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JASPER MORRISON

Jasper Morrison nasce a Londra nel 1959, si laurea in Design presso la Kingston Polytechnic Design School di Londra nel 1982 e consegue due master: uno presso la stessa Kingston Polytechnic Design School, l’altro presso il Royal College of Art a Londra nel 1985. Nel 1986 apre il suo primo studio e inizia poco dopo una lunga e interessante collaborazione che lo lega a Cappellini; oggi lavora fra Londra e Parigi per importanti nomi come Flos, Alessi, Rowenta, Sony e Samsung. Ogni suo progetto ha un’eleganza minimalista che lo rende estremamente moderno pur essendo una sorta di archetipo essenziale legato al passato, anteponendo sempre la funzione all’espressione. Al giorno d’oggi è una delle firme più quotate nel mondo del design, ma la verità è che spicca per una qualità di cui non si sente mai parlare: la sua rassicurante normalità. Ciò che professa coerentemente da anni è racchiuso in una sua frase: “La maniera migliore di vivere con i nostri oggetti è renderli capaci di rappresentare noi e il nostro modo di essere con semplicità, così che cessino di essere status symbol per diventare dei buoni amici”. Più che un designer nel senso attuale del termine, Morrison è un ricercatore, un curioso esploratore che guarda con rinnovata meraviglia alle innumerevoli protesi di cui si dota l’inconsapevole Robinson Crusoe, sbalzato dalla civiltà dei consumi a quella del

riciclo necessario. Da buon inglese, Morrison è soprattutto un viaggiatore che percorre il mondo con lo stupore di trovarlo ogni volta singolare, se non meraviglioso, per i quotidiani miracoli dell’evoluzione della vita. Come Darwin, sembra infatti sempre alla ricerca dei principi per cui le cose si trasformano lentamente sotto la logica dell’uso, assumendo forme inaspettate che hanno il sapore forte di piccole “verità”, mille miglia lontane dai sofisticati gusti di quegli oggetti sorti solo da una curiosità intellettuale o, peggio ancora, dal desiderio infantile di affermarsi a colpi di forma, destinati ad abitare nella protezione patinata delle riviste o a proteggersi dalle contaminazioni nel chiuso delle gallerie d’arte. La pila di vasi in terracotta in una ferramenta di Berlino gli suggerisce l’ispirazione per la base del Flower-pot Table; delle comuni bottiglie di vino l’idea di alterazioni minime del “becco” o ancora un catalogo di componenti per veicoli commerciali suggerisce, a facile portata di mano, il profilo della maniglia ideale. In quasi trent’anni di carriera, Morrison è stato capace di realizzare di tutto: dalle sedie alle scarpe, dagli elettrodomestici ai mezzi pubblici, sperimentando materiali come legno, metallo, plastica. A partire dalla sua iconica Thinking Man’s Chair del 1986 per Cappellini, rielaborazione di una poltrona trovata per strada, è stato capace di creare forme sempre diverse.

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Storia del design 2 luana leo  

Si tratta di una raccolta di fonti valide atte a spiegare l'evoluzione del design dagli anni '30 ad oggi, analizzando i paesi che hanno avut...

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