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vision + innovation + community

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ROOT

di Tim Schafer

30 anni fa un computer, il VIC 20, ha portato il progresso nelle nostre case, ha dato vita a una nuova forma di aggregazione giovanile e non solo, ha parlato al cuore delle persone, permettendo a Commodore, il brand che l’ha ideato, di rimanere indelebilmente impresso nella memoria di tutti, cambiando la storia dell’informatizzazione mondiale. È anche con questa rivista che Commodore si prefigge di nuovo l’obiettivo di affiancarvi nella vita quotidiana, di consigliarvi ed essere a sua volta migliorato dai vostri consigli, affinchè si instauri davveroun rapporto profondo di fiducia, rispetto e cooperazione. Questo giornale, come l’intera azienda d’altronde, è stato costruito per voi, attorno a voi, alle vostre esigenze e, soprattutto, con voi. Voi che vi entusiasmate per un progetto che ci migliora la vita, voi che credete nel valore della comunicazione e della condivisione delle idee, voi che scegliete di lavorare assieme per un grande obiettivo, voi che conoscete il senso profondo della rete e le sue potenzialità. Ogni mese VIC racconterà con dedizione le vostre storie, le nostre storie. Quelle storie che, ogni giorno, senza quasi che ce ne accorgiamo, cambiano il mondo. Per cominciare quello che nei nostri intenti sarà un percorso lungo e proficuo sia per noi sia per voi, quale modo migliore se non appoggiarsi al tema del viaggio? In un’era in cui tutto cambia, la vita non è altro che un viaggio dai continui mutamenti. La tecnologia si fa sempre più strada anche in questo ambito e non si può più parlare solo del viaggio tradizionale. Partendo così da un viaggio vero e proprio, fatto in puro stile informatico e tecnologico, si arriva a quello sensoriale, in cui veniamo stimolati ogni giorno in modo diverso, incalzati dalle nuove tecnologie in fase di sviluppo. Fino a terminare con un vostro viaggio, raccontato da un ragazzo come voi, scelto tra di voi e da voi, per esprimere il pensiero della community. Speriamo perciò, in questo numero, di essere riusciti a raccontarvi e a raccontarci, come era nei nostri intenti, attraverso le vostre esperienze, le nostre impressioni e le storie incredibili di un mondo che cambia più in fretta di quanto si creda.


un viaggio nell’era moderna, il futuro tra le mani, organizzare feste con i social, scoprendo l’inventore di foursquare. il viaggio può cominciare

inside dicembre 2010 . n01

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edisni inside+

social party 022 025

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tre+tre

denis crowley 027

pranav mistry

Always inside

023. Invenzioni casuali 038. Succedeva nel... 040. 30Tech.Days 048. Top of the Web 049. Mail 050. Commodore 100% 006

Diario di un viaggio digitale negli USA. Tre ragazzi, l’avventura, i social e il wi-fi.

route 2.0

david karp

il linguaggio ricalcolo dei gesti percorso 024

Articolo della community sugli imprevisti con i GPS

Sixthsense, Ologrammi, 3D tracking ecco cosa ci aspetta nel futuro

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redazione

Vision Innovation Community

WHO Dicembre 2010 - N°01 - ANNO 1

Direttore responsabile TIM SCHAFER (grim@vic.it) Redazione ELEONORA ALBERELLO (ele@vic.it) LUCA CARNEVALE (lu_ca@vic.it) ELEONORA ALBERELLO VALENTINO BORGHESI LUCA CARNEVALE LUCA CODARINI MICHELE LORENZO CRIPPA

Team Grafico VALENTINO BORGHESI (vale@vic.it) LUCA CODARINI (lu_co@vic.it) Photo Editor MICHELE CRIPPA (michele@vic.it)

WHERE POLITECNICO DI MILANO Milano Bovisa via Durando 10 Edificio 8 ct 53 Lab Metaprogetto

WEB www.thebigbrandtheory.com info@thebigbrandtheory.it

Hanno partecipato a questo numero: SAMUEL BOOTH,ETHAN CREGG, CHARLIE GARRETT, PHYLLIS GRANT, MICHAEL HAGERTY, HARRY MCGRAW, IDEAL MOLLY, HARRY PIERCE, EVE SIMPSON, LORETTA SPIEGEL, DENNIS STANTON, GRADY FLETCHER, VICTORIA “VICKY” GRIFFIN, ABBYGAYLE FRISTON, CAROL DONOVAN, PAMELA MCGILL, MARSHALL MCGILL, NITA COCKRAN, EMMA MCGILL Agenzie fotografiche FLICKR, CORBIS, GOOGLE IMAGES Contributi straordinari FACEBOOK, TWITTER, FOURSQUARE, GOWALLA, MIT BOSTON, GOOGLE

/The Big Brand Theory /TheBigBrandTheory /The Big Brand Theory /The Big Brand Theory /TheBigBrandTheory

EDIZIONE LAB METAPROGETTO Politecnico di Milano, Facoltà del Design, Corso di Laurea in Design della Comunicazione, 2° Anno, Sezione C1 Laboratorio di Metaprogetto, aula ct53 Sede Politecnico di Milano, Milano Bovisa, Via Durando 10, 20158 Milano Stampato presso Copying Office Sede: 20121 Milano, via Andreoli 34, zona Bovisa, tel:0275983

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contributes contributors

dicembre 2010 . n01

MANUEL CALAVERA

SAMUELE GROSSI

PATTIE MAES

Progettista e Architetto argentino (classe ‘71), ma soprattutto affezionato utente Commodore fin dai tempi del VIC 20. Membro della community decisamente “tecno-sfortunato”...

23enne tech-addicted sia per passione che per mestiere: è il responsabile tecnologico/informatico in uno studio di Design meneghino. Con il pallino dell’on the road.

Professore associato del MIT MediaLab, fondatrice e direttrice del Fluid Interfaces group. Ha svolto il ruolo di relatrice e presentatrice per SixthSense in numerose conferenze.

BOSTON

MILANO

BUENOS AIRES 009


vision storie di sogni di visionari di idee geniali

Si può gestire un’intero viaggio grazie ai social network e alla rete? Tre ragazzi ci hanno provato attraversando gli USA e noi vi raccontiamo la loro storia, la storia di...

un viaggio social 011


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Diario di un viaggio digitale negli USA. Tre ragazzi, l’avventura, i social e il Wi-fi.

ROUTE

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di Samuele, Marco e Dani a cura di Eleonora Alberello

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DAY 0

Siamo pronti a partire alla conquista degli USA

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You and Samuele

You and Daniele

You and Marco

Information

Information

Samuele Grossi

Daniele Colombo

Buongiorno, blog! Una settimana fa abbiamo prenotato un volo per New York con un last minute trovato miracolosamente in rete a 400 euro e ora stiamo facendo i bagagli! Vestiti e rasoio, smartphone, tablet di Marco, netbook mio, fotocamera e tutti i relativi caricabatterie. Dani ha anche portato il suo zaino con i pannelli fotovoltaici, abbiamo cercato di dissuaderlo, ma l’unica risposta è stata “Vedrete che tornerà utile”. Speriamo di no… Il nostro scopo è farci un viaggio per le maggiori città americane, spendendo il meno possibile e divertendoci il più possibile e per farlo usaremo la rete come bussola. Andremo dove ci porterà la chiocciola! Augurateci buona fortuna.

Information

Marco Castaldi

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NEW YORK Day 1-2 LAS VEGAS Day 3

Day 4 SEARCHLIGHT 014

ROUTE 66 Day 5-6

MIAMI Day7

Questa è la mappa del loro viaggio. Un itinerario non pianificato, guidato solo dalle notizie che giungevano loro tramite la rete: città da visitare e in cui essere ospitati.


Eccoci qua ad aggiornare il blog dall’America! Siamo partiti questa mattina alle 5, con il mio cellulare che si illumina dichiarando la fine del mio sonno. Butto giù dal letto gli altri due e prima di essere del tutto svegli siamo già sull’aereo diretto alla Grande Mela. Ci hanno costretto a spegnere tutti i dispositivi elettronici e mi sembra che mi manchi un braccio, Dani non fa che lamentarsi dell’inutilità di quelle misure mentre Marco è sprofondato nel sonno. Dopo dieci estenuanti ore siamo finalmente arrivati a destinazione. Neanche il tempo di scendere dall’aereo e tutti i nostri smartphone sono di nuovo accesi e funzionanti, mi arrivano mille messaggi dalle compagnie telefoniche che cancello senza neanche aprire, mi connetto a facebook mentre attendo l’arrivo del mio bagaglio e imposto come stato “Siamo arrivati” taggando Erika, la ragazza che si è proposta di ospitarci. Neanche il tempo di afferrare il bagaglio che una notifica mi informa che la mia amica è già qui. Dopo un pomeriggio di recupero sonno, alla sera siamo pronti a visitare la città. Dopo aver fatto presente ai nostri amici di Facebook che siamo a New York, alla faccia loro, Marco legge sul suo netbook di una festa in un locale chiamato The Cube, con open bar e un sacco di ragazze. Inutile dire che siamo già lì. Facciamo check-in su Foursquare e

Marco... vi scrive da New York! Incredibile! In viaggio con @Sa_mu e @Dani

notiamo con piacere che qui in America lo utilizzano molto di più rispetto che da noi. Vediamo anche che c’è un gruppo di Italiani da qualche parte nelle vicinanze, così apriamo bene le orecchie nella speranza di cogliere qualche parolaccia casereccia. Il locale è fantastico, la musica assordante, e la gente amichevole. Serata perfetta. 80

The Cube, NY

Astor Pl btw Lafayette & 4th Ave New York, NY 10003

ber_35 ma cosa state facendo? coraggiosi! violetta_b wow ragazzi! tornate indietro e portatemi con voi! verovero-7 l’ho sempre detto che siete tutti matti @marcoM

NEW YORK NEW JERSEY 40˚34’N 74˚00’W

wood009 Perchè non mi avete chiamato??? In bocca al lupo! lily_89 ma io non ho capito, state andando ingiro per gli USA a caso?! lukos_87 portatevi dietro dell’insalata!

DAY 1

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DAY 2

Questa mattina eravamo incredibilmente messi bene, nonostante tutti i drink di ieri sera, e Dani insiste che vuole andare a visitare qualcosa di culturalmente rilevante, così optiamo per andare al Moma. Trovata la strada da percorrere su googlemaps, mentre siamo imbottigliati nel traffico newyorkese Marco scarica sul proprio tablet l’applicazione del Moma che permette di vedere in anteprima l’odierna esposizione con relative spiegazioni e didascalie, così quando arriviamo si diverte a fare il figo facendoci da guida. Terminata la visita, andiamo a vedere il ponte di Brooklin, l’Empire State Building e la statua della libertà: fotografandoli il mio smartphone mi suggerisce tutte le notizie più interessanti sul monumento in questione. Questa applicazione mi ha sempre fatto impazzire. Dani legge un tweet di un ragazzo che consiglia un fast food non distante dalla nostra posizione ma è Google Streetview a darci l’indizio di cercare in uno dei viottoli secondari finchè non lo troviamo. Controlliamo Foursquare e la gente dà ragione al tweet, così entriamo. Il risultato della nostra ricerca? Cheeseburger da sogno. A differenza della nostra cena, Erika ha fatto scuocere la pasta e ora la stiamo rifacendo. Stare lontana dall’Italia le fa male! 101

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Ragazzi, non ho mai mangiato così tanti cheeseburger in vita mia!

NEW YORK NEW JERSEY 40˚34’N 74˚00’W

MoMA

11 W 53rd St btw 5th & 6th New York, NY 10019-5497

Cheeseburger in Paradise 700 Plaza Drive New York, NJ 07094

dennis1010 leggere delle vostre avventure sul blog mi fa provare un’invidia… Siete grandi!

3900 S Las Vegas Blvd at W Hacienda Ave Las Vegas, NV 89119

paul_3 smettetela di postare cose che ci fanno venire voglia di mollare tutto e seguirvi! Devo lavorare!

Caesar’s Palace Casino

90_mino secondo me vi perdete! @marcoM

Luxor Hotel

3570 Las Vegas Blvd S Las Vegas, NV 89109

Tutto ciò che serve, o quasi, per un’avventura on the road 2.0

ZAINO FOTOVOLTAICO

TABLET

Un’espediente utile per le emergenze batteria.

Uno strumento veloce per ottenere quel che si vuole in modo efficiente e in breve tempo.


From Las Vegas! Fermate #Daniele! Chi taggherà tutte le foto?

LAS VEGAS NEVADA 36˚10’30”N 115˚8’11”W

Questa mattina lasciamo la nostra amica per prendere un aereo che ci porterà a Las Vegas, Nevada, dove un ragazzo ci aveva risposto su Twitter proponendoci di dividere una camera per quattro all’hotel Luxor, dato che le sue vacanze coincidono col nostro soggiorno nella città. E’ un ragazzo simpatico, ha la nostra età (23 anni) ed è spagnolo, prima di accettare la convivenza c’era stata un’assidua frequentazione prima su twitter e poi su Facebook. Come si suol dire, fidarsi è bene… Las Vegas è fantastica, come a New York, Dani ha fotografato ogni angolo della città sui cui ha potuto posare gli occhi, fortuna che la geolocalizzazione gps impostata sulla

SMARTPHONE

NETBOOK

FOTOCAMERA (con geotag)

Il miglior modo per tenersi in contatto col mondo, ovunque ed in qualsiasi momento.

Piccolo, leggero e facilmente trasportabile, ma con tutte le funzionalità di un buon computer.

Il modo migliore di immortalare con accuratezza tanti ricordi, in una piccola scatola.

DAY 3

sua fotocamera ha tenuto memoria dei luoghi esatti, altrimenti in quel marasma di foto perdersi sarebbe fin troppo facile. Quando vai a Las Vegas, una fermata al Casinò è d’obbligo. Facciamo check-in su Foursquare e pochi minuti dopo un mio vecchio compagno di liceo vestito da crupier mi si para davanti abbracciandomi con calore. Mi racconta che si è trasferito in America appena terminato il liceo, che lavora lì da anni ormai e sono secoli che non torna in Italia, così appena mi ha visto fare check in ha dovuto vedere se ero davvero io il Samuele Grossi che ricordava. Sarà banale ma l’unico commento che ho in merito è: il mondo è davvero piccolo e le nuove tecnologie lo stanno rimpicciolendo ancora di più. Incredibile. In seguito scopriamo che c’è una festa a ingresso libero in uno dei tanti alberghi di Las Vegas, l’Excalibur, con buffet enorme, o almeno così sembrava dalle foto sul mio cellulare. Così è stato, abbiamo mangiato benissimo e tantissimo, a un prezzo decisamente ottimo. La sera andiamo a ballare in una discoteca lì vicino, consigliata dal mio amico del liceo che ci ha accompagnati per tutta la serata. Lì facciamo conoscenza con due texane bionde, più alte di noi, che fanno le modelle. L’averle aggiunte come amiche su Facebook ci dà l’illusione di avere davvero qualche possibilità con loro. Ovviamente resta un’illusione. 92

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DAY 4

SEARCHLIGHT ROUTE 66, NEVADA 35˚28’6”N 114˚55’1”W

Abbiamo dormito poche ore prima di decidere di partire. Dani e le sue idee del cavolo. Lasciamo Las Vegas prendendo una strada, che si congiunge alla Interstate 40, tratto della famosa Route 66. Ma, considerata la stanchezza, preferiamo fermarci più o meno a metà tragitto in uno sperduto motel alla Psycho nella cittadina di Searchlight (in cui la macchinina di Streetview non è arrivata dato che è già tanto se la cittadina è segnata su Google Maps.) Sono stanco morto, e questa mattina passata in macchina è stata davvero terribile. A domani.

Searchlight: è già tanto che sia segnata su GoogleMaps

Texaco Petrol Station 924-1090 W Beale St Williams, Arizona 86401

ciucca che coraggio! Non so se sarei capace di affidarmi tanto a delle macchine.

Route Bar

2270 Village Walk Dr Searchlight, NV 89052

luca90c vi seguo tutto i giorni @marcoM borgatov impresa grandiosa e idea geniale! Che il wireless sia con voi! sonya_ salutatemi Erika! Non la vedo da un sacco! @sa_mu

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Per non essere mai soli. Un viaggio 2.0 è un viaggio condiviso.

FACEBOOK Senza dubbi il re incontrastato dei social network, per ora.

TWITTER Info da amici e dal mondo. Tutto in 140 caratteri.

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FOURSQUARE Geolocalizza i tuoi spostamenti. Incontra, gareggia e divertiti!

FLICKR Pubblica i tuoi photostream sulla piattaforma per fotografi.

GOOGLE MAPS Un navigatore infallibile. Le cartine geografiche sono morte.

TUMBLR Piattaforma blog online. Perfetta per i tuoi pensieri e i tuoi viaggi.

WIKIPEDIA Ineusauribile fonte di conoscenza. Chiedi e wiki ti risponde.

SKYPE Videochiama e chatta con i tuoi contatti via web a costo 0


Un giorno intero senza twittare, maledetto deserto senza internet

WILLIAMS ROUTE 66, ARIZONA 35˚14’58”N 112˚11’24”W

...

Ieri ci siamo fermati a dormire in una zona senza wi-fi, per cui vi aggiorno con una giornata di ritardo. Dopo una bella dormita partiamo verso le 9 proseguendo per l’Interstate 40 come ci suggerisce il navigatore installato sul tablet. Alla luce del giorno le cose appaiono tutte meravigliose e si scorgono i tipici paesaggi da film western con villaggi sperduti di pochi abitanti, circondati dal deserto di terra del tipico colore che va dal giallo al marrone al rosso, ricoperto di cespuglietti verdi. La strada è ad una sola corsia per senso di marcia e prosegue per molti tratti drittissima per lande desolate. Ci fermiamo per la benzina a Williams, che appare un dimenticato villaggio western. Come in tutti i distributori negli States, si entra dentro il market, si paga il tanto che si vuole mettere alla pompa, e ci si arrangia in self-service. Ma, incredibile ma vero, non riusciamo ad azionare la pompa. E’ diversa da quelle italiane e non capiamo cosa si debba premere per far uscire il carburante, così con una breve ricerca su google, scopriamo che non siamo gli unici ad aver avuto queste

DAY 5-6

difficoltà e troviamo un sito dove ci spiegano come fare. Dopo 10 minuti eravamo di nuovo per strada.Parcheggiamo poco a lato del Mother Point, il primo e quindi più gettonato punto panoramico di osservazione, e scendiamo ad ammirare attoniti questa maestosità della natura. E’ tutto sproporzionato in misure e grandezza ed iniziano a spuntare macchine fotografiche e videocamere a più non posso. Il mio smartphone mi dà informazioni su dove sono, l’altitudine, il nome delle montagne rocciose circostanti, e via dicendo mentre Dani scatta febbrilmente foto a tutto. Ci rimettiamo in marcia e attraversiamo il Grand Canyon in cui veniamo folgorati da uno strabiliante tramonto. E’ stata un’esperienza incredibile; inoltre qualcuno aveva risposto a un nostro tweet consigliandoci una piccola baita un po’ nascosta che faceva prezzi ragionevoli non distante dalla strada che dovevamo percorrere. Questa mattina invece avremmo voluto continuare il nostro giro nel Grand Canyon ma a Marco arriva una mail che non possiamo ignorare.Una ragazza che segue il nostro viaggio su twitter già dal primo giorno, ci offre ospitalità a Miami e ci rende partecipi del fatto che la sera successiva ci sarebbe stato un white party in perfetto stile americano nel locale dove lavora e in cui avrebbe potuto farci entrare gratis. Come rifiutare? 019


Giriamo la macchina, diretti senza indugio all’aeroporto di Las Vegas. In macchina Marco trova e prenota da netbook un last minute che fa al caso nostro ma, una mezz’ora dopo… La benzina finisce. Rimaniamo a secco, in mezzo ad una strada deserta e il gps ci segnala che il prossimo distributore è troppo lontano per andarci a piedi e tornare. Quindi ci ritroviamo fermi in una strada secondaria deserta, in una zona in cui non c’è campo. Il mio smartphone non prende, e neanche quello di Dani mentre quello di Marco, che notoriamente è quello che prende meglio, è scarico. Ammetto che c’è stato qualche istante di panico. Poi Dani tira fuori il suo zaino a pannelli fotovoltaici, gongolando giusto per innervosirci un po’, Marco gli dà il cellulare col caricabatterie e lo accende. Il segnale è debole ma c’è. Ci rendiamo conto di non sapere chi chiamare, così decidiamo di tweettare, con scarsa convinzione, un messaggio di aiuto riferendo la nostra posizione. E, credeteci o no, neanche mezz’ora dopo ecco arrivare una jeep beige, con a bordo due fratelli di trent’anni e due taniche di benzina sufficiente a farci arrivare fino a Las Vegas e ritorno. Avevano letto il nostro tweet ed essendo nelle vicinanze hanno deciso di imboccare la strada panoramica che avevamo scelto noi, portandoci ciò di cui avevamo bisogno.Stentavamo a crederci. Tornati in città giusto in tempo, lasciamo la macchina che abbiamo noleg-

DAY 6

020

giato per questi giorni e prendiamo l’aereo nel tardo pomeriggio. Amanda, così si chiama la nostra ospite, si fa trovare all’uscita dell’aeroporto insieme al suo fidanzato. E’ stata gentilissima così abbiamo provveduto a riempirla di regali acquistati in aeroporto. Lei ci dice che pianificava di fare un viaggio col suo ragazzo in Europa, per cui sperava che avremmo potuto ospitarla a nostra volta quando sarebbe venuto il momento. Ovviamente abbiamo accettato. A casa sua ci prepara una tipica cena americana, con tanto di panna spray e gelato nelle mega vaschette che si vede nei telefilm, mentre guardiamo la partita di baseball assistiti dal regolamento trovato su Wikipedia. Per la notte ci stiamo arrangiando su delle brande come abbiamo fatto a casa di Erika il primo giorno, e con un unico pensiero in testa: è stata una giornata davvero incredibile.

amandaQ_Mi guys u’r the best! waiting 4 u here in Miami @ daniP_85 sa_mu “please, help! 3 guys, white ford, we are without petrol, stuck on #Interstate 35 @m 159!” it’s ur lucky night guys! we’r almost there

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Il Global Positioning System (abbreviato in GPS, a sua volta abbreviazione di NAVSTAR GPS, acronimo di NAVigation Satellite Time And Ranging Global Positioning System), è un sistema di posizionamento su base satellitare, a copertura globale e continua, gestito dal dipartimento della difesa statunitense.

ROUTE 66 ARIZONA 36˚06’N 112˚06’W

Please, help! 3 Guys, white Ford, we R without petrol, stuck on #Interstate 35 at m 159!


Miami, baby! E se vi dicono che la pizza americana è buona, non fidatevi

DAY 7

MIAMI FLORIDA 25˚47’16”N 80˚13’27”W

Oggi Amanda ci ha accompagnati a visitare Miami. Ci porta in un Mall (centro commerciale) dalle dimensioni inconcepibili e noi ci divertiamo a fare check-in in ogni negozio del luogo per vedere se anche lì c’è qualcuno che conosciamo; quello che troviamo è invece un buono sconto del 20% che ci viene assegnato dopo aver fatto check-in in un negozio di occhiali da sole. Dani ne approfitta comprandosi dei Ray-Ban anni 60. Amanda si vanta di essere la Mayor di un negozio di vestiti del posto e avendoci lavorato per un bel po’ e avendo un forte impulso allo shopping, non c’era da stupirsene. Compriamo dei vestiti per il white party in programma per questa sera e Foursquare ci informa che lì c’è un posto che fa “the best pizza of USA” così decidiamo di provare. Inutile dire che l’avrei fatta probabilmente meglio io. Così, smentiamo Foursquare con il nostro commento, sono abbastanza sicuro che il proprietario lo avesse letto quando voleva farci pagare una coca cola che nessuno aveva preso. Dopo pranzo imbocchiamo la litoranea e ci ritroviamo sulla Collins Avenue(la famosa strada dei grattacieli sulla spiaggia) senza neanche accorgercene. La percorriamo tutta da Nord fino a raggiungere la parte più in voga di questi anni: South Beach e Ocean Drive.

Amanda ci fa da cicerone ma questo non mi impedisce di fotografare tutto col mio smart e farmi dare tutte le informazioni anche da lui sui luoghi che mi stanno attorno. Ci fermiamo in un negozietto sulla costa dove compriamo 3 costumi per poi lanciarci in spiaggia. In una parola? Magnifica. Rimaniamo i spiaggia fino al tramonto, davvero incredibile, e poi via a prepararci per il White Party. Essendo l’ultima sera, abbiamo deciso di fare le cose per bene. Il locale è fantastico, curato e alla moda, è pieno di belle ragazze, e la mia friendlist di Facebook si è decisamente allungata tutta in una notte. Adesso ormai è l’alba e domani pomeriggio dobbiamo prendere l’aereo per tornare a casa. Ragazzi, consiglio a tutti questo viaggio. Farsi guidare dai nostri smartphone è stata la migliore idea che potesse venirci in mente. 169

[flickr.com/photos/81054124@N00]

Lincoln Road Mall

1610 Lenox Ave Miami Beach, FL 33139

The Best Pizza in USA 701 Sara street Miami Beach, FL 33139

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truelife+

social club! Quando la festa è wireless

di Luca Carnevale

Senza social network farei un terzo delle cose che faccio, e per farlo sarei costretto a pagare il triplo in pubblicità varie!

who James O’Donnel, padre irlandese, madre italiana, nato a Melbourne. Fin dall’adolescenza organizza feste, una missione di vita. Cinque anni fa il salto di qualità: da organizzatore di feste personali e amatoriali si è trasformato in un professionista. Grazie ai suoi metodi innovativi e inusuali le sue feste hanno sempre maggior successo, consacrandolo come una piccola stella in Australia. Se non sei stato ad una festa di O’Donnel a Melbourne, non sei mai stato ad un vero party!

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I social network vanno utilizzati in maniera consapevole, ossia senza scambiarli per quello che non sono: facebook serve a condividere esperienze con gli altri e a tenersi in contatto, se lo usi per sventolare i tuoi fatti privati in giro non è facebook ad essere cattivo, sei tu ad utilizzarlo male dal mio punto di vista. Penso lo stesso per Twitter, Foursquare e tutti gli altri servizi...devi saperli usare, non farti usare da loro, è davvero semplice. Nonché redditizio. Io mi occupo di organizzare feste ed eventi, e

ora ho una quantità di strumenti inimmaginabile fino a pochi anni fa. Si possono raggiungere più persone in meno tempo, con meno impegno ed efficacia maggiore ora, con mezzi accessibili a tutti con davvero poca esperienza necessaria. Un esempio? Pochi giorni fa ho organizzato in questo modo una festa per una famosa catena di abbigliamento che ha appena aperto a Milano un nuovo punto vendita, incrociando i social network. Dal gruppo di Facebook ho fatto partire i primi inviti, quelli a numero chiuso. Appena finiti gli inviti via passaparola ho messo le indicazioni su come quelli rimasti a bocca asciutta avrebbero potuto comunque ricevere un invito. In pratica il giorno della festa a

how

IDEA

SOCIAL

PASSAPAROLA

FESTA


microonde invenzioni casuali

determinati orari ho messo su Twitter l’indirizzo di diversi punti vendita: i primi 10 che avessero fatto check in in quei negozi un’ora dopo l’avviso sarebbero stati inseriti in lista. Ho anche dato la possibilità di entrate dopo l’inizio della festa a chi avesse fatto check in in tutti i negozi... Risultato? Un successo...così tanta gente raggiunta con un impegno davvero minimo e costi contenutissimi. Un ragionamento del genere si può applicare a qualsiasi evento, i nuovi social permettono un’interazione impensabile tra chi organizza e chi partecipa. Caccie al tesoro, feste a sorpresa...le possibilità sono davvero illimitate. Ora si può annunciare il luogo di una festa due ore prima del suo inizio ed essere sicuri che la gente non mancherà! E posso monitorare il tutto in ogni momento con i nuovi cellulari sempre connessi (i mie pollici però cominciano a risentirne...). Sono mezzi che rendono più facile uscire di casa e conoscere nuova gente, chi dice il contrario ha solo paura e non è mai un atteggiamento giusto di affrontare le novità. [jod_party on Twitter]

1945: Percy Lebaron Spencer sta trafficando con i magnetroni e altre complicate strumentazioni per produrre segnali a microonde radio in grado di ‘captare’ l’arrivo di velivoli nemici: sono gli albori del radar, un’altra utile invenzione che faciliterà la vita dell’uomo negli anni a venire. Un’innovazione incredibilmente importante in guerra, ma che si rivelerà utile anche “in pace”. Ma come si è arrivati dai cacciabombardieri alla cucina di casa? Come si è passati dallo scovare aerei spia al far cuocere più rapidamente i pop corn da mangiare durante la visione di un film? Serendipità, molto semplicemente: Spencer notò che nel corso degli esperimenti la sua barretta al cioccolato si era totalmente fusa... Il nostro ingegnere ci pensò un po’ e si rese conto che la causa era da ricercare proprio in quelle microonde che stava studiando: ancora qualche mese di esperimenti riusciti (popcorn per l’appunto) e da rivedere (un uovo con il guscio, che esplose), e il forno a microonde prenderà la via delle nostre case, per la gioia dei frettolosi! Curiosità: i primi modelli erano grandi quasi quanto un frigorifero, e pesavano 350Kg!

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tre+tre

david karp a tweet with

Fondatore di Tumblr piattaforma per blogger

Dennis Crowley a cura di Eleonora Alberello

who Dennis Crowley fonda nel 2009 insieme a Naveen Selvadu FOURSQUARE, social di geolocalizzazione.

why Qual era il tuo obiettivo principale quando hai creato Tumblr? Volevo creare qualcosa in grado di relazionarsi con persone normali, intuitivo, semplice e veloce. Un modo per esprimersi senza barriere. Ti definiscono la Meraviglia di Internet. Cosa ne pensi di tutte le etichette che hanno affibbiato a te e a Tumblr? Non mi interessa proprio niente di queste etichette . Sono solo contento del mio lavoro e delle persone con cui l’ho fatto e lo farò. Sei entrato in questo mondo ancora minorenne, hai incontrato difficoltà nell’ambiente lavorativo per questo? Tenevo nascosta la mia reale età. Era un problema quando i miei colleghi andavano nei bar e io dovevo inventarmi una scusa per tornare a casa! [www.tumblr.com] 024

Il boom Foursquare è sotto gli occhi di tutti, oltre 4 milioni di utenti, 15.000 iscritti al giorno, con età media tra i 20 e i 35 anni, 3.2 check in per utente al giorno.

how Tutto si basa sui check-in, quando arrivi in un luogo tu lo segnali e il GPS pensa al resto. Per rendere più divertente il tutto chi fa più check-in in un luogo ne diventa il sindaco. E con la diffusione del social sono nate promozioni che premiano il sindaco di eventuali luoghi pubblici con free drink o sconti.


community VIC

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Come utilizzerete i 20 milioni di dollari dell’ultimo investimento di venture capital?

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Com’è nata l’idea di creare Foursquare?

I soldi serviranno soprattutto per assumere persone: un nuovo Direttore Marketing, circa 10 programmatori, e alcune persone di supporto ai clienti. In gennaio eravamo in 6 in ufficio, ora siamo in 27 ed è davvero difficile fare in modo che possano lavorare insieme. Non vogliamo crescere troppo in fretta, eppure dobbiamo crescere perché dobbiamo costruire nuovi strumenti.

Ho pensato prima di tutto a quello che sarebbe interessato a me e alle persone come me. In un mondo in cui i social network sono incentrati sul raccontare cosa faccio e come lo faccio, ho pensato sarebbe stato interessante permettere alla gente di condividere il “dove”. Così il social si stacca dalla staticità del computer di casa, portando la gente fuori, per le strade, a incontrarsi per davvero. E’ questo quello che avevo in mente.

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Cos’ha Foursquare in più rispetto a Gowalla?

Per noi la vita con i social è un gioco ed è proprio quest’approccio che ci differenzia dagli altri. Gowalla non l’ha capito subito, e ora vediamo diverse persone fare marcia indietro per copiarci.

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Quando hai ideato Dodgeball, avevi già in mente quello che sarebbe poi diventato Foursquare? Ho lavorato su vari location-based service per più di 10 anni: Foursquare è stato quello di maggior successo per la grande diffusione di smartphone con funzionalità di geolocalizzazione, ma anche per la maggior attitudine della gente ad utilizzare un’app per risolvere un problema. Senza contare che Facebook e Twitter avevano già dimostrati i benefici della condivisione di informazioni online.

Un nuovo livello di social network quindi? Si può parlare di Social 2.0?

Potrei rispondere di sì ma non sarebbe completamente vero. Credo che sia un’integrazione, è per questo che lavoriamo parallelamente ai maggiori social network. E’ un qualcosa in più, che va ad aggiungere significato al complesso stesso dei social. Risponde ad una necessità a cui prima non veniva data attenzione e coniuga divertimento e praticità per dare vita ad un servizio nuovo e alla portata di tutti.

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Quali sono le tipologie delle richieste business? Ci sono dei modelli inerenti?

Le offerte sono molto variegate. Avevamo previsto l’uso da parte di bar e ristoranti, ma ci sono stati pure librerie e anche benzinai. Attualmente oltre 10.000 imprese e esercizi di tutto il mondo stanno sperimentando le offerte speciali. Non era quello che ci aspettavamo, ma va benissimo perché gli utenti sono contenti di approfittare degli sconti e questi tipi di offerte stanno dando valore al servizio.

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innovation storie di sogni di visionari di idee geniali

Pranav Mistry e il suo progetto al Mit per gestire tutto solo con i nostri gesti. Abbiamo davvero...

le mani sul futuro?

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il linguaggio dei gesti Sixthsense, Ologrammi, 3D tracking ecco cosa ci aspetta nel futuro

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di Pattie Maes a cura di Luca Carnevale 029


In che direzione sta puntando la tecnologia? Negli anni abbiamo assistito ad una continua semplificazione delle componenti tecnologiche materiali, in linea anche con l’evoluzione del gusto estetico dominante (o anticipandolo in certi casi). Siamo passati da attrezzature ingombranti e poco sensibili a mezzi sempre più precisi e affidabili, ma non solo. Li abbiamo lentamente accorpati, uniti, fusi, creando commistioni di funzioni e funzionalità concentrate in due o tre oggetti facilmente trasportabili. “Trasportabili” è la parola d’ordine che ha guidato la tecnologia di massa. Gli smartphone sembrano per molti l’evoluzione finale di questo lungo processo, l’ultimo gradino della scala evolutiva della trasportabilità tecnologica: possono svolgere senza grossi problemi le funzioni basilari di un notebook come scrivere, mandare e-mail, navigare su internet col vantaggio di occupare molto meno spazio con un peso nettamente inferiore; svolgono egregiamente (quasi sempre) le veci di un cellulare permettendo l’invio di sms e le chiamate anche attraverso servizi web come Skype e non più solo con i

Trasportabili è la parola d’ordine che ha guidato la tecnologia di massa

Pranav Mistry copone un numero di telefono

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what Sixhtsense è un progetto nato in seno al MIT, dalla mente di Pranav Mistry, ricercatore di origini indiane. Lo definisce un’interfaccia gestuale indossabile che “aumenti” il mondo che ci circonda con l’ausilio di informazioni digitali, permettendoci la più naturale delle interazioni con questi dati: i movimenti delle mani.

how Il dispositivo è composto da un piccolo proiettore, uno specchio e una camera, riuniti in un pendente. Il tutto connesso ad un dispositivo multimediale (come uno smartphone) che si occupa di processare le informazioni richieste. La camera cattura le informazioni visive indicate dall’utente con l’utilizzo delle dita e di gesti prestabiliti (pollice e indice di entrambe le mani, segnati da particolari marker colorati per facilitare l’operazione di riconoscimento...è pur sempre un prototipo!), invia le richieste al dispositivo che poi si occupa di spedire le informazioni al proiettore,per mostrarle nel modo più consono: proiettandole sull’oggetto, su una parete o sulle mani stesse. Creare un rettangolo con le mani farà scattare una foto, disegnare in aria un “@” permetterà di controllare le e-mail e disegnare una lente d’ingrandimento con l’indice farà aprire l’applicazione per le mappe...e questi sono solo alcuni degli utilizzi possibili.


Marker Telecamera

Proiettore

Specchio

Pranav Mistry dimostra il funzionamento

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3d tracking

Comporre un numero sulla propria mano. è questo il futuro?

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Con 3D tracking si intende la capacità di un dispositivo multimediale di “leggere” la realtà attorno a sé e rielaborarla secondo i principi di un ambiente 3D. Attraverso sistemi di camere, proiettori e processori dedicati i dispositivi riconoscono e rielaborano i movimenti, le espressioni facciali, i tratti somatici e le differenze tra gli oggetti permettendo.


Il vero apice della tecnologia è l’assenza di tecnologia... almeno in apparenza. normali gestori di telefonia, arrivando anche alla possibilità di vere e proprie videoconferenze mobili, appannaggio dei soli computer muniti di webcam un tempo; emulano senza problemi i compiti delle consolle portatili dando la possibilità di usare applicazioni ludiche complesse e dalla grafica accattivante senza doversi portare dietro un dispositivo dedicato; permettono di scattare foto con zoom, grandangolo, flash o filmare video come se fossero macchine fotografiche compatte. Tutte queste funzioni sono coadiuvate da memorie interne sempre più capienti e sempre meno voluminose. Ma siamo sicuri che sia questo l’apice evolutivo della tecnologia?

Per molte menti creative nell’ambito della tecnologia la risposta è un vigoroso no. Il vero apice della tecnologia è...l’assenza di tecnologia. Almeno in apparenza. Costosi smartphone, minuscoli notebook, affascinanti tablet hanno tutti due problemi di fondo: si vedono e occupano le nostre mani. L’uomo è una creatura “multi task”, e il vero obiettivo della tecnologia è valorizzare al massimo questo suo aspetto: le mani occupate sono, a quanto pare, un vero e proprio incubo da scacciare in quest’ottica.

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Mark esce ogni mattina alle sei per andare in ufficio da ormai quasi vent’anni. Ogni volta, appena uscito, inquadra il giardinetto davanti casa sua con le dita, come farebbe un regista in cerca della “scena”. Al suo arrivo in ufficio il suo vestito scarica le foto scattate con le dita direttamente sul suo computer: quando andrà in pensione farà un video con tutti gli scatti, per ricordarsi dei giorni in cui era costretto ad alzarsi ogni mattina alle sei. In ufficio incontra un collega di un altro dipartimento: Mark non ha mai avuto grande memoria per i volti, ma per fortuna

LAYAR Applicazione multipiattaforma, il principale strumento di interazione per la realtà aumentata all’interno degli Smartphone. E’ un browser in grado di mostrare in tempo reale informazioni digitali sovrapposte alle immagini visualizzate attraverso al videocamera dello smartphone (coordinato col GPS interno dell’apparecchio). layar.com

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sulle lenti a contatto compaiono subito i dati social del collega, impedendogli di fare qualche brutta gaffe...sarebbe stato un pessimo modo di cominciare la loro collaborazione. In ufficio fa apparire l’ologramma del suo progetto, così da poterlo mostrare subito al collega. Effettuano i cambiamenti in diretta sul modello, manipolandolo direttamente con le mani grazie ai sensori che leggono le loro mosse e permettono un’interazione diretta con il file contenuto nel pc: Mark preferirebbe anche un po’ di feedback fisico nell’ologramma...ma è un


KINECT Tecnologia ludica che sfrutta il 3D tracking per permettere l’interazione diretta con il gioco, senza dover ricorrere a joypad. Molti utenti l’hanno “hackerato” per poterlo usare fuori dall’ambito consolle, producendo interessanti esperimenti di interazione con computer e elettrodomestici. xbox.com/kinect

uomo che sa accontentarsi. Dopo il lavoro, per tenersi in forma e sfogarsi, va a correre al parco, un’abitudine molto salutare per il fisico e i nervi. Oggi però, dopo mezz’ora di corsa, si ferma boccheggiante: il piccolo auricolare nell’orecchio destro lo avvisa che le scarpe hanno rilevato una velocità media superiore al solito, ed effettivamente dal resoconto dei chilometri percorsi Mark ha concentrato la sua solita corsa di un’ora in metà del tempo. Arriva una chiamata: è il suo personal trainer. Ha monitorato la sua corsa,

seguendo i check in automatici fatti dalla sua tuta, e gli comunica ridendo che di questo passo lo iscriverà alla prossima maratona cittadina perchè sta infrangendo ogni suo record personale. Stanco ma soddisfatto, l’atletico cinquantenne mormora tra sé e sé: “Dove trovo una fontanella ora?”. Prontamente sulle lenti, dopo un rapido confronto tra la posizione gps di Mark e le mappe “street view” della zona, compaiono le indicazioni per la fontanella più vicina..

NIKE+ Serie di modelli Nike in grado di interfacciarsi con lettori mp3, cellulari o attrezzature cardio per tenere a mente i chilometri percorsi, la velocità, i battiti cardiaci o collegare la sessione di jogging ai social network, così da pubblicare il percorso che si sta seguendo con tanto di informazioni e commenti. nikeplus.com

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realtà aumentata E’ una variante della realtà virtuale in cui l’utente vedrà elementi virtuali sovrapposti ad un ambiente reale all’interno di una vista composta, che è una combinazione della scena reale vista dall’utente e una scena virtuale generata da un computer. La realtà quindi viene aumentata con informazioni aggiuntive.

Fantascienza? Quasi. Non del tutto. Sono quasi tutte idee e tecnologie giunte alla fase di prototipo o sul punto di arrivarci. Sixthsense è un progetto del MIT, un dispositivo che legge i movimenti delle mani per scattare foto e filmare, che riconosce le persone o gli oggetti e proietta informazioni utili per l’utente (dati di facebook, recensioni di un film di cui stiamo osservando il DVD e altre amenità). Se si vuole scrivere proietta schermo e tastiera e svolge le funzioni di uno smartphone senza tradire la sua indossabilità. E’ una vera e propria postazione multimediale “pret a porter”. Scarpe che trasmettano ai nostri dispositivi elettronici la conta dei nostri passi esistono già, e permettono anche la sincronizzazione della musica dei lettori MP3 con la frequenza del nostro passo, così da aumentare il volume con di pari passo con la nostra velocità... per tutti gli emuli di Rocky Balboa che non vogliono rinunciare ad una colonna sonora personalizzata! Il 3D tracking e la realtà aumentata sono tecnologie già disponibili e che cominciano

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ad essere sfruttate a livello industriale, così come l’olografia. Interagire direttamente con le interfacce non è più un sogno hollywoodiano da “Minority Report”. La strada che i visionari tecnologici vogliono intraprendere è chiara: liberarci di device status symbol per un’interattività totale e immediata. Forse le lenti a contatto “wireless” sono davvero un tocco un po’ fantascientifico, ma esistono già progetti per navigatori da moto che proiettino direttamente sulla retina le indicazioni stradali per esempio. Stiamo passando dalla riscoperta del touch allo sfruttamento dei puri gesti del corpo per controllare i nostri tecnoutensili: dopo aver eliminato la tastiera e il mouse, vogliamo eliminare anche lo schermo. L’intenzione è cancellare il controller fisico per sostituirlo con noi stessi, che si parli di videogame, di lavoro, di hobby. Il passo successivo sarà sfruttare il corpo anche come fonte alternativa di energia d’emergenza, con vestiti dotati di cristalli particolari in grado di immagazzinare l’energia prodotta dai


PRANAV MISTRY bio

Pranav Mistry dimostra le infinite potenzialità di Sixthsense in grado di interagire completamente con ogni elemento della realtà quotidiana, dai giornali per approfondire le notizie ai giudizi sui libri. Può fornire addirittura informazioni su eventuali ritardi di treni aerei interagendo con il biglietto stesso.

nostri movimenti: il cellulare è scarico ma devi mandare un sms vitale? Collegalo ai pantaloni. Sì, anche questa è una soluzione effettivamente in studio. Saremo protagonisti dell’invenzione di un nuovo linguaggio dei gesti, in cui ogni nostro movimento sarà riconducibile ad un input inviato o ad una funzione richiamata. L’estrema sintesi della voglia di “minimal” che si è via via sempre più manifestata nel design tecnologico, nonché un approccio molto zen alla tecnologia, dove non esisteranno più gesti inutili, ma ogni movimento avrà un suo intrinseco significato? I prodotti puntano a migliorare le nostre capacità “multi tasking” e la tecnologia tende a nascondersi, scomparire alla vista: passeremo dal subire la tecnologia a viverla, come tutti i film di fantascienza ci hanno fatto sognare?

Pranav Mistry è nato a Palanpur (India) nel 1981. Ha conseguito nel 2003 il diploma in Ingegneria Informatica alla Gujarat University e il Master in Design a Bombay due anni dopo. Trasferitosi al MIT ha conseguito un Master in Scienze e si sta attualmente specializzando con un dottorato al MIT Media Lab. Nel frattempo ha collaborato come ricercatore e assistente sia in università che in famose ditte d’informatica. Detentore di numerosi brevetti in campo multimediale e autore di varie pubblicazioni (principalmente collegate a Sixthsense), Pranav ha ricevuto numerosi premi nella sua folgorante carriera accademica (troppi da elencare qui, ma per chi volesse approfondire il suo CV è disponibile sul suo sito internet). [www.pranavmistry.com]

[www.pranavmistry.com/projects/sixthsense]

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successo A DICEMBRE

a cura di Luca Codarini

1982 2DIC

Il cuore artificiale Nell’Università dello Utah, un dentista in pensione di 61 anni, diventa la prima persona a ricevere un cuore artificiale permanente.

1987 18DIC

Computer “uomo” dell’anno Il Time Magazine per la prima volta incorona “Man of the Year” un non-umano: il computer.

Ecco Perl! Larry Wall rilascia Perl, un linguaggio di programmazione ad alto livello, dinamico, procedurale e interpretato. Una nuova era di videogames Id Software rilascia Doom, sparatutto in prima persona con un’avanzata grafica 3D per giochi su computer.

Immagini dallo spazio Vengono immortalate le prime immagini dal telescopio Hubble.

1993 10DIC

1993 29DIC 1994 10DIC

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1982 26DIC

Il primo internet browser Viene rilasciata la versione 1.0 di Netscape


2009 17DIC

Twitter sotto attacco Un attacco di hacking sostituisce la pagina di benvenuto di Twitter con l’immagine di una bandiera verde e la scritta: “Questo sito è stato hackerato dall’Iranian Cyber Army” per circa un’ora. sito è stato hackerato dall’Iranian Cyber Army” per circa un’ora. chat che vogliamo

focusON

1980 12DIC

Il VIC 20 arriva in Europa

Il Commodore VIC-20 è stato uno dei computer più rappresentativi nella storia degli anni ottanta e fu sicuramente il primo home computer a colori ad un prezzo veramente conveniente. Il nome VIC significa Video Interface Chip, un circuito integrato che la Commodore aveva sviluppato 2 anni prima per il mercato delle console da gioco. Nessun produttore era interessato ad usare questo chip e la Commodore decise quindi di sfruttarlo creandogli un computer intorno. Nasceva quindi il VIC-20, una macchina ibrida sia computer sia console: era dotata di tastiera, sistema operativo e linguaggio BASIC incorporato, tutte caratteristiche tipiche dei computer, ma anche di un’uscita video a colori e di una porta di espansione per la quale furono subito disponibili molti videogiochi su cartuccia, proprio come per le console da gioco. Grazie al Basic incorporato il VIC-20 si guadagnò in fretta l’appellativo di “friendly computer” per via della semplicità con cui poteva essere programmato da tutti, anche dai bambini.

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tech.days novembre

Per rimanere sempre aggiornati su questa tecnologia che evolve a ritmi incredibili, con ogni giorno nuove idee, nuovi software, nuovi siti, tecnologie e fenomeni d’importanza globale: le novità della Silcon Valley retweettate dalla cima dell’Himalaya. a cura di Valentino Borghesi

Palo_Alto Facebook lancia il servizio Messages creando una mail vic@facebook.com dove confluiranno tutte le mail, testi e le chat che vogliamo. facebook.com/messages 15 09

Silicon_Valley Viene lanciato Rockmelt, il primo social-browser. Alla guida del team di sviluppo Marc Andreessen fondatore di Netscape [...] rockmelt.com

focusON Rockmelt si basa Chromium, il progetto open source che sta alla base di Google Chrome. è molto, molto veloce, anche con tutte quelle funzioni di condivisione che si porta dietro, una sorta di Chrome, ma stracolmo di estensioni per Facebook e Twitter.

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New_York Diaspora un social network che offre massima tutela della privacy degli iscritti. Per la prima volta il servizio è disponibile oltre che per sviluppatori attraverso una formula di accesso ad invito. joindiaspora.com


Europa

Monte_Everest

Anche in Europa arriva il Kinect Xbox rivoluzione nel mondo del digital gaming. Si gioca senza controller, solo con i movimenti del corpo.

Un gruppo di alpinisti ha aggiornato lo status di Facebook e ha videochiamato direttamente dal campo base grazie alla connessione 3G arrivata anche in Nepal

xbox.com/kinect

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Tokio Debutta in una rappresentazione giapponese la prima robot attrice accanto ad attori in carne e ossa. [...]

focusON Nella rappresentazione giapponese Sayonara, la bambola androide Geminoid F creata da Hiroshi Ishiguro recita per venti minuti accanto a un’attrice in carne e ossa. La sua performance viene apprezzata anche perché voce e i movimenti sono infatti controllati da alcuni computer posizionati dietro le quinte. Geminoid può lavorare senza sosta, senza stipendio e senza capricci da star del cinema. Mancherà il fascino dei difetti e della spontaneità, ma forse le star di Hollywood dovrebbero cominciare a preoccuparsi.

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community storie di sogni di visionari di idee geniali

la rivolta delle macchine

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community

ricalcolo percorso

Odissee quotidiane di un uomo medio dominato dalla tecnologia. di Manuel Calavera a cura di Luca Carnevale

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“Oggi” sarebbe dovuta essere una giornata semplice: sveglia alla solita ora, lavoro, incontro con mia sorella, ristorante per festeggiare il compleanno di mia madre. Niente di troppo impegnativo, niente di impossibile in apparenza. Una giornata molto...”classica”. Ma avrei dovuto capire fin dai primi segnali che invece mi sarei ritrovato nel bel mezzo di una ribellione in stile “Terminator e le macchine ribelli”. La prima avvisaglia dopo la sveglia (in ritardo come al solito): la macchinetta del caffè non ha aggiornato in automatico l’ora legale, dovrò correre a lavoro senza caffeina in corpo mentre “lei” ancora dorme. Le stacco la spina come piccola ripicca. Esco di casa senza farmi la barba perché il rasoio, se collegato alla presa elettrica, non può essere utilizzato...non commento. Non posso arrivare di nuovo in ritardo,

ma l’orologio del cellulare mi condanna impietosamente: devo fare qualcosa al più presto prima di rimanere ingorgato nell’inferno di lamiera che ha preso possesso delle arterie centrali della città. Mi affido al navigatore nuovo di zecca, cercando una scorciatoia meno trafficata nella giungla brulicante cittadina. Dopo una gimcana iniziale mi ritrovo a scivolare amabilmente per vie secondarie poco conosciute, alla faccia di tutti quelli imbottigliati! La mia gioia però si spegne presto, precisamente alla seconda via “chiusa per lavori” che il navigatore mi consiglia di imboccare. Subisce un colpo critico ad un’inversione ad U impossibile. Muore con tanto di certificazione clinica quando mi viene intimato dalla voce elettronica di imboccare una via palesemente contromano. Sono spacciato. E non cito la via senza uscita indicata

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come “percorso più rapido” per ritornare sulle vie principali...più rapida per i possessori di Buldozer probabilmente. Arrivo in ufficio con un’ora abbondante di ritardo, ma per fortuna il capo e il mio referente sono impegnati in riunione da molto prima del mio normale orario di entrata! Sono quasi certo di essermela cavata quando un brivido freddo mi corre lungo la schiena. Prendo il mio cellulare nuovo, fiammante, appena comprato con tutte quelle belle funzioni social e controllo con terrore le ultime azioni eseguite: tra i vari aggiornamenti c’è anche il rilievo automatico della mia posizione. Chek-in in ufficio, con tanto di orario e ritardo palesato a tutti. Sono spacciato (il mio capo ufficio utilizza lo stesso servizio...). Tutto il mondo sa che sono arrivato in ritardo.

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Tra una strigliata e il lavoro la giornata scorre in relativa tranquillità. Ho giusto il tempo di aggiornare mia sorella, consigliarle il sito dei mezzi pubblici per capire come arrivare al ristorante (ha un’ottima mappa interattiva che ti dice quali mezzi prendere per muoverti in città e quanto tempo ci impiegherai) e mandare una mail al ristorante stesso per confermare la prenotazione. La mia pausa oggi è giocoforza stringata per far dimenticare il mio ritardo al capo. Ma la vendetta, tremenda vendetta della tecnologia deve ancora svelare i suoi colpi da maestro. Con amletica determinazione il sito dei mezzi pubblici dà una tempistica d’arrivo del tutto sbagliata, consiglia numerosi cambi di mezzi poco funzionali (eufemisticamente parlando) e soprattutto si dimentica di avvisare che uno degli autobus indicati sia inattivo dalle 19:00


in poi. Quei “piccoli” particolari che rendono piacevole un viaggio con i mezzi pubblici. Il navigatore di mio padre non è riuscito ad interfacciarsi ai satelliti nemmeno dopo due riavvii, come se una coltre di piombo avesse schermato l’automobile dal resto dell’universo conosciuto. Morale: mia sorella arriva in ritardo e arrabbiata; così come i miei genitori, non avendo una cartina in macchina (“...e chi ha bisogno di una cartina quando si ha il navigatore?” le ultime parole famose). Ciliegina finale: la mail inviata al ristorante non è stata smistata dal server dell’ufficio evidentemente, poiché anche la prenotazione non risulta confermata. L’apocalisse tecnologica. Una tragicommedia in cinque maledettissimi atti. Sull’orlo di una crisi di nervi prepotente mi salva un deus ex machina umano: la

mitologica figura del Ristoratore, che riesce comunque a trovarci un tavolo libero, pur senza prenotazione. Mi annoto mentalmente di lasciare una lauta mancia. Giusto per informazione la cena si è svolta per il meglio, la crisi di nervi è rientrata e abbiamo passato una serata rilassata e divertente. Il percorso consigliato dal sito dei mezzi pubblici per il ritorno di mia sorella si è rivelato perfetto e il navigatore dei miei genitori si è messo in funzione immediatamente una volta acceso. Al momento del conto però ho pagato in contanti, lasciando la carta di credito nel portafogli...vista la giornata, meglio non rischiare.

[community.commodore.com]

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web’s top 1

Tweet d’emergenza! Un Tweet/S.O.S. da un bagno pubblico privo di carta igienica. Assurdo? Il fatto che qualcuno abbia risposto portando la carta igienica allo sfortunato (Naika Tei, DJ giapponese) lo è ancora di più!

carta igienica tweet Naika Tei

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Google rilancia la canoa! Google Maps vuole rilanciare la canoa: lo suggerisce come metodo per andare dagli USA al Giappone. Non è l’unico caso: bracciate e polmoni dal Portogallo a New York, moto d’acqua per arrivare in Cina e altro... carta igienica tweet Naika Tei

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Google Streetview non finirà mai di stupire, soprattutto finchè sarà possibile sapere in anticipo il percorso delle sue macchine: siamo arrivati ai subacquei che tentano di fiocinarle in piena periferia cittadina!

mail

Vi prego, ditemi che non sarà il solito opuscolo pubblicitario mascherato da un’altra cosa. Sono stanco di queste rivistine che non sono altro che una versione cartacea dei siti internet di pubblicità. Daniel Penso che questo numerò fugherà ogni tua paura. Vero?

Non vedo l’ora di vedere il primo numero! Ma il forum in qualche modo verrà integrato alla rivista? Continuerete il lavoro con la community? Sara

Continuare? Non si è mai fermato il lavoro con voi! Vi abbiamo inserito in ogni angolo, siete il nostro redattore aggiunto... contenta?

Altra carta per altra pubblicità? No grazie. Alex

Cacciatori degli abissi... suburbani

carta igienica tweet Naika Tei

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scrivici@vic.it

Spero che questo numero di VIC riesca a farti ricredere, Alex. Abbiamo bisogno di critiche per crescere, siate spietati!

Spero che il magazine sia bello anche solo la metà dei forum, sarebbe già fantastico! Laura

La redazione è piena di gente vanitosa, per cui pubblicheremo tutti i complimenti come questo che ci ingrossano l’ego.


Quanto sei commodore

Siete convinti di essere dei veri Commodore addicted? Di incarnare appieno lo spirito Commodore? Mandateci le vostre foto (recenti o retrò) con i vecchi prodotti Commodore e vi diremo se lo siete davvero! Accettate la sfida?

99% Non puoi che essere tu il vincitore. Con un Commodore 64 collegato ad un LCD nel 2010 meriteresti il 100%. Ma cosa ci fai per terra? Paolo - Vicenza

Il C64 fin da piccola. Continua cosĂŹ. Heidi - Vienna

70%

centopercento@vic.it

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nel prossimo numero:

2CREATIVITA

NELL’ERA DEL TABLET MARY GRINT

In libreria il primo libro interamente scritto su tablet. La sua autrice ci racconta il perchè di questa scelta.

SCRIVERE

TOUCH

La nuova scrittura: i problemi dati dall'assenza di una tastiera fisica e le soluzioni proposte.

DITE LA

VOSTRA

Un articolo scelto tra le vostre proposte, riguardo le nuove frotniere della creatività.

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Brand Magazine Commodore