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31ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C (verde) 3 NOVEMBRE 2013 ome polvere sulla bilancia». “Chi sei tu, o Signore?” e “Chi sono io?”. Sono due domande che spesso ritornavano nel cuore e nella mente di san Francesco d’Assisi, il Poverello. Egli aveva capito che dinanzi all’Onnipotente si è sempre e solo creatura. La coscienza del limite è il primo passo verso la sapienza divina. Poi c’è bisogno di tanta umiltà per imparare a guardarsi nel profondo e riconoscere che siamo semplicemente polvere o cenere. In effetti, l’uomo davanti a Dio tanto vale così come è e nulla di più! Conoscere il proprio limite è già dono di Dio e costituisce una grande risorsa anche per gestire i nostri rapporti con gli altri e per meglio vivere ogni forma di convivialità e di dinamica di gruppo. A volte ci stanchiamo o, anche, ci esauriamo e sembriamo delle persone infelici e frustrate semplicemente perché ci siamo sopravvalutati e abbiamo idealizzato noi stessi e le nostre capacità. L’umiltà non genera il carrierismo, né la prepotenza e neanche il complesso d’inferiorità. Semplicemente, ci permette di essere così come siamo davanti a Dio e sorridere di noi stessi, affidando alla misericordia del Padre le nostre fragilità e invocando l’azione potentissima dello Spirito Santo affinché ci rinforziamo nel dono della fede, della speranza e della carità. È successo così a Zacchèo, il protagonista di questa domenica: ha semplicemente riconosciuto la propria storia e riletto la sua esistenza alla luce di Cristo, Verbo della vita. L’Eucaristia ci dona il coraggio ci lasciarci vedere da Gesù per essere liberati dal male e per vivere pienamente nella gioia e nella felicità dei semplici.

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ANTIFONA D’INGRESSO

in piedi

Non abbandonarmi, Signore mio Dio, da me non stare lontano; vieni presto in mio aiuto, Signore, mia salvezza. Cel. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Ass. Amen Cel. Il Dio della sapienza, che ci ha liberati e redenti nella croce di Gesù, donandoci lo Spirito Santo, sia con tutti voi. Ass. E con il tuo spirito

ATTO PENITENZIALE Cel. Fratelli e sorelle, il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto. Confessiamo, dunque, con fiducia, le nostre colpe. (Breve pausa di silenzio) Cel. Signore, che porti il lieto annunzio ai poveri, abbi pietà di noi. Ass. Signore, pietà Cel. Cristo, che verrai a giudicare i vivi e i morti, abbi pietà di noi. Ass. Cristo, pietà Cel. Signore, amante della vita, pietà di noi. Ass. Signore, pietà

Cel. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Ass. Amen

INNO DI LODE Cel. Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA Cel. Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore Gesù Cristo... Ass. Amen


Oppure: Cel. O Dio, che nel tuo Figlio sei venuto a cercare e a salvare chi era perduto, rendici degni della tua chiamata: porta a compimento ogni nostra volontà di bene, perché sappiamo accoglierti con gioia nella nostra casa per condividere i beni della terra e del cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo... Ass. Amen

La prima lettura afferma che il Signore ha compassione di tutti, perché ama ogni creatura. L’Onnipotente si rende paziente verso i peccatori: egli è il compassionevole e il misericordioso, e guarda con fiducia a chi si pente. La seconda lettura ci esorta a non essere turbati da malintesi sul tempo della venuta di Cristo: essa non è imminente. Paolo indica il modo per preparare e attendere la venuta gloriosa del Signore risorto: pregare, operare il bene, etc… Il Vangelo contiene un altro insegnamento sulla misericordia: è la storia del capo dei pubblicani, Zaccheo. La salvezza è dono del Signore. PRIMA LETTURA Seduti Dal libro della Sapienza (11,22-12,2)

Signore, 22tutto il mondo davanti a te è come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra. 23Hai compassione di tutti, perché tutto puoi, chiudi gli occhi sui peccati degli uomini, aspettando il loro pentimento. 24Tu infatti ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata. 25Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta? Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza? 26Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue, Signore, amante della vita. 12,1Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose. 2Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato, perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore. Parola di Dio. Ass. Rendiamo grazie a Dio

SALMO RESPONSORIALE Rit. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore

(Sal 144)

O Dio, mio re, voglio esaltarti e benedire il tuo nome in eterno e per sempre. Ti voglio benedire ogni giorno, lodare il tuo nome in eterno e per sempre. Rit. Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Rit. Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza. Rit. Fedele è il Signore in tutte le sue parole e buono in tutte le sue opere. Il Signore sostiene quelli che vacillano e rialza chiunque è caduto. Rit.

SECONDA LETTURA Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (1,11-2,2) Fratelli, 11preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della vostra fede, 12perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo. 2,1 Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, 2vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia presente. Parola di Dio. Ass. Rendiamo grazie a Dio

CANTO AL VANGELO

in piedi

Alleluia, alleluia. Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito; chiunque crede in lui ha la vita eterna. Alleluia.

VANGELO Dal Vangelo secondo Luca (19,1-10)

Ass. Gloria a te, o Signore In quel tempo, Gesù, 1entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, 2quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, 3cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. 4 Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. 5Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi su-


bito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». 6 Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. 7 Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». 8Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». 9Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. 10Il Figlio dell’uomo infatti è ve-nuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Parola del Signore. Ass. Lode a te, o Cristo

PROFESSIONE DI FEDE

in piedi

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, (si china il capo) e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI Cel. Fratelli e sorelle, Dio è buono e compassionevole, ascolta il grido dei poveri e accoglie i peccatori. Lettore Diciamo con fiducia: Ass. SIGNORE, PERDONA I NOSTRI PECCATI! 1. Perché la Chiesa pratichi la via della povertà per rendere credibile l’annuncio del Vangelo. Preghiamo. 2. Perché ogni cristiano aiuti i poveri nell’assistenza concreta, sociale, economica e spirituale. Preghiamo.

3. Perché, come Zacchèo, ognuno di noi possa incontrare Gesù nell’oggi della propria vita. Preghiamo. 4. Perché sappiamo guardare alle necessità degli ammalati e degli anziani che chiedono affetto, assistenza, aiuto. Preghiamo. 5. Perché l’Eucaristia che celebriamo ci renda umili e accoglienti gli uni verso gli altri. Preghiamo. Cel. O Padre, che cerchi i perduti e gli smarriti di cuore, aiutaci ad accogliere il Vangelo con sincerità e fedeltà, perché la salvezza entri anche nelle nostre case. Per Cristo nostro Signore. Ass. Amen

SULLE OFFERTE

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Cel. Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore, salga a te come offerta pura e santa, e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Ass. Amen

PREFAZIO COMUNE IV La lode, dono di Dio È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, lodarti e ringraziarti sempre per i tuoi benefici, Dio onnipotente ed eterno. Tu non hai bisogno della nostra lode, ma per un dono del tuo amore ci chiami a renderti grazie; i nostri inni di benedizione non accrescono la tua grandezza, ma ci ottengono la grazia che ci salva, per Cristo nostro Signore. E noi, con tutti gli angeli del cielo, innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua gloria.

MISTERO DELLA FEDE Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo calice annunziamo la tua morte, Signore, nell’attesa della tua venuta.

PREGHIERA DEL SIGNORE Cel. Il Signore ha pietà di noi peccatori: acclamiamo con gioia. Tutti: Padre nostro...

SCAMBIO DELLA PACE Cel. L’Eucaristia è il perdono di Dio per noi: scambiatevi un segno di pace.

CANONE CANTATO Vi lascio la pace, vi dò la mia pace: non vi turbate. Vi lascio la pace, vi dò la mia pace: abbiate fede in me.


FRAZIONE DEL PANE Cel. Il Corpo e il Sangue di Cristo, uniti in questo calice, siano per noi cibo di vita eterna.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Tu mi indichi il sentiero della vita, Signore, gioia piena nella tua presenza. Oppure: «Scendi, Zacchèo: perché oggi devo fermarmi a casa tua».

DOPO LA COMUNIONE

in piedi

Cel. Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni promessi. Per Cristo nostro Signore. Ass. Amen

Cel. Il Signore sia con voi. Ass. E con il tuo spirito Cel. Vi benedica di Dio onnipotente, Padre e Figlio ✠ e Spirito Santo. Ass. Amen Cel. Gesù è venuto a donarci l’amore del Padre: annunciatelo a tutti, andate in pace. Ass. Rendiamo grazie a Dio APOSTOLATO DELLA PREGHIERA NOVEMBRE 2013 Generale – Perché i sacerdoti che sperimentano difficoltà siano confortati nelle loro sofferenze, sostenuti nei loro dubbi e confermati nella loro fedeltà. Missionaria – Perché le Chiese dell’America Latina, come frutto della missione continentale, mandino missionari ad altre Chiese. Dei Vescovi – Perché la fede nella vita eterna ci renda liberi dall’attaccamento al denaro e più capaci di gesti di solidarietà e di condivisione. Mariana – Perché Maria aiuti tutti i suoi figli a trovare in Cristo la via verso la casa del Padre. AIUTIAMO LA BUONA STAMPA CCP n.11298809 E. Scognamiglio Convento S. Lorenzo Maggiore - Napoli

ANNO DELLA FEDE Non c’è fede senza stupore e timore Abbiamo dimenticato l’interrogativo: Che cosa richiede Dio da parte nostra? Il timore di Dio è l’intuizione di una presenza assoluta che cambia l’esistenza. La fede ci libera dalla nostra autosufficienza. Non vi è fede a prima vista. La fede che nasce come una farfalla è effimera. Chi crede facilmente, dimentica facilmente. La fede non nasce dal nulla, inavvertitamente, senza alcuna preparazione, come una sorpresa immeritata. La fede è preceduta dal timore, da atti di stupore di fronte alle cose che percepiamo ma non possiamo comprendere. La ricerca di Dio nella fede non è di carattere puramente informativo: è relazione d’amore. La fede è attaccamento a Dio e non credenza. È, perciò, un atto compiuto di tutta la persona. La generazione che uscì dall’Egitto e fu testimone ai miracoli del Mar Rosso e del Sinai non riuscì a conseguire completamente la fede. Al termine dei 40 anni trascorsi nel deserto, Mosè convocò tutto Israele e disse loro: non avete compreso (cf. Dt 29,1-3). Israele peccò ancora (cf. Sal 78,14-32). La fede provoca turbamento. La fede implica la fedeltà, cioè la forza di attendere, l’accettazione del fatto che Dio è nascosto, la sfida della storia (cf. Is 23,13). L’incapacità di percepire Dio nella nostra storia è il triste paradosso dell’esistenza religiosa. Credere è “cordare”, dare il cuore e affidarsi all’impossibile possibilità di Dio che è sempre presente in mezzo a noi. In tal senso, il timore ci deve far chiedere: quale è il nostro rapporto con Dio e non come è fatto Dio. La fede inizia con la meraviglia e il mistero…. Attualizzare la Parola La Liturgia della Parola ci invita a riscoprire l’oggi della storia. Il Signore entra nella nostra vita adesso, e non domani. Il tempo è sempre una condizione favorevole per accogliere la parola di salvezza, il Vangelo. L’atteggiamento di Zaccheo è gradito al Signore: egli riconosce i suoi peccati. E noi?

La nostra Pasqua domenicale. A cura del Centro Liturgico Francescano – Dir. Resp. P. Gianfranco Grieco - Dir. P. Edoardo Scognamiglio - Via Tribunali, 316 - 80138 Napoli. Telefax 0823434779; Cell. 3472968637. E-mail: edosc@libero.it - CCP 11298809. Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. 2312 del 25-3-1972. Con approvazione ecclesiastica. Realizzazione grafica e testi musicali di Boutros Naaman.


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