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NUMERI UTILI

Azienda Ospedaliera di Cremona

Presidio Ospedaliero di Cremona Largo Priori 1, Cremona

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Centralino 0372 405 111 Emergenza sanitaria 118 Pronto Soccorso 0372 434 445 Centro Unico di Prenotazione (CUP) 800 638 638 Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) 0372 405 550 e-mail: urp@ospedale.cremona.it Ufficio Pubblica Tutela 0372 405 804 e-mail: upt@ospedale.cremona.it

Poliambulatorio Specialistico con Punto Prelievi Via Dante 104 A, Cremona

Centralino 0372 405 111

Presidio Ospedaliero Oglio Po

Via Staffolo n 51, Vicomoscano, Casalmaggiore - CR

Centralino 0375 2811 Emergenza sanitaria 118 Pronto Soccorso 0375 281 651 Centro Unico di Prenotazione (CUP) 800 638 638 Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) 0375 281 552 e-mail: urp.op@ospedale.cremona.it Ufficio Pubblica Tutela 0372 405 804 e-mail: upt@ospedale.cremona.it


Aprile | 2014

Sommario

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Salute e concretezza, binomio possibile

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Open Day 7 marzo - La salute in evidenza

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Osteoporosi, donne a rischio

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Infertilità di coppia

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Il fumo nuoce alla salute anche delle donne

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Anoressia e bulimia, disagio interiore

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Speciale Tiroide, occhio a farmaci e dieta

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Come aver cura del nostro fegato

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Allergopatie: maledetta primavera

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Tre giorni per il tuo cuore

A.O. L’Azienda Ospedaliera di Cremona Informa N° 13 | Aprile 2014 Direttore editoriale: Simona Mariani Direttore responsabile: Stefania Mattioli Hanno collaborato: Grazia Bodini, Daria Scalabrini Sede legale: Azienda Ospedaliera Istituti Ospitalieri di Cremona, Viale Concordia n 1, 26100 Cremona Redazione/Ufficio Stampa: 0372 405725 - ufficio.stampa@ospedale.cremona.it Registrazione Tribunale Cremona n° 368 del 18-04-2001 Grafica: Graphomedia s.a.s. info@graphomedia.com Stampa: Tipografia Gutenberg - Cremona (Cr)

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DA CUP, bene le prenotazioni al CentroMed Sono buoni i risultati raggiunti, in termini di gradimento dell’utenza, per il servizio Cup ubicato in via sperimentale presso il CentroMed di Gadesco (centro commerciale). Quasi mille le persone che sino a oggi ne hanno fruito apprezzando la possibilità di non doversi spostare e poter effettuare la prenotazione direttamente dal “medico di famiglia”. Per questo la sperimentazione continua per altri sei mesi.

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Si ricorda che la prenotazione delle prestazioni può essere effettuata anche tramite il numero verde 800638638, da lunedì a sabato dalle 8 alle 20 o direttamente dal sito www.ospedale.cremona.it. Non solo, sempre dalla homepage del sito aziendale è possibile accedere (comodamente da casa propria) ad altri servizi on-line quali Pagocrs (pagamento prestazioni) e consulta del fascicolo sanitario elettronico.

Il progetto si inserisce nell’ambito delle iniziative tese a rendere più accessibili i servizi ai cittadini e valorizzare le risorse del territorio oltre che rendere più fattiva la collaborazione fra ospedale e medico di medicina generale.

Ida Beretta Direttore Amministrativo Azienda Ospedaliera di Cremona

DS Ripensare l’Ospedale per intensità Dal 2013 l’AO di Cremona ha intrapreso un processo di riorganizzazione e cambiamento sul modello per “intensità di cura” (già praticato al Presidio di Oglio Po) che a breve coinvolgerà anche il Presidio di Cremona. Ciò consentirà all’Ospedale di Cremona di divenire un ospedale ad alta intensità dove, favorire l’inter-professionalità, l’interdisciplinarietà e dove il medico – responsabile del percorso diagnostico – si muove verso il paziente e dove l’infermiere diventa il primo referente assistenziale per tutto il tempo della degenza.

Tale riorganizzazione, fondata su principi positivi e propositivi di ottimizzazione delle risorse e valorizzazione delle professionalità, implica una delicata fase di cambiamento che richiede un tempo fisiologico di comprensione e adattamento, per questo la formazione al personale e l’informazione al cittadino avranno un ruolo determinante.

Camillo Rossi Direttore Sanitario Azienda Ospedaliera di Cremona


DG

Nel 2014 cittadini e comunicazione al centro

Con l’obiettivo di raggiungere un target il più eterogeneo possibile, nel 2014 ogni azione di comunicazione tenderà a mettere al centro il cittadino adottando strumenti diversificati. Strumenti che tengano conto delle differenti esigenze per fasce di età, in grado di coinvolgere molti soggetti, dai più giovani ai più anziani. Ogni azione verrà pertanto divulgata e promossa attraverso la comunicazione digital e social (seguiteci anche su Facebook, Twitter!), ma anche dalle più classiche piattaforme generaliste quali Tv e radio locali, carta stampata, organizzazioni di eventi ad hoc, locandine e brochure. Il desiderio è quello di puntare alla semplificazione per assicurare ai cittadini piena e corretta conoscenza dei servizi disponibili, delle potenzialità diagnostiche, terapeutiche e assistenziali delle nostre strutture. In tal senso è in fase di redazione la nuova edizione della Carta dei servizi e particolare attenzione verrà riservata all’informazione attraverso l’adesione a giornate nazionali di sensibilizzazione rispetto alle patologie più diffuse in collaborazione con le Associazioni di volontariato.

NOMINATI I NUOVI PRIMARI ecco i nomi

Angelo Pan Malattie Infettive Cremona Fulvio Alberto Tartara Neurochirurgia Cremona Marco Ungari Anatomia Patologica Cremona Maria Sessa Neurologia Cremona Pasquale De Luca Psichiatria Cremona Giorgio Ragni Medicina Oglio Po Nel prossimo numero di AO Informa la presentazione ufficiale con interviste esclusive.

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Non è tutto, attraverso i progetti l’Ospedale in rete (collegamento fra sito aziendale e testate on-line locali) e l’Ospedale in diretta (Programmi e spot pensati per TV, Web e Cinema) si cercherà di potenziare la promozione delle attività/ servizi rivolti al cittadino, compresi quelli on-line SISS (prenotazioni, consultazioni referti e FSE, PagoCRS, ecc).

Riguardo all’informatizzazione c’è un’importante novità: l’AO di Cremona ha aderito al progetto di Regione Lombardia ICARO che vedrà la creazione di postazioni operative per la registrazione anagrafica dei nuovi nati. I genitori potranno così espletare tutte le pratiche amministrative (sino alla scelta del pediatra) in Ospedale

Simona Mariani Direttore Generale Azienda Ospedaliera di Cremona


18 dicembre 2013 - CONVENTION DI FINE ANNO

Salute e concretezza, binomio possibile

Zanolli intervista Simona Mariani

Affollata convention di fine anno all’insegna della “concretezza”, presso l’aula magna dell’Ospedale di Cremona e in video collegamento con Oglio Po, i dipendenti hanno seguito l’incontro che aveva lo scopo di tracciare un bilancio dell’attività svolta nell’ultimo triennio. Apprezzata la formula dell’intervista live: Vittoriano Zanolli, direttore de “La Provincia” ha intervistato Simona Mariani (Direttore Generale AO di Cremona) che, con spirito e risolutezza giornalistici, ha risposto a tutte le domande analizzando le eccellenze e le criticità che hanno caratterizzato la vita aziendale dall’inizio del suo mandato. Gilberto Compagnoni


Alessandra Mariotti, Marco Storti e Simona Mariani, Bianca Maria Fadin durante la convention.

La sintesi emblematica dell’incontro? Confronto e scambio per lavorare insieme al meglio. Perché il ruolo non si esaurisce nelle competenze assegnate bensì è fondamentale l’interazione e la possibilità di far circolare le idee. Gli accadimenti del 2013 sono stati presentati attraverso la prima edizione del TG aziendale curato dall’Ufficio Stampa e Comunicazione con il supporto di Greta Filippini (registrazione e montaggio) e Daniela Coelli (speaker).

77 Nei servizi si è parlato di cronaca, eventi e costume: un riassunto peculiare dei cambiamenti organizzativi e degli eventi di informazione dedicati ai cittadini. In chiusura la consegna degli attestati di riconoscimento ai dipendenti che hanno “conquistato” la pensione. Beretta, Bodini, Mariani

Mariani e Bodini

Mariani, Budassi, Fasoli

Martinotti

Bosoni

Beretta, Marni e Mariani


OPEN DAY 7 MARZO

La Salute in evidenza Se è vero che prevenzione e informazione sono le armi per combattere la malattia è altrettanto vero che l’Open Day del 7 marzo 2014 ha rappresentato un’opportunità di salute in più per le donne di tutte le età e culture.

Simona Mariani, operatori sanitari e volontari nell’atrio dell’ospedale di Cremona

I servizi offerti? Visite senologiche e ginecologiche; consulenze per l’infertilità di coppia, valutazione del rischio di osteoporosi e tromboembolismo venoso; colloqui motivazionali per smettere di fumare; sportelli di ascolto per le fragilità psicologiche e i disturbi dell’alimentazione. Nel complesso sono più di 1000 le utenti che hanno partecipato: più di 1500 le prestazione erogate quel giorno. Altro dato gratificante, emerso dai questionari di soddisfazione somministrati, è l’ottimo livello di gradimento dell’iniziativa, soprattutto in relazione alla sua utilità per avvicinare persone che in genere, per timore o resistenza, faticano a programmare i controlli medici (screening). Alcuni momenti significativi dell’Opena Day del 7 marzo 2014


A domanda rispondono gli specialisti dell’Azienda Ospedaliera di Cremona

DOPO I 40 ANNI VISITA SENOLOGICA E MAMMOGRAFIA Quali sono i fattori di rischio per il tumore alla mammella?

Il rischio aumenta con l’età e i fattori che lo determinano possono essere di diversa natura: familiarità, stimolazioni ormonali prolungate (terapia sostitutiva, contraccettivi orali), precoce menarca e tardiva menopausa, nessuna gravidanza e non allattamento al seno. Una dieta ricca di grassi e alcol, fumo, obesità. Per questo è importante adottare stili di vita corretti.

Quando e con quale frequenza vanno effettuati i controlli?

Quando non ci sono fattori personali di rischio (famigliarità, precedenti patologie al seno, assunzione di terapia ormonale sostitutiva) sono sufficienti una visita annuale e una mammografia ogni due anni. Indicativamente le linee guida suggeriscono di iniziare all’età di 40 anni.

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Perché è importante la visita senologica?

Perché alcune sedi (solco), come alcuni istotipi di tumori (lobulari) del seno, sono poco valutabili alla mammografia; inoltre, secondo i report recenti il 65%-70% delle diagnosi è con autopalpazione mensile e visita senologica.


OGNI DUE ANNI CONTROLLI GINECOLOGICI E PAP-TEST Quali sono i fattori di rischio per i tumori dell’apparato genitale femminile?

Quali sono i fattori di rischio prevalenti per trombosi venosa nelle donne?

Perché, se eseguita regolarmente, consente di pianificare accertamenti periodici quali pap-test ed ecografia.

Il Tromboembolismo Venoso è una patologia multifattoriale, alla cui genesi concorrono più elementi. Ogni individuo ha un proprio “potenziale trombotico” che dipende da fattori sia ereditari (es: familiarità, difetto di proteine anticoagulanti) sia acquisiti (es: chirurgia, terapie estro progestiniche, gravidanza). E’ plausibile pensare che l’evento clinico “trombosi” si manifesti solo quando l’insieme di questi fattori supera una determinata soglia.

Con quale cadenza vanno effettuati i controlli?

Quando è indicato sottoporsi a visita di controllo?

Il principale fattore di rischio è rappresentato dai rapporti sessuali non protetti, intesi come veicoli di infezioni che possono causare tumori, specie se con partner diversi.

Perché è importante la visita ginecologica?

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TROMBOEMBOLISMO VENOSO: PREVENIRE È CURARE

Da quando si hanno rapporti sino a 65 anni, la visita e il pap-test vanno eseguiti ogni due anni.

L’indicazione alla visita specialistica è utile in particolare nei soggetti che abbiano una storia familiare e/o personale positiva per tromboembolismo venoso (Trombosi venosa profonda e/o embolia polmonare).

L’AO di Cremona è donna L’Open Day occasione d’incontro e conoscenza per operatori sanitari, volontari e cittadini


Osteoporosi donne a rischio Quali sono le principali cause dell’osteoporosi e quali i sintomi premonitori?

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da riduzione della massa ossea ed alterazioni qualitative del tessuto osseo che si accompagnano ad aumento del rischio di frattura.

Quali sono le conseguenze più significative?

La conseguenza più rilevante della patologia è rappresentata dalla frattura da fragilità (1 ogni ogni 30 secondi in Europa) che insorge a seguito di traumi anche lievi, per lo più in seguito a cadute, ma si può manifestare anche spontaneamente.

Come si effettua la diagnosi?

La massa ossea-densità scheletrica può essere valutata con varie tecniche generalmente definibili come densitometria ossea o mineralometria ossea computerizzata (M.O.C.). Attualmente il gold standard per la diagnosi è rappresentato dalla densitometria a raggi X o

Oglio Po, molte le persone intervenute

D.X.A. utile per valutare separatamente la massa ossea della colonna e del femore (possibile anche l’esecuzione a livello del radio).

Quali sono i principali fattori di rischio?

L’osteoporosi primitiva (post menopausale e senile) ha come maggiori determinanti la variazione dello stato ormonale, l’età, il peso corporeo, la familiarità, il picco di massa ossea raggiunto in età adulta (una sorta di deposito a cui attingere nelle età successive). Il picco di massa ossea raggiunto ai 30 anni è strettamente correlato allo stile di vita (attività fisica, fumo di sigaretta o abuso di alcolici, dieta povera di calcio, carenza di vitamina D, denutrizione o basso peso corporeo) oltre che a fattori genetici.

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Infertilità di coppia

primo compleanno per l’ambulatorio Un anno fa l’Azienda Ospedaliera di Cremona ha inaugurato presso l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia un ambulatorio dedicato alla fisiopatologia della riproduzione e il bilancio più che positivo. 10 gravidanze e la prima bimba nata a gennaio 2014.

Quante le coppie che si sono rivolte all’ambulatorio?

Sono 126 le coppie prese in cura dall’ambulatorio nel primo anno di attività. Per 79 di queste sono state effettuate inseminazioni intrauterine omologhe (procedure di 1°livello) da cui sono risultate 10 gravidanze. 7 coppie hanno ottenuto una gravidanza spontaneamente dopo il primo colloquio con la nostra equipe e una bimba è nata proprio all’ini-

zio del 2014. Questa è stata una grande soddisfazione oltre che emozione.

Da chi è composta l’equipe multidisciplinare?

L’equipe è composta due ginecologi, una biologa, un andrologo/endocrinologo e un genetista. Se necessario è possibile fruire anche della consulenza di uno psicologo.


A domanda risponde Mariangela Rampino Referente dell’Ambulatorio di Fisiopatologia della Riproduzione, Poliabortività ed Endocrinologia

Come si accede all’ambulatorio?

Per accedere all’ambulatorio PMA è necessaria la prenotazione presso il CUP o telefonando al numero verde 800 638 638. Inoltre il rapporto diretto telefonico con l’Ambulatorio PMA sarà di fondamentale importanza per l’organizzazione dei cicli di trattamento (es. comunicazione da parte della paziente del giorno della comparsa della mestruazione per l’inizio della stimolazione, durante il monitoraggio della stimolazione, per la modificazione del protocollo terapeutico, per qualsiasi tipo di comunicazione relativa all’insorgenza di effetti collaterali).

A quale tipologia di paziente si rivolge l’ambulatorio?

All’ambulatorio possono afferire almeno quattro tipologie di pazienti: 1. Coppie già studiate da medici esterni all’Ambulatorio che chiedono di accedere alle procedure di “procreazione medico assistita” 2. Coppie che scelgono l’Ambulatorio autonomamente 3. Coppie inviate a procedure di “procreazione medico assistita” da professionisti ginecologi o andrologi inseriti nelle strutture degli Ospedali limitrofi e non. 4. Coppie che hanno già effettuato procedure di “procreazione medico assistita” con esito negativo.

OMS, problema sociale

La condizione di infertilità, definita come incapacità di concepire dopo uno o più anni di rapporti intenzionalmente fecondi, interessa circa il 15%-20% delle coppie (dato Organizzazione Mondiale della Sanità). Si tratta di un problema di dimensioni sociali che oltre agli aspetti sanitari ne coinvolge altri di ordine psicologico, familiare e relazionale

Informazioni

numero verde CUP 800 638 638 Segreteria Tel. 0372 - 405638 Equipe medica Tel. 0372 - 408365 Équipe biologica Tel. 0372 - 408366

ambulatorio.pma@ospedale.cremona.it

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Il fumo nuoce

alla salute ...anche delle donne

A domanda risponde Giancarlo Bosio Direttore UO di Pneumologia Ospedale di Cremona

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Perché il fumo fa male?

Il fumo di tabacco fa molto male alla salute perché tramite questo atto si introducono nel nostro organismo circa 4000 sostanze diverse. Tra queste ve ne sono molte cancerogene, tante tossiche e velenose; una in particolare, la nicotina, è una droga che dà dipendenza. L’organizzazione Mondiale della Sanità, nella sua classificazione delle malattie, ha stabilito che il fumare è già da considerarsi una vera e propria malattia.

Informazioni

Centro Antifumo Tel. 0372 408 170 g.bosio@ospedale.cremona.it

Il fumo di tabacco determina direttamente circa 100.000 morti ogni anno in Italia, è così?

Purtroppo sì. Strettamente correlati al fumo di tabacco sono i Tumori polmonari, della cavità orale, del laringe e dell’esofago. In chi fuma sono aumenta-


ti anche i tumori gastrici, epatici, renali e delle vie urinarie. La bronchite cronica e l’enfisema sono gravi malattie anch’esse collegate a questa abitudine, così come molte patologie cardiache e vascolari.

e un effetto irritante ed esteticamente peggiorativo per la pelle.

Quali gli effetti collaterali più nocivi alla salute?

Smettere di fumare ha senso in qualsiasi momento, anche in età avanzata specie se si sono già manifestati segni di insufficienza d’organo. In chi riesce a smettere migliorano rapidamente la funzione respiratoria e la prognosi di molte malattie cardiache, in modo importante e rapido. Per tutti i tumori correlati al fumo i miglioramenti prognostici relativi ad una minore incidenza sono molto lenti a manifestarsi. Bisogna, infatti, aspettare dieci anni perché il rischio di ammalarsi di tumore polmonare cali allo stesso livello di chi non ha mai fumato.

Gli effetti dannosi sulla salute sono determinati dalle numerosissime sostanze inalate che, tramite la superficie respiratoria polmonare, entrano nel nostro organismo. Questo spiega come i danni non siano solo confinati all’apparato respiratorio, ma colpiscano tanti organi così distanti e diversi. Tra gli effetti meno importanti, ma che sono di particolare attenzione per i giovani, segnalo la minore potenza sessuale nei giovani maschi fumatori, l’ingiallimento dei denti

IN GRA VI DAN ZA

In che misura smettere di fumare significa fare prevenzione per evitare il tumore al polmone?

In gravidanza il fumo è molto dannoso per il feto. Molte sono le patologie fetali correlate al fumo e i bambini nati da mamme fumatrici sono spesso sotto peso alla nascita. Le mamme hanno, dal canto loro, una motivazione maggiore per smettere di fumare. Questo permette con maggiore facilità il raggiungimento dell’obiettivo. Un appello accorato a tutte le donne gravide: non fumate, fate un grosso regalo al vostro bambino, ossia quello di poter nascere senza crisi da astinenza alla nicotina.

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Anoressia e bulimia, disagio interiore Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), i Disturbi del Comportamento Alimentare rappresentano un problema di salute pubblica in costante crescita nei Paesi Industrializzati. Di “alimentazione” si ammalano oltre 9.000 nuove persone ogni anno, soprattutto nella fascia di età tra 12 e 25 anni. Bulimia e Anoressia colpiscono prevalentemente persone di sesso femminile (solo 1 caso su 10 o meno riguarda soggetti maschi) e riguarda in egual misura tutte le classi sociali.

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A domanda risponde Daniela Borella Responsabile Centro Psico Sociale Casalmaggiore Quali sono le cause principali di questi disturbi?

Numerose sono le teorie proposte per spiegare le origini del disturbo dell’alimentazione, dalle ipotesi sulla predisposizione genetica, ai fattori di natura psicologica, ambientale e sociale che portano il paziente a sopravvalutare il fattore corpo e ad anteporlo a tutti gli altri. Anoressia e bulimia ci parlano di un disagio interiore, sono modi di esprimere attraverso il corpo e il cibo un malessere che non è possibile comunicare con le parole. Ci parlano delle famiglie in cui queste ragazze sono cresciute, caratterizzate da alcuni aspetti ricorrenti, quali l’assenza di un buon rapporto d’amore tra i genitori, la presenza di madri intrusive e/o di  padri quasi assenti, famiglie incapaci di affrontare il cambiamento e di adolescenti che subiscono sia la derisione da parte dei compagni  sia le pressioni e le aspettative  eccessive da parte del contesto.

Quale il percorso di cura?

Le cause dell’anoressia e della bulimia sono tante e proprio per questo la cura non può essere solo il ripristino di una corretta alimentazione. La cura inizia con il concedere al soggetto anoressico o bulimico “uno spazio adeguato per comunicare”. L’approccio è comunque  multidisciplinare, la terapia richiede l’intervento di diverse figure professionali: psichiatra, psicologo, endocrinologo, nutrizionista e dietologo. Il percorso di cura dovrà essere caratterizzato da alcuni passaggi quali la valutazione medica del paziente, un corretto regime alimentare, il supporto psicologico, la terapia farmacologica, la partecipazione a gruppi di aiuto e a programmi residenziali di riabilitazione psicologica e alimentare.


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Quanto è importante l’interazione dello psicologo e del nutrizionista nella gestione di queste problematiche? Direi fondamentale: psicologo e nutrizionista ugualmente, corpo e i disturbi del comportamento alimentare sono una delle espressioni massime di questi due aspetti. Il corpo esprime ciò che la psiche non riesce a elaborare e quindi risulta evidente  che il processo di cura deve essere condotto a quattro mani. E’ necessario sostenere psicologicamente il fisico che cerca di recuperare la salute ma che da solo non riesce a rimettere ordine nelle idee e nei sentimenti.

Informazioni

Centro Psico Sociale Via Romani, 52- Casalmaggiore Tel. 0375 200 166 d.borella@ospedale.cremona.it


SPECIALE

Tiroide

occhio a farmaci e dieta Le patologie tiroidee sono molto frequenti nella popolazione generale. Nel nostro Paese circa il 20 % della popolazione è affetta da disordini tiroidei, tra questi il gozzo da solo colpisce oltre 6 milioni di persone ovvero più del 10% della popolazione italiana.

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A domanda risponde Letizia Maninetti Responsabile Ambulatorio per la prevenzione e il trattamento dell’Osteoporosi Presidio Ospedaliero di Cremona

Malattie della tiroide, quale incidenza?

Dagli unici dati ISTAT disponibili, risalenti ormai al 2000, sono stati stimati circa 50 ricoveri ogni 100 mila abitanti per questa patologia e l’impatto economico di questa malattia è di oltre 150 milioni di euro all’anno. Per ciò che riguarda strettamente l’infanzia invece, in Italia 1 neonato su 2000 nati vivi nasce con una forma di ipotiroidismo congenito. Sebbene nel nostro Paese sia attivo un programma nazionale di screening neonatale tiroideo che, realizzando la diagnosi precoce, consente di prevenire le gravi sequele neuropsichiche conseguenti al deficit tiroideo alla nascita, disordini neurointellettivi minori sono comunque presenti in molti dei bambini affetti da questa patologia.

A cosa è dovuta una tale diffusione?

La patologia tiroidea presenta un’elevata prevalenza nella popolazione anche per la disponibilità di metodiche diagnostiche sempre più raffinate (TSH ultrasensibile, ecografia ad alta risoluzione) e la loro larga diffusione, che hanno fatto sì che vengano identificate disfunzioni subcliniche oppure piccole lesioni nodulari che un tempo non sarebbero mai state riscontrate, creando, nello stesso tempo, problematiche gestionali nel determinare il corretto utilizzo delle risorse per il loro inquadramento e follow up.


Quali le cause principali ?

Per ciò che riguarda le cause delle patologie tiroidee, è stato accertato che la causa più comune, in tutto il mondo, è la carenza nutrizionale di iodio che rappresenta il costituente fondamentale degli ormoni tiroidei, mentre nelle società industrializzate la causa principale di ipotiroidismo sono la patologia autoimmune e quella iatrogena (radioiodio e tiroidectomia). La carenza iodica anche lieve compromette la funzione tiroidea e si traduce in quadri morbosi le cui manifestazioni variano in funzione del periodo della vita interessato da questo deficit.

A parte la carenza iodica, esistono altre cause?

Non tutta la patologia tiroidea è conseguenza della carenza iodica. La causa delle malattie autoimmuni (morbo di Basedow, tiroidite cronica di Hashimoto) non è completamente nota ma la partecipazione di fattori genetici è dimostrata dall’associazione con l’espressione degli antigeni HLA-B8 e DR3 nella razza caucasica. Anche infezioni virali o batteriche possono infine indurre un processo infiammatorio tiroideo con distruzione massiva del parenchima, flogosi locale sintomatica e tireotossicosi.

Alcuni farmaci possono alterare gravemente la funzionalità tiroidea?

Si, tra questi sicuramente da sottolineare l’amiodarone, per l’elevato apporto di iodio, il litio per l’interferenza con la sintesi degli ormoni tiroidei e l’interferone alfa, in grado di attivare processi autoimmuni ed indurre tiroiditi acute con distruzione flogistica del parenchima.

Come si effettua la diagnosi?

Il cardine della valutazione della funzionalità tiroidea è il dosaggio del TSH tramite metodica ultrasensibile. La metodica strumentale di riferimento per la valutazione della struttura ghiandolare tiroidea è sicuramente l’ecografia, in grado di fornire notizie circa il volume della ghiandola, la disomogeneità della struttura, la presenza di noduli e le loro caratteristiche (ecogenicità, dimensioni, margini, vascolarizzazione, calcificazioni). Tutti elementi fondamentali per la diagnosi differenziale ed il follow up .

Quali oggi le terapie disponibili? E’ possibile guarire?

L’Ipotiroidismo è quasi sempre persistente ed evolutivo. Per qualunque causa la cura è rappresentata dalla terapia sostitutiva con L tiroxina, terapia che presenta problematiche di assorbimento (gastropatie, farmaci, cibo, ecc), ma nella maggior parte dei pazienti permette di raggiungere un compenso stabile ed ottimale. Il suo fabbisogno aumenta nettamente in gravidanza. L’ipertiroidismo da malattia autoimmune richiede un trattamento con farmaci tireostatici e può arrivare alla guarigione pur con rischio di recidiva che rende necessaria una terapia definitiva (tiroidectomia o terapia radio-metabolica). Il carcinoma tiroideo differenziato (papillare e follicolare) necessita di tiroidectomia totale a cui segue una terapia radio metabolica con Iodio 131. La sopravvivenza è buona (80-90% a 10 anni).

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SPECIALE

Tiroide

sale, meglio se iodato

La patologia tumorale tiroidea, fortunatamente riguarda solo il 5% dei noduli tiroidei ed appare correlata all’ età, alla familiarità, all’esposizione alle radiazioni, in particolar modo terapie radianti in età infantile

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L’Italia ha deciso di far fronte alla carenza nutrizionale di iodio con la promulgazione della legge (n.55 del 21 marzo 2005) che determina le modalità di utilizzo e di vendita del sale alimentare arricchito con iodio destinato al consumo diretto, oppure impiegato come ingrediente nella preparazione e nella conservazione dei prodotti alimentari. La percentuale di vendita di sale iodato nel 2010 è stata pari al 44% della vendita globale di sale in Italia. Una percentuale ancora molto lontana da quel 90% indicato dal WHO come obiettivo da raggiungere perché un programma di iodoprofilassi abbia successo.

Informazioni

Centro Endocrino Metabolico Tel. 0372 405 238 l.maninetti@ospedale.cremona.it

Un altro dato emerso da questa analisi è rappresentato dallo scarso utilizzo di sale iodato nella ristorazione collettiva: solo 20% nel 2010.


QUALI SONO I SINTOMI E COME RICONOSCERLI L’eccessiva dismissione o produzione di ormoni tiroidei comporta l’insorgenza di un quadro clinico ben definito ma ad espressione variabile, indipendentemente dall’entità, dalla durata della malattia e dall’età del soggetto. Il quadro clinico dell’ipertiroidismo comprende: dimagrimento con prevalente perdita di massa muscolare, sudorazione calda, tremori, cardiopalmo (tachicardia sinusale fino alla Fibrillazione Atriale), dispnea da sforzo, astenia, iperfagia, diarrea, insonnia, ansia e nervosismo, irregolarità mestruali. I sintomi cardiovascolari, sfumati nel giovane adulto, spesso sono il principale sintomo nel soggetto anziano, e possono comportare aritmie cardiache, ischemia miocardica, scompenso di circolo.

La carenza conclamata di ormoni tiroidei, ormai sempre più rara visto lo screening diffuso, comporta, viceversa, incremento ponderale moderato, astenia, rallentamento psico-motorio, bradicardia, ipotermia, anemia, secchezza e fragilità capelli, cute secca, stipsi, voce roca, meno metrorragie, edema del volto, mixedema periferico, parestesie e mialgie con ipostenia muscolare. Il coinvolgimento oculare con esoftalmo mono o bilaterale associato a stato infiammatorio più o meno spiccato (Oftalmopatia Basedowiana) è altamente suggestivo per la presenza di una tireopatia autoimmune. Può precedere anche di molti mesi l’esordio clinico dell’ipertiroidismo ma può anche essere assente. La concomitanza dei sintomi di ipertiroidismo con iperpiressia, dolore e tumefazione improvvisa della ghiandola tiroidea, è altamente suggestiva per tiroidite subacuta

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Per questo è molto importante trattarlo bene, a partire da una corretta alimentazione e limitando il più possibile l’assunzione di alcool.

FEGATO

come aver cura del nostro

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Il fegato è un organo importantissimo per il nostro corpo, una vera centrale metabolica e quando si “guasta” le conseguenze possono interessare tutti gli altri organi.

A domanda risponde Paolo Bodini Direttore UO di Medicina Presidio Ospedaliero di Cremona

Epatite: di cosa di tratta?

Con il termine “epatite” si intende una infiammazione del fegato che può essere acuta con ittero, febbre e dolore oppure avere un andamento cronico a volte anche senza sintomi per i pazienti. A volte si usa anche il termine di epatopatia, quando la componente infiammatoria non è elevata, ma si ha comunque un danno dell’organo.

Cosa intende per “un danno all’organo”?

Se l’epatite acuta si risolve, come nella maggior parte delle epatiti virali, il fegato torna normale e non vi sono conseguenze. Le epatiti croniche invece, se non ben trattate, possono tutte evolvere nel giro di anni in una cirrosi epatica, malattia che non guarisce e che porta a molte sequele e complicanze.

Quando si parla di “epatiti virali” cosa si intende?

Le epatiti virali oggi non sono la causa più frequente di epatopatia. Possiamo distinguerle in epatiti che si contraggono


attraverso alimenti contagiati dal virus e quelle che si contraggono tramite contatti sessuali o contaminazioni da sangue infetto o altri liquidi biologici (trasfusioni, iniezioni, procure dentistiche etc) contaminati.

Quali sono le epatiti contratte attraverso gli alimenti e come si curano? L’epatite A, la più frequente nelle nostre zone, e l’epatite E tipica di paesi tropicali ed in genere contratta da viaggiatori. In genere si presentano con una sintomatologia diarroica seguite da comparsa di ittero (colore giallo della cute e degli occhi). Si previene facendo attenzione a non consumare cibi potenzialmente infetti, quali frutti di mare non ben cotti. Recentemente frutti di bosco congelati e altri prodotti importati da paesi dell’Est Europa, hanno portato ad un aumento di casi. Esiste una vaccinazione per il virus A, utile soprattutto per chi viaggia. Non ci sono cure specifiche se non riposo e dieta molto leggera. Normalmente si ha la guarigione nel giro di qualche settimana.

Mentre le epatiti contratte per via sessuale o da sangue infetto?

L’epatite B e la C. La prima è in netto calo perché vi sono programmi internazionali di vaccinazione nei bambini, mentre per la C non esistono vaccinazioni. Più frequentemente queste epatiti si presentano in forma cronica con pochi sintomi o nessuno. Vengono scoperte in corso di esami del sangue eseguiti per svariati motivi. I soggetti più a rischio sono classicamente i tossicodipendenti con uso di farmaci endovena e soggetti con vita sessuale sregolata. Entrambe queste epatiti possono essere curate con farmaci specifici per evitare l’evoluzione verso la cirrosi.

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Epatopatie: qual è la causa principale?

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Nella società di oggi è la causa alimentare: da un lato la eccessiva alimentazione con vita sedentaria porta all’accumulo di grasso nel fegato (steatosi) che può trasformarsi in “steatoepatite” ed evolvere verso la cirrosi. Dall’altro vi è il problema dell’alcool (socialmente molto diffuso specie tra i giovani) che, come noto, è la causa più classica di cirrosi epatica. Spesso le due condizioni descritte coesistono e si potenziano a vicenda accelerando l’evoluzione negativa della patologia. In questi casi è soltanto una dieta rigorosa (bassa di calorie e totalmente priva di alcool) che può portare nel tempo a una guarigione dalla malattia o comunque a un sostanziale miglioramento.

In che misura l’assunzione di farmaci può danneggiare il fegato?

Quasi tutti i farmaci sono eliminati o metabolizzati dal fegato e, in persone predisposte, possono potare a una epatite da farmaci, in genere acuta che, se non riconosciuta, può evolvere in cirrosi. Quando si è sottoposti a terapie protratte con farmaci potenzialmente lesivi per il fegato (antiinfiammatori, farmaci per il colesterolo ecc.) è bene effettuare periodicamente gli esami ematici per controllare l’esistenza di un danno.

Vi sono altre epatiti meno comuni?

Sì, anche se rare: sono le epatiti autoimmuni e quelle causate “da accumulo” di sostanze come ferro, rame o glicogeno che richiedono approcci specialistici.

Diagnosi e prevenzione Gli esami più comuni per verificare un danno epatico, qualunque ne sia la causa, sono esami del sangue, in particolare le cosiddette transaminasi e poi molti altri che esplorano alcune delle oltre 200 funzioni del fegato. Sempre come approccio iniziale, dopo una accurata raccolta della storia clinica del paziente e una visita generale ben condotta, l’esame base è una ecografia del fegato. Successivamente, se necessario, si può procedere a TAC, Risonanza magnetica e altre procedure

Informazioni:

più specialistiche, sino ad arrivare alla biopsia epatica, che si effettua con una puntura del fegato sotto controllo ecografico. Va ricordato che il fegato è un organo molto “prezioso” e per questo va trattato bene a partire dalla corretta alimentazione. Particolare attenzione va riservata al consumo di alcool che - in ogni caso - va assunto con estrema prudenza e in dosi davvero minime.

UO Medicina Presidio Ospedaliero di Cremona Tel. 0372 405 243 direttore.medicina.poc@ospedale.cremona.it


Allergopatie

“Maledetta” primavera

A domanda risponde Mauro Romeo Parpanesi Centro di Allergologia Aziendale Presidio Ospedaliero di Cremona

Negli ultimi decenni si è assistito a un aumento consistente delle allergopatie, soprattutto nelle aeree più ricche e industrializzate del mondo. Si stima che i pollinosici siano il 10% della popolazione in Italia, il 15% in Europa e probabilmente il 20% negli USA. E proprio nello stile di vita dei paesi sviluppati, numerosi studi hanno individuato una delle possibili cause dell’aumento delle allergopatie. A giocare un ruolo determinante svolto dall’inquinamento atmosferico. Come ogni anno con l’arrivo della primavera si manifestano le allergie da pollini. Quali sono le principali forme di pollinosi nella nostra provincia?

I rilievi pollinici di questi anni e lo studio dei pazienti, hanno consentito di individuare due principali forme di pollino-

si in provincia: Precoci (da febbraio a maggio) da sensibilizzazione a piante arboree tra le quali prevalgono betulla ontano e nocciolo e Primaverili – estive (da maggio a settembre),di gran lunga le più frequenti, da sensibilizzazione a graminacee, parietaria e composite.


Allergopatie In che misura l’inquinamento atmosferico incide sulla diffusione delle allergopatie? E’ stata inoltre dimostrata una interrelazione tra granuli pollinici e inquinanti atmosferici: da un lato i granuli assorbono e veicolano inquinanti aerodispersi fino alle vie respiratorie, aumentandone la concentrazione, dall’altro comuni inquinanti, come il particolato emesso dai motori diesel, possono fare da carrier, veicolando allergeni pollinici e favorendo la produzione di anticorpi della classe IgE, propri dell’allergia.

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Quali principali sintomi?

La rinite allergica, congiuntivite, asma bronchiale. Accanto a queste manifestazioni vi possono essere anche sintomi provocati da quella che viene definita Sindrome Orale Allergica. L’ingestione di alcuni alimenti durante la stagione primaverile determina l’insorgenza di sintomi immediati (anche solo dopo pochi minuti) successivamente all’ingestione dell’alimento. I sintomi possono essere solo locali (bruciore linguale, tumefazione delle labbra) con risoluzione in 30-60 minuti o possono avere una progressione sistemica con evoluzione verso dolori addominali, diarrea, congiuntivite, rinite, asma, prurito cutaneo diffuso, orticaria e raramente shock anafilattico. La cosa accade poiché gli alimenti vegetali presentano degli antigeni in comune con i pollini e ciò determina quella che si chiama cross-reazione o reazione crociata tra pollini ed alimenti.

Informazioni:

Centro Allergologico Aziendale Tel. 0372 408 178 r.parpanesi@ospedale.cremona.it


Regole e suggerimenti per combattere le allergie Per la profilassi e la terapia appropriata è necessario che il paziente consulti il proprio medico curante o lo specialista allergologo. Sono disponibili nuovi farmaci antistaminici per uso orale dotati di minori se non assenti effetti collaterali. Possiedono uno scarso effetto sedativo e possono essere tranquillamente utilizzati senza ostacolare l’attività di guida di un veicolo e inoltre non influenzano la capacità di concentrazione e l’attenzione allo studio. Esistono inoltre preparazioni a base di antistaminici, cromoni e corticosteroidi da impiegare per uso locale anch’essi praticamente privi di effetti collaterali. Va ricordato tuttavia che i cromoni ed i corticosteroidi sono attualmente gli unici farmaci in grado di influenzare in maniera radicale i complessi meccanismi biologici responsabili delle malattie allergiche. Una particolare attenzione va rivolta però a quei colliri che contengono sostanze conservanti come il benzalconio cloruro che contribuiscono all’irritazione oculare. E’ bene quindi rivolgersi sempre allo specialista allergologo od oculista per una appropriata terapia che eviti questi inconvenienti. A completare il bagaglio degli strumenti che lo specialista ha a disposizione c’è poi l’immunoterapia specifica conosciuta come “vaccino”. L’opportunità di effettuare questo tipo di trattamento deve essere valutata dal medico perché non tutti i soggetti allergici possono effettuare questa terapia. E’ importante che i pazienti comprendano che le misure di prevenzione, i diversi farmaci e l’immunoterapia specifica non sono tra loro antitetiche. Anzi, spesso può essere necessario un impiego combinato dei diversi strumenti per il completo controllo della malattia.

ALLERGIE CROCIATE, TRA POLLINI E ALIMENTI Betulla: mela, pera, pesca, albicocca, prugna, ciliegia, banana, noce, nocciola, sedano, finocchio, carota. Nocciolo: mela, pesca, ciliegia, carota, limone. Parietaria: gelso, basilico, ciliegia, melone. Graminacee: pomodoro, melone, anguria, arancia, kiwi, frumento. Composite: sedano, mela, melone, anguria. Ambrosia: melone, banana.

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Passamonti, Cazzalini e Musa durante una scena dello spettacolo “Diamoci una mossa”

Anche quest’anno l’Unità Operativa di Cardiologia (diretta da Salvatore Pirelli) dell’Azienda Ospedaliera di Cremona, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Cremona, ha organizzato Tre giorni per il tuo Cuore, iniziativa dedicata alla sensibilizzazione e all’informazione rispetto alla prevenzione delle patologie cardiovascolari indirizzata soprattutto agli studenti (dalla scuola elementare alle medie superiori). Un autentico “laboratorio creativo” che ha utilizzato la musica, la didattica interattiva e il teatro per veicolare un messaggio di salute e rispetto del proprio corpo. Al centro l’importanza dei corretti stili di vita con particolare attenzione allo sport e all’attività fisica in generale quale sana abitudine per pervenire le patologie cardiovascolari.


Non è necessario essere un atleta per essere in forma Perché lo sport fa bene al cuore?

Il nostro corpo è “costruito” per muoversi e perde efficienza se non lo fa: è importante essere informati sui benefici di un regolare programma di attività fisica per limitare la sedentarietà e mantenere in forma il cuore.

Benefici dell’attività fisica

Accorgimenti da adottare

• riduce il rischio di infarto e di ictus

• Dai il buon esempio e pratica

• migliora l’apporto di ossigeno ai tessuti • facilita il controllo del peso corporeo • migliora il controllo della pressione arteriosa • riduce i livelli di colesterolo nel sangue • riduce il rischio di diabete • facilita lo smettere di fumare • migliora il controllo dello stress • facilita il sonno regolare • rafforza l’autostima • migliora il tono dell’umore

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un’attività fisica regolarmente • Limita le attività sedentarie • Cerca di limitare l’uso dell’auto a favore della bicicletta o degli spostamenti a piedi • Utilizza le scale invece dell’ascensore

Attività semplici come camminare, andare in bicicletta sono attività che devono essere svolte per almeno 30 minuti ogni giorno. Un’attività fisica moderata se eseguita regolarmente comporta benefici sia a breve che a lungo termine. Una attività fisica più intensa eseguita 30-60 minuti per 3-4 giorni alla settimana è in grado di migliorare ulteriormente l’efficienza del cuore e può determinare un maggiore beneficio nella riduzione del rischio di malattie cardiovascolari. Venturini, Braga, Marchesi e Bencivenga

L’orchestra Mousikè fa il tutto esaurito

Pirelli e Marchesi


Diamoci una mossa L’ospedale si fa palcoscenico con il Franco Agostino Teatro Festival

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I bambini all’arrivo in ospedale per lo spettacolo (Foto: Valentina Zanzi)

200 bambini

della scuola primaria, dottori e infermieri che interpretano se stessi e Nicola Cazzalini che nei panni di Fermo, ragazzino pigro che trascorre il tempo davanti alla Tv mangiando popcorn. Questi gli ingredienti del bellissimo spettacolo “Diamoci una mossa” messo in scena presso l’aula magna dell’Ospedale di Cremona dal Franco Agostino teatro festival in collaborazione con l’Ufficio comunicazione aziendale. Lo spettacolo, che ha saputo coniugare

Meccanici coi palloncini

educazione alla salute e divertimento, ha letteralmente catturato i bambini che per due ore hanno interagito con l’attore e appreso l’importanza della corretta alimentazione e dello sport per la propria salute. Bravi anche infermieri e medici di cardiologia e 118 che si sono improvvisati attori per un giorno al fine di spiegare cosa fare in caso di comparsa dei sintomi premonitori da dolore toracico, come comportarsi per intervenire tempestivamente e cosa fare per la salute del cuore.

Merenda a Km 0 per tutti

L’aula magna in festa


VANOLI, LA SQUADRA DEL CUORE

Finale a sorpresa con la Vanoli basket, che si è rivelata la vera squadra del cuore. Andrea Conti (team manager) e i giocatori Klaudio Ndoja  e Gianluca Marchetti hanno testimoniato l’importanza dello sport per mantenere in forma corpo e mente prestandosi alle domande dei giovani spettatori. Entusiasmo, interesse e biglietti omaggio per tutti i bambini intervenuti: l’appuntamento è al Palaradi per la prossima sfida.

IL GOLF E’ PER TUTTI

Chiusura in bellezza per la “tre giorni del cuore” con il Golf Club “Il Torrazzo”. La palestra Spettacolo di Cremona si è trasformata per un giorno in un vero campo da golf per consentire ai ragazzi di sperimentare uno sport poco noto e le sue caratteristiche benefiche per la salute. Alle classi che hanno partecipato è stata offerta l’opportunità di fare una lezione teorico – pratica sotto la guida attenta degli direttamente sul campo da golf (data la stagione) ricostruito in un ambiente coperto e riscaldato.

CARDIOLOGIE APERTE ANCHE ALL’OGLIO PO

La sala riunioni dell’Oglio Po trasformata per un giorno in laboratorio “didattico” per bambini e genitori della quinta elementare di Dosolo. Informazione e prevenzione cardiovascolare per tutti grazie all’equipe della UO di Cardiologia (Diretta da Massimo Carini). Partecipazione interattiva e alla fine tanti palloncini a forma di cuore liberati in cielo.

GRAZIE A ... Libera Associazione Agricoltori, Coldiretti Cremona, Ipercoop per aver fornito la “merenda della salute” con prodotti del nostro territorio: biologici e a Km Zero. A Grazia Bodini (Ufficio stampa e Comunicazione AO Cremona) e Stefania Reali (Politiche Educative Comune di Cremona) e a tutti coloro che si sono prodigati per la buona riuscita dell’iniziativa.


A maggio appuntamento con i cittadini Giornate Nazionali per lo Scompenso cardiaco

CARDIOLOGI IN PIAZZA SABATO 10 MAGGIO 2014

Piazza Roma (Giardini pubblici, Cremona) dalle 9.00 alle 13.00

Informazione, misurazione della pressione arteriosa,

frequenza cardiaca e valutazione del rischio di scompenso cardiaco.

Intervengono i Medici Cardiologi

dell’UO di Cardiologia dell’Ospedale di Cremona.

Giornata Nazionale per l’Ipertensione

SABATO 17 MAGGIO 2014

programma

In Ospedale dalle 9.00 alle 13.00

Auto misurazione della pressione arteriosa

Come fare un uso corretto delle apparecchiature

o insegnano gli operatori sanitari

DOVE

Presidio Ospedaliero di Cremona

Ambulatorio per l’ipertensione e altri fattori di rischio cardiovascolare

UO Medicina Generale – 6° piano

Presidio Ospedaliero Oglio Po

Ambulatorio n 1 e n 3

UO Cardiologia – 1° Piano

In Piazza dalle 9.00 alle 17.00

Misurazione della pressione arteriosa e

dosaggio della microalbuminuria indice che consente di individuare

precocemente i pazienti ipertesi

DOVE

Piazza Roma, Cremona (gazebo angolo galleria 25 aprile)

Saranno presenti i nefrologi dell’Ambulatorio

per la diagnosi e terapia dell’ipertensione

UO di Nefrologia e Dialisi – Ospedale di Cremona

INFORMAZIONI URP Ospedale di Cremona Tel. 0372 405 550 - urp@ospedale.cremona.it URP Ospedale Oglio Po Tel. 0375 281 552 - urp.op@ospedale.cremona.it

Si ringrazia


AO di Cremona Informa n. 13 Aprile 2014