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IL FORUM

CORRI R Mercoledì 2 febbraio 2011

Momenti del forum con la redazione

Antonio Cione Delegato Cittadinanzattiva «A Materdomini c'è un Santuario da tanti apprezzato e venerato. A Caposele ce n’è un altro, anch’esso importante, il santuario dell'acqua, che generare un nuovo tipo di turismo. Questi due grandi luoghi di attrazione possono e devono operare in sinergia. Per far questo c’è bisogno dell’impegno di tutte le istituzioni»

Ettore Spatola Minoranza Caposele «La realtà del nostro bacino idrografico, il più grande del Mezzogiorno, non riguarda solo Caposele ma tante sorgenti in Irpinia. Saltati tanti tentativi di accordo di programma, il problema maggiore oggi è la Regione Campania che percependo acqua probabilmente non ha interesse di normare entrate e uscite idriche per il timore di rimetterci qualcosa».

Lello Gaudiosi Amici del Sele «Noi come ente di volontariato non possiamo fare gli ecologisti, i geologi, gli economisti. Devono intervenire a questo punto le istituzioni. Con la Puglia si è già aperto in passato un proficuo dialogo ma in ogni sede è mancata la rappresentanza della Regione Campania. Eppure uno studio dell’autorità di bacino ci dice che la situazione è preoccupante»

Pasquale Farina Sindaco di Caposele «L’acqua è una ricchezza da preservare perché in futuro sarà un bene sempre più scarso e prezioso sul quale nel mondo si scateneranno addirittura guerre. Noi che ne disponiamo abbiamo sempre dimostrato generosità offrendola per il fine nobile di dissetare la popolazioni di altre province e regioni. A fronte di questo ora chiediamo un riconoscimento»

Vito Farese Sindaco di Conza «A causa della presenza dell’invaso abbiamo gravi problemi di tipo ecologico e ambientale ed esigenze che vanno al di là del normale ristoro. Di fronte a questo purtroppo dobbiamo constatare che la Puglia è molto più attenta ai nostri problemi rispetto alla Regione Campania»

Salvatore Vecchia Sindaco di Cassano «Ogni comune pensa di essere il più importante dal punto di vista dell'approvvigionamento idrico e per questo c’è scarso dialogo. Se invece insieme affrontiamo l’interlocutore Acquedotto Pugliese possiamo porci in modo diverso. Non si tratta di una battaglia per il denaro ma per la dignità»

Ieri il dibattito nella redazione del Corriere sulla tutela della risorsa idrica

IL FORUM

Acqua, Regione sotto accusa Gli amministratori di Conza, Caposele e Cassano a confronto con l’Aqp Acqua come bene prezioso da difen- ta negli anni passati, oggi può divendere per tutelare l’ambiente e il pae- tare motore oggi di un nuovo sviluppo saggio ma anche come risorsa econo- per l’Irpinia, dal punto di vista economica fondamentale per dare all’Alta Ir- mico, sociale e culturale». Parlando pinia una nuova chance di sviluppo. della convenzione, datata 1905, CioDa questi due concetti prende avvio ne ricorda il valore corrisposto ai cola sfida che il Corriere dell’Irpinia de- muni irpini in base a quell’accordo, cide di raccogliere recependo il grido 700mila lire. «Se solo riuscissimo ad d’allarme proveniente dalle ammini- ottenere la rivalutazione di quella somstrazioni e dai cittadini di una fetta di ma - dice - avremo un ritorno econoterritorio generoso e maltrattato. Lo fa mico a molto zeri». La puntualizzamettendo al tavolo istituzioni e enti di zione gli serve per far capire che «la servizio e aprendo un dibattito per portata della questione è molto più troppo tempo eluso dalla Regione Cam- ampia di quanto si possa superficialmente immaginare». pania. Lo dice il fondatore del Corriere Gian- Del resto c’è la storia ad insegnarlo: ni Festa, introducendo il forum dedi- «Caposele nei primi anni del secolo cato al problema della tutela della ri- godeva di un’economia florida. I più sorsa idrica. «La politica e la Regione anziani ancora ci raccontano che il Campania hanno latitanze clamorose» paese era punto di riferimento per tutspiega ricordando quanto avvenuto ta l’Alta Irpinia grazie alla presenza di nella vicenda dei trasferimenti alla Pu- opifici, mulini, frantoi. Quell’econoglia al tempo in cui governatore di mia è stata col tempo completamente quella Regione era l’attuale Ministro stravolta». Fitto. «Avvenne tutto in una notte in Oggi però, per l’esponente di Cittadigrande silenzio e senza l’intervento nanzattiva, ci sono le condizioni afdel protagonista principale, la Regione finché il territorio viva una seconda Campania - accusa Festa - da allora Pa- età dell’oro. «A Materdomini c'è un lazzo Santa Lucia ha continuato a ta- Santuario da tanti apprezzato e venecere su questo argomento non capen- rato - dice - A Caposele ce n’è un altro, do che si tratta di un problema che anch’esso importante, il santuario delnon è solo dell’Irpinia ma di tutte le a- l'acqua, che può generare un nuovo ree interne del Mezzogiorno. Forse se tipo di turismo. Questi due grandi luoCaposele fosse stato in prossimità di ghi di attrazione devono operare in siNapoli tanta disattenzione non ci sa- nergia». Per far questo «c’è bisogno rebbe stata. Apriamo dunque oggi una dell’impegno di tutte le istituzioni anbattaglia che non si conclude col forum che di quelle che sono mancate questa ma vivrà di un dibattito continuo tra i- mattina. Dobbiamo essere duri come la pietra per salvaguardare e valorizzare stituzioni e territori». Anche il direttore del Corriere Ivana una risorsa che nessuno come noi ha». Picariello che modera il dibattito si sofferma sulla «necessità di affrontare insieme un dibattito compliUn forte appello alle istituzioni a rimanere compatte e cato». E dicena evitare distinzioni: è quello che lancia il fondatore del do questo sotCorriere dell’Irpinia Gianni Festa al termine di un fotolinea le «asrum animato nel corso del senze» segnaquale non mancano sottolite al tavolo neature di diverso segno da della discusparte degli amministratori irsione. pini. Al centro del dibattito Il dibattito c’è il rapporto con l’Acqueprende avvio dotto Pugliese. dalla consideIl più duro nei confronti delrazione di Pil’ente che gestisce la risorsa icariello che la drica nella vicina regione Puconcessione glia è il sindaco di Cassano all’acquedotto Salvatore Vecchia che invita i pugliese «porsindaci a fare quadrato per inta la data di istaurare in rapporto diverso nizio del secocon l’Aqp, un rapporto non lo» basato sulla sudditanza ma Una constatasull’affermazione di diritti, a cominciare da quello alzione, amara, la corresponsione di un prezzo in cambio delle risorche trova conse idriche cedute. La sua rivendicazione si fa denunferma nelle cia quando dice: «Non sappiamo neanche quanta acparole di Anqua l’acquedotto Pugliese preleva alla fonte in quantonio Cione delegato del direttivo regionale di Cittadinanzattiva, promotore E agguerrito si mostra Ettore Spatola, dell’incontro insieme a Lucilla Mo- consigliere di minoranza a Caposele, relli di Ecocongress. «Il nostro territo- che facendo un excursus storico ricorrio - dice Cione - è depauperato da o- da la ricchezza del 1905, anno della gni punto di vista ma ha una grande ri- convenzione, e le rivolte del periodo sorsa, l'acqua, che, se non valorizza- successivo. «Lo stato a fronte dei 4mi-

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Il rapporto con l’acquedotto pugliese

HANNO DETTO.........

della trasformazione dell’acquedotto pugliese da ente autonomo a spa. «Allora la provincia di Avellino, che era terza gamba del Cda, sparì dalla scena». Eppure, sottolinea ancora il consigliere, «il nostro bacino idrografico è il più grande del Mezzogiorno. Saltati tanti tentativi di accordo di programma, il problema maggiore oggi è la Regione to non esistono rilevazioni». L’appello è quello di un Campania che perce«cambio di passo» nei rapporti tra amministrazioni e Apendo acqua da altre qp. «Voi perseguite profitto - dice a Di Donna - noi regioni probabilmendobbiamo salvaguardare il terte non ha interesse di ritorio». normare entrate e uIl sindaco di Conza Vito Farescite idriche per il tise smorza i toni della polemimore di rimetterci ca: «Non so cosa accade a Casqualcosa». sano o in altri posti. Noi però Su questa situazione abbiamo un buon rapporto per Lello Gaudiosi con l’Acquedotto Pugliese che c'è «la necessità di fasi è mostrato sempre disponire un’ampia riflessiobile a intervenire per la tutela dell’oasi». Anche il sindaco di ne». Il rappresentanCaposele lancia segnali di dite dell’associazione stensione nei confronti dell’Aamici del Sele racqp. conta anni di impeNella chiusura Festa dice: «I gno civico a favore di sindaci devono avere il coraguna battaglia che «ha gio di porsi nei confronti delle altre istituzioni senza il preso il via negli ancappello in mano, come è accaduto in passato. Occorni ‘80 nell’epoca delre che gli amministratori siano uniti perché la battaglia la ricostruzione post non è di un solo comune ma di tutta l’Irpinia. E il giorterremoto con Italianale è pronto a fare la propria parte». nostra e il Wwf» e che ha «prodotto nel tempo tanti risultati positivi». e allora la cosa non andò in porto. I 363 Tra questi Gaudiosi rimarca «la propolitri ci furono sottratti, per ragioni bel- sta di accordo di programma nata dalliche, con decreto regio nel 1940». Al- l’azione di concertazione svolta dal lora e negli anni successivi, sottolinea nostro ente di volontariato» come «lo Spatola, «la nostra politica fu la gran- spegnimento delle idrovora al Tredogde assente». Esempio è il 1999, anno ge che rischiava di depauparare mor-

la litri d’acqua captati - dice - aveva riservato per la popolazione irpina 363 litri. Quando nel 1938 la Puglia cercò di prendere anche quella quota ci fu una vera e propria sommossa popolare

Unità per una battaglia di tutta l’Irpinia


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CORRI R Mercoledì 2 febbraio 2011

Momenti del forum con la redazione

E su Primativvù lo speciale realizzato da Gaetano Amato Servizio speciale su Primativvù interamente dedicato al dibattito svolto nella sede del Corriere dell’Irpinia sulla vertenza acqua. Lo ha realizzato per l’emittente irpina il collega Geatano Amato che attraverso interviste e approfondimenti ha analizzato la delicata situazione dei trasferimenti idrici tra Campania e Puglia. Il servizio va in onda con repliche in diversi momenti della giornata.

talmente quella sorgente». Ricorda anche la battaglia portata avanti per «il riconoscimento il Minimo Deflusso Vitale». «Avemmo contatti - spiega - con l’allora Ministro “amico” Pecoraro Scanio che nulla fece, fino a quanto poi cadde il governo». Dura è la denuncia nei confronti della politica regionale. «Noi come ente di volontariato non possiamo fare gli ecologisti, i geologi, gli economisti. Devono intervenire a questo punto le istituzioni. Con la Puglia si è già aperto in passato un proficuo dialogo ma in ogni sede è mancata la rappresentanza della Regione Campania. Eppure uno studio dell’autorità di bacino ci dice

che la situazione è preoccupante per le nostre sorgenti». Gaudiosi chiude esprimendo ottimismo per il futuro. «Il fiume - dice - non è solo una riserva d'acqua ma è un attrattore di turismo. Occorre far nascere una nuova cultura sul territorio perché in questo modo ce la possiamo fare». Il sindaco di Caposele Pasquale Farina esordisce precisando che lo spirito con cui l’amministrazione arriva al tavolo di confronto «non è quello di accusare ma quello di dialogare». Caposele, «nonostrante la grande solidarietà storicamente offerta - attacca ha subito il più grande disastro ecolo-

gico del Mezzogiorno. Un fiume è stato dirottato da un versante all'altro del paese, dal Tirreno all'Adriatico, con l’intevitabile alterazione di flora e fauna». Per questo propone al tavolo di concentrarsi su tre aspetti in particolare, «sostenibilità ambientale, sicurezza e sviluppo del territorio». Sul primo punto, sottolinea, «il Minimo Deflusso Vitale è fondamentale e è giusto che sia garantito dai gestori presenti». Allo stesso modo però occorre prestare attenzione «ai prelievi che esistono a destra e a sinistra del Sele che non sono regolamentati». Questi infatti rischiano silenziosamente di «danneggiare l’equilibrio dell’ecosistema del nostro territorio». Alto nodo importante è quello della sicurezza delle sorgenti. Il primo cittadino, a tal proposito, si sofferma sulle «numerosissime frane che stanno mangiando il territorio». Solo con le ultime piogge di novembre «abbiamo avuto trentacinque smottamenti che hanno interessato strade provinciali e vie di montagna». Lo stesso fenomeno mette a rischio «le sorgenti e con esse la riproducibilità dell'acqua». Per prevenire questo pericolo c’è già «un positivo dialogo con l’assessore pugliese Amati intorno ad una bozza di convenzione da noi presentata che oltre a prevedere opere di consolidamento idrogeologico dell'alveo del fiume si occupa della realizzazione di bacini di trattenimento in zone montane attraverso opere di forestazione». In ultimo c’è il nodo legato allo sviluppo e quindi ai ristori che i paesi dell’Alta Irpinia chiedono per lo sfruttamento delle locali sorgenti. «L’acqua dice Farina - è una ricchezza da preservare perché in futuro sarà un bene sempre più scarso e prezioso sul quale nel mondo si scateneranno addirittura guerre. Noi, che ne disponiamo, abbiamo sempre dimostrato generosità offrendola per il fine nobile di dissetare la popolazione di altre province e regioni. A fronte di questo ora chiediamo un riconoscimento per quelle che sono state le mancate opportunità». I ristori sono al centro del tentativo di accordo di programma in discussione tra Puglia e Campania. «Ben vengano queste intese - conclude il primo cittadino di Caposele - a patto però che i soldi destinati alle nostre zone arrivino effettivamente qui e non si fermino,

come troppo spesso accade, nell'hinterland di Napoli». Sula “pagamento” della risorsa idrica si apre un vivace dibattito con l’acquedotto pugliese. Il rappresentante dell’Aqp Nicola Di Donna, infatti, ribadisce la gratuità dell’acqua, parla della necessità per i gestori di rimanere nei parametri tariffari dettati dall’Ato e della non convenienza economica a captare nelle sorgenti irpine in presenza di eventuali costi marginali più alti (vedi articolo in basso). La replica dei sindaci è decisa. Il primo a intervenire è il numero uno di Cassano Salvatore Vecchia. «E’ assolutamente da contestare il concetto che l’acqua non abbia valore in sé. C’è tra l’altro una sentenza della Corte Costituzionale, quella che ha bocciato la legge regionale sulla non rilevanza eco-

nomica della risorsa idrica, a dirci il contrario. Che l’acqua sia un bene economico è dato incontestabile». Gli fa eco il collega di Conza Vito Farese. «L’acquedotto pugliese dice che non conviene prenderla a costi marginali maggiori? Noi potremmo capovolgere il discorso e chiederci: perchè dare acqua alla Puglia a costo zero?». Lanciata la provocazione, Farese descrive la condizione di Conza, un paese «ha subito negli anni un evento più traumatico del terremoto». Il riferimento è alla realizzazione dell’invaso artificiale che «ha cambiato completamente la morfologia al territorio e la vita dei suoi abitanti». Dei disagi che tutto questo ha provocato, «poco si sono interessate le altre istituzioni. Nel 2005 - ricorda il sindaco - la Regione Campania emise un decreto, il 627, per allargare il tavolo istituzionale dell’accordo di programma ai comuni di Con-

za e Caposele e poi un altro per inserire Cassano. Ebbene, da allora non siamo mai stati convocati per discutere di queste problematiche». A Conza, aggiunge, «ci sono gravi problemi di tipo ecologico e ambientale ed esigenze che vanno al di là del normale ristoro. Ci sono costi maggiori perché con le acque che salgono e che scendono occorrerebbe potenziare le sponde dell’invaso. Inoltre servirebbero strumenti per il controllo e la depurazione delle acque, tra cui anche laboratori di analisi in loco». Di fronte a tutto questo c’è il totale silenzio di Palazzo Santa Lucia. «Purtroppo - conclude il sindaco - dobbiamo constatare che la Puglia è molto più attenta ai nostri problemi della Regione Campania». Dopo Farese, riprende la parola Vecchia che aveva strappato prima solo un breve intervento. Approfondendo le sue argomentazioni prova a mettere all’angolo l’Aqp: «Esistono due aspetti diversi del problema - dice - Il primo riguarda esclusivamente le Regioni Puglia e Campania che stanno discutendo l’accordo di programma. Il timore è che Palazzo Santa Lucia, che deve disciplinare i rapporti con le regioni da cui riceve e a cui dà acqua, agisca con la logica della compensazione. Dobbiamo sfuggire da questa. Una cosa è quello che Napoli prende dal Lazio e un'altra è ciò che l’Irpinia concede alla Puglia». Il secondo aspetto del problema riguarda direttamente l’Acquedotto Pugliese. Sul questo il sindaco chiede ai suoi colleghi di unire gli sforzi e di farsi trovare compatti. «Ogni comune - dice - pensa di essere il più importante dal punto di vista dell'approvvigionamento idrico e per questo è poco incline al dialogo. Se invece insieme affrontiamo l’interlocutore Acquedotto Pugliese possiamo porci in modo diverso». Non si tratta di una «battaglia per il denaro ma per la dignità». Il discorso è sempre quello riguardante il costo per la captazione dell’acqua. «Nessuno - conclude Vecchia - può sostenere che l’acqua non ha valore economico quando ci sono referendum che tentano di affermare proprio tale concetto evidentemente non riconosciuto e quando c’è una sentenza che sancisce anche per questo settore la validità del principio della concorrenza».

IL DIRIGENTE DELL’ACQUEDOTTO PUGLIESE NICOLA DI DONNA MOSTRA DISPONIBILITA’ MA ESCLUDE RESPONSABILITA’ DA PARTE DELLA SOCIETA’

«I sindaci guardino all’accordo di programma» «Capiamo i desiderata del territorio ma devo ri- può essere posto nelle mani dell'acquedotto pucordate a tutti che la nostra è una Società per a- gliese. Dipende piuttosto dalla capacità di ogni zioni che nulla ha a che vedere con l’accordo di territorio di fare pressione sull'ente di riferimento». programma». Con queste parole Nicola Di Donna, dirigente «Noi ci muoviamo al- Sulla questione della gratuità dell’acqua spiega ancora: «Ocdell’Acquedotto Pugliese replica alle rivendicazioni dei sindaci l’interno di un perime- corre affrontare il problema delin merito alla necessità di pre- tro ben definito rappre- la risorsa idrica come quello di un bene che è di tutti, essendo vedere ristori ambientali per i territori sede di sorgenti idriche. sentato da una tariffa demaniale. Non può essere, «La gestione della risorsa di- che non stabiliamo noi» questo, paragonato al petrolio che invece genera un valore inpende dagli organi preposti trinseco in sé per sé». spiega Di Donna - Tutto passa dunque per l’accordo di programma. Sul piano di E’ questo il motivo per il quale non è pensabile distretto si è fatto un rilevante passo in avanti per il rappresentante dell’Aqp attribuire all’acqua perché si è iniziato a discutere delle esigenze ge- una cifra economica. Tra l’altro, aggiunge, «se il nerali del territorio. Ora si tratta di trovare un costo marginale per attingere risorse dal Sele dopunto di equilibrio che dia la quadra a questo si- vesse salire, l’acquedotto pugliese potrebbe anstema. Lo sforzo, che deve essere politico, non che decidere, alla scadenza della convenzione

nel 2018, di abbandonare quelle sorgenti». Le sue parole suonano quasi come una velata minaccia. Il discorso è diverso, aggiunge, se si lo inquadra in un ottica di tutela del patrimonio comune. «Guardando al problema in termini di sostenibilità e di condivisione di obbiettivi sarà sicuramente più facile trovare la quadra. Noi ci muoviamo all’interno di un perimetro ben definito che è rappresentato da una tariffa che non stabiliamo noi. Come società di servizio, cerchiamo di essere attenti a tutte le esigenze del territorio». Il discorso tocca anche il nodo del Minimo Deflusso Vitale sul quale l’Aqp offre piena disponibilità: «Nessuno oggi può pensare che questo non debba essere garantito. Il problema è la sua quantificazione ma per questo ci sono organismi preposti». Il rischio che si violi la legge esiste, afferma Di Donna, ma poi aggiunge: «Ci so-

no meccanismi di controllo affinché ciò non avvenga». Insomma, è la politica che deve muoversi. «L’assessore pugliese Amati ha già chiesto a tutte le Regione del distretto meridionale di sedersi attorno a un tavolo per riuscire a trovare soluzione politica che individui meccanismi di compensazione sul territorio».


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