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ANNO SETTIMO

NUMERO 7

Domenica 4 Novembre 2012

ULTREYA ET SUSEYA!

SUL CAMMINO PER SANTIAGO “Guarda oltre e più in alto” L’augurio dei pellegrini, l’emozione di chi lo vive co ospiterà la proiezione del film “Il Cammino per Santiago”, storia artedì 6 novembre alle di Tom, un oculista americano di ore 21, il Cinema San Roc- successo, ormai anziano, che

di Daniele Rigamonti

M

“La conchiglia del Cammino, il segnale conosciuto da tutti i pellegrini”

viene a sapere che suo figlio Daniel è rimasto ucciso da un temporale sui Pirenei. Giunto in Europa per recuperare le spoglie del figlio, Tom scopre che Daniel aveva intrapreso il Cammino di Santiago de Compostela, un sentiero di 800 chilometri tra Francia e Spagna che i pellegrini percorrono a piedi, tappa dopo tappa, mossi da motivazioni personali anche molto diverse fra loro. Con la scatola delle ceneri nello zaino, Tom decide di camminare al posto di Daniel e di portare a termine il suo viaggio. Lungo la via, l'incontro con tre inattesi compagni di strada lo strappa alla solitudine e lo costringe all'esperienza. Così Tom comprende piano piano che il cammino più difficile da affrontare non

è quello del corpo ma quello dell'anima, e grazie a questi tre amici il suo pellegrinaggio risulterà a volte più leggero, a volte con più spunti di riflessione. Da questa presentazione ci si potrebbe aspettare un classico film americano o concentrato solo sul cammino o con la “solita” voce fuori campo che eccede nello spiritualismo e della filosofia; invece il film è più simile ad un documentario, che tuttavia non resta estraneo alla storia: questo è il merito dell'attore protagonista, Martin Sheen. Il pellegrinaggio verso Santiago de Compostela è un cammino percorso fin dal medioevo, attraversa la Francia e la Spagna e tutte le città toccate da questo tragitto (Continua a pagina 3)

Tentativi di rianimazione della catechesi C

di Don Gimmy

on oggi inizia anche il catechismo del corso zero. Naturalmente venendo meno l’obbligatorietà siamo già scesi a 70 iscritti rispetto ai 120 dell’anno scorso. Era da aspettarselo. Se non è obbligatoria una cosa non la faccio. Vale anche per me: perché o si comprende l’utilità di un percorso di fede oppure si punta al minimo, perché la vita è già complessa e non merita complicarsi la vita per un sacramento. In ogni caso questo assottigliarsi dei partecipanti, permette di personalizzare i percorsi di fede,

che già il fu cardinal Martini sosteneva come modello di evangelizzazione nella nostra Diocesi. Infatti la famiglia che non partecipa al corso zero o almeno partecipa “poco o male”, nel seguente anno pastorale, sarà seguita in modo particolare e anche nel fare i gruppi di catechismo se ne terrà conto. Così infatti abbiamo già fatto coi nati nel 2004. I bambini che hanno partecipato poco o per nulla al corso zero 2011/2012, è stato assegnato in un gruppo specifico per permettere un approccio migliore alla fede e alla Chiesa.

Quindi non partecipare non diventa discriminante in senso negativo, ma positivo. Si apre un confronto diretto col don e con

“Se una cosa non è obbligatoria, non la faccio! ” la catechista. Infatti il don e la catechista andranno a trovare la famiglia per favorire l’adesione della proposta catechetica ed evitare così la formalizzazione della fede e della sua pratica. Non ritengo certo una soluzione

definitiva come proposta di catechesi. Ma almeno è un modo per risolvere i principali problemi di una iniziazione alla fede cattolica: l’astensionismo dalla pratica e l’indifferenza di un cammino che non può più essere ad esclusivo carico del figlio. Attualmente credo che questi siano i principali problemi della catechesi. E sono un’emergenza, rispetto a cosa dire a catechismo o al fare prima o dopo la cresima, la comunione. Concentrarsi solo su quest’ultimi aspetti, si rischia di non andare al centro del vero senso della trasmissione di fede alle generazioni future.


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ACCADDE OGGI di Beatrice Perrucci

4 novembre 1879 - Viene brevettato in Ohio il primo prototipo di registratore di cassa.

Ricomincia il corso Zero di Alessandra Piovesan

O

ggi, domenica 4 novembre ricominciano gli incontri del corso 0, destinati ai bambini di seconda elementare. Si tratta di 5 incontri annuali, durante i quali i bambini possono conoscersi e apprendere qualcosa che gli sarà utile nel prossimo anno di catechismo. Durante questi incontri i bambini potranno imparare giocando qualche preghiera e come comportarsi quando entrano in chiesa.

Oggi l'incontro inizierà alle ore 14.30 e durerà circa fino alle 16, sarà seguito da un momento di preghiera nella chiesa dell'oratorio. Durante questo tempo i bambini potranno giocare e divertirsi, ma allo stesso tempo imparare qualcosa; mentre i genitori parteciperanno ad una riunione esplicativa. Per ogni incontro ci sarà un brano di Vangelo, che farà da filo conduttore, in modo che le attività svolte riescano a chiarire meglio ai bambini la parola di Gesù. Questi brani di Vangelo sono stati

LA NOTTE di Beatrice Perrucci

A

Sighet, una piccola città della Transilvania abitata da Ebrei, vivono Elie Wiesel e la sua famiglia. Nel 1941 Elie ha 12 anni e conosce Moshé lo Shammash, il “factotum” della Sinagoga, e a lui chiede di insegnargli i principi della Cabala, nonostante la disapprovazione del padre. Ma dopo poco tempo l’Ungheria impone l’espulsione di tutti gli Ebrei stranieri dal paese, e Moshé è costretto a partire. Quando torna racconta la sua storia: è stato deportato in Galizia, dove la Gestapo ha ucciso moltissimi uomini, ma lui è riuscito a sopravvivere e a tornare a Sighet. La gente però non gli crede, anzi, pensa che si stia inventando tutto, che sia diventato matto, che stia usando l’immaginazione...Il 1942 e il 1943 trascorrono in fretta, ascoltando le notizie “confortanti” di Radio Londra, che ormai davano la Germania per sconfitta. Finché nella primavera del 1943 le truppe tedesche raggiungono l'Ungheria: ma gli Ebrei di Sighet credono che Hitler

5 novembre 2008 - Il Senatore Barack Obama è eletto 44º Presidente degli Stati Uniti d'America, il primo uomo di colore nella storia ad occupare tale carica.

. 6 novembre 1860 Abraham Lincoln viene eletto come 16º Presidente degli Stati Uniti, è il primo repubblicano a detenere la carica.

Catechismo per i bambini di 2 Elementare Chi è Gesù? 5 incontri per capire la sua figura scelti apposta per spiegare meglio la figura di Gesù ai bambini, facendo loro capire la sua bontà e il suo amore verso di noi. Anche i prossimi incontri si svolgeranno con le stesse modalità, il prossimo sarà a dicembre mentre gli altri saranno nel nuovo anno. Inoltre per i bambini del corso 0 è riservato una spazio sulle panche durante la messa delle 10.30, ogni domenica, nella chiesa dell'oratorio.

La Seconda Guerra Mondiale nel romanzo di Elie Wiesel

non possa arrivare da loro e ster- che secchio d’acqua. Dopo 4 o 5 minare un’intera popolazione: giorni, ecco che si arriva a destima solo 3 giorni dopo i tedeschi nazione: il campo di concentraarrivano a Sighet e vengono ac- mento di Birkenau, e il suo forno colti nelle case degli Ebrei. All’ini- crematorio, dove stanno già bruzio non sembrano crudeli come ciando chissà quante persone. viene detto alla radio e nessuno si Qui uomini e donne vengono preoccupa: poi però, viene proi- separati: Elie è quindi costretto a bito a tutti gli Ebrei di uscire di salutare la madre e la sorella, e a casa stare con dopo suo padre. le 18, V i e n e d i fatta una entraselezione: re nei solo i più ristoforti sono ranti, utili al n e i campo di bar, concend i tramento, v i a g - “Primo piano sul famoso campo di concentramento e Elie e giare suo padre di Auschwitz - Birkenau” i n passano la treno...e vengono creati due selezione. Così comincia l’angoghetti. Questi però, sono solo sciante e faticosa vita del campo: momentanei: pochi giorni dopo, un piatto di zuppa, un po’ di painfatti, gli Ebrei vengono deporta- ne, un vestito sporco...e si va ti, e devono lasciare ai Tedeschi i avanti, si sopravvive. Da Birkeloto oggetti di valore. Gli Ebrei nau alcuni detenuti vengono traviaggiano nei carri bestiame, 80 sferiti a Buna, e Elie deve sopporpersone per carro, e hanno dirit- tare un sacco di ingiustizie che to solo a un po’ di pane e qual- mettono in dubbio la grande

Fede che aveva: gli viene tolta la corona d’oro che aveva ai denti, viene picchiato, deve affrontare la morte di persone innocenti, e infine, viene persino operato ad un piede. Comincia a chiedersi perché Dio possa permettere tutta quella sofferenza. Proprio in quel periodo, la Russia sta per raggiungere i campi e quindi per mettere fine alla guerra. La Germania decide quindi di evacuare tutti i campi, ma gli ammalati dovrebbero restare in ospedale: Elie decide di scappare dall’ospedale, per non abbandonare il padre, e tutti i detenuti si mettono in marcia, sotto la neve, ed arrivano al campo di Buchenwald. Durante la marcia, muoiono un sacco di uomini, e anche il padre di Elie si ammala: quando arrivano al campo, muore di dissenteria. Elie ormai è solo: per quanto tempo dovrà ancora sopportare questa sofferenza? Ma alcuni giorni dopo, la ruota della Storia gira: arrivano gli Americani e gli Ebrei sono liberi. Elie si guarda allo specchio per la prima volta dopo 2 anni: ormai è solo un fantasma.


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7 novembre 1665 – La London Gazette, il più vecchio quotidiano ancora pubblicato, esce per la prima volta.

. 8 novembre 1793 – A Parigi, il governo rivoluzionario francese apre il Louvre al pubblico come museo.

9 novembre 2004 - Mozilla Foundation lancia la versione 1.0 del suo browser, Mozilla Firefox.

Football News: le ultime dal campo invece vinto 3-2 il san rocco/ Giungiamo infine a domenica a con i boys. scorsa, quando la sorprendente categoria under 10 ha vinto ancoPassiamo alla categoria un- ra, questa volta con una maggioder 11, che ha vinto per 2-0 ranza ancora più schiacciante 9-0 contro un'altra squadra di contro il Lissone anche gli under meda, il "Madonna di Fati- 11 hanno sconfitto il robbiano ai ma". Il 21 ottobre, il san rigori; gli allievi hanno invece rocco under 10 ha incassato perso contro la robur 1-2. Vi inun favolosa vittoria sconfig- formerò presto dei risultati delle gendo con un punteggio altre partite: si giocherà anche netto di 6-0 la Virtus OPM! oggi, quindi al prossimo numero!

di Andrea Sanvito

B

uon giorno cari lettori! Riprende la mia rubrica che parla di calcio! Dato che nei precedenti numeri non ho pubblicato i risultati delle partite, oggi vi informerò anche dei match delle settimane scorse. Partiamo dal 14 ottobre: Il San Rocco Seregno/B ha pareggiato con il Meda ragazzi per 3-3, ha

Ultreya et Suseya! Sul cammino per Santiago (Continua da pagina 1)

ben segnato sono patrimonio dell'umanità UNESCO. Il pellegrinaggio a Santiago viene fatto per visitare il santuario dove sono

importante della zona. Per giungere a Santiago dall'Italia, si può percorrere la via Franchigena (con una variante costiera che si diramava lungo la costa da Pon-

Stefano ha macinato quest’estate i chilometri che la separavano da Santiago. Lasciamo a lei la parola, perché ci faccia partecipare delle fatiche e delle conquiste che ancora adesso la rendono raggiante.

ULTREYA! In cammino verso Santiago

“Fino a 40 km al giorno, e poi si dorme all’aperto!”

conservate le spoglie di san Giacomo apostolo, che, nonostante sia morto in Palestina, la tradizione dice abbia terminato la sua opera di evangelizzazione in Spagna. Giacomo tornò in Palestina dove fu decapitato per ordine di Erode Agrippa nell'anno 44. I suoi discepoli, con una barca, guidata da un angelo, ne trasportarono il corpo nuovamente in Galizia per seppellirlo in un bosco vicino ad Iria Flavia, il porto romano più

tremoli) e poi la via Tolosana fino ai Pirenei. Per capire fino in fondo il Cammino, bisogna viverlo in prima persona. Tuttavia possiamo immaginarne le sensazioni ogni volta che ne sentiamo parlare da qualche amico che ha calcato quella strada con un bello zaino in spalla e tante fede nel cuore. E’ il caso di Silvia, nostra educatrice del San Rocco, che insieme a

Qualcuno potrà chiedersi: perché iniziare questo breve racconto proprio con questa parola, ultreya? In realtà la risposta è molto semplice, questa è la parola con cui si inaugurava ogni nuova tappa durante il pellegrinaggio a Santiago a cui io, Stefano Ballabio e altri quaranta giovani abbiamo partecipato dal 2 al 18 Agosto scorso; era l’inizio di una nuova giornata, il saluto del pellegrino alla strada che stava per percorrere. “Ultreya et suseya”, ovvero “guarda oltre e più in alto” è l’augurio che da secoli i pellegrini in viaggio verso Santiago de Com-

postela si scambiano lungo il cammino, un invito a non perdere di vista la mèta: “Guarda oltre e più in alto”. Sta proprio in queste parole il cuore dell’esperienza che abbiamo vissuto insieme: quaranta giovani provenienti da tutta la Lombardia, ma anche dal Veneto e dalla Toscana, che decidono di trascorrere le loro vacanze camminando attraverso il Portogallo e la Galizia accompagnati dai padri del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) e dalle Missionarie dell’Immacolata; tutti con storie ed esperienze diverse alle spalle e anche con motivazioni diverse che li hanno spinti a partire, eppure tutti in cammino verso la stessa mèta (il cammino è uguale per tutti ma diverso per ciascuno!). Si capisce allora perché la tradizione descrive il pellegrinaggio come metafora della vita, perché si fa esperienza concreta della bellezza ma anche della fatica del camminare, e del camminare insieme. C’erano momenti, infatti in cui si restava sbalorditi, quasi senza fiato davanti alla bellezza di un paesaggio, o davanti al sorgere del sole (ed essendo la sveglia alle 5:00 del mattino di albe ne abbiamo viste parecchie!), oppure momen(Continua a pagina 4)

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Ultreya et Suseya! Sul cammino per Santiago (Continua da pagina 3)

ti in cui si cantava a squarciagola in mezzo alla strada e la gioia era davvero contagiosa, c’erano anche momenti pieni di sorpresa e di gratitudine quando un tuo compagno, sconosciuto fino a qualche giorno prima, si apriva con te e ti regalava una parte della sua storia. C’erano altri momenti, però, in cui si arrivava a fine tappa, dopo aver camminato quasi 40 km, e si scopriva che il salone dove avremmo dovuto dormire era in realtà un cantiere, e allora ci si accampava all’aperto; c’erano anche momenti in cui il caldo, le vesciche, il mal di schiena sembravano schiacciarti e farti dire: “Basta, io non ce la faccio!”. Eppure è proprio questo il bello, che, ad un certo punto, qualcuno ti dice che anche la fatica è un segno che non sei fermo, che stai andando avanti; e questo cambia tutto!

“Silvia e Stefano all’ombra della Cattedrale di San Giacomo di Compostela: meta di un pellegrinaggio che continua per tutta la vita”

Un altro “punto forte” di questa esperienza, uno di quei tesori che ci si porta a casa, è il valore dell’essenzialità. Infatti, quando dormi per terra, ti fai la doccia con la canna dell’acqua e tutto quello che possiedi è contenuto in uno zaino da 40 litri, riesci veramente a vivere il cuore delle cose, e questo si faceva sentire specialmente nel momento della Messa. Infatti la Messa, celebrata tutti giorni e spesso in luoghi diciamo “non usuali”, nella sua semplicità diventava puntualmente un momento di gioia e di condivisione in cui le pre-

ghiere dei fedeli, recitate spontaneamente da ciascuno, duravano più dell’omelia e i canti finali si protraevano spesso fino all’ora di cena. La bellezza e l’entusiasmo nell’affidarsi al Signore lungo il cammino è stato davvero il punto che ha fatto la differenza, il solo che può aiutare a “guardare oltre e più in alto”. Spesso durante il cammino ci chiedevamo a vicenda che cosa sarebbe restato, una volta tornati alla fatica dello studio, del lavoro e degli impegni quotidiani, dell’esperienza che stavamo facendo. La risposta non è facile da dare, specialmente ora che la fatica comincia a farsi sentire con insistenza. Quello che posso fare è ricordare una parte della preghiera del pellegrino, nostra compagna durante tutta la strada, che dice: “Beato te, pellegrino, se ti rendi conto che il vero cammino comincia quando finisce la strada”.

LA “NOTTE BIANCA” CHE FA BENE AL CUORE P CALDARROSTE AL SAN ROCCO Il gusto non finisce mai! Domenica 4 Novembre in oratorio!

ubblichiamo con piacere il messaggio che una mamma, amica dell’oratorio, ha recapitato alla nostra segreteria, desiderando raggiungere i ragazzi che lo scorso sabato hanno trascorso la notte in adorazione di fronte a Gesù, vivo nel pane dell’Eucarestia. Carissime ragazze e ragazzi,

GRAZIE!

stata una gioia grande. Avete dato a noi "pie donne" della messa prima una testimonianza di fede importante. Le parole che avete scritto sul cartellone dicono la profondità e l'intensità del vostro stare stanotte davanti a quel cerchietto bianco fatto di farina e acqua.... fatto dell' Amore Grande del Padre e di Gesù Suo Figlio. Mi piace immaginare cosa potrebbe aver detto Gesù a ognuno di voi, stamattina:

un altro! Quando entri in oratorio, caccia la testa dentro la chiesa un minuto, guarda verso il tabernacolo, attraversa col tuo amore sincero la porta dorata, guarda il mio bianco nascondiglio di Pane, fammi l'occhiolino...rivivremo in un breve istante la gioia profonda di questa notte indimenticabile! Ti aspetto!" Sia questo il frutto della vostra "notte bianca", ragazze e ragazzi: il primo di una serie, lunga quanto la vita, di momenti indimenticabili con Gesù.

"Che bello vederti qui, stanotte! Abbiamo vissuto un ANCORA GRAZIE! Vedervi a messa stamattina, cer- momento intenso... Ma ora lascia tamente stanchi e assonnati, ma che ti dica io una cosa: non aspet- Una mamma con "qualcosa in più" nel cuore, è tare l'anno prossimo per viverne

DA OGGI SIAMO ANCHE SU FACEBOOK: VIENI A TROVARCI SULLA NOSTRA PAGINA “NEW’S.ROCK”! La Redazione Redattori: Salvatore Albino, Chiara Mandaradoni, Beatrice Perrucci, Alessandra Piovesan, Daniele Rigamonti. Impaginazione: Riccardo Grimoldi Collaboratore: Francesco Viganò Ad USO INTERNO


New's Rock 7  

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