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NUMERI UTILI

Azienda Ospedaliera di Cremona Presidio Ospedaliero di Cremona Largo Priori 1, Cremona

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Centralino 0372 405 111 Emergenza sanitaria 118 Pronto Soccorso 0372 434 445 Centro Unico di Prenotazione (CUP) 800 638 638 Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) 0372 405 550 e-mail: urp@ospedale.cremona.it Ufficio Pubblica Tutela 0372 405 804 e-mail: upt@ospedale.cremona.it

Poliambulatorio Specialistico Territoriale Viale Trento Trieste 15, Cremona

Coordinatore Infermieristico 0372 405 878

Poliambulatorio Specialistico con Punto Prelievi Via Dante 104 A, Cremona

Centralino 0372 405 111

Presidio Ospedaliero Oglio Po

Via Staffolo n 51, Vicomoscano, Casalmaggiore - CR

Centralino 0375 2811 Emergenza sanitaria 118 Pronto Soccorso 0375 281 651 Centro Unico di Prenotazione (CUP) 800 638 638 Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) 0375 281 552 e-mail: urp.op@ospedale.cremona.it Ufficio Pubblica Tutela 0372 405 804 e-mail: upt@ospedale.cremona.it


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Maggio | 2013

Sommario

Intensità di cura Oglio Po

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Giornata infermiere

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Presentazione sito aziendale

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Risocializzazione psichiatrica (orto + scrittura creativa)

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Corso amianto

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Tromboembolismo venoso

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Io viaggio sicuro

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Tre open day venus, ipertensione, dolore

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Aria condizionata e salute

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Micosi estive

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La salute degli occhi

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news in breve

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donazione rotary opuscoli in pediatria donazione comune giornata delle mani il pronto soccorso siamo noi

A.O. L’Azienda Ospedaliera di Cremona Informa N° 09 | Maggio 2013 Direttore editoriale: Simona Mariani Direttore responsabile: Stefania Mattioli Hanno collaborato: Grazia Bodini, Daria Scalabrini Sede legale: Azienda Ospedaliera Istituti Ospitalieri di Cremona, Viale Concordia n 1, 26100 Cremona Redazione/Ufficio Stampa: 0372 405725 - ufficio.stampa@ospedale.cremona.it Registrazione Tribunale Cremona n° 368 del 18-04-2001 Grafica: Graphomedia s.a.s. info@graphomedia.com Stampa: Tipografia Sagittario - Bibione (VE)

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DA Via Dante: Poliambulatorio con Punto Prelievi 160 utenti al giorno

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Buono l’afflusso di utenti registrato presso il nuovo Poliambulatorio con punto prelievi di Via Dante a Cremona. Dal Novembre scorso ad oggi, più di 160 sono le persone che, quotidianamente, si recano nella sede cittadina mostrando di gradire il servizio. Circa 800 i prelievi eseguiti ogni mese. In costante aumento il numero di chi utilizza lo sportello Cup delocalizzato per effettuare prenotazioni e/o pagamenti vari di prestazioni erogate dal Presidio Ospedaliero di Cremona. Ad essere apprezzati comfort e accessi-

bilità anche grazie all’attivazione del gesticode e alla sinergia con i Medici di Medicina Generale presenti in sede. Informazioni utili. Orari di apertura del Punto Prelievi: da lunedì a sabato dalle 7.30 alle 9.30 – Orari di apertura del CUP: Da lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 18.00; sabato dalle 7.30 alle 13.00. Si ricorda che la prenotazione delle prestazioni può essere effettuata mediante il numero verde 800 638 638. Ida Beretta Direttore Amministrativo Azienda Ospedaliera di Cremona

DS Più di 6.000 questionari somministrati: pazienti soddisfatti 6054 i questionari somministrati negli Ospedali di Cremona e Oglio Po (3102 degenza; 2952 ambulatoriale). Fra i servizi più apprezzati rispetto all’area degenza si segnalano: assistenza del personale infermieristico (6.5/7); assistenza del personale medico (6.5/7); cure prestate (6.5/7); informazioni ricevute sullo stato di salute e cure prestate (6.4/7); rispetto della privacy (6.4/7). Inoltre, in molti consiglierebbero ad altri le nostre strutture (6.4/7) un indice di raccomandabilità che testimonia l’esistenza di un buon rapporto fiduciario con i cittadini. Nell’area ambulatoriale gli aspetti considerati sono: servizio di prenotazione

è del (5,6/7); attenzione del medico in ambulatorio (6.1/7); chiarezza delle informazioni (6.0/7). I questionari di Customer satisfaction sono uno strumento utile all’organizzazione per conoscere e ascoltare la voce dei cittadini e i loro bisogni. Le indicazioni raccolte vengono sistematicamente analizzate al fine di individuare quando e dove necessarie azioni di miglioramento mirate. Per questo sono in distribuzione dodici mesi l’anno presso tutte le UO/Servizi aziendali. Camillo Rossi Direttore Sanitario Azienda Ospedaliera di Cremona


DG

900 donne di ogni età hanno partecipato all’Open Day Questo numero di AO informa è declinato al femminile e non a caso. Il desiderio è porre l’attenzione sulla salute delle donne, sull’importanza della prevenzionee sull’esistenza di percorsi diagnostici e assistenziali pensati ad hoc. Con un occhio di riguardo a tematiche sociali quali fragilità e violenza.

L’Open Day dell’8 marzo, del quale trovate un ampio servizio (pagina 6), con visite e consulenze gratuite, ha rappresentato una buona occasione per sensibilizzare le donne di tutte le età e culture verso specifiche tematiche che in campo oncologico hanno coinvolto la senologia e la ginecologia. Non solo, il programma ha previsto anche la valutazione del rischio di tromboembolismo venoso e la possibilità di fruire un consulto psicologico per sottolineare l’importanza di un aiuto professionale in caso di particolari fragilità o problematiche personali e famigliari. Ottimo è stato il livello di partecipazione che ha visto le strutture interessate (Ospedale di Cremona, Ospedale Oglio Po, Fondazione Opera Pia Luigi Mazza) frequentate nel complesso da 900 donne. Un dato significativo che giustifica la collaborazione delle istituzioni cittadine, il notevole impegno organizzativo e la disponibilità encomiabile di medici e volontari che dalle 9 alle 17 si sono messi a disposizione delle utenti per rispondere con competenza alle loro istanze.

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Un modo costruttivo per testimoniare che l’Azienda Ospedaliera è parte integrante del tessuto sociale della città e come tale in grado di costruire sinergie e reti di azione sulla base di un comune denominatore: la salute dei cittadini. A tale proposito ancor più pregnante diviene il corso di formazione “il silenzio delle donne” intrapreso dalla nostra Azienda a favore di operatori di settore (interni ed esterni) su un tema di estrema attualità e drammaticità come la violenza contro le donne. Per questo abbiamo scelto di pubblicare (pagina 15) i recapiti dei servizi ai quali ci si può rivolgere in caso di bisogno, per far sì che le donne si sentano meno sole e possano trovare il coraggio di uscire da situazioni difficili e dolorose. Simona Mariani Direttore Generale Azienda Ospedaliera di Cremona


Oglio Po: sì alla cura per “intensità” Il nuovo modello organizzativo mette al centro il paziente che sarà preso in carico in modo complessivo per rispondere così ai suoi reali bisogni di salute. In tutto questo l’assistenza infermieristica avrà un ruolo determinante attraverso l’identificazione di competenze sempre più appropriate in relazione al livello di intensità di cura. 6

A domanda risponde Rosario Canino Direttore Medico Ospedale Oglio Po e Alberto Silla Responsabile Servizio Infermieristico Ospedale Oglio Po

Cosa significa riprogettare l’Ospedale per Intensità di Cura? Caratterizzare le risposte assistenziali diversificate per intensità di cura e come tale con aree di degenza per acuti e post acuti multispecialistiche. Presupposti fondamentali del modello organizzativo per intensità di cura sono: la valutazione dell’instabilità clinica dei pazienti e la definizione della complessità assistenziale medica ed infermieristica richiesta dal processo di cura del paziente.

A tale proposito come si configura il futuro dell’Ospedale in termini organizzativi? Nella consapevolezza che non esiste un unico modello organizzativo per trasformare le attuali organizzazioni ospedaliere in nuovi modelli di cura centrati sul paziente, sono stati individuati variabili ad hoc che hanno tenuto in considerazione la cultura prevalente, il livello di integrazione raggiunto e la realtà del contesto organizzativo.

Rosario Canino

Alberto Silla

La progettazione del nuovo modello prevede le seguenti aree e percorsi di cura/assistenza: Area chirurgica, Area medica, Area critica e dell’emergenza, Area materno-infantile, Area della salute mentale e Area dei Servizi.

In pratica come si tradurrà questo progetto? Ossia da dove e quando si comincia? Il progetto prenderà corpo con l’avvio di gruppi di lavoro multidisciplinari che avranno l’obiettivo di definire la struttura di base, i meccanismi operativi e i processi sociali negli accorpamenti nelle nuove aree. I gruppi fondamentali e propedeutici al processo riorganizzativo in fase d’avvio sono due: 1) Gruppo di lavoro multidisciplinare dell’area chirurgica per definire i contenuti organizzativi e tecnici degli accorpamenti previsti con particolare riferimento ai percorsi dei pazienti. 2) Gruppo di lavoro multidisciplinare per l’organizzazione dell’osservazione bre-


Presidio Ospedaliero Oglio Po il nuovo progetto mette al centro la salute del paziente

ve intensiva in Pronto Soccorso e per la ri-progettazione del percorso di valutazione ambulatoriale pediatrica. Parallelamente alle azioni di tipo tecnico si procederà alla definizione degli organici infermieristici e di personale di supporto (OSS) attraverso l’applicazione degli accordi aziendali ottenuti con la parte di rappresentanza del personale.

In che misura e come cambierà l’assistenza al paziente? Questo nuovo modello organizzativo rende necessaria l’introduzione di figure nuove, e di modelli assistenziali di presa in carico diversi dagli attuali che sono prevalentemente connotati dall’attribuzione di funzioni e compiti trasversali al personale di cura e di assistenza. La sensazione prevalente che il paziente deve avvertire in questo nuovo modello è quella di essere preso in carico in modo complessivo per evitare la perdita degli abituali punti di riferimento (il reparto, il medico, ect).

Questo lo si può attuare solamente attraverso l’identificazione chiara del responsabile del caso (tutor) e attraverso la presa in carico dei bisogni assistenziali con un’organizzazione infermieristica di tipo modulare (ogni infermiere è responsabile della pianificazione dell’assistenza di un numero ristretto di pazienti). Risulta evidente perciò che nei confronti del paziente è necessario un grande sforzo di comunicazione organizzativa.

Nello specifico quali saranno le “nuove” competenze del personale infermieristico? Non possiamo parlare di nuove competenze, ma di competenze appropriate ai livelli di cura definiti. Mettere in condizioni lavorative medici, infermieri e operatori di supporto di agire le proprie competenze in specifici percorsi di cura e di assistenza non è una questione così scontata. L’organizzazione per intensità di cura permette un corretto ed equilibrato utilizzo delle risorse umane e per

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tanto uno sviluppo delle competenze necessarie per le complessità delle cure richieste. Di conseguenza la mappatura delle competenze richieste sui livelli di intensità individuati favorirà anche una migliore pianificazione formativa, un orientamento ed inserimento migliore dei nuovi professionisti.

Quali i vantaggi per l’organizzazione e per i pazienti?

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Uno dei problemi nelle attuali organizzazioni ospedaliere, fondata sulla semplice e classica suddivisione in Unità Operative, è l’estrema variabilità della gravità clinica e del carico assistenziale. Da ciò ne deriva che un’attenzione clinica media può risultare superiore alle necessità per alcuni pazienti, ma chiaramente insufficiente per altri laddove non vi sia un’adeguata stratificazione nell’assegnazione dei pazienti in funzione dei reali bisogni di cura e assistenza. Tale condizione rappresenta anche un terreno favorevole all’aumento dei rischi correlati alle pratiche sanitarie. Sulla base di queste considerazioni una riorganizzazione che mette al centro il paziente con i suoi bisogni nella fase specifica del suo decorso e che identifica aree di degenza omogenee per livelli di cura e di assistenza induce immediati vantaggi sul piano assistenziale, proponendo livelli di attenzione clinica coerenti alle necessità reali dei pazienti.

Umanizzazione dell’Ospedale, in che termini l’intensità di cura incide positivamente su questo aspetto? “Umanizzare significa tenere presenti nell’intervento sanitario le molteplici dimensioni della persona che concorrono a determinare la sua salute, il suo «star bene», per cogliere cosi i problemi che il paziente incontra nell’affrontare malattia, sofferenza ed altre difficoltà e rimanere soggetto attivo nella gestione della propria salute”…(Ranci Ortigosa E,

Umanizzazione dell’intervento sanitario, 1991, Angeli editore). L’operatore sanitario può efficacemente sostenere tale impegno del paziente se, a sua volta, può contare su capacità professionali (competenze appropriate), condizioni di lavoro e risorse organizzative adeguate a rispondere anche alle sue esigenze umane. L’organizzazione che si muove in funzione delle reali esigenze dei pazienti favorirà a nostro avviso l’umanizzazione delle cure.

Terapia Intensiva

Radiologia

Pediatria


12 MAGGIO 2013

Giornata Internazionale dell’Infermiere RICHIAMO AI VALORI DELLA PROFESSIONE Ho apprezzato particolarmente l’iniziativa dell’AO di Cremona perché ha coinvolto tutte le aree in cui si sviluppa e si esprime la professione: la formazione e la ricerca, la clinica e il management, la rappresentanza professionale. Non solo, i contenuti dei messaggi proposti al attraverso la cartolina trasmettono alcuni fra i più importanti valori su cui si basa l’esercizio della professione infermieristica quali l’ascolto, il prendersi cura, il rassicurare, il rispetto, la comunicazione, valori che sono contenuti anche nel nostro codice deontologico e questo è un fattore di grande rilevanza in un mondo dove il tecnicismo rischia di prendere il sopravvento (Enrico Marsella, Presidente IPAVSI, Cremona).

iere e Inferm n io s s e f o Pr

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Profession e Infermie re

PROCESSO DI CURA: L’INFERMIERE È FONDAMENTALE Il ruolo dell’infermiere passa troppo spesso inosservato mentre invece nel processo di cura la sua presenza e professionalità è fondamentale. Nell’ambito dell’umanizzazione dell’ospedale l’infermiere è una figura cardine, un punto di riferimento sempre più rilevante per il paziente a sostegno di tutti quegli aspetti psicologici e relazionali che accompagnano la persona durante i periodi di degenza e non solo. Nadia Poli. Direttore SITRA Aziendale.


PROCESSO DI CAMBIAMENTO, INFERMIERI PROTAGONISTI

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La perdita di certezze dovuta alla crisi del nuovo secolo (“società liquida”), la si avverte in diversi aspetti della vita quotidiana soprattutto negli ambienti lavorativi. Il sociologo Zigmunt Bauman suggerisce una collaborazione tra le scienze per superare le difficoltà (…); Questo è ciò che la direzione aziendale ha saputo cogliere progettando l’innovazione e il cambiamento dei processi organizzativi anche attraverso il coinvolgimento del professionista infermiere. Una modalità operativa affatto scontata nel panorama sanitario nazionale. Oggi l’infermiere è entrato a pieno titolo nei processi riorganizzativi aziendali unitamente agli altri professionisti (medici in primis) sapendo garantire da una parte la qualità dei servizi erogati e dall’altra le economie di scala che la situazione contingente ci impone. (Alberto Silla, responsabile SITRA Ospedale Oglio Po).

re e Infermie n io s s e f o r P

fermiere n I e n io s Profes

L’AO di Cremona al TG3 Regione Lombardia con la campagna “mi prendo cura di te” Con soddisfazione segnaliamo che la campagna di comunicazione PROFESSIONE, INFERMIERE – MI PRENDO CURA DI TE è stata oggetto di un servizio mandato in onda dalla redazione del TG3 Regione Lombardia (9 maggio p.v. ore 19.30) come esempio positivo di attenzione e valorizzazione professione infermieristica e delle sue peculiarità inerenti la cura della persona. Pensando di fare cosa gradita si allega il link attraverso il quale è possibile vedere il servizio (al 14° minuto del filmato). Video Tg3 Giornata Infermieri


FORMAZIONE

“Il silenzio delle donne” è rotto

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Nel 2012 sono più 100 le donne assassinate per “troppo amore”. Una ogni tre giorni e i carnefici sono nell’80% dei casi mariti, compagni o ex. La violenza contro le donne non è un fatto privato o circoscritto a casi limite influenzati da contesti degradati, bensì un fenomeno sociale che richiede attenzione e partecipazione. Nell’immaginario collettivo tabu e stereotipi giocano (a sfavore) un ruolo ancora troppo importante. Per questo abbiamo scelto di intraprendere un percorso formativo dedicato agli operatori di settore affinchè possano rispondere in modo appropriato alle istanze di aiuto.


A cura del Servizio Sociale Aziendale Referente Carmen Rauso

Perché l’AO di Cremona ha deciso di intraprendere un percorso formativo contro la violenza sulle donne? Il fenomeno della violenza nei confronti delle donne, negli ultimi anni, sta diventando un problema rilevante anche in ambito ospedaliero. Per questo diviene importante formare un’équipe di operatori sociali e sanitari in grado di affrontare tali problematiche in modo appropriato.

L’opportunità è nata grazie ad un tavolo interistituzionale (Comune di Cremona, Asl della provincia di Cremona, Provincia di Cremona e associazioni di volontariato) a testimonianza che l’ospedale è una realtà sempre più integrata nel tessuto sociale della città… Proprio così. Grazie alla partecipazione al tavolo di lavori sulla violenza contro le donne, il Servizio Sociale Aziendale con il supporto della Direzione strategica, ha partecipato all’avviso per il finanziamento di progetti pilota di formazione degli operatori sanitari sulla prima assistenza alle vittime di violenza di genere e stalking indetto dalla Presidenza del Consiglio dei MinistriDipartimento delle Pari Opportunità. Il progetto si è classificato tra i primi dieci a livello nazionale ed ha ottenuto un finanziamento di 80.000 euro. Un risultato davvero soddisfacente che ci ha permesso di costruire un percorso formativo ad hoc per operatori di settore.

Fondamentale la collaborazione con le istituzioni e la presenza sul territorio del volontariato. Ricordando che di amore non si muore e che i delitti passionali sono un’invenzione.

Quali riscontri sino ad oggi? Più che positivi. Non solo si è riscontrata un’attiva partecipazione al corso da parte del personale ospedaliero (gli iscritti totali alle tre edizioni del percorso formativo sono circa 100), ma è emersa in larga misura la necessità di approfondire il tema della violenza di genere per meglio affrontare i casi che quotidianamente si presentano in ospedale.

A tale proposito, qual’è l’esperienza del Servizio Sociale aziendale? Il nostro Servizio fornisce assistenza e, in caso di necessità, protezione alle vittime di violenza attraverso un primo colloquio e attivando la rete dei servizi territoriali quando necessario. Ad oggi non tutte le situazioni di violenza/maltrattamento con le quali l’ospedale entra in contatto vengono segnalate al Servizio Sociale, per cui molte donne non sono informate rispetto alle possibilità per uscire dalla situazione di violenza. L’auspicio è che il percorso formativo sensibilizzi maggiormente tutti gli operatori socio-sanitari affinchè si diffonda e rafforzi una cultura comune contro la violenza di genere.

Informazioni

Servizio Sociale Aziendale Presidio Ospedaliero di Cremona Tel. 0372 405 401 - 405 633 c.rauso@ospedale.cremona.it

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Gli stereotipi nuocciono gravemente alla salute delle donne COSA È UNO STEREOTIPO DI GENERE? Gli stereotipi di genere sono formule che ci consentono di categorizzare e semplificare la realtà rapidamente senza riflettere. Quando si associa una categoria, un comportamento a un genere si ragiona utilizzando questo tipo di stereotipi.

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L’uso degli stereotipi di genere conduce a una percezione rigida e distorta della realtà che si basa su ciò che noi intendiamo per maschile o femminile e su ciò che ci aspettiamo da una donna o da un uomo.

GLI STEREOTIPI PIÙ DIFFUSI La violenza contro le donne è un fenomeno poco diffuso Riguarda solo le fasce sociali svantaggiate E’ causata dall’assunzione di alcool e droga

QUALI I RISCHI CORRELATI ALLA DIFFUSIONE DEGLI STEREOTIPI DI GENERE?

Le donne sono più a rischio di violenza da parte di uomini a loro estranei

Le immagini generalizzate riducono la complessità dell’ambiente, ma annullano al contempo la differenza individuale all’interno dei singoli gruppi.

La violenza sulle donne è causata da una momentanea perdita di controllo

Gli stereotipi di genere purtroppo sono fra i più diffusi nella società. La donna giudicata sulla base di stereotipi si ritrova ingabbiata in uno stile di vita e in situazioni che ne limitano l’azione e il pensiero; fatica a far comprendere le proprie aspirazioni e attitudini quando non si limitano al ruolo materno e alla cura dei propri familiari.

A cura di Stefania Mattioli Responsabile Ufficio Stampa

La violenza non incide sulla salute delle donne

Solo alcuni tipi di uomini maltrattano la loro compagna I partner violenti sono persone con problemi psichiatrici I compagni violenti sono stati vittime di violenza nell’infanzia Alle donne che subiscono violenza piace essere picchiate altrimenti se ne andrebbero di casa. La donna viene picchiata perché se lo merita Se succede ci sarà un motivo I figli hanno bisogno del padre anche se violento I panni sporchi si lavano in famiglia


Ecco a chi rivolgersi

I numeri contro la violenza Polizia 112 Carabinieri 113 Emergenza Sanitaria 118

Servizio Nazionale Anti Violenza

Servizio Nazionale Antiviolenza

CREMONA

CASALMAGGIORE

Presidio Ospedaliero di Cremona Largo Priori, 1 centralino 0372/4051 Pronto Soccorso 0372/434445 Servizio Sociale 0372/405401 – 633 c.rauso@ospedale.cremona.it

Presidio Ospedaliero Oglio Po Via Staffalo, 51 Vicomoscano 0375/2811 Pronto Soccorso 0375/ 281449 Servizio Sociale 0372/405401 – 633 c.rauso@ospedale.cremona.it

ASL della provincia di Cremona Consultorio Vicolo Maurino 12 0372/497795 - 497812 Comune di Cremona C.so Vittorio Emanuele II, 42 Porta Informativa dei Servizi Sociali (Pois) 0372/407881 – 891 solo per le residenti a Cremona pois@comune.cremona.it Azienda Sociale del Cremonese C.So Vittorio Emanuele II 0372/803440 info@aziendasocialecr.it Polizia Municipale “Intime” Lun – Ven 8.30 – 13.30 Merc 8.30 – 16.30 0372/407439 Polizia Municipale “Extratime” 0372/454516 sos.violenza@comune.cremona.it Associazione A.I.D.A. Onlus Via Gallarati 2 0372/30113 – 801427 338/9604533 dalle 8 alle 22 - aida.onlus@virgilio.it Pronto Intervento Donna Caritas Diocesana Via Stenico, 2/B 0372/35063 – 3341062553 caritas@diocesidicremona.it Associazione Shanti 347 5389814 / 347 2971644 shantionludcr@libero.it brancaolivieri@gmail.com facebook shantionlus Telefono Donna C.I.F. Via Sant’Antonio del Fuoco 9 0372/23417 Senonoraquando

ASL della provincia di Cremona Consultorio Via A. Porzio 73 0375/284161 Polizia Municipale Via Saffi, 9 0375/40540 Comune di Casalmaggiore per le residenti a Casalmaggiore Piazza Garibaldi 26 Centralino 0375/284411 Servizi Sociali 0375/284480 servizisociali@comune.casalmaggiore.cr.it Consorzio Casalasco dei Servizi Sociali Via Corsica, 1 0375/203122 ufficiodipianio@concass.it M.I.A. Sportello – Ascolto Per Donne Presso Consorzio Casalasco Dei Servizi Sociali Via Corsico, 1 377/9489384 gruppomia@gmail.com

CREMA Azienda Ospedaliera Maggiore Crema Largo Ugo Dossena, 2 0373/2801 Numero Verde 800414242 Consultorio Via Manini, 21 0373/218211 – 221 Polizia Municipale Viale Santa Maria Della Croce 2 0373/250867 Servizi Sociali Comune di Crema Piazza Duomo 25 0373/218711 servizi.sociali@comune.crema.cr.it Associazione donne contro la violenza Via Xx Settembre 115 0373/80999 assocdonne@libero.it

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Riproduzione assistita, c’è l’ambulatorio La condizione di infertilità, definita come incapacità di concepire dopo uno o più anni di rapporti intenzionalmente fecondi, interessa circa il 15%-20% delle coppie. Si tratta di un problema di dimensioni sociali che oltre agli aspetti sanitari ne coinvolge altri di ordine psicologico, familiare e relazionale.

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A domanda risponde Mariangela Rampino Referente dell’Ambulatorio di Fisiopatologia della Riproduzione, Poliabortività ed Endocrinologia

Cosa significa per l’Ospedale di Cremona offrire questo nuovo servizio? La crescente richiesta da parte dei cittadini di una struttura che assista la coppia nel suo iter diagnostico e terapeutico all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, la necessità di offrire ottimi standard assistenziali in luoghi geografici facilmente raggiungibili per tutti gli utenti, hanno fornito le profonde motivazioni per creare un Ambulatorio di Fisiopatologia della Riproduzione di primo livello presso l’Ospedale di Cremona.

L’origine di questo progetto e quale l’approccio diagnostico terapeutico? Questo progetto nasce dal desiderio di realizzare un ambulatorio in grado di affrontare il problema della coppia infertile, valutandola contestualmente, senza

mai disgiungere il lavoro dell’andrologo/ endocrinologo (lo specialista della fertilità maschile) da quello del ginecologo (dedicato alle problematiche d’infertilità femminile) e l’aspetto clinico da quello laboratoristico. Il risultato di questo approccio è indiscusso, ossia si ottengono maggiori percentuali di successo. I vantaggi pratici non sono solo statistici, ma anche umani. La coppia, infatti, è “accolta” nell’interezza della problematica infertilità.

Da chi è composta l’équipe multidisciplinare? L’équipe è composta, oltre che da me, da Massimo Bontardelli (ginecologo), Antonina Impeduglia (biologa), Carlo Del Boca (Andrologo/endocrinologo) e Pietro Cavalli (genetista). E se necessario è possibile fruire di una consulenza della psicologo.


procedure di PMA con esito negativo.

Come si accede all’ambulatorio? Per accedere all’ambulatorio PMA è necessaria la prenotazione presso il CUP o telefonando al numero verde 800 638 638. Inoltre il rapporto diretto telefonico con gli operatori dell’ambulatorio sarà di fondamentale importanza per l’organizzazione dei cicli di trattamento (es. comunicazione da parte della paziente del giorno della comparsa della mestruazione per l’inizio della stimolazione, durante il monitoraggio della stimolazione, per la modificazione del protocollo terapeutico, per qualsiasi tipo di comunicazione relativa all’insorgenza di effetti collaterali).

A QUALE TIPOLOGIA DI PAZIENTE SI RIVOLGE? All’ambulatorio di Fisiopatologia la Riproduzione, Poliabortività ed Endocrinologia (PMA) possono afferire almeno quattro tipologie di pazienti:

1. Coppie già studiate da medici esterni

all’Ambulatorio che chiedono di accedere alle procedure di PMA

2. Coppie che scelgono l’Ambulatorio autonomamente

3. Coppie inviate a procedure di procre-

azione metodo assistita da professionisti ginecologi o andrologi inseriti nelle strutture di altri Ospedali.

4. Coppie che hanno già effettuato

Informazioni

numero verde CUP 800 638 638 Segreteria Tel. 0372 - 405638 Équipe medica Tel. 0372 - 408365 Équipe biologica Tel. 0372 - 408366 ambulatorio.pma@ospedale.cremona.it

CONSULENZE MULTIDISCIPLINARI, ECCO PERCHE’ Perché è importante la consulenza psicologica?

La PMA non va considerata esclusivamente da un punto di vista tecnicoscientifico. Le difficoltà incontrate dalla coppia durante il lungo iter che la porterà dalla fase diagnostica a quella terapeutica, dalla avvenuta fecondazione alla gravidanza, pongono la necessità di fornire un’assistenza specialistica di tipo psicologico che l’Ambulatorio prevede di garantire.

Perché è importante la consulenza andrologica/endocrinologica? La figura dell’andrologo risulta fondamentale nei casi in cui la componente maschile che determina l’infertilità di coppia risulti dagli esami effettuati. Il consulente certifica l’infertilità maschile per l’accesso alle tecniche di PMA e provvede, avvalendosi di visite, di esami strumentali (quali l’ecografia, il doppler, ecc.) e di indagini invasive (per es. biopsie) alla definizione della problematica e, se possibile, al suo trattamento. Nel caso in cui non si possano prospettare alla coppia cure in merito all’alterazione maschile è compito dell’andrologo prospettare e scegliere la tecnica di recupero di spermatozoi più indicata al caso.

Perché è importante la consulenza genetica? Nel percorso diagnostico per la coppia può presentarsi la necessità di sottoporsi ad indagini cromosomico-genetiche che possono rivelare anomalie trasmissibili al prodotto del concepimento. In questo caso l’Ambulatorio si avvale della collaborazione del Medico genetista che valuta il rischio di ereditabilità e l’eventuale danno fenotipico e genotipo trasmissibile.

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SERVIZIO DI IMMUNOEMATOLOGIA E MEDICINA TRASFUSIONALE

Sede a misura di paziente e donatore

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Simona Mariani mentre taglia il nastro, con Amore, Beretta, Romanini, Salini e Bodini

Nuova sede per il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (SIMT) del Presidio Ospedaliero di Cremona: è la realizzazione di un progetto ambizioso che mette al centro i bisogni dei pazienti-donatori nel rispetto delle esigenze professionali del personale sanitario. Emozionante l’esibizione della Mauro Moruzzi Junior band.

Umberto Bodini Direttore Medicina Trasfusionale (neopensionato dall’8 febbraio) dell’Azienda Ospedaliera di Cremona


“Un risultato importante - spiega Simona Mariani (Direttore Generale dell’AO di Cremona) - con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi ai cittadini, facilitare l’accessibilità e garantire prestazioni di alto livello in un ambiente confortevole e umanizzato. Un risultato che desidero condividere con tutti gli operatori, che hanno partecipato e contribuito fattivamente all’evoluzione della Medicina Trasfusionale; con l’Avis Provinciale, Regionale e Nazionale per l’impegno storicamente profuso nella diffusione della cultura della donazione; con i donatori che attraverso la gratuità del loro gesto aiutano chi soffre e tutti i cittadini che trovano in questa nuova sede un centro di riferimento importante e qualificato. Un ringraziamento particolarmente sentito al Dr. Umberto Bodini che durante la sua lunga e autorevole carriera si è fatto promotore e strenuo sostenitore di questo progetto come di tutte le attività finalizzate al raggiungimento di risulta-

ti e obbiettivi aziendali. A Lui va la nostra riconoscenza per la professionalità, la dedizione appassionata e il senso di appartenenza dimostrati nei confronti dell’Azienda, dei collaboratori e soprattutto dei pazienti”. Il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Cremona è sede del Dipartimento di Medicina Trasfusionale e di Ematologia (DMTE) della Provincia. Coordina, quindi, tutta l’attività trasfusionale del territorio, soprattutto dopo l’entrata in vigore (dicembre 2009) della convenzione tra le due Aziende Ospedaliere della Provincia (Cremona e Crema) che ha accentrato a Cremona tutta l’attività di produzione degli emocomponenti. Gli oltre 16.500 donatori cremonesi direttamente o indirettamente (attraverso le strutture trasfusionali di Crema – Casalmaggiore – Associative) arrivano al nostro Servizio Trasfusionale. Il numero di prestazioni donazionali è di poco inferiore a 40.000 unità.

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L’équipe del Servizio di Medicina Trasfusionale festeggia l’apertura della nuova sede insieme a Umberto Bodini


Beretta, Rossi, Bodini e Mariani

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Due momento dell’esibizione della Mauro Moruzzi Junior band

A CHI RIVOLGERSI PER DIVENTARE DONATORE Segreteria del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Presidio Ospedaliero di Cremona; Telefono 0372 435887 / 0372 405461; e-mail: trasfusionale@ospedale.cremona.it; Orario: dal lunedì al venerdì 7.00-17.00.

Da sinistra: Marco Salmoiraghi (Direttore Sanitario AREU), GianCarlo Galli (Consigliere Avis Provinciale), Umberto Bodini, Angelo Losi (Presidente Avis Provinciale)

AVIS Provinciale di Cremona, via Massarotti, Cremona; Telefono 0372 32390; e-mail cremona.provinciale@avis.it


ATTIVITÀ DEL SERVIZIO Sui donatori: accettazione – selezione clinica mediante visita medica – prelievo di sangue intero o in aferesi – assistenza post-donazione. Sul sangue prelevato: frazionamen-

to – validazione biologica – stoccaggio – assegnazione.

Attività di laboratorio: immunoematologia - diagnostica sierologica e in biologia molecolare per le epatiti e l’Hiv. ADMO: Centro di arruolamento dona-

tori - tipizzazione tissutale – raccolta di Cellule Staminali per il Trapianto di Midollo Osseo.

Attività ambulatoriale: trasfusioni su

pazienti (il SIMT è l’U.O. che trasfonde più unità in tutta l’Azienda: ca. 1.900 trasfusioni nel 2010) – terapia iniettiva (N° 639 accessi per somministrazioni di Ferro endovena) – salassi e predepositi.

Attività di compensazione: cessio-

ne di emocomponenti ed emoderivati a strutture sanitarie regionali ed extraregionali.

LA NUOVA STRUTTURA, QUALI I VANTAGGI Riunificazione di tutte le attività del Servizio: comporta un miglior utilizzo delle risorse umane e la maggior fruibilità del Servizio stesso. (Un tempo l’attività si svolgerva in quattro differenti distretti)

Aumento delle postazioni prelievo/trasfusione: l’incremento numerico

delle postazioni comporta un notevole vantaggio sui tempi di attesa e consente una migliore assistenza.

Ambienti più accoglienti: il Servizio, frequentato giornalmente in media da 120 persone tra fornitori (donatori di sangue) e utenti (pazienti ambulatoriali), è oggi dotato di ambienti funzionali ed esteticamente confortevoli. Accesso diretto al Servizio dall’esterno: l’accesso diretto al Servi-

zio, oltre ad essere una facilitazione per i pazienti, riduce in modo significativo il passaggio di persone dal corpo principale del Presidio.

CONGELAMENTO E STOCCAGGIO CELLULE STAMINALI, AMBULATORIO ALTAMENTE SPECIALIZZATO La nuova struttura ha consentito di accreditare l’attività del laboratorio dedicato al congelamento e allo stoccaggio delle Cellule Staminali destinate al Trapianto di Midollo Osseo che ha trovato così una collocazione idonea e qualificata in linea con le esigenze dettate da una attività così specifica e importante.

Aiuta un amico, dona il sangue!

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PRONTO SOCCORSO OSPEDALE DI CREMONA

Sala emergenze, pazienti al centro

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La nuova sala emergenze del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cremona è un ambiente confortevole e tecnologico, dotato di sei postazioni letto interamente dedicate al trattamento dei casi di emergenza. Centralità assistenziale, monitoraggio costante, comfort e funzionalità i punti cardine. La filosofia? Doctor to patient, ossia è il dottore a spostarsi all’interno dell’ospedale verso il paziente. Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cremona è dotato di una nuova sala urgenza-emergenza. Si tratta di un ambiente confortevole e tecnologico, caratterizzato da sei postazioni letto interamente dedicate al trattamento dei casi di emergenza e pensate per garantire la centralità assistenziale e il monitoraggio costante del paziente.

Inoltre, la nuova sala rientra nel progetto di riorganizzazione del Pronto Soccorso di Cremona che lo scorso anno ha visto l’apertura del primo ambulatorio in Lombardia per la gestione dei Codici Bianchi. Anche il Presidio Ospedaliero di Oglio Po, nell’ambito del progetto per intensità di cura, sarà dotato di una ambiente analogo.

A migliorare sono il comfort e la funzionalità. Non solo. La vera novità è che il paziente non deve più muoversi all’interno dell’ospedale per i consulti specialistici, al contrario è il medico che raggiunge il Pronto Soccorso (Doctor to patient). La sala urgenza-emergenza fornisce ai pazienti gravi un trattamento di tipo semiintensivo, sia mediante il monitoraggio costante dei parametri vitali (ossigeno, frequenza cardiaca, pressione arteriosa e respiratoria, rilevazione dei parametri vitali) sia attraverso l’organizzazione di percorsi definiti sulla base dei reali bisogni di salute degli utenti.

Antonio Cuzzoli Direttore Pronto Soccorso AO Cremona


PERCHÉ È IMPORTANTE UTILIZZARE IN MODO APPROPRIATO IL PRONTO SOCCORSO? 130 circa sono gli accessi quotidiani al Pronto Soccorso di Cremona. Fra questi in media da 3 a 6 sono codici rossi; 30 codici gialli. Recentemente il Presidente della Società Italiana dei Medici di Urgenza/Emergenza (Dr. Carbone) ha quantificato in un 20% circa la quota media di accessi inappropriati in PS. Potenziare la risposta della Medicina Territoriale per una maggiore offerta insieme ai servizi di emergenza ospedalieri – finalizzati a ridurre gli accessi impropri e aumentando la qualità di risposta alle urgenze - rimane la vera mission delle strutture di Pronto Soccorso. Tali misure consentiranno di ridurre gli attuali fenomeni di crowding (iperafflusso con permanenza dei pazienti “in blocco” nei PS) ormai realtà quotidiana. Non solo. Usare in modo appropriato il PS significa consentire al personale di dedicare tempo, energie e competenza ai casi davvero urgenti.

La sala Emergenze del Pronto Soccorso di Cemona

Mariani, Maestrini, Cuzzoli, Rossi

CODICE COLORE CODICE ROSSO: emergenza nessuna attesa, immediato intervento CODICE GIALLO: urgenza, condizione di pericolo da trattare nel più breve tempo CODICE VERDE: urgenza differibile, condizione da trattare appena possibile CODICE BIANCO: non urgenza, condizione non propria di pronto soccorso.

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Tre giorni per il tuo cuore Patologie cardiovascolari: l’informazione è prevenzione

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Anche quest’anno l’Unità Operativa di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera di Cremona, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Cremona, ha organizzato un’iniziativa dedicata alla sensibilizzazione e alla prevenzione delle patologie cardiovascolari. Destinatari gli studenti dalle scuole elementari e medie superiori. L’evento (14 -16 febbraio 2013) è stato pensato come un “laboratorio creativo” attraverso l’impiego di musica, didattica interattiva e teatro. Al centro dell’attenzione è stata posta l’importanza dei corretti stili di vita (alimentazione, fumo, attività sportiva), quale sana abitudine per mantenere in salute il proprio corpo.


La musica, che emozione!

Più di 500 i ragazzi coinvolti e Teatro Ponchielli esaurito. Molta emozione per il concerto dell’Orchestra Mousikè che, insieme al coro delle voci bianche, si è esibita in occasione dei Tre giorni del tuo cuore. Uno spettacolo che ha saputo dare risalto sia alle abilità musicali degli orchestrali sia ai contenuti educativi finalizzati alla promozione della salute e dei corretti stili di vita.

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Ciò è accaduto grazie alla sapiente regia di Gianluigi Bencivenga, alla presenza di Luca Pegorini, giovane attore che ha rappresentato il filo conduttore fra un brano e l’altro attraverso un dialogo costruttivo con la voce narrante di Beppe Arena (bravissimo). Un grazie speciale e Roberto Codazzi che ha condotto la serata in modo sobrio, efficace e ritmato: a tutte le maestre che si sono prodigate in modo esemplare a coordinare gli studenti; a Stefania Reali dell’Assessorato alle Politiche Educative e della Famiglia che ha seguito ogni fase organizzativa; a Grazia Bodini dell’Ufficio Stampa AO di Cremona per il supporto logistico-organizzativo.

Nella foto di apertura: da sinistra Pirelli, Rossi, Codazzi e i bambini “attori per una sera”; nelle foto sopra: la platea del Teatro Ponchielli e Luca Pegorini con l’Orchestra Mousikè


A Tuttocuore... SÌ ALL’ATTIVITÀ FISICA Perché fare un po’ di sport fa bene al cuore? L’esercizio fisico quotidiano assicura il muscolo cardiaco che rimane forte ed è in grado di pompare sangue in modo efficiente. Per mantenere in salute il tuo cuore bastano ogni giorno 30 minuti di attività. Puoi camminare, giocare a basket, a calcio, a pallavolo, ballare, nuotare, saltare la corda o praticare qualsiasi altro sport che ti piace.

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SÌ ALLA CORRETTA ALIMENTAZIONE Perché mangiare sano fa bene al cuore? Per mantenere in salute il tuo cuore una dieta sana è fondamentale a partire dall’infanzia e per tutta l’età adulta. Una dieta a basso contenuto di grassi aiuta a mantenere le arterie pulite evitando l’accumulo di grasso e colesterolo. Una dieta ricca di frutta, verdura, carne, pesce in modo equilibrato è una buona abitudine. Il 55% di carboidrati, il 15% di proteine e il 30% di grassi è l’apporto calorico quotidiano di una dieta ideale per la salute.

NO A FUMO E ALCOOL Perché fumo e alcool fanno male al cuore? E’ dimostrato che le sostanze nocive presenti nel fumo danneggiano l’organismo con effetto cancerogeno. Nel mondo ogni minuto muoiono 7 persone per le malattie causate dal fumo. Non è mai troppo tardi per smettere! Indipendentemente da quando e quanto fumi, se smetti di fumare il rischio di infar-

to cardiaco e di ictus cerebrale si riduce e la durata della tua vita si allunga. L’eccesso di alcool danneggia il fegato, altera il metabolismo dei lipidi, danneggia il sistema vascolare in tutti i distretti arteriosi, comporta danni al cervello (deterioramento cognitivo), malattie cardiache, disfunzione sessuale, patologie neoplastiche.

NO ALLA SEDENTARIETÀ Perché trascorrere troppo tempo davanti alla tv e al computer fa male al cuore? Il tuo corpo e quindi anche il tuo cuore è costruito per “muoversi”. La sedentarietà comporta sovrappeso e obesità, condizioni che hanno un ruolo rilevante nel determinare malattie cardiache. L’eccesso ponderale (peso) si associa spesso ad altri importanti fattori di rischio (diabete, dislipidemia, ipertensione). Controlla il peso corporeo. Controlla la circonferenza addominale: valori superiori a 102 cm per gli uomini e 88 cm per le donne si accompagnano ad un rischio accentuato di eventi cardiovascolari.

70 la media dei battiti del cuore al minuto, 16 le volte in cui respiriamo in un minuto 240mila le persone che ogni anno perdono la vita in Italia a causa di infarto miocardico acuto, 1milione sono i bambini obesi destinati a diventare potenziali cardiopatici, 30 i minuti di attività fisica da compiere quotidianamente per mantenere in salute il tuo cuore, 5miliardi di euro la cifra spesa ogni anno in Italia per farmaci cardiovascolari.


Chi è di scena?

Bambini affascinati dallo spettacolo proposto dal Franco Agostino Teatro Festival 27 Bellissimo lo spettacolo del Franco Agostino Teatro Festival "Il tempo del cuore" destinato ai bambini della scuola primaria, ai loro genitori e insegnanti che si è svolto sabato 16 febbraio nell'Aula Magna dell'Ospedale di Cremona. Lo spettacolo, che ha saputo coniugare la corretta informazione al divertimento e all’educazione alla salute, ha chiuso "I tre giorni del tuo cuore". In scena Nicola Cazzalini che ha letteralmente catalizzato l'attenzione dei più piccoli. Questo è accaduto anche grazie ai medici e infermieri di cardiologia e del 118 che si sono improvvisati attori per un giorno al fine di spiegare cosa fare in caso della comparsa dei sintomi premonitori e come comportarsi per mantenere in salute il cuore. Grazie a Libera Associazione Agricoltori, Coldiretti Cremona, Ipercoop per aver fornito i prodotti del nostro territorio consegnati in dono ai partecipanti.

Cazzalini e Paolucci

Passamonti, Cazzalini e Musa

Nicola Cazzalini durante lo spettacolo


Occhi in salute Semplici accorgimenti (di buon senso) e controlli medici periodici sono due regole fondamentali per mantenere gli occhi in salute. L’uso quotidiano del collirio non è una buona abitudine e il cortisone va assunto solo su indicazione dello specialista. A domanda risponde Matteo Cacciatori Direttore UO Oculistica –Presidio Ospedaliero

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In assenza di patologie specifiche quando è utile effettuare un controllo medico? In età pediatrica è indicato effettuare una visita oculistica alla nascita, tra i 3 e i 4 anni di vita, e a 6 anni. Durante l’età adulta è bene rivolgersi allo specialista a scadenza periodica: almeno una visita di controllo dopo i 55 anni di età, a meno che il soggetto non abbia familiarità per il glaucoma. La visita è tesa a identificare alterazioni della pressione intraoculare le quali sono inizialmente asintomatiche.

In che misura l’uso della tecnologia (PC, Tablet, e-book, ecc) influisce negativamente sulla salute degli occhi? L’uso della tecnologia non influisce negativamente sull’occhio se non determinando una secchezza oculare. L’emissione di bassa energia dallo schermo, associata a rarità del riflesso di chiusura delle palpebre (ammiccamento) causa l’evaporazione della lacrima e la conseguente sensazione di “aver dentro qualcosa”.


Quali accorgimenti per limitare i danni? L’uso delle lacrime artificiali è in genere sufficiente a limitare il fastidio. Occorre però ricordare che i problemi maggiori dell’uso del computer sono posturali, ossia una non corretta posizione della colonna vertebrale per ore, giorni e anni.

Utilizzare abitualmente il collirio è una buona abitudine? Non è una buona abitudine. I colliri sono farmaci con effetti benefici in specifiche patologie ed effetti indesiderati. Occorre quindi che i colliri siano mirati alla risoluzione di determinare patologie.

Congiuntivite allergica: quale diagnosi e come si cura? La diagnosi di una congiuntivite allergica viene fatta sulla base del periodo di insorgenza (primavera). I sintomi sono prurito, arrossamento oculare, secrezione acquosa, gonfiore. Nei casi lievi si cura con adottando alcuni accorgimenti di buon senso: utilizzare un paio di occhiali protettivi, rimanere in casa durante le giornate con elevata concentrazione di pollini, sciacquare gli occhi con acqua fredda ed evitare nel modo più assoluto lo sfregamento. La somministrazione di farmaci avviene generalmente in forma di colliri (a meno che non si associ ad asma o rinite) quali vasocostrittori ed antistaminici. E’ importante ricordare che l’uso del cortisone deve avvenire sotto controllo specialistico.

Quali sono le patologie più diffuse e quali i trattamenti più oggi più innovativi?

Sicuramente la cataratta che viene trattata mediante una tecnica chirurgica (facoemusificazione) ed impianto di un cristallino artificiale. Non esiste una terapia medica; il laser per ora può effettuare solo alcune fasi del trattamento.

ACCORGIMENTI PER LA SALUTE DEGLI OCCHI, SEMPLICI REGOLE E BUON SENSO Indossare occhiali protettivi in presenza di polveri fini. Le polveri colpiranno il vetro dell’occhiale piuttosto che la superficie dell’occhio. Indossare occhiali scuri protettivi dai raggi ultravioletti quando la luce causa fastidio, o quando ci si trova in alta montagna, in riva al mare o in un ghiacciaio. Gli occhi chiari sono molto più sensibili alla luce degli occhi scuri. Evitare di stropicciare ripetutamente le palpebre. Ciò causa arrossamento, dolore e sensazione di “aver dentro qualcosa” evitare di toccare gli occhi con mani sporche. Evita infezioni della superficie dell’occhio.

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14 MARZO 2013 GIORNATA MONDIALE DEL RENE

La Nefrologia scende in piazza Ampia partecipazione all’Open day: 177 i cittadini che si sono rivolti ai nostri specialisti

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Fabio Malberti al centro con l’équipe di UO Nefrologia dell’Ospedale di Cremona

Le malattie renali hanno spesso un decorso insidioso perché asintomatiche fino ad una fase avanzata d’insufficienza renale. Tra i sintomi precoci vi sono le alterazioni dell’esame urine (albuminuria e microematuria) e l’ipertensione arteriosa. Per questo, in occasione della Giornata Mondiale del Rene, il 14 marzo scorso, lo staff dell’Unità Operativa di Nefrologia dell’Ospedale di Cremona, Diretta da Fabio Malberti, è “sceso” in piazza Piazza Stradivari, dalle 8.30 alle 16.30, per offrire ai cittadini consulenze e visite gratuite. Le nefropatie croniche si associano a numerose complicanze dello stato di salute (soprattutto di tipo cardiovascolare) e a elevati costi sanitari e sociali. Nel mondo 1 persona su 10 ha un danno renale per questo la prevenzione è uno strumento di fondamentale importanza.

Quando una malattia renale può definirsi cronica? Si definisce malattia renale cronica la presenza di anomalie urinarie (quali la perdita con le urine di proteine e/o sangue) e/o la riduzione della funzione renale (filtrato glomerulare al di sotto di 90 ml/min per un periodo di tempo superiore a 3 mesi). La funzione renale viene misurata con il dosaggio della creatinina nel sangue. Dalla creatininemia si ricava con particolari formule matematiche il filtrato glomerulare. I laboratori analisi degli Istituti Ospitalieri di Cremona e dell’Oglio Po’ nei loro referti forniscono automaticamente il dato di funzione renale (filtrato glomerulare) quando viene effettuata la determinazione della creatininemia. Le malattie renali croniche, se non trattate, sono progressive ed evolvono verso lo stadio finale.


Qual è l’Incidenza della patologia renale cronica? La prevalenza della malattia renale cronica nella popolazione generale è circa il 10%, e varia in funzione dell’età. In un recente studio effettuato in Veneto il 9% della popolazione aveva una malattia renale cronica, ma nella fascia di età compresa tra 70 e 80 anni la prevalenza era del 17% e addirittura del 37% nei soggetti con più di 80 anni. La prevalenza d’insufficienza renale cronica in trattamento dialitico è di circa 750 pazienti per milione di popolazione: in Lombardia i pazienti in dialisi cronica sono 7.100, nella provincia di Cremona 250.

Informazioni

UO Nefrologia Tel. 0372 405379 coordinatore.nefrologia@ospedale.cremona.it

Quali le patologie correlate e perché è importante la diagnosi precoce? La malattia renale cronica è un fattore di rischio per sviluppo di malattie cardiovascolari (infarto miocardico, angina, scompenso cardiaco, ictus). Il rischio per ciascuna di queste malattie aumenta passando dagli stadi iniziali a quelli più avanzati di malattia renale. La diagnosi precoce di malattia renale è utile sia per prevenire la progressione dell’insufficienza renale alla dialisi sia per prevenire le complicanze cardio-vascolari. Le cause più frequenti d’insufficienza renale sono il diabete e l’ipertensione arteriosa. Per prevenire lo sviluppo e la progressione dell’insufficienza renale nei pazienti diabetici e ipertesi, si raccomanda un ottimale controllo della pressione arteriosa e delle glicemia, e il regolare monitoraggio dell’esame urine e della funzione renale. Le altre malattie che più frequentemente portano all’insufficienza renale sono le glomerulonefriti ed la malattia policistica, che è malattia ereditaria che colpisce reni e fegato.

Le persone in attesa in piazza Stradivari, un momento durante la visita

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FORMAZIONE C A L ENDARIO

CORSI

E

CONVEG N I

2 0 1 3

05 aprile 2013

06 giugno 2013

Emolinfopatie di interesse chirurgico.

Incontinenza urinaria e patologie

Percorsi diagnostico terapeutici

del pavimento pelvico

integrati medici-chirurgici

Sede: Aula Magna “Magda Carutti”

Sede: Aula Magna “Magda Carutti”

Presidio Ospedaliero di Cremona

Presidio Ospedaliero di Cremona

(Largo Priori,1 - Cremona)

(Largo Priori,1 - Cremona)

Orario: 8.30 – 16.30

Orario: 8.30 – 16.30

Iniziativa destinata a: Medici,

Iniziativa destinata a: Medici,

Ginecologi, Ostetriche, Infermieri,

Infermieri dipendenti ed esterni.

MMG, tutte le professioni sanitarie

Costo: Gratuito;

Costo: gratuito

13 aprile 2013 Percorso nascita. Integrazione intraprofessionale ospedale territorio Sede: Aula Magna “Magda Carutti” Presidio Ospedaliero di Cremona (Largo Priori,1 - Cremona)

Orario: 8.30 – 13.30 Iniziativa destinata a: dipendenti Medici Ostetrici, Pediatri, Ostetriche, Infermieri; esterni MMG, PLS, Neonatologi, Ostetriche, Psicologi

Costo: gratuito

Segreteria Organizzativa Ufficio Formazione e Aggiornamento Presidio Ospedaliero di Cremona Viale Concordia, 1 – 26100 Cremona Tel. 0372/405185 - Fax 0372/405543 segreteria.formazione@ospedale.cremona.it

www.ospedale.cremona.it

AO di Cremona Informa n. 9 Marzo 2013  

Giornalino periodico Ospedale di Cremona del 9 Marzo 2013

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