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Campagna finanziata con l’aiuto dell’Unione Europea

Newsletter di Apoc Salerno

Anno II Numero 1 - Marzo 2013

ApocNews

Il progetto di costituire il “Polo distrettuale del pomodoro di qualità Sud-Italia” assume nell’ambito della filiera agroalimentare meridionale sempre più rilevanza strategica. L’obiettivo di tale iniziativa – che dal momento embrionale sta entrando man mano nella fase più prettamente programmatica ed operativa – si configura nel rafforzamento della competitività dei territori del Sud nel segmento del pomodoro destinato alla trasformazione industriale. Gli obiettivi di fondo sono stati individuati – sul tavolo della Regione Campania – nel miglioramento delle condizioni complessive di agibilità del mercato del pomodoro da industria. Da quali punti di vista? Principalmente rispetto alla trasparenza delle regole di contrattazione e sotto il profilo dell’indispensabile coordinamento per l’immissione sul mercato del trasformato. E’ in questo contesto che si punta a valorizzare maggiormente il prodotto, orientando le dinamiche di mercato verso quelle tipologie

Distretto interregionale sempre più strategico per lo sviluppo del settore

Un Polo meridionale del pomodoro per rilanciare la qualità

L’Apoc: “Indispensabile stabilizzare la filiera con accordi condivisi e regole trasparenti” di pomodoro più adatte al fabbisogno espresso annualmente dalla domanda. In altre parole: migliorare la qualità – anche ricorrendo a criteri più restrittivi, rispetto alle normative nazionali e comunitarie riguardo i disciplinari di produzione e commercializzazione – e, nello stesso tempo, con-

trollare i quantitativi da immettere nel circuito della trasformazione. Tali obiettivi dovranno essere perseguiti attraverso attività di informazione da parte del soggetto pubblico-privato che incarnerà le aspettative dei promotori. Passaggio cruciale resta l’ elaborazione e la definizione

A Berlino e Norimberga ottima accoglienza per le produzioni italiane

Mercati esteri strategici Apoc in campo per l’export

servizio a pagina 2 e 3

dei contratti e delle attività di carattere promozionale del prodotto pomodoro, con il corollario di un’intensa attività di ricerca rispetto all’innovazione dei processi tecnologici, oltre che l’attivazione di iniziative dirette all’accesso ai finanziamenti. Continua a pag. 4


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2 A Berlino e Norimberga ottima accoglienza per le produzioni italiane

Mercati esteri strategici Apoc in campo per l’export La partecipazione alle fiere “Fruit Logistica” e “BioFach” ha confermato le potenzialità della “filiera” agroalimentare nel contesto internazionale Risultati positivi e soddisfaGli stand di Apoc centi per la “missione” in a Berlino e Norimberga Europa che l’Apoc ha portato a termine nelle scorse settimane partecipando a due tra le maggiori fiere di settore a livello mondiale: “Fruit Logistica” a Berlino (6-8 febbraio u.s.) e “BioFach” a Norimberga (13-16 febbraio u.s.). In particolare, il “Fruit Logistica” è un salone specializzato che ha reso disponibile una piattaforma di presentazione per tutti i settori del commercio ortofrutticolo internazionale. Gli espositori hanno potuto in questo modo fare conoscere le “La qualità delle nostre produzioni e la offerte di prodotti e servizi, nonché il pro- ricerca di nuovi spazi di mercato - ha sotprio know-how in termini di commercia- tolineato il Presidente Garofano - sono lizzazione e produzione. La alla base del programma che abbiamo manifestazione, inoltre, ha avuto, come messo a punto per il 2013. Queste iniziadi consueto, carattere borsistico consen- tive di levatura mondiale si inseriscono tendo agli espositori ed ai visitatori pro- nella nostra strategia di breve e medio pefessionali di “incrociare” domanda ed riodo, che ha come riferimento principale offerta. Ottimi riscontri anche per i con- la costruzione di “filiere” capaci di valotatti avviati nel corso della prima parteci- rizzare i prodotti che Apoc commerciapazione al “BioFach” di Norimberga, il lizza, aggregando le piccole aziende e, salone mondiale dedicato ai prodotti bio- nello stesso tempo, avendo ben chiaro logici. E’ stato possibile in questo modo l’obiettivo di promuovere le singole unità conquistare visibilità per le referenze produttive all’interno di una politica di “bio” dell’Apoc, principalmente prodotti marchio ben riconoscibile”. a foglia baby leaf, pomodoro da industria, “Abbiamo dovuto registrare - ha rimarasparagi, frutta, legumi, aumentate nel cato il Direttore Ferrara – che proprio nel 2012 in maniera notevole sia in termini confronto con altri Paesi, nostri diretti di quantità che dal punto di vista della di- competitors, emergono le difficoltà dell’agroindustria italiana e meridionale in versificazione produttiva. Fitto il calendario di impegni e di appun- particolare: poco coordinamento e scarsa tamenti ai quali hanno preso parte a Ber- attenzione ai processi di implementalino e Norimberga il Presidente Angelo zione dei volumi produttivi. La filiera Garofano ed il Direttore Rosario Ferrara. dell’ortofrutta è ancora fortemente pena-

lizzata da questo ritardi, mentre non si attenua la crisi dei consumi interni. Diventa, quindi, indispensabile intensificare le azioni di promozione sui mercati esteri”. Il Presidente Garofano ha, quindi, annunciato che tra le varie iniziative messe in campo per fare fronte alle gravi problematiche derivanti dal prolungarsi della crisi congiunturale, saranno rafforzate le iniziative promozionali ritenute valide ed efficaci. L’appeal sui mercati esteri. La strategicità della filiera agroalimentare in Campania è testimoniata da numeri estremamente significativi. L’appeal sui mercati esteri esce rafforzato anche dalle analisi più recenti. Secondo un’elaborazione della Coldiretti su dati Istat (riferiti al commercio con l’estero) nel terzo trimestre del 2012 l’export del comparto a livello regionale ha raggiunto la quota di 2,1 miliardi di euro. I flussi in uscita sono destinati prevalentemente ai Paesi dell’Unione Europea - considerato ormai un vero e proprio domestic market - per un valore stimato di 1,3 miliardi (+4,3%). Il “Made in Campania” cresce anche negli Stati Uniti con 156 milioni di euro (+14,8%) e nei mercati asiatici dove si è configurato un incremento del +13,3% (234,4 milioni di euro). Pelati e conserve di pomodoro si confermano i prodotti più esportati insieme con il vino, segue l’ortofrutta fresca, il cui giro di affari resta sostanzialmente stabile così come quello continua a pag. 3


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3 dell’olio. In aumento la pasta. Ottime prospettive di crescita per tutti i prodotti della dieta mediterranea nei Paesi emergenti ed,in particolare, in Cina. La centralità del settore primario. L’importanza di tale segmento economico nel contesto più generale delle dinamiche produttive nell’intero Mezzogiorno è confermato dall’ultimo Rapporto Svimez. “Nel Gli stand di Apoc a Berlino e Norimberga complesso il Sud mantiene la sua specificità agricola, con un’incidenza del settore primario circa doppia rispetto al Centro- all’ultimo trimestre 2012, evidenziano un Nord (3,4% sul valore aggiunto totale ri- indice attestato su un valore negativo di spetto all’1,5% delle regioni 12,1 (+100 -100 il campo di variazione), centrosettentrionali)”. Se si prendono in indicando una flessione di quasi due considerazione i vari aspetti delle proble- punti sul trimestre precedente e di un matiche inerenti il mondo dell’agricol- punto su base annua. tura, emergono – sottolinea la Svimez – Il contesto in cui si inserisce la difficile “luci e ombre: da un lato la drastica ridu- situazione del settore agricolo nazionale zione di investimenti nel settore (-12%) appare, secondo le stime preliminari al Sud negli ultimi dieci anni; dall’altro dell’Istat, alquanto negativo: all’interno la decisa crescita delle attività di supporto di una ulteriore flessione, registrata nelal settore (+5%), come la valorizzazione l’ultimo trimestre 2012, del Pil nazionale dei prodotti e la fornitura di servizi am- (-0.9%), si evidenziano, infatti, le contrabientali e turistici”. Sotto il profilo delle zioni del valore aggiunto registrate da scelte di metodo produttivo va eviden- tutti i settori, compreso quello agricolo ziato che “quasi 700mila ettari di super- che, sino al terzo trimestre del 2012, rificie biologica su un totale di 1 milione e sultava in flessione del 5% su base annua. 100mila si trova al Sud, il 62% del totale A ciò si aggiunga la bassa redditività del nazionale”. Il biologico italiano vale, al settore, con l’indicatore Eurostat relativo consumo, circa 3 miliardi di euro e con all’Italia a quota 93,9, molto al di sotto questi numeri il nostro Paese è quarto del livello espresso dall’Ue 27 (129,7). nella graduatoria europea, dietro Germa- Sotto questo aspetto è da sottolineare che nia, Francia e Regno Unito, e sesto a li- uno studio della dinamica del periodo 2005-2012 ha evidenziato una crescita vello mondiale. del reddito agricolo per addetto nell’UE Il sentiment delle aziende agricole. Ma quali sono le previsioni degli opera- ad un tasso medio annuo pari al 3,8%, al tori agricoli per i prossimi mesi? Nei contrario di quanto avvenuto in Italia giorni scorsi l’Ismea ha diffuso per la dove tale dato ha registrato una flessione prima volta, l’indice del clima di fiducia media annua dello 0,9%. delle aziende agricole italiane. L'indica- L’indice Ismea relativo al clima di fiducia tore sintetizza i giudizi espressi sulla si- del settore agricolo denota il peggioratuazione corrente degli affari e sulle mento sia dei pareri sulla situazione corattese circa la loro evoluzione di breve- rente degli affari aziendali sia delle medio periodo. I primi risultati, relativi prospettive di evoluzione economica a 2-

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3 anni. Il peggioramento di fiducia rilevato nel quarto trimestre 2012 evidenzia un livello particolarmente basso nei settori della zootecnia ed olivicolo, mentre l’unico a registrare un valore positivo è stato il settore vitivinicolo nel quale prevale, da parte degli operatori, ottimismo sull’evoluzione futura degli affari. Il dato, se confrontato con quello relativo al trimestre precedente, mostra un peggioramento della fiducia in tutti i settori tranne che in quello olivicolo, positivamente condizionato da un incremento dei prezzi all’origine maggiore di quello registrato, contestualmente, sul fronte dei costi. E’ negativo anche il confronto col dato complessivo della fiducia delle imprese agricole dell’ultimo trimestre 2011, determinato dai pareri fortemente negativi provenienti dalle imprese zootecniche al contrario di quanto rilevato nei settori delle coltivazioni vegetali. Riguardo alla produzione, gli operatori interpellati hanno individuato nell’avverso andamento meteorologico la causa principale della non soddisfacente evoluzione produttiva nel 2012 ma anche, quale elemento negativo indiretto, i riflessi dell’attuale crisi economica. Negativi, quindi, anche i giudizi sulla produzione complessiva del 2012, con l’indicatore che accusa un saldo medio vicino a -22. Sul fronte dei costi, nell’ultimo trimestre 2012 si è rivelata in aumento la percezione dell’evoluzione congiunturale della spesa sostenuta dalle aziende agricole per l’acquisto di mezzi correnti di produzione. Sull’occupazione il 94% delle imprese del panel ha confermato, nel quarto trimestre 2012, gli stessi livelli occupazionali del trimestre precedente, con previsioni che, per il primo trimestre 2013, non evidenziano variazioni occupazionali significative.

ApocNews è la newsletter di Apoc Salerno Coordinamento editoriale, ideazione, progettazione e realizzazione grafica, editing testi e copywriting: Myricae Novae - Via Cutinelli 16 - Baronissi ApocNews è una pubblicazione periodica destinata alla diffusione di informazioni ai soci di Apoc Salerno


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4 La prospettiva del distretto interregionale appare sempre più strategica

Angelo Garofano

Il Polo del pomodoro per rilanciare la qualità Garofano: “Indispensabile stabilizzare la filiera con accordi condivisi” Ferrara: “Rafforzare il sistema attraverso la regolazione del mercato” ...continua da pag.1 La platea dei soci del soggetto operativo è costituita dai rappresentanti delle attività connesse con la produzione e la trasformazione del pomodoro dei territori di Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia, Toscana, Sicilia e Sardegna, Organizzazioni di Produttori ed Associazioni di Organizzazioni di Produttori, imprese di trasformazione, private e cooperative, e le Associazioni di Categoria riconosciute. Il pubblico entra in campo in qualità di socio consultivo: Regioni, Province, Camere di Commercio, Centri di Ricerca o, comunque, soggetti che svolgano attività inerenti la filiera. Le risorse economiche dell’Associazione saranno costituite da quote dei soci, contributi, finanziamenti o beni da parte di soggetti pubblici e privati. E’ evidente che attraverso la creazione del “Polo del Sud” si tenterà di fare fronte alle criticità emerse in seguito alla conclusione delle procedure derivanti dai cosiddetti “aiuti accoppiati” al pomodoro da industria, che, a partire dalla riforma Fischler della Politica Agricola Comunitaria del 2003, hanno variato le modalità di concessione dei contributi nel settore agricolo. In regime di aiuti accoppiati, terminato dal 1° gennaio 2011, tali contribuzioni, generalmente, sono state concesse in parte in misura percentuale alle produzioni ed in parte secondo parametri legati alla superficie. Scopo di questo periodo transitorio è stato quello di realizzare un passaggio graduale – cosiddetto “atterraggio morbido” – verso il regime di disaccoppiamento totale, legato esclusivamente a compensazioni finanziarie collegate alla superficie. Tale riforma sarebbe dovuta servire, relativamente al comparto del pomodoro da industria, a rendere più stabile la filiera dell’agroali-

mentare con le OP impegnate per favorire una maggiore e più consolidata offerta, stipulando, con le industrie di trasformazione, contratti più dignitosi per i produttori. Nella realtà dei fatti, però, si è soltanto alimentato il precario equilibrio esistente tra OP e industrie di trasformazione, determinato dall’assenza di accordi programmatici, con grande svantaggio della stabilità della filiera. E così, nel biennio 2011-12, si è assistito a notevoli oscillazioni dei prezzi e delle superficie coltivate, mancanza di garanzie sulla qualità del prodotto ed anche sui pagamenti delle imprese di trasformazione. L’assenza di regole e la mancata creazione di un Organismo Interprofessionale non ha consentito agli agricoltori una giusta programmazione delle offerte e, per quanto riguarda le imprese di trasformazione, ha favorito una deregulation in merito al rispetto dei contratti, ai ritiri del pomodoro fresco, ai tempi di pagamento. La fine degli aiuti accoppiati, col relativo sganciamento degli aiuti comunitari dalle quantità prodotte e commisurato solo alle superfici, ha reso sempre più incerti gli scenari a cui si è trovata di fronte l’intera filiera. “E’ del tutto evidente – sottolinea il Presidente dell’Apoc Angelo Garofano – che bisogna prendere iniziative che vanno nella direzione di una stabilizzazione del sistema produzione/trasformazione. Ben venga l’idea del distretto interregionale del Sud, ma è chiaro che sul tavolo devono essere messe a fuoco regole chiare: chi aderisce al progetto deve rispettarle e chi non lo fa deve essere destinatario di sanzioni. Siamo ad uno snodo cruciale: non possiamo più tollerare di vivere alla giornata, senza prospettive, senza programmazione. Non c’è più tempo da perdere: stiamo correndo il serio rischio di vedere andare in

Rosario Ferrara

fumo uno dei segmenti più rilevanti dell’intero comparto dell’agroalimentare”. “In sede di visione e di prospettiva di rafforzamento delle produzioni di pomodoro da industria – aggiunge il Direttore dell’Apoc Rosario Ferrara – credo che ci sia un’ampia condivisione del progetto. In termini razionali non potrebbe essere altrimenti: tutti gli attori del comparto riconoscono che occorrono regole certe e, soprattutto, la concreta applicazione di accordi funzionali alla crescita delle parti in campo: produttori e trasformatori. E’ necessario affinare il progetto dal punto di vista della selezione delle aziende con particolare riferimento alla tracciabilità delle produzioni ed all’eticità dei comportamenti. E, poi, bisogna mettere mano ad un programma di sviluppo pluriennale sulla base di una visione comune delle strategie commerciali. Gli elementi per fare bene ci sono tutti, ma dal dire al fare non sempre è così semplice”. Sullo sfondo restano, quindi, alcune criticità che fino ad oggi hanno penalizzato questa fondamentale nicchia dell’economia meridionale: scarsa trasparenza nel processo di formazione dei prezzi lungo tutta la filiera; mancata definizione degli obiettivi di superficie da mettere a coltura; difficoltà nella quantificazione delle produzioni da avviare alla trasformazione; poca linearità delle trattative nei procedimenti di stipula di un contratto tra le parti. “I prossimi mesi - conclude il Direttore Ferrara - saranno decisivi per dare l’accelerazione giusta a questo progetto di fondamentale importanza. L’auspicio è che si possa presto raggiungere un’intesa costruttiva e foriera di un rilancio importante per una filiera che nel Mezzogiorno costituisce una ricchezza alla quale non si può facilmente rinunciare”.

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