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Edifici BUILDINGS Franco Vianello

Uno dei più avveniristici progetti di Massimiliano Fuksas One of Massimiliano Fuksas’ most futuristic designs Un edificio tra terra, acqua e cielo A building twixt earth, water and sky Ardesia, un lapideo dall’aspetto quasi metallico, per una struttura high-tech Slate, a stone with an almost metallic appearance, for a high-tech structure

A Bassano del Grappa hanno distillato... il futuro dell’architettura! At Bassano del Grappa they’ve distil ed… the future of architecture!

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tranamente uno degli edifici più avveniristici costruiti di recente in Italia, se non il più avveniristico in assoluto, non è stato realizzato in una grande città ma, al contrario, in una piccola cittadina veneta della fascia pedemontana, piuttosto lontana quindi dai gangli vitali della nostra società sempre più urbanizzata: stiamo parlando dello Spazio Eventi e Ricerca Grappa Nardini (foto 1; disegni 1 e 2) realizzato dall’omonima ditta per celebrare i 225 anni d’attività di questa industria. Il patron Giuseppe Nardini non ha badato a spese e, per realizzare un edificio che non passasse inosservato ma celebrasse l’operosità della sua famiglia, ha dato l’incarico ad uno dei più noti architetti italiani, Massimiliano

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ddly enough, one of the most futuristic edifices recently built in Italy – if not the most futuristic in absolute – is not in a big city but in a little foothill town in Veneto, rather far from the vital ganglia of our increasingly urbanized society. We are talking about the Grappa Nardini Research & Multimedia Center (photo 1; drawings 1 and 2) commissioned by the homonymous distiller to celebrate its 225th anniversary. Owner Giuseppe Nardini intended to spare no expense and to build something that, far from going unnoticed, would celebrate his family’s industriousness, commissioning one of Italy’s most famous architects, Massimiliano Fuksas with the declared intent of


1. Bassano del Grappa. Le due bolle che caratterizzano questo innovativo progetto architettonico di Massimiliano Fuksas.

Bassano del Grappa, Italy. The two bubbles featured in this innovative architectural design by Massimiliano Fuksas.

Disegno / Drawing 1. Sezione del progetto realizzato da Fuksas per le distillerie Nardini a Bassano del Grappa

Cross-section of Fuksas’ design for the Nardini distilleries in Bassano del Grappa.

Disegno / Drawing 2. Uno degli schizzi progettuali di Fuksas.

One of Fuksas’ design sketches.

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Fuksas, con il dichiarato intento di proiettare la sua ditta, produttrice d’acquavite, nel terzo millennio. Cosa che l’architetto romano è senz’altro riuscito a fare nel migliore dei modi. Infatti, il progettista di origini lituane, uno dei più talentuosi e, possiamo dire, visionari presenti a livello internazionale, ha inventato per lui una costruzione addirittura spaziale, costituita da due ellissoidi in vetro, simili a grandi bolle verdi, sovrapposte tra loro, che paiono galleggiare tra terra, acqua e cielo. La nuova realizzazione però non si ferma ai due grandi, scenografici, spazi ellissoidali, che sono solo la parte più evidente (ed attraente) di un progetto che si sviluppa per lo più sottoterra.

projecting his company, a maker of aqua vitae, into the third millennium. Something that the Roman architect succeeded in doing to the hilt. In fact, this architect of Lithuanian origin is one of the most talented and we might say visionary on the international scene, and invented what looks like an alien spacecraft consisting of two glass ellipsoids, similar to big green bubbles, abutting one another and seeming to hover between earth, water and sky. However, the new creation doesn’t stop with these huge ellipsoids, which are only the most striking (and attractive) part of a design that mostly develops under the ground.

L’architetto

The architect

Massimiliano Fuksas nasce a Roma, nel 1944, da padre lituano e madre romana. Si laurea alla facoltà di architettura dell’Università La Sapienza di Roma quando lavora già da due anni in uno studio professionale e dopo avere anche già fatto pratica presso lo studio di Jørn Utzon a Copenaghen. Ma è un giovane dal forte spirito artistico, attratto anche dalle altre arti, in particolare dalla pittura, tanto da frequentare per un certo periodo addirittura l’atelier di De Chirico. In seguito dichiarerà che l’architettura è molto prossima alla scultura sentendosi egli più artista che architetto. Successivamente collabora con la stessa Università con attività di tipo didattico e di ricerca mentre contemporaneamente svolge preziose collaborazioni con architetti coetanei come Jean Nouvel, con esperienze particolari che generano interesse in tutto l’ambiente. È proprio in Francia che Fuksas inizia a lavorare con risultati particolarmente brillanti, tanto da aprirsi un primo studio a Parigi (1989). Solo in questo paese, più aperto ai giovani progettisti che cercano di far carriera, Fuksas ha infatti la possibilità di emergere e di far valere le proprie capacità, mentre in Italia la situazione risultava molto più

Massimiliano Fuksas was born in Rome in 1944, his father Lithuanian and his mother Roman. He got his degree in architecture at La Sapienza University in Rome when he had already been working at an architecture firm for two years and had had an internship with Jørn Utzon in Copenhagen. Yet he was a young man with a strongly artistic bent, attracted by other art forms, especially painting, to the point that he could often be found at De Chirico’s studio. Afterwards he would declare that architecture is very skin to sculpture and that he feels himself to be more artist than architect. He later worked with the university as teacher and researcher, at the same time gaining interesting experience with architects his same age like Jean Nouvel, with projects centering on environments as a whole. And it was right in France that Fuksas began to work with especially brilliant results, becoming so successful that he opened his first office in Paris (1989). It was in this country, more receptive to young designers beginning their careers, that Fuksas was able to make a name for himself, while in Italy the situation was much harder. And in fact this was the same road taken by another famous Italian

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difficile. È questo lo stesso percorso seguito, non a caso, dall’altro celebre architetto italiano, Renzo Piano, che solo oltralpe ha avuto la possibilità di lavorare sin da subito a importanti progetti. Comunque, è solo a partire dagli anni ’90 che a Fuksas arrivano gli incarichi internazionali più prestigiosi: parliamo delle Twin Towers di Vienna, due torri gemelle in cristallo, particolarmente visibili data la loro particolare posizione; della nuova sede Ferrari a Maranello e degli stores Armani, celebre quello di Hong Kong, dalla lunga scia rossa che contraddistingue i vari ambienti interni. L’apoteosi (al momento?) di Fuksas arriva con la Nuova Fiera di Milano, a suo tempo addirittura il più grande cantiere del mondo, dato che l’edificio, di forma allungata, ha una lunghezza di vari chilometri. Lavoro imponente anche perché preceduto dall’opera di bonifica del terreno che era occupato da una raffineria dell’AGIP. Questo progetto, caratterizzato da una passerella centrale di vetro particolarmente ammaliante, presenta vortici e vulcani che lo movimentano e l’abbelliscono, creando un nuovo stile-Fuksas che sembra legato alle nuvole, alle turbolenze e ai movimenti del cielo. Su questa linea sarà, infatti, anche il prossimo progetto, il nuovo Centro Congressi all’EUR a Roma, dall’interno addirittura “sognante”, dal biancore e candore diffuso (grazie al travertino oltre che al vetro), dotato di un auditorium, di grandi dimensioni, che verrà sospeso al centro della sala, quasi come una grande nuvola, invenzione che ricorda non poco le bolle aeree di Bassano. Ma oltre al Centro Congressi dell’EUR Fuksas è pronto a realizzare nuove strutture particolari in varie parti del mondo, anche a Vilnius, in Lituania, proprio nella terra dei padri, dove ha presentato un progetto per la costruzione del Centro Baltico. Comunque Fuksas non è presente nel campo dell’architettura solo come progettista, ma, ad esempio, dal 2000 tiene 005 MARMOMACCHINE CLASSIC

architect, Renzo Piano, who was given big projects immediately only in France. In any case, it was only in the 1990s that Fuksas began to get big, prestigious commissions, such as the Twin Towers in Vienna, two glass skyscrapers particularly evident due to their positioning; new Ferrari headquarters in Maranello, and two Armani shops, the most famous of which in Hong Kong, with a long red wave leading through its interiors. His apotheosis (for the time being?) came with creation of the New Milan Expo Complex, at the time the largest worksite in the world since its elongated shape stretches for several kilometers. An enormous effort, especially since it had to be preceded by reclaiming the terrain, formerly occupied by an AGIP refinery. This design, featuring a central glass walkway, is given movement by vortexes and volcanoes that also embellish it, creating a new Fuksas style seemingly linked to clouds, turbulences and movements in the sky. The same line would be followed in his next project, the EUR Congress Center in Rome, with a “dreamlike” interior, white and diffused in lighting (thanks to travertine and glass) housing a spacious auditorium suspended in the center almost like a cloud, an invention not unlike the airy bubbles in Bassano. But in addition to the EUR Congress Center Fuksas is ready to create new, unusual structures in other parts of the world, for example in Vilnius, Lithuania, home of his forbears, where he has presented a design for the Baltic Center buildings. Furthermore, Fuksas works in the architecture field not only as a designer but since 2000 has been writing a prestigious column for the top Italian newsweekly L’Espresso, and was also president of the Venice Architecture Biennial from 1998 to 2000, designing the seventh edition of the expo under the title: “Less aesthetics, more ethics”.


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anche una prestigiosa rubrica d’architettura sul settimanale L’Espresso, una delle più importanti testate di tutto il panorama editoriale italiano, ed è stato anche presidente della Biennale d’Architettura di Venezia, dal 1998 al 2000, allestendo la settima edizione dell’esposizione dal titolo: “Less aesthetics, more ethics”.

Il suo stile Non è facile definire lo stile di Fuksas essendo i suoi edifici molto diversi tra loro, ed avendo avuto la sua idea d’architettura molte trasformazioni nel tempo. Si può dire che sia passato da uno stile puramente decostruttivista a forme addirittura aeree e leggere nelle ultime, fantasiose realizzazioni. Fuksas ha dichiarato che il suo materiale più amato era il cemento, non solo perché materia molto plastica e facilmente lavorabile dall’architetto ma anche perché molto economico e l’unico che il giovane Fuksas si poteva permettere nei suoi primi progetti. Ora, invece, nelle sue più recenti realizzazioni, che possiamo definire addirittura faraoniche, dove ovviamente non ci sono più problemi di budget, l’architetto romano fa grande uso di vetro, materiale in realtà ben poco plastico. Della prima fase decostruttivista non è solo emblematico ma addirittura traumatico l’edificio della palestra di Paliano (realizzato insieme ad Anna Maria Sacconi, nel 1979), dalla facciata addirittura sghemba, che sembra proprio sia sul punto di cadere... espediente escogitato, a detta degli architetti, anche per accordarsi con la particolare pendenza del terreno. Col tempo gli edifici di questo architetto si sono fatti più lineari, addirittura geometrici (vedi sede Ferrari a Maranello, Europark 1 a Salisburgo, le Twin Towers a Vienna), tanto da potersi definire, forse tristemente per lui, strutture quasi normali, nel senso di anonime, a parte qualche particolare, come il tetto rosso, d’interminabili dimensioni, del grande centro commerciale di Salisburgo. Il 006 MARMOMACCHINE CLASSIC

His style It isn’t easy to define Fuksas’ style since his buildings differ quite a bit from one another and since his idea of architecture has undergone many transformations over time. It could be said that he went from a purely deconstructionist style to light, airy forms in his latest fanciful creations. Fuksas declares that his most beloved material had been concrete, not just because it’s a plastic material very easy to work with but also because it is very economical and the only one that, as a youth, he could afford to use in his earliest projects. Now, however, in his latest creations (which we can define as gargantuan) and with no budget problems, this Roman architect makes a great use of glass, a material that is much less plastic. Emblematic (and even downright traumatic) of his early deconstructionist phase was the Paliano gym building (designed with Anna Maria Sacconi in 1979), an edifice with an actually lopsided façade that looks as if it’s about to collapse… an expedient devised, say the architects, to adapt to the particular slope of the terrain. Through time his buildings became more linear, even geometrical (Ferrari headquarters in Maranello, Europark 1 in Salzburg, the Twin Towers in Vienna) definable – perhaps sadly for him – as almost normal structures, in the sense of being anonymous save for some details, such as the endless red roof on the big Salzburg mall. Red is his favorite color and can be found in many of his creations, often as a painterly brushstroke like the deliberately shocking one inside the Armani store in Hong Kong. It was only after these linear and geometrical designs made a name for him internationally that Fuksas lightened up his style, going on to the airy, the cloudy, the glassy and even the dreamlike, the most exalted form of which can be seen in the new EUR Congress Center, which Fuksas even now says is the architecture that embodies him best.


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rosso è il colore senz’altro preferito da Fuksas, presente in molte sue realizzazioni, spesso e volentieri una vera e propria pennellata pittorica, come quella volutamente scioccante presente all’interno dell’atelier Armani a Hong Kong. Solo dopo queste lineari e geometriche produzioni che l’hanno affermato a livello internzionale, Fuksas ha alleggerito il suo stile, passando all’aereo, al nuvoloso, al vitreo, ad una progettualità addirittura sognante che dovrebbe trovare la sua massima esaltazione nel nuovo Centro Congressi dell’EUR, che già ora Fuksas ritiene come la struttura architettonica che più lo realizzerà.

L’edificio Lo Spazio Eventi e Ricerca Grappa Nardini, costruito tra il 2001 e il 2004, è costituito da due parti totalmente diverse, addirittura opposte: le due bolle in vetro s’innalzano esternamente al terreno, sfasate tra loro in

2. Quasi come un essere alieno uno dei due ellissoidi dà l’impressione di muoversi tra la vegetazione, grazie anche all’effetto sbieco delle “gambe” di sostegno.

Almost like an alien being, one of the two ellipsoids seems to move across the grass, thanks to the slant of its support “legs”.

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The building The Grappa Nardini Research & Multimedia Center, built between 2001 and 2004, consists of two totally different, even opposing, parts: two glass bubbles rising above the ground, staggered in height and space, supported by the oblique ramp of the stairway and a set of thin metal pilasters looking more like cables anchoring it to the ground than actual support structures (photo 2). Underground, instead, lies the actual entrance, left fairly bare, and below it a 100-seat auditorium. You can get to the auditorium from this underground entrance but also from a big external one facing the original building, slightly sloped and the main one used for crowd-drawing events. In any case, from the underground entrance you can ascend to the two bubbles, which host the company’s research laboratories (photos 3 and 4). In fact, in his project Fuksas designed these two structures to resemble the glass bulbs used in the


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altezza e spazialmente, e sono sostenute dalla rampa obliqua dell’ascensore e da una serie di sottili pilastri metallici che sembrano più delle funi che le tengono legate al terreno che delle vere e proprie strutture di sostegno (foto 2); nel sottosuolo, invece, è stato scavato il vero ingresso, lasciato piuttosto spoglio, e, al di sotto di questo, un auditorium da 100 posti. All’auditorium è possibile arrivarci per questa entrata sotterranea ma anche da un grande ingresso esterno che dà verso il vecchio edificio, dal lento pendio, e che costituisce l’entrata principale quando viene allestito un Evento Nardini e il pubblico si fa folla. Dall’ingresso sotterraneo si sale comunque alle due bolle dove sono ospitati i laboratori del centro ricerca della ditta (foto 3 e 4); nella sua idea progettuale Fuksas ha infatti pensato queste due strutture come dei particolari alambicchi simili a quelli che vengono utilizzati durante il processo di distillazione della grappa. Le due bolle verdi sono state realizzate in un particolare vetro trasparente, multistrato, altamente tecnologico, in grado parzialmente anche di curvarsi. Dal basso è bello intuire cosa succede all’interno del laboratorio, una visibilità al pubblico che dà un senso di elevata e tecnologica professionalità alla ditta stessa. È da rimarcare la particolare posizione

3. La trasparenza del vetro permette di osservare l’interno dei due laboratori di ricerca della distilleria Nardini.

The transparency of the glass makes it possible to look inside the two research labs of the Nardini

distilling process for grappa. The two green bubbles are made from special transparent, multi-layer high-tech glass able to be curved. From below it’s fascinating to imagine what’s happening inside the laboratory and this public visibility projects an impression of the extreme and technological professionalism of the company itself. Also worthy of note is the particular position in the environment the new creation enjoys, in parkland outside the town walls and next to the old buildings in which Nardini products are still made. The area had been rezoned as a park some years ago and skillfully modified by Fuksas, one of whose tasks was to save its trees. The architect decided that the presence of water (photos

4. Le due bolle sembrano quasi sospese in aria, essendo poco appariscenti gli elementi di sostegno delle strutture.

The two bubbles look almost suspended in air, thanks to the near invisibility of their support structures.

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5 and 6) would further enhance his design and indeed the pond does, thanks to its own reflections and the fact that, reflecting the structure, it seems much deeper than it actually is – only five centimeters! To cross the pond and get to the stairway accessing the bubbles you must follow a narrow walkway paved in big slabs of slate (photos 7-9): the whole would be reminiscent of a Japanese garden were it not for the “space station” overhead!

5. Tra gli obblighi imposti a Fuksas c’era quello di preservare gli alberi del parco; il laghetto è, invece, un’innovazione voluta dall’architetto.

One of the tasks set Fuksas was to preserve the trees in the park; the pond was instead a device added by the architect.

The stone The slate used on the access path is gray, dark gray to black, as is typical of this material. Slate is a metamorphic silicate rock featuring a compact structure, very fine grain and an evident schistosity that can be observed best laterally, on the socalled counter-grain side, where the material looks very much like a stratified

6. Piccole bolle emergono dall’acqua: dei lucernai subacquei per la struttura interrata, dando ancor più un senso spaziale all’insieme.

Little bubbles rise from the water: underwater skylights for the underground structure, which give an even more “spacestation” feeling to the whole.

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ambientale in cui è stata installata questa nuova struttura, un grande spazio verde fuori dalle mura cittadine, a lato delle vecchie strutture che ospitano tuttora la stessa Nardini, una zona adibita a parco qualche anno fa e opportunamente modificata da Fuksas, che tra le poche direttive a lui imposte aveva quella di salvare gli alberi. L’architetto decise che, per ambientare al meglio la sua struttura, fosse presente anche uno spazio acqueo (foto 5 e 6): l’acqua ovviamente esalta l’edificio stesso, grazie ai suoi riflessi ma è anche la stessa struttura che, riflettendosi, fa sembrare molto più profondo il laghetto che invece ha una profondità di soli cinque centimetri! Per attraversare lo spazio acqueo e arrivare all’ascensore, e quindi alle bolle, si deve percorrere uno stretto sentierino ricoperto da grandi lastre di ardesia (foto 7-9): il tutto fa pensare ad un giardino giapponese se non fosse per la grande struttura tecnologica sovrastante!

7. Una stretta passerella in ardesia permette di arrivare, attraverso le acque del laghetto artificiale, alla rampa dell’ascensore.

A narrow slate walkway takes you across the artificial pond to the access stairway.

Il lapideo L’ardesia presente nei vialetti d’accesso alle bolle è di color grigio, essendo questo materiale variabile nella tinta, che va, infatti, dal grigio scuro al nero. Si tratta di una roccia metamorfica, di tipo silicatico, caratterizzata da struttura compatta, grana finissima e da una evidente scistosità che si può osservare soprattutto lateralmente, in quello che si definisce il contro, in cui il materiale appare molto simile, come aspetto, ad una roccia sedimentaria stratificata. L’ardesia è un particolare tipo di fillade, roccia costituita da un insieme di minerali silicatici, dalle dimensioni ridottissime, caratterizzata dal colore scuro per la presenza di sostanze di tipo carbonioso finemente diffuse. Un tipo particolare di ardesia è la Lavagna ligure, termine diventato comune perché le lavagne scolastiche di una volta, quelle nere, venivano realizzate proprio in questo materiale, che risulta più tenero e con più facilità divisibile in lastre. 010 MARMOMACCHINE CLASSIC

sedimentary rock. Slate is a special type of phyllite, a rock made up of a set of minute silicate minerals whose dark color comes from finely scattered particles of carbon. One particular kind of slate is Ligurian blackboard, so named because classroom blackboards were made from it, since it is a softer variety easier to cleave into slabs. In architecture slate is generally used split; its most attractive characteristic is a slight gleam that gives it a silvery nuance pleasing to look at. However, slate is little used for decorative purposes because it cannot be polished, and mostly for outdoor pavements or for facing and cladding of the rustic type, even in small-sized ashlars.


8. L’ardesia scura, dall’aspetto quasi metallico, ben s’accorda con lo stile high-tech dell’edificio.

Dark slate, almost metallic in appearance, goes well with the high-tech style of the edifice.

L’ardesia nel campo architettonico viene in genere applicata lavorata allo spacco; la sua caratteristica più attraente è una certa iridescenza, un leggero brillio che le dà una sfumatura argentata piacevole da guardare. Tuttavia l’ardesia è un materiale poco considerato nel campo ornamentale, non essendo lucidabile, e viene utilizzata soprattutto per la realizzazione di pavimentazioni esterne o per il rivestimento d’interni o di esterni di tipo rustico, in conci anche di piccole dimensioni.

9. Particolare della passerella in ardesia che attraversa il laghetto per arrivare ai due ellissoidi.

Detail of the slate walkway that crosses the pond to the two ellipsoids.

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doc Edifici_200:doc Edifici_200  

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