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Anno LXV - 315

Gennaio - Marzo 2013

STAN

IL NOSTRO PAESE

SOCIETÀ TICINESE PER L’ARTE E LA NATURA


Anno LXV - 315

Gennaio - Marzo 2013

Editoriale Riccardo Bergossi 1 L'eredità architettonica di Tita Carloni Attività STAN STAN 2 Lettera al Dicastero Servizi urbani del Comune di Lugano Protezione del Sentiero di Gandria e manutenzione dello stesso STAN 3 Lettera al Municipio di Lugano Progetto di riqualifica parziale del Lungolago tra piazza Manzoni e piazza Rezzonico STAN 4 Lettera al Municipio di Bellinzona Salvaguardia delle ville otto-novecentesche di Bellinzona STAN 5 Lettera al Consiglio di Stato del Cantone Ticino Protezione di Villa Galli a Melide Temi STAN 7 Villa Galli – La Romantica a Melide Un monumento storico, artistico e paesaggistico da salvare 8 Interrogazione al Municipio di Lugano. Protezione della Cattedrale di San Lorenzo Redazione 10 Un progetto per tutelare e valorizzare il Parco di Villa Argentina. Intervista a Tiziano Fontana Maria Piceni 12 FAI SWISS: uno scambio culturale tra Italia e Svizzera Valeria Mirra 14 L'apertura dell'Archivio del Moderno di Mendrisio in collaborazione con FAI SWISS Maria Piceni 20 Gianfranco Rossi e le sue sculture “viventi” Heimatschutz Comunicato 25 Premio Wakker 2013 a Sion (VS) 28 Caffè e tea room Lorenz Hubacher 29 Riscoperta del piacere del caffè Marco Guetg 33 La cultura del caffè è fatta anche di rumori Isabelle Brunier 36 Storia di un censimento Julien Magnollay 39 Il viaggio ci ha fatto diventare esercenti Oliver L. Schreiber 42 Una seconda casa Temi STAN Loris Trotti 44 Ristorante Grand Café Al Porto: tra i più bei caffè della Svizzera Loris Trotti 47 La carica dei 101 anni del Caffè Ravelli Natura Graziano Papa 50 Nello splendido nuovo museo dei fossili Gianni Marcolli 56 Notizie ornitologiche. Beccaccino 59

Recensioni

In copertina: Villa Gerosa sopra l'abitato di Rancate seminascosta dalla vegetazione (Foto: Simone Mengani)

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Editoriale  1

L’eredità architettonica di Tita Carloni

Il nostro Paese, n. 315, gennaio-marzo 2013

Villa Gerosa a Rancate. (Foto: Simone Mengani)

Osservando la drammatica situazione venutasi a creare nelle scorse settimane a Melide in seguito alla bocciatura della variante di Piano regolatore che doveva salvare la Romantica, non si può fare a meno di ricordare i molti interventi di Tita Carloni a favore della storica Villa Galli. L’architetto aveva fatto parte del gruppo che nella primavera del 2008 aveva elaborato il dossier sul valore della villa all’attenzione del Consiglio di Stato, integralmente pubblicato sul numero 295 di questa rivista. Il suo contributo verteva soprattutto sulle tecniche costruttive della villa. A suo parere queste denotavano l’origine pre-ottocentesca dell’edificio e sarebbe stato opportuno indagarle meglio nell’ambito di un progetto di restauro e di riqualificazione dell’intorno. Carloni che è sempre stato un uomo con lo sguardo rivolto al futuro, non era interessato al passato per il passato, non viveva con nostalgia le numerosissime distruzioni di edifici storici che hanno caratterizzato la nostra regione negli ultimi decenni, sembrava invece preoccuparsi della perdita di sapere che comportava la distruzione di manufatti antichi e del contributo allo sfacelo del territorio dato da troppe nuove edificazioni banali e fuori scala. Proprio per essere così rivolto verso il domani,

Carloni non parlava facilmente dei suoi trascorsi professionali. Solo una volta il sottoscritto gli aveva sentito ricordare tra i suoi lavori il progetto di una grande villa commissionatagli nel 1965 a Rancate dall’ingegnere Dante Gerosa. Per volontà del proprietario non era mai comparsa su alcuna pubblicazione ed era quasi invisibile dall’esterno perché a un solo piano e circondata da un parco con fitta vegetazione. Villa Gerosa sembrava così destinata a restare ignota ai più se recentemente non fosse stata presentata una domanda di costruzione che ne prevede la distruzione. Si è così scoperto che la villa in questione è una testimonianza di primo piano dell’architettura organica nel Cantone. Al suo posto si vorrebbero costruire diverse palazzine di due piani che occuperebbero anche una cospicua parte del parco. La notizia ha creato sconcerto tra gli abitanti della zona per l’impatto dell’edificazione prevista, di fatto un nuovo quartiere, e tra chi crede che già troppe eccellenti opere di Tita Carloni siano state irrimediabilmente compromesse. Se è destinato a essere disperso il retaggio di pensiero di una tra le menti più brillanti del Ticino moderno: la cura del territorio, è necessario che almeno la sua eredità fisica sia conservata.

Riccardo Bergossi


Il Nostro Paese 315