRS) del 1987, sui rapporti fra sviluppo e ambiente, la splendida sintesi contenuta nei numeri 37-40 dell’enciclica Centesimus Annus (CA) del 1990, sul legame fra consumismo e crisi ecologica, le profonde rifessioni intorno alla signoria umana sul cosmo del numero 42 dell’enciclica Evangelium Vitae (EV) del 1995 e infine il Messaggio per la Giornata mondiale della Pace del 1990, intitolato Pace con Dio creatore. Pace con tutto il creato. in ultimo gli interventi di Benedetto XVI riassunti nella sua ultima enciclica Caritas i Veritate. Ogni uomo, scriveva Paolo VI, è membro della società: appartiene all’umanità intera. Non è soltanto questoo quell’altro uomo, ma tutti gli uomini sono chiamati a tale sviluppo plenario (…) Eredi delle generazioni passate e beneficiari del lavoro dei nostri contemporanei, noi abbiamo degli obblighi verso tutti, e non possiamo disinteressarci di coloro che verranno dopo di noi ad ingrandire la cerchia della famiglia umana. La solidarietà universale, che è un fatto e per noi un beneficio, è altresì un dovere” (PP. n. 17) Il Papa Giovanni Paolo II, nell’ultima assemblea ecclesiale della Chiesa Italiana svoltasi a Palermo diceva: “Ci sono valori dai quali i cristiani non possono scostarsi, se non tradendo la loro visione della vita, e ci sono pure alcuni grandi temi su cui sarebbe necessario trovare nuove convergenze”. Temi, come la pace, lo sviluppo dei popoli, la solidarietà, la famiglia, la vita, la giustizia sociale, il primato dell’uomo sul lavoro, l’etica pubblica, e tanti altri richiedono una rinnovata attenzione da parte dei credenti. Infatti, lavorare al bene di un paese, o di una provincia, o di una città, o di una classe sociale è fare del bene al prossimo. Tutto sta nel modo di lavorare, nello scopo e nei mezzi. In ogni nostra attività, noi incontriamo il prossimo: chi mai può vivere isolato? E i nostri rapporti con il prossimo sono di giustizia e di carità. La terra è un dono di Dio per l’uomo, il quale la deve usare rispettando l’intenzione originaria per cui il bene gli è stato donato; anche l’uomo è per se stesso un dono di Dio e, pertanto, deve rispettare la struttura naturale e morale del quale è stato dotato (CA 38a). L’uomo con la propria azione può essere creatore e nello stesso tempo distruttore del bene che è stato donato all’umanità. L’adeguata relazione con il mondo cosmico dipende da una adeguata antropologia: la scoperta della verità ontologica dell’essere umano. L’ecologia d’altra parte è un problema morale (ecoetica) che richiede un cambiamento del modo di agire e la sconfitta delle cosiddette strutture di peccato (SRS). “E’ da noi stessi che dobbiamo cominciare. Per questo, nell’Enciclica Centesimus Annus, accanto ai temi dibattuti dalla problematica ecologica, ho additato l’urgenza di una ‘ecologia umana. Con questo concetto si vuol ricordare che ‘non solo la terra è stata data da Dio all’uomo, che deve usarla rispettando l’intenzione originaria di bene, secondo la quale gli è stata donata; ma l’uomo è donato a se stesso da Dio e deve, perciò, rispettare la struttura naturale e morale, di cui è stato dotato (CA, 38). Richiamando la Caritas in veritate, Benedetto XVI, nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2010, sottolinea come lo sviluppo umano integrale è strettamente collegato ai doveri derivanti dal rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale, considerato come un dono di Dio a tutti, il cui uso comporta una comune responsabilità verso l’umanità intera, in special modo verso i poveri e le generazioni future. Quando la natura e, in primo luogo, l’essere umano vengono considerati semplicemente frutto del caso o del determinismo evolutivo, rischia di attenuarsi nelle coscienze la consapevolezza della responsabilità. Ritenere, invece, il creato come dono di Dio all’umanità ci aiuta a comprendere la vocazione e il valore dell’uomo. Mi pice concludere con Giovanni Paolo II che ci diceva: “Se l’uomo perde il senso della vita e la sicurezza degli orientamenti morali smarrendosi nelle nebbie dell’indifferentismo, nessuna politica potrà essere efficace nel salvaguardare congiuntamente le ragioni della natura e quelle della società. E’ l’uomo, infatti, che può costruire e distruggere, può rispettare e disprezzare, può condividere o rifiutare. Anche i grandi problemi posti dal settore agricolo, in cui voi siete direttamente impegnati, vanno affrontati non solo come problemi ‘tecnici’ o ‘politici’, ma, in radice, come ‘problemi morali’. (Giubileo del Mondo Agricolo)

Padre Renato Gaglianone

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l’intervista del mese

Mauro

Balordi 18

LA VOCE DEI

Coltivatori


l’intervista del mese

L

o spazio che “La voce dei Coltivatori” dedica a personaggi autorevoli del mondo agroalimentare piacentino, nel numero di settembre ospita nella propria rubrica una intervista a Mauro Balordi, nuovo direttore di sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza Mauro Balordi, 53 anni, si è laureato in Economia e Commercio nel 1982

quando già lavorava presso la Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano e fino al 18 giugno scorso ha maturato una lunga esperienza nel settore bancario con incarichi di crescente responsabilità. Negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di Responsabile dell’Area Piacenza per Cariparma, diventata ormai una delle banche di riferimento nel panorama bancario nazionale e dal 1° settembre è il nuovo direttore di sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. IIIII Direttore Lei ha trascorso oltre 30 anni nel settore bancario. Che esperienza è stata? Professionalmente mi ritengo un uomo fortunato perché durante questi 30 anni posso dire di essere sempre riuscito a svolgere con grande passione le mansioni che mi sono state affidate. Ho iniziato come “cassiere” presso la Filiale di Rivergaro ed ho terminato l’esperienza bancaria come Responsabile di un Area con 450 dipendenti. Ebbene, ho cercato continuamente di cogliere gli aspetti positivi dei ruoli ricoperti e questo mi ha consentito di lavorare sempre con grande entusiasmo senza mai farmi schiacciare dalla noia o dalla routine. IIIII Lei ha avuto anche modo di lavorare su piazze diverse da Piacenza? Quali sono stati i passaggi piu’ significativi della Sua crescita professionale? Riprendo il concetto di uomo professionalmente “fortunato” anche in relazione a questo argomento. La mia vita lavorativa è stata segnata da un incarico che doveva esaurirsi in pochi giorni presso l’allora sede di Milano della Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano. Finì, invece, che a Milano mi fermai per 8 anni e quella è stata l’esperienza che mi ha arricchito maggiormente. Anzitutto perché Milano è una piazza finanziaria che non ha eguali ed ho avuto in quegli anni la possibilità di intrattenere relazioni con le maggiori Società italiane, ma soprattutto perché nella mia esperienza milanese ho incontrato dei “superiori” con qualità umane e professionali che non dimenticherò mai e che mi hanno dato tantissimo. Nel corso della mia esperienza sono stato anche Responsabile di altre aree ed ho operato in Emilia-Romagna, a Roma ed a Napoli. Da ricordare anche, pur se di soli 6 mesi, l’esperienza significativa a Londra presso la filiale londinese del Monte dei Paschi.

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IIIII E dopo 30 anni vissuti nel settore bancario arriva l’Università Cattolica. Perché? Anzitutto confesso che, pur non venendo mai meno la passione per il lavoro, da un po’ di anni tenevo un piccolo sogno nel cassetto: quello di vedere…..aldilà del muro, di mettere il naso al di fuori del mondo bancario, provare a misurarmi anche in un altro settore. E’ arrivata questa opportunità e non ho esitato un attimo. Si tratta di un Ateneo prestigioso, la piu’ importante Università cattolica d’Europa, con oltre 40.000 studenti. PiacenzaCremona rappresenta una delle cinque sedi (la principale è a Milano, le altre sono a Roma, Brescia e Campobasso). A Piacenza la struttura si avvale di circa 230 docenti, 130 addetti dell’apparato tecnico-amministrativo per circa 2.500 studenti su 4 facoltà, 6 corsi di laurea triennali e 5 magistrali. Numeri importanti che esprimono anche la grande responsabilità legata al ruolo che mi è stato affidato. Sui motivi per i quali l’Università Cattolica abbia scelto me, posso fare solo delle supposizioni. Ritengo sia stato premiante il rapporto che in questi anni ho avuto con il territorio, con le Associazioni, con le Istituzioni locali, con le categorie produttive. IIIII Quali sono quindi gli obiettivi di questo nuovo incarico? Anzitutto in questi due mesi di affiancamento al Dottor Ranelli ho avuto modo di conoscere la struttura della Sede di Piacenza-Cremona e rendermi conto che tutta la “macchina” funziona più che bene, i servizi offerti agli studenti trovano ampio e positivo riscontro da parte degli stessi utenti. Quindi non c’è nulla da rivoluzionare ma occorre continuare nel solco dei miei predecessori per mantenere o, ove possibile, migliorare l’efficienza.

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l’intervista del mese La “mission” principale del mio ruolo è quella di mettere docenti e studenti nella condizione ottimale per insegnare gli uni e per apprendere gli altri. Ma ritengo sia altrettanto importante lavorare per far meglio percepire al “territorio” (che va inteso nell’accezione estesa e che comprende la cittadinanza, le Associazioni di Categoria, gli Enti… ), qual è il valore aggiunto che porta la nostra Università. Questo è un Ateneo con eccellenze spesso sconosciute anche agli stessi piacentini. Dobbiamo farci conoscere meglio perché l’Università Cattolica deve essere considerata un “patrimonio” della città. E poi non dimentichiamo che l’Università è quel luogo dove viene formata la classe dirigente del futuro e quindi è indispensabile una collaborazione con il territorio per creare opportunità per lo stesso. L’università deve fare ricerca e metterla a disposizione del tessuto produttivo. Intendo quindi già nelle prossime settimane iniziare una serie di incontri, non di “rito” ma di “sostanza” per “comunicare” quello che l’Università Cattolica sta facendo, per capire quali sono le attese che vengono nutrite verso l’Ateneo e come queste attese possono essere soddisfatte.

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IIIII Ed il rapporto con Coldiretti? Il mio rapporto personale con la direzione e la presidenza di Coldiretti è sempre stato ottimo. Ricordo con grande piacere il rapporto intrattenuto con il dottor Roncalli e con il Presidente Calza, cosi’ come con l’attuale direttore, dottor Albano e l’attuale Presidente Bisi. Ho trovato grande collaborazione e devo dire che, personalmente, ho sempre guardato con grande favore le campagne condotte da Coldiretti sulla qualità e sulla difesa del “made in Italy”. Così come è indiscutibile e apprezzabile la “potenza” della macchina organizzativa di Coldiretti: dalle iniziative provinciali alle manifestazioni su tutto il territorio nazionale, per smascherare gli inganni e le contraffazioni nel settore alimentare. Ma soprattutto ho apprezzato l’esempio che Coldiretti ha dato in questi anni: non ha fatto proclami ma ha agito. I farmer markets, Campagna Amica, l’attività dei Consorzi Agrari, le battaglie per la Filiera tutta italiana… solo per citare alcune delle iniziative concrete poste in essere. E penso sia proprio questo dinamismo, questa capacità di “fare” che ha portato Coldiretti ad assumere quel ruolo così importante nel panorama nazionale che nessuno può permettersi di ignorare. Ritengo che l’Università Cattolica, con la sua “storica” Facoltà di Agraria possa instaurare con Coldiretti una proficua collaborazione e intendo porre anche questo tra i miei obiettivi.

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CONQUISTA LA GERMANIA CON IL GRANA PADANO BIO

L

a prestigiosa iniziativa, che si svolge ogni anno l’ultimo fine settimana di agosto nella cittadina della Germania e presenta eccellenze lattiero-casearie provenienti da diversi paesi europei, quest’anno ha invitato anche la realtà piacentina. “Nonostante fossimo nella patria del formaggio, sottolinea il direttore del Consorzio BioPiace Camillo Tiramani, il Grana Padano ha conquistato i palati dei visitatori. Naturalmente non abbiamo promosso solo questa specialità, ma anche tutte le altre eccellenze casearie del nostro territorio e devo ammettere che è stato davvero un successo.” “Ancora una volta abbiamo avuto conferma, ribadisce il presidente dello stesso Consorzio Sala Giacomo, che i prodotti italiani sono davvero molto apprezzati; il made in Italy è sinonimo non solo di qualità, ma anche di sicurezza alimentare e i numerosi visitatori, oltre ad apprezzare il Grana, hanno voluto approfondire la storia della nostra realtà, quel legame prodotto-territorio che costituisce un valore immateriale intrinseco dei nostri prodotti e che noi imprenditori dobbiamo imparare a valorizzare maggiormente”. “Il mercato straniero, evidenzia il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano, è fortemente inquinato dal falso made in Italy, da quell’italian sounding che provoca un grave danno non solo di immagine ma anche economico ai nostri prodotti. Si tratta di una concorrenza sleale, a causa della mancanza dell’obbligo di indicare l’origine in etichetta; ed, oltre a questo, è necessario constatare che tutti gli scandali alimentari provocati da prodotto estero che negli scaffali della GDO si trasforma magicamente in italiano, purtroppo, colpiscono pesantemente la nostra economia e il reddito delle stesse aziende agricole”. “Pertanto, prosegue Albano, avere la possibilità di presentare direttamente un prodotto di eccellenza come il Grana Padano Bio, in Germania, famosa per il suo latte e i suoi formaggi è stata una grande opportunità di promozione dell’intera provincia di Piacenza. La realtà del Biopiace, è un esempio concreto di come la volontà e la capacità

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Nelle foto lo stand del BioPiace con il presidente, il direttore e le collaboratrici del Consorzio

imprenditoriale, unita ad idee innovative possa rappresentare una delle soluzioni per le zone collinari-montane”. “Fare impresa in montagna si può, conclude Albano, occorre, naturalmente, la capacità di creare sinergie, affinchè l’agricoltura sia

davvero centrale e protagonista rispetto all’intera filiera, garantendo reddito alle aziende, prodotti di qualità con origine certa e tutela del territorio. E nel caso di BioPiace è così!

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Eventi e notizie dal mondo agricolo

Un mini elicottero

per monitorare le coltivazioni L’Università Cattolica presenta un sistema UAV a basso costo per l’acquisizione di immagini multispettrali ed il monitoraggio agro- ambientale

L

a disponibilità crescente di dati ottici telerilevati a sempre migliore qualità spettrale, spaziale, radiometrica e temporale offre nuove possibilità di monitoraggio e caratterizzazione dei processi produttivi in agricoltura. L’agricoltura di precisione applica tecnologie innovative quali il telerilevamento, il posizionamento GPS (Global Positioning System) delle macchine e le tecniche di analisi spaziale ai processi produttivi in agricoltura. Tra i principali benefici ottenibili dall’agricoltura di precisione vi sono la riduzione degli input di fertilizzanti e fitofarmaci, l’ottimizzazione dello sfruttamento delle risorse irrigue ed il miglioramento qualitativo ed igienico-sanitario delle produzioni. Gli effetti positivi più consistenti sono attesi per i colture ad alto livello di specializzazione e profittabilità quali la viticoltura da vino. In tali colture la possibilità di ottenere basi informative descriventi la variabilità della situazione colturale nei singoli vigneti, ed in particolar modo il vigore vegetativo, è uno strumento di grande efficacia per la selezione gestione della qualità delle uve per la vinificazione. Per un’applicazione in viticoltura di precisione, date le caratteristiche geometriche del vigneto, sono richiesti dati ad altissima risoluzione spaziale (<0.5 m) ottenibili da satelliti VHR (Very High Resolution) o mediante rilievi da aereo, elicottero o UAV (Unmanned Aerial Vehicles). Lo sviluppo tecnologico degli UAV e delle fotocamere digitali multi-spettrali (in grado cioè di raccogliere immagini della stessa area a diverse lunghezze d’onda dello spettro visibile ed infrarosso) rende oggi disponibili sistemi di acquisizione e piattaforme a basso costo capaci di garantire acquisizioni affidabili e tempestive delle superfici vitivinicole. In particolare si sono recentemente resi disponibili sistemi micro-UAV multi-rotore a basso costo quali il MikroKopter (http:// www.mikrokopter.de). Il CRAST sta testando l’utilizzo di un sistema MikroKopter quale piattaforma di acquisizione di immagini multispettrali per le applicazioni di viticultura di precisione.

Il Centro Ricerche Analisi geoSpaziale e Telerilevamento (CRAST), di cui è direttore il prof. Ermes Frazzi, è stato istituito nel 1999 presso la Facoltà di Agraria della sede di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con la finalità di soddisfare le esigenze tecniche degli Istituti della Facoltà di Agraria nel campo del Telerilevamento e dei Sistemi Informativi Geografici (analisi geoSpaziale) e di promuovere la ricerca interdisciplinare tra gli Istituti della Facoltà di Agraria mediante l’applicazione delle suddette tecniche a specifici programmi di ricerca. Il CRAST ha partecipato o coordinato diversi progetti applicativi e di ricerca basati sull’utilizzo di tecniche di geomatica e del telerilevamento per applicazioni agrarie e forestali ed in particolare per l’agricoltura di precisione.

Celebrazione dedicata alle vittime del lavoro agricolo

A

nche quest’anno nella chiesa parrocchiale di Saliceto di Cadeo sarà celebrata una S.Messa in onore di S.Isidoro, patrono degli agricoltori e titolare del Sacrario annesso alla chiesa, in cui sono commemorate le vittime del lavoro agricolo. Il parroco don Francesco Cattadori sottolinea come sia fondamentale ricordare in un momento solenne tutti gli agricoltori deceduti mentre lavoravano nei campi e nelle stalle”. La Santa Messa celebrata dal parroco don Francesco Cattadori sarà alle ore 16.00. Si invitano le Autorità, le Associazioni, i cittadini e tutti i nostri Associati, a partecipare numerosi alla celebrazione di suffragio.

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Saliceto di Cadeo: 3 ottobre 2010

LA VOCE DEI

Coltivatori


Eventi e notizie dal mondo agricolo

Valtidone Wine Festival

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he i nostri prodotti enogastronomici rappresentino delle vere e proprie eccellenze, tutte da apprezzare, è forse risaputo. Non è però così scontato che i singoli e innumerevoli eventi di promozione riescano sempre nell’obiettivo di far emergere appieno la qualità che esprime il territorio piacentino. Nell’intento di valorizzare adeguatamente le produzioni vitivinicole della Val Tidone abbiamo promosso il ValTidoneWineFest. L’iniziativa vede per la prima volta riuniti quattro Comuni del territorio provinciale, insieme alle Associazioni di categoria, a Piacenza Turismi, al Consorzio vini Doc e all’Enoteca regionale, nell’idea condivisa di realizzare un intervento promozionale unitario in grado di mettere a sistema le manifestazioni locali per offrire un’immagine sinergica di qualità. Gli eventi si svolgeranno secondo una programmazione unica che, attraverso quattro week-end a Borgonovo, Ziano, Nibbiano e Pianello, renderà magico e accattivante il mese di settembre: degustazioni guidate e assaggi nel segno della tradizione enogastronomica, spettacoli, incontri e approfondimenti culturali nella splendida cornice dei borghi più suggestivi della vallata. Una festa che si fa in quattro per scatenare emozioni enogastronomiche e vivere in allegria il meglio della Val Tidone! Filippo Pozzi Assessore all’Agricoltura Provincia di Piacenza

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Eventi e notizie dal mondo agricolo

Fabbricati Rurali e contributi di bonifica

N

egli ultimi anni si è assistito ad un susseguirsi di provvedimenti normativi che hanno interessato il settore catasto determinando incertezza in merito alla autonoma imponibilità dei “fabbricati rurali” rispetto ai terreni su cui essi insistono. Recentemente l’ANBI – Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari, sollecitata da alcuni associati fra i quali il Consorzio di Bonifica di Piacenza, ha espresso il proprio orientamento chiarendo che i “fabbricati rurali” non costituiscono oggetto di imposizione autonoma dei contributi di bonifica. Gli immobili censiti nella categoria D/10 saranno esentati d’ufficio dalla base imponibile mentre per il riconoscimento dei requisiti di “ruralità” degli immobili censiti in altre categorie sarà necessaria la compilazione di un’apposita Dichiarazione Sostitutiva Di Atto Di Notorietà. Il modello di Dichiarazione sarà disponibile presso tutte le sedi consortili e presso gli uffici delle Associazioni Agricole di categoria.

Tenuta La Ratta: un’azienda vitivinicola innovativa sul territorio E’ la prima in Emilia Romagna e la terza in Italia ad aver apposto il codice QR sulle etichetta La Provincia di Piacenza, con gli assessori al Turismo Maurizio Parma e all’Agricoltura Filippo Pozzi, ha tenuto a battesimo questa importante novità introdotta dall’azienda vitivinicola Tenuta La Ratta di Bacedasco. Il codice QR rappresenta l’evoluzione del codice a barre e consente di immagazzinare una notevole mole di dati fruibili attraverso la tecnologia multimediale degli smartphone. E’ stato apposto sulle etichette dell’ortrugo e del gutturnio, che rappresentano i due vini simbolo del nostro

territorio e consente al consumatore, grazie ad un’applicazione presente sui cellulari di nuova generazione, di fornire tutte le informazioni riguardanti non solo le caratteristiche organolettiche del vino, ma anche una descrizione dell’azienda, fino alla particella del terreno in cui vengono prodotte le uve. “Il codice QR, ha dichiarato l’assessore Parma, è uno strumento di cui la nostra Provincia si era già servita in occasione della Bit di Mi-

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lano. E’ un semplice ma utile dispositivo per consentire ai consumatori di essere sempre più informati di ciò che stanno consumando, risalendo al produttore”. “Il nostro settore vitivinicolo, ha sottolineato l’assessore Pozzi, non ha certo problemi di qualità, ma di visibilità. E’ quindi un piacere vedere che gli agricoltori si dedicano anche a questi strumenti tecnologici, di solito lasciati da parte per seguire vie più tradizionali. Sarebbe auspicabile che il QR diventasse uno strumento maggiormente diffuso”. “Con un semplice “clic” ha confermato Massimo Eleuteri titolare della Tenuta La Ratta, il consumatore può entrare via web nella nostra realtà in modo semplice e veloce. Si tratta di un ulteriore garanzia che forniamo a tutti coloro che si avvicinano ai nostri prodotti, anche semplicemente degustando il nostro vino al ristorante o scegliendolo sugli scaffali dell’enoteca. Un ringraziamento particolare da parte del signor Eleuteri è andato a Coldiretti, che ha definito “la sua famiglia” e alla Fisar, nella persona di Matteo Cordani, sommelier dell’azienda che segue le degustazioni e ha collaborato attivamente all’inserimento del codice QR

LA VOCE DEI

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Nuove tariffe per gli impianti fotovoltaici Con il decreto del 6 agosto sono state definite le modalità e le tariffe per gli impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio dal 1 gennaio 2011. Il nuovo obiettivo nazionale di potenza fotovoltaica al 2020 è stato fissato a 8.000 MW di cui : • 3000 MW potranno beneficiare della tariffa incentivante • 300 MW potranno beneficiare della tariffa incentivante prevista per impianti innovativi • 200 MW potranno beneficiare della tariffa incentivante prevista per impianti a concentrazione. In caso di esaurimento delle disponibilità avranno diritto alla tariffe incentivanti gli impianti che entrano in esercizio entro 14 mesi dalla data di comunicazione del raggiungimento dei predetti limiti. Le tariffe incentivanti sono cumulabili con contributi in conto capitale in misura non superiore al 30% del costo di investimento per impianti: • realizzati su edifici aventi potenza nominale non superiore al 30% • con caratteristiche innovative • a concentrazione L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 200 kW può beneficiare della disciplina dello scambio sul posto. Le tariffe incentivanti previste:

Per gli impianti che entrano in funzione nel 2012 e 2013 la tariffa incentivante verrà ridotta del 6% all’anno.

Per gli impianti con le caratteristiche di cui sopra che entrano in funzione nel 2012 e 2013 la tariffa incentivante verrà ridotta del 2% all’anno. Sono inoltre previsti premi per impianti fotovoltaici: • abbinati ad un uso efficiente dell’energia. La maggiorazione non può eccedere il 30% della tariffa incentivante • operanti in regime di scambio sul posto realizzati da comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti. Incremento tariffa del 5% • installati in sostituzione di coperture contenenti amianto. Incremento tariffa del 10% Gli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensile hanno diritto a una tariffa pari alla media aritmetica fra la tariffa spettante per “impianti fotovoltaici realizzati su edifici” e al tariffa spettante per “altri impianti fotovoltaici”.

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L’ufficio tecnico-economico provinciale e gli uffici periferici di Coldiretti sono a disposizione per ulteriori approfondimenti e chiarimenti

LA VOCE DEI

Coltivatori


Tecnico

Aperto il bando per la ristrutturazione e riconversione vigneti

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l Piano Regionale per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti prevede interventi in favore di vigneti destinati alla produzione di vini di qualità (DOP e IGP), iscritti o da iscrivere negli albi ed elenchi provinciali dei vigneti. Le risorse finanziarie sono destinate prioritariamente a favore della produzione di vini a DOP. Sono ammessi al contributo gli interventi di ristrutturazione e riconversione dei vigneti che prevedano la realizzazione di una o più delle seguenti misure: • reimpianto di vigneti obsoleti con l’impiego di varietà, sesti d’impianto e forme d’allevamento previsti nel piano regionale, che siano in grado di migliorare la qualità dei prodotti; • riconversione varietale dei vigneti mediante sovrainnesto; i reinnesti sono eseguiti con le varietà previste nel piano, più rispondenti alle esigenze del mercato: in tal caso il vigneto deve presentare caratteristiche strutturali analoghe a quelle previste nel piano di ristrutturazione e riconversione; • adeguamento dei vigneti con forme e si-

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stemi di allevamento idonei alla meccanizzazione integrale delle operazioni colturali. Per vigneto obsoleto si intende un impianto superato tecnologicamente da cui di norma si ottengono prodotti di scarsa qualità senza prospettive di mercato. Il regime di sostegno non si applica al rinnovo normale dei vigneti giunti al termine del ciclo naturale di vita. Le domande possono essere presentate da imprenditori sia in forma collettiva che singola in possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi indicati nel Piano Regionale La superficie minima d’intervento ammessa al contributo è di ettari 0,5. E’ prevista la concessione di contributi in conto capitale quantificati in modo forfettario fisso e onnicomprensivo, nella misura massima del 50% dei costi ammessi delle opere realizzate. Le spese finanziabili sono quelle sostenute nel periodo successivo alla data di approvazione della domanda; fanno eccezione le spese relative all’acquisto di materiali (pali, barbatelle, fili, anco-

re, ecc.), la cui ammissibilità decorre dalla data di presentazione delle domande. Il contributo varia in relazione alla zona di appartenenza del vigneto (collina, pianura), tipo di vigneto (DOP, IGP), caratteristica dell’intervento (ristrutturazione, riconversione), livello di meccanizzazione previsto (integrale, parziale). Gli importi massimi per ettaro variano quindi da 14.461 a 2.582 euro e non sono cumulabili con altri sostegni comunitari riguardanti le medesime superfici ed operazioni. Il contributo, inoltre, si riduce proporzionalmente nei casi in cui la spesa rendicontata sia inferiore a quella massima ammissibile. Gli interventi ammissibili al regime di sostegno ed i relativi importi per ettaro possono subire variazioni in funzione delle risorse disponibili per ciascun anno finanziario. Le domande di contributo devono essere presentate entro il 30 novembre 2010 a livello informatico tramite l’applicativo SOP. Le opere ammesse al contributo devono essere realizzate entro il 15 marzo successivo alla presentazione della domanda.

L’ufficio vitivinicolo provinciale e gli uffici periferici di Coldiretti sono a disposizione per predisporre le domande e fornire ulteriori approfondimenti.

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Tecnico

Sanatoria catastale,

cosa cambia per gli immobili Dal primo luglio in vigore le nuove disposizioni, per compravendite e locazioni necessario l’aggiornamento dei dati Dal 1 luglio scorso i dati catastali sono diventati fondamentali per contratti di locazione e costituzione di diritti reali sugli immobili (compravendite etc.). E’ una delle misure varate dal Governo nella cosiddetta “manovra finanziaria” (D.L 78/2010) necessarie alla sanatoria catastale per la regolarizzazione degli immobili fantasma. In particolare la nuova norma impone, a pena di nullità, per gli atti relativi alle unità immobiliari urbane (atti di compravendite, e di costituzione di altri diritti reali sugli immobili ): • l’identificazione catastale delle stesse; • il riferimento alle planimetrie depositate in catasto; • la dichiarazione, resa dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, o in alternativa l’attestazione redatta da un tecnico abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale. Importante novità recata dalla conversione in legge è rappresentata dall’inciso che consente di sostituire la dichiarazione resa dagli intestatari della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, con una attestazione di conformità rilasciata da un tecnico che sia abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale. L’utilizzo dell’opera di un tecnico è una facoltà ben potendo il singolo proprietario dichiarare autonomamente la conformità in questione. Se la planimetria catastale non dovesse corrispondere allo stato di fatto (differente redistribuzione degli spazi, casi in cui la mutazione incide sulla consistenza o sulla classe etc.) occorre procedere ad una dichiarazione di variazione in catasto. Quanto agli immobili interessati dalla disposizione, per «unità immobiliari urbane» dovrebbero intendersi i fabbricati (compresi quelli mai denunciati e quelli che abbiano perso i requisiti della ruralità) e le aree urbane, mentre l’ambito applicativo riguarda tutti gli atti aventi ad oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati già esistenti. L’interpretazione è confermata dalla Circolare 2/2010 dell’Agenzia del territorio, la quale aggiunge altresì che sono esclusi dalla previsione normativa i seguenti immobili: • le particelle censite al catasto terreni; • i fabbricati rurali, censiti al catasto terreni, che non abbiano subito variazioni, né perso i requisiti oggettivi e soggettivi per il riconoscimento della ruralità ai fini fiscali; • i fabbricati iscritti in catasto come «unità collabenti», in quanto non più abitabili o servibili all’uso cui sono destinati; • i fabbricati iscritti in catasto come «in corso costruzione» o «in corso di definizione», sempre che non siano stati ultimati o definiti; • i lastrici solari e le aree urbane, iscritti al catasto edilizio urbano con l’indicazione della sola superficie, ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. 650/1972. Prima della stipula, il notaio deve individuare gli intestatari catastali e verificare la loro conformità a quanto risulta dai registri immobiliari.

Al via anche la sanatoria catastale per gli immobili fantasma

Scade il 31 dicembre 2010 la possibilità di regolarizzare la propria posizione all’Agenzia del territorio, con sanzioni ridotte ad un terzo Nessun condono edilizio sarà inserito nella manovra dei prossimi due anni. Ci sarà piuttosto una sanatoria catastale (che poi sanatoria non è) per i cosiddetti immobili fantasma. C’è tempo fino al 31 dicembre di quest’anno per mettersi in regola con l’Agenzia del territorio, con sanzioni ridotte ad un terzo. Chi non lo farà si vedrà attribuita una rendita presunta, con la retroattività della stessa, e sanzioni molto severe che possono arrivare fino ad un terzo del valore catastale dell’immobile.

Immobili che non risultano dichiarati in Catasto

La legge dispone che entro il 31/12/2010 i proprietari di immobili che non risultino ancora dichiarati in Catasto a seguito dell’espletamento da parte dell’Agenzia del territorio (Catasto) delle operazioni e attività di verifica e indagine che negli anni 2007, 2008 e 2009 ha interessato tutto il territorio nazionale ed ha consentito l’individuazione dei fabbricati non dichiarati in catasto attraverso procedure avanzate di confronto fra le ortofoto digitali e la

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Tecnico cartografia catastale, operazioni che termineranno il 30/09/2010, tali proprietari dicevamo sono tenuti a procedere alla presentazione della relativa dichiarazione di aggiornamento catastale. Le dichiarazioni verranno poi rese note ai comuni da parte dell’Agenzia del territorio attraverso il Portale telematico, affinché possano essere effettuati i controlli di conformità urbanistico-edilizia. In caso di inadempimento ai suddetti obblighi è prevista la possibilità per l’Agenzia del territorio di procedere d’ufficio all’attribuzione di una rendita presuntiva, con procedimento i cui oneri sono a carico dell’interessato e saranno determinati con apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia del territorio, da emanare entro il 31/12/2010, e come già accennato con sanzioni molto severe. In buona sostanza si può affermare che le disposizioni sopra commentate non introducono alcuna nuova fattispecie di sanatoria o condono, ma si limitano a confermare l’obbligo, già in precedenza previsto da disposizioni vigenti, di effettuare la dichiarazione catastale da parte degli intestatari delle particelle in cui insistono gli immobili non dichiarati al catasto individuati tramite l’apposita procedura. Viene quindi di fatto semplicemente prorogato al 31/12/2010 il termine di 7 mesi dalla data di pubblicazione del comunicato in Gazzetta Ufficiale, previsto dal citato art. 2, comma 36, della L. 286/2006. A partire dal 1° Gennaio 2011 l’Agenzia del territorio farà un monitoraggio a tappeto, utilizzando nuove informazioni connesse a verifiche tecnico-amministrative, il telerilevamento e sopralluoghi sul terreno con la collaborazione attiva dei Comuni e con facoltà di stipulare apposite convenzione con ordini professionali (geometri, ingegneri etc).

Immobili che abbiano subito variazione di consistenza Sempre entro il termine del 31/12/2010 i proprietari di immobili che siano stati oggetto di interventi edilizi che abbiano determinato una variazione di consistenza ovvero di destinazione non dichiarata in Catasto, sono tenuti a procedere alla presentazione ai fini fiscali della relativa dichiarazione di aggiornamento catastale. Si noti quindi che in questo caso la disposizione sembra riferirsi a tutti coloro i cui immobili non siano inclusi negli elenchi sopra menzionati, in quanto la violazione non consiste in un manufatto totalmente o in parte non dichiarato.

Affitti immobiliari e contratti di locazione con dati catastali Dal 1/7/2010 anche in tutte le richieste di registrazione di contratti di affitto o di locazione scritti o verbali (nonché di dichiarazioni di risoluzione o proroga degli stessi) dovranno essere indicati i dati catastali dell’immobile locato. Per chi non ottempera è applicabile una sanzione variabile da 120 a 240% dell’imposta di registro dovuta

Attestato di Certificazione Energetica: obbligo di allegarlo ai contratti locazione Sempre dal 1 luglio è entrato in vigore in Lombardia e in Emilia Romagna l’obbligo di consegnare l’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) insieme ai contratti di locazione di immobili. Dal 1 luglio 2010, il proprietario di un appartamento in affitto è tenuto a consegnare al nuovo inquilino l’attestato di certificazione energetica (ACE). È un obbligo di legge per i nuovi contratti e per i rinnovi. L’ACE è un certificato necessario anche in caso di vendita per consentire il passaggio di proprietà. Nella nostra Regione non sono però previste sanzioni per la mancata produzione dell’attestato.L’attestato di certificazione energetica vale 10 anni a partire dal suo rilascio, quindi non deve essere redatto nuovamente per ogni contratto ma dovrà essere modificato se intervengono variazioni che modificano la prestazione dell’edificio in termini di assorbimento di corrente. L’obbligo non si applica in caso di contratti non onerosi, quali comodato, gratuiti o simili.

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Tecnico LA PAGINA DELLA SICUREZZA

Corsi obbligatori sulla sicurezza del lavoro Il D.Lgs.81/08, riprendendo quanto già disposto dal D.Lgs.626/94, ha ribadito l’obbligo per il datore di lavoro di fornire ai propri lavoratori o a se stesso, tutte le informazioni utili a comprendere i principi ispiratori delle leggi che riguardano la sicurezza sul lavoro e la loro applicazione pratica, nonché una formazione specifica per poter affrontare, in sicurezza tutte le situazioni di rischio che potrebbero verificarsi durante il lavoro. Per escludere o ridurre le responsabilità civili e penali del datore di lavoro, è fondamentale che questi possa poter comprovare l’avvenuta formazione ed informazione dei lavoratori soprattutto in caso di incidenti o contestazioni da parte degli organi di controllo, per poter dimostrare eventuali responsabilità dei lavoratori che incorrano in incidenti per loro incuria o negligenza, non avendo adottato correttamente le norme di sicurezza previste dalla legge. E’ pertanto obbligatorio osservare scrupolosamente quanto previsto dal D.lgs 81/08 e partecipare ai corsi obbligatori in materia di sicurezza del lavoro. Per consentire alle aziende nostre associate che operano nel territorio provinciale di mettersi in regola con le norme vigenti, Coldiretti e Dinamica stanno organizzando per l’autunno i seguenti corsi formativi obbligatori per legge: Corso RSPP: Corso per datore di lavoro che intende assumere il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, in ottemperanza a quanto previsto dall’attuale normativa. Si ricorda a tal proposito che secondo la normativa tale figura è obbligatoria nelle aziende che assumono dipendenti (anche con Vaucher). Nelle aziende con un numero di lavoratori inferiore a 30 tale ruolo può essere ricoperto dallo stesso Datore di Lavoro con assunzione diretta dell’incarico. È obbligatorio il possesso di un attestato di frequenza, con verifica finale dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi. Il corso ha una durata di 16 ore. (arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400) Corso RLS: «Corso per il lavoratore Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza». Introdotta come figura obbligatoria dal D.lgs 81/08, è fatto obbligo al datore di lavoro di formare ed informare tale figura. Una volta designato dall’assemblea dei lavoratori, il rappresentante per la sicurezza deve frequentare un corso formativo della durata di 32 ore durante l’orario di lavoro. Nelle aziende nelle quali gli stessi lavoratori rinuncino alla elezione di un loro rappresentante (aziende con pochi dipendenti, avventizi, raccoglitori etc.) con formale rinuncia scritta, verrà nominato un RLST (rappresentante dei lavoratori territoriale) non appena individuata tale figura a livello provinciale. Corso Primo Soccorso: «Corso per addetti al servizio aziendale di pronto soccorso e gestione delle emergenze». L’art. 34 D.lgs 81/08 obbliga le imprese e gli enti a designare gli addetti al pronto soccorso, a formare gli addetti incaricati e ad attivare i servizi di pronto soccorso. In caso di mancato adeguamento, (arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400). I partecipanti al corso saranno formati allo scopo di acquisire conoscenze necessarie per saper allertare il sistema di soccorso, di riconoscere un’emergenza sanitaria, di attuare gli interventi di primo soccorso, di conoscere i rischi specifici dell’attività svolta e di acquisire capacità di intervento pratico. Anche tale ruolo e incarico può essere ricoperto dal Datore di Lavoro. Al termine dei corsi ai partecipanti è rilasciato un attestato con valore legale come “Addetto al primo soccorso aziendale” che ha validità per tre anni. Il corso ha una durata di 12 ore. Corso aggiornamento Primo Soccorso: il corso primo soccorso a validità 3 anni, dopo di che occorre frequentare un corso di aggiornamento. Il corso di aggiornamento ha la durata di 4 ore Corso Antincendio: «Corso per gli addetti designati al servizio antincendio in aziende classificate a basso rischio e medio rischio». Il decreto 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro deve valutare i rischi presenti in azienda e nominare i lavoratori addetti alla prevenzione incendi e lotta antincendio, sottoponendoli alla formazione (o autonomina.. Il corso organizzato si rivolge alle aziende a rischio incendio basso e medio. La normativa prevede che il datore di lavoro possa svolgere in prima persona le funzioni di addetto antincendio, sottoponendosi alla formazione sopra descritta. (arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400). Il corso ha la durata di 8 ore (5 ore di teoria e 3 ore di pratica). N.B. I CORSI DI CUI SOPRA POSSONO ESSERE FREQUENTATI ANCHE CON ADESIONE A CATALOGO VERDE CON RIMBORSO DA PARTE DI AGEA DI CIRCA IL 90% DEL COSTO (maggiori informazioni in Ufficio) Ogni azienda che assume dipendenti anche stagionali, anche per poche giornate all’anno, oppure anche tramite vaucher etc. è pregata di controllare la propria posizione , in particolare il possesso di tutti gli originali degli attestati dei corsi obbligatori di cui sopra, e la valutazione di tutti i rischi aziendali, per non incorrere in caso di controlli o di infortuni in pesanti sanzioni anche di tipo penale. Per l’iscrizione ai corsi rivolgersi all’ufficio Sicurezza sul lavoro provinciale o agli uffici periferici di Coldiretti

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Per qualsiasi informazione, per le verifiche e per l’espletamento delle pratiche inerenti la sicurezza sul lavoro rivolgetevi con fiducia ai nostri Uffici Centrali o periferici UFFICIO SICUREZZA LAVORO - sede Via C. Colombo, 35 tel. 0523/596515-16

LA VOCE DEI

Coltivatori


Tecnico

i Vostri quesitii. A domanda...risposta! Le domande più frequenti e di interesse generale verranno qui pubblicate, le altre avranno una risposta diretta 1 Immobili: Compravendita, Affitti e Locazioni

DATI CATASTALI INDISPENSABILI D. In base all’ultima manovra finanziaria cosa cambia ai fini della registrazione dei contratti ?

R. Con provvedimento dell’Agenzia dell’Entrate del 25/06/2010 sono stati approvati rispettivamente: • il modello 69 aggiornato con l’indicazione dei dati catastali per la richiesta di registrazione degli atti; • il modello di comunicazione dei dati catastali per le cessioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione o affitto di immobili (modello CDC). Il provvedimento fa seguito alla norma contenuta nell’art. 19 comma 15 e 16 del D.L. N. 78/2010 (c.d. Manovra correttiva) in materia di nuovi obblighi di indicazione dei dati catastali a partire dal 1° luglio 2010 in sede di richiesta di registrazione dei contratti di locazione o affitto di immobili (sia fabbricati sia terreni) esistenti sul territorio dello Stato e relative cessioni, risoluzioni e proroghe degli stessi.

------------------------------------------------------------------------------QUESITI GENERICI SUI CONTRATTI DI AFFITTO D. In cosa consiste l’aggiornamento del modello 69 e il nuovo modello CDC ?

R. Per quanto riguarda il modello 69 è stato inserito un nuovo riquadro (D) “DATI DEGLI IMMOBILI” all’interno del quale devono essere indicati i dati catastali sia dei terreni che dei fabbricati contenuti nelle visure, in particolare: • il codice catastale del comune dove si trova l’immobile; • il codice “T” o “U” a seconda se si tratta di immobile censito al catasto terreni o edilizio • il codice “P” o “I” a seconda che si tratti di un’intera particella o unità immobiliare o di una porzione della stessa • la sezione urbana se presente • i numeri di foglio, particella o subalterno che identificano l’immobile • la partita tavolare, il corpo tavolare e la porzione materiale risultanti dai libri fondiari. Non sono richiesti i dati relativi alla categoria e alla rendita per i fabbricati ne quelli relativi al reddito domenicale o agrario per i terreni. Il modello CDC accompagna le richieste di proroga cessioni e risoluzioni dei contratti, deve contenere il codice ufficio, anno, serie e numero del contratto, i dati di una delle parti e i dati catastali degli immobili come per il modello 69. I casi che generano l’obbligo di presentazione di tale modello entro il termine di 20 giorni dalla data di versamento dell’imposta di registro sono: • cessione del contratto di locazione • risoluzione anticipata (anche per inadempimento del conduttore) del contratto di locazione o affitto • proroga (anche tacita) del contratto di locazione o affitto, che avviene dopo la scadenza originaria.

DECORRENZA DELLE DISPOSIZIONI D. Quale data del contratto viene presa in considerazione per la decorrenza di tali disposizioni e quali sanzioni sono applicate per la mancata o errata indicazione di tali dati catastali?

R. La decorrenza delle nuove disposizioni fa riferimento alla data di registrazione del contratto e non a quella di stipula del medesimo atto. Esempio: ricadrà nell’obbligo di presentazione del nuovo modello 69 con l’indicazione dei dati catastali, un contratto stipulato il 26/06/2010 e registrato il 05/07/2010 mentre non vi ricadrà un contratto stipulato il 20/06/2010 e registrato il 30/06/2010. La mancata o errata indicazione dei dati catastali sia nella presentazione del modello 69 che in quella del modello CDC è punita con la sanzione prevista dal DPR n. 131/86 (Imposta di Registro) pari ad un importo tra il 120% e il 240% dell’imposta di registro dovuta in relazione all’atto. -------------------------------------------------------------------------------

EVASIONE FISCALE E SANATORIA CATASTALE D. Quali sono le motivazioni e gli scopi di queste nuove modalità di registrazione?

R. Questo nuovo sistema di registrazione viene applicato a tutti le tipologie di contratti di affitto e di locazione compreso anche il contratto di comodato, si è reso necessario in quanto a partire dal 1° gennaio 2011 sarà attiva l’Anagrafe Immobiliare Integrata costituita e gestita dall’Agenzia del Territorio. L’Anagrafe Immobiliare Integrata, attesta ai fini fiscali , lo stato di integrazione delle banche dati presenti presso l’Agenzia del Territorio per ciascun immobile, individuandone il soggetto titolare dei relativi diritti reali. Tramite la collaborazione dei Comuni e l’ interscambio di informazioni con l’Agenzia del Territorio e L’Anagrafe Immobiliare Integrata si potrà avere una situazione di monitoraggio costante degli immobili su tutto il territorio nazionale e la possibilità di individuare più facilmente i fabbricati che ancora non risultano iscritti al catasto edilizio, le cosiddette “ case fantasma”.

Competenza e professionalità per l’espletamento delle pratiche e per informazioni relative a: Successioni, Eredità, Volture catastali, Contratti di affitto e locazione immobili, Sicurezza sul Lavoro (DLgs.81/08) Ufficio provinciale Coldiretti: Maurizio Maffi: e-mail: maurizio.maffi@coldiretti.it tel.: 0523.596515 / 16 - Sede oppure: presso tutti gli uffici Coldiretti

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Esenzione ICI per i fabbricati agricoli iscritti in A/6 e D/10 Per la Cassazione è sufficiente l’attribuzione della categoria catastale La Corte di Cassazione, negli ultimi mesi, si è dovuta pronunciare in più di un’occasione sulla ruralità dei fabbricati ribadendo che, ai fini ICI, gli immobili già iscritti al catasto dei fabbricati come “rurali”, con l’attribuzione della relativa categoria (D/10 quelli strumentali all’attività agricola e A/6 quelli abitativi), sono esclusi dall’imposizione. Nel caso in cui venga attribuita una diversa categoria catastale (rispettivamente D/8 e A/3), il contribuente che intenda accedere al beneficio fiscale dovrebbe impugnare questa attribuzione. L’immobile non ancora iscritto nel catasto fabbricati è considerato rurale perché non gli è stata attribuita una categoria. Le pronunce della Cassazione risulterebbero in contrasto con quanto stabilito dalla legge 14/2009, che stabilisce che non possono essere considerati fabbricati “le unità immobiliari, anche iscritte o iscrivibili nel catasto fabbricati, per le quali ricorrono i requisiti di ruralità” stabiliti dalla legge 557/93. Addirittura il legislatore non considera fabbricato la costruzione: è come se non esistesse. L’agenzia del Territorio, in linea con quanto stabilito dal legislatore, (nota 10933) specifica che i fabbricati in categoria A e quelli strumentali, devono essere riconosciuti come rurali se rispettano i requisiti della 557/93: sono strutture necessarie per lo svolgimento dell’attività agricola (es. ricovero attrezzi) anche se classificati con categoria C.

A questo punto, essendo la norma di legge e l’Agenzia del Territorio chiaramente in contrasto con l’interpretazione della Cassazione, gli addetti ai lavori sono in attesa di una norma esaustiva e chiarificatrice. ICI sui terreni agricoli edificabili Chi dimostra la conduzione diretta non perde il beneficio fiscale La Cassazione, con la sentenza n° 9143 dell’aprile 2010, ha stabilito che un terreno agricolo, condotto direttamente da un coltivatore diretto o da un imprenditore agricolo professionale (IAP), ancorchè inserito nel piano urbanistico come “edificabile”, mantiene la caratteristica di “agricolo” e quindi usufruire delle agevolazioni ICI riservate a questa categoria di immobili. Il tutto nasce da un ricorso presentato da un contribuente lucano, che aveva visto inserire il suo terreno agricolo in un piano di lottizzazione industriale, con una conseguente assoggettamento alla tassazione comunale sugli immobili. Il Comune infatti aveva contestato che, in seguito all’inserimento del terreno fra le aree edificabili, c’era stato un incremento di valore dell’immobile. L’agricoltore, a sua volta, ha dimostrato la conduzione diretta del terreno, ottenendo così il riconoscimento dei benefici fiscali.

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Fiscale - Paghe

Lavoro: Coldiretti, 7,3 mln voucher venduti, 1 su 3 in agricoltura I 7,3 milioni di buoni lavoro (voucher) venduti evidenziano che si sono dimostrati uno straordinario strumento nella semplificazione burocratica soprattutto in agricoltura dove sono stati utilizzati oltre un terzo (34 per cento) di quelli acquistati, secondo i dati relativi alla fine del mese di luglio divulgati dall’Inps. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Istat sui rapporti innovativi di lavoro, nel sottolineare che lo strumento dei voucher, introdotto per la prima volta in occasione della vendemmia 2008 e successivamente

esteso ad altri soggetti ed ad altre attività, ha permesso di ottenere importanti risultati nella lotta al lavoro sommerso. La Coldiretti è l’organizzazione con il maggior numero di imprese che assumono lavoratori in agricoltura che è il settore che più utilizza questa opportunità insieme al commercio (11 per cento), ai servizi (11 per cento) e al turismo (5 per cento) dove sono stati utilizzati anche nei parchi divertimento. Le previsioni di impiego sono positive anche per la prossima vendemmia 2010 che si preannuncia buona

dal punto di vista qualitativo e sostanzialmente stabile dal punto di vista quantitativo, anche se con aumenti fino al 5 per cento rispetto allo scorso anno con una quantità superiore ai 47,5 milioni di ettolitri che potrebbe determinare il sorpasso sui concorrenti francesi. Per quanto riguarda la provincia di Piacenza sono stati venduti circa 80 mila buoni lavoro di cui 30mila in agricoltura. I voucher sono acquistabili dal datore di lavoro a 10 euro (e in multipli da 20 e 50 euro) e sono rimborsabili al lavoratore per 7,50euro netti.

UN APPROFONDIMENTO SUI VOUCHER Cosa è il lavoro occasionale di tipo accessorio e cosa sono i voucher? Il lavoro occasionale di tipo accessorio è un particolare contratto di lavoro, che si propone di regolamentare quei lavori occasionali e saltuari I voucher sono dei buoni con cui vengono pagate le prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio Chi può essere il committente? I committenti (cioè coloro che impiegano prestatori di lavoro occasionale) possono essere aziende, famiglie, privati, imprese familiari operanti nei settori del commercio, turismo e servizi, imprenditori agricoli, enti senza fini di lucro ed enti pubblici Chi può lavorare con i voucher? I prestatori che possono accedere al lavoro occasionale accessorio sono: • Pensionati • Studenti nei periodi di vacanza (mesi di giugno, luglio, agosto, settembre, dicembre e settimana di Pasqua) e il sabato e la domenica Nota: Sono considerati studenti “i giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l’Università o istituto scolastico di ogni ordine e grado”. I giovani debbono, comunque, aver compiuto i 16 anni di età. I minorenni, debbono possedere autorizzazione alla prestazione di lavoro occasionale da parte dei genitori. • Lavoratori in cassa integrazione/mobilità e disoccupati (anche percettori di indennità di disoccupazione) • Casalinghe Nota: Le casalinghe possono svolgere attività agricole di carattere stagionale: esse sono coloro che svolgono, in via normale, lavori non retribuiti in ambito familiare. Ai fini della prestazione nello specifico settore, le casalinghe non debbono aver prestato lavoro subordinato in agricoltura sia nell’anno in corso che in quello precedente. Limiti economici I prestatori possono svolgere attività di lavoro occasionale: • in generale fino ad un limite economico di 5.000 euro netti (6.660,00 euro lordi) per singolo committente nell’anno solare; • nel caso di percettori di prestazioni integrative o di sostegno al reddito (es. cassaintegrati), fino ad un limite economico di 3.000 euro netti complessivi per anno solare e non per singolo committente. Ambito/Settore di attività: a) lavori domestici; b) lavori di giardinaggio,pulizia e manutenzione di edifici,strade,parchi,mo numenti; c) insegnamento privato supplementare; d) manifestazioni sportive,culturali, fieristiche; e) di qualsiasi settore produttivo, compresi gli enti locali, le scuole, le università; f) attività agricole di carattere stagionale effettuati da pensionati, da casalinghe e da giovani di cui alla lettera e) ovvero delle attività agricole svolte a favore dei soggetti di cui all’articolo 34 comma 6 dpr 633/72; g) dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis; h) consegna porta a porta e vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica; h-bis) di qualsiasi settore produttivo, compresi gli enti locali da parte di pensionati; h-ter) di attività di lavoro svolte nei maneggi e nelle scuderie Quanto vale un voucher? Il valore nominale di un voucher è pari a 10 euro. Esiste anche un voucher ‘multiplo’ del valore di 50 euro, equivalente a cinque buoni non separabili. Il valore nominale comprende la contribuzione in favore della gestione separata dell’INPS (13%), che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore; di quella in favore dell’INAIL per l’assicurazione anti-infortuni (7%) e di un compenso al concessionario (Poste), per la gestione del servizio (5%). Il valore netto del voucher da 10 euro nominali, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del prestatore, è quindi pari a 7,50 euro. Il valore netto del buono ‘multiplo’ da 50 euro, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del lavoratore, è quindi pari a 37,50 euro. I buoni (voucher) sono disponibili per l’acquisto su tutto il territorio nazionale, presso le Sedi INPS. Riscossione dei voucher La riscossione dei buoni da parte dei prestatori/lavoratori può avvenire presso tutti gli uffici postali sul territorio nazionale. Per ulteriori informazioni ed approfondimenti rivolgersi all’ Ufficio Paghe provinciale o agli uffici periferici di Coldiretti.

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Notizie in breve

SETTEMBRE 2010

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….DALLA VALTREBBIA un esempio virtuoso di “pensionato” I nostri imprenditori agricoli interpretano attivamente il proprio ruolo

C

apita spesso che gli anziani vengano definiti, in modo sprovveduto, un pesante costo sociale. Ma sarà proprio vero? Chi è da sempre abituato a lavorare non ha certo il tempo per contare gli anni e allora può non essere solo e sempre un costo sociale. Le persone anziane sono e devono essere una risorsa per il paese, vanno solo coinvolte, stimolate e guidate. Roberto Filippini, responsabile dell’ufficio Coldiretti di Bobbio ci segnala un esempio virtuoso della Valtrebbia. “Alberto Moscone 80 anni suonati da un po’, non ha mia smesso e, a suo dire, non ha certo intenzione di smettere, coltiva con passione e professionalità patate, zucche e altri ortaggi, raccoglie funghi e prodotti del sottobosco per fare conserve, sott’oli e altro, nell’intermezzo di questa attività cura l’aspetto del territorio circostante la sua azienda a Moglia di Ottone pulendo sentieri, cunette regimando l’acqua e altro. I suoi apprezzati prodotti finiscono sulla tavola di tanti compaesani che, per motivi di lavoro, sono emigrati nelle città industrializzate. E’

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un esempio che molti dovrebbero seguire; l’attività fisica, abbinata al piacere e all’orgoglio di lavorare la propria terra, allunga la vita e credetemi l’amico Moscone, o Albi come lo chiamano tutti, si sente ogni anno sempre più giovane. Queste poche righe non vogliono assolutamente essere un panegirico di Alberto Moscone, che non ne ha bisogno; devono invece servire da esempio per molti altri, meno giovani, che troppo spesso oziano, per tutto il giorno sulle panchine pubbliche o nei bar, per convincerli che spesso divertendosi si allungano la vita. Produrre frutta e verdura sui nostri monti è possibile anche senza impegnare capitali bisogna solo volerlo fare. Il progetto di Coldiretti vuole portare sulla tavola del consumatore garanzia di sicurezza alimentare, tipicità, territorialità e chi meglio dei nostri contadini, anche non più giovani, lo può offrire?. Anziani della Val Trebbia non fermatevi davanti agli ostacoli, si possono superarli tutti bisogna solo volerlo, insieme al piacere di rendersi utili e di essere attivi ci può scappare anche una gratificazione economica che, con i tempi che corrono, non è certo da buttare”.

LA VOCE DEI

Coltivatori


Notizie in breve

in breve... IMMIGRAZIONE:FLUSSI STAGIONALI 2010. MODIFICATA LA PROCEDURA PER IL RILASCIO DEI NULLA OSTA STAGIONALI LE PRINCIPALI NOVITÀ: • il datore di lavoro dovrà accompagnare il lavoratore extracomunitario allo Sportello Unico per sottoscrivere il contratto di soggiorno; • il datore di lavoro entro 48 ore dalla sottoscrizione del contratto,da parte del lavoratore,dovrà effettuare la comunicazione obbligatoria ai fini dell’assunzione al centro per l’Impiego territorialmente competente; • nell’ambito dell’istruttoria delle domande, le competenti Direzioni Provinciali del Lavoro dovranno verificare se il datore di lavoro negli anni passati pur avendo ottenuto il rilascio del nulla osta al lavoro stagionale non ha poi proceduto all’assunzione ed in base a questo valutare eventuali pareri negativi per le aziende • al momento della presentazione al SUI, qualora il datore di lavoro non intenda più procedere all’assunzione del lavoratore stagionale purché con motivata giustificazione,sarà consentito il subentro da parte di un nuovo datore di lavoro per la stessa tipologia e durata del rapporto inizialmente richiesto. AGRICOLTURA RINNOVATO IL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE OPERAI AGRICOLI • E’ stato sottoscritto il verbale di rinnovo del Contratto collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per gli operai agricoli e florovivaisti scaduto il 31 dicembre 2009. Novità contrattuali riguardano: i compiti sia dall’ente bilaterale agricolo nazionale sia di quello territoriale;il lavoro a tempo parziale;l’orario di lavoro;i nuovi permessi retribuiti al padre e per i corsi di recupero scolastico. Aumenti salariali. I salari contrattuali vigenti nelle singole province alla data del 1° maggio 2010 per ciascun livello professionale sono incrementati a decorrere dal 1° maggio 2010 del 2,5% ASSUNZIONE MINORI: OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO. GLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO PER L’ASSUNZIONE DEL MINORE: • l’età minima per l’ammissione al lavoro è sottoposta a un duplice requisito: 16 anni compiuti e istruzione obbligatoria per almeno 10 anni; in assenza anche di uno solo dei requisiti richiesti non può, legittimamente, essere instaurato un contratto di lavoro; • per tutti i minori è obbligatoria la visita medica preventiva e periodica. LA VISITA AL MINORE POTRÀ ESSERE EFFETTUATA: • sia dal medico della struttura ospedaliera pubblica ovvero dell’Azienda Sanitaria Locale, • sia dal medico di base convenzionato. IL MEDICO COMPETENTE: • potrà rilasciare la certificazione di idoneità di svolgimento anche di determinate attività,in alternativa al medico del Servizio Sanitario Nazionale, • ancorché operante in regime di convenzione. LE SANZIONI: la violazione della normativa in materia di tutela del lavoro minorile comporta a carico del datore di lavoro l’applicazione di un sistema sanzionatorio molto pesante con sanzioni amministrative da € 516 a € 2.582 ma soprattutto penali (arresto fino a 6 mesi o ammenda fino a € 5.164). SETTEMBRE • ASSISTENZA FISCALE 2010 • I sostituti d’imposta che effettua assistenza fiscale deve trattenere nella busta paga del mese di settembre la terza rata del saldo dell’assistenza fiscale. INPS • MANCATA ANTICIPAZIONE DI PRESTAZIONI IN AGRICOLTURA • O.T.I. Il datore di lavoro che non anticipi ai propri operai agricoli a tempo indeterminato una serie di prestazioni temporanee previste dalla legge o dai contratti collettivi come:assegni al nucleo famigliare, malattia, donazione sangue, perde il diritto alle agevolazioni contributive. VOUCHER • L’ impiego con il voucher deve essere segnalata in anticipo all’Inail. Per avvalersi di qualunque lavoratore accessorio, i committenti hanno l’obbligo di comunicare all’ Inail, prima dell’inizio della prestazione lavorativa, i dati relativi al luogo e al periodo di lavoro della prestazione, nonché i dati anagrafici propri e del prestatore. Quindi ogni loro variazione e la cessazione del rapporto di lavoro. LAVORATORI EXTRACOMUNITARI • La legge 125/2008 ha inasprito il regime sanzionatorio per il datore di lavoro che assuma un lavoratore privo di permesso di soggiorno o con un permesso scaduto per il quale non sia stato richiesto il rinnovo nei termini di legge. Per ogni lavoratore assunto privo di permesso di soggiorno è prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la sanzione pecuniaria di 5.000 euro. ASSUNZIONE DI PARENTI ED AFFINI• ULTERIORMENTE ALLARGATO L’AMBITO DI OPERATIVITÀ DELL’ART.74 DEL D.LGS. • In particolare possono rendere prestazioni occasionali o ricorrenti di breve periodo nell’ambito delle attività agricole anche i parenti ed affini fino al quarto grado (cugini,prozii,e pronipoti) del titolare, senza per questo che si instauri un rapporto di lavoro subordinato o autonomo. Queste prestazioni presentano le seguenti caratteristiche: • devono essere svolte in modo meramente occasionali o ricorrenti di breve periodo cioè l’attività è resa senza carattere di abitualità, in via eccezionale e straordinaria, anche ripetutamente nel corso dell’anno , ma sempre per brevi intervalli di tempo

SETTEMBRE 2010

SETTEMBRE 2010 • devono essere svolte esclusivamente a titolo di aiuto, mutuo aiuto,obbligazione morale, • devono essere gratuite, ovvero senza corresponsione di compensi Se il parente o l’ affine che lavora in azienda percepisce una retribuzione anche in natura , rispetta un determinato orario di lavoro e sottostà alle direttive del datore di lavoro il rapporto di lavoro è esattamente come un qualsiasi altro rapporto di lavoro e deve sottostare alle normali ordinarie regole ( assunzione, busta paga ecc). LIBRO UNICO DEL LAVORO • SCADENZA 16 SETTEMBRE 2010 • I datori di lavoro , committenti e soggetti intermediari tenutari devono stampare il Libro Unico del lavoro o, nel caso di soggetti gestori, consegnare copia al soggetto obbligato alla tenuta, riferito al periodo di paga precedente. Il processo avviene mediante stampa meccanografica su fogli mobili vidimati e numerati su ogni pagina oppure su stampa laser previa autorizzazione Inail e numerazione. VERSAMENTI UNIFICATI • SCADENZA 16 SETTEMBRE 2010 • I contribuenti titolari di partita iva devono versare con F24 telematico i seguenti contributi ed imposte: • le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati trattenute dai sostituti d’imposta nel mese precedente; • ritenute d’acconto su redditi di lavoro autonomo; • contributi previdenziali dovuti all’Inps dai datori di lavoro per il periodo di paga scaduto nel mese precedente; • contributi dovuti dai committenti alla gestione separata Inps per collaborazioni coordinate e continuative pagate nel mese precedente. • Contributi previdenziali dovuti dai datori di lavoro agricoli per O.T.I. ed O.T.D. ASSUNZIONI • Tutti i Datori di lavoro titolari di un rapporto di lavoro devono comunicare l’assunzione del lavoratore ai Centri per l’Impiego dove è ubicata la sede di lavoro, con modalità on-line. Il termine per inviare la comunicazione di assunzione scade alle ore del 24 del giorno precedente l’inizio del rapporto di lavoro anche se trattasi di giorno festivo. IL DATORE DI LAVORO DEVE CONSEGNARE AL LAVORATORE COPIA DELLA COMUNICAZIONE PREVENTIVA DI ASSUNZIONE: l’omessa consegna prima dell’inizio della prestazione lavorativa comporta l’applicazione di una sanzione per ogni lavoratore. Casi di urgenza: per esigenze produttive tecnico organizzative o per evitare danni a persone o impianti, l’inoltro può essere effettuato entro cinque giorni dall’instaurazione del rapporto di lavoro, fermo restando l’obbligo di comunicare entro il giorno antecedente, alcuni dati essenziali quali data di inizio della prestazione, generalità del lavoratore e del datore di lavoro. L’assunzione dovrà poi essere comunicata entro il primo giorno utile e comunque non oltre il 5° giorno. CESSAZIONE E TRASFORMAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO • Tutti i datori di lavoro titolari di un rapporto di lavoro devono comunicarne la cessazione e la trasformazione ai Centri per l’Impiego entro i 5 giorni successivi, con modalità on-line. SANZIONI • La mancata osservanza dei termini e delle prescrizioni legati all’assunzione, trasformazione ovvero cessazione di un rapporto di lavoro possono comportare le seguenti sanzioni: • mancata consegna al lavoratore delle dichiarazione di assunzione:sanzione amministrativa pecuniaria pari da euro 250 a euro 1.500 • mancata comunicazione di assunzione:sanzione amministrativa da euro 100 a euro 500; • mancata comunicazione di variazioni del rapporto:sanzione amministrativa da euro 100 a euro 500; • mancata comunicazione della cessazione:sanzione amministrativa da euro 100 a euro 500. ENPAIA – 25 SETTEMBRE 2010 • I datori di lavoro agricolo devono presentare la denuncia contributiva all’Enpaia a mezzo mod. Dipa/01 e DIPA/02 per posta o via telematica degli impiegati occupati nel mese precedente nonché procedere a mezzo Mav bancario o in mancanza, tramite bollettino c/c postale. INPS – 30 SETTEMBRE 2010• DENUNCIA UNIEMENS INDIVIDUALE • Trasmissione telematica denuncia mensile dei contributi previdenziali Inps dei contributi previdenziali Inps dei lavoratori dipendenti e per co.co.co e lavoratori occasionali con reddito annuo oltre € 5.000 (del mese precedente). SICUREZZA SUL LAVORO – A SETTEMBRE CONTROLLI SU TUTTI I TRATTORI (ARCHI E CINTURE) E CARRI DESILATORI• MISCELATORI Le aziende agricole che assumono dipendenti, anche con lavoro accessorio (voucher) sono assoggettate alle norme della sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/2008), adeguamento macchine e attrezzature agricole, nomina Responsabile della sicurezza, nomina addetto primo soccorso e prevenzione incendi, valutazione dei rischi, nomina medico competente, formazione e informazione dipendenti assunti. Anche le aziende senza dipendenti sono ugualmente soggette alle norme sulla sicurezza, limitatamente alla messa a norma di tutte le macchine e attrezzature agricole in particolare trattrici e carri desilatori ( Arco di protezione e Cinture di sicurezza su tutte le trattrici e dispositivi di sicurezza per carri desilatori) e all’utilizzo dei DPI. Le aziende sono invitate a verificare la propria posizione e rivolgersi ai nostri Uffici per una verifica degli adempimenti.

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le pagine del CAP

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LA VOCE DEI

Coltivatori


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SETTEMBRE 2010

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la voce 09-2010  

la voce mese di settembre 2010

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