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LA VOCE DEI

Novembre 2010 Anno LXII N° 10

oltivatori C Periodico della Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza

CARITAS IN VERITATE


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Coltivatori


ANNO LXII - N. 10 -NOVEMBRE 2010

Sindacale del Direttore l’editoriale

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Coltivatori

SOMMARIO

Periodico della Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza

Direzione, Redazione e Amministrazione: FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI DI PIACENZA Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35 Tel. 0523 596511 Fax 0523 596596 E-mail: piacenza@coldiretti.it www.piacenza.coldiretti.it Autorizzazione Tribunale di Piacenza: n. 71 del 24 Aprile 1953 DIRETTORE RESPONSABILE Massimo Albano COMITATO EDITORIALE Antonella Bazzini, Elisabetta Montesissa, Luca Piacenza, Maria Luisa Cassi, Maurizio Maffi, Medoro Rebecchi, Milena Galli HANNO COLLABORATO Cinzia Pastorelli, Dario Panelli, Enrica Gobbi, Nadia Marcotti, Riccardo Piras, don Stefano Segalini PROGETTO GRAFICO & IMPAGINAZIONE Massimo Covati

Sindacale “CARITAS IN VERITATE”..................................................................................................................................2 Prezzo del latte............................................................................................................................................4 Disaccoppiamento.......................................................................................................................................5 Rapporto Agromafie.....................................................................................................................................5 UNCI-Coldiretti Piacenza: Etichettatura subito................................................................................................7 È record per biologico a tavola + 9%............................................................................................................9 Speciale OGM............................................................................................................................................10 GDO e ritardi nei pagamenti........................................................................................................................11 Creditagri Emilia Romagna Informa.............................................................................................................13 “Verdeccellenza”: costituito ufficialmente il club di agriturismi di Terranostra..................................................14 Coldiretti Giovani Impresa: un gesto di amore per la Casa del Fanciullo.........................................................15 Il messaggio di Don Stefano Segalini...........................................................................................................17

X Forum Internazionale - Cernobbio

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Iniziative Coldiretti Il mercato di Campagna Amica alle principali manifestazioni autunnali..........................................................23

Eventi e notizie dal mondo agricolo La Voce della Cattolica...............................................................................................................................24 Pomodoro a chilometro zero: dal seme al prodotto lavorato...........................................................................25 Web marketing per imprese e lavoratrici autonome......................................................................................27

Tecnico FOTO Archivio Coldiretti FOTOCOMPOSIZIONE E STAMPA Grafiche Lama s.r.l.

P.S.R. misure agroambientali......................................................................................................................28 Obbligaotorio etilometro in agriturismo........................................................................................................31 Contributi per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti...........................................................................31 La pagina della sicurezza............................................................................................................................32 I vostri quesiti, a domanda … risposta!.......................................................................................................33

Fiscale - Tributario Il periodico ha una tiratura di 9.500 copie. Viene spedito ai Soci in regola con la quota associativa. Non è in vendita. Titolare del trattamento dei dati personali nelle banche dati di uso redazionale è Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dal Dl.Lgs 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, telefonando al n. 0523 596511, e-mail: piacenza@coldiretti.it

© tutti i diritti riservati

Secondo e/o unico acconto delle imposte 2010...........................................................................................34 Società agricole: regime fiscale opzionale....................................................................................................36 Mutuo per l’abitazione principale.................................................................................................................37

Fiscale – paghe Compensi erogati per incrementi di produttività-lavoro notturno e straordinario..............................................39 VOUCHER: + 16,3 % dipendenti in agricoltura.............................................................................................39

Epaca Indennità di accompagnamento..................................................................................................................41 Speciale assegno continuativo mensile........................................................................................................41

in copertina:

“ CARITAS IN VERITATE ”

NOVEMBRE 2010

Questo numero è stato chiuso in redazione il 10 Novembre 2010

Notizie in breve In breve... novembre 2010 .......................................................................................................................43

Le pagine del Cap Varie ........................................................................................................................................................44

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Sindacale

“CARITAS IN VERITATE” Fraternità, sviluppo economico e società civile

La tavola rotonda dedicata alla Enciclica del Sommo Pontefice, organizzata da Coldiretti Piacenza è stata introdotta dalle canzoni interpretate dai bambini della Casa del Fanciullo. La mattinata si è aperta con un momento di preghiera e con la benedizione degli uffici dell’Organizzazione, da parte del Vescovo di Piacenza – Bobbio Monsignor Gianni Ambrosio “Un’analisi dell’enciclica sotto l’aspetto religioso, economico e istituzionali, ma soprattutto, ha dichiarato il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano durante la sua introduzione, una contestualizzazione all’interno della nostra vita quotidiana. Le attuali dinamiche economiche, caratterizzate da gravi distorsioni richiedono profondi cambiamenti anche nel modo di interpretare l’impresa. Vecchie modalità della vita imprenditoriale vengono meno, ma altre si profilano all’orizzonte. Uno dei rischi maggiori è che l’impresa risponda quasi esclusivamente a chi in essa investe e finisca, così, per ridurre la sua valenza sociale. Inoltre, la delocalizzazione dell’attività produttiva può attenuare nell’imprenditore il senso di responsabilità nei confronti di portatori di interessi, quali i lavoratori, i consumatori, l’ambiente naturale e la più ampia società”. Nel suo saluto di apertura il presidente Luigi Bisi ha sottolineato che “Coldiretti ispira la propria azione alla storia e ai principi della scuola cristiano-sociale, e per questo abbiamo ritenuto importante dedicare un momento di approfondimento all’Enciclica di Papa Benedetto XVI anche

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come occasione per rimotivare ognuno di noi al lavoro che stiamo facendo”. “Caritas in veritate” è la prima Enciclica con cui il Pontefice ritorna sui temi dello sviluppo economico sociale, che furono affrontati con la storica “Rerum novarum” (Leone XIll 1891) e poi da Paolo VI (“Populorum progressio”) e da Giovanni Paolo II (“Sollecitudo rei socialis”). “Tuttavia, ha illustrato il moderatore dei lavori, il Consigliere Ecclesiastico Nazionale di Coldiretti padre Renato Gaglianone, Papa Ratzin-

ger va oltre una visione generale e si collega all’attualità, puntando il dito sulla crisi economica e sulle profonde ragioni che l’hanno causata”. Un tema collegato al’impegno di Coldiretti e il cui approfondimento è stato affidato al Vescovo di Piacenza - Bobbio Monsignor Gianni Ambrosio, che ha voluto iniziare la mattinata con la benedizione degli uffici. “Questo gesto, ha detto il Vescovo, ci aiuta a comprendere il senso della fraternità, che richiama al fatto di essere figli di un unico

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Sindacale

Massimo Albano

Luigi Bisi

padre Renato Gaglianone

Massimo Trespidi

Mauro Tonello

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Padre. E proprio come figli invochiamo la benedizione: in questo senso dobbiamo leggere l’ annuncio di questa enciclica: aiutare l’uomo ad essere se stesso. Che vuole dire essere in relazione orizzontale con i fratelli, come richiamo alla relazione verticale con Dio” . “Attraverso questa Enciclica, il Papa invita a recuperare gli elementi fondamentali di una vita buona, ha proseguito Monsignor Ambrosio, e proprio la “Caritas in veritate” ci aiuta a scoprire la bontà della vita, ma anche a esserne conseguenti, sul piano dell’etica e della morale. Quando mancano questi elementi anche l’attività agricola e industriale alla fine non è a favore dell’uomo, ma causa di mali. C ‘è questo appello che vale per tutti, così come per quel mondo agricolo molto importante che dobbiamo stimare e considerare per l ‘importanza che ha. Oggi è fondamentale rivalutare il mondo agricolo e mettere in giusto risalto quei valori fondamentali, senza cui manca la luce per il nostro cammino e quelle norme perché sia un’attività a favore dell’uomo”. Lo sviluppo, ha chiarito il Vescovo, deve rispondere alla verità delle cose. Se esso avviene contro l’uomo, oppure l’uomo diventa servo della tecnica, vi è una distorsione molto grande. Il messaggio del Santo Padre è in realtà molto fiducioso nell’uomo, nella vita, nella sua bellezza”. Massimo Trespidi, presidente della Provincia ha evidenziato l’importanza della carità nelle relazioni, anche politiche della società, delineando, tuttavia il difficile rapporto tra politica e sviluppo economico attento alle esigenze profonde dell’uomo. “Già in “Populorum Progressio”, l’Enciclica di Paolo VI, ha dichiarato Trespidi, lo sviluppo è definito come nuovo nome della pace. Anzi proprio in questa ottica deve essere compresa la differenza tra avere ed essere, là dove la ricerca dell’avere diventa ostacolo all’essere. E’ evidente il collegamento con Caritas in Veritate, poiché entrambi i documenti contengono un importante insegnamento: Io sviluppo non può essere solo tecnologico. Poiché se è vero che questo sviluppo ha sollevato la società dalla miseria, è altrettanto vero che ha causato distorsioni e problemi drammatici. Infatti lo sviluppo deve investire la totalità della persona: esso rappresenta mezzo e non un obiettivo”. E passando dal concetto di sviluppo a quello di sottosviluppo il presidente della provincia ha ribadito che la mancanza di fraternità è la vera causa del sottosviluppo; anche perchè la carità è una struttura di relazione. Per quanto riguarda la scollatura tra fare politica e amministrare, ha concluso Trespidi, la politica deve adoperarsi perché nascano

Coldiretti Piacenza ha donato un “vinarello piacentino” al Vescovo Ambrosio

all’interno della società le condizioni per amministrare, perché amministrare non è una tecnica ma è saper posare sulla realtà uno sguardo che è indirizzato dalla politica”. Le conclusioni sono state affidate a Mauro Tonello, vicepresidente nazionale di Coldiretti, il quale ha chiarito che i contenuti dei progetti di Coldiretti hanno trovato proprio per la loro valenza sociale grande riscontro nella cittadinanza e nel mondo del consumo. “La nostra Organizzazione, ha sintetizzato Tonello, porta nel proprio statuto un collegamento alla dottrina cristiano sociale della Chiesa; e da parte nostra, abbiamo sempre tenuto conto di questa visione nel proporre i nostri progetti, che puntano a definire un nuovo modello di sviluppo sociale. Coldiretti ha saputo raccogliere molti consensi in tutta la società poiché non si è limitata a proporre percorsi che avvantaggiassero solo il mondo agricolo. Anzi, nel mantenere in vita le famiglie dirette coltivatrici e l’imprenditoria direttamente coinvolta in agricoltura, abbiamo

Monsignor Gianni Ambrosio i bambini della Casa del Fanciullo all’apertura della tavola rotonda

risposto anche ad un esigenza sociale, che era quella di non far morire le vallate e le colline. Inoltre abbiamo spesso contribuito a fare arrivare la voce dei cittadini più vicino a chi deve decidere. Tonello ha anche ricordato l’impegno di Coldiretti affinché vengano messe regole rigide, ma rispettose delle società attraverso le quali aiutare anche quelle più in difficoltà. E sulle questioni morali si è inserito anche l’ultimo richiamo del vice presidente nazionale: “la nostra Organizzazione dovrebbe eleggere a su o tutore Sant’Agostino, il quale diceva che bisogna anche “indignarsi”: noi ci siamo indignati molto e comunque ogni volta che è stato e si renderà necessario per fare diventare più a misura d’uomo il rapporto con il mondo del consumo e allo stesso tempo per tutelare gli interessi dell’agricoltura che poi coincidono con gli interessi dei consumatori e dell’intera società”.

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Sindacale

Prezzo del latte: l’accordo Confagricoltura Lombardia e Italatte blocca l’aumento mentre salgono parmigiano e grana

2010

2009

Lo scorso 11 ottobre la borsa merci di Milano ha quotato il grana Padano (le quotazioni reali sono superiori a quelle rilevate dalla borsa merci di stagionato 9 mesi all’ingrosso a 7.20 euro al chilo, con un aumento netto Milano). Quello stesso Grana Padano che, un anno fa, hanno prodotto di 10 centesimi; il Parmigiano Reggiano ha avuto un analogo aumento pagando il latte all’allevatore 29 centesimi al litro (poi salite a 0.31 euro a di 10 centesimi: lo stagionato 12 mesi vale ora 9.70 euro al chilo. Per seguito dell’accordo con Coldiretti Brescia). la produzione di questi due grandi formaggi Dop vengono utilizzati ogni Ma l’accordo stipulato dalla Confagricoltura lombarda e Italatte ha letanno circa 40 milioni di quintali di latte italiano, circa il 40% del totale di teralmente bloccato ogni possibile e legittimo aumento; è noto come latte nazionale. quell’azienda - pur trattando prodotti diversi dal Grana Padano - è leader Abbiamo provato a fare un’analisi comparata del prezzo all’ingrosso del in Assolatte. E Assolatte, ovviamente, ha bloccato ogni possibile trattativa Grana Padano stagionato da almeno 9 mesi, quotato a Milano, e del prezzo sul prezzo del latte almeno fino a dicembre (con buona pace degli alledel latte venduto dagli allevatori vatori). Latte Latte Grana Burro ad industrie casearie che produPensiamo sia arrivato il moPrezzo Prezzo Padano Prezzo alla stalla obiettivo cono quel formaggio. A fianco all'ingrosso mento di dare la spallata ad un Prezzo all'ingrosso /litro /litro /kg /kg abbiamo messo il prezzo-obietsistema ingessato sull’interestivo con cui il latte poteva essere Ottobre 5,63 2,875 0,31 se di pochi, che oltretutto non remunerato in virtù di alcuni Novembre 5,92 3,040 0,31 0,34 / 0,35 hanno a cuore il destino della calcoli che tengono conto - oltre Dicembre 6,03 3,050 0,31 produzione italiana e del Made che del valore del Grana Padain Italy, nonostante proprio graGennaio 2,850 0,33 6,03 no - anche di quello del burro zie a questo abbiano prosperato Febbraio 2,700 6,11 0,31 e del siero, della resa media in senza pensare allo sviluppo del Marzo 2,700 6,22 0,31 0,37 / 0,40 formaggio e burro, del costo di settore lattiero caseario. Aprile 2,788 6,30 0,31 raccolta, lavorazione, stagionaCi rimane una sola strada per Maggio 3,210 6,33 0,31 tura e degli oneri finanziari. uscire da questa situazione: inGiugno 3,350 6,48 0,33 Abbiamo circoscritto l’analiserirci a testa alta in una filiera Luglio 3,400 6,61 0,37 si alla provincia di Brescia - la più corta, più agricola e firmata Agosto 3,413 6,72 0,37 prima in Italia per latte prodagli stessi allevatori italiani. È Settembre 3,463 6,85 0,37 0,42 / 0,46 dotto - riferendo i valori ad un arrivato il momento dei fatti, e Ottobre 3,500 7,20 0,37 anno solare: da ottobre 2009 di fare l’appello di chi condivide ad ottobre 2010. In base a queil nostro progetto per costruire sta analisi (vedi tabella sotto) il latte potrebbe oggi venir comodamente finalmente un sistema che valorizzi la filiera italiana e che trattenga valore pagato 43/44 centesimi, visto il considerevole guadagno degli industriali per allevatori e territori italiani. del Grana Padano che attualmente stanno vendendo a 7.50 euro il chilo

Albano (Coldiretti Piacenza): “auspichiamo un accordo con gli industriali per fissare un prezzo piacentino del latte” “E’ una situazione in continuo movimento, commenta il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano, soprattutto in riferimento alla nostra provincia, con il 92% del latte destinato a Grana Padano. Un ulteriore indice da prendere in considerazione è quello del latte spot (quello venduto al di fuori dei normali contratti), che sulla base delle rilevazioni sulle piazze di Lodi e Verona Massimo Albano oscilla fra 43,30 e 43,82 centesimi al litro (elaborazione Clal su dati Camere di Commercio). Questi valori sono influenzati anche da un calo di produzione in paesi extra Unione Europea come la Nuova Zelanda e l’Australia, a causa di intense perturbazioni”. “L’analisi, continua Albano, evidenzia un mercato fortemente influenzabile che non consente alle nostre aziende e

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all’industria di effettuare una programmazione a lungo termine. Proprio per mettere fine a questa guerra del latte, auspichiamo che a Piacenza si possa determinare un prezzo di riferimento locale, attraverso una forte sinergia tra produttori e industria. Il territorio piacentino si caratterizza per allevatori di altissima professionalità; così come i “nostri” industriali del latte sono fortemente legati allo sviluppo economico del territorio provinciale, a differenza delle multinazionali che considerano il latte italiano unicamente come merce di scambio o peggio ancora di speculazione, a danno dei consumatori”. Stipulare un accordo quadro per un prezzo piacentino del latte eviterebbe, pertanto, di essere continuamente in “balia” di un mercato fortemente instabile, che non porta vantaggi né al mondo della trasformazione e tanto meno agli allevatori. “Le nostre stalle, che producono oltre duemilioni di litri di latte, conclude Albano, rischiano di chiudere ed occorre un atteggiamento responsabile che presupponga un maggior equilibrio nella valorizzazione, anche economica, della filiera e dei prodotti italiani che per essere tali devono essere fatti con il latte italiano e non certo con “materie prime” o simili che arrivano dall’estero”.

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Sindacale

Col DISACCOPPIAMENTO dal 2011 non sarà obbligatorio coltivare pomodoro La scelta di coltivare pomodoro, con il disaccoppiamento totale, diventa solo e soltanto una scelta imprenditoriale dettata da condizioni economiche e produttive favorevoli; non deve essere una scelta ispirata da false informazioni. Non si sono ancora esauriti i problemi e i clamori della campagna del pomodoro da industria 2010, che già c’è chi sta lavorando per “impostare” la campagna 2011. Dopo aver ritardato l’invio dei mezzi di trasporto per il pomodoro, aver tagliato le quantità, aver dimezzato il prezzo del prodotto (fino ad arrivare a livelli cinesi), qualcuno ha già messo le mani avanti per cercare di condizionare le libere scelte delle imprese agricole, raccontando fandonie sugli obblighi previsti per la campagna 2011. Quella in corso, è stata l’ultima campagna del regime parzialmente accoppiato. Con la riforma dell’Ocm Ortofrutta, l’Unione europea ha deciso di disaccoppiare totalmente l’aiuto del pomodoro da industria, lasciando però ai singoli Stati membri la possibilità di scegliere un periodo di disaccoppiamento parziale (questa la scelta dell’Italia). Così, per tre anni - dal 2008 al 2010 - i produttori storici di pomodoro, titolari dopo l’assegnazione da parte di Agea dei titoli conseguenti alle superfici coltivate negli anni di riferimento, hanno percepito il 50% del valore dell’aiuto disaccoppiato, a prescindere che coltivassero o meno pomodoro, mentre il restante 50% è stato suddiviso (91,98

milioni di euro complessivamente) tra coloro che hanno coltivato pomodoro da industria, anche se non produttori storici. Dal 2011 cessa il periodo transitorio di disaccoppiamento parziale, inizia il disaccoppiamento totale con l’attribuzione del premio ai produttori storici in forma totalmente disaccoppiata, ovvero indipendentemente dalla coltivazione del pomodoro. In sostanza i titoli sono già stati assegnati nel 2008 e, come avviene per il premio unico, possono essere utilizzati sui terreni eleggibili, senza obbligo di una coltivazione in particolare. Quindi non è vero che è obbligatorio coltivare pomodoro per avere l’aiuto. Ma a chi conviene mettere in giro queste voci? A coloro che nel 2010 hanno speculato sui produttori di pomodoro e che hanno paura, nel 2011, di non avere più il pomodoro su cui fare affari, siano essi industriali poco corretti, mediatori senza scrupoli oppure Op di carta. Coltivare pomodoro non è obbligatorio e, men che meno, stipulare contratti o avere rapporti con chi si è dimostrato poco serio nel corso del 2010.

Rapporto AGROMAFIE Un terzo degli alimenti made in Italy viene da campi all’estero Circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati, per un valore di 51 miliardi di euro di fatturato, deriva da materie prime importate, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy, in quanto la legislazione lo consente, nonostante in realtà esse possano provenire da qualsiasi punto del pianeta. E’ quanto emerge dalle anticipazioni del rapporto sulle agromafie Coldiretti/Eurispes presentato nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio. Secondo il rapporto Coldiretti/Eurispes la presenza di una legislazione ambigua che consente di fatto di etichettare come Made in Italy materie prime agricole importate dall’estero lascia ampi spazi di opacità che favoriscono l’illegalità. Nel 2009 sono stati importate 30 milioni di tonnellate di prodotti agroalimentari, con un aumento del 50 per cento negli ultimi 15 anni. Numerosi sono gli elementi che destano curiosità e preoccupazione che emergono dalle analisi sul commercio estero nel 2009 rese note per la prima volta nel rapporto Coldiretti/Eurispes: sono state importate in Italia 161.215 tonnellate di pomodori preparati o conservati di cui: il 52,9 per cento proviene dalla Cina, destinate per il 98,6 per cento del totale alla sola provincia di Salerno, patria del mitico San Marzano. Ma l’Italia ha anche importato dall’estero circa 70.500 tonnellate di vini di uve fresche, per la quasi totalità provenienti dagli Stati Uniti e solo marginalmente dalla Repubblica Sudafricana, Cile e altri paesi, destinati per il 94,8 per cento alla provincia di Cuneo, nota nel mondo per i grandi rossi Made in Italy. Allo stesso modo sono state importate 4.983 tonnellate carne suina proveniente per il 91% dal Cile e destinato per l’87,4 per cento alle sole province di Milano e Modena (dove, come è noto, si confezionano prosciutti “italiani”. Con il termine “agromafie” si intende indicare la presenza e gli interessi delle associazioni criminali mafiose nelle attività economiche del comparto agricolo, come segnalato dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) nella propria relazione semestrale al Ministero dell’Interno (anno 2009). Nelle attività agro mafiose assume una forte rilevanza il riciclaggio dei proventi delle attività criminali più note, che viene effettuato anche penetrando nel tessuto imprenditoriali sano attraverso

NOVEMBRE 2010

l’assunzione di posizioni chiave nei mercati al fine di influenzarne e distorcerne le dinamiche a danno delle imprese che operano nella legalità e dei consumatori. La proposta di legge in corso di approvazione al Parlamento che introduce l’obbligo di indicare nell’etichetta dei prodotti alimentari trasformati anche il “luogo di coltivazione e allevamento della materia prima agricola prevalentemente utilizzata nella preparazione o nella produzione dei prodotti” contribuisce a restringere il campo delle attività che, pur essendo di per sé lecite, possono attrarre più facilmente altri interessi criminali. Dai numeri dell’attività dei Nuclei Antisofisticazioni nel settore agroalimentare, emerge che nel primo semestre di quest’anno le confezioni di cibo sequestrate e ritirate dal commercio ammontano a oltre 10 milioni, con un aumento record del 40 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009, quando a finire nel mirino dei militari dell’Arma erano stati 7,2 milioni di pezzi. Aumenta anche il valore del cibo sequestrato che sale a 71 milioni di euro (+4 per cento), così come le strutture irregolari sottoposte a sequestro (+23 per cento) o chiuse per motivi di salute pubblica (+18 per cento). Rispetto allo scorso anno sono state inoltre effettuate oltre 18mila ispezioni (+ 20 per cento), mentre sono restate sostanzialmente stabili le infrazioni penali e le amministrative. Sono invece diminuiti gli arresti (da 32 a 11), ma non le denunce (+10 per cento) e le segnalazioni all’autorità giudiziaria (+ 26 per cento). “In Italia si scoprono le frodi perché si fanno più controlli, ha commentato il presidente della Coldiretti Sergio Marini, tanto che si stima vengano effettuati più di un milione di verifiche ed ispezioni sugli alimenti tra le diverse forze dell’ordine e gli organismi pubblici e privati nel corso di un anno”. Tra i casi più “scottanti” seguiti dai Nas nel corso del 2010 c’è sicuramente quello delle mozzarelle blu, il formaggio a pasta filata tedesco contaminato dal batterio Pseudomonas fluorescens e venduto con nomi italiani come Malga Paradiso, Fattorie Torresina e Monteverdi, ingannando i consumatori e causando gravi danni di immagine per gli allevatori italiani. Dopo il ritrovamento dei latticini colorati in varie città i carabinieri hanno sequestrato una tonnellata di mozzarelle prodotta in Germania, sulle quali è stata aperta una inchiesta con indagati in Italia e all’estero.

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UNCI-Coldiretti Piacenza:

ETICHETTATURA SUBITO Crotti: “il mercato, l’economia e la società non ci consentono di perdere altro tempo; il provvedimento è urgentissimo e non possiamo più aspettare!”

L’obbligo di indicare l’origine dei prodotti agricoli impiegati negli alimenti è una importante misura di trasparenza per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli con la corretta informazione. Dopo il via libera della Camera alle norme che prevedono tale obbligo, commenta il presidente di Unci-Coldiretti Piacenza Marco Crotti, un importante risultato è arrivato anche dall’Unione Europea, infatti il commissario all’agricoltura Dacian Ciolos ha annunciato che intende proporre, il prossimo otto dicembre al Consiglio dei ministri dell’Ue, ‘’un nuovo quadro giuridico per introdurre l’etichettatura obbligatoria d’origine in tutti i settori’’ agricoli. L’avvio della discussione è un importante avanzamento nella battaglia di sempre della Coldiretti. E’ importante sottolineare continua Crotti, che questi passi in avanti devono raggiungere velocemente il traguardo finale, ossia

è necessario introdurre definitivamente e per tutti i prodotti l’obbligo dell’indicazione dell’origine, unico strumento per valorizzare davvero il made in Italy. Ognuno dei soggetti, dalle istituzioni agli enti, alla politica deve fare la propria parte, perché purtroppo l’economia ha tempi diversi: il mercato non aspetta! E ciascuno di noi deve rendersi conto che ogni giorno che passa “perdiamo concretamente dei pezzi”. Unci-Coldiretti rappresenta strutture economiche e purtroppo finchè non arriva definitivamente la norma, il danno economico è notevolmente ingente. “Esprimiamo pertanto grande apprezzamento al lavoro della Camera, prosegue Crotti e ringraziamo i deputati della Commissione Agricoltura e gli altri parlamentari che, con un voto bipartisan, hanno bene interpretato gli interessi generali approvando la norma nonostante le tante pressioni delle lobby che ci sono state e che, purtroppo, ancora ci saranno prima della piena applicazione; ulteriormente positiva l’iniziativa del commissario europeo in risposta anche ai nuovi indirizzi che vengono dal parla-

Marco Crotti

mento europeo. Risultati, conclude il presidente di UnciColdiretti Piacenza, finalizzati a raggiungere il traguardo definitivo, in tempi rapidi, indispensabile non solo per l’agricoltura ma per l’intera società.

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Dall’esperienza di Cariparma “Progetto Agricoltura”: € gli investimenti, i finanziamenti e la protezione 5.000.000 I NN per chi opera nel settore agricolo. in 20 A Le aziende agricole sono oggi inserite in un contesto competitivo caratterizzato da radicale trasformazione, con ruoli che tendono ad abbracciare tutta la filiera produttiva. In un simile scenario diventa sempre più impegnativo crescere, obiettivo che può essere raggiunto solo attraverso la scelta mirata di partner affidabili e professionali. Con una storica vocazione per il mondo dell’imprenditoria agricola e una forte prossimità territoriale, “cariparma ha assunto da tempo” un ruolo particolarmente attivo nel sostenere il comparto agricolo, offrendo servizi e iniziative rivolte a tutti i soggetti operanti nelle filiere produttive come latte, orto frutta, carne, cereali e riso, vino, olio, florovivaismo, agriturismo. Solo grazie a questo forte knowhow e a confronto con le realtà rappresentative del comparto Cariparma ha messo a punto “Progetto Agricoltura”, il pacchetto di soluzioni pensate per dare risposte concrete agli operatori del settore. E’ questo il caso di “Conto Agricoltura”, che a soli 9 euro al mese offre: • Operazioni illimitate • Spese liquidazione interessi • Libretti assegni • Domiciliazione utenze in conto • Carta Bancomat con chip (fino a 3 carte) • Prelievi illimitati presso tutti gli sportelli Cariparma • Prelievi illimitati presso tutti gli sportelli Crédit Agricole in Francia e Grecia • Servizio Nowbanking Piccole Imprese per gestire i rapporti bancari e finanziari in modo veloce, 24 h su 24. In più la CartaSi Business gratuita, se utilizzata per almeno 5.000 euro all’anno. “Progetto Agricoltura” propone poi una ricca gamma di finanziamenti, adatti a soddisfare le esigenze più diversificate dell’impresa agricola: - Finanziamenti per liquidità aziendale - Anticipo Contributi, annuale e pluriennale - Medioprestito Agrario per il miglioramento delle strutture e della produttività dell’azienda - Finanziamento Viticoltura per il reimpianto di vigneti, realizzazione di nuovi impianti, adeguamento di cantine e impianti di trasformazione - Finanziamenti Energia da fonti rinnovabili, per la realizzazione di impianti di energia elettrica attraverso l’uso di fonti rinnovabili (fotovoltaico, bio gas, eolico…) - Credito Impresa Intermedio Macchinari Agricoli, per l’acquisto di macchine nuove o usate - Mutuo Imprenditoria Giovanile per l’acquisto di proprietà o subentro nell’azienda di famiglia - Finanziamenti chirografari e ipotecari P.S.R. 2007/2013 - FinanziamentoAgricoltura Multifunzionale (mercati contadini “farmer market”, distributori latte, vendita, agiasili) - Anticipo sui prodotti, con scoperto di conto corrente per lo smobilizzo dei crediti Grazie all’ampiezza della sua gamma, “Progetto Agricoltura” si rivolge a tutta la filiera produttiva e ai singoli comparti coinvolti, proponendo soluzioni mirate per il passaggio generazionale, il miglioramento delle strutture e della produttività, l’ampliamento e l’ammodernamento delle strutture, la specializzazione colturale, dotazioni e attrezzature, manipolazione e trasformazione, commercializzazione sui mercati nazionali e internazionali, nonché promozione, certificazioni qualitative e tutela del territorio. Al tempo stesso, presta molta attenzione alle filiere bioenergetiche e alla realizzazione di impianti finalizzati alla produzione di energia pulita, come il fotovoltaico e il bio gas, oltre a rivolgersi a coloro che svolgono attività complementari come agriturismo, ricettività, ospitalità, promozione e salvaguardia territoriale e del patrimonio rurale e forestale, degustazione di prodotti. Con il suo profilo, “Progetto Agricoltura” rappresenta uno strumento efficace e completo per consentire alle imprese agricole di oggi di poter contare su validi strumenti di credito e su un servizio di consulenza personalizzato per vincere la competitività all’interno di un sistema ormai globalizzato, dove l’investimento in tecnologia innovativa permette alle imprese di abbattere i costi di produzione e affrontare la sfida sui mercati mondiali.

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Sindacale

E’ RECORD PER BIOLOGICO A TAVOLA

+ 9% Con un aumento record del 9 per cento negli acquisti familiari i prodotti biologici trainano la ripresa sulle tavole degli italiani nel 2010. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Ismea AcNielsen sugli acquisti domestici di prodotti confezionati nel primo semestre del 2010, nel sottolineare che le migliori performance si registrano nei prodotti per l’infanzia (+31 per cento), per il pane e i sostituti (+19 per cento) e per i prodotti per la prima colazione (+17 per cento). Ad aumentare sono pero’ tutte le diverse categorie di prodotto come il miele (+14 per cento), i lattiero caseari (+11 per cento), gli olii (+10 per cento) le uova (+8 per cento), la pasta e il riso

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(+8 per cento) e le bevande (+6 per cento). In Italia, sottolinea la Coldiretti, il biologico sviluppa un giro di affari stimato in 3 miliardi di euro attraverso vendite al dettaglio in negozi specializzati, supermercati, vendite dirette delle aziende agricole e mercati degli agricoltori di campagna Amica verso i quali si registra un interesse crescente, per la mancanza di intermediazione che garantisce il miglior rapporto prezzo/ qualità. Nel 2009 si è verificato, continua la Coldiretti, l’aumento del 32 per cento delle aziende agricole dove è possibile acquistare direttamente (2.176), del 22 per cento degli agriturismi e il boom

dei mercati degli agricoltori evidenziati da Biobank, che confermano la forte crescita di un segmento della popolazione che non si accontenta di acquistare biologico, ma che vuole conoscerne anche la provenienza. Di fronte a questa esigenza occorre anche intervenire con misure di trasparenza per riconoscere la produzione nazionale introducendo al piu’ presto il marchio del biologico italiano, come previsto dal regolamento comunitario, per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli sulla reale origine del prodotto acquistato. L’Italia ha la leadership in Europa per numero di operatori certificati impegnati nella filiera dell’agricoltura biologica e resta leader europeo per ettari di superficie coltivati secondo il metodo biologico (escludendo i boschi e i pascoli gestiti in biologico, in cui la Spagna primeggia), secondo i dati del SINAB divulgati dal Ministero delle Politiche Agricole al Sana. Nelle regioni del nord sono concentrate la maggior parte delle imprese di trasformazione (con il primato dell’Emilia Romagna e della Lombardia). I principali orientamenti produttivi del biologico italiano riguardano, in ordine di importanza: i cereali, l’olivo, la frutta (compresa quella in guscio), la vite, gli agrumi e gli ortaggi.

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speciale OGM

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UN MILIONE DI FIRME PER UNA MORATORIA SUGLI OGM Più di un milione di cittadini dell’Unione europea hanno firmato una petizione per una moratoria sull’approvazione di organismi geneticamente modificati fino a quando non saranno apportate modifiche per rafforzare il sistema di autorizzazione dell’Ue. Nel dettaglio la raccolta di firme, promossa da Greenpeace e Avaaz, chiede al Presidente dell’Esecutivo comunitario, José Manuel Barroso, “una moratoria sull’introduzione di colture geneticamente modificate in Europa e di istituire un organismo etico e

scientifico indipendente per effettuare ricerche sull’impatto degli Ogm e determinare il loro regolamento”. In risposta alla richiesta, i funzionari della Dg Sanco e il portavoce del Commissario della salute e delle politiche dei consumatori John Dalli hanno segnalato che la Commissione “si è impegnata a studiare con attenzione gli argomenti presentati dai firmatari della petizione”.

MAMME AUSTRALIANE CONTRO GLI OGM NEI PRODOTTI PER L’INFANZIA In Australia un gruppo di mamme hanno dato vita ad una massiccia azione di protesta davanti ad alcuni supermercati di Sidney e Melbourne, dopo aver appreso la notizia che una linea di prodotti per l’infanzia era contaminata con materiali geneticamente modificati. In entrambe le città le attiviste hanno dato vita ad un vero proprio sit-in, chiedendo al Governo che tutti i prodotti contenenti Ogm siano etichettati e quindi riconoscibili dai consumatori, come previsto dalla legislazione australiana.

L’azione è stata innescata da alcuni studi dai quali emergeva che in alcune delle più note marche di prodotti per l’infanzia erano contaminate da prodotti Ogm. Le marche incriminate e trovate positive sono la “S-26 Soy” (un prodotto per sostituire il latte materno) e il Karicare Food Thickener mentre altri prodotti hanno passato i test (Nestle Nan Pro; Heinz Nurture Toddler; Novolac Stage 1; Novolac Colic; e Pediasure Milk Drink).

COLDIRETTI, CINA RESPINGE MAIS PROVENIENTE DA USA (ANSA) - ROMA, 2 NOV - La Cina ha respinto una spedizione di mais proveniente dagli Stati Uniti dopo aver verificato che risultava contaminato con Organismi Geneticamente Modificati non approvati. Lo comunica in una nota la Coldiretti sulla base della decisione assunta dal dipartimento cinese sulle quarantene relativa ad un cargo contenente mais statunitense. Le analisi effettuate - precisa la nota - hanno individuato la presenza di mais MON89034 non approvato dal ministero dell’Agricoltura del gigante asiatico che sulla base delle norme vigenti ha deciso di respingere il carico. La decisione - sottolinea la Coldiretti - è stata assunta nonostante la forte carenza di produzione interna abbia fatto salire notevolmente i prezzi del mais in Cina e reso necessario aumentare le importazioni che sono state le più alte degli ultimi dieci anni. Si tratta - conclude la Coldiretti - di una ulteriore dimostrazione della volontà di un numero crescente di paesi di respingere le provocazioni e le forzature (consapevoli o meno), attuate con la coltivazione o il commercio di ogm illegali, come è già avvenuto recentemente in Italia per il mais o in Svezia per la patata biotech non autorizzati con le decisioni di distruggere i raccolti.

GALAN,TRA ZAIA E VERONESI MI FIDO PIU’ DI VERONESI (ANSA) - FIRENZE, 27 OTT - Nessuno scontro con altri, ‘’io la penso diversamente da altri e la penso sempre nello stesso modo: credo che la ricerca non si possa fermare’’. Così ha risposto il ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan, parlando a margine di un convegno organizzato da Agriventure nella sede della Banca Cr Firenze, a chi gli chiedeva se continuavano gli scontri con il suo predecessore Luca Zaia sugli ogm. ‘’Io intendo sperimentare dopo di che decideremo se vanno bene o no. Ma le opposizioni ideologiche, il no preconcetto, ha proseguito, non mi piace. Insomma tra quello che dice il mio predecessore e quello che dice il professor Veronesi mi fido di più di quello che dice il professor Veronesi’’. Parlando con i giornalisti Galan ha ribadito come ‘’tutta la storia dei prodotti alimentari’’ sia una storia ‘’di ricerca, di modifica genetica per avere prodotti migliori’’. ‘’Nessuno dei prodotti che mangiamo e’ uguale a quello che mangiavano i nostri genitori, nessun prodotto che utilizziamo, ha concluso il ministro, e’ uguale a quello che usavano i nostri nonni. Le modifiche genetiche ci sono sempre state, il problema e’ come ottenerle, quale sia il limite dall’incaglio sulla stessa specie che effettuavano i nostri contadini e il bombardamento nucleare, sul quale nessuno dice ma che si pratica e che ha dato origine a moltissime nuove specie, alla ricerca scientifica, agli ogm’’.(ANSA).

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

GDO

e ritardi nei pagamenti

La legge va rispettata! Il tema dei tempi di pagamento è sempre stato scottante, anche prima della crisi economica. Per risolvere una patologia del mercato particolarmente evidente nel nostro Paese (con pagamenti ben oltre i 100 giorni), il legislatore nazionale – grazie anche al deciso pressing di Coldiretti – era intervenuto con il decreto legislativo n.231 del 2005, che definisce in 60 giorni i termini di pagamento per i prodotti deperibili. Purtroppo la posizione dominante della grande distribuzione è tale da far sì che nessuno chieda il rispetto del termine di legge e tutti accettino tempi di pagamento più lunghi, pur di conservare il cliente e l’accesso agli scaffali. Il problema è ancora più evidente nel caso di processi produttivi particolarmente brevi, come quelli di certi ortaggi, dove si può arrivare al paradosso di aver sostenuto più cicli produttivi, senza che sia stato ancora pagato il primo prodotto consegnato. Tutto questo mentre la grande distribuzione incassa subito, (il consumatore paga immediatamente alla cassa), ma liquida i fornitori con tempi biblici. Nella sostanza gli imprenditori agricoltori sono diventati la “banca” della grande distribuzione; anzi, sono meglio di una banca perché non fanno pagare gli interessi sulle somme dovute. Il 20 ottobre il Parlamento europeo ha votato a favore di una nuova direttiva finalizzata a lottare contro i ritardi di pagamento, (come si può leggere nel box a fianco), l’accordo deve essere ora formalmente adottato dal Consiglio in forma di direttiva. Ma il problema non è la mancanza di una legge. La legge già esiste, si tratta solo di chiederne l’applicazione e non utilizzare i termini di pagamento come elemento di competizione tra le imprese.

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“Ritardi nei pagamenti” il Parlamento europeo approva il limite di

30 giorni Nella fase finale di adozione della direttiva relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, il Parlamento europeo in seduta Plenaria ha votato a favore di un limite generale per i pagamenti di fatture per beni e servizi. La direttiva tutelerà meglio gli interessi dei creditori, che sono nella maggior parte dei casi Pmi, pur nel pieno rispetto dell’autonomia contrattuale. Tale limite è stato fissato a 30 giorni per i pagamenti di fatture per beni e servizi e, nelle relazioni “business to business”, sarà possibile estendere tale limite a 60 giorni, solo se le parti sono d’accordo e se previsto espressamente dal contratto. L’estensione è possibile anche oltre i 60 giorni se “espressamente concordata” col creditore nel contratto di vendita e se non risulta essere “fortemente ingiusta” nei confronti dello stesso creditore. Inoltre ,in merito ai tassi d’interesse e periodi di verifica, il Parlamento ha votato a favore di un tasso d’interesse legale pari almeno l’8%. Il creditore avrà anche il diritto di ottenere dal debitore una somma di almeno 40 euro per coprire i costi di recupero del debito. L’accordo approvato deve ora essere formalmente adottato dal Consiglio. La nuova direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sul Gazzetta ufficiale dell’Ue. La direttiva andrà recepita negli ordinamenti nazionali entro ventiquattro mesi dalla sua adozione.

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Sindacale

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Accordo tra INTESA SANPAOLO e CREDITAGRI COLDIRETTI 1,5 MILIARDI DI EURO PER SOSTENERE CRESCITA E SVILUPPO DELLE IMPRESE AGRICOLE E AGROALIMENTARI; OLTRE 1,5 MILIONI DI ASSOCIATI INTERESSATI DALL’ACCORDO; MORATORIA SU MUTUI E LEASING, RINVIO DELLE SCADENZE A BREVE TERMINE; RICAPITALIZZAZIONE DELLE IMPRESE Intesa Sanpaolo e CreditAgri Coldiretti, associazione che raggruppa i Confidi e le società di mediazione creditizia operanti a livello regionale e interregionale nell’ambito del Sistema Coldiretti, al quale fa riferimento la maggioranza assoluta delle imprese agricole italiane, hanno firmato, durante il recente Forum di Cernobbio, un importante accordo che mette a disposizione da parte del Gruppo bancario un plafond complessivo di 1,5 miliardi di euro destinato alle imprese associate al sistema Coldiretti. L’accordo, che si rivolge agli oltre 1,5 milioni di associati, è stato firmato da Corrado Passera, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, e dal presidente Coldiretti Sergio Marini ed è finalizzato a sostenere le imprese del settore agricolo e agroalimentare garantendo continuità del credito, liquidità per la gestione ordinaria, soluzioni di investimento a favore dello sviluppo produttivo, finanziamenti per la ricapitalizzazione e opzioni di flessibilità per le scadenze dei crediti. alla presentazione Obiettivi individuati e perseguiti, nell’ambito della già efficace collaborazione tra il Gruppo bancario e CreditAgri, anche grazie alla creazione di un canale diretto tra azienda e banca con il supporto delle strutture territoriali della Coldiretti. CreditAgri, dopo un processo di fusione tra tutti i Confidi agricoli di espressione Coldiretti, si avvia a diventare a partire dalla fine di novembre 2010 un unico Confidi nazionale in possesso dei requisiti previsti dalla Banca ‘Italia per trasformarsi in Confidi 107 o Banca di garanzia per il settore agroalimentare. “L’accordo è un importante passo in avanti nel nostro progetto per una Filiera Agricola tutta Italiana al quale assicura un volano finanziario determinate per sostenerne lo sviluppo nelle diverse aree di intervento, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare la scelta lungimirante di contribuire ad un progetto concreto in grado di dare futuro all’agricoltura italiana,

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valorizzandone le distintività ed il legame con il territorio, con l’offerta di prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori tramite la più estesa rete commerciale nazionale che coinvolge i mercati di campagna amica, i punti di vendita delle cooperative, i consorzi agrari, agriturismi e aziende agricole, ma coinvolgerà anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intenderà partecipare”. “Oggi con CreditAgri Coldiretti firmiamo un accordo che ribadisce il nostro incitamento a fare sistema, perché vogliamo spingere le pmi a credere nella ripresa e a tornare a crescere con il nostro supporto, ha commentato Corrado Passera, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo. “L’obiettivo di questo accordo è di coniugare le forze per agevolare le imprese sul fronte dei finanziamenti e della patrimonializzazione. Ci auspichiamo che segnali come questo possano incoraggiare ciascuna delle nostre imprese a recuperare terreno, a innovare, a internazionalizzarsi. Il nostro impegno, continua Passera, è di studiare tutte le soluzioni utili per uscire dalla crisi, rafforzando la competitività di questo settore strategico per la nostra economia e favorendo così il rilancio della crescita economica del nostro Paese”. L’accordo tra CreditAgri Coldiretti e Intesa Sanpaolo è un impegno ad accompagnare le aziende agricole e agroindustriali in un percorso di recupero di solidità e liquidità attraverso interventi finanziari mirati, e la disponibilità di un ampio plafond per le imprese associate in tutta Italia, grazie alla presenza capillare sia delle strutture territoriali di Coldiretti, presente sul territorio con 19 federazioni regionali, 97 federazioni provinciali e interprovinciali, oltre 724 uffici di zona, sia delle 21 banche della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo presenti nel Paese con 5.700 filiali. L’accordo pone una particolare attenzione agli interventi finanziari per favorire lo svi-

luppo produttivo, il rafforzamento del patrimonio, il capitale circolante, il riequilibrio finanziario e individua gli strumenti di finanziamento disponibili e le soluzioni assicurative a tutela dei finanziamenti e copertura del rischio sui crediti commerciali. Nell’ambito dell’accordo sono state individuate quattro aree di possibile intervento e relativi strumenti, con soluzioni appositamente studiate con Intesa Sanpaolo per gli associati Coldiretti: • sviluppo produttivo - sostegno finanziario per investimenti a medio-lungo termine per l’acquisto e la realizzazione di macchinari e attrezzature agricole, impianti fotovoltaici, ammodernamenti, manutenzione e ristrutturazione, riordino fondiario. • rafforzamento patrimoniale - finanziamenti della durata massima di cinque anni (con estensione fino a 10 in presenza di garanzie reali) a fronte dell’impegno delle PMI a migliorare la propria struttura patrimoniale entro un dato periodo e di importo correlato all’aumento di capitale effettivamente sostenuto. • capitale circolante e riequilibrio - finanziamenti di credito agrario (durata massima 18 mesi) e prestiti agrari di gestione che consentono alle imprese agricole di fare fronte alle esigenze di liquidità per anticipo di contributi di vario genere, spese di gestione, per servizi, distribuzione e promozione commerciale, ed esigenze creditizie connesse al riequilibrio finanziario. • flessibilità finanziamenti - rinvio del pagamento delle quote capitale delle rate di mutui o leasing in essere alla data del 3/08/2009 per un massimo di 12 mesi dalla richiesta per le PMI che presentino una situazione economica, finanziaria, patrimoniale e organizzativa che possa garantire la continuità aziendale. Proroga fino a 270 giorni delle scadenze dei crediti a breve termine relative ad anticipazioni su crediti certi ed esigibili.

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Sindacale

“Verdeccellenza”: costituito ufficialmente il club di agriturismi di Terranostra Per un turismo in campagna di qualità e benessere E’ pronto al via il consorzio per le vacanze verdi in Emilia Romagna. E’ stato infatti costituito ufficialmente “VerdEccellenza”; promosso da Terranostra, il consorzio raggruppa imprese agrituristiche che si sono dotate di un disciplinare orientato a fornire un servizio di qualità, che prevede da un lato di ridurre al minimo l’impatto ambientale e dall’altro di valorizzare la cultura, le tradizioni e le bellezze naturali del territorio. Le iniziative riguardanti la formazione delle aziende sono partite proprio da Piacenza, con un incontro il mese scorso, presso l’azienda agrituristica Casa Nuova. In base al disciplinare le aziende aderenti applicano sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti, tecnologie di riduzione dei consumi idrici e risparmio energetico, interventi di tutela del territorio e dell’ambiente (ripristino di sentieri, manutenzione del paesaggio), tecniche di produzione ecosostenibili (produzioni biologiche e a lotta integrata), promozione di un’alimentazione più sana con prodotti locali a Km zero, l’utilizzo di mezzi di trasporto collettivi o a impatto zero (trekking, mountain bike, ippoturismo). Il disciplinare adottato è previsto dal marchio di qualità ambientale di Legambiente Turismo, riconosciuto a livello nazionale ed europeo. In questo modo Legambiente turismo costituisce un ente terzo a garanzia della rigorosità e neutralità dei controlli. Il consiglio del Consorzio è composto da Carlo Pontini (Piacenza), Claudia Gatti (Reggio Emilia), Graziano Giorgi (Bologna), Loris Naldoni (Ravenna), Benedetto Lorenzo Gattamorta (Forlì-Cesena).

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Alla presidenza del Consorzio è stato eletto Carlo Pontini, presidente anche di Terranostra Emilia Romagna. “Il nostro obiettivo, ha detto Pontini, è intercettare la domanda che scaturisce dal crescente interesse dei cittadini per vacanze sul territorio che salvaguardino le risorse naturali e valorizzino il territorio nei suoi vari aspetti, da quelli naturali a quelli culturali, da quelli storici a quelli della gastronomia e della tradizione”. Secondo l’osservatorio Ecotur le vacanze verdi vengono scelte in Italia da quasi 100 milioni

di turisti per un fatturato stimato attorno agli 11 miliardi di euro, mentre ammonta a cinque miliardi di euro il fatturato del turismo enogastronomico. Una percentuale attorno al 10% del turismo verde alla riscoperta del territorio, secondo stime Coldiretti, sosta o transita proprio in Emilia Romagna, terra che vanta due parchi nazionali, 13 regionali e 31 riserve ambientali, ed eccellenze della gastronomia con 26 prodotti Dop e Igp e oltre 200 specialità tipiche iscritte all’albo regionale dei prodotti tradizionali.

Il presidente Carlo Pontini al momento della costituzione del Consorzio

LA VOCE DEI

Coltivatori


Sindacale

Coldiretti Giovani Impresa: un gesto di amore per la Casa del Fanciullo I giovani imprenditori di Coldiretti Piacenza accompagnati dal delegato Jonatha Risoli, dal direttore Massimo Albano e dal Consigliere Ecclesiastico don Stefano Segalini hanno consegnato nei giorni scorsi i fondi raccolti durante gli eventi organizzati da Giovani Impresa. “E’ un atto di amore molto significativo ha commentato Paolo Ripamonti responsabile della Casa del Fanciullo, non tanto e non solo per l’importante contributo economico, ma per il gesto che speriamo possa rappresentare un esempio virtuoso anche per gli altri enti del territorio. Voglio pertanto ringraziare Coldiretti e i suoi giovani, anche a nome di tutti i ragazzi. La Casa del Fanciullo ha proseguito Ripamonti, che vive solo di solidarietà, accoglie minori che per vari motivi non possono vivere nella loro famiglia. All’interno, della struttura inoltre c’è una scuola Primaria Paritaria frequentata da 95 alunni ed un centro educativo con 35 ragazzi”. “I giovani imprenditori saranno i futuri dirigenti, ha commentato il direttore Albano ed è un atteggiamento di grande maturità, dimostrare attraverso un gesto concreto, solidarietà per coloro che hanno più bisogno. Coldiretti è una grande forza sociale che ha nel suo Statuto i valori della dottrina sociale cristiana; e lo si dimostra proprio attraverso questi piccoli ma significativi gesti”. “La visita della struttura e quindi “toccare con mano” la destinazione del nostro contributo economico è stato per noi molto rilevante, ha commentato Risoli; i mille impegni di ogni giorno spesso ci distolgono dalle cose importanti e questa visita ha costituito un momento di riflessione sui valori fondamentali che devono sempre accompagnare il nostro lavoro. Coldiretti, ha preseguito Risoli, ha lanciato una battaglia per la tutela dei nostri prodotti di qualità, frutto della professionalità degli imprenditori agricoli e della storia culturale di un territorio, con il progetto di governare una filiera tutta

Il presidente Carlo Pontini al momento della costituzione del Consorzio

italiana. Noi giovani siamo i protagonisti di questo progetto perché ad esso è legato il futuro delle nostre aziende, ma anche dell’intero territorio”. Molto toccante l’intervento del consigliere ecclesiastico di Coldiretti don Stefano Segalini, accolto da un grande abbraccio da parte di molti bambini dell’istituto che lui accompagna nel percorso cristiano. “I bambini ti sciolgono il cuore e noi abbiamo il dovere di farli sentire tutti uguali, anche quando sembra che la fortuna li abbia abbandonati. Dobbiamo far loro capire, proprio attraverso questi gesti, che il Signore, è vicino e dentro ad ognuno di noi e lo possono trovare anche in questo gruppo di giovani imprenditori agricoli di Coldiretti”.

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Sindacale

Don Stefano Segalini CONSIGLIERE ECCLESIASTICO PROVINCIALE DI COLDIRETTI PIACENZA

Carissimi amici, recentemente abbiamo potuto ascoltare dai relatori che sono intervenuti alla tavola rotonda organizzata dalla nostra associazione sull’enciclica di papa Benedetto XVI° “Caritas in veritate” l’urgenza di perseverare come Coldiretti nella fedeltà ai valori della dottrina sociale della Chiesa. Tutti i relatori, incalzati da padre Renato nostro assistente nazionale, ci hanno aiutato a comprendere quanto sia importante lavorare nel rispetto del creato e del Creatore. Non è pensabile che il mondo agricolo, proprio per la sua natura, non si metta in ascolto di coLui che ha creato tutto. Nelle scelte politiche che siamo chiamati a fare dobbiamo lasciarci illuminare dalla Chiesa che con il suo magistero ci sostiene e ci rafforza nel continuare a lavorare per avere una produzione abbondante ma anche di qualità. Ogni scelta automaticamente esclude le altre e questo sicuramente alcune volte ci fa dubitare o almeno tentennare, ma le parole che sono risuonate al convegno sono state chiare: “la Carità è la strada maestra della dottrina sociale della Chiesa”. Proprio questa carità “ è la sintesi dell’insegnamento di Gesù”. Sapendo che non siamo soli in queste scelte ci affidiamo al Signore e in modo particolare lo abbiamo fatto alla Giornata Provinciale del Ringraziamento, durante la Santa messa “fonte e culmine” della nostra fede. Quella è stata l’occasione per far sentire tutti, anche chi per vari problemi non ha potuto partecipare, in comunione con noi e in modo particolare con tutta la chiesa di PiacenzaBobbio, nella persona del nostro vescovo Gianni che ha presieduto l’Eucaristia. Stiamo vivendo come chiesa locale anche la Missione popolare diocesana, opportunità e occasione importante per testimoniare la nostra fede attraverso lo stile di un lavoro serio e onesto. Buon lavoro. Il vostro Assistente ecclesiastico don Stefano Segalini

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X Forum Internazionale Lo spazio che “La Voce dei Coltivatori”, normalmente, dedica a personaggi autorevoli del mondo agricolo, nel mese di novembre è riservato al:

X FORUM INTERNAZIONALE

dell’agricoltura e dell’alimentazione

Si è tenuta il 15 e 16 ottobre 2010, la decima edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello studio Ambrosetti, a Villa d’Este a Cernobbio, sul lago di Como. Una due giorni di confronto a tutto campo sull’agricoltura e sul suo ruolo nello sviluppo della società e del Paese. Il X Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio promosso dalla Coldiretti ha visto quest’anno cinque sessioni di relazioni con protagonisti politici, amministratori, esponenti del mondo economico, scientifico e della società civile. Un dibattito che ha spaziato dalle politiche del Governo per il settore primario agli scenari futuri della Pac, passando dai temi del credito, delle frodi, dei consumi. Quattro i ministri presenti, a cominciare dal titolare dell’Economia, Giulio Tremonti, il quale ha ricordato che la prima necessità da affrontare è quella di rimettere a posti i conti. Proprio confrontandosi col collega di Governo Galan (Agricoltura) ha sottolineato come gli sgravi fiscali e il gasolio agevolato “siano cose dovute”. Maurizio Sacconi (Lavoro e Politiche sociali) ha sottolineato l’importanza della sussidiarietà per valorizzare Consorzi Agrari d’Italia e Confidi. Da parte sua Ferruccio Fazio (Salute) ha annunciato che sugli Ogm il Governo non cambierà linea. >> di seguito la sintesi di alcuni interventi ... Ferruccio Fazio Ministro della Salute

Il nostro ministero non cambia linea sulla questione degli Ogm. Andiamo avanti sulle produzioni tradizionali. L’esponente del governo si è detto favorevole alla difesa delle produzioni tradizionali e ha tracciato un breve quadro di come i mercati internazionali si stiano aprendo ancora di più ai prodotti Made in Italy, citando in particolare il Canada per i salumi, i formaggi e la carne per Sudafrica e Brasile e annunciando che sono in corso trattative con il Giappone sempre per quanto riguarda la carne.

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Fazio ha poi definito una vittoria dell’Italia il fatto che la Commissione europea abbia definitivamente archiviato l’idea di mettere un logo con i colori del semaforo per definire la salubrità di alcuni alimenti, misura che avrebbe danneggiato il settore agroalimentare italiano senza aiutare realmente le scelte dei consumatori. Mentre ha definito l’etichettatura un problema di grande rilevanza, sottolineando la necessità di lavorare sui profili nutrizionali degli alimenti. Il ministro ha quindi evidenziato la salubrità dei prodotti nazionali, citando ad esempio i controlli sull’ortofrutta che hanno rilevato solo uno 0,8 per cento di irregolarità sul totale dei campioni esaminati, contro una media del 3,5 per cento a livello europeo. Fazio ha poi definito un risultato positivo unico al mondo che, per quanto riguarda le verifiche negli allevamenti italiani siano state rilevati solo 0,083 per cento di sostanze proibite. Il nostro Paese, secondo il ministro, è fra i primi posti a livello internazionale per quanto riguarda la sicurezza e l’applicazione dei pacchetti di igiene degli alimenti e delle produzioni.

Maurizio Sacconi Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali

Parlare di sussidiarietà significa valorizzare la storia, come ad esempio la potenzialità rappresentata da Consorzi Agrari d’Italia e i Confidi. Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi. L’esponente di governo ha poi sostenuto la necessità in Italia di una maggiore sussidiarietà. Una sussidiarietà - ha specificato - non solo verticale, di spostamenti di poteri sul territorio, ma anche orizzontale per coinvolgere i corpi intermedi della società, tra cui le organizzazioni di rappresentanza realizzando quello che

LA VOCE DEI

Coltivatori


dell’Agricoltura e dell’Alimentazione viene definito “Meno Stato, più società. In tal senso può andare la riforma del mercato del lavoro che veda gli enti locali territoriali più impegnati. In tale direzione secondo Sacconi vanno i voucher che hanno portato semplificazione burocratica e agevolazione degli oneri contributivi. Non mi preoccupa il loro uso – ha detto – ma il loro non uso. Secondo il ministro la crisi ha cambiato molti dei paradigmi che sono alla base della crescita dei Paesi di tradizionale industrializzazione. In particolare la crisi ha evidenziato che per la crescita non vanno più usate la leva del debito pubblico e di quello privato, ma va usato soprattutto il capitale umano. La crisi è nata dalla enorme dimensione del debito privato che si è spostato velocemente sul debito pubblico. Secondo Sacconi la contrazione del ricambio generazionale è all’origine della ricerca di modi virtuali di remunerare un risparmio che non trova impiego nel processo naturale di passaggio da una generazione all’altra. Giancarlo Galan Ministro delle Politiche Agricole

Chi produce beni agricoli, chi sta nel primario ha subìto, oltre agli effetti nefasti delle speculazioni, anche una marginalizzazione concettuale ed una delegittimazione del proprio intraprendere. Lo ha affermato il Ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan. Coldiretti ha ben compreso la crisi dell’economia virtuale e si è fatta carico, con la Filiera Tutta Agricola e Tutta Italiana, di una progettualità per il Made in Italy - ha sottolineato - in cui il prodotto alimentare è realmente strumento visibile della comunicazione del territorio, portavoce credibile e autorevole del nostro Paese. Condivido questa impostazione, perché ritengo che, come l’Italia moderna si ‘fa Patria’ a partire dal riconoscimento delle diversità territoriali e culturali, così noi, nella produzione agroalimentare, dobbiamo ripartire ricostruendo quel patrimonio gigantesco che è il Made in Italy. I progetti che sono stati presentati a Cernobbio da Coldiretti evidenziano una straordinario rinnovamento rispetto al passato e soprattutto mostrano come gli agricoltori intendano essere imprenditori, puntando sulla riconoscibilità, sull’identità, sulla responsabilità. La politica deve rispondere a

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questa nuova capacità progettuale espressa da una grande forza sociale qual è la Coldiretti, assicurando tre fattori chiave: trasparenza, regole, innovazione, se vogliamo cogliere le opportunità offerte dall’economia del sapere e dall’economia verde. Sull’etichettatura dell’origine della materia prima, il 6 ottobre scorso è stato approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati il provvedimento ‘disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari’, ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento. Il mio auspicio è che possa, nel più breve tempo possibile, essere trasformato in legge dello Stato. Nel dare attuazione alla norma che sarà approvata dal Parlamento Italiano, sarà mio impegno condurre e vincere insieme la battaglia per una norma sull’etichettatura a scala europea, soprattutto sapendo che il Commissario Ciolos ha già stabilito di accogliere, con la più ampia disponibilità, il testo di legge italiano. Dobbiamo poi lanciare un programma straordinario per la lotta alla contraffazione. Infatti il falso Made in Italy alimentare in Italia e all’Estero vale circa 60 miliardi, un reato compiuto da una pirateria nazionale e internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che, nel richiamarsi all’Italia mediante prodotti taroccati, nulla hanno a che fare con noi, se non per il danno gravissimo che ciò comporta per la nostra economia. Chiederò al Governo la costituzione di uno strumento specifico che superi la frammentazione delle competenze, essendo questa la causa della relativa efficacia delle azioni sino ad oggi messe in campo. Giulio Tremonti Ministro dell’Economia e delle Finanze

Il mondo si sta finalmente accorgendo che la globalizzazione è entrata nel mondo reale ed è la causa della situazione che stiamo vivendo. Ha preso le mosse da questa constatazione, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, che ha analizzato la crisi partendo da due differenze: quella tra G7 e G20 e quella tra ciclo economico e crisi. Fino ad alcuni anni fa – ha detto il ministro – il G7 era un apparato politico che controllava l’80% della ricchezza mondiale e che aveva alla sua base tre caratteristiche comuni: la lingua (l’inglese), il sistema monetario (area dollaro) e i sistema della democrazia occidentale. Questo signifi-

cava che 700 milioni di persone si ponevano, rispetto al resto del mondo, in una situazione di superiorità che derivava dai residui del colonialismo. Il G20 degli ultimi anni – ha proseguito – si poneva ugualmente come rappresentanza dell’80% della ricchezza del mondo, ma in modo asimmetrico. Nel G20 secondo il ministro non c’è la coesione politica del G7, in quanto ci sono Paesi che rappresentano la democrazia occidentale, ma anche sistemi politici di democrazia formale e non sostanziale; non c’è un codice linguistico unificato e non c’è un unico codice monetario, ma tre grandi aree, quella del dollaro, l’arcipelago dell’euro e il sistema asiatico, con la moneta cinese e le sue aggregate. Tutto ciò comporta, secondo Tremonti, che le azioni all’interno del G20, al partire dai cambi tra monete, non sono di natura finanziaria, ma politica. L’altro aspetto da prendere in considerazione è che la crisi è stata confusa all’inizio con un congiuntura economica. Confusione che ha spinto i Governi a intervenire con stimoli come se si trattasse di un ciclo da superare. Sicuramente il debito pubblico richiede la massima attenzione, ma non ci devono dire che la causa della crisi sia stato il debito pubblico. La causa della crisi è finanziaria. Nel mondo – ha ricordato Tremonti - le banche non regolate (shadow) sono uguali a quelle regolate, solo che operano in un mercato in cui l’unica regola è non avere regole e la crisi è venuta dal mondo delle banche non regolari. Si è confusa una crisi con una congiuntura – ha detto ancora Tremonti – con una grande abilità da parte del mondo della finanza di depistare la politica, che oggi, dopo aver salvato le banche, è accusata da queste di aver fatto esplodere il debito pubblico. Secondo il ministro questa crisi è l’uscita dal vecchio mondo, dal mondo coloniale,con i Paesi che un tempo chiamavamo graziosamente Paesi in via di sviluppo, che non hanno nessuna intenzione di farsi considerare così. Siamo tutti convinti – ha proseguito il ministro – che non possiamo andare avanti producendo più debito pubblico che Pil, perché il mondo è cambiato e dobbiamo trovare chi compra quel debito, mentre oggi molti si indirizzano verso Paesi nuovi e più giovani. Per Tremonti è una questione che va affrontata a livello europeo. L’Italia – ha ricordato Tremonti – ha fatto il piano di stabilità, presentato ieri in Parlamento e si accinge, in ritardo, a fare il piano di sviluppo. Dobbiamo prima fare un recupero fiscale e poi progettare lo sviluppo. E nel piano di recupero fiscale occorrerà una maggiore corresponsabilità dei Comuni per far fronte all’evasione. L’albero della finanza pubblica – ha detto il ministro – è diventato un albero storto perché è stata eliminata la finanza locale e il governo si è caricato di troppi compiti. Da qui si è generato il debito pubblico. Con il federalismo si cerca di raddrizzare l’albero con

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Piacenza Coldiretti i d o it s l Su ldiretti.it cenza.co ti www.pia protagonis i di tutti i io b b o rn e le relazion di C del Forum

Sergio Marini Presidente della Coldiretti

le fa e chi “bastona” chi fa le cose - ha denunciato il presidente della Coldiretti. Passando alla legge sull’etichettatura, speriamo vivamente che possa chiudere il suo percorso in settimana alle Camere, in attesa di aprire il confronto con la Ue. Vorrei però sottolineare che se il nostro Paese è andato in procedura d’infrazione per 150 volte potrebbe farlo, per un valido motivo, anche la 151esima. Il confronto con la Comunità – ha puntualizzato Sergio Marini - si può anche vincere. Siamo noi a doverlo fare perché solo noi abbiamo da difendere qualcosa, non certo gli altri Paesi. Sugli Ogm vorrei sottolineare come tutte le iniziative attuate, tutte le illegalità fatte e le

una politica debole vince anche la burocrazia. La globalizzazione senza politica ha un prezzo troppo alto e non ce lo possiamo permettere. Dinanzi a tutto ciò, cosa può fare la società? La situazione attuale assomiglia a una corsa automobilistica, dove o vince la macchina, o il regolamento, spesso stupido, o il pilota. Ebbene, se la macchina è il mercato, il regolamento lo Stato e il pilota la società, vediamo che negli ultimi tempi a vincere sono sempre più spesso i primi due. O meglio, quasi sempre la prima. Il problema è che oggi manca il pilota, ovvero la società. La domanda è ora se abbiamo forze sociali disponibili ad assumersi la responsabilità, a investire in questa direzione, ricre-

Non chiediamo nuove misure in campo fiscale perché consideriamo il sistema fiscale agricolo il più avanzato. Occorre però che tale sistema sia mantenuto e con esso quelle misure che sono in vigore da decenni e che, se dovessero sparire, specie in un momento di crisi come l’attuale, avrebbero pesanti ripercussioni sulle imprese a causa dell’aumento dei costi del lavoro e di produzione. E’ quanto ha chiesto il Presidente della Coldiretti Sergio Marini al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel suo intervento conclusivo al X Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio, facendo riferimento alla fiscalizzazione degli oneri sociali nelle aree svantaggiate, ai fondi per la bieticoltura e alle accise sul gasolio agricolo. In questo momento l’attenzione del Governo per il settore agricolo è importante anche a livello comunitario. Siamo – ha sottolineato Marini - nella fase cruciale della discussione sulla Riforma della Politica agricola comunitaria. A Tremonti chiediamo la massima attenzione nella difesa del bilancio agricolo a livello comunitario e a livello nazionale. Non vorrei, tuttavia, che a forza di parlare di politica agricola finissimo per morirci dentro. Il documento che abbiamo presentato qualche mese fa al Commissario Europeo all’Agricoltura Ciolos resta – ha continuato Marini – l’approfondimento più avanzato di discussione sul tema. Consigliamo quindi a tutti di leggerlo e da li ripartire. Qui a Cernobbio abbiamo anche parlato del progetto per una filiera agricola italiana e del suo stato di avanzamento – ha rilevato Marini - con la presentazione dei vari accordi stipulati. Rispetto allo scorso anno abbiamo fatto molta strada, dall’energia con il gruppo Maccaferri al tabacco con Philips Morris, dai Consorzi Agrari al credito, mentre da altri non sono venute proposte alternative concrete. Purtroppo questo paese si divide tra chi le cose

pressioni esercitate da parte delle multinazionali non hanno sortito risultati. Gli italiani non li vogliono, gli agricoltori non li vogliono, i politici nemmeno, quindi anche il ministro Galan se ne faccia una ragione. Sulle emergenze che si rincorrono, dalla crisi della pastorizia ai problemi della filiera del vorrei dire ai politici pomodoro – ha continuato Marini - che la gente bisogna incontrarla quando chiede un sostegno. Non si può essere assenteisti. Le emergenze si gestiscono anche con la solidarietà e la considerazione, valori che il nostro Paese dovrebbe recuperare. La globalizzazione in passato non si è riusciti a governarla probabilmente per una mancanza di volontà. Oggi non la si governa perché mancano gli strumenti per poterlo fare. Sta di fatto che è costata tantissimo alla gente, anche perché quando vince il mercatismo sono i cittadini a pagarne le conseguenze. E se il mercatismo va troppo avanti a perdere sono anche i diritti, poiché vince l’offerta e non la domanda, e si finisce con l’essere preda di bisogni indotti e non reali. E perdono anche l’impresa e l’etica, non certo quelle imprese virtuali che fanno finanza pura e che se scompaiono non se ne accorge nessuno, tranne i poveracci che hanno investito su di esse. Quando vince il mercatismo e la politica è debole è più semplice far passare la delocalizzazione come internazionalizzazione delle imprese. Loro delocalizzano e noi gli diamo i soldi e gli diciamo pure “bravi”. E dietro lo stesso bilancio sociale, che va tanto di moda, c’è la volontà di rispondere in maniera etica ai bisogni della società o è solo un’operazione di marketing? Ma a perdere è anche la politica che diventa povera e residuale, che alimenta dibattiti che sono indifferenti a ciò che accade realmente e che assomigliano a telenovelas dove il cittadino guarda con la consapevolezza che i problemi dovrà comunque risolverseli da solo. E con

ando lo giusto equilibrio tra mercato e Stato. Da parte nostra abbiamo due esempi. Se non ci fossero stati la Coldiretti e tutte le forze che l’hanno sostenuta in questo percorso, saremmo stati capaci di fermare la Monsanto in Italia nel suo tentativo di diffondere gli Ogm? Sull’etichettatura è capitato lo stesso. Tre anni fa abbiamo fatto approvare una legge che però ha trovato l’ostacolo della burocrazia e delle lobby comunitarie. Ma ora non è stata la pressione delle forze sociali a creare il sentiment necessario per portare a compimento la nuova legge e per tentare di convincere il livello comunitario? Di certo non sono servite quelle forze chiuse nel corporativismo o nel qualunquismo, specie quelle forze che stanno insieme per rabbia, per far dispetto a qualcun altro che non le considera. Dobbiamo puntare su tutte le forze utili, e Coldiretti è con queste, perché siamo partiti dagli interessi e dai bisogni della gente al cibo al giusto prezzo, da un sistema produttivo solidale e sostenibile alla sussidiarietà e alla solidarietà, ed è con questi concetti che abbiamo costruito le leve competitive e un progetto economico che è dunque nato da obiettivi generali ed è stato portato avanti con una grande coerenza organizzativa e associativa. Una coerenza che non mette in contrasto gli interessi del socio e del cittadino, gli interessi del settore e del Paese. Se riusciamo a mettere insieme tutti i soggetti che hanno una visione di questo tipo del Paese e la volontà di farlo crescere, penso che l’Italia avrà delle risorse enormi da giocarsi. Non solo quelle, uniche, dell’agroalimentare e del turismo, ma anche quel buonsenso che alberga nella stragrande maggioranza dei cittadini e che rappresenta il patrimonio più grande per il Paese. Dobbiamo fare molta strada e di questa strada l’agricoltura ha bisogno.

una corresponsabilità degli enti locali. Sappiamo che è la via giusta. Infine Tremonti ha posto il problema della democrazia: quando entri in una nuova fase storica si pone inevitabilmente la questione della democrazia. Tutti in occidente stanno riflettendo sulla diffusione dei partiti di estrema destra nei Paesi del Nord Europa, derivati dalla paura dello straniero, dalla paura della crisi. L’Italia – ha concluso – ha la fortuna di un grande contenitore democratico e di corpi sociali, come la stessa Coldiretti, che garantiscono la democrazia nel Paese.

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X Forum Internazionale

LA VOCE DEI

Coltivatori


dell’Agricoltura e dell’Alimentazione

I vinarelli piacentini

in mostra al Forum di Cernobbio La prima e unica Galleria sulla “Campagna Creativa” ha avuto tra i suoi protagonisti i quadri piacentini dipinti con vino, asparagi, zucche o erbe aromatiche

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Per le condizioni contrattuali si rimanda ai fogli informativi disponibili presso gli sportelli della Banca.

Nell’ambito dell’edizione 2010 del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, è stata allestita la mostra “Campagna Creativa” e i nostri vini piacentini, insieme a zucche, asparagi e erbe aromatiche sono esposti su splendide tavolozze. “E’ possibile esportare il territorio anche attraverso l’arte e noi, commenta il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, l’abbiamo fatto esponendo a Cernobbio i quadri della pittrice piacentina Maurizia Gentili, che realizza acqueforti dedicate alla nostra provincia, utilizzando i prodotti della natura, in particolare i vini. Quindi i nostri tesori autoctoni Ortrugo e Gutturnio non solo da degustare ma anche per dipingere”. Insomma i prodotti vengono sottopagati nelle campagne, ma gli agricoltori scoprono l’arte di battere la crisi con opere esclusive e che non hanno prezzo grazie alla creatività di chi realizza questi lavori. Nell’ambito della mostra sfilano anche gli abiti da sposa con spighe di grano, centro tavola realizzati con zucche e saponette artistiche con cera d’api. I coltivatori di mais, rigorosamente non Ogm, hanno invece inventato la pasta di mais, realizzata con amido di mais, aromi e colla, che è molto adatta alla modellazione di qualsiasi oggetto che la fantasia e la creatività suggerisce. Simile alla pasta di sale è molto economica e adatta ai bambini perché realizzata con prodotti naturali, ma ha una caratteristica in più, si conserva a lungo, non teme l’umidità e si asciuga velocemente. Ma anche la frutta e verdura di stagione, con i colori vivaci e le forme diverse, si prestano molto bene ad essere trasformate in originali composizioni e divertenti oggetti decorativi adatte ad ogni particolare occasione. La cera d’api, poi, disponibile presso ogni apicoltore, sotto forma di scaglie o di sottili fogli, è un prodotto del tutto naturale che permette di creare candele molto profumate e dal delizioso color ambra che ormai sono diventate un oggetto d’arredo in ogni casa. E se poi avanza della verdura nell’orto? Fichi secchi, peperoncini e fili di zucca diventano, grazie alla creatività delle imprenditrici agricole, veri e propri gioielli da sfoggiare in ogni occasione per avere un look divertente.

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Nelle foto alcune opere d’arte “i vinarelli piacentini” esposte a Cernobbio

Finanziamenti in due settimane col “silenzio assenso”

Accordo tra BANCA DI PIACENZA e COOPERATIVE DI GARANZIA di Piacenza

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Iniziative Coldiretti Il Palio del Fungaiolo di San Giorgio e la Fiera Fredda di Lugagnano si vestono di giallo grazie all’Associazione Agrimercato SAN GIORGIO PIACENTINO

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LUGAGNANO

Il mercato di Campagna Amica alle principali manifestazioni autunnali

Una presenza in grande stile per i produttori Coldiretti aderenti all’associazione “Agrimercato di Piacenza”, costituita con lo scopo di favorire lo sviluppo dei Mercati di Campagna Amica in cui gli imprenditori agricoli, grazie alla vendita diretta, possono soddisfare le esigenze dei consumatori per l’acquisto di prodotti agricoli caratterizzati da un legame diretto con il territorio di produzione. All’interno della suggestiva Cortazza del castello di San Giorgio, sotto ai tradizionali stand gialli di Coldiretti, migliaia di visitatori hanno gustato ed acquistato il meglio della produzione del territorio, dai formaggi, ai salumi, al vino, al pane e prodotti da forno, fino al miele, tutti tipici del territorio piacentino, con origine certa, firmati dagli stessi agricoltori che, con la loro presenza diretta, ne garantiscono la qualità.

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Così come altrettanto significativa è stata la presenza alla Fiera Fredda di Lugagnano, all’interno della quale si è ricostruito uno spezzato di vita contadina con la molitura delle olive e una serie di attività legate al mondo rurale. Un momento particolare infatti è stato dedicato all’olio di oliva, con la possibilità di ammirare in diretta la spremitura delle olive, grazie alla presenza di un frantoio e alla sapiente opera degli imprenditori agricoli della collina, che hanno voluto riportare questa coltura nel nostro territorio. Queste significative e sempre più frequenti presenze del Mercato di Campagna Amica, oltre che negli appuntamenti fissi in diversi comuni della nostra provincia, anche nelle principali manifestazioni evidenzia l’attenzione e la sensibilità dimostrata dalla maggior parte degli amministratori comunali alla fi-

liera corta e ai Mercati di Campagna Amica, un’attività importante non solo per l’aspetto economico, ma per il significato etico e sociale. Valorizzare la filiera corta significa difendere il territorio, l’agricoltura e le nostre produzioni locali con un’origine certa, dai prodotti indistinti che arrivano sugli scaffali dei supermercati. Ma significa anche educare alla corretta alimentazione; un progetto che Coldiretti porta avanti da diversi anni attraverso Educazione alla Campagna Amica. Dopo che, con l’associazione “Agrimercato di Piacenza”, abbiamo potuto codificare regole comuni di comportamento degli associati, verificandone l’impegno a rispettare requisiti di qualità e di trasparenza, si punta ora a divenire il volano per un’ulteriore crescita verso l’obiettivo di costituire filiere tutte agricole e tutte italiane.

Tutte le aziende interessate a partecipare ai Mercati di Campagna Amica e ad aderire all’Associazione Agrimercato possono rivolgersi a Cinzia Pastorelli, coordinatrice dell’Associazione al numero 0523/596527

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Eventi e notizie dal mondo agricolo

La Voce della Cattolica Sede di Piacenza Cremona Questa rubrica intende porre i riflettori sul mondo dell’Università Cattolica e delle opportunità che la sua sede di Piacenza in generale, e la Facoltà di Agraria in particolare, offrono ai protagonisti dell’agricoltura piacentina. Uno spazio a servizio del mondo agricolo, per dar voce alle innovazioni della ricerca scientifica, alle sue ricadute concrete sul territorio e alle novità nei settori dell’aggiornamento e della formazione.

II CON IL PROGETTO TRIFOGLIO STUDENTI “DETECTIVE” INDAGHERANNO SULLA QUALITÀ DEGLI ALIMENTI Il training, appena avviato, proseguirà sino a fine novembre e coinvolgerà studenti di 6 scuole superiori della provincia di Piacenza 80 studenti di quinta superiore popoleranno, da qui a fine novembre, gli istituti di Zootecnica, Microbiologia ed Agronomia per un laboratorio sulla qualità e la sicurezza degli alimenti promosso dalla facoltà di Agraria della Cattolica con il fondamentale contributo della Camera di Commercio di Piacenza. Provenienti dall’Istituto Tecnico Agrario Raineri, dal liceo Colombini, dal ginnasio Gioia e dai licei scientifici Respighi di Piacenza, Mattei di Fiorenzuola e Volta di Castel San Giovanni, gli studenti entreranno nei laboratori per un training pratico sulle tecnologie di analisi del DNA, per valutare qualità e sicurezza degli alimenti attraverso esempi di diagnostica molecolare ai fini di tracciare l’origine, rivelare la presenza di patogeni ed identificare OGM negli alimenti. “La divulgazione delle problematiche relative a qualità e sicurezza degli alimenti ha ricadute positive sulla consapevolezza dei giovani consumatori piacentini e sulla valorizzazione dei prodotti tipici del nostre territorio - sottolinea il preside della facoltà di Agraria prof. Lorenzo Morelli –. “Pensiamo che il training di studenti piacentini sulle moderne tecniche di analisi degli alimenti contribuisca all’arricchimento del patrimonio culturale e scientifico del territorio, stimolando la scelta delle facoltà scientifiche e la disponibilità sul territorio di competenze altamente qualificate in un settore strategico per l’economia locale e nazionale.” “Per questo – prosegue Morelli - siamo felici che le finalità del progetto siano state condivise e sostenute anche dalla Camera di Commercio di Piacenza, che, convinta dell’importanza della divulgazione della cultura scientifica, ha sponsorizzato il progetto trifoglio”. I primi studenti hanno già iniziato il laboratorio. Si tratta dei ragazzi dell’Itas Raineri che cercheranno di rispondere, attraverso un percorso di tracciabilità degli alimenti, a diverse domande. Per farlo applicheranno le tecniche di diagnostica molecolare, seguiti in questo percorso dai loro professori e da docenti e ricercatori della facoltà di Agraria. L’iniziativa precede e completa un percorso più articolato sviluppato dalla facoltà di Agraria in stretta collaborazione con le scuole della provincia sul tema della biodiversità, che ha coinvolto numerosi studenti in stage estivi e seminari sul tema e sfocerà, dal prossimo 24 novembre, nelle iniziative legate all’anno internazionale della Biodiversità, i BioD- Days, che vedranno protagonisti in Cattolica gli studenti delle scuole superiori con l’evento Palcoscenico Scuola. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito http://piacenza.unicatt.it/agraria 24

AGROPRO: MASTER DI SECONDO LIVELLO PER DIVENTARE DOTTORE AGRONOMO E DOTTORE FORESTALE Iscrizioni aperte fino al 14 gennaio

AGROPRO è il nuovo Master della Facoltà di Agraria della Cattolica di Piacenza. Pianificazione territoriale ed urbanistica, diritto agrario, territoriale e ambientale, progettazione rurale e naturalistica, valutazione economica ed estimo: questi i principali temi al centro del Master di secondo livello in Formazione alla Professione di Dottore Agronomo e Dottore Forestale – AGROPRO, che ha lo scopo di sviluppare e aggiornare le conoscenze relative a temi di particolare interesse per l’esercizio della professione di dottore agronomo e dottore forestale. Pensato per i laureati magistrali delle facoltà di Agraria e per gli iscritti alla sezione A dell’Albo dei dottori agronomi e dottori forestali, il Master ha durata di un anno e prevede uno stage di 2 mesi presso studi libero-professionali, enti, istituzioni e imprese. Sono disponibili 10 borse di studio dell’importo unitario di 3.000 euro. Tali borse saranno assegnate in base alla graduatoria finale degli esami di ammissione, che verrà resa definitiva dopo la chiusura del processo di selezione. La domanda di iscrizione può essere presentata fino al 14 gennaio 2011 e l’inizio delle lezioni è previsto per il 24 gennaio. Per informazioni: Università Cattolica del Sacro Cuore Istituto di Economia Agro-alimentare Tel.: +39 0523 599225 Fax: +39 0523 599282 e-mail: agropro-pc@unicatt.it

LA VOCE DEI

Coltivatori


Eventi e notizie dal mondo agricolo

Pomodoro a chilometro zero:

dal seme al prodotto lavorato

I vertici di Coldiretti Piacenza alla presentazione del nuovo packaging

E’ lo stabilimento Boschi Food & Beverage, di cui è presidente Marco Crotti, che con Costantino Vaia, amministratore delegato del gruppo, ha dato vita a una serata per “raccontare” cosa c’è dietro chi produce polpe, passate e concentrati (ma anche thè, succhi e condimenti, zuppe e minestre) per conto dei maggiori nomi mondiali e per il proprio marchio, Pomì, presentando il nuovo packaging in azienda, insieme all’assessore piacentino Filippo Pozzi e del vice Presidente della Provincia di Parma, Pier Luigi Ferrari. “La filiera corta, ha spiegato Crotti, è indispensabile per presentare un prodotto semplice come il pomodoro. Una bottiglia di passata sugli scaffali arriva a costare meno della metà di un caffè. Per garantire il prodotto è necessario puntare sulla qualità, garantendosi adeguate certificazioni”. E l’azienda di certificazioni ne ha otto, per far fronte alle richieste dei principali brand mondiali. Nel corso dell’incontro si anche parlato delle difficoltà che affliggono il settore e delle sfide future. All’orizzonte incombe la “minaccia” del pomodoro cinese, il Marco Crotti, presidente Boschi Food & Beverage e Costantino Vaia amministratore delegato problema di garantire la tracciabilità e il regime comunitario di disaccoppiamento degli aiuti. Filippo Pozzi assessore provinciale agricoltura Boschi Food & Beverage al SIAL di Parigi “Siamo convinti della difficoltà nell’affermare, a livello europeo, ha sottolineato l’assessore Pozzi, a differenza di quanto sta succedendo in Italia, l’obbligatorietà dell’origine in etichetta, ma confidiamo nel supporto e nel sostegno di operatori capaci come questi per sottolineare l’urgenza del principale provvedimento che potrebbe tutelare il vero made in Italy e recuperare parte dell’impressionante valore economico che tutti gli anni ci viene rubato dal finto prodotto italiano”. “E’ stato per noi motivo di grande soddisfazione partecipare a questa serata, commenta il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, presente insieme al direttore Massimo Albano e a diversi funzionari del’Organizzazione, questi sono i nostri temi, questa è la linea tracciata da Coldiretti e per cui abbiamo combattuto diverse battaglie; convinti che il progetto della filiera agricola tutta italiana possa essere l’unica soluzione per portare reddito alle nostre aziende e tutelare il vero made in Italy.” “Siamo orgogliosi, commenta Albano, che i nostri imprenditori, ricordiamo che Marco Crotti è anche presidente di Unci-Coldiretti Piacenza, portino concretamente sul mercato, attraverso i loro prodotti, le strategie dell’Organizzazione. Il pomodoro lavorato nelle strutture del territorio è davvero a chilometro zero e con un’origine certa ed è fondamentale che anche il packaging contribuisca a dare questa immagine al prodotto. E’ molto importante sottolineare che queste nostre aziende garantiscono l’origine non solo italiana, ma altresì locale, una ulteriore e certa sicurezza per il consumatore finale”.

Pomì: un restyling a tutto tondo per garantire la trasparenza

Le confezioni cambiano la veste grafica per raccontare la filosofia del prodotto al consumatore Pomì è un contenitore di storie e di persone, di famiglie di produttori che ogni giorno si impegnano in prima persona per ottenere pomodori di altissima qualità: un brand storico che basa la sua identità su concetti e valori sempre attuali. Questo è il motivo per cui Pomì ha cambiato il look delle confezioni: per raccontare la sua storia proprio attraverso i pack, garantendo la trasparenza che contraddistingue il brand e portando i valori che lo caratterizzano direttamente nelle mani del consumatore. La novità principale si trova nel retro della confezione, dove vengono spiegati per punti i passaggi della produzione di Pomì, dal seme all’imballaggio: 1 -Selezioniamo i semi ed i campi dove far crescere il nostro pomodoro 2 -Coltiviamo le nostre terre nel rispetto dell’ambiente e dell’uomo 3 -Raccogliamo i frutti migliori maturati al sole 4 -Lavoriamo il pomodoro fresco a poche ore dalla raccolta 5 -Garantiamo ogni passaggio della nostra filiera: sema campo, prodotto, confezione Queste sono le basi su cui si fonda la filosofia di Pomì, che ha voluto condividere con il consumatore finale il proprio modus operandi per garantire la massima chiarezza d’informazione. Sulla confezione, accanto a questi cinque punti chiave, sono indicate le province in cui si trovano le colture, ovvero Cremona, Parma, Piacenza: non solo pomodoro italiano dunque (come viene riportato sul fronte delle confezioni),

ma pomodoro “nostrano” proveniente dalla rinomata food valley. Sul fronte della confezione il consumatore può vedere una delle principali caratteristiche che contraddistingue il prodotto: “lavorato a poche ore dalla raccolta”. Questo è l’unico procedimento di trasformazione in grado di garantire la vera freschezza di un prodotto stagionale per tutto l’anno. Ogni prodotto della gamma ha, oltre alla nomenclatura originale (la passata di pomodoro si chiama semplicemente passata di pomodoro, la polpa fine semplicemente polpa fine ecc.), la sua descrizione sia fotografica che didascalica, per garantire la massima trasparenza: la passata di pomodoro è fresca, densa e profumata, la passata rustica è gusto autentico, la polpa fine è morbida e cremosa, i pomodori a cubetti sono una fragrante selezione. Pomì si trova sul mercato in lattina, vetro, Combibloc e Tetrapak per rispondere appieno alle esigenze del consumatore. Inoltre, sia le confezioni Combibloc che Tetrapak sono certificate FSC (Forest Stewardship Council), a garanzia che il cartone proviene solo da risorse forestali rinnovabili ed ecosostenibilie da altre fonti controllate.

Pomì e territorio: un legame indissolubile Il legame solido e diretto con il mondo agricolo e con il territorio è da sempre tra gli elementi principali della forza di Pomì: solo chi può controllare direttamente produzione, raccolta, trasformazione e confezionamento è in grado di assicurare che il pomodoro sia al 100 % di origine italiana. Per Pomì questa è una garanzia, certificata da enti nazionali ed internazionali, atti a tutelare la qualità del prodotto finale. Il pomodoro di Pomì arriva direttamente dai campi di produttori delle province di Parma, Piacenza, Cremona, distanti in media 50 chilometri dagli stabilimenti che lo lavorano da oltre un quarto di secolo. Pomì infatti nasce a Parma, nel cuore della food valley italiana, dove si è costituito il primo Distretto del Pomodoro, con l’obiettivo di creare una sinergia che coinvolga l’intera filiera del pomodoro da industria e le istituzioni.

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Ecology System srl

Stoccaggio pneumatici fuori uso Via Riscassi, 8 - San Nicolò - PC Tel. 0523 762293 - 0523 769703 - Fax 0523 769703 e-mail: info@ecologysystemsrl.191.it


Eventi e notizie dal mondo agricolo

Web marketing

per imprese e lavoratrici autonome Iniziativa - Si tratta di un percorso finalizzato ad accostare in modo consapevole le imprenditrici e/o le lavoratrici autonome alle varie opportunità offerte dal web, in modo da garantire un approccio puntuale e mirato alle esigenze di ogni attività. L’obiettivo principale è infatti quello di comprendere i diversi linguaggi e stili di scrittura, carpendo quelli più efficaci per stimolare l’interesse dei potenziali clienti. Si tratta di conoscere prima di tutto le esigenze dei fruitori della rete per adeguarsi ad esse, creando in questo modo un prezioso strumento di marketing. L’iniziativa vede anche il coinvolgimento degli studenti delle scuole medie superiori al fine di stimolare in modo creativo la conoscenza delle realtà imprenditoriali e porre le basi per una collaborazione di reciproca utilità. Azione 1 - Seminario/i rivolto/i a imprenditrici e lavoratrici autonome o aspiranti tali, con formazione in aula ad opera di esperti del settore. Le tematiche verteranno prevalentemente sulle opportunità offerte dal web; sullo stile di scrittura e di lettura; sulla posta elettronica; sulle modalità di formulazione degli annunci; sull’analisi dei dati relativi al traffico dei siti internet; sulla creazione di blog. Azione 2 - Coinvolgimento, attraverso la formulazione di un apposito bando, delle scuole medie superiori della provincia di Piacenza nelle quali la didattica si estenda anche alla materia informatica e che dispongano di un adeguato laboratorio. Gli studenti aderenti al bando dovranno procedere alla predisposizione di un sito internet inerente ad una delle attività economiche proprie delle partecipanti al seminario di cui all’azione 1 che manifestino interesse. I siti internet realizzati saranno valutati da una giuria appositamente costituita ed i progetti ritenuti migliori saranno premiati espressamente, a tutti gli altri partecipanti sarà lasciato un attestato di riconoscimento per la partecipazione nel corso di una manifestazione pubblica.

i

PER EVENTUALI INFORMAZIONI E CHIARIMENTI RIVOLGERSI ALL’UFFICIO RELAZIONI ESTERNE DI COLDIRETTI PIACENZA - Tel. 0523/596523

AZIENDA AGRICOLA

ROSSI STEFANO Produzione e vendita Vino da Tavola e D.O.C.

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STERILTOM di Squeri Pomodoro confezionato con tecnologia asettica NOVEMBRE 2010

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Tecnico

P.S.R. misure agroambientali Al via il nuovo bando

La regione nei giorni scorsi ha pubblicato il programma operativo dell’asse 2 per le misure 214: “pagamenti agro ambientali” e misura 216: “ripristino degli spazi naturali e seminaturali e del paesaggio agrario”. Le priorità previste dalla delibera regionale, che potranno essere integrate dai bandi promulgati dall’Amministrazione Provinciale, prevedono tre tipologie: Territoriali - Le aree preferenziali, con specifico riferimento alle aree vulnerabili ai nitrati e alle aree della Rete Natura 2000 costituiscono una unica priorità territoriale regionale. In secondo ordine la priorità è assegnata alle preferenziali con il seguente ordine: COLLINA PIANURA E MONTAGNA Tutela naturalistica P1 P1 Tutela idrologica P2 P3 Tutela paesaggistica P3 P4 Tutela del suolo - P2 Il bando provinciale potrà prevedere altre aree preferenziali in base a quanto stabilito dal P.R.I.P. provinciale. Tecniche - Tali priorità sono individuate in relazione dall’esigenza di attuare interventi specifici: PIANURA COLLINA MONTAGNA 2+9 e 10 P1 2+9 P2 2+10 P2 10 P3 P1 9 P4 P2 8 P5 P3 P1 2 P1 P3 P1 5 P6 P5 P3 6 P6 P5 P3 Soggettive • Vengono definite dai P.R.I.P. provinciali. Misura 214 “Pagamenti agro ambientali” Beneficiari - Imprenditori agricoli in possesso della partita IVA agricola o combinata ed inseriti se ne ricorre l’obbligo al registro delle imprese agricole della C.C.I.A.A. Modalità di accesso alla misura La regione ha previsto due passaggi: • domanda di aiuto : che dovrà essere presentata presumibilmente entro dicembre. La domanda di aiuto verrà utilizzata per la formazione delle graduatorie. • domanda di pagamento: che dovrà essere presentata presumibilmente entro la metà di maggio dalle aziende inserite nella graduatoria in posizione utile per beneficiare dell’aiuto. Massimali e cumulabilità Il P.S.R. 2007-2013 prevede i seguenti massimali: • Colture annuali: 600 €/ha • Colture perenni specializzate: 900 €/ha • Razze locali minacciate di abbandono: 200€/UBA Il cumulo dei sostegni erogabili sulle medesime superfici in applicazione della Misura 211 “Indennità a favore degli agricoltori delle zone montane” o della Misura 212 “ Indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dalle zone montane” con la Misura 214 “Pagamenti agroambientali”, non può mai essere superiore ai massimali di sostegno disposti in allegato dal Regolamento

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AZIONE 1 - Produzione integrata Beneficiari Possono beneficiare degli aiuti le imprese agricole che conducono aziende collocate sul territorio regionale con priorità per le aziende che aderiscono: • al primo quinquennio di adesione (sottoazione “Introduzione”) • alle O.P./A.O.P In ogni caso, tali priorità sono assegnate in subordine alle priorità territoriali. Condizioni di ammissibilità E’ prevista la possibilità di adesione all’impegno su parte della superficie aziendale per le sole aziende con corpi separati e di superficie complessiva superiore a 50 ha di S.A.U., oppure di 10 ha per aziende a indirizzo frutticolo/viticolo a PLV maggiore di 4.000 €/ha.

Difesa Integrata Avanzata (DIA) Il sostegno per le superfici investite a pomacee, drupacee e vite, oggetto della DIA, è integrato per un valore di 150 Euro/Ha/anno, in aggiunta a quello previsto per le due sottoazioni “Introduzione” e “Mantenimento”. AZIONE 2 • Produzione biologica Sulle superfici di pianura, ad esclusione di quelle ricadenti nelle aree della Rete Natura 2000, è richiesta l’adesione obbligatoria dell’Azione 9 e/o dell’Azione 10 e/o della Misura 216 Azione 3, su almeno il 5% della S.A.U. ricadente in tali aree, pena l’esclusione dal regime di sostegno e di impegni della presente azione. A tal proposito si stabilisce che una azienda non è tenuta a tale adesione obbligatoria, se più del 50% delle superfici di pianura ricadono in aree della Rete Natura 2000.

LA VOCE DEI

Coltivatori


Tecnico

Per gli operatori che effettuano produzioni zootecniche bio per l’impegno produzione biologica introduzione, è concesso un sostegno per ettaro di superficie foraggiera pari a: • per il settore zootecnico da latte: 418 Euro/Ha.(385 mantenimento) • per il settore zootecnico da carne: 363 Euro/Ha (330 mantenimento) > Il sostegno previsto per la zootecnia biologica: • limitatamente ad allevamenti bovini da carne: • è concesso qualora le produzioni siano destinate al consumo oppure vengano destinate ad altre imprese che completano la filiera fino al prodotto finale (es. allevamenti per l’ingrasso dei vitelloni e non sola linea vacca-vitello senza ingrasso successivo); > per tutte le aziende zootecniche : • è concesso esclusivamente a quelle superfici che determinano un rapporto UBA/superficie foraggiera non inferiore a 1, in pianura, 0,8 in collina e 0,6 in montagna; > è concesso alle aziende in possesso dei seguenti requisiti: • superficie minima foraggiera non inferiore a 3 ettari; • consistenza dell’allevamento non inferiore a 6 UBA nel rispetto del limite massimo per ettaro di carico animale consentito di cui alla Del. Giunta 794/2003. AZIONE 3 - Copertura vegetale per contenere il trasferimento di inquinanti dal suolo alle acque Intervento Cover Crops Il beneficiario si impegna a: a) mantenere idonea copertura vegetale almeno fino alla fine dle mese di febbraio mediante semina entro il 31 ottobre di ciascun anno di: • erbaio intercalare di colture graminacee • miscuglio di graminacee e altre specie • colture da sovescio b) Non effettuare nel periodo compreso tra i mesi di ottobre e febbraio: • Concimazione azotata chimica o organica con liquami • Trattamenti fitosanitari • Diserbi chimici fatta eccezione per l’impiego di gliphosate, gluphosinate ammonio per il disseccamento al termine del periodo di copertura • pascolo Intervento inerbimento permanente di frutteti e vigneti Sulle superfici oggetto dell’aiuto, il beneficiario si impegna a: mantenere idonea copertura vegetale permanente, sia sulla fila che nell’interfila delle colture, ricorrendo a semine di miscugli idonei di specie prative. La copertura può essere ottenuta anche attraverso l’inerbimento spontaneo non effettuare nel periodo di impegno alcun diserbo chimico Entità dell’aiuto Intervento Cover Crops: il sostegno è pari a 170 euro/ha Intervento Inerbimento permanentedi frutteti e vigneti: il sostegno è pari a 120 euro /ha. L’aiuto può essere cumulato con quelli previsti dall’Azione Produzione Integrata. Nella precedente programmazione l’azione 3 in provincia di Piacenza non è stata attività

Localizzazione Zone omogenee di pianura e collina, limitatamente ai Comuni a basso carico di azoto zootecnico Intervento 2 Il beneficiario si impegna a apportare al terreno, per ogni anno di impegno, una quantità media di sostanza secca/ ettaro di ammendante organico non inferiore a 2,5 tonnellate. Localizzazione Si applica nelle zone omogenee di pianura e collina Entità dell’aiuto Intervento 1): il sostegno è pari a 180 euro/ha Intervento 2): il sostegno è pari a 180 euro /ha nelle aree di pianura e a 220 euro/ha nelle aree di collina. L’aiuto può essere cumulato con quelli previsti dall’Azione Produzione Integrata. AZIONE 5 - Agrobiodiversità: tutela del patrimonio di razze autoctone del territorio emiliano-romagnolo a rischio di abbandono Il beneficiario si impegna: • effettuare la riproduzione in purezza • iscrivere ai rispettivi Libri Genealogici o registri Anagrafici di Razza Entità dell’aiuto 150 euro /UBA per le seguenti razze: Bovini Ottonese-Varzese Equini Cavallo bardiginao AZIONE 6 - Agrobiodiversità: del territorio emiliano-romagnolo a rischio di abbandono tutela del patrimonio di razze autoctone Il beneficiario si impegna: • conservare/ripristinare per almeno 5 anni piante, filari, impianti costituiti da varietà autoctone a rischio erosione genetica • adottare sistemi di conduzione tradizionali • adottare tecniche di difesa fitosanitaria e di fertilizzazione previste dalle azioni 1 e/o 2 • nel caso di piante isolate mantenere una fascia di rispetto di 5 metri per lato • per le specie orticole:impegno per almeno 5 anni alla coltivazione in rotazione di varietà a rischio di erosione genetica adottando sistemi di produzione integrata e/o biologica Entità dell’aiuto Per il settore frutticolo e viticolo : • 850 Euro/ha per le cultivar frutticole e i vitigni indicati in Tabella 4, impiantati e/o mantenuti in coltivazione per almeno 5 anni. In caso di nuovi impianti il sostegno non potrà essere concesso per superfici inferiori a 950 metri quadrati e superiori a un ettaro. Tali superfici non potranno beneficiare nel contempo del sostegno previsto dall’Azione 1 e/o dall’Azione 2. Per il settore orticolo: • 600 Euro/ha. Sono ammesse superfici di estensione Principali varietà: Vite Berverdino, Melara, Santa Maria, Verdea, Termarina Melo Musone, Rosa locale, Ruggine, Zambona Pero Pero dalla coda torta, Grocco di Parma, Spadona estiva, Angelica, San Giovanni Pesche Sanguigna Orticole Cavolo piacentino E’ ammissibile sia la conservazione che il nuovo impianto (massimo 1000 mq) delle varietà di vite non iscritte al registro nazionale delle Varietà di Vite nel momento in cui le produzioni ottenute siano destinate ad uso familiare

AZIONE 4 - Incremento della sostanza organica Intervento 1 Introduzione di effluenti palabili di allevamento nella fertilizzazione e gestione dei terreni nell’azienda

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Tecnico AZIONE 8 - Regime sodivo e praticoltura estensiva Interventi ammissibili

Entità dell’aiuto Per l’intervento di conversione: 300 Euro (330 Euro rete natura 2000) Per tutte le tipologie di applicazione relative all’intervento di gestione sostenibile: 240 Euro (248 Euro rete natura 2000). AZIONE 9 - Conservazione di spazi naturali e seminaturali e del paesaggio agrario Il beneficiario si impegna per 10 anni alla conservazione degli elementi naturali e paesaggistici su una superficie minima aziendale pari ad almeno il 5% della S.A.U. attraverso l’attuazione di uno o più impegni di seguito elencati: A. Mantenimento di piantate (filari di alberi maritati con la vite) e/o di alberi isolati o in filare; B. Mantenimeno di siepi e/o boschetti C. Mantenimento di stagni, laghetti, e bacini per la fitodepurazione delle acque e relativi capofossi adduttori. D. Mantenimento di maceri, risorgive e fontanili. Il beneficiario si impegna a rispettare le seguenti condizioni: • maceri, laghetti, stagni, risorgive, devono essere salvaguardati attraverso il mantenimento di un adeguato livello idrico durante tutto l’anno (salvo causa di forza maggiore); • nei maceri, laghetti, stagni, risorgive evitare di immettere inquinanti e rifiuti di qualsiasi genere; • conservare (con esclusione di qualsiasi rimozione e utilizzazione degli alberi e/o arbusti) specie arboree o arbustive appartenenti alla flora autoctona o storicamente presente nei territori interessati e, nel caso di alberi da frutto, esclusivamente quelli appartenenti alle cultivar fruttifere di ecotipi locali minacciate di estinzione di cui all’Azione 6 della Misura 214; • conservare specie arboree con esclusione dei pioppi ibridi euroamericani; • conservare e far sviluppare specie erbacee acquatiche idrofite ed elofite nei bacini per la fitodepurazione; • mantenere una fascia di rispetto circostante le sponde dei maceri, laghetti, stagni, risorgive, bacini per la fitodepurazione estesa almeno cinque metri e rivestita di vegetazione erbacea e/o arborea ed arbustiva; • piantate, siepi, alberi isolati o in filare, boschetti già esistenti dovranno essere salvaguardati mediante il mantenimento di una fascia di rispetto circostante non coltivata e mantenuta a regime sodivo corrispondente almeno alla superficie di proiezione ortogonale della chioma sul terreno e comunque compresa tra 2 e 5 m per ogni lato esterno; • nelle fasce di rispetto è vietato l’uso di concimi; • nelle fasce di rispetto è vietato l’uso di fitofarmaci e diserbanti; • la vegetazione erbacea potrà essere controllata manualmente e/o meccanicamente; • il controllo della vegetazione erbacea può essere effettuato solo nel periodo 1 agosto – 20 febbraio. Localizzazione L’Azione si applica esclusivamente nelle zone omogenee di pianura e collina. In particolare, nelle zone omogenee di collina l’Azione si applica esclusivamente nelle aziende che adottano contestualmente anche l’Azione 2 “Produzione Biologica”, oppure nelle aziende ricadenti nelle aree preferenziali individuate per la presente Azione. 30

AZIONE 10 - Ritiro dei seminativi dalla produzione per scopi ambientali Interventi previsti;

Intervento F1 Si articola nei seguenti impegni distinti per tipologie ambientali: • Zone umide • Prati umidi • Complessi macchia-radura Intervento F2 Mantenimento e gestione, sui seminativi ritirati dalla produzione, di ambienti naturali variamente strutturati, attraverso la realizzazione di prati permanenti alternati, anche congiuntamente a: arbusti isolati o in gruppi o in formazione lineare, alberi isolati, in gruppi o in filare, stagni o laghetti. La superficie interessata dall’intervento deve comunque essere investita con una estensione di prato permanente non inferiore al 50%, riservando agli elementi naturali sopra elencati una estensione non inferiore al 30%. Intervento F3 Mantenimento e gestione sui seminativi ritirati dalla produzione di aree a prato permanente, eventualmente arbustato o alberato, esclusivamente nelle zone di rispetto dei fontanili e dei pozzi di derivazione delle acque ad uso civile e nelle zone di tutela dei caratteri ambientali di laghi, bacini e corsi d’acqua di cui all’art.17 del P.T.P.R. Localizzazione L’Azione si applica esclusivamente nelle zone omogenee di pianura e collina. In particolare, nelle zone omogenee di collina l’Azione si applica esclusivamente nelle aziende ricadenti nelle aree preferenziali individuate.

MISURA 216 “Ripristino degli spazi naturali e seminaturali e del paesaggio agrario” I beneficiari devono presentare contestualmente domanda di aiuto sull’azione 9 della misura 214. I beneficiari si impegnano alla realizzazione di siepi, anche alberate e/o con finalità di fasce tampone finalizzate a ridurre il trasporto di elementi inquinanti, boschetti inferiori o pari ad ha 0,5, stagni, laghetti o bacini di fitodepurazione delle acque. Le piantumazioni arboree o arbustive devono riguardare specie della flora autoctona o storicamente presente; quelle erbacee devono avere caratteristiche adatte ai bacini di fitodepurazione. Il beneficiario deve impegnarsi a realizzare gli elementi naturali e/o paesaggistici su una superficie minima aziendale, pari ad almeno il 5% della SAU ed il pagamento potrà riguardare superfici investite ad elementi naturali o del paesaggio per un massimo del 10% della SAU aziendale. Nel caso di aziende composte da più corpi nettamente separati, tale realizzazione può essere effettuata anche soltanto per uno, facendo riferimento alla percentuale della SAU del corpo medesimo o, in alternativa, facendo riferimento alla percentuale dell’intera SAU aziendale, la realizzazione degli elementi naturali e paesaggistici può essere effettuata anche solo su uno o più corpi . Entità dell’aiuto • Pianura 0,4 euro/mq di superficie investita (comprese le fasce di rispetto) • Collina 0,2 euro/mq di superficie investita (comprese le fasce di rispetto)

LA VOCE DEI

Coltivatori


Tecnico

Obbligatorio etilometro in agriturismo Per tutte le strutture che chiudono dopo le ore 24.00 L’art. 54 della legge di conversione, pubblicata sulla GU del 29 luglio scorso prevede l’obbligo per gli esercizi pubblici che chiudono dopo la mezzanotte di fornirsi di etilometro per consentire ai clienti che ne facessero richiesta di provare il tasso alcoolico prima di lasciare il locale. Tale norma riguarda anche gli agriturismi che chiudono dopo mezzanotte e dovrà essere applicata entro il 13 novembre. Tale normativa prevede che i titolari e i gestori degli esercizi che proseguano la propria attività oltre le ore 24, devono avere presso almeno un’uscita del locale un apparecchio di rilevazione del tasso alcolemico, di tipo precursore chimico o elettronico, a disposizione dei clienti. Devono altresì

esporre all’entrata, all’interno e all’uscita dei locali apposite tabelle che riproducano: a) la descrizione dei sintomi correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica nell’aria alveolare espirata; b) le quantità, espresse in centimetri cubici, delle bevande alcoliche più comuni che determinano il superamento del tasso alcolemico per la guida in stato di ebbrezza, pari a 0,5 grammi per litro, da determinare anche sulla base del peso corporeo. L’inosservanza delle disposizioni di cui al comma 2-quater comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 300 a euro 1.200.

CONTRIBUTI per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti

Presentazione delle domande entro il 30 novembre 2010 Il Piano Regionale per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti prevede interventi in favore di vigneti destinati alla produzione di vini di qualità (DOP e IGP), iscritti o da iscrivere negli albi ed elenchi provinciali dei vigneti. Le risorse finanziarie sono destinate prioritariamente a favore della produzione di vini a DOP. Sono ammessi al contributo gli interventi di ristrutturazione e riconversione dei vigneti che prevedano la realizzazione di una o più delle seguenti misure: • reimpianto di vigneti obsoleti con l’impiego di varietà, sesti d’impianto e forme d’allevamento previsti nel piano regionale, che siano in grado di migliorare la qualità dei prodotti; • riconversione varietale dei vigneti mediante sovrainnesto; i reinnesti sono eseguiti con le varietà previste nel piano, più rispondenti alle esigenze del mercato: in tal caso il vigneto deve presentare caratteristiche strutturali analoghe a quelle previste nel piano di ristrutturazione e riconversione; • adeguamento dei vigneti con forme e sistemi di allevamento idonei alla meccanizzazione integrale delle operazioni colturali. Per vigneto obsoleto si intende un impianto superato tecnologicamente da cui di norma si ottengono prodotti di scarsa qualità senza prospettive di mercato. Il regime di sostegno non si applica al rinnovo normale dei vigneti giunti al termine del ciclo naturale di vita. Le domande possono essere presentate da imprenditori sia in forma collettiva che singola in possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi indicati nel Piano Regionale

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La superficie minima d’intervento ammessa al contributo è di ettari 0,5. E’ prevista la concessione di contributi in conto capitale quantificati in modo forfettario fisso e onnicomprensivo, nella misura massima del 50% dei costi ammessi delle opere realizzate. Le spese finanziabili sono quelle sostenute nel periodo successivo alla data di approvazione della domanda; fanno eccezione le spese relative all’acquisto di materiali (pali, barbatelle, fili, ancore, ecc.), la cui ammissibilità decorre dalla data di presentazione delle domande. Il contributo varia in relazione alla zona di appartenenza del vigneto (collina, pianura), tipo di vigneto (DOP, IGP), caratteristica dell’intervento (ristrutturazione, riconversione), livello di meccanizzazione previsto (integrale, parziale). Gli importi massimi per ettaro variano quindi da 14.461 a 2.582 euro e non sono cumulabili con altri sostegni comunitari riguardanti le medesime superfici ed operazioni. Il contributo, inoltre, si riduce proporzionalmente nei casi in cui la spesa rendicontata sia inferiore a quella massima ammissibile. Gli interventi ammissibili al regime di sostegno ed i relativi importi per ettaro possono subire variazioni in funzione delle risorse disponibili per ciascun anno finanziario. Le domande di contributo devono essere presentate entro il 30 novembre 2010 a livello informatico tramite l’applicativo SOP. Le opere ammesse al contributo devono essere realizzate entro il 15 marzo successivo alla presentazione della domanda.

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Tecnico LA PAGINA DELLA SICUREZZA

NUOVI FONDI PER LA ROTTAMAZIONE AGRICOLA IMPORTANTE CONTRIBUTO PER INCREMENTARE LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO AGRICOLO Il neoministro dello sviluppo economico Paolo Romani ha posto la firma al decreto con cui vengono assegnati fondi al settore agricolo, circa 110 milioni di euro, per il sostegno della domanda finalizzata ad obiettivi di efficienza energetica, ecocompatibilità e di miglioramento della sicurezza sul lavoro. Il settore agricolo è fortemente interessato al rifinanziamento degli incentivi, specie ai fini delle sicurezza sul lavoro, problema che in agricoltura viene affrontato con grande impegno dalle imprese. Naturalmente, anche gli incentivi alla rottamazione delle macchine concorrono a questo obiettivo. I fondi già esauriti ad aprile al via degli incentivi, erano limitati rispetto alle reali esigenze del parco macchine agricole. Bisogna quindi proseguire su questa strada per dare modo alle aziende di svecchiare il parco macchine e acquistare macchine più sicure”. Risorse pubbliche messe a disposizione: Fondo unico di 110 milioni di euro per i 10 settori produttivi tra i quali sono compresi rimorchi e semirimorchi, macchine agricole e macchine movimento terra. Durata campagna di rottamazione: dal 3 novembre sino ad esaurimento delle risorse, e comunque non oltre il 31 dicembre 2010. Entità del contributo: 10% del costo di listino (contributo statale) a cui si aggiunge un ulteriore 10% praticato dal rivenditore, pertanto sconto totale del 20% sul prezzo di listino. Criterio di attribuzione degli incentivi: la graduatoria dei beneficiari è determinata in base all’ordine di presentazione delle domande dal 3 novembre. Condizioni per l’accesso ai contributi: • le macchine dovranno essere esclusivamente della stessa tipologia e con potenza non superiore del 50% all’originale rottamato; • le macchine rottamate dovranno essere di fabbricazione anteriore al 31 dicembre 1999 Il contributo statale non è cumulabile con altri benefici concessi sul medesimo bene dalle vigenti disposizioni. Macchine ammesse a contributo: sono ammesse all’acquisto agevolato le seguenti macchine ed attrezzature: • trattori agricoli; • trattori agricoli su ruote utilizzati in agricoltura e in silvicoltura; • falciatrici; • rimorchi o semirimorchi autocaricatori e autoscaricatori per uso agricolo; • macchine agricole per la preparazione del terreno, la piantatura o la concimazione (quali aratri, spanditori di concime, seminatrici, erpici ecc.); • macchine per la raccolta o la trebbiatura dei prodotti agricoli (mietitrici, trebbiatrici, selezionatrici, ecc.); • mungitrici; • irroratrici per uso agricolo; • macchine agricole di altro tipo (incubatrici ed allevatrici per l’avicoltura, macchine per l’apicoltura, apparecchi per la preparazione del mangime, macchine per pulire, vagliare o selezionare uova, frutta, ecc.); • macchine per irrigazione; • macchine per il movimento terra Per le categorie di beni sopra riportati, il contributo potrà essere concesso per la sostituzione di macchine o attrezzature agricole e movimento terra di fabbricazione anteriore al 31 dicembre 1999. Modalità di accesso al contributo Le imprese dovranno rivolgersi ai venditori dei beni che intendono acquistare. I venditori si faranno carico della verifica della disponibilità dei fondi mediante apposita prenotazione.

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Tecnico

i Vostri quesitii. A domanda...risposta! Le domande più frequenti e di interesse generale verranno qui pubblicate, le altre avranno una risposta diretta

1 FAMIGLIA SUCCESSIONI E DONAZIONI IL TESTAMENTO OLOGRAFO DEVE ESSERE SCRITTO DI PROPRIO PUGNO D. E’ valido un testamento scritto di proprio pugno da mio padre ? R. Il testamento scritto interamente di proprio pugno dal padre o da altro parente è perfettamente valido: si chiama testamento olografo, previsto dall’ art. 606 c.c. che è praticamente una scrittura privata che si caratterizza per la totale autografia dell’atto, cioè chi vuole lasciare dei beni in eredità deve scrivere di suo pugno tutto il contenuto dell’atto, compresa la data: se, viceversa l’atto è stato scritto da altra persona o al computer, questo non avrà alcun valore e sarà considerato nullo, come se non fosse stato fatto (veda domanda n.3). Il testamento potrà poi essere conservato da persona di fiducia, che, dopo la morte del testatore (ossia chi muore lasciando un testamento), è tenuto a presentarlo ad un notaio per la pubblicazione (articolo 620 c.c).

-------------------------------------------------------------------------------STESSO TRATTAMENTO PER I FIGLI NATURALI E LEGITTIMI D. I figli nati da una relazione extraconiugale di uno dei genitori sono eredi anche loro a tutti gli effetti ? R. I figli naturali sono equiparati in tutto e per tutto ai figli legittimi: l’ art. 566 c.c., infatti, dispone che alla morte del padre e della madre i figli legittimi e naturali ereditano i beni lasciati in eredità in parti uguali. Vi è una particolarità: l’ articolo 537 c.c. comma 3 consente ai figli legittimi di liquidare in denaro o in beni immobili di loro scelta la quota a cui hanno diritto i figli naturali, che naturalmente vi acconsentano; in caso di opposizione, interviene il giudice che, valutate tutte le circostanze personali e patrimoniali, può autorizzare i figli legittimi a corrispondere ai figli naturali ciò che spetta loro per legge, evitando così che essi abbiano voce in capitolo sulla gestione dei beni che il defunto ha lasciato come eredità. Tale possibilità ha come scopo quello di evitare che i figli naturali, insieme ai figli legittimi, partecipino all’amministrazione dei beni ereditati quando essa può dar luogo a gravi difficoltà nella gestione del patrimonio ereditario, perché ad esempio i figli legittimi non vanno d’accordo con i figli naturali.

In queste ipotesi il testamento è annullabile ma il termine per impugnarlo è di cinque anni che decorrono, nei casi di incapacità, dalla data di esecuzione del testamento (ad esempio da quando il notaio legge il testamento davanti agli eredi e procede alla distribuzione dei beni), mentre nel caso di inganno o costrizione dal giorno in cui tale circostanza viene scoperta. In ogni caso, sia in caso di nullità che annullabilità, in mancanza di un accordo tra le parti, ci si deve rivolgere all’Autorità Giudiziaria con l’assistenza di un Legale.

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LOCAZIONE E AFFITTI

AL DECESSO DEL CONDUTTORE SUBENTRANO GLI EREDI D. Il convivente del conduttore subentra, in caso di morte di quest’ultimo, nel contratto di locazione? R. Si. In caso di morte del conduttore succedono nel contratto di locazione il coniuge, gli eredi, i parenti e affini con lui abitualmente conviventi e, a seguito di pronuncia della Corte di Costituzionale, anche il convivente more uxorio. La convivenza va comunque accertata al momento del decesso del conduttore, non rilevando a nulla se gli aventi diritto alla successione nel contratto siano rimasti nell’immobile locato dopo la morte del dante causa. La successione mortis causa nel contratto di locazione è un fatto giuridico istantaneo che si realizza all’atto stesso della morte del conduttore, senza rilevanza alcuna per gli accadimenti .

-------------------------------------------------------------------------------IL RINNOVO TACITO DEL CONTRATTO D. La permanenza del conduttore nell’immobile oltre la scadenza del contratto comporta una rinnovazione tacita della locazione? R. No. La rinnovazione tacita del contratto di locazione non può desumersi solo dal fatto che il conduttore rimanga nell’immobile oltre la scadenza del termine, anche se il periodo di permanenza è molto lungo. Per il perfezionamento di una rinnovazione tacita del contratto occorre che, dopo la scadenza del termine, la tacita volontà sia desumibile dall’ univoco comportamento di entrambe le parti, (es corrispondenza, raccomandate o altro).

A parte questo, i figli legittimi e naturali, ai fini della successione, hanno gli stessi diritti

-------------------------------------------------------------------------------IL TESTAMENTO PUO’ ESSERE IMPUGNATO D. . In quali casi è possibile impugnare un testamento ? R. E’ possibile impugnare un testamento in due ipotesi: quando il testamento è nullo oppure è semplicemente annullabile. Un testamento è da ritenersi nullo quando è contrario a norme imperative di legge oppure presenta dei difetti di forma che ne rendono incerta l’autenticità. Esempio di nullità per difetto di forma: il testamento cosiddetto olografo che non è stato scritto interamente dal defunto di suo pugno oppure non è stato firmato è nullo. Esempio di nullità perchè contrario a norme imperative di legge: chi lascia in eredità il patrimonio alla figlia a condizione che sposi una persona da lui stesso designata; tale testamento lede una libertà fondamentale della persona e pertanto è nullo. La possibilità di impugnare un testamento per nullità non ha limiti di tempo (azione imprescrittibile). Diverso è il caso del testamento lasciato da un soggetto ritenuto o dichiarato malato di mente o incapace di intendere e di volere oppure il caso di chi è stato ingannato o costretto.

NOVEMBRE 2010

Competenza e professionalità per l’espletamento delle pratiche e per informazioni relative a: Successioni, Eredità, Volture catastali, Contratti di affitto e locazione immobili, Sicurezza sul Lavoro (DLgs.81/08) Ufficio provinciale Coldiretti: Maurizio Maffi e-mail: maurizio.maffi@coldiretti.it tel.: 0523.596515 / 16 - Sede oppure: presso tutti gli uffici Coldiretti

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Fiscale - Tributario

Secondo e/o unico acconto delle imposte 2010: IRPEF - IRAP - IRES E CONTRIBUTI AGGIUNTI INPS Scadenza Entro il 30 novembre 2010 i contribuenti sono tenuti al versamento di acconti, in relazione al debito d’imposta che risulterà dalla prossima dichiarazione dei redditi da presentarsi nel 2011. Chi deve versare Sono tenuti al versamento del secondo e/o unico acconto: • le persone fisiche; • le società di persone ed enti equiparati; • le società di capitali ed enti equiparati. L’acconto non è dovuto nei seguenti casi: ESONERO DA PRECEDENTE DICHIARAZIONE - l’acconto non è dovuto se l’ultima dichiarazione non è stata presentata, per legittime condizioni di esonero, anche se nel 2010 saranno conseguiti redditi da dichiarare nel 2011. Esempio Attività iniziata nel 2010. ESONERO PROSSIMA DICHIARAZIONE - l’acconto non è dovuto se la prossima dichiarazione non sarà presentata usufruendo di legittime condizioni di esonero. ECCEDENZE D’IMPOSTA - l’acconto non è dovuto se l’eccedenza a credito, da scomputare dall’ammontare delle imposte dovute per l’anno 2010, è superiore agli acconti calcolati. IMPOSTE PREVISTE - l’acconto non è dovuto se le imposte, al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta e delle ritenute, previste per l’anno in corso ed effettivamente risultanti dalla prossima dichiarazione, saranno di ammontare non superiore ai limiti di versamento minimo. PER GLI EREDI - Contribuenti deceduti dall’1.01 al 30.11: per i redditi del “de cuius” l’acconto non è dovuto, perché condizione essenziale per il versamento dell’acconto è l’esistenza in vita del soggetto d’imposta al momento in cui l’acconto è dovuto; inoltre anche se è stato versato il 1° acconto, gli eredi non sono tenuti al versamento della 2ª rata; l’imposta già versata sarà scomputata in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi del “de cuius” da parte degli eredi. Metodi di calcolo previsti: METODO STORICO di calcolo: l’acconto viene calcolato sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente; METODO PREVISIONALE: l’acconto viene calcolato sulla base dell’ imposta che si prevede di determinare. Regole di calcolo per ogni tributo e limite di esenzione: Le regole per il calcolo degli acconti variano a seconda del tipo di tributo e contribuente interessato (persona fisica, società di persone, società di capitali o enti equiparati). 1. Acconto IRPEF persone fisiche/ditte individuali Con riferimento all’anno d’imposta 2010, sono tenuti a versare l’acconto IRPEF nella misura del 99% dell’imposta dovuta per l’anno precedente, le persone fisiche che, hanno determinato un’imposta, relativa al periodo precedente, al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, d’importo superiore a 51,00 euro. Pertanto:

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• Nessun versamento è dovuto quando il debito d’imposta non supera € 51,00; • Versamento in unico acconto: quando il debito d’imposta è superiore a € 51,00 e fino a € 260,00. In tale ipotesi il contribuente può versare l’acconto in un’unica soluzione, entro il 30 novembre. 2. Acconto IRAP dovuto da ditte individuali – società di persone e/o di capitali. Ai fini del calcolo dell’acconto IRAP occorre distinguere tra: persone fisiche e società di persone - questi soggetti determinato l’acconto nella misura del 99% dell’imposta dovuta per l’anno precedente a condizione che l’importo su cui commisurare l’acconto superi € 51,00. Pertanto si determina: • Nessun versamento è dovuto quando il debito d’imposta non supera € 51,00; • Versamento in unico acconto: quando il debito è superiore a € 51,00 e fino a € 103,00 il versamento è eseguito in un unico acconto. In tale ipotesi il contribuente può versare l’acconto in un’unica soluzione, entro il 30 novembre; società di capitali ed enti equiparati - per le società di capitali ed enti equiparati, l’acconto IRAP, se dovuto, si calcola con le stesse regole valide per l’IRES. In particolare, l’acconto relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2010 è dovuto in misura pari al 100% dell’importo, sempreché tale importo sia superiore a euro 20,66. Pertanto si determina: • Nessun versamento: fino a € 20,00 non è dovuto alcun acconto; • Versamento in unico acconto: da € 20,00 a 103,00 il versamento è eseguito in un unico acconto. In tale ipotesi il contribuente può versare l’acconto in un’unica soluzione, entro il 30 novembre. 3. Acconto IRES dovuto Società di capitali ed enti equiparati Sempre relativamente all’anno d’imposta 2010, a differenza di quanto previsto per le persone fisiche, per le società di capitali ed enti equiparati non è previsto alcun limite che determini l’obbligo o meno di versare gli acconti. Infatti, i versamenti di acconto dell’IRES, nonché quelli relativi all’acconto dell’IRAP, dovuti dalle società di capitali ed enti equiparati sono effettuati in due rate salvo che il versamento da effettuare alla scadenza della prima rata non superi euro 103,00. Così come per le persone fisiche, anche per i soggetti IRES possono verificarsi i seguenti casi: • Nessun versamento: fino a € 20,00 non è dovuto alcun acconto; • Versamento in unico acconto: da € 20,00 a 103,00 il versamento è eseguito in un unico acconto. In tale ipotesi il contribuente può versare l’acconto in un’unica soluzione, entro il 30 novembre.

LA VOCE DEI

Coltivatori


Fiscale - Tributario 4. Acconti riferiti a contributi inps commercianti artigiani autonomi - sui redditi eccedenti il minimale. Si ricorda che entro il termine del 30 novembre le persone fisiche, se tenute, devono effettuare anche il versamento dei seguenti contributi: - artigiani e commercianti: secondo acconto a percentuale (ossia sui redditi eccedenti il minimale) contributi INPS artigiani e commercianti; - contribuenti titolari di partita IVA che esercitano attività di lavoro autonomo privi di un’autonoma cassa previdenziale: secondo acconto contributo gestione separata INPS Il versamento da effettuare è pari al 50% del dovuto (l’altro 50% doveva essere versato entro il termine previsto per il saldo d’imposta dell’anno precedente). Acconto in misura ridotta Se il contribuente (sia esso persona fisica o società) prevede una minore imposta da dichiarare nella successiva dichiarazione (ad esempio, per effetto di oneri sostenuti nel 2009 o di minori redditi percepiti nello stesso anno), può determinare gli acconti da versare sulla base di tale minore imposta (c.d. “metodo previsionale”). Non si rateizza: ATTENZIONE: Mentre il primo acconto può essere anche rateizzato, ciò non è possibile per l’acconto di novembre che va, quindi, versato in unica soluzione. CASI PARTICOLARI TREMONTI-TER: Nella determinazione dell’acconto dovuto si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata senza tener conto delle disposizioni del c. 1 dell’art. 5 del D.L. 1.07.2009, n. 78 (agevolazione Tremonti-ter).

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SOCIETA’ DI COMODO Le società non operative (società di comodo) devono determinare gli acconti dovuti in base al reddito minimo stabilito dalle apposite disposizioni legislative, indipendentemente dal reddito che si presume di ottenere nell’esercizio successivo. SANZIONI PER TARDIVO INSUFFICIENTE VERSAMENTO In caso di omesso o insufficiente versamento degli acconti in scadenza il 30 novembre è prevista una sanzione amministrativa pari al 30% dell’importo non versato, anche quando, in seguito alla correlazione di errori materiali o di calcolo rilevati in sede di controllo della relativa dichiarazione annuale, risulti una maggiore imposta o una minore eccedenza detraibile. La sanzione per l’omesso o insufficiente versamento dell’acconto è ridotta al 2,50% (pari ad un dodicesimo del minimo) se il versamento viene eseguito entro il 30 dicembre (30 giorni dalla scadenza). La sanzione è invece ridotta al 3% (un decimo del minimo) se il suddetto versamento viene effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione. In tal caso per ravvedere è necessario effettuare il versamento : a) della maggiore imposta dovuta; b) della sanzione; c) degli interessi moratori pari al 1% annuo con maturazione giorno per giorno. Gli assistiti da Impresa Verde riceveranno comunicazione con l’importo descritto in F24.

L’ufficio fiscale provinciale e gli uffici periferici sono a disposizione per ogni ed opportuno chiarimento.

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Fiscale - Tributario

Società agricole: regime fiscale opzionale L’opzione per sas, snc, srl e cooperative dura almeno 3 anni Con circolare n. 50/E del 1° ottobre 2010, Agenzia delle Entrate ha chiarito le disposizioni per la determinazione catastale del reddito alle società di persone, alle srl e alle cooperative che svolgono in via esclusiva attività agricola. L’opzione per la determinazione del reddito secondo le regole dettate dall’articolo 32 del Tuir è stata concessa – dalla Finanziaria 2007 - alle società agricole snc, sas, srl e cooperative. L’indicazione “agricola” nella ragione/denominazione sociale è requisito imprescindibile perché la compagine possa qualificarsi come “agricola”. Lo stesso oggetto sociale deve prevedere l’esercizio “esclusivo” delle attività previste dall’articolo 2135 del codice civile: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. La circostanza non deve rimanere solo sulla carta; l’esercizio esclusivo delle attività deve essere reale. Esclusività Tale carattere non viene meno nel caso la società ponga in essere altre attività che siano strumentali a quella principale per il conseguimento dell’oggetto sociale (ad esempio, l’acquisto o l’affitto di terreni rustici per ampliare l’attività o l’accensione di un finanziamento per acquistare un trattore). L’esclusività, invece, non si riscontra più con il possesso di partecipazioni in altre società, a meno che, contemporaneamente, la partecipata sia anch’essa una società agricola o i dividendi derivanti dal possesso delle partecipazioni siano inferiori ai ricavi derivanti dallo svolgimento delle attività agricole. Scelta L’opzione per la tassazione catastale si attiva con la prima dichiarazione da presentare (Iva o dei redditi). Con Iva 2011 o Unico dello stesso anno si potrà, quindi, comunicare l’opzione per i redditi prodotti dal 1° gennaio 2010 (chiaramente, si ripete, possedendone i requisiti). La scelta vincola la società per un triennio, trascorso il quale rileveranno i “comportamenti concludenti”. L’opzione perde efficacia già

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dal periodo d’imposta in cui le società perdono i requisiti prescritti. Il reddito determinato catastalmente resta pur sempre “d’impresa”. La prima conseguenza è che le società agricole devono continuare a tenere la contabilità secondo il regime precedentemente seguito (ordinario, semplificato). L’esercizio dell’opzione determina, in un certo senso, un percorso parallelo per attività e passività. In sostanza, il loro valore fiscale “evolve” (per effetto, ad esempio, degli ammortamenti che vanno avanti) ma non produce effetti sulla determinazione del reddito. Alla fine del periodo di validità dell’opzione, i valori fiscali saranno assunti per l’importo che risulta in quell’esercizio (per effetto anche degli ammortamenti che sono nel frattempo andati avanti). Da qui la necessità di evidenziare in dichiarazione dei redditi, anche in costanza dell’opzione, il valore fiscale di attività e passività. Regole ad hoc sono dettate per le cessioni di beni strumentali, mobili e immobili, avvenute in regime di “reddito catastale”. I beni mobili producono plusvalenze o minusvalenze fiscalmente rilevanti solo se acquistati prima dell’esercizio dell’opzione. I beni immobili, invece, danno vita a componenti da tassare o dedurre sempre e comunque. Per questo motivo, ne riducono il valore fiscale tutti gli ammortamenti calcolati, anche quelli operati nel periodo di validità dell’opzione. Ad esempio la quota di una plusvalenza frazionata prima di esercitare l’opzione, quindi, si somma al reddito determinato catastalmente. La regola può dar vita anche a perdite d’esercizio, quando a dover esser aggiunti al risultato catastale sono componenti negativi (ad esempio, spese di pubblicità per cui si sia scelta la deduzione in 5 anni). Circostanza questa che spinge a considerare le eventuali perdite che si formano nei periodi di efficacia dell’opzione e riportabili secondo le ordinarie regole dell’articolo 84 del Tuir.

Società agricole, quando si configura società di comodo

L’abitazione attrae l’autorimessa e le passa lo sconto d’imposta

Il concetto di “società di comodo” è stato introdotto nel 1994 al fine di disincentivare il ricorso all’utilizzo dello strumento societario come schermo per nascondere un’attività di mero godimento di beni. Le società, anche quelle agricole, per verificare lo status di società non operativa, sono chiamate ad “affrontare” appunto il test di operatività: verifica dell’ammontare medio di ricavi, proventi e incrementi delle rimanenze dell’ultimo triennio, che deve essere sempre inferiore ai ricavi minimi di legge. Per quante non lo superassero resta, ovviamente, aperta la strada dell’interpello disapplicativo, con il quale possono essere fatte valere motivazioni, oggettive e documentate, alla base della “bocciatura” (es. calamità naturali). L’Agenzia ha chiarito che con l’interpello può esser chiesta la disapplicazione dall’obbligo di dichiarare il “reddito minimo”, facendo valere la circostanza per cui l’esercizio dell’opzione determina un risultato più basso. In tale caso, però, anche se l’istanza venisse accolta, resterebbe fermo l’assoggettamento alla determinazione del reddito minimo Irap e alle limitazione stabilite ai fini Iva.

Chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 94/E del 5 ottobre. Oggetto della richiesta di chiarimento era l’iva da applicare alla vendita di una seconda autorimessa pertinenza comunque dell’abitazione principale: alla vendita in questione è corretto applicare l’Iva al 10% prevista per le cessioni di fabbricati a uso abitativo. Non si può assolutamente, invece, applicare l’aliquota ridottissima del 4%, riservata all’acquisto della prima casa e ai trasferimenti di proprietà riguardanti una sola pertinenza, e nemmeno a quella ordinaria del 20% a cui sono normalmente sottoposti gli immobili strumentali per natura. In teoria, solo per le pertinenze delle abitazioni principali, appartenenti alle categorie catastali C2, C6 e C7, scatta la stessa agevolazione prevista per l’acquisto della prima casa: può usufruire dello sconto Iva, però, soltanto un’unità per ciascuna categoria, mentre nel caso ipotizzato c’è già un’altra autorimessa “agevolata”. I fabbricati strumentali che costituiscono pertinenza di abitazioni, tuttavia, sono sottoposti a uno speciale regime tributario. I tecnici dell’Agenzia ribadiscono, infatti che il “bene servente” può essere considerato una “proiezione del bene principale”, assumendone la stessa natura. In pratica, il garage viene “attratto” dall’appartamento e acquisisce la classificazione di immobile a uso abitativo: di conseguenza, la sua cessione sconta l’Iva al 10 per cento.

LA VOCE DEI

Coltivatori


Fiscale - Tributario

Mutuo per l’abitazione principale OPERAZIONE “SOSPENDI MUTUO” In vigore dal 2 settembre il regolamento sul Fondo a favore di chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo: l’operazione “sospendi-mutuo”. L’agevolazione - sospensione del pagamento delle rate - è rivolta alle persone che risultano titolari di un contratto di mutuo finalizzato all’acquisto di un immobile, in Italia, destinato a propria abitazione principale. Requisiti e condizioni di accesso • il richiedente deve essere proprietario dell’immobile per il quale è stato contratto il mutuo; • l’importo ricevuto deve essere al massimo 250mila euro e in ammortamento da almeno un anno; • l’appartamento non deve appartenere alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e non deve avere le caratteristiche per essere considerato “di lusso”; • l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non deve superare 30mila euro. I requisiti di partenza devono essere posseduti al momento di presentazione della domanda. Inoltre, la temporanea impossibilità a rispettare il calendario delle rate deve essere “giustificata” da uno dei seguenti eventi verificatosi dopo la stipula del contratto di mutuo: • perdita del posto di lavoro o termine del contratto, senza un nuovo impiego da almeno tre mesi;

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• morte o sopraggiunta non autosufficienza di un componente del nucleo familiare percettore di almeno il 30% del reddito complessivo del nucleo familiare; • pagamento di spese mediche o di assistenza domiciliare per almeno 5mila euro annui; • pagamento di spese per manutenzione straordinaria, ristrutturazione o adeguamento funzionale dell’immobile, per opere necessarie e indifferibili, di ammontare non inferiore a 5mila euro; • aumento della rata del mutuo a tasso variabile di almeno il 25% (in caso di rate semestrali) o di almeno il 20% (rate mensili). Domanda e allegati - Chi fosse interessato deve fare richiesta alla banca che ha concesso la somma, indicando l’intervallo temporale per il quale intende usufruire della sospensione, allegando attestazione dell’Isee e documentazione idonea a dimostrare le ragioni del mancato pagamento della rata. Revoca dell’agevolazione - L’agevolazione è revocata se si accerta che è stata ottenuta grazie a dichiarazioni mendaci o documenti falsi: occorre restituire allo Stato l’importo girato dal Fondo alla banca, rivalutato secondo l’indice Istat e maggiorato degli interessi legali. Tempi - Nel tempo massimo di un mese, l’aspirante beneficiario viene messo a conoscenza dell’esito della domanda: 10 giorni per la banca che istruisce la pratica, 15 giorni per il Gestore del Fondo, 5 giorni per l’istituto di credito che comunica l’esito.

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Compensi erogati per incrementi di produttività-lavoro notturno e straordinario Imposta sostitutiva (detassazione 10%) Negli ultimi mesi l’Agenzia delle Entrate ha emesso tre provvedimenti in materia di detassazione. Con la risoluzione 17 agosto 2010, n.83 è stata confermata l’applicazione del 10% alle somme corrisposte a titolo di lavoro notturno (comprese le retribuzioni orarie) nonché agli straordinari connessi a incrementi di produttività. Nelle successive circolari 27 settembre 2009 n.47 e 48, l’Agenzia delle entrate conferma la necessità da parte delle aziende di provare la correlazione delle somme corrisposte con li incrementi di produttività e consente altresì il recupero delle maggiori imposte direttamente con la dichiarazione dei redditi dell’anno 2010 (730 o unico

2011 redditi 2010), previa indicazione delle somme da detassare nel prossimo Cud 2011 redditi 2010. Pertanto, alla luce delle nuove indicazioni dell’Agenzia delle entrate, i datori di lavoro, dietro specifica istanza del dipendente, prelevando i dati storici dalle procedure paghe e previa verifica con i rispettivi Cud (redditi 2008 e 2009) che il dipendente non abbia già raggiunto il tetto massimo di retribuzione detassabile (euro 3000 per il 2008 ed euro 6000 per il 2009), accertano l’esistenza di somme che, sebbene potenzialmente detassabili, hanno invece scontato la tassazione ordinaria. Al fine di consentire la detassazione è necessario altresì verificare l’esistenza di un documento

che provi la correlazione dell’erogazione degli emolumenti con incrementi di produttività/ competitività/efficienza aziendale. Una volta verificate tali condizioni le aziende, in base alle nuove istruzioni, dovranno indicare gli importi, distinti tra 2008 e 2009, nel Cud 2011 redditi 2010 (anche se abbiano già emesso una certificazione in bianco sulla base della risoluzione dell’Agenzia n.83/2010). Il conguaglio per il 2010 L’eventuale ulteriore detassazione spettante sulle somme corrisposte nel 2010, sarà invece oggetto di conguaglio direttamente da parte del datore di lavoro a fine anno o all’eventuale momento di cessazione del rapporto.

VOUCHER: + 16,3 %

dipendenti in agricoltura In netta controtendenza rispetto agli altri settori, fanno registrare un aumento record del 16,3 per cento, i lavoratori dipendenti impegnati in agricoltura, dove si rileva peraltro la piu’ alta percentuale di impiego dei buoni lavoro o voucher. E’ quanto afferma la Coldiretti, in riferimento ai dati Istat sulla disoccupazione nel secondo trimestre del 2010, nel sottolineare che l’aumento dei lavoratori dipendenti del settore primario si è verificato sia nel Mezzogiorno (+ 15,1 per cento), nel centro (+ 21,3 per cento) e al nord (+ 16,2 per cento) con una crescita record del 27,9 per cento nel nord est. Con 472mila dipendenti nel secondo trimestre dell’anno, l’agricoltura, sottolinea la Coldiretti, si conferma come un settore in grado di offrire opportunità di occupazione anche in tempi di crisi, secondo la Coldiretti a cui fanno riferimento il maggior numero di imprese che assumono lavoratori nel settore. Lo dimostra l’esperienza dei buoni lavoro tenuto conto che in agricoltura sono stati utilizzati quasi un terzo (29 per cento) degli 7.452.579 buoni cartacei per venduti in Italia dall’1 agosto 2008 al 3 settembre 2010 secondo l’Inps. L’utilizzo dei buoni lavoro (voucher) è pienamente legittimo anche nell’ambito delle attività di vendita diretta dei prodotti agricoli e alimentari svolta nei mercati degli agricoltori (farmers market) di Campagna Amica. Una ulteriore occasione, quindi, per pensionati, casalinghe e lavoratori in cassa integrazione e mobilità, per avere un’opportunità d’integrazione del proprio reddito e per i giovani studenti anche di accedere ad un’esperienza di lavoro, assicurando a tutti la piena trasparenza al rapporto.

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Per ulteriori informazioni ed approfondimenti rivolgersi all’ Ufficio Paghe provinciale o agli uffici periferici di Coldiretti.

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INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO La Cassazione sancisce incompatibilità tra Accompagnamento e ricovero gratuito in strutture pubbliche. Le norme attuali prevedono che l’indennità di accompagnamento non spetti nei periodi di ricovero gratuito in istituti pubblici, in quanto lo scopo di questa prestazione è sostenere la famiglia del soggetto inabile e favorirne la presenza all’interno del nucleo familiare stesso. Ovviamente questa limitazione si applica quando si tratta di lungo degenza, non vi sono problemi per quanto riguarda ricoveri sporadici o di breve durata. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha fornito un’interpretazione coerente con le indicazioni date dai Comuni di questa regione. Infatti in Emilia Romagna, fino al momento del passaggio delle funzioni concessorie all’INPS, i Comuni avevano date precise disposizioni di sospendere l’erogazione dell’indennità di accompagnamento nei casi di ricovero gratuito presso strutture pubbliche soltanto per periodi superiori al mese. Recentemente la Direzione regionale Emilia Romagna ha fornito alle sedi INPS provinciali disposizioni in linea con questo principio proprio grazie a una sentenza della Cassazione che ha stabilito che il ricovero si pone come elemento ostativo non del riconoscimento del diritto, bensì dell’erogazione dell’indennità per il tempo in cui l’inabile sia ricoverato a carico dell’erario e non abbisogni dell’accompagnatore. Occorre sottolineare che l’indennità di accompagnamento viene altresì corrisposta in caso di ricovero gratuito in strutture per lunga degenza, qualora lo stesso ricovero fosse corredato da una dichiarazione della struttura sanitaria, che aveva in carico la persona con disabilità, da cui si evincessero le spese sostenute dalla famiglia o comunque dal ricoverato, specie se collegate all’assistenza della persona. Ricordiamo che questa prestazione viene erogata indipendentemente dalla situazione reddituale o dalla composizione del nucleo familiare. L’indennità, invece, non spetta se l’assistenza non ha carattere continuo ma è finalizzata ad una emergenza temporanea. Per richiedere il riconoscimento di invalidità e l’indennità è necessario presentare una domanda alla Commissione Medica per gli Invalidi Civili della Asl soltanto tramite i patronati. Per rispettare correttamente tutti gli adempimenti predetti, o per presentare nuova richiesta invitiamo a rivolgersi al patronato EPACA, il quale assiste tutti i cittadini gratuitamente.

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speciale assegno continuativo mensile Si tratta di una prestazione erogata da INAIL, quando il decesso del titolare della rendita è avvenuto per cause non dipendenti dall’infortunio/ malattia professionale e con un grado di inabilità permanente non inferiore al 65%. I superstiti di soggetti deceduti che erano titolari di rendita INAIL potrebbero avere diritto a una prestazione poco conosciuta: lo “speciale assegno continuativo mensile”. Lo Speciale Assegno Continuativo spetta a coniuge e figli, a condizione che non percepiscano rendite, prestazioni economiche previdenziali o altri redditi di importo pari o superiore a quello dell’assegno speciale, ovviamente non viene considerato il reddito della casa di abitazione. Per il calcolo si considera la rendita diretta percepita in vita dal titolare a cui vengono applicate le seguenti percentuali: 50% per il coniuge fino alla morte o nuovo matrimonio 20% a ciascun figlio • fino al 18° anno di età, nessun requisito • fino al 21° anno di età, frequenza di Scuola Media Superiore, vivenza a carico e assenza di lavoro retribuito • non oltre il 26° anno di età, frequenza di Corso normale di Laurea, vivenza a carico ed assenza di lavoro retribuito 40% per ciascun figlio orfano di entrambi i genitori 50% per ciascun figlio inabile, finché dura l’inabilità La somma degli assegni spettanti ai superstiti nelle misure sopra indicate non può superare l’importo della rendita percepita dall’assicurato al momento del decesso; nel caso in cui la somma degli assegni superi l’importo della rendita diretta, gli assegni percepiti da ciascun erede sono proporzionalmente ridotti entro tale limite. Qualora uno o più assegni vengano cessati (es. per raggiunto limite di età da parte di un figlio), gli assegni rimanenti vengono proporzionalmente reintegrati fino alla ricorrenza del limite stesso, senza comunque superare, nella reintegrazione dei singoli assegni, la quota spettante a ciascun avente diritto nella misura sopra indicata Nel caso di redditi di importo inferiore all’assegno, INAIL corrisponde la differenza fra l’importo dei redditi e l’importo inizialmente calcolato. L’INAIL corrisponde direttamente l’Assegno nel caso in cui sia stata respinta la richiesta di rendita ai superstiti. In caso di decesso di un titolare di rendita per infortunio o malattia professionale, l’INAIL, è tenuto ad avvisare a mezzo raccomandata A.R. gli eredi del defunto circa la possibilità di presentare: • richiesta di rendita ai superstiti (qualora si presuma che il decesso sia stato causato dall’infortunio o malattia professionale che aveva dato origine alla rendita) nel termine di 90 giorni dalla data di ricezione della comunicazione stessa; • domanda di speciale assegno continuativo nel termine di 180 giorni decorrenti dalla data di ricezione della comunicazione stessa (solo per i decessi di titolari di rendita con grado non inferiore al 65%, avvenuti per motivi non dipendenti dall’infortunio o dalla malattia professionale).

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Notizie in breve

in breve... MANOVRA: SANATAORIA CATASTALE IMMOBILI NON DICHIARATI O FIFFORMI Prorogata al 31/12/2010 il termine entro il quale i proprietari di immobili che non risultano iscritti in Catasto o immobili oggetto di interventi edilizi che abbiano causato una variazione di consistenza o di destinazione, devono presentare, ai fini fiscali la relativa dichiarazione di aggiornamento catastale con sanzione ridotta a 1/3. In mancanza di tale aggiornamento l’Agenzia del territorio che entro Settembre 2010 concluderà le attività di individuazione dei fabbricati non censiti, procederà all’attribuzione di una rendita presunta e retroattiva da inscrivere transitoriamente in Catasto, con addebito di spese e sanzioni. A tal proposito COLDIRETTI offre un servizio di consulenza, supporto e pratiche di accatastamento a prezzi favorevoli, tramite convenzione con Studio Tecnico Professionale, per tutti quei fabbricati agricoli che hanno perso i requisiti di ruralità o che non risultano inseriti in mappa o accatastati- nuovi accatastamenti. E’ consigliabile controllare la propria situazione catastale e verificare l’inserimento in mappa di ogni immobile. -----------------------------------------------------------ASSISTENZA COMPLETA NEI CONTRATTI DI LOCAZIONE GESTIONE CONTRATTI GESTIONE DELLE SCADENZE - GESTIONE DELLA CORRISPONDENZA, GESTIONE DELLE PROBLEMATICHE LOCATORE/CONDUTTORE. Presso la nostra struttura è attivo un servizio di assistenza e supporto nella stipula e gestione dei contratti di locazione di immobili ad uso abitativo e commerciale, calcoli aumento ISTAT, disdette, comunicazioni varie alle parti, rinnovi annuali ecc. Inoltre siamo operativi per l’invio e la registrazione telematica aperta a tutti dei contratti di locazione e affitto. Il servizio è attivo anche presso i nuovi Uffici di: CASTEL SAN GIOVANNI in Via F.lli Bandiera, 35 tel. 333/6528661 MONTICELLI D’ONGINA in Via Garibaldi, 29 tel. 0523/829498 -----------------------------------------------------------CANONI DI LOCAZIONE INDICE ISTAT DI SETTEMBRE 2010 La variazione percentuale dell’indice rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (settembre 2009- settembre 2010 ) è pari al – 1,60% che ridotto al 75% ai fini dell’adeguamento annuale dei canoni di locazione di immobili (ad uso abitativo e non abitativo) corrisponde al – 1,20%. -----------------------------------------------------------STIPULA DI CONTRATTI DI LOCAZIONE IMMOBILIARE (NOVITA’) Dall’01/07/2010 la richiesta di registrazione di contratti di locazione o di affitto di beni immobili ( terreni e fabbricati ) siti in Italia e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite (stipulate in forma orale o scritta) devono contenere anche l’indicazione dei dati catastali degli immobili (pertanto foglio, mappale , consistenza etc.). l’omissione o l’indicazione dei dati in modo errato “è considerato fatto rilevante ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro” e dunque viene punita con la sanzione per la mancata registrazione dei contratti (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta per la registrazione). -----------------------------------------------------------ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA ANCHE PER LE LOCAZIONI Dal 01/07/2010 anche in Emilia Romagna scatta l’obbligo di allegare la certificazione energetica (ACE) ai nuovi contratti di locazione di immobili, di locazione finanziaria

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e affitto di azienda, siano essi nuovi o rinnovati, riferiti ad una singola unità immobiliare o a più unità immobiliari. Si intende “nuovo” il contratto perfezionato a partire dal 1° Luglio 2010. si intende “rinnovato” il contratto che ha subito un rinnovo espresso o tacito a partire dal 1° luglio 2010. L’ACE deve essere consegnato alla controparte in originale o in copia dichiarata conforme. ------------------------------------------------------SUCCESSIONI ED EREDITA’ Presso i nostri Uffici dislocati su tutto il territorio provinciale, forniamo assistenza e informazioni qualificate per la compilazione e inoltro della DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE, volture catastali, riunioni d’Usufrutto, e ogni altra informazione circa l’eredità. Il servizio è attivo anche presso i nuovi uffici di: CASTEL SAN GIOVANNI in Via F.lli Bandiera, 35, tel. 333/6528661 MONTICELLI D’ONGINA in Via Garibaldi, 29, tel. 0523/829498

SICUREZZA SUL LAVORO ENTRO FINE ANNO CONTROLLI SU TUTTI I TRATTORI (archi e cinture) E CARRI DESILATORI- MISCELATORI Le aziende agricole che assumono dipendenti, anche con lavoro accessorio (voucher) sono assoggettate alle norme della sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/2008), adeguamento macchine e attrezzature agricole, nomina Responsabile della sicurezza, nomina addetto primo soccorso e prevenzione incendi, valutazione dei rischi, nomina medico competente, formazione e informazione dipendenti assunti. Anche le aziende senza dipendenti sono ugualmente soggette alle norme sulla sicurezza, limitatamente alla messa a norma di tutte le macchine e attrezzature agricole in particolare trattrici e carri desilatori ( Arco di protezione e Cinture di sicurezza su tutte le trattrici e dispositivi di sicurezza per carri desilatori) e all’utilizzo dei DPI. Le aziende sono invitate a verificare la propria posizione e rivolgersi ai nostri Uffici per una verifica degli adempimenti.

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le pagine del CAP

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LA VOCE DEI

Coltivatori


Consorzio Agrario Provinciale di Piacenza

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BIONATURA “ informa”

TOMATO L I NE

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Protezione e fertilizzazione 2011 dal VIVAIO alla RACCOLTA

La società BIONATURA informa i Coltivatori di pomodoro da industria che proseguirà, nell'annata 2011, l'evoluzione della linea tecnica di protezione e fertilizzazione: “TOMATOLI NE”, comprendente fitofarmaci, nutrienti, fertilizzanti innovativi (liquidi e granulari). I favorevoli riconoscimenti dei Coltivatori che hanno realizzato successi di campo nell’annata appena conclusa, testimoniano gli ottimi risultati qualitativi e produttivi conseguiti. Nuove sperimentate tecnologie, frutto della ricerca, saranno inserite nella “TOMATOLI NE 2011”. I Tecnici del CONSORZIO AGRARIO DI PIACENZA , specialisti della coltura, Vi informeranno relativamente alle novità tecniche per la realizzazione dell’obiettivo:

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la voce novembre  

mensile la voce novembre 2010