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Aprile


Editoriale Intervista ai Rianimatori Arte greca Autobus Quando la vita diventa uno sport Cento chiodi Una giornata di… La legge di Murphy Eighteen PSQ fccet Giornata della Memoria e del Ricordo Vorrei condividere... The Fantastic (?*) 4 Arpav e Europa Ludens Cosa abbiamo imparato in questi 5 anni Birmania: un gioiello in gabbia Please, please...do not be late! I piedi neri si lavano? Enigmi del pensiero laterale Costruiamo la nuova Europa La deformante realtà degli specchi Le stelle di Giuliano Le Quadrifferenze 33 Ditloidi - il test di intelligenza della mensa Quadroku!

Direttore: Galvanin Marco 5BI Vice-direttore: Trombetta Francesca 2ALG Impaginatori: Sara Pezzato 2ALG Rampazzo Federico 3AI Disegnatrice (copertine): Romano Francesca 4CI Gelain Laura 3^BT Uomo obbiettivo: Prof. Giuliano Cisco

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Redazione: Berton Giovanni 5BLG Borneo Aurora 4BT Cariolato Laura 4ALG Ceretta Federico 2AI Cimmino Alberto 2CLG Conti Alfredo 3AST De Boni Sara 4ALG D’Odorico Lidia 2CLG Ferretto Francesca 2CLG Galvanin Marco 5BI Lucchin Martina 3AT Maistrello Davide 1AI Marangoni Elena 4BT

pagina 3 pagina 4 pagina 5 pagina 6 pagina 7 pagina 8 pagina 9 pagina 10 pagina 12 pagina 13 pagina 14 pagina 15 pagina 16 pagina 17 pagina 18 pagina 19 pagina 20 Pagina 22 Pagina 23 pagina 24 pagina 26 pagina 27 pagina 29 pagina 30 pagina 31

Menarin Laura 2AT Pellizzaro Pierluca 5BLG Pezzato Sara 2ALG Pigatto Francesco 5AST Romano Francesca 4CI Salvatelli Feliciana 4BT Savoca Enrico 1BST Spiller Agata 2ALG Stefani Davide 4CI Trentin Francesca 2ALG Trombetta Francesca 2ALG Zanon Federico 5BI

Porti un piccolo termos da casa e ogni tanto ti versi il contenuto sui piedi


Galvanin Marco 5^BI “Ciao, sei qui per.. ?” – “Recupero.” – “Di educazione fisica ?” – “Macchè, italiano.. “ – “Ah, sei il direttore del giornalino e hai italiano insufficiente ?” – “Sì, perché ?” – “E’ un controsenso.. “ –“ ..(faccia perplessa).. “. Si apriva con parole simili il doposcuola di un lunedì. Domanda: perché il proprio voto in italiano dovrebbe essere proporzionale alle possibilità di svolgere il ruolo di direttore del giornalino scolastico ? Pagati per farlo non siamo pagati, né tanto meno vigono dei requisiti minimi: non sarebbe più un progetto aperto a tutti gli studenti. Passando oltre, ho ricevuto lamentele varie e ripetute (“e quando esce il primo numero … e non è ancora uscito … e di chi è la colpa … e non manteniamo le promesse …”), facendomi pure notare che in copertina v’era scritto “Anno ottavo, Numero primo, Dicembre 2007”. Era gennaio. Bene. Faccio notare che, oltre a sfogliare svogliatamente trenta pagine e correre ai ditloidi o al quadriverba, leggere le note potrebbe essere di qualche aiuto: “Questo numero del Giornalino doveva uscire prima della festività natalizie. Per motivi tecnici questo non è stato possibile. “. Tutto ciò prevalentemente nella mia classe. Immagino quanta altra gente all’interno di un istituto di oltre 1400 studenti possa essersi dimostrata impaziente per l’ uscita del primo numero. D’altronde, si sa, al Quadri non si è mai da soli a fare le cose. Colta al volo l’occasione di un mesetto fa per visitare la dignitosa e datata sede del vecchio Quadri (tradotto, attuale Boscardin, in gran parte), ho avuto modo di ritornare curioso su strade battute più volte negli anni passati: della serie, cosa non fa la redazione del giornalino per regalare qualche chicca. Ad un’ analisi veloce e frettolosa sono risultate le seguenti differenze: strane cassette postali assegnate ad ogni classe, portone della succursale Rodolfi chiuso a qualsiasi ingresso stile Gondor, impianto di areazione installato in tutto l’ istituto (funzionante, aggiungerei), distributori dai prezzi lievemente più umani e un orrendo atrio dalle pareti arancioni. In aggiunta, il fantomatico orto botanico non esiste più; sono sopravvissute alcune singole radici della piante più grosse e ora la luce riesce ad attraversare quel cubicolo che comprimeva in pochi metri cubi una flora delle più folte e variopinte della regione intera. Se il vecchio Quadri è cambiato, quello nuovo ? Hanno spostato la zona fumatori dal giardino che comunica con i portabici alla zona entro la quale ogni passo sprofonda sotto qualche centimetro di ghiaino. Forse le sabbie mobili faranno desistere i meno abitudinari. Che il fumo riuscisse a penetrare in aula insegnanti nonostante la distanza ? O forse Babbo Natale non ha ancora esaudito le richieste della letterina a lui indirizzata dal nostro preside ? Per usufruire degli ascensori ora è guerra. Con l’inizio del 2008, erano stati riservati al personale e ai soli studenti autorizzati. Da qualche tempo i cartellini posti ad ogni piano recitano: “Riservato al Personale”. Secondo la circolare inerente e a detta di alcuni professori, nella sezione A, l’ascensore più vicino all’uscita è strettamente riservato, quello rimanente è utilizzabile anche dagli studenti del secondo, terzo o (perché no) quarto piano. Peccato che a qualcuno non sia ancora stato reso noto. Cosa che causa qualche lieve disguido.Nella sezione S. Paolo è tutto un altro mondo invece. Forse si storce un poco il naso o ci si lamenta per la lontananza (relativa) dalla sede, ma dopo poco si rivela il paese dei balocchi. Mai vista così tanta voglia di arrivare presto a scuola. Speriamo di far uscire a breve il terzo numero. Non è ancora da considerarsi troppo folle l’idea di esser e ancora in tempo per pubblicare anche il quarto numero.

Ma come fa 'sto temperino a essere così arrugginito?! Te lo porti al mare?!

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Martina Lucchin 3^AT

Prima di tutto chi o cosa siete? Noi siamo i RIANIMATORI, inizialmente era stato considerato come possibile nome i “quadrati” ma poi abbiamo scelto i rianimatori perché ci sembrava più ganzo. Fondamentalmente siamo un gruppo di ragazzi volenterosi in cui arde il desiderio di organizzare in maniera costruttiva e geniale le assemblee d’istituto e non solo. Che cosa pensate di fare concretamente per migliorare la vita degli studenti? Il nostro scopo principale è quello di organizzare le assemblee e se in futuro ci sarà un evento per cui servirà l’aiuto degli animatori noi verremo di corsa!!! Parliamo delle assemblee: circolano diverse critiche sull’organizzazione delle assemblee di quest’anno, da parte degli studenti, perché c’è molta meno libertà e la partecipazione alle attività è più controllata…cosa rispondete? Questa non è una cosa decisa da noi: anche i precedenti animatori hanno cercato di intervenire fondamentalmente perché se gli studenti cazzeggiano le assemblee vengono tolte. Perché il torneo di calcio è stato tolto dalle attività mattutine mentre rimangono sport quali la pallavolo e i basket? È una decisione che è stata presa in accordo anche con il preside per motivi di sicurezza. La palestra non è adibita per questo sport e non ci sono gli spazi disponibili. Che cosa rispondete a chi considera il gruppo degli animatori solo come un nuovo modo per perdere ore? Sono persone solo invidiose di non appartenere a questo fantastico gruppo che perde un mucchio di ore del proprio tempo libero…rischiando anche la vita a causa di incidenti in bici.. Per quale motivo quest’anno il gruppo animatori è diventato così presente nella vita scolastica, e quali erano le cose che non funzionavano nei gruppi degli anni scorsi? Il gruppo animatori degli anni scorsi era poco pubblicizzato, organizzato e con poche persone. Adesso invece siamo un bel gruppo che ha legato molto nell’uscita di Costiggiola; e poi dobbiamo dirlo, la classe non è acqua (e coca-cola!). In concreto che cosa fanno gli animatori durante le loro “estenuanti” riunioni oltre a programmare la vita di noi poveri comuni mortali? Per prima cosa andiamo in cerca dell’anima gemella!!! Secondo: esprimiamo la nostra creatività con opere d’arte moderna meglio conosciute come i cartelloni che costellano le pareti della nostra scuola. Terzo. Mangiamo…e ci ingozziamo!!!

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Si pretende la verità, no teghe!


Pensate che il potere degli animatori rimarrà circoscritto all’istituto Quadri o programmate di espandervi sempre di più fino alla conquista del pianeta terra? Naturalmente si!! Anche in altre scuole infatti esistono i gruppi animatori, potremo unirci e poi ci svilupperemo sempre di più…nel nostro impero non tramonterà mai il sole!!! Intervistati:Giorgia Vantin (anche detta “diversamente abile”, perché dotata di stampelle) Andrea Sozio (anche detto sox) Alessia Scarparolo (anche detta Terry)

Alberto Cimmino 2^CLG Questo busto bronzeo è ciò che rimane di una statua di Apollo della scuola di Prassitele. Stranamente indossava un indumento in vita, probabilmente un gonnellino, anche se alcuni esperti sostengano trattarsi di un paio di boxer leopardati Dolce & Gabbana. La chiave ellenistica si ritrovava nelle gambe, le quali erano aperte nel tentativo di saltare un cespuglio di rose, in occasione forse di una competizione olimpica forse di una infantile contesa tra dei. Tale cespuglio fungeva , peraltro, da sostegno per la statua che altrimenti avrebbe mancato d’equilibrio. Dal dolore che l’eventuale saltatore doveva provare strofinando le proprie parti più delicate su cotanto ostacolo gli studiosi hanno soprannominato la statua “il Masiokistos” che, tradotto dal Greco, significa “colui che ama farsi male”. La statua presentava infatti una lunga ferita sulla gamba sinistra, protesa in avanti, e numerose spine su quella destra.La smorfia di dolore in cui era contratto il volto si contrapponeva alle delicate fattezze femminee di quest’ultimo, tipiche delle statue di Apollo.Il braccio destro era piegato nell’atto di inforcare un paio di occhiali Ray-Ban, mentre quello sinistro era proteso verso l’alto nel sistemare un ricciolo ribelle.

Alleghiamo la ricostruzione completa della statua fatta dall’illustre prof. Skyopodos Ricoyotis Stytikakys nel suo libro: “L’arte greca, da pochi resti grandi verità” Quando entro qua voglio "God Save the Queen" con l'alzabandiera

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Davide Maistrello 1^AI Avete mai pensato che circa il 90% degli studenti del Quadri viene a scuola usufruendo del veicolo automotore comunemente definito autobus? Se voi siete nella parte interessata, avrete sicuramente seguito in questi ultimi mesi del 2007 le vicende del sovraffollamento degli autobus, che ha convinto addirittura varie scuole a cambiare orari, e poi in prima persona avrete notato vari casi di maleducazione che spesso sono presenti su questo mezzo di trasporto così caro a noi studenti. Capita infatti spesso di vedere studenti che non si alzano per lasciare accomodarsi degli anziani signori o delle persone con problemi di mobilità, oppure che occupano il posto riservato agli invalidi o piazzano i loro zaini sulle poltroncine proprio mentre l’autobus è pieno. Il problema del sovraffollamento secondo me nasce proprio dal fatto che alcuni modelli fra gli ultimi autobus in circolazione hanno effettivamente troppi posti a sedere e troppo pochi per le persone in piedi. Ma andiamo a vedere nei dettagli i tipi di autobus acquistati Iveco Turbocity-U dall’AIM (Aziende Industriali Municipalizzate) come mezzi pubblici. Per cominciare parliamo del Van Hool A 300 CNG, tanto osannato per il fatto che funziona a GPL, ma pochi sanno che i posti disponibili sono solo 87, 19 a sedere, 67 in piedi, 1 per il conducente, anche a causa di una distribuzione dei sedili non certo eccellente.Più “vecchio” ma sicuramente più comodo e spazioso il mitico Iveco TurboCity-U, quello con le poltroncine rosse per intenderci, che col gemello Effeuno è uno dei tre veicoli pubblici più diffusi nella nostra città. Anche se i posti a sedere sono “solo” 19, addirittura 81 persone possono starvi comodamente in piedi; aggiungendo il conducente si raggiunge addirittura il totale di 101, 14 in più del verde autobus della grande compagnia olandese. Ed ancora più eclatante il risultato ottenuto dal quasi assente Inbus U210 Siccar 177 che, con 19 sedili, 85 posti in piedi più conducente ottiene addirittura il totale di 105 superando nettamente gli altri due! Da un paio d’anni poi nella città del Palladio circola anche il Man Lion’s City, comodissimo autobus realizzato un po’ “sul modello” del vecchio Iveco e già molto presente in città, ma purtroppo solo su alcune importanti tratte. Il modello sviluppato dalla fabbrica tedesca, presentato nel 2005 quando vinse il titolo di “Bus dell’anno”, ha meno posti a sedere con le poltroncine poste trasversalmente nella parte posteriore (anziché parallele al piano di guida come nei bus normali), e più posti in piedi, decisamente è più comodo nelle ore di punta specialmente per chi non riesce a sedersi. Menzione anche per il Cacciamali Elfo, il classico autobus della linea 10, che è uno degli ultimi autobus a numerazione manuale in giro per le vie di By Laura Menarin Vicenza, e fa quasi tenerezza vedere il display con i pezzettini di numero che si staccano e finiscono in fondo al vetro… Nella speranza di aver dato qualche notizia interessante sui vari tipi di autobus che circolano tutti i giorni nella nostra bella città, confido che nel futuro i passeggeri più giovani siano più sensibili e generosi nell’effettuare piccoli gesti di buona educazione con le persone che hanno qualche problema fisico.

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Sto legando le proprietà del catasto al Gatto con gli stivali


Francesca Trentin 2^ALG C’era una volta la paralisi cerebrale infantile… Nome complicato per una lesione che di fatto danneggia il controllo sul corpo e provoca scoordinazione. Una volta chi restava “spastico” era condannato a una vita di segregazione in casa, lontano dalla vergogna di non poter essere “normali”. Poco contava che dietro ai movimenti convulsi ci fossero menti lucide, a volte superiori alla media, che volevano soltanto poter vivere. Ma oggi c’è meno chiusura mentale ed ecco introdotte le Paraolimpiadi, nessun lavoro è più un tabù per chi si ritrova con un difetto fisico. E da spastici si può anche ballare. Il cervello di Cristiano è rimasto danneggiato alla nascita. Per anni si è trovato di fronte all’imbarazzo della gente per la sua condizione fisica, di fronte alla compassione. Poi ha scoperto il ping pong e la sua vita ha preso una svolta decisamente inaspettata: campione nazionale tre volte consecutive con la sua racchetta legata al polso. Ma non si è fermato, ha incontrato la danza, una disciplina che notoriamente necessita di coordinazione. Un controsenso, quindi, rispetto alla sua malattia. Come restare in piedi? Come comandare i muscoli ribelli perché si contraggano nella maniera più armoniosa possibile? E il cervello ha vinto sul corpo. Dopo estenuanti e difficilissimi allenamenti anche solo per muovere un braccio, eccolo nella luminosa palestra del Quadri con la sua coballerina Chiara a dimostrarci che nulla è impossibile. La loro è una danza un po’ particolare, la Danceability, l’unico tipo di danza che permette a persone abili e disabili di poter sfruttare le proprie caratteristiche espressive e fisiche assieme, preoccupandosi di più della emozionalità che della tecnica. Impossibile rimanere impassibili di fronte alla forza di volontà abbinata al coraggio che è motore di tutto ciò. Lo spettacolo si articola in tre momenti principali: il risveglio, sulle note di un pianoforte, l’hip hop e la prova di tre temerarie del pubblico. Il risveglio gioca tutto su note calme, un pupazzone enorme e la sedia a rotelle. Sembra quasi essere una metafora del risveglio dei sensi e della scoperta della danza, rappresentata dalle scarpette che Cristiano trova e osserva sconsolatamente. Lui non potrà mai volteggiare sulle punte. Poi Chiara lo vede e gli fa capire che può farlo anche sulla sedia a rotelle, lo spinge, lo fa girare su se stesso e iniziano con delle prese. C’è un inversione di ruoli: adesso è Cristiano a spingere la sedia a rotelle, si è ribellato alla malattia. Poi lei chiude violentemente la carrozzina e mentre il collega rotola a terra si esibisce in una coreografia di danza classica, usando tra l’altro un paio di stampelle. Sorge spontaneo pensare che i movimenti dell’uomo siano molto facili, spostare un braccio o una gamba, piegare la testa, ma la fatica e la concentrazione congestionano il suo viso. Il numero risulta molto espressivo e gli applausi non tardano ad arrivare. Ed ecco scendere in campo i componenti delle squadre in sedia a rotelle“College basket” e “Basket 2001“, cattivissimi, velocissimi e combattivi. Un membro “anziano“, si piazza davanti alla platea e spiega un po’ le regole. Di certo non c’è fallo per “passi“. Ad ognuno viene dato un punteggio in base alla difficoltà di movimento e la squadra in campo non può superare un tot. In squadra c’è chi è focomelico, poliomielitico o ha avuto un incidente, ma al di là di termini medici alquanto inutili allo spirito di squadra, gareggiano con fiera aggressività e spirito sportivo. Volano sulle carrozzine speciali con le ruote inclinate, non sembra nemmeno che le spingano. Chissà perché nessuno si è sorpreso quando la squadra dei nostri concittadini del Quadri è stata stracciata senza quasi aver la possibilità di raggiungere l’area di tiro. “Non credevo fossero così pesanti da spingere” dicono. Non ci riesco… Un problema di matematica: non ci riesco… La campestre d’istituto: non ci riesco… Ad andare avanti: non ci riesco… Quanto insensato sembra tutto questo paragonato alla ribellione a una condizione di apparente condanna alla dipendenza dagli altri?

Se vedo Lara Croft nella sua sequenza di bit non ha nulla di interessante

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Martina Lucchin 3^AT Quante volte noi tutti avremmo voluto buttare dalla finestra i libri di studio? Sbarazzarci di fogli e penne? E chi non si è mai chiesto se in fondo in fondo la sapienza del mondo non sia solo una truffa? Se dopo tanto parlare di filosofi e teologi alla fin fine sia tutto un inganno, la religione compresa?…le religioni possono salvare il mondo e Dio è veramente quel padre che crediamo? “In una simile epoca di perduta genuinità è forse la pazzia la soluzione alla nostra esistenza?” Tanti interrogativi che sembrano scontati e senza tempo che il regista e scenografo Ermanno Olmi sviluppa e propone in modo sottile, con gusto e maniera nel film “Centochiodi”. “Cento chiodi” è un lungometraggio a soggetto che viene portato sulle scene nel marzo del 2006 e mette la parola fine alla carriera del regista. Dopo cortometraggi, documentari e diversi film, tra i quali”L’albero degli zoccoli” o “il mestiere delle armi”, Olmi decide di riproporre quella semplicità, quelle immagini genuine e storie così vicine alla vita comune, per l’ultima volta. Luci e d ombre, dialoghi e silenzi, gesti e simboli si susseguono in questo film, adatto ad un pubblico attento e non certo per una serata con gli amici. Il regista, infatti, cattura l’attenzione degli spettatori con una trama ben studiata e interessante che da l’avvio ad una serie di dinamiche che mettono in discussione una religione che è lontana dalla realtà o strumento di demagogia e un sapere esclusivamente fine a se stesso, lontano dalla vita pratica. Allo stesso tempo però si percepisce anche la possibilità di incontro tra religioni, persone e culture diverse e della presenza di quella religione vera e genuina che il regista non trascura, inserendo parabole e diversi riferimenti alla religione cristiana. Il protagonista, l’attore Raz Degan, è un professore di filosofia che una notte con grossi chiodi fissa sul pavimento moltissimi libri della biblioteca dell’università di Bologna: è un gesto simbolico e apparentemente folle che spinge il professore a scappare a liberarsi di ogni cosa, sull’esempio di san Francesco, fino ad immergersi in una realtà naturale, semplice, pura e circondato da una cultura incontaminata. A contatto con la nuova umanità, di un paese sulle rive del Po, riesce quindi a ritrovare se stesso. Le vicende di questo uomo sono segnate da una profonda necessità di ricerca e di cambiamento che si realizzano attraverso lo scontro con l’autorità religiosa e gli incontri con persone di altre religioni e di uomini e donne diversi da lui. Nei 90 minuti di film si susseguono le immagini e suoni della pianura Padana, il rombo delle moto e i segni delle tecnologie che propongono un continuo contrasto tra natura e modernità, essenzialità e progresso. I nomi dei personaggi e il tempo perdono le loro connotazioni e lasciano spazio ad un linguaggio cinematografico inusuale, fatto di simboli,gesti e immagini e accompagnato da una recitazione lenta ma studiata e dalla presenza di personaggi molto comuni. “Centochiodi” è quindi un film che si apre alle mille interpretazioni e definizioni, in cui i temi della religione e della cultura vengono affrontati esaurientemente fino al finale che il regista lascia aperto all’interpretazione di ciascuno. Olmi sottolinea la necessità di riscoprire quella cultura e quella religione che sono dentro di noi, che ci permettono di affrontare la vita e di modificare una realtà in cui non sempre le leggi, le autorità o la giustizia sono a misura d’uomo. “Cento chiodi” quindi conclude il percorso di un uomo ma apre spunti di riflessione e indagini per molti altri; spinge a crescere e vivere come uomini e tra gli uomini, a non rinchiudersi tra le mura di una biblioteca, e ad utilizzare la conoscenza come strumento per la vita pratica e non solo teorica, perché “tutti libri del mondo non valgono una carezza o un caffè con un amico.”

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Non me ne frega uno strabiri di niente che non sappiate le vicende di Abramo


[La prof continua a tossire] "Guardate com'è contento Francesco: «Crepi...Crepi...Crepi»

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SE QUALCOSA PUÓ ANDARE MALE, LO FARÁ Davide Stefani 4^CI Chi di noi alla prima interrogazione dell'anno non ha detto "fra tutti, mica chiamerà proprio me!" e proprio in quel momento il professore ha pronunciato il nostro nome? In quei momenti ci si rende conto che la legge di Murphy non è mai stata più vera. Ma cos'è la legge di Murphy? Secondo Wikipedia "si tratta di un compendio di frasi umoristiche il cui intento è essenzialmente quello di deridere ogni negatività che il quotidiano propone”. L‘autore Arthur Bloch raccoglie immagini e scenette frustranti, nelle quali è facile ritrovarsi, con frasi didascaliche, confezionate in forma statisticomatematica, così da togliere dall’ambito personale conferendogli un adito di validità universale, nei fatti tuttavia inesistente. La leggenda vuole che la legge di Murphy abbia origine nel 1949 durante gli esperimenti fatti dagli U.S.A. per testare la resistenza umana all'accelerazione. Questi prevedevano che 16 accelerometri fossero montati su varie parti di un soggetto. Edward A. Murphy Jr, uno degli ingegneri degli esperimenti, si accorse che, essendoci due maniere in cui ciascun sensore potesse essere applicato, metodicamente qualcuno li montava tutti e 16 nel modo sbagliato. Fu allora che pronunciò la frase storica « se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre ad una catastrofe, allora qualcuno lo farà. » Alcuni dei più famosi corollari della murphologia sono: -Niente è facile come sembra. -Tutto richiede più tempo di quanto si pensi. -Se c'è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo. -Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa può andare male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelerà un quinto. -Lasciate a se stesse, le cose tendono ad andare di male in peggio. -Non ci si può mettere a far qualcosa senza che qualcos'altro non vada fatto prima. -Ogni soluzione genera nuovi problemi. -I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere. -Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla. -Sorridi, domani sarà peggio. -Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore. La murphologia ha ispirato anche altri autori che hanno creato leggi e postulati come questi: -Se sei di buon umore, non ti preoccupare. Ti passerà. -Non sperarci, perché se ci speri è la fine. -La probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità. -Quando tutto va bene, qualcosa andrà male. -Quando non può andar peggio di così, lo farà.

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Portate fuori gli interrogati


-Le proposte sono sempre capite dagli altri in maniera diversa da come le concepisce chi le fa. -C'è sempre un modo migliore, e quando il modo migliore ci sta davanti agli occhi, specialmente per lunghi periodi, non lo vediamo. -La differenza tra un genio e uno stupido è che il genio ha dei limiti -Non prendere la vita con troppo impegno: tanto, per quanto tu possa faticare, alla fine non ne esci vivo. La murphologia si può applicare a diversi By Laura Menarin ambiti. Queste sono le conseguenze: Meccanica: -Dopo aver assemblato un qualsiasi strumento, vari suoi componenti saranno trovati sul banco. -L'elemento più delicato sarà il primo a cadere. -Se un congegno meccanico si rompe, lo farà nel peggior momento possibile. Realtà domestica: -L'unica maniera per ritrovare un oggetto smarrito è comprarne uno nuovo. -Qualsiasi cosa si butti, servirà non appena non sarà più disponibile. -Più il programma è interessante, più sarà interrotto dalla pubblicità. -Si troverà sempre una qualsiasi cosa nell'ultimo posto in cui la si cerca. -Il treno è in orario solo quando è necessario che non lo sia. -In bicicletta: in qualunque direzione si stia andando, sarà sempre in salita e controvento. -Non appena si nomina qualcosa, se è buono, sparisce, se è cattivo, succede. -Se più persone dormono nella stessa stanza, chi russa si addormenta per primo. -Le probabilità di incontrare qualcuno che conosci aumentano quando sei con qualcuno con cui non vuoi essere visto. -La probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso su un tappeto nuovo è proporzionale al valore di quel tappeto. Questo comporta che: -Se è vero che una fetta di pane cade sempre dal lato imburrato e che un gatto cade sempre in piedi, lasciando cadere un gatto con una fetta di pane sulla schiena nessuno dei due cadrà mai per primo e si avrà il moto perpetuo. Scoutismo: -Quando piove, diluvia. -Se in tutta la giornata avete previsto un solo gioco all'aperto, quello è il momento in cui pioverà. -Se Dio avesse voluto che gli scout cantassero, li avrebbe creati intonati. -Se porti il poncho sudi, se non lo porti piove. -L'unico attrezzo che non avete portato è quello che serve. -Nessuna carta topografica si piega due volte nello stesso modo. -Tra due sentieri ugualmente ignoti si sceglierà sempre quello sbagliato. Arthur Bloch ha raccolto queste perle di saggezza popolare in molti libri da "La legge di Murphy" (1988, Longanesi, traduzione di Luigi Spagnol) a "L'agenda di Murphy 2006" (2005, Longanesi, illustrazioni di Niccolò Barbiero); altre le trovate su: http://it.wikiquote.org/wiki/Legge_di_Murphy Concludo citando il commento di O’Toole alla legge di Murphy: “Murphy era un ottimista”. Buona giornata! XD!

Noaro da TVA è passato a Canale69

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Rizzetto Alice e De Boni Sara 4^ALG Per molti di noi questo è l’anno del passaggio alla maggiore età( e vabbè, per gli altri… tenete da parte questo articolo per gli anni a venire…!) Tempo di patente, di diritto a votare, a essere perseguiti penalmente(…!...) , ma soprattutto di un mega party! Ecco quindi per voi 10 consigli per organizzare al meglio la vostra festa e renderla memorabile per l’eternità! 1. Innanzitutto dovete scegliere dove si svolgerà la vostra festa; pensate attentamente a questo aspetto del party e alle caratteristiche che deve avere , ossia GRANDE, caldo d’inverno/fresco d’estate, senza vicini rompiscatole e soprattutto facile da trovare… a nessuno piace arrivare alle feste sclerato per aver ascoltato eccessivamente la vocina fastidiosa del navigatore satellitare! 2. Chi invitare?? Bel problemone… solo gli stretti amicissimi o puntare più al festone con gli imbucati che non sanno neanche chi sia il festeggiato... vedete un po’ voi, solamente cercate di decidere in fretta, tanto per non ritrovarsi a 1 sacchetto di patatine e due bottiglie di Coca Cola con una cinquantina di invitati! 3. Dovrete preparare anche dei simpatici inviti che consegnerete personalmente ad ogni invitato. Noi consigliamo bigliettini personalizzati scritti a mano… potete seguire le istruzioni di Giovanni Muciaccia di ArtAttak, sicuramente proporrà qualcosa di frizzante e originale per voi! Se invece siete tipi dediti al risparmio e di poca fantasia… resta sempre disponibile la carta intestata del Quadri… 4. Settore musica...o pensavate che bastassero quattro chiacchiere a rendere piacevole l’ambiente??!! Qui potete sbizzarrirvi, tenendo conto comunque di chi avete invitato alla festa: niente discomusic per metallari o gruppi rockkettoni per invitati da happy hour in camicia… gli amici sono vostri, perciò scegliete il dj in base ai vostri gusti… il consiglio è quello di fare un mix che spazia da musica da cocktail a qualcosa di più strong, andrà bene per tutti! 5. Una delle attrazioni principali della serata sarà il tavolo delle cibarie perché i vostri invitati mangeranno sicuramente di tutto, anche se avranno cenato a casa un’ora prima!Quindi mi raccomando, abbondanza di panini, pizzette, tramezzini… a meno che non vogliate fare qualcosa di alternativo: in questo caso spiedini di frutta, tartine al salmone, caviale, melanzane pomodorini e altre leccornie sott’olio saranno più adatti… e magari concludere torta della nonna per tutti… tanto per non dimenticare le tradizioni! 6. Il luogo che avete scelto dev’essere addobbato in modo sontuoso, ma non troppo, quel tanto che basta a rendere l’ambiente confortevole! Fiori freschi sono un’ottima idea …poi a seconda dei gusti potreste illuminare il tutto con candele al profumo di muschio bianco o gelsomino. Infine piccoli faretti colorati che si muovono sopra gli invitati… e qualche festone di carta ( anche qui, vedi Giovanni Muciaccia…) 7. Vestiti… questa parte dell’organizzazione vi impegnerà parecchi… oserei dire inutilmente visto che è scientificamente provato che, la sera della festa, cambierete totalmente il vostro look in preda a una crisi di nervi… dunque… gli straccetti che vi vedranno addosso per tutta la serata sono importantissimi… perciò, la parola d’ordine è DISTINGUERSI. Non importa che indossiate un completo chicchissimo o vi presentiate in pigiama, ciò che conta è distinguersi dagli invitati… e assicuratevi che qualcuno non si presenti con il vostro fiocco per capelli o le vostre scarpe… in tal caso, spogliate spudoratamente gli invitati di tutto ciò che è uguale o assomiglia molto a quello che indossate voi… 8. INIZIO MOMENTO DI CRISI PRE FESTA… …………………………..state ancora pensando ai vestiti……………………. …………………………..non trovate nulla!!!!!!!..................... ……………………la voglia di annullare tutto cresce dentro di voi………………….. ………………….troppa fatica, troppo lavoro………………………………. ………………….MA NO! RESISTETE!MANCA POCO!................................. FINE MOMENTO DI CRISI PRE FESTA 9. Problema… come isolare gli invitati scomodi? (che fra l’altro secondo i vostri calcoli dovevano rifiutare l’invito accipicchia!) cercate di raggrupparli tutt’insieme… trovando qualcosa in comune tra di loro…un interesse per esempio… dopo di che, impersonando una guida turistica professionale conduceteli lentamente verso uno stanzino appositamente riservato a questo scopo… che per loro sarà invece “il privè per gli invitati speciali”…quando saranno tutti entrati, con uno scatto felino uscite, chiudete la porta, girate la chiave, estraetela e gettatela nel vasetto delle melanzane sott’olio (vedi sezione cibarie)

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Pietro il Grande fu il fondatore dell’IKEA


10. Festa finita… non resta che tirare le somme…vi sarete divertiti da impazzire o forse ci sarà stato qualche momento di crisi in cui avreste voluto mandare tutti a casa…avrete ricevuto regali stupendi…e altri un po’ meno…e ci saranno stati anche quelli da inserire nel programma R.R.O. del prossimo natale (riciclo regali osceni)…magari non sarà stata una tipica festa alla MissSixteen di MTV…ma è comunque stata la vostra festa speciale, perciò… Auguri DICIOTTENNI…!!

Pellizzaro Pierluca 5^BLG PSQ (FCCET) ovvero Progetto Spaziale Quadri (Finalizzato al Contatto con Civiltà ExtraTerrestri). Ebbene sì, signori, signore e amebe informi questo è il vero scopo del Quadri, trovare delle civiltà extraterrestri e avere dei rapporti con loro. Ogni singola persona (persino io) ha un suo preciso scopo in questo macabro piano; ogni indirizzo è stato costituito per questo scopo. L'informatico si occupa degli algoritmi teorici e delle formule matematiche, il tecnologico di costruire dei velivoli adatti al volo spaziale, il linguistico nella costruzione di un Dizionario Alieno Italiano, Italiano-Alieno (Una lingua che assomiglia pericolosamente al Latino, al Francese e al Tedesco). Mentre il tradizionale... il tradizionale... bé bisognerà pure sacrificare qualcuno per la causa, no? Il famoso Planetario, strumento che servirà per calcolare le rotte della navicella spaziale Adorno 11 (le prime dieci sono andate distrutte a causa della mancanza di gusto estetico, ma per questo sono stati interrogati i professori di Arte e oramai i problemi sono risolti). Forse vi chiederete a che è servito il cambio di sede (se non ve lo chiedete, chiedetevelo e poi proseguite). Ebbene, è servito in quanto la vecchia sede è stata riconosciuta dagli alieni del pianeta UXA 7/4 come obiettivo militare nemico (vi erano custodite armi di distruzioni di massa secondo loro, voce mai confermata) ed è stata bombardata e distrutta. Un minuto di silenzio... Bene, e per quanto riguarda i famosi esami di stato? Un' altra bugia infatti tutti quelli che dovrebbero uscire hanno tre destini: 1) Andare a combattere per la libertà. 2) Andare a lavorare in miniera per la libertà 3) Diventare un membro del personale ATA o un docente (difficile dire quale delle due sia peggio) Dunque in realtà a che serve il famigerato complesso E (la chiesa)? Semplice, in realtà la chiesa è avvolta da un'aura divina che le permette di respingere i missili aerei degli alieni dirottandoli in un punto dove non faranno male a nessuno (l'edificio A). Ah si, per nessuno intendevo nessuno di importante. L'unico punto della scuola più sicuro della chiesa è la presidenza (non l'avrei mai detto) per la protezione delal quale sono stati spesi 89 fantastirliardi di dollari, più dell'intero patrimonio di Paperon de Paperoni (uno degli Alias del preside nel mondo insieme a Pippo e Pietro Gambadilegno). Dopo aver scoperto la verità vi chiederete perché allora ci insegnano quelle inutili cose che loro chiamano “lezioni”. Ecco la vera spiegazione: -Italiano: Per intrattenere gli alieni in caso di rapimento in modo da assicurarsi il sostentamento come giullare alieno, almeno pensano alla nostra salute, no? -Matematica: E le rotte come le calcoliamo? In realtà i giochi di archimede servono per selezionare chi avrà il privilegio di essere rinchiuso in una stanza buia per tutta la vita a contare numeri e fare operazioni. -Inglese: Lo conoscono persino gli alieni, tanto per far capire dov'è arrivato l'imperialismo anglo-americano. -Educazione fisica: Per sopportare le stressanti condizioni dello spazio interstellare, e poi sotto la pista sono stati installati dei rulli per produrre energia pulita nell'ambito del progetto Eco-Quadri. In sostanza siamo dei criceti. -Fisica: Serve per i razzi, in modo da calcolare moto, energia che serve, ecc. dati i pochi fondi rimasti dopo l'acquisto dei “televisoroni” si ricicla la stanza buia di quelli di matematica. -Storia: Serve per imparare ad imparare a memoria una lunga lista di date, numeri e nozioni a memoria. -Filosofia: Serve per imparare ad imparare a memoria una lunga lista di paroloni strani e nozioni inutili. E per imparare a scrivere Nietzsche. -Arte: I più bravi disegnatori li avevano messi a disegnare il progetto della nuova scuola. Ora stanno dipingendo un quadro che cerca di far vedere come moriranno i primi quadronauti (astronauti del Quadri). È un quadro cubista. -Scienze: Servono solo per mantenere il nome di “Liceo scientifico”. In realtà non hanno una funzione utile. -Religione: Serve per far credere ai quadronauti che se moriranno c'è un “dopo”. Poi essi si ricordano che questa scuola li ha fatti diventare degli atei materialisti e quindi non credono nel “dopo”. -Latino: Puro e semplice sadismo. Bene, mi accomiato da voi o affezionati lettori del Quadrifoglio. Dopo aver scritto tutto questo penso che verrò cercato e linciato personalmente da ogni singola persona di questa scuola ma questo non mi preoccupa. Sapete perché? Ebbene si. Domani mi lanceranno nello spazio. Sono la scimmia con cui devono testare il razzo.

Ho le maniglie dell’amore che sono diventati dei paraurti

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GIORNATA DELLA MEMORIA 2008 Giovanni Berton 5^BLG

Salve a tutti voi, lettori del Quadrifoglio!Ancora una volta mi ritrovo inviato del giornalino al percorso di riflessioni, letture e testimonianze sulla giornata della memoria organizzato come ogni anno dal nostro liceo. Per la prima volta l’incontro si è tenuto di mattina, non di pomeriggio, come gli anni scorsi, nella ciclopica (e abbastanza affollata) Aula Magna del nuovo Quadri. Ma passiamo senza altri indugi alla descrizione della giornata vera e propria. Il percorso è iniziato alle 8:30 con il “Saluto del Preside”, che, come l’anno scorso, non ha avuto luogo….ad ogni modo, la prima presentazione presentata (evviva la fantasia) è stata “Lo sterminio degli ebrei dell’est”, nella quale si è analizzato nei dettagli lo sterminio degli ebrei nell’est (ma và?) e si è posta particolare importanza al ruolo che i polacchi ( e altri popoli dell’Europa dell’est) hanno rivestito nel genocidio. Essi infatti, di fronte al folle piano di sterminio nazista, si sono comportati come semplici spettatori o addirittura come veri e propri carnefici. Seguiva alla relazione la lettura di un passo del “Diario di Anna Frank”. La relazione successiva fu “Homocaust”, che analizzava il genocidio subito dagli omosessuali, particolarmente odiati dai nazisti in quanto distruttori dell’ideale di uomo guerriero propagandato dai tedeschi ( essi venivano infatti chiamati “sabotatori socio-sessuali”). Particolarmente interessante il fatto che gli omosessuali furono riconosciuti come vittime di guerra solo nel 2001 e che la Germania chiese loro scusa solo nel 2002. Dopo la lettura di un passo di “Se questo è un uomo” di Primo Levi si è passati alla presentazione “1975-1979 Il genocidio cambogiano”, accompagnata dalla visione del documentario S-21. Come suggerisce il titolo, la presentazione parlava del genocidio (troppo spesso dimenticato) operato dai Khmer rossi, capeggiati da Pol Pot, nel piccolo stato del sud-est asiatico. Alla presentazione era affiancato, come ho già detto, il documentario S-21. L’S-21 era un’ex-scuola elementare, trasformata dai Khmer in campo di concentramento all’interno del quale furono internati 16000 prigionieri. Il documentario era girato da uno dei sette ( oggi ridotti a tre) sopravvissuti al campo. Purtroppo nessuno dei responsabili di questo terribile genocidio fu processato: Pol Pot, ad esempio, morì per un attacco di cuore nel 1998 completamente impunito. Dopo la conclusione del documentario è stato letto un passo de “La parola ebreo” di Rosetta Loi e si è passati alla presentazione finale: “La memoria del bene: i giusti” che trattava della Commissione dei Giusti, commissione creata dopo la fine della guerra con il compito di ritrovare persone che avessero compiuto atti di bontà e pietà e di assegnare loro una speciale onorificenza. Un esempio di “Giusto fra le Nazioni” è quello di Perlasca, fascista italiano che in Ungheria si finse console spagnolo e salvò 5200 ebrei. La giornata si è conclusa con l’ascolto di “Auschwitz. La canzone del bambino nel vento”,cantata da “Quadrifonie”, il gruppo musicale della scuola e con un buffet di cibi Kasher della tradizione ebraica. In conclusione, la celebrazione della giornata della memoria è stata ancora una volta occasione di riflessione e di approfondimento, come gli altri anni, per tutti: studenti, professori ma anche genitori, perchè si dimentichi mai non solo il genocidio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, ma tutti i genocidi

GIORNATA DEL RICORDO 2008 Giovanni Berton 5^BLG Di nuovo salve a tutti i lettori del Quadrifoglio. So già cosa starete pensando, dopo aver letto il titolo: “Ma non ho appena letto un articolo di questo qua?”. Bè, dovete che quest’anno sono stato inviato come reporter sia alla Giornata della memoria sia alla Giornata del ricordo. Saprete tutti che cos’è la Giornata della memoria, ma non è scontato che sappiate cos’è la Giornata del ricordo. Si tratta della giornata di commemorazione delle vittime di un evento da molti purtroppo dimenticato, vale a dire la strage delle foibe. Visto che lo spazio è molto poco, parto subito a parlarvi del percorso di riflessioni avvenuto nella mattinata di giovedì 7 Febbraio. Dopo una breve introduzione si comincia con un “Quadro storico generale

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Non sono raffreddato, ho solo il naso tappato dai vari tipi di coca che faccio


sulla II Guerra Mondiale”, una presentazione che descrive la II Guerra Mondiale nella sua globalità e complessità. Poi si continua con “La guerra in Jugoslavia” altra presentazione che analizza nei suoi particolari la guerra nella regione balcanica descrivendo forze in campo e azioni di guerra e sfornando un buon numero di cifre e dati. La presentazione si conclude con considerazioni storiche sulle foibe, sulle colpe dell’Italia fascista e su quelle della Jugoslavia Titina. Segue la visione (parziale) del documentario “L’eredità fascista”, documentario prodotto dalla Rai ma da essa mai trasmesso riguardante i crimini di guerra, compiuti prima in Etiopia e poi nei balcani, da parte dei soldati italiani. Dopo di ciò tocca a “Il confine conteso”, presentazione che prendeva in considerazione la difficile questione dei confini nella regione balcanica e la rapportava alla situazione odierna, parlando delle macroregioni europee. Infine l’ultima presentazione, “Le foibe” analizzava nei dettagli il fenomeno vero e proprio delle foibe, citando anche testimonianze di sopravvissuti alla tragedia. La giornata si conclude con un breve dibattito sugli argomenti trattati e con la visione di una piccola parte del documentario “Le radici del ricordo” sulle foibe e l’esodo degli italiani dall’Istria e dalla Dalmazia. In conclusione la Giornata del Ricordo si è rivelata un’esperienza ricca di spunti e riflessioni riguardanti un evento scomodo a tutti e perciò da tutti dimenticato. In più, ci ha fatto perdere quattro ore di lezione su cinque. Cosa si può voler di più dalla vita?

Temitope Sara Asekun 5^CT ...con gli studenti di questa scuola un esperienza che ho vissuto e che mi sembrava ingiusto non rendere pubblica. In poche parole alcune settimane fa ho contattato un ristorante molto conosciuto a Vicenza chiedendo alla proprietaria se fossero alla ricerca di dipendenti che lavorassero part-time. La donna mi risponde che effettivamente hanno bisogno di personale. Io le spiego brevemente che sarei disposta a lavorare soprattutto nei week-end e che non ho la benché minima esperienza nell’ambito della ristorazione, essendo questo il mio primo lavoro. Alla fine ci mettiamo d’accordo per incontrarci il giorno seguente. La sera mi presento al colloquio in anticipo e sono costretta ad aspettare che la signora arrivi, ma non mi faccio demoralizzare dal fatto che tutti mi ignorino. Quando poi questa mi raggiunge e iniziamo a parlare mi dice molto gentilmente che non ha alcuna intenzione di assumermi, non solo perché non sono qualificata, essendo il ristorante troppo grande ed importante per una cameriera alle prime armi, ma anche perché lei e la sua famiglia non si sentono ancora pronti ad assumere persone di colore. Infine mi invita a cercare lavoro in un posto meno impegnativo e soprattutto mi consiglia di sorridere sempre molto nella vita. È inutile dire che quando l’ho salutata e sono uscita ero sull’orlo delle lacrime. Appena ho raccontato l’accaduto ai miei famigliari si sono tutti indignati sentendosi feriti nell’orgoglio e mi hanno proposto di prendere il telefono e richiamare il locale per chiarire la situazione. Messa nuovamente in comunicazione con la signora le ho fatto notare, con educazione, che lei nel rifiutare la mia proposta di lavoro ha compiuto un atto anticostituzionale dichiarando apertamente una forma di discriminazione, senza contare il fatto che di fronte allo Stato io sono cittadina italiana per concessione del Presidente della Repubblica. Le ho detto che se lei mi avesse semplicemente spiegato che non ero qualificata avrei compreso, visto che il ristorante è suo e tocca a lei decidere chi ha le capacità per lavorare o meno, ma avendomi messa in un piano inferiore a qualsiasi altro lavoratore per una mia caratteristica anatomica è passata subito nel torto. Lei ha cercato di difendersi dicendo che nella cucina lavorano due persone di colore, però in sala non vogliono ancora nessuno straniero. Infine le ho detto che il mio progetto nella vita è quello di fare l’ingegnere e non la cameriera. Le ho augurato buon lavoro e una buona serata. In ogni caso la questione sì è conclusa positivamente dal momento che la signora, probabilmente toccata dal mio discorso, mi ha procurato un altro lavoro. Al di fuori di questa specifica situazione, la cosa che mi ha colpita maggiormente è stata quanto noi siamo abituati a vedere e sentire cose di questo genere. Devo ammettere che la mia prima reazione è stata assolutamente mite come se una aperta discriminazione fosse una cosa ordinaria e quotidiana. È solo dopo che mi sono resa conto della gravità di questa situazione e ho reagito. Per quanto questa storia possa sembrare inutile o noiosa per qualcuno mi sembrava giusto non nascondere l’accaduto perché fintanto che tutti stanno zitti le cose non cambieranno

Se volete aprire un dibattito su Vanity Fair c'è l'aula deficienti là in fondo

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di Feliciana Salvatelli 4^BT Ed eccovi qualche notizia sui nostri 4 fantastici rappresentanti d’istituto, tanto per farvi conoscere meglio chi è portavoce dei nostri diritti (e doveri?) per quest’anno! 1-Nome? 2-Cognome? 3-Classe? 4-Cosa hai provato quando dopo l’elezione la macchinetta del caffè si è comunque rifiutata di darti il cucchiaino e la fotocopiatrice si è inspiegabilmente spenta al tuo passaggio? 5-A scuola come va? (tanto per sapere a chi abbiamo messo in mano il nostro istituto…) 6-Per la lista 1:Perché fare una festa prima di vincere? Troppo sicuri della vittoria o solo un mezzuccio per ottenere più voti? -Per la lista 2:E’ vero che avete scritto il vostro programma il weekend prima della presentazione delle liste? 7- Cinque candidati su 8 e 3 rappresentanti su 4 provenienti dalla 4°Bt… Ma cosa mangiate a merenda in quella classe? 8-Visto che sei rappresentante puoi risolvere il dubbio amletico di centinaia di studenti: dov’è il planetario? O almeno esiste????

1-Mario 2-De Marchi 3-4°Bi 4-Ma allora a cosa serve fare il rappresentante?? 5-Nota dolente… Ci tengo solo a dire che ho 8 in condotta… 6-Quale programma? 7-Ecco si, la peggio roba… Non so cosa dire, troppa sfiga, non solo con 3 donne ma anche della stessa classe… 8-Boh, non so neanche dove sia, dico solo alla gente che si pone questo dubbio di non preoccuparsi troppo che non fa bene!

1-Alessandra 2-Feriani Marsiaj (Marsiaj è il secondo cognome, non il mio secondo nome come qualcuno pensa…) 3-4°Bt 4-Non c’è più religione! E rispetto! Pure la macchinetta deve prostrarsi ai miei piedi… 5-Chi? La Giulia? In moto!... ahahah scherzone! Benissimo… pssss… dai potrebbe andare meglio… 6-Mmmm… macchè… siamo persone serie suvvia… (tutti seri tranne Jonny –con quei capelli…-) 7-…brasoe e volpin, pocio e carciofini… 8-Ahia… esiste perché l’ho creato io… eheh… ma solo pochi eletti possono sapere dov’è!

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Leggete Uccellini! E non mi riferisco a organi umani, sennò avrei detto anche passera


1-Giulia 2-Toniolo (come il teatro di Mestre! …ahahahah…) 3-4°Bt 4-Ahia… che ce l’abbiano con me? Boh, forse se la sono presa perché non le ho salutate… 5-Bene… eccetto qualche incidente di percorso… 6-Piccolo rito propiziatorio! Suvvia, che maliziosi… 7-Bistecche di volpe… possibilmente ben cotte perché il sangue mi fa un po’ senso… 8-Ehm…. Io l’ho visto solo (da fuori) alla presentazione della scuola… è al piano terra… dove sono collocati tutti i laboratori(chimica, fisica, ecc…!)

1-Miriam 2-Zaggia 3-4°Bt 4-Cosa ho provato non te lo so dire, è meglio non specificare COSA ho detto. 5-Latino scritto insomma, per il resto me la cavo piuttosto bene. 6-Pensate sempre male?!? L’abbiamo fatto per DIVERTIRCI! 7-So di traffici di bistecche di volpe… io sono caffè-dipendente al 100% (rigorosamente espresso!!) 8-Si narra che alcuni studenti la videro nei meandri della Zona A, dunque esiste…

Pellizzaro Pierluca 5^BLG

Molti di voi passano le loro assemblee di istituto a gironzolare per i corridoi o a vedere un film in bianco e nero del quale perderete il finale (Lo so perché l'ho fatto e mi è successo; non sto scrivendo parole a caso come faccio di solito). Per evitare che tanta materia grigia vada sprecata inutilmente.Vi invito a partecipare a due iniziative nell'ambito del famoso e pluricitato progetto eco-quadri ovvero gli incontri con gli esperti dell'ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, sito ufficiale www.arpa.veneto.it docente di riferimento Beatrice Peruffo) e a Europa Ludens (docente di riferimento Nico Rossi) che, al contrario di quello che suggerisce il nome, è un'iniziativa seria. Gli studenti del Quadri che parteciperanno infatti dovranno stilare una parte del manifesto degli studenti sul dialogo interculturale, per la precisione il capitolo sull'ambiente. Vi invito caldamente a partecipare a queste iniziative in quanto sono molto interessanti e vi aiuteranno molto di più rispetto a un torneo di pallavolo o basket o al già sopra citato film in bianco e nero. Per informazioni ed iscrizione potete contattare i due docenti di riferimento (già citati sopra).

Michelangelo ha pensato: "Mò costruisco er cupolone"

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Pigatto Francesco, Rigoni Leonardo, Ivo Arzenton 5^AST

In questi 5, e speriamo rimangano 5, anni al liceo scientifico statale Giovan Battista Quadri oltre a tutti gli interessanti argomenti trattati dalle varie materie abbiamo imparato diversi insegnamenti di vita che ci saranno utili per superare i futuri momenti di crisi. Vi proponiamo alcune di queste perle: Alcuni professori per risparmiare tempo la mattina si pettinano con i petardi Non importa quanta febbre hai, se stai a casa ci sarà sempre qualcuno che pensa che lo fai per non venire a scuola Scrivendo alla lavagna è possibile sporcarsi la pancia e i gomiti senza accorgersene (qualcuno riesce a sporcarsi anche il naso) Per quanto tu ti possa sforzare riuscirai sempre a fare almeno una brutta figura con un professore Metti sempre nome e cognome su ogni penna, quaderno, foglio, gomma, matita, fazzoletto, libro, giacca, mutanda, ecc… non si sa mai quante cose possono sparire durante la ricreazione Anche i pugili possono fare gli assistenti di laboratorio Ogni volta che dovrai andare in presidenza tutti sospetteranno che hai combinato qualcosa di grave Qualsiasi problema tu abbia il personale ATA saprà sempre come aiutarti, tranne se ti cade il cellulare nella turca 5 anni non ti basteranno mai per esplorare a fondo l’intera scuola e scoprirne ogni segreto Secondo molti professori dopo aver fatto 5 o 6 ore a scuola quando torni a casa dovresti studiare per almeno altre 4 ore ogni giorno Durante le prime ore ci sarà sempre qualcuno che si addormenta Alle assemblee di istituto non saranno mai presenti tutti i 1400 studenti, a meno che non venga promesso un ricco buffet a fine mattinata Le attività meno gratificanti sono sempre quelle più redditizie, fidati! Il 90% degli studenti non ha la più pallida idea di cosa sia la consulta provinciale Le classi del tecnologico cercheranno sempre di andare in gita con le classi del linguistico o del tradizionale… chissà perché… I professori riescono sempre a farti fare quello che vogliono, anche piegare volantini Esistono termini tecnici e professionali quali: ambaradan, un fracco, becgraund teorico (no, non è un errore di battitura), un botto… In laboratorio di fisica può accadere di tutto Tutti i professori hanno un passato turbolento e hanno sempre aneddoti divertenti da raccontare La maggior parte dei professori ha avuto almeno un esperienza con la giustizia Ci sarà sempre un interrogazione o un compito a sorpresa che ti prenderà alla sprovvista, soprattutto se il giorno prima avevi pensato: “finalmente oggi pomeriggio posso uscire” Il turno all’esterno nell’ora di educazione fisica sarà sempre con una temperatura media di 0°C o nella stagione dei monsoni che per l’occasione arrivano anche in Italia Il quadro svedese in realtà è uno strumento di tortura per gli studenti più alti di un metro e sessanta

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Aspetta, non vorrei tirare fuori la banana al posto del libro


Incontro a scuola. Cecilia Brighi: Birmania da salvare

Birmania: gioiello in gabbia

Un paese in cerca di vie d’uscita Avete mai preso in considerazione la Birmania? Vi siete mai preoccupati di quel Paese in capo al mondo, oppresso da oltre quarant’anni di dittatura militare? Forse, dopo gli avvenimenti dell’ultimo periodo, è il caso di cominciare a farlo. Il 4 dicembre scorso, ci ha fatto visita la sindacalista della CISL Cecilia Brighi, che ha di recente pubblicato la seconda edizione del suo libro sulla Birmania “Il Pavone e i Generali” (ed. Baldini Castoldi Dalai), un saggio che tenta di far luce sui più oscuri segreti della storia birmana, sulle tacite ingiustizie che lo SLORC (la giunta militare) nasconde dietro una facciata d’ordine e pulizia, sulle verità occultate dal terrore. Tra le strade della capitale Rangoon si vive l’antico splendore coloniale, l’anima tribale del Paese, e si comprende quanto l’immagine che ha il mondo di questo strano paese esotico sia falsa e sbagliata. Ogni giorno la gente vive la cruda realtà, che vede una Birmania deformata da una smorfia di dolore, privata della sua dignità, dimenticata dal resto del mondo. Come tutte le dittature, anche quella birmana ha sconvolto l’identità del paese, trasformando l’affascinante terra delle poesie di Kipling in un luogo di paura e tensione. Tra i tanti cambiamenti, il più evidente è il nome: dal 1989 la Birmania risponde al nome di Myanmar. E dal nome si arriva all’economia: metà del bilancio nazionale, ricavato dai commerci più o meno illegali di legname, uranio, droghe e pietre preziose, viene speso in armi, di cui i militari si servono per massacrare la popolazione. L’esercito, del quale fanno parte anche 130.000 bambini-soldato (primo posto a livello mondiale), da poco numeroso è passato a essere il più ingente del sud-est asiatico. Persone rapite a caso vengono deportate in campi di concentramento spacciati per nuove città, carcerati e individui scomodi vengono rapiti e usati in zone di guerra per far brillare le mine antiuomo. E lo scorso settembre l’ennesima manifestazione pacifica è sfociata nel sangue, con la dura repressione delle forze armate attuata contro i monaci buddisti, scesi in piazza con i civili che protestavano a causa del vertiginoso aumento dei prezzi, in particolare quello della benzina. Quasi un deja vu delle drammatiche proteste dell’8 settembre 1988, quando migliaia di studenti birmani sfilarono per le vie di Rangoon rivendicando maggiore libertà per i cittadini e furono brutalmente colpiti e dispersi dal fuoco delle forze di polizia. Sorge spontaneo, a questo punto, domandarsi perché le istituzioni internazionali non reagiscano di fronte ad una situazione tanto problematica. Qualche anno fa, l’ONU ha bocciato la proposta di condannare il governo di Rangoon: oltre al Giappone e all’India, che hanno enormi interessi economici da difendere, la Cina ha in Birmania basi militari per tenere sotto controllo i movimenti indiani; sarebbe quindi svantaggioso portare la giunta al tracollo. Dov’è finito il “gioiello della corona” tanto invidiato all’Inghilterra? Se ne può leggere, ormai, solamente nei romanzi… F. Ferretto, C. Longo, L. Mattiello, E. Varotto Fonti: - Cecilia Brighi, “il Pavone e i Generali”, ed. Baldini Castoldi Dalai - Andrew Marshall “Birmania Football Club. Da colonia britannica a dittatura militare”

Questa non è la punta di una matita, è il naso di pinocchio!

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Federico Ceretta 2^AI Hai mai pensato di intraprendere uno di quei viaggi studio tanto decantati per le proprietà meravigliose che dovrebbero avere sui vostri voti di inglese? Quella esperienza che dovrebbe temprare il tuo carattere e staccarti una volta per tutte dalla sottana di mamma? Forse prima ci sono due o tre cose che dovresti sapere. Partenza Sveglia alle 4:00. No tempo. Scarpa destra. Scarpa sinistra. Caffé. Valigia. Salutare. Porta. Buio. Dopo aver articolato questi profondi e complessi pensieri sarai pronto per partire verso l’ignoto a bordo di un pullman con dentro una trentina di ragazzi che, con le menti ancora appannate dal sonno, si staranno accasciando sui sedili come in preda a coma etilico. E poi eccolo. Con quel poco di lucidità rimasta lo vedrai. L’aeroporto. Dopo quello… I trasporti Due ore di aereo e cinque di pullman, conoscenza della famiglia. Ti sembrerà tutto passato. Non avrai ancora nostalgia di casa e ti sembrerà che il mondo sia lì per te ma, dopo un paio di giorni, arrivato e ambientato quel tanto che basta per sapere dove sono il municipio, l’ufficio postale e la caffetteria italiana che fa il cappuccino buono, dovrai scontrarti con la realtà e preoccuparti per gli autobus. Perché, nonostante tu sia finito in un posto dimenticato non solo da Dio, ma anche da tutti i suoi subalterni (su Google Earth era segnato con una croce di tibie), troverai almeno sei linee di autobus che passano fino a tardi. E dopo aver notato che tu ne hai a disposizione ben tre, dovrai essere preparato a vederteli passare davanti tutti, magari la mattina, senza riuscire a prenderne nemmeno uno (se ti giri un attimo, alla fermata, il tram ti lascerà lì), e a provare quel senso palpitante d’angoscia che ti prende lo stomaco quando il mondo all’improvviso ti cade addosso. E a quel punto dovrai correre, cercando di ricordare strade e stradine, sensi unici e rotatorie, cartelli e indicazioni varie. Perché uno dei passatempi preferiti del popolo inglese è passare le giornate girando per strade tanto strette che ti sarà difficile trovarne una a due corsie (persino gli autoscontri sono rigorosamente a senso unico). Passatempi Ci saranno un sacco di attività organizzate (tornei di minigolf, partite a rounders, pallavolo, pomeriggi in piscina, serate al bowling e, se sarai fortunato, anche in discoteca). Ma la migliore di tutte è senza dubbio il megazone. Immagina due squadre (buoni e cattivi), ognuna di un massimo di sette persone, un fucile laser e un’imbracatura a testa e, infine, una grande stanza con una scenario da guerra metropolitana. Aggiungi poi musica assordante e fumo ovunque e otterrai la più folle mezz’ora della tua vita. L’unico effetto collaterale sarà forse l’uscire sfinito, ma tutto sommato ne vale la pena. Altra cosa che potrai fare, se sarai nel periodo giusto, sarà visitare le giostre, paradossalmente uno dei posti più sicuri della città. Se sei debole di cuore dovrai accontentarti del simulatore, altrimenti forse potrai permetterti di provare a farti rinchiudere in una sfera che, legata ad un elastico, viene letteralmente fiondata in aria e poi continua ad oscillare mettendo a dura prova lo stomaco di chiunque.

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Una volta andavano a letto prima, ma facevano anche più figli...


Cibo Nonostante l’abbondante numero di toast mattutini e cornflakes, avrai fame. Certo, potrai rimediare con i vari panini (burro e tacchino, burro tonno e maionese o burro uova e formaggio) e patatine (bistecca e cipolla, gamberetti o aceto), ma dopo qualche giorno di buona volontà anche tu cederai alle lusinghe del vicino Burger King, Mac Donald o Pizza Hut. Questo perché gli inglesi hanno una stranissima cultura del cibo. Per loro un pasto consiste in un piatto unico, senza alcun tipo di condimento se non le salse più assurde. In più non hanno alcuna idea di cosa sia un tovagliolo, e ancora non ho capito cosa usino come sostituto (o se solo usino qualcosa). Pratica alternativa alle cene in famiglia, potrà essere il più vicino supermercato, che sicuramente (come tutti in Inghilterra) venderà tramezzini pronti o, se sarai in vena di esotico, sushi preconfezionato. Un po’ più caserecci e decisamente più buoni, potrai provare i muffin al cioccolato, e per quelli non servono parole. Inglesi Nello strano Paese che è l’Inghilterra si possono davvero incontrare persone fuori dal comune. Dal pescatore coi denti marci che ti sbatte in faccia il pesce appena pescato al barbone che va in giro mostrando a tutti un topolino bianco che tiene in mano, dai uomini vestiti da centurioni alle donne vestite da cameriere. Puoi trovare l’hippy che cammina per strada suonando la chitarra o l’ubriaco che, dopo vari insulti, sostiene che gli italiani sono davvero maleducati. Inoltre tutti, senza eccezione, odiano i ritardatari. Non importa che i loro autobus non passino mai se non almeno dieci minuti dopo l’orario fissato. Dopo una volta in cui arrivi all’appuntamento tardi (anche se di poco) sei bollato a vita come scansafatiche, pigro, fannullone e “non inglese”. Detto questo bisogna, però, aggiungere che sarai ospitato da persone (quasi) normali e in genere abbastanza gentili. Dovrai solo chiudere un occhio sulla moquette onnipresente (anche in bagno e in cucina) e su qualche piccola stranezza, come, ad esempio, gli animali domestici. Fauna Per quanto mi riguarda, sono stato in una città di mare, perciò posso dirti, e con cognizione di causa, quanto possa essere fastidioso un gabbiano che alle sei di mattina non può fare a meno di starnazzare proprio fuori dalla tua finestra, che non può essere chiusa, sempre che tu non voglio dormire in una stanza con una temperatura che si aggira attorno ai 45°. Ma, come dicevo prima, bisogna considerare anche i piccoli animali domestici. Puoi essere fortunato, e trovarti in casa solo i proverbiali quattro gatti (William, Picos, Muffin e Golia) o due cani alani e un pappagallo logorroico. Altrimenti potrebbe capitarti una graziosa e zampettante tarantola domestica. Ritorno E finalmente, dopo due settimane di sonno intermittente e sporadico, di attività frenetiche e di inglese quasi zero, dovrai tornare a casa, nella cara vecchia Italia, lasciandoti dietro i booster di cappuccino, i caffé sul molo, i bagni nell’oceano, i fuochi d’artificio, le serate con gli amici, i pomeriggi per negozi e tanti ricordi. Nel nord Europa rimarranno frasi coniate dalla stanchezza (“guarda gli uccelli che pascolano”, “sei lento come una lumaca zoppa”, “siamo come talpe tra i sordi”, “siamo come criceti in una palla”) e numerose figure di… beh, ci siamo capiti. L’importante, comunque, è non lasciare tutto indietro, ma tenere giusto quanto basta perché dentro qualcosa cambi, perché la mattina dopo ci si possa guardare allo specchio e, per un attimo, vederci riflessa una persona diversa. Forse migliore.

Ma *****, zio... Uncle Billy!

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Diego Di Carlo e Giorgio Russo 5^AI

Se pensate che questa sia una domanda stupida aspettate di leggere quelle che i vostri compagni hanno fatto legittimamente o meno alla presentazione delle liste dei rappresentanti d’istituto dell’ottobre scorso. “Volete altri 30 voti? Mandate di nuovo in gita la 5AT” “Qual’è lo spazio di cazzeggio?” “Trasformate l’area verde in parcheggi?” “Le zebre sono nere a strisce bianche o bianche a strisce nere?” “A cosa servon gli occhiali di Corona Matteo? Non gli danno l’aria da nullafacente?” “Non pensate sia improduttivo dare la scuola agli studenti poiché gran parte degli stessi vuole impegnarsi il meno possibile?” “LISTA 2: Nel vostro programma non pensate di inserire anche la serietà, che non state dimostrando? “LISTA 1: Già che conoscete il presidente della circoscrizione, oltre alla pista ciclabile costruite anche un aeroporto per il problema dei trasporti?” “Cosa vedono i vostri occhi di elfo?” “Perchè i lampadari di quest’aula sono in continuo movimento?” “LISTA 1: parlate di trasporti, ma… avete mai guidato un tram?” “Come pensate di risolvere la fame nel mondo?” “Ma il corso di dizione per il rappresentante della lista 2 dà crediti? P.S. a chi ha detto che la scuola è degli studenti, dopo chi pulisce?” “Come riuscirete a rappresentare il nostro istituto se avete un comportamento così infantile?” “Chi farà la pista ciclabile? Con che soldi? Preferenze: dall’araceli fino al cancello della scuola” “Si potrebbe abolire il sabato e il lunedì?” “Non volete dare dignità all’umido? Security alle assemblee? LISTA 1: Non vi sembra di aver fatto troppe proposte poco realizzabili? A me non piace il calcio. Se venissero elette 2 persone per lista come collaborerebbero?” “LISTA 2: Avete una proposta che sia fattibile?!? A parte quelle che vengono bocciate? Ciao” “LISTA 1: Salvate la lampada, se no ve la vedrete voi con Aladino. LISTA 2: De Marchi 0.25” “Dov’è la TERZA LISTA?” “Perché non rispondete a tutte le nostre domande? Siete timidi o vi abbiamo messo nel sacco?” “Carta igienica (nei bagni naturalmente) e specchi per farsi belli” “Perché non diminuite i prezzi delle macchinette? Specialmente i tramezzini. E vogliamo il distributore di sigarette e preservativi” “LISTA 2: Pensate che le vostre proposte siano realmente possibili? Lo sapete che molte vanno contro il regolamento?” “No MARTINI! No PARTY??” “A che ora è quasi gol?” “Piuttosto che mettere frutta fresca non potreste mettere più pocci?” “Già che ci siete perché non promettete una frusta a studente per frustare i professori che non ci piacciono? La proposta di obbligare i professori a fare i corsi di recupero è ridicola perché i programmi ministeriali non li possono cambiare gli studenti… Anche se raccogli dei soldi per le gite non puoi stipendiare gli insegnanti… e poi la bionda della LISTA 1 è più figa.” “Come nascono i puffi? Dov’è finito Elvis Presley? Che ore sono? Dov’è il Burquina Faso? e come si scrive Burquina Faso?” “Visto che ormai avete risolto ¾ dei problemi del mondo… potete darmi una mano per la mia artrite?”

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Non hai una lametta?! Eh, allora tagliati le vene!


“Quale delle due liste farà più scioperi?” “LISTA 1: come pensate di fare la pista ciclabile? Con le vostre manine? Non siete mica assessori!” “Per la biondissima, hai il moroso?” “Cosa ne pensate delle aule dedicate a WOW in assemblea?” “LISTA 2: Come risolvere il problema della droga?”

Francesca Trombetta 2^ALG

Pensate di avere un'intelligenza acuta? Credete di saper risolvere qualsiasi indovinello? Provate con questi enigmi del pensiero laterale (la parte del nostro cervello che è adatta a trovare le soluzioni più impensabili) e vi dimostrerò il contrario. Per cominciare ecco un classico: Un uomo abita al decimo piano di un palazzo e prende sempre l'ascensore. Sale fino al settimo piano e poi fa gli ultimi 3 a piedi. Perchè? Due gemelli entrano in un bar e uno dei due uccide il barista. Al processo, però, la corte non sa cosa fare: infatti se manda in prigione il colpevole deve per forza incarcerare anche il fratello. Perchè? In una grande distesa erbosa si trova un uomo morto con vicino uno zainetto chiuso. Come è morto? Un uomo entra in un bar, si siede al bancone e chiede un bicchiere d'acqua al barista. Ma quello, invece, gli punta contro una pistola. Il cliente, prima si meraviglia, poi scoppia a ridere insieme al barista, che mette via la pistola. Perchè? Viene trovato un uomo morto nel suo appartamento. Nella strada di fronte al suo appartamento c'è un altro uomo morto con vicino un frigorifero. A vedere la tragica scena c'è una donna che piange. Come sono morti? (Suggerimento: ok, questo è difficile. Vi dico solo che la donna e l'uomo nell'appartamento si conoscevano, ma l'uomo del frigorifero non c'entra niente. Aveva un lavoro un po' particolare). Viene trovato un uomo morto in un circo. Vicino a lui ci sono una pistola e un'asticella di legno. Perchè si è suicidato? (Suggerimento: l'uomo aveva un difetto fisico. La causa del suicidio è legata a un altro uomo con lo stesso difetto fisico). ***** è riuscito a reggere l'azione di stupro che io accuratamente ho attuato su di lui, quindi si è meritato il suo 8

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CONCORSO : COSTRUIAMO LA NUOVA EUROPA Ministero della pubblica istruzione - ufficio regionale per il Veneto TRACCIA : come cercare ponti tra i giovani e l’Unione Europea: immagina forme nuove di comunicazione e di partecipazione. “L’UNIONE FA LA FORZA” ROMEO DOCET “In questa bella Verona, due casate, di pari nobiltà, si scagliano per antico rancore, in sempre nuove contese che macchiano di sangue veronese mani di veronesi. Dalla tragica progenie di questi nemici sono nati sotto cattiva stella due amanti che con la loro pietosa morte mettono termine alla furia dei loro parenti. (…)” William Shakespeare Quale, se non l’universalmente conosciuta tragedia shakespeariana “Romeo and Juliet”, riesce a suggerire l’idea di integrazione e pacifica convivenza che porta armonia e vantaggio alla comunità? “…contese che macchiano di sangue veronese mani di veronesi”: così esordisce Shakespeare, introducendoci alla drammatica vicenda tramite questa sorta di paradosso, con protagonista uno stesso popolo, i membri di una stessa comunità che si combattono e solamente attraverso un comune lutto riescono a capacitarsi della basilarità dell’aiuto reciproco e della cooperazione. Attraverso un processo certamente meno luttuoso della romantica tragedia seicentesca, il motto “l’unione fa la forza” si ripropone come fondamento necessario e senza tempo proiettato sugli obiettivi della nostra società moderna. La collaborazione costruttiva, in tal modo, non rimane più un’utopia e l’ostacolo costituito dalle “casate rivali” viene superato attraverso trattati, piani comuni ed iniziative mirate al rilancio della società sul piano mondiale, mettendo in evidenza le sue caratteristiche e potenzialità. Mettendo quanto detto in relazione al nostro paese, l’Italia, la presenza di quest’ultimo nell’Unione Europea costituisce non solo il punto di forza per la sua ripresa economica e miglioramento sociale, ma, soprattutto, incarna un messaggio di speranza basato su una collaborazione possibile ed attuabile, attraverso un sistema basato sull’apporto reciproco di innovazione fra gli stati membri di un’unica grande “nazione”. Ed è proprio l’UE a fornirci l’esempio che, lo spirito di adattamento ed il sapersi adeguare, fronteggiando le sfide proposte da un mondo in continuo cambiamento, sono i requisiti essenziali per dar vita ad una corporazione efficiente che riesca a soddisfare i bisogni di una società che cresce ed, inevitabilmente, muta. A dimostrazione dell’importanza che detiene il concetto “cambiare a seconda delle circostanze”, le fondamenta dell’UE, costituite dalla CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio), la bretone EFTA (European Free Trade Area), l’EURATOM (ovvero la CEEA: Comunità Europea per l’Energia Atomica) e la più generale CEE (Comunità Economica Europea), si basavano essenzialmente su una collaborazione di tipo economico, mirata alla costruzione di un mercato comune (MEC). L’UE sorta da questa collaborazione sul piano finanziario, capì la necessità di estendere questo tipo di cooperazione anche al piano sociale, alla politica estera e di sicurezza, ai settori della giustizia e degli affari interni: insomma, l’Europa non si accontenta più di rimanere un’aggregazione di stati, ma promuove la cooperazione, l’unione al di sopra di ogni confine, tesa a creare senso di appartenenza e migliori prospettive per il futuro. Migliorando la comunità “Europa”, si migliora in primo luogo se stessi come singoli: è questa la grande innovazione che porta l’UE, ponendo appunto nell’unità il suo punto di forza.Arriviamo così ad una delle questioni principali di questa federazione che basa le sue aspettative in piani di innovazione futura: i giovani. I giovani, costituendo il futuro e le persone a cui verrà posto il problema di migliorare la realtà dopo di noi, sono la preoccupazione base della comunità che vede nelle loro aspettative la prospettiva stessa del futuro. Dalla nascita dell’UE il problema “giovani”, accentrato sulla loro istruzione e sul loro inserimento nel mondo del lavoro, è l’obiettivo più importante ma anche il più difficile da perseguire. Sul piano dell’istruzione molto è gia stato fatto, basti pensare al Libro Verde, contenente i requisiti del trattato di Maastricht; il Libro Bianco, stilato nel 1995 dalla Commissione europea; i programmi Socrates e Tempus per l’istruzione e il programma Leonardo per la formazione professionale, oltre alla miriade di progetti mirati alle donne (Now), ai portatori di handicap (Horizon) e ai giovani disoccupati privi di qualifiche (Youthstart):

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Watt a Far un Coulomb de Volt


ma è stato fatto veramente tutto il possibile? Secondo un’indagine statistica del ministero della pubblica istruzione circa il numero di ragazzi tra i 18 e i 24 anni con sola licenza media (studio effettuato su 100 coetanei), solo la Finlandia ha una percentuale inferiore, con 8,9 % del 2000 e 8,7 % del 2005, all’obiettivo del 10 % che si è prefissa l’UE. Traguardo quasi impossibile prendendo in esame il Portogallo, punta negativa, con 38 % di ragazzi senza un diploma superiore nel 2005, ma anche l’Italia, con 21,9 %, e la stessa media europea con 14,9 %. I risultati di questo studio, sebbene evidenzino un notevole miglioramento nell’arco di cinque anni, risultano scoraggianti per un piano tanto ambizioso quanto quello dell’Unione Europea, che si imbatte in un altrettanto sconfortante dato di fatto: il diverso livello di preparazione nei diversi stati. Lo standard di preparazione scolastica internazionale, valutato in quattordici studi tra il 1960 ed il 1995 (il più importante effettuato dalla IEA), sottolinea abissali differenze fra i diversi sistemi di politica scolastica, anche a livello europeo. Le riforme del sistema scolastico, tema italiano recentissimo data la riforma Moratti del 2003, sebbene mirate ad un miglioramento dell’intero sistema e della stessa preparazione degli studenti, non abbracciano un progetto valido per l’intera comunità europea, che si trova a dover far fronte ai problemi di diverso livello di preparazione dei membri della sua comunità. Queste questioni, per la loro complessità, riescono a risultare irrisolvibili su un piano materiale, ma se pensiamo che solo negli anni ’70 si giudicava assurdo il progetto della moneta unica ed ora ci troviamo ad utilizzare l’Euro in 25 paesi diversi, capiamo che a questi problemi dell’UE verrà sicuramente trovata soluzione. L’unica cosa che rimane da chiedersi è, dunque, quali sono i piani, le proposte ed i progetti per il miglioramento del sistema scolastico. In primo luogo, bisogna sottolineare il fatto che l’età dell’obbligo scolastico non è la stessa in tutti i paesi d’Europa: solo due, il Belgio e la Germania, hanno la frequenza obbligatoria fino alla maggior età; negli altri casi l’obbligo si blocca ai 16 anni o, nella maggioranza dei casi, a 15, come per l’Italia. Alzare l’età della frequenza obbligatoria fino ai 18 anni per tutti i paesi dell’unione, non sarebbe soltanto una salvaguardia completa dei diritti di istruzione dei minori, ma una fra le tante soluzioni del divario fra i livelli di preparazione dei vari paesi. Inoltre, l’introduzione di corsi di formazione professionale obbligatori a chi privo di diploma superiore, potrebbe costituire un’altra soluzione ai problemi di disoccupazione fra i giovani, già combattuti con successo dall’associazione “Youthstart”, ma non per questo debellati. Bisogna ammettere che piani di aiuto per l’inserimento dei giovani nell’Europa e di sensibilizzazione sulla loro appartenenza a questa unione, sono stati molteplice: piani completamente finanziati dall’UE, come il progetto Socrates per lo studio all’estero, ma anche per la conoscenza delle lingue (Lingua) e l’applicazione delle nuove tecnologie (Minerva), sono molto diffusi ed efficienti. La loro esistenza, ma soprattutto le loro modalità di finanziamento, suggeriscono la soluzione ad un altro grande problema della formazione scolastica: i costi dell’istruzione. Sebbene secondo l’art.34 della Costituzione italiana almeno 8 anni di scuola devono essere obbligatori e gratuiti, in pratica non è così: basti pensare ai costi dei libri, dei trasporti e delle mense non finanziati dallo stato. Perché, dunque, non permettere un’istruzione effettivamente gratuita ed estenderla a tutti i vari livelli di istruzione, dalle scuole primarie all’università? Attraverso l’istituzione di un fondo comune per il finanziamento dell’istruzione che si presenta come una cellula del già presente e funzionale Fondo sociale europeo (FSE), i costi della formazione scolastica verrebbero annullati. Attraverso un riciclaggio dei libri si riuscirebbe anche a contenere le spese dell’UE. Il fondo tornerebbe utile pure nei progetti di alfabetizzazione e formazione professionale per gli immigrati, che costituiscono il maggior apporto di giovani, teso a contrastare il progressivo invecchiamento del popolo europeo, e anche al finanziamento di ulteriori e più approfonditi stage all’estero. Le potenzialità per promuovere la comunicazione e la partecipazione dei giovani a questa “nuova” Europa sono caratteristiche dell’UE e anche se la strada è ancora lunga, molta è gia stata percorsa e i requisiti per migliorarla e, probabilmente, anche per terminarla, di certo non mancano. Come prevedeva il presidente statunitense Richard Nixon nel 1970, il mondo, a quel tempo “futuro”, è organizzato attorno cinque poli, corrispondenti alle cinque potenze mondiali: gli USA, la Russia, l’UE, il Giappone e la Cina. Non ci rimane che il compito di sentirci realmente cittadini di una di queste grandi potenze. Michela Tibaldo 3^ALG

La mutanda regalata è sempre un piacere, soprattutto se è un perizoma leopardato

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Anna Valdemarca 5^AI Una finita infinità di specchi: è ciò che accade quando osservo l’immagine del mio corpo ripetuta all’infinito, creata da un gioco di specchi disposti a formare un triangolo equilatero. In quel piccolo spazio finito si genera l’infinità, si perdono le cognizioni spazio-temporali. Provo a contare il numero delle dita: cinque, dieci, quaranta, sessanta... Impossibile contarle tutte! Bocca, naso, occhi si moltiplicano all’infinito. Il gioco funziona anche se mi posiziono tra due ante di un armadio che hanno degli specchi affissi. A seconda dell’angolazione che do ai due specchi, posso dare risalto a certi particolari del corpo, osservare i difetti, trovare quel piccolo neo che mai avrei pensato di avere; oppure scoprire un profilo che mai avrei ritenuto così piacevole. Magici questi specchi che ci mettono a nudo! Ma quel nudo è quello vero? Specchi concavi, specchi convessi; davanti ai primi mi vedo come una ragazza più magra e più alta, più slanciata, più bella. Mi specchio in una superficie concava e sono contenta; quando la superficie è invece convessa divento magicamente più bassa, paffuta, meno graziosa. Qual è dunque la mia vera forma? Quale specchio meglio rispecchia la realtà? Maledetti questi specchi che ci mettono a nudo! E se ci si avvicina di più all’aspetto fisico del fenomeno si scopre anche l’esistenza della riflessione e della rifrazione. Per il fenomeno della riflessione anche l’acqua di un lago è una superficie riflettente, è una sorta di specchio. Per la rifrazione invece, un bastone di legno immerso per metà nell’acqua di un fiume sembra essere spezzato. Dove sta perciò la verità? Tante superfici riflettenti… Spesso in autobus mi capita di osservare la diafana figura che riflette il mio corpo. Ed è buffo, strano, quando per vari giochi di riflessioni e di luci, anche se sono in tram (preferisco la parola tram ad autobus, perché quest’ultima mi suona male…), per pochi secondi la mia figura appare nel finestrino della corriera che percorre la corsia opposta, nelle vetrate enormi di una banca, nelle finestre di una casa, nelle vetrine di un negozio o di un salone per parrucchieri, e ogni volta con forme e dimensioni diverse.

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E venga mai il dubbio che nel ‘700 non scopassero


Dove sono io allora? Lì dove i miei piedi poggiano e le mie mani sono energicamente aggrappate ai pali del tram? Oppure anche laddove si scorgono accenni della mia immagine? Disorientanti questi specchi che fanno perdere l’orientamento spaziale! Specchi in cui un’immagine si moltiplica, specchi in cui l’immagine si sgrana, si frammenta; specchi dove l’immagine è particolarmente nitida, specchi dove l’immagine è opaca. Tante, troppe realtà! Tutte diverse! Qual è quella vera? Come posso capirlo se io non posso vedere me stessa in altro modo se non attraverso la percezione visiva soggettiva degli altri? E se d’un tratto tutti gli specchi dovessero infrangersi, che sarebbe della nostra immagine? Cadrebbe facilmente a pezzi pure quella? Senza specchi la cura per la nostra immagine avrebbe ancora senso? I difetti fisici ci renderebbero ancora così insicuri di noi stessi? O al contrario i tratti piacevoli o perfetti ci infonderebbero ancora così tanta sicurezza? Lo specchio sarebbe ancora un mezzo per criticare la bellezza? Forse non esisterebbe più il bisogno di nascondere se stessi dietro ad una patina di cerone. Maledetti specchi che ci hanno resi schiavi dell’immagine!

Aurora Borneo & Feliciana Salvatelli 4^BT

(21 marzo - 20 aprile) Periodo fortunato e pieno di soddisfazioni: passerà presto. (21 aprile - 20 maggio) La congiunzione di Giove e Saturno favorisce gli incontri galanti. Attenzione ai travestiti! (21 maggio - 21 giugno) Strane voci rimbomberanno nel vostro cervello indicandovi una via d’uscita. Una continua sensazione di cose già viste, improvvise apparizioni… smettetela di (22 giugno - 22 luglio) Incontrerete l’amore della vostra vita. Ai saldi di fine stagione.

Sverginiamo il registro… ci stai caro?

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(23 luglio - 22 agosto) Probabili incontri importanti. Probabili avventure amorose. Probabili eventi fortunati. PROBABILI. (23 agosto - 22 settembre) Le donne della Vergine conosceranno alti e bassi e se li rimorchieranno tutti (23 settembre - 22 ottobre) Mercurio in opposizione a Nettuno, Marte che è andato a farsi un giretto con Venere e Plutone in transito porteranno un pò di scompiglio nella vostra vita. Niente in confronto a quello che deve (23 ottobre - 22 novembre) Un importante produttore cinematografico vi proporrà per un ruolo vagamente improbabile, quello della moglie del Papa. Diffidate. (23 novembre - 20 dicembre) Evitate di sorridere sotto i baffi perchè le vostre condizioni saranno più o meno come quelle dello Scorpione. (21 dicembre - 19 gennaio) Molti grattacapi questo mese, ma forse un rimedio esiste: provate a lavarvi la testa. (20 gennaio - 19 febbraio) Correndo vi viene il fiatone? Giocando a calcio vi fa male la schiena? Ricordatevi che fra i molti sport esiste anche la briscola! Girano voci che si stiano organizzando dei tornei clandestini all’interno dell’istituto dopo che i maniaci che hanno il coraggio di rimanere in classe anche a ricreazione a giocare a carte hanno scoperto che la loro attività preferita non era stata compresa nei corsi di cultura. (20 febbraio - 20 marzo) Prendete le previsioni dell’Ariete e del Leone, sommatele, moltoplicatele per dieci e avrete una pallida idea di quello che potrebbe accadervi nelle prossime settimane. Nel caso non siate in grado nè di sommare nè di moltiplicare…bè, cambiate

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È come se uno facesse con la cazzuola addosso al nord America sciak sciuk


Agata Spiller & Sara Pezzato 2^ALG

Nei dipinti proposti sono state apportate delle impercettibili modifiche…Sta a voi trovarle!! Le differenze tra i quadri originali e le versioni “rielaborate” sono rispettivamente 10 e 10…. Divertitevi!! ORIGINAL

REMAKE

La verità è una relazione, non un gatto che salta fuori e fa miao

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Davide Stefani 4^CI Visto il successo riscontrato dal test pubblicato nel primo numero (o almeno così mi hanno riferito...), ve ne propongo un secondo. Ora che il sito degli studenti ha ripreso la sua attività, lo si può sfruttare per commentare e dare le proprie impressioni sul test. Invito inoltre tutti a NON PUBBLICARE LE SOLUZIONI del test, e a non dare "aiutini", altrimenti il test perde il suo senso. Il prof. sta interrogando? Bene, dateci dentro! Istruzioni: dovete cercare di capire il significato delle lettere. Prendete la numero 0 come esempio. Non ci sono limiti di tempo.Potete verificare la correttezza delle vostre risposte al sito http://www.webdomus.it/tao/ test_intelligenza_mensa_3.php

0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14

15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33

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10 R per M 4 S in un A S 9 S di B 1000 L al M 7 C di R 46 A di R per C M 4 O in "V" 24 L dell'A G 78 C nel T 12 S nella B E 500 F in una R di C 5 V nell'A I 80 P alle O I di T 40 G nella Q 54 Q nel C di R T 2FG 1 T L nell'E (o A) 4 C dell'A 103 E nella T P 3SB 2 S in un R N 115 C nell'U C 39 S di J B 3 O nell'O M (U) 53 S nel C A 7 M di P su M 6 C di una C 100 N nel D di B 90 N nella T 7 M nel M di L 9 C nel P della D C 3 S nel M 13 U nell'U C di L 3 P sul P

10 Ragazze per Me

Adesso alza la mano e di': "Sì, sono un pistola, penso questo"


Elena Marangoni 4°Bt

Per questo numero una novità! Il Quadriverba lascia il posto al Quadroku! Lo scopo del gioco è (ovviamente) riempire tutti i buchi con i numeri da 1 a 9 senza che si ripetano nella stessa riga dello stesso quadrato… Buon divertimento!

No! questa è la grandezza dell'uomo, diavolo sporcaccion!

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Aprile 2008