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Anno 2012 nr. 1

Anno 2012: Premesse funeste? = Azioni positive! Carissimi amici, il titolo di questo editoriale vuol essere uno sprone per le nostre attività in programma a partire da questo anno. Cosa intendo per premesse funeste? Non sto parlando delle catastrofi apocalittiche di fine millennio legate ai Maya, certamente, ma alla ormai tangibile crisi economica che colpisce il nostro paese e comporta conseguenze enormi per il settore sociale. I tagli alle amministrazioni saranno sempre più ampi e ne risentiranno ancor di più tutti quei servizi necessari al terzo settore, il tetto al 5 per mille ed una contrazione rilevante nella ripartizione dei fondi è orSommario: mai una costante e si stima una diminuzione delle coppie in adoAnno 2012 premesse 1 zione di circa il 20%. I rapporti internazionali parlano chiaro funeste? = azioni (World Giving Index 2011) le positive! donazioni in favore del no-profit in Italia sono diminuite sensibilSangemini ( TR ) 2 mente ed il nostro paese è passato dal 29° posto al 104°. Per Seminario sull ’ un’associazione come la nostra Inserimento che si occupa di aiutare i bambini in stato di abbandono e di miscolastico gliorarne le condizioni di vita nei paesi d’origine per quelli in situaCom ’ è Andata? 2 zioni familiari e sociali di difficoltà, capite bene che non sono premesse edificanti. Con le diffiParliamo di 3 coltà alla porta però vogliamo e Cambogia: I dobbiamo rispondere con la Millennium tenacia e la serietà che ci hanno contraddistinto in questi 11 anni. Develompent Goals Il nostro impegno non può e non deve retrocedere e per andaDentro i progetti: 7 re avanti partiamo da alcuni punPasto Caldo a ti fermi.

Battambang

In primis il nostro impegno nel voler garantire ai bambini in ab-

bandono l’amore e l’affetto dovuto. Grazie alle famiglie che li hanno accolti e che hanno riposto la loro fiducia in noi e nei nostri operatori, in questi anni ben 472 bambini (dati dicembre 2011) hanno trovato l’amore, le attenzioni e la sicurezza che necessitavano. Ci stiamo attivando verso nuovi paesi in modo da poter ampliare la nostra operatività e contiamo di mantenere alto il numero delle coppie da sostenere nel loro percorso adottivo. In secondo luogo ma non meno importante la condivisione con tutti voi dei nostri valori ed obiettivi. Non solo la pubblicazione sul sito web di cosa intendiamo per mission, ma la spiegazione con azioni chiare e trasparenti di cosa facciamo con i nostri progetti, diretti o in partnership con altri enti, nei paesi del sud del mondo al fine di evitare l’abbandono dei minori e per migliorare la qualità di vita di loro e della loro comunità. Proprio questo punto vogliamo incrementare da quest’anno, quando la difficoltà consiglierebbe di starsene tranquilli al chiuso delle nostre organizzazioni aspettando che il peggio passi, noi pensiamo

invece che proprio l’unione fa la forza. E migliorare l’intesa con voi tutti, famiglie adottive, amici e sostenitori, non può che rafforzarci nell’idea che quello che abbiamo fatto finora, insieme e grazie a voi, può solo che migliorare e permetterci di passare indenni lungo questo periodo che innegabilmente è difficile. Per farci sentire e sentirvi più vicini stiamo approntando nuovi strumenti di comunicazione, questa fanzine è un primo passo, miglioreremo i contenuti del sito web, cercheremo di incrementare i contenuti a vostra disposizione tramite altri canali, i nuovi social media, come FaceBook dove siamo già presenti, ma anche Flickr o YouTube dove condividere le immagini ed i video dei nostri progetti di cooperazione o di sostegno a distanza. Rimaniamo però sempre aperti alle vostre proposte, fateci sapere cosa volete sapere di più, o come pensate di poterci aiutare, diffondendo le nostre attività, organizzando eventi, o quanto altro. Come dice il nostro slogan, Aiutateci ad Aiutare, noi già sappiamo che vi abbiamo accanto.

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I prossimi eventi

SEMINARIO “L’INSERIMENTO SCOLASTICO”

SABATO 16 GIUGNO PRESSO IL CENTRO CONGRESSI DEL PARCO DELLE FONTI DI SANGEMINI (TR) SI TERRA’ UN INCONTRO SUL TEMA DELL’INSERIMENTO SCOLASTICO. DALLE ORE 14,30 SI POTRANNO AFFRONTARE INSIEME LE PROBLEMATICHE RELATIVE ALL’INGRESSO IN SCUOLA PER I NOSTRI BAMBINI. IN CONTEMPORANEA CON IL SEMINARIO, I MINORI PRESENTI, SARANNO INTRATTENUTI DALL’ASSOCIAZIONE I PAGLIACCI CON ANIMAZIONI LUDICHE ADATTE. DALLE ORE 16,30 E FINO ALLE ORE 19,00, AL TERMINE DEL SEMINARIO, SEGUIRA’ UNA FESTA ASSOCIATIVA CON MERENDA PER TUTTI I PRESENTI. PER INFORMAZIONI CONTATTARE LA SEGRETERIA 0744-403359 infoterni@loscoiattoloonlus.org COM’E’ ANDATA? In corrispondenza della Pasqua l’associazione aveva lanciato l’iniziativa “Un uovo per un sorriso”, una lotteria di beneficienza per raccogliere fondi. Sono stati venduti 464 biglietti per un totale di € 1.160,00 ed il ricavato è stato destinato al progetto di cooperazione internazionale in Cambogia "Pasto caldo" per i bambini poveri della città di Battambang. La sede di Pogliano Milanese è stata presente sabato 12 maggio alla 1a Giornata del Volontariato che si è svolta nelle piazze e nelle vie della cittadina. E’ stato distribuito materiale informativo e nella piazza centrale mandato un video esplicativo delle nostre attività e dei nostri progetti. Un sabato all'insegna del volontariato animato da spettacoli sportivi, dimostrazioni, esibizioni, concerti e laboratori , l’occasione per creare reti e condivisioni con altre associazioni del territorio. Stesso risultato positivo ha avuto l’esperienza della sede di Terni che grazie all’Associazione Amatori Podistica di Terni è stata presente domenica 13 maggio presso gli stand di iscrizione della XXXV Maratona delle Acque di Terni. La giornata, che da anni è all'insegna di sport, cultura, turismo, enogastronomia e solidarietà, è stata l’occasione per presentare l’Associazione e distribuire depliant esplicativi sui nostri progetti di cooperazione internazionale e sostegno a distanza ai partecipanti dell’evento sportivo che erano arrivati da tutt’Italia. L’Associazione ringrazia tutti i volontari e sostenitori che hanno permesso lo svolgersi di questi eventi. 2


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Titolo notizia rio

Parliamo di Cambogia: I MILLENNIUM DEVELOPMENT GOALS Quando si legge di cooperazione ed aiuto ai paesi in via di sviluppo spesso si vede citare il termine MDG - “Millennium Development Goals”. Il significato letterale “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” rimanda ad un documento firmato nel 2000 dai paesi delle Nazioni Unite che si impegnavano a raggiungere 8 precisi obiettivi entro il 2015. Con questo articolo vogliamo cominciare a parlarne, contestualizzandoli alla nostra amata Cambogia. 1 Sradicare la povertà estrema e la fame, riducendo della metà fra il 1990 ed il 2015 la percentuale di chi si trovi in estrema povertà e soffra la fame (il riferimento è un dollaro al giorno). 2 Raggiungere l’istruzione primaria universale, permettendo a tutti i bambini di svolgere un ciclo d’istruzione primaria. 3 Promuovere la parità di genere e l’autosviluppo delle donne, eliminando la disparità di sesso nell’accesso alla formazione scolastica a tutti i livelli di insegnamento. 4 Ridurre la mortalità infantile di due terzi per i bambini sotto i cinque anni. 5 Migliorare la salute materna, riducendo di tre quarti la mortalità delle madri e permettendo l’accesso ai sistemi di salute ripro-

L ’ Indice di Sviluppo Umano dimostra come la Cambogia sia un paese ancora a basso sviluppo. E ’ infatti 0.63 il valore minimo per i paesi considerati a medio sviluppo.

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Anno 2012 nr. 1 duttiva. 6 Combattere le epidemie pandemiche come l’HIV o la malaria, bloccandone la propagazione e l’incidenza sulla popolazione e garantendo l’accesso alle cure che le combattono. 7 Garantire la sostenibilità ambientale, introducendo i principi dello sviluppo sostenibile nelle varie politiche dei paesi al fine di salvaguardare le risorse ambientali e rispettare la biodiversità. Si prevede anche la riduzione della percentuale di popolazione senza accesso all’acqua potabile e agli impianti igienici di base. 8 Sviluppare una partnership mondiale per lo sviluppo. Quest’ultimo punto prevede lo sviluppo di sistemi commerciali e finanziari non discriminatori e che tengano conto dei bisogni speciali dei paesi meno sviluppati. Qui ci si riferisce anche al problema del debito dei paesi in via di sviluppo e ci si rivolge al settore delle nuove tecnologie

perché possano essere resi disponibili i benefici legati da informazione e comunicazione diffusa ma soprattutto ci si rivolte anche alle aziende farmaceutiche perché rendano le medicine essenziali disponibili ed economicamente accessibili proprio in questi paesi più poveri. Obiettivi semplici ma come si può comprendere complessi al tempo stesso. La Cambogia è uno dei 191 paesi firmatari della Dichiarazione ed è pienamente impegnata al raggiungimento dei “Cambodian Millennium Development Goals” (CMDG). Agli otto classici obiettivi, essa ne ha aggiunto un nono ben specifico e non secondario dall’acronimo ERW (Demining, Explosive Remnants of War and Victime Assistance). Sono passati molti anni dalla guerra civile che la devastò, dal regime dei Khmer Rossi e dal grave isolamento internazionale che finì solamente con gli accordi di Parigi del 1991, ma in Cambogia è ancora alto il ritrovamento di resti militari pericolosi e la necessità di un supporto alla popolazione rurale che perse tutto in quel conflitto dal quale uscì distrutta non solo dal punto di vista fisico ma anche sociale ed umano. Il governo cambogiano cerca di realizzare il CMDG tramite strumenti di sviluppo interni il maggiore dei quali è il National Strategic Development Plan (NSDP) aggiornato ultimamente per il periodo 20092013. Nel corso degli anni sono stati effettuati diversi report, dall’ultimo (2010) abbiamo estrapolato i dati riportati in questo articolo. La ripresa della Cambogia è legata anche ad una vera e propria “strategia paese” chiamata Rectangular Strategy al quale si agganciano le priorità del programma di sviluppo del paese che riguardano il

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miglioramento del settore agricolo, la costruzioneriorganizzazione e miglioramento delle infrastrutture, lo sviluppo del settore privato con incremento conseguente del lavoro e, soprattutto, lo sviluppo delle capacità delle risorse umane interne. Anche il sottotitolo dato al piano nazionale, “Per la crescita, lavoro, equità ed efficienza per raggiungere i Millennium Development Goals cambogiani” dimostra come tutto il paese si stia muovendo in modo compatto per il miglioramento della propria popolazione. E’ chiaro a tutto il sistema governativo, infatti, che per poter raggiungere tali obiettivi non ci si può disgiungere da altri fattori come una stabilità politica e sociale, come la necessità di avere leggi adeguate, riforme migliorative della pubblica amministrazione, lo sviluppo delle infrastrutture nazionali e una crescita macro-economica bilanciata ed equa. Per ridurre la povertà ed avere un aumento dell’economia le politiche interne hanno puntato sullo sviluppo di alcuni settori, quello industriale e dei servizi per creare lavoro e generare entrate economiche ma anche sull’incremento della produzione e sulla produttività agricola, specialmente per il riso. Per ottenere il rilancio, legandosi al mercato globale, si sono dovuti affrontare numerosi problemi dovuti soprattutto agli standard internazionali per il cibo, agli aspetti

sanitari e al commercio. Negli ultimi 10 anni questa strategia ha portato ad una crescita economica forte con una media, nel periodo 2003-2008, del 10%. Dal 2008, la crisi finanziaria globale ha riportato indietro le possibilità economiche del paese di 3 punti percentuali. Lo sviluppo principale si è avuto grazie al settore abbigliamento (che copre circa il 65% delle esportazioni), al turismo e alle industrie di costruzione. Il reddito procapite quindi, nel periodo 1994-2008 è triplicato. L’aumento delle capacità economiche ha portato una profonda trasformazione strutturale, l’apertura all’economia globale, ad un graduale passaggio del lavoro da agricolo a manifatturiero e soprattutto a visto spostamenti migratori dalle aree rurali a quelle urbane. L’alta crescita economica ha ridotto il livello di povertà del paese che è passato dal 47 al 30%. Nonostante questo, il tasso di povertà è comunque ancora molto alto con un incremento, nel frattempo, delle diseguaglianze fra le aree urbane e quelle rurali e fra regioni e gruppi sociali. Nonostante la veloce inurbazione delle persone, che in dieci anni è passata dal 17.7 al 19.5 % del totale, la popolazione nelle aree rurali rimane ancora dell’80,5 % . La popolazione cambogiana è, nonostante ci sia stato comunque un calo, molto giovane; sotto i 15 anni rimane proporzionalmente rilevante (33,7 %). Il trend

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della popolazione mostra un incremento della migrazione internazionale ed interna, con contributi alla riduzione della povertà tramite le rimesse economiche ma ugualmente presentando un insieme di nuovi e differenti problemi. Questi sono relativi all’aumento della vulnerabilità delle persone, dai traffici illeciti di persone, all’esclusione da servizi essenziali, dalla frammentazione delle famiglie, alla vulnerabilità dei bambini lasciati sulle spalle di uno solo dei genitori o all’incremento del carico di lavoro alle donne nella gestione delle famiglie. L’incremento del lavoro in alcune aree dello stato, dovuto all’impianto di fabbriche specializzate, infatti, ha portato a movimenti migratori interni con conseguenti squilibri familiari importanti. E’il caso dell’aumento delle donne nell’area di Phnom Penh ricca di aziende tessili manifatturiere o è il caso delle piantagioni di gomma e delle miniere di oro nel Ratanak Kiri che hanno attirato lavoratori maschi con le conseguenze spiegate sopra. Fermiamoci ad analizzare solo il primo degli Obiettivi del Millennio, lo sradicamento della povertà estrema e della fame. Per questo scopo sono stati presi in considerazione tre sottoobiettivi. Dimezzare, tra il 1993 e il 2015, la proporzione di persone il cui reddito fosse inferiore alla soglia di povertà nazionale. La povertà non è mai uguale per tutti i paesi e viene calcolata prendendo in considerazione quella percentuale della popolazione che ha una capacità di spesa giornaliera sotto la linea di povertà nazionale. La linea di demarcazione viene stimata considerando il costo di un pasto tipo necessario per ottenere il minimo nutrizionale standard (circa 2100 calorie al giorno). Per arrivare alla linea di povertà si considerano inoltre anche le necessità non alimentari base, come il vestiario, la casa, la salute e l’accesso all’educazione. Il calcolo interno è complesso perché è diverso da regione a regione ed è legato alla variabilità dei prezzi e di conseguenza questo è un valore di riferimento che cambia nel tempo. Per la Cambogia si considera la moneta, il Riel, e la linea di povertà è passata da 1,825 nel 2004 a 2,471 Riel per persona al giorno nel 2007 (meno di un dollaro). Fino al 2007, prima della crisi economica mondiale, la Cambogia ha abbassato la sua percentuale di povertà nazionale di 17 punti percentuali ma nonostante questo enorme sforzo ancora circa un terzo della popolazione vive sotto la soglia di povertà, con percentuali che salgono al 35% nelle aree agricole. L’aumento della capacità economica ha però ampliato il gap fra poveri e ricchi, in termini reali, tanto che è ancora una sfida diminuire questo divario che è invece passato dal 10,7 all’ 11,5 %. Dai dati del 2007, per arrivare all’obbiettivo del 2015 serve ancora abbattere 10 punti percentuali. Nonostante la crisi del 2009,

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“ A ncora un terzo della popolazione cambogiana vive sotto la soglia di povertà ”

l’aumento dei carburanti e la crisi generale, la Cambogia ha ripreso il suo sviluppo che si prevede stabile intorno al 6% fino al 2013, ma come abbiamo sopra analizzato, anche se l’aumento del PIL si mantenesse tale, sono necessarie delle correzioni nei piani di sviluppo, per contrastare i gap che lo stesso sviluppo genera. Lo sviluppo, per esempio, è stato trainato dalla manifattura tessile ma durante la crisi solo l’agricoltura è stata capace di continuare a crescere ad un tasso costante. Nel lungo periodo, quindi, per migliorare la competitività del paese e per farla integrare pienamente nell’economia dell’area del SudEst asiatico, bisognerebbe diversificare e migliorare la produttività agricola. La Cambogia infatti è e rimarrà anche in futuro un paese fondamentalmente a vocazione rurale e

la sua economia, e i suoi abitanti, saranno direttamente o indirettamente dipendenti dall’agricoltura per la loro sussistenza. Per incrementare queste potenzialità servono però larghi investimenti in infrastrutture agricole, nei servizi collegati, bisogna avvicinare i processi lavorativi agli standard internazionali, aumentare la formazione professionale nel settore ed impiantare corrette politiche commerciali e di mercato. L’agricoltura non è il solo settore da tenere in considerazione per la riduzione della povertà, anche la pesca contribuisce in modo importante alla formazione del PIL (8%). Raggiungere la piena occupazione produttiva e un lavoro dignitoso per tutti, comprese donne e giovani. Nell’ambito della stesura del

CMDG si era presa in considerazione la necessità di dimezzare la percentuale di bambini lavoratori fra i 5 e i 17 anni facendo passare questo valore dal 16.5% del 1999 all’8% nel 2015. Questo sottotarget è piuttosto complesso da raggiungere perché il coinvolgimento dei ragazzi nelle attività economiche è ampiamente diffuso in Cambogia. Si stimava che nel 2001 circa il 45% dei bambini fra i 5 e i 14 anni (in valori reali circa 1.5 milioni di bambini) fossero in realtà direttamente impiegati in attività economiche. Paragonandoli a valori di altri paesi con simili livelli di reddito questa percentuale mette in risalto come l’apporto del lavoro dei minori sia particolarmente rilevante nel contesto cambogiano. La difficoltà nell’intraprendere azioni risiede nel cosa si con5


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sideri lavoro minorile perché non tutte le attività economiche fatte da minori vengono considerate lavoro. Si intende lavoro minorile solo qualora ci sia un coinvolgimento importante dal punto di vista fisico, mentale, morale o un impatto nell’educazione o effetti sulla salute o sicurezza. Non avendo dati precedenti il 2001 erano quindi poco sotto il 17% (250.000) i bambini effettivamente dediti a “lavoro minorile”. Il Ministero del Lavoro cambogiano punta all’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, attraverso atti di prevenzione, ritiro dal lavoro e riabilitazione, partendo da questo valore e volendo dimezzarlo fino all’8% (125.000 bambini). Dal 2001 ad oggi sono stati circa (solo) 22.000 i bambini raggiunti e sottratti a queste forme peggiori di lavoro minorile ed il Ministero sta cercando di aggiungerne altri 10.000 entro il 2012. Chiaramente siamo ancora lontani da un effettivo raggiungimento dell’obiettivo sottoscritto e quindi è comunque importante porre più attenzione ed investimenti in questo campo. La prevenzione può essere accelerata con un miglioramento del ruolo stesso dell’educazione, un incremento del livello di sensibilizzazione sulla tematica nell’ambito delle stesse comunità di riferimento ed un miglioramento generale delle condizioni economiche. Dimezzare, tra il 1993 al 2015, la proporzione delle persone che soffrono la fame. La percentuale di dimezzamento è ancora lontana per questo sotto-obiettivo. Fra il 2004 ed il 2007, infatti la percentuale è scesa solamente dal 19,7 al 18 %. L’inflazione dei prezzi degli alimentari in questi ultimi anni influenzano non poco l’accesso al cibo. Il trend previsto considerava il raggiungimento (nel 2007) di

circa il 15,1% mentre la realtà appunto si discosta di 3 punti percentuali. Parametri di riferimento, per questo scopo è la malnutrizione dei bambini sotto i 5 anni. Fra il 2000 ed il 2005 c’è stato un enorme calo proporzionale dei bambini sottopeso, rachitici o gracili. Dal 2008, la crisi economica e gli alti prezzi del cibo hanno avuto l’effetto di rallentare questo processo di discesa e si è notato un aumento allarmante dei bambini gracili nelle aree urbane povere, valore che è passato dal 9.6 al 16 %. Dai dati 2008 si possono evincere alcuni elementi. Che non c’è una differenza di genere fra maschi e femmine per la malnutrizione sotto i 5 anni e che non c’è una differenza significativa in percentuale di bambini gracili fra aree urbane ed aree rurali. La percentuale diventa completamente diversa se prendiamo in considerazione bambini rachitici o sottopeso con circa 10 punti di percentuale in più nelle aree rurali. Altresì non ci sono differenze significanti in percentuale di bambini gracili fra gruppi con redditi bassi o altri ma il tasso dei sottopeso e dei rachitici sono circa fra il 15 ed il 20 percento più alti nei gruppi con bassi redditi.

Otdar Meanchey e Kampong Cham. I dati quindi parlano chiaro siamo, a pochi anni dal termine stabilito per i Millennium Goals, ancora lontani dal raggiungimento di questo primo grande obiettivo. Le società non sono stanze chiuse e la crisi economica globale e i cambiamenti climatici stanno implicando, non tanto la necessità di rivedere gli obiettivi espressi ma le modalità di raggiungimento degli stessi. Se si vuole che il tasso di decremento della povertà accelleri, per la Cambogia, bisogna intraprendere sostanziali e più intensi sforzi economici che possano portare ad efficienti ed efficaci risultati. Qui ci fermiamo nell’analisi del primo Obiettivo del Millennio ma continueremo prossimamente ad analizzare gli altri 8 punti sempre in riferimento alla nostra Cambogia. Annalisa Basili

“ I dati parlano chiaro siamo a pochi anni dal 2015 e la Cambogia, nonostante i notevoli progressi, è ancora lontana dal dimezzamento della malnutrizione infantile ”

I dati degli indicatori nutrizionali sono molto diversi da provincia a provincia. Il più alto tasso di bambini sottopeso (sopra il 30%) può essere trovato in Kampoong Chhnang, Siem Reap, Kampong Thom, Pursat, Svay Rieng e Kampong Cham. Il più alto tasso di bambini rachitici (40% può essere trovato a Kampong Thom, Preah Vihear/Stung Treng, Kratie, Siem Reap, Kampong Chhnang, Takeo, Prey Veng, Mondul Kiri/Ratanak Kiri, Otdar Meanchey and Preah Sihanouk/Koh Kong. Il più alto tasso di bambini gracili (sopra il 10%) può essere trovato in Banteay Mancey, Pursat, Kampong Chhnang, Svay Rieng, Kampong Spe, Kandal, 6


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Dentro i progetti: Pasto Caldo a Battambang Il contesto La regione di Battambang è abitata da famiglie numerose che vivono prevalentemente di agricoltura e vede i bambini, sin da piccoli, obbligati ad aiutare i propri genitori nei lavori agricoli e domestici, a scapito della loro istruzione. Questo progetto si integra con un altro nostro intervento già attivo per garantire il diritto all’istruzione primaria ai bambini di età compresa fra i 3 e i 10 anni provenienti da famiglie disgregate. Nella scuola primaria di Battambang già forniamo il materiale didattico e le divise a 500 bambini. La scelta di supportare i bambini permettendogli di frequentare una scuola crediamo fermamente sia un’ottima opportunità al fine di un loro recupero dalla strada, una sana occasione di reinserimento sociale, di crescita culturale, opportunità e valorizzazione delle loro risorse. Il Presidente Pierluigi Carnevali alla cerimonia di consegna delle divise scolastiche nella scuola primaria di Bottambang.

“ A 50 bambini più poveri

A chi si rivolge Tra i 500 bambini in stato di disagio che vengono già aiutati, ne aiutiamo 50 che non potrebbero comunque seguire tutte le lezioni scolastiche, comprese quelle pomeridiane, poiché impossibilitati a versare i soldi per il pasto quotidiano.

caldo all ’ interno della

L’Associazione dall’anno 2009 stanzia i fondi necessari per dare loro la possibilità di usufruire tutti i giorni scolastici del pasto e seguire così le attività didattiche.

scuola primaria di

I costi

viene garantito un pasto

Battambang ”

Il costo è di circa 1 $ a pasto per ogni bambino e i bambini saranno sostenuti per l’intero corso scolastico della durata di 6 anni.

Le spese del progetto Alimentari per 50 bambini: $ 10.000 per anno Spese organizzative struttura Cambogia $ 500 per anno Totale annuo: $ 10.500

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Fanzine nr. 1 Lo Scoiattolo Onlus  
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Pubblicazione informativa sulle attività di cooperazione internazionale dell'Associazione Lo Scoiattolo Onlus

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