Page 1

33ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A - (verde) 16 NOVEMBRE 2014 eato chi teme il Signore». Il ritornello del Salmo 127 che oggi ascolteremo offre una buona chiave di lettura per avvicinarci al senso della Parola che oggi è a noi consegnata nelle letture. Il vero sapiente è colui che teme il Signore, ossia colui che si percepisce come creatura innanzi al Creatore. Il timore, infatti, non è paura, bensì quel sentimento profondo del cuore che fa’ provare un certo disagio in chi si trova alla presenza di Dio, l’Altissimo. Il timore è inizio della fede: sì, perché senza la consapevolezza dell’essere niente davanti all’Onnipotente non può esserci alcuna sequela né fede sincera. Al timore fa seguito lo stupore, altro elemento essenziale della fede: chi crede in Dio resta sempre meravigliato per le opere da lui compiute e per il bene che il Signore elargisce nel cuore degli uomini di ogni tempo e luogo e anche per la grazia diffusa nel mondo. Timore e stupore sono, dunque, i due atteggiamenti di fondo con i quali attendere la manifestazione gloriosa del Signore risorto e per vivere nella luce, affinché portiamo molto frutto per l’avvento definitivo del Regno di Dio nella storia.

«

B

ANTIFONA D’INGRESSO

in piedi

Dice il Signore: «Io ho progetti di pace e non di sventura; voi mi invocherete e io vi esaudirò, vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi». Cel. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Ass. Amen Cel. Il Signore sia con tutti voi. Ass. E con il tuo spirito

ATTO PENITENZIALE Cel. Fratelli e sorelle, il giorno del Signore verrà come un ladro di notte: noi, però, siamo figli della luce e del giorno. Dunque, liberiamoci dal peccato e chiediamo perdono per le nostre colpe. (Breve pausa di silenzio) Cel. Pietà di noi, Signore. Ass. Contro di te abbiamo peccato Cel. Mostraci, Signore, la tua misericordia. Ass. E donaci la tua salvezza Cel. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Ass. Amen

Cel. Signore, pietà Cel. Cristo, pietà Cel. Signore, pietà

Ass. Signore, pietà Ass. Cristo, pietà Ass. Signore, pietà

INNO DI LODE Cel. Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA Cel. Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo... Ass. Amen Oppure Cel. O Padre, che affidi alle mani dell’uomo


tutti i beni della creazione e della grazia, fa’ che la nostra buona volontà moltiplichi i frutti della tua provvidenza; rendici sempre operosi e vigilanti in attesa del tuo ritorno, nella speranza di sentirci chiamare servi buoni e fedeli, e così entrare nella gioia del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo... Ass. Amen

La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa. Rit. Ecco com’è benedetto l’uomo che teme il Signore. Ti benedica il Signore da Sion. Possa tu vedere il bene di Gerusalemme tutti i giorni della tua vita! Rit.

SECONDA LETTURA

La prima lettura offre un’immagine sapienziale della donna e del suo ruolo all’interno della famiglia e della vita matrimoniale. Il fondamento della sua bellezza e del suo senno è la sapienza divina. È da lodare, quindi, quella donna che teme il Signore. La seconda lettura presenta l’identità del cristiano come attraverso l’immagine dei figli della luce e del giorno. Il peccato non rientra nel nostro statuto: tutto è in funzione della manifestazione gloriosa del Signore risorto che non tarda a venire. Il Vangelo presenta la parabola dei talenti: chi è fedele nel poco lo è anche nel molto. Prendere parte alla gioia del Signore significa lavorare con i doni e i carismi ricevuti a servizio del Regno e per il bene della comunità e del mondo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (5,1-6) 1 Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; 2infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. 3E quando la gente dirà: «C’è pace e sicurezza!», allora d’improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire. 4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. 5Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre. 6 Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri. Parola di Dio. Ass. Rendiamo grazie a Dio

PRIMA LETTURA

CANTO AL VANGELO

Seduti

Dal libro dei Proverbi (31,10-13.19-20.30-31)

Una donna forte chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. 11In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. 12Gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. 13Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. 19Stende la sua mano alla conocchia e le sue dita tengono il fuso. 20Apre le sue palme al misero, stende la mano al povero. 30 Illusorio è il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. 31 Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani e le sue opere la lodino alle porte della città. Parola di Dio. Ass. Rendiamo grazie a Dio 10

SALMO RESPONSORIALE

(Sal 127)

Rit. Beato chi teme il Signore

Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie. Della fatica delle tue mani ti nutrirai, sarai felice e avrai ogni bene. Rit.

in piedi

Alleluia, alleluia. Rimanete in me e io in voi, dice il Signore, chi rimane in me porta molto frutto. Alleluia.

VANGELO Dal Vangelo secondo Matteo [Forma breve 25,14-15.19-21](25,14-30)

Ass. Gloria a te, o Signore [In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: 14«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. 15A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.] 16 Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. 17Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. 18Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. [19Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. 20Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ec-


co, ne ho guadagnati altri cinque”. 21Bene, servo buono e fedele - gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.] 22 Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. 23“Bene, servo buono e fedele - gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. 24Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. 25Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. 26 Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. 28Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 29 Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”». Parola del Signore. Ass. Lode a te, o Cristo

PROFESSIONE DI FEDE

in piedi

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, (si china il capo) e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.

Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI Cel. Fratelli e sorelle, il Signore ci chiede di impegnarci con generosità e gratitudine per l’avvento glorioso del suo Regno. Lettore Diciamo con fiducia: Ass. DONACI, SIGNORE, DI PORTARE MOLTO FRUTTO! 1. Perché la grazia dello Spirito Santo sostenga il Santo Padre nell’annuncio fedele del Vangelo e nel dialogo coraggioso con il mondo e i popoli di altre culture e religioni. Preghiamo. 2. Perché l’Europa riscopra sinceramente le sue radici cristiane e i governanti dei popoli approvino leggi a favore delle famiglie più disagiate, tutelando i diritti dei figli e, particolarmente, dei minori. Preghiamo. 3. Perché i coniugi cristiani si lascino sempre illuminare dalla Parola di Dio e agiscano con gratitudine e generosità verso i poveri. Preghiamo. 4. Perché il Signore Gesù guarisca i nostri ammalati e consoli quanti sono nella prova e nel dolore. Preghiamo. 5. Perché l’Eucaristia che celebriamo ci permetta di assumere uno sguardo fiducioso e speranzoso verso i fratelli defunti, gli anziani, i lontani, i separati, i non credenti. Preghiamo. Cel. O Padre, fonte della vita: accogli la preghiera di questa comunità che ti cerca con cuore sincero; fa’ che sempre cerchiamo il tuo volto e pratichiamo la vita della giustizia e della carità. Per Cristo nostro Signore. Ass. Amen

SULLE OFFERTE

in piedi

Cel. Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un’eternità beata. Per Cristo nostro Signore. Ass. Amen

PREFAZIO DELLE DOMENICHE X Il giorno del Signore È veramente giusto benedirti e ringraziarti, Padre santo, sorgente della verità e della vita, perché in questo giorno di festa ci hai convocato nella tua casa. Oggi la tua fami-


glia, riunita nell’ascolto della parola e nella comunione dell’unico pane spezzato, fa memoria del Signore risorto nell’attesa della domenica senza tramonto, quando l’umanità intera entrerà nel tuo riposo. Allora noi vedremo il tuo volto e loderemo senza fine la tua misericordia. Con questa gioiosa speranza, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo a una sola voce l’inno della tua gloria.

MISTERO DELLA FEDE Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo.

PREGHIERA DEL SIGNORE Cel. Alla presenza di Gesù, pane della vita, diciamo con gioia: Tutti: Padre nostro...

SCAMBIO DI PACE Cel. Cristo è la nostra vera vita, nel suo nome, scambiatevi un segno di pace.

CANONE CANTATO Vi lascio la pace, vi do la mia pace: non vi turbate. Vi lascio la pace, vi dò la mia pace: abbiate fede in me.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Servo, buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo Signore».

DOPO LA COMUNIONE

in piedi

Cel. O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento, ascolta la nostra umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Ass. Amen

Cel. Il Signore sia con voi. Ass. E con il tuo spirito Cel. Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio ✠ e Spirito Santo. Ass. Amen Cel. Gesù è il Signore: nel suo nome, andate in pace! Ass. Rendiamo grazie a Dio Invocazione mattutina Signore Dio, ciò che io sono, ciò che io possiedo, l’ho ricevuto da te. Tu mi hai trasmesso doni, qualità e carismi diversi, perché io me ne serva e mi realizzi in questa vita. Desidero sviluppare le mie qualità di cuore e di spirito perché esse non siano in me sterili

Attualizzare la Parola Il Signore, che è padrone di ogni cosa e che potrebbe benissimo fare a meno di noi, si comporta nei nostri confronti proprio come quello sposo a cui accenna la prima lettura: “In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto”. La fiducia che il Signore ripone in noi suoi servi non si manifesta soltanto nel fatto che egli ci affida “i suoi beni”, ma ancora di più nel fatto che “poi partì”. La prova della fiducia di Dio sta proprio nel suo starsene lontano, nel suo non essere né assillante né sospettoso. Dio ci lascia liberi di agire. Abbiamo fiducia nel Signore? Sappiamo mettere in pratica i doni ricevuti, gli insegnamenti appresi? I talenti Si tratta del Vangelo della resa dei conti dell’uomo davanti a Dio. Il Creatore ha affidato alle creature, il redentore ha affidato ai redenti i suoi beni, a ciascuno secondo le sue capacità, dunque, in un modo del tutto personale. Si chiamano talenti preziosi perché sono doni del Signore. Innanzi a questi doni non possiamo restare inerti. La fecondità è per chi riconosce in questi talenti un vero dono. La pigrizia, invece, è del servo che non riesce a riconoscere nei propri talenti la benedizione di Dio. Preghiera nella gioia O Signore, oggi il mio cuore è colmo di gioia ho un senso di pienezza. In questi momenti tendo a dimenticarmi di Te, a condividere la mia gioia solo con le persone che amo. Oggi, invece, voglio dirti la mia felicità: riconosco che è un tuo dono prezioso. Ti dico: grazie, Signore, Tu sei veramente buono con me. Amen. Alleluia. come il talento sotterrato. Quando Cristo tornerà, dovrò rendere conto di tutto. Cristo non mi giudicherà sulla quantità e sulla grandezza dei talenti ricevuti, ma sulla mia fedeltà e sui miei sforzi. Per amore verso te e verso gli uomini, desidero compiere le opere che tu hai predisposto per me (Ef 2,10).

La nostra Pasqua domenicale. A cura del Centro Liturgico Francescano – Dir. Resp. P. Gianfranco Grieco - Dir. P. Edoardo Scognamiglio - Via Tribunali, 316 - 80138 Napoli. Telefax 0823434779; Cell. 3472968637. E-mail: edosc@libero.it - CCP 11298809. Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. 2312 del 25-3-1972. Con approvazione ecclesiastica. Realizzazione grafica e testi musicali di Boutros Naaman.

33 dom ord a14  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you