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Bilancio Sociale e di Missione 2011


saluto del Presidente

La parola che quest’anno apre il nostro bilancio sociale non è una parola di uso comune ma è una parola straordinaria che si usa in molti campi: nell’ingegneria indica la capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi, in psicologia la capacità dell’uomo di far fronte alle avversità della vita senza abbattersi, diventando anzi più forte e più esperto.

Ancora una volta la nostra natura, la nostra storia di Cassa Rurale ci viene incontro e ci indica la strada. Questa crisi che dura ormai da quattro anni e che si è acuita verso la fine dell’anno scorso richiede a ciascuno grande impegno, ottimismo, capacità di lavorare e disponibilità a faticare. Essa richiede di rinunciare agli alibi, di essere solidali tra noi, di tirare fuori il meglio. Richiede resilienza. La Cassa Rurale ha lavorato e sta lavorando per aiutare famiglie e imprese a far fronte alle difficoltà quotidiane,

senza far venir meno il credito e neanche l’equilibrio che occorre mantenere nella gestione aziendale, poiché anche la Cassa Rurale è un’impresa che va preservata per garantire libertà e autonomia nel presente e nel futuro della nostra Comunità. C’è bisogno di tensione morale, buoni obiettivi a cui tendere, semplicità. Questo chiediamo ai nostri Governanti ma questo dobbiamo coltivare noi per primi: usciremo dalla crisi forse con minori disponibilità ma rinnovati e più capaci!

Il Presidente Paolo Marega


premessa Come già le edizioni dei due anni precedenti, il presente Bilancio Sociale 2011 della Cassa Rurale di Rovereto si ispira alle linee guida e ai principi del modello GBS (Gruppo Bilancio Sociale Italiano) integrato con quello ABI (Associazione Bancaria Italiana). Propositi ispiratori individuare i principali interlocutori di riferimento (stakeholders) non solo in quei soggetti che hanno un legame diretto con la Cassa – soci, clienti, dipendenti, fornitori - ma in tutti coloro che possono essere influenzati dalla sua condotta;

confermare equità ed imparzialità nel trattamento degli interessi in gioco dei singoli interlocutori;

comunicare la propria identità aziendale e i valori di riferimento;

rendicontare con trasparenza le performance aziendali e lo scenario economico finanziario in cui la Cassa si trova ad operare;

responsabilizzare gli stakeholders di riferimento affinché partecipino alla “condotta aziendale”;

verificare la coerenza tra i valori che permeano l’identità aziendale e le scelte intraprese dalla Cassa, con la possibilità di raccogliere giudizi di valore sulla stessa da parte degli stakeholders;

individuare gli obiettivi di miglioramento che l’azienda si impegna a perseguire e la best practice che si intende raggiungere.


Permane dunque il ruolo di centralità degli interlocutori di riferimento, gli stakeholders, e l’importanza di una loro valutazione in termini di necessità e bisogni da soddisfare in maniera equa ed imparziale, il cui ultimo risultato è la creazione del “valore” tra questi e la Cassa. Nel presente documento la Cassa Rurale di Rovereto ha voluto appunto descrivere in maniera esaustiva tale valore, spesso intangibile, creato all’interno del proprio territorio di competenza come risultato di relazioni fiduciarie reciproche. Nel corso del 2011 è stata peraltro avviata una collaborazione con l’Università di Trento proprio in relazione ad

un’indagine sulla motivazione delle BCC nel redigere il documento di Bilancio Sociale. Il progetto di ricerca si inserisce in un contesto molto più ampio di analisi della rendicontazione sociale ambientale nelle BCC del Nord Italia: studi precedenti hanno investigato le modalità con cui le BCC italiane rendicontano verso i propri stakeholder, soffermando l’attenzione sulle aree di disclosure investigate, sul volume e sulla qualità di questi report, e proponendo analisi non solo di contenuto testuale ma anche visivo e grafico alquanto innovativo per la letteratura internazionale. In relazione a ciò, il progetto di collaborazione intende quindi affrontare ora il tema fondante delle motivazioni.

Perché un bilancio sociale, dunque?

Perché il Bilancio Sociale viene interpretato dalla Cassa Rurale di Rovereto come un importantissimo strumento di comunicazione, come un mezzo fondamentale per coltivare le relazioni sociali e commerciali e per garantire la trasparenza nelle attività.

Perché la sezione relativa all’identità aziendale permette di presentare sinteticamente gli elementi relativi all’assetto istituzionale e organizzativo, alle origini, alla mission, ai valori, alle linee strategiche peculiari della Cassa.

Perché la sezione dedicata all’attività della Cassa analizza, quantifica ed espone in modo semplice e chiaro l’attività sociale svolta dalla azienda nel corso di un anno in favore di Soci, comunità di riferimento, clienti, fornitori, collaboratori.

Perché, confrontando quanto realizzato con le esigenze preesistenti, il Bilancio Sociale consente di valutare e interpretare il raggiungimento degli obiettivi sociali prefissati e il ruolo svolto a favore della collettività in termini di utilità, legittimazione ed efficienza, rimarcando che il fine dell’istituto di credito cooperativo non è solamente quello di creare profitto, ma anche di produrre valore aggiunto per la comunità.

Perché favorisce una maggior consapevolezza interna da parte dei collaboratori, offrendo un’opportunità di riflessione sull’impegno della Cassa a migliorare la qualità di prodotto e servizio, il rapporto con i consumatori, la sicurezza sul posto di lavoro, il rispetto dell’ambiente.

Per queste ed altre ragioni, fin dal 1999 - con il coordinamento specifico dell’Ufficio Soci - la Cassa Rurale di Rovereto redige quindi il proprio Bilancio Sociale. In linea con lo Statuto, con i principi di mutualità e localismo del Credito Cooperativo, con

la Mission aziendale. E soprattutto, con l’obiettivo di parlare non solo di fatti, quanto delle persone dietro gli avvenimenti, così da rendere sempre più il Bilancio Sociale uno strumento effettivamente partecipativo della vita aziendale.


governance CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Presidente dott. Paolo Marega Vice Presidente cav. uff. Silvano Piazzini Consiglieri sig. Maurizio Martini sig. Matteo Bona rag. Paolo Moiola sig. Lucio Angheben sig Franco Schönsberg rag. Nadia Zandonai COLLEGIO SINDACALE Presidente dott. Giorgio Fiorini Sindaci Effettivi rag. Andrea Bettini dott. Giacomo Manzana Sindaci Supplenti dr.ssa Mariarosaria Fait dr.ssa Maddalena Carollo COLLEGIO DEI PROBIVIRI Presidente dott. Ruggero Carli Probiviri Effettivi sig. Ezio Zendri prof. Antonia Scalzi Probiviri Supplenti rag. Massimo Barozzi avv. Paolo Visonà


indice CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE


identità Le persone come fulcro, la fiducia come risorsa

Le persone come fulcro, la fiducia come risorsa. Punti saldi nell’operato della Cassa Rurale di Rovereto, da 113 anni parte attiva nel supportare la crescita della comunità locale, nel dare risposte ai bisogni e sostegno alle potenzialità dei singoli, nel coltivare relazioni durature e fiduciarie quali fonti di risorse ridistribuibili sul territorio. Lontano dalle leggi autoreferenziali del semplice profitto o della cieca concorrenza; anche - o soprattutto - in contingenze difficili, in tempi di crisi. In tal senso, essere banca della comunità, banca delle persone rappresenta una vera e propria scelta di stile: un’identità ben definita, una responsabilità vincolante, un impegno da onorare. L’intera storia ormai ultracentenaria della Cooperazione trentina, inscindibilmente connessa a quella del suo territorio d’origine e d’azione, vede del resto come valore fondante la centralità della persona e la conseguente volontà di far crescere i legami solidaristici, a favore dello sviluppo non solo economico, ma sociale e istituzionale. Ne è derivato un percorso del tutto originale, saldamente radicato nell’esperienza di ieri ma al contempo forte della capacità di interpretare con strumenti propri le difficoltà dello sfaccettato scenario attuale e di operare a effettivo vantaggio della collettività presente come delle generazioni che seguiranno. La Cooperazione nei suoi diversi gradi – impresa, consorzio, federazione – si riconosce nella “Dichiarazione d’Identità cooperativa” approvata dall’Alleanza Cooperativa Internazionale al Congresso di Manchester del 1995 e nei valori da essa sanciti: democrazia, eguaglianza, equità, solidarietà, onestà, trasparenza, responsabilità sociale, attenzione verso gli altri, aiuto reciproco.

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A tali principi universali la Cooperazione trentina affianca la sua Carta dei Valori: un documento meditato e condiviso ‘a sostegno dell’azione etica dei soci e della comunità’, in particolare ‘dinanzi alle nuove responsabilità e sfide incombenti’ per via dello‘sviluppo impetuoso del mercato’. Pur affrontando la competizione nei mercati locali e internazionali guidata dal principio dell’efficienza, infatti, con la sua Carta dei Valori la Cooperazione afferma la propria unicità e distintività rispetto alle imprese private e pubbliche, perseguendo il profitto cooperativo attraverso modalità e strumenti coerenti con l’etica cooperativa, tramite la libera associazione di persone che si stringono in un patto mutualistico solidale, a sostegno dell’intera comunità. Un impegno che fin dal suo Atto Costitutivo, in data 30 gennaio 1899, è stato fatto proprio anche dalla Cassa Rurale di Rovereto, allora Cassa di Credito della Società Operaia Cattolica con sede in via Rialto 49. La lunga e articolata storia della Cassa Rurale di Rovereto è quindi segnata da un filo di continuità che attraversa i decenni. Un filo che tramite quell’Atto Costitutivo stesso si riallaccia ai principi cooperativi fondanti, e che mediante la Carta dei Valori della Cooperazione trentina e la specifica Mission traduce ancora oggi quei principi in modalità d’azione quotidiana e di programmazione futura, in linee-guida per l’operato di ogni giorno, nel rispetto di un’identità che continua a dimostrarsi attualissima e premiante.

84% Trentino

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16% Veneto

clienti per zona geografica


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(Mission aziendale) “Nell’esercizio della sua attività la Cassa Rurale si ispira ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata e agisce in coerenza con i principi e le linee guida della cooperazione trentina. Essa ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione e l’educazione al risparmio e alla previdenza”.

STORIA Da ‘Come un ponte. Cento e più anni di storia della Cassa rurale di Rovereto, di Pietro Cafaro: Anno 1899. “Negli occhi, gli effetti della grande crisi che da un ventennio attanagliava tutta l‘Europa e che qualche commentatore non aveva esitato a definire ‘l’età delle disgrazie’. (…) Nel panorama del credito cooperativo che in Trentino poteva vantare già qualche decennio di storia, vedeva la luce a Rovereto un istituto di piccole dimensioni, del tutto anomalo perché solo contiguo alle altre esperienze già presenti sul territorio: la Cassa di Credito della Società Operaia Cattolica non era né una Cassa rurale né una banca popolare, ma un ibrido assomigliante un po’ all’una e un po’ all’altra. (…) L’istituto nasceva in un ambiente urbano, era rivolta principalmente ai lavoratori dipendenti dell’industria e dell’agricoltura, aveva lo scopo principalmente di educare al risparmio, ma non disdegnava di impiegare la raccolta in attività di piccolo credito. Tra le varie Casse sorte e presenti nel territorio Trentino alla fine dell’800 e l’inizio del ‘900 l’unica ancora oggi esistente di origine urbana è questa”. “La Cassa non aveva fini di lucro: quasi tutto l’utile andava a fondo di riserva tranne una piccola porzione che veniva distribuita tra gli azionisti (esattamente come presso le banche popolari). Il meccanismo di erogazione dei prestiti era originale, dato che oltre a quello consueto in denaro poteva avvenire sotto forma di buoni (Boni) d’ acquisto di generi di prima necessità. Il successo dell’esordio è testimoniato dalla sua crescita immediata: gli 83 soci della prima ora erano già lievitati a 153 un anno e mezzo più tardi; le rimanenze al 31 dicembre 1900 registravano depositi per 31.902 corone ed impieghi in prestiti per 16.710 corone (rispettivamente 159.510 e 83.550 € dei nostri giorni). Nel 1914, poco prima che lo scoppio della Grande Guerra trasformasse Rovereto

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