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Angelo Testa

S.VIRGINIA La piccola grande santa di BARBAIANA


In copertina “Il martirio di S.Virginia” Autore ignoto - sec. XVII°

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Angelo Testa

S.VIRGINIA La piccola grande santa di BARBAIANA

Cenni storici

CHIESA PARROCCHIALE DI S. BERNARDO BARBAIANA

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SOMMARIO

PRESENTAZIONE Don Giulio Vegezzi, parroco di Barbaiana

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I^ Parte La storia, il martirio, le catacombe di S.Priscilla e l’arrivo, nel 1662, del corpo di Santa Virginia nella Chiesa di Barbaiana.

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II^ Parte L’evidenza storica della Santa, dai documenti antichi reperiti e consultati nell’Archivio della Parrocchia di Barbaiana.

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Presentazione Finalmente prende vita un libro che parla di S.Virginia, il cui corpo riposa nella chiesa parrocchiale di Barbaiana, da quasi 400 anni. Molte persone mi chiedono se esista qualche scritto che spieghi chi è e che cosa abbia fatto questa santa; ma di Lei abbiamo solo poche notizie stampate su una immaginetta. Ora, grazie al Comitato di S.Virginia, nel cui statuto è contemplato l’impegno di promuovere e realizzare opere e azioni a favore della Santa, e grazie anche all’interessamento appassionato e competente dell’amico Angelo Testa, che ha effettuato una ricerca paziente e diligente dei molti documenti giacenti nell’archivio parrocchiale, è stato possibile creare la presente monografia sulla Santa. A me è particolarmente caro il nome di Virginia, fanciulla gracile e forte, perché mi ricorda il nome di un’altra donna egualmente gracile e forte, che è stata la mia mamma. Anche se della nostra Santa Martire non abbiamo molte notizie dirette, in archivio abbiamo reperito una buona documentazione sulle vicende del suo corpo e sull’interessamento di tante persone nel corso dei secoli. Se ha suscitato tanta attenzione e ammirazione in S.Ambrogio la scoperta delle spoglie dei Santi martiri Gervaso e Protaso, da farli diventare difensori della fede della diocesi, perché non incentivare la devozione per questa ragazza diventata santa che, nel fiore della giovinezza, ha saputo affrontare con coraggio il martirio per la sua fede? Penso che, ai giorni nostri, segnati dalla decadenza religiosa dei valori della verginità e di ogni forma di spiritualità, valga la pena promuovere il culto di una persona che ha testimoniato la sua fede fino al sacrificio della vita. Mi auguro davvero che la presenza di questa reliquia susciti una nuova ventata di impegno e di coraggio religioso nella nostra parrocchia. E mi auguro anche che continui tra noi la sana abitudine di ricorrere a S. Virginia nei momenti difficili e nelle necessità materiali e spirituali, facendo accendere le luci nella cappella ed aprire il vano contenente l’urna, invitando tutta la popolazione ad unirsi nella preghiera. Rinnovo il voto e l’augurio, che questo libro di Angelo Testa possa essere di ausilio a tutte le persone in cerca di fede e di aiuti spirituali. Don Giulio Vegezzi Parroco di Barbaiana

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20 agosto1662: per Barbaiana fu una data storica

Il 20 agosto 1662 per Barbaiana fu una data storica e molto importante: arrivarono da Roma le tenerissime spoglie mortali di Santa Virginia che furono accolte con grande entusiasmo e devozione dalla gente di quel piccolo borgo. Erano poche case di soli 19 fuochi che corrispondevano a 19 famiglie (circa 90/100 persone). Un evento straordinario per un paese così piccolo e così sconosciuto; un paese le cui tracce storiche furono rinvenute solamente 300 anni prima (nel 1346).Un fatto eccezionale che avrà sorpreso, anche allora, le cronache locali e incuriosito i paesi vicini come Lainate, che già a quell’epoca, era un borgo lontano e impervio da raggiungere a causa della mancanza di strade e con foreste impenetrabili. Ed è proprio per questo motivo che, da sempre, la tendenza nostra e quella dei nostri predecessori, è stata quella di orientarci verso paesi più accessibili ed accoglienti, come Vanzago, Rho e Nerviano. Nel 1662, oltre ai pochi abitanti più sopra ricordati, a Barbaiana erano già presenti, da quasi due secoli i Girami; una famiglia originaria di Varese, poi trasferita a Milano e quindi approdata nella nostra terra (nel 1484); una famiglia nobile, ricca e importante che contribuì, in modo considerevole, alla storia di Barbaiana. Aveva già fatto costruire un piccolo Oratorio dedicato a S.Bernardo che nel 1583, con decreto del Cardinal Borromeo, diventò parrocchia.

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Barbaiana - Casa Girami - sec. XV° E’ stata la culla del paese - Fu demolita il 20/08/ 2002 9


1662: la famiglia Girami era già presente a Barbaiana

Nel 1662 la Famiglia Girami abitava già a Barbaiana in Via Carabelli n.12, in quella casa (chiamata “Casa Girami”) che fu culla del nostro passato e attorno alla quale sorse l’intero centro storico. Purtroppo, quella stessa casa importante e ricca di memorie, fu demolita nell’agosto 2002, per insipienza storica e il disinteresse di coloro che avevano il dovere di conservarla.. Con i Girami, nel 1662 quando giunsero le spoglie di Santa Virginia, erano presenti anche: •

la Casa Galluzzi-Roveda, denominata “sito Galluzzi MDLXXVII” ;

una grande Cascina in Via Passirana (ora Via Meraviglia) già abitata dai Girami e passata di proprietà a coloro che successivamente l’avrebbero ceduta ai Meraviglia-VilloresiOsculati;

molti cortili che attorno alla casa Girami costituivano il primo nucleo storico di Barbaiana: “la Curta del Cantun Giò” o “Curta del Grass”, “la curta del Farè”, “la curta di 100 Cùu”, “la Curta del Signour”. Questi tre ultimi cortili anche loro hanno seguito il triste e perverso destino della Casa Girami.

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Barbaiana - Cortile del Farè - sec. XVII° P.za Della Vittoria - Demolito il 26/11/2006 11


La prima chiesa che accolse il corpo di S.Virginia .

Nel 1662, la chiesa che accolse le spoglie di Santa Virginia era piccola; un semplice oratorio gestito dai frati Cappuccini del convento di Cerro Maggiore, dove raramente era assicurata la messa festiva, e dove, molto spesso, per le principali funzioni religiose, la gente doveva recarsi nella parrocchia di Vanzago, attraversando a guado il fiume Olona. La chiesa era piccola, però il culto di Santa Virginia è sempre stato grande e costante nei secoli. Sul documento di “Peregrinazioni apostoliche” del 1740 è scritto: “Fra tutte le chiese della Pieve di Nerviano, quella di Barbaiana è l’unica che possiede il corpo di una martire”. E nel Martirologium Mediolanensis (v. Documento d’Archivio del 1981 a firma dello storico Piero Airaghi), con la data del 5 agosto è scritto: “Romae Sancta Virginia Martyris cuius corpus Barbaianae magna religione colitur”( S.Virginia, il cui corpo, con grande religione, si venera a Barbaiana”).

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Barbaiana - Chiesa del 1700

La stessa chiesa demolita nel 1953

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VIRGINIA: chi era questa adolescente

La storia di questa Santa è avara di notizie. Non si conoscono i genitori e la sua origine. Nessuna certezza sulla sua data di nascita. Con ogni probabilità, sembra che sia vissuta nella seconda parte del secolo II° dopo Cristo. La sola certezza fu che venne colpita dalla feroce persecuzione contro i cristiani, durante il regno dell’imperatore Marco Aurelio (161 - 180 d.C.), e la sua apparente età fosse di 12 anni. Roma, la potente capitale dell’impero, si stava avviando alla decadenza e le persecuzioni contro i cristiani si intensificavano ferocemente, quasi che il potere, che stava cedendo per la corruzione e il lassismo, fosse una molla determinante per scatenare la violenza contro un popolo fiero della propria fede, non soggiogato da alcuna minaccia. L’avvento del cristianesimo che stava sorgendo come una nuova primavera nel mondo, veniva considerato dai carnefici come il più grave pericolo per l’impero.

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LE TRE URNE

Le tre urne che hanno raccolto il corpo della santa. Quella in alto è l’urna primitiva, giunta da Roma nel 1662, e successivamente restaurata. Quella nel centro è di metallo ed è del 1865; la terza, in argento, con il corpo ricomposto in cera, è del 1965.

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Marco Aurelio (161 - 180) - L’imperatore che soffocò nel sangue il desiderio cristiano di Santa Virginia.

Cesare Marco Aurelio Antonio: questo è il vero nome dell’imperatore Marco Aurelio che nacque a Roma il 26 aprile del 121 d.C. Fu adottato nel 138 dallo zio Antonino Pio imperatore che lo nominò erede al trono imperiale dal 161, sino alla morte avvenuta per malattia nel 180 d.C Il suo regno fu funestato da numerosi conflitti bellici, carestie e pestilenze. Tuttavia è considerato dalla storia come un sovrano capace ed assennato. Nonostante questa positiva valenza, Marco Aurelio non godette di buona fama presso i cristiani, i quali venivano considerati dal sovrano colpevoli di un perverso rifiuto alla partecipazione alla vita comune. A lui non interessavano tanto le questioni religiose, quanto l’effetto destabilizzante nei confronti della autorità imperiale a causa delle rivendicazioni che i cristiani propugnavano. Nel 177 la storia ricorda che Marco Aurelio ha personalmente ordinato l’uccisione di molti cristiani colpevoli solo di non voler rinnegare la propria fede. Fu proprio in quel periodo che la storia ricorda la candida legione cristiana. Erano fanciulle chiamate “adulescentulae”, sovente figlie di famiglie consolari e senatorie, talora discendenti dagli stessi imperatori che, rinunciando alle ricchezze e alle agiatezze sicure, venivano conquistate dal fascino della nuova religione. Era una schiera numerosa che, oltre alla nostra piccola santa caduta proprio in quel periodo, era formata da altre vittime: si ricordano le sante: Tecla, Agata, Cecilia, Felicita, Agnese, Preziosa, Lucia e Giuliana, tutte giovanissime e tutte determinate a rispondere serenamente alla chiamata di quel Cristo che predicava giustizia, libertà e amore.

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MARCO AURELIO Imperatore Romano Regnò dal 161 al 180 D.C.

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Il corpo di Santa Virginia, per molti secoli riposò nelle catacombe di Santa Priscilla a Roma

Per molti secoli le catacombe di Santa Priscilla hanno custodito e conservato i corpi dei martiri, in una Roma ormai avviata al declino imperiale. Ed è qui che furono rinvenuti anche i resti della nostra piccola martire. Perché non si perdesse il suo nome, sul suo loculo fu posto un mattone con la seguente incisione: “VIRGINIA XP MP” (XP rappresenta il monogramma di Cristo; MP significa “martirium passa”, cioè : ha subito il martirio)., Fu rinvenuta anche una piccola ampolla contenete il sangue della vergine. Dopo lunghi anni, nella seconda metà del XVII° secolo, Dio volle che il corpo di Santa Virginia, con i riferimenti indicativi reperiti nella tomba (mattone ed ampolla), uscisse dall’oscurità delle catacombe, salisse agli onori degli altari e giungesse a Barbaiana.

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Lapide (o mattone) rinvenuta nelle catacombe di S.Priscilla a Roma, vicino al corpo di S.Virginia

Vicino al mattone è stata rinvenuta anche l’ampolla con il sangue della vergine

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Le catacombe di Santa Priscilla– Roma Luogo cimiteriale in cui è stata sepolta Santa Virginia Le catacombe di Santa Priscilla fanno parte di antiche aree cimiteriali ebraiche e cristiane. A Roma se ne conoscono una quarantina e solitamente erano scavate nel tufo, al di fuori delle mura antiche della città, lungo le vie consolari. I nuclei più antichi delle catacombe risalgono al II° secolo e sono costituite da gallerie sotterranee, lungo le cui pareti erano ricavate tombe e loculi generalmente disposti su file verticali, nei quali il corpo del defunto, avvolto in un sudario e senza cassa, veniva adagiato in questa stretta insenatura. Lungo i corridoi sono frequenti cappelle decorate con affreschi. All’inizio, le catacombe venivano utilizzate esclusivamente per scopi funerari e per il culto dei martiri ivi sepolti. L’opinione comune che vuole essere tali catacombe utilizzate come nascondigli dei cristiani perseguitati, probabilmente è priva di fondamento. Del resto le persecuzioni caratterizzarono solamente alcuni periodi dell’Impero Romano. L’ingresso delle catacombe di Santa Priscilla si apre sulla Via Salaria, presso il Monastero delle Suore Benedettine. Scavate nel tufo, le gallerie si snodano per 13 chilometri in percorsi irregolari, ogni tanto interrotte da piccole stanze, cubicoli, tombe di famiglia o sepolcri venerati. Alcuni frammenti di iscrizioni in greco o in latino sono affissi alle pareti. Piccoli buchi tra una tomba e l’altra servivano per appoggiare le lucerne ad olio che illuminavano il percorso. Sul soffitto di una nicchia, appare una figura, in parte rovinata dal tempo: è l’immagine del Buon Pastore, tra pecore e alberi fioriti. Sulla destra della volta dominata da uno stucco in parte caduto, si può ammirare una scena suggestiva: la Madonna seduta col Bambino sulle ginocchia e accanto a Lei un profeta. Lo stile pompeiano e la localizzazione fanno ritenere l’immagine della Madonna più antica del mondo (inizio III° secolo). Per la sepoltura di numerosi martiri, le catacombe di Santa Priscilla sono state denominate nell’antichità: “La Regina delle Catacombe”. Come abbiamo già detto, è in questo cimitero antico che il corpo di Santa Virginia è stato rinvenuto, con accanto il mattone con inciso il nome, il monogramma di Cristo (XP - MP) e l’ampolla del suo sangue.

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Interno catacombe di Santa Priscilla

La prima immagine della Madonna nelle catacombe di S:Prisciulla Inizio secolo III째 d.C 21


Santa Virginia e il Cavaliere Galeazzo Verga

Nella seconda metà del XVII° secolo, il corpo di Santa Virginia venne recuperato dalle catacombe di Santa Priscilla e un cavaliere milanese, Gian Galeazzo Verga, si adoperò perché giungesse a Barbaiana. Questo nobile milanese, con forti legami con Roma, era parente dei Girami e priore della Confraternita del SS. Sacramento di Barbaiana. Nella metà del 1600, i Girami ampliarono la piccola chiesa allora esistente e Gian Galeazzo fece dono del corpo della martire romana alla parrocchia di Barbaiana.. Un dono importante e straordinario che si realizzò il 20 agosto 1662. I nostri vecchi hanno sempre raccontato che le sante reliquie viaggiassero, per raggiungere Barbaiana, su un carro trainato da buoi. Il viaggio a quei tempi non era semplice; le strade erano poche e strette, che attraversavano paesi lontani e divisi tra loro da campi e boschi fittissimi, talvolta molto pericolosi. Durante il viaggio, i curiosi erano numerosi e sovente alcuni facinorosi hanno cercato di fermare il carro, costringendo i buoi ad arrestarsi allo scopo di sottrarne l’urna. La gente non conosceva la destinazione del carro, in quanto Barbaiana, a quei tempi era un piccolo borgo sconosciuto, con pochi abitanti; pertanto era pretesa di questi scalmanati che l’urna fosse destinata al loro paese, piuttosto che lasciarla proseguire per una destinazione a loro sconosciuta. Nonostante queste insistenze e le minacce di fermare i buoi, anche in modo violento, il racconto dice che gli animali abbiano proseguito il loro cammino, senza mai fermarsi, superando ostacoli di ogni genere, sospinti da una forza e da una determinazione trascendentale.

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L’urna di Santa Virginia con l’omaggio dei bambini

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Il corpo della piccola martire: una visione che inteneriva

Dopo tanto travaglio, il corpo di Santa Virginia giunse felicemente a destinazione, accolta dall’entusiasmo e dal calore della gente. Il suo corpo fu collocato in una modesta cassetta di legno ed esposto al pubblico nella piccola cappella della chiesa da poco restaurata. Era una visione che commuoveva ed inteneriva: un vestitino rosso che copriva il corpo ormai consunto dal tempo e una fascia bianca che cingeva la fronte per nascondere i segni provocati dal carnefice. Tra le mani stringeva un giglio bianco, ad indicare la palma del martirio. Officiata dai frati Cappuccini del convento di Cerro Maggiore, la chiesa era a navata unica con il presbiterio e l’abside; ai lati quattro cappelle così disposte: • la prima a destra era dedicata a “S.Carlo Borromeo” che abbraccia il Crocefisso; in questo spazio era posto anche il battistero; • la seconda cappella a destra era dedicata a Santa Virginia. Quando però, nel 1662, i padri Cappuccini ricevettero con grande solennità il corpo della santa, lo collocarono nella cappella di fronte, cioè: • nella seconda a sinistra, dedicata alla Madonna, in quanto la cappella riservata alla piccola martire fu restaurata solo nel 1885; • la prima cappella a sinistra ospitava i confessionali. La cosa è curiosa, ma in quella chiesa non era presente alcuna cappella e nessun quadro che ricordasse San Bernardo, il protettore della chiesa di Barbaiana.

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Barbaiana: interno chiesa del 1700 Sotto: navata centrale con l’altare e le 2 cappelle laterali Sopra: la cappella dedicata a Santa Virginia con l’urna sopra l’altare. 25


… e trovò solenne e devota dimora nella chiesa del piccolo borgo

Dopo il restauro della chiesa, il corpo ricevette definitiva dimora nella cappella a Lei dedicata e sopra l’altare trovò collocazione anche il quadro dedicato al martirio della santa; un’opera di autore ignoto del 700, dove la scena del martirio è rappresentata con toni molto realistici e grande espressività. La piccola martire è figurata in ginocchio, con le braccia distese e le mani aperte, in un gesto di completa dedizione. A sinistra una madre assiste alla scena, con un bambino che stringe tra le mani un piccolo crocefisso, quasi volesse infondere coraggio alla piccola e tenera fanciulla. A destra, torvo in viso, alto e robusto è il carnefice, ripreso nell’ atto di calare la mazza ferrata sul tenero capo della santa. Dall’alto, in un felice contrasto con le cupe ombre del momento drammatico, una candida luce dal cielo illumina la piccola figura femminile, sulla quale una mano divina posa la corona e la palma del martirio.

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Il martirio di S.Virginia Autore ignoto sec. XVII째

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1665: una solenne bolla papale concluse la consegna del corpo di S.Virginia nella chiesa di Barbaiana.

A definitiva conclusione della consegna delle preziose reliquie, il 14 marzo 1665, papa Alessandro VII° sugellò la donazione con la seguente bolla pontificia:

“Esiste il corpo di Santa Virginia, vergine e martire, levato assieme alla lapide, all’ampolla del sangue e al mattone con la scritta “VIRGINIA XP MP” dal cimitero di S.Priscilla e deposto in una piccola cassa di legno, lunga un palmo e mezzo (longitudini unius cum dimidio, digitorum octo circiter). Il ritrovamento delle reliquie avvenne sotto il pontificato di Papa Alessandro VII° e consegnato da Ottaviano Caraffa, arcivescovo di Patrasso e prelato domestico dello stesso papa e dal Cardinal Ginetti, pro Vicario di Sua Santità, per mezzo del Reverendissimo Padre Paolo Castelli, milanese predicatore cappuccino, all’Illustrissimo Sig. Galeazzo Verga, cavaliere milanese, il quale il 20 agosto 1662, lo donò alla chiesa di San Bernardo di Barbaiana,”

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Bolla papale di Papa Alessandro VII째 Maggio 1665 29


1942 - S.Virginia nella chiesa nuova di Barbaiana.

Nel 1942 fu consacrata la nuova chiesa di Barbaiana, voluta dal Card. Schuster e, nel 1953, venne demolita quella antica, carica di memorie storiche del paese, per fare spazio (così si diceva) alla nuova. Dalla vecchia chiesa furono trasferiti i quadri, l’altare e l’urna di Santa Virginia che venne collocata nella nuova cappella (la seconda a sinistra) a Lei dedicata. Nel 1965 per conservare meglio le reliquie della Santa si decise di custodirle in una moderna e preziosa urna d’argento e di rivestirle di cera dando al viso la grazia di una innocente fanciulla. L’operazione è stata di indubbia e piacevole cosmesi. A nostro parere, però, questa operazione toglie alla persona devota l’opportunità di avere la visione drammatica della piccola martire e riflettere sul coraggio, la fede e l’amore per Cristo. Ma tant’è. Oggi la morte e la sofferenza sono diventate ormai un fatto strettamente privato, da subire il meno possibile o meglio da dimenticare. Nel 1985, l’ex parroco Don Giuliano Mattiolo, ci ha confermato personalmente che, a seguito di alcune macchie scure evidenziatesi sul viso della Santa, ha disposto per una rapida riceratura del viso stesso. Tale operazione è avvenuta alla presenza di personale della Curia e nel rispetto delle consuete regole canoniche.

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Barbaiana Le due chiese che hanno condiviso lo stesso piazzale dal 1942 al 1953

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Nella nuova Cappella: sotto l’altare

Nella nuova cappella a Lei dedicata (seconda a sinistra), l’urna della Santa fu collocata sotto l’altare; sopra la mensa fu posizionato un quadro dedicato al suo martirio, che non fu quello che accompagnò Santa Virginia per quasi 250 anni di autore ignoto del sec. XVII° e che ora, carico di memorie e di ricordi del nostro passato, si trova nel transetto di destra della nostra chiesa. Venne sostituito con una tela del 1946 del pittore Turri di Legnano che osserviamo nella pagina successiva. La scena è molto descrittiva, dove i personaggi sono rappresentati in atteggiamento di viva partecipazione, con quattro gioiosi angioletti che offrono a Virginia la palma del martirio. La figura della Santa trova tracce di scarso realismo e appare un po’ statica e assente nel momento più drammatico della sua immolazione a Cristo. A prescindere dal suo valore artistico, l’opera del Turri, è avulsa da ogni riferimento riguardante la memoria della santa e la storia di Barbaiana.

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S:Virginia - opera del pittore Turri di Legnano (1946)

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Festività dedicate a Santa Virginia

Nell’anteguerra, il giorno dedicato alla Santa era il 6 aprile, come si legge nel libretto (cm.10x5) dedicato a Santa Virginia, scritto dal sacerdote Don Carlo Ponzoni nel 1931 e distribuito, in tutte le famiglie di Barbaiana. Una seconda festa, poi, venne celebrata nella terza domenica di settembre. Della prima si è persa la traccia; la seconda invece rimane in tutta la sua solennità, arricchita da manifestazioni varie di grande spettacolarità che attirano folle di visitatori. In tale occasione, l’urna della Santa viene levata dalla postazione sotto l’altare, esposta nel presbiterio, con l’ampolla del sangue e il mattone con il nome “Virginia”, per la venerazione dei fedeli. A ricordo di questa importante ricorrenza dedicata alla nostra piccola grande Santa, nel 1965 si è istituito, ogni 5 anni, il palio di S.Virginia, con sfilate di carri allegorici dei rioni del paese. In quella occasione, l’urna della Santa viene trasportata con una grande processione lungo le strade. Una festa straordinaria voluta dal parroco Don Luigi Radice e fatta proseguire poi dal Comitato di Santa Virginia, un gruppo parrocchiale istituito per promuovere il culto della Santa e lo svolgimento di tante altre iniziative della parrocchia.

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1965– I° Palio dei rioni

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Affetto e devozione verso questa piccola santa

I barbaianesi, hanno sempre nutrito una sincera devozione per Santa Virginia. Durante la guerra, il parroco don Luigi Radice riceveva quotidianamente lettere dal fronte che chiedevano la protezione della Santa; erano tante, e molte erano anche di soldati dei paesi vicini. Il parroco raccoglieva tutte queste invocazioni, ne dava notizia dal pulpito e le depositava a fianco dell’urna. Al termine del conflitto, i soldati rientrati ringraziarono la Santa con una grande festa, trasportandone l’urna sulle spalle attraverso le vie del paese.

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Per le vie di Barbaiana Tra la venerazione e il fervore della gente 37


I barbaianesi ricorrono a Lei con la preghiera e con … le campane.

Quando il paese era ad economia prevalentemente rurale, si invocava l’intercessione della Santa in occasione di epidemie e di eventi naturali molto sfavorevoli. Quando minacciava qualche temporale con rischio di grandine, il popolo barbaianese ricorreva a Lei con le preghiere e il suono delle campane. Anche i paesi vicini si sentivano rassicurati da questo suono che lasciava presagire la protezione della nostra Santa protettrice. Cosa che oggi non possiamo più assicurare a nessuno, neanche a noi stessi, in quanto quelle campane allegre e preziose sono andate perse (e non si sa dove!). E un nuovo campanile con le campane vere, dobbiamo solo sognarlo. Santa Virginia però ci protegge sempre, nonostante i tanti travagli e le difficoltà della vita quotidiana. E’ la piccola martire di casa nostra, che fa parte ormai delle nostre famiglie e che sempre è stata abituata ad essere coinvolta nelle vicende belle e brutte della nostra vita.

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Barbaiana L’attuale chiesa parrocchiale dedicata a San Bernardo

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La chiesa di Barbaiana ha due grandi Santi protettori: San Bernardo, Dottore della Chiesa e Santa Virginia martire romana Santa Virginia è la piccola grande Santa che i barbaianesi, hanno adottato come figlia, a cui vengono affidati tutti i travagli quotidiani della vita. La tenerezza dei suoi anni e il coraggio della sua storia hanno sempre affascinato la popolazione che l’hanno considerata protettrice speciale della propria vita. I barbaianesi però sanno anche che il patrono ufficiale della parrocchia è San Bernardo, la cui prima dedicazione è stata attribuita nel 1458, quando Bernardo da Birago ricevette l’incarico da monsignor Piero D’Asti, vicario generale della Curia di Milano, di costruire una piccola chiesa con altare, dedicandola al grande Santo di Chiaravalle: S.Bernardo di Clairvaux. Successivamente, anche S.Carlo Borromeo, durante le sua visita pastorale del 1583 promise la costituzione della parrocchia, riconfermando la dedicazione a S.Bernardo. Nell’anno successivo però morì (1584) e la realizzazione del progetto venne eseguita dal Cardinale Gaspare Visconti nel 1586. La festa di San Bernardo nel calendario risulta il 20 agosto e questa data è sempre stata ricordata come un evento particolare e festeggiata con una messa distinta. Tuttavia ci risulta che da quando Barbaiana ha ricevuto il corpo di S.Virginia (1662), la venerazione per S.Bernardo-patrono non ha più trovato grande riscontro nella popolazione. E la conferma è giunta nel 1953, quando è stata demolita la vecchia chiesa che risaliva al secolo XVI° e successivamente ampliata e restaurata nel 1700. Tale chiesa ci ha consegnato tanti ricordi e tante memorie del nostro passato, ma assolutamente nulla che richiamasse la dedicazione a San Bernardo; cioè, non una cappella dedicata a Lui, non un segno iconografico (quadro o statua) relativo al Santo di Chiaravalle. A tal punto che don Luigi Radice, sorpreso per tale mancanza, fu costretto, quando fu inaugurata la nuova chiesa nel 1942 a correre ai ripari e a commissionare velocemente un quadro con la figura di San Bernardo al pittore Turri di Legnano, da esporre nella cappella che, allora, venne dedicata a Lui. Comunque, i barbaianesi sono ben lieti di poter contare sulla protezione di due grandi santi: • uno riferito ad una piccola grande martire romana dei tempi della persecuzione cristiana, sotto l’imperatore Marco Aurelio ( 161—180 d.C) il cui corpo è presente realmente nella chiesa; • l’altro, S.Bernardo di provenienza francese (Clairvaux), la cui dedicazione come abbiamo visto, è confermata dai dati storici: un potente intercessore e Dottore della Chiesa, fondatore dei Cistercensi e primo abate(1115) dell’Abbazia di Chiaravalle, vicina a Milano.

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S.Bernardo patrono della chiesa di Barbaiana Ai lati: S.Francesco e S.Rita da Cascia: sotto i piedi di S.Bernardo il diavolo ( Turri - Legnano 1947) 41


PAGINA BIANCA

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II^ PARTE

I DOCUMENTI D’ARCHIVIO

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La storia di Santa Virginia nei documenti del nostro archivio parrocchiale.

A conclusione della storia già tracciata nelle prime pagine di questo libro, abbiamo voluto effettuare, grazie alla disponibilità del parroco Don Giulio, una ricerca storica più approfondita nelle pieghe remote dell’Archivio della nostra Parrocchia, al fine di scoprire altri brandelli di storia della piccola martire romana, Santa Virginia. Abbiamo trovato un Archivio ricco di “passato”, un passato che inizia nella notte dei secoli, quando è nata la prima comunità e il nome del nostro paese: “EL LOCHO DE LA BARBAYANA”, citato in un codice del 1346. Però le prime notizie su Santa Virginia appaiono solo verso la fine del 1600, quando il corpo della nostra Santa è giunta nella chiesa di Barbaiana. Fino a quel tempo anche il nostro archivio è stato assolutamente privo di notizie sulla sua storia, sulla sua infanzia, sulla sua vita. Dopo quella data però, Barbaiana è stata il centro dell’attenzione e la chiesa con l’urna della Santa è stato luogo di grande interesse, di fervore religioso e di frequentissimi pellegrinaggi e, in particolare, la presenza di personaggi della chiesa, quali: vescovi, cardinali, monsignori e prelati della Curia. I documenti esaminati sono numerosi e in buonissima parte si riferiscono alla data d’arrivo del corpo della santa e ai controlli eseguiti ripetutamente dal personale ecclesiastico sull’urna. Sono controlli frequenti, minuziosi, sempre alla presenza di testimoni, atti a verificare la presenza del corpo della Santa, dell’ampolla o del mattone; oppure, verifiche sui resti della piccola martire che vengono catalogati e numerati in ogni loro piccola parte anatomica; o ancora ripetuti interventi della Curia che riapre l’urna per prelevare piccoli frammenti del corpo, allo scopo di creare nuove reliquie. Abbiamo trovato, tra i documenti d’archivio, anche una bolla di Papa Leone XIII° che offre a Barbaiana, l’indulgenza plenaria a coloro che visitano il corpo di S.Virginia nella chiesa parrocchiale. Nelle prossime pagine proponiamo alcuni di questi documenti.

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Via per Passirana E’ l’attuale Via Meraviglia Bozzente

Massino Villa Meraviglia Bozzente Centro storico di Barbaiana

Casa Galluzzi Roveda

L’attuale Via Roma

Il Cimitero

Mappa di Barbaiana - anno 1873 (Archivio di Stato di Milano) 45


Anno 1662- 20 Augustus - S.Virginia Virginis et Martiris

Tra i documenti ritrovati in archivio, questo che riproduciamo nella pagina seguente, è quello che a nostro avviso è il più vecchio riferito all’arrivo di Santa Virginia a Barbaiana e alla sua storia. Nella parte superiore del documento si legge la data di arrivo del corpo: “20 Augustus- 1662 - S.Virginia: Virginis et Martiris”. Più sotto a sinistra: “annorum duodecim circiter” (di dodici anni circa). Nel riquadro in alto a destra, in un latino di difficile lettura, si apprende che il corpo della Santa è giunto a Barbaiana, nella chiesa di S.Bernardo e deposto nella cappella della B.V. della Consolazione. Alla sinistra del foglio e in carattere maiuscolo, si leggono i monogrammi incisi nel mattone ritrovato nelle catacombe di Santa Priscilla: “ VERGINIA . XP . MP” Nella parte sottostante del stesso documento, si descrive, in una forma alquanto realistica e dettagliata, il contenuto della cassa appena arrivata da Roma: “...il corpo è stato martirizzato… il cranio tutto rotto … è stato fasciato con bindelli diversi. Si trova una ampollina con entro il sangue… le viscere della detta Virginia con tutte le ossa legate … riportate in varie cassette…”. “Donato(il corpo) da Galeazzo Verga” (nobile cavaliere di Milano e amico della famiglia Girami). Un documento di forte realismo e di grande emozione.

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1662– 20 augustus Un documento di grande emozione

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Una importante autorizzazione del Card. Litta, Arcivescovo di Milano (1652– 1679)

Il documento riprodotto nella pagina seguente, è tratto come il precedente, dell’Archivio della nostra Parrocchia. E’ una lettera in latino, senza data, scritta e firmata dal Vicario Generale, Mons, Cena Francesco Carlo, a nome del Card. Litta (16521679), Arcivescovo di Milano. La lettera è stata indirizzata al parroco di Barbaiana, Don Paolo Mariani (1663– 1677) il quale, si presume, abbia chiesto l’autorizzazione di svolgere in paese, nel giorno del patrono della Parrocchia (S.Bernardo) la processione con l’urna di Santa Virginia. L’autorizzazione è stata concessa con questo documento firmato dal Mons. Cena, Vicario dell’Arcidiocesi di Milano, nel quale è anche precisata la data della processione: “… il 7 agosto”. Tale lettera, ripetiamo, non è datata. E’ stata comunque inviata al parroco Don Mariani, dopo il 1663, cioè qualche mese dopo che il corpo di Santa Virginia, giungesse a Barbaiana (1662). E quindi, potremmo anche ipotizzare che la richiesta rivolta al Cardinale, fosse riferita proprio al desiderio del parroco Don Mariani, giunto da poco a Barbaiana (1663), di effettuare la prima processione della piccola martire tra le vie del nostro paese. Un documento molto importante!

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Documento con il quale il Card. Litta autorizza la processione il 7 agosto

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Curia Arcivescovile - Milano, 13 luglio 1865 Al Molto Rev. Parroco di Barbajana

La Curia Arcivescovile di Milano, in data 13 luglio 1865, risponde al Rev. Parroco di Barbaiana, che in quel periodo era Don Angelo Castelli (1844-1879), autorizzandolo alla sostituzione dell’urna di Santa Virginia e a procedere, con le dovute formalità, a rompere i sigilli dell’urna stessa, “dove sono conservati i sacri avanzi; alla presenza di due testimoni”. E la lettera della Curia continua: “ La S.V vorrà tenere in custodia, e sotto la propria responsabilità, le dette reliquie, fino alla compiuta operazione del loro collocamento nella nuova arca. Inoltre, quando a V.S. parrà essere tempo opportuno pel riconoscimento ufficiale delle Reliquie stesse e per la chiusura della nuova cassa, Vi compiacerà darne preventivo avviso alla scrivente, la quale si riserva di impartire le speciali disposizioni e distaccherà uno dei propri ufficiali ad assistervi.” Nella pagina seguente proponiamo interamente il documento di Archivio in questione.

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Ddocumento di Archivio del 13 luglio 1865

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Da Papa LEONE XIII una particolare indulgenza plenaria per la chiesa di Barbaiana - 1893 Un evento storico !

Tramite il Segretario di Stato Cardinale Vannutelli, Sua Santità Papa Leone XIII, (questo è il papa dell’enciclica “Rerum Novarum”) invia una lettera al Parroco di Barbaiana, Don Francesco Bono (18891895), datata 19 giugno 1893. La comunicazione papale si apre subito con una benedizione a tutti i fedeli: “Universis Christi fidelibus praesentes litteras inspectoris, salutem aplicam et apostolicam beneditionem.” E al popolo della chiesa di San Bernardo, in particolare, (“in honorem S. Bernardi loci vulgo Barbaiana, dieocesis Mediolanensis…”) concede l’indulgenza plenaria. Il papa però pone alcune condizioni: • visitare la chiesa di San Bernardo di Barbaiana nel giorno della festa di Santa Virginia e precisamente dalla sera del giorno che precede la festa, fino alla sera del giorno seguente (“ ...a primis vesperis usque ad occasum solis dierum”); • Confessarsi, comunicarsi (“…servatis servandis…”)e pregare: per la concordia dei Capi di Stato cristiani ; per eliminare le eresie; per la conversione dei peccatori e l’esaltazione della Santa Madre Chiesa (“… pro Christianorum Principum concordia, haeresum extirpatione, peccatorum conversione ac S. Matris Ecclesiae esaltatione… indulgentiam ...concedimus.”. Tale indulgenza viene concessa, nel nome del Signore e con la misericordia di Dio, ogni anno, per 7 anni (“...preesuntibus valituris ad septemnium”). La bolla papale termina:“Datum Romae apud S.Petrum sub annulo Piscatoris“Die XIX Junii MDCCCXCIII, Pontificatus Nostri Anno Decimoxesto”. S.Card. Vannutelli In calce è posto il timbro pontificio di Papa Leone XIII°. Un documento papale che ricorda i due santi copatroni della chiesa di Barbaiana (S.Bernardo e S.Virginia) e li accomuna all’attenzione dei fedeli in una unica circostanza, mediante la concessione della indulgenza plenaria, quasi volesse indicare l’opportunità di festeggiarli nello stesso giorno. 52


Bolla di Leone XIII—19 giugno 1893

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Conferma della presenza del corpo di S.Virginia e prelievo di reliquie dal suo corpo

In data 18 agosto 1899, il parroco di Barbaiana Don Francesco Robbiati (1899– 1943) scrive di suo pugno un documento per l’archivio, dove ricorda la visita pastorale del Card. Ferrari in data 2 agosto 1899 venuto a Barbaiana per la visita pastorale e per garantire l’autenticità del corpo di Santa Virginia presente nell’urna. Il Cardinale, in quella occasione, “incarica il Rev.Sac. Moneghini di togliere dall’urna alcune ossa della testa della detta Santa Verginella, per collocarle in un reliquiario e altre da consegnare alla Curia Arcivescovile, per eventuali piccole reliquie.” Tutto è stato fatto, dichiara ancora Don Francesco Robbiati, alla presenza dello stesso incaricato M.R.Sac. Moneghini, di Don Angelo Massironi, Coad. Titolare di Rho, e dello stesso parroco. L’urna della Santa è stata chiusa con gli appositi sigilli curiali.

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17 ottobre 2001 - Arcidiocesi di Milano - Curia Arcivescovile La Cancelleria - Custodia delle Sacre Reliquie

L’ultimo intervento effettuato dalla Curia di Milano sull’urna di Santa Virginia è documentato nell’Archivio Parrocchiale con la data del 17 ottobre 2001. In tale occasione, Mons. Giordano Ronchi, Custode delle Sacre Reliquie della Curia di Milano, dichiara di avere posto “ il Sigillo di forma ovale che reca l’immagine dei SS. Ambrogio, Gervasio e Protasio, con la leggenda: Tales ambio defensores”. Il documento d’archivio, che evidenziamo nella pagina seguente, porta in calce la firma del Custode delle Sacre Reliquie, Can. Giordano Ronchi, con il timbro della Curia di Milano e alla sinistra la firma di tre testimoni che hanno assistito alla posa del sigillo: Don Giulio Vegezzi, Parroco di Barbaiana e i Signori Sergio Sardeni e Zonca Giuseppe.

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Documento d’Archivio del 17 ottobre 2001 della Curia di Milano

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PREGHIERA A Santa Virginia O gloriosissima Santa Virginia, chiamata dall’amore infinito di Dio al premio della vita eterna per la strada insanguinata del martirio, noi oggi ti contempliamo, vergine e martire, in quella schiera di anime beate che, avendo lavate le loro vesti nel sangue dell’Agnello, ora stanno davanti al trono di Dio giorno e notte. Dalla Onnipotenza di Dio Padre ricevesti luce e coraggio che ti spinsero a preferire la morte piuttosto che tradire il vangelo. Testimone verace e fedele, convinta di non avere quaggiù la definitiva dimora, non esitasti ad affrontare la morte, nella certezza che il tuo giovane corpo sarebbe risorto ad una esistenza di gloria nel regno dei cieli. Per tua intercessione, o Santa Virginia, confidiamo di ottenere da Dio Padre la grazia di imitarti, nella maturità della fede, nella serenità della speranza e nella gioia della carità, così da poter condividere un giorno con Te, nella unità dello Spirito Santo, la beatitudine eterna del Paradiso. Amen. IMPRIMATUR In Curia Arch. Mediolani die september 1990

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BIBLIOGRAFIA

MOMENTI DI UN INCONTRO Banco Lariano - 1983

Stille di Rugiada - n 151 Don Carlo Ponzoni - S.VIRGINIA Casa Ed. S.Lega Eucaristica - 1931 Milano

ARCHIVIO PARROCCHIALE Chiesa S.Bernardo Barbaiana (Milano)

Tipografia ………… Finito di stampare il mese di … 2008

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Bianca

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Stampare nel risvolto di copertina Angelo Testa

Nato a Barbaiana (MI) dove vive e lavora. Barbaianese di antica radice, dopo gli studi classici, ha conseguito la Maturità Magistrale a Milano, presso l’ “Istituto Regina Margherita”. Le sue pubblicazioni: Nel 1990: “SPIGOLATURE”: Una raccolta di poesie. Nel 2000: “GAB: 20 anni - 1979 - 1999”: 20 anni di storia del Gruppo Artistico Barbaianese, tuttora vivo ed attivo. Nel 2005: “ITINERARI BREVI E SCONOSCIUTI”: Una piccola guida utile a raggiungere e visitare luoghi d’arte e di storia, non lontani da casa nostra. Nel 2007: “BARBAIANA: il mio paese”, una monografia che raccoglie dati storici sulle origini (1346) di questa comunità, arricchito di 180 fotografie di personaggi che hanno animato quel periodo storico. Nel 2009: “S.VIRGINIA _ La piccola grande santa di BARBAIANA” La storia del corpo di una santa giunto a Barbaiana (Mi) nel 1662.

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S. Virginia  

La piccola grande santa di Barbaiana

S. Virginia  

La piccola grande santa di Barbaiana

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