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Pierre Bonnard

tra Matisse e i “Nabis�

a cura di Marisa Vescovo e Jean Michel Foray


...certifico che Pierre Bonnard è un grande pittore d’oggi e del futuro...


Henry Matisse


Pierre Bonnard tra Matisse e i “Nabis” di Marisa Vescovo

Il termine Nabis, che deriva da una parola ebraica che voleva dire “profeti”, è stato usato per definire un certo gruppo di giovani pittori, tutti nati tra il 1869 e il 1870, frequentatori dell’Acadèmie Julian. Alle spalle della loro pittura sta, come un cielo incombente su un paesaggio molto fascinoso l’Impressionismo. Ma è stato in piccolo dipinto di Paul Gauguin, portato da Sérusier a Parigi ai colleghi dell’Accademia—cioè Bonnard, Vuillard, Ranson, Denis ( ebbe anche una funzione critica per il gruppo), Verkade , Roussel ( tutti sui vent’anni)—a diventare una sorta di nuova legge pittorica ( soprannominato il “talismano”), esso è servito a ciascuno per intonare la propria tavolozza, escludere i tonalismi impressionisti e creare una gamma nuova di colori basata sulle larghe superfici dei rossi, dei viola e degli azzurri, reinventati attraverso la memoria piuttosto che l’occhio. Un altro motivo di novità è stato portato dal gioco grafico avvincente delle stampe giapponesi, che offrivano il profumo dell’oriente con le loro eleganze mentali, gli arabeschi sinuosi, che suggerivano una pittura sognata. Pierre Bonnard è stato l’artista più importante del gruppo, colui che con la sua ricca spiritualità e religiosità. Ha dato un aroma nuovo alla pittura. Ma Bonnard a questa sua cifra intellettuale faceva corrispondere una continua freschezza dell’emozione, oppure il colore acceso nelle sue più intense tonalità, che richiama Gauguin, senza possedere nelle figure la ieratica compostezza da idolo di quelle del maestro. Le trasparenze luminose in cui appaiono certe sfocature di colore, quei riflessi freddi, azzurri e viola, nascono solo dalla più segreta e intima visione. Di queste invenzioni e sveltezze cromatiche se ne ricorderà persino Matisse ( suo vicino di casa sulla Costa Azzurra ), che giudicava Bonnard un pittore eccezionale , e ci sarebbe da chiederci quanto debba la pittura Fauve a questo Bonnard, più schivo e più intimo, ma più audace ( anche per quanto riguarda le arti applicate), insieme gioioso e straziante, testimonianza di quel mondo e di quel tempo, quasi remoto,fin de-siécle, che risorge nelle sue creazioni allo stesso tempo tenero ed elegante, vagamente sfiorito nella sua intimità, ma venato di un presentimento di angoscia imminente come nelle pagine di Proust.


Edouard Vuillard

Ker Xavier Roussel, Édouard Vuillard, Romain Coolus, Felix Vallotton 1899


Paul Gauguin


Maurice Denis


Paul SĂŠrusier


Paul Ranson


Felix Vallotton

Ker Xavier Roussel, Édouard Vuillard, Romain Coolus, Felix Vallotton 1899


Bonnard  

pierre bonnard

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