Page 1


È inutile nascondercelo. Molti di noi sono qui stasera, su questo palco, con il cuore gonfio. Su questo palco, stasera, Gianni non c’è. Gianni che sorrideva, Gianni che canticchiava i pezzi degli altri, Gianni che non alzava mai la voce, Gianni che stava ad occhi chiusi a ripassarsi la parte, Gianni che… un sacco di cose. Prima di lanciarci in questa nuova avventura, ne abbiamo parlato insieme, ci siamo chiesti se il Magicomio c’era ancora oppure no, abbiamo riflettuto su quanto Gianni poteva averci lasciato e su quanto la sua scomparsa poteva averci tolto. Ognuno di noi si è dato una risposta. Quello che ci ha lasciato è abbastanza importante da non meritare di essere perduto. E allora eccoci ancora qui con voi, per noi e per Gianni. Il Magicomio


IL MALATO IMMAGINARIO

I

l Malato immaginario è l’opera di un drammaturgo che rifiuta con vigore la medicina ipocrita. Il protagonista è un uomo, e dunque un personaggio, che nella malattia si crogiola, che con la malattia si protegge dal solo, vero, grande incubo della propria esistenza: la morte. E’ l’Argante assediato da pillole, siringhe, purghe, clisteri, lavaggi, l’Argante bisognoso, come ogni vittima di una narcisistica pulsione regressiva, di mogli-madri e di serve-infermiere e letteralmente invasato di farmacisti droghieri e di medici ciarlatani, che non fanno altro che alimentare le fobie dell’uomo per rimpinguare le proprie tasche. Ma per sua fortuna, Argante non è solo. Ecco dunque Tonina, la serva che fa di tutto per aprire gli occhi al suo padrone, furba e irriverente, ecco la dolce Angelica, figlia di Argante e della sua prima moglie, che cerca disperatamente di evitare un matrimonio combinato dallo stesso padre con il nipote del proprio medico, pure lui medico, per garantirsi un futuro sereno. E infine ecco il fratello del protagonista, Beraldo, che con la complicità di Tonina, riesce alla fine a far aprire gli occhi ad Argante su tutti gli errori commessi. Il malato immaginario è stato scritto da Molière (1622-1673)


M

ettere in scena uno spettacolo come “Il Malato Immaginario” con un protagonista che già lo ha fatto, sia come attore che come regista, è di per se una sfida. Mettere in scena uno spettacolo come “Il Malato Immaginario” rinnovando praticamente tutto il cast e con una regia a quattro mani, diventa quasi un impresa epica. I dubbi assalgono, la tentazione di rifare cose già fatte o viste diventa costante, il paragone tra attori scafati e attori alle prime esperienze, soprattutto nelle fasi iniziali, è devastante. Poi, a un certo punto, lasci cadere tutti questi dubbi, rimetti mano allo spettacolo, trovando una nuova lettura comica, sviluppi una idea scenografica ardita, superi le divergenze inevitabili quando si operano scelte registiche a due teste, dai fiducia al nuovo cast e… ti accorgi che il teatro sempre ti stupisce, che gli attori danno quello che non ti aspetti, vedi che rifare questo spettacolo ti diverte ancora tantissimo, vedi che farlo per la prima volta ti diverte tantissimo, le idee sono condivise e quando divergono lo spettacolo ne esce arricchito, vedi che la scenografia che avevi solo pensato, è stata realizzata da qualche mano sapiente. E allora eccolo, il nuovo Malato Immaginario , diversissimo dal già visto, ricco di idee registiche nuove e da verificare e molto divertente, almeno per noi. La nuova sfida è quella di far uscire il pubblico dal teatro divertito almeno quanto noi, tanto da aver voglia di dire di si alle future proposte del Magicomio. Ci riusciremo? A voi il giudizio. (nella foto: i registi Davide e Andrea)


CIAO BABBO

D

a alcuni mesi è venuto a mancare mio padre e questo evento è accaduto proprio a metà della realizzazione di questa nuova avventura teatrale, scatenando in me molti dubbi. La forza e la voglia di lavorare a questo spettacolo c’erano ancora? C’era ancora lo spirito di divertirsi su temi come la malattia e la morte? La tentazione di abbandonare tutto è stata forte. Ma riflettendo proprio su questa eventualità, nella mia mente si è fatto strada il ricordo delle ore passate con mio padre in cantina, costruendo la prima scenografia del Malato Immaginario, che in buona parte è stata recuperata per questa nuova edizione, mi sono tornati in mente i sorrisi, la soddisfazione sua e mia nel lavorare insieme, ho analizzato questi quasi 15 anni di “professione” di attore, in cui la presenza di mio padre era una costante. Mio padre, avaro nelle parole di approvazione per questa mia passione, ma generoso nel darmi una mano, sempre lì, in platea, ad ogni mio debutto, mai sul palco o nei camerini a salutarmi, ma sempre pronto il giorno dopo, a casa, a darmi la sua opinione, sempre pronto a telefonarmi per dirmi che sul giornale parlavano di me. Era fatto così, tutti gli articoli che conservo dei miei spettacoli li aveva fotocopiati lui. Penso fosse molto orgoglioso di me. E allora grazie babbo. Grazie per avermi sempre sostenuto e seguito, a modo tuo, in questa che, oltre ad essere stata la mia più grande passione, oggi è diventata anche la mia vita. Grazie di tutto quello che mi hai insegnato e trasmesso, in un modo che, solo ora me ne rendo conto, è stato tante volte concreto, basato sull’esempio e non sulle parole. E oggi che non ci sei più, la tua mancanza si fa sentire profondamente e in questa tua assenza io mi scopro più forte e molto di questo lo devo a te. Questa volta vado in scena senza di te in platea, ma sarai con me sul palco e allora questo spettacolo lo dedico a te. Non volevo tenermelo dentro, volevo gridarlo a tutto il mondo e l’unico modo è stato scriverlo. Ed ora si faccia buio in sala e... su il sipario. Andrea


CAST

Andrea Sansovini Marina Missiroli Silvia Bertaccini Marta Boscherini Flavio Colonna Dino Ricci Marco Laghi Luciana Petrini Marco Sartoni Enrico Scheda Maurizio Magnani

Argante Tonina Angelica Belinda Beraldo dottor Diarroicus Tommaso Diarroicus Lisetta Cleante dottor Purgoni notaio Bonafede

CORPO DI BALLO

Silvia De Lorenzi Silvia Bertaccini Elisabetta Nati Luciana Petrini Chiara Mercatali Chiara Tisselli Francesca Arfilli Anna Benati

TESTO

MoliĂŠre

REGIA

Andrea Sansovini & Davide Benini

SCENOGRAFIA

Maurizio Furani Fabio Stanghellini Chiara Di Meo Chiara Baraghini Rcs-Italia di Dino Ricci & C.

COSTUMI

Anna Maria Gaibisso Bravi & Silvia De Lorenzi

COREOGRAFIA

Cinzia Maestri & Silvia Bertaccini

GRAFICA

Matteo Camorani & Barbara Boscherini

DISEGNO LUCI

Adler Ravaioli

LUCI & SUONI

Tre Civette Global Service S.r.l.

PRODUZIONE

Luca Aldini


PERSONAGGI ARGANTE (Andrea Sansovini) Ipocondriaco a tutto tondo, il ricco Argante si culla tra le braccia della medicina. Il suo credo è la purga, la sua estasi è il salasso, le sue fantomatiche malattie sono lo strumento per ottenere attenzione e coccole. L’ombra dei medici di cui si circonda lo rende cieco e ottuso e non gli permette di vedere chi veramente lo ama. Per sua fortuna, c’è chi trama alle sue spalle non per sfruttarlo, ma per liberarlo dalla schiavitù a cui lui stesso si è abbandonato. TONINA (Marina Missiroli) Scarpe grosse e cervello fino, Tonina è la serva di Argante. Fedele e disinteressata, si adopera senza sosta per limitare i danni causati dai masochismi del suo padrone. Legata da profondo affetto verso Angelica, fa di tutto per evitarle un matrimonio terrificante e, allo stesso tempo, per smascherare le falsità che circondano il suo padrone. ANGELICA (Silvia Bertaccini) E’ la figlia maggiore di Argante. Dolce e ingenua, innamorata di Cleante, ma promessa sposa ad un altro, si affida a Tonina per realizzare il suo sogno d’amore e sfuggire alle mire del padre, che la vuole sposa di un medico, e della matrigna, che la vuole in convento.


BELINDA (Marta Boscherini) Seconda moglie di Argante, è interessata solo ai soldi del marito, che detesta. Le figliastre, soprattutto Angelica, sono un ostacolo ai suoi piani e le vorrebbe in convento. Argante è cieco d’amore per lei e non s’accorge d’essere un burattino nelle sue mani. BERALDO (Flavio Colonna) E’ il vero alter ego di Argante. E’ il fratello saggio, arrabbiato con i medici e le loro medicine e sostiene a spada tratta il ruolo purificatore e salvifico di madre Natura. Calibrando con giustezza parole e furberie e alleandosi con Tonina, riesce infine a cambiare la prospettiva di Argante sul mondo finto di cui si è circondato. LISETTA (Luciana Petrini) E’ la figlia minore di Argante. Non si capisce se ci è o ci fa, ruffiana al punto giusto con il padre, è l’inconsapevole guardiana della sorella maggiore.


DOTTOR DIARROICUS (Dino Ricci) Medicastro da quattro soldi, sfrutta la sua parentela con il mitico dottor Purgoni per cercare di maritare il suo unico figlio con la bella Angelica. Arrogante quanto basta, s’appropria del trono della medicina per impressionare Argante e compagnia. Ma deve fare i conti con Tonina. TOMMASO DIARROICUS (Marco Laghi) Sciocco e allampanato, croce e delizia del padre, è il promesso sposo di Angelica. Medico per nepotismo, è un concentrato di gaffe e di inciampi, che minano fin da subito le sue (scarse) possibilità di coronare il suo sogno.

NOTAIO BONAFEDE (Maurizio Magnani) Belinda si affida a lui per convincere Argante a cederle soldi e testamento. Ambiguamente complice della donna, sciorina leggi e codici sotto il naso di Argante e intasca i suoi compensi senza troppa fatica.


CLEANTE (Marco Sartoni) E’ il fortunato possessore del cuore di Angelica. Convinto di ottenere la mano dell’amata, si ritrova in casa di Argante nel momento meno opportuno e rischia di naufragare in un mare d’imbarazzo e di equivoci.

DOTTOR PURGONI (Enrico Scheda) Infine eccolo. E’ l’immenso, il leggendario, il riverito dottor Purgoni. E’ la presenza occulta che tutto vede e tutto sa, è il dispensatore di farmaci miracolosi, e’ il depositario della totale fiducia di Argante, anzi di più, è il grande burattinaio che regge i fili della sua vita. Guai ad offenderlo…


Si ringraziano Anna De Lorenzi ed Elia Petrini per i costumi del corpo di ballo e Roberta Ravaldini per gli accessori degli abiti.


RCS ITALIA

.it

RCS ITALIA, azienda giovane e tecnologicamente avanzata, nasce dalla lunga esperienza dei suoi tre giovani soci. RCS offre i suoi servizi in diversi settori: MOTORI: meccanica per moto, piccole riparazioni auto, pezzi speciali per camion o furgoni (rampe, balestre, sistemi di ancoraggio e pianali interni, ecc...), motoristica per imbarcazioni da diporto CARPENTERIA METALLICA: tornitura, fresatura, saldatura e realizzazioni di cancelli, inferriate, serrature, porte in ferro, mensole, insegne, ecc... SCENOGRAFIE: RCS realizza progetti di scenotecnica e costruzione di scenografie, curando in particolare le strutture, le parti elettriche e meccaniche dei movimenti scenografici, con l’ausilio di motori elettrici, movimenti ad aria compressa e oliodinamici. RCS produce pezzi su misura e realizza prototipi soddisfando qualsiasi richiesta da parte dei suoi clienti: ogni lavoro parte da un’attenta fase di progettazione, che tiene conto sia della scelta dei materiali sia dell’aspetto estetico, fino all’installazione completa e all’assistenza postvendita. Chiamaci senza impegno per un preventivo gratuito, saremo lieti di soddisfare ogni vostra richiesta: RCS garantisce velocità e rapidità nella risoluzione dei vostri problemi.

RCS ITALIA Forlì, Viale dell’Appennino, 58 tel 347.6576464 - fax. 0543.404779 - info@rcsitalia.it

Brochure il malato immaginario  

Compagnia Teatrale Il Magicomio (Luckymera)

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you