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N. 11 - Anno I Reg. Trib. di Brindisi n. 3/2011 del 6/05/2011 Dir. Responsabile Eliseo Zanzarelli Edizioni: PubliEdit S.r.l. Via Marrucci, 14 - Francavilla Fontana (Br)

15 - 30 NOVEMBRE 2011

NON PERCEPISCE FINANZIAMENTI PUBBLICI

SPECIALE INFORMAZIONE

NON LEGGE PIÙ NESSUNO I DATI MEDI RACCOLTI EDICOLA PER EDICOLA SONO IMPIETOSI: LA CARTA STAMPATA NON "TIRA" PIÙ COME UN TEMPO. LETTORI DEI QUOTIDIANI LOCALI E NAZIONALI, FINANCHE SPORTIVI, IN NETTO CALO. LE NEWS? MEGLIO ONLINE REPORT DALLE EDICOLE IN PROVINCIA di Brindisi, perlomeno nei comuni scandagliati edicola per edicola da Lo Strillone, si legge poco, pochissimo. I quotidiani sono in crisi profonda, molto più che da altre parti. Le edicole e gli edicolanti non se la passano granché bene. I lettori, sia della stampa locale sia di quella nazionale a pagamento, sono sempre meno. C’è poco da aggiungere (…)

fsegue a pag. 8

FRANCAVILLA Mercato coperto: 28 imprenditori lo reclamano IL PROGETTO per riportare in vita la “piazza coperta” sta per spegnere la nona, triste candelina. Mentre molti guardano perplessi ai lavori (…)

L'ELZEVIRO

Le origini della crisi mondiale e la sua deriva esistenziale di VINCENZO SARDIELLO COSA sta accadendo negli ultimi anni all'economia mondiale? Cosa si nasconde dietro alla crisi con cui si riempiono fiumi di inchiostro e si sprecano mille parole? Domande complesse che non hanno risposte semplici. Il Novecento è stato il secolo della definitiva affermazione della democrazia come forma di governo perfetta all'interno della quale ogni popolo poteva trovare la propria determinazione. Il terzo millennio è cominciato con la consapevolezza che forse non per tutti la democrazia si era presentata come panacea dei propri problemi, e lo si è scoperto (…)

fTurba a pag. 5

fsegue a pag. 3

ORIA Lo Zoo Safari gestirà quello di San Cosimo DOPO I SIGILLI al castello, gli oritani temono per il turismo in città, ma il cambio di gestione dello zoo, che dopo 31 anni passa dalla famiglia Weidmann allo Zoo Safari di Fasano, potrebbe cambiare un po’ le cose. La notizia è confermata dal direttore del giardino zoologico fasanese, Fabio Tarausa, che annuncia la (…)

fMele a pag. 10

ERCHIE

TORRE SANTA SUSANNA

LATIANO

Una cittadina denuncia raggiri da parte di agenti di commercio molto "preparati" sulle energie alternative. De Gaetano a pag. 13

Il parco in via vecchia per Manduria, costato 100mila euro, è brutto e pericoloso. Il sindaco lo chiude d'urgenza. a pag. 13

Muro Tenente: il referente del parco, Burgers, si dimette e infuria la polemica. Troppi però restano anonimi. Distante a pag. 14


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L'ELZEVIRO 15-30 Novembre 2011 - n. 11

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CRISI GLOBALE O ESISTENZIALE? Dal sogno indotto di una crescita infinita alla grande possibilità di una decrescita felice… segue dalla prima

(…) osservando impotenti le drammatiche immagini del crollo delle Torri Gemelle l'11 settembre del 2001. A questo evento è conseguita un'opera "missionaria" dei Paesi occidentali per esportare, tramite la violenza, la democrazia in Paesi non convertiti. Poi nel 2008 è cominciata una forma di governo del tutto nuova, autoritaria e violenta: la finanza. Il principio all' interno del quale è proposperata la democrazia è molto semplice: la crescita economica non ha limiti, per incrementarla il più possibile e creare un circolo virtuoso occorre garantire il benessere a tutti in modo che tutti possano contribuire alla crescita. In questa maniera è stata plasmata la vita di noi tutti. Le nostre giornate, il nostro modo di approcciarsi alla vita, il nostro piccolo quotidiano è tutto strutturato al fine di adempiere ad un solo scopo: consumare. In ragione di questo bisogno impellente e vitale, noi tutti abbiamo abbandonato le singole culture di appartenenza appiattendoci verso modelli di vita del tutto estranei alla nostra cultura, abbiamo abbandonato le nostre piccole cittadine per approdare nelle grandi città, abbiamo lasciato i nostri sogni in ragione di uno stipendio, abbiamo abbandonato le nostre campagne. Tutto questo ha funzionato per circa 40 anni, sino a quando non sono subentrati fattori del tutto nuovi e inaspettati. I Paesi in via di sviluppo hanno abbandonato il ruolo di sparring partners per vestire i panni dei protagonisti di una nuova era

economica. Hanno fatto propri i dettami e le regole di un perfetto capitalismo novecentesco avendo dallo loro uno straordinario potenziale di forza lavoro a costi bassissimi. Il risultato è stato molto semplice: il completo annientamento del nostro potenziale produttivo vincolato a costi molto più alti. Come si sa, il capitale deve preservare se stesso ed è cominciata una lenta retromarcia su quanto si era ceduto negli anni precedenti alla massa "produttiva", per far emigrare la produzione verso lidi diversi dove la situazione lavorativa è analoga alla nostra di circa un secolo fa. Nel frattempo ci siamo convinti che il futuro si nascondesse dietro un settore economico del tutto nuovo: i servizi. Con il passare del tempo ci siamo accorti che per dare vita a una società dei servizi era comunque necessaria una componente alternativa dell'economia che era in

Alla Casaccia in arrivo i corsi di disegno, pittura e ceramica per il prossimo anno sociale

rapidissimo regresso. Il risultato è stato deflagrante: un' intera generazione si trova a fare i conti con l'assurdità di un sistema inadeguato e che prima ha dato e ora toglie. L'ultimo attacco, sferrato con lucido cinismo, è sulla democrazia. Il ricatto è semplice: o adegui il tuo sistema alle regole del nuovo capitale o ti facciamo fuori. Le regole salva-capitale sono molto semplici: salvaguardia dei grandi detentori di ricchezza, limitazioni della spesa pubblica al minimo con conseguenti sciagure di carattere sociale, progressiva limitazione dei diritti dei cittadini. In realtà pare che la produzione di ricchezza mondiale sia affidata ormai esclusivamente alle spregiudicate operazioni della borsa. E se il mondo viene visto esclusivamente davanti al monitor di un pc questo sembra verissimo, la realtà ha però ben altri volti, su cui si dovrebbe ritornare singolarmente.

ANCHE per quest'anno il Centro Artistico Culturale "La Casaccia" ha messo in cantiere, tra le sue attività, dei corsi di disegno, pittura e, novità assoluta di questo 2011/12, di ceramica. Le attività prevedono un incontro preliminare e conoscitivo con i docenti il prossimo 21 novembre alle ore 19.00 presso le sale del Centro in via Municipio, 43 a Francavilla Fontana (Br). Il corso si strutturerà in più incontri settimanali

Oggi viviamo una situazione in cui da una parte c' è una generazione che si ritiene salvata, anche se dovrà cedere alcune cose, e una generazione che si ritiene dannata nel senso che dovrà rinunciare a diritti e possibilità che solo una generazione fa erano considerati inalienabili. La realtà purtroppo è un'altra. La generazione che si ritiene salva corre un rischio terribile. Il sistema è strutturato mediante politiche di finanziamento in cui chi produce paga per mantenere coloro che non producono più, ma se si rompe questa catena chi penserà a mantenere la generazione che ora produce e domani non produrrà più? L'auspicio di tutti è che la situazione attuale, in cui accanto a un crisi generale si colloca una crisi dell' individuo plasmato nella sua essenza da modelli inattuali, non ci trasformi tutti in Timone, il personaggio greco evocato da Shakespeare nella sua opera Timone d'Atene, perchè scoprire la verità molte volte è peggio che vivere in una piacevole illusione. Questa crisi oggi presenta una grande possibilità di voltare pagina in maniera definitiva rispetto ai modelli classici di economia e di politica. Per farlo occorre una grande consapevolezza individuale e un sforzo di straniamento dai modelli culturali inculcatici, e una lenta rinuncia a quello che pensiamo essere essenziale ma tale non è. L'alternativa continuerà a essere la precarietà esistenziale e una nuova crisi dietro l'angolo. Vincenzo Sardiello

e si protrarrà sino alla fine del mese di maggio. Per informazioni è possibile inviare una mail a info@lacasaccia.info. Oltre ai corsi riservati all'arte è anche in partenza il corso di dizione sotto la guida della docente Alessandra Mandese. Il corso, coordinato da Salvatore Cappellaro, si articolerà in 20 ore totali. Per informazioni è possibile contattare la Casaccia al suo indirizzo mail info@lacasaccia.info. „


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DAL 1946 UNA TRADIZIONE LUNGA

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Corrispondenti Giovanni Colonna Laura De Stradis Maria Rosaria De Gaetani N.11 - Anno I • Reg. Trib. di Brindisi n. 3/2011 • del 6/05/2011 Maura De Gaetano Edito da: Publiedit S.r.l. • redazione@lostrillonenews.it Maria Rosaria D’Alema Redazione: Via C. Pisacane, 6 • 72024 Oria (Br) • 0831.1950525 Maurizio Distante Merio (vignettista) „ Direttore Responsabile „ Concessionaria Pubblicitaria Michele Iurlaro Eliseo Zanzarelli OraSpot di M. De Michele Pierdamiano M. Mazza direttore@lostrillonenews.it info@oraspot.it Grazia Mele „ Amm. Unico Publiedit „ Stampa Vincenzo Sardiello Angelo Lombardi Master Printing S.r.l. Claudia Turba publiedit@lostrillonenews.it Modugno (Ba), Erica Zingaropoli „ Impaginazione via delle Orchidee, 1 Luca Crescenzo grafica@lostrillonenews.it

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«SALVIAMO NOI LA PIAZZA COPERTA» Una cordata di imprenditori interessata al recupero dell’immobile in piazza Umberto I. Già comando dei vigili e potenziale galleria commerciale, è abbandonato da troppi anni segue dalla prima

di CLAUDIA TURBA (…) di riqualificazione di piazza Umberto I, qualcuno bada anche a quella fatiscente impalcatura che circonda l’ex comando dei vigili urbani, poi destinato a diventare galleria commerciale. Diversi esponenti della società civile e della classe imprenditoriale agricola, infatti, pensano di accollarsi l’onere del recupero della struttura per trasformarla in museo della civiltà contadina e area shopping. Un passo indietro nel tempo. Il primo aprile del 2003 l’approvazione del progetto esecutivo di ristrutturazione, con cambio di destinazione d’uso dell’immobile. L’appalto fu affidato alla ditta Leopizzi 1750 Srl per la cifra di 747.854,59 euro, con consegna fissata al due febbraio 2004. Nel corso dei lavori furono però individuate aree di particolare interesse storico, che fecero ipotizzare la presenza di un intero piano ipogeo, così nel febbraio 2005 le attività furono sospese. Nel giugno dello stesso anno, gli scavi riportarono alla luce i primi resti del frantoio del Capitolo e, nel maggio del 2006, l’amministrazione fu costretta a far redigere un nuovo progetto finalizzato al recupero totale dell’area ipogea, i cui lavori furono nuovamente affidati alla ditta Leopizzi 1750 Srl. L’esecutivo fu approvato a marzo dell’anno successivo per una cifra pari a 250mila euro. Il 30 maggio del 2007, il cantiere fu sottoposto a sequestro dopo una segnalazione della Soprintendenza per i beni ar-

ORIA

Tre nuovi diaconi per la Diocesi

Ph. Antimo Altavilla cheologici, la quale rilevò che gli ambienti ipogei erano stati del tutto svuotati. L’ipotesi era che fossero stati commessi degli illeciti, ma dopo sei mesi l’area fu dissequestrata. I lavori, però, non furono mai riavviati perché la ditta appaltatrice minacciò di rescindere il contratto e chiedere il risarcimento dei danni patiti a causa dell’eccessivo protrarsi della sospensione. A seguito di ciò, gli accordi stipulati con la ditta Leopizzi 1750 Srl furono ufficialmente cessati nel 2008. Conseguenza: il Comune, da allora in poi, non si è più potuto permettere di proseguire la riqualificazione causa ristrettezze economiche. Ma i francavillesi non finiscono mai di stupire. Così, tra studenti di architettura e imprenditori agricoli, è sorto un maxi-movimento pronto a tendere la mano e a riportare un pezzo della cultura agricola cittadina alla luce del sole. Un museo della civiltà contadina è la grande idea proposta, in modi diffe-

Qui e a sinistra scorci del frantoio ipogeo sotto il mercato coperto renti, dai due comitati formatisi nelle scorse settimane. Da un lato "Scopriamolachiazzacuperta”, che su scopriamolachiazzacuperta.tripod.com propone un percorso virtuale per il frantoio ipogeo più il progetto di riqualificazione dell'ex mercato coperto, frutto della tesi dell'architetto Vincenzo Andrea Maggiulli: un centro commerciale dalle linee futuristiche dal cui interno poter ammirare i reperti. Dall’altro lato, l’idea simile di quegli imprenditori che si sono presentati a palazzo di città chiedendo, con un ulteriore progetto per le mani, di visitare il sito archeologico-industriale. Ben 28 i firmatari della proposta: Agrisistema scrl, Barletta Antonio, CAF scrl, Fratelli Andriulo, Carissimo Alcibade, Lupo Rita, Elia Giuseppe, Fratelli Memmola, Fumagalli Alessandro, Rodia Alessandro, Fumagalli Alfonso, Fratelli Argentiero, Masseria Cistonaro, Masseria Carlo Di Noi, Masseria canta gallo, Azienda Eredi Argentieri Donato, Azienda Agricola Fratelli

Melillo, Masseria Feudo Superiore, Masseria Feudo Inferiore, Masseria Palmo, Masseria Tiberio, Masseria Triticum, Masseria Torricella, Fratelli Montanaro sas, Cantine Ruggiero, Melillo sas, Spalluto Ciro e Vecchio Antonio. Tutti espressione del settore olivicolo convinti dell’enorme potenziale del sito, tanto da volerlo trasformare in elemento trainante dell’economia francavillese, magari come museo della civiltà contadina e bottega delle eccellenze locali. Nelle casse comunali, però, sono rimasti solo 550mila, residui dei precedenti finanziamenti: una somma irrisoria per la mole di lavoro necessaria per riconsegnare l’opera alla città. Gli imprenditori non si sono lasciati spaventare, tutt’altro: supportati dal Gal Terra dei Messapi, contano di poter ottenere un contributo a fondo perduto del 50 per cento il prossimo anno. Il tempo dirà come andrà a finire. „

IMPORTANTI settimane quelle appena trascorse per la Diocesi di Oria: in pochi giorni, ben tre giovani hanno compiuto passi importanti nel loro cammino vocazionale verso il sacerdozio. Si tratta del francavillese Federico Vincenti, di Mimmo Sternativo, francavillese anch’egli, e di Pietroronzo Cinieri di Latiano. Federico Vincenti, seminarista al III anno del Seminario Pontificio Regionale “Pio XI” di Molfetta, lo scorso 31 ottobre, nella basilica cattedrale di Oria, è stato ammesso all’Ordine sacro dal vescovo Vincenzo Pisanello, primo importante passo verso il presbiterato. Mimmo Sternativo (attualmente segretario del vescovo Pisanello e vicerettore del Seminario Diocesano) e Pietroronzo Cinieri (attualmente collaboratore parrocchiale nella collegiata di Ceglie Messapica) sono invece stati ordinati diaconi il 29 ottobre nel santuario della Madonna di Cotrino, a Latiano. I due, che hanno studiato nel seminario di Molfetta, saranno probabilmente ordinati sacerdoti entro il 2012. „ di pierdamiano m.m.

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IL PALAZZETTO FIORISCE A PRIMAVERA L’opera è completa all’81 per cento, lo dicono i tecnici Fedele e Martina. L'impresa appaltatrice continua a lavorare nonostante i ritardi nei pagamenti del Comune di ELISEO ZANZARELLI «IL PALASPORT è completo all’81 per cento e sarà consegnato entro la prossima primavera». Lo sostengono i tecnici Angelo Fedele e Nicola Martina, presenti in cantiere durante il sopralluogo effettuato nei giorni scorsi dalla commissione consiliare Lavori pubblici. È slittata ancora, quindi, la data del 31 dicembre per festeggiare al meglio l’anno del 700esimo anniversario della nascita della città. Così come, da qualche tempo a questa parte, sono slittati i pagamenti da parte del Comune, che deve rispettare il patto di stabilità e per il momento non può permettersi esborsi importanti. La ditta appaltatrice Edil.Sar.Tom ha un po’ rallentato, ma non del tutto, l’attività di cantiere e, anziché intraprendere un contenzioso pur legittimo per bussare a denari, aspetta che arrivi fine anno per tirare le somme e pattuire con l’ente tempi e modalità di pagamento. Le impressioni dei

Rimpasto di metà mandato per la giunta della Corte Ammaturo si dimette, i Lavori pubblici ad Andrisano, le Attività produttive a Di Punzio, lo Sport a Lippolis e la Caccia a Indirli L'interno del palazzetto dello sport come si presenta oggi componenti la commissione, al di là dei ritardi, sono state positive: non c’è ancora il parquet – già comprato e “solo” da montare - ma per il resto l’interno è quasi completo. Già pronti l’area bar, gli spogliatoi e gli impianti, da completare invece la zona che dà sul retro, per l’ultimazione della quale sono già partite le procedure di esproprio per poi consentire l’allargamento della recinzione, ora troppo a ridosso della strada, l’allac-

ciamento a un tronco di fogna nera e la realizzazione di qualche parcheggio. La grande casa dello sport francavillese indoor, insomma, prende corpo e, nonostante intoppi di varia natura – come l’impossibilità di trasportare i travoni del tetto per quattro mesi - e proclami un po’ affrettati, potrebbe essere varata a tempo di record, dato che i lavori sono cominciati il 5 dicembre 2009. „ direttore@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA

Disagio o arte, il centro non s’imbratta La denuncia di un commerciante: «Monumenti sfregiati da scritte di ogni genere» COME gli schermi del pc o i display del cellulare, i muri del centro storico amplificano i messaggi che i ragazzi, oggi più che mai, vogliono rendere pubblici. Alla base di questo sfrontato bisogno di visibilità non c’è forse una denuncia di malessere? E l’abbandono cui è colpevolmente lasciato il centro storico non è probabilmente il sintomo di una politica che non “controlla” e non educa al senso civico? Non solo i muri di abitazioni private, ma anche il “faccia a vista” di monumenti, sono contenitori di messaggi di ogni genere. «Le scritte si adattano meglio ai muri appena intonacati – dice Aldo Saracino, titolare di un negozio di antiquariato -, è quello che è successo a me. Ora bisogna rimuovere l’intonaco e rifarlo, stavolta usando la pittura antigraffito, che ha un costo notevole. Non c’è sorveglianza e il centro storico è diventato un deposito di bidoni della spazzatura, un’area di parcheggio privata e un block-notes. Le scritte sui muri sono la cosa che più infastidisce perché non è

semplice rimuoverle e doverle “ammirare” anche sulla facciata di monumenti di pregio, per di più appena restaurati, come l’antica chiesa di San Giovanni, è intollerabile. Francavilla non è solo movida, le pubbliche istituzioni devono offrire un’alternativa ai ragazzi. Il Comune dovrebbe portare avanti politiche giovanili per incrementare le attività nel centro storico che non siano solo bar e ristorazione». E, perché no?, magari un “Fame Festival” come a Grottaglie per colorare, con l’autorizzazione del Comune, le pareti e tutto quanto decorabile in giro per la città. „ di Maria Rosaria d’Alema

LA NOTIZIA era nell’aria già da tempo, ma c’è stato bisogno delle dimissioni «per motivi personali e professionali» del “super-assessore” ai Lavori pubblici, Mimmo Ammaturo, perché diventasse concreto Gianni Di Punzio il rimpasto – in fin dei conti un mini-rimpasto – nella giunta del sindaco Vincenzo della Corte. L’esecutivo non ha subito scossoni particolari, ma più che altro una girandola di deleghe. La novità più importante è stata l’ingresso di Giovanni Antonio Andrisano Di Punzio (Pdl), che si occuperà delle Attività produttive, già di Antonio Andrisano. È quest’ultimo ad aver preso il posto di Ammaturo ai Lavori pubblici: promozione sì, ma con annesso incremento delle responsabilità. Il “nuovo impulso” deciso dal primo cittadino dopo la defezione di Ammaturo, inoltre, ha coinvolto Mimmo Indirli, che oltre a Verde pubblico e Servizi cimiteriali, curerà la Caccia, e Romeo Lippolis, delegato d’ora in poi anche allo Sport. Gli altri assessori sono tutti stati confermati, nonostante qualcuno fosse dato come in bilico un minuto dopo l’azzeramento disposto da della Corte: Vincenzo Bellanova, Mimmo Bungaro, Francesco Fumagalli e Roberta Lopalco rimangono esattamente dov’erano dall’estate 2009 a metà novembre 2011. C’è poi una new entry in consiglio comunale: fuori Di Punzio, che non può essere assessore e consigliere, dentro Massimiliano Cozzi, primo dei non eletti in quota Pdl. Rimangono a bocca asciutta, almeno per il momento, anche gli indipendenti: Tommaso Attanasi, Camillo Camassa e Luigi Galiano. Per loro nessun impegno diretto nell’amministrazione di centrodestra, cui si sono avvicinati a seguito dell’abbandono dell’Udc. D’altra parte era e sarà molto improbabile che uno di loro passi in giunta uscendo dalle assise, dato che il primo dei non eletti Udc è Antonio Martina, ancora un uomo del presidente della Provincia Massimo Ferrarese. „ direttore@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA


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REPORT DALLE EDICOLE 15-30 Novembre 2011 - n. 11

GIORNALI IN VENDITA MA CHI LI COMPRA?

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Il Quotidiano la spunta un po' ovunque meno che a Oria. I nazionali in gravissima difficoltà nonostante i sostanziosi contributi all'editoria

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segue dalla prima

(…) ai dati complessivi pubblicati, città per città, nei grafici a corredo di quest’articolo. È chiaro che, giocoforza, i giornali territoriali la facciano da padroni, ma è una guerra tra “poveri” quella che ogni giorno combattono Nuovo Quotidiano di Puglia e La Gazzetta del Mezzogiorno, con il primo comunque sensibilmente in cima alle preferenze di quanti ancora credono nell’informazione cartacea. C’è davvero penuria di vendite, poi, per i nazionali, anche per quelli più prestigiosi: qui, storicamente, non sono mai stati seguiti più di tanto, ma oggi la tendenza è peggiorata ancora. I motivi della disaffezione sono tanti e vari, a dire dei giornalai: dalla diffusione delle notizie online alla crisi che, sempre più profonda, spinge famiglie e singoli a risparmiare anche gli spiccioli normalmente destinati alla lettura. Da qualunque angolazione la si guardi, è registrabile e comprovata un’indifferenza sempre più generalizzata: nemmeno l’impresa sportiva della squadra del cuore spinge più a comprare La Gazzetta dello Sport né la notizia di cronaca a metter mano al portamonete per assicurarsi Quotidiano, Gazzetta o Senzacolonne. In un contesto simile trovano spazio le iniziative free press –

ad alto tasso democratico - di blog, notiziari web e cartacei come Lo Strillone, che vivono e sopravvivono grazie alla passione dei singoli e agli introiti pubblicitari, tenendosi fuori dalla distribuzione organizzata delle edicole. Il momento non è semplice neppure per questo tipo di imprese giornalistiche, cui non spetta alcuna forma di contributo pubblico, nonostante la nobiltà degli intenti. Il paradosso è che – crisi o non crisi, sfruttamento del precariato e dei collaboratori esterni, annessi e connessi – sono sempre e comunque i colossi dell’informazione a percepire i corposi contributi statali all’editoria: se sei grande o semplicemente organo di partito, ti aiuta lo Stato; se sei piccolo, giovane e magari anche preparato, arrangiati da te. È pur sempre l’Italia, e il mondo dell’informazione non fa eccezione. E pazienza se qui, in provincia di Brindisi, la media nazionale di lettori – «poco più di un italiano su due (55 per cento) legge un quotidiano almeno una volta a settimana, circa il 40 per cento almeno cinque giorni su sette», dati Istat 2011 – è molto più misera che altrove. „ direttore@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA

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REPORT

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LO ZOO CAMBIA GESTIONE Il testimone passa dai Weidmann allo Zoo Safari di Fasano dopo 31 anni: già partiti i lavori di ristrutturazione, apertura da gennaio 2012

segue dalla prima

di GRAZIA MELE (…) nuova apertura dei battenti a partire dal primo gennaio 2012. Il contratto tra la proprietà dell’area, la Diocesi di Oria, e Tarausa sarebbe stato siglato la scorsa primavera, il passaggio di consegne il primo giugno. Il signor Eugenio Weidmann, però, continua a portare avanti la baracca, da solo. Eugenio, un tempo grande domatore svizzero dei circhi più importanti d’Europa, ha visto nascere e purtroppo anche morire – chi non ricorda il celeberrimo ippopotamo “Pippo”? – la maggior parte degli animali. Triste, ma al contempo entusiasta,

Weidmann

spe-

ra che coloro ai quali lascerà l’ardua impresa di parlare agli animali, amarli, nutrirli, consolarli e coccolarli, così come da più di 30 anni fa in prima persona, investano al meglio tanto nelle cure degli animali, quanto nell’habitat che li do-

Eugen Weidmann in un'immagine di repertorio vrà ospitare. I buoni propositi del direttore di Fasano ci sono tutti, lo si nota passeggiando nello zoo: la maggior parte delle aree, come quella dei conigli e delle caprette, sono state ben ristrutturate e molti dei tetti in eternit sono stati bonificati. È prevista, inoltre, una completa rivisitazione del giardino. La malinconia dell’anziano gestore, di confessione protestante

in territorio cattolico, non accenna comunque a placarsi: un passato pieno d’incomprensioni con la proprietà; nessun finanziamento concesso per avviare piccole modifiche all’interno dello zoo; sempre e solo una dignitosa vita fatta di sacrifici in un’Italia che ancora non sente sua. È contrariato, Eugenio, dal fatto che la trattativa tra Diocesi e Zoo Safari sia

I leoni dello zoo di San Cosimo avvenuta tenendolo all’oscuro di tutto, un “mistero” che continua tuttora. Proprio non se ne fa una ragione e non accetta l’idea che, come pare, dal giardino di San Cosimo possano “migrare” altrove gli animali di grossa taglia. L’anziano spera di poter conoscere quanto prima chi, dopo di lui, prenderà in consegna il “suo” zoo, con la gestione del quale di certo

non si è arricchito ma forse è invecchiato più precocemente a causa delle tensioni con la chiesa e dei pesanti periodi da separato in casa. Lungi dal serbare rancore, Weidmann spera che questa sia davvero l’occasione buona per il rilancio di un’attrazione senza eguali nella zona. „ grazia.mele@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA

ORIA

Antenna Telecom di via Toti, luci accese I RESIDENTI in via Enrico Toti ringraziano la redazione de Lo Strillone e comunicano che le luci di segnalazione notturna per i velivoli del traliccio di via Toti, di proprietà della Telecom, sono state sostituite pochi giorni fa. Dopo la denuncia relativa alla pericolosità dell’antenna, nell’articolo pubblicato sul numero 9 de Lo Strillone, anche il sindaco Cosimo Pomarico, con un comunicato stampa, aveva sollecitato gli operatori della telefonia a risolvere il problema. Lo Strillone ha ascoltato alcuni dei residenti nella via in questione: «Sono finalmente felice perché dopo tanti anni di angoscia siamo riusciti a farci sentire. È merito anche vostro che ci avete dato la possibilità di segnalare il problema. Grazie». E ancora: «Io credo che se non foste intervenuti voi, che siete i nostri portavoce e mediatori, questa avaria, di pur facile riparazione, avrebbe causato una tragedia. Sono contento per il risultato che abbiamo ottenuto, meglio tardi che mai». Le congratulazioni fanno piacere, specie quando danno un senso a ciò che si fa. Lo Strillone continuerà a fare il massimo per essere ancora utile. „ di g.m


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NON È UN COMUNE PER DISABILI Le barriere architettoniche complicano l’accessibilità a municipio e biblioteca. Il sindaco Pomarico: «Stanziati in bilancio 150mila euro per l’adeguamento» di MARIA ROSARIA DE GAETANI IL COMUNE di Oria è per sole persone normodotate. Le barriere architettoniche la fanno da padrone: se sei un disabile, devi delegare qualcuno, non puoi accedere in piena autonomia agli uffici e alla biblioteca. Eppure il diritto alla vita sociale e all’istruzione dovrebbe essere garantito a tutti. Non ci sono scivoli, né ascensori né qualsivoglia ausilio per i meno fortunati. Solo ostacoli, spesso insormontabili, come le scalinate per accedere al primo piano. Così, non è difficile imbattersi in scene impensabili, nel 2011: gente che si carica a spalla un anziano genitore, un figlio, un parente, un amico, pur di garantirgli l’esercizio di una

Cosimo Pomarico

foto del comune di Oria

facoltà, magari un reclamo. Il sindaco Cosimo Pomarico, interpellato sull’argomento, non nasconde imbarazzo e rammarico e assicura: «Questa stortura sarà risolta al più presto». Per ora, comunque, il parados-

so di un immobile di tutti, ma accessibile soltanto ad alcuni, sebbene la maggior parte, resta. «Mi rendo perfettamente conto del disagio - dice il primo cittadino -, ma basti pensare che nel piano triennale del-

le opere pubbliche sono stati stanziati 150mila euro per la ristrutturazione del municipio, compresa l’eliminazione delle barriere architettoniche: ogni cittadino deve potervi accedere senz’alcun tipo di problema per fruire dei servizi pubblici». Il problema della biblioteca comunale “De Pace – Lombardi” – ci si entra ed esce solo dopo aver superato una manciata di gradini - è particolarmente significativo. Qui, oltre a quelle tipiche bibliotecarie, si tengono diverse attività del Servizio civile nazionale, che si rivolge anche a persone con disabilità al 50 per cento: e se un giorno un diversamente abile dovesse non soltanto far domanda, ma vincere la selezione? Sempreché, conscio della probabilità di sentirsi discriminato, non

rinunciasse a priori a partecipare. «Questa amministrazione – dice il sindaco in proposito – intende spostare altrove la biblioteca, in un edificio che sia consono e adatto a ospitare davvero tutti. Un’idea è quella di portarla a palazzo Martini Carissimo, immobile centrale, prestigioso e degno di essere contenitore culturale, non prima di aver abbattuto le barriere anche lì». Le idee ci sono, sono tante e condivisibili. Per il momento e chissà fino quando, considerati i tempi biblici dei lavori e della burocrazia, non rimane che arrangiarsi e sperare di essere sempre in perfetta forma, sennò al Comune non ci si può andare. „ mrosaria.degaetani@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA

SOLIDARIETÀ

Aiutiamo Francesco e la sua famiglia La Sma, sclerosi, muscolare spinale, è un mostro che affligge questo bimbo francavillese di nove anni, ma parte la gara di beneficenza FRANCAVILLA. La città si stringe attorno a Francesco, un piccolo francavillese di soli nove anni affetto da un mostro: la Sma, atrofia muscolare spinale. Un grande progetto coinvolge le associazioni Famiglie Sma e Asamsi (Associazione per lo studio delle atrofie muscolari spinali infantili) che, con il patrocinio del comune di

Francavilla Fontana e in collaborazione con il liceo scientifico “Ribezzo”, l'Istituto Professionale “De Marco” e l'Asd Ginnastica Francavilla di Nicola Iaia, hanno organizzato il 23 e il 24 novembre due giornate dedicate alla sensibilizzazione delle problematiche relative a questa malattia. “Insieme con Francesco” è il titolo dell’even-

to che ha lo scopo di raccogliere fondi a favore delle iniziative a sostegno della ricerca. La manifestazione si articolerà in più momenti. In mattinata, momenti di dialogo con medici specializzati nella cura delle malattie degenerative si alterneranno allo spettacolo. La sera del 24 novembre presso il Cinema Teatro Italia sarà rivolta a tutta la

cittadinanza che, pagando un piccolo ticket d’ingresso, contribuirà al raggiungimento dell’ obiettivo. L’Atrofia muscolare spinale o Sma, acronimo dei termini inglesi Spinal muscular atrophy, è una patologia neurodegenerativa che limitata la capacità motoria fino all'immobilità totale. La raccolta fondi vuole

sostenere la ricerca. «Tantissime le malattie di questo tipo che si stanno diffondendo nella nostra società, pertanto sostenere la ricerca per questa patologia significa in un certo qual modo, sostenere anche le altre», spiega Giusi Russo, mamma del piccolo Francesco. „ redazione@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA


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ERCHIE 15-30 Novembre 2011 - n. 11

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ENERGIA, LA TRUFFA DIETRO LA PORTA Una cittadina: «Mi hanno allettata con il fotovoltaico e un risparmio sicuro, non era niente vero. E che fatica per avere copia del contratto». Occhi aperti per evitare i raggiri di MAURA DE GAETANO SUONANO al tuo campanello, sfoderano un sorriso ammaliante, ti confidano di avere la possibilità di farti risparmiare, se non guadagnare. Ma l'inghippo c'è e, prestando attenzione, si vede pure. Si aggirano da qualche giorno per il paese questi agenti porta a porta, che prospettano un affarone che proprio non si può rifiutare: la loro prestigiosa società – una Spa con sede legale a Milano – offre a chiunque abbia a cuore il bene dell'ambiente e del proprio portafogli un impianto fotovoltaico, senza costi o necessità di finanziamenti. La generosa ditta provvederà a installare sul tuo tetto i pannelli solari, si preoccuperà della manutenzione ordinaria e straordinaria dell'impianto, completamente assicurato e che diventerà tuo dopo 20 anni. Il tutto gratuitamente.

Chiara Lyn Russo «L'impressione iniziale è stata quella di un'estrema convenienza – racconta Chiara Lyn Russo, che abita in una delle tante case visitate dagli agenti –. Il consulente mi ha spiegato che avrei risparmiato il 70 percento sulle bollette della luce e che avrei addirittura potuto guadagnare, vendendo i kilowatt eccedenti. Sono a favore delle energie

rinnovabili e un risparmio sulle utenze è un buon incentivo, specie se non comporta alcuna spesa d’investimento». Nonostante l'occasione fosse ghiotta, Chiara racconta di aver chiesto all'agente un po' di tempo per riflettere e una copia del contratto per meglio documentarsi. «Siamo rimasti d'accordo che sarebbe tornato, ma mi ha chiesto di

firmare, nel frattempo, almeno l'informativa sulla privacy, per poter controllare i miei dati e capire se avessi i requisiti per accedere all'offerta – prosegue la donna - . Per avere una copia del contratto ho dovuto insistere fino allo sfinimento: non intendeva lasciarmela. Solo quando è andato via, mi sono resa conto di aver firmato non un'informativa, bensì una proposta di contratto e solo allora, potendo finalmente leggere le condizioni generali, ne ho constatato la torbidità». Scorrendo le minuscole diciture del lunghissimo contratto si viene a scoprire che l'assicurazione è davvero gratuita, ma che copre unicamente i difetti originari di materiale o esecuzione. Al cliente spetterà la spesa di qualunque altra riparazione. E conviene che si sbrighi! Qualora infatti i pannelli, per un qualunque

motivo, dovessero funzionare poco o male, il cliente è tenuto a corrispondere alla società una penale di 500 euro + 100 euro/kilowatt «per mese o frazione di mese». E nel caso in cui si volesse recedere dal contratto prima dei 20 anni? Basterà versare alla Spa un misero indennizzo, equivalente a tre volte il costo di un impianto medio. Tutto questo a fronte di un risparmio decisamente più basso di quello millantato dall'agente: il famigerato 70 percento in meno è da intendersi infatti non sulla bolletta, ma sulla sola componente energia, che rappresenta una piccola parte del totale. Insomma: una “proposta irrinunciabile” a cui, si spera, la gente possa prestare più attenzione da oggi in poi, non firmando mai nulla che non abbia prima letto con attenzione.„ maura.degaetano@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA

TORRE SANTA SUSANNA

Via vecchia Manduria, parco brutto e pericoloso Come sprecare denaro pubblico: 100mila euro per un’opera che non piace proprio. È più pista da cross che area giochi, e il sindaco la chiude con un'ordinanza ad hoc ERA STATO SALUTATO come un bel progetto proprio su queste pagine qualche mese fa (Lo Strillone n.3): l'idea di ampliare l'area a servizi, sita sulla via vecchia per Manduria, aveva raccolto il consenso di tutta la cittadinanza, che già pregustava quell'ettaro di verde attrezzato per lo sport e il tempo libero. Terminati da qualche giorno, i lavori hanno però dato risultati tremendamente lontani anche dalle più modeste aspettative. Quando la rete arancione è stata rimossa dal perimetro, a stento si riusciva a credere che il cantiere non fosse ancora in corso. Dopo 152 giorni di lavori, quello che si presenta agli occhi dei cittadini è uno spiazzo incolto, somigliante a una sorta di pista da cross casereccia, puntinata di giochi e cartacce, tra i cui spazi

d’incuria si muovono i bambini. Un paesaggio degradato, ambientazione buona per i “ragazzi di vita” pasoliniani che, a fine anni '50, giocavano tra la terra e i rifiuti delle borgate romane. L'incredulità cresce a dismisura quando si scopre quanto questa nominale "area a servizi" sia costata: 100mila euro all'incirca, di cui 50mila finanziati dalla Provincia e 50mila con fondi comunali. La maggior parte dei soldi è stata impiegata per l'acquisto dei giochi: i tre scivoli installati, ad esempio, sono costati da soli ben 7650 euro. A chi la responsabilità di questo così disastroso utilizzo di soldi pubblici? Il progetto, evidentemente carente di per sé, risale alla vecchia amministrazione, ma i lavori sono stati eseguiti nel corso di quella attuale. Perché allora l'assessore ai La-

Il parco da 100mila euro vori pubblici non ha proposto una modifica in corso d'opera all'insoddisfacente progetto? E dov'erano i responsabili dell'ufficio tecnico quando la ditta appaltatrice ha pensato di utilizzare materiali di risulta trovati in loco per erigere la collinetta su cui poggiano pericolosamente quegli scivoli? L'assenza di una recinzione, la vicinanza delle installazioni a un muretto a secco, la preca-

rietà di quella montagnola, la presenza di sassi sul terreno: tutti questi elementi rendono il parco non semplicemente brutto, ma anche pericoloso. Per correre ai ripari, con una recente ordinanza, il sindaco ha momentaneamente interdetto l'utilizzo dell'area al pubblico. Il primo cittadino, che nel frattempo ha revocato la delega ai Lavori pubblici all'assessore Pietro Antonio Caraglia man-

tenendola per sé, ha espresso inoltre l'intenzione di rivedere e completare il progetto per far ripartire al più presto i lavori. Utilizzando i fondi ricavati dal risparmio d'asta, l'area sarà recintata, messa in sicurezza e provvista di un prato. Inutile dire che un'opera di edificazione ben concepita sin dall'inizio avrebbe consentito un risparmio notevole rispetto a questa sospensione e ripresa dei lavori che, di fatto, costeranno quanto metter su due cantieri distinti. La speranza è ora che quella zona, dopo le modifiche al progetto, somigli finalmente a un bel parco, spazio verde in cui i bambini possano giocare sicuri, e non più a una trincea attrezzata di altalene. „ di m.d.g. maura.degaetano@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA


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MESAGNE 15-30 Novembre 2011 - n. 11

BELLOLUOGO, CHE DEGRADO Quella che un tempo era una masseria nobile dimora, oggi è ridotta quasi a un rudere. Il grido d’allarme di alcuni cittadini: «Salviamola» «SALVIAMO MASSERIA BELLOLUOGO» è il messaggio che ormai da anni viene gridato a gran voce dai cittadini di Mesagne. Mozzafiato è la vista di questa struttura che si staglia imponente nella distesa agricola tra Mesagne e San Vito dei Normanni. Un pezzo della storia locale raccolta in quello che ormai, se non s’interviene subito, si sta trasformando in un rudere. Eppure ha ospitato nobili famiglie - dai Trinchera del 1600 è passata alla famiglia Ripa nel 1900 - e 20 anni fa la proprietà, dopo un sequestro, è toccata all’Ente regionale per lo sviluppo agricolo della Puglia. Parte della masseria fu ristrutturata in vista della sua nuova destinazione d’uso - un agriturismo ma dopo poco fu nuovamente dimenticata, abbandonata a un triste destino d’incuria e degrado. Oggi un gruppo di cittadini, tra incontri reali e virtuali, ciclo-passeggiate ed eventi semi-istituzionali cerca di ridare vita a questo

LATIANO FOTONOTIZIA

Un nuovo sito web per il Comune, gratis

La masseria Belloluogo splendido posto e chiede una progettazione partecipata affinché torni ad essere degno della sua storia. Una flebile risposta è giunta dall’amministrazione, che ha fornito la massima disponibilità fornendo le chiavi della masseria a questi cittadini, ma finora nessuna azione concreta è giunta dal governo cittadino, che dal 2008 detiene la proprietà della struttura. Una storia come un’altra questa, di beni abbandonati al tempo e alla memoria, “fermi con le quattro frecce” come direbbe Vittorio Brumotti,

se non fosse per la tenacia di qualche mesagnese che si è organizzato nel gruppo fb “Belloluogo dreaming”. Uno spazio in cui si raccolgono articoli, foto, commenti e proposte per ridare un soffio di speranza al recupero dell’antica masseria e dal quale è partita, da pochi giorni, l’idea di organizzare un’iniziativa in occasione delle festività natalizie: "Natale in Masseria". Un chiaro esempio di come dall’indignazione si possa passare all’azione. „ di c.tu.

È ONLINE il nuovo sito istituzionale del Comune di Latiano. Il portale è stato realizzato dall’associazione LatLUG che da poco ha, inoltre, festeggiato il suo primo anno di vita “formale” con il Linux Day del 22 ottobre scorso. Il nuovo strumento multimediale è stato donato a titolo gratuito dall’associazione al Comune. L’assessore all’innovazione tecnologica, Antonio Distante, ha dichiarato in merito: «Ringrazio i membri del LatLug, Sammy Laporta e Gianluca Urgese su tutti, per l’impegno profuso. Con la loro perizia hanno consentito a tutti i latianesi di poter usufruire di uno strumento multimediale trasparente, di facile utilizzo e graficamente accattivante». „ di m.d.

claudia.turba@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA

LATIANO

Muro Tenente, problema ricorrente Tante le polemiche dopo le dimissioni del referente Burgers: si cercano soluzioni, ma troppi si nascondono, specie su facebook, sotto falso nome di MAURIZIO DISTANTE NEI PROSSIMI giorni è in programma un incontro tra l’amministrazione comunale di Latiano, quella di Mesagne, il dipartimento dei beni culturali dell’università del Salento e il Reale istituto neerlandese. I quattro enti sono i sottoscrittori del protocollo d’intesa riguardante l’area archeologica di Muro Tenente e il meeting è stato richiesto dall’assessore alla Cultura del Comune di Latiano, Mariaconcetta Milone, a seguito della lettera di dimissioni del referente scientifico del sito, il professor Gert Burgers, che

tante polemiche ha scatenato nei due paesi interessati. L’incontro, nelle intenzioni della Milone, dovrà servire alle parti per riavvicinarsi in quanto l’attuale compagine di governo cittadina ha molto a cuore le sorti dell’area archeologica e ha sempre apprezzato molto il lavoro dell’accademico olandese e del suo staff. «Questa amministrazione – afferma la Milone - già nei primi giorni dal suo insediamento, ha tenuto in grande considerazione il progetto Muro Tenente. Il percorso intrapreso, che passa dal protocollo d’intesa e arriva alla costituzione del parco ar-

cheologico, va proprio nella direzione di una massima autonomia dei gestori dei lavori, pur mantenendo pubblico il patrimonio storico». Nelle intenzioni degli amministratori latianesi quest’incontro dovrà essere l’atto finale della querelle su Muro Tenente che tanti dibattiti suscita a Mesagne e Latiano, sui giornali e, soprattutto, su facebook. Il social network pare essere diventato la nuova piazza dove discutere e fare polemica ma, a differenza dei luoghi d’incontro reali in cui il rischio di esporsi in prima persona spesso induce la gente a non lanciarsi in accuse ai limiti della querela,

nel mondo virtuale ci si può nascondere dietro un account per così dire impersonale per dare libero sfogo al livore, alla frustrazione e, molto spesso, alla maleducazione, quale che sia la posizione sostenuta. Allora si moltiplicano nickname animaleschi, ironici, idealisti e farlocchi in generale che fanno divertire i più addentro alle cose col totonome più che invitare alla riflessione sulle, magari giuste, critiche che essi muovono. Basterebbe forse un ulteriore sforzo di comunicazione e di trasparenza da parte della politica, degli amministratori per far progredire le discus-

sioni sulla gestione della cosa pubblica, per impedire a chi, magari in preda a invidia o rancori mai sublimati, finisce per inquinare i discorsi infarcendoli di accuse sparate nel mucchio, di slogan urlati dalla e alla pancia. Discutere, polemizzare anche, è il sale della politica e della democrazia ma lo si dovrebbe fare a carte scoperte, con l’onestà intellettuale di chi ci mette la faccia, senza nascondersi dietro un’immaginetta, metafora di un dito troppo piccolo per celare del tutto l’ipocrisia di chi sta dietro. „ maurizio.distante@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA


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VOLTI E VOCI DELLA NOTTE

a cura di Pietro Favorito • skiamazzinotturni@lostrillonenews.it

SKN TRA EDITORIA E FOLLIA É nato il mensile d'informazione notturna de Lo Strillone IN UN PERIODO in cui la parola che corre con maggiore frequenza sulla bocca degli italiani è “crisi”, un nuovo progetto editoriale non può essere considerato semplicemente una sfida, perché in realtà è molto di più: è pura follia. Chi di voi non ha pronunciato almeno una volta la parola “crisi” negli ultimi giorni? E chi non l’ha sentita pronunciare? Bene, è in questo scenario che si sviluppa il piccolo aneddoto che sto per raccontarvi e che svela da dove arrivi Skiamazzi Notturni, il nostro nuovo magazine. Circa un mese fa mi presentai alla PubliEdit per proporre una rubrica dedicata al mondo della notte, subito accolta positivamente. Non so cosa sia piaciuto di me e della mia idea agli editori, ma resta il fatto che, quando proposi loro il nome che intendevo dare allo spazio in questione, nacque Skiamazzi Notturni tra le pagine de Lo Strillone. Tornai presto alla PubliEdit dopo l’uscita del “coraggioso” giornale, non per portare il nuovo materiale da inserire nella rubrica nottambula del free press che alza la voce – questo il claim della testata -, bensì per avanzare un’assurda proposta. Non ricordo cosa ingollai prima di recarmi in redazione, ma so per certo che, come in preda ai fumi dell’alcol, iniziai a dare i numeri. Vaneggiai di un nuovo giornale, di un nuovo modo di fare editoria, d’iniziative che con la carta stampata avevano poco a che fare e, mentre vaneggiavo, scorsi con mio grande stupore vivo interesse sui volti dei miei interlocutori. Stavo ancora facendo voli pindarici, quando capii che ero finito nel posto più adatto: ero in un covo di pazzi, forse quanto me. Nessuno di loro pronunciò la parola “crisi”, e nemmeno io lo feci. Così, senza sapere come, ci ritrovammo intorno a Luca, il nostro grafico e impaginatore, a

impostare Skiamazzi Notturni: il neonato free press distribuito nei locali notturni della provincia di Brindisi. Il limite che divide il genio dalla follia è molto sottile, e spesso non esiste neppure. In certi casi genio e follia sono semplicemente la stessa cosa. Mi piacerebbe scrivere che Skiamazzi Notturni è il frutto della mia e delle menti geniali in PubliEdit, ma non spetta a me tessere le nostre lodi, sarebbe da presuntuosi. Per ora mi tengo cara e coccolo quella buona dose di pazzia che ha spinto me e i miei editori a intraprendere questa spericolata avventura. Se genio o follia, lascio ai posteri l’ardua sentenza… e soprattutto al numero uno di Skiamazzi Notturni. Prima di congedarmi voglio però dire qualcosa di più sul free press supplemento a Lo Strillone. Il nostro magazine vuole essere il nuovo punto di riferimento per chi ama vivere di notte e mirerà ad ottenere un unico riconoscimento, il più grande: l’apprezzamento del pubblico, dei lettori che mensilmente, settimanalmente o giornalmente ci seguiranno con affetto. SKN avrà un taglio decisamente originale e giovanile, sia nei contenuti che nella grafica, dedicherà ampi spazi a internet e ai locali notturni e avrà molte rubriche, tra le quali l’oroscopo sexy, i profili e gli artisti della notte. Skiamazzi Notturni sarà il giornale di tutti e, proprio per dare maggiori possibilità di interazione, abbiamo già creato una pagina Facebook: www.facebook. com/skiamazzinotturni Dunque, dalla prossima settimana, online e nei migliori locali della provincia di Brindisi, troverete un nuovo progetto editoriale: Skiamazzi Notturni – Volti e Voci della notte. Buona lettura… e buon divertimento a tutti! „

La copertina del primo numero di SKN

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Concorso "Trova gli Strilloni", ecco i vincitori Sono Rocco Galasso e Antonio Faggiano i vincitori di una consumazione gentilmente offerta dal Panificio Lombardi Dolce Forno di Francavilla.

Lucia Passiatore si è aggiudicata i due biglietti per lo spettacolo di Ale & Franz che si è tenuto al Teatro Verdi di Brindisi il 18 novembre.

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Il mensile d'informazione e intrattenimento notturni della provincia di Brindisi seleziona giovani da inserire nel proprio organico. Se ami la notte, il divertimento, le pubbliche relazioni e la buona musica, contattaci

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… E PER TUTTI COLORO CHE ARRIVANO DA

FRANCAVILLA FONTANA UN GADGET DALLE EMOZIONI OLFATTIVE

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Lo Strillone 11  

L'informazione alza la voce! Quindicinale free press della provincia di Brindisi

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