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LoveWalk - Il Cammino dell’Amore Progetto ideato e realizzato da Ilaria Cusano e Sandro Pravisani ilaesan@gmail.com - www.fareamore.blogspot.com

Tutti i diritti riservati, codice ISBN in corso di attribuzione. L’amore è l’unica logica che abbia un senso.


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Gli Artigiani dell’Amore

Introduzione

n principio Dio creò il cielo e la terra. Ma Dio non era un singolo individuo, non regnava sull’universo da solo. Regnava insieme alla sua compagna, che era la sua diletta. E così nel primo libro di Mosè, chiamato Genesi, il Signore disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza» mentre parlava con la sua metà, la sua sposa. Poiché la creazione è un miracolo che avviene nel più perfetto dei modi solo quando vi è unione fra principio maschile e principio femminile. E il Signore Dio disse: «Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi». E il libro di Mosè narra: «Così Diò creò l’uomo a sua immagine, maschio e femmina li creò». Come avrebbe potuto Dio creare la donna a sua immagine se non aveva un’immagine femminile? Egli l’aveva, e in principio era chiamata Athiret. Con il tempo, Athiret divenne nota agli ebrei come Asherah, la nostra Madre Divina, e il Signore fu conosciuto con il nome di El, il nostro Padre Celeste. E fu così che El e Asherah desiderarono sperimentare il loro grande e sacro amore in forma fisica e condividere tale felicità con i figli che avrebbero generato. Ogni anima creata venne

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accoppiata, ricevette una gemella fatta della stessa essenza. Nel libro chiamato Genesi questo è narrato nell’allegoria della compagna di Adamo che viene creata dalla sua costola, vale a dire dalla sua essenza, poiché ella è carne della sua carne e ossa delle sue ossa, spirito del suo spirito. Quindi Dio disse: «Ed essi divennero una carne sola». Così nacque lo hieros-gamos, il matrimonio sacro fondato sulla fiducia e la consapevolezza che unisce gli amati in una cosa sola. Questo è il dono più sacro fattoci dal nostro Padre e dalla nostra Madre celesti. Poiché quando ci ritroviamo insieme nella camera nuziale, scopriamo l’unione divina che El e Asherah desideravano far provare a tutti i loro figli terrestri nella luce della pura gioia e nell’essenza del vero amore. Chi ha orecchie per intendere intenda.

El e Asherah e le sacre origini dello hieros-gamos dal Libro dell’Amore, secondo la trascrizione del Libro Rosso Dal romanzo La stirpe di Maria Maddalena di Kathleen McGowan


Il Maschile e il Femminile: la coppia sacra

La coppia: tanto scontata, bersagliata e in crisi quanto fondamentale, irrinunciabile, predestinata.

A prescindere dai tempi, dalle mode e dalle tendenze individuali, la coppia è sempre stata e sempre sarà la pietra miliare su cui si fonda l’intera società. Essa è l’istituzione primaria, il nucleo centrale, il cuore (in tutti i sensi) di qualsiasi unione più complessa: gruppi, associazioni, aziende, stati etc. La coppia non va intesa solo come incontro tra due persone ma anche come un simbolo, il simbolo base su cui tutta la costruzione sociale si erge: il simbolo dell’unione tra maschile e femminile, tra gli opposti e complementari, tra le anime gemelle, tra i due principi archetipali che danno origine alla creazione intera.

Nella mitologia di tutte le culture si trova lo stesso racconto, seppur in forme differenti: quando Dio o la divinità o il principio universale iniziarono a dare forma alla vita sulla Terra e agli esseri umani, ciò che crearono prima di ogni cosa fu una coppia (Adamo ed Eva, Shiva e Shakti etc.). Dall’incontro tra maschile e femminile proviene il mondo intero.

Si può testare questa verità nella propria esperienza personale. Si va verso la coppia istintivamente, sin dall’infanzia e dall’adolescenza: si è attratti da un’altra persona e, in modo più o meno primitivo o raffinato, ci si muove verso di essa. Crescendo, in seguito a delusioni, ferite e condizionamenti, ci si struttura in un modo piuttosto che in un altro; in alcuni casi ci si costruisce delle vere e proprie corazze anti-coppia, spensando di poter decidere una volta per tutte che è meglio tenersi a debita distanza dalla calamità della vita a due. Oppure si costruisce un personaggio ad arte, con il preciso scopo di abitare la coppia in una sola maniera, quella che si è scelta. Sebbene forse sia possibile, entro certi limiti, farcela in queste imprese di auto-controllo, sicuramente si può osservare un fenomeno: quando non si è in grado di vivere la coppia non si riesce a dare vita a nessun’altra formazione sociale costruttiva, positiva e durevole. Intendiamoci: molti individui non fanno parte di una coppia ma lavorano in un’azienda, escono con un gruppo di amici o frequentano un’associazione. Ciò a cui ci stiamo riferendo qui non è l’unione superficiale e ìmpari in cui le persone fanno qualcosa insieme, forse anche in modo efficiente e produttivo, ma senza mai essere insieme.

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Gli Artigiani dell’Amore

Introduzione

Essere insieme vuol dire aprirsi all’altro con autenticità e totalità, sentendosi al sicuro nel farlo, e anzi provando gioia e gratitudine per l’opportunità che la vita offre; vuol dire comunicare ciò che si sente, pensa e vuole veramente, senza maschere, strategie od omissioni. Essere insieme significa imparare a conoscersi, a rispettarsi, ad aggiustare continuamente la propria distanza e vicinanza rispetto all’altro; significa essere se stessi senza riserve e, nel processo, dare e ricevere in equa misura, come accade tra pari. Sembra un’utopia ma non lo è; chi vive all’interno di una coppia di livello evoluto (molti ne fanno parte) lo sa benissimo. È possibile realizzare ciò anche in una realtà di gruppo di qualsiasi tipo, ma solo e soltanto se si è passati attraverso l’esperienza di questo genere di coppia – altrimenti sì: è soltanto un’illusione.

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Gli Artigiani dell’Amore e il Soul Trekking.

Ogni coppia ha un fulcro centrale attorno al quale tutto ruota, un fulcro fatto di un certo tipo di percezione della realtà, un preciso sentire, delle idee, dei valori, una direzione generale che orienta l’azione. Gli Artigiani dell’Amore nascono da un potente elemento unificante: il fatto di essere in un cammino spirituale. Questa appassionata ricerca contraddistingue Ilaria Cusano e Sandro Pravisani prima come individui e poi come nucleo, facendoli vibrare sulla stessa lunghezza d’onda. Nel riconoscimento dell’importanza di questa fusione e nella gratitudine per poterla vivere, essi hanno immaginato che un modo bello per celebrarla, prepandosi allo stesso tempo al loro matrimonio, fosse un pellegrinaggio. Così, nella primavera del 2011, è nato il LoveWalk, e a settembre dello stesso anno Ilaria e Sandro si sono felicemente sposati.

Per prepararsi al matrimonio hanno creato un cammino ad hoc, come un vero e proprio rito propiziatorio. Dal 2012, ogni estate condividono questa esperienza con un gruppo, per ripercorrere assieme l’eterna e universale Via dell’Amore, per ricordare ciò che è più importante nel mondo e nella vita: l’unione, la bellezza e l’armonia, l’alleanza tra

Uomini e Donne.

Precedentemente gli Artigiani dell’Amore si occupavano di vari progetti ma, dopo l’esperienza del LoveWalk, successivamente hanno deciso di specializzarsi in un solo ambito, che hanno chiamato Soul Trekking.

Il Soul Trekking è un modo di vivere il cammino, in cui mondo esterno e interno si connettono tra loro, dialogando e scambiandosi informazioni utili e vissuti interessanti. È un’attività nel corso della quale, visitando dei particolari luoghi di potere (storici, culturali o naturali) intrisi di una precisa qualità e atmosfera evocativa, si sperimentano delle pratiche semplici e sobrie volte a esplorare la propria interiorità e a comunicare con la propria anima. Lo scopo del Soul Trekking è migliorare il proprio rapporto con se stessi e con l’ambiente e favorire così uno stile di vita sano e soddisfacente, sotto tutti i punti di vista. Cos’è l’Amore se non un continuo camminare? Una continua esplorazione.

Scoprire luoghi meravigliosi e fermarsi a respirarli, a viverli, ad assaporarne i mille sapori.

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Gli Artigiani dell’Amore

Introduzione

Ritrovarsi nel fitto di un bosco mentre il vento ulula tra gli alberi e fa sbattere i rami tra loro, lontano, in alto verso il cielo, troppo lontano per poter individuare dove esattamente. Sentire la paura, fermarsi, guardarsi intorno, esitare, finché i piedi di nuovo riprendono a muoversi, da soli, semplicemente per un impulso spontaneo; e seguirli. Scoprire lidi così belli da non esser mai riusciti nemmeno a fantasticarli, o tenebre così buie da non credere di potercela fare a sopravvivere, e poi ritrovarsi di nuovo a CAMMINARE.

Camminando nella storia, nella natura e nell’antica vita si cammina dentro di sé, insieme. In ogni momento la Terra parla agli uomini, e più passa il tempo e più si riesce a sentire chiaramente cosa essa dice. Pietre, alberi, panorami mozzafiato, ma anche costruzioni, strade antiche o semplicemente il terreno; tutto sussurra, suggerendo cosa c’è nell’aria, dentro e fuori di sé, ricordando agli esseri umani chi sono, e che non sono soli.

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Queste suggestioni hanno portato Gli Artigiani dell’Amore a lavorare con il potere trasformativo del cammino. Hanno

iniziato svolgendo piccoli pellegrinaggi di mezza giornata; poi hanno deciso di cominciare a condividere con altre persone i luoghi e le pratiche che portano tanta magia nella loro relazione, strutturando queste camminate in modo che ognuno possa contattare il Femminile e il Maschile attraverso l’evocazione della natura e della mano dell’uomo che ha costruito in armonia con essa. Gli Artigiani dell’Amore ideano e realizzano viaggi di ogni genere: vicino e lontano, a piedi, in barca, con vari mezzi, ma sempre a contatto con la Terra e gli esseri umani, sempre a una velocità tale da consentire di assaporare luoghi, persone ed esperienze in profondità, senza fretta, senza particolari obiettivi se non quello di imparare a vivere e ad amare. Durante il viaggio Gli Artigiani dell’Amore propongono delle semplici pratiche, in modo da “amplificare” l’effetto della voce, dello spazio, dell’energia della terra e del cielo.

Ilaria Cusano si è formata e ha lavorato come artista (danzatrice e attrice) sin da giovanissima, intraprendendo la carriera di Personal Coach nel 2005. Insegna yoga, Tantra e


tecniche per l’integrazione dell’anima nella vita. Ha ideato il metodo S-Coaching® per il risveglio dell’Intelligenza Spirituale/Sociale. È laureata in Sociologia con indirizzo antropologico-interculturale.

Sandro Pravisani è un ricercatore e un insegnante di Geografia Sacra. Conduce seminari esperienziali per la connessione con gli elementi della natura e l’esplorazione della coscienza, integrando tra loro tecniche energetiche di diverse tradizioni (taoista, tantrica, egizia, andina ed europea). È appassionato di archeologia e studi religiosi comparati dall’infanzia; nell’arco della vita ha sperimentato varie vie per unificare queste due passioni e proporle agli altri.

Sandro e Ilaria sono uniti nel totale amore per la natura, i viaggi e l’avventura. Vivono la vita come un meraviglioso cammino in cui maturare attraverso consapevolezza, allegria, leggerezza e profondità. Credono fermamente che le migliori chiavi per farlo siano l’amore e la sensibilità, verso se stessi, gli altri esseri umani e la natura. Per questo lavorano nell’ambito della crescita personale e del sociale: per trasmettere a chi lo desidera gli strumenti necessari per migliorare la propria vita in questo senso.

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Gli Artigiani dell’Amore Il LoveWalk 2011.

LoveWalk 2011 e 2012

Nel 2011 il LoveWalk ha avuto luogo dal 21 al 28 giugno, seguendo queste tappe:

1a tappa - 21/06: Dal Santuario del Divino Amore (Roma) a Castel Gandolfo (RM) 2a tappa - 22/06: Da Castel Gandolfo (RM) a Velletri (RM) 3a tappa - 23/06: Da Velletri (RM) a Cori (LT) 4a tappa - 24/06: Da Cori (LT) a Sermoneta (LT) 5a tappa - 25/06: Da Sermoneta (LT) a Priverno (LT) 6a tappa - 26/06: Da Priverno (LT) a Terracina (LT) 7a tappa - 28/06: Tempio di Giove Anxur, Terracina. L’aspetto interiore di questo pellegrinaggio aveva diverse sfumature. La prima è nascosta nei numeri: 7 tappe.

Il 7 è un numero sacro, legato in ogni cultura ai cicli dello spirito: in 7 giorni Dio crea il mondo, 7 sono i passi verso l’illuminazione nel sistema dei chakra indiani, 7 i vizi capitali, 7 gli Angeli dell’Apocalisse; 7 i giorni della settimana,

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i mari e le pleiadi. Per Pitagora il 7 stabilizzava l’unione del divino con l’umano. Altro significato stava nel giorno della partenza, quello del solstizio d’estate. In questo momento dell’anno la luce è al massimo della sua presenza sulla Terra; lo spirito è al culmine della sua manifestazione, donando bellezza, calore e prosperità, benedicendo ogni essere vivente con gioia, energia e nutrimento indiscriminati. E’ questa l’impronta che Sandro e Ilaria desideravano per la loro unione! Poi c’erano le tappe. Si partiva dal Santuario del Divino Amore perché esso rappresentava l’intento primario del pellegrinaggio. Questo luogo di culto è dedicato a due esseri umani, una coppia, che con il suo operato ricco d’amore, dedizione e generosità, ha donato tantissimo alla comunità, passando alla storia proprio per la bellezza e l’elevazione del loro legame, tra loro e con Dio. Al di là dell’ambito in cui si sceglie di operare, Sandro e Ilaria desideravano regalare un tributo a questa coppia, ispirandosi a essa per la loro vita insieme.

Si proseguiva lungo un tratto della Via Francigena del Sud, da Castel Gandolfo (RM) a Terracina (LT). Questa antica via è molto conosciuta dal nord fino a Roma, ma va avanti anche verso il sud Italia, raggiungendo la Puglia e la Sicilia.

L’intenzione era camminare sulla via degli avi, in modo da raccogliere i preziosi insegnamenti e le memorie racchiusi in una tradizione che non parla, ma sussurra ai cuori di chi sa ascoltare. Passo dopo passo, come le radici di un albero, “succhiando” dalla strada l’antica saggezza degli antenati assorbendola, affinché sostenga e nutra. La tappa finale era Terracina (LT) poiché essa è sul mare. In questo modo, tuffandosi nelle immense acque da cui emerge la Terra, Sandro e Ilaria hanno immerso tutti i tesori raccolti lungo il cammino nell’inconscio personale e nella coscienza collettiva, simboleggiati proprio dal mare. Facendo ciò, hanno regalato un inestimabile contributo al loro matrimonio e, in generale, alla Sacra Coppia, a disposizione di chiunque vi voglia attingere. Ogni giorno hanno realizzato e pubblicato un video, come resoconto del cammino: 1a tappa 2a tappa 3a tappa

4a tappa 5a tappa 6a tappa

7a tappa Epilogo

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Gli Artigiani dell’Amore Il LoveWalk 2012.

LoveWalk 2011 e 2012

Nel 2012 è stata realizzata la 2ª edizione del LoveWalk (dal 31 agosto al 7 settembre), che è stata offerta gratuitamente a un piccolo gruppo di persone. Si è camminato sullo stesso tratto di strada, scoprendone piccole deviazioni nuove, che ne hanno incentivato bellezza e percorribilità.

Il gruppo ha modificato sostanzialmente l’esperienza, arricchendola e fornendo nuovi spunti di ispirazione a Ilaria e Sandro, che così sono andati avanti nella loro espressione creativa. Sono state sperimentate pratiche diverse rispetto al 2011: il tema dell’unione tra Maschile e Femminile è stato messo al servizio della comunicazione e connessione di gruppo. Le persone si sono incontrate, hanno dialogato, hanno condiviso un’esperienza profondissima, piena di incanto e meraviglia, difficile da descrivere a parole.

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Sono tornati cambiati, fisicamente e interiormente. Ci sono state anche sfide e difficoltà da superare: il carente


allenamento di diverse persone le ha messe in crisi, costringendole a muoversi lentamente e accompagnate da forti dolori corporei. Per questo motivo nella 3ª edizione, quella del 2013, si è suggerito ai partecipanti di seguire un programma di preparazione del corpo, fondamentale per godere dell’esperienza e per mantenere l’armonia del gruppo. Problemi fisici, intemperie e dinamiche logistiche (tempi, telefoni etc.) hanno messo alla prova la sensibilità e il senso d’adattamento di tutti, donando la possibilità di re-imparare un pochino a vivere insieme.

Come istituzioni si è distinta la Chiesa, che ha offerto ripetutamente e in varie tappe ospitalità gratuita e generosità. Ma al di là delle strutture e delle attività lavorative, il vero incontro è avvenuto tra persone, tutte unite dalla sensibilità rispetto a certe tematiche.

Di seguito i link ai video del LoveWalk 2012: 1a tappa 2a tappa 3a tappa

4a tappa 5a tappa 6a tappa

7a tappa Epilogo

Nel corso della 2ª edizione Ilaria e Sandro, finanziando quasi tutto di tasca propria, hanno fatto il possibile per coinvolgere le persone presenti nel territorio, invitandole a camminare, a offrire un pasto o un pernottamento al gruppo in cammino, a incontrarlo per qualche ora per percorrere un pezzo di strada insieme. Diverse realtà hanno risposto immediatamente e ne sono nati eventi, articoli di giornale e sul web.

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Gli Artigiani dell’Amore I temi del LoveWalk.

LoveWalk 2011 e 2012

Il LoveWalk nel corso degli anni si sta definendo in particolare come veicolo di alcuni temi specifici:

1) Le relazioni di tipo spirituale. Non si tratta di religione o

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di Dio, ma di avere un certo tipo e grado di sensibilitĂ nei confronti degli esseri viventi, della Terra e della vita in generale. Molte persone hanno sviluppato tale genere di delicatezza, molte altre la cercano. Sostanzialmente si tratta di imparare a sentire oltre che a pensare, a essere oltre che a fare; di ri-connettersi con il piano invisibile della realtĂ , in


cui vivono emozioni, sentimenti, intuizioni, visioni etc. piano importante per la serenità umana tanto quanto quello visibile, materiale, tangibile.

2) Il rapporto con il territorio. Nel LoveWalk si pratica il dialogo con gli elementi della natura e con particolari luoghi di potere. Si può transitare in un posto senza stabilire alcun contatto con esso oppure attivarsi consapevolmente per essere presenti nel viaggio, nei passi e nell’ambiente. Così si apprende come scambiarsi informazioni con il pianeta, acquisendo automaticamente una modalità del tutto nuova, trasformata, rinnovata per stare al mondo, nella realtà, sulla Terra.

3) La connessione culturale. Ogni zona della Terra racconta qualcosa; ogni area geografica è un bacino di memorie precise, le quali sono importantissime per il proseguimento dell’evoluzione della specie umana. Quando si passa attraverso tutte le culture restando chiusi e impermeabili, si perde un’opportunità preziosissima: quella di crescere e maturare. La Via Francigena del Sud racconta il Mediterraneo, terra di approdi e partenze, di sofisticate arti, di incontri tra i popoli e di preziosi commerci; racconta degli Italici, persone aperte, generose, solidali e accoglienti. Il tratto da Roma a Terracina (LT) è quello che va verso Gerusalemme, ad attraversare il mare, a incontrare l’al-

tro, un diverso continente, una cultura vicina eppure lontana, sui passi di milioni di persone che nell’arco di millenni di storia hanno mosso i loro passi esattamente sulle stesse vie, lasciandovi un’impronta insondabile oggettivamente, ma importante tanto quanto i reperti archeologici. Collegarsi con tale bacino di informazioni fa bene sia a coloro che sono originari dell’Italia e che vogliono fare pace con le proprie radici storiche e culturali, sia per tutti quelli che, venendo da altre zone del globo, sentono il richiamo di questa meravigliosa terra.

4) Il sociale. Il LoveWalk si pone come luogo di aggregazione tra le persone. Persone che camminano insieme, che sono presenti nel web intorno a questo evento, che scrivono, che informano e ispirano. Persone che donano un contributo perché il progetto possa andare avanti, che offrono ospitalità, un pasto, due piacevoli chiacchiere sotto una pergola o fuori a un bar. Persone che indicano la via migliore, un antico tratturo ancora inesplorato, un pezzo di bosco in cui pascolano i tori solari, un sentiero mai segnato sulle mappe eppure ancora ricordato. Persone. Genti di ogni età, sesso e orientamento che comunicano, si relazionano, si uniscono attorno a un piccolo/grande gesto: il camminare insieme.

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Gli Artigiani dell’Amore Il LoveWalk 2013.

LoveWalk 2013

Il LoveWalk 2013 avrà luogo dall’1 al 7 luglio. La 3ª edizione è stata strutturata come un vero e proprio workshop, a cui le persone possono partecipare pagando una pic-

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cola somma, che consentirà al progetto di andare avanti nel tempo. Cercando, inoltre, il modo più fecondo per coinvolgere le realtà presenti nel territorio e contemporaneamente per offrire loro qualcosa di utile, è nato questo E-Book guida. Al suo interno sono rese visibili, con immensa gratitudine, tutte le attività che in qualche modo hanno contribuito al LoveWalk, facilitandone o migliorandone la realizzazione. Con grande gioia, così, viene messa in risalto quella fetta di società attiva, che partecipa vivacemente alla costruzione collettiva, mettendo a disposizione risorse, conoscenze e disponibilità personali, investendo in maniera diretta e concreta in un progetto e in un potenziale umani.

Nel LoveWalk c’è l’umanità che cammina, che si muove, si evolve, comunica, cambia, crea, si confronta; l’umanità che vive nella natura, che incontra il toro solare, che di generazione in generazione, onorata, si passa la staffetta; l’umanità a cui batte il cuore, i cui piedi non riescono a star fermi, le cui menti volano lontano.


LINK • Gli Artigiani dell’Amore


Gli Artigiani dell’Amore

Da Roma (Santuario del Divino Amore) a Castel Gandolfo (RM)

DISLIVELLO

1ª tappa

KM TOTALI:

12 CIRCA

260 m (SALITA 260 m, DISCESA 0 m)

Dal santuario, prendere Via Ardeatina, direzione Pomezia. Dopo 2,5 km sulla sinistra si incrocia Via della Falcognana. Prenderla e percorrerla tutta - in seguito diventa Via del Divino Amore. Quando questa strada incontra Via Nettunense Nuova, imboccare quest’ultima girando a sinistra. Dopo 100 m, sulla destra, c’è V.lo del Divino Amore; entrarci e camminare fino in fondo, fino a incrociare Via Appia Nuova. Girare a destra e prenderla. Andare avanti per 850 m, finché sulla sinistra non inizia Via Spinabella. Alla destra di questa c’è Via Pascolaro; proseguire in quest’ultima. Percorrere Via Pascolaro fino alla fine, poi voltare a sinistra. Andare dritti per 160 m; sulla destra si troverà Via A. Toscanini; farla tutta e, al suo termine, girare a sinistra. Proseguire sulla statale, e poi ancora avanti, su V.le A. Costa. Quasi alla fine di questa, scendendo sulla destra, comincia Via Prati, dove c’è l’oratorio salesiano Don Bosco, dove noi siamo stati ospitati (chiedere di Padre Diletti).

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1° chakra (Muladhara, chakra della radice)


LINK • La mappa della prima tappa

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Gli Artigiani dell’Amore

Da Roma (Santuario del Divino Amore) a Castel Gandolfo (RM)

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DISLIVELLO

1ª tappa

KM TOTALI:

12 CIRCA

260 m (SALITA 260 m, DISCESA 0 m)

Ilaria 1° giorno, 1° chakra (Muladhara, chakra della radice) – 31/08/2012, da Roma a Castel Gandolfo (RM). Sin da quando ci siamo incontrati con Carla e Gigi a San Giovanni a Roma per prendere l’autobus insieme, è stato chiaro che saremmo stati un gruppo pacifico, unito soprattutto dal desiderio di trascorrele una piacevole settimana. Quando sul luogo di partenza del cammino, il santuario del Divino Amore, abbiamo conosciuto anche Alessandra, abbiamo avuto la conferma definitiva: tutto sarebbe filato liscio come l’olio! Il Cammino dell’Amore si chiama così perchè è innanzitutto un percorso di riunificazione tra maschile e femminile sul piano relazionale, attraverso le energie degli elementi della natura e la comunione di uomini e donne nell’ambito di un viaggio insieme – quale migliore metafora del cammino può rappresentare la danza tra i due archetipi fondamentali che, in tutte le culture e in ogni tempo, creano l’universo? Per questo il punto di partenza è il santuario del Divino Amore: esso è dedicato a una coppia laica distintasi per aver dedicato la sua intera vita al benessere collettivo.

Un esempio per tutti coloro che oggi cercano un’unione uomo-donna che abbia valore ed eco non solo in due individui, ma anche nella società. La prima percezione riguardante il 1° chakra che ho vissuto è stata il forte senso di appartenenza che può suscitare l’esperienza di gruppo, quando è piacevole - e questa per fortuna lo è! Stiamo tutti molto bene insieme, o almeno così mi sembra; si respira un’atmosfera tranquilla e serena, sono certa che tutti ci sentiamo perfettamente a nostro agio. Altro tratto emerso dall’oceano del 1° chakra è l’istinto di base che spinge ognuno ad avvicinarsi a tutti gli altri, singolarmente e come insieme, per inserirsi, misteriosamente mosso da un’energia invisibile, nella perenne danza della coscienza collettiva in cui ogni persona recita la sua parte. Si tratta di movimenti molto profondi e sottili, che alcuni di noi riescono a captare chiaramente grazie a una dote particolare o all’esperienza; spesso, tuttavia, ne siamo protagonisti senza esserne consapevoli.


Per cena siamo stati al ristorante Arte e Vino di Castel Gandolfo. Avevamo pattuito una cena con primo e contorno per 10€ a testa, invece per la stessa cifra ci hanno offerto mille delizie!!! 1° chakra: nutrimento di base, sopravvivenza, piaceri atavici. Servizio strepitoso, bellezza intorno, nell’arredamento tutto rosso (colore di Muladhara!!) e, rullo di tamburi, ci avevano riservato la sala cosiddetta della grappa e dei giochi, piena di giocattoli! Pinocchi, Biancaneve, Geppetti, vecchi tricicli, fatine, carillon e tutto ciò che si può immaginare nel paese dei balocchi. Per la prima volta ho compreso con estrema chiarezza la sensazione duplice che sorge in me al cospetto di tanta abbondanza materiale: da una parte contentezza e gratitudine per poterne godere, dall’altra una sostanza viscida e melmosa che serpeggia nel fondo. Il paese dei balocchi, esattamente: stupendo ma pericoloso, per una tentazione che, a seconda del grado di condizionamento interiore con cui la si vive, può nutrire o rendere schiavi, regalare i privilegi dell’avere privando della libertà dell’essere. Tutto 1° chakra: cibo, soldi, casa. È sempre meraviglioso, per quanto possiamo esserci abituati, osservare come l’universo risponde agli input che gli diamo con i nostri intenti. Dopo cena abbiamo visitato l’affascinantissima grotta che va da una parte all’altra della strada nei sotterranei del risto-

rante. Antichi oggetti di ogni sorta: bilance, utensili, lavatoi, casseforti, di tutto. Per me di nuovo due visioni, contemporaneamente: preziose testimonianze del passato, della quotidianità dei nostri antenati, e feticista attaccamento agli oggetti, a un’eredità soltanto materiale. La cosa curiosa? Sempre 1° chakra: terra, sotterranei, radici culturali, materialità. Ma tutto ciò, ovviamente, sono solo io, non le cose in sé.

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Gli Artigiani dell’Amore

Da Roma (Santuario del Divino Amore) a Castel Gandolfo (RM)

DISLIVELLO

1ª tappa

KM TOTALI:

12 CIRCA

260 m (SALITA 260 m, DISCESA 0 m)

Sandro Il LoveWalk ripercorre una rete viaria che, fin dalla notte dei tempi, ha veicolato un incessante flusso di persone, animali, merci e cultura lungo la costa tirrenica dell’Italia centrale. Oggi alcune di queste strade sono state riscoperte, riadattate e riunite sotto un unico nome: Vie Francigene del Sud. Utilizzate in epoca cristiana per recarsi in pellegrinaggio dal Sud Italia verso Roma, raccoglievano tutti i viandanti che si recavano alla tomba di San Pietro nella direzione Nord e quelli che, a partire dall’anno 1000, dalla città dei sette colli continuavano il viaggio alla volta della Terra Santa, in direzione Sud, verso i porti della Puglia. Prendono il nome di Francigene in quanto naturale proseguimento del famoso itinerario che i Franchi percorrevano dal nord Europa per andare alla città eterna.

L’idea di base che accompagna i viandanti lungo questo percorso è quella dell’Amore inteso come capacità empatica di connessione con il mondo che ci circonda e che si fonda sul rapporto con il territorio e le persone che lo abitano.

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Fin dall’inizio, il luogo che rappresenta questa forza alla quale vogliamo collegarci risuona profondamente con questa vibrazione: il santuario del Divino Amore, interamente creato sulla figura di due coniugi che dedicarono tutta la propria esistenza all’espressione e realizzazione dell’unione tra maschile e femminile (metaforicamente paragonata, nelle brochure del santuario, ad una maglia fatta di Trama e Ordito).


Il percorso lungo la via Ardeatina è accompagnato da ritmi e suoni metropolitani che, con vero senso di liberazione, scemano man mano che ci si inoltra nelle campagne. Bisogna stare attenti, gli automobilisti non sono abituati ai pedoni ai bordi delle strade. Lentamente si ritorna a velocità e cadenze più umane. I piedi puntano ai colli Albani. Lì ci attende il sacro bosco dove il seme della civiltà Romana ha trovato terreno fertile per germogliare.

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Gli Artigiani dell’Amore Da Castel Gandolfo a Velletri (RM)

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DISLIVELLO

2ª tappa

KM TOTALI:

21,8 CIRCA

171 m (SALITA 131 m, DISCESA 171 m)

N.B. La partenza qui è l’oratorio salesiano Don Bosco. Salire le scalette su Via Prati, che portano su V.le B. Buozzi, e girare a sinistra. Camminare pochi metri (circa 50) e imboccare Via M. D’Azeglio, che inizia sulla destra. Farla tutta e proseguire dritti, su Via galleria di sopra. All’altezza de Le fratte ignoranti (un posto dove si mangia, lo si trova sulla propria sinistra), entrare nel sentiero che inizia sulla sinistra, verso il bosco. Andare avanti; ogni volta che il sentiero si biforca, restare sulla destra. Sulla sinistra si intravede il lago Albano. Arrivati al punto rappresentato nella FOTO 1, girare a sinistra. E’ un destra-sinistra nel raggio di 5 m. Il sentiero si fa più ripido, tra grossi sassi, fino a riprendere una più modesta pendenza. Fare molta attenzione alla prima diramazione a destra: a volte con la folta vegetazione è assai difficile notarla. Se vi ritrovate in un prato l’avete superata; tornate indietro e cercatela a sinistra. Si arriva a un incrocio di 4 sentieri; prendere quello di destra. Alla fine di un percorso costellato di affioramenti di roccia, svoltare a sinistra.

2° chakra (Svadhisthana, chakra del bacino)

FOTO 1

Seguire in leggera pendenza fino a un tunnel (FOTO 2), che consente di passare sotto la famosa “salita-discesa”, che dalla Via dei laghi porta a Genzano di Roma-Albano Laziale. Seguire i segnali bianco-rossi del percorso C.A.I., costeggiando la Via dei laghi. Si arriva a un trivio con una strada al centro, in discesa. Imboccarla, fino a raggiungere la cosiddetta “Fontana Tempesta”. Proseguire a destra per 20 m e girare a sinistra, nella direzione opposta al segnale della Via Francigena del Sud. Pochi metri più in là, tenere la destra, scendendo. Mantenere il sentiero, che poco dopo presenterà affioramenti di roccia. Si comincia a intravedere, sulla destra, il Lago di Nemi (RM). Giunti sulla strada carreggiabile fatta di sampietrini, imboccatela andando a sinistra. L’arco segnala l’entrata a Nemi. Attraversare il centro del paese e dirigersi verso la piazza principale. Andare verso


destra, dove c’è la Chiesa del crocifisso, su Via Nemorense. Raggiungere il bivio per il cimitero (lo si trova sulla sinistra, dopo circa 1 km) e prenderlo. Andare dritti, entrando nel bosco. Dopo 2 radure, dove sulla sinistra c’è la segnaletica della Via Francigena del Sud, appena si sentono le macchine percorrere la vicina Via dei laghi, girare nel sentiero a destra - se passate davanti a una casa-magazzino gialla tornate indietro di circa 40 m, avete superato il sentiero; in alcuni periodi dell’anno la vegetazione è al massimo del suo splendore e lo nasconde. Seguendo il sentiero si arriva a una discesa costeggiata, sulla destra, da un massiccio muro a secco. Dopo una curva a 90° verso destra, si sbuca in Via fontana fiume; girare a sinistra. Superare le scuole elemetari (si trovano sulla sinistra) e imboccare Via ponte veloce, una lunga discesa che si apre sulla destra. Percorrerla tutta, fino a incrociare Via Appia Nuova. Prenderla andando a sinistra; in questo tratto è denominata Via Roma. Andare avanti fino a P.zza Garibaldi; si è giunti al centro di Velletri (RM). Svoltare a sinistra su Via Lata e dopo 100 m prendere Via degli atlantici, sulla destra. Andare dritti e proseguire su Via V. Vezzi; al termine di questa girare a sinistra. 100 m e ci si trova di nuovo su Via Appia, che in questo tratto si chiama Via dei Volsci. Proseguire diritti fino alla rotatoria; qui imboccare la prima a sinistra, Via C. Cesaroni. Si raggiungerà

una seconda rotatoria, in cui bisogna andare nella prima strada a destra, Via M. Johns. Percorrendola tutta si giunge in Via F. Parri. Svoltando a destra e all’incrocio a sinistra, dopo 150m si trova il bivio per Via Piazza di Mario dove troverete al n.49 il B&B l’Acquerello. L’indomani si ritorna in Via F. Parri e si prosegue per Via troncavia; alla diramazione, si prende Via Le Corti - Giulianello.

FOTO 2

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Gli Artigiani dell’Amore Da Castel Gandolfo a Velletri (RM)

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DISLIVELLO

LINK • La mappa della seconda tappa

2ª tappa

KM TOTALI:

21,8 CIRCA

171 m (SALITA 131 m, DISCESA 171 m)


Ilaria 2° giorno, 2° chakra (Svadhisthana, chakra del bacino, dolcezza) – 01/09/2012, da Castel Gandolfo a Velletri (RM). Oggi è stata dura, ma grazie alla vicinanza delle persone meno di quanto pensavo. Ho passato una delle notti peggiori della mia vita, devo aver dormito circa un’ora e mezza; il resto insonnia, rumori, persone che russavano, una scomodità insopportabile e, nel barlume di sonno che sono riuscita a conquistare, pure gli incubi! Un treno sull’acqua (elemento del 2° chakra) che non si capiva a che ora dovesse passare, ansia, paura di perderlo; poi una gelosia folgorante, immotivata, totalmente irrazionale. La preparazione al lavoro con Swadistana. La mattina, infatti, mi ha messa di fronte a una serie di “morti” interne, che naturalmente hanno lasciato dei vuoti, dei silenzi che ora invocano l’alchimia della trasformazione e del rinnovamento, per conoscere una nuova vita ancora. Stranezza, umidità, sensazione di freschezza; elfi e folletti nel bosco, vocine sconosciute e impalpabili, l’insondabile mistero di cui la natura si fa perfetta manifestazione. Acqua dappertutto: il lago Albano, gli antichi canali scavati nella roccia, l’acquedotto delle cento bocche nel bosco di Castel Gandolfo, il lago di Diana a Nemi (RM) e, nelle campagne di Velletri, vecchi lavatoi e fontane in disuso.

In questo giorno così assurdo e a suo modo difficile è stato molto rincuorante, di sostegno, tutto il nutrimento ricevuto con estrema magnanimità dalle persone: il Forum dei Castelli Romani, Slow Food di Albano (RM), il Mercato Contadino dei Castelli Romani, e poi Eva e Marco, Gianna e Daniela, Cristiano e Silvana, e la sera il gruppo della Confraternita di Sant’Antonio da Padova di Velletri! Ospitalità, sorrisi, cibo, abbracci, foto, passaggi, interviste, solidarietà, veramente tanta! 2° chakra: amore materno, creatività, vita che finisce e ricomincia, inarrestabile nel suo eterno flusso. E così passo dolcemente attraverso le piccole ossessioni della mia pancia e dei miei lineamenti, nei quali non mi riconosco più. Voglio un’altra sagoma.

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Gli Artigiani dell’Amore Da Castel Gandolfo a Velletri (RM)

DISLIVELLO

2ª tappa

KM TOTALI:

21,8 CIRCA

171 m (SALITA 131 m, DISCESA 171 m)

Sandro La seconda tappa attraversa il parco dei Castelli Romani dove secondo il mito, Ascanio figlio di Enea, a 30 anni dallo sbarco dei Troiani sulle coste laziali fondò Albalonga, metropoli di Roma (da Meter - madre e Poleis - città).

L’eco di questi racconti vivifica le pietre che spuntano dal verde rinfrescante del bosco. Il sentiero che inizia di fronte al convento dei Cappuccini di Albano (RM), serpeggiando tra castagni, carpini e noccioli, digrada all’interno dell’antica caldera che oggi ospita il lago Albano. Poco prima di incontrare le rovine dell’eremo di Sant’Angelo in lacu, attraversando il tunnel sotto la famosa strada in salita-discesa (fenomeno ancora non del tutto spiegato), si passa sulla costa dell’altro lago dei colli Albani, lo “specchio di Diana”.

Lungo tutto il percorso, simboli e miti ci riportano all’incontro tra opposti e complementari. La “Via Sacra” che conduce alla sommità della montagna (unione dell’alto e del basso), dove sorgeva il tempio di Giove e, una volta all’anno, la lega Latina rinsaldava i le-

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gami tra le popolazioni che la costituivano (incontro tra popoli diversi); sulle rive del lago di Nemi, dove avveniva il cruento rituale dell’avvicendamento del re-custode della sacra quercia narrato nel famosissimo saggio di Frazer “Il

ramo d’oro” (simbolo del potere rigenerativo di Virbio, Dio della natura e compagno di Diana); e ancora, nei moltissimi luoghi dedicati a San Michele arcangelo, che con un’arma appuntita (spada o lancia a seconda dei casi) trafigge il dia-

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Gli Artigiani dell’Amore Da Castel Gandolfo a Velletri (RM)

DISLIVELLO

2ª tappa

KM TOTALI:

21,8 CIRCA

171 m (SALITA 131 m, DISCESA 171 m)

volo, rappresentato come un essere metà uomo e metà serpente che nell’immaginario simbolico rappresenta le forze oscure, di origine sotterranea, riproponendo ancora una volta l’incontro/scontro tra forze celesti (l’angelo alato) e terrestri (il demone infernale). Inoltrandosi nel bosco tra Nemi, Ariccia, Albano e Rocca di Papa, il richiamo all’elemento acqua è fortissimo. Sotto le chiome di enormi alberi scorgiamo antiche fonti presso le quali la tradizione dice che Numa Pompilio si recasse per incontrare la sua ninfa ispiratrice “Egeria”; ovunque antichissimi cunicoli scavati nella roccia per centinaia di metri che fornivano di acqua luoghi di culto, ville e paesi di tutto il circondario compresa Roma.

B&B “L’ACQUERELLO” Via piazza di Mario, 49 00049 Velletri (RM) Tel. +39 06 9627743 +39 335 8274068 +39 346 5194770 E-mail: info@acquerellobb.com www.acquerellobb.com

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La vista dall’alto dei due laghi (Albano e di Nemi) è uno spettacolo unico che suscita forti emozioni.


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Gli Artigiani dell’Amore Da Velletri (RM) a Cori (LT)

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DISLIVELLO

3ª tappa

KM TOTALI:

14,5 CIRCA

168 m (SALITA 168 m, DISCESA 132 m)

N.B. La partenza qui è daVia Le Corti - Giulianello. Restare su Via Le Corti-Giulianello, proseguire dritti fino alla fine di questa strada. Il suo naturale proseguimento è Via Crocefissi (non compare sulle mappe ma esiste); in fondo alla strada voltare a destra e poi subito a sinistra, su Via dell’artista. Percorrerla fino alla fine, dove sulla sinistra c’è un cancelletto che dà su un prato incolto; entrarvi. Seguendo il sentiero portarsi fino al ponticello di legno (foto in alto), attraversarlo e prendere la strada bianca verso destra. Costeggiare verso ponente le colline; superare 2 ponti. La strada sterrata conduce a sinistra e passa davanti a una vecchia cava di tufo. Risalirla fino all’avio-superficie. Da qui, dirigersi a est dei capannoni; attraversare il campo e imboccare, sulla sinistra, una stradina in terra battuta tenendo la destra. Raggiunto l’incrocio successivo con un’altra strada bianca, voltare a sinistra e, dopo circa 500 m, superato il principio del fosso, passare a destra (cercando il passaggio tra i rovi), oltre il muretto di un antico tratturo. Girare a destra e, dopo pochi metri, risalire la carrareccia sulla sinistra (foto in basso), fino a raggiungere la sommità del colle. Voltare a destra e scendere seguendo la carrareccia sulla sinistra. Attraversare il ponte in pietra e stare sul sentiero fino alla strada asfaltata; all’altezza dell’incrocio entrare nell’uliveto che ci si trova davanti. Percorrerlo tutto, in discesa; alla fine svoltare a sinistra e, in corrispondenza di una sbarra rossa, imboccare il sentiero a destra, fino al fosso. Al termine di questo c’è un

3° chakra (Manipura, chakra dell’ombelico)

passaggio che ne consente l’attraversamento; passare dall’altra parte del fosso. Risalire fino alla strada bianca, seguirla verso sinistra fino al centro abitato di Giulianello di Cori. Si sbuca su Via Anita Garibaldi. Da qui andare in direzione Cori. Proseguire dritti finché sulla sinistra si incrocia Via di San Nicola (c’è l’indicazione stradale “Cori alto”); prenderla e proseguire fino a P.zza Signina. Da lì, andare verso destra seguendo le indicazioni per il santuario della Madonna del Soccorso.


LINK • La mappa della terza tappa

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Gli Artigiani dell’Amore Da Velletri (RM) a Cori (LT)

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DISLIVELLO

3ª tappa

KM TOTALI:

14,5 CIRCA

168 m (SALITA 168 m, DISCESA 132 m)

Ilaria 3° giorno, 3° chakra (Manipura, chakra dell’ombelico, la cittadella impreziosita). 02/09/2012, da Velletri (RM) a Cori (LT). Un dettaglio curioso sta nel fatto che, nel lavoro con i chakra, ho notato uno schema ricorrente, per me e in parte anche per il gruppo: la mattina prove e il pomeriggio rassicurazioni. Oggi, come gli altri giorni, la prima parte della giornata è stata segnata dalla sfida: ci siamo svegliati benissimo ma ognuno aveva almeno un dolore fisico acuto e, quando ci siamo trovati nelle dune di Giulianello (frazione di Cori), immersi nel giallo del 3° chakra, sebbene fossero splendide, in qualche modo ci hanno disorientati e inghiottiti. Ci siamo persi e, per riprendere la giusta via, abbiamo camminato circa un’ora e 2 km in più del previsto – il che, con lo zaino in spalla e il corpo dolorante, fa la differenza! C’era, inoltre, un altro segnale che ho interpretato come un ammonimento collegato alla pratica energetica: un’area assai ampia era completamente bruciata. Possibili effetti del fuoco, elemento del 3° chakra. D’altronde l’incendio aveva portato alla luce meravigliose tracce

archeologiche sulle pietre della zona, prima nascoste. Dopo questo tratto ci siamo trovati in un punto dove bisognava attraversare un ruscello e un dirupo; il sentiero che dovevamo percorrere, inoltre, era invaso dai rovi. Bastoni alla mano, i due uomini del gruppo si sono generosamente prodigati per aprire la strada. Mi hanno fatto pensare al principe azzurro de La bella addormentata nel bosco: il maschile che per riunificarsi al suo femminile deve superare la foresta di rovi – il 3° chakra è maschile! Morale della favola: abbiamo raggiunto Giulianello e il pranzo alle 15!!! Per grazia divina lì Tonino e Simona (Osteria Dal Contadino) ci hanno rifocillati per benino: minestra con fagioli, pecorino e cipolla


fresca grattuggiata, salsiccia e friggitelli, tutto delizioso e cucinato ad arte! Alle 16.30 ci siamo rimessi in cammino; il resto del viaggio è stato fluido. Sulla strada verso Cori abbiamo sperimentato una pratica di connessione tra ombelichi (l’ombelico è il centro e corrisponde al 3° chakra); ci ha caricati, sostenuti e resi più agili e rapidi, tanto che alle 18.30 avevamo già raggiunto la destinazione! Siamo stati ospiti della chiesa di San Francesco, un luogo meraviglioso in cui ci sono state riservate ben 3 stanze, 2 bagni e 5 letti, più stendino, acqua, vino e vista panoramica mozzafiato! D’altronde il senso collegato al 3° chakra è proprio la vista!

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Gli Artigiani dell’Amore Da Velletri (RM) a Cori (LT)

DISLIVELLO

3ª tappa

KM TOTALI:

14,5 CIRCA

168 m (SALITA 168 m, DISCESA 132 m)

Sandro Le testimonianze archeologiche e mitologiche accomunano il percorso a quello di un altro grande eroe dell’antichità: Ercole. Troviamo segni del passaggio e della devozione a questo semidio da parte delle popolazioni che vivevano nei paesi che attraversiamo nei resti di grandi templi a lui dedicati come quello posto in posizione altamente scenografica sulla sommità della città di Cori (LT). Si dice che Ercole abbia attraversato l’Italia dopo aver rubato i buoi di Gerione ad occidente fondando città e templi lungo il suo passaggio. La figura dell’eroe è legata ad antichissimi siti di fondazione operati probabilmente da gruppi di popolazioni migranti dell’antichità. Presso le più antiche vie di mezza Europa troviamo personaggi che condividono caratteristiche simili legate a fondazioni di antiche colonie di mercanti e pionieri (Noè è uno di questi); una delle più famose è la “via Eraclea” che percorreva fin dalla preistoria la pianura Padana da Est a Ovest mettendo in comunicazione le popolazioni del mar Nero e dell’Adriatico con quelle dell’odierna Provenza e Spagna. Ercole è inoltre strettamente collegato alla pratica della tran-

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sumanza tra le popolazioni italiche e il suo culto rivestiva un importante ruolo anche per i coloni Romani e Latini stanziati lungo tutta la costa tirrenica. Percorrere la Via Francigena equivale a seguire un fil rouge che collega tra loro i molti siti storici e archeologici che si incontrano lungo l’itinerario. Siti quasi del tutto sconosciuti ai più ma le cui particolarità li rendono unici nel mondo. Basti pensare alle colossali mura in opera poligonale, dette “ciclopiche”, che sono presenti quasi esclusivamente in Grecia/Albania, Perù e Italia Centrale. Questo tipo di mura composto da enormi massi (da qui il termine ciclopiche) poligonali messi in opera senza l’uso di malta o altro collante sono ancora quasi del tutto intatte e ben visibili in città come


Cori, Norma e Sezze mentre alcuni tratti isolati appaiono all’improvviso nei boschi dei Castelli Romani, Sermoneta e dal basamento del tempio di Giove Anxur a Terracina. Questa particolare forma di costruzione non è ancora stata datata con certezza; alcuni storici la considerano di fattura Romana mentre molti altri, anche a livello internazionale, la datano all’epoca delle grandi migrazioni provenienti dalla zona Egeo-Anatolica del XII/XVI Sec. a.C. Camminare a fianco di queste possenti mura dona un’esperienza duplice: lo sbigottimento nel trovarsi difronte a costruzioni tanto incredibili da far sentire piccoli piccoli e lo stupore per il fatto che in Italia non si parli di tali meraviglie che non hanno nulla da invidiare a quelle di Cuzco in Perù. • FARMACIA VILLANI UMBERTO Via Achille Grandi, 10 04010 Giulianello di Cori (LT) Tel. 06 9664000 - 06 9665325

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Gli Artigiani dell’Amore da Cori (LT) a Sermoneta (LT)

DISLIVELLO

4ª tappa

KM TOTALI:

18,5 CIRCA

153 m (SALITA 26 m, DISCESA 153 m)

N.B. La partenza qui è il Santuario della Madonna del Soccorso. Una volta scesi dalla grande scalinata che conduce al santuario della Madonna del Soccorso ci si ritrova nuovamente a P.zza Signina. Poco prima di raggiungerla, però, bisogna girare a sinistra, su Via G. Leopardi. Conti5 nuare a scendere rimanendo sulla strada, finché non si arriva al punto raffigurato nella foto 1; qui bisogna girare a destra. Se possibile, chiedere a qualche vecchietto indicazioni per Via delle fontanelle - non è indicata come tale nelle mappe, questo è il nome antico. Parlando il linguaggio di Google Maps, imboccare Via delle vallecchie e delle cupe e percorrerla tutta. Arrivati al piazzaletto, sulla destra c’è una strada; NON prenderla. Andare in fondo al piazzaletto,

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4° chakra (Anahata, chakra del cuore)

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dove c’è un incrocio a T, e girare a destra. Allo svincolo immediatamente dopo, voltare a sinistra, su Via per Norma. Andare avanti su quest’ultima. All’altezza del punto rappresentato nelle foto 2 - 3- 4 prendere la vecchia mulattiera che comincia sulla sinistra – in una decina di minuti si raggiungerà il centro di Norma. Proseguire e attraversare il paese su Via passeggiata San Giovanni. Una volta raggiunta la fontana, che compare sulla sinistra (foto 5), e superatala, la strada si biforca (foto 6); prendere la ramificazione che va verso sinistra, Via delle svolte. Andare dritti mantenendo la destra; si arriva nei pressi di una carrozzeria, dove finisce la strada asfaltata (foto 7). Imboccare il sentiero sulla sinistra e seguirlo mantenendosi sul lato destro della

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LINK • La mappa della quarta tappa

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valle (foto 8). Raggiunta la strada asfaltata proveniente da Norma, proseguire verso sinistra, in discesa. Andare dritti fino a una rotonda in cui sono indicate Sermoneta e l’Abbazia di Valvisciolo. Superata quest’ultima, proseguire per Sermoneta centro (NON Sermoneta scalo). Alla fine della strada girare a sinistra, su Via Madonna delle grazie; 8 dopo una salita e un tornante, si raggiunge il centro di Sermoneta. Appena si sbuca in paese, dove Via Madonna delle grazie incrocia Via Sermonetana, voltare a destra. In Via G. Matteotti 1, molto centrale, si trova l’ostello San Nicola.

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Gli Artigiani dell’Amore da Cori (LT) a Sermoneta (LT)

DISLIVELLO

4ª tappa

KM TOTALI:

18,5 CIRCA

153 m (SALITA 26 m, DISCESA 153 m)

Ilaria 4° giorno, 4° chakra (Anahata, chakra del cuore, il non colpito). 03/09/2012, da Cori a Sermoneta (LT). Oggi giornata strana. Stanotte ho fatto un sogno surreale, in cui Sandro ed io avevamo due corpi totalmente diversi da quelli reali e davamo un’enorme festa in una villa immensa; sembrava essere una ricorrenza annuale. Io ero del tutto distaccata da qualsiasi faccenda materiale, camminavo a 10 cm da terra, come si suol dire. Entrambi eravamo leggeri e spensierati. Quando mi sono svegliata avevo una sensazione indecifrabile, molto particolare: tra lo smarrito e lo stupito, il ricordo di un’esperienza fresca e vivida, gioiosa e libera. Poi invece ho trascorso la giornata in uno spazio completamente differente: avevo voglia di solitudine e silenzio, ero riflessiva e presa nella morsa di questa terribile gelosia che mi possiede talvolta. È assurdo perché penso che o si è gelosi, per carattere, oppure no; io invece per 363 giorni all’anno non vengo neanche sfiorata da questo stato, ma per i restanti 2 giorni sono letteralmente rapita da questa condi-

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zione e la sperimento a intensità incredibili! È un mistero. Ho preferito starmene il più possibile a contatto con me stessa, evitando accuratamente di proiettare tutto ciò nelle relazioni – sarebbe stato inutile e dannoso. A proposito di 4° chakra, forse vivo un senso di separazione dagli altri, ed è da questo che scaturisce la gelosia: divento gelosa perché penso di non poter partecipare – pensiero conosciuto tante volte da bambina. Avrebbe senso, anche perché il 4° chakra è collegato anche all’identità sociale.


Mi è venuto spontaneo evitare delle pratiche mirate. Razionalizzando ho capito che per me effettivamente la connessione con il cuore ha due caratteristiche principali: il silenzio e l’essere, lo stare contrapposto al fare. Ho seguito questa linea; in fondo le azioni più di cuore sono proprio le più semplici, e indicibili.

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Gli Artigiani dell’Amore da Cori (LT) a Sermoneta (LT)

DISLIVELLO

4ª tappa

KM TOTALI:

18,5 CIRCA

153 m (SALITA 26 m, DISCESA 153 m)

Sandro Percorrendo i vecchi tratturi e le strade che prima delle provinciali asfaltate univano i centri urbani ci si immerge in scenari mozzafiato con improvvisi cambi di prospettiva. Lungo tutto il cammino, uno degli aspetti in cui ci si imbatte più spesso è il collegamento visivo tra i luoghi che si attraversano. Muovendosi nel territorio, ci si rende conto di come montagne, campanili, templi, pozzi, etc. costituiscono un vero e proprio schema di riferimento e triangolazione creato nell’antichità per orientarsi e muoversi nello spazio. A ogni cambio scenografico si incontrano una serie di luoghi sacri legati all’antica scienza del territorio, molti dei quali oggi sono diventati edicole mariane o chiese rurali, ma che leggende e tradizioni svelano essere punti di riferimento di un sistema di lettura del territorio in grado di creare un’efficientissima mappa. La sacralità di questi luoghi sta proprio nella connessione visiva dell’ambiente che è in grado di mantenerlo unito, organizzato e orientato (da “orientare” - volgere a Oriente). L’esperienza di questo senso di unione tra parti apparente-

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mente distinte che costituiscono un solo territorio permette di sentire, a livello più profondo, il collegamento tra i singoli individui di una comunità. Il senso di appartenenza si espande parallelamente alla visione che le persone hanno dell’ambiente in cui vivono. Una vera e propria espansione di coscienza che nel corso della storia è passata attraverso la famiglia, il clan allargato, le regioni e le nazioni e che oggi sta arrivando a comprendere l’intero pianeta. Il tipo di visione che si sta sviluppando viaggia a pari passo con la globalizzazione tecnologica, culturale ed economica. Le montagne più alte sono sempre state venerate fin dall’antichità come catalizzatrici e garanti dell’ordine che dal cielo


fluiva sulla terra. Ne sanno qualcosa gli astronauti che durante i loro viaggi avvertono una sorta di crisi mistica (studiata da eminenti ricercatori della NASA) mentre si allontanano dal pianeta osservando territori vastissimi senza confini e linee di demarcazione.

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Gli Artigiani dell’Amore Da Sermoneta (LT) a Priverno (LT)

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DISLIVELLO

5ª tappa

KM TOTALI:

27 CIRCA

168 m (SALITA 62 m, DISCESA 168 m)

N.B. La partenza qui è l’Ostello San Nicola. Dal centro di Sermoneta prendere la strada che va verso il cimitero, Via San Francesco; proseguire dritti mantenendo la destra, poi imboccare Via Casai. Al bivio siuccessivo tenere la sinistra ed entrare in Via Antignana (foto 1 - 2 - 3). Proseguire dritti finché non si arriva a uno spiazzo con 2 antiche colonnine e, sulla destra, un container (foto 4). A questo punto non bisogna farsi ingannare dal cartellino della Via Francigena, che indirizza a sinistra, verso Bassiano; oltrepassare, invece, le colonnine e attraverssare tutta la valle, in un’ampia strada di terra battuta (foto 5). Al termine di questa, seguire il sentiero mantenendo la sinistra, fino a raggiungere una strada asfaltata che porta direttamente ai piedi di Sezze: Primo Tratto Via Casali (foto 6). Restare su questa strada, attraversare il ponticello subito dopo il bar che è sulla destra (foto 7), risalire su Via Collemeso e andare avanti. Dopo questa zona si trovano 2 rotatorie; alla prima proseguire verso destra, in direzione di Via Fanfara e alla seconda imboccare Via piagge marine. Una volta incamminatasi in quest’ultima, andare sempre dritti fino al km 16,500, quando si incrocia sulla destra il bivio per Priverno, prenderlo; ci si troverà in una piccola strada secondaria bianca, in località Mezzagosto. Camminare poche centinaia di metri, superare il ponticello che passa sopra alla SS 156; poco dopo sulla sinistra c’è il B&B Mezzagosto (Via Limaccette, 3).

5° chakra (Visuddha, chakra della gola)

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LINK • La mappa della quinta tappa

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Gli Artigiani dell’Amore Da Sermoneta (LT) a Priverno (LT)

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DISLIVELLO

5ª tappa

KM TOTALI:

27 CIRCA

168 m (SALITA 62 m, DISCESA 168 m)

Ilaria 5° giorno, 5° chakra (Visuddha, chakra della gola, la purificazione). 04/07/2012, da Sermoneta a Priverno (LT). Terrificante! Se prendo in considerazione l’intero percorso, devo ammettere che i miei chakra stanno raggiungendo la cosiddetta ultima spiaggia!! Non ne ho trovato neanche uno in salute finora; tutti devastati, sfiancati, zoppicanti. Oggi, a proposito di benessere psico-fisico, ho raggiunto l’apice della mia oscurità interiore: saranno stati la pioggia e il vento incessanti che ci è toccato affrontare, sarà stato l’affondo perenne dei piedi nel fango della Via Antignana, sarà stata la zeppa che si formava sotto le suole rendendo ogni gamba pesante il doppio, fatto sta che il mio senso di malessere e solitudine ha conosciuto picchi estremi. Dulcis in fundo, tutte le mie buone intenzioni di non proiettare i pensieri negativi sulle persone sono andati a farsi benedire e ho ricordato che sono una potenziale assassina! Fortuna che ci sono orde di psichiatri che sostengono che più siamo consapevoli della nostra forza omicida, meno siamo pericolosi (e viceversa: più pensiamo

che non potremmo mai uccidere, più siamo fuori controllo) – le ultime frontiere del delirio, sigh... Stendiamo un velo pietoso. In ogni caso, in questo frangente ho realizzato che o parlavo di ciò che mi pesava oppure si sarebbe scatenato dentro di me un vulcano dalle conseguenze imprevedibili. Così ho attivato il 5° chakra e mi sono espressa nella mia autenticità, rivelando coraggiosamente la mia fragilità e portando allo scoperto uno dei mostri che mi ha causato più dolore negli anni passati. All’inizio ho sperimentato la mia debolezza, la paura di essere in pericolo, ma col passare delle ore mi è risultato chiaro che per attivare un processo di purificazione (è questo che si fa nel 5° chakra) l’unica via è l’onesta esternazione della verità che si custodisce - è un primo passo, da cui poi bisogna andare avanti, ma senza di esso si mente a se stessi e agli altri, e nessuna reale trasmutazione può avere luogo. Le maschere e le sovrastrutture ci proteggono finché non siamo abbastanza forti e stabili da sostenere l’impeto della realtà; quando arriva questo sacro momento, tuttavia, esso va onorato e attraversato con nobiltà d’animo, altrimenti si viaggia solo sullo strato più superficiale (e meno interessante) dell’esistenza. Oltre all’inferno che mi tocca fronteggiare interiormente, anche il corpo sta lanciando un grido - e non solo il mio!


Quattro di noi sono letteralmente a pezzi, tanto che domani ci toccherà percorrere l’ultima tappa del cammino in autobus - meglio rinunciare umilmente a completare il percorso a piedi che rischiare di farsi seriamente male a qualche tendine od osso! Anche questo è un messaggio del 5° chakra (corpo fisico), che ci ricorda i nostri limiti, l’importanza della qua-

lità (più che della quantità) delle esperienze e dell’espressione del meglio di sè. Responsabilità: abilità a rispondere. Rispondendo abilmente a questo input sottile riceveremo il vigore necessario a proseguire nel nostro cammino, passo dopo passo.

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Gli Artigiani dell’Amore Da Sermoneta (LT) a Priverno (LT)

DISLIVELLO

5ª tappa

KM TOTALI:

27 CIRCA

168 m (SALITA 62 m, DISCESA 168 m)

Sandro Lasciato il borgo di Sermoneta inizia un lungo tratto in salita che porta, in breve tempo, a un luogo dove il tempo pare fermarsi. Davanti ai nostri occhi si apre uno spazio altamente scenografico; un corridoio naturale che scorre tra due alte montagne dove si celano antichi insediamenti che svolsero funzioni produttive, difensive e cultuali. La zona non è mai stata oggetto di studi sistematici anche se nel tempo ha consegnato reperti e testimonianze importanti per la storia dell’intero paese. Basti pensare che all’interno di una grotta (riparo Roberto) che si apre sul versante della pianura pontina sono state trovate pitture rupestri rappresentanti rinoceronti, cervi e alcune figure antropomorfe mentre più a valle, in direzione di Priverno è stata trovata l’unica figura antropomorfa a “Phi” d’Italia. Il rinvenimento testimonia l’estrema antichità della frequentazione di questi luoghi da parte di gruppi nomadi che forse, in attesa del passaggio delle mandrie di animali nella pianura sottostante, officiavano rituali propiziatori per una fortunata battuta di caccia. Sulle creste delle montagne che accompagnano il cammino

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verso Sezze si trovano resti di antichi incastellamenti con argini che raggiungono i 5m di spessore e 60m di diametro, probabili insediamenti di controllo e osservazione del cielo. E’ attualmente in corso uno studio sull’orientamento astronomico di tali strutture che dimostrano come le antiche popolazioni di questi luoghi fossero dotate di avanzate conoscenze e strumenti in grado di misurare il tempo tramite il movimento degli astri. Sembra che all’estremità meridionale della valle, esistesse un’ampia piattaforma composta da enormi massi lavorati (alcuni dei quali ancora visibili nelle vicinanze) da dove è tuttora possibile osservare l’effetto del sole che all’alba del solstizio invernale - 21 Dicembre - sorge dal centro esatto di due vette che all’orizzonte si stagliano a destra e a sinistra del monte Trevi, l’altura che sovrasta Sezze. Sulle origini del nome di questa valle nascosta ci sono due principali versioni, una colta e una popolare. Storici ed eruditi dello scorso secolo hanno visto un collegamento tra i resti di una villa rustica romana e il castrum dell’Acquapuzza degli Antonini (la famiglia di Caracalla), edificato in posizione strategica per il controllo della viabilità tra Roma


e il sud d’Italia per tutto il periodo dell’impaludamento della via Appia (dal IV sec. al 1700). Leggende e tradizioni orali tramandate dagli anziani della zona narrano di Frate Antonio che costruì un eremo sulla sommità dei monti che separano la valle dalla sottostante pianura Pontina.

Entrambe sono “vere” poiché evidenziano da un lato l’importanza della morfologia del territorio che si presta a passaggi protetti di merci e pellegrini in viaggio tra Roma e le regioni del sud che con i loro porti mettevano in comunicazione con i paesi del Mediterraneo e la Terrasanta; dall’altro

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Gli Artigiani dell’Amore Da Sermoneta (LT) a Priverno (LT)

DISLIVELLO

5ª tappa

KM TOTALI:

27 CIRCA

168 m (SALITA 62 m, DISCESA 168 m)

la possibilità di trovare un luogo appartato dove condurre una vita di contemplazione a diretto contatto con le forze della natura e con il movimento “perfetto” degli astri, da sempre metafora dell’ordine cosmico che più avvicina alla voce di Dio.

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Gli Artigiani dell’Amore Da Priverno (LT) a Terracina (LT)

DISLIVELLO

6ª tappa

KM TOTALI:

25,7 CIRCA

151 m (SALITA 0 m, DISCESA 151 m)

N.B. La partenza qui è il B&B Mezzagosto. Usciti dal B&B dirigersi a sinistra, sulla strada sterrata; alla fine di questa girare a destra e poi, appena c’è il ponticello che permette di attraversare il fiume Amaseno sulla sinistra, prenderlo. Al termine del ponte andare a sinistra e incamminarsi sul lungoargine dell’Amaseno; proseguire sempre dritti, rimanendo accanto al fiume per qualche chilometro. Quando si giunge a un punto in cui si ramificano diverse strade, girare a destra e, una volta sulla strada asfaltata, a sinistra. Questa deviazione consente di raggiungere l’Abbazia di Fossanova, se non si vuole visitarla si può rimanere sul lungoargine. Una volta lasciata l’Abbazia, riprendere la strada asfaltata proseguendo nella stessa direzione in cui si stava camminando prima; imboccare la prima via che si incrocia sulla sinistra.

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6° chakra (Ajna, il terzo occhio)

Appena si incontra il fiume, immettersi di nuovo sul lungoargine, girando a destra – da dove si viene bisogna prendere il primo lungoargine, non il secondo. Da qui rimanere sull’Amaseno fino a raggiungere prima Terracina e poi il mare.


LINK • La mappa della sesta tappa

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Gli Artigiani dell’Amore Da Priverno (LT) a Terracina (LT)

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DISLIVELLO

6ª tappa

KM TOTALI:

25,7 CIRCA

151 m (SALITA 0 m, DISCESA 151 m)

Ilaria 6° giorno, 6° chakra (Ajna, il terzo occhio). 05/09/2012. Oggi come previsto non ero in condizione di camminare a causa di un fortissimo dolore ai legamenti crociati; così mi sono unita a Carla, Gigi e Alessandra e abbiamo percorso l’ultimo pezzo di strada in autobus, mentre Sandro e Božena hanno proseguito a piedi. Il 6° chakra mi rammenta quanto è preziosa la mia capacità di concentrarmi, di viaggiare fermamente raccolta in un punto, come un fiume che procede solo all’interno del suo letto. Anche se so che in momenti come questo agli altri posso sembrare distante, misteriosa, indecifrabile, persino fredda e scostante, per me è un passaggio indispensabile per mantenermi lucida e uscire dal flusso di pensieri distorti. In questi momenti sto bene da sola, che siano presenti altre persone oppure no, io alle mie crisi ci penso da me, gli altri non solo non mi sono utili in nessun modo, ma spesso addirittura mi confondono e distraggono con le loro idee e percezioni, che non sono le mie. Questa chiarezza di pensiero e di visione è frutto delle buone condizioni del 6° chakra.

Altra rimembranza di Ajna: la potenza della preghiera. Nei casi disperati essa salva, orienta la mente verso la luce. Io prego spesso, per gratitudine o per darmi una direzione, ma come si percepisce la forza creativa della preghiera quando si è disperati è impareggiabile, assolutamente convincente! Il cammino mette alla prova fisicamente, mentalmente e spiritualmente. Fisicamente perché bisogna fare i conti con i propri limiti, con lo stato di salute e con la gestione delle proprie energie; mentalmente perché a un certo punto si palesa con chiarezza disarmante quanto potente è l’uso della mente nella vita e quanto, in alcune situazioni-prova, è fondamentale imparare a metterlo in campo in modo intelligente e costruttivo; spiritualmente infine, perché quando si esce dal proprio “spazio di comfort” (in cui tutto è ordinario, conosciuto e familiare), si può prendere coscienza che nella vita non ci sono solo obiettivi, volontà e capacità, ma anche fato, speranza e fede – quanto presenti sono questi nella propria vita? Camminando per un periodo continuativo di almeno una settimana si ha modo di porsi questa domanda e di accedere alla risposta.


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Gli Artigiani dell’Amore Da Priverno (LT) a Terracina (LT)

DISLIVELLO

6ª tappa

KM TOTALI:

25,7 CIRCA

151 m (SALITA 0 m, DISCESA 151 m)

Sandro Il cammino da Priverno a Terracina (loc. porto Badino) si svolge quasi interamente lungo l’argine del fiume Amaseno accompagnati dallo scorrere lento e sinuoso dell’acqua. Raggiunta l’abbazia di Fossa Nova, l’ambiente cambia radicalmente passando ad una prospettiva completamente diversa che dall’alternanza di alture, boschi, scorci e panorami si allarga e appiattendosi nell’uniformità dell’agro Pontino. Lasciando alle spalle i Lepini, l’unico riferimento all’orizzonte rimane il monte Circeo che si erge nel mezzo della distesa, maestoso, immerso nell’atmosfera particolare e tipica della pianura, caratterizzata da una maggiore densità e umidità. La vicinanza delle acque in movimento permette di godere di una costante brezza che stempera il clima più pesante. Cambiano i suoni, la luce e i suoi riverberi, gli insediamenti umani; si entra in un ambiente ovattato. Lo sguardo ritorna spesso a cercare i profili delle alture che si allontanano e il monte di Circe, alla nostra destra, diventa un ancora nel mare della pianura. Una sensazione simile devono averla avuta quegli antichi e

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primi navigatori che, provenendo dalle coste dell’Africa e dal vicino Oriente dopo l’ultima glaciazione, si avventurarono in mare alla ricerca di nuove terre fertili e quegli stessi pionieri che alla testa di popolazioni ricche di tradizione e cultura, per primi, diedero un nome a quei monti che per la loro particolare forma e posizione diventarono fondamentali per l’orientamento e quindi sacri. Sulle vette del Circeo sono ancora presenti due di questi luoghi, l’acropoli di San Felice circondata da gigantesche mura in opera poligonale (per l’appunto chiamate “ciclopiche”) e il cosiddetto tempio di Circe (sacerdotessa del culto della Grande Madre o Dea della terra che gestiva il ciclo della vita e il potere femminile mediatore tra l’umano e il divino), colei che nell’Odissea trasforma i compagni di Ulisse in porci e che svela all’eroe i pericoli da superare nel viaggio di ritorno in patria.


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Gli Artigiani dell’Amore Terracina (LT) Tempio di Giove Anxur

7ª tappa

KM TOTALI:

DISLIVELLO

8,5 CIRCA

227 m (SALITA 227 m)

Dal lungomare di Terracina è possibile raggiungere il tempio con diverse navette; è inutile che scriviamo numeri e orari, visto che ogni anno possono cambiare. Sarà sufficiente domandare ai gestori del campeggio/albergo/B&B in cui si pernotta, sicuramente ne sono provvisti. In alternativa, ovviamente, si può camminare! Noi in quest’ultima tappa abbiamo optato per la navetta, abbiamo avuto l’impressione che per ogni settimana di cammino un giorno di riposo è necessario, oltre che benefico e rigenerante. In caso si volesse proseguire l’esperienza in cammino, magari per un giorno senza gli zaini in spalla, di seguito ci sono le informazioni su chilometri e dislivello. KM TOTALI: 8,5 circa solo andata (17 con il ritorno) DISLIVELLO: 227 m (salita: 227 m – discesa 0 m/227 m con il ritorno)

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7° chakra (Sahasrara, la corona)


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Gli Artigiani dell’Amore Terracina (LT) Tempio di Giove Anxur

7ª tappa

KM TOTALI:

DISLIVELLO

8,5 CIRCA

227 m (SALITA 227 m)

Ilaria 7° giorno, 7° chakra (Sahasrara, il loto dai mille petali). 06/09/2012, Terracina (LT), tempio di Giove Anxur. Tutto si è concluso per il meglio. Stamattina Sandro ed io abbiamo parlato ampiamente, per tirare le fila del cammino, per valutare insieme l’intera settimana, scambiandoci impressioni e riflessioni. È stata una conversazione molto feconda. Imprevedibilmente il clima ci ha graziati, per l’ennesima volta in questo viaggio, con una piacevole giornata: mattinata al mare a riposare e godere del relax, pomeriggio al tempio di Giove Anxur, per concludere il nostro ciclo con le pratiche per il 7° chakra. Abbiamo consultato l’oracolo attraverso la pietra oracolare che c’è lì; ho suggerito di chiedere qual è stato il proprio ruolo all’interno del gruppo in questo cammino. Mi è sembrato che tutti abbiano avuto un momento di raccoglimento e connessione profondi e facili. Al termine, ognuno ha detto al gruppo quale responso aveva ricevuto; è subito stato più chiaro per tutti quali erano i vari contributi personali alla collettività. È stato, da parte mia, un modo semplice per ri-

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chiamare l’attenzione sulla sfera comune, mettendo per qualche minuto da parte quella individuale. Dopo ha piovigginato un po’, così Sandro ed io abbiamo avuto a disposizione la sincronicità perfetta per fare il nostro rituale di conclusione di coppia – due strani sacerdoti, o stregoni, o maghi del ventunesimo secolo! È stato emozionante e gioioso, ho vissuto attimi di perfetta connessione col mio ruolo “cosmico” - suona tutto terribilmente new age, lo so, ma è l’inconveniente dell’uso delle parole: a volte non ce ne sono di veramente adatte! Assieme alla pioggia sono arrivati cieli mozzafiato, e uno spettacolare tramonto ha definitivamente suggellato il termine del LoveWalk di quest’anno. Ognuno ha avuto la sua esperienza, quella che inconsciamente cercava forse, di sicuro quella di cui aveva profondamente bisogno per crescere. Assieme ci siamo resi conto che la magia del cammino è estremamente impalpabile, indescrivibile, difficilissima da trasmettere con un racconto; eppure mette in moto dei cambiamenti e delle prese di coscienza interiori portentosi! Calpestare la terra, battervi sopra musica coi propri passi; respirare alberi, cieli e colori; sentirsi un tutt’uno con le altre persone, assieme alle quali si crea un’orchestra, un’anima unica... sono esperienze semplici ma essenziali, ancestrali, che riportano all’origine dell’essere Umani.


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Gli Artigiani dell’Amore Terracina (LT) Tempio di Giove Anxur

7ª tappa

KM TOTALI:

DISLIVELLO

8,5 CIRCA

227 m (SALITA 227 m)

Sandro L’ultima tappa del cammino prevede un’ascesa rituale alla vetta di monte Sant’Angelo dove sorge il monumentale tempio di Giove Anxur, a sua volta edificato su precedenti luoghi di culto italici. Sul lato meridionale della base su cui poggia il complesso templare si aprono 12 enormi archi di un portico lungo quanto la struttura. Osservata dalla sottostante Terracina, l’intera struttura è davvero suggestiva e richiama antichi culti legati a divinità celesti. Da lassù la vista spazia su tutta la pianura pontina fino ad abbracciare a nord-ovest i Castelli Romani e il Monte Cavo. Scendendo con lo sguardo verso sud ritroviamo il Monte Circeo del quale si distinguono chiaramente le due vette del cosiddetto tempio di Circe e l’acropoli di San Felice. Recenti studi di eminenti ricercatori (tra i quali Jean Richer, membro della prestigiosa Académie Française) stanno evidenziando alcuni straordinari allineamenti tra antichi luoghi sacri che si affacciano sull’agro pontino e il tempio di Giove Anxur, il cui nome potrebbe essere collegato alla radice sanscrita sur (sole) che evidenzia uno speciale rapporto tra que-

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sto famosissimo centro oracolare dell’antichità e la privilegiata posizione per l’osservazione dell’orizzonte. Tracciando una linea lungo la direzione del tramonto del 21 giugno (solstizio estivo) e prolungandola verso nord-ovest si incrociano con spettacolare precisione due dei luoghi sacri più importanti dell’antichità; il tempio di Satricum in località Le Ferriere nei pressi di Latina e del Sol Indiges a Pratica di mare, l’ultimo mitico approdo di Enea, progenitore della cultura Romana. Più a nord, invece, è possibile tracciare una linea che collega le acropoli di tutte le città saturnie (circondate da mura ciclopiche in opera poligonale) che si affacciano sul versante occidentale dei Monti Lepini; Sezze, Norba e Cori (LT). La struttura non era collegata solamente con il cielo ma anche con le forze del sottosuolo. Sul fianco occidentale del tempio è ancora visibile la pietra del santuario oracolare: una roccia naturale isolata, con cavità all’interno collegate tra loro, che permettevano di far arrivare soffi d’aria all’esterno. Sappiamo che in questa zona era venerata la Dea Feronia, antica divinità italica spesso affiancata, nei luoghi a lei dedicati, a un paredro con caratteristiche solari (cfr. il lucus fe-


roniae nei pressi del Monte Soratte – sur). Ci ritroviamo in un santuario dove il maschile incontra il femminile in un’unione di forze del cielo e della terra. Siamo partiti dal Divino Amore a Roma, passando nel bosco sacro di Diana, sovrastato dalla vetta del Monte Cavo dove sorge il tempio di Giove e in un continuo di sali e scendi, di connessioni con elementi maschili e femminili, di cielo e

terra, siamo giunti a destinazione, al santuario di Terracina dove, ripercorrendo le orme di antichi pellegrini, portiamo in offerta la nostra piĂš pura essenza messa a nudo dalle forze plasmanti del viaggio.

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Informazioni utili Dove mangiare

PRIMA TAPPA • «LE BONTÀ» di Patrizia Corbi & C. snc Piazza Signina, 9 04010 Cori (LT) Tel. 392 6936075 E-Mail: le.bontà@yahoo.it

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TERZA TAPPA • Ristorante Trattoria «DA CHECCO» Via Repubblica, 174 04010 Cori (LT) Tel. +39 06 9678336 +39 333 6916586 Fax +39 06 9678336 E-mail: trattoriadachecco@live.it www.trattoriadachecco.it • Bar «AURORA» Via casali SNC 04018 Sezze (LT)

QUARTA TAPPA • «AL RISTORO DELLE FATE» CUCINA TIPICA Via del Corso, 56 04010 Norma (LT) Tel. +39 0773 488358 +39 331 9925900 www.lefatedellago.it Dove dormire

PRIMA TAPPA • B&B «LA TARTARUGA» V.lo del laghetto, 19 00040 Castel Gandolfo (RM) Tel. +39 06 9311298 +39 339 3280438 E-mail: vittoria56m@gmail.com www.bblatartaruga.com

SECONDA TAPPA • B&B «L’ACQUERELLO» Via piazza di Mario, 49 00049 Velletri (RM) Tel. +39 06 9627743 +39 335 8274068 +39 346 5194770 E-mail: info@acquerellobb.com www.acquerellobb.com QUARTA TAPPA • B&B «L’ALBERETO» Via pozzo di guerra, 2 04010 Norma (LT) Tel. +39 0773 354886 +39 333 7326443 +39 331 3732772 E-mail: info@lalbereto.it www.lalbereto.it


• RELAIS B&B «LE FATE DEL LAGO» Via del Corso, 56 04010 Norma (LT) Tel. +39 0773 488358 +39 366 3820494 www.lefatedellago.it E-mail: info@lefatedellago.it fiammetta67@libero.it

SESTA TAPPA • «HOTEL CASA YVORIO» Via Bad Homburg, 3 04019 Terracina (LT) Tel. +39 0773 730249 Fax +39 0773 790751 E-mail: info@hotelcasayvorio.com www.hotelcasayvorio.com

Altro

TERZA TAPPA • Farmacia VILLANI UMBERTO Via Achille Grandi, 10 04010 Giulianello di Cori (LT) Tel. +39 06 9664000 +39 06 9665325 QUINTA TAPPA • Prodotti erboristici T.M. gemmoderivati «REGIFLOR NATURA» s.r.l. Via montagna, 56 04018 Sezze (LT) Tel. +39 0773 887007 +39 347 3169531 Fax +39 0773 887007 E-mail: regiflornatura@libero.it www.regiflornatura.it

• Prodotti per l’agricoltura biologica «BIOFARM» Strada macchia grande, 115/a 04100 Latina Tel. +39 0773 423581 +39 392 9360456 E-mail: info@biofarm.it www.biofarm.it

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Informazioni utili Da visitare

Castel Gandolfo (RM)

• Eremo di Sant’Arcangelo in lacu video

Il sentiero non è segnato ma con un po’ di fortuna e spirito d’avventura lo si può trovare. Ci si arriva dal sentiero che parte dal convento di Palazzolo o da una deviazione dalla Francigena a metà tra il colle dei Cappuccini e il tunnel sotto alla statale 218 tra Rocca di Papa e Ariccia. Velletri (RM)

• Museo Civico Archeologico “Oreste Nardini” • Museo Civico di Geopaleontologia e Preistoria dei Colli Albani

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Palazzo Comunale Via Goffredo Mameli 4-6 00049 Velletri (Roma) www.velletrimusei.it

Tel. +39 0696158268 Orari: i Musei sono aperti tutti i giorni, festivi inclusi, escluso il lunedì, 1° Gennaio, Pasqua, 15 Agosto e 25 Dicembre 09.00/13,00 e 15.00/19.00. Accesso/percorsi per diversamenti abili. L’abbattimento delle barriere architettoniche rende entrambi i Musei Civici accessibili a tutti. Cori (LT)

• Chiesa di Sant’Oliva

Piazza di Sant’Oliva (centro storico) Lasciando un documento si possono chiedere le chiavi all’adiacente bar, nelle ore di apertura. • Tempio di Ercole Via del Tempio di Ercole (centro storico) Sempre visitabile dall’esterno

• Tempio di Castore e Polluce Via delle Colonne (centro storico)

• Cappella dell’Annunziata (link) Via Annunziata, 59 04010 Cori (LT) Chiedere le chiavi alla Cartoleria difronte alla cappella al civico 61. Orari: 9.00/11.00 e 15.00/18.00 Festivi 9.00/11.00


Norma (LT)

• Parco e Museo archeologico dell’acropoli dell’antica Norba Orari: Lunedì - Venerdì 9.00/12.30 Sabato, Domenica e Festivi 9.00/12.30 e 15.00/18.30 Info: 0773.353806 Sermoneta (LT)

• Abbazia di Valvisciolo (link) Via Badia, 14 04010 Sermoneta (LT) Tel. 077330013 Orari: Sabato 15.00/18.00 Domenica 9.00/12.00 - 15.00/18.00 feriali su richiesta.

Priverno (LT)

• Abbazia di Fossanova (link) Via San Tommaso D’Aquino, 1 04015 Priverno (LT) Tel: 0773.939061 (+39) 340.3289592 Orari: 7.00/12.00 e 15.00/18.00 (ora solare) 16.00/19.30 (ora legale) Sabato e Domenica l’Abbazia è aperta tutta la giornata.

Orari: da Giugno a Settembre 9.00/24.00 da Ottobre a Maggio 9.00/17.00

Terracina (LT)

• Tempio di Giove Anxur (link) Piazzale Loffredo 04019 - Terracina (LT) Tel: +39 06 88522480

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LoveWalk ITA  

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