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Educazione

alla legalità, riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati ai mafiosi.

Piazza delle Vettovaglie Pisa.

Ref. cristianavettori@virgilio.it

Anno VIII - N 2

-

2012

Mensile politico civile dei Comitati pisani nella “Città dei Diritti” A sso cia zio ne per la Sa lva gu ardi a e la Val orizza zion e de lla città di Pis a

tiratura 600 copie

di Paolo Arduini Il nostro valoroso Comune, nella persona dell'altrettanto valoroso assessore Eligi, ha "scoperto" che esistono avanzate tecnologie capaci di ridurre le emissioni acustiche dagli impianti di amplificazione!!! Eureka, evviva, urrà, se non fosse che circa 14 anni fa i Comitati di quartiere pisani avevano già "indagato" sulle potenzialità di ARPAT e trovato che da sempre ci sono questi aggeggi, capaci di TARARE (vedi vignetta qui accanto) il casino che ogni sera e ogni notte delizia i cittadini pisani... anzi, avevamo scoperto che ARPAT manifestava un sincero stupore per il fatto che gli uffici comunali non le avessero mai chiesto di intervenire, in una situazione in cui la movida faceva giganteschi passi "in avanti", sconvolgendo il sonno e la vita delle persone... Polemiche inutili, ora che il Comune sembra aver smesso di fare come le tre scimmiette che non sentono, non vedono, non parlano??? eh no, purtroppo, perché ci ha pensato il "caro" Monti a proclamare la liberalizzazione di tutto quello che sa d'impresa, e cioè d'affari, e quindi ad avvisare che "lacci e lacciuoli" vanno eliminati e non rimessi in pista: locali notturni "liberi" di fare rumore come e quando cazzo gli pare; datori di lavoro "liberi" di licenziare chi e come cazzo gli pare... Niente di nuovo, ovviamente, tra governo Prodi e governo Berlusconi questa robaccia andava già di gran carriera, ma ora tutto è travestito nel geniale slogan "l'Europa lo vuole", che riecheggia il vecchio ed efficace Dio lo vuole delle guerre massacratrici di una volta... E del resto il valoroso Eligi ha subito chiarito: deve ancora capire cosa va a raccontargli, a questo gelido massacratore sociale del prof Monti, e comunque tutto sarà legato agli "eventi", il che vuol dire che i locali notturni potranno fare come gli pare tutto l'anno e poi, forse, chiedere di esser "tarati", nella misura che a loro torna più comoda, quando vogliono fare un casino un po' più "eccezionale"... Bugie e bugiardi crescono, a Pisa e ovunque, e dunque oportet ut scandala eveniant... E allora avanti, questo LUCI è dedicato ai demoni delle polemiche (spesso tra sordi e ciechi e rimbambiti...) e agli angeli della/e città, dediti all'intelligenza collettiva, al capire, al riflettere, e al FARE POESIA... Poi ci pensa Nietzsche (vedi ipsedixit qui accanto) a dare finemente/filosoficamente voce ai greci massacrati e sacrificati nel silenzio assenso più schifoso, ai siriani massacrati e sacrificati con l'intervento specifico e rivendicato dei corpi speciali americani, inglesi, israeliani, sauditi, ai lavoratori e pensionati italiani ed europei massacrati e sacrificati in nome del Dio Mercato, e quindi ad andare oltre le MENZOGNE!!!

TARA DI QUI tara di là tara tutta la città Rossella sognava Tara la vecchia patria di Via col Vento a noi tocca sognare improbabili aggeggi

per dormire tranquilli mentre fuori scoppiano errori ed orrori sacrifici umani nella terra della demokratìa

IPSE DIXIT: Riguardo il sacrificio e spirito di sacrificio le vittime la pensano diversamente dagli spettatori: ma da tempo immemorabile non si è mai data loro la possibilità di dirlo Friedrich Nietzsche La Gaia Scienza aforisma 220 (1844-1900)

Al Signor Sindaco e all'Assessore ai Lavori Pubblici Pisa 21 dicembre 2011 Premesso che nell'anno 2001, il Dottor Serfogli in qualità di Presidente della 1° Commissione Urbanistica Permanente, ascoltando le lamentele dei cittadini di San Piero-La Vettola sulle condizioni ambientali e sanitarie veramente degradanti ed invibili di detti quartieri, consigliò di presentare un'Osservazione al Piano Urbanistico di Pisa, in base alla L.R. 5/95 per la realizzazione della tombatura del fosso che costeggia via Livornese, da Pisa a San Piero a Grado. Sulla superficie ricavata di circa otto metri di larghezza, si sarebbe portata a norma di legge la larghezza della carreggiata di via Livornese (attualmente priva in alcuni tratti della segnaletica orizzontale e verticale), si sarebbe costruito un marciapiede, una pista ciclabile, dei posteggi macchine e delle pensiline alle fermate degli autobus. I Cittadini raccolsero oltre 300 firme, presentarono l'Osservazione corredata dal parere della Lega Ambiente, del WWF e dell'approvazione unanime della Circoscrizione 2. Il 17 luglio 2001, Presieduta dal Sindaco Fontanelli, l'Osservazione fu esaminata, discussa ed approvata all'unanimità, dall'intero Consiglio Comunale (tra i quali come Consigliere c'era anche Lei Signor Sindaco), con l'auspicio che detti lavori ritenuti improcrastinabili, iniziassero quanto prima, Con delibera n°43 del 28 agosto 2001 la suddetta osservazione fu inserita nel Piano Regolatore. Nel 2002, la Giunta Comunale ignorò tale delibera. Poiché i lavori non cominciavano, in un'assemblea pubblica tenuta presso le ACLI di San Piero, fu chiesto spiegazione al Signor Sindaco, egli diede risposte evasive. Il vero motivo era che a causa di concessioni ottenute con l'assenso o tacito consenso da parte degli Organi preposti alla tutela del Patrimonio dello Stato, da parte di alcuni Cittadini, questi avevano intubato parte

ANDATE e TARATE!!!! SEH!!!! O-CCOSA VŐI.!?! ‘UN LO VEDI ‘HE SIAMO

GIÀ… TARATI ?!?!?!

del fosso con tubi dalle svariate dimensioni e senza criteri di livelli e pendenze e costruito sopra giardini, garage, abitazioni e recintando tutto. La giunta non aveva il coraggio per far ripristinare la legalità. Dopo inutili tentativi con Sindaco e con l'Assessore ai Lavori Pubblici Sardu, i Cittadini esasperati dal fetore che emanava (ed emana) detto fosso, e dell'insensibilità di chi era preposto alla tutela della loro salute, chiesero l'intervento dell'ARPAT e della USL5 che dichiararono l'ambiente insalubre e pericoloso, a causa della inevitabile formazione di diossina, per la salute dei residenti. Nel 2005 presentarono un " Esposto alla Procura della Repubblica di Pisa " segnalando detta situazione. L'Esposto fu affidato al giudice: Dottoressa Romano Miriam Pamela, la quale lo ritenne fondato, ed assicurò che avrebbe proceduto per rilevare sia i reati amministrativi che penali dei responsabili. Nel 2007 i suddetti Cittadini videro che c'era in atto un nuovo abuso edilizio, con l'occupazione parziale del fosso per il prolungamento di una vecchia abitazione, pertanto presentarono un altro Esposto, il quale fu unito al primo ed affidato allo stesso giudice. Recatosi più volte dal giudice, esso ha affermato che sta procedendo nell'individuazione dei responsabili, sia amministrativamente che penalmente, seppur lentamente a causa di reati più eclatanti, e che aveva inviato già un avviso di garanzia al Sindaco. Signor Assessore, Lei nel 2008 nel presentare il Suo programma elettorale fra i punti salienti assicurò i cittadini che qualora fosse stato eletto, tra le prime opere da realizzare sarebbe stato la delibera n°43, stessa cosa garantì l'attuale Sindaco. Dopo che è stato eletto e gli è stata affidata la carica di Assessore ai Lavori Pubblici, anche Lei come i suoi predecessori Sardu e Viale ha cominciato a menare il can per l'aia. All'inizio del 2009 chiese allo scrivente di procedere, con la collaborazione dei Cittadini, alla raccolta di almeno 300 firme al fine di chiedere un finanziamento straordinario da inserire nel PASL per l'anno 2010. I cittadini ne raccolsero oltre 400 firme e la sera del 29 dicembre 2009, coordinata da Lei, una delegazione composta da 12 rappresentanti dei predetti quartieri, (tra i quali Monsignor Stefanini che si rivolterà nella tomba) fu ricevuta da Lei e dal Sindaco e gliela consegnarono. Di detta raccolta di firme NON hanno saputo l'esito. Nelle previsioni di spesa del 2010 Lei mise un milione di Euro nel 2011 ed un altro nel 2012 per la realizzazione delle suddette opere. Nell'incontro avuto con i Cittadini all'ARCI della Vettola il 29 giugno u.s. Lei affermò che era stato fatto un progetto e che i lavori sarebbero iniziati in Novembre c.a. di grazia dove stanno lavorando? Signori, pensano forse di giocare con i bambini? I Cittadini che abitano in periferia non sono forse uguali a quelli che abitano in Città? Perché non si fanno a piedi una passeggiata serale in via Livornese per sentire i profumi olezzanti che emana il fosso sperando di ritornare a casa senza essere investiti a causa della mancanza di un marciapiede? Io ho superato 82 anni e non merito di essere preso in giro. Chiedo soltanto: CON CHE CORAGGIO OSERANNO PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI? Li prego ancora una volta NON ci facciano vivere nella m:::: Attendiamo fatti ed una risposta scritta ed esauriente. Nell'attesa, i Cittadini augurano Buon Natale e che il Bambino Gesù Li illumini.

Per delega Angelo Squadrone


N2

luci sulla città

- 2012

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di Antonio F. Gimigliano

(N.d.R.: bahhh...)

MURI POETI

[Ikea, Filippeschi scrive a Barroso: «Venga a vedere il nostro dinamismo»] Occorre davvero molto coraggio, forse anche qualcosa in più, siamo al limite dell'impudicizia e della sfacciataggine. Forse è l'essere politico, che crea uno stato di scollamento totale dalla realtà e che si spinge fino all'incoscienza, o nella migliore delle ipotesi, alla arrogante negazione sull'evidenza dei fatti. E qui gli esempi si sprecano. Ovviamente la nostra amministrazione non è da meno. Si può rinunciare ad un atteggiamento politico a diffusione nazionale? Certo che no, ed ecco che dopo le tre cicche di Corso Italia, un'altra panzana. L'IKEA sei anni? E che saranno mai a confronto dei 9 anni per Piazza Vittorio o degli oltre 60 anni per i ruderi di Lungarno Galilei, passando per i 26 anni di San Michele in Borgo? Bazzecole! I tempi biblici sono una prassi comunale, è cosa quasi naturale. Sicuramente, nel caso IKEA, se si fosse trattato di una ipercoop, i tempi tecnici, l'impatto ambientale, la cementificazione selvaggia, la pianificazione del territorio, la desertificazione delle piccole botteghe, il massacro delle medie e piccole attività artigianali, sarebbero stati aspetti del tutto marginali, tranquillamente bypassati senza batter ciglio. Così in barba a quello che si predica e si promette in quello che dovrebbe essere la rappresentazione di una società attivamente efficiente, tempestiva e soprattutto come qualcuno sostiene, dinamica, tutto inevitabilmente si smembra nello scaricabarile delle competenze, come giustificativo per rimanere il più a lungo inattivi. Questa volta, non contenti, si va oltre confine (in tutti i sensi), così da buoni italiani nonché pisani, che facciamo? Ci prodighiamo pure in tragiche pantomime dal sapore della sfida, che ci fanno solo capire quanta sconsiderata arroganza e quanta inettitudine circola nel sistema. Ci scusi e ci perdoni egregio Signor Barroso, a nome di chi, purtroppo da tempo, non ci rappresenta. ps. Una cortesia, ammesso il caso che J.M.Barroso dovesse precipitarsi a Pisa per verificarne la dinamicità amministrativa (ma non credo), ne vorrei essere informato, così dinamicamente mi defilo, a difesa di una briciola di dignità rimasta. Grazie. URBAN PIANIFICATION Complesso San Michele in Borgo

Progetto: 1975/79 Inizio Lavori: 1986 Appalto: 1985 Febbraio 2012: INCOMPIUTO

Non amo chi non rispetta i muri appena imbiancati, chi danneggia le proprietà dei singoli e della comunità tutta, chi offende la sensibilità dei bimbi, chi sfregia quanto di grande e di bello nei secoli l'uomo ha prodotto... Non posso, però, non commuovermi a leggere quanto i muri sporchi, orfani e abbandonati, a volte gridano e cantano, inventandosi poeti.

In questi giorni i quotidiani nazionali ci dicono che i partiti politici e istituzioni sono percepiti dai cittadini non più in grado di svolgere una delle loro funzioni più importanti: ridurre le diseguaglianze sociali, tutelare i beni comuni. Partiamo da questo sentimento comune che condividiamo appieno, in particolare in questo momento che vede tutti i lavoratori e le lavoratrici espropriati dei loro diritti attraverso gli attacchi che la manovra Monti e che i governi degli ultimi 20 anni hanno perpetrato, come il blocco dei contratti e delle assunzioni, la cancellazione delle pensioni, (l’elenco è lungo), anziché caricare il debito sui grandi centri della finanza speculativa. Ebbene, in questa situazione, ci aspetteremmo dall’Amministrazione un segnale di sobrietà. Invece veniamo a conoscenza, che ad alcuni dipendenti dell’Ufficio Stampa si rinnovano i contratti per il 2012 aumentando da 2000 a 4.200 annui i compensi percepiti con la seguente motivazione: “Rilevato che è opportuno ridefinire, sia pure nell’ambito delle esigenze di contenimento della spesa, l’attribuzione dei trattamenti accessori unnicoprensivi, giustificati dall’aumento del prolungato impegno giornaliero richiesto ad alcuni……., anche in considerazione dell’approssimarsi della fine del mandato amministrativo”. Alcune considerazioni:

RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA Lungarno Galileo Galilei

 i dipendenti sono di fronte ad un aumento di lavoro, per la non sostituzione dei pensionamenti e per le incertezze organizzative che si trascinano ormai da anni: si susseguono atti (sedicenti) di organizzazione, ma cambiamenti non se ne vedono, se non in peggio....;  abbiamo firmato un contratto decentrato tra mille difficoltà per tentare di mantenere il livello di salario precedente e le prospettive che si delineano non offrono alcuna certezza che si riesca a conseguire lo stesso risultato per l’anno prossimo;  I progetti incentivanti riguarderanno i soliti noti, e nemmeno si può ipotizzare un allargamento, tra i soliti veti e la sostanziale impossibilità per la RSU di incidere sull’organizzazione dell’ente.  Per qualcuno tutto quanto sopra non vale. Aggiungiamo che aumentare lo stipendio facendo riferimento alla fine del mandato amministrativo ovvero alla campagna elettorale è veramente insopportabile e che tali costi eventualmente devono essere pagati dai partiti: non sono più ammissibili diversità di trattamento di lavoro tra chi opera con la “casta” e chi invece sta piegato sulla scrivania tutti i giorni. Cobas Comune di Pisa

QUALITÀ URBANA: PARCHEGGIO SOTTERRANEO

Si è svolto oggi in Palazzo Gambacorti l´incontro tra una nostra delegazione e il Sindaco Filippeschi, giunto in seguito alla pressione di una campagna che in questi mesi come associazioni abbiamo portato avanti, chiedendo il rispetto degli impegni presi in sede di Conferenza dei Servizi e l´assegnazione diretta dello spazio di via A.Pisano, data l'urgenza di decine di associazioni che da 9 mesi sono senza uno spazio. Su questo ben 3500 cittadini si sono espressi sottoscrivendo un appello pubblico che puntava ad una soluzione positiva di quella che è una ferita democratica per la città; abbiamo ricevuto la solidarietà di un appello sottoscritto da 80 amministratori che hanno chiesto al Comune la concessione di uno spazio alle associazioni del Progetto Rebeldía. Siamo quindi riusciti a riaprire dopo mesi di silenzio il confronto con l´Amministrazione pisana, al cui interno c'è stato pure chi ha cercato di cancellare la "questione Rebeldía". Riscontriamo che oggi il Sindaco Marco Filippeschi ha espresso l'intenzione da parte dell'Amministrazione di confermare la "destinazione ad uso sociale" di quello spazio senza precludere a priori la soluzione di un'assegnazione diretta. Ci rincontreremo con il sindaco nei giorni tra Natale e Capodanno, e in quella occasione l´Amministrazione si è impegnata a fornire dei cronoprogramma sul termine del percorso di acquisizione e costruzione della nuova palestra per il Gioco del Ponte prevista presso l'ex Mercato Ortofrutticolo. È l'ora che anche il Gioco abbia delle risposte certe sulle future sistemazioni delle squadre. Il Sindaco ha ribadito che l'assegnazione degli spazi di via Pisano alla squadra dei Dragoni è di fatto temporanea. Ribadiamo la nostra disponibilità ad una convivenza fino a quando non avverrà il trasferimento della squadra, in modo che entrambe le esperienze abbiano la possibilità di fare tutte le loro attività: perché ciò avvenga è indispensabile che tutta l´area, ad oggi in gran parte inutilizzata, sia messa a disposizione da parte del Comune, che su questo punto specifico ad oggi però non ha fatto alcuna apertura. Da parte nostra, in vista del prossimo incontro, presenteremo una memoria ulteriore sulla praticabilità dell'assegnazione diretta, che, insistiamo, è una scelta politica, poiché ha tutti i fondamenti dal punto di vista amministrativo. Cosa che è confermata dal fatto che lo stesso

Il

cittadino

Comune continua a fare assegnazioni dirette ad altre realtà. Serve un atto di coraggio e coerenza politica da parte del Comune che riconosca concretamente una esperienza che esiste da quasi 10 anni, vera e reale, non cedendo alle paure degli attacchi della destra o ai ricatti di componenti della sua stessa maggioranza, e di parte di alcuni assessori che vogliono che il caso Rebeldìa non si risolva. Per queste ragioni saremo nuovamente sotto il Comune il giorno 15 in occasione del Consiglio comunale, dalle ore 15, perché il mondo attivo della città vuole una risposta: vuole l´assegnazione diretta, vuole riavere le attività del Progetto Rebeldìa perché è in gioco l´idea stessa di quale città si vuole. Noi siamo per una soluzione trasparente, pubblica, alla luce del sole. Per farla i tempi sono brevissimi, ora l´urgenza è dare di nuovo uno spazio a decine di associazioni, senza attendismi e senza allungare tempi immotivatamente. Progetto Rebeldìa www.rebeldia.net N.d.R. E' fin troppo facile sbadigliare, davanti a una storia come questa... quello che qui riportiamo è un intervento ancora baldanzoso e quasi sicuro della vittoria, qualche tempo fa, sull'onda delle firme importanti che hanno sostenuto la battaglia delle associazioni Rebeldesche per l'assegnazione diretta (da Iacono a Settis a Prosperi e a tanti altri proff, tutti convinti dell'utilità della cosa, GIUSTAMENTE, meno giustamente convinti che la loro firma avrebbe rafforzato il carattere "divino" della richiesta...)... Poi, ad anno nuovo, è tutto tornato a gambe all'aria, con reciproche e assurde recriminazioni tra un Palazzo che ripropone i vincoli amministrativoburocratici in cui deve muoversi, e le varie realtà associative che brontolano, protestano, e poi cercano vie d'uscita (sappiamo che ne va di mezzo il lavoro o almeno la sistemazione provvisoria di una buona fetta della popolazione giovanile, quindi "il pane e le rose", e interessi ben concreti...)... MA NON SI RENDONO CONTO, DA TUTTE E DUE LE PARTI, CHE IL TROPPO STROPPIA, CHE OGNI LIMITE HA LA SUA PAZIENZA, CHE SAREBBE ORA DI SALVARE QUEL POCO O TANTO DI BUONO DELL'ESPERIENZA REBELDESCA SENZA INUTILI DUREZZE MUSCOLARI???

è "sovrano"

Chi batte chi batte ai vetri della mia finestra in questa sera inquieta di vento con l'aria che vibra e non abbuia con una luce biancastra come spalmata sulle case con un cielo così informe e tetro che neanche mi sfiora l'idea di cercarvi una stella.

da Pensieri/oni/ucci/acci di F. P. classe 1933 un signor nessuno di origine campagnola

P.za Vittorio Emanuele II

FOTOCLUB ULIVETOTERME Inizio lavori: Ottobre 2003

Palazzo Questura - Palazzo Scotto/Corsini. distrutti nel bombardamento alleato del 20 Luglio 1944 Febbraio 2012: VERGOGNOSA FERITA ANCORA APERTA

Febbraio 2012 Lavori compiuti: UN BUCO, UNA PIAZZA DEVASTATA, UNO SPAZIO INUTILE

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N2

- 2012

“Un crimine contro l’Umanità”: parlando di rifiuti, questo efficace titolo non sarà certamente bene accettato dai fautori e produttori di impianti di incenerimento del residuo non più differenziabile, ma in compenso sarà più che gradito alle moltissime persone che tale “Crimine” debbono quotidianamente subire impotenti, perché il loro territorio viene trasformato da altri in una vera e propria “Camera a Gas”; non fa che riportare le parole esatte di Dominique Belpomme Presidente della associazione francese per la ricerca contro il cancro, la cui frase completa è “L’incenerimento dei rifiuti è un crimine contro l’Umanità”!

E’infatti disperatamente drammatico vedere che molti miliardi di esseri umani in tutto il mondo, vengono allegramente considerati come “Gassificabili”, da pochi milioni di Politici, Esperti, Tecnici e “protettori dell’Ambiente”, che continuano, per abietti interessi di “bottega” (o, come vorrei tanto sperare, per totale disinformazione in buona fede, anche se ciò mi costa un grande sforzo alla luce dei quasi mensili Avvisi di Garanzia o Arresti da parte della, per fortuna efficiente, Magistratura. Rimasta ormai ultima difesa dei cittadini contro il loro lento sterminio per malattie tumorali!) a disquisire, per lunghi mesi con saccenti e altisonanti incontri e convegni con importanti ed esperti relatori, per poi decidere autonomamente (senza interpellare la cittadinanza) quando e dove realizzare le solite discariche o Termoinquinatori, ovviamente con la contemporanea e organizzatissima raccolta differenziata manuale (magari porta a porta) e naturalmente senza mai preoccuparsi di quanto costerà tutto ciò, visto che il problema economico non li tocca minimamente perché sarà sempre e tutto a carico dei futuri “Gassificati”. Viene quindi spontaneo domandarsi: ma se il sistema della superata, costosa, insufficiente quindi inutile differenziazione manuale, fosse veramente l’unica e soprattutto la più perfetta soluzione (favola che viene subdolamente raccontata e imposta ai cittadini, forse per mettersi in pace con la propria coscienza) in grado di non avvelenare l’Ambiente e l’Umanità, per quale ragione coloro che la prevedono e la organizzano ritengono necessario prevedere in parallelo anche la costruzione di inquinanti discariche o inquinantissimi Termo”valorizzatori”? I fautori dei Termoinquinatori si difendono assicurando che oggi i più moderni e aggiornati “Monumenti all’inquinamento” raggiungono temperature talmente alte da riuscire a eliminare le diossine e che sono dotati di ottimi filtri in grado di trattenere fino al 98% del terribile particolato che potrebbe uscire dalle ciminiere (ma è proprio quel “fino al”, che sembra una specie di “copertura legale e una pulitura di coscienza”, perché quel piccolo 2%, anche se permesso dalla legge, è comunque una immane quantità di polvere invisibile satura di prodotti cancerogeni che fuoriesce ugualmente), ma ovviamente questi difensori dimenticano, molto opportunamente, anche di aggiungere che quanto più è alta la temperatura, tanto più sarà fine il particolato e quindi non esiste filtro al mondo che lo possa trattenere, altrimenti tanto varrebbe sigillare le ciminiere. L’altra cosa che non viene detta, è che gran parte delle oltre 150 sostanze nocive, alcune decine delle quali sono fortemente cancerogene (tra cui metalli pesanti, cadmio, arsenico, piombo, ecc.), contenute in quel trionfalistico 2%, vanno a creare l’effetto accumulo. Infatti è proprio l’accumulo il principale nemico degli esseri viventi (vegetali e animali, tra cui ovviamente l’uomo), perché giorno dopo giorno e per anni si accumulano nei polmoni quindi nel sangue, oltre che nel latte, nella carne e nelle uova degli animali allevati a scopo alimentare (come i famosi saporiti e “soprattutto sani” polli ruspanti) oltre che su tutti i vegetali coltivati, dai quali finiscono negli organi interni degli animali e degli esseri umani, rivelandosi letali, ma molto silenziosamente e negli anni, esattamente come hanno fatto e ancora faranno per molto tempo l’Amianto e l’Uranio arricchito contenuto in alcuni proiettili militari. La media nazionale italiana del rifiuto riciclato manualmente è di circa il 45% (ma non cambierebbe niente anche se fosse del 55 o del 65%), mentre il rimanente finisce in discarica o negli inceneritori (anche se producono corrente, sempre inceneritori inquinanti sono), ma che però alcuni esperti e interessati addetti ai lavori, per “ecologizzare” l’inquinante impianto che vogliono costruire, lo illustrano ai poveri e succubi cittadini (i quali dovranno anche pagare in denaro e in vite umane per subirne la costruzione contro la propria volontà e interesse), chiamandolo con un vergognoso eufemismo: “Impianto di smaltimento finale per rifiuti residuali altrimenti non riciclabili”. Questo appare al cittadino solo come un terribile e deprecabile cinismo “travestito da buon padre di famiglia”, ma che ha la palese volontà di indorare la pillola

luci sulla città

per evitare legittime contestazioni. Purtroppo non esiste un Santo al quale raccomandarsi che sia “specializzato” contro la prepotenza, la supponenza, il menefreghismo, la presunzione e l’incoscienza di chi comanda. I cittadini devono quindi arrangiarsi da soli andando sotto le loro finestre o dal Magistrato più vicino, per cercare di far cambiare loro posizione, ricordando loro l’obbligo che debbono sentire della difesa degli interessi e della salute di quei concittadini, che con il loro voto li hanno messi su quella poltrona (e che alla prima occasione potrebbero anche togliergli). Fargli capire che se vogliono riaverla debbono ascoltare di più chi provvisoriamente li ha messi alla prova. Fargli capire che se non mantengono le promesse fatte, potrebbero tornare da dove sono venuti. Se non sono capaci di rendersi conto che sono loro al servizio dei cittadini e non viceversa, quello non è il loro posto. Quindi non esistendo quel certo “Santo” da pregare, se i cittadini vogliono sopravvivere alla “Gassificazione”, debbono prendere in mano la situazione e farsi rispettare con l’uso appropriato del voto. In questo specifico caso non è una questione di colori o di partiti, ma solo di persone oneste, corrette e affidabili. Per non essere accusato di esagerazione o ingiustificato allarmismo (come già rivolgendosi a me, ha pontificato dall’alto della sua saggezza, sapienza ed esperienza uno dei “grandi esperti relatori” di cui sopra e strenuo difensore dei Termoinquinatori, nonché (guarda caso) gestore diretto di un Termoinquinatore toscano che un mese dopo avermi redarguito sulla stampa per il mio “terrorismo psicologico” gli è stato chiuso per eccesso di inquinamento da diossina), mi sia concesso di ricordare che una quantità, ormai a tre cifre, di accurati e attendibili studi scientifici e spesso specificatamente oncologici, hanno da tempo dimostrato il collegamento diretto causa-effetto tra il notevole aumento di alterazioni genetiche e malattie tumorali, e a sorpresa, anche di molti organi interni apparentemente non coinvolgibili (cuore, reni, midollo spinale, occhi, ecc.) sulle popolazioni che vivono nel raggio di 5/10 km. da discariche o Termovalorizzatori. E’ certo assai difficile capire perché molti politici, tecnici, esperti e protettori dell’Ambiente continuino a ritenere che gli ormai centinaia di scienziati di tutto il mondo che, con studi totalmente disgiunti raggiungono le stesse conclusioni di correlazione e pericolosità, siano completamente inattendibili e visionari, mentre quanto affermato da loro e ratificato dai propri scienziati “personali”, sia un dogma indiscutibile al di sopra di ogni possibile smentita. Ciò vale naturalmente per ogni parte del mondo, ma noi italiani non abbiamo bisogno di percorrere tanta strada per trovare zone fortemente colpite, ci basta e avanza andare in Toscana, Campania, Puglia e Sicilia, solo perché le più macroscopicamente colpite da uno o più di questi effetti e non certo perché le altre ne siano indenni. Purtroppo i responsabili del settore, tra politici, tecnici ed esperti vari, per far dimostrare quanto sono bravi, cercano di far vedere il “bicchiere” sempre mezzo pieno, e per farlo usano gli speciali paraocchi che si chiamano leggi nazionali o europee, dietro le quali si sentono sicuri, protetti e al di sopra di ogni attacco, senza rendersi volutamente conto che a quindici/venti anni dalle prime indicazioni dell’UE e alla luce dei numerosi studi scientifici, sono trascorsi anni luce di progresso tecnologico che ha trasformata in ritardataria e antiquata la UE con i suoi decreti, certamente ottimi per allora, ma oggi totalmente inadatti per proteggere veramente e non solo a parole l’Ambiente e gli esseri umani. Un esempio che vale per tutti, é l’incenso che è stato asperso da seri e attendibili organi di stampa (come il Sole 24 ore, estratto da un Report di Regione e Arpa) per esaltare la grande virtuosità di Reggio Emilia che ha raggiunta una differenziazione del 58,4%. Obiettivamente si deve riconoscere che usando i vecchi metodi della raccolta manuale, è realmente da considerare una città assai diligente e virtuosa, ma se si raffronta con il 100% che nella stessa zona e nello stesso periodo si sarebbe potuto differenziare con le nuove tecnologie, la stessa cittadinanza diventa, suo malgrado, una grande avvelenatrice dell’Ambiente e di se stessa, solo perché i suoi Amministratori non hanno saputo o più palesemente voluto modernizzarsi ed evitare di incenerire il rimanente 41,6%, obbligando i cittadini a sopportare sulle proprie spalle notevoli costi e danni alla salute, totalmente evitabili solo usando metodi più moderni. Esistono sul mercato nuove tecnologie alternative alle antiquate attuali. Non sono in vendita (quindi non costano), ma utilizzabili gratuitamente dagli Enti pubblici e sono in grado di svolgere lavoro di selezione e di riciclo finale direttamente all’interno della struttura che le ospita, per il 100% del rifiuto conferito indifferenziato, pericoloso o tossico, facendo tutto il trattamento prima, meglio, a costo zero confronto al metodo manuale e senza avvelenare né Ambiente né persone perché operano a freddo, senza Camere di combustione, senza Camini e quindi senza inquinamento. Per sapere come risolvere il problema basterebbe andare su un qualsiasi motore di ricerca della Rete e digitare

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Vorremmo, con questo slogan romantico e impegnativo, lanciare una semplice proposta che parte dalla constatazione, sicuramente condivisa da quanti vivono oggi in città, che alle giovani generazioni mancano sempre più le occasioni di incontro con il mondo della natura. I ragazzi sono bravi utilizzatori di cellulari e computer, leggono e studiano di buchi neri e di DNA, ma hanno difficoltà a indicare i nomi e le caratteristiche degli esseri viventi che si possono trovare in un habitat naturale. Riteniamo opportuno e altamente educativo offrire ai giovani qualche occasione per familiarizzare con le componenti della flora spontanea locale, conoscere i loro nomi e le loro caratteristiche significative. Il viale delle Piagge rappresenta per Pisa un importante polmone verde e, come tale, viene fruito dai singoli e dalle famiglie soprattutto nei giorni festivi. Nella scarpata sottostante da tempo è stato ricavato un percorso pedonale, particolarmente agevole nel tratto compreso fra San Michele degli Scalzi e il cosiddetto 'Tondo'. Lungo questo percorso sono stati collocati anche alcuni attrezzi per l'attività sportiva.

ghette riportanti un numero d'ordine, il nome scientifico e quello comune 4) Il numero d'ordine fa riferimento a quello reperibile in un opuscoletto nel quale siano riportate le caratteristiche significative delle piante del percorso 5) Pubblicizzare la nuova offerta socio-formativa presso le scuole dell'obbligo per favorire la partecipazione non solo dei singoli alunni e delle loro famiglie ma anche delle scolaresche al completo. Obiezioni, difficoltà, considerazioni: a) Il costo dell'impianto e della gestione può essere agevolmente sostenuto se affidato a vari enti pubblici (Comune, Provincia, Università) e privati (fondazioni bancarie, vivai, ecc.) b) Vi sono in Pisa altre zone che potrebbero essere utilizzate in tal senso e nulla impedisce di ipotizzare che in futuro ciò possa avvenire, ma il fascino del paesaggio fluviale delle Piagge è notevole c) La collaborazione dell'Orto Botanico e della Facoltà d'Agraria è possibile e auspicabile d) L'utilizzazione del percorso nelle diverse stagioni permette di apprezzare i cambiamenti ciclici e di riflettere sui diversi momenti del fenomeno 'vita'. Ci si perdoni la 'scheletricità' della proposta, ma al momento non ci pare opportuno dilungarci oltre.

Ecco, in sintesi, la nostra proposta: 1) Tracciare e sistemare un sentiero, all'interno del percorso, che possa consentire il transito eventuale anche di carrozzine 2) Su un lato del sentiero, nello spazio compreso fra gli alberi, mettere a dimora arbusti ed erbe della vegetazione spontanea toscana 3) Segnalare le specie vegetali con adeguate tar-

Vorremmo essere confortati dai nostri quattro lettori con il loro sostegno e i loro suggerimenti. Noi, da parte nostra, cercheremo nel frattempo di muovere i primi passi nei confronti delle pubbliche Autorità convinti della necessità di dedicare ogni energia per la formazione delle nuove generazioni e dell'importanza di Conoscere per amare.

Complesso Ecologico Polivalente , o C.E. Ospedaliero, oppure C.E. Biomolecolare, o infine C.E. Ecoportuale e tutti gli aspiranti “Gassificatori” e i “Gassificati” in un attimo scoprirebbero tecnologie che fino a ieri non esistevano, che oggi invece sono alla portata di tutti e possono salvare dagli effetti letali di qualsiasi tipo e pericolosità di rifiuto che venga trattato nel modo tradizionale, superato e sbagliato perché capace solo di produrre un inutile ed evitabile ulteriore costo, gravissimi danni all’Ambiente e alla preziosa, unica e insostituibile salute propria e dei nostri discendenti. Sergio Marchetti Consulente per l’Ambiente e nuove tecnologie rsumarchetti@gmail.com

la redazione di LUCI

primi impianti (di una prima tranche per un valore che supera di poco i 10,5 miliardi di euro in quattro anni) saranno pronti tra 14/20 mesi in Russia, Brasile, Albania Croazia e quattro paesi africani “...in via di sviluppo”, i cui politici si sono rivelati, per intelligenza e spirito costruttivo, “molto più ...sviluppati ed evoluti” dei loro colleghi italiani.  A parte il ns. disinteresse per tale farsa, siamo stati invitati come espositori e non ci interessa, mentre non siamo stati invitati come relatori, perché ovviamente avremmo pestato i piedi a troppe persone che vogliono coltivare da soli il proprio orticello.  Già danno molta noia i miei articoli (specialmente ai più “interessati” tra i politici, ambientalisti, tecnici e scienziati) e che sono regolarmente ignorati dai media N.d.R. alla richiesta nostra di partecipare al conperché ricavano molta preziosa pubblicità da molte vegno sulle energie rinnovabili, tra un po' aperto controparti dirette o indirette a vario titolo, quindi quanalla stazione Leopolda da associazioni verdito più ci tengono lontani e meno problemi hanno, speambientaliste purtroppo note in città e in Regione cialmente da quei cittadini che ogni giorno sono sempiù per i loro paroloni che per la REALE difesa delpre più informati e risentiti. la qualità della vita, il CavMarchetti ci ha così risposto: Visto che è passato molto tempo dalla prima volta che Egr. Sig. Arduini, ci siamo sentiti, per farLe capire cosa trattiamo adesso I tronfi e pseudo “verdi” non sono solo locali! e quali sono gli articoli che più disturbano i TermoinNon partecipiamo a quella farsa per le seguenti ragioni: quinatori, per sua curiosità Le allego una informazione  Dall’inizio ci siamo limitati solo ad informare di quel- riassuntiva e alcuni articoli, sperando che non Le rubilo che nel tempo siamo arrivati ad offrire e attendiamo, no troppo tempo. o che i tronfi (anche tra i politici) vengano svegliati dal Cordiali saluti sapore della immondizia che gli sarà arrivata fino alla Cav. Sergio Marchetti 349.7262025 bocca, o che i cittadini gli tolgano la sedia di sotto, o che vengano considerati ufficialmente colpevoli per le ...il CavMarchetti porta avanti da qualche anno la morti da tumori e molti danni collaterali alla salute, per sua sacrosanta polemica con Geofor (e con i Verinadempienza, ingiustificata noncuranza, omissione di, spesso reggicoda e comodamente spaparanzad’atti d’ufficio, ecc., ecc., per non aver molto colpe- ti nelle poltrone della stessa...), e tuttavia sfugge a volmente (e in qualche caso molto interessatamente) qualsiasi confronto pubblico dove documentare esaminate, valutate in tempo e prese in considerazio- de visu le magnifiche sorti e progressive di questi ne le possibilità offerte dalla tecnologia per salvare Complessi Ecologici Polivalenti, che così restano vite umane, oltre che risparmiare montagne di denaro. fumo, come è fumo e anche peggio, perché vele Essendo gli unici ad offrire quanto serve dispera- no, quello prodotto SICURAMENTE dagli inceneritamente al mondo intero, non abbiamo né problemi di tori... concorrenza né di fretta. a noi piacerebbe che ci fosse meno sordità e più  Senza alcuno particolare sforzo e con il solo passa chiarezza: è troppo chiederlo, sia al CavMarchetti parola, siamo stati cercati da interessati da Paesi di sia ai Marconcini di Geofor, sempre più supponentutto il mondo (i cui Ministri, Sindaci e loro esperti, so- ti nella loro difesa a spada tratta dei fumi sprigiono venuti da noi e non viceversa) con il risultato che i nati a Ospedaletto e dintorni???


N2

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2012

luci sulla città

Pag. 4

GLI INDIRIZZI PER I VOSTRI INTERVENTI, FOTO E… Lunghezza consigliata: 30 righe (max 3000 caratteri), da inoltrare entro il 15 del mese

Nel prossimo numero si parlerà di: di Antonio de Martini Lungi da me l'idea di rimpiangere Berlusconi e la sua corte dei miracoli. In un paese serio la maggior parte di costoro farebbe il rappresentante di profilattici. Impressionante il catalogo dei candidati alla successione che sembrano essere stati scelti per far sembrare il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi una caramella alla camomilla. A GIULIANO AMATO ho dedicato un post intero che può essere condensato in tre parole: ambiguo, incompetente, arrivista. A queste qualità che lo rendono certamente un candidato degno di questo sistema, va aggiunto il neo del conflitto di interesse: è SENIOR PARTNER della DEUTSCHE BANK. In altre parole fa il lobbista presso enti locali e governativi facendo vendere derivati e facendo indebitare lo stato, le regioni , le provincie e i comuni . Nulla che comporti particolari competenze, basta avere una agendina coi numeri telefonici giusti e riuscire a presentare i "cravattari" all' assessore da infinocchiare. Adesso mi dicono che è candidato alla Presidenza del consiglio ossia a trattare coi suoi padroni i termini di restituzione dei " prestiti" . Un po' come se si incaricasse lo stupratore di fare alla violentata la visita ginecologica di accertamento. Per chi non lo ricordasse, l' istituto tedesco è anche quello che ha dato fuoco alle polveri della crisi italiana a maggio vendendo in una mattinata tutti i BOT italiani che aveva in portafoglio.... MARIO MONTI: la nomina a senatore a vita è spiegabile solo con l'ipotesi che qualcuno abbia strumentalizzato la venerabile età del Presidente Napolitano che non può essere sempre presente a se stesso. Si tratta di uno scialbo Carneade proveniente da Milano e da una università che si autocertifica alla pari dell' "autorevole financial times" e che si è illustrato da commissario europeo per aver affibbiato a Bill Gates una multa da cinquecento milioni di dollari ( o euro?) accusandolo di abuso di posizione dominante. Per dieci anni di lavoro, non moltissimo. Meno male che Guglielmo Marconi non è più, altrimenti avrebbe multato anche lui perché era quasi solo lui ad avere la radio. Non riesco a vedere un solo motivo serio per nominarlo senatore a vita, a meno che non lo si voglia mettere al riparo da qualche procura della Repubblica che vuole partecipare alla selezione dei candidati. In più ho anche il serio sospetto che non sia un genio e cito a riprova il fatto che oggi è andato in Germania a partecipare a una tavola rotonda della London School of Economics ( quella finanziata da Gheddafi jr, ricordate?) a commemorare Ralph Dahrendorf, un personaggio il cui pensiero non si e' notato granchè e che fu preso sul serio solo da Giorgio La Malfa. Una ipotesi malevola, invece, potrebbe essere quella che si è fatto il suo nome come candidato premier per far sembrare la candidatura di Amato il male minore. L'egregio professore MARIO MONTI DA OLTRE SEI ANNI E' CONSULENTE DELLA GOLDMAN SACHS cioè della organizzazione meno corretta e più chiacchierata della storia. UN ALTRO CANDIDATO A PREMIER E' GIANNI LETTA , anch'egli consulente della GOLDMAN SACHS che a Wall Street chiamano GOLDMAN SACKS ("Goldman saccheggia"). Dal 2002 al 2005 anche Mario Draghi è stato VICE PRESIDENTE EUROPEO DELLA GOLDMAN che in quel periodo era la consulente del governo greco e che lo ha aiutato nella scelta dei prodotti derivati con cui sono stati truccati i bilanci greci per entrare nell'Europa. Adesso viene chiamato per rimediare al danno che ha procurato direttamente o indirettamente. Dal 1990 al 1993 il consigliere di GOLDMAN SACHS era ROMANO PRODI il quale conosceva i dossiers delle privatizzazioni su cui consigliava la GOLDMAN che consigliava a sua volta i propri clienti che erano gli stessi che concorrevano alle privatizzazioni. Anche in Grecia, il candidato a Premier, imposto a forza, e' " Papanonsocchi'" che - vedi caso- "e' colui che ha portato la Grecia nell'Europa". Ma no! Bastano questi profili a capire chi può " rassicurare i mercati": uno dei compari che ha partecipato al gioco delle tre carte. Perché ad esempio non chiama il presidente della Camera Fini (che apporterebbe i voti necessari a qualsiasi formula) o quello del Senato, Schifani? Scelte istituzionali classiche queste e non legate né a chi contrasse i debiti né a chi li erogo'. Possibile che il Presidente Napolitano debba scegliere solo in questo cesto di serpenti Possibile che persino alla vigilia del Grande Passo, non senta la viltà di queste scelte ? Un amico mi racconta che questo atteggiamento - con contorno di telefonata allo zio Obama- si spiega solo con l' abitudine contratta in gioventù - e oltre- a fare l'acritico "killer" di Togliatti . Di Vittorio il mitico sindacalista amato dai proletari di tutta Italia e rispettato anche dai nemici, ce lo potrebbe raccontare. N.d.R. ancora polemiche, sacre e sante, ma che tendono troppo a deviare verso i complotti giudo-plutocratici-massonici, e a nascondere così, in buona o in cattiva fede, la sostanza di quanto sta avvenendo: l'attacco alla qualità della vita e ai diritti, in Grecia, in Italia, in Spagna, in Francia, in Germania, nella feroce foga di ricostruzione di un sistema di dominio e controllo che garantisca profitti per pochi e asservimento per tutti gli altri...

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da piccola mio padre mi raccontava, e io la sognavo, l’Italia. La vostra meravigliosa penisola e il Mediterraneo erano per noi non soltanto la culla, insieme con la Grecia, della civilizzazione occidentale: per il 40% della popolazione dell’Argentina l’Italia era la Madre Patria. Ci chiedevamo perché dovessimo parlare lo spagnolo, con cui non avevamo niente a che fare. I nostri genitori compravano – delle volte con fatica – riviste italiane come la Domenica del Corriere, e noi bambini guardavamo le vignette “Senza parole” cercando di capirle, intanto ascoltavamo Iva Zanicchi cantare “Fra noi”. In buona parte del mio Paese i cognomi sono esattamente i Vostri. Circostanze fortuite fecero sì che venissi in Italia da ragazzina, volando sola dagli zii e che, subito dopo, ci fosse in Argentina il golpe del ’76. Mio padre decise che era meglio che restassi in Italia. E così fu. In Argentina tornai nell’83 dopo una frase di mio cugino di Baudenasca (Pinerolo), che guardandomi soffrire in una crisi di nostalgia mi disse: “Generazione che emigra è generazione perduta”. Scelsi allora che la mia casa sarebbe stata per sempre l’Argentina. Comunque l’Italia è nel mio sangue e nel mio cuore, tanto da portarne la Carta d’Identità nel portafoglio insieme con il mio Documento Nacional de Identidad. Seguo quindi le questioni italiane da sempre, guardo Rai International come tantissimi argentini, la più vasta popolazione d’origine italiana in un Paese estero, anche se l’Italia ci ha spesso ignorato. Ho assistito sbalordita a molte vicende italiane degli ultimi anni così come alle avventure del Vostro Cavaliere. In Argentina, quelli che voi chiamate i “poteri forti”, non avendo potuto rialzarsi nonostante il golpe e la dittatura, si inserirono nel governo Menem, corrompendolo e travolgendolo sin dall’inizio. Per poco non riuscirono. Va però detto che dopo Menem siamo riusciti a reagire e quando, con il governo dell’Alianza di De La Rua, vollero darci il colpo finale, la popolazione nelle piazze lo forzò a rinunciare e se ne dovette andare. Non sono stati loro, i “poteri forti”, a cacciare chi era disposto a fare le riforme che vi dicono ora che “ci vogliono” e che un governo da voi eletto non può fare perché “impopolari”. Siamo stati noi, i cittadini nelle strade, a cacciarlo via nonostante fossimo confusi perché ci tenevano come voi con le spalle contro il muro, attanagliati dai titoli a caratteri cubitali sui giornali con il “Riesgo País” (il vostro “Spread”) che ci avrebbe portati tutti all’inferno se non prendevamo la cicuta. Il dilemma era uguale a quello che è posto a voi e ai greci "Se non volete morire ammazzati, suicidatevi poco a poco". La legge di “Flessibilizzazione del lavoro”, approvata dal governo De La Rua pagando i senatori, fu derogata. I contributi (persino quelli), che erano stati privatizzati e consegnati ai “Fondi Pensione”, sono stati recuperati dallo Stato. Il PBI (prodotto interno lordo, ndr) argentino, che nell’anno del default andò giù strepitosamente (-11% nel 2002), cominciò subito a crescere ad una media dell’89% annua sin dal 2003 e chiuderà il 2011 con una crescita del 7% nonostante la crisi internazionale. Centinaia di ricercatori tornano in Argentina grazie al programma “Radici” del governo; il budget per la pubblica istruzione (dichiarata “bene pubblico” per legge) è passato da meno del 2% del PBI (2001) al 6,5%. Al “libero commercio” voluto dagli Stati Uniti per il continente americano i nostri Paesi hanno detto no, per volontá di quei presidenti che godono del piú vasto consenso dei loro cittadini e che vengono spesso scherniti dal “Primo Mondo”. Per i media globali Chavez, ad esempio, é un pagliaccio. Cristina, una “populista” che pensa solo a comprare scarpe e borse costose. Evo Morales, un “selvaggio” e cosí via. Stereotipi per screditare i nostri governi perché stiamo resistendo ai “poteri forti”. Cresciamo, abbiamo volontà e fiducia e passione, anche se sappiamo benissimo – perché l’abbiamo imparato a sangue e fuoco – con chi abbiamo a che fare e nonostante loro continuino ad avere qualcuno tra di noi che fa da servo piú o meno ben pagato. Volevo dirvelo, perché l’Italia e gli italiani mi stanno a cuore, perché ho mezza famiglia in Italia. Non lasciatevi portare cosí al macello, non svendete l’Italia. Se non ce la fate Voi, vincono loro. Più vincono loro, più siamo tutti a rischio." Lili A., Santa Rosa La Pampa Argentina dal blog Grillo 14 novembre

Giovedì 3 novembre 2011, il giornale «La Repubblica» dedica una sezione a «l’Italia che ignora Internet», intitolandola Analfabeti digitali. L’inchiesta si apre così: in Italia il 50% degli adulti non possiede un computer, né sa usare le mail. Un dato enorme se paragonato agli Stati Uniti e al resto d’Europa. Ma per fortuna (!) tra i ragazzi sotto i 20 anni le proporzioni si invertono, e i “nativi digitali” sono perfettamente in linea con le competenze tecnologiche dei loro coetanei stranieri. (L’accezione “per fortuna” sopra riportata, chiarisce quale sia l’ideologia dominante, la quale esige lo stare al passo coi tempi, la modernizzazione come sinonimo di civilizzazione, dunque adattamento, assuefazione.) Nella stessa sezione vi è un’intervista a Federico Morello, uno studente di 16 anni che ha fondato l’associazione «Friuli Anti Digital Divide» e sta “lanciando” un’iniziativa chiamata Panedigitale. Il modo in cui questo studente parla delle persone che non vogliono o che semplicemente non sanno ibridarsi in tale modo col web, se non con rabbia, merita di essere accolto con una grassa risata: "i veri nativi digitali non sono quelli come me: è mia sorella che ha un anno e mezzo e zooma sull’iPad. Io sono un ibrido digitale, sono cresciuto con l’arrivo del web. E infatti ho compagni di classe che non sanno la differenza fra la barra di ricerca e la barra di indirizzo e che per andare su Facebook scrivono su Google invece che scrivere direttamente l’indirizzo. È molto triste [...] vuol dire perdersi la forza innovativa della rete. Tali trogloditi passatisti che scelgono di non usare la Rete, residui nauseabondi di un medioevo tecnico, sono un sottogruppo del «digital divide» culturale che è la vera bestia nera di questo paese..." Questo delirio che pone un segno di eguaglianza tra alienazione neotecnologica ed emancipazione umana promessa dalla religione del Progresso, è significativo che venga fuori cosí esplicitamente da un ragazzo. La sua posizione infatti non è facile: si trova a dover scegliere tra il Mondo Mercantile, ricco di coloratissimi paesaggi virtuali che promette soddisfazioni immediate, leggerezza e una vita finalmente libera dall’impiccio dello sforzo sostenuto e da legami e, dall’altra parte, il Mondo Sensibile, noiosamente lento e reso grigio dalla società industriale, che richiederebbe tutto un altro approccio alla vita. Un ragazzo di 16 anni (età in cui si dovrebbe piú che mai fare esperienza del mondo sensibile), che ritiene infatti necessario inculcare ulteriormente la cyber-cultura (come se poi non lo fosse già abbastanza) e accelerare il processo di informatizzazione della vita (per lui il «digitale è importante come il pane»), ponendo come esempio di perfezione in avanguardia sua sorella che già «zooma con l’iPad» per la prosperità della società è l’immagine epica postmoderna per eccellenza: lo schiavo che si fa apologeta della schiavitù. Tuttavia, il giovane non ha problemi a sbandierare la sua tecno-teologia: Mi piace l’idea del pane quotidiano, che ricorda la preghiera del Padre Nostro. Dacci il pane quotidiano e una connessione a banda larga veloce. In ogni caso, costui non ha di che temere, poiché oggi tutto va in questa direzione (chi, al contrario volesse rimanere umano, dovrebbe iniziare a porsi serie domande sull’andamento del nostro mondo). Egli ritiene, infatti, che chi non si adatta al digitale sarà escluso dal futuro. Può darsi. Ma bisognerebbe chiedersi se questo futuro tanto declamato sia positivo a priori. Data la direzione che ha preso il presente riteniamo che non lo sia e, in tal caso esserne esclusi rappresenterebbe un vantaggio (almeno per quanto riguarda la dignità umana). Ma c’è un’altra mistificazione in ciò che questo ragazzo afferma: egli si riferisce al consumo di alta tecnologia e non ci sono ragioni per cui quest’ultimo debba apportare stupefacenti risultati di civiltà. Al contrario, vi sono tutte le ragioni per pensare che il consumo prolungato sin dall’infanzia di merci neotecnologiche da parte di giovani, che oscillano tra frustrazione (impotenza rispetto all’enorme macchina sociale) e intrattenimento spettacolare (senso di onnipotenza), porti ad allucinazioni (confusione tra realtà e illusione), ulteriore atomizzazione, alienazione, asservimento e incapacità di gestire la propria vita autonomamente. E di tutto ciò se ne parla come se usare questa paccottiglia hi-tech richiedesse un qualche sforzo fisico o intellettuale. Il fatto di usare la rete “di per sé” non richiede alcunché da ammirare, casomai è da ammirare chi non vi si assoggetti. Si parla quindi della tendenza al miglioramento dell’ibrido uomo-macchina (che è palesemente l’imperativo dominante), come se non ce ne fosse abbastanza, come se non ci fossero abbastanza pixel nella nostra vita, perché non ci si renda conto che ce ne sono troppi. È interessante, a questo proposito, osservare come questo ragazzo risponde alla seguente domanda dell’intervistatore: – Come hai scoperto la Rete? – Quasi per caso. Avevo sei anni. C’era un computer di mio zio, a casa dei nonni, dove trafficavo: lì c’erano le impostazioni per connettersi con un modem. Ma non c’era la rete. Appena ho realizzato che il portatile di mamma si poteva collegare al telefono mi sono collegato. Il qui riportato tentativo di dare a una cosí vuota trama un tono d’avventura, e di mettere in luce la genialità del bambino di solo 6 anni, che “trafficava” e che a un certo punto “realizza”, e infine si “collega”, ha qualcosa di esilarante. Inoltre egli vuole «promuovere la cultura della Rete» e «convincere i tardivi digitali a usarla di più e meglio», si sente paladino del terzo millennio, promotore del magma istupidente che è la cultura di massa (a maggior ragione la cultura di massa di Internet) e delle protesi meccaniche (che ormai hanno preso, nell’immaginario collettivo, l’aspetto di bacchette magiche) che facilitano la vita. Chi sceglie di sottomettersi in tale modo alla neotecnologia, pensando cosí di accedere a quella felicità e a quel senso d’appartenenza estatico che tanto promettono tutti gli imperativi pubblicitari e non, dimentica una cosa: cosa sia la libertà, la dignità e soprattutto l’umanità. «E sarà proprio grazie ad Internet che, una volta privati di ogni esperienza comune del mondo, potremo abitare quella agorà di milioni di solitudini finalmente libere ed eguali in quella comunità virtuale costruita su misura per noi» [Quattrocentoquindici, Free internet: una bella trovata]. Firenze, 5 novembre 2011

BERNARDO ISOLA

direttore responsabile GIUSEPPE REA redazione e collaboratori: P. Arduini, M. G. Missaggia, M. Nelli Baudino, A. Bimbi, E. Galoppini, M. Paoli , A. Gimigliano, A. Guerriero, C.Ciardi, C. Cesaroni, G. Mannini, I. Dainelli, redazione, amministrazione, sede legale: via Bovio 32 Pisa registrazione presso Tribunale di Pisa n. 11/04 del Registro della Stampa stampato presso LITOGRAFIA VARO via Lenin 155/C S. Martino Ulmiano 56010 San Giuliano Terme (Pisa)

Foto e grafica: MARTA NELLI

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luci sulla città - n. 2/2012