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CETEFIL Centro interdipartimentale per l’edizione di testi filosofici medievali e rinascimentali

Anno 2012

Gennaio 2013


Direttore del Centro Loris Sturlese UniversitĂ del Salento e-mail: loris.sturlese@unisalento.it

Redazione Coordinatrice: Alessandra Beccarisi Edificio Parlangeli - Via Stampacchia, 45 73100 LECCE Tel: 0039 0832 294694 Fax: 0039 0832 294607 alessandra.beccarisi@unisalento.it www.cetefil.it Elaborazione grafica: Marco Maniglio


INDICE Presentazione del centro e delle attivitĂ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 AttivitĂ  di ricerca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Programmi di ricerca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Ricerche in corso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11 Progetti editoriali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17 Dottorati in cotutela . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22 Pubblicazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28 Membri del centro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30


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Presentazione del centro e delle attività Il Centro per l’edizione di testi filosofici medievali e rinascimentali nasce dalle attività della prima Unità di Ricerca leccese partecipante al PRIN 1997 “Filosofia e scienze della natura nel Medioevo” insieme alle Università di Firenze, Bari e Napoli (l’Orientale). Il Centro viene fondato nell’anno 2000 per iniziativa di Loris Sturlese, al fine di coordinare e promuovere l’attività editoriale di pubblicazione di testi medievali e rinascimentali inediti e rari, sia in latino che in volgare. Negli anni successivi, il Centro ospita l’attività di preogetti nazionali e internazionali: - PRIN (1999, 2002, 2004, 2007, 2009 attualmente in corso); - FIRB (2009, 2012 in corso); - Marie Curie ITN (2007 in corso); - Dottorato in cotutela con il Thomas Institut di Colonia (INTERLINK 2006); - Dottorato in cotutela con l’Universidad de San Martìn di Buenos Aires (COOPERLINK 2009); - Dottorato in cotutela con la Ludwig-Maximilian Universität di Monaco di Baviera. Dal 2002 al 2006 ha organizzato le attività della “Editorenschule” (Scuola di edizioni) in cooperazione con l’Albertus Magnus Institut di Bonn e il Mittellateinisches Institut dell’Università di Monaco di Baviera. Nel 2009 e 2010 ha organizzato due edizioni della “Summer School” dell’EGSAMP (European Graduate School for Ancient and Medieval Philosophy). Sotto il patrocinio del Centro sono stati pubblicati sino ad oggi circa 56 volumi, 41 dei quali contenenti testi filosofici latini medievali quasi completamente inediti. Attualmente sono state avviate le edizioni critiche del Dux Neutrorum di Mosè Maimonide (versione latina), del Sapientiale di Tommaso di York, del De arte et scientia geomantiae di Guglielmo di Moerbeke e dell’anonimo trattato Estimaverunt Indi.


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Il Centro ha patrocinato anche una serie di studi specifici sulle fonti di Meister Eckhart e la ricezione del suo pensiero. Parte integrante dell’attività del centro è inoltre l’organizzazione di seminari (Intersezioni, giunto alla seconda edizione) e laboratori sulla filosofia medievale e le sue pratiche (Scuola di paleografia ed edizione di testi). Loris Sturlese

Alessandra Beccarisi


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Attività di ricerca

1. Programmi di ricerca a) PRIN (Filosofia e Scienze della Natura nel Medioevo. Edizioni di testi e studi critici) Il programma mira alla realizzazione di edizioni, commentari e studi critici svolti in coordinamento fra varie unità di ricerca. I testi affrontati nel progetto si concentrano intorno a due poli problematici (“filosofico-naturalistico” e “teologico-filosofico”), e sollevano questioni fondamentali per la storia della filosofia, della teologia e della scienza della natura medievale. Si tratta del problema dei rapporti fra cultura dotta e cultura popolare, la diversità dei linguaggi del sapere (latino e volgare), la formazione di aree regionali con dinamiche culturali autonome (in particolare la Germania tardomedievale), il ruolo che in tutto questo ha svolto il complesso degli scritti ermetici e neoplatonici, e la continuità che ne deriva nelle diverse aree fra pensiero tardo-medievale e rinascimentale. Questione di rilievo è anche quella relativa ai diversi modi di trasmissione dei testi studiati e della corrispondente necessità di elaborare metodologie editoriali e critiche adeguate. A questo proposito è opportuno rilevare che nelle Unità di ricerca sono presenti, oltre che competenze di storia della filosofia, della teologia e del pensiero scientifico, competenze specifiche e sussidiarie nelle filologie medievali latina e germanica. Obiettivo primario del programma di ricerca è dunque la pubblicazione, il commento e la valorizzazione storico-filosofica di importanti testi, in gran parte inediti, che peraltro costituiscono una base ampia, omogenea ed assai concreta per la discussione, lo sviluppo e la messa a punto di metodi filologici e critici innovativi. In questo quadro sono previste anche traduzioni in italiano di opere filosofiche medievali


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per uso degli studi universitari. Obiettivo a più lungo termine, che i proponenti della ricerca perseguono insieme già da alcuni anni, è la promozione, anche a livello strutturale (collegamento con gruppi di ricerca esteri, formazione dei giovani ricercatori, borse di studio) e infrastrutturale (biblioteche, cataloghi speciali, siti-Internet), degli studi di medievistica filosofica nell’area del Mezzogiorno, nella quale sono collocate geograficamente tre delle quattro Università coinvolte nella ricerca. Coordinatore Nazionale: Loris Sturlese, Università del Salento Pasquale Porro, Università di Bari Giulio d’Onofrio, Università di Salerno Alessandro Palazzo, Università di Trento. b) MARIE CURIE Mobility of Ideas and Transmission of Texts (MITT) è un programma di dottorato internazionale rivolto a giovani studiosi che intendano approfondire uno dei fondamentali cambiamenti nella cultura religiosa e intellettuale dell’Europa dell’ovest del tardo medioevo: la trasmissione del sapere dalle sfere professionali delle élite ecclesiastica e accademica ad un più ampio pubblico raggiungibile attraverso i testi in volgare. Il tema della trasmissione di testi in volgare è da tempo al centro dell’interesse degli studiosi di cultura europea del tardo medioevo, in quanto componente fondamentale dei più grandi processi nella storia del pensiero, come la deprofessionalizzazione della filosofia, il sorgere di nuove classi di intellettuali laici, il coinvolgimento e l’importanza crescente delle donne nella vita spirituale, il successo dei nuovi movimenti religiosi o la costruzione di nuove forme di teologia e pedagogia. Questi sviluppi, che si verificano in tutta Europa, possono essere rintracciati chiaramente nei Paesi Bassi e in Renania. Nel XIII secolo scrittrici come Matilde di Magdeburgo e Hadewijch produssero nuove spettacolari forme di poesia religiosa e prosa in lingua tedesca e olandese. Nuovi standard di letteratura volgare sono stati creati nei sermoni e negli scritti dei domenicani tedeschi del XIV secolo (Eckhart, Tauler e Suso) e l’olandese sacerdote secolare Jan van Ruusbroec, da Bruxelles.


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Questo interesse per il misticismo medievale costituisce il cuore del programma del MITT, il cui obiettivo è di sviluppare un programma di formazione di dottorato che non sia più condizionato dall’idea delle letterature nazionali e da altri concettiche derivano dalla tradizione moderna delle discipline accademiche. MITT unisce l’esperienza internazionale nei campi della filosofia medievale, degli studi religiosi, della filologia, della letteratura olandese e tedesca, degli studi di genere, degli studi di manoscrittie della storia del Libro. CETEFIL ospita due giovani ricercatori, che stanno lavorando su un progetto finanziato dal NWO e dall’Università del Salento. Coordinatore locale: Loris Sturlese Supervisors: Dagmar Gottschall, Alessandra Beccarisi Borsiste: Myrtha Elehrt, Susanne Klouth c) FIRB Alessandra Beccarisi, Alessandro Palazzo Prevedere gli eventi e controllare la natura: modelli di razionalità operativa e circolazione dei saperi nel Medioevo arabo, ebraico e latino. Edizione di testi e studi dottrinali. Il Progetto intende ricostruire la trasmissione e circolazione tra le diverse culture mediterranee delle strategie scientifiche finalizzate a prevedere e a modificare gli effetti terrestri della causalità celeste, per poi considerare il dibattito che nell’Occidente latino si sviluppò, a partire da questi presupposti, intorno alle questioni di divinazione e mantica fra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo. In particolare ci si propone di approfondire questo ambito di studi su due livelli complementari. Il primo di essi consiste nell’elaborare articoli e monografie di carattere storico-dottrinale relativi ai seguenti ambiti tematici: - la trasmissione di modelli teorici e operativi di previsione e controllo degli eventi (divinazione, mantica e soprattutto geomanzia) fra il mondo arabo, ebraico e latino; - le grandi questioni che costituiscono lo sfondo problematico e la cornice teorica della divinazione naturale nel Medioevo (il rapporto


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tra fato e provvidenza, l’alternativa tra determinismo e libero arbitrio, la definizione di profezia naturale e profezia rivelata, ecc.), così come vengono discusse negli scritti di alcuni teologi e filosofi medievali (Alberto Magno e Tommaso d’Aquino in primo luogo, ma anche Ruggero Bacone, Sigieri di Brabante, Enrico Bate, Cecco d’Ascoli); - il dibattito sulla causalità celeste in rapporto alla celebre condanna del 1277: molti degli articoli censurati dal vescovo Tempier (ad esempio, gli artt. 102-106 nella numerazione di Mandonnet e Hissette, corrispondenti agli artt. 21, 142, 143, 207 e 206 nella numerazione del Chartularium Universitatis Parisiensis) riguardano infatti direttamente le implicazioni del determinismo astrale, mentre nel Prologo della condanna si fa esplicita menzione di un trattato di geomanzia (l’Estimaverunt Indi). Il secondo livello consiste nella realizzazione dell’edizione critica di tre testi fondamentali (ancora del tutto inediti o accessibili solo in edizioni provvisorie e parziali), relativi a una delle tecniche medievali più diffuse, ma meno indagate a livello storiografico, di divinazione naturale: la geomanzia. Sviluppata essenzialmente dagli Arabi (pur essendo attestata anche nell’Antichità), la geomanzia è una tecnica che insegna a trarre figure dai punti tracciati casualmente sulla terra o sabbia (ma anche sulla carta) e a prevedere, in base ad esse, gli eventi futuri: il geomante, che si riteneva venisse guidato nella sua operazione dall’influsso naturale degli astri, era così capace di rispondere alle domande che gli venivano poste su specifiche questioni. Nell’ambito di questo progetto saranno analizzati tre testi di geomanzia, la cui edizione critica rappresenta ormai da tempo un desideratum della comunità scientifica internazionale. L’Ars geomantiae di Ugo di Santalla, che, oltre ad essere forse il primo esempio della letteratura geomantica nell’Occidente latino, mostra concretamente l’affermarsi di un nuovo paradigma di razionalità operativa, a seguito della traduzione della letteratura filosofico-scientifica araba (l’Ars geomantiae è infatti molto probabilmente la versione latina di un trattato arabo non ancora identificato); - L’Estimaverunt Indi, che costituisce ugualmente la traduzione di un originale arabo perduto, e che come già si accennava fu censurato da Tempier nel Prologo della condanna del 1277;


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- Il De arte et scientia geomantiae attribuito a Guglielmo di Moerbeke, penitenziario papale e celebre traduttore delle opere di Aristotele. Coordinatore nazionale: Marienza Benedetto (Università “Aldo Moro”) Unità di Ricerca di Lecce: Alessandra Beccarisi Unità di Ricerca di Trento: Alessandro Palazzo Fiorella Retucci IAELW - L’impatto dell’etica aristotelica sull’Occidente latino (12401290): le radici medievali di un nuovo approccio all’agire umano, ai diritti individuali e al bene comune. Edizioni critiche di testi e studi storicodottrinali. Il progetto consiste in una serie di edizioni critiche e di studi storicodottrinali, il cui fine è contribuire ad un avanzamento della conoscenza di tematiche etiche collegate all’ingresso dell’Etica Nicomachea di Aristotele nell’Occidente latino. Alcuni aspetti della ricezione dell’etica aristotelica hanno già da tempo attirato l’attenzione della critica. I testi oggetto della presente ricerca sono stati tuttavia trascurati. E questo perché le opere coinvolte nel progetto sono inedite e quindi tuttora non accessibili in moderne edizioni critiche. Una sezione rilevante del progetto consiste nella realizzazione di edizioni critiche di testi ancora inediti, quali: - la traduzione latina dei commenti bizantini al V e VI libro dell’Etica Nicomachea; - il primo libro del Sapientiale di Tommaso di York, testo che rappresenta la prima forma di ricezione dell’etica aristotelica mediata dai commentatori bizantini; - le questioni etiche tratte dai Quodlibeta di Servais Du Mont SaintMichel. Quest’opera rappresenta uno stadio maturo della ricezione dell’etica aristotelica nella Facoltà di Teologia parigina. Le edizioni critiche saranno accompagnate da studi specifici. Sono previsti: - uno studio sui commentatori bizantini e sulle teorie etiche che hanno trasmesso al Medioevo;


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- uno studio sul Sapientiale di Tommaso di York e suo inquadramento all‘interno della cultura inglese del XIII secolo; - uno studio sulla ricezione dell‘etica aristotelica nella facoltà di Teologia di Parigi con particolare riferimento alla filosofia morale di Enrico di Gand. Coordinatore nazionale: Fiorella Retucci Unità di Ricerca di Bari: Michele Trizio Unità di Ricerca di Roma (La Sapienza): Marialucrezia Leone

2. Ricerche in corso a) Tommaso di York, Edizione critica del Sapientiale (F. Retucci) Tommaso di York è stato un prominente teologo e filosofo attivo all’Università di Oxford tra il 1253 e il 1256. Tra le sue opere più importanti va ricordato il Sapientiale, opera considerata da M. Grabmann come il più importante esempio di una metafisica autonoma nell’era dell’alta scolastica. L’edizione critica dell’opera viene condotta nell’ambito di un progetto FIRB (IAELW - L’impatto dell’etica aristotelica sull’Occidente latino (1240-1290): le radici medievali di un nuovo approccio all’agire umano, ai diritti individuali e al bene comune. Edizioni critiche di testi e studi storico-dottrinali. Coordinatrice nazionale: Fiorella Retucci; Unità locali: Michele Trizio; Marialucrezia Leone). Volumi in preparazione: Sapientiale, I, 1-18, ed. Fiorella Retucci Sapientiale, I, 19-45, edd. Sabina Tuzzo e Fiorella Retucci b) Gugliemo di Moorbeke, De arte et scientia geomantie, edizione critica e studio critico (A. Beccarisi) Il De arte et scientia geomantiae è un trattato di arte geomantica composto da Gugliemo di Moerbeke a partire da un insieme di testi


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tradotti probabilmente già nel XII secolo dall’arabo e dal greco in latino. Conobbe una notevole fortuna, come dimostra la tradizione manoscritta che comprende 14 manoscritti latini e tre in volgare. Il testo è ancora oggi completamente inedito. Benché non coinvolto esplicitamente nella condanna del 1277, il trattato di geomanzia composto da Guglielmo di Moerbeke è stato spesso accostato all’ Estimaverunt Indi, che ne rappresenta una probabile fonte. E’ stata già ultimata una prima trascrizione di uno dei più antichi manoscritti del De arte et scientia geomantiae, il Clm. 988, conservato nella Staatsbibliothel di Monaco, che ha permesso di mettere in luce interessanti spunti teorici relativi al rapporto tra determinismo e libertà e al ruolo dell’inconscio nella divinazione, elemento già messi in evidenza da Eugenio Garin (186). Sono emersi inoltre interessanti paralleli con alcuni testi significativi di Tommaso d’Aquino (De sortibus, De operationibus occultis naturae, De iudiciis astrorum), Cecco d’Ascoli (L’Acerba) e Enrico Bate (Magistralis compositio astrolabii). L’edizione critica dell’opera viene condotta nell’ambito di un progetto FIRB (Prevedere gli eventi e controllare la natura: modelli di razionalità operativa e circolazione dei saperi nel Medioevo arabo, ebraico e latino. Edizione di testi e studi dottrinali (Coordinatrice nazionale: Marienza Benedetto; Unità locali: Alessandra Beccarisi; Alessandro Palazzo). c) Storia dello stoicismo (N. Bray) Il progetto riguarda la ricezione dello Stoicismo nel Medioevo in autori compresi tra il V e il XIV secolo, attraverso il rilevamento sistematico di tutte le menzioni esplicite dell’epiteto ‘Stoic’, variamente declinato, e di tutte le occorrenze di Cicero/Tullius, Seneca, Aulus Gellius e Macrobio, intesi quali documenti e veicoli certi della trasmissione delle dottrine stoiche. Un primo significativo risultato di questo studio è la radicale messa in discussione di due tesi comunente accettate dalla critica: la prima fu sostenuta da G. Verbecke (The Presence of Stoicism in Medieval Thought, 1893), secondo cui la recezione medievale dello stoicismo fu per gli intellettuali del tutto inconsapevole. La seconda, generalmente diffusa, secondo cui la lettura medievale degli autori classici avvenne solo per il tramite di florilegi. Come i lavori preliminari


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dimostrano, esistono invece, dal V al XIV secolo autori, testi e discussioni, fortemente informati sul significato della filosofia stoica, nutriti della lettura diretta delle corrispondenti fonti in latino. In non pochi e oltretutto importantissimi casi, le dottrine stoiche escertate dai testi di Cicerone, di Seneca, di Aulo Gellio e di Macrobio, non furono impiegate in modo meramente esornativo, ma come argomenti centrali per la definizione di nozioni teologicamente rilevanti –il monoteismo, il provvidenzialismo, la fiducia nella ragione umana, il dominio delle passioni, la fratellanza universale, la teoria della connessione delle virtù e dell’equivalenza dei peccati– e, soprattutto, per la discussione intorno al tema più arduo e ambizioso della teologia e della filosofia, quello della divinizzazione della ragione umana. d) Traduzione italiana delle prediche in volgare di Meister Eckhart (L. Sturlese) Il progetto, nato nell’ambito di una serie di seminari tenuti con i dottorandi di ricerca afferenti a Cetefil, consiste in una nuova traduzione italiana delle prediche in volgare di Meister Eckhart, disponibili completamente in edizione critica (Meister Eckhart Gesamtausgabe, Deutsche Werke = DW). La novità di questa progetto consiste nel presentare le prediche secondo l’ordine liturgico (De tempore e De sanctis) secondo cui furono pensate e redatte. Responsabile: Loris Sturlese e) Scritti albertisti e tomisti tra XIII e XIV secolo. Il De summo bono di Ulricus de Argentina e la Lectura Thomasina di Guilelmus Petri de Godino: edizione critica e studio dottrinale (A. Palazzo) Il progetto si articola in due parti relative alle due opere oggetto di interesse: il De summo bono di Ulricus de Argentina († 1277) e la Lectura Thomasina di Guilelmus Petri de Godino (ca. 1260 – † 1336). Pur nelle reciproche differenze, il De summo bono e la Lectura Thomasina presentano alcuni caratteri comuni che giustificano una loro


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considerazione parallela e danno unità al progetto. Cronologicamente abbastanza vicini – la composizione del De summo bono è collocata dagli studiosi tra il 1262 ed il 1272, mentre la Lectura Thomasina andrebbe collocata intorno al 1300 –, i due scritti sono opera di due domenicani (Ulrico di Strasburgo e Guglielmo di Pietro di Godino) solitamente considerati figure minori della storia della teologia medievale. Il progetto si prefigge di evidenziare la rilevanza dei due scritti presi in esame come composizioni di scuola e strumenti della diffusione delle dottrine di Alberto Magno e Tommaso d’Aquino, ma anche di verificare se e quanto essi rielaborarono le dottrine dei due domenicani maggiori, ad esempio combinandole con altre fonti. L’ipotesi di partenza è che le due opere non fossero semplici compendi senza pretese di originalità, ma avessero tratti originali e avessero sviluppato sottili strategie di difesa e divulgazione del pensiero dei due grandi maestri, rispondendo a precisi scopi dottrinali, didattici e di politica culturale. Il progetto si svolge nell’ambito del PRIN 2009 (Coordinatore nazionale: Loris Sturlese). f ) Estimaverunt Indi. Edizione critica e studio critico (A. Palazzo) L’Estimaverunt Indi è un trattato anonimo probabilmente composto in arabo nel XII e divenuto presto una fonte importante della tecnica geomantica. Nel 1277 viene nominato, insieme al De amore di Andrea Cappellano, nel Sillabo di Stefano Tempier, che condanna anche testi negromantici e geomantici non meglio precisati. Nonostante l’importanza di questo testo per la storia della cultura, manca sino ad ora un’affidabile edizione critica. Il presente progetto si prefigge dunque i seguenti obiettivi: 1) Ricostruzione accurata della tradizione manoscritta dell’Estimaverunt Indi, tenendo conto di eventuali volgarizzamenti del testo e considerando la Mitüberlieferung del trattato; 2) Edizione critica integrale del trattato; 3) Studio delle grandi questioni teoriche che fanno da sfondo alla divinazione naturale sulla base degli scritti di autorevoli testimoni del dibattito tardo-medievale sul fato (Alberto Magno, Ulrico di Strasburgo, Sigieri di Brabante, ecc.);


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4) Studio del ruolo giocato dall’Estimaverunt Indi nel dibattito sulla causalità celeste e sulla divinazione naturale, dei contesti di circolazione del trattato e della sua influenza, della relazione con la condanna del 1277. Il progetto si svolge nell’ambito del FIRB 2012 (Coordinatrice nazionale: Marienza Benedetto, Università di Bari). g) Ulrico di Strasburgo, edizione critica del trattato De iustitia (De summo bono VI, tr. 4, 1-18) - (I. Zavattero) Il progetto di ricerca prevede l’edizione critica dei capitoli 1-18 del IV trattato del De summo bono e uno studio storico-dottrinale della dottrina della giustizia di Ulrico di Strasburgo in rapporto alle sue fonti. Il volume si inserisce nel progetto editoriale del Corpus Philosophorum Teutonicorum Medii Aevi (CPTMA, Meiner Verlag, Hamburg finanziato dal MIUR come Progetto di Interesse Nazionale). Il trattato sulla giustizia di Ulrico di Strasburgo (1220-1277) si colloca nel sesto e ultimo libro del De summo bono rimasto incompiuto. La struttura di questo libro – ad esclusione del primo trattato dedicato alla grazia dell’innocenza, donata al primo uomo dallo Spirito Santo, e al peccato originale – rispecchia in modo chiaro l’impianto dell’Ethica Nicomachea (EN) di Aristotele. Dopo aver esaminato nel secondo e terzo trattato la suddivisione aristotelica delle virtù in morali e intellettuali, le loro possibili degenerazioni in vizi, l’atto morale, volontario o involontario, e le singole virtù morali, Ulrico illustra nei primi cinque capitoli del quarto trattato la dottrina aristotelica della giustizia distributiva e commutativa contenuta nel libro V dell’EN. Per farlo, si serve, citandolo a piene mani, del secondo commento all’EN del maestro Alberto Magno. A partire dal sesto capitolo, invece, Ulrico trascura l’EN per aprire una lunga parentesi su temi di teologia morale. In particolare tratta della latria e della dulia, vale a dire di quei due tipi di servitus che, secondo la definizione di sant’Agostino (De Civ. Dei, X, ii, 1), indicano rispettivamente il culto riservato a Dio e l’onore reso ad un santo. In seguito analizza la pietas, l’obedientia, la gratia, l’eukaristia, la vindicatio, la liberalitas, l’eugnomosine (pietà) e la santitas. Tutte queste sono caratteristiche della giustizia che non vengono trattate da Aristotele,


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bensì dalla tradizione etica precedente l’ingresso dell’etica aristotelica, in particolare da Cicerone e da Macrobio, che il domenicano tedesco cita arricchendo la trattazione di numerose citazioni bibliche. Ulrico chiude il trattato con la discussione sull’epicheia, l’equità, ritornando sui passi di Aristotele, il quale termina il quinto libro dell’EN affrontando questo stesso tema. h) Geistbuch (D. Gottschall) Il progetto consiste nell’edizione critica e studio dottrinale del Geistesbuch, opera in volgare anonima, composta verso la metà del XIV secolo e tramandata in medio-alto tedesco e medio-olandese. L’autore del Geistbuch sviluppa un’interpretazione dottrinale della sequela Christii, per aiutare il lettore a distinguere tra false e vere teorie. Si tratta di un’opera singolare che riflette il dibattito, sviluppatosi in seguito alla predicazione eckhartiana, intorno alla questione, eminentemente pratica ed etica, di cosa significhi per l’uomo conformarsi alla volontà divina. La strategia di questo testo che può essere accostata a quella del Buch der Wahrheit di Seuse, ovvero depurare le tesi eckhartiane da pericolose interpretazioni che riecheggino le proposizioni eterodosse del movimento del Libero spirito. Il progetto si è svolto nell’ambito del PRIN 2009, in collaborazione con le università di Leiden e la Albert-Ludwigs-Universität di Fribrugo in Brisgrovia. Responsabile: Dagmar Gottschall Collaboratrici: Alessandra Beccarisi, Nadia Bray i) Ms. germ. qu. 1084: edizione e studi (S. Zwierlein, Bonn) Questo progetto MITT è basato su una collazione di sermoni di Meister Eckhart e di altri autori contenuti nel manoscritto di Berlino, Staatsbibliothek, Ms. germ. qu. 1084. La ricerca consiste in una trascrizione e analisi della collezione allo scopo di determinare le sue origini, natura e funzionalità in relazione alla sua provenienza (un convento di una canonichessa Agostiniana a Geldem) che rivela l’uso in


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un contesto letterario femminile. Il lavoro comprende una trascrizione dei testi, un inventario dei singoli sermoni (e della loro trasmissione), un’analisi dei testi separati e la collazione. L’obiettivo è una descrizione dell’uso dei testi filosofici del XIV sec. nel contesto della spiritualità femminile del XV secolo. www.mitt-itn.eu/susanneklouth.htm l) Pseudo-Dionigi in volgare (M. Ehlert, Munich) Il progetto è basato su testi attribuiti a Dionigi l’Aeropagita e trasmessi in volgare olandese e tedesco. La ricerca consiste nell’analisi delle citazioni di Dionigi allo scopo di proporre un’antologia in volgare di questi testi trasmessi in Renania. Inoltre il progetto si propone di ricostruire i legami tra la ricezione in volgare e il suo modello latino contenuto nel Corpus Dionysiacum. www.mitt-itn.eu/myrthaehlert.htm

3. Progetti editoriali a) CPTMA (Corpus Philosophorum Teutomicorum Medii Aevi) Nel 1980 nell’officina di lavoro degli Opera omnia di Teodorico di Freiberg, nasce il C.P.T.M.A. a cui ben presto si unirono anche Ruedi Imbach (Università di Friburgo - Svizzera) e Burkhard Mojsisch (Unversità di Bochum), editore del primo volume dell’Opera omnia di Teodorico. Si trattò da subito di un progetto di grande respiro. Nato in Germania, ebbe sin dall’inizio una vocazione internazionale: all’edizione dei testi hanno infatti partecipato numerosi studiosi, come Alain de Libera, Tiziana Suarez Nani, Maria Pagnoni-Sturlese. Negli ultimi dieci anni il Corpus è infine diventato un progetto italiano di rilevanza nazionale (Fondi PRIN). Una vera e propria translatio studiorum, che ha spostato la sede del progetto da Bochum a Lecce, presso l’Università del Salento. Non è mutato però il programma editoriale del Corpus. Questo ambizioso progetto editoriale ha l’obiet-


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tivo di presentare in edizione critica gli scritti dei filosofi che operarono nella Germania medievale, e di rendere accessibili agli studiosi, attraverso una scelta di testi, i principali documenti filosofici prodotti in Germania dal 1245, anno di fondazione dello Studium dei domenicani a Colonia, al 1355, anno dell’ultimo albertista, Bertoldo di Moosburg. L’edizione di Teodorico di Freiberg fu ben presto affiancata dalle opere di cinque filosofi tedeschi del XIII-XIV secolo: Ulrico di Strasburgo, Giovanni Picardi di Lichtenberg, Enrico di Lubecca, Nicola di Strasburgo, Bertoldo di Moosburg. Sino ad ora sono stati pubblicati presso la casa editrice Meiner di Amburgo 41 volumi. Direzione del Progetto: Loris Sturlese, Kurt Flasch, Ruedi Imbach Collaboratori (2010-2012): Fiorella Retucci, Ubaldo Villani Lubelli, Alessandro Palazzo, Irene Zavattero, Sara Ciancioso. Volumi Pubblicati 2010-2012: - Heinrich von Lübeck, Quodlibet secundum Lateinisch. Herausgegeben von Ubaldo Villani-Lubelli. Corpus Philosophorum Teutonicorum Medii Aevi (CPTMA) 4,2. 2012. XIV, 180 Seiten. - Ulrich von Strassburg, De summo bono, liber IV, tractatus 2,8-14 Herausgegeben von Alessandro Palazzo. Corpus Philosophorum Teutonicorum Medii Aevi (CPTMA) 1,4 (2). 2012. XXIV, 135 Seiten. b) Meister Eckhart Opera omnia. Edizione critica delle opere latine. Dopo circa 16 anni dalla sua fondazione, la prestigiosa e importante Gesamtausgabe di Meister Eckhart, fondata ad Amburgo presso la casa editrice Meiner nel 1936, ha trovato la sua collocazione editoriale presso la Kohlhammer di Stoccarda e il suo centro di studi presso l’Università del Salento. Sono stati pubblicati tutti i documenti relativi alla vita e al processo di Meister Eckhart (Acta Echardiana, LW V,6 a cura di Loris Sturlese) e la Bibliotheca Echardiana Manuscripta I. Il progetto si è svolto nell’ambito del PRIN 1996 e FIRB 2010.


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Bibliotheca Echardiana Manuscripta (L. Sturlese, E. Rubino) Lo studio, pubblicato nell’Agosto 2012 dall’editore Kohlhammer (Stuttgart), è parte del più ampio progetto FIRB “BiMaPhiT – Bibliotheca Manuscripta Philosophorum Teutonicorum ac Nederlandicorum Medii Aevi. - Repertorio dei manoscritti delle opere filosofiche medievali ascrivibili ad autori di area germanica, fiamminga e neerlandese, con edizione critica di opere scelte”, autorizzato dal MIUR nel 2008. Il repertorio di recente edito rappresenta la prima parte di un catalogo analitico dei codici latini di Eckhart e contiene la descrizione dei primi quattro manoscritti in ordine alfabetico: Avignon, Bibliothèque-Mediathèque Municipale Ceccano, cod. 1071; Basel, Öffentliche Universitätsbibliothek, cod. B VI 16; Berlin, Staatsbibliothek zu Berlin - Preußischer Kulturbesitz, Ms. lat. qu. 724; Berlin, Staatsbibliothek zu Berlin - Preußischer Kulturbesitz, Ms. Magdeb. 166. La pubblicazione risponde ad un nuovo approccio ai materiali filologici, che va dalla raccolta dei dati alla loro analisi, all‘edizione storico critica commentata dei testi più significativi sotto un profilo storico-filosofico, e alla creazione di un nuovo modello di indici delle autorità dottrinali. Il volume intende così fornire non soltanto un elenco di dati, ma anche una chiave di lettura per interpretarli storicamente. Alla descrizione dei codici si accompagna infatti un‘indagine sulla storia, sui possessori, e sui testi non eckhartiani ma rilevanti ai fini di un‘indagine storico-filosofica, tramandati da questi testimoni manoscritti. In questo orizzonte si collocano l‘antologia dell‘Opus tripartitum, conservata a Basilea e scoperta da T. Kaeppeli, che viene pubblicata in questo volume a cura di Elisa Rubino, e il Memoriale di Nikolaus von Kues, edito qui per la prima volta da Loris Sturlese (ulteriori informazioni in merito al progetto sono disponibili al link: http://www.cetefil.it/ index.php?option=com_content&view=article&id=11&Itemid=118). Responsabile: Loris Sturlese Collaboratrice: Elisa Rubino


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c) Lectura Eckhardi Il progetto, giunto alla sua terza edizione e pubblicato presso la casa editrice Kohlhammer di Stoccarda, si prefigge di rendere accessibili ad un pubblico di non addetti ai lavori i risultati più recenti acquisiti dalla Eckhart-Philologie. In particolare intende offrire un commento rigoroso, ma di agevole accesso di alcune delle circa 120 prediche tedesche e delle 100 prediche latine di Meister Eckhart, ormai disponibili in edizione critica. Fino ad ora sono stati pubblicati tre volumi, per un totale di ventidue prediche tedesche e cinque sermoni latini interpretati e commentati da specialisti della filosofia eckhartiana: n. 1, n. 12, n. 16b, n. 17, n. 18, n. 19, n. 48, n. 52, n. 63, n. 71, n. 101 e il sermone latino n. IV (LE I); n. 1, n. 6, n. 10, n. 37, n. 72, n. 86 e i sermoni latini n. XXV e n. XXIV (LW II); n. n. 14, n. 39, n. 51, n. 77, n. 112 e i sermoni latini n. XVII e XLIX (LW III). È in corso di stampa la Lectura Eckhardi IV. Il progetto editoriale si svolge nell’ambito del PRIN (Progetto di rilevanza nazionale) con la collaborazione della Katholische Universität di Eichstätt. Responsabili: Loris Sturlese, Georg Steer, Dagmar Gottschall Collaboratrici: Nadia Bray, Elisa Rubino d) Durando di San Porciano, Edizione critica del Commento alle Sentenze. Il Commento alle Sentenze di Durando di San Porciano occupa una posizione di primo piano all’interno del dibattito filosofico e teologico dell’inizio del XIV secolo. L’opera è tramandata in tre redazioni distinte. La terza e ultima redazione è stata riprodotta più volte in edizioni cinquecentesche; le prime due redazioni sono sinora rimaste inedite. L’edizione critica della prima e seconda redazione del Commento alle Sentenze (articolata in 16 volumi) viene condotta nell’ambito di un progetto di ricerca internazionale tra il CETEFIL (Università del Salento) e il Thomas-Institut (Universität zu Köln), finanziato dalla DFG.


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Direttore del Progetto: Andreas Speer Collaboratori: Guy Guldentops, Thomas Jeschke, Gianfranco Pellegrino, Massimo Perrone, Fiorella Retucci Volumi pubblicati: Vol. II/1: dd. 1-5; 2012; ed. F: Retucci Vol. II/3: dd. 22-38: 2013: edd. M. Perrone e F. Retucci Vol. IV/1(1): dd. 1-7: 2013: edd. G. Pellegrino e G. Guldentops Vol. IV/4: dd. 43-50: 2012: ed. T. Jeschke Volumi in pubblicazione: Vol I/1: Prol. + dd. 1-3: 2013: ed. G. Guldentops Vol. II/2: dd. 6-21: 2013: edd. F. Retucci e T. Jeschke Vol. II/4: dd. 39-44: 2013: ed. M. Perrone Volumi in preparazione: Vol. IV/1(2): dd. 8-13: edd. F. Retucci e T. Jeschke Vol. IV/3: dd. 26-42: ed. P. Blazek Vol. I/2: dd. 4-17: ed. G. Guldentops Sito Internet: http://durandus.phil-fak.uni-koeln.de e) Studi sulle fonti di Meister Eckhart Il progetto affronta la questione delle fonti del pensiero ekhartiano sulla base di una documentazione sistematica ed esaustiva, che si basa su un indice complessivo ancora inedito, ma già disponibile delle opere latine e tedesche pubblicate nell’edizione storico-critica di Stoccarda. La ricerca intende presentare questi materiali in forma commentata, illustrando autore per autore ed opera per opera il tipo di testo utilizzato da Eckhart, la traduzione eventualmente usata, la corrispondente diffusione manoscritta e la loro disponibilità nei luoghi ove lavorò, il modo, la frequenza e la precisione della loro utilizzazione, la presenza di eventuali intermediari, e infine i risultati dell’esame comparativo delle citazioni nelle opere latine e in quelle tedesche. Fino ad ora sono stati pubblicati due volumi, che analizzano le fonti seguenti: Aristotele


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(De anima), Agostino (De Trinitate), Avicenna, Ps. Dionigi, Libro delle Cause, Proclo, Seneca (I volume, 2008); Aristotele (Metaphysica), Libro dei ventiquattro filosofi, Origene, Platone, Cicerone, Mosè Maimonide, Tommaso d’Aquino (II volume, 2013). Il progetto è stato portato a termine nel quadro dei lavori PRIN 2007 e 2009 Filosofia della scienza nel Medioevo. Curatore: Loris Sturlese Partecipanti: Alessandra Beccarisi, Nadia Bray, Fiorella Retucci, Gianfranco Pellegrino, Elisa Rubino, Alessandro Palazzo, Diana Di Segni, Chiara Paladini.

4. Dottorati in cotutela A) Thomas-Institut der Universität zu Köln Chiara Paladini (tutors: Loris Sturlese, Andreas Speer) La categoria della relazione nel pensiero di Meister Eckhart Il progetto si propone un duplice obiettivo: 1) presentare, attraverso l’analisi puntuale di tutti i luoghi dell’opera in cui compare il termine relatio, la dottrina della relazione di Meister Eckhart, ripercorrendone in questo modo tutte le fasi: a partire dagli anni delle prime Quaestiones parisienses e dei Sermones et Lectiones super Ecclesiastici; attraverso l’analisi del predicamentum relationis offerta in Expositio libri Exodi; e la ricostruzione della discussione con i contemporanei (Bonaventura, Enrico di Gand, Durando di San Porciano, Tommaso d’Aquino), testimoniata dalle Quaestiones del secondo magistero parigino di recente edizione; sino a giungere alle ultime formulazioni dell’Expositio s. evangelii sec. Iohannem. 2) Dimostrare, sulla base dei dati raccolti, la centralità del posto occupato dalla categoria della relazione tanto nell’ontologia quanto nella gnoseologia di Meister Eckhart.


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Diana Di Segni (tutors: Loris Sturlese, Andreas Speer) “Mosè Maimonide e il Medioevo latino” Il Dalālat al-hā’irīn, la Guida dei perplessi, la più nota delle opere filosofiche di Mosè Maimonide, conobbe diverse traduzioni; originariamente redatta in arabo tra il 1180 e il 1190, fu certamente completata nel 1191, per poi esser tradotta in ebraico, nel 1204, da Shmuel ibn Tibbon, con il titolo Moré nevuchim, mentre una seconda versione ebraica - meno fedele all’originale - fu composta dal poeta provenzale Jehuda al-Harizi. L’interesse per la Guida si diffuse presto anche in ambito latino e, nel corso del XIII secolo, una versione latina, dal titolo Dux neutrorum, iniziò a circolare; l’influenza del pensiero maimonideo fu assai ampia nel Medioevo cristiano, e vari autori, tra i quali Tommaso d’Aquino e Alberto Magno, lessero e citarono questa traduzione. In particolare, il filosofo ebreo segnò fortemente il pensiero di Eckhart. La critica discorda sulla data e il luogo di composizione dell’anonima traduzione, la cui origine è stata ricondotta talvolta alla corte dell’imperatore Federico II, talvolta al sud della Francia. L’edizione critica di tale testo, oggi conservato in tredici manoscritti, è l’oggetto della tesi di dottorato, in cotutela tra l’Università del Salento e la A.r.t.e.s. Forschungsschule dell’Universität zu Köln. Sara Ciancioso (tutors: Alessandra Beccarisi, Andreas Speer) Ulrico di Strasburgo, De summo bono VI 3 7-29 Il presente lavoro di ricerca riguarda l’edizione critica del VI libro, trattato III, capitoli 7-29 del De summo bono di Ulrico di Strasburgo e si inserisce nel progetto editoriale del Corpus Philosophorum Teutonicorum Medii Aevi (CPTMA, Meiner Verlag, Hamburg finanziato dal MIUR come Progetto di Interesse Nazionale). L’edizione critica della summa, ormai quasi completamente conclusa, consente di tracciare un profilo sempre più preciso di Ulrico. Diversamente dalle prime interpretazioni del pensiero ulriciano, che enfatizzavano una dipendenza di Ulrico dal suo maestro Alberto, recenti


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studi (in particolare: Beccarisi, La scientia divina dei filosofi nel De summo bono di Ulrico di Strasburgo, in: Rivista di Storia della filosofia, 61 (2006); Zavattero, I principi costitutivi delle virtù nel De Summo Bono di Ulrico di Strasburgo, in: Per perscrutationem philosophicam, Meiner, Hamburg 2008; Palazzo, Ulricus de Argentina … theologus, philosophus, ymmo et iurista, in: Freiburger Zeitschrift für Philosophie und Theologie, v. 55, 2 (2008)) hanno dimostrato alcuni tratti originali del suo pensiero, che hanno influenzato anche Teodorico di Freiberg (Beccarisi, edizione De summo bono II, 5-6, Introduzione). In particolare l’edizione del terzo trattato (capp. 7-29) del VI libro, l’analisi dettagliata delle fonti e gli studi critici relativi permetteranno di ricostruire la riflessione morale di Ulrico, con particolare riguardo all’esame di alcune delle virtù etiche e dei vizi ad esse opposti. B) Seminar für Renaissance und Geistesgeschichte (München) Myrtha Ehlert (tutors: Thomas Ricklin, Loris Sturlese) La ricezione della Vita Nuova di Dante a Firenze fino alla prima edizione L’utilizzo del metodo della Rezeptionsgeschichte nell’ambito della storia della filosofia è in questo caso di particolare interesse, in quanto si applica a un testo letterario in volgare che attraverso la relazione tra autore e lettore si inserisce in un contesto filosofico. Lo studio sulla ricezione della Vita Nuova prende inizio da un’analisi del testo dantesco e approfondisce i concetti di testualità, scrittura e lettura, di commento e trasmissione, temi che Dante discute soprattutto nel prologo e nei capitoli V, VII e XVI. In una seconda parte il progetto prende in considerazione, sulla base di un esame dettagliato dei 40 manoscritti conservati nelle biblioteche fiorentine, la ricezione della Vita Nuova a Firenze, tenendo conto anche della tradizione di trasmissione più antica nei quattro manoscritti trecenteschi che non si trovano a Firenze (Vaticano Chigi L, VIII, 305; Vaticano Chigi, L, V, 176; Biblioteca Capitolare di Toledo ms 104,5, Biblioteca Capitolare di Verona ms 445). Questa ricerca permette di correggere la tesi


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secondo cui vi fu uno scarso interesse per la Vita Nuova nel Quattroe Cinquecento e offre un importante contributo allo studio della ricezione delle cosiddette opere minori di Dante. C) Universidad Nacional de San Martìn, Escuela de Humanidades (Buenos Aires) Gustavo Fernández Walker (tutors: Alessandra Beccarisi, Silvia Magnavacca) I ‘nuovi linguaggi di analisi’ tra Oxford e Parigi: il caso della Quaestio di Nicola di Autrecourt La caratteristica più notevole della Quaestio di Nicola di Autrecourt è l’utilizzazione dei ‹nuovi linguaggi di analisi› tipici dell›Università di Oxford. Questi ‹nuovi linguaggi› (riprendendo la nomenclatura di J. Murdoch) sono i nuovi strumenti logici applicati dai maestri di Oxford all›analisi della filosofia naturale e la teologia. Strumenti che, sebbene abbiano avuto la loro origine a Oxford, sono stati ripresi poco dopo dalle università continentali, e particolarmente all’interno dell’Università di Parigi. Proprio l’utilizzazione dei nuovi metodi di analisi permette di parlare, a partire dal 1340, di una “Scuola di Parigi”, grazie ai lavori di Giovanni Buridano, Marsilio de Inghen, Alberto di Sassonia e Nicola Oresme. Il 1340 è, infatti, il terminus ante quem per il testo ultricuriano, in quanto è l›anno in cui Nicola si appella al Papa ad Avignone, per un processo che si concluderà con la sua condanna. Questo significa che i nuovi linguaggi di analisi erano già utilizzati a Parigi prima della Scuola di Buridano, e che la Quaestio di Nicola di Autrecourt costituisce un documento importante della trasmissione dei linguaggi da Oxford a Parigi. In questo senso, la Quaestio è di grande interesse per uno studio di questa trasmissione. Il lavoro si propone due obiettivi: 1) analizzare come i nuovi linguaggi di analisi vengono utilizzati nella  Quaestio  ultricuriana, 2) valutare quanto la loro utilizzazione sia debitrice dei trattati oxoniensi sui limiti:  de primo et ultimo instanti,  de maximo et minimo,  de latitudinis formarum, etc. L’interesse di questo lavoro è, così, duplice: in


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primo luogo, per arrivare a una più complessa valutazione della figura di Nicola di Autrecourt. L’analisi della  Quaestio  permette, inoltre, di aggiungere nuovi elementi allo studio dei rapporti tra Oxford e Parigi, particolarmente riguardo ai nuovi linguaggi sui limiti. Marcela Borelli (tutors: Silvia Magnavacca, Alessandra Beccarisi) Esegesi delle glosse petrarchesche ai manoscritti d’Agostino L’obiettivo del presente progetto consiste nello studiare l’influenza del pensiero agostiniano nelle opere di Petrarca. Dalla metà del secolo scorso questa relazione é stata studiata dalla prospettiva delle opere di Petrarca e quasi sempre sotto una problematica particolare. Negli ultimi anni, però, si é cominciato a fare più attenzione ad un altro aspetto: quello del Petrarca lettore e postillatore dei manoscritti agostiniani. La nostra proposta é quella di esplorare questa relazione partendo dal punto di vista del Petrarca lettore delle opere agostiniane attraverso lo studio delle glosse, graffe, e segni posati nei margini dei codici. Il progetto, dunque, consiste in primo luogo, nell’edizione delle glosse autografe ai manoscritti Bibliothéque Nationale de Paris, Latin 2103; Par. Lat. 2201; Par. Lat. 19891 e 1989 2; Par. Lat. 1994 e Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat., 458, tutti contenenti opere di Agostino. Alcune delle glosse di questi manoscritti sono stati editate (il Lat., 2201) e altre soltanto in parte. Queste glosse verrano esaminate in profondità al fine di poter valutare la sua importanza entro il contesto dell’opera petrarchesca in prosa, e determinare, dal punto di vista del Petrarca lettore degli scritti agostiniani, la sua influenza e i temi che furono d’interesse per il poeta. Attraverso questo studio, vedremo come questioni teologiche riguardo la grazia di Dio, il libero arbitrio e la prescienza divina, ecc., anche se non appaiono nelle sue opere, sono state di interesse per il poeta, oppure come certi passi sono fonti di citazioni velate o indirette, e la cui influenza è indiscutibile.


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Mercedes Ruvituso (tutors: Leiser Madanes, Alessandra Beccarisi) La teoria dell’immagine nell’opera di Giorgio Agamben. Fra estetica e politica Il concetto d’immagine, in diversi modi, percorre tutta la produzione filosofica di Giorgio Agamben, in rapporto a quattro temi fondamentali del suo pensiero: l’opera d’arte e la critica dell’estetica, la sua concezione del linguaggio, l’analisi delle forme della politica contemporanea e, infine, la sua ontologia politica. Seguendo ognuna di queste linee, l’ipotesi centrale di questo progetto è che il concetto d’immagine d’Agamben –che si definisce, a volte, come una “tensione dialettica”, una “dualità irriducibile” e anche come una “polarità antinomica”– deve essere inteso nei termini di un “dispositivo” politico (riprendendo qui il concetto metodologico di dispositivo che lo stesso Agamben utilizza nei suoi scritti, reinterpretando certamente il concetto foucaultiano). Tenendo conto, dunque, che il concetto d’immagine nell’opera di Agamben non è stato oggetto di nessuno studio sistematico, a partire di questa ipotesi il progetto si propone: 1) identificare la bipolarità del concetto in tutti i suoi aspetti e spiegare la sua diversità di usi e contesti d’uso in maniera sistematica, ovvero come un vero concetto tecnico, 2) precisare il rapporto fra questo concetto e i suoi autori e tendenze di riferimento, tanto nella filosofia medievale (l’averroismo latino) come nei pensatori contemporanei (Aby Warburg, Walter Benjamin e Furio Jesi), 3) mostrare l’esistenza di una propria e singolare “teoria dell’immagine” nel pensiero dell’autore e infine, mettere in luce il rapporto fra la dimensioni estetica e quella politica nel suo pensiero.


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Pubblicazioni patrocinate dal centro Beccarisi A., Eckhart, Roma, Carocci (coll. Pensatori), 2012, 240 p. Gottschall D., Das Geistbuch. Ein Traktat zur Vollkommenheit aus dem Umkreis Meister Eckharts, Leiden, Brill (Studies in the History of Christian Traditions, 160), 2012. 214 p. Hackett J. M. (Ed.), A companion to Meister Eckhart, Leiden, Brill 2012. Con contributi di A. Beccarisi, N. Bray, D. Gottschall, A. Palazzo, F. Retucci, E. Rubino, L. Sturlese. Musco A., Compagno C., D’Agostino S., Musotto G. (a cura), Atti del xii Congresso Internazionale di Filosofia Medievale S.I.E.P.M., Palermo, 17-22 settembre 2007, a cura dell’Officina di Studi Medievali, Palermo 2012. Con contributi di L. Sturlese, I. Zavattero, G. Pellegrino, A. Beccarisi, F. Retucci, E. Rubino, N. Bray, A. Palazzo, U. Villani-Lubelli. Palazzo A. (Ed.), Ulrich von Strassburg, De summo bono: liber 4, tractatus 2,8-2,14, Hamburg, Felix Meiner Verlag, 2012 (Corpus Philosophorum Teutonicorum Medii Aevi; I,4[2]). - Id., “Refuga legis ac Christi hostis e subtilis Commentator: Averroè nelle opere di Dionigi il Certosino”, in Viator, 43 Multilingual (2012), 241-27. Retucci F. (Ed.), Durandi de S. Porciano Scriptum Super IV libros Sententiarum. Dist. 1-5 Libri Secundi, ed. F. Retucci, Leuven, Peeters Publishers 2012, ISBN: 978-90-429-2633-2. Sturlese L., Rubino E., Bibliotheca Eckhardiana Manuscripta. Studien zu den lateinischen Handschriften der Werke Meister Eckharts. Teilband 1: Avignon – Berlin. Mit der Edition des Compendium Basileense Operis Tripartiti, Stuttgart, Kohlhammer (Untersuchungen 3) 2012, VIII, 256 p. Sturlese L. (a cura), Studi sulle fonti di Meister Eckhart, II: Aristoteles, Metaphysica. Cicero, Opera. Liber XXIV philosophorum. Moses Maimonides, Dux neutrorum. Origenes, Opera. Plato, Timaeus.


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Thomas Aquinas, Opera. Con contributi di A. Beccarisi, N. Bray, D. Di Segni, C. Paladini, A. Palazzo, F. Retucci, E. Rubino . Fribourg, Academic Press 2013 (Dokimion 37) Villani-Lubelli U. (Ed.), Heinrich von Lübeck, Quodlibet secundum.  Corpus Philosophorum Teutonicorum Medii Aevi (CPTMA) 4,2., Hamburg, Felix Meiner  2012. XIV. Zavattero I., “Bonum beatitudinis:felicità e beatitudine nel De summo bono di Ulrico di Strasburgo”, Memorie domenicane (2012). 


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Membri del centro Direttore Loris Sturlese Coordinatrice Alessandra Beccarisi Ricercatori Nadia Bray, Alessandro Palazzo, Fiorella Retucci Assegnisti di ricerca Irene Zavattero, Elisa Rubino Dottorandi di ricerca - in cotutela con l’Universität zu Köln: Chiara Paladini, Diani Di Segni, Sara Ciancioso - in cotutela con la Ludwig-Maximilian Universität: Myrtha Ehlert - in cotutela con l’Univerisidad Nacional de General San Martìn: Gustavo Fernàndez Walker, Marcela Borelli, Marìa Mercedes Ruvituso Borsiste Marie Curie (MITT) Myrtha Ehlert, Susanne Klouth Affiliati Sabina Tuzzo, Antonella Sannino, Massimo Perrone, Alessandra Saccon

CETEFIL REPORT 2012  

Report delle attività del Centro per l'Edizione di testi filosofici medievali e rinascimentali per l'anno 2012

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