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PERIODICO_NUMERO 0 - LA STRADA_0,00 €

BIG CHIEF / ONIBAKA / MR LOVER / TADAN / PUPAZZI / BAMBI E PASTICCINO / L’X ALEANDREW PROJECT / DANIELE COLOMBO / LORENZO CROCE / IVAN / PAO / PUS SEACREATIVE / SONDA / MATTEO DENTI / ALESSANDRO VENEZIANI /


HOT Casa editrice: MACCHINA CREATIVA Direttore Responsabile: SILVIA CANCELLIERI s.cancellieri@macchinacreativa.com Redazione: ALESSANDRA TASSERA redazione@macchinacreativa.com Graphic Design and photographer: LUCA DEASTI http://myspace.com/johnbdesign Collaboratori: Emanuele Del Rosso, Matteo Fugazza, Sophie Bradshaw, Emma K, John B, Teddy Buckland.

Iscrizione ROC16740 con effetti dal 28 marzo 2008.

THIS IS YOUR COMPASS. Una breve introduzione al lettore che, per scelta o per caso, è incappato in un prodotto editoriale fuori dalle righe. Mypaper è il tuo stimolo, il tuo momento di svago, un viaggio in cui la notizia ed il lettore si mixano in un ritmo metropolitano scandito da reciproche intese, consigli e direzioni per indagare sulle nuove tendenze e la loro evoluzione. Come la traccia di un vinile riempie con ironia l’aria di nuove note, ogni numero affronta un singolo tema che ti prende per mano e ti accompagna in un’avventura. Ricarica le pile e fai rifornimento di arte, design e moda, vivendoli sulla tua pelle diventerai la nostra bussola. La tua energia è la nostra energia. La direzione comune è il Bello: non ciò che piace, ma la scintilla che sta sotto ogni impulso e che quindi non è in vendita, ma appartiene a tutti.

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INTRO La strada è da sempre il palcoscenico naturale dell'arte. Romantica e inaspettata, l'idea è quella di indagare sulla sua evoluzione e su quella degli artisti che le danno vita, passando dall'arte di strada ai graffiti e alla street art. Il nostro viaggio inizia volgendo lo sguardo indietro. Seguiteci e troverete bambole, clown e giocattoli dimenticati, che ci ricordano come in un film di Fellini il nostro passato. La strada è in continua evoluzione come le relazioni e i percorsi rappresentati dai quadri materici di Alessandro Veneziani. Le persone camminano, corrono , a volte si fermano e osservano. Abbiamo voluto introdurvi al nostro percorso intervistando anche gli street artist. Daniele Colombo con la sue impronte di piedi ci aiuta a soffermarci sulla voglia di comunicare, legale o illegale, dell'arte. La parte illegale è analizzata in 20 fotografie della collezione di Lorenzo Croce, il quale inquadra la parte nascosta, la preparazione, le attese e le nuove maschere di chi decide di comunicare ad ogni costo. Sdoganati da questa illegalità, Ivan, L’x, Pao, Pus, SeaCreative e Sonda presentano lavori che riflettono il presente ed il concetto metropolitano dell’arte. Guardando indietro nel tempo o al ritorno da un viaggio, spesso siamo colti dalla nostalgia per qualcosa che non è più presente. Un vecchio trenino, un modello di aeroplano ritrovato in qualche cassetto, sono presenze che ci riportano ad un passato lontano, difficil-

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mente recuperabile. Eccoli allora, i toy designer, spettatori senza tempo, che vi raccontiamo con una selezione della collezione di Matteo Denti e con young designer in vetrina: AleAndrew Project, Bambi e Pasticcino, Big Chief, Onibaka, Mr Lover, Tadan, Podmork e PuPazzi. I toys sono figli del design e della cultura underground. Proprio loro - per definizione attuali e senza passato - osservano insieme al reale spettatore la strada in continua evoluzione. MyGallery espone gli artisti sopracitati in una mostra che avrà luogo dall’8 maggio all’8 giugno.

“Fidarsi del suo abbraccio, della sua pelle contro la tua, questo ti deve essere sufficiente, lo vedrai andare via tante volte e poi una volta sarà l'ultima, ma tu dici, stasera, adesso, non è già l'ultima volta? Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua, perché se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa, questi sono problemi solo tuoi, fidarsi dei suoi baci, della sua pelle quando sta con la tua pelle, l'amore è niente di più.Sei tu che confondi l'amore con la vita.” (P.V.Tondelli) Nella pagina accanto: A.Veneziani - Relazioni materiche.


MATERIAL BOY. Il primo passo del nostro cammino nel mondo dell’arte abbiamo deciso di farlo attraverso i Materici di Alessandro Veneziani. Vi proponiamo allora una delle sue opere e una dichiarazione romantica dell’artista, Direttore dello spazio MyGallery “Curioso. Se fossi un animale sarei un gatto e me ne andrei in giro per le strade della città, vicino a locali e gente che si diverte. La strada per me è un grande stimolo. Hai presente Lisbona? E’ una città incredibile: dietro ogni angolo ti aspetti una sorpresa. I miei quadri materici rappresentano strade metaforiche e romantiche, intervallate da colate di resina che creano tracce e segnali. Ogni segno rappresenta concettualmente parole, emozioni, gioie, dolori e sogni che fanno parte dei nostri percorsi vitali. Mi piace vederli come delle fotografie istantanee che raccontano un determinato periodo. Le persone vengono rappresentate da rami creati con svariati materiali. Rami che giocano, si rincorrono, si sfiorano e si amano. Fanno percorsi insieme e a volte si separano. Compagni di viaggio che mettono in comune esperienze e strade differenti, che per quanto cerchino di avvicinarsi e sovrapporsi hanno il limite di avere radici differenti. Credo che l’amore sia visto spesso come possesso e non si tenga conto dell’unicità delle nostre radici. Bisognerebbe apprezzare di più il viaggio e la libertà che la strada offre... o dovrebbe offrire!”

a.veneziani@mygallerymilano.com Direttore Galleria MyGallery

Please visit: www.mygallerymilano.com

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PERFORMING. DI ALESSANDRA TASSERA A proposito di strada e di artisti che la popolano, ci siamo imbattuti nelle le pagine di un blog (http://musica.altrove.it) che raccoglie i video e le storie di tantissimi performers. Concerti rockabilly blues improvvisati in Portobello Road, un suonatore di strani strumenti metallici a Copenhagen, Celtic Sound nella Subway. In Italia spesso associamo l'artista di strada alla figura del Clochard, questo perchè le leggi non danno spazio a questa forma d'arte. Basta allontanarsi un po’ dai confini e subito tutto cambia: pensiamo alle Ramblas di Barcellona, alle strade di Praga, Berlino e Londra. Una forma d'arte semplice e diretta, che può assumere forme anche futuristiche e trasformarsi in grandi spettacoli, come lo Slava's snowshow: un teatro in continuo mutamento che si nutre dell'improvvisazione spontanea nel rispetto scrupoloso della tradizione. (www.slavasnowshow.it) Rimanendo in tema vi segnaliamo anche il Nissan Quashqai Challenge: contest paneuropeo di urban freeride in mountain bike. Partendo dalla tappa milanese di due giorni - il 25 e il 26 aprile - si concluderà a fine maggio con un final contest a Londra. Tra le città ospitanti ci saranno anche Madrid, Monaco di Baviera e Parigi. Maggiori informazioni sul sito ufficiale. (www.nissan-qashqaichallenge.com)

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WHO A R E STREET THE

FUCK

ARTISTS? DI SOPHIE BRADSHAW

Secondo Wikipedia “la Street Art è il nome dato dai media di diffusione di massa atto a comprendere quelle forme di arti che si manifestino in luoghi pubblici (dall'inglese 'Arte di strada'), spesso illegalmente, nelle tecniche più disparate: spray, sticker art, stencil, proiezioni video, sculture ecc.” Detto da noi i writer producono energia, traggono ispirazione dalla strada e sulla strada portano i loro racconti, senza confini fisici né mentali. Dobbiamo dunque partire dalla gabbia urbana per comprendere questi artisti e la rivoluzione estetica che intendono portare nel nostro modo di concepire il mondo e gli oggetti. Sono stati definiti da alcuni generazione “pop up”. Ma si può davvero definirli così? Siamo scesi per strada e siamo entrati nel loro mondo.

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DANIELE COLOMBO

IVAN

PAO

PUS


SEACREATIVE

L’X

SONDA

LORENZO CROCE

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DANIELE COLOMBO

PAO

Poliedrico artista milanese, si è avvicinato al mondo della Street Art nel 2006. Il suo marchio di fabbrica sono le impronte: utilizzando legno, sabbia, conchiglie e glitter, con le sue installazioni conduce lo spettatore in una passeggiata creando un percorso preciso. “Lavoro sulle mie impronte mettendole in successione, come camminassi” ci ha riferito l’artista. Daniele, cosa sono per te il viaggio e la strada? Come si esprimono all’interno della tua opera? “Viaggio e strada sono collegate, se non si resta fermi e si cammina, si viaggia”. L’idea di creare sulla strada? “E’ come se si portassero delle macchie di colore nella città grigia”. C’è chi vi definisce generazione Pop Up. Cosa ne pensi? “Generazione Pop Up è un’identificazione relativa, nessun cerchio è ben definito. Ma se a loro piace definirci Pop Up sono liberissimi di farlo… ma non è una questione di generazione”. Che musica ascolti? “Madonna, Britney Spears, Mina, alcuni gruppi emergenti: basta che la musica mi entri in testa e mi piaccia” Sei stato influenzato da qualche cultura straniera? “Non sono stato influenzato da artisti stranieri. Mi ha portato sulla street art un’amica, Linda Russo Idà (ndr L’X)”. Quando non crei cosa fai? “Quando vivo creo, per me è tutto collegato e non c’è nulla di scollegabile: anche con le persone che frequento c’è scambio. Il mio hobby è il mio lavoro”.

Artista milanese creatore degli ormai celebri pinguini urbani, dalla strada comincia una poliedrica sperimentazione di stili e tecniche che lo porta a fare arte comunicando. Le sue piccole isole di colore sono nate quasi per gioco: “è iniziato tutto da un’idea che non riuscivo a togliermi dalla testa, quindi è stata una necessità, per strada, una sera... e ho avuto reazioni positive”, come ci ha raccontato l’artista stesso. Il primo pinguino? “Il primo pinguino è primordiale, un esperimento in una vietta nascosta dietro casa. Da quello ne sono nati altri e poi, si sa, da cosa nasce cosa. L’obiettivo iniziale era quello di farmi pubblicare sulla foto del giorno del Corriere. E da lì sono seguiti altri pinguini”. Da cosa sei stato influenzato per la tua decontestualizzazione? “Ci sono varie influenze: dai graffiti storici alla Pop Art (Basquiat, Keith Haring) ai fumetti manga (Akira Toriyama)”. Cosa ti attira della strada? “Della strada mi attrae la libertà e l’agire per la gente, per la comunità”. Cosa mangi a colazione? “Latte, caffè e cornflakes”. Cosa c’è sul tuo IPOD? “Sull’Ipod sono onnivoro: dal jazz alla musica classica, dal punk al rap”. Colore preferito? “Rosso e blu in alternanza, dipende dalle giornate”.

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SONDA

L’X

I personaggi che rappresenta si contraddistinguono da un naso sottilissimo e allungato, come caratterizzazione caricaturiale dell’uomo. Sonda ha iniziato a farsi largo nel circuito dei giovani street artist milanesi negli anni Novanta. Ora la sua arte è evoluta ed è arrivato nelle strade di tutta Europa. Iniziamo la nostra chiacchierata chiedendogli perché si chiama Sonda. “Semplice, quando ho cominciato a fare i graffiti anni fa tutti scrivano il nickname in inglese perchè ispirati dal fenomeno writing d'oltreoceano... io ho pensato che per rimanere piu' impresso sarebbe stato meglio trovare una firma in italiano. E ha funzionato”. Qual è stato il tuo primo contatto con il colore, le forme e l’arte? “Mah.. mi verebbe da rispondere: da sempre! Insomma sono rimasto affascinato dai colori sin da quando ho memoria. Aggiungerei il mio spasmodico innamoramento per gli odori delle diverse varieta' dei colori”. Cosa rappresenta per te il viaggio? “Viaggio spesso. Anche se vi sembrerà la più grande delle banalità, visitare altri posti ti apre un sipario su come vive la maggior parte delle altre culture, con tutte le riflessioni del caso... culturali, politiche, religiose”. Il tuo colore preferito? “Verde. Da sempre”. L’ultima cosa che fai prima di andare a dormire? “Boh? Non sono un metodico”. Se fossi un’opera d’arte quale vorresti essere? “Un Riassunto di tutte le mie. Ma in fondo lo sono gia'”.

Laureata in architettura, L’X può essere definita come fantasiosa e poliedrica: la sua arte passa dalla street art all’animazione, dall’arte pop alla body art. Raccontaci come hai iniziato ad esprimerti in tutte queste forme d’arte. “Sono partita dai disegni di Raffaella Carrà che facevo da bambina. Da lì tutto il resto”. Cos’è per te la fantasia? “Uno spruzzo di allegria”. E il viaggio?E la strada? “Viaggiare per me è libertà. La strada è la mia palestra, un laboratorio dove esprimermi”. Cosa ami? “L’amore”. E cosa odi? “La violenza, l’ignoranza e la cattiveria”. Come sei arrivata a scegliere L’X come nome d’arte? “X sta per nessuno. Mi sembrava più importante con l’articolo davanti”. Cosa ne dici di chi definisce la vostra come generazione Pop Up? “Che mi definiscano come vogliono”. Qual è l’ultima cosa comprata che più ti piace? “Lo yogurt al limone”. Il tuo colore preferito? “Zelig mutabile in cerca di armonia: è un mio gioco di parole per dire un colore camaleontico, mutante”. Se fossi un’opera d’arte quale vorresti essere? “Una tela bianca”.

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PUS

LORENZO CROCE

Pus è noto per essere il padre artistico dello scarafaggio metropolitano. La sua forza deriva dai lavori in strada: crea nuovi mondi nella metropoli rovesciando la realtà urbana. “Gi insetti siamo noi, tutti noi, siamo come tante formiche che brulicano in un formicaio. C’è la tendenza a omologarsi in un gruppo” ci racconta l’artista, che ama definirsi teppista creativo. Perché il nome PUS? “Deriva da una ferita. C’è stato un periodo nella mia vita nel quale non stavo bene e la mia ferita morale si è infettata. Per questo mi sono chiamato Pus”. Ti piace essere definito generazione Pop Up? “Non so neanche cosa voglia dire. Mi dissocio dalla catalogazione, per me non sono neanche uno street artist”. Qual è fra le ultime cose comprate quella che più ti piace? “Un biglietto per il volo a New York”. Descrivi lo studio in cui lavori “L’ambiente in cui lavoro è quello nel quale vivo, quindi c’è anche il mio letto. E’ uno spazio creativo: c’è molto casino, ha le piastrelle nere pitonate. Le pareti all’inizio erano bianche, ora ci sono schizzi e bozzetti”. Cosa rappresenta per te la strada? “Un posto dove camminare. Nell’accezione più ampia, il tuo percorso di vita”.

Lorenzo Croce da sempre è stato attirato più dalle fotografie di reportage che da quelle fatte in studio. Nelle incursioni notturne, in giro per la città, è incuriosito dalla voglia di cogliere gli attimi in cui gli artisti di strada ricoprono i muri delle città con le loro opere. Gli ambienti bui, la sera..la sfida di ottenere buoni risultati in situazioni precarie. Proprio come nei reportage di guerra, sua prima e grande passione. Come ci ha raccontato: “ la notte per me è una sfida, si crea quell'atmosfera stupenda dove la luce è lieve, per una bella foto servono lunghe esposizioni e riuscire a cogliere dei bei momenti con poca luce è sempre difficile. Questo è ciò che mi spinge ogni sera a fotografare, a fare graffiti: riuscire a fare un bel disegno in situazioni sempre più pericolose e adrenaliniche”. Ma quale foto più ti rappresenta? “Non ho una foto che mi rappresenti, sono ancora alla ricerca del mio stile, ma spero di non trovarlo mai, per potermi plasmare a seconda delle esigenze”. Lorenzo, cos’è per te il viaggio? “Il viaggio ideale per me è quello senza programmazione, avere un periodo in cui non sapere dove andare e lasciarsi trasportare dall'istinto. Per quanto riguarda i viaggi mentali molti hanno bisogno di stupefacenti, le mie droghe sono l'adrenalina e l'immagine”. Cosa ami? “Amare, bella domanda, potrei dirti cosa mi da molte sensazioni ma non so realmente cosa voglia dire amare”. L'ultima cosa comprata? “Ultima cosa comprata? Ehmmmm...pellicole”.

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IVAN

SEACREATIVE

Ivan Tresordi è un poeta e un artista. Autore di veri assalti poetici in giro per le strade di Milano e di tutta Europa, libera la poesia dall’angolo silenzioso in cui si trova per portarla per strada tra i passanti. Per lui una pagina bianca è una poesia nascosta, perché, come ci ha raccontato, “ognuno è protagonista della propria esperienza poetica. In ogni pagina bianca c’è una poesia ad attenderti. Non è relegata a un’elite, ma è per tutti. È una metafora anche per Milano, città sempre più grigia”. Poesia e Street Art come si uniscono nella tua arte? “La mia natura è poetica e la mia poesia si lega al contesto urbano e necessariamente si lega alla Street Art”. Come scegli le tue location e da cosa trai ispirazioni per le tue poesie? “Sono le location che scelgono me. La poesia è relazionata al posto in cui la si fa. Prima trovo un immaginario e da lì scelgo la poesia. E’ il luogo che la decide. Tutti trasmettiamo e riceviamo poesia dagli altri”. Qual è il luogo che hai visto per te più poetico? “Per me l’assalto alla poesia va dove questa manca. Viaggiando, fra i luoghi che mi hanno ispirato di più sicuramente dico Nuova Delhi, Amsterdam, Praga, Roma e la Sicilia”. Che libro stai leggendo? “Una raccolta di poeti contemporanei del secondo Novecento”. L’ultimo film visto e piaciuto? “Persepolis”.

Seacreative nasce a Milano e i suoi natali artistici avvengono come writer. Decide in seguito di trasportare la sua esperienza sulla tela, per metterla a disposizione di un pubblico più vasto. Ha scelto il suo nome d’arte mettendo insieme tre lettere che gli piacevano e ora è uno dei più affermati live painter milanesi. Il personaggio che disegna è un misto fra un fumetto e una caricatura. In base a cosa ha scelto di rappresentarlo in questo modo? Che carattere ha? “E’ la rappresentazione delle persone che vedo in giro tutti i giorni. Mi ispiro e inserisco tatuaggi, piercing. All’inizio lo facevo senza sguardo, perché è triste. Fondamentalmente gli scivola tutto addosso”. Quali colori prediligi? “Il bianco, i colori pastello e i tono su tono”. E parlando di materiali? “Utilizzo acrilici, inchiostro e le biro”. A livello internazionale quali Stati e quali artisti preferisci? “La California senza dubbio: lì sono meno chiusi di noi e anticipano tutto. Ma anche in Francia i giovani artisti e grafici hanno la possibilità di farsi strada. Fra gli artisti un nome fra tutti è Phil Frost: è spettacolare”. La tua produzione va oltre a quella della street art.. “Ho fatto borse, scarpe, magliette, quaderni e tavole da snowboard: quando vedo qualcosa che mi può piacere mi ci butto. Non ci sto a pensare. La faccio e basta”.

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MR. LOVER “Mr.Lover nasce dalle mie illustrazioni, una buona dose di rock’n‘roll e una vena particolarmente bastarda”. Si racconta con queste parole l’artista, quando gli si domanda come nasce, rivelando anche l’origine della sua bravura nel taglia e cuci: tutto merito della nonna sarta! Una serie di personaggi strani e simpatici, primo tra tutti il coniglio Junkie B, a capo di una gang che controlla la produzione mondiale di carote. Ma se i personaggi di un’artista sono la sua filiazione, qual è il più rappresentativo? “Direi tutti!”.

I MADE ON MY COMPUTER DI EMANUELE DEL ROSSO I Toys sono giocattoli di design, ed è il designer che li rende vere e proprie opere d’arte, quadri in tre dimensioni fatti di plastica, vinile, peluche, metallo o legno. Lo stesso concetto lo si ritrova nelle opere di street art unitamente ad uno stile fatto di esplosioni volumetriche e di colore - che a differenza dei graffiti - si estendono nello spazio a tre dimensioni. Designers e creatori di questi “giocattolini” si affiancano spalla a spalla agli artisti di strada, senza che nessuno si accolli il merito di un qualcosa che, dopo essere stato creato, non appartiene che a se stesso.

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TADAN! Aprendo la pagina myspace di Tadan! si viene letteralmente sommersi da una cascata di colori. Tinte pastello e faccine felici per i personaggi creati da questo giovane designer made in Italy. E poi c’è “We want paper!”, un progetto di customizzazione di paper toy. “Adoro la carta” - ci ha raccontato l’artista - “così ho deciso che uno dei miei personaggi prendesse vita proprio grazie a questo materiale”. Da qui la collaborazione con altri artisti e la prima serie che vede coinvolti designer


ed illustratori da tutto il mondo. Il link per scaricare il template di Goldie, il tondeggiante pulcino di carta e per partecipare alle submission per le prossime serie, basta un click sul sito internet del progetto. (http://myspace.com/tadandesign) PU_PAZZI “Pur non avendo mai cucito in vita mia, mi sono sorpresa nel constatare queste mie nascoste competenze sartoriali!” Così si racconta Stefania Garuti, creatrice dei Pu-Pazzi, allegri personaggi in feltro, nati circa due anni fa dalle sue sapienti mani. Stefania è inoltre insegnante di storia dell’arte e di educazione artistica. Diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, ha pubblicato libri illustrati e non, vincendo alcuni concorsi, come il Baraccano nel 2002. Insomma, Stefania ne sa. E si vede, perché alla domanda: “cos’è l’arte?” risponde: “E’ la costruzione di un’idea che abbiamo di noi stessi”. e ancora: “Ho voglia di mostrare il mio lavoro artistico agli altri. Ho come una necessità, farli sentire felici ogni volta che guardano i miei Pu_pazzi”. ONIBAKA Qual è il fumetto preferito di Davide “Onibaka”? ”Per ogni periodo della mia vita ci sono stati fumetti legati al momento preciso, in assoluto le strisce dei Peanuts. Non sono fumetti, sono perle di saggezza”. Inoltre Davide è un ottimo tatuatore e passa con disinvoltura dalla pelle alla tela. Come ci racconta: “È tutto un percorso nell’esprimersi, ed è stato naturale nella mia formazione cambiare. Ogni disegno, ogni tela e

ogni scultura rispecchiano il sentimento provato in quel momento”. E dalle due dimensioni alle tre, il passo si fa breve, ed ecco i primi toys firmati Onibaka! PODMORK Classe 1973, il milanese Sergio Scalet si accosta al mondo dell’arte in varie forme. Creatore dei Podmork - simpaticissimi toys fatti a mano in pezzi unici - ha anche all’attivo svariate produzioni pittoriche rappresentanti i suoi characters. Sergio ricordi il tuo primo Podmork? “Stavo preparando la scultura per una mostra e mi avanzava del materiale, ho fatto una pallina, ci ho messo due occhi una bocca, l’ho guardata e ho pensato, Cos’è, un Podmork? La pallina annuì, e fu il primo Podmork”. Come continua a raccontarci, “la filosofia Podmork non finisce mai (in entrambi i sensi di marcia passato presente e futuro). I Podmork sono curiosi, sono la materia del Mondo che ha aperto gli occhi e vuole vederci e capirci qualcosa. Ma non stanno solo a guardare, in qualche modo agiscono”. Come ci ha riferito, lui stesso si sente uno dei suoi personaggi: “ Visto che sono già un Podmork a tempo pieno, per qualche mese vorrei essere Il Giudizio Universale di Bosch”. BAMBI E PASTICCINO Jenni e Gra sono i due designer creatori di Bambi e Pasticcino, fortunata linea di toys contaminati dalla cultura new-pop e da un sapore nordeuropeo. Ma come è

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nata l’idea? “Durante un viaggio assieme in Islanda”, ci spiega Gra, raccontando anche del notevole influsso che hanno avuto i costumi nordici nella sviluppo artistico delle loro opere. “Il tutto si è sviluppato molto velocemente, nel giro di un paio di anni, ma era da tempo che cercavo, anche da solo, di entrare in questo mondo. Poi ho conosciuto Jenni”. Ed è così iniziato, aggiungiamo noi, questo sodalizio artistico sentimentale, che li ha portati ad avere in progetto anche l’esposizione presso la galleria milanese MyGallery, prevista a partire dal 9 maggio. ALEANDREW Sono creazioni originali quelle di Alessandra e Andrea, che si conoscono da 15 anni e da tre collaborano: una serie di creature, ovviamente tutti pezzi unici, cuciti, disegnati, dipinti e stampati a mano. Parlando dei loro toys ci raccontano: “sono come i nostri bimbi, i nostri pupi, che è triste vedere andare via di casa”. Insomma una vera e propria produzione artistica di toys contaminati dalle più svariate influenze, che hanno portato i due a una lunga serie di esposizioni per tutta Europa. Per quanto riguarda i progetti futuri, Andrew sarà a New York, Los Angeles e Città del Messico a settembre. Ale invece curerà l'atelier dell'AleAndrew che aprirà nei prossimi mesi i battenti a Milano.”


BIG CHIEF L´idea di questo boss di carta nasce dalla voglia di ricambiare l´affetto dei lettori del blog think.bigchief.it "Siamo molto affezionati a lui, diciamo che è divenuto un simbolo, il nostro portafortuna" ci spiegano i creatori.Il baffuto personaggio di carta, con oltre 9000 download è diventato un must per gli appassionati del genere. Insomma, un grande successo. E i progetti futuri? "Ne abbiamo molti che bollono in pentola, ogni giorno nascono nuove idee. Sicuramente spingeremo l´acceleratore sul blog, visto che è in costante crescita".

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MAY 8th - START 20.00 PM VIA TREZZO D’ADDA 3 - MILANO UPCOMING EXHIBITION_LA STRADA

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MATTEO DENTI DI SOPHIE BRADSHAW E’ il nuovo guru dei collezionisti di sneakers: con 5 negozi aperti nella sola Milano, permette ai cultori di questi modelli di avere scarpe personalizzate. Ma non solo. E’anche il creatore di Gnagno, un simpaticissimo toy disponibile in mille colori e mille versioni. E non è finita qui. E’anche un grande collezionista di Toys. Classe 1977.

Matteo di fantasia ne ha da vendere. Ma da dove è venuta la sua idea di customizzare le scarpe? “ Il mercato delle scarpe è totalmente globalizzato. Invece ogni persona dev’essere unica ed indossare pezzi unici”. Parlando della sua passione per i toys invece ci racconta: “Fin da piccolo ho amato i giocattoli. Crescendo ho scoperto questa passione in senso materiale”. Il suo Toys preferito è il Bear Brick. E il primo acquistato? “E’ Spanky”. La maggior parte della mia collezione viene comunque dal Giappone, dove questa è considerata ancora arte”. Ma cerchiamo di conoscerlo meglio. Che musica ascolta questo creativo sul suo IPOD? “Non ho l’IPOD. Ascolto invece musica sul telefonino: elettronica, i Queen, gli anni ‘80”. Colore preferito? “Il viola”. Cosa fai la sera prima di andare a dormire? “Mi lavo i denti”. L’ultimo libro letto da consigliare? “Era su Aristotele, Buddha e Confucio”. Dove via a ballare? “A casa mia”. Gnagno ti rappresenta? “Rappresenta un po’ tutti ma nessuno lo dice. Beve, fuma ed è politicamente scorretto”

SEE ME THERE. 20 / mypaper [1]


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RUN FOR YOUR LIFE.

ghties le nuove Reebok Pump Bringback: con colori fluo-must della stagione e inserti in plastica trasparente colorata saranno – per i nostalgici old school e non solo- elemento fondamentale per sentirsi comodi e trendy nella prossima stagione. Da notare i modelli Pump Running Dual e Pump D Time. (www.rbk.com)

Nel nostro giro per le strade di tutto il mondo ci siamo divertiti a fermarci qua e là per appuntarci e segnalarvi le novità più strane e più modaiole. Abbiamo trovato idee per tutti i gusti e per tutte le tasche. Volete essere alla moda dalla testa ai piedi con capi internazionali? Eccovi accontentati.

Entrando in territorio francese e dagli anni Ottanta invece vi segnaliamo le Bensimon, calzature sportive in tela considerate dettaglio immancabile dai fashion victim d’oltralpe più traditional. Nate in Francia 25 anni fa, ora finalmente sbarcano in Italia con nuove e moderne versioni rivisitate dal classico modello. (www.bensimon.com)

DI SILVIA CANCELLIERI

Bensimon

Reebok Pump

Partiamo dal basso e dal nord Europa. L’Inghilterra si sa, è ormai da anni punto di riferimento e culla per la nascita e l’evoluzione di molte mode. Noi abbiamo trovato da segnalarvi direttamente dalla city e dagli Ei-

Alziamo il nostro sguardo e spostiamoci sulle t-shirt. Non potevamo non tornare in Inghilterra per proporvi le t-shirt di Your Eyes Lie: ispirate al graphic design più

vs vs Studiocharlie // Your Eyes Lie

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vs Zapping, CSS // Noodle Park Jacket

minimal, sono stampate rigorosamente in bianco e nero. E allora, che voi siate fashion victim o solo particolarmente eccentrici ve le segnaliamo. Siete avvisati. L’importante è che abbiate un non convenzionale sense of humor e che amiate stupire. (www.youreyeslie.com) Nei nostri giri siamo tornati in Italia per proporvi una delle proposte nostrane più interessanti. Vi segnaliamo le “T-shirt for design addicted” di Studiocharlie: i colori di base sono rigorosamente in tinta unita e sono rese uniche da disegni ricavati da alcuni fra gli oggetti di design storicamente più ricordati: l’amatissima Cinquecento, la radio “Cubo” di Brionvega, la Vespa, le stufette Bauhaus… e chi più ne ha più ne metta. Tutte le magliette sono in vendita sul sito. (www.studiocharlie.spreadshirt.net) Pensiamo ora a coprirci per le improvvise piogge primaverili ed estive.

Sempre rimanendo in Italia segnaliamo la Noodle Jacket del giovane brand Noodle Park. Più trend che mai, questo giubbotto è anche pratico: tascabile, si trasforma in marsupio con elastici per i maschietti. Per le femminucce invece propone una raffinata pochetteporta oggetti. Per renderlo sempre più international il marchio ha voluto dargli un tocco orientale scegliendo come packaging la “noodle take away box”. Per chi cerca una rivisitazione in chiave urban fashion della celebre giacchetta anni ’80. (www.noodlepark.it) E se invece vi sentite rock e volete una linea di abbigliamento che si adatti totalmente a voi seguiteci in Brasile: il gruppo dei “Cansei de Ser Sexy”, in attesa dell’uscita del nuovo album, ha ben pensato di lanciare una linea di abbigliamento in collaborazione con il brand brasiliano Zapping. Se amate questo gruppo non fatevi sfuggire t-shirt, leggins, shirt e pantaloni in puro stile CSS. (www.frizzifrizzi.it )

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BUY IT, USE IT, BREAK IT. FASHION PILLS DI SILVIA CANCELLIERI Non potevamo non proporvi queste calzature in limited edition: la sneaker e il polacchino della PZERO oltre ad essere fashion sono anche pratiche. Infatti grazie a un particolare studio ergonomico si articolano e si ripiegano totalmente su loro stesse garantendo la massima adattabilità al piede. Dedicate alle prossime Olimpiadi di Pechino sono disponibili in diversi colori. Distribuite in Italia presso i punti vendita più esclusivi. (www.pzeroweb.com) E gli anni ’80 ritornano con i nuovi retro Superfuture. Di produzione 100% italiana montano lenti Zeiss, hanno colori che spaziano dai minimal a quelli più accesi e si possono trovare a Milano nei migliori negozi. Consigliate per chi si sente Superdivo o testimonial d’eccezione. C’est chic! (www.retrosuperfuture.com) Bohemian Summer è la quinta collezione per Top Shop della ormai onnipresente Kate Moss. La bella Kate propone uno stile da viaggiatrice bohemiènne (come specifica nel nome) mescolato al suo immancabile stile eclettico. Top e shorts tipicamente occidentali mixati a colori orientaleggianti, leggerissimi chiffon e ovviamente skinny pants. Chissà se il successo sarà lo stesso di qualche anno fa quando le ragazze erano in coda davanti allo shop londinese a tirarsi i capelli per avere l’anteprima della prima linea? (www.topshop.com)

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Dalla collaborazione tra Baccarat e Renauld Pellegrino (direttamente dalle scuderie YSL) nasce B bag, una borsa dalle impeccabili finiture impreziosita da cristalli proposta in varie nuances...anche questo fuxia shocking, da abbinare all'anello luxor, sempre ed esclusivamente in cristallo. (www.baccarat.com) (6) (1)

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(1) Baccarat bag, (2) Beaded skinny scarf, (3) Retrosuperfuture New York, (4) Topshop Gold trim cardigan (5) Skinny jeans Topshop, (6) Bohemian summer dress, (7) Pirelli PZero, (8) Baccarat Ring.


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OH MY POSH! DI EMMA K. TALL&TINY // il problema di ogni studente che si rispetti? Una casa minuscola e tanta voglia di design. La soluzione? Ce la propone Alice Rosignoli con Tall&Tiny, due stickers-Lamp in foglio di vinile che possono essere posizionate ovunque e non occupano spazio. Questo progetto, specifica Alice, “è nato dal mio interesse nel creare dei complementi d'arredo flessibili ed adattabili agli spazi ridotti nei quali sempre più spesso viviamo”. Discorso che vale soprattutto nelle grandi metropoli quali New York, Parigi, Tokio in cui questa realtà non è riservata ai soli studenti. Da notare il fatto che oltre ad essere belle da vedere sono anche funzionali. E allora un grazie ad Alice Rosignoli da parte di tutti i possessori di minuscoli monolocali amanti del minimalismo black and white. (www.alicerosignoli.it)

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SUPERMANDOLINI // Una spilla uccellino con tanto di…ooops. Se non riuscite a trovarla, fate una passeggiata in Duomo, qualche regalino riuscirete a collezionarlo comunque! Il nostro consiglio è di dare un’occhiata al loro sitoshop: è pieno di cose stravaganti e originali. Per chi ama essere non conventional. (www.supermandolini.com)


PARISTIC // Se quando aprite la finestra l’unica cosa che vedete è il vicino che fuma una sigaretta sul balcone di fronte, il traffico e palazzi grigi... tenetele chiuse e comprate i Paristic! Monmatre, la tour Eiffel, i tetti della Ville Lumiere e ancora lampioni, insegne e fermate del metrò intagliati in sottili adesivi di vinile, tutti direttamente tra le mura di casa! (http://www.paristic.fr)


Concept: BMCS - Graphic design: JohnB

Nerds are a human resource. They're able to program computers, they're clever at maths and physics and are stronger than anyone at roleplaying games! We have much to learn from them. Don’t neglet them. Don't break their glasses, they need them to see. Don't steal their lunch, they need it to improve their intellectual abilities. Don't forget that nerds have feelings just like anyone else, and for centuries they've been helping strong guys to remember how cool they are. So think before you treat them like shit.


VOTE FOR PEDRO

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DI JOHN B

Avete presente il secchione della classe? Quello che si fa i fatti suoi in un angolo della classe, conosce a memoria tutti i modelli degli automi di Guerre Stellari e progetta di distruggere la scuola con nuove testate di sua concezione? Proprio lui, tanto canzonato per quegli occhiali spessi e la camicia a righe abbottonata fino all'ultimo bottone. Tutti possiamo dire di avere avuto almeno uno di questi elementi durante il nostro tortuoso percorso scolastico. Ma le cose sono cambiate. Via quindi le puntine dalle sedie e i pugni all’intervallo, perchè oggi possiamo dire che essere nerd è solo incredibilmente figo. Ecco una lista di sette oggetti indispensabili che un vero nerd deve assolutamente possedere. (1) Original Ring Thing, (2) Super Mario DX Vinyl, (3) Cheapo Nowayfarer glasses, (4) Nerdy Mario and Zelda T-shirt, (5) Bluetooth Retro Handset, (6) Stuffed Tux plush, (7) Star Wars Force FX Lightsabers.

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(www.thinkgeek.com) (www.cheapo.se)

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DI SILVIA CANCELLIERI

Parliamo ora di food design. Milano, città cosmopolita per eccellenza, è fra le vetrine più aperte a questo nuovo trend, anche se - ça va sans dire - si tratta ormai un mood internazionale e da tutto il mondo arrivano nuove idee di design unito alla cucina. Il finger food poi è ormai considerato un nuovo modo di mangiare – ovviamente con le mani – e questa nuova frontiera a tavola sta stuzzicando un po’ ovunque la curiosità e la fantasia di molti designer. Iniziamo il nostro giro e vediamo fra tutte le proposte quelle più folli e quelle più geniali. Largo alla fantasia allora, pronti ad aprire le nostre cucine! Essenziali a tavola sono le posate: Lufthansa ha preso il volo verso il food design creando per la sua linea aerea un set elegante, innovativo e stilizzato. La designer Anne Lorenz ha realizzato i singoli pezzi in modo da ricreare, accoppiandoli, l’airone simbolo della linea. Studiati in base all’ergonomia della mano, sono pratici e divertenti. Prendete il volo, poi fateci sapere! (www.lufthansa.com) Per chi vuole sperimentare un modo più divertente di sedersi a tavola con un tocco d’oriente consigliamo di fare un salto nel mondo Alessi. La linea Orientales propone un ambiente esotico con una serie di personaggi simpatici e colorati: contenitori, piatti, ciotole, posatine, elementi per il sushi che riprendono pesciolini,

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uccellini, scimmie. Ma non solo, anche specie vegetali come melograni e banane, tutti nati dalla creatività del designer Stefano Giannoni. Allora provateli, se volete fare un po’ di ping pong fra occidente e oriente rimanendo sul divano di casa. (www.alessi.it) Se ogni mattina quando vi preparate il toast vi sentite tristi e depressi davanti a un tostapane anonimo… ecco cosa vi potrà rallegrare la giornata: grazie a Hello Kitty, questo normale elettrodomestico diventerà un meraviglioso oggetto di design da sfoggiare in qualsiasi punto del vostro appartamento. Non solo: questo tostapane –ovviamente bianco e rosa- imprime il musetto Hello Kitty sulla fetta e dispone di 3 tipi di cottura. E per chi come me non riesce proprio a fare a meno della gattina più affettuosa e famosa di tutti i tempi, neanche a lavoro.. una soluzione c’è: voilà il dispenser acqua con il suo musetto che nuota. Il boccione contiene 10 bicchieri d’acqua e si può scegliere se fredda o a temperatura ambiente. (www.camomilla.it) Naturalmente il food design affascina molti nuovi designer e le proposte diventano sempre più

divertenti e creative. Qualche esempio? Partendo dalle pentole che da semplici grigliate vengono trasformate in oggetti di vero food design (vi immaginereste peperoni o zucchine che cucinate diventano veri e propri oggetti di pop art? Tanto belli che dispiace doverli mangiare..) o da posate trasformate in veri e propri giocattoli per invogliare anche i più piccoli a mangiare. Di idee ce ne sono tante. Noi in questo numero abbiamo incontrato Andrea Guerini. Vi è mai capitato di arrivare tardi ad un aperitivo, non trovare più posti a sedere e dover tenere contemporaneamente in mano piattini e bicchieri? Se la risposta è sì il giovane designer ha risolto tutti i vostri problemi: infatti il suo “Aperitivo all’italiana” è un set che permette di stuzzicare e bere contemporaneamente e comodamente durante l’happy hour. Per chi non si ferma mai, neanche per mangiare. (andrenarcisissimo@hotmail.com)

In alto, da sinistra, a partire dalla pagina a lato: Posate Lufthansa, Alessi, Andrea Guerini. In basso: Hello Kitty toaster and water dispenser. Qui sopra: Alessi Orientales.

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ormai arenato. Ora, con Busy P e il suo nuovo album “Rainbowman”, forse una strada si è aperta, grazie a questa nuova etichetta e ad una elettronica davvero diversa ed eccentrica. Voto: ●●●○ Download: Rainbow man, Chop Suey. (www.myspace.com/busyp)

THESE NEW PURITANS.

DI TEDDY BUCKLAND

BUSY P. Busy P è stato per dieci anni manager dei Daft Punk. Questo dice già abbastanza sul suo personaggio. In arte Pedro Winter, ha recentemente fondato la Ed Banger, etichetta discografica considerata la sola in grado di far evolvere in una rinascita l’ormai defunto “french touch”, di riportare lo stile dei galletti a tutta la sua eleganza e unicità. Ovviamente stiamo parlando di musica elettronica, che in una spirale discendente ha visto costretti tutti gli artisti degli ultimi anni a pagare dazio ai Daft, non riuscendo a ricreare uno stile

Un gruppo di quattro musicisti di Southend, improbabile cittadina di villeggiatura alla foce del Tamigi, nota per aver dato i natali anche al gruppo degli Horrors. Dal genio degli enigmatici fratelli Barnett, un gruppo capace di dare una violenta scossa al panorama nurave britannico, tra gli enigmi delle piramidi e vestiti Dior Homme. Già, perchè i Puritans sono stati anche testimonial per Hedi Slimane, l’enfant prodige di casa Dior. Nell’attuale formazione, oltre a Jack e George Barnett, Thomas Hein e Sophie Sleigh-Johnson, per il disco di debutto Beat Pyramid, successore dei due ep Now Pluvial e Navigate, Navigate. Un disco d’esordio bello, che fonde tendenze new wave e post punk, con chiare influenze da Fall e Joy Division, che sembra confermare il sempre più insistente connubio tra rock e musica elettronica. Considerando che i ragazzini non hanno neanche vent’anni. Voto: ●●●○ Download: En papier, Elvis. (www.thesenewpuritans.com)

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THOSE DANCING DAYS. Linnea - Sång, Rebecka , Cissi, Lisa , Mimmi: no, non sto leggendo i nomi del catalogo IKEA, ma quelli delle componenti del gruppo Those Dancing Days! Tutte e 5 le ragazze sono di Naka, un sobborgo di Stoccolma, e hanno tra i 17 e i 18 anni. Si presentano con un EP di 5 freschissimi pezzi, quelli da canticchiare già dal secondo ascolto. Vi sfido a toglierveli dalla testa! L'organo Hammond e il sintetizzatore continuano a scandire un ritmo che subisce influenze Nothern soul, eighties pop e wave. Hitten è il primo pezzo che mi ha stregato, ed è così ingenuo, adolescenziale e spensierato che ti porta a voler divorare tutti gli altri. La voce di Linnea non delude mai, riesce ad essere leggera e travolgente al tempo stesso. Così giovani sono già state gruppo spalla di Peter Bjorn and Jhon (che ci hanno fatto fischiettare Young folks per un'intera estate). Questo dovrebbe dirci tutto. Tenetele d'occhio, e tenete d'occhio anche il loro adorabile look sui video di Youtube; sono vintage al punto giusto, perfette da immortalare in una polaroid o con una Lomo. In attesa del loro album d'esordio - previsto per il 2008 - e magari di un live in Italia, ci dovremo accontentare di questi 5

pezzi. Il mio suggerimento è quello di ascoltarli, vi faranno sentire l'estate più vicina! Voto: ●●●● Download: Hitten, 1000 words. http://www.myspace.com/thosedancingdays

YMCK. Sicuramente molti di voi ricorderanno i videogiochi 8bit degli anni novanta. Ebbene, quel sound era così scandalosamente coinvolgente e simbolicamente rappresentante una generazione che non è ancora stato dimenticato. E qui entrano in gioco i YMCK, curiosamente assonanti con la famigerata canzone dei Village People, ed altrettanto bizzarri e frizzanti. Sono giapponesi ovviamente, come potrebbe essere che una musica così legata ai videogiochi non provenga dalla loro terra madre? Il loro primo album risale al 2004 e ha ottenuto un successo tale da portare i tre ragazzi, Midori, Yokemura e Nakamura, in giro per il nord Europa e gli USA. Voto: ●●○○ Download: Magical 8-bit tour, YMCK Go! http://www.myspace.com/ymck

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LA STRADA // CORMAC MCCARTHY, EINAUDI, 2007 Se le cose si mettono male puntala in bocca, mira in alto e spara. Diresti mai una cosa del genere a tuo figlio? Forse sì, se ti trovassi in questa situazione: futuro non troppo lontano, dominato dallo spettro di una qualche catastrofe mondiale. Questa la vita quotidiana di un padre e di un figlio: saccheggiare supermercati e case vuote in cerca di cibo ancora commestibile, senza più la cognizione degli anni che passano. Il loro unico scopo? Raggiungere un ideale Sud dove il freddo e la pioggia non ti uccidono e c’è ancora acqua potabile. Un romanzo cupo, in grado di rivelarsi un grande messaggio di speranza per una società dominata dal pessimismo. Un libro a cui mi sono accostato scettico e che mi ha sorpreso, lasciandomi sempre più incredulo e curioso, in una prosa vivida e semplice che è scivolata via nel giro di un giorno.

SOTTO LA PELLE // MICHEL FABER, EINAUDI, 2004 Fare l’autostop, si sa, è pericoloso. Soprattutto se a farlo è una dolce ragazza un po’ goffa con grandi occhi sfuggenti dietro lenti dei suoi occhiali da vista. Ma il pericolo è tutto per i malcapitati che la caricheranno. Isserley svolge il suo lavoro sulle strade, giorno dopo giorno, facendo ciò che deve fare. Poco le importa se facendolo scaraventa i poveri autisti che le daranno un passaggio in un incubo atroce al di là di ogni immaginazione. The Wall Street Journal ha paragonato questo romanzo alla Fattoria degli animali di Orwell. La mia miscela di paragone è Hostel + Cocoon + (metti qui il titolo di una storia d’amore struggente, qualcosa che se fosse un film potrebbe essere Il profumo del mosto selvatico). Un libro che costringe a porsi delle domande, a prendere una posizione, a guardarsi dentro. A scoprire chi si è e chi si vuole essere. C’è qualcosa che fa più paura? Enjoy

I BUY BOOKS I NEVER TELL YOU SOME MORE 38 / mypaper [1]


SARAH // J.T. LEROY, FAZI EDITORE, 2001 La strada è da sempre il luogo del viaggio. Per Sarah la strada è il luogo della vita, della perdita dell’innocenza, dell’autodistruzione e della speranza di una rinascita. Sarah è un bambino che ha preso il nome di sua madre per colmare i lunghi periodi della sua assenza, avendo solo un flacone di bagnoschiuma, vero e proprio feticcio per indicare un suo prossimo, eventuale ritorno. Una madre che lo veste da bambina e gli insegna a truccarsi, incitandolo a seguire le orme di una vita di strada consumata tra roulotte, motel e camionisti. La strada diventa il luogo di una battaglia combattuta a colpi di lucidalabbra avvelenati e maledizioni, prostitute santificate e iettatori, rapimenti e ricatti. Dalla quarta di copertina, il New York Times Book Review definisce questo romanzo “un Alice nel paese delle meraviglie in acido”. A buon intenditor…

LA LUNGA MARCIA // STEPHEN KING, SPERLING PAPERBACK,1998 Mai un libro scritto più di trent’anni fa è stato più attuale di questo. Prendi l’arruolamento nell’esercito, uniscilo al Grande Fratello e avrai “La Lunga Marcia”, una gara annuale disputata tra cento concorrenti sorteggiati a caso e decisi a partecipare. E il premio non può che fare gola: tutto quello che vuoi per il resto della tua vita. Ma i restanti novantanove partecipanti moriranno sotto l’occhio impietoso delle telecamere e della folla festante e curiosa, che si trasforma in un’entità bestiale senza più umanità. La critica è verso un’America cinica e in piena caduta dei valori, gli elementi della società contemporanea ci sono tutti: reality sempre più spietati, la curiosità morbosa degli spettatori, imprenditori senza scrupoli. Una lunga marcia che spinge a scavare sempre più a fondo dentro se stessi, chiedendosi se vale la pena sopportare il dolore pur di andare avanti. Un libro che scorre via come l’olio. Da leggere e rileggere, da un lucido King agli esordi.

READ AND THEN I’LL ABOUT ME. DI MATTEO FUGAZZA

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