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Direzione, Redazione, Amministrazione: via Colombo, 35 - tel 0523 596511-Poste Italiane spa - Sped.in a.p.-D.L.353/2003 (conv.in l.27/02/2004 n.46)-art.1 comma 1-DCB Piacenza-Costo abbonamento annuo: euro 11-Pagamento assolto tramite versamento quota associativa-contiene i.p.

LA VOCE DEI

GIUGNO 2011 Anno LXIII N째 6

oltivatori C PERIODICO DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI PIACENZA

I PRODOTTI DELLA NOSTRA TERRA NON FANNO IL GIRO DELLA TERRA


SOMMARIO

ANNO LXIII - N. 6 - GIUGNO 2011

LA VOCE DEI

Coltivatori

Periodico della Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza

Direzione, Redazione e Amministrazione: FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI DI PIACENZA Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35 Tel. 0523 596511 Fax 0523 596596 E-mail: piacenza@coldiretti.it www.piacenza.coldiretti.it Autorizzazione Tribunale di Piacenza: n. 71 del 24 Aprile 1953 DIRETTORE RESPONSABILE Massimo Albano COMITATO EDITORIALE Antonella Bazzini, Dario Panelli, Elisabetta Montesissa, Laura Barbieri, Luca Piacenza, Maria Luisa Cassi, Maurizio Maffi HANNO COLLABORATO Cinzia Pastorelli, Emanuele Gonsalvi, Enrica Gobbi, Luisa Mezzadri, Nadia Marcotti, Riccardo Piras, Sabrini Cliti PROGETTO GRAFICO & IMPAGINAZIONE Massimo Covati

Sindacale Marini: “L’alleanza coi consumatori ci porta lontano”..........................................................................................3 Euroflora: una filiera agricola tutta italiana anche per i fiori.............................................................................4 Assemblea provinciale Coldiretti, a Carpaneto Piacentino il premio “sezione Coldiretti dell’anno”.......................6 Coldiretti porta i mercati di Campagna Amica in autostrada............................................................................7 Nitrati: grazie a Coldiretti raggiunto l’accordo che salva le stalle italiane..........................................................8 In Coldiretti l’incontro internazionale per un patto a difesa dell’ortofrutta..........................................................9 PAC, il commissario Ciolos vuole un tetto agli aiuti ........................................................................................9 Proposta la Strategia comunitaria per la biodiversità: il ruolo di agricoltura e foreste.......................................13 Cibo OGM, per tre italiani su quattro fa male alla salute................................................................................13 Sangiorgio: “giovani, la filiera agricola per il nostro futuro”............................................................................14

L’intervista del mese Attilio Barbieri............................................................................................................................................16

Iniziative Coldiretti Educazione alla Campagna Amica - Assegnati gli Oscar 2011......................................................................20 I prodotti della filiera agricola italiana nelle botteghe di Campagna Amica......................................................23 Latte appena munto per i cittadini del comune di Rottofreno.........................................................................23

FOTO Archivio Coldiretti - Neodos

Eventi e notizie dal mondo agricolo

FOTOCOMPOSIZIONE E STAMPA Grafiche Lama s.r.l.

La Voce della Cattolica...............................................................................................................................24 Associazione Italiana Allevatori: reperite le risorse per le attività a sostegno delle imprese zootecniche............25 Bonifica: molti fabbricati rurali pagano una quota non dovuta........................................................................25

Tecnico Il periodico ha una tiratura di 9.500 copie. Viene spedito ai Soci in regola con la quota associativa. Non è in vendita. Titolare del trattamento dei dati personali nelle banche dati di uso redazionale è Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dal Dl.Lgs 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, telefonando al n. 0523 596511, e-mail: piacenza@coldiretti.it

Rifiuti: Coldiretti, proroga SISTRI positiva per imprese agricole......................................................................27 Carburanti agricoli: ancora pochi giorni........................................................................................................27 La pagina della sicurezza............................................................................................................................29

Fiscale - Tributario Dichiarazione dei redditi 2011 - periodo d’imposta 2010.............................................................................31

© tutti i diritti riservati

Epaca A luglio arriva la quattordicesima................................................................................................................33 Primo anno in famiglia - Contributo economico............................................................................................33

Questo numero è stato chiuso in redazione il 6 giugno 2011

in copertina:

I PRODOTTI DELLA NOSTRA TERRA NON FANNO IL GIRO DELLA TERRA

Notizie in breve ...in breve di giugno...................................................................................................................................35

Le pagine del Cap Varie ........................................................................................................................................................36

LA VOCE DEI

Coltivatori

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Sei un’impresa agricola che fa vendita diretta in azienda, in agriturismo, al mercato? Allora puoi aderire alla nostra rete nazionale: diventa un Punto Campagna Amica! Potrai usare il logo di Campagna Amica!

Nel tuo punto vendita, nelle confezioni dei tuoi prodotti, sui materiali di comunicazione e di vendita.

Solo prodotti agricoli italiani! Campagna Amica significa filiera agricola italiana: una garanzia per i consumatori, un valore aggiunto per te. Farai parte di una grande rete! Più imprese agricole aderiranno, maggiore sarà la tua forza e quella dei Punti Campagna Amica. Troverai il modulo di adesione in tutte le sedi Coldiretti.

MERCATI DI CAMPAGNA AMICA NELLA NOSTRA PROVINCIA

Fiorenzuola d’Arda: primo e terzo giovedì di ogni mese Piacenza: lunedì, piazza Cavalli – venerdì, piazza Duomo

Pianello V.T.: prima domenica del mese

Grazzano Visconti: prima domenica del mese

Carpaneto P.no: seconda domenica del mese

Ponte dell’Olio: terza domenica del mese


SINDACALE

GIUGNO 2011

Sergio Marini

Presidente Nazionale Coldiretti

Marini: “L’alleanza coi consumatori ci porta lontano” L’intervista al presidente di Coldiretti sul numero 21 di Famiglia Cristiana

“C’è un ricambio generazionale in atto», assicura Sergio Marini, presidente della Coldiretti, nell`evidenziare come i giovani mostrino un rinnovato interesse per l`agricoltura. Cosa si può fare per incoraggiarli di più? «Purtroppo, a frenare gli entusiasmi dei tanti giovani che vorrebbero trovare occasioni di lavoro in campagna ci sono molti ostacoli all`ingresso: dal costo dei terreni al credito. Un giovane, più degli altri, ha bisogno di prospettive di lungo periodo per la propria impresa e queste si possono offrire solo se sarà fatta giustizia dei “furti” che ha subìto in questi anni la nostra agricoltura,). Quali furti? «Da una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano; dall`altra il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli, senza alcun beneficio per i consumatori. Su questi fronti la Coldiretti ha deciso di dare battaglia impegnandosi direttamente a costruire una filiera agricola tutta italiana, con l`obiettivo di tagliare le intermediazioni e arrivare a offrire, attraverso la rete di Consorzi agrari, cooperative, farmers rnarket (mercati dei contadini), agriturismi e imprese agricole, prodotti alimentari al cento per cento italiani, firmati dagli agricoltori e al giusto prezzo. Un progetto per valorizzare il bello e il buono del nostro Paese, che punta sulla capacità di sviluppare la competitività delle imprese legandole al territorio. Un progetto che ha suscitato un grande interesse tra i giovani».

Ma che ha anche creato un forte consenso tra i cittadini-consumatori? «Cadono proprio in questi giorni i dieci anni dall`approvazione della Legge di orientamento che ha allargato i confini dell`attività agricola e ha aperto nuove e interessanti opportunità, che principalmente i giovani hanno dimostrato di saper cogliere, dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta fino all`offerta di servizi alle pubbliche amministrazioni nella cura del verde pubblico. Oggi un giovane agricoltore può produrre e vendere birra ottenuta dal suo orzo o pane preparato dal proprio grano. Il rapporto diretto con il consumatore ha creato le condizioni per un nuovo ruolo sociale ed economico della Coldiretti». Che cosa rappresenta oggi la Coldiretti? «È un`organizzazione in crescita che ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall`agricoltura tradizionale ai mercati di Campagna amica. A tal proposito, in pochi anni abbiamo realizzato la più estesa rete presente in Europa di mercati degli agricoltori che vendono direttamente i loro prodotti e presto apriremo anche le Botteghe nelle città. La Coldiretti è diventata una grande forza sociale. L`unica nel Paese che attraversa un percorso di rigenerazione dell`agricoltura senza tradire la natura e i valori della terra. Abbiamo trasferito in un progetto imprenditoriale concreto l`idea che un Paese come il nostro può ricominciare a crescere in un mercato globale se scommette su ciò che ha di unico ed esclusivo: il nostro buon cibo made in Italy, il nostro territorio, i nostri talenti e il nostro insuperabile genio creativo».

LA VOCE DEI

Coltivatori

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SINDACALE

COLDIRETTI PIACENZA

Una filiera agricola tutta italiana

anche per i fiori

La sintesi dell’ intervento del presidente di Coldiretti Sergio Marini ad Euroflora 2011

Finalmente anche nel florovivaismo Coldiretti parte con la filiera agricola tutta italiana. E’ un comparto

fondamentale per il settore agricolo e per l’intera economia del Made in Italy dove non mancano però le difficoltà soprattutto sul mercato interno. Il settore è in difficoltà da prima che iniziasse la crisi internazionale. I problemi sono tanti, a

cominciare dai costi di produzione troppo alti (non siamo riusciti a trovare 20 milioni per le accise sul gasolio agricolo ma ne abbiamo trovati 150 sulla manodopera). Il problema dei costi è

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serio e continueremo a batterci per contenerli. Ma, soprattutto, c’è un vero problema di dumping. Mai come in questo settore il dumping si fa sentire! Non siamo protezionisti. Siamo per il libero mercato; ma il libero mercato che c’è nel florovivaismo è esagerato e senza nessun tipo di controllo. Dumping sociale, ambientale, sanitario. C’è di tutto. Noi siamo dentro ad una regolamentazione molto rigida, mentre il resto del mondo fa quello che vuole. La Politica comunitaria non si è mai occupata di florovivaismo. I piani di sviluppo rurale (Psr) non hanno soddisfatto appieno le esigenze di un settore dove c’è un’elevata necessità di investimenti. Scarsa attenzione al verde pubblico da parte delle Pubbliche Amministrazioni, che non sempre hanno capito che l’Italia crescerà nel futuro grazie al fatto che riesce a promuovere quello che di bello ha, la sua agricoltura, i suoi paesaggi, i suoi monumenti, il suo florovivaismo. Se entra in una città con tutte le aiuole disfatte, è evidente che ci puoi mettere anche il più bel monumento ma il turista non resta indifferente. Tutti questi problemi sono fondamentali e ce ne dovremo occupare molto più che in passato da qui in avanti. Ma il vero problema, quello serio, quello che ci farà chiudere le aziende se non ci mettiamo le mani è un altro: che stiamo accettando supinamente che il florovivaismo sia inteso come una commodity, che fonda la competitività sul minor costo. Questa

è una partita a perdere in partenza! Non riusciremo mai a competere con i cinesi che fanno lavorare i carcerati a costo zero! Per non parlare della possibilità di utilizzare prodotti fitosanitari da noi vietati con l’inquinamento ambientale che ne deriva. Non saremo mai competitivi in questo modo!

Se noi accettiamo – e se i consumatori accettano! – che il florovivaismo sia una commodity non c’è più niente da fare, e trovare una soluzione a tutti i problemi che ho elencato prima, non servirà


SINDACALE

GIUGNO 2011

assolutamente a niente. Il vero problema è far uscire il settore da questa logica perversa e perdente. E questo lo possiamo fare. Il nostro è il Paese della biodiversità, dei giardini più belli. E’ il Paese dei più bravi architetti del verde del mondo. E’ il Paese delle imprese più sostenibili, è il Paese del sole. Se non riusciamo a trasferire questi valori immateriali al prodotto, se non riusciamo a farli riconoscere al consumatore e a far capire che valgono non ci sarà nessun tipo di futuro possibile. Dobbiamo fare esattamente come abbiamo fatto nel vino: in quel settore, infatti, solo il 20 per cento è il valore effettivo del prodotto, il resto è comunicazione, marketing, immagine. Solo in certe cantine sociali il vino è rimasto una commodity e proprio per questo ci pagano poco le uve. Il nostro obiettivo, quindi, è fare diventare il florovivaismo italiano qualcosa di unico e di esclusivo. La pianta che noi acquistiamo dura molto di più di un bicchiere di vino! A volte dura mesi...in certi casi perfino una vita e più. Per questo dobbiamo farla diventare qualcosa di unico ed esclusivo. Se riusciamo a caricarla di valori immateriali, paesaggio, storia, ambiente allora possiamo costruire un futuro. E’ un percorso lungo ma ce la possiamo fare. Ci siamo riusciti in altri segmenti dell’agroalimentare e lo possiamo fare anche nel florovivaismo. Questa è l’unica strada. E dentro a questo meccanismo si inserisce il nostro percorso di Filiera Agricola tutta Italiana. Quali sono i passi da compiere? Innanzi tutto affrontare e risolvere i problemi elencati sopra. Iniziamo, poi, a costruire un’immagine attorno ai fiori e alle piante italiane legate alla distintività, qualità, diversità dei nostri territori e diamo loro il marchio Campagna Amica. Utilizziamo il più potente strumento di

comunicazione che abbiamo a disposizione: i nostri mercati di Campagna Amica. Ricordiamoci che siamo in un settore in cui la comunicazione è stata fatta poco e male fino ad ora. Iniziamo a comunicare in tutte le occasioni in cui incontriamo il consumatore, perché prima di conquistare i mercati internazionali dobbiamo pensare al mercato interno. Dobbiamo spiegare perché scegliere i fiori italiani, perché sono migliori: etica, sostenibilità, lavoro regolare, assenza di prodotti nocivi. Per tutto questo il fiore italiano è migliore degli altri. Ma non bastano i convegni, dobbiamo farlo persona per persona, con pazienza e buona volontà. Serve inoltre un’organizzazione. Dobbiamo superare l’egoismo che ha sempre contraddistinto questo comparto. Dobbiamo costituire una società di scopo per filiera all’interno di Consorzi Agrari d’Italia (CAI), se vogliamo conquistare i mercati stranieri e se vogliamo partecipare agli appalti. Coldiretti per tanto tempo ha pensato che questo potesse essere un settore in cui bastava essere bravi per farcela. Ma oggi, con la globalizzazione, non basta più. Torniamo ad occuparci di florovivaismo, come abbiamo fatto per altri settori! Un ultimo messaggio voglio lanciare: fra 30 anni in questo Paese ci sarà una grande agricoltura, un grande agroalimentare e un grande florovivaismo e non ci saranno più, invece, quelle multinazionali che cerchiamo di proteggere con i soldi pubblici. Non ci saranno più perché non hanno fatto una diversificazione vera. Perché hanno deciso di vendere commodity e di competere sui costi e competere sui costi in questo Paese è impossibile, a meno che non vogliamo diventare più poveri! Ma visto che non siamo disposti a farlo, allora dobbiamo competere sulla diversità, sulla genialità, sulla capacità di fare qualità e di fare sistema. In questo l’Italia ha sempre vinto e così vincerà nel florovivaismo, dove c’è una classe imprenditoriale che tutto il mondo ci può invidiare. E su questo percorso d’ora in poi ci sarà soprattutto la Coldiretti.

RECORD INVASIONE FIORI STRANIERI NEL 2010 (+18%) A trainare l’aumento sono le rose (+21%) e le piante da fiore per appartamento (+27 %) L’indagine presentata a Euroflora 2011

L

e importazioni di fiori e piante in Italia sono cresciute in valore del 18 per cento per un importo complessivo di 560 milioni di euro, mai raggiunto in passato. E’ quanto è emerso dall’analisi Coldiretti sull’aggiornamento dei dati Istat relativi al 2010 che evidenziano una vera e propria invasione di rose straniere recise che fanno registrare un aumento del 21 per cento per un valore record di 68 milioni di euro, ma anche di piante da fiore per appartamento che, con un balzo del 27 per cento, raggiungono i 71 milioni di euro. Per le rose si tratta di fiori che, spiega la Coldiretti, arrivano in Italia soprattutto attraverso triangolazioni dall’ Africa che fanno tappa in Olanda. A spingere l’aumento record delle importazioni è stato sicuramente la mancata proroga dell’agevolazione sul gasolio destinato al riscaldamento delle serre che rappresenta un insostenibile aumento dei costi in un settore che deve subire un forte pressing competitivo da paesi extracomunitari, favoriti da un clima più caldo, dove spesso si sfrutta la manodopera e si utilizzano pratiche di coltivazione dannose per la salute e l’ambiente bandite dall’Ue. Una situazione aggravata dalla mancanza di trasparenza sull’origine dei fiori in vendita che consente di “spacciare” come Made in Italy quelli importati che rappresentano fino al 60 per cento dell’offerta nazionale e spesso arrivano in Italia dopo un lungo viaggio che ha inizio nelle grandi aziende gestite da multinazionali dove sono denunciati trattamenti brutali contro i lavoratori.

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Coltivatori

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SINDACALE

COLDIRETTI PIACENZA

ASSEMBLEA PROVINCIALE COLDIRETTI

A CARPANETO PIACENTINO IL PREMIO

“SEZIONE COLDIRETTI DELL’ANNO” BILANCIO, PROGETTUALITÀ, RILANCIO DEL TERRITORIO Non slogan ma concretezza e realismo nelle parole del Presidente Luigi Bisi nel corso dell’assemblea provinciale dell’Organizzazione che quest’anno si è svolta presso l’agriturismo Casa Nuova di Niviano di Rivergaro; un breve ed essenziale excursus dei principali avvenimenti che hanno caratterizzato l’agricoltura. “Quello appena trascorso è un anno che ha visto il raggiungimento di un fondamentale traguardo: la legge sull’etichettatura obbligatoria. Il primo frutto di dieci anni di lavoro, cui si aggiunge la realizzazione della rete di Campagna Amica”. “L’impegno dell’Organizzazione, ha sottolineato Bisi, è orientato al miglioramento del reddito delle nostre aziende e alla valorizzazione del territorio attraverso un progetto per l’intero Paese. Guidare l’economico attraverso la “responsabilità” delle principali strutture, ha proprio l’obiettivo di far tornare l’agricoltura al centro, con una coscienziosa presa in carico delle problematiche del settore e una condivisione della progettualità. E’ quindi con questo fine, che i nostri dirigenti siedono in quei posti, comportandosi non con egoistica individualità, ma con giudiziosa lungimiranza. Ma Coldiretti, ha proseguito il Presidente, opera anche con

responsabilità nella società, attraverso iniziative “nella e per la società”; questo è un aspetto qualificante e perfettamente in linea con la vocazione di Coldiretti che, oggi come ai tempi di Bonomi si impone come autorevole attore sociale. L’esternalità positiva del progetto verso la comunità si è evidenziata anche, per citare uno degli ultimi eventi a titolo esemplificativo, ma non certo esaustivo nel percorso di Eucazione alla Campagna Amica. Ancora una volta ci siamo “fatti carico” di un aspetto di fondamentale importanza per bambini e adolescenti: l’educazione ambientale e alimentare. In collaborazione con le scuole e appoggiati dalle principali istituzioni del territorio si è portata avanti un’attività di sensibilizzazione degli alunni, sulle tematiche ambientali e della corretta alimentazione, con un successo sempre crescente: si è passati da 50 ragazzi coinvolti nel 2001 ai circa 2000 di quest’anno. “La Coldiretti, ha concluso Bisi, “pensa racconta e fa”. Siamo partiti dai bisogni della gente per cercare di essere diversi e migliori. Abbiamo la presunzione, con il nostro progetto di “filiera tutta agricola e tutta italiana”, di partire dall’Italia per conquistare il mondo. Abbia-

il presidente Bisi mentre consegna la targa a Paolo Montesissa

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mo coniugato gli interessi degli agricoltori con quelli dei consumatori, per il bene del Paese lungo una strada che altri settori dovrebbero percorrere”. Dopo la lettura e l’approvazione del bilancio della Federazione provinciale, il direttore Massimo Albano ha curato la regia degli interventi dei dirigenti di alcune delle principali strutture economiche coinvolte nel mondo agroalimentare provinciale e regionale: Fabio Minardi presidente dell’APL per il comparto latte, Carlo Bassanini, presidente della Cantina di Vicobarone per il settore vino, Filippo Arata presidente di AINPO per il pomodoro, Pierluigi Scrocchi presidente Cap, Giacomo Sala presidente del Consorzio Biopiace, Alessandro Mazzocchi per il settore ortofrutta e vendita diretta, Carlo Pontini presidente di Terranostra, Fausto Zermani presidente del Consorzio di Bonifica, Marco Crotti presidente di Unci-Coldiretti Piacenza e Giorgio Rossi presidente Federpensionati. Una fotografia del nostro agroalimentare attraverso il ruolo delle strutture economiche con un unico grande obiettivo: realizzare il progetto per una filiera agricola tutta italiana, attraverso sinergia e gioco di squadra per ridare reddito alle aziende e valore aggiunto al territorio. Ma l’assemblea di quest’anno si è conclusa con una novità. E’ stato istituito il riconoscimento alla “sezione Coldiretti dell’anno”. Questa prima edizione è stata vinta da Carpaneto Piacentino per l’attività svolta sul territorio a favore del mondo agricolo e della collettività. A ritirare la targa il presidente Paolo Montesissa che nel ringraziare la Federazione ha sottolineato “di voler condividere con tutto il suo consiglio di sezione questa importante soddisfazione. Penso di aver fatto solo il mio dovere di presidente di sezione, orgoglioso di appartenere a questa Organizzazione”.


SINDACALE

GIUGNO 2011

Coldiretti porta i mercati di

Campagna Amica in autostrada

BISI: “Vogliamo che la sosta dei turisti si trasformi in un momento culturale per far conoscere il territorio e la nostra agricoltura” Per la prima volta nelle aree di servizio delle autostrade aprono i mercati degli agricoltori di Campagna Amica. Un’assoluta novità per conoscere e gustare direttamente dagli agricoltori i prodotti del territorio circostante alla rete autostradale, realizzata dalla collaborazione tra Autostrade per l’Italia e Coldiretti a partire dal 29 maggio e fino al 26 giugno. L’iniziativa partirà in via sperimentale in 5 aree di servizio sul territorio nazionale e, in caso di successo, si prevede di estenderla entro l’autunno a tutta la Rete di Autostrade per l’Italia, con la presenza dei Mercati in circa 40-50 Aree di Servizio. “Per quanto riguarda la nostra regione sottolinea il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, siamo coinvolti direttamente in quanto le aree prescelte, in questa prima fase, sono “Sillaro Ovest” (zona Bologna) A14 direzione

Sud e “La Pioppa Est” (zona Bologna) A14 direzione Nord. In questi fine settimana saranno presentate tutte le eccellenze del territorio emiliano romagnolo e quindi protagonisti indiscussi le nostre tipicità piacentine con l’ortofrutta di stagione”. “Sulle autostrade circola gente di tutte le regioni, prosegue Bisi, quindi interessata a scoprire i prodotti tipici di un determinato luogo, ma anche i turisti stranieri, fermandosi in un’area di sosta, avranno la possibilità, di ammirare e conoscere una bellissima vetrina di prodotti nostrani illustrati direttamente dalla voce degli agricoltori”. Il successo dei Mercati di Campagna Amica, conclude il Presidente, sta facendo emergere tre linee di tendenze come la ricerca della combinazione ottimale tra qualità, sicurezza e prezzo, la percezione della responsabilità so-

ciale ed ambientale che ha ogni atto di acquisto e il rapporto tra il cibo e il territorio, con il riconoscimento del valore che ha l’identità locale delle produzioni”. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Autostrade per l’Italia, Autogrill, Chef Express e Codacons

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SINDACALE

COLDIRETTI PIACENZA

NITRATI: GRAZIE A COLDIRETTI RAGGIUNTO L’ACCORDO CHE SALVA LE STALLE ITALIANE Bisi: “il nostro sforzo premierà tutti gli allevatori italiani, tra cui le 1200 aziende zootecniche piacentine”

“L’approvazione dello schema di accordo per l’aggiornamento delle zone vulnerabili e l’adeguamento dei programmi di azione previsti dalla direttiva nitrati è un passo determinante per salvare gli allevamenti italiani e continuare ad assicurare la produzione di salumi e formaggi Made in Italy”. Ad affermarlo è il presidente della Coldiretti Sergio Marini nell’esprimere apprezzamento per il lavoro dei Presidenti e degli Assessori regionali che ha portato cinque regioni del Nord maggiormente interessate (Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia) ad elaborare uno schema di accordo che è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. “Da parte del Governo un ruolo decisivo, sottolinea Marini, è stato svolto dal Ministro

delle Politiche Agricole Saverio Romano e dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Si tratta di una posizione chiara e comune per tutte le diverse realtà regionali che subordina l’applicazione della disciplina alla realizzazione di un’indagine finalizzata all’aggiornamento della delimitazione territoriale sottoposta a vincolo e a una revisione più complessiva degli adempimenti previsti a carico delle imprese agricole”. “Come avevamo più volte ribadito, ha dichiarato il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, serviva chiarezza anche sul nostro territorio: a Piacenza la zootecnia rappresenta un comparto fondamentale, sono circa 1200 aziende di cui oltre il 62% di Coldiretti. Per cercare di smascherare le opacità e le congetture che penalizzavano il settore, la

nostra Confederazione ha messo in campo un’azione significativa, predisponendo uno schema di accordo e una serie di comunicazioni con i governatori e gli assessori delle regioni interessate. E questo, è per noi, un grande risultato”. La partita si sposta ora a Bruxelles dove tocca allo Stato italiano difendere l’accordo raggiunto per evitare la chiusura delle stalle italiane gravate ingiustamente di responsabilità fino ad ora esclusive. In attesa di trovare soluzioni agronomiche adeguate occorre dunque distribuire il peso dei vincoli in misura proporzionale tra le diverse fonti di inquinamento compresa la depurazione civile. Per far questo, però, è necessario avviare studi analitici con monitoraggi precisi e aggiornati. “Occorre sottolineare, ha ribadito Bisi, come su una tematica così importante abbiamo trovato un adeguato riscontro in termini di concretezza e serietà, nelle scelte del potere pubblico, perché siamo stati coerenti alle ragioni di tutela delle nostre imprese. Abbiamo dimostrato che le ragioni dell’agricoltura e delle condizioni di competitività delle imprese coincidono con gli interessi generali”. “Inoltre, anche questa volta, ha concluso il presidente provinciale di Coldiretti, nessuno ci ha regalato niente e, per l’ennesima volta, abbiamo dovuto in solitudine, ma con la determinazione di sempre, fare un percorso che premierà tutti gli allevatori italiani”.

SETTORI DI UTILIZZO

Riscaldamento civile

Industria

Impianti defiscalizzati

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Agricoltura e zootecnia Canalizzazioni urbane


SINDACALE

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IN COLDIRETTI L’INCONTRO INTERNAZIONALE PER UN PATTO A DIFESA DELL’ORTOFRUTTA

Italia, Francia e Spagna si incontrano a Palazzo Rospigliosi per individuare punti comuni su cui concentrare iniziative per la difesa delle produzioni ortofrutticole. La sede romana della Coldiretti di Palazzo Rospigliosi ha ospitato l’incontro ortofrutticolo Italia-Francia-Spagna, organizzato dal Mipaaf. Obiettivo del summit tra le delegazioni ministeriali e le rappresentanze professionali dei tre principali paesi produttori di ortofrutta dell’Unione europea quello di individuare punti comuni su cui concentrare iniziative per la difesa delle produzioni ortofrutticole. Dal dibattito e dall’analisi delle diverse situazioni sono emerse diverse criticità. Le preoccupazioni per la prossima campagna peschicola hanno riproposto il tema delle crisi di mercato e di come affrontarle, visto che finora la Commissione europea non ha fatto proposte adeguate. È stato evidenziato come il sistema dei prezzi di ingresso non funzioni, non riuscendo a disciplinare in maniera corretta le importazioni extracomunitarie; il che è apparso particolarmente evidente visti i grossi problemi che hanno avuto alcuni prodotti. Prese in esame anche le tematiche legate all’import dal Marocco di pomodoro destinato al

consumo fresco e al mancato rispetto degli accordi stipulati con l’Unione; ma anche i recenti casi di importazioni non regolari di aglio dalla Cina. Sono stati poi toccati gli aspetti fitosanitari, con riferimento alla nuova disciplina che dovrebbe permettere l’armonizzazione degli utilizzi in ambito comunitario, con una particolare preoccupazione per molte produzioni ortofrutticole che hanno visto ridursi notevolmente il numero di prodotti utilizzabili nella difesa fitosanitaria. Rilancio dei consumi di ortofrutta, rimozione delle barriere fitosanitarie che ancora bloccano l’export dei prodotti comunitari su alcuni mercati, reciprocità delle regole con i paesi terzi sono stati gli altri temi trattati. I lavori si sono conclusi con l’impegno assunto dai rappresentanti dei ministeri agricoli di Italia, Francia e Spagna, a condurre a Bruxelles un adeguato gioco di squadra per risolvere le diverse questioni.

PAC, il commissario Ciolos vuole UN TETTO AGLI AIUTI Un tetto per gli aiuti della Pac? L’idea viene dal Commissario Ue all’Agricoltura, Dacian Ciolos, che nel corso di una visita in Slovacchia ha esposto l’intenzione di introdurre un massimale per i pagamenti diretti alle imprese più grandi nella prossima riforma della Politica agricola comunitaria. L’indirizzo era già stato annunciato in passato dalla stessa Commissione e prevederebbe un’applicazione differenziata in base alle caratteristiche delle stesse aziende. I fondi recuperati sarebbero, inoltre, reinvestiti in programmi per la modernizzazione del settore agricolo all’interno dei singoli paesi. In questo modo, secondo Ciolos si andrebbe a riequilibrare la spesa, attualmente sbilanciata verso le aziende di grandi dimensioni. “Il punto non sono i tetti, ma i comportamenti da premiare – è il commento del presidente della Coldiretti, Sergio Marini -. Combattere la rendita fondiaria è uno degli obiettivi del documento che la Coldiretti ha sottoscritto con le altre organizzazioni italiane agricole e cooperative. Si tratta di contrastare scelte finalizzate ad avere il contributo senza un disegno di sostenibilità imprenditoriale. Ben vengano dunque i tetti laddove vanno a contrastare forme di rendita fondiaria”. “Allo stesso modo – precisa però Marini - non ha senso parlare di tetti di alcun genere se questi vanno a limitare realtà imprenditoriali dinamiche e innovative che si impegnano attivamente e quotidianamente in prima persona per garantire produzioni di qualità rispondendo al bisogno crescente di un’agricoltura sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale”.

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Messaggio promozionale. Tassi e condizioni economiche applicate al presente servizio sono riportati nei fogli informativi disponibili in filiale.

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Amenti FinAnZi o A Fin

Dall’esperienza di Cariparma “Progetto Agricoltura”: € gli investimenti, i finanziamenti e la protezione 5.000.000 I NN per chi opera nel settore agricolo. in 20 A Le aziende agricole sono oggi inserite in un contesto competitivo caratterizzato da radicale trasformazione, con ruoli che tendono ad abbracciare tutta la filiera produttiva. In un simile scenario diventa sempre più impegnativo crescere, obiettivo che può essere raggiunto solo attraverso la scelta mirata di partner affidabili e professionali. Con una storica vocazione per il mondo dell’imprenditoria agricola e una forte prossimità territoriale, “cariparma ha assunto da tempo” un ruolo particolarmente attivo nel sostenere il comparto agricolo, offrendo servizi e iniziative rivolte a tutti i soggetti operanti nelle filiere produttive come latte, orto frutta, carne, cereali e riso, vino, olio, florovivaismo, agriturismo. Solo grazie a questo forte knowhow e a confronto con le realtà rappresentative del comparto Cariparma ha messo a punto “Progetto Agricoltura”, il pacchetto di soluzioni pensate per dare risposte concrete agli operatori del settore. E’ questo il caso di “Conto Agricoltura”, che a soli 9 euro al mese offre: • Operazioni illimitate • Spese liquidazione interessi • Libretti assegni • Domiciliazione utenze in conto • Carta Bancomat con chip (fino a 3 carte) • Prelievi illimitati presso tutti gli sportelli Cariparma • Prelievi illimitati presso tutti gli sportelli Crédit Agricole in Francia e Grecia • Servizio Nowbanking Piccole Imprese per gestire i rapporti bancari e finanziari in modo veloce, 24 h su 24. In più la CartaSi Business gratuita, se utilizzata per almeno 5.000 euro all’anno. “Progetto Agricoltura” propone poi una ricca gamma di finanziamenti, adatti a soddisfare le esigenze più diversificate dell’impresa agricola: - Finanziamenti per liquidità aziendale - Anticipo Contributi, annuale e pluriennale - Medioprestito Agrario per il miglioramento delle strutture e della produttività dell’azienda - Finanziamento Viticoltura per il reimpianto di vigneti, realizzazione di nuovi impianti, adeguamento di cantine e impianti di trasformazione - Finanziamenti Energia da fonti rinnovabili, per la realizzazione di impianti di energia elettrica attraverso l’uso di fonti rinnovabili (fotovoltaico, bio gas, eolico…) - Credito Impresa Intermedio Macchinari Agricoli, per l’acquisto di macchine nuove o usate - Mutuo Imprenditoria Giovanile per l’acquisto di proprietà o subentro nell’azienda di famiglia - Finanziamenti chirografari e ipotecari P.S.R. 2007/2013 - FinanziamentoAgricoltura Multifunzionale (mercati contadini “farmer market”, distributori latte, vendita, agiasili) - Anticipo sui prodotti, con scoperto di conto corrente per lo smobilizzo dei crediti Grazie all’ampiezza della sua gamma, “Progetto Agricoltura” si rivolge a tutta la filiera produttiva e ai singoli comparti coinvolti, proponendo soluzioni mirate per il passaggio generazionale, il miglioramento delle strutture e della produttività, l’ampliamento e l’ammodernamento delle strutture, la specializzazione colturale, dotazioni e attrezzature, manipolazione e trasformazione, commercializzazione sui mercati nazionali e internazionali, nonché promozione, certificazioni qualitative e tutela del territorio. Al tempo stesso, presta molta attenzione alle filiere bioenergetiche e alla realizzazione di impianti finalizzati alla produzione di energia pulita, come il fotovoltaico e il bio gas, oltre a rivolgersi a coloro che svolgono attività complementari come agriturismo, ricettività, ospitalità, promozione e salvaguardia territoriale e del patrimonio rurale e forestale, degustazione di prodotti. Con il suo profilo, “Progetto Agricoltura” rappresenta uno strumento efficace e completo per consentire alle imprese agricole di oggi di poter contare su validi strumenti di credito e su un servizio di consulenza personalizzato per vincere la competitività all’interno di un sistema ormai globalizzato, dove l’investimento in tecnologia innovativa permette alle imprese di abbattere i costi di produzione e affrontare la sfida sui mercati mondiali.

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SINDACALE

GIUGNO 2011

Proposta la Strategia comunitaria per la biodiversità: il ruolo di agricoltura e foreste La Commissione Europea ha presentato, una proposta per una nuova strategia per proteggere e migliorare lo stato della biodiversità in Europa nel prossimo decennio dal titolo: “La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: una strategia comunitaria per la biodiversità fino al 2020”. La Strategia prevede sei obiettivi per la piena attuazione della normativa vigente in materia di protezione della natura e della rete di riserve naturali, al fine di apportare notevoli migliorie allo stato di conservazione di habitat e specie. Gli obiettivi sono: migliorare e ripristinare gli ecosistemi e i servizi ecosistemici laddove possibile, in particolare aumentando l’uso delle infrastrutture verdi; garantire la sostenibilità delle attività agricole e forestali; salvaguardare e proteggere gli stock ittici dell’Ue; contenere le specie invasive, sempre più spesso causa della perdita di biodiversità; aumentare il contributo dell’Unione

all’azione concertata internazionale per scongiurare la perdita di biodiversità. Il documento della Commissione dedica un apposito capitolo all’agricoltura ed alle foreste che sono considerati settori aventi un ruolo di prioritaria importanza nella tutela e valorizzazione della biodiversità. L’obiettivo per l’agricoltura da raggiungere entro il 2020 è quello di aumentare al massimo il numero di aree agricole tramite pascoli, terreni arabili (seminativi) e colture permanenti che siano oggetto di misure di promozione della biodiversità previste dalla Politica Agricola Comunitaria per garantire la conservazione delle biodiversità e giungere ad un miglioramento quantificabile dello stato di conservazione delle specie e degli habitat che dipendono dall’agricoltura o che ne subiscono l’impatto nonché dei servizi ecoambientali al fine di contribuire allo sviluppo sostenibile. La quantificazione del miglioramento della biodiversità dovuto all’attività agricola viene valutato

anche sulla base degli habitat degradati ripristinati grazie ad interventi delle imprese agricole. Per il settore forestale, la Strategia stabilisce che entro il 2020 devono essere attuati i piani di gestione forestale o strumenti equivalenti in linea con la gestione sostenibile delle foreste per tutti i boschi pubblici e per quelli privati, al di sopra di una certa dimensione, elaborati dagli Stati membri o dalle Regioni e comunicati nei Piani di Sviluppo Rurale che ricevono fondi dalla Politica di Sviluppo Rurale in modo da poter monitorare il miglioramento della conservazione dello stato delle specie e degli habitat derivanti dalle misure forestali nonché dei servizi ambientali alla collettività che ne derivano. Per i boschi di piccola dimensione, gli Stati membri possono prevedere incentivi supplementari per incoraggiare l’adozione di piani di gestione o strumenti equivalenti sempre che siano in linea con una gestione sostenibile delle foreste.

CIBO OGM, per tre italiani su quattro fa male alla salute Dal sondaggio - effettuato su un campione rappresentativo di 1.000 persone - risulta che il 74% degli italiani considera sicuri, probabili o comunque non da escludere i danni alla salute per chi mangia prodotti alimentari ogm mentre il 55,8% non assaggerebbe un piatto ogm o comunque sarebbe molto in dubbio se gli fosse proposto dal suo ristorante preferito. E non sembra trattarsi di un pregiudizio a priori, visto che per l’88% degli intervistati è importante informarsi sui risultati raggiunti dalla ricerca scientifica mentre appena il 26% considera sufficiente lo spazio che i mezzi d’informazione dedicano a questi temi e il 51,8% ritiene che le regole europee sugli ogm siano troppo permissive. La forte contrarietà espressa nel nostro Paese verso gli organismi geneticamente modificati dà

valore alla scelta lungimirante fatta dall’Italia per un’agricoltura libera da ogm; una scelta che nasce dall’impegno di un vasto schieramento che comprende Coldiretti, movimenti ambientalisti, consumatori e istituzioni in rappresentanza della maggioranza dei cittadini e agricoltori italiani, tutti contrari alle biotecnologie nei campi e nel piatto. Per l’Italia, ai crescenti dubbi sul piano sanitario e ambientale si aggiungono quelli determinati dalla necessità di tutela del Made in Italy a tavola. Gli ogm spingono verso un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e dei nostri prodotti enogastronomici. Peraltro, in Europa - anche negli 8 paesi su 27 dove la coltivazione è ammessa - nel 2010 sono calati del 3% i terreni seminati con organismi ge-

neticamente modificati, a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che gli agricoltori europei stanno abbandonando, come dimostrano le elaborazioni Coldiretti sulla base del rapporto annuale 2010 dell’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (Isaaa). Una conferma che nel coltivare prodotti transgenici non c’è neanche convenienza economica per gli agricoltori, ma solo per le multinazionali che li producono (come ritiene anche il 64,8% degli italiani secondo l’indagine di Interactive market research) nonostante non esista un mercato, vista la persistente contrarietà dei consumatori ad acquistare prodotti geneticamente modificati.

OGM: Ciolos, non rispondono a criteri di qualita’ e diversita’ 4773 - 06:05:11/16:00 - Bucarest, (agra press) - “io, come consumatore, preferisco sempre la qualita’ e la diversita’. per me, come consumatore, i prodotti ogm non rispondono a tali criteri”. lo ha detto il commissario europeo all’agricoltura dacian ciolos in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano romeno “adevarul”. ciolos, pur sottolineando di parlare a titolo personale, essendo la questione ogm di competenza del commissario alla salute john dalli, ha detto di preferire una politica che favorisca “prodotti di qualita’, tradizionali, naturali, in una dieta varia, rispettosa della biodiversita’ in natura. non credo che il futuro dell’agricoltura europea risieda in prodotti a buon mercato da ottenere a qualsiasi prezzo, compresa la sfiducia del consumatori”. “certo - ha proseguito ciolos - ogni imprenditore ha diritto di scegliere cio’ che vuole coltivare, compresi gli ogm... ma questa scelta non deve nuocere ad altri agricoltori che scelgono di coltivare non-ogm”. ciolos ha anche detto di aver affrontato la questione nella sua recente visita negli stati uniti, i quali “fanno pressione affinche’ l’ue adotti la loro stessa politica aperta nei confronti delle coltivazioni ogm, nonostante la reticenza dei consumatori verso prodotti alimentari geneticamente modificati’’. in effetti, secondo il commissario, saranno questi ultimi a decidere del futuro degli ogm, “nella misura in cui potranno sapere quali saranno, nella misura in cui le autorita’ nazionali etichetteranno i prodotti contenenti ogm e applicheranno le norme di tracciabilita’”.

LA VOCE DEI

Coltivatori

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SPECIALE ASSEMBLEA GIOVANI IMPRESA SINDACALE

Roma 17 COLDIRETTI MaggioPIACENZA 2011

Sangiorgio: “giovani, la filiera agricola per il nostro futuro” Dai ministri Alfano (Giustizia) e Sacconi (Lavoro) al governatore della Puglia Vendola, fino al sindaco di Roma Alemanno, passando per Rosso (presidente Commissione Agricoltura della Camera) Scarpa Bonazza (presidente Commissione Agricoltura del Senato), Enrico Letta (vicepresidente del Pd), Angela Birindelli (assessore all’Agricoltura della Regione Lazio) sono stati molti gli esponenti politici e gli amministratori che hanno preso parte all’assemblea dei giovani della Coldiretti all’Auditorium del Parco della Musica, nella Capitale. ... uno stralcio della relazione del delegato nazionale Vittorio Sangiorgio “Trasformare i sogni in realtà è il miglior modo per far vivere oltre il presente la nostra nazione, trasferendo risorse e competenze dall’oggi al domani. Proprio per questo il ricambio generazionale è il miglior investimento che la nostra Italia dovrebbe fare”. E’ quanto ha affermato il delegato nazionale dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio nel corso dell’Assemblea alla presenza di duemila giovani agricoltori under 30 nel sottolineare che “probabilmente da noi Zuckerberg sarebbe rimasto un genio incompreso, anziché fondare una innovazione della portata di Facebook, stimata in 100 miliardi di dollari e sarebbe disoccupato!”. “Paradossalmente nel bel Paese - ha continuato Sangiorgio - la nostra generazione si trova troppo spesso le porte sbarrate, perché una società e una classe dirigente politica ed economica egoista e miope scelgono deliberatamente di occuparsi dei loro interessi di oggi, ipotecando il domani di una intera nazione. E’ per questo che proprio la generazione più “formata” della nostra storia nazionale è spesso costretta a valutare la fuga dall’Italia per ritagliarsi uno spazio o addirittura è accusata di essere troppo qualificata per le mansioni richieste.

Il gruppo dei giovani piacentini a Roma, con il presidente Bisi e il direttore Albano

14 Coltivatori LA VOCE DEI

“LA RICERCA? VECCHIA E SCHIAVA!”. Nella formazione abbiamo continuato a finanziare corsi e corsetti lontani dalle vere esigenze delle imprese, che intanto continuano a cercare invano competenze. E, mentre mancano, nel nostro Paese vere scuole di “imprenditorialità” e la trasmissione dei saperi è legata a vie del tutto informali e spontanee, si continuano a pagare iniziative fittizie, assecondate da bandi pubblici ad hoc. Uno sperpero di risorse pubbliche inaccettabile di fronte ai gravi problemi del Paese. Questo è ciò che si ottiene quando si vogliono fare politiche “per i giovani” senza coinvolgere i giovani”. E ancor di peggio è accaduto nella ricerca, che ci sentiamo di definire “vecchia”, perché è più a misura di pubblicazioni per grandi luminari piuttosto che a misura di impresa. O peggio ancora “schiava” degli interessi delle grandi multinazionali, come nel caso degli Ogm, che il mercato non vuole, ma che vorrebbero imporci anche se non ci convengono. “IN AGRICOLTURA IL FALLIMENTO DEL RICAMBIO È PIÙ EVIDENTE” Dopo anni ed anni di politiche per il ricambio generazionale in agricoltura – primi insediamenti, subentri, prepensionamenti, pacchetti e contentini vari - solo il 3% delle imprese agricole ha un titolare con meno di 35 anni mentre il 30 per cento supera i 65. Ma se guardiamo ai risultati dell’imprenditoria giovanile – di gran lunga superiori alla media nazionale – viene spontaneo chiedersi cosa avremmo potuto fare se ci fosse stata una vera politica giovane”. Infatti, per quanto riguarda la “quantità”, le imprese giovani producono in media il 40 per cento di reddito in più degli altri. Ma sono in grado di avere questi risultati perché la loro “qualità” di impresa è elevatissima: noi giovani abbiamo una maggiore capacità di innovazione; abbiamo dimostrato più voglia di investire anche durante questo periodo di crisi, perché non ci sottraiamo al rischio se ciò significa nuove opportunità di presidio dei mercati; inoltre abbiamo saputo cogliere a pieno le opportunità offerte dalla legge di orientamento, voluta da Coldiretti esattamente dieci anni fa; infine, siamo orientati al

mercato, convinti che il nostro reddito dipenda molto più dalla capacità di interpretare al meglio le tendenze della domanda, piuttosto che dagli aiuti diretti della Pac. Insomma queste imprese giovani incarnano a pieno un nuovo modello di sviluppo, che privilegia un’economia di qualità, sostenibile nel tempo e nei territori.

“QUELLE MOLESTIE ALLE GIOVANI IMPRESE” Sono troppe le ‘molestie’ che un giovane che vuole fare impresa si trova costretto a subire. Aspettare oltre due anni per poter trasformare la propria idea di impresa agricola, ad esempio, perché un’amministrazione regionale non è in grado di completare in tempi rapidi l’istruttoria per il primo insediamento significa compromettere il destino di un’impresa giovane e sottrarre ricchezza all’Italia. Non va dimenticato il mancato accesso al credito in un paese dove per definizione danno i soldi a chi già li ha oppure a chi sa già di poterli restituire. Ma, altrettanto per definizione, i giovani all’inizio della loro carriera soldi non ne hanno e l’unico modo per dimostrare se sono capaci di restituirli è concedere loro credito. E proprio su questo paradosso abbiamo già lanciato la sfida a CreditAgri Italia, affinché ci aiuti a far valere le idee e non la dote di terreni e case da ipotecare! Ai giovani, viene reso quasi impossibile l’accesso alla terra per la pressione inarrestabile dell’urbanizzazione selvaggia, per la speculazione figlia di scelte sbagliate nelle energie rinnovabili e per la sistematica miopia della classe politica locale che continua ad autorizzare zone industriali che spesso non si sa come utilizzare, sottraendo terra fertile all’agricoltura. Ed infine, la grande arretratezza culturale.


GIUGNO 2011 Roma 17 Maggio 2011

“FILIERA AGRICOLA PER IL NOSTRO FUTURO” Per abbattere gli ostacoli, servono risposte di “sistema”, che richiedono inevitabilmente tempi lunghi, considerando le molte inerzie e carenze dell’apparato decisionale del nostro Paese. “Questa consapevolezza, questo senso di responsabilità verso l’agricoltura e verso l’Italia hanno animato e spinto la nostra Coldiretti, vera

SINDACALE SPECIALE ASSEMBLEA GIOVANI IMPRESA

‘forza amica’ del Paese, a lanciare due anni fa la Filiera Agricola tutta Italiana, il nostro naturale punto di approdo. Coldiretti ha proposto la giusta ricetta per il futuro dell’Italia. Azionare la leva più potente e a costo zero che abbiamo a disposizione, quella che ci rende unici e ineguagliabili nel mondo: i nostri territori e le loro distintività, tra le quali spicca innanzi tutto il cibo italiano, fatto veramente di idee italiane e

da imprese italiane. La Filiera Agricola tutta Italiana, nata per porre fine al furto di identità e valore al quale la nostra agricoltura è sottoposta da decenni, ha realizzato anche un altro incredibile risultato per noi giovani. Ha permesso di isolare ed annullare il furto del bene più prezioso per ogni giovane: il futuro.

Marini ai giovani Coldiretti: “Siate contagiosi” “Tanti giovani, tutti insieme e tutti seri in un incontro che in termini di qualità e di entusiasmo non ha eguali”. Così ha esordito il presidente della Coldiretti Sergio Marini nell’esprimere la sua soddisfazione per un’assemblea nel corso della quale sono emersi positivi e costruttivi contributi senza mai cadere nella sterile rivendicazione. “Chi sogna è vivo e chi è vivo può cambiare le cose. E questa è una platea viva, uno spaccato di Italia che vale il 2% del Pil, ma un 2% di pregio perché è quello che consente alla gente di stare a tavola felici, ben diverso da quel parte di Pil che si basa sulle nefandezze e che crea disperazione”. Marini si è soffermato sulla difesa dell’italianità di Parmalat che “non e stata giocata da nessuno”. Eppure “non si può dire: sono un serio imprenditore e poi non fare un passo avanti”. “Ci sono imprenditori che dicono che è importante internazionalizzare e poi spostano nell’Europa dell’est la produzione con i soldi dello Stato italiano, producendo le stesse cose che producevano in Italia e che magari troviamo nei consorzi di tutela”. Con riferimento all’Europa, Marini ha evidenziato la necessità di essere maggiormente incisivi, dal momento che ciò che ad alcune nazioni è concesso all’Italia viene precluso. “Di qui l’esigenza di portare avanti le nostre battaglie con maggiore convinzione”. Sulla vicenda Federconsorzi il presidente della Coldiretti ha rilevato che si è trattato di un grande furto fatto all’agricoltura italiana, poiché, se le fossero stati riconosciuti tutti quei crediti negatigli al momento del fallimento oggi sarebbe l’industria più sana e capitalizzata d’Italia. “La Coldiretti pensa, compete e realizza. Siamo partiti dai bisogni della gente per cercare di essere diversi e migliori. Abbiamo la presunzione, con il nostro progetto di “filiera tutta agricola e tutta italiana”, di partire dall’Italia per conquistare il mondo. Abbiamo coniugato gli interessi degli agricoltori con quelli dei consumatori, per il bene del Paese lungo una strada che altri settori dovrebbero percorrere. In riferimento alla politica, Marini ha affermato “Se la politica è lo specchio della società – ha rilevato – forse la colpa è anche nostra. O perché non ci siamo messi davanti allo specchio o perché non ci riflette. Quindi, o ripariamo quello specchio o ci mettiamo davanti ad esso per fare in modo che le cose cambino”. Rivolto ai giovani, il presidente della Coldiretti, li ha invitati ad assumere la grande responsabilità di essere oggi una vera forza sociale che pensa, racconta e fa. “Dovete essere contagiosi, dovete essere punto di aggregazione tra la gente, dovete essere punto di riferimento per chi ha perso la speranza, dovete essere tessuto connettivo, dovete essere rete”.

IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Napolitano: “Dai giovani innovazione e creatività” Per l’Assemblea di Coldiretti Giovani Impresa, organizzata presso l’Auditorium della musica di Roma e partecipata da duemila imprenditori agricoli under 30 provenienti da tutte le regioni italiane, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al presidente della Coldiretti Sergio Marini il seguente messaggio: “In occasione dell’Assemblea nazionale, invio il mio cordiale saluto a tutti i giovani imprenditori agricoli, riuniti in una celebrazione idealmente collegata anche al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia e al 100° anno dalla nascita di Paolo Bonomi, fondatore e per molti anni guida illuminata della Coldiretti. Il settore dell’agricoltura è uno dei più significativi per il ruolo che ha svolto nella nostra economia e nella evoluzione politica e sociale del Paese, nonché per le trasformazioni con le quali si è dovuto misurare. I processi della globalizzazione hanno comportato nuove sfide, anche insidiose, ma nel contempo hanno aperto all’Italia nuove opportunità, grazie alla possibilità di valorizzare e far conoscere sui mercati internazionali prodotti di eccellenza, frutto di culture e tradizioni che si sono sviluppate e consolidate nel tempo. La ricerca della qualità e la costante educazione del consumatore, in Italia e all’Estero, sono gli obiettivi ai quali dovranno in particolare dedicarsi le nuove energie imprenditoriali, che possono attingere ad importanti, tradizionali risorse di innovazione e creatività. Sono certo che i giovani imprenditori dell’agricoltura sapranno essere all’altezza di questo impegno. Con questo auspicio, auguro a Lei, presidente Marini, al dott. Sangiorgio, delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, e a tutti i partecipanti all’Assemblea la migliore riuscita dell’evento insieme ad un rinnovato, crescente sviluppo delle loro attività imprenditoriali”.

La relazione integrale del delegato nazionale Giovani Impresa Vittorio Sangiorgio sul sito di Coldiretti Piacenza, nella sezione ITALIA 150: IL PAESE CHE SI RINNOVA

LA VOCE DEI

Coltivatori

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INTERVISTA DEL MESE

COLDIRETTI PIACENZA

L’intervista del mese: la rubrica de “La voce dei Coltivatori” dedicata ai protagonisti dell’agricoltura moderna, incontra Attilio Barbieri, giornalista di Libero e ideatore del blog Etichettopoli

Attilio

Barbieri

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INTERVISTA DEL MESE

GIUGNO 2011

C

inquantadue anni il prossimo 22 luglio, una grande passione per l’agricoltura e il popolo dei campi, filosofo mancato, Attilio Barbieri cresce a pane e giornali. Il padre Nuccio ha speso una vita lavorando dapprima al quotidiano La Notte diretto da Nino Nutrizio, poi al Mondo di Arrigo Benedetti e infine al Giornale, con Montanelli.

Attilio diventa grande letteralmente camminando su un tappeto di giornali e riviste. Lo studio di papà era un fucina di idee da cui uscivano indifferentemente articoli di economia o di cultura, progetti per nuove pubblicazioni, studi per testate a tema. E’ lui che ce lo racconta: “di papà ricordo una quantità monumentale di libri e di ritagli di giornale, archiviati secondo un ordine che era noto solo a lui. Avevo pochi anni, quattro o cinque al massimo, quando ho cominciato a frequentare il suo ufficio. Tagliavo e incollavo anch’io titoli, fotografie, didascalie. Ho cominciato così. Non avevo neppure cinque anni.

IIIII E come è nato l’interesse per il mondo dell’agricoltura? Quello è più recente, anche se da piccolo, durante l’estate, mentre i miei coetanei andavano al mare o in piscina, preferivo passare i pomeriggi assieme agli agricoltori. Passavo le vacanze estive nella casa dove ora abito, sulle colline di Salice Terme. Era la fine degli anni Sessanta e c’erano ancora tanti piccoli coltivatori con proprietà di 60 o 70 pertiche. Molti impiegavano ancora i buoi: per il sottoscritto era una festa accompagnali a raccogliere il fieno oppure le pesche. IIIII Una passione giovanile insomma. Ma come è divenuta oggetto del suo un lavoro? La terra, il grano, il granturco, il latte: sono tutti beni primari, fondamentali per la nostra vita. Il mondo dei campi vive di gesti naturali. E’ ancora immune dai sofismi della finanza, anche se alla fine li subisce sotto forma di speculazioni che fanno lievitare i costi dell’energia e delle commodity. Ma solo dopo che queste hanno lasciato i silos dei contadini. Più capivo di

finanza e dei meccanismi diabolici che la governano e meno mi piaceva. Anzi, ho finito per odiarla. L’interesse per l’agricoltura mi ha salvato da una “disinnamoramento” totale verso la mia professione. IIIII E le etichette? Come è nata l’idea di realizzarci un blog? Già, le etichette... Dietro a un pezzettino di carta c’è un mondo gigantesco di interessi ma soprattutto di diritti negati.... IIIII In che senso? Gli interessi dell’industria alimentare a mantenere non tracciabile, non riconoscibile l’origine di quanto portiamo in tavola. E i diritti dei consumatori di sapere da dove provengono le materie prime utilizzate per produrre i cibi. Finora ha vinto l’industria. IIIII E il blog, invece, come è nato? Dopo la chiusura del dorso Libero Mercato le pagine di economia su Libero, il giornale per cui lavoro, si sono ridotte molto. Da ventiquattro a due, tre al massimo. Così lo spazio per trattare di agricoltura è venuto meno. Ma con la legge sull’etichettatura obbligatoria degli alimenti, che il nostro Parlamento ha approvato all’inizio del 2011 si è aperta una vera battaglia: da un lato coltivatori e consumatori che chiedono l’etichetta trasparente, la tracciabilità, domandano di conoscere l’origine dei cibi insomma. Dall’altro l’industria e l’Europa pronte a far di tutto per non concederla. Questo è uno degli ultimi treni su cui la nostra agricoltura può salire per salvarsi. Solo rendendo visibile l’origine delle materie prime alimentari si può trasferire al consumatore il valore che giustifichi i nostri costi di produzione, da tempo superiori a quelli dei Paesi concorrenti.

LA VOCE DEI

Coltivatori

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INTERVISTA DEL MESE

COLDIRETTI PIACENZA

Di seguito pubblichiamo un intervento del giornalista Attilio Barbieri preso dal suo blog Etichettopoli. Invitiamo i lettori A VISITARE IL BLOG www.etichettopoli.com per leggere gli interessanti post di questa prestigiosa “penna libera”. …. a proposito di etichettatura… a CibusTour si è svolto un “interessante seminario”….

L’etichetta Made in Italy non c’entra con la qualità dei prodotti. Parola di Confagricoltura LUNEDÌ 18 APRILE 2011 - Alla fine a Cibus Tour, la prima edizione aperta al grande pubblico dell’omonimo salone che si è chiusa ieri a Parma, si è parlato anche di etichette. Non sono riuscito a seguire tutti gli eventi della fiera ma da quel che mi risulta non c’è stata una presa di posizione ufficiale sul tema dell’origine, per esempio della Federalimentare o dell’Assica (industria delle carni). Così è toccato alla Confagricoltura avventurarsi sul terreno insidioso della tracciabilità e delle etichette trasparenti. Nessuna meraviglia: Confagri era partner dell’evento assieme a Slow Food. NIENTE BONARDA. Arrivo a Parma in tarda mattinata a bordo della “Stupida”, una vecchia Punto a metano col contachilometri pericolosamente vicino a quota 250mila e mi inoltro nei padiglioni del quartiere fieristico di Baganzola. Il clima è quello sano delle sagre di paese, nobilitato però dalla cornice nazionale della manifestazione. Decine, centinaia di espositori che offrono di tutto, dal culatello alla soppressata, dalla pasta garantita Made in Italy ai salami di Varzi. E poi gli itinerari del gusto proposti da Slow Food. Per un attimo la nostalgia di casa mi assale: cerco fra le oltre 300 etichette di vini il Bonarda: dopo un panino al culatello che pareva appena sceso dalle mense degli Dei, un bicchiere di rosso delle mie parti, l’Oltrepò, è quello che ci vuole. Ricerca vana: di Bonarda non c’è traccia. Mi accontento di una Freisa che si rivela però un triste surrogato. IL SEMINARIO. Ma io ero a Cibus per seguire il seminario sulle etichette. Così, dopo un girovagare senza meta fra uno stand e l’altro, raggiungo il padiglione 5, dove Confagri occupa un’area molto vasta.Basta profumi e sapori: è tempo di lavorare. Il seminario prometteva bene, fin dal titolo: “Le tante facce dell’etichetta, la riconoscibilità non è sempre garanzia di qualità”. Finalmente, mi sono detto, ho la possibilità di capire come mai la confederazione che rappresenta la grande proprietà terriera in Italia, è a dir poco molto tiepida rispetto alla legge sull’etichettatura obbigatoria approvata dal parlamento a gennaio. L’ex presidente Federico Vecchioni, sostituito pochi giorno or sono da Mario Guidi, non ha mai nascosto di ritenere prematura la nuova normativa italiana consigliando di attendere il pronunciamento dell’Europa. E visto che Bruxelles è decisamente contraria all’etichetta parlante il messaggio implicito era abbastanza chiaro. In verità l’incontro di ieri non ha dissipato i miei dubbi. Anzi, ne ha aperti di nuovi.Contrariamente al titolo Confagri ha ammannito ai presenti una spiegazione (pure interessante) sull’etichettatura del latte e sulle diverse tecniche di lavorazione e confezionamento: differenza fra latte fresco, microfiltrato, sterilizzato, pastorizzato, a lunga conservazione. Dunque, inopinatamente, è stato cambiato il taglio e pure il tema del seminario. Al mutamento di rotta in corsa si è adattato pure l’ufficio stampa della Fiera che ieri ha diffuso un comunicato sull’incontro intitolato: “Workshop Confagricoltura al Cibus Tour, le tante facce dell’etichetta del latte”. Latte, già, proprio il latte. HO SBAGLIATO SALA. A un certo punto mi dico: ho sbagliato sala, evidentemente il seminario sulla riconoscibilità è da un altra parte. Ma non è così. Il luogo era quello giusto. A cambiare era “solo” il tema dell’incontro. A ricondurre la discussione sulla trasparenza in tavola ci ha pensato però il pubblico, incluso il sottoscritto. Così Giandomenico Consalvo, componente della Giunta di Confagri, è stato costretto ad avventurarsi sul terreno scivoloso della tracciabilità. «Bisogna spiegare al consumatore», ha affermato, «che una cosa è la riconoscibilità e un’altra la garanzia di qualità. Non c’è correlazione. L’etichetta spiega e orienta. La garanzia di qualità non viene dall’etichettatura ma dall’impegno e serietà dei produttori, dei controlli e dalla tracciabilità del prodotto assicurata dalla normativa europea». Inutile fargli notare che Bruxelles sta giocando una partita “contro” la trasparenza degli alimenti. «A volte l’Europa è contraria», ha risposto Consalvo quando gli ho fatto notare che Commissione e Consiglio della Ue non perdono occasione per intervenire a gamba tesa quando l’Italia prova a legiferare in materia. «La tracciabilità del prodotto significa “rintracciabilità”», ha proseguito, «cioè raccolta delle informazioni lungo tutta la filiera produttiva che, in caso di allarme su una partita, permette di ricostruire a ritroso la storia del prodotto». TENIAMOCI LE ETICHETTE RETICENTI. Provo a decifrare: l’etichetta trasparente? Non è necessaria! Fidiamoci dei controlli sui prodotti finiti che effettuano i corpi di polizia preposti a questa funzione, in particolare la Forestale e i Carabinieri del nucleo antifrodi. Già, perché il consumatore finale non ha i mezzi (ne è pensabile che lo possa fare) per svolgere accertamenti sulla catena che porta dal campo alla tavola. Dunque, aggiungo io, teniamoci le etichette reticenti. Certo non è un no secco, inequivocabile, quello pronunciato dalla Confagri. Ma forse è peggio. E mi resta un dubbio: perché un’organizzazione di agricoltori italiani è così tiepida nei confronti della dichiarazione del Made in Italy alimentare? In fin dei conti a trarne vantaggio sono i coltivatori oltre ai consumatori. Il Parlamento, quando ha approvato a gennaio la nuova norma sull’etichettatura, era cosciente di dare una grande occasione al vero Made in Italy alimentare e ai milioni di persone che campano di quello. Immaginate di vedere su uno scaffale del supermercato due prodotti simili, due barattoli di sugo di pomodoro per esempio. Sul primo compare la scritta “fatto con pomodoro italiano”, sull’altro “fatto con pomodoro cinese”. Quale acquistereste? La legge sulla trasparenza della filiera, oltre a garantire l’origine delle materie prime a beneficio dei consumatori, ha pure l’obiettivo di rilanciare la nostra agricoltura. L’incontro a Cibus finisce, giusto il tempo per scambiare quattro battute col tenente Marco Uguzzoni, comandante del nucleo Antifrodi dei Carabinieri di Parma che mi racconta della maxi operazione conclusa in provincia di Agrigento col sequestro di 3mila tonnellate di olio tunisino di pessima qualità destinato a diventare extravergine italiano. A smascherare la frode un gruppo di assaggiatori: i campioni che avevano superato i test di laboratorio sono stati smascherati dai “sommelier” del succo d’oliva. E ora veniamo agli Usa, dove è scoppiata una polemica rovente dopo che la Food and drug administration, la massima Authority federale in materia di alimentazione, ha autorizzato l’allevamento e la vendita di salmone transgenico. Negli States non si applica una distinzione fra le filiere Ogm e quelle tradizionali tanto che circa l’80% dei prodotti destinati a finire sulle tavole degli americani contiene vegetali o animali transgenici. Ma il super salmone frutto dell’ingegneria genetica rischia di far scoppiare una guerra. Già quattro stati - California, Oregon, Vermont e Alaska - stanno lavorando a una legge che renda obbligatoria sul proprio territorio l’etichetta d’origine per il pesce Ogm e altri 10 hanno annunciato di volerli seguire. Finora le associazioni americane dei produttori alimentari si sono opposte con ogni mezzo all’introduzione dell’etichettatura trasparente che consenta di individuare i cibi Ogm. Ora però, di fronte a un possibile braccio di ferro fra il governo federale e alcuni Stati, stanno pensando di aprire un tavolo di confronto. Così, anche nella patria putativa degli alimenti transgenici, la fiducia dei consumatori comincia a vacillare. Vuoi vedere che l’Europa riuscirà ad aprire all’ingegneria genetica a tavola proprio quando negli Usa si approva l’etichetta trasparente?

Attilio Barbieri

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INTERVISTA DEL MESE

GIUGNO 2011

Mozzarelle blu, uova alla diossina, cetrioli che ti uccidono: ci sarà un motivo se dai nostri campi e dalle nostre stalle escono alimenti più buoni ma soprattutto immensamente più salutari rispetto a quelli che arrivano dell’estero. Ma le lobby della grande industria alimentare europea non vogliono la trasparenza. Sono nemiche giurate dell’etichetta parlante. E sa perché?...

Dovrebbero utilizzare gli stessi mezzi di cui si serve l’industria per fare opinione e creare consenso. Ci vorrebbero dei “pensatoi”, dei think tank indipendenti, capaci di smascherare le gigantesche operazioni di lobbying che l’industria alimentare italiana ed europea mette in campo.

IIIII Ce lo dica lei...

A Bruxelles non abbiamo dei concorrenti o degli avversari ma dei nemici. La Commissione, ma soprattutto il Consiglio della Ue remano contro la trasparenza e la tracciabilità. L’Unione europea è ostaggio dei Paesi che vogliono continuare a venderci prodotti di serie B a prezzi stracciati che poi vengono travestiti da italiani e messi in vendita. Con l’etichetta parlante il gioco sarebbe finito. Ecco perché ogniqualvolta l’Italia ha provato a rendere obbligatoria l’indicazione d’origine Bruxelles è intervenuta a gamba tesa. E’ accaduto nel 2004 e sta succedendo ora. Ma forse una strada per smascherare queste manovre esiste.

Perché con la tracciabilità non potrebbero più vendere ai prezzi attuali. Si immagini una mozzarella prodotta a partire dalla cagliata surgelata che arriva dalla Polonia. Chi l’acquisterebbe più? Bisognerebbe venderla a prezzi stracciati. Non è solo un problema di falso made in Italy, non è soltanto il Parmesan che danneggia i nostri produttori... L’italian sounding è un fenomeno illegale e pericoloso per l’agricoltura, ma non è l’unico. L’industria del falso, del tarocco confezionato all’estero con nomi e loghi che ricordano l’Italia ci danneggia. Ma oltre al falso Made in Italy c’è pure il finto Made in Italy.... IIIII Ci fa qualche esempio? Pasta prodotta dal grano canadese o ucraino, olio extravergine ricavato dalla spremitura di olive della Tunisia, prosciutti che di italiano hanno solo la vaschetta con cui sono messi in vendita. E forse nemmeno quella. Tutti prodotti “vestiti” come italiani, da imprese italianissime. Ma che tali sono soltanto nel nome. Oltre a ingannare i consumatori l’industria di fatto commette un furto di identità e di valore ai danni dei nostri agricoltori. Un furto che vale decine di miliardi di euro all’anno. Senza contare la sostenibilità sociale di questo modello.

IIIII Ecco, parliamo di sostenibilità... Se si acquista il grano dal Canada per fare gli spaghetti o il concentrato di pomodoro dalla Cina per i sughi, si toglie lavoro ai nostri coltivatori. Li si impoverisce. Oltretutto si sposta fuori dai confini italiani la creazione di ricchezza condivisa. Questo vale per i prodotti della nostra terra come per tutto il resto. Gli industriali poi si lamentano che o consumi interni calano e devono mettere in cassa integrazione gli operai o licenziarli. Ma se impoverisci gli italiani come puoi sperare che continuino a spendere come prima. IIIII E gli agricoltori cosa possono fare per superare questa situazione?

IIIII Parliamo di Europa...

IIIII Qual è? Si parla di filiere trasparenti: proviamo a percorrerle a ritroso queste filiere. Proviamo a risalire dai formaggi che comperiamo al supermercato fino alle stalle da cui esce il latte usato per produrli. L’industria va sfidata su questo terreno. Mi risulta, per esempio, che a Modena – una delle maggiori piazze per la lavorazione della carne - giungano decine di migliaia di capi dal Sudamerica. Proviamo a capire che fine fanno. E poi non bisognerebbe lasciare all’industria di trasformazione il ruolo esclusivo di fare cultura e di educare all’alimentazione, come sta capitando proprio in questi mesi. IIIII Ci spiega cosa sta accadendo? E’ di questi giorni la notizia che il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini ha varato nelle scuole un progetto educativo in collaborazione con Federalimentare: “Scuola & cibo” si chiama così l’iniziativa destinata a spiegare ai bambini delle elementari “il ciclo produttivo di un prodotto fino alla trasformazione in cucina”. Il virgolettato è di Daniele Rossi, direttore generale di Federalimentare. Mi piacerebbe capire cosa insegneranno: come si trucca un prosciutto tedesco o olandese e lo si vende per italiano? Qui però è il mondo dell’agricoltura che deve muoversi. Se lasciate all’industria pure il compito di formare la coscienza collettiva fin dai banchi di scuola, la partita è persa irrimediabilmente.

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INIZIATIVE COLDIRETTI

COLDIRETTI PIACENZA

Assegnati gli Educaziona alla Campagna Amica

Si è concluso il 20 maggio al Palabanca il percorso dedicato alle scuole con l’assegnazione dei premi agli studenti che meglio hanno interpretato il progetto di Coldiretti L’iniziativa promossa da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica quest’anno ha visto la partecipazione di oltre duemila studenti piacentini; un progetto che ogni anno raccoglie maggiori consensi e dimostra una nuova e più attenta sensibilità delle future generazioni Con il titolo di quest’anno: “I PRODOTTI DELLA NOSTRA TERRA NON FANNO IL GIRO DELLA TERRA”, proposto con la stessa linea comune, da parte di tutte le Federazioni Coldiretti dell’Emilia Romagna, è stata posta l’attenzione su messaggi e immagini accattivanti che quotidianamente ci invitano a mangiare cibo che ci viene presentato come il frutto della tradizione e della cucina italiana. In realtà, l’enorme sistema di rifornimento della distribuzione, ormai completamente globalizzato, ci offre prodotti che normalmente provengono da molto lontano. Un pasto completo “globalizzato” percorre circa 27000 chilometri con aerei, navi o camion prima di giungere sulle nostre tavole. Il sistema definito a “Chilometro zero” si pone come decisa alternativa a questa situazione”. “Il progetto, ha ribadito il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, durante l’apertura dell’evento, “invitando in campo” le numerose

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autorità presenti, accolte dagli applausi dei bambini, è stato condiviso dall’intero territorio, infatti ha ottenuto il patrocinio e la collaborazione della Prefettura di Piacenza, Provveditorato di Piacenza, Camera di Commercio, Università Cattolica di Piacenza, Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, Avis, Consorzio Grana Padano, Consorzio BioPiace, Consorzio Agrario Provinciale e Banca di Piacenza; a significare che ancora una volta Coldiretti, vera forza sociale, ha interpretato e ascoltato i bisogni dei cittadini consumatori, un’esigenza di educazione alimentare, partendo dalla riscoperta dei prodotti locali. Un coinvolgimento che ha visto, altresì, la collaborazione attiva di tante amministrazioni comunali. Siamo certi che questa sinergia possa ulteriormente ampliarsi e consolidarsi per dare ancora maggiore consequenzialità al percorso di valorizzazione dell’intero nostro territorio”. La mattinata, dopo uno spettacolo teatrale e di intrattenimento per i ragazzi messo in scena dal gruppo Manicomics, ha visto la consegna degli Oscar alle scuole vincitrici, da parte delle autorità presenti e si è conclusa con una merenda a chilometri zero. “Attraverso il percorso di Educazione alla Campagna Amica, conclude il Presidente Luigi Bisi, giunto ormai all’undicesimo anno, vogliamo avvicinare i ragazzi al mondo rurale attraverso una corretta informazione sul percorso evolutivo dell’agricoltura, con l’obiettivo di far recuperare i sapori e i valori perduti, valorizzando la ciclicità della natura in connubio con le produzioni stagionalmente offerte, nella convinzione che una sana educazione alimentare debba proprio cominciare in classe”.


INIZIATIVE COLDIRETTI

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oscar2011

CATEGORIA SCUOLA INFANZIA

CATEGORIA SCUOLA SECONDARIA

CATEGORIA PREMIO SPECIALE: “SCUOLA DI MONTAGNA”

CATEGORIA PREMIO SPECIALE REGIONALE: “IL CIBO CHE HA VIAGGIATO MENO”

ENTI CHE HANNO COLLABORATO AL PROGETTO: Prefettura di Piacenza, Ufficio Scolastico Territoriale di Piacenza, Camera di Commercio di Piacenza, Università Cattolica di Piacenza, Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, numerose Amministrazioni Comunali, Banca di Piacenza, Avis, Consorzio Grana Padano, Consorzio Agrario Provinciale, Consorzio BioPiace. Coldiretti Piacenza ringrazia per la collaborazione

LA VOCE DEI

Coltivatori

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I prodotti della filiera agricola italiana nelle botteghe di Campagna Amica

Il progetto illustrato in Coldiretti Piacenza, alla presenza delle strutture cooperative aderenti a CoopColdiretti e di numerosi imprenditori agricoli

“Una mattinata che segnerà il futuro dell’agricoltura piacentina, perché da qui partiranno le Botteghe di Campagna Amica, un ulteriore possibilità, insieme ai punti vendita delle aziende e ai Mercati di Campagna Amica a disposizione dei consumatori e degli agricoltori. Non dimentichiamo che questo progetto è il risultato di un lungo percorso della nostra Organizzazione e per cui dobbiamo ringraziare tutte le aziende agricole che attraverso la vendita diretta hanno incontrato il consumatore e hanno trasformato la nostra bandiera e i nostri colori in un brand riconoscibile, garanzia di autenticità e sicurezza dei prodotti agricoli italiani”. Con queste parole il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi ha concluso l’incontro per la presentazione delle Botteghe di Campagna Amica. Un incontro che ha visto come protagonisti il presidente del Consorzio Produttori di Campagna Amica Claudio Filipuzzi e Rolando Manfredini capo area sicurezza alimentare della Confederazione Nazionale Coldiretti. “Il CPCA (Consorzio Produttori di Campagna Amica), costituitosi il 24 marzo 2011, ha sottolineato Filipuzzi, ha come obiettivo la promozione e la gestione dei punti di vendita diretta attraverso l’insegna “Campagna Amica, La Bottega”, preoccupandosi sia dell’attività logistica dei soci, sia della realizzazione di servizi commerciali e di assistenza per l’intera rete”. Il Consorzio, è stato chiarito, si è dotato di una struttura molto snella, oltre che di un portale

Web dove attraverso processi trasparenti si incontreranno l’offerta dei produttori e la domanda della nascente rete di vendita, facendo diventare protagonisti il produttore ed il consumatore. Il primo perché deciderà il prezzo del proprio prodotto ed il secondo perché avrà certezza che dietro quel prodotto c’è un impresa agricola italiana”. Rolando Manfredini ha illustrato il sistema dei controlli a garanzia di questo percorso. “I consumatori cercano la bandiera gialla perché è diventata sinonimo di sicurezza, di etica ambientale, ma anche di origine certa, di qualità e di prodotto agricolo. Per tale motivo è fondamentale che la serietà delle nostre aziende agricole continui ad essere la garanzia per i consumatori. Peraltro una filiera che diventa sempre più corta per ridare reddito e centralità alle aziende. Il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano, moderatore della mattinata, ha annunciato che molto presto anche a Piacenza grazie alla collaborazione con il Consorzio Agrario e con il Consorzio BioPiace sarà aperta una bottega di Campagna Amica dove i consumatori potranno trovare ogni giorno i prodotti della filiera agricola italiana,. Ma questo è solo l’inizio; il nostro auspicio e che in città e provincia siano numerose le insegne delle Botteghe di Campagna Amica. Tra i numerosi interventi anche quello dell’assessore provinciale all’agricoltura Filippo Pozzi

che, riconoscendo la valenza del progetto ha dato il sostegno dell’amministrazione provinciale a Coldiretti sottolineando come la valorizzazione della filiera corta e delle tipicità del territorio rappresentino alcuni degli obiettivi fondamentali per il mantenimento dell’agricoltura e quindi il presidio del territorio. “Un progetto innovativo, ha concluso Albano, che ha suscitato numerose domande anche da parte dei rappresentanti delle cooperative di Coop Coldiretti e di Unci Coldiretti. Un percorso che le nostre strutture sapranno cogliere, con l’obiettivo di proseguire nella valorizzazione del prodotto dei soci e dell’agricoltura italiana.”

il presidente del CPCA Claudio Filipuzzi

Latte appena munto per i cittadini del comune di Rottofreno Inaugurato a San Nicolò in piazza della Pace il distributore di latte crudo dell’azienda agricola Manfredi “Visto il rilevante e crescente successo di quelli già installati a Nibbiano, Pianello, Piacenza, Castelsangiovanni e Piacenza, ha affermato il signor Manfredi, titolare dell’omonima azienda situata a Pecorara, abbiamo deciso di essere presente anche in questa popolosa cittadina”. Anche qui, inserendo un euro si potrà acquistare un litro di latte crudo, direttamente dal produttore, un esempio vincente di filiera cortissima che presenta vantaggi per l’intera società perchè riduce le intermediazioni, combatte le speculazioni, garantisce una remunerazione adeguata agli allevatori, offre al consumatore un prodotto genuino e di alta qualità con prezzi più convenienti rispetto a quelli di mercato e a Km zero. E’, come ribadito a più riprese, l’espressione massima di tracciabilità, con il produttore che ci “mette direttamente la faccia”. La pro-

mozione della filiera corta va ben oltre i semplici interessi di natura commerciale, connotandosi per le importanti ricadute che questo fenomeno comporta e per il valore sociale di cui è portatore che ne determina il carattere distintivo rispetto ad altri settori economici vocati essenzialmente al profitto. La conferma dei successi delle vendite che stanno riscuotendo questi esempi, come quello dei Mercati di Campagna Amica, sono la testimonianza di quanto i consumatori apprezzino il progetto di Coldiretti, un progetto per una nuova agricoltura, un vantaggio per tutta la collettività; insomma un progetto per il Paese E’un messaggio che Coldiretti sta portando con determinazione per promuovere i prodotti locali, con un’origine certa. Un’alleanza tra produttori, consumatori e istituzioni (sono i comuni i primi

interessati ad appoggiare queste iniziative) che rappresenta il vero significato del “fare sistema”: una sinergia che porta vantaggio ai cittadini, sviluppo locale e promozione del territorio.

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EVENTI E NOTIZIE DAL MONDO AGRICOLO

COLDIRETTI PIACENZA

La Voce della Cattolica SEDE DI PIACENZA CREMONA

Expo LAB: l’Università Cattolica verso Expo 2015 Expo 2015: non solo una grande esposizione, ma un evento mondiale dal forte spessore culturale. L’Expo rappresenterà un luogo dove sarà possibile studiare e sperimentare, anche fisicamente, il tema che lo caratterizza: Nutrire il Pianeta, energia per la Vita. Da questi presupposti nasce ExpoLAB: un laboratorio istituito dall’Università Cattolica del Sacro Cuore per promuovere, coordinare ed implementare le attività scientifiche e le iniziative dell’Ateneo sui temi dell’esposizione universale, con un approccio interdisciplinare e coerentemente con la concezione cristiana dell’uomo, della vita e del progresso scientifico. Le attività di ExpoLAB prevedono il coinvolgimento delle diverse competenze (facoltà e Alte Scuole) presenti in Cattolica e la collaborazione con altre università e centri di ricerca internazionali per progetti di ricerca sui temi EXPO 2015 nonché accordi con istituzioni nazionali e sovranazionali che si occupano delle problematiche foodsafety, food security e nutrizione. Presieduto dal rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi e diretto dal professor Pier Sandro Cocconcelli, docente di Microbiologia degli alimenti presso la facoltà

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di Agraria, ExpoLAB vede come importante punto di partenza delle sue attività tre progetti inerenti alle tre aree che raggruppano i sottotemi di Expo: Area scientifico/ tecnologica, Area cooperazione e sviluppo ed Area socio/ culturale. Per quanto riguarda la prima Area, i progetti si sono focalizzati su un modello di alta formazione per esperti di risk assessment e risk management nella filiera alimentare, declinandosi nella progettazione e sperimentazione di nuovi format didattici ed iniziative rivolti ai futuri responsabili della sicurezza alimentare europea e mondiale (come gli studenti delle scuole di dottorato) e a coloro che già operano nel settore senza dimenticare una formazione post-laurea dedicata a questo tipo di professionalità. Tali progetti hanno inoltre riguardato la creazione di una rete permanente di competenze formative internazionali provenienti dal mondo accademico, istituzionale e del lavoro e l’ideazione di metodi didattici (per la formazione e l’aggiornamento) caratterizzati dall’impiego delle nuove Information & Communication Technologies e improntati alla sostenibilità ambientale, come formazione a distanza e uso di portali Internet.

Con il percorso nell’Area cooperazione e sviluppo l’Università Cattolica intende invece prepararsi ad Expo 2015 promuovendo analisi interdisciplinari riguardo lo sviluppo locale della solidarietà e della cooperazione internazionale, nonché delle sue implicazioni sul piano della produzione e consumo alimentare, e individuando best practices internazionali con l’assunzione di responsabilità chiare da parte della comunità internazionale, delle comunità locali, delle istituzioni pubbliche e degli attori pubblici e privati. Bisogni, persone, ambienti è infine l’ambito in cui si sviluppa il percorso nell’Area socio/culturale, il cui obiettivo è quello di produrre una riflessione originale sul tema dei bisogni come termine di riferimento della realizzazione integrale della persona umana, e come possibile ‘concetto guida’ della discussione riguardo il tema centrale Nutrire il pianeta. Energia per la vita. Il percorso rappresenta quindi una specificità dell’Università Cattolica nell’elaborazione culturale intorno agli argomenti di EXPO 2015, e sul piano operativo prevede la realizzazione di una serie di eventi di approfondimento e dibattito scientifico a diversi livelli.


EVENTI E NOTIZIE DAL MONDO AGRICOLO

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Associazione Italiana Allevatori: reperite le risorse per le attività a sostegno delle imprese zootecniche Auspichiamo che anche a livello regionale si attribuisca la giusta importanza al sistema allevatori, fondamentale per la salvaguardia della sicurezza alimentare del made in Italy Venticinque milioni di euro in arrivo per il sistema allevatori. Dopo l’allarme lanciato nelle scorse settimane a seguito del taglio dei fondi col decreto Milleproroghe, sono state finalmente reperite le risorse necessarie per non far mancare le attività a sostegno della competitività degli oltre 76mila allevamenti sul territorio nazionale. L’annuncio è stato accolto positivamente dall’Aia, l’Associazione italiana allevatori, che per prima aveva denunciato il pericolo di mettere in discussione il ruolo del sistema allevatoriale come strumento di salvaguardia della sicurezza alimentare del made in Italy. “Un primo passo per sbloccare la situazione di stallo in cui le Apa si sono venute a trovare, si legge in una nota, a causa della mancata erogazione dei finanziamenti che consentono loro di poter svolgere le attività in cui sono impegnate sul territorio”.

“Non possiamo certo considerare finita l’emergenza, sottolinea il presidente dell’Aia, Nino Andena, e confidiamo che la decisione del Ministero delle Politiche agricole si ripercuota positivamente anche a livello regionale, dando modo di reperire le altre risorse necessarie per continuare il lavoro che Aia, Ara e Apa portano avanti da oltre 60 anni in ogni provincia italiana, al servizio degli allevatori e del consumatore”. L’Associazione allevatori ha sempre dato, soprattutto in questi ultimi anni, risposte concrete per valorizzare le produzioni zootecniche, assicurando i controlli alla produzione, salvaguardando il benessere animale e garantendo, quindi, i consumatori. E’ per questo motivo che Coldiretti sostiene il sistema allevatoriale e sarà al fianco delle associazioni durante questo percorso. E’ stato evidenziato, in diverse sedi, il fondamentale contributo per la

sicurezza alimentare e per la valorizzazione delle eccellenze italiane. Infatti quando parliamo di sistema allevatoriale non dobbiamo dimenticare che parliamo anche di prodotti dop, ossia di una selezione accurata dei suini destinati a produrre i salumi certificati. Chi garantirebbe tutto questo senza un sistema efficiente? A maggior ragione è fondamentale in Emilia Romagna, patria dei salumi. A ribadire questo concetto e l’importanza del sistema, interviene anche il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, auspicando che le Regioni attribuiscano la giusta importanza a questa associazione, il cui compito è fondamentale per la salvaguardia della sicurezza alimentare del made in Italy. Non reperire i fondi per il sistema delle Aia significa anche mettere a rischio tutto questo.

Bonifica: molti fabbricati rurali pagano una quota non dovuta Ancora troppi fabbricati rurali in Emilia Romagna pagano contributi di bonifica non dovuti. La denuncia è di Coldiretti regionale che ricorda come molti Consorzi di Bonifica non applicano la circolare del 15 aprile 2010, con cui l’Associazione nazionale dei Consorzi di Bonifica (Anbi) chiariva che i fabbricati rurali non possono essere assoggettati ad una imposizione autonoma di contributi rispetto ai fondi cui si riferiscono. In base alla legge 14 del 2009, fortemente sostenuta dalla stessa Coldiretti, l’imposta di bonifica per questi fabbricati viene di fatta già assolta con il pagamento della quota riguardante i terreni. In Emilia Romagna – ricorda Coldiretti – sono circa 250 mila i fabbricati rurali interessati e larga parte di questi paga ancora un contributo non dovuto a causa della mancata applicazione della circolare dell’Anbi da parte di alcuni consorzi di bonifica. Si tratta purtroppo di un balzello – denuncia Coldiretti – che pesa sui redditi delle aziende agricole che nel solo 2010 hanno dovuto far fronte ad un aumento dei costi di produzione che nel primo trimestre di quest’anno sono aumentati del 5,3 per cento con punte del 7,6 per cento per i carburanti e del 18,2 per cento per i mangimi. E’ opportuno precisare che il Consorzio di Bonifica di Piacenza è stato uno dei primi ad applicare tale circolare e non richiedere questo tipo di imposta per i fabbricati rurali.

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Rifiuti: Coldiretti, proroga SISTRI positiva per imprese agricole Il Sistri non partirà il 1° giugno ma vedrà un avvio a tappe a partire dal 1° settembre, secondo le dimensioni delle 360.000 imprese coinvolte; le sanzioni, inoltre, verranno graduate e nel primo semestre di operatività saranno molto meno onerose di quelle previste dalla legge (decreto legislativo 205/2010). La decisione di provvedere allo slittamento dell’avvio del SISTRI è accolta con favore dalle imprese agricole interessate dal provvedimento. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’intesa raggiunta per rimodulare l’entrata in funzione del sistema. L’accordo è recepito nel testo di un decreto ministeriale che già nella serata di mercoledì 25 maggio è stato inviato alla Corte dei Conti per il via libera all’adozione, con cui viene fissata la nuova cronologia dell’entrata in vigore. • 1° settembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano più di 500 dipendenti, per gli impianti di smaltimento, incenerimento, etc. (circa 5.000) e per i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui superiori alle 3.000 tonnellate (circa 10.000); • 1° ottobre 2011 produttori di rifiuti che abbiano da 250 a 500 dipendenti e “Comuni, Enti ed Imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania”; • 1° novembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 50 a 249 dipendenti;

• 1° dicembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 10 a 49 dipendenti e per i trasportatori che autorizzati per trasporti annui fino a 3.000 tonnellate (circa 10.000); In particolare per il settore agricolo il termine ultimo per l’iscrizione al sistema SISTRI è il 31 dicembre 2011. Infatti dal 1° gennaio 2012 per produttori di rifiuti pericolosi, con un peso complessivo inferiore a 400 kg e che abbiano fino a 10 dipendenti, scatteranno le seguenti sanzioni: OMISSIONE iscrizione al SISTRI: sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.600 a € 15.500. In caso di rifiuti pericolosi, si applica una sanzione pecuniaria da € 15.500 a € 93.000. OMISSIONE compilazione Scheda Sistri – Area Registro Cronologico o Area Movimentazione o se vengono fornite informazioni incomplete, inesatte, ecc..: è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.600 a € 15.500. Nel caso di imprese che occupino un numero di unità lavorative inferiore a 15 dipendenti, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.040 a € 6.200. In caso siano riferibili a rifiuti pericolosi si applica

la sanzione amministrativa pecuniaria da € 15.500 a € 93.000, nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione da un mese a un anno dalla carica rivestita dal soggetto cui l’infrazione è imputabile ivi compresa la sospensione della carica di amministratore. La proroga del Sistri è stata una decisione opportuna; dopo i risultati del Sistri day (la prova generale effettuata l’11 maggio) con il 90 per cento delle imprese che ha avuto problemi di accesso al sistema o non è riuscita, comunque, a portare a termine le operazioni necessarie, questa proroga era indispensabile. Fermo restando l’importanza di intervenire per garantire legalità e trasparenza nel sistema dei rifiuti è importante la decisione del Ministero di recepire le esigenze manifestate dalle imprese. Occorre comunque sottolineare che la Coldiretti è impegnata a far approvare ulteriori semplificazioni del sistema e un alleggerimento delle sanzioni previste per il settore agricolo. L’ufficio tecnico provinciale e gli uffici periferici di Coldiretti Piacenza sono a disposizione per ulteriori informazioni in merito al Sistri.

Carburanti agricoli: ancora pochi giorni per la dichiarazione obbligatoria di avvenuto impiego per l’anno 2010 e richiesta assegnazione anno 2011 Scadenza al 30 giugno 2011

L’agevolazione fiscale sui carburanti, ha sempre rappresentato per il mondo agricolo soprattutto negli ultimi tempi di caro-gasolio una delle misure più importanti per l’abbattimento dei costi di produzione. Si ricorda a tutti gli associati che la richiesta di assegnazione può essere presentata fino al 30 giugno 2011 presso i nostri Uffici per avere l’assegnazione piena per l’anno 2011 . La richiesta dopo tale data può essere presentata ma l’assegnazione sarà commisurata solo alle lavorazione da effettuarsi da tale data in poi. I documenti occorrenti sono: 1. documento di riconoscimento in corso di validità;

2. libretto di controllo carburanti anno 2010 con tutti i prelievi scaricati; 3. situazione aggiornata di possesso dei terreni , colture praticate e lavorazioni da eseguire; Le aziende che nel corso del 2010 hanno avuto una assegnazione di carburante agricolo, sono tenute in ogni caso a presentare la dichiarazione di avvenuto impiego presentando il libretto di controllo con annotati i consumi per le lavorazioni eseguite, anche se per l’anno in corso non intendono richiedere nessuna assegnazione. In mancanza di tale adempimento le aziende inadempienti sono passibili di sanzioni.

CUSTODIA DEL LIBRETTO DI CONTROLLO ( BUONO DI ASSEGNAZIONE ) Come previsto dall’art. 6 comma 5 del D.Lg. 454 il libretto di controllo deve essere conservato presso la sede dell’azienda. In deroga a quanto previsto dal comma 5 della disposizione in commento, può anche ammettersi la custodia del libretto di controllo solo presso l’organizzazione di categoria che si occupa dell’esecuzione di tali adempimenti, allorché il libretto non sia più utilizzabile per i rifornimenti dei prodotti e quindi in data successiva al 31 dicembre di ciascun anno, per il tempo strettamente necessario all’esecuzione degli adempimenti in questione (dichiarazione di avvenuto impiego e richiesta di assegnazione). Deve essere conservato in azienda per 5 anni.

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TECNICO

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TECNICO

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LA PAGINA DELLA SICUREZZA

Esposizione al rumore in agricoltura:

A BREVE LA BANCA DATI A SUPPORTO DELLE AZIENDE AGRICOLE Frutto della convenzione firmata da organizzazioni agricole e Asl di Piacenza per la creazione di una banca dati sull’ esposizione al rumore. Si tratta della prima iniziativa a livello nazionale. Nel 2009 le Associazioni agricole piacentine e l’ASL di Piacenza firmarono una convenzione per la realizzazione, a livello Provinciale, di uno studio sulla esposizione al rischio rumore. Lo scopo fu quello di creare una Banca-dati” a disposizione delle aziende agricole della provincia di Piacenza per avvalersene nella stesura della “scheda rumori” e delle misure di prevenzione connesse al superamento dei livelli di attenzione come prescritto dalla legge 81/08 (valutazione dei rischi), e poter adottare quindi gli opportuni accorgimenti e protezioni necessarie per evitare danni agli operatori. In pratica in questa ” banca- dati” sono stati inseriti i diversi livelli di rumore prodotti dalle principali macchine agricole utilizzate nei diversi settori, di quelle per lo svolgimento delle operazioni agronomiche, suddivise per terreno e zone altimetriche. In pratica non occorrerà più dover far effettuare costose prove fonometriche con speciali attrezzature (fonometri) ma ci potrà avvalere dei dati tecnici sviluppati con le relative prove e inseriti nella banca dati. L’Asl, nei controlli che effettuerà, terrà in considerazione, l’esito di questo studio e quanto inserito all’interno della bancadati, che verrà gestita dalle singole organizzazioni per i propri associati alle quali potranno rivolgersi per ogni chiarimento. Si tratta, ha sottolineato il Presidente Coldiretti Luigi Bisi della la prima iniziativa a livello nazionale tra associazioni ed Asl, nel campo della sicurezza sul lavoro. Da anni Coldiretti Piacenza è impegnata con l’ASL locale, ed in collaborazione con l’Assessorato all’agricoltura della Provincia, per un percorso di sensibilizzazione, aggiornamento e formazione in materia di Sicurezza sul lavoro in agricoltura, per l’adeguamento obbligatorio delle aziende soggette alle norme del D.Lgs 81/2008 e successive modificazioni. Tra i tanti obblighi per il datore di lavoro necessarie all’adeguamento alle normative di sicurezza sul lavoro per i propri dipendenti, o Soci in caso di Società, vi è quello della valutazione del rischio da esposizione a rumore, a seguito del quale deve adottare le misure di sicurezza per ridurne il livello , che, deve rimanere sempre al di sotto del valore limite. Tale operazione in pratica comporta,per ogni azienda agricola, la stesura di una “scheda rumore” a seguito di rilevazione fonometrica da realizzarsi con apposito

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apparecchio chiamato “fonometro”, su ogni macchina agricola , relativamente ad ogni fase lavorativa presente in azienda, e su diverse situazioni agronomiche, il tutto con relative spese di esecuzione e di elaborazione dei dati, da pagarsi a ditta specializzata in possesso della strumentazione necessaria. Lo studio con “screening fonometrici” è stato eseguito su un campione significativo di aziende agricole, al fine di creare un “Data base” da utilizzare per il monitoraggio delle esposizioni acustiche, a disposizione delle aziende agricole ai fini della stesura della” valutazione del rischio rumore” da inserire obbligatoriamente in quella dei rischi aziendali. Tali dati potranno poi essere assunti e presi in considerazione nella maggior parte dei casi, per la valutazione del rischio specifico senza più dover fare eseguire le costose rilevazioni fonometriche. Il lavoro per la creazione della suddetta banca dati ha previsto la suddivisione delle aziende in n° 9 tipologie di attività, relativamente al “Macrosettore di appartenenza”, per ognuno del quale sono state individuate n° 5 aziende, che per dimensioni strutturali, parco macchine con marche di trattrici differenti, caratteristiche lavorative e disponibilità di collaborazione sono state ritenute rappresentative dello specifico macrosettore. Queste le tipologie lavorative coinvolte: allevamenti di suini a ciclo chiuso, allevamenti di bovini da latte, aziende vitivinicole con linee di imbottigliamento, aziende agricole per attività di coltura cerealicola (mais, orzo, frumento, ecc...), aziende agricole di coltivazione di pomodoro, della barbabietola, con attività di fienagione, aziende florovivaistiche con attività anche di manutenzione del verde ed aziende orticole con linee dì mondatura e confezionamento, in totale sono state effettuate più di 650 misure in campo per creare la banca dati, che in futuro potrà essere implementata ulteriormente. Coldiretti ritiene tale operazione vantaggiosa per gli operatori agricoli che in futuro potranno avvalersi nella fase di valutazione del rischio rumore dei dati rilevati senza la necessità di dover spendere quattrini per le prove fonometriche effettuate in campo.

Per qualsiasi informazione, per le verifiche e per l’espletamento delle pratiche inerenti la sicurezza sul lavoro rivolgetevi con fiducia ai nostri Uffici Centrali o periferici - UFFICIO SICUREZZA LAVORO: sede Via C. Colombo, 35 tel. 0523/596515-16

LA VOCE DEI

Coltivatori

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EVENTI E NOTIZIE DAL MONDO AGRICOLO

30 Coltivatori LA VOCE DEI

COLDIRETTI PIACENZA


FISCALE - TRIBUTARIO

GIUGNO 2011

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2011

periodo d’imposta 2010 730/2011 Prorogato al 20 giugno, il termine per la consegna dei documenti al CAF Con un recente comunicato stampa, l’Agenzia delle Entrate a reso noto che il termine per la richiesta di assistenza fiscale ai CAF per l’elaborazione dei modelli 730 è stato prorogato dal 31 maggio al 20 giugno. La stessa amministrazione finanziaria ha chiarito che questo slittamento dei termini, si è reso necessario a seguito dei ritardi nell’invio e nella consegna dei modelli cud, da parte dei datori di lavoro e degli enti pensionistici. Si invitano quindi i contribuenti che non hanno ancora provveduto alla consegna dei documenti per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi modello 730, a rivolgersi presso i nostri uffici zona.

UNICO 2011 Al via le convocazioni per la raccolta dati Proprio in questi giorni, sono in fase di spedizione le convocazioni per la raccolta dati per l’elaborazione delle dichiarazioni modello UNICO 2011. Analogamente agli scorsi anni, al fine di consentire una migliore analisi delle varie posizioni fiscali e per dedicare alle pratiche tutta la necessaria attenzione, abbiamo predisposto un calendario di convocazioni, prevedendo per ogni contribuente nostro assistito, uno specifico appuntamento. Invitiamo quindi, nel limite del possibile, il rispetto degli appuntamenti prefissati, anche per garantire una maggior riservatezza ed evitare, contemporaneamente, inutili quanto sgradite attese.

documentazione da presentare per la dichiarazione dei redditi 2011 (periodo d’imposta 2010)

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GIUGNO 2011

A LUGLIO ARRIVA LA QUATTORDICESIMA Anche quest’anno nel mese di luglio verrà posta in pagamento la somma aggiuntiva (la cosiddetta quattordicesima), per le pensioni di importo ridotto. La somma aggiuntiva viene erogata ai pensionati che hanno già compiuto i 64 anni di età e ne hanno diritto in base al reddito, ai previsti requisiti contributivi e al tipo di categoria pensionistica. L’Inps invierà a ciascun pensionato interessato comunicazione con indicazione importo. A coloro che perfezionano il requisito dell’età dopo il 31 luglio 2010, la corresponsione sarà effettuata con una successiva elaborazione. La somma aggiuntiva non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali e assistenziali, è invece rilevante ai fini della concessione del diritto alla carta acquisti. (Msg. 26673 del 28 novembre 2008 e Msg. 3639 del 13 febbraio 2009) L’importo aggiuntivo non spetta ai titolari di: invalidità civile (cat. INVCIV); pensione sociale (cat. PS); assegno sociale (cat. AS); rendita facoltativa di vecchiaia (cat. VOBIS) o di invalidità (cat. IOBIS); pensione di vecchiaia (cat. VMP) o di invalidità (Cat. IMP) a favore delle casalinghe; pensione di vecchiaia, di invalidità o ai superstiti a carico della gestione speciale per il personale degli Enti pubblici creditizi (cat. VOBANC, IOBANC e SOBANC); assegno straordinario di sostegno al reddito per i dipendenti delle aziende di credito ordinario (cat. VOCRED); assegno straordinario di sostegno al reddito per i dipendenti delle aziende di credito cooperativo

(cat. VOCOP); assegno straordinario di sostegno al reddito per i dipendenti delle aziende di credito delle esattorie (cat. VOESA); indennizzo per attività commerciale (cat. INDCOM); pensioni ordinarie, di invalidità o ai superstiti già a carico del soppresso Fondo Previdenziale e Assistenziale degli Spedizionieri Doganali (cat.VOSPED, IOSPED e SOSPED). La somma aggiuntiva viene erogata in presenza di un reddito complessivo personale riferito all’anno stesso di corresponsione, non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e sono da considerare nel computo i redditi assoggettabili all’IRPEF, nonchè i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta sostitutiva, compresi i redditi conseguiti all’estero o in Italia presso Enti ed organismi internazionali. Sono invece, per espressa previsione normativa, esclusi: i trattamenti di famiglia comunque denominati; le indennità di accompagnamento; il reddito della casa di abitazione; i trattamenti di fine rapporto comunque denominati; le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata. Attenzione: l’importo della quattordicesima varia in base al reddito e ai contributi versati. Gli Uffici del Patronato Epaca sono a disposizione per effettuare le opportune verifiche

PRIMO ANNO IN FAMIGLIA - CONTRIBUTO ECONOMICO Si apre un nuovo bando per richiedere i contributi previsti da “Primo anno in famiglia”, il progetto promosso dai Servizi sociali e da diversi comuni della provincia di Piacenza, per dare un aiuto concreto alle famiglie in crescita e per sostenere la relazione genitori-figli nel primo anno di vita degli stessi. L’iniziativa, consiste nell’erogazione di un contributo integrativo dello stipendio dei genitori, regolarmente occupati, che intendano usufruire dell’astensione facoltativa dal lavoro dopo la nascita di un figlio, nel suo primo anno di vita. E’ un progetto comunale finalizzato al sostegno dei genitori che usufruiscono di un periodo di aspettativa da lavoro retribuita al 30%. Il contributo economico integrativo è fissato a 300 euro mensili per un massimo di 6 mesi e a 400 euro mensili, per un periodo massimo di 6 mesi, per nuclei monogenitoriali e in caso di parti gemellari. Nel caso di alternanza di entrambi i genitori il contributo è fissato in euro 400 mensili e deve comprendere un periodo complessivo e continuativo non inferiore a 6 mesi da usufruire entro l’anno. Sono esclusi dall’erogazione del contributo economico i periodi di astensione

dal lavoro con indennità pari o superiore all’80%. E’ prevista inoltre una riduzione proporzionale per i lavoratori e le lavoratrici che usufruiscono di trattamento economico superiore al 30% dello stipendio. MODALITA’ DI RICHIESTA Le domande devono essere redatte su apposito modulo, e potranno essere presentate a partire fino al 31 Dicembre 2011. REQUISITI • genitori regolarmente impegnati in un’attività lavorativa • fruizione dell’astensione facoltativa dal lavoro • valore ISEE non superiore a € 18.500 annui • residenza nella provincia di Piacenza • il bambino non deve avere superato i sei mesi di vita al momento della presentazione della domanda • il contributo non è compatibile con la frequenza al nido durante i mesi di aspettativa coperti dal contributo • contributo emesso per un massimo di 6 mesi.

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NOTIZIE IN BREVE

GIUGNO 2011

...in breve di giugno LAVORO: IMPOSTA SOSTITUTIVA COMPENSI DI PRODUTTIVITÀ-ACCORDO TASSAZIONE 10% OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI. E’ stato sottoscritto da parte delle Associazioni Datoriali e Organizzazioni Sindacali agricole l’accordo quadro nazionale per l’applicazione di un protocollo che prevede le linee guida per gli accordi territoriali che beneficiano della sostitutiva del 10% sul salario di produttività. LAVORO: IMPOSTA SOSTITUTIVA COMPENSI DI PRODUTTIVITÀ- ACCORDO TASSAZIONE 10% QUADRI E IMPIEGATI AGRICOLI. E’ stato sottoscritto da parte delle Associazioni Datoriali e Organizzazioni Sindacali agricole l’accordo quadro nazionale a valere per i quadri e gli impiegati agricoli per l’applicazione del particolare regime di tassazione agevolata a valere sulla retribuzione correlata al perseguimento di una maggiore produttività e competitività aziendale. IMMIGRAZIONE:FLUSSI D’INGRESSO DEI LAVORATORI EXTRACOMUNITARI STAGIONALI 2011 Ha preso il via il 22 marzo alle 8 la procedura on line per la presentazione delle domande di nullaosta per lavoro stagionale di 60.000 lavoratori extracomunitari. Le domande dovranno essere presentate dai datori di lavoro entro il 31 dicembre 2011(articolo approfondito all’interno del giornale) LAVORATORI STRANIERI STAGIONALI Il Ministero dell’ Interno fornisce indicazioni relative alle domande per i flussi stagionali degli anni 2007, 2008 e 2009 e, in particolare, precisa che le quote relative ai decreti degli anni suddetti, assegnate e non impegnate entro il 25 marzo 2011, verranno azzerate dalle Direzioni Provinciali del Lavoro. Analoga procedura sarà utilizzata riguardo alle istanze relative al Dpcm 3 dicembre 2008, sulla programmazione transitoria dei flussi di ingresso per lavoratori extracomunitari non stagionali relativi all’anno 2008.

LAVORATORI EXTRACOMUNITARI La legge 125/2008 ha inasprito il regime sanzionatorio per il datore di lavoro che assuma un lavoratore privo di permesso di soggiorno o con un permesso scaduto per il quale non sia stato richiesto il rinnovo nei termini di legge. Per ogni lavoratore assunto privo di permesso di soggiorno è prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la sanzione pecuniaria di 5.000 euro. SETTORE AGRICOLO: VOUCHER PER LAVORO ACCESSORIO L’ impiego con il voucher deve essere segnalata in anticipo all’Inail. Per avvalersi di qualunque lavoratore accessorio, i committenti hanno l’obbligo di comunicare all’ Inail, prima dell’inizio della prestazione lavorativa, i dati relativi al luogo e al periodo di lavoro della prestazione, nonché i dati anagrafici propri e del prestatore. Quindi ogni loro variazione e la cessazione del rapporto di lavoro. PROROGA DELLE PRESTAZIONE DI LAVORO ACCESSORIO. Per i lavoratori part-time salvo che a beneficio del medesimo datore di lavoro part time e per i percettori di trattamenti a sostegno del reddito, in tutti i settori produttivi, nei limiti di 3.000,00 euro per anno solare. INPS: NUOVE MODALITÀ PER LE COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE DEI LAVORATORI DOMESTICI L’INPS comunica che a partire dal 1° aprile 2011 la presentazione delle comunicazioni obbligatorie di assunzione, trasformazione, proroga e cessazione per lavoro domestico deve avvenire attraverso uno dei seguenti canali: contact Center Multicanale - numero verde 803164 servizi telematici accessibili direttamente tramite Pin attraverso il portale dell’ Inps ENPAIA – 25 GIUGNO 2011 I datori di lavoro agricolo devono presentare la denuncia contributiva all’Enpaia a mezzo mod. Dipa/01 e DIPA/02 per posta o via telematica degli impiegati occupati nel mese precedente nonchè procedere a mezzo Mav bancario o in mancanza, tramite bollettino c/c postale.

...la festa

Coldiretti Giovani Impresa Piacenza Ti invita a ...

10 LUGLIO DUEMILAUNDICI

4 Gran Premio dell’Ortrugo °

LA VOLTA DEL VESCOVO - Strada Valnure 24/a - 29100 Piacenza

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Le pagine del Consorzio Agrario Provinciale di Piacenza

ATTENDERE NUOVA

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GIUGNO 2011

Le pagine del Consorzio Agrario Provinciale di Piacenza

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