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Francavilla Fontana (BR) via Baracca, 19 Tel / Fax: 0831 843237

15 - 29 FEBBRAIO 2012 NON PERCEPISCE FINANZIAMENTI PUBBLICI

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L'INFORMAZIONE ALZA LA VOCE Numero 16 Anno II • Registrazione Tribunale di Brindisi n. 3/2011 del 6/05/2011 • Direttore Responsabile Eliseo Zanzarelli Edizioni: PubliEdit S.r.l. Via Marrucci, 14 - Francavilla Fontana (Br) • Redazione: Via C. Pisacane, 6 - Oria (Br)

FRANCAVILLA FONTANA - Quando anche il dolore ha un prezzo

Il business del caro estinto Dalla cassa al ricordino, passando per fiori, banda e limousine, senza trascurare le tasse comunali: quanto costa mediamente un funerale? Totò diceva che la morte, come una livella, appiana le differenze sociali ed economiche della vita. Aveva proprio ragione? Strade provinciali ai Comuni: regali o “pacchi”?

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a Provincia di Brindisi “regala” strade ai Comuni, ma c’è poco da gioire. Più che di regali, infatti, potrebbe trattarsi di “pacchi”. Il prezzo da pagare, al di là delle apparenze, è piuttosto salato, specie in un periodo come questo. Come minimo corrisponde ai costi di gestione ordinaria delle provinciali in corso di dismissione, tra l’indifferenza generale della politica. Il Comune di Oria, per esempio, è destinato ad acquisire due tratte: quella che collegano a Torre Santa Susanna (sp 59) e al Santuario di San Cosimo (sp 58). L’argomento era stato posto all’ordine del giorno delle assise dello scorso 8 febbraio, quando sono state cedute le provinciali 75, 51, 78 e 77 al Comune di Cellino e l’area antistante gli istituti superiori “Salvemini” e “Da Vinci” a quello di Fasano, ma è poi stato ritirato per essere discusso nella prossima seduta. Le domanda, direbbe qualcuno, sorge spontanea. Quali sono le ripercussioni positive di quest’operazione, posto che anche i Comuni sono alla canna del gas? La Provincia di Brindisi, affibbiando a Oria le provinciali 58 e 59, si disferebbe di ogni responsabilità per manutenzione ed eventuali contenziosi. È appena il caso di ricordare che sia la strada per San Cosimo sia quella per Torre sono state in più (p. 15)

„ CLAUDIA TURBA

«'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo, trasenno stu canciello ha fatt'o punto c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme: tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?», diceva il fantasma del netturbino a quello del marchese, che proprio non si capacitava di dover riposare per l’eternità al fianco di un poveraccio come

l’interlocutore. È “A’ livella”, storica poesia in dialetto napoletano di Antonio De Curtis in arte Totò. La morte appiana le differenze sociali ed economiche della vita. Questa la tesi sostenuta, che corrisponde alla realtà solo fino a un certo punto. Se una volta sottoterra si è tutti più uguali di prima, per arrivarci dignitosamente e dignitosamente apparire, al camposanto, si deve mettere – (p. 5)

PUNTO DI VISTA FRANCAVILLA

Ecco gli autori dei disegni che celebrano Cesare Teofilato „ PIETRO FILOMENO

a pagina 7

LATIANO „ MAURIZIO DISTANTE

ERCHIE - Il primo cittadino aveva denunciato ignoti per diffamazione online

Indagato l'ex vicesindaco La credibilità di un sindaco minata dai commenti, virtuali ma irriverenti, di due personaggi di fantasia – "Acrobata" e "Valletta" – riconducibili, a dire di Giuseppe Margheriti, a un suo acerrimo avversario politico, nonché sfidante alle prossime amministrative: Giuseppe Polito. La questione è stata affrontata nell'ultimo, movimentato, consiglio comunale, durante il quale Margheriti, stringendo tra le mani un atto con l'intestazione "Procura di Brindisi", ha ipotizzato che le presunte diffamazioni e le ingiurie anonime rivolte per molto tempo all'amministrazione sarebbero da ricondurre al suo ex vicesindaco. L'origine della contesa risale al dicembre 2008, quando per le strade del paese (p. 14)

Le dimissioni di Distante fanno ancora discutere. Il sindaco nomina il sostituto, Cariolo, ma è frattura nella sinistra dopo che Sel aveva annunciato l'appoggio esterno a De Giorgi. (p. 12)

MESAGNE

Esauriti i "kit" per la raccolta differenziata. Il gestore del servizio e l'amministrazione non si aspettavano tanta attenzione dai cittadini. Intanto, slitta l'avvio del "porta a porta". (p. 13)

ORIA - Le buste paga degli amministratori di ieri e di oggi a confronto

Quanto e come sono "diminuite" le indennità La crisi colpisce tutti, meno che i politici: dai parlamentari agli amministratori comunali, che continuano a guadagnare quanto prima, più di prima. L’esercito degli “eletti”, caso più unico che raro, conserva

e difende i privilegi: calano i posti a disposizione negli enti locali – in giunta e in consiglio –, non ancora quelli di Camera e Senato, ma non indennità e gettoni di presenza. La “casta” – fatte le dovute proporzio-

ni – non è poi così distante. Un esempio per tutti: grazie a un’illusione degna del miglior prestigiatore, gli attuali assessori di Oria percepiscono cifre maggiori rispetto a quelle dei predecessori. Ciò, nonostante

due deliberazioni dell’esecutivo che – a primo impatto – paiono coerenti con le promesse fatte in campagna elettorale. La prima, datata 15 luglio 2011, con la decisione di decurtare i compensi (p. 11)

TROVA GLI STRILLONI VINCI 1 buono libro da 25 euro Edicolè, 2 biglietti per il cinema Salerno e 2 ticket consumazione per puccia e birra al Panificio Lombardi. Regolamento a pag. 15


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L'INFORMAZIONE ALZA LA VOCE

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LA TERZA PAGINA a cura di Giovanni Colonna

Penisola del Tesoro, il castello apre le porte al Touring club L'itinerario dell'iniziativa di punta del Tci fa tappa a Oria domenica 26 febbraio: visite guidate, sbandieratori, prodotti tipici e artigianato nel borgo antico

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l Castello di Oria c’è! Portone spalancato, in via del tutto eccezionale, domenica 26 febbraio per “La Penisola del Tesoro”, evento nazionale del Touring club italiano. Turisti e visitatori potranno accedere gratuitamente nella grande Piazza d’armi dalle ore 11 alle ore 12,30. “La Penisola del Tesoro” è il calendario di incontri domenicali che da tredici anni guida i soci del Touring alla scoperta delle meraviglie del Belpaese: Oria figura nella rosa delle sei città italiane selezionate per questa edizione ed è la tappa numero 150. «Il desiderio di organizzare questo appuntamento, come di sollecitare l’autocandidatura di Oria per la Bandiera arancione, è nato l’estate scorsa tra le mura del castello – ricorda il generale Giuseppe Genghi, console del Touring club italiano per Brindisi e provincia –. È innegabile che il castello è il principale monumento della città, il più importante attrattore turistico, una preziosa infrastruttura cultu-

„ Aperto per il Touring lub. (Archivio fotografico Castello di Oria - ph. Giuseppe Di Viesto)

„ Gen. Giuseppe Genghi, console Tci

rale. Da giugno a settembre scorso, abbiamo apprezzato gli sforzi dei proprietari per garantire un ricco calendario

di eventi e assicurare, soprattutto, qualità e professionalità nei servizi ai visitatori. È stato in quel periodo che la direzione del maniero ci ha invitato ad avviare un progetto di rilancio turistico del castello che ora si estende al centro storico, con l’impegno delle istituzioni, degli operatori e dei cittadini». Con “La Penisola del Tesoro”, patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e dall’amministrazione comunale, si può ammirare i gioielli del borgo antico e, per quanti

lo desiderano, godere dell’ospitalità e della buona cucina presso le strutture convenzionate. Difficile fare previsioni sul numero dei turisti. L’itinerario delle visite guidate gratuite, a partire dalle 9,30 con ritrovo davanti al Municipio, comprede il centro di documentazione messapica, la cattedrale, il palazzo vescovile, il museo diocesano. Aperti palazzi, musei, chiese e… il castello, per sottolineare attenzione e rispetto verso il Touring club, l’associazione che da 117 anni si occupa di turismo, ambiente e bellezze paesistiche e naturali. Il castello, per il momento, rimase sotto sequestro e la città ne risente. Al di là del merito della vicenda giudiziaria, questa situazione pesa negativamente sulla sua immagine. Qualcuno, approfittandone, ipotizza che ad Oria possano esserci prospettive turistiche oltre il castello, ma viene spontaneo chiedersi: Oria può davvero prescindere dal castello? „

POST-IT 26 FEB

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ORIA – CENTRO STORICO LA PENISOLA DEL TESORO L’evento nazionale del Touring club italiano arriva a Oria per la 150ma tappa. Visite guidate gratuite, spettacolo di sbandieratori, mostra mercato di prodotti artigianali ed agroalimentari. Una domenica per scoprire bellezze e ospitalità di una città millenaria. Prenotazione obbligatoria: 0831.846539 viedellapuglia@gmail.com

NATURA

25 FEB

OSTUNI – CASA DEL PARCO DUNE COSTIERE CORSO RICONOSCIMENTO DELLE ORCHIDEE SPONTANEE Breve introduzione teorica seguita da un’affascinante passeggiata tra lame e dune fossili per riconoscere in campo le orchidee spontanee, guidati dall’esperto naturalista Teo Dura del GIROS, Gruppo Italiano Ricerche Orchidee Spontanee. Accessibile a tutti, massimo 25 partecipanti. Prenotazione obbligatoria: 348 1638228 o via email a info@cooperativaserapia.it

4 MAR

OSTUNI – CASA DEL PARCO DUNE COSTIERE FERROVIE DIMENTICATE – VA GIORNATA NAZIONALE Una passeggiata in bicicletta lungo l’antica via Traiana e i sentieri sterrati tra lame, grotte, masserie e dolmen. Servizio noleggio bici. E’ possibile pranzare alla Masseria Ottava piccola con visita al frantoio e alla chiesetta. Partenza alle ore 9.30 dalla ex stazione ferroviaria di Fontevecchia. Per informazioni: info@cooperativaserapia.it Telefono: 328.6474719

© RIPRODUZIONE VIETATA

TEATRO

25 FEB

MESAGNE – OFFICINE TEATRO ARISTON COSA PUEDE SIGNIFICAR TODOS COL PUNTO G Parodia musicale del romanzo dei Promessi Sposi, scritto e diretto da Jenny Ribezzo: cosa direbbero i personaggi del Manzoni sui nostri giorni e una simpatica immagine distorta della loro realtà storica. Sipario ore 20,00. Ingresso a pagamento: 1° settore 8 euro, 2° settore 6 euro. Info. 3496683418

29 FEB

FRANCAVILLA FONTANA – TEATRO ITALIA MIDSUMMER Spettacolo divertente, ironico, profondo, scritto dal più quotato drammaturgo contemporaneo inglese, David Greig. Dopo numerosi successi internazionali, approda in Italia con la regia di Giampiero Borgia alla regia, premio della critica teatrale 2010. Sipario ore 21,00. Ingresso a pagamento. (1° settore 25 euro, 2° settore 20 euro, galleria 12 euro) - Info: 0831.812373

Olio, vino e mandorle come ambasciatori della provincia delle dune costiere. Il primo concorso enologico dei vini rosati, presentato nei giorni scorsi a Roma, è nato proprio nella provincia di Brindisi, patria dei rosati. L’Enaip di Francavilla Fontana, storica agenzia delle Acli per la formazione professionale, avvierà un corso per il recupero di un antico mestiere: il pasticciere specializzato nella produzione di dolci a base di mandorle. L’istituto agrario “Pantanelli” di Ostuni, con Libera terra, produce un miele biologico che contrasta anche le mafie. La Provincia di Brindisi ha promosso la costituzione di una rete delle masserie didattiche e sta curando la formazione degli operatori. Insomma, tanti percorsi e alimenti diversi che puntano a creare un effettivo e nuovo rapporto tra agricoltura, paesaggio, sostenibilità, riducendo i chilometri delle filiere ed aumentando le relazioni tra produttori, consumatori e turisti. Una sfida che dovrebbe unire tutti intorno a un tavolo… oltre che a tavola. „

L'AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

EVENTO

giovanni.colonna@lostrillonenews.it

Brindisi diventa terra del gusto a provincia di Brindisi vuole confermarsi terra di gastronomia. E nomina i suoi ambasciatori nel mondo: olio, vino e mandorle. Prodotti agricoli, ma non solo. Il cibo è anzitutto cultura: quando si produce, quando si prepara e quando si consuma. Il cibo è anche natura. Anzi, è la trasformazione della natura che diventa paesaggio. Tutto questo ha portato l’Unesco, l’agenzia delle Nazioni unite per la cultura e l’educazione, a tutelare la Dieta mediterranea quale bene immateriale dell’umanità i cui pilastri sono, giustappunto, olio, vino e mandorle, insieme a cereali, pomodori e miele. La scelta di investire su questi prodotti accomuna i privati e le istituzioni. L’olio ottenuto dal raccolto di ulivi plurisecolari, “I giganti del Mediterraneo”, e i pomodori della varietà “fiaschetto” e “regina”, presidi Slow food, uniscono gli imprenditori che operano nell’area tra Brindisi e Fasano, tra la riserva naturale di Torre Guaceto e il Parco regionale

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"Tic" al Classico Ex alunni parlano di tecnologia informazione e comunicazione

"L

e tecnologie della comunicazione nella società della conoscenza” è stato il tema dell’incontro organizzato dall’associazione degli ex alunni del Liceo classico “Vincenzo Lilla” di Francavilla Fontana. Hanno relazionato l’ingegnere Sante Suma e il professore Francesco Fistetti. I lavori sono stati introdotti dal presidente dell’associazione, professore Salvatore Lupo, e dal preside del liceo, Franco Carone. Un dibattito affascinante e complesso, ricco di spunti di riflessione, su pluralità delle fonti nell’era delle telecomunicazioni e dell’informatica; sulla necessità e capacità di selezione i mezzi; sul mutamento di tempi, processi, dinamiche e ritmi d’elaborazione della conoscenza, ritenuti non più a misura d’uomo e a vantaggio della quantità piuttosto che della sostanza. Insomma, si è tenuto un interessante dibattito sulla società post-moderna, che non dimentica la lezione weberiana sulla cultura che è attribuzione di “senso e significato dal punto di vista dell’uomo” del presente. Informazione e informatica, tecniche e tecnologie, comunicazione e conoscenza per comprendere la società, educare i giovani di ogni età, vivere i nostri tempi.„

MOSTRE FINO AL

FRANCAVILLA FONTANA – Bar Chopin, corso Umberto I PORTRAITS à L’ENVERS Personale di Domenico Lapolla: “Ritratti al contrario”, perché in un personaggio nato dalla fantasia, ognuno può ritrovare qualcuno.

DAL

MESAGNE – VIA ACCADEMIA DEGLI AFFUMICATI, 10 GRAFICHE D’AUTORE Mostra permanente di grafiche, incisioni, serigrafie e litografie di tanti maestri dell’arte contemporanea. Orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 17.30 alle ore 20.00; sabato e domenica su prenotazione. Per informazioni telefono 0831.71568 email: lealidimirna@libero.it

29 FEB 18 FEB

Puoi segnalare iniziative e appuntamenti: giovanni.colonna@lostrillonenews.it


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L'ELZEVIRO a cura di Vincenzo Sardiello

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iunto alla 62ma edizione il Festival di Sanremo comincia a mostrare un po’ di acciacchi tipici dell'età. Diciamolo subito: la manifestazione è stata decisamente sottotono, sia per il livello delle canzoni in concorso che per la conduzione. Tra linguaggio triviale, prediche mediatiche e problemi tecnici quest’edizione ha segnato un netto passo indietro rispetto agli ultimi anni. Vincono i “talent”, ma non è una novità, anche perchè il festival è ormai strutturato come un talent, con tanto di televoto e pubblico da stadio in sala. È proprio quest'aspetto forzatamente giovanilistico a infastidire. Il festival dovrebbe essere innanzitutto una gara tra professionisti e non un bar dello sport. Forse l'eclissi del festival sta proprio qui. Tanti, troppi professionisti non ci stanno e decidono di lasciare l'arena ai prodotti delle mille trasmissioni televisive. Non è un caso se in lizza per la vittoria finale tra i cosiddetti big ce ne fossero tre: Emma (vincitrice di “Amici”), Arisa (giudice all'ultima edizione di “X Factor”) e Noemi (vincitrice di “X Factor”), tutta gente che col televoto ha una certa dimestichezza. Non si può fare, però, di tutta l'erba un fascio. Arisa è una professionista che viene fuori proprio da Sanremo e che ha come padre nobile nientemeno che Lelio Luttaz-

L'INFORMAZIONE ALZA LA VOCE

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Sanremo 2012, la vittoria dei talent-show e del Sud Italia Il trionfo del monopolizzatore Celentano. I voti de Lo Strillone: meglio Arisa e Noemi di Emma. I giudizi più alti per Marlene Kuntz e io coreografo Ezralov zi. La ragazza è brava, sarebbe sciocco negarlo. Probabilmente la sua canzone era la migliore in gara, ma il pubblico sovrano decide non si sa in base a cosa. Noemi, con i capelli di un arancio accesissimo, ha dimostrato ancora una volta il suo talento, una voce graffiante e garbata. È una ragazza che farà strada. La vincitrice, direttamente dalla scuderia della De Filippi (che già ci aveva regalato due vincitori del festival: Valerio Scanu e Marco Carta), è quella che meno convince: genuinamente commerciale, con una canzone assolutamente non adatta a lei, movenze e acuti studiati a tavolino sin nei minimi particolari. Poco credibile nell'interpretazione e pochissimo accreditabile come esponente di critica sociale. Al di là di queste facili osservazioni, c'è un dato incontrovertibile: la Puglia ha stravinto il Festival: Emma vince tra i big ed Erica Mou (giovane voce molto interessante) vince il premio della critica tra i giovani, dove ha trionfato un altro prodotto dei talent, in questo caso “Io Canto”, Alessandro Casillo. A farla da padrona, in assoluto, è stata però la figura ingombrante di Celentano. Quanto è stato scritto su di lui? Impossibile stimarlo. Adriano, presente alla prima e all'ultima, ha monopolizzato l'attenzione su due elementi: il suo

cachet (350mila euro devoluti in beneficenza) e il contenuto del suo intervento. Premessa: non sconvolge il cachet, abbondantemente ripagato dalla pubblicità, che impallidisce davanti ai cachet dei superospiti stranieri delle passate edizioni. Si può discutere sul contenuto delle sue dichiarazioni. Nel mirino del “molleggiato” sono finiti i giornali cattolici - Famiglia Cristiana e Avvenire - e gran parte del clero. L'appello molto semplice: «Parlate del Paradiso e lasciate perdere le meschinità della vita terrena». A fare da sottofondo a tutto questo, i temi cari al Celentano nazionale: il pacifismo, la devastazione ambientale, ecc. Se si vuole, il messaggio sta tutto qua e non si comprendono a fondo le violente polemiche nate dal suo intervento. In Italia si tollera che in parlamento esponenti del governo possano dire che "col tricolore ci si puliscono il deretano", e ci si scandalizza del fatto che un cantante – in fondo di questo si tratta – dica che l'Avvenire e Famiglia Cristiana sono due giornali inutili e che andrebbero, provocatoriamente, chiusi. Mah, si rimane molto perplessi dinanzi a tutto questo. Chiusa la parentesi Celentano, torniamo alla musica e diamo un pò di voti, lo fanno tutti e non ce la sentiamo di farne a meno proprio noi (a lato).

"Pedalando nel tempo"

Emma Marrone – voto 5 Poco credibile in questa canzone. Da rivedere. Vince il Festival dei talent. Manca la sostanza. Canzone misurata per una facile vittoria.

Arisa – voto 6,5 Canzone interessante e nuovo look per l'artista lucana. Probabilmente avrebbe meritato la vittoria. Sta crescendo e si vede.

Noemi – voto 6 Canzone scritta da Moro. Sound e voci e graffianti. Lei è brava, ma serve un autore che scriva dei pezzi su misura per lei. Da rivedere.

D'Alessio-Bertè – voto 4 La strana coppia che non convince. Canzone banale con una struttura melodica scontata. Più interessante nel remix di Fargetta. Avrà successo commerciale, ma si dimenticherà presto.

Carone-Dalla – voto 5 Coppia surreale. Carone dimostra dimestichezza sul palco, Dalla dirige. Canzone inattuale. Mai sentito parlare di social network? Forse i giovani lo cercano lì l'amore e non più sulla strada.

Dolcenera – voto 6,5 Convince, e molto, nelle sue nuove sonorità. È il classico esempio dell'artista in crescita. Brava e con un pezzo interessante.

Bersani – voto 7,5 Testo, come al solito, molto interessante ma arrangiamento che non convince a pieno. È bravo Samuele e non si capisce cosa ci stia a fare su quel palco. Giusto il premio per la critica.

Finardi – voto 6 Testo impegnato, troppo impegnato, quasi banale. Finardi può fare di meglio e lo sa.

Renga – voto 5,5 Canzoncina semplice, semplice tagliata su misura. Non ci sono evoluzioni nello stile. Non convince.

Zilli – voto 7 Una voce strepitosa in cerca di un autore che lavori solo per lei.

Civello – voto 4 La più grande delusione del Festival. Canzone melensa e decisamente banale. Una con il suo curriculum può e deve fare molto di più. Bocciata

Matia Bazar – voto 5 In che anno siamo? Già 2012. Chissà perchè i Matia Bazar fanno sembrare che il tempo si sia fermato. Sempre uguali a se stessi. Più interessante la versione con Platinette.

Fornaciari – voto 5,5 Con quel cognome non si ha vita facile. La ragazza però ha una bella vocina. Canzone troppo presuntuosa.

Marlene Kuntz – voto 8 La canzone migliore del festival. Purtroppo difficile e non adatta alla kermesse. Comunque bravi e coraggiosi.

Daniel Ezralow – voto 10 e lode. Non ha cantato, ma ha incantato. Le sue coreografie valgono tutto il festival.

Dal 26 febbraio all'11 marzo personale di pittura di Giovanni Taurisano alla Casaccia

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partire dal 26 febbraio sino all'11 marzo presso la sala espositiva della Casaccia, in via Municipio, 43, a Francavilla Fontana si tiene la personale di pittura di Giovanni Taurisano dal titolo: “Pedalando nel tempo”. Dopo più di 45 anni di esistenza, la Casaccia ha ritenuto giusto celebrare questo artista con una sua mostra personale. Le opere di Giovanni, con i suoi personaggi rapiti in un istante di assoluta quotidianità, permettono di vivere emozioni che molte volte pensavamo perse. La semplicità e l’autenticità delle sue creazioni rafforza ancor di più un senso di sconfinato amore dell’autore per la sua terra e la sua gente. Si resta

„ Una bicicletta d'epoca, le bici caratterizzano le opere di Taurisano

affascinati dal suo tratto sicuro, che nasconde una conoscenza profonda dell’animo umano. A fare da cornice alle sue opere sempre una bicicletta, un veicolo antico ma allo stesso tempo modernissimo, che consente ai personaggi di percorrere strade diverse, quelle del

tempo e della memoria, per raggiungere lo spettatore, che plaude alla destrezza ed alla profondità dell’opera, tornando a vivere emozioni genuine. La sala espositiva del Centro sarà visitabile ogni giorno dalle 17,30 alle 20,30. „


L'APERTURA FRANCAVILLA

SEGUE DALLA PRIMA

Il listino prezzi del dolore com'è caro l'ultimo viaggio L'inferno dei parenti, costretti a metter mano al portafoglio, per assicurare il paradiso ai propri defunti: il business funebre prevede tutto a pagamento…

„ CLAUDIA TURBA

(…) eccome – mano al portafogli. Le differenze, in superficie, si notano. Altroché. È sufficiente fare un giro tra tombe e lapidi francavillesi, per rendersene conto: fregi d’oro e cappelle gentilizie faraoniche (non perché a forma di piramidi, ma perché lussuose) risaltano in tutta la loro maestosità. Questa, però, è solo l’ultima tappa di un business, quello dei funerali, che comincia esattamente un attimo dopo che il “caro” estinto ha esalto l’ultimo respiro. Quasi che la cerimonia funebre fosse un biglietto da visita – meglio se dalla grafica accattivante – per un approdo degno nell’aldilà. La “casta” delle agenzie di pompe funebri francavillesi impone tariffe da capogiro e servigi da "funeral planner". Le tasse comunali, ovviamente, si conteggiano a parte. In pratica, morire proprio non conviene, e non soltanto da un punto di vista affettivo: il gruzzoletto necessario per un funerale spartano, oscilla tra i tre e i quattromila euro. Sul catalogo “caro” estinto è tutto a pagamento, niente in omaggio. Il primo passo, in caso di lutto, è scegliere la bara. Per stare bassi, si spendono circa 1.800 euro per: cassa in legno (parte esterna della bara), cassa in zinco (parte interna), imbottitura e lenzuolo. In alcuni casi è necessaria una cassa frigorifera: 200 euro. In questa prima fase sono anche previsti i manifesti mortuari da affiggere fuori dalle case del defunto, dei suoi parenti più prossimi e sulle bacheche comunali. Il tutto, per la modica cifra di 100 - 150 euro (a seconda dell’agenzia funebre cui ci si rivolge). L’importo comprende la stampa di 7 - 8 lutti, la

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L'INFORMAZIONE ALZA LA VOCE

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A chi conviene morire? I costi medi di un funerale economico 1.800 €

200 €

600 €

35 €

Cassa in legno/zinco con imbottitura e lenzuolo

Stampa, affissione, attacchino e tassa comunale

Banda musicale + 300 € extra funzione

Messa cantata per il "trigesimo", 15€ quella semplice

2.000 €

200 €

100 €

60 €

Cassa frigorifera (se necessaria)

Trasporto in limousine

Tumulazione

Ricordini per 30 pezzi

70 €

100 €

1.700 €

70 €

Cuscino

Personale agenzia funebre

Lapide economica

Manifesti per il "trigesimo"

300 €

100 €

600 €

Addobbo floreale

Messa celebrativa

Muratura cappella

250 €

100 €

730 €

Copribara

Pratiche burocratiche

Affitto loculi comunali per 30 anni

„ il tariffario medio delle agenzie di pompe funebri di Francavilla

“giornata” dell’attacchino e la tassa comunale per l’affissione “d’urgenza” – come se la morte fosse prevedibile – pari a 33 euro. Attenzione, però: questa spesa non include l’affissione dei piccoli lutti di famiglia, la cui distribuzione spetta ai familiari del defunto che, in teoria, devono raggiungere da sé le case dei parenti per consegnare lo stampato. Nella seconda fase, il funerale, la spesa s’impenna. Solo per i fiori, le cifre superano i 300 euro. Il costo medio per il “copri-bara” tocca i 250 euro (cifre variabile a seconda delle stagioni e della reperibilità di fiori), cui si

sommano all’incirca 70 euro per ogni “cuscino”. Considerate anche le usanze locali, il copri-bara è d’obbligo e i cuscini sono almeno due: uno dei figli o genitori dell’estinto e l’altro di fratelli e nipoti. Poi, bisogna fare fronte al trasporto. Ciò vuol dire che se non si ha la fortuna di abitare nei pressi della parrocchia o di avere parenti abbastanza forzuti da portare il feretro a spalla fino in chiesa, tocca pagare il noleggio del carro funebre e del conducente. La “limousine”, che trasporta la salma in chiesa e da lì al cimitero, costa la bellezza di 200 euro, dei quali 110 spettano

all’agenzia funebre per il servizio e i restanti 90 per la tassa comunale ad hoc. E ancora, ci vogliono: 100 euro per pagare personale per la preparazione del feretro e della camera mortuaria, 100 da “offrire” al sacerdote per la celebrazione della messa e 100 euro per il disbrigo delle pratiche burocratiche. Queste ultime, solitamente, sono gestite direttamente dalle agenzie e comprendono: certificato di decesso, attestato di morte, autorizzazione per il trasporto della salma e permesso di sepoltura. Ma non è finita qui. I cortei funebri francavillesi

sono pressoché sempre accompagnati dal sottofondo della banda. Un vezzo – per qualcuno un malvezzo – che costa dai 550 ai 600 euro. Se poi si è un tantino esigenti e si vuole che le tristi melodie facciano da colonna sonora all’uscita del feretro dopo la funzione religiosa, bisogna sborsare altri 300 euro. E fortuna che nei quattromila euro le pompe funebri forniscono, di norma a titolo gratuito, l’allestimento della camera mortuaria con paraventi, lampade, tappeti e sedie per gli ospiti. Il ricco “menu” funereo – rigorosamente a la carte – pre-

vede poi i costi per la tumulazione (mentre l’inumazione, la sepoltura in terra, è gratuita), 100 “ridicolissimi” euro, e quelli dei marmisti. La tassa comunale di sepoltura comprende anche osservazione della salma per 24 ore nella camera mortuaria del cimitero e trasporto del feretro dalla sala al campo o al loculo. Ma lo speciale catalogo del “caro estinto” contempla anche le fasi successive alla sepoltura. Una lapide a buon mercato la si prende per 1.700 euro; la muratura nella cappella di famiglia più o meno per 600. L’alternativa c’è: affittare a 730 euro per 30 anni i loculi comunali, a patto che se ne trovi qualcuno disponibile. Cosa difficile, ma in qualche caso gli affittuari sono disposti a scendere a compromessi, rigorosamente sottobanco. O, è proprio il caso di dirlo, in nero. Come? Subaffittando i loculi. È finita? Macché. Che dipartita da “straccioni” sarebbe senza “trigesimo”? Solo per la messa 35 euro, se cantata, 15 euro per quella “semplice”. E i ricordini? Eccoli: 60 euro per 30 pezzi. E ancora circa 70 euro per i manifesti (inclusi 11 euro per la tassa d’affissione). Insomma, morire è diventato davvero un salasso non tanto per chi se ne va, ché tanto è già andato, quanto per chi resta. E in questo caso aveva ragione Gennaro Esposito, sempre il netturbino de “A’livella”, quando – rivolgendosi all’ostinato marchese, diceva: «Perciò, stamme a ssenti... nun fa' 'o restivo, suppuorteme vicino - che te 'mporta? Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive: nuje simmo serie...appartenimmo à morte!» „ claudia.turba@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA


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L'INFORMAZIONE ALZA LA VOCE

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PUNTO DI VISTA

FRANCAVILLA FONTANA

A Cesare quel ch'è di Cesare “A che servono gli uomini” Ecco a chi appartengono le illustrazioni per La commedia della compagnia stabile “Amici celebrare Teofilato: Weiss, Fino, Argentieri del teatro” di Brindisi il 9 marzo al teatro Italia

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n occasione del cinquantenario della sua morte, sono riapparsi tre disegni raffiguranti Cesare Teofilato (1881-1961). Il primo sulle lettere di invito e sui manifesti (70x100 cm), poi riprodotto anche dai mass-media, cartacei e online. Si tratta di un disegno, realizzato prima a matita e poi ripassato a china, ricavato da una foto che lo ritrae ormai anziano, di profilo, con gli occhiali e il basco in testa. Non so quanti si sono chiesti a chi appartenga quel disegno. In un angolo sono segnati nome, cognome e data, ma illeggibili perché sgranati dall’ingrandimento. Né, come si sarebbe dovuto corret-tamente fare, sono stati riportati sotto o di lato all’immagine. Come se non bastasse, l’autrice – perché di una donna si tratta – era completamente all’oscuro sull’utilizzo del suo lavoro grafico. Per la cronaca, informiamo che il suo nome è Loredana Weiss e il disegno risale al 1994. Fu pubblicato per la prima volta su La Gazzetta della Puglia (nel numero di settembre-ottobre 1994, p. 10, e in quello successivo di novembre-dicembre 1994, p. 12), a corredo di un lungo articolo – uscito in due puntate – su Cesare Teofilato, a firma di chi scrive. Nella didascalia era definito erroneamente “serigrafia”. L’errore veniva ripetuto – la fonte era la stessa – sul manifesto (70x100) che pubblicizzava la tavola rotonda su Teofilato, organizzata il 30 novembre 2005 nell’aula magna della scuola media “Bilotta”. Questa volta, il nome dell’autrice era almeno citato. Il lavoro di Weiss non va confuso con un altro simile (il secondo dei tre), probabilmente tratto dalla stessa foto, di Anna Maria Fino. È intitolato “Teofilato uno e bino”, senza data (ma 1991), che illustra la copertina del saggio di Gerardo Trisolino (Libertino e libertario. La poesia dell’anarchico Cesare Teofilato, Longo Editore, 1991). In occasione del cinquantenario, è stato pubblicato anch’esso su due fogli locali. E, manco a dirlo, ancora una volta senza il nome dell’autrice. Il disegno raffigura due profili del “nostro”, uno rivolto a sinistra e l’altro a destra. A segnare, come suggerisce il titolo del libro, i due aspetti di Teofilato: il libertinismo e il libertarismo. Tecnica usata: la china. Non è finita: il manifesto (30x42 cm) relativo alla mostra bibliografica e documentaria (4-11 febbraio 2012) su Cesare Teofilato, organizzata dal

L

„ Cesare Teofilato, disegno di Anna Maria Fino

„ Cesare Teofilato, disegno di Loredana Weiss

„ Cesare Teofilato, disegno di Raffaele Argentieri

e nel liceo classico “Lilla”, riproduce una terza immagine, di stile completamente diverso. È un disegno intitolato “Maschera del poeta Cesare Teo-filato”, del pittore Raffaele Argentieri, datato 18 aprile 1956, e fa parte della collezione del figlio, anch’egli pittore, Osvaldo Argentieri. Naturalmente, sul manifesto non appare nessun dato identificativo. Appare invece, e menomale, tra le illustrazioni esposte all’interno della mostra. Il disegno ha illustrato la copertina del libro di Alberico Balestra e Franco Calò (Cesare Teofilato, s. e., 1991) ed è riportato anche in fondo al testo, tra le altre illustrazioni. Entrambi i libri citati, quello di Gerardo Trisolino e della coppia Balestra-Calò, sono

stati pubblicati a 30 anni dalla morte di Teofilato. Le conclusioni sono ovvie: il diritto d’autore vale anche per le immagini e va sempre rispettato. Non solo perché lo prevede la legge, ma per dovere verso il lettore che vuol essere informato in modo completo. Ora, nel caso specifico, vista la buona fede degli organizzatori del cinquantenario e la finalità dell’iniziativa, crediamo che nessuno degli illustratori (eredi compresi) avrebbe negato la propria collaborazione. Anzi. La scorrettezza, sia pure involontaria, però rimane. Per non ripetere l’errore, in seguito, basta poco: chiedere l’assenso agli interessati. „ di Pietro Filomeno © RIPRODUZIONE VIETATA

a compagnia stabile “Amici del teatro” di Brindisi propone alla città di Francavilla Fontana la sua ultima commedia musicale “A che servono gli uomini”, scritta nel 1988 con brio e in autonomia femminista da Jaia Fiastri, la storica collaboratrice del “Sistina”, e musicata da Giorgio Gaber, il fondatore del teatro-canzone, che ha realizzato una colonna sonora ricca di ritmi, originalità, moderna e introversa come si conviene ad un copione che, almeno allora, cercava di guardare verso il futuro della famiglia, con un grosso punto di domanda. Appuntamento il 09 marzo 2012 al teatro Italia, con sipario ore 20,30. La scelta dei nuovi lavori della compagnia è sempre dettata da un desiderio di affrontare argomenti all’ordine del giorno, ma con garbo e vivacità, tanto che il problema della fecondazione artificiale trattato pare più una storia da cartone animato che altro. Al centro della storia c’è Teodolinda (Jenny Ribezzo) che ha messo via il suo ingombrante nome di battesimo e l’ha trasformato in un androgino Teo (Omaggio a “Un mandarino per Teo” sempre di G&G). Però, quando c’è da suggerire un nome alla modella del suo fumetto, le spiega che molto più sexy del suo Concettina è sicuramente Samantha (Simona Epifani), grazie anche a quell’acca esotica e quindi malandrina che lei, da allora,

„ Un momento della rappresentazione

„ La locandina dello spettacolo

ripeterà come un disco incantato: «Samantha con l’acca». La decisionista Teo travolge gli uomini bamboccioni e immaturi col suo dinamismo. Da una parte il suo vicino di casa, Gianni Padovan (Piero Ribezzo), una sorta di Archimede pitagorico, imbranato con le donne, e dall’altra il bell’Osvaldo Menicucci (Lino Pacella), un play boy di periferia che strapazza le donne, le usa e le getta, accudito a casa da fior di mamma (Concetta Simone). Quest’anno, la compagnia stabile festeggia i suoi 20 anni di attività, fatti di sacrifici, laboratorio

teatrale e totale dedizione a un modo di fare teatro che spesso viene ingiustamente criticato, solo perché fatto da gente comune, che ha voglia di non lasciare all’approssimazione ogni momento dello spettacolo e i cui sforzi sono immancabilmente ripagati dall’affluenza di un pubblico esigente che si aspetta, di anno in anno, sempre qualcosa di più dal gruppo. Il costo dei biglietti è di 7 euro posto unico. La prevendita è affidata al botteghino del teatro e all’Ottica Padula in via San Francesco. Info compagnia: 339/1302614. „


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Macello più vicino, anche troppo ORIA

L’amministrazione assicura che il mattatoio è pronto per essere affidato a una ditta gestrice, ma preoccupano le distanze rispetto ad alcune abitazioni. E il bollo Ce? S'impennano le spese per l'organizzazione di conferenze e convegni

L

’amministrazione comunale punta forte sul mattatoio di via Torre Santa Susanna, presentato come una concreta occasione di sviluppo per la città nel corso di diverse recenti iniziative. Ciò, anche grazie alla collaborazione di una società, la “AD Consulting & Formazione” di Angelo D’Amuri, che – da visura della Camera di commercio – si occupa soltanto di formazione. Al di là di questo e dei proclami politici, l’avvio del macello potrebbe non essere così imminente come annunciato. Tra il dire e il fare, come recita il detto, c’è di mezzo il mare. Il “mare”, in questo caso, sono alcune abitazioni che sorgono troppo a ridosso della struttura. L’attività di macellazione è considerata industria insalubre di prima classe e, come tale, deve essere isolata nelle campagne e tenuta lontano dalle abitazioni, o adottare speciali cautele per l’incolumità del vicinato (che devono essere valutate dall’autorità sanitaria competente). La regolamentazione è ancora più stringente dal primo gennaio 2010, data a partire dalla quale, con l’entrata in vigore del “pacchetto igiene”, tutti i macelli e i laboratori di sezionamento a capacità limitata – tra questi si colloca il mattatoio di Oria, che non sarà il terzo d’Europa come venti-

Abitazione privata

Il mattatoio

„ Nella parte evidenziata l'area su cui sorge il macello

lato –, per poter funzionare, devono essere riconosciuti ai sensi dell’articolo 4, e secondo le procedure previste dall’articolo 3, del regolamento Ce numero 854 del 2004. La disciplina precedente, quella del decreto legislativo numero 268 del 1994 che attuava due direttive Cee del 1991, è stata abrogata. In pratica, gli stabilimenti che non abbiano ottenuto il cosiddetto “bollo Ce”, che sostituisce quello regionale, dovranno cessare la propria attività o, per estensione, non potranno cominciarla affatto. Le planimetrie a corredo di una relazione tecnica del 2007 – in possesso de Lo Strillone e qui pubblicate – mostrano chiaramente come il complesso, di recente sottoposto

a collaudo tecnico, confini in direzione Torre con un altro opificio e in direzione Francavilla con un’abitazione, che già era lì prima che il macello fosse costruito. È quest’ultima situazione a preoccupare di più, nonostante qualche apparente incongruenza della piantina generale della città, dove le distanze appaiono piuttosto diverse (un po’ dilatate) rispetto a quelle della piantina di dettaglio: nella prima, i due immobili sono decisamente distanziati; nella seconda, praticamente attigui. La casa in cui l’ex titolare di una ferramenta vive tutto l’anno, assieme alla moglie, è collocata lungo il confine dove un giorno, da progetto, dovrebbero sorgere le aree del macello destinate a: stalla

„ A sinistra il macello e a destra, perfettamente adiacente, l'abitazione di un cittadino

abitazione opificio

mattatoio

„ La planimetria di dettaglio della struttura allegata a una relazione tecnica comunale del 2007

sospetti e pozzetto di raccolta reflui zona sospetti, lavaggio automezzi bestiame, ricovero occasionale e concimaia. Cioè, quelle aree più delicate per la salute e la quiete dell’uomo. È poi da tenere in considerazione il fatto che via Torre, a ridosso dell’intersezione con la provinciale Francavilla – Cellino, è stata negli ultimi anni completamente lottizzata e destinata ad area residenziale (foto): cosa, questa, di cui non c’è traccia nella solita cartina topografica generale. Quale sarebbe la svalutazione dei quei terreni in zona di espansione qualora davvero il mattatoio dovesse essere avviato? Quale la vivibilità per i residenti? Il regolamento Ce numero 2076 del 2005 concerne l’adeguamento di macelli e laboratori di sezionamento a capacità limitata alle nuove disposizioni. Questo regolamento, oltre a elencare i requisiti nell’allegato II, lascia un margine di discrezionalità al veterinario ufficiale nella verifica dei requisiti per il riconoscimento comunitario dell’impianto, consentendogli di valutare caso per caso se il rispetto di alcuni di essi

„ Via Torre: la recinzione dell'ultimo lotto. A pochi metri, oltre l'incrocio, il macello.

sia assolutamente indispensabile. Una possibilità per il Comune di Oria, ma soprattutto per il futuro gestore, che poi è quello che – di norma – provvede al disbrigo delle pratiche burocratiche, magari sobbarcandosi gli oneri economici dell’eventuale adeguamento alla normativa. Quanto tempo poi dovrebbe occorrere per ammortizzare un investimento di questo tipo? Intanto, i costi per materiale propagandistico, conferenze e convegni di presentazione dell’opera aumentano inesorabilmente: la “AD Consulting & Formazione”, nuova nel campo dell’organizzazione eventi, ha appena intasca-

to 1.800 euro, con i quali – oltre agli stampati e a un locale in fitto – avrebbe dovuto pagare il gettone a un relatore esperto per un recente convegno presso l’auditorium di san Giovanni (preso in fitto?). Presenti diversi politici e personalità a vario titolo interessate, il relatore esperto non si è visto. L’amministrazione comunale ostenta comunque sicurezza e promette che – giusto il tempo di redigere il bando e affidare la gestione a ditta specializzata – il mattatoio entrerà finalmente in funzione già a partire da quest’anno. Con bollo Ce o senza? „ di el.zanz. direttore@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA


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In breve: Antimo Piccione, un oritano in orbita ORIA

Il 13 febbraio, da Kourou in Guyana Francese, è stato lanciato in orbita “Vega”, un vettore targato Esa (Agenzia spaziale europea). È stata soprattutto l’Italia a sostenere il programma con il 65 per cento dei finanziamenti e una squadra di tecnici, tra i quali un giovane oritano: Antimo Piccione. Classe 1977, laurea in Ingegneria elettronica con il massimo dei voti, è system engineer presso “Vitrociset” a Roma, azienda leader nel settore aerospaziale, che ha coordinato tutte le fasi di sviluppo, assemblaggio e test del lancio. Nella stazione, Piccione ha diretto il banco di controllo coordinando un team di dieci collaboratori. Con impegno e perseveranza si può conquistare addirittura lo “Spazio”.

SEGUE DALLA PRIMA

Quanto guadagnano gli amministratori? La giunta Pomarico si è “tagliata” le indennità ma, grazie a un escamotage, sindaco, assessori e presidente del consiglio percepiscono quanto e più dei predecessori. Le buste paga a confronto „ ELISEO ZANZARELLI

(…) degli amministratori del 20 anziché del sette per cento (per almeno tre anni) disposto dalla legge numero 122 del 2010 per i Comuni con popolazione tra 15.001 e 250.000 abitanti. Unici esclusi, il vicesindaco, Claudio Zanzarelli, e il presidente del consiglio comunale, Antonio Metrangolo: i due – è scritto in delibera – avevano già subito la decurtazione del 50 per cento, che il decreto del ministro dell’Interno numero 119 del 2000 impone ai lavoratori

dipendenti che non decidano per l’aspettativa. L’atto, inoltre, rimarca che il sindaco, Cosimo Pomarico, non percepiva alcuna indennità comunale in quanto, dovendo scegliere, aveva preferito il mantenimento dell’indennità di funzione di assessore provinciale (più cospicua perché pari al 65 per cento di quanto percepito dal presidente della Provincia). La seconda delibera, datata 28 luglio 2011, estende la decurtazione del 20 per cento anche al vicesindaco; ancora (e tuttora) esente dai “tagli”, invece, il presidente delle assise. Il trucco c’è, ma

2008

„ La giunta e il presidente durante una recente seduta del consiglio comunale

è chiaro soltanto a seguito di una semplice ricerca a ritroso tra gli atti comunali, come già fatto in tempi non sospetti dal gruppo consiliare di opposizione “Io Amo Oria”, che

2010

Gennaio

Novembre

• • • • • • • • •

• • • • • • • • •

Cosimo Ferretti (sindaco, dp): 2.478,99 Giovanni Guida (vicesindaco, lp): 1.363,59 Gianfranco Sorrento (presidente del consiglio, dpu): 557,78 Michele D’Addario (assessore, lp): 1.115,54 Giuseppe Destradis (assessore, p): 1.115,54 Angelo Mazza (assessore, lp): 1.115,54 Pasquale Sartorio (assessore, p): 1.115,54 Michele Schifone (assessore, p): 1.115,54 Monia Tancredi (assessore, dpu): 1.115,54

nei mesi scorsi ha anche distribuito due volantini sull’argomento. È così, spulciando tra le carte, che emerge una delibera del 2005 – adottata a maggio dalla giunta guidata

da Cosimino Moretto – con la quale, ormai a fine mandato, erano ridotte del 20 per cento le indennità di futuri assessori e presidente del consiglio comunale. Una riduzione confermata, a febbraio 2006, dalla giunta di Cosimo Ferretti e mantenuta per tutti e quattro gli anni di amministrazione. L’attuale guida politica della città, invece, cos’ha fatto? Lungi dal prendere in considerazione gli importi già abbattuti da Moretto, è ripartita dalla “tariffa piena” delle tabelle ministeriali, con l’ovvia conseguenza che nulla è cambiato, tranne che per il presi-

dente del consiglio comunale il quale, di fatto, beneficia di un aumento rispetto a chi lo aveva preceduto. La conferma proviene direttamente da un’analisi comparata, neppure tanto complessa, tra le buste paga dell’esecutivo Pomarico e quelle dell’esecutivo Ferretti, cercando – quando possibile – di effettuare un parallelo tra assessori “assimilabili” anche sotto il profilo lavorativo: libero professionista con libero professionista, dipendente con dipendente, pensionato con pensionato. La parola, dunque, passa ora alle "carte" (vedi tabelle).

2011 Luglio

Cosimo Ferretti (sindaco, dp): 2.478,99 Giovanni Guida (vicesindaco, lp): 1.363,45 Bruno Viapiana (presidente del consiglio, p): 1.115,54 Piero Orsino (assessore, lp): 1.115,54 Ermanno Vitto (assessore, dp): 557,77 Francesco Morleo (assessore, lp): 1.115,54 Angelo Mazza (assessore, lp): 1.115,54 Antonio Madaghiele (assessore, i): 1.115,54 Giuseppe Destradis (assessore, p): 1.115,54

• Cosimo Pomarico (sindaco, p): percepiva indennità da assessore provinciale • Claudio Zanzarelli (vicesindaco, dp): 1.363,44* • Antonio Metrangolo (presidente del consiglio, dpu): 563,14* • Cosimo Assanti (assessore, lp): 1.748,88* • Luciano De Nuzzo (assessore, p): 1.784,88* • Cosimo Di Giovanni (assessore, p): 1.784,88* • Giuseppe Malva (assessore, p): 1.784,88* * (con arretrati indennità di funzione 669,33 euro dal 13 giugno)

Febbraio Cosimo Ferretti (sindaco, dp): 2.478,99 Giovanni Guida (vicesindaco, lp): 1.363,59 Gianfranco Sorrento (presidente del consiglio, dpu): 557,78 Michele D’Addario (assessore, lp): 1.115,54 Giuseppe Destradis (assessore, p): 1.115,54 Angelo Mazza (assessore, lp): 1.115,54 Pasquale Sartorio (assessore, p): 1.115,54 Michele Schifone (assessore, p): 1.115,54 Monia Tancredi (assessore, dpu): 1.115,54

Agosto • Cosimo Pomarico (sindaco, p): percepiva indennità da assessore provinciale • Claudio Zanzarelli (vicesindaco, dp): 852,15 • Antonio Metrangolo (presidente del consiglio, dpu): 697,22 • Cosimo Assanti (assessore, lp): 1.115,55 • Luciano De Nuzzo (assessore, p): 1.115,55 • Cosimo Di Giovanni (assessore, p): 1.115,55 • Giuseppe Malva (assessore, p): 1.115,55 „ Cosimo Ferretti

„ Cosimo Pomarico

LEGENDA: dp = dipendente privato • dpu = dipendente privato • lp = libero professionista • i = imprenditore • p = pensionato

RETRIBUZIONI IN EURO LORDE

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LATIANO

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Giunta di nuovo al completo ma alla sinistra i conti non tornano… Cariolo sostituisce Distante. Cronistoria e retroscena di una spaccatura quasi annunciata: Sel non doveva appoggiare solo "esternamente" De Giorgi?

„ MAURIZIO DISTANTE

I

l sindaco Antonio De Giorgi ha nominato il nuovo assessore a Urbanistica, Arredo urbano e Politiche comunitarie: Felice Cariolo. Cariolo subentra a un mese dalle dimissioni di Antonio Distante ricevendo dal sindaco una delega in meno rispetto al suo predecessore: Distante aveva anche la Viabilità, girata dal primo cittadino all’assessore a Politiche giovanili e Sport, Giuseppe Ble. Cariolo, consigliere comunale, lascia libero il posto nelle assise a Giovanni Calcagno. Questa la cronaca. Si è volutamente omesso di citare sigle di movimenti e partiti di appartenenza per tracciare un quadro della situazione partendo dalle origini: l’indomani della vittoria elettorale di De Giorgi, poco più di un anno e mezzo fa. De Giorgi portò alla vittoria una coalizione composta da tre liste civiche e un partito: “De Giorgi sindaco”, “Democratici e riformisti”, “Sinistra per Latiano” e “Italia dei Valori”. In realtà, la lista “Sinistra per Latiano”, più che una civica,

„ Antonio Distante, ex assessore

„ Felice Cariolo, nuovo assessore

„ Giovanni Calcagno, nuovo consigliere

era un cartello elettorale tra “Sinistra, ecologia e libertà” e il movimento “Ecopacifisti – A sinistra”, storica sigla della sinistra latianese, nell’ennesimo tentativo di unificare una parte politica lacerata da anni di divisioni e diaspore. Già durante la campagna elettorale i malumori tra le due anime “sinistre” della coalizione si facevano sentire, anche in maniera forte, con pezzi di partito contro pezzi di movimento, pezzi di movimento contro pezzi di movimento e pezzi di partito contro pezzi di partito. Il tappo saltò quando le contrapposizioni tra Sel ed Ecopacifisti si spostarono sulle prime decisioni del sin-

daco. Come quella della nomina di uno staff composto da tre persone d’alto profilo come supporto a un sindaco giovane. Gli Ecopacifisti videro come fumo negli occhi questa proposta, anche perché un triumviro scelto da De Giorgi era quel Tonino Papadia storico avversario politico, sempre da sinistra, dei movimentisti. Altro motivo di rottura dello scricchiolante asse fu il ricompattamento del movimento che, in fase di definizione dei candidati del centrosinistra, aveva subito un’ulteriore diaspora con pezzi di gruppo che sostenevano il candidato di Pd, Udc e Verdi, Claudio Ruggiero. Il sindaco

De Giorgi e i suoi consiglieri politici, a quel punto, chiesero agli eletti di “Sinistra per Latiano”, Antonio Delli Fiori e Felice Cariolo, entrambi in quota Sel, di mantenere il posto in consiglio, almeno in un primo momento, onde evitare il problematico ingresso di Giovanni Calcagno, primo dei non eletti e rappresentante degli Ecopacifisti. Per ottenere questo risultato, Sel pensò ad Antonio Distante, giovane ingegnere informatico da sempre vicino al partito di Vendola, alla prima esperienza amministrativa. Cariolo, il più suffragato della lista, si mise a disposizione del partito con la promessa da parte

del sindaco di subentrare a Distante a metà consigliatura (il prossimo ottobre). Nel frattempo, gli eletti dell’Idv annunciavano la loro uscita dal partito dichiarandosi indipendenti, mutando, così, l’assetto politico della maggioranza. Distante, a detta di molti, nei mesi da assessore si è dimostrato capace, competente e disponibile. Qualità che non gli sono bastate per disporre del tempo che, in un primo momento, gli era stato accordato. Un mese fa, infatti, ha rassegnato le dimissioni: «Personalismi infantili, veti e invidie mi impediscono da mesi di lavorare come sono abituato e di dare alla città il contributo importante che mi ero prefissato fin dall’inizio del mio mandato», si legge nella lettera. Questo ha aperto certamente la strada alla nomina di Cariolo che, in questi mesi, è rimasto alla finestra in attesa che l’evoluzione dei fatti liberasse quella poltrona tanto, e giustamente, ambita. Cariolo, però, non aveva fatto bene i conti col suo partito che, una volta sedutosi a pianificare la strategia del dopoDistante, ha cercato in tutti

i modi di trovare una quadra col sindaco e la maggioranza sulla base delle richieste già fatte in precedenza dai vendoliani a De Giorgi in materia di potenziamento degli uffici comunali e trasparenza amministrativa. Le risposte fatte del primo cittadino, a detta di Sel, sono state nebulose e poco soddisfacenti, tanto da indurre alla decisione di garantire alla maggioranza un appoggio esterno senza incarichi di governo di nessuna natura. Questo, prima della nomina di Cariolo ad assessore. Stando alle prime parole rilasciate ai media dal neoamministratore e dal sindaco, però, la nomina di Cariolo darebbe continuità al quadro politico originario, senza alcun cambio di rotta. A questo punto i conti non tornano. Qualcuno spieghi ai latianesi come stanno realmente le cose. Sel sembra una coperta troppo corta che due parti, ognuna con le proprie ragioni, si contende. Ma si sa che, se la coperta è corta, qualcuno finisce col dormire scoperto, e potrebbe raffreddarsi.„ maurizio.distante@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA

Scene da Arancia meccanica, città poco vivibile Un commando prende d’assalto lo “Star Games”: presi quasi tutti i giovanissimi responsabili I carabinieri cercano di ricostruire il movente, ma ultimamente Latiano non è più un’oasi felice…

I

n sette come i leggendari “magnifici sette” e violenti e scatenati come i “Drughi” della celeberrima “Arancia meccanica” firmata Stanley Kubrick. Ha un retrogusto molto cinematografico l’assalto di un gruppo di ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, a un circolo ricreativo/sala giochi, lo “Star Games” di Maria Grazia Schiena, in via Torre santa Susanna. I sette, Cosimo Bruno, 18enne, Michele Manco, 30enne, Moreno Manni, 23enne, tutti già noti alle forze dell’ordine, e Tony Conte, 21enne, Alessandro Bardaro, 24enne, Giuseppe Guttagliere, 20enne, e Antonio Bruno, 20enne, incensurati, domenica sera, intorno alle 20, hanno fatto irruzione nel locale pubblico mettendolo a ferro e fuoco. Hanno devastato ogni cosa gli sia capitata sotto mano: un biliardo, un televisore, sedie, tavoli. Persino gli avventori che si trovavano, loro malgrado, all’interno, sono stati minacciati con dei coltelli e, addirit-

tura, picchiati con la ferocia che è stata il filo rosso dei concitati minuti nei quali la banda ha devastato il circolo. Un cliente, nel tentativo di placare la furia del commando, è stato ripetutamente preso a calci, e ha riportato ecchimosi ed escoriazioni in varie parti del corpo, che hanno richiesto le cure di un medico. Il ragazzo, però, si è rifiutato di sporgere denuncia nei confronti dei violenti. Ai carabinieri, invece, si è rivolta la titolare dell’esercizio: i militari guidati dal maresciallo Massimo Ribezzo hanno ricostruito l’identikit degli assalitori, risalendo rapidamente alla loro identità. Dopo poche ore i sette erano in manette e sono stati trasferiti presso il carcere di Brindisi. Ora il lavoro degli inquirenti è concentrato sulla cattura di altri tre ragazzi che, a detta dei testimoni oculari, facevano parte del commando. Il fracasso fatto durante il blitz, infatti, non è passato inosservato, soprattutto a un’ora della domenica in cui la gente si

„ Da sinistra: Bardaro, Bruno A. e Bruno C., Conte, Guttagliere, Manco, Manni

„ Le immagini dopo l'assalto al circolo ricreativo "Star Games" in via Torre Santa Susanna

trova facilmente in giro. Nella

automobili parcheggiate nei

interezza alla situazione, gli

fuga, giusto per farsi notare

pressi della sala giochi presa

inquirenti potranno mettere a

meno, i componenti del nucleo

di mira. Quando il quadro della

fuoco l’immagine di questa vi-

punitivo hanno pensato bene

situazione sarà completo e i tre

cenda, che non si presta a una

di danneggiare anche alcune

tasselli mancanti restituiranno

facile inquadratura. O almeno

a un’univoca interpretazione: le piste seguite da chi indaga, infatti, spaziano dalla semplice lite tra coetanei fino ad arrivare a un regolamento di conti tra bande rivali. Latiano, comunque, dà sempre più l’idea di una terra di nessuno dove di fianco ai molteplici episodi di microcriminalità degli ultimi mesi tra rapine e furti, si vanno aggiungendo anche fenomeni come questo, in cui un gruppo di ragazzi si “traveste”, probabilmente senza esserne cosciente, da personaggi di un film per emularne gli atteggiamenti dell’arcinota, cinematograficamente parlando, “ultra-violenza”. Magari, chissà, per un puro caso fortuito, a fare da colonna sonora alle gesta del commando, ci sarà stato, trasmessa da qualche radiolina del locale, il secondo movimento della nona sinfonia di Beethoven, proprio come nelle famosissime scene del film di Kubrick. „ di mau.dista. maurizio.distante@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA


MESAGNE

P

ochi giorni all’avvio del servizio di raccolta differenziata in città e già i primi problemi. Difatti, nei giorni scorsi, la distribuzione del “kit” per la raccolta differenziata è stata sospesa: troppe richieste e poco materiale a disposizione. «La risposta sorprendentemente positiva degli utenti – ha fatto sapere il gestore “Axa-Gial Plast” – ha reso necessario un tempestivo rifornimento dei contenitori». Una spiegazione che ha lasciato i cittadini e gli stessi amministratori alquanto perplessi. I

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L'INFORMAZIONE ALZA LA VOCE

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Tutti pazzi per la differenziata "kit" a ruba, e la raccolta slitta Bidoncini esauriti. Il gestore e l'amministrazione non si aspettavano così tanto interesse da parte dei cittadini, preoccupati anche per l’aumento della Tarsu mesagnesi erano forse stati sottovalutati? Sta di fatto che, causa esaurimento scorte dei bidoncini, il nuovo servizio potrebbe slittare o partire a handicap. A risentirne potrebbero essere, tanto per cambiare, le casse comunali, considerato che così gli obiettivi di differenziazione diventano più difficili da raggiungere. «Una grave inefficienza da parte dell’amministrazione – dice Antonio Ciccarese, responsabile Politiche ambientali Nip (Nuova Italia popolare) –, che non ha vigilato affinché il numero dei kit fos-

„ Introvabili: a Mesagne sono già finiti i kit per la raccolta differenziata

se ritirato dalla ditta in numero adeguato». Il tutto, dopo giorni in cui i cittadini hanno

dovuto affrontare lunghe file per ritirare l’occorrente a differenziare, ma senza buste

per l’organico. A peggiorare la situazione, l’incubo dell’aumento della Tarsu. Qui, come già nell’Ato Br/2, se differenzi, paghi di più. E che dire dei ritardi? Durante la conferenza stampa del 12 gennaio, occasione in cui fu annunciato e presentato il nuovo servizio ai cittadini, si fece presente che la distribuzione dei kit sarebbe avvenuta dal 30 gennaio al 19 febbraio, permettendo così l’inizio della raccolta “porta a porta” da marzo. Il fantasma di un ennesimo fallimento aleggia ancora sui rifiuti, già in passato fonte di non pochi

problemi – tra oneri eccessivi, inefficienze e polemiche politiche – per Mesagne. Considerato che alla ditta che gestisce il servizio di raccolta rifiuti sono stati concessi altri 18 mesi e ne sono passati quasi due, con grandi discussioni e malcontento, non resta che attendere l’arrivo della primavera – kit permettendo – per capire se davvero è tutt’oro quel che luccica. E se i mesagnesi sono pronti a dare il meglio di sé, differenziandosi differenziando. „ di c.t. claudia.turba@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA

Insopportabile come un figlio di…Iene Alessandro Carluccio sogna Italia1, ma intanto infastidisce con la sua irriverenza i politici locali e nazionali e porta avanti battaglie di un certo spessore come quella sulla bigenitorialità

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i nero vestito si aggira con aria accusatrice per le vie della città, Alex Carluccio alias “Figlio di Iene” è il suo nome. Come don Diego de la Vega, indossa il mantello e imbraccia la spada, una piccola videocamera, per farsi portavoce dei malumori della povera gente contro la tirannia dei vari “governanti” della sua città. De “Le Iene” porta il vestito e la faccia da schiaffi ma, pur non avendo il bollino di originalità Mediaset,

in pochi mesi è diventato un fenomeno del web. Dal gossip spicciolo, con protagonisti scarti dei reality e vecchie glorie del piccolo schermo, passa con facilità ad affrontare temi di forte impatto sociale, spostandosi dal locale al nazionale. Irrompe negli uffici comunali mesagnesi per sottoporre gli amministratori a interrogatorio, protesta contro la malaaccoglienza riservata ai tunisini in occasione di un incontro con l’onorevole ospite Alfredo

Mantovano, s’intrufola durante la consegna della Palma d’oro porgendo domande provocatorie al presidente della Provincia Massimo Ferrarese. Non solo disturbatore d’incontri istituzionali e di gala, ma anche portavoce d’importanti tematiche. Ultima in ordine temporale, la battaglia per la legge sulla bigenitorialità, che da Mesagne ha portato fino a Roma attirando l’attenzione dell’onorevole Rocco Buttiglione e del conduttore tivù

Tiberio Timperi. Facebook e YouTube sono il terreno fertile del “Figlio di Iene”, che sogna di entrare a far parte della squadra di Italia1, e intanto continua a ergersi a paladino della giustizia di Mesagne. Imprevedibile, scaltro, antipatico e piuttosto insistente, è diventato la spina nel fianco degli amministratori locali e la cassa di risonanza dei cittadini. „ di cla.tu. „ Alex Carluccio (a sinistra) con l'onorevole Buttiglione a discutere dei diritti dei padri

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L'INFORMAZIONE ALZA LA VOCE

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TORRE S.S. ERCHIE

Amministrative, scendono in campo "Acrobata" e "Valletta" Sono gli pseudomini con cui da internet qualcuno, nel 2008, avrebbe diffamato sindaco e amministrazione. Un solo iscritto nel registro degli indagati: Polito

SEGUE DALLA PRIMA

„ MAURA DE GAETANO

(…) fu diffuso un volantino, privo di firma, che informava i cittadini di presunti giochi di potere avvenuti nelle sale del palazzo ducale. Lo stampato faceva riferimento, in particolare, all'allora recente promozione della dirigente comunale Agata Rodi, con relativo aumento della retribuzione, «quale responsabile – recitava lo scritto – del settore che le è stato cucito addosso ufficialmente dal sindaco, ufficiosamente dal vice sindaco». Alla base di tale promozione, sempre secondo l'anonimo autore, ci sarebbe stato uno scambio di favori tra l'amministrazione e il marito della dipendente

pubblica, Giovanni Carrozzo, presidente della Cassa rurale e artigiana «che – proseguiva il volantino – ha sicuramente avuto e ha ancora un ruolo importante in qualche manovra bancaria per risolvere almeno in parte i problemi finanziari dell'assessore e vicesindaco Domenico Margheriti». Immediata fu la reazione del sindaco che, consegnando ai carabinieri una copia del dattiloscritto, sporse denuncia contro ignoti per diffamazione, mettendo a verbale il fatto che lo stesso testo fosse apparso, per qualche minuto, anche nel messaggio scritto dall'utente di un sito internet cittadino. Il commento virtuale, secondo quanto riferito in consiglio comunale da Giuseppe Margheriti, era firmato

da uno dei due "user" che, in quel periodo, riempivano il portale di pensieri non sempre pacifici. Due, appunto, i curiosi nickname che avevano attirato l'attenzione un po' tutti e degli amministratori comunali in particolare. Uno era "Acrobata": abile ginnasta impegnato in rocamboleschi esercizi di espressione, colpendo a destra e parando a manca. L'altro era "Valletta": graziosa signorina, ma di genere incerto, che dava manforte al funambolesco compagno telematico, svelando presunti illeciti e immoralità. Una coppia ben assortita, concorde sulla validità dell'appena defenestrato vicesindaco, Giuseppe Polito. «Vai avanti dottore – recita uno dei tanti commenti scritti da Acrobata

„ Acrobata e valletta

–, il popolo è con te!»; «Tutta la mia solidarietà al dottor Polito» dichiarava Valletta in un altro commento. Fin qui nulla di strano: due semplici cittadini convinti delle stesse idee politiche. Di bizzarro c'è, però, che gli indirizzi ip dei due

utenti coincidevano, almeno secondo quanto affermato dal primo cittadino in consiglio comunale. Era quindi la stessa persona che dialogava con se stessa, sostenendosi e dandosi ragione? Ma non finisce qui: sempre a dire di Giuseppe Margheriti, gli ip riporterebbero a due precisi indirizzi geografici: quelli del palazzo comunale e dell'Asl di Brindisi. «Chi può aver avuto accesso tanto ai computer della Asl quanto a quelli del Comune?» ha chiesto il sindaco, ironico, riferendosi quasi sicuramente allo stesso Polito, medico presso l'ospedale Perrino di Brindisi. Pesanti i dubbi sollevati dal discorso di Margheriti che, subito dopo, ha reso noto all'intera cittadinanza che, al 4 maggio 2011, l'unico iscrit-

to nel registro degli indagati, in relazione alla denuncia per diffamazione, era sempre Polito. Quest'ultimo, intanto, si schermisce: «Le vicende giudiziarie e quelle politiche – dichiara – andrebbero tenute separate, anche perché per il momento la mia posizione è semplicemente quella di indagato. Il consiglio comunale – aggiunge – non era certamente la sede più adatta per fare dei comizi». La storia, scoppiata come una bomba a orologeria a pochi mesi dalle elezioni, promette una campagna elettorale accesa, degno culmine di un'antipatia, quella tra Margheriti e Polito, che affonda le radici nella scorsa tornata del 2007. „ maura.degaetano@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA

TORRE SANTA SUSANNA

Quelle non sono semplici buche stradali, ma crateri L’asfalto rappezzato con il brecciolino cede a ogni pioggerellina e i residenti si attrezzano come possono: un cartello “fatto a mano” in via Vita mette in guardia dai rischi pedoni e automobilisti

Q

uesto non è un articolo sulle buche. E, del resto, come si potrebbe scrivere del dissestato asfalto torrese, dopo che questo è stato completamente riparato? Per lo meno, forse nelle intenzioni degli amministratori che hanno disposto i lavori, eseguiti nei giorni scorsi con risultati discutibili. Sì, perché le fenditure del manto stradale – alcune delle quali consistenti in veri crateri, profondi oltre dieci centimetri – sono state riempite di materiale inerte, senza essere però poi ricoperte da uno strato bituminoso. Con parole più semplici: nelle buche è stata riversata una certa quantità di breccia che, inutile a dirsi, non ha resistito alla prima pioggia – inaspettato evento atmosferico del febbraio torrese –. Il risultato, sotto gli occhi increduli di tutti, è che ora le strade cittadine sono non solo fittamente cosparse di buche almeno come prima, ma per di

„ Il cartello di via Pompeo Vita

„ Voragini a prova di caviglie e sospensioni

più invase da tufo e pietruzze. Della grana più fine della breccia, quella che insomma

tiene insieme i frammenti più grossi, è rimasta poca traccia: la polvere biancastra, dopo aver insozzato le vie, è stata lavata dalla pioggia. Non più dentro, ma in prossimità delle buche, sono rimasti i sassolini, alcuni dei quali nemmeno così piccoli. Duri e acuminati, schizzano via al passaggio degli pneumatici, caricati di una spinta che li rende dannosi per le stesse automobili e per i fronti delle case contro le quali sono scagliati, ma soprattutto per i passanti. Prevedibile il malcontento dei cittadini che, in certi casi, si sono anche divertiti ad affiggere spassosi cartelli agli angoli delle vie. Considerate le cifre che, ogni anno, il Comune spende in contenziosi e risarcimenti agli automobilisti che denunciano danni alle vetture, la scelta di riparare in un simile modo (o di non riparare affatto) il manto stradale, quanto è poi conveniente? „ di m.d.g. maura.degaetano@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA


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SEGUE DALLA PRIMA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

La Provincia cede diverse strade, i cui costi di gestione ricadranno sui comuni. Conviene a Oria prendere in carico le Sspp per Torre e San Cosimo? (…) occasioni teatro di incidenti anche gravi, a dire delle vittime spesso quantomeno concausati da insidie e trabocchetti stradali (buche, avvallamenti, otturazione dei canali di scolo dell’acqua piovana, ecc.). L’ultima tragedia è quella ch’è costata la vita – forse proprio per l’intasamento dei canali, che la Provincia dovrebbe mantenere in perfetta efficienza – a Concetta Caputi. La strada per San Cosimo, inoltre, è sì parecchio trafficata, specie in alcuni periodi dell’anno, ma auto e pellegrini difficilmente passano dal centro abitato di Oria, preferendo – ovviamente e per forza di cose – dirigersi direttamente al Santuario e lì spendere per parcheggio auto, mercatini, donazioni, ristoro e così via. A tutto vantaggio della Curia, proprietaria esclusiva dell’area. Il caso dismissioni “selvagge” è stato sollevato, nei giorni scorsi, da Franco Arpa direttamente dalle colonne del suo blog www.arpa-oria.com. Il blogger ha anche contattato i due consiglieri provinciali oritani, Francesco Fistetti (Sel) e Cosimo Ferretti (Pdl), perché prendano a cuore la questione e si facciano portavoce degli interessi della comunità d’appartenenza. Di più se ne saprà soltanto dopo il prossimo consiglio provinciale. Nel frattempo, il sindaco di Torre, Comune in passato toccato da fenomeni simili, si è posto il problema: «[…] è doveroso sottolineare – scrive Costantino Galasso in una recente nota – come a decorrere dal 2005 e fino al 2009 le precedenti amministrazioni hanno acquisito al patrimonio del Comune migliaia di metri di strade provinciali, la cui manutenzione non è più di competenza della Provincia ma del nostro Comune, con prevedibile aggravio di costi per le casse comunali. Ciò che non si riesce a comprendere sono le motivazioni per le quali sono state effettuate tali acquisizioni ossia, si riporta testualmente, “ragioni logistiche, di opportunità e di spesa” (deliberazione di giunta municipale numero 25 del 12 febbraio 2009). Quale spesa? Per caso le centinaia di migliaia di euro in più che occorrerà spendere per sistemare le ex strade provinciali?». Quale, fatte queste semplici considerazioni, allora, il ritorno per il Comune di Oria, già oberato di suo da considerevoli debiti? „ di eliseo zanzarelli direttore@lostrillonenews.it © RIPRODUZIONE VIETATA

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arissimi amici, Prociv – Arci di Oria è un’associazione formata da 30 ragazze e ragazzi che operano quotidianamente nel sociale, a difesa della vita umana e dell’ambiente: sul nostro territorio è sinonimo di fiducia, impegno, onestà, servizio. Il nostro impegno s’inserisce nelle attività della Protezione civile e concorre a restituire condizioni di benessere e serenità a tutti noi, che viviamo in un Paese tanto bello ma anche tanto fragile, esposto a terremoti, alluvioni, frane, incendi boschivi, emergenze umanitarie. A livello locale serviamo con grande dedizione la popolazione residente nella città di Oria e nella provincia di Brindisi, per assicurare sicurezza, educazione civica e ambientale, assistenza ai diversamente abili. Per continuare a garantire il nostro impegno non bastano solo inesauribili energie e infinita passione. È necessario anche il tuo contributo! Il tuo contributo ti fa bene due volte: alla coscienza e alle finanze. Se da una parte ti consente di sentirti protagonista del nostro progresso, dotandoci di attrezzature, mezzi, materiali antinfortunistici e, possibilmente, anche di un tetto che sia la nostra sede, dall’altra parte è un contributo interamente detraibile dalla tua dichiarazione dei redditi. Ti chiediamo allora di non lasciare cadere nell’indifferenza questa richiesta che ti giunge da persone, uomini e donne, che conosci perché vivono nella tua comunità e alle quali potrai sempre rivolgerti per conoscere come vengono impiegati i soldi della tua donazione e apprezzarne i risultati. La tua generosità non sarà dimenticata: se lo vorrai, il tuo buon esempio sarà visibile su mezzi, attrezzature e nostri materiali di informazione (depliant, pieghevoli, manifesti, calendari). In questo momento di grave crisi, la solidarietà è l’unica ancora di salvezza per tutti. Per info: 329 41 87349; info@procivoria.org Valentino Caniglia, presidente Prociv-Arci Oria

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N. 16 - ANNO II „ REG. TRIB. DI BRINDISI N. 3/2011 „ DEL 6/05/2011 EDITO DA: PUBLIEDIT S.R.L. „ REDAZIONE@LOSTRILLONENEWS.IT REDAZIONE: VIA C. PISACANE, 6 - 72024 ORIA (BR) „ 0831.1950525

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