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i viaggi della materia

Enzo Fabbiano

Giorgio Di Genova

Enzo Fabbiano

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Con il contributo di:

Farmaceutici Copernico S.r.l. - Roma Farmacia Ascani di Lucente L. - Crotone

Giorgio Di Genova: I viaggi della materia di Fabbiano Catalogo edito da: Galleria d’arte contemporanea “il Futurista” Via Firenze 33, Crotone Coordinamento e organizzazione: Lucia Messina Testo: Giorgio Di Genova Traduzione: Salvatore Fabbiano Michele Messina Fotografie: Immagine Latente Gregorio Patanè Progetto Grafico: Giuseppe Sansalone Stampa: Print Seriart - Crotone


Enzo Fabbiano

I viaggi della materia

a cura di Giorgio Di Genova


Il Prof. Giorgio Di Genova con l’artista Enzo Fabbiano al XXXVI premio Sulmona - Settembre 2009


I viaggi della materia

Con questa Personale, la prima nella mia galleria, abbiamo voluto, insieme all’artista Enzo Fabbiano, centrare due obiettivi: da un lato celebrare i suoi trenta anni di pittura e dall’altro presentare al pubblico questo suo nuovo catalogo. Abbiamo scelto di non centrare la mostra sulla ricorrenza appena citata in quanto solo da pochi anni l’attività di Enzo ha assunto i crismi di una “professionalità”, svolgendosi con continuità e soprattutto conservando ed archiviando le “prove” del suo lavoro e del suo percorso al fine di una storicizzazione inevitabile per un artista. Al contrario abbiamo deciso di accentrare l’attenzione, orgogliosamente, sul nuovo catalogo che illustra buona parte delle opere realizzate da Enzo nell’ultimo biennio ed accumulate appositamente per questa mostra. Nata anche dalla collaborazione con il noto Prof. Giorgio Di Genova che ha curato, con la risaputa sapienza critica, il catalogo in questione, edito dalla stessa Galleria “Il Futurista” che ho il piacere di curare e che ospita l’evento. Per ultimo devo dire che la scelta è caduta su questa data in quanto coincide con il 46° compleanno dell’artista nato a Crotone il giorno 8 Ottobre 1963. Lucia Messina

With this Personal exhibition, the first in my gallery, we wanted, along with the artist Enzo Fabbiano, to achieve two aims: firstly, to celebrate thirty years of painting and secondly to present to the public his new catalogue. We have chosen not to center the display on his art since the beginning, we decided instead to focus our attention proudly on the new catalogue that covers much of the works by Enzo in the last two years and was produced specifically for this exhibition. The catalgue published by Il Futurista was born from a collaboration with the renowed Professor Giorgio di Genova who has edited with his well known critical widsom. I have the pleasure of organising and hosting this event. We chose this date as it coincides with the 46th birthday of the artist who was born in Crotone (Italy) on 8 October 1963. Lucia Messina


I viaggi della materia

I VIAGGI DELLA MATERIA DI FABBIANO La pittura nella seconda metà del XIX secolo ha avviato il progressivo sganciamento dal consolidato principio che essa dovesse essere mimesi della realtà. Pertanto i pittori hanno via via scardinato il secolare statuto della resa delle immagini, modificando il proprio linguaggio affidandosi dapprima alla percezione retinica (Impressionismo e Neoimpressionismo) e poi alla decantazione delle morfologie (Simbolismo). Tali esperienze preludevano alle innovazioni linguistiche della avanguardie del ‘900, che esasperando il colore (Fauvismo), deformando le immagini (Espressionismo), o privilegiando la scomposizione delle forme (Cubismo) preparavano il terreno a quella sorta di attraversamento del Rubicone, che divide il territorio della pittura iconica, anche se non più imitativa del vero e della natura, dal territorio dell’aniconismo, cioè della pittura non-oggettiva (Astrattismo geometrico, Concretismo), a cui si contrappose il Dadaismo, che addirittura rivalutò l’oggetto, e non come semplice immagine, bensì in concreto, introducendolo appunto fisicamente nell’ambito dell’arte. E’ noto che conseguenza del provocatorio Dadaismo è stato il Surrealismo, altrettanto antiborghese e provocatorio, al punto da sostituire alla realtà il sogno, al pensiero logico l’automatismo psichico, automatismo che costituirà la piattaforma dell’Informale, la più radicale rivoluzione espressivo-linguistica del ‘900, in quanto attraverso esso l’artista si riappropriava tout court della specificità ontologica degli strumenti linguistici della pittura (segno, gesto, materia e tache), conquistando per la prima volta la più assoluta libertà espressiva in sintonia con il sentire personale, al di là di ogni condizionamento esecutivo o normativo. Ed è proprio per tale ragione che la lezione dell’Informale, nonostante le tante contrapposizioni ad esso (e mi riferisco alle neoavanguardie, ossia al new dada ed alla pop art, con cui secondo la più accreditata storiografia è iniziata l’epoca postmoderna, ed a tutte le successive tendenze più o meno effimere, dall’Iperrealismo, op art, Nuova Figurazione, Body art, environment, Arte Povera, Concettualismo, Land art alla Pattern art, Transavanguardia, Pittura Colta, Anacronismo, ecc. ecc.); la lezione dell’Informale, dicevo, non s’è esaurita, anzi a distanza di oltre mezzo secolo è ancora alquanto viva, come sta a testimoniare l’ondata della pittura neoinformale che negli anni Ottanta, nella Babele dei linguaggi dei fine ‘900 (e non solo pittorici), ha coinvolto numerosi artisti con un vigore ben lontano dall’esaurirsi, sino a fornire linfa alle ramificazioni postinformali del primo decennio del Duemila, in cui persiste, in modalità sempre più esasperate, la frantumazione dei linguaggi che ha dominato il ‘900 e s’è estesa all’arte odierna, tuttora in preda all’incessante dialettica delle spinte del mercato e delle

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controspinte creative, generatrici di molte, anzi troppe convulsioni espressive, tecniche e ideative. La pittura attuale del calabrese Enzo Fabbiano è una conferma della persistente vitalità del verbo informale. Da autodidatta, egli ha avviato il suo cammino sul piede iconico con particolare interesse per la figura umana e per la rappresentazione della natura, con un’innata propensione al colore, che è stata sin da allora la bussola del suo discorso. Negli corso degli anni Ottanta, durante la sua permanenza in Toscana, proprio l’istanza cromatica è stata da lui privilegiata. E ciò ha fatto si che la sua pittura anziché attestarsi sui sentieri plastici e disegnativi, tipici della tradizione pittorica della Toscana, si sviluppasse in direzione d’impianto impressionista. Era il germe del suo approdo all’aniconismo puro, propiziato da una retrospettiva romana di Afro, che è stata per Enzo una sorta di chiamata sulla strada di Damasco per la sua conversione alla pittura postinformale. Da quel momento Fabbiano ha affidato totalmente il suo discorso alle mille voci del colore, di cui ha saputo modulare le luci e gli abbuiamenti, le trasparenze e le opacità, i filamenti e le coagulazioni, le accensioni e le penombre, i fremiti ed i sospiri, le venature e i raggrinzamenti, le pustole e le impronte misteriose giù giù fino alle lotte intestine ed alle visioni cosmiche. Si tratta di declinazioni di un lirismo in presa diretta con l’io interiore, per cui ogni opera si connota come un momento esistenziale. Fabbiano non fa che restituire quello che Boccioni avrebbe definito stati d’animo, solo che anziché essere attinenti alla dinamica delle compenetrazioni simultanee futuriste, in questo caso si tratta di stati d’animo di un hic et nunc postinformale in quanto affidati al gesto ed alla materia cromatica, della quale, oltre a tutte le apparenze fenomeniche già indicate, vengono anche rappresentate (e stavo per scrivere presentate ed esibite) le croste (Hymn to the Napalm), le rughe (Profilo), le grinze (Rocce), le vene (Mare di Marte 2008), perfino varicose (Metamorfosi), i cretti (Nebulosa), le pustole (Trasparente) le combustioni (Fondo bianco), le esplosioni (Esplosione), le frantumazioni (After Bombing, Cambogia 75), i crateri (Vietnam), le colate laviche (Rosso e blu), i dripping crittografici (Isola, Penetrazione), le pettinate striature (Sketch Map, Nepal Feelings), i retini (Trabocchetti), le fluidità (Dittico), le evanescenze (Promontorio, Promontorio II), le tempeste atmosferiche (Flash n.12) con ricorrenti slittamenti paesistici (Isola, Landascape) e cosmici (Nebulosa, E se l’origine fosse questa?). Esploratore instancabile, Fabbiano documenta l’incessante metamorfosi del continente cromo-materico con una partecipazione espressiva e nel contempo tecnica che sa fissare sulle superfici tutti gli aspetti delle avventure del colore e della materia in un continuum liberatorio, che gli permette pure qualche pausa di

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riflessione sul proprio fare (Metallo pesante), Per tale motivo potremmo asserire che tutta la pittura recente di Fabbiano altro non è che un diario dei suoi viaggi nella materia, in toto coincidenti con i viaggi della materia e delle sue possibilità di essere. E, come ogni diario, contiene pagine che registrano momenti differenti, che vanno dalla gioiosità luminosa dei diversi lavori esposti nella personale tenuta nell’ottobre del 2008 a Roma presso la Galleria Vittoria ai vulnerati grigiori di Dittico ed ai numerosi momenti bui, che hanno il loro diapason in Segmenti ed in Spazio e tempo, come Dittico presenti in questa personale. Naturalmente in questi viaggi cromo-materici taluni colori ricorrono più frequentemente, e tra essi prevalenti sono il rosso e l’azzurro, i quali in diverse occasioni convivono con inversioni di ruoli, di pesi tonali e di morfologie zonali, per così dire, come ben esemplificano nel 2008 L’igiene del mondo ed, alcune opere del ciclo omonimo (After Bombing, La carne ferita, Mare di Marte 2008, The Red River) e nel 2009, oltre La ferita II del medesimo ciclo, Strascichi, Metamorfosi, Fratto tre e ovviamente Rosso e blu. Altrove i due colori si amalgamano con altre soluzioni, com’è nelle più movimentate ed elaborate incursioni materiche, ancora del 2008, nell’ambito del ciclo L’igiene del mondo (9 ottobre 1967, Flash n. 12, Cambogia 75, Hymn to the Napalm), incursioni che nel 2009, per una sorta di alleggerimento delle tensioni magmatiche dei pigmenti, si stemperano con evidenti recuperi del segnismo (Trasparenze I, Trasparenze II), in un caso addirittura fortemente ritmato diagonalmente dallo scroscio della fitta pioggia di rette (Sketch Map). Da sperimentalista innato, Fabbiano ha saputo piegare alle proprie esigenze il lessico postinformale, usufruendo dell’enorme libertà che esso permette sia sul piano linguistico che tecnico, anzi sfruttando questo con interventi di combustioni nelle sue tecniche miste, talora corroborate da inserti collagistici, per arricchire il suo discorso. Ed è per questa pulsione sperimentalista che nel 2009 egli è giunto a sostituire all’uso del compensato quello del sughero. Scelta, questa, propiziata senza dubbio dal fatto che tale supporto, in virtù del soft assorbimento dei pigmenti e dell’immanente tonalità del sughero maggiormente in sintonia con gli effetti delle combustioni, gli ha permesso di ottenere nuovi risultati. Per convincersene, basta osservare, confrontandoli con quelli ottenuti nelle tecniche miste su compensato, i risultati di Isola, Promontorio, Promontorio II, Fondo bianco, Fondo nero, Assedio, Assedio II e Penetrazione, tutti sugheri di piccoli formati, presentati qui per la prima volta. Il pittorico diario di viaggio di Enzo Fabbiano non si limita a cimentarsi in esercitazioni tecniche con finalità autoreferenziali, né a fissare sulle superfici a livello pulsionale

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i suoi stati d’animo. Il pittore di Crotone è calato nella storia contemporanea nei confronti della quale prende posizione con i suoi giudizi, distinguendoli dai motivi più squisitamente lirici. Perciò per il titolo dell’importante ciclo L’igiene del mondo è ricorso con sottile, ma ferma contestazione all’affermazione che glorificava la guerra, come “sola igiene del mondo”, contenuta nel Manifesto del Futurismo, di cui quest’anno è stato celebrato il centenario. Contestazione affidata a opere come World War Two, Cambogia 75, Viet-nam, Hymn to the Napalm, per le quali s’è servito di adeguati strumenti tecnici per restituire gli aspetti distruttivi con tutt’altre metafore rispetto a quelle immortalate da Goya nei suoi Los desastres de la guerra. Fabbiano è un esempio di come, utilizzando il linguaggio (tuttora autre) del postinformale, si possano restituire emozioni, abbandoni, smarrimenti, esprimere giudizi, condanne, insomma parlare di sé e dei fatti storici, adeguando gli strumenti tecnici alle differenti esigenze espressive, senza ricorrere alle immagini, che troppo spesso zavorrano le rappresentazioni descrittive di quel versante della pittura narrativa, che facilmente scade e cade nell’illustrativo, di cui la pittura davvero oggi non ha più bisogno. Giorgio Di Genova

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FABBIANO’S TRAVELS OF THE MATTER In the second half of the century XIX, painting started the progressive unhooking from the well-established principle that it should be mimesis of reality. Therefore painters have unhinged the secular statute of the rendition of pictures, modifying their own language relying on retinic perception at first (Impressionism and Neoimpressionism), then on the settling of morphologies (Symbolism). Such experiences preluded the linguistic innovations of the avant-gardes of ‘900, that exasperating colour (Fauvism), deforming images (Expressionism), or favouring the decomposition of the shapes (Cubism) prepared the ground for that kind of crossing of the Rubicon that divides the land of iconic painting, although no more imitative of truth and nature, from the land of aniconism, that is the non-objective painting (Geometric abstractism, Concretism), to which opposed Dadaism, that revalued the object and not like simple image but concretely, introducing it phisically in the shpere of the art. It is known that a consequence of the provocative Dadaism has been Surrealism, as much antiburgeois and provocative, such to replace to reality the dream, to logic thought psychic automatism, automatism that will be part of the ground of the Informal, the most radical expressive-linguistic revolution of the ‘900, because through it the artist took back tout cour of the onthologic specificity of painting’s linguistic tools (sign, gesture, matter and tache), conquering for the first time the most absolute expressive freedom in sinthony with the personal feeling, beyond any executive or normative conditioning. And it is just for this reason that the lesson of the Informal, although the many contrappositions to it (and I’m referring to the neo-avant-gardes, such as new dada and pop art, with which according to the most accreditated storiography began the post-modern epoque, and to all the following more or less ephemeral trends, from Hyperrealism, Op Art, New Figuration, Body Art, environment, Poor Art, Conceptualism, Land Art, to Pattern Art, Trans-Avant-Garde, Erudite Painting, Anachronism, etc.): the lesson of Informal, as I was saying, didn’t exhaust, on the contrary after more than half a century is still very alive, like testifies the wave of neoinformal painting that in the eighties, in the Babel of (not only pictorial) languages of the end of ‘900, involved many artists with a force quite distant to exhaustion, up to providing lymph to the postinformal ramifications of the first decade of the Twentyfirst century where persists, increasingly exasperately, the fragmentation of languages that dominated the Twentieth century and extended to modern art, currently in the middle of the neverending dialectics of market’s drive and creative counter-drives, generating many, or rather too many, expressive,

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technical and ideative convulsions. The current painting of calabrian Enzo Fabbiano is a confirmation of the persistent vitality of the Informal Word. Self-taught, he started his path on the iconic road with a particular interest for the human figure and the representation of nature, with an innate propensity towards colour, since then the compass for his language. In the Eighties, during his stay in Tuscany, he privileged just the chromatic instance. And this made that his painting, instead of remaining in plastic and designing paths, typical of the pictorial tradition of Tuscany, developed in a impressionistic direction. It was the seed of his landing to the pure aniconism, favoured by a roman retrospect of Afro, that was for Enzo like a call on the road to Damascus for his conversion to postinformal painting. Since then Fabbiano entrusted his language to the thousands voices of colour, of which he managed to modulate lights and darkenings, transparencies and opacities, the filaments and the coagulations, the lightings and the twilights, the quivers and the sighs, the veins and the wrinkles, the pimples and the mysterious marks down to the internal fights and cosmic visions. They are declensions of a lyrism in live recording with the inner self, therefore each work connotates an existential moment. Fabbiano does nothing but give back what Boccioni would have called frames of mind, but instead of being pertaining to the dynamics of the futurist simultaneous compenetrations, in this case they are frames of mind of a postinformal hic et nunc as they are entrusted to the gesture and the chromatic matter, of which, besides the phenomenic appearances already pointed out, are also shown (and I was going to write presented and exhibited) the scabs (Hymn to the Napalm), the wrinkles (Profilo), the creases (Rocce), the veins (Mare di Marte 2008), even the varicose ones (Metamorfosi), the cretti (Nebulosa), the pimles (Trasparente), the combustions (Fondo bianco), the explosions (Esplosione), the crashings (After Bombing, Cambogia 75), the craters (Vietnam), the flows (Rosso e blu), the cryptographic drippings (Isola, Penetrazione), the combed streaks (Sketch Map, Nepal Feelings), the nets (Trabocchetti), the fluidities (Dittico), the evanescences (Promontorio, Promontorio II), the atmospheric storms (Flash n.12), with frequent landscape (Isola, Landscape) and cosmic (Nebulosa, E se l’origine fosse questa?) slips. Relentless explorator, Fabbiano documents the endless metamorphosis of the chromomateric continent with an expressive and at the same time technical partecipation that can set on the surfaces all the aspects of the adventures of the colour and the matter in a liberating continuum, that allows him even some pause of reflexion on his own working (Metalli pesanti).

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For this reason we could assert that all the recent painting of Fabbiano is nothing but a diary of his travels inside the matter, coinciding in toto with the travels of the matter and of its possibility of being. And, like every diary, it has pages that record different moments, from the bright joy of some works shown at the personal held in the october 2008 in Rome at the Galleria Vittoria, to the vulnerated greys of Dittico and to the many dark moment that have their diapason in Segmenti and in Spazio e tempo, present in this personal as well as Dittico itself. Of course, in these chromomateric travels some colours recurr more frequently, and among them are red and blue, which in many occasion live together with inversions of roles, of tonal weights and zonal morphologies, as to say, like well illustrate in 2008 L’igiene del mondo and some works of the homonym cycle (After Bombing, La carne ferita, Mare di Marte 2008, The Red River) and in 2009, besides La ferita II of the same cycle, Strascichi, Metamorfosi, Fratto tre and obviously Rosso e blu. Elsewhere the two colours blend with other solutions, like in the more lively and elaborated materic incursions, still from 2008, in the cycle L’igiene del mondo (9 ottobre 1967, Flash n. 12, Cambogia 75, Hymn to the Napalm), incursions that in 2009, for a kind of alleviation of the magmatic tension of the pigments, dilute with clear returns of segnism (Trasparenze I, Trasparenze II), in a case even strongly diagonally rhythmed from the roar of the thick net of lines (Sketch Map). Innate experimentalist, Fabbiano bent to his own needs the postinformal lexicon, making use of the huge freedom that it allows both on the linguistic plan and the technical one, or better exploiting it with interventions of combustions in his mixed techniques, at times strenghtened from collagistic inserts to enrich his language. And it is for this experimentalist drive that in 2009 he came to the point of replace the use of plywood with cork. Choise, this, favoured by the fact that this support, in virtue of its soft absorbing of pigments and the immanent tonality of cork, more in sinthony with the effects of the combustions, allowed him to reach new results. To be convinced of this it is enough to observe, comparing them with the ones obtained in the mixed techniques on plywood, the results of Isola, Promontorio, Promontorio II, Fondo bianco, Fondo nero, Assedio, Assedio II e Penetrazione, all of them corks of small formats, here presented for the first time. The pictoric travel diary of Enzo Fabbiano doesn’t limit to venture in technical exercises with auto-referencial purposes, nor to set on the surfaces his frames of mind to a pulsional level. The Crotonese painter is immersed in the contemporary history, towards which he takes position with his opinions, distinguishing them from the more exquisite lyric motives. Therefore the title of the important cycle

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L’igiene del mondo (“The hygiene of the world”) is occurred with subtle but strong contestaion of the assertion that glorified war like “only hygiene of the world”, contained in the Futurism Manifesto, of which this year has been celebrated the centenary. Contestation entrusted to works like World War Two, Cambogia 75, Viet-nam, Hymn to the Napalm, for which he used adequate technical tools in order to render the destroying looks with quite other metaphors than the ones immortalized by Goya in his Los desastres de la guerra. Fabbiano is an example of how, using the (still autre) postinformal language, it is possibile to render emotions, separations, losts, express judgements, sentences, in short talking about oneself and historic events, adequating the techincal tools to the different expressive needs, without using images, that too often load with ballast the descriptive representations of that front of narrative painting that easily declines and falls in the illustrative, which today’s painting doesn’t really need anymore. Giorgio Di Genova

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L’igiene del mondo (opere 2008/2009)

Mi è piaciuto molto intitolare questo ciclo di quadri, iniziato agli albori del 2008 ed ancora aperto, con la definizione della guerra data da Marinetti nel suo Manifesto del movimento futurista del 1909, perché ritengo che essa oggi possa essere attualizzata e resa come efficace provocazione. Il perché è presto detto: benché si parli continuamente di pace, ripudio della guerra come strumento per risolvere le questioni più o meno gravi tra le nazioni, meglio, tra gli uomini, a tutt’oggi mi pare che tale ambìto esito non sia stato affatto raggiunto. I motivi di ciò sono molteplici, ma la mia teoria è che a furia di chiacchierare e con la involontaria complicità dei pur necessari mass-media, che ogni giorno ci propongono immagini, più o meno cruente, di combattimenti, bombardamenti ed assassinii in generale, la fruizione di tutto ciò da parte nostra abbia funzionato come una cura omeopatica, ottenendo di renderci inattaccabili ed insensibili a tali eventi, imparando a considerarli come dovuti, necessari ed inevitabili. O forse scambiamo il tutto con una finzione cinematografica o un gioco da play station. Chi lo sa? Per cui ho adottato questo piccolo stratagemma: dedicare un quadro ad eventi del recente passato, come quelli appena descritti, tentando, sperando di ottenere una sia pur minima reazione opposta. Enzo Fabbiano

I have named this series of paintings, which began at the dawn of 2008 after the definition of war given by Marinetti in his Futurist Manifesto of the movement in 1909; because I think that today it can be updated and made effective as a challenge. The reason is plain: we constantly speak of peace, as a rejection of war and as an instrument to resolve issues amongst nations, or amongst men. It seems to me that this outcome has not been achieved. The justifications are varied but my theory is that with the complicity of the media, who every day show images, of fighting, bombings and assassinations, has made us invulnerable and immune to such events, learning to regard them as necessary and inevitable. Maybe we mistake all the above with fiction or a play station game. Who knows? So I adopted this little trick, to dedicate a picture to events in the recent past, such as those described above, trying, hoping even to get a minimal opposite reaction. Enzo Fabbiano

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I viaggi della materia

“L’igiene del mondo” - Tecnica mista/combustioni su compensato - cm 80x80 - 2008

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“Burn baby burn� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 120x150 - 2008


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“La ferita� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 50x50 - 2008

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“Le ferite aperte� - tecnica mista/combustioni su tavole assemblate - cm 139x123 - 2009

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“Flash n. 12� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 60x60 - 2008

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I viaggi della materia

“hymn to the napalm� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 90x90 - 2008

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“Sindone� - tecnica mista/combustioni su tela - cm 150x200 - 2009


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“Viet-nam� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 30x30 - 2008

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“Ferita� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 40x40 - 2009

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“Black sabbath� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 102x102 - 2008


I viaggi della materia di Fabbiano (opere 2009)

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I viaggi della materia

“E se l’origine fosse questa?� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 37x91 - 2008 (collezione privata)

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“Invalicabile� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 74x90 - 2009

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I viaggi della materia

“La verità” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 80x100 - 2008

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“Forme� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 100x100 - 2009

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I viaggi della materia

“my only friend� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 100x100 - 2009

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“Stando così le cose” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 90x90 - 2009

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I viaggi della materia

“Copertura� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 40x40 - 2009

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“Sogno di una notte di mezza estate� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 60x60 - 2009

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“Let’s go on” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 90x90 - 2009

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“Vari-azioni� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 30x30 - 2009

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“La luna esplosa� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 50x72 - 2009

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“Metallo pesante� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 30x30 - 2009

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I viaggi della materia

“Sketch map� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 60x60- 2009

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“Strascichi� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 30x30 - 2009

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“L’unica soluzione possibile” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 90x120- 2009

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In alto: “Sottocute” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 24,5x23 - 2009 In basso: “Vegetazione” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 23x24,5 - 2009

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“Aura� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 90x90 - 2009

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“Rocce� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 25x25 - 2008

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“Composizione� - tecnica mista/combustioni su compensato - composizione di 4 tavole cm 20x20 cad. misura totale cm 40x40 - 2009

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“Metamorfosi� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 30x30 - 2009

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“Serpentina� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 60x60 - 2009

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“Forme III� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 50x50 - 2009

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“Forme II� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 50x50 - 2009

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“Sottofondo� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 25x25 - 2009

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“Forme� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 25x25 - 2009

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“Oppressione� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 30x30 - 2009

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“Teheran� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 30x30 - 2009

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“Nebulosa� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 60x60 - 2008

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I viaggi della materia

“Trabocchetti� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 60x60 - 2009

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“Esplosione� - tecnica mista/combustioni su tavola - cm 40x40 - 2008

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“Dittico� - tecnica mista/combustioni su compensato - composto da 2 tavole cm 25x15 cad. misura totale cm 50x15 - 2008

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“Fratto tre� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 50x74 - 2009


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In alto: “Pentagramma” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 20x32 - 2009 In basso: “Pentagramma 2” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 20x32 - 2009

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“Rosso e Blu� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 11x26 - 2009

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“Trasparenze III� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 14,2x17,3 - 2009

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“Trasparenze IV� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 14x17 - 2009

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“Trasparenze V� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 14,3x17,4 - 2009

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“Trasparenze� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 11x15,5 - 2009

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Enzo Fabbiano

In alto: “Isola” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 10,5x14 - 2009 In basso: “Scie” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 11x16,5 - 2009

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I viaggi della materia

“The red point� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 11x11,5 - 2009

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Enzo Fabbiano

“Metamorfosi� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 12,8x11,3 - 2009

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I viaggi della materia

In alto: “Rich” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 10x26 - 2009 In basso: “Isola” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 10x32 - 2009

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Enzo Fabbiano

In alto: “Superfice” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 10x25,5 - 2009 In basso: “Trasparente” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 11x25 - 2009

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I viaggi della materia

“Better than you seem� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 10x22 - 2009

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Enzo Fabbiano

In alto: “Manovre” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 9x26,5 - 2009 In basso: “Cratere” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 9x26,5 - 2009

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I viaggi della materia

In alto: “Landscape” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 10x32 - 2009 In basso: “Lotto13” - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 10x32 - 2009

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Enzo Fabbiano

“Color fields� - tecnica mista/combustioni su compensato - cm 10x31,5 - 2009

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I viaggi della materia

“L’amore ai tempi del colera� - tecnica mista/combustioni su formella in cotto - cm 13x25,5 - 2009

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I sugheri (opere 2008/2009)

Il sughero non è certamente un materiale nuovo nell’ arte, ma a differenza dai precedenti utilizzi che ne sono stati fatti in passato, io lo ho utilizzato come supporto per le mie elaborazioni coloristiche e ne ho scoperto delle doti naturali molto interessanti. I risultati ci sono davanti. Enzo Fabbiano

The cork is certainly not a new material in art, but unlike the previous uses that have been made in the past, I’ve used it as a backing for my coloristic elaborations and I discovered some very interesting rare gifts. The results are in front of us. Enzo Fabbiano

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I viaggi della materia

“Assedio� - tecnica mista/combustioni su sughero - cm 30x30 - 2008

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Enzo Fabbiano

“Assedio II� - tecnica mista/combustioni su sughero - cm 30x30 - 2008

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I viaggi della materia

“Isola� - tecnica mista/combustioni su sughero - cm 35x25 - 2008

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Enzo Fabbiano

“Penetrazione� - tecnica mista/combustioni su sughero - cm 40x30 - 2008

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I viaggi della materia

“Isola� - tecnica mista/combustioni su sughero - cm 30x30 - 2008

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Enzo Fabbiano

“Promontorio� - tecnica mista/combustioni su sughero - cm 30x30 - 2008

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I viaggi della materia

“Promontorio II� - tecnica mista/combustioni su sughero - cm 30x30 - 2008

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Enzo Fabbiano

“Fondo bianco� - tecnica mista/combustioni su sughero - cm 31,5x43 - 2008

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I viaggi della materia

“Fondo nero� - tecnica mista/combustioni su sughero - cm 31,5x43 - 2008

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Enzo Fabbiano

“Movimento� - tecnica mista/combustioni su sughero - cm 30x30 - 2008

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I viaggi della materia

“Reperto� - tecnica mista/combustioni su formella di cotto - cm 30x30 - 2009

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Ringraziamenti Brevemente devo ringraziare mia moglie Lucia ed i miei figli Salvatore e Norma per la pazienza che hanno sempre avuto nei miei riguardi, il prof. Giorgio Di Genova, Tiziana Todi, il prof. Giuseppe Parisi, il dr. Gigi Lucente e la Sig.ra Giulia Sanasi, la Regione Calabria, Giuseppe Sansalone, i ragazzi della Seriart, tutti gli amici che hanno collaborato alla realizzazione di questo libro o anche solo dato un sostegno o una spinta a proseguire sulla mia strada. Grazie! Enzo Fabbiano

Briefly I would like to thank my wife Lucia and my sons Salvatore and Norma for their patience, Prof. Giorgio Di Genova, Tiziana Todi, Prof. Giuseppe Parisi, Dr. Gigi Lucente and Mrs. Julia Sanasi, the Calabria Region, Giuseppe Sansalone, the boys of the Seriart, all the friends who have collaborated on this book , supported or encouraged me to continue on my path. Thank you! Enzo Fabbiano

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Enzo Fabbiano

Biografia Enzo Fabbiano è nato a Crotone l’ 8 Ottobre del 1963. È autodidatta anche se da bambino ha seguito corsi di disegno e pastello presso un noto pittore crotonese. Nel 1980 si trasferisce a Siena per seguire corsi di studio universitari e vi trascorre diversi anni (1980-85) durante i quali incontra artisti di varia provenienza e da alcuni di questi riceve la spinta iniziale verso lo studio e la rappresentazione della figura umana e della natura. Inizia presto a partecipare ad esposizioni collettive di pittura ricevendo sempre consensi, sia da parte del pubblico che, soprattutto, della critica principalmente per il “sapiente uso del colore” di stampo, in quell’epoca, tipicamente “impressionista”. Da alcuni anni ad oggi, spinto da una innata propensione, continua ricerca e dallo studio dell’ arte contemporanea, è approdato, “finalmente” ad esprimersi attraverso i canoni, oggi a lui più congeniali, del “post-informale”. Si dice oggi, infatti, debitore , come gran parte degli artisti contemporanei, nei confronti di maestri del calibro di Afro, Scialoja, Perilli e degli altri grandi protagonisti della esperienza dell’informale italiano del secondo dopoguerra.

Enzo Fabbiano was born in Crotone on October 8th, 1963. Self-taught, although as a child he attended classes of drawing and pastel with a known crotonese painter. In the Eighties he moves in Siena to study at the local University and lives there for some years (1980-1985), during which he meets many artist of different backgrounds. From some of them he receives the initial push towards the study and the representation of the human form and the nature. He soon starts to take part in collective expositions, always receiving praises, from both the public and, especially, from the criticism, mainly because of the “expert use of the colour” of, at the time, typically “impressionistic” school. From some years, pushed by an innate propension, a continual research and the study of contemporary art, he has come, “finally”, to express himself with the canons, today his most congenial, of the “post-informal”. He claims to be indeed debtor, like many of the contemporary artists, of masters like Afro, Scialoja, Perilli and others big stars of the informal experience of the second post-war’s italian informal.

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I viaggi della materia

Curriculum Negli ultimi anni ha partecipato, tra gli altri, ai seguenti eventi: personali: -

11/25 Ott.2008 - Galleria Vittoria - Via Margutta 103 - Roma A cura di Robertomaria Siena; 22/28 Gennaio 2008 - Brick Lane Gallery – Londra; 05/31 Dicembre 2007 - Hangzhou Peace Intern. Convention & Exhibition Center - Hangzhou (Cina); 21/12/2006 - 10/01/2007 - “Galleria Art-Time” - Vicolo Pulesi , 6 – Udine; 17/12/06 -15/04/07 - Saloni Nobiliari del Castello di Santa Severina; 21/10 - 20/11/06 - Galleria d’ Arte “360 Gradi” -Via G. De Chirico - Rende (cs); 31/08 - 30/09/06 - Galleria Studio d’ Arte Due - Via Beata Giovanna , 5 - Bassano del Grappa; 31/07- 30/08/06 - Galleria Federico Bonan - via S. Croce 1168/A - Venezia; Marzo 2006 - “Non Solo Antiquariato” - Crotone , via C.Colombo; Novembre 2003 - Associazione Culturale “Il Collezionista”;

collettive: -

12 Settembre / 3 Ottobre 2009 - XXXVI Premio Sulmona; 19/25 Giugno 2009 – Workshop “Paradiso Art Colony “ Rab, Stjepana Radića 1 – Croazia; 17/23 Giugno 2009 - Palazzo Medici Riccardi - Via Cavour 7/r - Firenze; 28 Novembre / 1 Dicembre 2008 – “Immagina” Fiera di Reggio Emilia con la Galleria Linea D’Arte- Bari; 08/12 Novembre 2008 - Fiera Intern. D’ Arte “11th West Lake Expo of Art” Hangzhou (Cina); 17/30 Ottobre 2008 - “ASTRAZIONE 4 PROPOSTE” - Saloni Nobiliari - Castello di Santa Severina a cura di Luigi Tallarico; 3/6 Aprile 2008 – 28° Expo Arte di Bari- con la Galleria Il Futurista – Crotone; 08/12 Novembre 2007 Fiera Intern. D’ Arte “10th West Lake Expo of Art” Hangzhou (Cina); 31/07-15/08 2007 - “ITALIARTS” Artisti Italiani Contemporanei - Helsinki – a cura dell’Istituto Italiano di Cultura Finlandese; 26/30 Ottobre 2006 - Fiera Intern. D’ Arte “9thWest Lake Expo of Art” Hangzhou (Cina); Maggio 2004 - Collettiva “5 Giovani Artisti Crotonesi” - Crotone - Bastione Toledo; 1995 Estemporanea d’ Arte – Isola Capo Rizzuto; 1990–96–2000–2003 Mostra Nazionale di Pittura - Città Di Crotone;

sue opere sono presenti in collezioni Pubbliche e Private.

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Edizioni “il Futurista�

Finito di stampare nel mese di Settembre 2009

I viaggi della materia enzo fabbiano 2009