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Aprile ‘08 anno II, N. 3

Gazzetta di Baruccana Altopiano, Meredo, Seveso centro, S. Pietro e dintorni La Gazzetta amplia il suo progetto e l’informazione diventa grande La “Gazzetta di Baruccana” amplia i suoi confini coinvolgendo tutto il territorio comunale. La calorosa accoglienza con la quale sono stati accolti i primi due numeri ha funto da nido per la crescita del nostro progetto. Nata come iniziativa di pochi, il periodico è maturato ed ha coinvolto molti giovani residenti in diverse località del nostro Comune. E’ stato istituito un vero e proprio comitato di redazione che rappresenta il cuore pulsante di questo nuovo e interessante progetto di informazione e cultura. D’ora in poi il nostro giornale si presenterà a voi Lettori con una nuova veste grafica: sarà dedicata una pagina intera ad ogni quartiere, mentre le rubriche designeranno il luogo dove approfondire alcuni aspetti storici, culinari e naturalistici del nostro paese. Esposti come in vetrina, nella vecchia bottega chiamata Seveso, i nostri articoli sono orgogliosamente poggiati su carta riciclata. Questo perché abbiamo ancora vivo il ricordo dei boschi che circondavano un tempo le nostre case e vogliamo dunque nel nostro piccolo rispettare la natura. Nata spontaneamente, questa esperienza giornalistica vorrebbe proporsi come una soli-

da e buona abitudine della realtà cittadina: le uscite avranno per questo motivo scadenza trimestrale. La speranza è quella di poter coinvolgere ulteriori giovani promesse della carta stampata residenti in città per creare un gruppo redazionale vincente e produttivo. Collocandoci in un’ottica di salvaguardia del nostro paese, proveremo a far affiorare la cultura che è depositata in questa terra apparentemente priva di storia, senza tuttavia tralasciare l’attualità. La Gazzetta rappresenterà quindi il collante che unisce i quartieri storici di Seveso: Baruccana, Meredo, Altopiano, San Pietro e Seveso centro. Il comitato di redazione ha deciso tuttavia di lasciare invariato il nome della testata. L’idea del periodico è stata concepita proprio tra le vie di Baruccana e qui si è concretizzata: ora spetta a tutti Voi cogliere il nostro invito ad una lettura partecipata. Per questo numero sono state stampate 3.000 copie che saranno distribuite gratuitamente e a mano. Si porge un particolare ringraziamento agli sponsor che ci hanno aiutato nelle spese di stampa e di registrazione. Giorgio Garofalo

DA PUNTI DI VISTA DIFFERENTI Vedere il mondo dal un altro punto di vista, seduto in carrozzina, oppure soltanto sentirlo, percepirlo. Abbiamo chiesto ai protagonisti di questa difficle realtà quali ostacoli ogni giorno un concittadino diversamente abile debba superare per raggiungere il supermercato in centro città, prendere un treno in stazione, incontrare gli amici al bar, vivere dignitosamente. Serodine a pag.3

GLI ARGOMENTI DE GREGORI PER “SEVESO SUONA” Pag. 2 MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE Pag . 4 CALENDIMAGGIO Pag. 5 ALTOPIANO: NUOVO SAGRATO PER LA CHIESA Pag. 6 SEVESO. IMMAGINI E MEMORIE DAL 1800 Pag. 8 SPAZIO POETICO Pag.8

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Baruccana e Meredo Grandi novità per la parrocchia di Baruccana Agli inizi di febbraio è stato benedetto ed inaugurato il nuovo organo nella chiesa San Clemente. Molti sono stati i fedeli riunitisi per assistere all’evento: per l’occasione infatti, si sono esibiti la corale “Beata Vergine Immacolata” e la “Cappella Musicale” del Duomo di Milano. Un concerto meraviglioso che ha lasciato più che soddisfatti tutti i presenti e anche il nostro parroco, don Carlo Branca, che con questo avvenimento ha potuto festeggiare i suoi cinquant’anni di sacerdozio, diciotto dei quali passati alla guida spirituale della nostra comunità. Lo strumento è stato realizzato dalla “Fabbrica d’organi da Chiesa” del signor Francesco Castegnaro mediante un lavoro accurato che ha richiesto un periodo di circa due anni per la sua realizzazione: ne è derivato un risultato straordinario, che va ad abbellire ulteriormente la Chiesa di San Clemente. Il nuovo organo, a trasmissione elettrica, è fornito da due tastiere e una pedaliera. La consolle è posta di fianco all’altare, da dove, attraverso un cavo a fibre ottiche, il suono passa e arriva all’organo. Il corpo centrale è situato sopra il portone centrale. Spettacolare l’effetto dato dalle canne della tromba posizionate orizzontalmente sulla destra e sulla sinistra. Non solo pregi esteti-

ci e tecnici, dunque: l’organo si presenta come una vera e propria macchina sonora molto elaborata. La possibilità di portare a termine questo progetto è stato garantito anche dalle offerte raccolte da tutta la comunità e dalla partecipazione attiva al lavoro di costruzione da parte di Monsignor Gianluigi Rusconi, figura importante nel mondo ecclesiastico. Laureato in Discipline della Musica presso l’Università di Bologna, è ora attualmente impegnato nel ruolo di preside presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra di Milano. Per la chiesa di S. Clemente, che si colora di nuovo non solo al suo interno ma anche al di fuori, le novità non sono finite: sono infatti quasi terminati i lavori per il nuovo oratorio che erano iniziati a metà del 2007, e che, nelle speranze di don Carlo, dovrebbe essere inaugurato entro giugno. Stando al progetto realizzato dall’architetto Vittorio Gregotti, il nuovo centro sarà molto più spazioso e moderno e comprenderà, oltre all’oratorio, anche una sala polifunzionale destinata all’accoglienza di circa trecento spettatori ed una palestra per cento persone, aule per la catechesi, campi da calcio e da pallavolo. Melissa Ceccon

Palazzetto di Baruccana, saba- De Gregori in concerto un esplosione di voci rimto 5 Aprile 2008, ore 21.00. bomba da una parte all’altra Luogo, data ed ora da ricordare per tutti delle pareti. Eccolo: il “principe” della gli appassionati della musica d’autore canzone d’autore compare con tutto il suo italiana. Privilegio per pochi paesi, charme in abito nero, con cappello ed ocquello di ospitare Francesco De Gregochiali. Inizia il concerto. De Gregori imri, il “principe” dei cantautori che ha provvisa i suoi stessi testi, proponendo al fatto sognare generazioni di giovani, ora pubblico canzoni recenti, ma anche testi adulti, e che continua con i suoi testi e lontani, e forse, più vicini ai cuori della le sue canzoni a far palpitare i cuori delplatea che scalpita di fronte a “La ballata l e n u o ve ge n e r a zi o n i . G r a zi e dell’uomo ragno”, “Generale” o “La leva a l l ’ i n i zi a t i va “ S e ve s o s u o n a ” , calcistica della classe’68”. La serata ragl’Associazione Sportiva Briantea ’84 in collabo- giunge l’apice con canzoni indimenticabili come razione con la radio Lifegate (105.1 FM), ha de- “La donna cannone”, “Rimmel” , “Buonanotte ciso di regalarci una serie di quattro serate, tutte fiorellino” e tutti rimangono incantati dalla munel mese di Aprile 2008, all’insegna della musi- sica e dall’anima dell’artista. A fine concerto, il ca, cui partecipano artisti noti accanto a giovani pubblico ubriaco di suoni lascia il palazzetto feemergenti. Così, Francesco De Gregori ha river- lici di aver visto “lo strano effetto che fa” di sato una platea di persone sulle scalinate del Pa- fronte al segreto de “La valigia dell’attore”. Per lazzetto di Baruccana: tutti per lui, nell’attesa di alcuni rimane un po’ di delusione perché De vederlo e di ascoltare le sue canzoni. Luccichio Gregori non esegue alcune canzoni note come di occhi attendono l’inizio del suono. Bellissimo “Viva l’Italia”, “Plablo” o “Alice che guarda i palco, sistemato all’estremità del campo, tutto gatti, ma i gatti guardano nel sole”…e sarebbe il ricoperto di fari e tendaggi. D’un tratto le luci si caso di dire che questo il cantautore non lo sa. spengono, il palco s’illumina d’arancio e blu, ed Maria Luisa Mazza

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Baruccana e Meredo Dentro e fuori: la casa alloggio All’ombra di un albero, proprio sull’angolo di via Meredo, al numero 39, si trova la casa alloggio per malati terminali di AIDS. Fuori, tutto procede nella quotidianità: un uomo intento a sistemare le foglie del suo giardino, dei bambini giocano tranquilli nel cortile, delle donne passeggiano chiacchierando per la strada. Nessuna targhetta al cancello dice dove sto andando, solo un’etichetta sbiadita, ormai quasi indecifrabile, rimane vicina al citofono. All’interno, mi accoglie la responsabile, Elisabet Cendra. Tutto fa pensare ad una casa qualsiasi: camere illuminate dal sole, letti da sistemare, persone che parlano in salotto, ogni tanto si sente qualcuno che ride. La responsabile mi fa accomodare in un piccolo studio: tutto ha un’aria molto famigliare. Qui, scopro che quella casa ha una lunga storia alle spalle: prima del 1994 era gestita da una famiglia di Baruccana che ospitava bambini in affido. In seguito, la struttura è stata donata alla fondazione “Maddalena Grassi”, iniziando un percorso con i malati di AIDS. Attualmente, la casa accoglie dodici ospiti, due dei quali sono diurni, con un età media compresa tra i 38 e gli 82 anni. Oltre alla malattia, molti di Rubrica naturalistica

loro devono fare i conti con problemi psichiatrici e relazionali. La loro giornata è scandita da regole ben precise: dall’assegnazione dei compiti per la pulizia della casa, all’organizzazione ed alla gestione degli oggetti personali. Ogni ospite ha un progetto individuale ed è seguito da uno staff di esperti, che comprendono: due educatori, due infermieri, un assistente sociale, un fisioterapista, un infettivologo, cinque OSS (operatori socio-sanitari), uno psichiatra, uno psicologo e la responsabile. Il lavoro che viene fatto tocca due piani complementari: da un lato, si hanno le cure mediche e le terapie da seguire, dall’altro, si lavora sul rapporto con la malattia che in questo caso, è spesso associata alla morte, cercando di mandare avanti un progetto di vita. Uscendo, chiudo la porta alle mie spalle, e mi accorgo, che quella soglia diviene un confine tra la speranza e la resa, tra la vita e la morte: dentro, la vita procede lenta, parallelamente, fuori, il mondo corre e si affretta. Casa in mezzo ad altre case, persone in mezzo ad altre persone, dentrofuori, cercano di rimanere in bilico, come gli acrobati del circo per non cadere. Maria luisa Mazza

Un tempo era il paese delle robinie poli penduli definiti dai botanici con il nome di racemi. Come in tutte le leguminose, i frutti sono costituiti da baccelli con sembianze simili a quelli dei fagioli, ma più scuri e schiacciati, che rimangono sull’albero fino a fine inverno. Importata in Europa all’inizio del Seicento dagli Stati Uniti orientali per mano di J. Robin, curatore dell’orto botanico del re di Francia, come pianta ornamentale data la sua bella fioritura, la robinia si è in seguito talmente ambientata da assumere talvolta caratteristiche di infestante. Questo fatto viene favorito dall’accrescimento molto veloce, ragione per cui viene spesso preferita da agricoltori e forestali. La sua riproduzione inoltre avviene sia per seme sia per mezzo di stoloni (radici sotterranee), altro fattore che avvantaggia spontaneamente la sua diffusione a danno di specie arboree naturali, ma non basta a proteggerla dal sopravanzare del cemento. Marco Berto

Cresceva copiosamente ai bordi delle strade e sulle rive dei sentieri, nei fazzoletti di terra incolta e nei ruderi delle vecchie abitazioni abbandonate. Si raggruppava in lunghe e strette strisce di boscaglia, che specie d’estate, erano difficilmente penetrabili con lo sguardo:c’era una volta a Baruccana la robinia pseudoacacia. Questa pianta, oggi presente solo a tracce nel nostro paese, appartiene alla famiglia botanica delle leguminose, ed è facilmente riconoscibile osservandone la chioma globosa di colore verde scuro, composta da piccole foglioline ovali lunghe qualche centimetro. Il tronco, che può raggiungere un altezza di 25 metri, ha portamento eretto, largamente ramificato con rami sinuosi e rametti fortemente spinosi; la corteccia grigiobrunastra è variamente solcata, formando il disegno di una rete a maglie molto allungate. Inconfondibile è anche la sua fioritura, visibile da maggio a giugno, composta da piccoli fiori bianchi a forma di goccia, raggruppati in densi grap-

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Seveso centro Dalla prima:

per agevolare gli spostamenti in città del loro genitore. “Sfortunatamente il manto stradale del nostro paese versa in condizioni pessime, non esistono percorsi pedonali sicuri e continuativi, alcuni marciapiedi sono pericolosamente alti per chi deve fare affidamento solo sulle ruote di una carrozzina – ha poi concluso – mi chiedo come mai i negozi delle città italiane debbano avere accessi e servizi per disabili quando proprio i disabili non possono avere il piacere di raggiungere in sicurezza il cuore della città”. Daniela Serodine

Vivere la città da punti di vista differenti “Le difficoltà di un disabile”

Vedere il mondo da un altro punto di vista seduto in carrozzina oppure soltanto sentirlo, percepirlo. Abbiamo chiesto ai protagonisti di questa difficile realtà quali ostacoli ogni giorno un concittadino diversamente abile debba superare per raggiungere il supermercato in centro città, prendere un treno in stazione, incontrare gli amici al bar, vivere dignitosamente. Ha voluto raccontarci il senso di questa vita una giovane concittadina, studentessa venticinquenne che ha scelto di rimanere anonima, la quale vive da tempo il dramma di un familiare fragile: il padre in seguito ad un ictus è costretto a vivere su una carrozzina da ormai qualche anno. “La malattia di mio padre è capitata come un fulmine a ciel sereno – ci ha raccontato la giovane ragazza – all’inizio abbiamo vissuto momenti di vero sconforto: non sapevamo a chi rivolgerci per ottenere l’attrezzatura medica adeguata ad accudire mio padre una volta dimesso dall’ospedale; inoltre il servizio per il trasporto disabili necessario per trasportare mio padre dalla nostra abitazione allo studio medico spesso non era sempre disponibile: fortunatamente in un momento così difficile abbiamo trovato l’aiuto della “Croce bianca” di Cesano Maderno che ci ha letteralmente preso per mano e accompagnato lungo una strada apparentemente buia e avversa”. Con il tempo le condizioni di salute del nostro concittadino sono migliorate: “Ognuno di noi in casa ha il proprio ruolo e la nostra vita è radicalmente cambiata – ha poi aggiunto la studentessa – tuttavia oggi possiamo dire che il peggio è passato: oggi mio padre manifesta la voglia di uscire, di ritrovare almeno in parte l’autonomia che spetta ad ogni essere vivente”. Proprio per questo motivo i figli hanno deciso di acquistare una carrozzina elettrica molto costosa

INFORMAZIONI UTILI Siete in difficoltà? Non sapete a chi chiedere un passaggio per andare a fare esami di routine? Oppure avete la sfortuna di dovervi sottoporre a delle cure che richiedono costanza e non avete un mezzo di trasporto adatto per spostarvi da città a città? Chiedete aiuto allo sportello “Servizi sociali” del nostro comune che è situato al primo piano del centro polifunzionale di via Redipuglia. Qui, alcuni addetti vi daranno tutte le informazioni necessarie per diventare “clienti” della associazione “Anteas” e della “Croce Bianca” di Largo Donatori del sangue. Questi due enti locali offrono infatti un servizio

molto utile: trasportano gratuitamente cittadini giovani e meno giovani, disabili o con problemi di salute dalla loro residenza al centro di cura. “Per usufruire di tale servizio è necessario rivolgersi al personale dell’ufficio “Servizi sociali”: loro stabiliranno chi ha i requisiti per poter godere di questo servizio – ci ha raccontato Egidio Cavalieri, fondatore della società “Anteas” e oggi volontario della “Croce Bianca” – gli over sessantacinquenni che devono fare esami medici invece possono chiamare direttamente l’ufficio “Anteas” e fissare direttamente con la segretaria un appuntamento”.

L’italiano non dimentica e per la sessantatreesi- sindaco nei pressi del monumento dedicato ai ma volta festeggerà la fine dell’occupazione te- caduti di Piazza IV Novembre e infine con la desca e della guerra civile. Per ricordaposa della corona d’alloro nel cimite25 APRILE re gli sforzi fatti da coloro che contriro comunale. La seconda guerra mon63° anniversario buirono a riportare il nostro Paese alla diale, conflitto cominciato nel 1939 democrazia, come ogni anno, durante della liberazione con l’invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche e che in breve la mattinata del 25 aprile si svolgerà il corteo per le vie cittadine con partenza alle 8.45 tempo coinvolse oltre all’Italia, Gran Bretagna, dai giardini pubblici di via Salvo D’acquisto a Francia, Unione Sovietica, Giappone, Stati Uniti Baruccana e successivo omaggio alla lapide dei e numerosi altri paesi europei e non, terminò nel caduti di Piazza Italia; le celebrazioni continue- 1945 con la resa della Germania e dell’Impero ranno poi in centro città con la Santa Messa delle Giapponese, causando circa 50 milioni di morti, ore 10 in chiesa prepositurale, con il discorso del per oltre due terzi civili. Valentina Giordano

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S.Pietro CALENDIMAGGIO S.Pietro saluta l’arrivo della primavera Domenica 4 e lunedì 5 maggio avrà luogo, come di consueto, la sagra di Calendimaggio che animerà la frazione di S. Pietro con bancarelle, prodotti artigianali e parchi di divertimento. Questa festa antichissima, che ricorre anche in molte altre località italiane, si tiene ogni anno per festeggiare l’arrivo della bella stagione, e prende il nome proprio dal periodo nel quale si svolge, ovvero l’inizio del mese di maggio. In particolare, nel caso di S. Pietro, la fiera e tutti gli eventi che seguiranno, organizzati dal Maggio Sampietrino, sono celebrati in onore di San Pietro Martire, dal quale l’omonima frazione ha preso il nome. Il Santo, conosciuto anche come Fra Pietro da Verona, nacque intorno al 1205 da una famiglia di catari, movimento eretico condannato dalla Chiesa Cattolica. Contravvenendo all’educazione anti-cattolica Rubrica storica

ricevuta, Pietro, una volta terminati gli studi all’Università di Bologna entrò a far parte dei frati Domenicani ed iniziò a predicare contro le eresie che si stavano diffondendo in Europa, soprattutto contro quella catara, di cui aveva per ovvie ragioni un’approfondita conoscenza. Proprio per questi motivi, Papa Innocenzo IV lo scelse come Inquisitore Generale del Sant'Uffizio di Milano e Como, confidando nella sua esperienza in materia e nella sua abilità e intelligenza nel predicare. Nel 1252, Pietro venne assassinato mentre si recava a piedi, assieme a tre confratelli, da Como, dove avevano festeggiato la Pasqua, a Milano; l’agguato li sorprese nel fitto bosco di Farga, nei pressi di Seveso ed il coltello con il quale il Santo fu ucciso è conservato nel Santuario a lui dedicato, nell’omonima frazione. Valentina Giordano

La Cascina di Farga nei secoli

Oggigiorno ridotta allo stato di un modesto gruppo di case raggruppate intorno ad una corte rettangolare, cascina Farga sorge in una zona periferica di Seveso, all’incrocio tra via Brennero e via Leoncavallo, in prossimità del confine coi limitrofi comuni di Barlassina e di Meda. L’attuale stato di conservazione della cascina non sembra a prima vista offrire spunti di particolare interesse per coloro che, attratti magari dall’aspetto vetusto degli edifici, volessero soffermarsi ad osservarla più da vicino: nessun cartello segnala infatti all’ignaro passante l’interesse storico della struttura. Eppure, forse non tutti sanno che la cascina di Farga, sorta sopra i resti di un’antica necropoli di epoca galloromana, fu in realtà nel corso dei secoli medievali un piccolo castello attorno al quale si sviluppò un centro abitato di una certa consistenza, e che i suoi abitanti, soggetti per secoli alla signoria del vicino monastero benedettino di San Vittore di Meda, principale feudatario della zona, seppero strappare a questo piccoli spazi di autonomia fino al punto di organizzarsi a partire dalla fine

del XII secolo nelle forme di un comune rurale. Un ente, quest’ultimo, dotato di propri consoli, ufficiali e tesorieri, in grado di esercitare funzioni amministrative e compiti di polizia su di una area all’epoca piuttosto ampia che dalle Groane si estendeva fino al Meredo, comprendendo al suo interno perfino gli abitati di Barlassina e, almeno nel XIII secolo, di San Pietro, centri oggi dotati di ben altra importanza demica. Sopravvissuto tra alterne fortune alle vicissitudini della prima età moderna, il ‘luogo’ di Farga, come viene definito nei documenti d’archivio, finì tuttavia col perdere d’importanza allorquando, in occasione della redazione del Catasto Teresiano del 1721, venne smembrato su ordine del governo austriaco e tra le proteste della comunità locale e delle monache di San Vittore (ancora in quel secolo detentrici di poteri signorili): da allora la cascina, persa la limitata autonomia di cui aveva goduto fino a quel momento, entrò definitivamente a far parte del territorio comunale di Seveso per non uscirne mai più. Timothy Salemme

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Altopiano Restling al quartiere Altopiano “Al via la costruzione al sagrato per la chiesa di Altopiano” Al quartiere Altopiano si stanno facendo grandi lavori per la comunità religiosa: l'amministrazione comunale ha deciso di concedere la costruzione del sagrato della chiesa parrocchiale, che prima si affacciava direttamente sulla strada, mettendo a rischio anche la sicurezza dei fedeli. I lavori per la realizzazione del sagrato tuttavia implicano qualche problema a livello architettonico, poiché per costruirlo è necessario rubare spazio al parcheggio di fronte alla chiesa con la conseguente diminuzione dei posti auto. Questa mancanza costituiva una complicazione, dal momento che il parcheggio in questione non serve solamente la parrocchia (chiesa e annesso oratorio) ma anche le numerose attività commerciali circostanti. Una volta che in comune ci si è resi conto della situazione si è iniziato immediatamente e cercare una soluzione al problema. Ebbene, l' espediente trovato è stato quello di eliminare il giardinetto situato accanto al parcheggio per poter recuperare lo spazio perso con il sagrato e creare nuovi posti auto, sacrificando però numerosi alberi e il divertimento dei bambini che vi si recavano per giocare un po' all'aria aperta. Certo un sagrato per la chiesa di Altopiano era indubbiamente necessario, ma era possibile

costruirlo senza dover radere al suolo i suoi giardinetti. È giunta un' interessante proposta da parte di un abitante del quartiere da sempre impegnato nella difesa dell'ambiente: il cittadino lancia l'idea di sostituire gli attuali parcheggi che hanno una disposizione classica, un veicolo di fianco all'altro, con quelli a spina di pesce, che avrebbero consentito un notevole risparmio di spazio e un conseguente recupero di posti auto, senza dover abbattere perciò i giardinetti. Si sarebbe avuto il sagrato della chiesa e il suo parcheggio senza danni per nessuno. Purtroppo la proposta è arrivata troppo tardi, quando i lavori erano già iniziati e non vi si poteva più porre rimedio, altrimenti sarebbe stato interessante esporre l'idea all'amministrazione per ascoltare il loro pensiero. Sicuramente il parroco è molto felice di aver finalmente ottenuto il sagrato, così da non doversi più preoccupare dei bambini che corrono fuori dalla chiesa per giocare a messa terminata, ritrovandosi in mezzo alla strada. I fedeli potranno chiacchierare con più tranquillità, e la chiesa ne trarrà un gran beneficio estetico. Marta Mascheroni

Al via il campionato di baseball Riparte anche quest’anno la meravigliosa macchina del baseball. Il girone B del campionato nazionale di serie C1, ha preso il via ufficialmente il 6 aprile. Tutta la stagione sarà composta da 18 giornate e verrà disputata, recuperi permettendo, fino al 27 luglio. Faranno parte di questo girone le squadre di Bovisio, Cernusco, Legnano, Cabs, Pavia, Langhirano, Colorno e Piacenza. In questo girone milita anche la squadra dei Red Hawks di Seveso, squadra storica del campo Pistocchini dell’altopiano. Oltre ai Red Hawks il campionato segna la presenza anche dei Cabs (acronimo di Club Altopiano Baseball Softball). La prima giornata ha visto le squadre di Seveso subito protagoniste. I Red Hawks vincono una partita difficile contro il Langhirano per 9 a 8. I Cabs hanno vita facile contro il Bovisio vincendo per 19 a 9. La seconda giornata si dimostra di

nuovo benevola nei confronti delle squadre sevesine che portano a casa ottimi risultati. I Red Hawks vincono a Legnano 19 a 7 mentre i Cabs hanno la meglio sul Pavia in casa con un risultato di 18 a 9. Lo scorso anno il campionato di baseball di serie C1 girone B, girone che ha visto protagoniste le squadre della nostra zona, si è concluso con un pari merito tra Piacenza e Porta Mortara (Novara). Le squadre sevesine si sono guadagnate gli altri due gradini del podio. Rispettivamente Red Hawks secondi e Cabs in terza posizione. Lo spareggio tra le due squadre capolista ha premiato i giocatori del Porta Mortara. Quest’anno tutte le squadre sono pronte per disputare un campionato emozionante come solo questo meraviglioso sport può permettere. Manuel Zullo

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Intervista

Il coro della parrocchia di Seveso Il coro giovani della parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio di Seveso si riunisce ogni mercoledì sera presso l’oratorio Paolo VI di Seveso per preparare i canti destinati alla liturgia domenicale e ai vari appuntamenti che lo coinvolgono. Michela dirige, Laura e Chiara si alternano all’organo, Alessandro suona la chitarra e Cecilia, Sara, Lucia, Paola, Serena, Lucilla, Michela, Gaia, Elena, Marcelo, Francesca, Elisa, Simone, Francesca, Alessandra, Silvia e Matteo sono i cantori. Ecco una breve intervista a Michela Lissoni (33 anni, impiegata a Milano), la direttrice: Quando è nata la tua passione per la musica? Si può dire che io sia uscita direttamente dalla pancia della mamma con questa passione. Ho studiato chitarra per due anni alle scuole medie e ho poi continuato da autodidatta. Non riesco a vivere senza musica: l’ascolto sempre, in treno, mentre svolgo le faccende domestiche ed anche quando ho ospiti a pranzo la musica fa da sottofondo alle nostre chiacchierate. Com’è nata l’idea del coro Cucina

giovani? L’input mi è stato dato da Don Leo,sacerdote della Parrocchia di Seveso centro, qualche anno fa. L’aveva pensato come continuazione del coro dei piccoli. C’era bisogno di una estensione del coro, radunando un gruppo di adolescenti e giovani che potesse animare la messa. E’ seguita una riunione con alcuni cantori adolescenti del coro dei piccoli e con nuovi giovani che volevano offrire il loro servizio e la loro voce alla comunità e, dal settembre 2004, è stato fondato il coro giovani. Quanti eravate all’inizio? Siamo partiti in dieci circa, abbiamo poi toccato quota venticinque per poi riassestarci nel corso degli ultimi anni ad una quindicina di persone circa. Alcuni dei ricordi più emozionanti… Sicuramente la veglia di Natale del 2007 e quella di Pasqua 2008 sono stati degli appuntamenti molto sentiti.In queste occasioni abbiamo collaborato con la Schola Cantorum di Seveso e questo ha segnato un importante momento di crescita

insieme, sia umana che cristiana, oltre che di repertorio. Credo, comunque, che ogni domenica insieme sia un momento da tenere nel cuore! Quali sono i vostri prossimi progetti? La nostra sfida è quella di migliorare costantemente, sia come tecnica, che come spirito di gruppo. Il coro è per me una fonte di gioia e sentire i ragazzi cantare i brani con le giuste caratteristiche mi dà molta soddisfazione. E’ inoltre essenziale non dimenticare lo scopo per cui cantiamo ed il messaggio che vogliamo dare. Un altro degli obiettivi è quello di intensificare i rapporti con la Schola Cantorum, aumentando i momenti di collaborazione. Tra i prossimi appuntamenti del coro parrochiale di Seveso, si segnalano, oltre al classico appuntamento della liturgia domenicale, anche quello dell’animazione delle Cresime, domenica 11 maggio e di una messa presso il santuario Mariano di Caravaggio (Bg), giovedì 29 maggio alle ore 21.00. Alessandra Prata

RISOTTO ALLA MONZESE

La cucina tipica brianzola si può senz’altro considerare come una cucina “povera” perchè fatta di piatti dell’antica tradizione contadina. Felice B., residente in Altopiano, classe 1940, Ingredienti per 4 persone: 400 gr circa di riso; 80 gr di burro; 200 gr circa di luganega monzese; 1 cipolla; brodo; parmigiano grattugiato.

brianzolo Doc con la passione dei “fornelli”, suggerisce una ben nota ricetta di facile e veloce realizzazione, tra le più tipiche della cucina lombarda.

Preparazione: In una caseruola, preparare un soffritto con il burro e la cipolla tagliata a fettine sottili; aggiungere la salsiccia senza pelle fatta a pezzetti. Quando il tutto è ben rosolato versare il riso e mescolare con un cucchiaio preferibilmente di legno. Aggiungere un mestolo di brodo e far cuocere il riso a fuoco medio, facendo molta attenzione a non farlo attaccare sul fondo della padella. A cottura ultimata o quasi aggiungere un pizzico di sale, se necessario un po’ di pepe, ed abbondante parmigiano grattugiato. Servire ben caldo. Buon appettito a tutti!

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Eleonora D’Emilio


Scheda bibliografica

Francesco Rocca: “I giorni della diossina”

Francesco Rocca, I Giorni della diossina. Seveso: la verità di un protagonista, prefazione di Cesare Cavalieri, Fede e cultura, Verona 2006, pp. 168, 13 euro.

Seveso: in queste pagine, infatti, Francesco Rocca, all’epoca sindaco di Seveso, racconta in prima persona, in uno stile cronachistico e letterario insieme, ricco di informazioni precise e dettagliate, i momenti salienti che si susseguirono nei giorni dell’emergenza e nei mesi immediatamente successivi (dalla sofferta decisione di evacuare le persone residenti nella cosiddetta zona A, l’area di Seveso e Meda maggiormente colpita dalla nube, per giungere fino alle commissioni parlamentari create per far luce sulla vicenda, passando per esempio per la questione del lungo dibattito tra i sostenitori dell’aborto “terapeutico” e di quello “eugenetico”), adottando il duplice punto di vista di colui che, oltre ad essere semplice testimone della vicenda, risulta invero esserne a buon diritto uno degli attori principali proprio in virtù della sua carica politica. Timothy Salemme

All’interno del ricco panorama di pubblicazioni in grado di fornire un importante contributo alla definizione di una memoria storica della vita e della realtà di Seveso, merita senz’altro un posto di rilievo l’agile libro di Francesco Rocca intitolato “I giorni della diossina. Seveso: la verità di un protagonista”. Il testo, come del resto si intuisce facilmente dal sottotitolo, sceglie una particolare ottica privilegiata attraverso la quale analizzare uno dei momenti più importanti e difficili della storia della notra città, quello dell’incidente verificatosi il 10 luglio 1976 al reattore A-101 dello stabilimento Icmesa di Meda e della conseguente fuoriscita della nube tossica di diossina che, spinta dal vento, andò ad interessare la zona circostante ricompresa all’interno del comune di Spazio poetico

Il Bocciolo, di Giuseppe Montalbano residente a Baruccana

A proposito di...

Era un giorno di primavera, Passeggiando lungo il sentiero, ho Incontrato un passero bianco e nero. Camminando, tutto ad un tratto, Mi sono trovato in un prato, Era così bello che sembrava vellutato. Feci due passi avanti e vidi un Bocciolo bellissimo e splendente. Mi sono inchinato e l’ho raccolto, L’ho preso fra le mie mani e l’ho Baciato. Il bacio era così caloroso che per Tutta la vita sarò il tuo sposo.

Seveso immagini e memoria dal 1800

Tra i materiali di maggior interesse per la valorizzazione della storia della comunità sevesina sembra opportuno segnalare il DVD “Seveso. Immagini e memorie dal 1800”, recentemente realizzato su iniziativa dell’Assessorato all’Istruzione e Cultura del comune locale con la collaborazione dei ricercatori Pietro Malvezzi, Gianluigi Lissoni e Corrado Santambrogio. Frutto della digitalizzazione informatizzata del materiale esposto per la prima volta in una mostra svoltasi nell’ottobre del 2007 presso l’aula magna della scuola di via De Gasperi, la raccolta consente di evidenziare attraverso un ricco repertorio di immagini fotografiche e di filmati d’epoca alcune istantanee del nostro passato che, oltre a far parte della nostra memoria collettiva, hanno contribuito anche a creare la Seveso di oggi: significativi in tal senso divengono allora gli scatti che colgono gli antichi scorci cittadini e

campagnoli, o quelli relativi alle varie attività industriali, artigianali e commerciali che si svolgevano nella nostra città; ed ancora, i ritratti di singoli personaggi, interi gruppi familiari o di concittadini in posa in occasione di eventi particolari, come un matrimonio o la fondazione di una banca; senza dimenticare poi le fotografie ed i filmati di altissimo valore storico che documentano ad esempio la visita di Benito Mussolini a Seveso negli anni Trenta del Novecento, gli effetti devastanti delle bombe della seconda Guerra Mondiale, od ancora il passaggio per le nostre strade del Giro d’Italia del 1953 e l’allegria del Carnevale del 1957. Per chi fosse interessato e non lo avesse ancora ricevuto, ricordiamo che è possibile ritirare gratuitamente il DVD presso la Biblioteca Comunale in corso Garibaldi. Timothy Salemme

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Gazzetta di Baruccana Terzo numero  

Il periodico online

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