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2.Storia della televisione Al fine di comprendere a fondo le dinamiche, il funzionamento e le opportunità di una televisione sul web, è necessaria un’analisi storica, tecnologica e sociale del media così da non trascurare alcun elemento utile alla correttezza del progetto. 2.1 Definizioni di televisione L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana è stato fondato nel 1925 da Giovanni Treccani, su modello di analoghi organismi europei. Il suo primo direttore scientifico fu Giovanni Gentile.

Definizione de Enciclopedia Treccani: televisióne s. f. [comp. di  tele-  e  visione, sull’esempio dell’ingl. Television]. 1.Sistema di telecomunicazione destinato alla trasmissione a distanza, per mezzo di un cavo elettrico o di un radiocollegamento, di immagini di oggetti fissi o in movimento, per lo più accompagnate da suoni. Tale trasmissione avviene per mezzo di un’apparecchiatura di ripresa (telecamera) che trasforma l’immagine da trasmettere in un segnale elettrico, mediante un procedimento (analisi) nel quale un pannello elettronico la scompone in un grande numero di elementi, secondo un numero standard di righe orizzontali e a un ritmo prefissato di immagini complete al secondo; e di un’apparecchiatura ricevente (televisore) alla quale viene trasmesso il segnale opportunamente amplificato e trasformato per essere riconvertito, mediante un procedimento inverso (sintesi), in un’immagine, simile a quella originale, composta di elementi di luminosità variabile (nella t. in bianco e nero), o da terne di punti di diverso colore, anch’essi di luminosità variabile (nella t. a colori). In particolare,  t. radioelettrica  o  radiotelevisione, la televisione realizzata mediante un radiocollegamento; t. circolare, la diffusione, via radio (radiodiffusione televisiva) o via cavo (telediffusione su cavo) di programmi audiovisivi a un gran numero di utenti; t. a circuito chiuso, la televisione che consiste nel trasmettere da un posto trasmittente a uno o pochi posti riceventi, in genere per mezzo di un cavo coassiale o mediante un ponte radio (è usata, per es., nell’industria per seguire a distanza lavorazioni pericolose, nelle esplorazioni sottomarine e sotterranee, in impianti di sorveglianza, per stabilire collegamenti audiovisivi tra ambienti diversi, ecc.); t. ad alta definizione (o ad alta risoluzione), sistemi che migliorano la qualità (definizione) delle immagini trasmesse rispetto ai sistemi tradizionali, utilizzando un numero maggiore di righe orizzontali (oltre mille) per la 7


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scomposizione e ricomposizione delle singole immagini; t. digitale, sistema che utilizza tecnologie digitali per la compressione e la ricezione del segnale, garantendo un risparmio sui costi di trasmissione e una maggiore qualità delle immagini; t. interattiva, quella che consente all’utente di intervenire nella programmazione tramite un decoder digitale e un telecomando, in maniera più o meno accentuata, per es. partecipando in diretta ad un telequiz o votando concorrenti in un reality show. Per i servizi pay-per-view e pay-TV , v. le voci.  2.estens.  a.  L’organizzazione tecnica, amministrativa, artistica che provvede all’esecuzione e alla diffusione dei vari programmi televisivi:  che cosa trasmette oggi la t.?;  i dirigenti,  i tecnici,gli esperti,  i cantanti,  i presentatori della t. italiana  (dove il sing.  televisione  sostituisce, con valore collettivo, il più proprio ed esatto reti televisive, e così vanno intese anche le due locuz. che seguono);  le t. private  o (nel linguaggio giornalistico e com.)  libere, quelle gestite da privati, distinte da quelle controllate dallo stato. In queste accezioni, è frequente nel linguaggio ufficiale il termine  radiotelevisione  (che comprende anche le trasmissioni radiofoniche), mentre nell’uso corrente e colloquiale si preferisce la sigla  TV  (pron.  tivvù).  b.  In qualche caso, la stazione trasmittente:  la sede, l’antenna della televisione. c. Nel linguaggio fam., impropriam., l’apparecchio ricevente televisivo, cioè il televisore:  accendere,  spegnere la t.; comprare una t. nuova;  mio figlio passa pomeriggi interi davanti alla televisione. Definizione de Il Corriere della Sera: televisione  [te-le-vi-sió-ne]  s.f.;  abbr.  tele  o con la sigla TV, anche nella grafia tivù • Sistema di trasmissione a distanza di immagini, attraverso onde radio o via cavo: l’invenzione della t. • Ente, organizzazione che gestisce gli impianti per tale tipo di trasmissione, realizzandone anche i programmi: t. privata, pubblica; lavorare nel mondo della t. • estens. Fam. Il televisore, freq. anche in sigla: accendere la t.; comprare una TV a colori • Nel l. com., insieme dei programmi trasmessi dalle reti televisive, freq. anche in sigla: guardare la t.; cosa c’è alla TV?

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Il Corriere della Sera è uno storico quotidiano italiano, primo per diffusione, con 500.437 copie di media giornaliera nel 2010.


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2.2 Evoluzione storica della televisione http://en.wikipedia.org/wiki/ History_of_television

La storia della televisione è un’evoluzione complessa e coinvolge il lavoro di molti inventori ed ingegneri di diversi paesi. Inizialmente, il lavoro procede lungo due linee diverse, ma sovrapponendosi nello sviluppo: alcuni progetti utilizzano modelli sia meccanici che elettronici, altri utilizzano solo quelli elettronici.

2.2.1 TV Elettromeccanica Le origini della televisione meccanica può essere fatta risalire alla scoperta della fotoconduttività del selenio scoperta da Willoughby Smith nel 1873, all’invenzione del disco a scansione di Paul Gottlieb Nipkow nel 1884 e alla dimostrazione di immagini televisive in movimento nel 1926 di John Logie Baird. Lo studente universitario ventitreenne tedesco, Paul Nipkow propose e brevettò il primo sistema televisivo elettromeccanico nel 1884. Willoughby Smith Disco a scansione di Paul Gottlieb Nipkow 1884w

Anche se non costruì mai un modello funzionante del sistema, le variazioni di Nipkow basate su “image rasterizer” per la televisione divennero estremamente comuni, e rimasero in uso fino al 1939. La rasterizzazione è il lavoro di convertire un’immagine bidimensionale descritta da vettori nella grafica vettoriale, in un’immagine raster o bitmap, ovvero formata da pixels. Questo lavoro è effettuato sia per ottenere un’immagine proiettabile su dispositivi video come i monitor, sia per la stampa. Il problema principale è di doversi spostare da una descrizione lineare, ad esempio un segmento avente estremi p1 e p2, ad una discreta, ovvero i pixels dell’immagine raster. Questo ha comportato la creazione di vari algoritmi di rasterizzazione, o rastering, sia per oggetti semplici come le linee che per più complessi come i poligoni, ad esempio poligoni colorati internamente. 9


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Constantin Perskyi aveva coniato la parola televisione in un testo letto all’International Electricity Congress presso la International World Fair di Parigi il 25 agosto 1900. La carta di Perskyi esamina le tecnologie elettromeccaniche esistenti e cita il lavoro di Nipkow e di altri. La fotoconduttività del selenio e la scansione del disco di Nipkow furono impiegate inizialmente per l’uso pratico della trasmissione elettronica di immagini fisse e fotografie, e, dal primo decennio del secolo, per le fotografie a mezzitoni, composte da punti equidistanti di diverse dimensioni, che venivano trasmesse con il fax su linee telegrafiche e telefoniche come servizio giornalistico per i quotidiani. Tuttavia, solo nel 1907 si sviluppò la tecnologia del tubo di amplificazione di Lee DeForest e Arthur Korn. La prima dimostrazione di trasmissione istantanea di silhouette o di immagini a due tonalità fu fatta da Georges Rignoux e A. Fournier a Parigi nel 1909, usando uno specchio rotante a tamburo come scanner e una matrice di 64 celle di selenio come ricevitore. Nel 1911, Boris Rosing e il suo allievo Vladimir Koz’mič Zworykin crearono un sistema che utilizzava uno scanner a specchio-tamburo per trasmettere nel ricevitore “immagini molto crude” - a detta di Zworykin stesso collegate attraverso fili al tubo elettronico Braun, tubi a raggi catodici o “CRT”. Le immagini in movimento non furono possibili perché, nello scanner, la sensibilità non era sufficiente e la cellula di selenio era molto lenta. John Logie Baird dà la prima dimostrazione pubblica della televisione elettromeccanica

Il 25 marzo 1925, l’inventore scozzese John Logie Baird diede la prima dimostrazione pubblica di silhouette televisiva e di immagini a due tonalità in movimento, al Selfridge’s Department Store di Londra. I laboratori Bell Telephone di AT&T trasmisero immagini fisse a mezzitoni di lucidi nel maggio 1925. Il 13 giugno dello stesso anno, Charles Francis Jenkins trasmise l’immagine di una sagoma di un mulino a vento giocattolo in movimento, su una distanza di cinque miglia da una stazione radio 10


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navale del Maryland per il suo laboratorio a Washington, utilizzando un obiettivo a disco scanner con una risoluzione da 48 linee. Tuttavia, se la televisione è definita come la trasmissione in diretta di immagini in movimento con una variazione tonale continua, Baird giunge a questa definizione privatamente il 2 ottobre 1925 anche se le immagini non erano in movimento. Il suo scanner lavorava a cinque immagini al secondo soltanto, al di sotto della soglia necessaria per dare l’illusione di movimento, di solito definita come almeno 12 immagini al secondo. A gennaio, aveva migliorato la velocità di scansione di 12,5 immagini al secondo. Poi diede la prima dimostrazione al mondo di un sistema televisivo per i membri della Royal Institution a un reporter giornalistico il 26 gennaio 1926 nel suo laboratorio di Londra. A differenza dei sistemi elettronici successivi con diverse centinaia di linee di risoluzione, l’immagine scansionata verticalmente da Baird, utilizzando un disco di scansione incorporato con una doppia spirale di lenti, aveva solo 30 righe, appena sufficienti per riprodurre un volto riconoscibile umano. Nel 1927, Baird trasmette un segnale ad oltre 700 km sulla linea telefonica tra Londra e Glasgow. Nel 1928, la società di Baird, la Baird Television Development Company/Cinema Television, trasmise il primo segnale televisivo transatlantico, tra Londra e New York, e la prima trasmissione da riva a nave. Egli mostrò anche un colore elettromeccanico a infrarossi soprannominato “Noctovision”, e la televisione stereoscopica utilizzando lenti addizionali, dischi e filtri. In parallelo, Baird sviluppò un sistema di registrazione video su disco chiamato “Phonovision”, di cui esiste ancora una serie di registrazioni risalenti al 1927. Il “Baird Televisor” è invece una TV disponibile anche senza la radio, venduta tra il 1930 e il 1933 ed è considerato uno dei primi prodotti di massa, vendendo circa un migliaio di unità. Nel 1929, Baird fu coinvolto nel primo servizio televisivo sperimentale elettromeccanico in Germania. Nel novembre dello stesso anno, Baird e Bernard Natan della Pathe, aprirono la prima trasmissione televisiva con sede in Francia, Télévision-Baird-Natan. Nel 1931, fu trasmessa la prima trasmissione a distanza in esterna, per seguire il Derby di Epsom. Nel 1932 presentò una televisione ad onde ultracorte. Il sistema elettromeccanico di Baird raggiunse un picco di 240 linee di risoluzione sulle trasmissioni televisive della BBC 11


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nel 1936, anche se il sistema meccanico non aveva la scansione diretta della scena televisiva. Invece quando una pellicola da 35 mm veniva girata, si sviluppava rapidamente e poi digitalizzata, mentre la pellicola era ancora bagnata. Questo sistema intermedio fu interrotto dopo circa tre mesi in favore di un sistema elettronico a 405 linee sviluppato dalla Marconi-EMI. Intanto, il 7 aprile 1927 Herbert E. Ives e Frank Gray dei Laboratori Bell Telephone danno una dimostrazione di televisione meccanica. Il sistema televisivo a luce riflessa includeva gli schermi di visualizzazione piccoli e grandi. Il ricevitore piccolo aveva uno schermo di 2 pollici di larghezza per 2,5 pollici di altezza. Il ricevitore aveva un grande schermo da 24 pollici di larghezza per 30 di altezza. Entrambi furono in grado di riprodurre immagini monocromatiche in movimento ragionevolmente accurate e con la sincronizzazione dell’audio. Il sistema trasmetteva le immagini su due vie: il primo era un filo di collegamento da Washington a New York City, l’altro era un collegamento radio da Whippany, New Jersey. Confrontando i due metodi di trasmissione, i telespettatori non notano nessuna differenza di qualità. Inizialmente il disco ruotava ad una velocità di 18 fotogrammi al secondo, catturando il fotogramma ogni 56 millisecondi. Oggi si trasmette a 30 fotogrammi al secondo, o un fotogramma ogni 33 millisecondi. Lo Storico Televisivo Albert Abramson ha sottolineato l’importanza della dimostrazione dei laboratori Bell: “E ‘stata, senza dubbio, la migliore dimostrazione di un sistema televisivo meccanico mai realizzato per quei tempi. Diversi anni prima, qualsiasi altro sistema non si sarebbe potuto nemmeno confrontare per la qualità d’immagine.” Nel frattempo, nella Russia sovietica, Léon Theremin sviluppava nel 1925 la televisione su uno specchio a tamburo, partendo da 16 linee di risoluzione, poi con 32 e, infine, 64 con interlacciamento nel 1926. Come parte della sua tesi, il 7 maggio 1926 trasmise elettricamente e poi proiettò, quasi simultaneamente, immagini in movimento su uno schermo di cinque metri quadrati. Nel 1927 realizzò un’immagine di 100 linee, una risoluzione che non fu superata fino al 1931 dalla RCA, con 120 linee. Il 25 dicembre 1926, Kenjiro Takayanagi mostrò un sistema televisivo con una risoluzione di 40 linee, che 12


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impiegava un disco scanner della Nipkow e un display CRT alla Hamamatsu Industrial High School in Giappone. La sua ricerca nella creazione di un modello di produzione fu interrotta dagli Stati Uniti dopo che il Giappone perse la seconda guerra mondiale. Va notato che i sistemi a scansione meccanica, seppur obsoleti rispetto ai modelli di televisione a noi più familiari, continuano a sopravvivere per le telecamere ad onde lunghe infrarosse che non possono avere un sistema tutto elettronico.

2.2.2 TV elettronica Nel 1908, Alan Archibald Campbell-Swinton, membro della Royal Society inglese, pubblicò un articolo sulla rivista scientifica Nature in cui descrive come si potrebbe raggiungere una “visione elettrica a distanza” attraverso l’uso di tubi a raggi catodici sia come dispositivi di trasmissione che di ricezione, ovvero il metodo di televisione elettronica che avrebbe dominato fino a poco tempo fa. Alcuni avevano già sperimentato l’utilizzo del tubo catodico come ricevitore, ma nessuno come trasmettitore. Entro la fine del 1920, quando la televisione elettromeccanica era ancora in fase di introduzione, alcuni inventori stavano già lavorando separatamente sulle versioni di tutti i tubi elettronici di trasmissione, tra cui Philo Farnsworth e Vladimir Zworykin negli Stati Uniti, e Kálmán Tihanyi in Ungheria. ll 7 settembre 1927, l’Image Dissector di Farnsworth, ovvero un tubo di ripresa video in cui le emissioni del fotocatodo creano “un’immagine di elettroni” che viene poi scansionata per produrre un segnale elettrico che rappresenta l’immagine visiva, trasmise la sua prima immagine presso il suo laboratorio al 202 di Green Street a San Francisco: una semplice linea retta. Il 3 settembre 1928, Farnsworth sviluppò un sistema per una dimostrazione con la stampa. Nel 1929, il sistema fu ulteriormente migliorato con l’eliminazione del generatore a motore, in modo che non ci fossero parti meccaniche. Nello stesso anno, Farnsworth trasmise le prime immagini di persone dal vivo, tra cui un’immagine di tre pollici e mezzo della moglie Elma con gli occhi chiusi, forse dovuti alla forte illuminazione richiesta. Nel frattempo, Vladimir Zworykin sperimentò il tubo catodico 13


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per creare e visualizzare immagini. Mentre lavorava per la Westinghouse Electric Corporation nel 1923, iniziò a sviluppare un tubo elettronico per la fotocamera. Ma durante la manifestazione del 1925, l’immagine era fioca, a basso contrasto, di bassa definizione e statica. Zworykin non è mai andato oltre la fase di laboratorio. Ma la RCA, che aveva acquisito il brevetto della Westinghouse, affermò che il brevetto del 1927 dell’Image Dissector di Farnsworth era stato scritto in modo da escludere qualsiasi altro dispositivo. Così la RCA, sulla base del brevetto di Zworykin del 1923, presentò una causa contro il brevetto Farnsworth. L’esaminatore del US Patent Office sancì nel 1935 la priorità dell’invenzione di Farnsworth rispetto a quella di Zworykin. Nel settembre del 1939, dopo aver perso un ricorso in tribunale e determinata ad andare avanti con la produzione commerciale delle apparecchiature di televisione, la RCA accettò di pagare Farnsworth 1 milione di dollari, l’equivalente di 13,8 milioni dollari nel 2006, per un periodo di dieci anni, in aggiunta ai pagamenti di licenza, per usarne i brevetti. Il problema della scarsa sensibilità alla luce, con il conseguente basso livello di output elettrico della trasmissione, si risolse con il progetto “Radioskop” di Kálmán Tihanyi nel 1924. La sua soluzione fu un tubo di ripresa che accumulava e memorizzava le cariche elettriche, i fotoelettroni, all’interno del tubo durante ogni ciclo di scansione. Dopo ulteriori perfezionamenti nel brevetto del 1928, a Tihanyi furono assegnati i brevetti per il tubo da macchina fotografica in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Anche se la sua scoperta sarebbe stata inclusa nella progetto “iconoscopio”, una tipologia di tubo da ripresa insieme al cinescopio, fondamentale per la realizzazione di un sistema televisivo. Il brevetto USA per il tubo di trasmissione Tihanyi non sarebbe stato concesso fino a maggio 1939. Entrambi i brevetti erano stati acquistati dalla RCA prima della loro approvazione. Intanto continuava lo sviluppo in tutto il mondo: ad uno Show alla Radio di Berlino dell’agosto 1931, Manfred von Ardenne diede una dimostrazione pubblica di un sistema TV usando un CRT per la trasmissione e la ricezione. Philo Farnsworth diede la prima dimostrazione al mondo di un sistema televisivo interamente elettronico, utilizzando una macchina fotografica dal vivo, presso l’Istituto Franklin di Philadelphia il 25 agosto 1934, e per i dieci giorni successivi. 14


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Nel 1934 la RCA introdusse l’Iconoscopio di Zworykin, che aveva una sensibilità alla luce di circa 75.000 lux, molto più sensibile dell’Image Dissector di Farnsworth. Tuttavia, Farnsworth aveva superato i suoi problemi di alimentazione attraverso l’invenzione unica al mondo di un “multipactor”, dispositivo su cui cominciò a lavorare nel 1930, e presentato nel 1931. La radiodiffusione televisiva americana del tempo consisteva in una grande varietà di mercati, ciascuna in competizione per la programmazione e la posizione dominante con tecnologie diverse, finché non furono creati degli standards nel 1941. La RCA, ad esempio, usava l’Iconoscopio nella zona di New York, ma l’Image Dissector di Farnsworth a Philadelphia e San Francisco. Nel settembre del 1939, la RCA accettò di pagare la Farnsworth Television e le royalties della Radio Corporation per i dieci anni successivi per avere accesso ai brevetti Farnsworth. Con questo accordo storico in atto, la RCA integrò ciò che c’era di meglio sul mercato. In Gran Bretagna Isaac Shoenberg utilizzò il progetto di Zworykin per sviluppare il tubo Emitron, che costituiva il cuore delle telecamere studiate per la BBC. Il 2 novembre 1936 iniziò un servizio televisivo di 405 linee che impiegava l’ Emitron, dagli Studi dell’ Alexandra Palace, trasmessa da un albero appositamente costruito sopra una delle torri del palazzo vittoriano. Fu alternato per un breve periodo con il sistema meccanico di Baird posizionato nello studio adiacente, ma era più affidabile e visibilmente superiore. Questo fu stato il primo servizio regolare di televisione ad alta definizione. Nel 1941, gli Stati Uniti arrivarono a 525 linee TV. Il primo standard del mondo televisivo a 625 linee fu progettato in Unione Sovietica nel 1944, e divenne uno standard nazionale nel 1946. La prima trasmissione a 625 linee standard si è verificò nel 1948 a Mosca. Il concetto di 625 linee per fotogramma fu successivamente implementato nello standard europeo CCIR. Nel 1947, Motorola introdusse la televisione VT-71 al costo di 189,95 $, il primo televisore impostato per essere venduto a meno di 200 $, rendendo finalmente la televisione accessibile a milioni di americani. Mentre solo lo 0,5% delle famiglie statunitensi aveva un televisore nel 1946, il 55,7% ne aveva uno nel 1954, e il 90% entro il 1962.

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2.2.3 TV a colori La televisione a colori si riferisce alla tecnologia e alle pratiche associate alla trasmissione televisiva di immagini in movimento a colori. Nella sua forma più elementare, una trasmissione a colori può essere creata dalla radiodiffusione di tre immagini monocromatiche, ciascuna nei tre colori: rosso, verde e blu (RGB). Quando visualizzati in rapida successione, questi colori si fondono insieme per produrre un solo colore. Una delle grandi sfide tecniche di introdurre la radiodiffusione a colori era il desiderio di ridurre la larghezza di banda grande tre volte quella standard in bianco e nero (B&W) in qualcosa di più accettabile che non avrebbe utilizzato la maggior parte dello spettro radio disponibile. Dopo ampie ricerche, NTSC introdusse un sistema che codificava le informazioni sui colori indipendentemente dalla luminosità e riduceva fortemente la risoluzione delle informazioni di colore risparmiando larghezza di banda. L’immagine era compatibile con i televisori B&W, con una risoluzione leggermente ridotta, mentre i televisori a colori potevano decodificare le informazioni aggiuntive. Le immagini a risoluzione più elevata B&W e quelle a colori a risoluzione inferiore vengono combinate dagli occhi per produrre una immagine a colori apparentemente ad alta risoluzione. Lo standard NTSC rappresentò un importante risultato tecnico. Anche se introdotto negli USA nel 1950, è solo da pochi anni che i televisori in bianco e nero si erano standardizzati e, a causa dei prezzi elevati e della mancanza di materiale audiovisivo, la diffusione del colore fu notevolmente rallentata. Solo dalla fine del 1960 la televisione a colori iniziò a essere venduta in gran numero, grazie all’introduzione del GE Porta-Color set nel 1966: la Porta-Color della General Electric fula prima televisione portatile a colori introdotta negli Stati Uniti. Questa introduceva un nuovo sistema che visualizzava un’immagine luminosa migliorata, funzionando a bassa potenza rispetto ai sistemi concorrenti basati sul display quasi universale “shadow mask” introdotto dalla RCA. L’originale Porta-Color set rimase in produzione dalla sua introduzione nel 1966 fino almeno al 1978, senza modificare il telaio originale a tubo o effettuare altre modifiche importanti.

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La trasmissione a colori in Europa non fu standardizzata per il formato PAL fino al 1960, e non iniziò fino al 1967. La maggior parte dei principali mercati in Nord America ed Europa erano tutti a colori verso la metà degli anni 1970, e dal 1980 il B&W fu spinto verso mercati di nicchia, in particolare per gli usi a bassa potenza, portatili, o da usare come monitor a basso costo. Il recente passaggio alla trasmissione interamente digitale negli Stati Uniti ha reso i B&W in gran parte inutilizzabili, dopo 50 anni di compatibilità con un mondo sempre più colorato.

2.2.4 TV a colori interamente meccanica L’idea di base di utilizzare tre immagini monocromatiche per produrre un’immagine a colori era stata sperimentata non appena i televisori in bianco e nero furono costruiti. Tra le prime proposte ci fu quella di Maurice Le Blanc nel 1880, compresi i primi riferimenti nella letteratura televisiva con la scansione della linea e del fotogramma, anche se egli non fornì dettagli pratici. L’inventore polacco Jan Szczepanik brevettò un sistema televisivo a colori nel 1897, con una cellula fotoelettrica al selenio nel trasmettitore e il controllo di un elettromagnete in uno specchio oscillante e un prisma in movimento verso il ricevitore. Ma il suo sistema non conteneva alcuno strumento per analizzare lo spettro dei colori a fine trasmissione. Baird effettua la prima trasmissione a colori del mondo, il 4 febbraio 1938, con l’invio di un’immagine da 120 linee scansionata meccanicamente dagli studi di Baird a uno schermo di proiezione al London’s Dominion Theatre

John Logie Baird mostrò la prima trasmissione a colori al mondo il 3 Luglio 1928, utilizzando i dischi di scansione a livello di trasmissione e con tre spirali di aperture per la ricezione, ciascuna spirale con filtri di colore primario diverso, e tre sorgenti luminose a fine ricevimento, con un commutatore che alternava la loro illuminazione. Baird fece anche la prima trasmissione a colori del mondo, il 4 febbraio 1938, con l’invio di un immagine da 120 linee 17


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scansionata meccanicamente dagli studi del Crystal Palace di Baird a uno schermo di proiezione al London’s Dominion Theatre. Meccanicamente la televisione a colori a scansione fu presentata dai Laboratori Bell nel giugno del 1929 con tre sistemi completi di fotocellule, amplificatori, tubi incandescenti, filtri di colore, con una serie di specchi per sovrapporre le immagini rosso, verde e blu in un’immagine a colori.

2.2.5 Sistemi ibridi Come avvenne con la televisione in bianco e nero, un mezzo elettronico di scansione sarebbe stato superiore ai sistemi meccanici come quello di Baird. La soluzione più ovvia era di utilizzare tre iconoscopi convenzionali con filtri colorati davanti per produrre un segnale RGB. Utilizzando tre tubi separati che guardano ciascuno la stessa scena, avrebbe prodotto leggere differenze di parallasse tra i fotogrammi, quindi fu utilizzato un obiettivo unico con un sistema di prisma a specchio. Ogni tubo catturava un fotogramma completo e il segnale era convertito in radio in maniera sostanzialmente identica ai sistemi esistenti in B&W. Il problema di questo approccio era che non vi era un modo semplice di riunirli alla fine. Se ogni immagine era stata inviata contemporaneamente su frequenze diverse, le immagini avrebbero dovuto essere “impilate” in qualche modo sul display, in tempo reale. C’era una soluzione più ovvia a questo problema: un tubo B&W è ricoperto da uno strato uniforme di fosforo che si tinge di bianco, ma questo poteva essere sostituito con un modello di punti o strisce di fosforo colorato. Anche se ovvia, questa soluzione non era pratica. I cannoni elettronici utilizzati in B&W avevano una risoluzione limitata, e se si voleva mantenere la risoluzione dei display B&W, i cannoni avrebbero dovuto concentrarsi su singoli punti tre volte più piccolo. Questo era di là delle possibilità di quei tempi. Invece, una serie di soluzioni ibride furono sviluppate così che si combinassero un display convenzionale in bianco e nero con un disco colorato o uno specchio. In questi sistemi le tre immagini a colori erano inviate, una dopo l’altra, in entrambi i telai nel “sistema a colori sequenziale sul campo”, o per ogni linea nel “sistema a 18


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linee-sequenziale”. In entrambi i casi un filtro colorato era ruotato di fronte al display in sincronia con la trasmissione. La prima dimostrazione di lettura ottica televisiva a colori avvenne il 5 febbraio 1940, quando la RCA mostrò privatamente ai membri della Federal Communications Commission, FCC, presso l’impianto della RCA a Camden in New Jersey, un ricevitore televisivo che produceva immagini a colori e che univa le immagini da due tubi su un singolo schermo di proiezione posteriore. Nel 1939, l’ingegnere ungherese Peter Carl Goldmark introdusse un sistema elettro-meccanico, mentre alla CBS avevano l’Iconoscopio. Il sistema di colori a camposequenziale della CBS fu in parte meccanico, con un multilettore RGB e filtri dentro alle telecamere a 1.200 giri/min, e un disco di sincronizzazione davanti al tubo catodico interno al ricevitore. Il sistema fu dimostrato per la prima volta alla FCC il 29 agosto 1940, e illustrato alla stampa il 4 settembre. La CBS iniziò le prove sperimentali sul campo del colore utilizzando la pellicola nel 28 Agosto 1940, e le telecamere in diretta il 12 novembre. La NBC, di proprietà della RCA, fece il suo primo test a colori il 20 Febbraio 1941 mentre la CBS iniziò test quotidiani sul colore il 1 giugno 1941. Questi sistemi a colori non erano compatibili con i televisori in bianco e nero dell’epoca, e poiché non erano a disposizione del pubblico, la visibilità delle prove erano limitate agli ingegneri della RCA, della CBS e alla stampa invitata. La War Production Board bloccò la produzione di apparecchiature radio e televisive per uso civile dal 22 aprile 1942 al 20 agosto 1945, limitando qualunque opportunità di introdurre la televisione a colori al pubblico.

2.2.6 TV completamente elettronica Il 16 Agosto 1944, John Logie Baird diede la prima dimostrazione di un’immagine a colori ottenuta da un tubo completamente elettronico. Il suo sistema a colori a 600-linee utilizzava un triplo intreccio, utilizzando sei scansioni per costruire ogni immagine. Il 29 Gennaio 1947, la RCA mostrò alla FCC il primo sistema a colori interamente elettronico, senza parti 19


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in movimento e in grado di trasmettere immagini in diretta. Nel periodo immediatamente successivo alla guerra, la FCC fu inondata da richieste di istituire nuove stazioni televisive. Preoccupati dalla congestione del limitato numero di canali disponibili, misero una moratoria su tutte le nuove licenze fino al 1948. Una soluzione era imminente: il rapido sviluppo dell’elettronica del ricevitore radio durante la guerra aveva aperto una larga banda di frequenze e la FCC voleva mettere da parte una buona parte di queste nuove bande UHF per la trasmissione televisiva. A quei tempi la trasmissione in B&W era ancora agli inizi negli Stati Uniti, e la FCC iniziò a studiare il modo di utilizzare questa larghezza di banda disponibile per le trasmissioni a colori. Dal momento che nessun canale televisivo esistente sarebbe stato in grado di sintonizzarsi su queste stazioni, erano liberi di scegliere un sistema incompatibile e consentire ai più anziani canali VHF di morire nel tempo. Baird presenta la tv elettronica a colori: un sistema di 600 linee che sfrutta un triplo intreccio, utilizzando sei scansioni per costruire ogni immagine

La FCC chiese dimostrazioni tecniche dei sistemi a colori nel 1948 e fu costituito il “Joint Technical Advisory Committee” (JTAC) per studiarli. La CBS visualizzava versioni migliorate dei loro progetti iniziali, ora con un unico MHz a 6 canali, come gli attuali segnali di B&W, a 144 campi al secondo e 405 linee di risoluzione. La Color Television Inc. mostrò il suo sistema di linea-sequenziale, mentre Philco usava un sistema a punto-sequenziale sulla base della loro tecnologia a “tubo” di Apple. Tra i partecipanti, il sistema della CBS era di gran lunga il migliore e vinse tutti i test ogni volta. Poco prima che la JTAC presentasse i suoi risultati, il 25

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Agosto 1949 la RCA ruppe il suo silenzio e introdusse il suo sistema. Il sistema della CBS iniziò il 25 giugno 1951. A questo punto il mercato cambiò drasticamente: nel 1948 vi erano meno di un milione di utenze negli Stati Uniti, ma nel 1951 vi erano oltre 10 milioni. L’idea che la banda VHF potesse finire non era più praticabile. Durante la sua campagna per l’approvazione FCC, la CBS diede le prime dimostrazioni della televisione a colori al pubblico con un’ora di programmi a colori ogni giorno dal lunedì al sabato, a partire dal 12 Gennaio 1950, e in continuazione per il resto del mese, sul canale WOIC a Washington DC, dove poteva essere visualizzato su otto ricevitori a colori da 16 pollici in un edificio pubblico. A causa della elevata domanda pubblica, le trasmissioni furono riprese tra il 13 e il 21 febbraio, con diversi programmi serali aggiuntivi. La CBS avviò un orario limitato delle trasmissioni a colori dalla sua stazione di New York WCBS-TV dal lunedì al sabato dal 14 novembre 1950, su dieci ricevitori disponibili al pubblico. Tutto venne trasmesso utilizzando la fotocamera di proprietà della CBS. Le trasmissioni di New York furono estese con cavo coassiale a Philadelphia a partire dal 13 dicembre e a Chicago dal 10 gennaio. Il sistema CBS diventò lo standard di trasmissione a colori degli Stati Uniti il 11 ottobre 1950. Un processo senza esito della RCA ritardò fino al 25 giugno 1951 la prima trasmissione di rete commerciale sponsorizzata a colori, quando un varietà musicale speciale intitolato semplicemente Premiere fu mostrato su una rete di cinque affiliate della CBS sulla East Coast. L’audience fu di nuovo molto limitata: il programma non si vedeva in bianco e nero e Variety stimò che solo trenta ricevitori erano disponibili nella zona di New York. Le regolari trasmissioni a colori iniziarono quella stessa settimana con la serie The World is Yours e Modern Homemakers. Mentre il programma a colori della CBS venne gradualmente esteso a dodici ore alla settimana, ma mai in prima serata, e la rete di colore ampliata a undici affiliati a ovest di Chicago, il suo successo commerciale fu condannato dalla mancanza di ricevitori a colori necessari per guardare i programmi, il rifiuto dei produttori televisivi di creare meccanismi di adattamento per i loro set esistenti in bianco e nero e la riluttanza degli inserzionisti a sponsorizzare le trasmissioni viste da pochi.

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Capitolo 2

2.2.7 Compatibilità di colore Mentre la FCC teneva riunioni con la JTAC, lo sviluppo si svolse su una serie di sistemi che consentissero una vera trasmissione a colori simultanei, “sistemi di colore a punto-sequenziale”. A differenza dei televisori con sistemi ibridi, il punto-sequenziale utilizza un segnale molto simile a quello esistente B&W, con l’intensità di ogni punto sullo schermo che viene inviato in successione. Nel 1938 Georges Valensi presentò uno schema di codifica che consentiva alle trasmissioni a colori di essere codificate sul B&W. Nel suo sistema di produzione, i tre tubi della telecamera furono ricombinati per produrre una singola “luminanza”, valore molto simile ad un segnale B&W e che poteva essere trasmesso sulle frequenze OUC. L’informazione del colore era codificata in un apposito segnale detto “cromia”, costituito da due segnali separati, il segnale originale blu meno la luminanza (B’-Y’), e rosso meno la luminanza (R’-Y’). Questi segnali potevano quindi essere trasmessi separatamente su una frequenza diversa, sintonizzando un B&W solo sul segnale di luminanza sulla banda VHF, mentre i televisori a colori dovevano essere sintonizzati sia su quello di luminanza che di cromia su due frequenze diverse, e applicare la trasformazione “reverse” per recuperare il segnale RGB originale. L’aspetto negativo di questo approccio era che richiedeva un grande impulso in termini di banda, cosa che la FCC era interessata a evitare. Ma le soluzioni a questi problemi erano in fase di elaborazione, e la RCA in particolare investì somme enormi, poi stimate a 100 milioni dollari. Nel luglio del 1938 fu brevettato la shadow mask a colori da Werner Flechsig in Germania, che fu presentato alla mostra internazionale di Berlino nel 1939. La maggior parte dei televisori a colori CRT usati oggi sono basati su questa tecnologia. La sua soluzione al problema della messa a fuoco dei cannoni di elettroni in piccoli punti colorati è stato uno dei punti chiave; un foglio metallico con buchi punzonati a breve distanza permetteva al fascio di raggiungere lo schermo solo quando era allineato sopra i puntini. Lo svantaggio di questo approccio era che la maschera tagliava la stragrande maggioranza dell’energia del fascio, consentendogli così di colpire lo schermo solo il 15% del tempo, ciò richiedeva un massiccio incremento della potenza del raggio per produrre una luminosità accettabile dell’immagine. 22


Storia della televisione

La possibilità di un sistema compatibile di trasmissione a colore era così convincente che l’NTSC decise di riformare e tenere una seconda serie di incontri a partire dal gennaio 1950. Avendo solo recentemente selezionato il sistema CBS, la FCC si oppose fortemente alla NTSC. Uno dei commissari della FCC, RF Jones, si spinse fino ad affermare che gli ingegneri testimoniassero che erano “in una cospirazione contro il pubblico interesse”. Dopo diverse cause legali, la prima rete di trasmissione ad andare in onda a colori in NTSC fu l’opera Carmen il 31 ottobre 1953.

Stati Uniti http://en.wikipedia.org/ wiki/Timeline_of_the_ introduction_of_color_ television_in_countries

La prima trasmissione in diretta televisiva nazionale negli USA ebbe luogo il 4 Settembre 1951, quando il discorso del Presidente Harry Truman alla Japanese Peace Treaty Conference di San Francisco, in California fu trasmesso su AT&T via cavo transcontinentale e un sistema radio a microonde relè per le stazioni dei mercati locali. La prima diretta di una televisione commerciale ebbe luogo il 18 Novembre 1951 durante la prima See It Now della CBS, che mostrò una visione split-screen del ponte di Brooklyn a New York e del Golden Gate Bridge a San Francisco. Nel 1958, la CBC completò la rete televisiva più lunga del mondo, da Sydney, Nova Scotia, a Victoria, British Columbia. Secondo quanto riferito, la prima trasmissione continua in diretta di una storia di "notizie del mondo” fu condotta dalla CBC durante il Springhill Mining Disaster, che ebbe inizio il 23 ottobre dello stesso anno. La NBC fece la prima trasmissione a colori da costa a costa con Tournament of Roses Parade il 1 gennaio 1954, con manifestazioni pubbliche fornite attraverso gli Stati Uniti su prototipi di ricevitori a colori dei produttori della RCA, General Electric, Philco, Raytheon, Hallicrafters, Hoffman, Pacifico Mercury e altri. Modelli a colori Westinghouse, 1.295 dollari (10,5 mila dollari di oggi), si sono resi disponibili nella zona di New York il 28 febbraio (è generalmente accettato come il primo ricevitore prodotto con NTSC a colori offerto al pubblico); un modello meno costoso della RCA raggiunse i concessionari in aprile. Il primo programma in prima serata fu la serie The Marriage, una situation comedy trasmessa in diretta dalla NBC nell'estate del 1954.

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Capitolo 2

Le prime trasmissioni televisive a colori potevano essere viste solo per processo di cinescopio in bianco e nero. La NBC iniziò ad usare le pellicole a colori e conservare alcune delle sue trasmissioni televisive a colori dal vivo nel settembre 1956. Introdusse un registratore Ampex su videocassetta a colori nel 1958, che la NBC usò per An Evening with Fred Astaire, la più antica videocassetta a colori. Diversi spettacoli ebbero episodi girati a colori durante il 1950, tra cui The Cisco Kid, The Lone Ranger, My Friend Flicka, e Adventures of Superman. La NBC iniziò la sua programmazione regolare settimanale a colori nel 1959, a partire dalla serie Bonanza. La NBC fu in prima linea nella programmazione a colori, perché la sua società madre RCA produceva la linea di maggior successo a colori nel 1950, e nel 1959 la RCA era l'unica a produrre TV a colori. CBS e ABC, non erano affiliati con i produttori e non erano desiderosi di promuovere il prodotto loro concorrente. La CBS cessò ogni programmazione regolare a colori tra il 1960 e il 1965, incluso uno dei loro show, The Lucy Show, che fu girato a colori, a partire dal 1963, ma continuò ad essere trasmesso in bianco e nero fino alla fine della stagione 1964-65, mentre la ABC ritardò la sua prima serie a colori fino al 1962. Pertanto, la quantità relativamente piccola di programmazione a colori, combinato con l'elevato costo dei televisori a colori, fece sì che ancora nel 1964 solo il 3,1% delle famiglie televisive negli Stati Uniti vedeva programmi a colori. La NBC fece da catalizzatore per la rapida espansione del colore, annunciando che il suo programma in prima serata per l'autunno 1965 sarebbe stato quasi interamente a colori. Tutte e tre le reti televisive andarono in onda in prima serata con programmi a colori dalla stagione 196667, e l'ABC andava in onda con la sua ultima nuova programmazione in bianco e nero durante il dicembre 1967. Ma il numero di televisori a colori vendute negli Stati Uniti non superò le vendite del bianco e nero fino al 1972, che fu anche il primo anno in cui oltre il cinquanta per cento delle famiglie negli Stati Uniti aveva una TV a colori. Lo sviluppo della televisione via cavo e via satellite nei primi ‘70 permise l’entrata di nuovi canali e di uomini d’affari incoraggiati da una programmazione verso un pubblico specifico. Consentì, inoltre, la nascita di canali 24


Storia della televisione

televisivi su abbonamento, come ad esempio Home Box Office (HBO) e gli Showtime in USA.

Canada La televisione a colori divenne disponibile in Canada subito dopo l’inizio delle regolari trasmissioni a colori nei vicini Stati Uniti. Le stazioni canadesi iniziarono le loro trasmissioni il 1 luglio 1966, sia in inglese che in francese.

Cuba Cuba nel 1958 divenne il secondo paese al mondo a introdurre trasmissioni TV a colori, con Canale 12 dell’Avana (utilizzava lo standard NTSC e attrezzature della RCA). Ma le trasmissioni a colori finirono quando le emittenti furono sequestrate alla Rivoluzione cubana nel 1959. Tornarono il 1975 mediante attrezzature acquisite dalla Giapponese NEC Corporation (SECAM dall’Unione Sovietica, adattato per lo standard NTSC).

Messico In Messico, Guillermo González Camarena depositò i brevetti per i sistemi televisivi a colori nel 1942, 1960 e 1962. Il 31 agosto 1946 fece la prima trasmissione e il segnale video fu trasmesso ad una frequenza di 115 MHz. Ottenne l’autorizzazione ad effettuare la prima trasmissione a colori pubblicamente in Messico l’8 febbraio 1963 col programma Infantil Paraíso su XHGC-TV di Città del Messico (NTSC - adottato ormai come standard per la programmazione a colori). Un sistema televisivo a campo-sequenziale simile al suo sistema Tricolore fu utilizzato nella missione Voyager della NASA nel 1979, per scattare foto e video di Giove.

America del Sud A differenza di molti altri paesi del continente americano, che adottarono l’NTSC, il Brasile iniziò a trasmettere a colori in formato PAL-M. La sua prima trasmissione fu il 19 febbraio 1972. Tuttavia il Cile e l’Ecuador furono i primi paesi del Sud America a ricevere la televisione a colori (in NTSC). Gli altri paesi cominciarono solo dopo il 1970.

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Capitolo 2

Asia e il Pacifico Le Hawaii iniziarono a trasmettere a colori nel settembre del 1965, e l’Alaska esattamente un anno dopo. In Giappone, la NHK introdusse la televisione a colori, con una variazione del sistema NTSC (chiamato NTSC-J), il 10 settembre 1960. Le Filippine (1966) e Taiwan (1969) adottarono il sistema NTSC. Altri paesi della regione invece utilizzarono il sistema PAL: l’Australia (1967), poi Hong Kong (1970), Cina (1971), Nuova Zelanda (1973), Singapore (1974), Thailandia (1975) e Indonesia (1978 ) e India (1985). Corea del Sud non introdusse il colore (utilizzando NTSC) fino al 1980, anche se era già stato adottato per la produzione sui televisori a colori da esportare.

Medio Oriente Quasi tutti i paesi del Medio Oriente introdussero il PAL, fatta eccezione per l’Azerbaigian, l’Armenia e la Georgia che facevano parte della Comunità degli Stati Indipendenti. Il primo paese del Medio Oriente a introdurre la televisione a colori fu l’Iraq nel 1967. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrain, Qatar lo adottarono a metà degli anni 1970, ma Israele, Libano e Cipro continuarono a trasmettere in bianco e nero fino al primi anni 1980.

Africa Il primo servizio di televisione a colori in Africa fu trasmesso sull’isola di Zanzibar in Tanzania, nel 1973, usando il PAL. A quel tempo, il Sudafrica non offriva un servizio televisivo gratuito per tutti (a causa dell’apartheid), ma nel 1976, ne fu finalmente lanciato uno. La Nigeria adottò il PAL per le trasmissioni a colori nel 1974 ma paesi come Ghana e Zimbabwe continuarono con il bianco e nero fino al 1984.

Europa La televisione a colori europea si sviluppò con un certo ritardo e fu ostacolata da una divisione permanente e da pregiudizi nazionalistici sulle norme tecniche. Avendo deciso di adottare un sistema di migliore definizione (a 625 linee) per le trasmissioni in bianco e nero, con un frame rate più basso, ma con una maggiore 26


Storia della televisione

larghezza di banda complessiva, gli europei non poterono adottare lo standard di colore degli Stati Uniti. Di conseguenza, benché il sistema di codifica fosse pronto già nel 1950 (brevetto SECAM registrato nel 1956), molti anni passarono, prima che le immagini furono trasmesse effettivamente a colori nel 1967. Insoddisfatti delle prestazioni della NTSC e delle implementazioni iniziali SECAM, i tedeschi progettarono il PAL, Phase Alternating Line, nel 1963, tecnicamente simile all’NTSC, ma prendendo in prestito alcune idee del SECAM. La Francia proseguì con SECAM, coinvolgendo i russi nello sviluppo. I primi ricevitori con tutte le specifiche PAL (PAL-D) avevano una linea di ritardo di vetro con una precisione ad ultrasuoni, che nei primi tempi costava circa un terzo del ricevitore. PAL studiò un progetto che sostanzialmente era una versione a 625 linee diell’NTSC. Il controllo “tinta” richiesto dalla NTSC fu quindi ovviato. Altri sistemi di codifica a colori vennero proposti così da consentire di superare i problemi di tinta NTSC e utilizzare tale linea di ritardo; in definitiva con in PAL si aveva un ricevitore economico che poteva anche essere costruito senza utilizzare una linea di ritardo, con una performance non peggiore, e in molti casi migliore di un modello equivalente NTSC. Il SECAM non richiedeva tale precisione per la sua linea di ritardo, e poteva utilizzare tipi di metallo magnetostrittivo molto meno costosi. Ironia della sorte, le trasmissioni PAL iniziate da tempo nel 1967, si affiancarono all’abbassamento dei costi di fabbricazione del vetro richiesto per la precisione PAL così che quasi nessun ricevitore PAL semplice venne messo in commercio: praticamente tutti i ricevitori SECAM utilizzavano lo stesso tipo di linea di ritardo come i ricevitori PAL. Entro la fine del 20° secolo, la linea di ritardo in vetro venne completamente sostituita da equivalenti completamente elettronici. Le prime trasmissioni a colori regolari in Europa furono trasmesse da BBC2 nel Regno Unito il 1 luglio 1967 (PAL). Una prima diffusione nella Germania occidentale si è verificata nel mese di agosto (PAL), seguita dalla Francia nel mese di ottobre (SECAM). Norvegia, Svezia, Finlandia, Belgio, Paesi Bassi, Austria, 27


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Germania Est, Cecoslovacchia e Ungheria iniziarono le trasmissioni regolari a colori prima della fine del 1969. In Italia ci furono dibattiti per adottare un sistema nazionale a colori, l’ISA, sviluppato da Indesit, ma l’idea venne scartata. Come risultato, l’Italia fu uno degli ultimi Paesi europei ad adottare ufficialmente il sistema PAL nel 1977, dopo una lunga sperimentazione tecnica. Francia, il Lussemburgo e la maggior parte del blocco orientale con i loro territori d’oltremare optarono per il SECAM. Il SECAM fu adottato in paesi con un sacco di terreno collinare e tecnologicamente arretrati (il SECAM è segnale con maggior robustezza e necessita di attrezzature a scarsa manutenzione). Tuttavia, per molti paesi la decisione fu più politica che non tecnica. L’unico vero inconveniente del SECAM fu che, a differenza del PAL o del NTSC, la post-produzione non era possibile senza un grave calo di qualità. Le prime trasmissioni a colori SECAM regolari cominciarono il 1° ottobre 1967: in Francia nacque il Secondo Canale (ORTF Chaîne 2 sexies). In Francia e Regno Unito le trasmissioni a colori cominciarono su frequenze UHF (la banda VHF utilizzava il bianco e nero) a 405 linee (UK) o 819 linee (Francia) fino agli inizi degli anni ottanta. I paesi che trasmettevano a 625 linee in bianco e nero su VHF e UHF, usavano semplicemente gli stessi canali. Va notato che alcuni programmi televisivi inglesi, in particolare quelli fatti da o per l’ITC Entertainment, furono scattati su pellicola a colori prima dell’introduzione della televisione a colori per il Regno Unito, ai fini delle vendite a reti statunitensi. Il primo spettacolo britannico ad essere a colori fu la serie televisiva The Adventures of Sir Lancelot (1956-57) (inizialmente in bianco e nero ma poi girato a colori per la vendita alla rete NBC negli Stati Uniti). Tra gli altri programmi televisivi britannici trasmessi a colori ci furono Stingray nel 1964-1965 (primo showtv britannico girato interamente a colori), Thunderbirds (1965-1966) e Captain Scarlet and the Mysterons (19671968).

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2.2.8 Il caso italiano Aldo Grasso, “Storia della televisione italiana. Nuova edizioneaggiornata”, Garzanti, Milano, 2004

Le prime prove sperimentali iniziarono nel 1934 e il 22 luglio 1939 entrò in funzione a Roma il primo trasmettitore televisivo da 2 kW presso la stazione trasmittente EIAR di Monte Mario: effettuò per circa un anno regolari trasmissioni utilizzando lo standard a 441 linee sviluppato dalla Telefunken in Germania. Nel settembre dello stesso anno un secondo trasmettitore televisivo della potenza di 400 W venne installato a Milano sulla Torre Littoria, oggi Torre Branca, ed effettuò trasmissioni sperimentali in occasione della XI Mostra della Radio e della XXI Fiera Campionaria di Milano. Gli apparati trasmittenti di entrambe le stazioni furono progettati e costruiti dalla ditta milanese SAFAR (Societa’ Anonima Fabbricazione Apparecchi Radiofonici), mentre altre ditte del settore quali Radiomarelli e Allocchio Bacchini misero in produzione apparati riceventi. Le trasmissioni terminarono improvvisamente il 31 maggio 1940 per ordine del governo a causa delle interferenze riscontrate nei primi sistemi di navigazione aerea. È presumibile che l’imminenza dell’entrata in guerra dell’Italia abbia giocato comunque un ruolo importante in questa decisione. Durante l’occupazione, l’esercito nazista fece smantellare e trasportare in Germania tutti gli apparati trasmittenti dell’EIAR di Roma, incluso il trasmettitore televisivo che verrà in seguito recuperato dagli alleati dopo la fine della guerra e restituito alla RAI (nuova denominazione dell’EIAR dal 1944). Quest’ultimo venne poi installato a Torino in località Eremo nel gennaio del 1949 e ripresero con esso le sperimentazioni. L’11 settembre 1949, con una trasmissione dalla Triennale di Milano presentata da Corrado, iniziarono le trasmissioni televisive in Italia con lo standard a 625 linee, ma la programmazione regolare cominciò soltanto dal 3 gennaio 1954, a cura della RAI, in bianco e nero. L’autoregolamentazione dell’epoca prevedeva, tra i suoi principi fondamentali, la non accettazione di scene turbanti la pace sociale ed incitanti all’odio di classe in favore di contenuti nel rispetto dei valori familiari e religiosi. Per garantire il rispetto di queste norme, venne istituito, dal 1947 il “Comitato per la determinazione delle direttive di massima culturali”. 29


Capitolo 2

Le prime trasmissioni della programmazione regolare furono le interviste con l’ingegner Filiberto Guala, amministratore delegato, che definì il nuovo mezzo come “il focolare del nostro tempo”, lo spettacolo intitolato “L’orchestra delle 15”, presentato da Febo Conti, la rubrica musicale Settenote e La domenica sportiva. I televisori accesi durante il giorno di esordio furono solamente ottantamila: gli abbonati non superavano i ventimila unità intorno al febbraio del 1954 e il prezzo del mezzo sfiorava le dodici mensilità di un reddito medio di quell’anno. Il segnale arrivò su tutto il territorio nazionale tre anni dopo, il 31 dicembre 1956, e in quel momento gli abbonati erano ancora relativamente pochi - 360.000 - a causa del costo elevato degli apparecchi. Negli anni cinquanta la diffusione della TV crebbe a ritmi stupefacenti, come già accaduto sul mercato americano. In quegli anni la televisione era un bene di lusso che pochi potevano permettersi, tanto che i bar o le case dei propri vicini diventano luoghi prediletti per la visione di gruppo, soprattutto in occasione delle trasmissioni dei primi e subito popolarissimi telequiz: “Il Musichiere” condotto da Mario Riva e “Lascia o raddoppia?” con Mike Bongiorno.

Amedeo Benedetti, “Storia dei programmi televisivi di maggior audience in Italia”, Genova, Erga, 1999

Un’immagine di “Lascia o raddoppia?” con Mike Bongiorno

Verso la fine degli anni cinquanta anche la carta stampata si accorse del nuovo mezzo e nacque la prima rubrica di critica televisiva: la teneva Ugo Buzzolan, già autore del primo originale televisivo “La domenica di un fidanzato”, su La Stampa di Torino. Fu proprio in quel periodo che nacque il primo telegiornale della Rai diretto da Vittorio Veltroni che conquistò il popolo italiano, riuscendo ad arrivare dove la carta stampata non era riuscita: proporre immagini e audio contemporaneamente produceva uno straordinario effetto di realtà e permetteva di assistere in diretta ad eventi sensazionali.

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Storia della televisione Aldo Grasso (a cura di), Enciclopedia della televisione, Garzanti, Milano, 2008

Nel 1960 nacque la trasmissione “Tribuna elettorale”, seguita l’anno successivo da “Tribuna politica”, le quali permisero per la prima volta di conoscere i volti dei leader delle opposizioni politiche. Particolarmente rilevante nel 1957 fu la comparsa della pubblicità in Rai con l’avvento del “Carosello”, un famoso spazio, dove il messaggio pubblicitario doveva rispettare rigorose regole stilistiche e narrative. Difatti, il prodotto reclamizzato poteva essere citato solo all’inizio e alla fine di un breve spettacolo di 135 secondi, al quale non era permesso di citare il prodotto stesso. Inoltre, a partire dal 1962 vi fu il primo collegamento via satellite tra Italia e Stati Uniti, che segnava l’avvento della comunicazione interplanetaria, permettendo di assistere ad eventi fondamentali della nostra storia in diretta: lo sbarco del primo uomo sulla luna nel 1969 raccolse circa 500.000.000 di spettatori. Negli anni sessanta, con il progresso dell’economia, il televisore divenne accessorio di sempre maggior diffusione, sino a raggiungere anche classi sociali meno agiate; l’elevato tasso di analfabetismo riscontrato fra queste suggerì la messa in onda di “Non è mai troppo tardi tra il 1959 e il 1968”: un programma di insegnamento elementare condotto dal maestro Alberto Manzi e che aiutò quasi un milione e mezzo di adulti a conseguire la licenza elementare.

“Non è mai troppo tardi” Alberto Manzi insegna la lingua italiana tramite la Tv

Almeno nella fase iniziale la televisione italiana fu una delle più pedagogiche al mondo. Le sue finalità furono certamente educative e se da un lato la programmazione, pur non cercando il consenso dei telespettatori, poteva essere considerata soporifera, dall’altro portò indubbi benefici nei confronti di una situazione nazionale, a quei tempi, caratterizzata da arretratezza nei costumi e da disomogeneità culturale. Non è solo una battuta umoristica dire quindi che, almeno a livello linguistico, “L’unità d’Italia non l’ha fatta Garibaldi, ma l’ha fatta Mike Bongiorno.” Anche le tappe successive dello sviluppo televisivo italiano indicano un ritardo rispetto agli altri Paesi europei: solo 31


Capitolo 2

nel 1961 iniziarono le trasmissioni del secondo canale RAI e la terza rete TV arrivò tra la fine del 1979 e l’inizio del 1980. Le trasmissioni a colori, iniziarono in via sperimentale fin dagli anni ‘70, in particolare con la trasmissione delle Olimpiadi di Monaco nel 1972: queste avvenivano con diversi sistemi a giorni alterni in quanto proprio in quel periodo veniva dibattuta in Parlamento l’adozione del sistema di trasmissione tra i sostenitori del francese SECAM e quelli del tedesco PAL. Le vere trasmissioni a colori iniziarono ufficialmente solo nel febbraio 1977, cioè circa 10 anni dopo rispetto ai paesi europei più sviluppati e soprattutto agli USA. Questo accadde principalmente per l’opposizione di alcuni personaggi politici, in particolare Ugo La Malfa, che temevano gli effetti devastanti sull’allora precaria situazione economica italiana di una potenziale “corsa all’acquisto” del nuovo elettrodomestico, costoso e quasi sempre importato dall’estero. Nel frattempo nacquero i primi tentativi di Televisioni locali: Telebiella fu un’emittente televisiva, originariamente via cavo, creata nel 1972 da Giuseppe Sacchi detto Peppo, ex regista della RAI, in un ex convitto situato nel centro di Biella. Questa emittente fu la prima televisione privata italiana: essa infranse il monopolio pubblico della RAI sfruttando una lacuna del codice postale che, risalendo al 1936, non contemplava l’esistenza della televisione via cavo. 1974 - Nasce la prima rete privata “Telebiella”

Telebiella venne registrata in tribunale il 20 aprile 1971 come “Giornale periodico a mezzo video”. Le trasmissioni via cavo di Telebiella, e quindi della prima televisione privata italiana, vennero inaugurate il  6 aprile 1972 con un messaggio di presentazione di Ivana Ramella, moglie di Giuseppe Sacchi. Telebiella fu un’emittente “fatta in casa”: Sacchi, con un videoregistratore portatile, trasmetteva il proprio 32


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telegiornale quotidiano. Nonostante la focalizzazione sull’informazione, con telegiornali  e  talk show, Telebiella ospitò anche la prima trasmissione “leggera” di spettacolo non della Rai, l’ormai storico Campanile in vasca. Nel 1974 una sentenza della Corte costituzionale legittimò l’esistenza della televisione via cavo, ed un’altra due anni dopo, autorizzò anche le trasmissioni via etere purché di ambito locale: da questa esperienza nacque Telemilano 58, che assorbì Telemilanocavo e che successivamente diventò Canale 5 nel 1980. Sempre su Canale 5, il circuito  PIN (Primarete Indipendente  del gruppo Rizzoli),  diede vita al primo  telegiornale nazionale privato:  Contatto, diretto da Maurizio Costanzo. A metà anni ‘80 iniziarono i primi esperimenti di TV ad alta definizione: vennero realizzati alcuni videoclip e documentari, ma l’idea non trovò ancora realizzazione pratica perché la tecnologia non era ancora diffusa su larga scala dal punto di vista commerciale. Il decennio vede l’affermazione delle emittenti private di Silvio Berlusconi e il loro immediato successo, grazie a Bettino Craxi, che con un decreto-legge “ad personam” legalizza le trasmissioni in diretta delle TV private sul territorio nazionale, fino ad allora prerogativa esclusiva del monopolio di Stato RAI. La proliferazione di emittenti televisive ha richiesto a più riprese interventi legislativi di regolamentazione, nessuno dei quali è ovviamente uscito indenne da polemiche. Le problematiche innestate sono tali da coinvolgere diritti costituzionali e questioni di opportunità politiche, essendosi addirittura sviluppata una giurisprudenza specialistica. In particolare si ritiene che la situazione italiana, bocciata da diverse associazioni sovranazionali a causa della presunta concentrazione di mass-media nelle mani di Silvio Berlusconi, sia in contrasto con il fondamentale articolo 21 della Costituzione sulla libertà d’espressione: Rai e soprattutto Mediaset si spartiscono il 90% di risorse pubblicitarie e ascolti, un duopolio che non ha eguali in Europa. Un’altra rivoluzione è il passaggio dal segnale analogico a quello digitale, transizione avvenuta sia per rispettare la direttiva europea per una televisione senza frontiere, sia consentire un aumento delle emittenti (la trasmissione digitale permette l’accensione di un maggior numero di 33


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canali). Inoltre, col nuovo sistema, trova rapida diffusione il nuovo standard in alta definizione. In Italia, così come anche in moltissimi altri Paesi vi sono 2 tipi di televisioni: la televisione pubblica che ha i suoi proventi sia da trasferimenti dello Stato che dalla pubblicità, e le televisioni commerciali, come Mediaset, che traggono i loro proventi principalmente dalla pubblicità. Gli anni ‘90 sono caratterizzati dalla diffusione del personal computer e dalla crescita del World Wild Web. La televisione cambia di formato dell’immagine che passa dai 4/3, rapporto fra larghezza e altezza, ai 16/9, avvicinandosi alla visione panoramica utilizzata solitamente al cinema che, unita alla definitiva diffusione del videoregistratore, ricreano una visione più professionale dei film a casa. Nel 1992, arriva sul mercato il primo televisore con lo schermo piatto al plasma che però verrà soppiantato nel giro di pochi anni dallo schermo LCD.

2.2.9 La TV del nuovo millennio I primi anni del nuovo millennio si contraddistinguono per l’impennata del numero di internauti e anche la televisione si trasforma: da analogica diventa digitale inserendosi definitivamente nel circuito della globalizzazione. Anche gli utenti si allineano immediatamente al cambiamento fruendo i contenuti sia dal web che in TV. Il caso più eclatante è stato la mattina dell’11 settembre 2001, quando 19 affiliati di al-Qaeda dirottano due aerei sulle torri 1 e 2 del World Trade Center di New York, causando, poco dopo il collasso di entrambi i grattacieli. Un terzo aereo di linea viene fatto schiantare dai dirottatori contro il Pentagono e un quarto aereo, diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington, si schianta in Pennsylvania, dopo che i passeggeri e i membri dell’equipaggio tentarono di riprendere il controllo del velivolo. La notizia interrompe tutte le trasmissioni e, per giorni, viene ripresa, commentata e discussa su tutti i media, in particolare su internet perché costantemente aggiornato in tempo reale. E’ proprio quest’ultima possibilità di fruizione che permette la nascita e la crescita esponenziale di piattaforme quali Wikipedia nel 2001 e YouTube nel 2005. La televisione di questi anni si trasforma nuovamente grazie alla diffusione degli schermi piatti LCD e all’affiancamento del lettore 34


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DVD che permettono una visione qualitativamente ancora migliore dei contenuti. 2005 - nascita di YouTube 2011 - nasce la Google TV

L’inizio del millennio si contraddistingue inoltre per altre due realtà facilmente accomunabili al mondo dei giovani: la nascita dei reality show in televisione, dove viene veicolata l’idea che chiunque può diventare famoso senza particolari doti o competenze, e la pirateria sul web di contenuti audio, video e software, che vengono acquisiti a costo zero semplicemente collegandosi ad internet. Tra il 2003 e il 2004, prima Mediaset e poi la Rai, cominciano a trasmettere con il nuovo segnale, subito abbinato a canali pay-per-view in cui è necessario pagare un abbonamento e dotarsi di un decoder. Questo diventerà necessario a tutti gli italiani dal 2008 perché il segnale analogico viene definitivamente spento ma il costo per la visione dei canali “classici” rimane invariata: gratuita per Mediaset e con il canone per la Rai. Sempre in questi anni è stato sperimentato da Sky il segnale ad alta definizione mentre, a Torino, vengono fatte le prime prove per la TV Mobile basata sul nuovo standard DVB-H in vista dell’imminente evoluzione della fruizione televisiva abbinata al diffondersi dei dispositivi portatili di PC e telefoni cellulari. La fine degli anni zero coincide con la fine della nostra analisi storica in quanto il 2010 non ha prodotto casi di particolare interesse per la nostra ricerca e ci lascia in attesa del lancio di Google TV ad inizio 2011. La televisione di Google sarà il primo vero tentativo di fondere la TV e il web: oltre a navigare i siti dal televisore, sarà possibile utilizzare i motori di ricerca per trovare i programmi, far funzionare le applicazioni di PC e smartphones, utilizzare questi ultimi come telecomando, personalizzare la home page con i canali preferiti e sfruttare tutte queste opzioni in multitasking.

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2 - cap - storia della televisione  

Al fine di comprendere a fondo le dinamiche, il funzionamento e le opportunità di una televisione sul web, è necessaria un’analisi storica,...