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ANNO PRIMO

SABATO 18 AGOSTO 2012

B EN RITROVATI !

Rieccoci, con qualche giornata di ritardo, a proporre un nuovo numero de Lo Stendardo. Le stagioni passano, gli allenatori anche, ma noi tifosi rimaniamo sempre fedeli al nostro posto, a sostenere il nostro Bellinzona. Perciò siamo ancora qui, in un momento che definire buio sarebbe esagerato, ma che sicuramente si sta rivelando deludente sotto il profilo sportivo, con un posto in graduatoria molto al di sotto delle nostre possibilità e con un gioco proposto che non sembra assolutamente quello di una pretendente alla promozione. Ci siamo lasciati l'anno scorso con l'amaro in bocca per una stagione finita solamente al 3° posto in classifica, nonostante una squadra dal potenziale molto alto. A pagare per la mancata promozione è stato l'allenatore signor Andermatt, senza che nessuno battesse ciglio, perché in effetti, come già detto, il potenziale per fare meglio c'era eccome. In realtà forse qualcosina mancava, ovvero una prima punta che sapesse garantire reti a grappoli, soprattutto in quelle partite tirate e rognose che ci hanno tolto moltissimi punti la stagione scorsa. Si è deciso dunque di cambiare, di portare una ventata di novità e per farlo si è scelto come guida tecnica il signor Ponte, proveniente dal Chiasso. Una decisione che era nell'aria da qualche tempo, ma che a ripensarci è stata ufficializzata in maniera soprendentemente veloce. E allora, con l'allenatore al suo posto e sempre in modalità sprint, si è proceduto a realizzare una campagna acquisti sicuramente corposa, ma che già dall'inizio lasciava qualche perplessità. Sono arrivati molti giocatori che avevano fatto molto bene a Chiasso con il neo mister

NUMERO 1

granata; ma appunto a Chiasso, cioè una squadra che puntava unicamente alla salvezza. Ed infatti i nuovi arrivi, già diventati titolari inamovibili, non hanno convinto pienamente, eccezion fatta forse per Sulmoni in difesa. Non si è invece fatto nulla per colmare quel vuoto in attacco, decidendo di scommettere ancora su Magnetti (fin quì ancora molto deludente) e Ciarrocchi (che ha giocato solo qualche minuto a causa di un infortunio). Una coppia di attaccanti che, senza nulla togliere all'impegno profuso, l'anno scorso non ha garantito quella quantità di goal, unita a una certa costanza di rendimento, tale da poter realmente sperare di dominare un campionato che si sta rivelando più difficile del previsto. Purtroppo abbiamo assistito ancora una volta a decisioni prese con troppa foga e dettate dall'entusiasmo, come solitamente dovrebbe accadere solo ai più piccini. Atteggiamento che porta inevitabilmente a scelte superficiali e mal ponderate, e che in questo caso hanno dettato un esonero quasi immediato del nuovo mister (quello che doveva garantire il rilancio e la Super League). Speriamo che da questi errori si impari qualcosa e che d'ora in avanti si facciano scelte più ragionate e non dettate da emozioni momentanee, per il bene del nostro Bellinzona e dei suoi tifosi. Noi intanto siamo ancora quì, e fra partite soddisfacenti e altre decisamente scialbe, troviamo ancora e sempre il modo di divertirci, perché in fin dei conti non c'è nulla di meglio di una bella partita al Comunale!

B'ZONA B OYS


L'ACB VINCE E CONVINCE ... ...poi si perde Era cominciata nel migliore dei modi la stagione calcistica 201 2/1 3 per l’AC Bellinzona. Purtroppo dopo sole 5 partite il bilancio parziale della seconda stagione consecutiva nella serie cadetta si è stravolto. Dopo un inizio a dir poco entusiasmante, grazie alle belle vittorie maturate nelle sfide contro Bienne e Lugano, i nostri beniamini non sono poi riusciti a ripetersi nelle successive sfide (per altro sulla carta meno proibitive). Dopo poche giornate dall’inizio del campionato è ancora molto difficile dare una precisa configurazione dei granata, proprio a causa della discontinuità mostrata fin qui, capaci di mostrare il meglio come a sua volta il peggio. È storia che la prima gara di un nuovo campionato è sempre insidiosa, poco importa chi sia l’avversario di giornata (lo scorso anno proprio l’ACB ciccò l’entrata in materia perdendo al Comunale 0-2 contro il Delemont, poi retrocesso in virtù del 1 4esimo posto ottenuto su un lotto di 1 6 squadre). Questa volta all’esordio la compagine dell’allora nuovo tecnico Raimondo Ponte è riuscita a non inciampare nell’ostacolo Bienne, imponendosi alla Maladière, solitamente casa del Neuchâtel Xamax, con autorità per 1 -2. Il Bellinzona ha subito mostrato di possedere un grande potenziale tecnico e un buon impianto di gioco, senza mai andare in affanno contro un avversario che in realtà non ha mai avuto concrete occasioni per poter fare male, grazie all’ottima prova della difesa della turrita che ha palesato una rassicurante sicurezza. Tra le tante buone notizie che scaturiscono dalla prima uscita bellinzonese oltr’alpe c’è anche la fase realizzativa. In primis l’eurogol dopo soli 6’ di un ritrovato Markus Neumayr, che nella passata stagione agli ordini di mister Andermatt aveva trovato poco spazio. Liberatosi dell’avversario all’altezza dei 30 metri il centrocampista tedesco ha lasciato partire un proietto che è andato ad infilarsi sotto l’incrocio dei pali, freddando Walthert. 2 LO STENDARDO | 18 AGOSTO 2012

Per secondo la rete, seppur non di altrettanta bellezza, di Magnetti che la scorsa stagione aveva tanto faticato a sbloccarsi (realizzò la sua prima rete con la maglia granata alla sua 1 0ima apparizione, quando all’AFG Arena di San Gallo, neopromossa in Super League, l’ACB riuscì a conquistare un ottimo pareggio, 1 -1 ). Insomma il Bellinzona si è subito mostrato una squadra solida, pronta per affrontare il primo vero test che avrebbe poi dovuto svelare quali fossero le reali ambizioni di questa squadra, il quale nome è stato tante volte accostato alle fila di pretendenti alla promozione. Infatti già nel secondo turno stagionale è ospite al Comunale il Lugano di mister Morandi. Partito un po’ in sordina a causa di

problemi societari maturati nella pausa estiva, la compagine sottocenerina si è fatta trovare pronta al primo appuntamento battendo 3-1 il malcapitato Wil. Il derby ticinese con la “D” maiuscola sicuramente non ha deluso le aspettative, regalando ai numerosissimi spettatori (4500 per una sfida giocata di lunedì sera!) emozioni in quantità. È stata una partita contrassegnata dall’ottimo ritmo e continui cambi di fronte. Le due squadre si sono affrontate a viso aperto dando luogo a una sfida molto divertente, anche se ricca di troppi errori indivuali soprattutto commessi dai due reparti di centrocampo. Il primo tempo ha visto


un Lugano più presente e determinato, che però nella ripresa ha dovuto inchinarsi alla superiorità tecnica di un Bellinzona che, affamato di vittoria, è diventato intrattabile. È il neoacquisto Perrier (ex Chiasso) che al 63’ colpisce di testa un pallone delizioso messo in mezzo dalla destra da Magnetti sbloccando il derby. Questo è l’episodio che cambia il volto alla partita. Il Bellinzona alza il ritmo, spinto dall’entusiasmo del pubblico delle grandi occasioni, e prende in mano le redini della partita. A stendere il Lugano è al 81 ’ e al 83’ un micidiale uno-due firmato da Sulmoni (un altro ex Chiasso pupillo di Ponte) e da Siegrist (proveniente dal Lucerna) che mette definitivamente la parola fine al “Derby del

Ticino”. Serve a poco e a nulla la rete sul finire di gara di Witschi (o autorete di Siegrist che dir si voglia). L’ACB vince il derby e dopo due partite si trova in vetta alla classifica di serie B a pieni punti e soprattutto con il pieno di fiducia ed entusiasmo. Però entusiasmo e fiducia non devono mai portare a sottovalutare avversarie che sulla carta sono molto inferiori a sè. Purtroppo è quello che avviene. Dopo l’ottima prestazione nel derby il Bellinzona capitola per la prima volta in questa stagione nell’incontro casalingo contro il modestissimo Wil per 2-3. Inutile recriminare unicamente sulle tante palle

gol mancate (basti pensare all’occasionissima capitata sui piedi di Magnetti dopo soli 2 minuti a tout-per-tout contro il portiere exBellinzona Zotti e sprecata malamente) sebbene sicuramente il reparto offensivo bellinzonese non abbia ben figurato. Il Wil è arrivato al Comunale quale ultima classificata e con un sola rete alla voce reti realizzate! Eppure a metà tempo i giocatori sono rientrati negli spogliatoi sul parziale di 0-2 per la formazione ospite, meritatamente in vantaggio grazie ad una maggiore cinicità nello sfruttare i numerosi svarioni difensivi dei granata. La ripresa ci ha mostrato inizialmente tutt’altra partita. Il Bellinzona è tornato in campo con maggior piglio ed ha subito cercato di ricucire il divario. Dapprima al 63’ con il folletto ticinese Antonio Marchesano, poi dopo soli 2 minuti con Neumayr l’ACB rimette il risultato in pareggio (2-2). A questo punto è inevitabile che i granata non cercassero di agguantare una vittoria che era sicuramente alla propria portata, dal momento che hanno continuato a creare occasioni pericolose ed il Wil sembrava essere più che mai in affanno. Ma ancora una volta la fase offensiva dei granata è parsa senza idee ed efficacia, palese proprio per il fatto di trovarsi di fronte ad una difesa piuttosto ballerina come quella san gallese. Quando sembrava ormai che la partita lentamente si apprestasse a concludersi sul risultato di parità, ecco che arriva a pochi istanti dal fischio finale come un fulmine a ciel sereno il gol vittoria degli ospiti realizzato da Jahovic. Decisamente colpevole nella circostanza la difesa bellinzonese che ha lasciato partire tutto solo in contropiede l’attaccante avversario. Uno scivolone che costa all’ACB, ancor prima che preziosi punti in classifica, l’immediata perdita d’entusiasmo guadagnata grazie alla vittoria nel derby. È con lo spirito di chi si vuole riscattare che il Bellinzona giunge a Wohlen, alla seconda trasferta stagionale. C’è ben poco da dire, se non che ancora una volta come contro il Wil la superiorità tecnica della candidata alla promozione si è vista, ma non si è manifestata nel risultato. Troppo poco creativi là davanti, dove assolutamente mancano idee e soprattutto un bomber di razza che sappia LO STENDARDO | 18 AGOSTO 2012 3


concretizzare i tanti palloni invitanti che hanno preoccupato il portiere Proietti, senza però mai superarlo. Non si può di certo accusare i granata di non aver provato a conquistare la posta piena, infatti essi hanno spinto parecchio sull’accelleratore soprattutto nel secondo tempo per trovare la rete del vantaggio, per altro mai pervenuta, ma tutto sommato anche il Wohlen ha avuto delle buone occasioni da rete dovute ancora a totali blackout improvvisi della difesa ticinese. A salvare il risultato di parità ci ha pensato in più occasioni Swen König, che si è eretto a muro insormontabile, rispondendo nel modo migliore alle critiche che lo avevano coinvolto in seguito alla sconfitta precedente. Purtroppo però la caduta di rendimento dei ragazzi granata non è finita qua. Nella 5° sfida di campionato, i granata hanno intrapreso l’ostica trasferta sul campo del Winterthur (prima della classe), che è già costata all’allenatore Raimondo Ponte l’esonero. L’occasione era giotta per scacciare i fantasmi di una possibile crisi. Ebbene il Bellinzona è stato autore di una prova scialba, senza carattere, che ha avuto quale unica logica conseguenza la nuova sconfitta. Alla Schützenwiese infatti il Winterthur ha strameritato la vittoria e l’ha ottenuta grazie ad una rete al 70’ di Bengondo (per altro ex giocatore del Bellinzona nella stagione 20022003). Differentemente dalle ultime gara nelle quali il Bellinzona non è riuscito a concretizzare le molte occasioni create, da questa sfida emerge un nuovo dato allarmante, e cioè che in tutta la partita l’ACB non è mai riuscito a crearsi una sola palla gol degna di nota. Vanno fatti i complimenti del caso alla formazione zurighese che partita senza fare troppo rumore ora si trova li davanti. I leoni della Limmat hanno mantenuto quasi interamente la stessa rosa dello scorso anno, e oltre ai risultati positivi ottenuti fin’ora hanno soprattutto convinto per il bel ed efficace gioco proposto, inutile dunque continuare a nasconderlo: il Winterthur è una seria candidata alla promozione, ed il Bellinzona ha perso il primo scontro diretto e si trova già a dover recuperare un distacco di 5 punti dalla capolista. 4 LO STENDARDO | 18 AGOSTO 2012

Saranno i risultati a dar ragione o torto alla scelta effettuata dal presidentissimo Giulini, perché in fin dei conti sono solo quelli che contano. Forse però da una sconfitta come quella di Winterthur, dove si è potuto apprezzare la forza degli ospiti , si potevano trarre altre conclusioni. E cioè che la continuità paga. Dopo cinque partite lo scorso anno il “Winti” si trovava nel bel mezzo dell’ampia zona retrocessione (6 squadre sono state retrocesse la scorsa stagione) e alla fine del campionato si è salvato conquistando il 4° posto proprio dietro l’AC Bellinzona. Mentre quest’anno dopo 5 turni si trova in testa, impresa ancora più importante se si tiene conto del fatto che la nuova formula della serie cadetta rende (o almeno dovrebbe rendere) il campionato maggiormente competitivo. Staremo a vedere se la mossa di cambiare subito allenatore darà la scossa alla squadra. La qualità dei singoli giocatori è sicuramente molto elevata, a mancare è il feeling tra le varie pedine che compongono lo scacchiere, che forse andrebbe meno sovente stravolto. I migliori: Neumayr, Marchesano e König I “bocciati”: Yakin (ha perso troppi palloni ed è sempre troppo lento nonostante si deve riconoscere che ogni tanto tira fuori l’asso dalla manica) e Magnetti (1 gol in 5 partite per il centroavanti che dovrebbe condurre la squadra verso la promozione?).

F ERRO

DLaANIMARCA G ERMANIA passione di un popolo intero

Domenica 1 7 giugno 201 2 si è conclusa la fase a gironi degli europei in Polonia ed Ucraina anche per il gruppo B. La Germania ed il Portogallo sono riusciti a staccare il biglietto valido per l'accesso ai quarti di finale, classificandosi rispettivamente al primo e secondo posto. In questo articolo non voglio certo deliziarvi con ampie riflessioni su un determinato episodio che ha contraddistinto la gara, voglio bensì cercare di illustrarvi il modo in cui il popolo tedesco ha vissuto questa occasione.


Una prima informazione riguarda così il fatto che in tale data mi trovavo su suolo tedesco, più precisamente in una città nei pressi del confine con la Svizzera. Già dalle prime ore del pomeriggio si potevano notare parecchie persone vestite con magliette della nazionale tedesca e con vari addobbi a decorazione della propria automobile. Con il passare delle ore il numero delle classiche magliette bianche e delle bandiere continua ad aumentare. I più audaci si concedono già ora una birra fresca, anche per far fronte al gran caldo che da tutta la giornata attanaglia il centro città. Ad un'ora dal fischio d'inizio sono molte le persone che tra un morso ad un panino ed un sorso di birra continuano a guardare impazientemente il proprio cronografo. A pochi minuti dall'inizio della partita tutti prendono posto in prossimità di uno schermo televisivo, i più fortunati riescono anche a trovare un posto a sedere più o meno comodo. Le squadre entrano così in campo tra l'entusiasmo generale ed al momento dell'inno nazionale alcuni si dimostrano abili cantanti, mentre i più timidi osservano divertiti la scena. Il momento clou della serata è così arrivato: ecco il calcio d'inizio! La Danimarca si dimostra da subito una squadra ostica ed inizialmente la Germania fatica ad imporre il proprio gioco. Nonostante ciò la Mannschaft riesce a portarsi in vantaggio già al 1 9esimo minuto. La tensione dei tifosi tedeschi esplode così in un grido gioia che rimbomba contemporaneamente da un bar all'altro. L'entusiasmo dura però solamente fino al minuto 24, momento nel quale la compagine danese trova un inaspettato pareggio. La gente continua comunque a seguire molto attentamente la partita, perché crede che la Germania abbia i mezzi per rimediare all'incresciosa situazione. Alla fine del primo tempo la partita è però ancora bloccata sul risultato di 1 a 1 . Parecchie persone, tra chi esce dal bar per concedersi una sigaretta e chi approfitta dell'intervallo per ordinare un'altra birra, cominciano così a dare le prime valutazioni a giocatori, allenatore ed arbitro.

Il tempo passa velocemente ed in men che non si dica Danimarca e Germania si trovano nuovamente schierate sul rettangolo verde entrambe pronte per il secondo tempo, durante il quale la squadra tedesca è nettamente padrona del gioco. Sebbene la Danimarca non si limiti certo a difendere la propria porta, tentando bensì svariate sortite offensive, è la Germania a rendersi maggiormente pericolosa, anche se non riesce a concretizzare i propri intenti. Ad un certo momento, seppur casualmente, mi capita di volgere lo sguardo al di fuori del bar dove mi trovavo e con una certa sorpresa noto la totale assenza sia di pedoni sui marciapiedi sia di automobili sulla strada. Insomma: tutti a seguire la partita, in questo momento nessun altro evento può avere una priorità maggiore. La partita si avvia verso la fine ed il risultato di 1 a 1 sembra così essere il risultato finale. Eppure all'80esimo la Germania riesce a riportarsi in vantaggio, la gioia esplode in un tripudio di grida ed abbracci: 2 a 1 per la Mannschaft! La Germania è ora ad un passo dalla conquista della vittoria, la quale avviene al fischio finale, una decina di minuti più tardi. Passano pochi minuti e la festa comincia anche fuori dai bar, iniziano infatti i classici caroselli ed alcuni cortei spontanei, tutto questo chiaramente condito con una miriade di bandiere tedesche. La polizia cerca di mantenere un minimo d'ordine nella Babilonia venuta a crearsi per le vie del centro città, ma anche agli agenti scappa un sorriso quando si trovano circondati da persone festanti senza nessuna intenzione di tornare a casa. Tra canti e sventolio di bandiere la città è così invasa da gioiose magliette bianche. Solo un paio d'ore dopo i tifosi più festaioli si apprestano a rincasare, anche se molti non demordono. Ed anche se domani è lunedì, giorno in cui inizia la settimana lavorativa, la stanchezza passa in secondo piano: la Germania ha vinto, per ora non ci sono più preoccupazioni all'orizzonte.

E RRE

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LO STIPENDIO NEL CALCIO

Da molto tempo l'essere umano per poter vivere o sopravvivere deve possedere del denaro. La maggior parte delle persone per poter guadagnare del denaro lavora ricevendo in cambio uno stipendio come controprestazione della propria attività. Negli anni passati il lavoratore medio per potersi svagare dopo una giornata di duro lavoro si concedeva il lusso di praticare dello sport. Tra questi novelli sportivi abbiamo anche i nostri amati (e forse compianti) calciatori. Se all'inizio di questo secolo il calcio era visto solo come uno sport in cui rifugiarsi nel dopo lavoro ora è diventato un business da mungere come la più spremuta della vacche da latte. Ma come si è raggiunto questo livello? Le brame di vittoria dei tifosi, giocatori e dirigenti hanno portato a creare i primi giri di soldi attorno al calcio. I primi presidenti che potevano permetterselo acquistavano (o per meglio dire) convincevano i giocatori a cambiare squadra in cambio di un piccolo stipendio. Col passare degli anni e con il sempre maggiore numero di squadre in grado di pagare uno stipendio il calcio d'élite si è trasformato in uno sport professionistico fino a raggiungere i (bassi?) livelli dei nostri giorni. Non staremo qui a proporre i dati nudi e crudi di quanto un Ibrahimovic guadagni più di un certo François Hollande. Non proporremo numeri di stipendi dati a calciatori, ma proveremo a riflettere in maniera più aperta. In maniera molto ampia è già stato spiegato come si è arrivati a proporre stipendi multimilionari. La concorrenza ha fatto molto, ma non ha contribuito in maniera minore la spettacolarizzazione del calcio. Premi milionari per chi si aggiudica la coppa dalle grande orecchie, sponsorizzazioni ancora più alte per dare un certo nome allo stadio o addirittura alla squadra (si pensi ai Red Bull Salisburgo). Senza tralasciare i vari colossi televisivi disposti a spendere fior di quattrini per poter trasmettere una partita sulla propria emittente pay per view. È indubbio e probabilmente anche 6 LO STENDARDO | 18 AGOSTO 2012

inattaccabile che questo calcio ha grossi problemi etici e morali. Il mestiere del calciatore è forse il più ambito e amato dai bambini, ma come può un calciatore, per quanto bello e faticoso sia il suo mestiere, guadagnare più di un capo di stato, che con una sola decisione può decidere il destino di un'intera popolazione. Ma come ripristinare una certa moralità in questo sport? Oltre alla via del fair play finanziario promossa dal presidente UEFA Monsieur Platini (in parole molto povere promuove il pareggio di bilancio delle società e vuole limitare i debiti) si potrebbe introdurre anche nel calcio un tetto salariale (o salary cap) come in NHL o NBA. In questa maniera non solo si limiterebbero le spese, ma si potrebbe anche arrivare a livellare il livello delle squadre europee visto che al giorno d'oggi generalmente vince la squadra che può permettersi di pagare di più. Con i soldi risparmiati degli stipendi oltre a raggiungere il fair play finanziario si aprirebbero numerose porte in cui investire. Nuove infrastrutture tecniche (a partire dagli stadi di proprietà), un miglioramento delle sezioni giovanili o l'apertura di scuole di calcio in paesi in via di sviluppo. Tutto ciò non può avvenire da solo con una riforma interna del calcio, ma deve avvenire grazie a pressioni esterne dei governi, della società civile e degli stessi tifosi!

C URIOSITÀ G RANATA Pillole Bellinzonesi

I.

In questo secondo numero di "Curiosità Granata" ripercorreremo i momenti più salienti della nostra amata squadra ma in negativo, ovvero quando la nostra bacheca è stata ad un passo dall'essere riaperta dopo lo storico ed unico titolo di LNA del 1 948. I tre titoli di LNB e le promozioni non vengono certo dimenticati ma detengono un valore minore rispetto a quello di massima serie e alla Coppa Svizzera. Dopo il 1 948 l'ACB non si è mai più concretamente trovata in posizioni tali da


lottare per un titolo nazionale, al contrario in coppa in tre diverse occasioni il trofeo sarebbe potuto giungere nella capitale ticinese. Nel 1 962 quando la finale di coppa si disputava ancora il lunedì di Pasqua nello storico Wankdorf di Berna i granata, a quel tempo militanti in LNB, affrontarono il Losanna (LNA). I tempi regolamentari terminarono 0-0 ma nei supplementari i vodesi dilagarono ponendo il risultato finale su un fin troppo pesante 4-0. Sette anni dopo, nel 1 969, l'ACB, nel frattempo nuovamente tornato in massima divisione, si ripresentò a Berna per disputare l'ultimo atto di coppa; avversario il San Gallo. La partita terminò 2-0 in favore dei biancoverdi e l'ACB mancò nuovamente la vittoria. Quella stagione fu una delle migliori dato che oltre alla finale di Coppa Svizzera fu raggiunto un ottimo quarto posto in LNA. Bisognerà attendere quasi quattro decenni per rivedere i Granata (Challenge League), in quell'occasione in originalissimo rosa, tra le finaliste. Avversario di giornata fu il Basilea campione in carica e assoluto dominatore del panorama calcistico elvetico dall'inizio degli anni 2000 (7 titoli, 3 secondi posti e un terzo posto in campionato e 6 coppe nazionali in 1 3 stagioni); la partita terminò 4-1 in favore dei renani. Nonostante la sconfitta in Coppa Svizzera la stagione fu ugualmente trionfale grazie alla promozione ottenuta nello spareggio contro il San Gallo. Tre finali terminate nello stesso modo ma evolutesi diversamente tra loro, due volte giungemmo da squadra di serie cadetta non sfigurando; forse l'occasione più ghiotta fu persa nel 1 969 ma si sa, ognuno ha una propria diversa opinione.

l’ACeBe dal Ticino. Io, la ritengo una trasferta storica ma essere tifosi veri non è solo questo! Queste 1 0`000 persone non hanno sudato come quei 2000-3000 tifosi attaccati giornalmente alla maglia granata in tutte le situazioni, sia belle che brutte; queste 1 0`000 persone non hanno sofferto per il quasi fallimento della squadra, per la retrocessione in 1 ° Lega; non hanno sofferto neanche per tutte le delusioni subite negli anni prima di quel giorno; non hanno sostenuto il Bellinzona in partite in cui grandinava o si gelava dal freddo. Sono persone che non conoscono i profondi sentimenti che provano i veri tifosi verso la fede granata. Di questi veri tifosi ce ne sono una cinquantina che portano i colori della città in tutta la Svizzera. Questo gruppo di fedelissimi fa centinaia di chilometri ogni settimana per vedere il Bellinzona, detto il Burg, perdere, vincere o pareggiare anche in campi dove il nome della squadra locale non viene quasi menzionato sulle cartine. Queste persone, ragazzi, adulti e anziani fanno sacrifici enormi per poter vedere la squadra del cuore in azione. Rinunciano a giornate in famiglia, al caldo del loro salotto con la pancia piena davanti alla televisione, per poter essere a fianco della loro squadra del cuore in qualsiasi situazione, forse al freddo, in un posto mai visto o in una città sconosciuta piena di gente che non vuol vedere avversari girare in casa loro così liberamente. Andare in trasferta non è solo un’occasione per guardare la partita, bensì un modo per superare assieme eventuali difficoltà, stringere nuovi rapporti e passare una bella giornata in compagnia all’insegna dello sport, del tifo e del divertimento. Ma soprattutto, andare in B'ZONA B OYS trasferta è un’ onore!

LA FEDE DEI VERI TIFOSI

Però voglio sottolineare il fatto, che per svariati motivi (malattia, anzianità, famiglia e lavoro), c'è gente che non può seguire sempre la squadra del cuore. A queste persone va la Il campionato è appena iniziato e cosi sta per mia solidarietà e il mio sostegno! iniziare anche la Coppa Svizzera. Tutti ricorderanno la memorabile trasferta a G IACOMO Basilea nel 2008 in finale di Coppa, quando più di 1 0`000 persone vennero a sostenere

HA LE RUOTE

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1 4.07.201 2 23.07.201 2 28.07.201 2 04.08.201 2 1 3.08.201 2 1 8.08.201 2 27.08.201 2 03.09.201 2 23.09.201 2 27.09.201 2 30.09.201 2 07.1 0.201 2 21 .1 0.201 2 28.1 0.201 2 04.11 .201 2 1 8.11 .201 2 25.11 .201 2 02.1 2.201 2

LA NOSTRA STAGIONE

Bienne 1 - 2 Bellinzona Bellinzona 3 - 1 Lugano Bellinzona 2 - 3 Wil Wohlen 0 - 0 Bellinzona Winterthur 1 - 0 Bellinzona Bellinzona - Locarno Chiasso - Bellinzona Bellinzona - Aarau Vaduz Bellinzona Wil Bellinzona Bellinzona - Bienne Lugano - Bellinzona Bellinzona Vaduz Locarno - Bellinzona Bellinzona - Winterthur Aarau Bellinzona Bellinzona - Chiasso Bellinzona - Wohlen

1 0.02.201 3 1 7.02.201 3 24.02.201 3 03.03.201 3 1 0.03.201 3 1 7.03.201 3 31 .03.201 3 07.04.201 3 1 4.04.201 3 21 .04.201 3 28.04.201 4 05.05.201 3 09.05.201 3 1 2.05.201 3 1 7.05.201 3 26.05.201 3 29.05.201 3 01 .06.201 3

Chiasso - Bellinzona Bellinzona - Bienne Wohlen - Bellinzona Bellinzona - Locarno Aarau Bellinzona Bellinzona Wil Vaduz Bellinzona Bellinzona - Lugano Winterthur - Bellinzona Wil Bellinzona Bellinzona Vaduz Bellinzona - Chiasso Locarno - Bellinzona Bellinzona - Winterthur Bienne - Bellinzona Bellinzona - Wohlen Bellinzona - Aarau Lugano - Bellinzona

LA SITUAZIONE DOPO 5 GIORNATE

1 .__________ Winterthur_________ 5_______4____ 2.__________ Lugano____________ 5_______3____ 3.__________ Aarau_____________ 5_______2____ 4 . __________ B e l l i n z o n a _________ 5 _______ 2 ____ 5.__________ Vaduz_____________ 5_______2____ 6.__________ Wohlen____________5_______2____ 7.__________ Chiasso___________ 5_______1 ____ 8.__________ Bienne____________ 5_______1 ____ 9.__________ Locarno___________ 5_______0____ 1 0._________ Wil_______________ 5_______1 ____

0______ 1 ____9/1 ______ 1 2 1 ______ 1 ____1 1 /5______ 1 0 2______ 1 ____8/6______ 8 1 ______ 2 ____ 7 / 6 ______ 7 1 ______ 2____8/8______ 7 1 ______ 2____2/2______ 7 3______ 2____2/2______ 6 2______ 2____7/9______ 5 3______ 2____3/1 0_____ 3 0______ 4____4/1 2_____ 3

APERTE LE ISCRIZIONI PER LA TRASFERTA DEL 27 AGOSTO A C HIASSO! 079 898 95 57

RICORDIAMO, COME SEMPRE , CHE 'LO S TENDARDO' É UN GIORNALINO REALIZZATO AUTONOMAMENTE DAI B ELLINZONA B OYS. CI TENIAMO PERÒ A SPECIFICARE CHE PER DARE UN VALORE AGGIUNTO A TUTTO CIÒ, É NECESSARIA LA COLLABORAZIONE DI TUTTI I TIFOSI G RANATA CHE POSSONO AIUTARCI CON LA STESURA DI ARTICOLI O CON SEMPLICI CRITICHE ( NELLA SPERANZA CHE ESSE SIANO COSTRUTTIVE ). www. acbforu m . ch

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Lo Stendardo nr.4