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Numero 27 Anno III • Registrazione Tribunale di Brindisi n.3/2011 del 6/5/2011 • Direttore Responsabile Eliseo Zanzarelli Edito da: Associazione culturale Lo Strillone - via Pisacane, 6 - Oria (Br) • Stampa: Cidue - via Manduria, 87-89 - Oria (Br)

Lo spettro di una “parentopoli” nell’Ambito sociale Brindisi/3 a pag. 5 FRANCAVILLA FONTANA

FRANCAVILLA FONTANA

ERCHIE

È già clima elettorale, castello Imperiali nel mirino dei partiti, ecco i papabili candidati (pag. 9)

L'area Asi di via San Vito a rischio idrogeologico, galeotto fu il Pug, che resta in stand-by (pag. 11)

«Troppi risarcimenti per le buche», e la giunta fissa un nuovo limite di velocità: 30 Km/h (pag. 15)


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EDITORIALE

SE LA CRISI MORDE, NOI PROVIAMO A MORDERE LA CRISI: RIECCOCI Comincia da questo numero la nostra “resistenza”: fermarci sarebbe forse la soluzione più comoda, ma non ci passa per la testa. Ripartiamo da nuovi formato e grafica, ancora migliori rispetto a prima, per restare una voce fuori dal coro

▪ di ELISEO ZANZARELLI

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i siamo fermati, abbiamo riflettuto e fatto due conti in tasca, siamo giunti alla conclusione di ripartire. Si rassegni chi pensava che anche noi, di fronte a una crisi i cui morsi si fanno sempre più voraci anche e soprattutto nel panorama dell’informazione, avremmo issato bandiera bianca. La tentazione – dobbiamo essere sinceri con i nostri lettori, così come lo siamo con noi stessi – c’è stata, consci come di questi tempi non sia affatto facile conservare ogni moto idealista e, per molti, perfino l’entusiasmo di fare o di continuare a fare. Specie se, in un sistema dove tante, troppe cose non quadrano, ai piccoli nulla è concesso in termini d’incentivazione e sostegno, ai grandi, invece, più di qualcosa sì. La chiusura di una testata – i casi sono sempre di più – non è o non dovrebbe essere mai accolta come un motivo di soddisfazione, neppure dai concorrenti. La pluralità delle fonti e delle opinioni, per quanto territoriali, è un requisito fondamentale in uno Stato democratico. Di questo siamo profondamente convinti e per questo ci sottraiamo ancora, finché possibile, alla rapida, inesorabile moria di giornali e periodici, avviando una sorta di resistenza, grazie principalmente alle richieste e al supporto di chi ci segue e dà una mano. Qualche mese fa è stato lanciato il nostro portale online (www.lostrillonenews.com), da cui provengono ottime soddisfazioni in quanto ad accessi, visualizzazioni e commenti, mentre adesso presentiamo Lo Strillone Magazine. Se la crisi morde, noi proviamo a mordere la crisi: un nuovo formato, più pratico; lo stesso numero

di pagine; colori più vividi, per migliorare la qualità della lettura e delle inserzioni. Un occhio al lettore, un altro – per forza di cose – ai nostri partner, nostra unica fonte di sostentamento. Si potrebbe obiettare che in giro non ci sono soldi da impiegare in propaganda, ed è anche vero, ma crediamo che avesse ragione Henry Ford – mica uno qualunque – quando diceva: «Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo». Se sparisci, se ti nascondi, quante probabilità hai di sopravvivere? È lo stesso, identico ragionamento che ci muove a continuare: sarebbe forse la soluzione più facile, comoda e tranquilla unirci al coro delle prefiche, piangerci addosso e attendere tempi migliori. Una scelta di questo tipo non rispecchierebbe quello che pensiamo – noi già nati in piena recessione, a giugno 2011 – ma andrebbe nell’esatto senso opposto. Poi, potremo anche sbagliare, però quando e se dovessimo realizzare che le cose sono andate così, non potremmo rimproverarci di non averci provato. Di non aver tentato, nella massima umiltà possibile e ovviamente stringendo la cinghia, un colpo di coda prima della resa, che ci auguriamo non riguardi noi. Si riparte da qui, dunque, forti dell’esperienza, degli errori, del consenso e soprattutto del dissenso. È appena il caso di ribadire che la nostra idea d’informare non è cambiata: privilegeremo un taglio aggressivo, consci che denunciare quello che non va, più che plaudire a quello che va, sia il miglior modo perché sempre più cose procedano per il verso giusto.

PIPINO

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ORIA

ALL’AMBITO SOCIALE BRINDISI/3 QUALCUNO TIENE FAMIGLIA: NIENTE TITOLI, MA PARENTELE

Quattro giovani, tutte di Oria e tutte accostabili a politici o dirigenti, assunte pro tempore da una coop che gestisce Integrazione scolastica e domiciliare per conto dell’ente, ma un consigliere comunale denuncia: «Non sono qualificate». C’è una ragioniera, una laureata in Scienze politiche e perfino un avvocato ▪ di ELISEO ZANZARELLI

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e non è "parentopoli", ci somiglia parecchio: da qualche tempo, quattro giovani sono state chiamate a sostituire altrettante dipendenti in aspettativa della cooperativa "Adam" di Laterza (Taranto), affidataria per l’Ambito sociale Brindisi/3 dei servizi d’integrazione scolastica e assistenza domiciliare integrata. Fin qui nulla di strano, se non fosse che le supplenti sono, chissà quanto casualmente, vicine all’amministrazione e alla gestione comunali. Di più: le interessate non avrebbero neanche i curricula richiesti per ricoprire quei posti, seppure per un periodo limitato di tempo. C’è chi si è diplomata alla Ragioneria, chi si è laureata in Giurisprudenza e ha conseguito l’abilitazione da avvocato, chi all’università ha studiato Scienze politiche. Nessuna di loro può però fregiarsi di percorsi universitari attinenti alla materia – come Scienze dell’educazione, Pedagogia ed equipollenti – o del corso Oss, quello per operatore sociosanitario. Quel che non poté il titolo, poté forse altro: un ex assessore per genero, un fidanzato o un amico consigliere comunale, un funzionario del Comune in famiglia. La questione è stata segnalata nei giorni scorsi al presidente pro tempore dell’Ambito sociale Brindisi/3, Mariarita Iaculli, subentrata al vicesindaco di Francavilla, Mimmo Bungaro, dopo le dimissioni del sindaco Vincenzo della Corte. Ci hanno pensato il consigliere comunale di Oria Gianfranco Sorrento e il blogger Franco Arpa a informare delle anomalie il commissario prefettizio "francavillese". Sorrento, oltre che un politico, è anche un formatore Oss e dunque un conoscitore del settore e delle sue regole: si dice indignato sia sotto un profilo amministrativo – riferendosi ai legami di parentela e/o di affetto, a discapito di meriti

e qualifiche – sia sotto un profilo professionale – non tutti possono operare nel Sociale, specie se privi dei requisiti –. Dopo aver esposto la questione e aver citato i riferimenti normativi nazionali e regionali, Sorrento scrive: «Inoltre, lo stesso Ambito territoriale sociale Br3, nel Piano di zona 2010-2012, alla Scheda per la progettazione di dettaglio dei servizi di Ambito, prevede tra le figure da impiegare nel servizio di Integrazione scolastica, oltre a quello dello psicologo, del pedagogista e dell’educatore professionale laureato, quella dell’assistente socio assistenziale (Osa), figura, appunto, adesso superata e sostituita dalla normativa vigente con quella dell’operatore socio sanitario (Oss)». Il consigliere non si limita a questo e, subito dopo, elenca iniziali (prima il cognome, poi il nome), titoli e legami di tre delle neoassunte: «C.I., ragioniera e nipote della Assistente sociale del Comune di Oria (Stella Asciano, ndr); P.D., avvocato e nuora del sig. Luciano De Nuzzo, già assessore della giunta Pomarico nonché primo dei non eletti del partito di maggioranza “Noi Centro”, nonché collaboratore del sindaco Cosimo Pomarico presso il suo studio privato; P.E., laureata in Scienze politiche e fidanzata del consigliere di maggioranza Francesco Biasi, appartenente allo stesso partito (Udc) dell’assessore alle Politiche sociali Cosimo Di Giovanni, delegato dal sindaco a rappresentare il Comune di Oria nell’Ambito territoriale». Dal novero manca una quarta situazione – quella di G.M., questa sì, almeno con esperienza nel settore educativo – che è effettivamente più difficile da inquadrare, se non attraverso contiguità e, al limite, parentele alla lontana. L’ex presidente dell’Ambito, che "copre" il fabbisogno dei Comuni di Francavilla Fontana, Carovigno, Ceglie Messapica, Oria, San

n Gianfranco Sorrento

n Luciano De Nuzzo

n Francesco Biasi

Michele Salentino e Villa Castelli, si dichiara all’oscuro di tutto: «Se questi fatti si riferiscono a quando c’ero ancora – dice Bungaro – e cioè fino al 17 aprile, non ne ero informato, ma posso assicurare che sotto la mia gestione è stato fatto tanto per qualificare i dipendenti della cooperativa, soggetto privato sì, ma che deve dare conto all’Ambito in quanto affidatario

di un delicato servizio pubblico, proprio per scongiurare situazioni di questo tipo. Il direttore (Michele Abbaticchio, ndr), intanto, ha scritto una lettera per conoscere meglio la questione». Quelli di sopra non rappresentano, peraltro, i primi e unici casi "dubbi" sollevati a Oria – chissà se ne esistono anche altrove – negli ultimi tempi: perplessità aveva suscitato, nell’estate dello scorso anno, l’assunzione sempre nell’Ambito sociale Br/3 di Alessandro Perrucci, segretario politico del Pd e una laurea in Lettere, che si occupa di assistenza domiciliare. Lo ricorda oggi Sorrento, ma lo aveva denunciato anche Arpa, così come – direttamente dalle colonne del suo blog – aveva fatto con due ulteriori situazioni da "evidenziatore", ma fuori dall’Ambito sociale: da una parte, la figlia dell’ex sindaco Cosimino Moretto, oggi segretario politico Udc, assunta dalla cooperativa "Koiné" di Torre Santa Susanna, che per conto del Comune gestisce i parcheggi a pagamento; dall’altra, la nipote di un consigliere comunale che, dopo essere stata assunta dalla ditta "De Nuzzo", all’epoca gestrice per conto del Comune del trasporto su scuolabus, era stata in un primo momento assunta presso la mensa scolastica, gestita da una coop – "Ladisa" di Taranto – poi presso l’asilo nido, sempre comunale e sempre gestito da una coop, "Europa Educazione" di Lecce. Se – per dirla con Agatha Christie – «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova», con così tanti indizi sul piatto, il sospetto che possano esistere pressioni politiche dietro le assunzioni in settori anche cruciali, come quello sociale, si rafforza. Da qualunque angolazione la si guardi, almeno una promessa elettorale è stata mantenuta: quella di creare occupazione. Per chi, in fondo, non era mica stato specificato.


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GLI INFO-POINT? UNO, NESSUNO E CENTOMILA... Sulla “carta” in città sorgono diversi centri d’informazione turistica, ma nella realtà non è così e i visitatori spaesati per il borgo antico lo testimonano

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uanti uffici d’informazione e accoglienza turistica (Iat) ci sono – o dovrebbero esserci – a Oria? Sulla carta, diversi, anche se sembrano non bastare mai. Dalla "carta" alla realtà, però, le cose cambiano, e di parecchio: non funziona né l’infopoint di via Papadotero, né quello del Sedile, né quello che un tempo era stato attivato in municipio, dove adesso c’è l’ufficio del vicesindaco, né tantomeno quello in via Roma, dove sorge il quartier generale del Rione Castello. Quattro ipotetiche sedi, nessun servizio effettivo. Per comprendere meglio i termini della questione, è utile dare una scorsa proprio alle "carte". Il 2008 è un anno da ricordare: il primo settembre, l’Azienda di promozione turistica di Brindisi comunica che: «Nel mese di luglio l’Apt di Brindisi, su indicazione dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, ha sollecitato i comuni della provincia a partecipare al bando di selezione per finanziare l’apertura di nuovi uffici Iat (informazioni al turista) nei singoli comuni. Ebbene, proprio a seguito di tale iniziativa, ben dodici comuni sui tredici che avevano presentato richiesta sono stati "promossi" e di questi sette riceveranno il finanziamento previsto per la concretizzazione dell’iniziativa». Tra di essi, anche Oria, che avrebbe beneficiato di 73.700 euro a fondo perduto per «la realizzazione dell’ufficio informazione in prestigiose sedi di rilevante pregio architettonico, con servizi innovativi come postazioni internet e rete wi-fi a disposizione dei turisti». Cominciò quindi il restauro di un immobile comunale in via Papadotero, poi anche inaugurato, ma di fatto mai entrato in funzione, nonostante il notevole esborso per l’acquisto anche di attrezzature informatiche (saranno ancora servibili?). A conferma del fatto che non è mai entrato in funzione – come denuncia il blogger Franco Arpa – sia un manifesto polemico firmato nel 2011 dall’ex presidente del consiglio comunale, Gianfranco Sorrento, sia – più tardi – due delibere dell’attuale giunta: la numero 103 del 13 giugno 2012 e

IL 1° TORNEO “URIA MATER”: SPETTACOLO E DIVERTIMENTO CON GLI “SBANDIERATORI E MUSICI CITTÀ DI ORIA”

n A sinistra l’ufficio Iat di via Papadotero, a destra l’info-point con annessa sede del Rione Castello

la numero 11 del 25 gennaio 2013. Nel primo atto, la giunta Pomarico, dopo aver richiamato un disciplinare concordato con la Regione Puglia – Assessorato al Turismo, dà indirizzo alla responsabile dei Servizi sociali, Antonella Gobbi, di «verificare le più adeguate forme di gestione dello Iat». In premessa emerge però un altro dato interessante: ci si riferisce a un "contributo" di 23.700 anziché di 73.700 euro. Semplice errore materiale? Altrimenti, dov’è che sono finiti gli altri 50mila euro? Nel secondo atto, mentre forse la responsabile studia ancora le «più adeguate forme di gestione dello Iat», l’esecutivo recepisce le linee guida regionali per il funzionamento dell’ufficio e, assicurato che personale comunale è stato dirottato in via Papadotero, ne fissa anche gli orari: «Martedì e venerdì dalle 9 alle 13 e giovedì dalle 14 alle 16, mentre nel periodo di maggiore afflusso turistico, dal 25 luglio al 25 agosto, viene assicurata l’apertura per sette giorni settimanali, tutte le mattine dalle 9 alle 13 tranne il giovedì in cui l’apertura è assicurata dalle 16 alle 18». Si tratta però di orari che, come testimoniano anche residenti da quelle parti, non sono stati a oggi mai osservati. Chissà se lo saranno in estate. Per ora, nessuna indicazione turistica per via Papadotero, nessuna targa all’esterno dei locali destinati allo Iat. Nessun materiale informativo né servizi in lingua inglese e un sistema di "guest satisfaction", pure citati nella delibera di giunta. Ma c’è dell’altro. Sempre

2008: è l’anno in cui viene riconsegnato alla città, dopo quattro mesi di accurato e costoso restauro, il Sedile di piazza Manfredi, altro immobile pubblico poco o niente utilizzato. Cosa c’entra, adesso, il Sedile? La parola, come sempre, alle "carte", cioè a un’altra delibera di giunta, recentissima: la numero 81 del 3 maggio 2013. Oggetto: "Lavori di manutenzione del Palazzo ‘Sedile’. Psr Puglia 2007/2013 – Misura 313 – Azione 2 – Creazione di centri di informazione turistica – Approvazione progetto preliminare". Tradotto: la richiesta al Gal "Terre del Primitivo" di Manduria di altri 30mila euro destinati al restauro del Sedile – fresco di restauro – e per farci cosa? Un info-point, in pratica un altro Iat. Quando già farne entrare in funzione uno sembra un’impresa. E non è ancora finita: tempo addietro, la Pro Loco ottenne in comodato d’uso gratuito dalla Provincia un locale in via Roma: dopo apposita ristrutturazione, qui sarebbe dovuto sorgere – provate un po’ a indovinare? – un punto d’informazione turistica. Cos’è successo poi? La Pro Loco ha concesso a sua volta in comodato quel locale al Rione Castello che, dopo averlo messo a posto, lo usa giustamente come sede sociale, nonostante all’entrata campeggi comunque la dicitura: "Info point". Uno dei tanti, sulla carta. Qualcosa non quadra, e i turisti a spasso, spaesati, per il centro storico non ne sono che la riprova. (e.z.)

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e volete trascorrere un sabato sera alternativo, all’insegna dello sport, dello spettacolo e del divertimento, quello del 29 giugno a Oria farà al caso vostro, grazie a un evento che nella cittadina federiciana non ha precedenti. A quasi un anno dal Campionato nazionale sbandieratori e musici Tenzone argentea, manifestazione premiata con la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i ragazzi dell’A.S.D. Sbaandieratori e Musici "Città di Oria" si ripetono, organizzando la prima edizione del "Torneo Uria Mater" dove dieci tra i gruppi più forti e titolati d’Italia, nella centralissima Piazza Lorch, si sfideranno nelle specialità di Singolo e Coppia. Il torneo, che avrà come partnership la Federazione Italiana Sbandieratori, il Comune di Oria e il Csen (Centro sportivo educativo nazionale) sarà condotto da Pierdamiano Mazza, presidente dell’ associazione culturale "Il Pozzo e l’Arancio", che già condusse magistralmente la Tenzone Argentea 2012. Al termine delle varie esibizioni, la serata continuerà sul piazzale dell’istituto antoniano maschile (san Pasquale) con l’ Uria Mater Party, i cui gli ingredienti principali saranno la trascinante comicità di Daniele Ronchetti alias "Gabri Gabra", noto cabarettista dalla fortunata trasmissione televisiva Colorado Cafè, la musica dei Dj Vama e Paolo Stefanelli e le tante sorprese che gli organizzatori stanno preparando per voi. Iniziato il conto alla rovescia, ci si aspetta una grande affluenza di pubblico e ovviamente la parola d’ordine della serata sarà: divertirsi.


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DOPO 18 ANNI, PER IL COMUNE È UN LAVORATORE SOCIALMENTE INUTILE

Saluti da Oria...

Cartoline che non saranno mai stampate

Arrivatoci da Lsu negli anni '90, Murani non rientra più nei piani del municipio, anche se gli avevano promesso l'assunzione a tempo pieno e indeterminato. E ora è contenzioso, con tutte le spese che il caso comporta...

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già dura di per sé perdere il posto di lavoro, ma è ancora più dura se, ormai non giovanissimo, sei stato precario per 18 anni e dal tuo datore – il Comune – hai ricevuto tante promesse di essere un giorno assunto a tempo pieno e indeterminato. Con questo si trova a dover fare i conti da luglio 2012, oggi che ha 52 anni, Goffredo Murani, ex conducente degli scuolabus, che adesso una sorta d’iniqua legge del contrappasso appieda dopo così tanti anni trascorsi letteralmente sulla strada. Quando cesserà il sussidio di disoccupazione, per lui e per la sua famiglia, che negli anni e con sacrificio si è costruito e ha portato avanti, saranno dolori. «Non ci sono soldi per le stabilizzazioni», la giustificazione che si è sentito dare in municipio quando è andato a chiedere spiegazioni e, quindi, a protestare, prima di ricorrere al giudice. Qualcun altro, però, nel frattempo ci è finito nella pianta organica dell’ente: «C’era da scegliere – dice, sconsolato, Murani – e hanno preferito non scegliere me, per motivi che non mi sono del tutto chiari». Non trovando ragioni plausibili, non nasconde neanche il sospetto che possa essersi trattato di un provvedimento per così dire "politico" nei suoi confronti. Punta diritto al reintegro o in alternativa a un giusto risarcimento e, in generale, al rispetto di diritti ormai acquisiti: credeva che davvero quel contratto di 36 mesi firmato nel 2009 – sindaco Cosimo Ferretti, segretario generale Irene Di Mauro – sarebbe sfociato nell’assunzione, non nel definitivo benservito. Se peraltro il giudice del lavoro dovesse dargli ragione, il Comune potrebbe addirittura spendere molto più per onorari degli avvocati, spese di giustizia ed eventuale risarcimento, di quanto avrebbe speso in tre anni per pagare l’autista. Il valore della controversia è stato fissato in 32mila euro e più

ie di nolo - Stor o) P.za Don i (Sartean gemellagg

n Goffredo Murani

di 5mila euro sono già transitati e trasiteranno dalle casse comunali nelle tasche dei legali: prima Maria Grazia Iacovazzi, diventata incompatibile quando nominata assessore (circa 1.400 euro, già liquidati), poi Antonio Almiento (impegno di spesa massimo di 4mila euro). Più o meno tre mesi di salario, quando Murani ne aveva ancora uno. Potesse tornare indietro, ci penserebbe su due volte prima di rinunciare alla proposta che la Fochi di Bologna, ditta per cui ha lavorato dal 1987 al 1995, gli fece dopo un periodo di cassa integrazione: «Mi dissero che il lavoro c’era – racconta – ma che sarei dovuto andare a fare l’autista-gruista a Dubai, prospettiva interessante, ma all’epoca avevo già due figli piccoli e, in più, mi si aprì un’altra porta: entrare, come tanti altri, nella pattuglia di lavoratori socialmente utili al Comune di Oria». Furono una quarantina quell’anno a scegliere questa via: quasi tutti, nel tempo, dopo anni e anni di co.co.co., hanno trovato un impiego stabile. In quel "quasi" rientra, suo malgrado, Murani, che ora – assistito dall’avvocato Adolfo Sartorio – è disposto a tutto, perfino a ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo, pur di ottenere quel che è sicuro – un solo mese di malattia in 18 anni di onorato servizio e tanti straordinari volontari e gratuiti – gli spetti.

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Via Manfredi - Qui è pieno di "souv enir"

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foto di Damiano De Michele e Alfredo Carbone

Fuori Porta Oria e Eberhard insieme ncora una volta, il Fuori

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Porta dimostra di essere il fiore all'occhiello della ristorazione oritana, noto per la sua qualità in fatto di gastronomia e ricezione. Il locale di piazza Lorch è stato scelto dalla "Eberhard & Co.", prestigiosa casa produttrice di orologi, come location per l'esposizione del primo modello da parete: il "Chrono 4 wall clock", presentato in occasione dei 125 anni di attività della maison svizzera. L'azienda, che per questo speciale orologio ha previsto un piano di lancio e di visibilità dedicato, ha selezionato alcuni hotel e ristoranti di charme in tutta Italia, scegliendo il Fuori Porta tra un ampio ventaglio di locali.

L'esclusivo oggetto di design campeggia ora in una delle sale del ristorante, che per una volta in più può fregiarsi di un riconoscimento internazionale.


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FRANCAVILLA FONTANA

COMUNE GIÀ NEL MIRINO DELLE FORZE POLITICHE

Il commissario cura l'ordinaria amministrazione, ma centrodestra, centro e centrosinistra discutono di nomi, strategie e alleanze: toto-sindaco prematuro?

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el centrosinistra o in quello che al momento lo rappresenta – Pd, Udc, Noi Centro e Sel – sembra già essere finito il tempo dell’unità, perlomeno di facciata: a pochi giorni dall’insediamento del commissario prefettizio, Mariarita Iaculli, che dovrà traghettare il Comune fino alle prossime amministrative, è già scemata quella sintonia che aveva caratterizzato l’immediato dopo-della Corte – comunicati congiunti e prudenza condivisa – nonostante alle amministrative manchi probabilmente più di un anno. Il toto-sindaco è cominciato già da un pezzo, ma le divergenze sono tante e per ora incolmabili tra quanti propongono un candidato proveniente dalla società civile, capace di mettere d’accordo tutti, e chi, invece, propone l’esatta soluzione opposta: di cercare, cioè, il miglior candidato primo cittadino all’interno dei partiti della futura, probabile coalizione. Coalizione nella quale, però, gli appetiti sarebbero tanti e inconciliabili: da quelli dell’ex assessore provinciale in quota Pd della giunta Ferrarese, Maurizio Bruno, a quelli del segretario cit-

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zione e Coraggio si rivolgerà a quanti vorranno impegnarsi nella vita sociale a 360° nell’ottica della partecipazione attiva e con coraggio appunto. Essa, pur essendo apartitica, si rivolgerà soprattutto a quanti provengono da esperienze politiche (ma anche "inesperti") tanto di destra secondo la filosofia dell’Azione, tanto di centro con inclinazioni conservatrici. Per concludere: una sorta di serbatoio delle idee senza polemiche sterili!» Si presentava così al pubblico, nel 2010, la nostra associazione. Oggi, Azione e Coraggio torna a ruggire e lancia l’iniziativa "Idee per Oria", che permetterà ai cittadini di proporre idee, interventi e progetti per la miglioria del futuro della città nativa dell’associazione. Quanti vorranno, potranno farlo postando, sia pubblicamente che privatamente, commenti o messaggi on line attraverso facebook sul profilo di "Azione e Coraggio"

tadino Udc, Gianni Capuano, e del "suo" ex capogruppo in consiglio comunale, Luigi Galiano, passando necessariamente per gli aspiranti di Noi Centro: dal segretario provinciale Giuseppe Salonna a quello cittadino, Mimmo Bianco. Circolano nomi esterni, certo, le riunioni si susseguono, ma attualmente prevarrebbe l’impasse: si dovesse andare alle urne domani, il rischio di replicare le scissioni delle ultime tornate – peraltro con i Democratici per la Costituzione di Mario Filomeno e Rifondazione comunista di Emanuele Modugno sulle proprie – sarebbe elevatissimo. Se Sparta piange, Atene non ride. Il centrodestra non se la passa meglio rispetto al centrosinistra. Rimasto orfano per diverse ragioni del "sindaco dei sindaci" – Vincenzo della Corte – e di due autorevoli esponenti della passata amministrazione – Antonio Andrisano, al lavoro per una civica, e Roberta Lopalco – anche qui i pretendenti non solo ci sono, ma sono tanti: dall’ex vicesindaco Mimmo Bungaro, che – sono parole sue – dopo aver frequentato la materna, le elementari, le medie e le superiori troverebbe

giusto fare l’università, anche passando dalle primarie, all’ex assessore al Bilancio Romeo Lippolis, che si è peraltro aggiudicato un sondaggio online lanciato dal sito de Lo Strillone. Tra i due litiganti, però, un terzo potrebbe godere. Chissà che non sia La Destra dell’altro ex assessore Francesco Fumagalli, fino alla fine, a proporre un nome che possa andare a genio anche al Pdl. Tra i diversi papabili non bisogna dimenticare neppure l’ex deputato e consigliere azzurro Luigi Vitali, che oggi come oggi, a parte quello di coordinatore provinciale, è rimasto a corto d’incarichi politici. Troppo presto per i nomi, tempi ancor più prematuri per parlare di coalizioni. Cominciano a nascere liste civiche "satellite" come "Noi ci siamo", presentata nei giorni scorsi da un gruppo

di giovani vicini al Pd e a Bruno in particolare. Nei prossimi mesi potrebbero nascere altri soggetti simili, collegati a questo o a quel pretendente. Nel frattempo, non è da trascurare Euprepio Curto, che è al lavoro per compilare due liste che – a suo stesso dire – non potranno non incidere sul futuro risultato elettorale e di sicuro non scenderanno accanto a questo centrosinistra. Da tenere in considerazione pure il Movimento 5 Stelle, che fin d’ora annuncia di dover essere della partita per porre rimedio al "dissesto" economico e sociale che attanaglia Francavilla dopo così tanti anni di gestioni fallimentari. L’appuntamento con le urne è ancora lontano, ma mentre il commissario cura l’ordinaria gestione, castello Imperiali è già nel mirino di partiti e movimenti. Vecchi e nuovi.

o scrivendo una mail all’indirizzo azione.coraggio@libero.it. Inotre, gli aderenti dell’associazione promotrice incontreranno singoli operatori di diverse categorie e settori della società civile per trarne spunto e cercare di interpretarne le esigenze e proposte.Ciò che in questo momento di crisi economica, ma anche identitaria e sociale, pare necessario perché il cittadino ritrovi fiducia nelle istituzione è tanto l’abbattimento di quei confini ideali che arrecano scontro e freno allo sviluppo dell’iniziativa privata, quanto il dar voce anche alle minoranze svincolate da ogni tipo di sudditanza, che chiedono etica, riduzione degli sprechi, rinnovamento, democrazia e cittadinanza attiva. Nell’era in cui ha preso piede l’antipolitica, l’iniziativa "Idee per Oria", cerca apartiticamente di interpretare i suggerimenti della comunità cittadina, tramutandoli in programmi amministrativi e d’Azione da sottoporre agli attuali e futuri amministratori o oppositori locali.


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L'AREA ASI DA VOLÀNO A "POI VEDIAMO"

La zona artigianale di via San Vito a rischio idrogeologico: soldi pubblici gettati al vento?

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a domanda sorse spontanea già all’epoca: c’era proprio bisogno di una seconda area destinata agli insediamenti produttivi e così distante, quando già la prima – quella "Pip" lungo via Grottaglie – era da completare, perfezionare, potenziare? Solo scelte politiche forse, frutto di smanie di progresso o, peggio, di grandezza. L’area Pip è destinata ai capannoni, quella Asi – lungo la provinciale per San Vito – a officine e botteghe, si disse più o meno e forse un po’ sbrigativamente. Il risultato è che oggi in via Grottaglie non se la passano bene, in via San Vito se la passano anche peggio: questa nuova zona "industriale" potrebbe restare solo un sogno. A ridosso del Canale Reale, è elevato il rischio idrogeologico, come confermano i vincoli posti e imposti dall’Autorità di bacino pugliese. Questione tornate d’attualità quando l’amministrazione, attraverso l’assessore dimissionario all’Urbanistica, Roberta Lopalco, ha tentato di adottare il Pug. Ma prima avrebbe dovuto prendere atto dei vincoli, compreso quello idrogeologico in via San Vito. Quindi niente da fare: del Pug dovrà occuparsi la futura guida politica della città, eccedendo – a stesso dire del viceprefetto Mariarita Iaculli – l’ordinaria gestione. Eppure, il consorzio Asi – ex Sisri – e il Comune, per gli espropri dei terreni, hanno a suo tempo sborsato fior di quattrini: circa quattro milioni di euro soltanto per i fondi di proprietà della famiglia Di Summa, quella della nota fondazione. E quei soldi sono finiti proprio nella "pancia" della fondazione, prima che ne fosse "congelato" giudiziariamente il patrimonio per altre e più in-

tricate vicende. Ancora quattrini, sempre pubblici, sono poi serviti ad acquisire nuove aree e per le opere di urbanizzazione, realizzate e mai utilizzate. Eppure, alcuni artigiani avevano già scommesso su quell’area, perfino più conveniente della "gemella" in via Grottaglie: adesso quei lotti valgono qualcosa di molto prossimo a niente. Tanto che se un ipotetico interessato compone il numero del consorzio Asi di Brindisi – guidato dal presidente Marcello Rollo – per informarsi circa la possibilità di prenotare un terreno in via San Vito, si sente rispondere: «Ci spiace, al momento non siamo in grado di far fronte alla sua richiesta, è tutto bloccato». L’idea, come conferma anche la Confartigianato di Francavilla, per bocca del presidente Alessio Incalza, è quella di non privarsi definitivamente di quest’opportunità di sviluppo per la città e numerosi artigiani ancora "costretti" nel centro abitato, quindi di trovare una soluzione, per evitare il peggio: rimborsare chi in quell’area ha già investito e, dopo, dire "addio" a baracca, burattini e soldi spesi. Ma come si potrebbe evitare il peggio? «Nei giorni scorsi – dice Incalza – abbiamo incontrato il presidente Rollo, che condivide le nostre preoccupazioni di dover rinunciare all’area Asi ed è pronto a cercare un’alternativa: per questo, sia le associazioni di categoria, tra le quali Confartigianato, e l’Asi affronteranno il problema con il commissario prefettizio del Comune, poi si andrà con ogni probabilità in conferenza dei servizi, cui dovranno prendere parte anche Anas e Autorità di bacino». Durante l’ultima conferenza, te-

nutasi a febbraio, si era già parlato di eventuali vie d’uscita, anche nel senso letterale del termine: la migliore, perché il rischio idrogeologico calasse almeno sensibilmente, prevedrebbe una modifica, da parte di Anas, del piano stradale, intervenendo sulla sopraelevata di accesso alla statale Taranto-Brindisi. Facile a dirsi, meno a farsi, anche perché Anas ha detto a chiare lettere di non disporre delle risorse necessarie e un cofinanziamento da parte dei diversi soggetti interessati suona, di questi tempi, come un azzardo. Del caso, nei giorni scorsi, si è interessato anche il Mab – Nuova Cittadinanza, che attraverso un esposto-denuncia chiede alle Procure presso la Corte dei conti e di Brindisi d’individuare e attribuire eventuali responsabilità: «Si rammenta – scrive il coordinatore Antonio De Franco – come questa Area sia stata fortemente voluta dall’avv. Luigi Vitali, capo della maggioranza nel Comune di Francavilla Fontana, nonostante la gran parte della città, degli imprenditori e dei cittadini all’epoca chiedessero che l’area Sisri fosse individuata nell’area Pip sulla via per Grottaglie, con uno stralcio di una parte non ancora completata». De Franco lamenta, poi, il fatto che il rischio idrogeologico sia stato tenuto per tanto tempo in segreto, forse – sostiene – per coprire un fallimento e responsabilità, perlomeno politiche, che oggi gravano sull’intera comunità.

"MiglioriAmo Francavilla" un comitato per tutelare il verde pubblico

n Alcuni dei protagonisti della pulizia di Parco Alfieri

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erzo e ultimo atto. Il comitato cittadino "MiglioriAmo Francavilla", nato due mesi fa e costituito da cittadini liberi e affrancati da qualsiasi colore politico, ma con un particolare occhio di riguardo al verde pubblico, anche se non solo a esso, domenica 19 maggio sarà attivo a parco Alfieri, nella omonima via in zona Peschiera, per completare l’opera di pulizia dello stessa area naturale iniziata due domeniche addietro. Il comitato desidera ringraziare tutti quei cittadini, molti dei quali residenti nei pressi del parco Alfieri, che le domeniche 3 e 12 maggio, in occasione del primo incontro, hanno deciso di sacrificare il proprio tempo libero per cercare di migliorare la vivibilità del parco suddetto. L’appuntamento è per domenica 19 maggio alle 9 presso parco Alfieri (l’ideale sarebbe arrivarci a piedi o in bici). Qui, con il sostegno della Monteco Srl, che metterà a disposizione guanti, sacchetti, scope e rastrelli, termineremo la pulizia del parco per poi procedere alla sua inaugurazione.


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FRANCAVILLA FONTANA

L'EUTANASIA DIVIDE CATTOLICI E LAICI Intervista doppia ai presidenti della cellula "Coscioni" e dell'Opera Bartolo Longo ▪ di CLAUDIA TURBA

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a vita è davvero un dono irrinunciabile? L’interrogativo è sempre più attuale, a seguito della campagna targata associazione "Coscioni": una raccolta firme per legalizzare l'eutanasia. Anche a Francavilla si affronta la questione: da una parte, don Franco Galiano – presidente della fondazione Opera beato Bartolo Longo – dall’altra, Sergio Tatarano, presidente della locale cellula "Coscioni". L’uomo è padrone della propria vita e di quella altrui o è chiamato a prendersi solo cura di se stesso e del resto del creato? Tatarano: I sacrifici umani e politici di Welby (che ottenne la sedazione e il distacco del respiratore), Englaro (che ottenne la sospensione di idratazione e nutrizione grazie alla ricostruzione della volontà operata dal padre Beppino) e Nuvoli (che si lasciò morire di fame e sete, rifiutando l’alimentazione) hanno costituito elemento di consapevolezza per i cittadini e di chiusura a riccio della politica, nel tentativo di fornire risposte rassicuranti alle gerarchie ecclesiastiche. Unico caso al mondo, il Parlamento ha reagito tentando di realizzare leggi che, invece di disegnare nuovi spazi di libertà, miravano a impedire la scelta, a ingabbiare l’uomo in un corpo da portare in sacrificio e da esporre pubblicamente. Il tutto, sulla base del concetto di "sacralità della vita". A quanti tuonano che la vita è dolore, andrebbe risposto che può esserlo per alcuni, ma per tutti la vita è scelta. E la scelta è libertà, non felicità. Galiano: Sul tema dell’eutanasia, non giova alcun discorso a dissipare dubbi di ordine culturale ed etico, senza una chiarificazione dei termini. Occorre abbandonare il campo degli argomenti emotivi, psicologici, sociologici e addirittura egoistici, dei quali sono impregnate le reti dei rapporti superficiali, non interessati alle ragioni dell’essere e del futuro dell’uomo. Papa Francesco, in risposta ad Abraham Skorka, nel raccogliere le sue riflessioni sulla vita, la famiglia e la missione della Chiesa, manifesta con una semplice ed efficace considerazione il

suo pensiero: «Mi piace questa visione del suicidio come malattia. Arriva un momento in cui non si può essere padroni di tutte le proprie decisioni […]. Nella morale cattolica, nessuno è tenuto a usare mezzi straordinari per curarsi […] è opportuno ricorrere ai metodi straordinari solo se c’è effettiva speranza di recupero». Queste dichiarazioni rasserenanti confermano che la medicina ha il compito di sostenere le migliori condizioni di vita e salute possibili, non di creare una sorta di seconda fase dell’esistenza terrena, una non-vita, o una vita artificiale. Perché l'opinione pubblica italiana non riesce ad affrontare serenamente questo tema? T.: In Italia, il "fine vita" resta l’ultimo, vero grande tabù: si parli di accanimento terapeutico, testamento biologico o eutanasia, sembra impossibile aprire un confronto su come si debba morire. È un Paese che preferisce farsi governare un po’ dalla scaramanzia del "tocchiamo ferro", un po’ dall’invocazione del miracolo, a cui bisogna sempre credere, e un altro po’ – quando non c’è proprio più nulla da fare – dall’ipocrisia del "si fa, ma non si dice" (mille i casi di eutanasia clandestina stimati ogni anno); un Paese che procrastina il dibattito sulle libertà individuali, da sempre ritenute secondarie a economia e lavoro. Se ci si pensa, l’eutanasia sta ai giorni nostri come divorzio e aborto agli anni '70: stesso atteggiamento della classe politica, stessa popolarità tra la gente. G.: In circostanze di vita definite insopportabili, indegne, non conciliabili con i criteri culturali della nostra epoca, dove i termini sacrificio, dolore, sofferenza, offerta, accettazione non trovano ragioni sostenibili razionalmente, emotivamente, socialmente, esistenzialmente, ritenendo questo genere di pensiero medioevale e superato, quali i luoghi della ricerca, quali i tavoli della trattativa, quali i termini di confronto e di valutazione, oltre quelli della medicina come cura? La stessa cultura moderna e la politica rischiano di divenire malate terminali, bisognose di resurrezione e non certo di eutanasia.

Avvocato Tatarano, considerata la situazione politica italiana, non vi sembra utopico pensare che le vostre proposte siano accolte? L’Italia non ha ancora una legge che riconosca il diritto all’eutanasia (punita con istigazione al suicidio, omicidio del consenziente o omissione di soccorso), ma un quadro normativo che comunque tutela dall’imposizione di cure che non vogliamo, anche se non riusciamo a comunicare ma abbiamo espresso le nostre volontà precedentemente in maniera chiara: l’art. 32 della Costituzione sulla libertà di cura, l’art. 5 della Convenzione di Oviedo sul diritto al rifiuto delle cure, gli articoli 16 e 35 del codice medico deontologico sul divieto di accanimento terapeutico e sul consenso informato e le recenti sentenze Welby-Englaro, ci danno un quadro incoraggiante, anche se ancora incompleto. Don Franco, nella concezione cattolica, medicina e scienza sono definite come strumento migliorativo della vita, che è un dono irrinunciabile ma nella "gestione" della stessa interpellano la fede? La medicina e la scienza non possono che interpellare l’uomo con sue cultura, filosofia e fede, le risposte sono complesse e diversificate e tutte s’infrangono di fronte alla relatività della propria

n In alto Sergio Tatarano, in basso don Franco Galiano

esperienza, del proprio limite di fronte alla vita. L’eutanasia, come volontà di determinare responsabilmente la propria fine, più che da un pensiero di valutazione, scaturisce da considerazioni stringenti circa la sopportabilità della perdita di possesso della vita e di potenzialità relazionali, nelle quali si esauriscono le motivazioni dell’esistere in mancanza del trascendente. La volontà suicida sopraggiunge come risucchio sull’orlo di un burrone, ci si lascia inghiottire dal nulla, in preda alla paura e alla totale perdita di significato di un'esistenza esausta e rifiutata, dove buttarsi tra le braccia della morte risolve la tragedia della vita come i personaggi disperati delle tragedie greche. E non è questa resa un urlo che squarcia le tenebre del non essere, nel tentativo disperato di ritrovare se stessi nella luce?


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ERCHIE

PER COLPA DI QUALCUNO, SOPRA I 30 NESSUNO

Troppi risarcimenti per le buche, e la giunta corre ai ripari riducendo il limite di velocità nel centro abitato: a passo d'uomo per contenere la spesa ▪ di MAURA DE GAETANO

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a crisi aguzza l'ingegno, anche degli amministratori. E allora, se la spending review non consente di sistemare le buche delle strade, che gli aggiustamenti siano fatti ai limiti di velocità. Automobilisti, siete avvisati: se vi trovate a percorrere le vie di Erchie, attenti a non farvi tamponare dai moscerini. La nuova velocità massima consentita è di 30 chilometri orari. È questa la soluzione trovata dalla giunta al problema, sempre più pressante, delle spese per i risarcimenti ai veicoli danneggiati dall'asfalto dissestato. Con una delibera – proposta dall'assessore a Lavori pubblici, Contenzioso e Polizia municipale, Francesco Mancini – il Comune ha reso pubblica, da un lato, la propria intenzione ad avviare un progetto di sistemazione e recupero delle strade comunali, dall'altro quella di predisporre un piano di sicurezza che abbassa il limite di velocità nel centro abitato di 20 chilometri orari, rispetto a i 50 sanciti dal codice della strada. La decisione, secondo l'assessore Mancini, è stata praticamente

imposta dall'insostenibilità delle cifre liquidate per i risarcimenti negli ultimi tempi: 92mila euro solo nel 2011 – a fronte di richieste di tre volte superiori – e i dati per il 2012 non dovrebbero essere più confortanti. «Questo provvedimento – spiega Mancini – deriva da una ricognizione sul contenzioso che ho personalmente condotto. Allarmato dalla situazione, ho deciso di studiarla meglio e di creare un database: le informazioni emerse sono al limite dell'irrealtà. Basti pensare che esiste gente che, per la stessa buca, ha chiesto tre o quattro risarcimenti consecutivi». L'escamotage dovrebbe consentire di risparmiare circa un terzo dell'esborso, dando un po' di fiato alle esangui casse comunali. Secondo il parere dei tecnici, infatti, a 30 chilometri orari il danno massimo che un'auto può riportare è generalmente quello di uno pneumatico tagliato: nessun rimborso per sospensioni, ammortizzatori o braccetti che, a questa velocità, dovrebbero restare integri. I cartelli posti all'ingresso del pa-

ese, che indicano la presenza di lavori in corso su tutto il territorio comunale, serviranno perciò a «responsabilizzare eventuali automobilisti – recita la delibera – che dovessero avanzare richieste di risarcimenti danni a causa di condotte di guida non conforme alle predette prescrizioni, quali limite di velocità e prudenza». E se alcuni cittadini ritengono che una simile decisione sfiori il ridicolo e non rappresenti una reale

soluzione alla groviera stradale, altri sono disposti ad accettare la soluzione purché sia temporanea e preludio a un effettivo piano di sistemazione dell'asfalto. Inutile dire che il provvedimento ha risvolti positivi anche per la sicurezza dei pedoni, meno esposti al rischio di veicoli sfreccianti per le vie del centro. Ma si può davvero definire "sfrecciante" un'auto che va a 50 chilometri orari? Ai moscerini l'ardua sentenza.

BCC APPROVATO IL BILANCIO E RINNOVATO IL CDA

Carrozzo confermato presidente, e la banca dona un'autopompa alla Prociv di Erchie

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i è svolta il 5 maggio l'assemblea ordinaria dei soci della Cassa rurale ed artigiana di Erchie per il rinnovo delle cariche sociali per gli esercizi 2013-2015. Tante le riconferme, specie per quanto riguarda il Consiglio d'amministrazione. La carica di presidente spetta di nuovo a Giovanni Carrozzo, affiancato nel suo lavoro dai consiglieri Giovanni Bernardi, Maria Grazia Delle Grottaglie, Francesco De Tommaso, Cosimo Ferrara, Cosimo Antonio Pirozzi, Co-

n Il modulo antincendio cofinanziato alla Prociv

simo Sanasi, Giovanni Valente e Francesco Antonio Tancredi. Per il collegio sindacale sono stati invece eletti Corrado Gravili, presidente; Cosimo Epifani e Giuseppe Ronzini, sindaci effettivi; Anna Rita De Vanna e Daniela Spina come sindaci supplenti. Il collegio dei probiviri annovera invece tra gli eletti la presidente Giuseppina Morleo, i componenti Giuseppe Spagnolo e Antonio Micelli, e i supplenti Silvia Spedicato e Cosimo Carbone. Durante l'assemblea, si è svolta pure la consegna dei premi di laurea ai figli dei soci: i meritevoli sono stati Francesca Ancora, Davide Andrisano, Valentina Argese, Elena Masilla, Agnese Morello, Lucia Pintozzi, Chiara Antonella Valente e Anna Maria Masilla. Approvato anche il bilancio di

n Un momento dell'assemblea dei soci per approvazione del bilancio e rinnovo delle cariche sociali in Bcc

esercizio, che dimostra i risultati della Bcc, sorprendenti nonostante la crisi: un utile di oltre 1 milione e 200mila euro è la dimostrazione della validità della politica della Cassa rurale ed artigiana di Erchie. Il punto di forza dell'istituto di credito è il rapporto di fiducia instaurato con i clienti. L'ultimo anno si è caratterizzato per un ancora maggiore impiego di fondi per la solidarietà, per il sostegno a cittadini e famiglie nell'affrontare spese per cure

mediche o altre emergenze e per l'appoggio alle associazioni nella promozione della cultura e del territorio. In quest'ottica, la Bcc ha contribuito all'acquisto di un modulo anti-incendio boschivo per la Prociv-Arci ercolana che, da oggi, ha uno strumento in più per far fronte alle emergenze del territorio comunale e limitrofo. Non un semplice dispositivo, questo, ma il simbolo della collaborazione tra due eccellenti realtà cittadine.


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Lo Strillone Magazine n. 27  

Il primo numero de Lo Strillone in formato magazine

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