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Abbigliamento per bambini

Anno IX - Numero 60 - Sabato 3 luglio 2010

copia omaggio

Direttore responsabile: Antonia Ruggiero - Editore: International Printing - Av - Stampa: Poligrafica Ruggiero Srl - Av - Distribuzione: Testa Dora Manocalzati - Av - E mail: redazioneprimo@ruggiero.it - Reg. trib. AV - N. 434 del 01/08/2005

Alto Calore, il centrodestra ferma Maselli e boccia il bilancio. Ora nuova resa dei conti in assemblea Il centrodestra boccia il bilancio Maselli. Resa dei conti all’Alto Calore Servizi Spa. PdL e Udc votano insieme e votano no al documento contabile. Ed è servita così la seconda bocciatura. Il Pd non riesce a superare il muro del centrodestra, nono-

stante siano arrivate in supporto le truppe di Noi Sud e dell’Udeur. Il tutto in una seduta dell’assemblea dei soci davvero ad alta tensione. Di segno opposto ma politicamente identico quanto accaduto all’Alto Calore Patrimonio. Anche qui si chiude la stagione del centrosinistra.. Con il 22,47% dei voti favorevoli e lo 0,46% di contrari (ha votato «no» il sindaco di Lapio) è passato il documento contabile del consorzio di Corso Europa nella riunione in seconda convocazione, nell’ultimo giorno utile per l’approvazione. I soci Pd hanno provato con due proposte, una di ordine tecnico e una politica, a far rinviare l’appuntamento. A pagina 4

Manovra, Caldoro: necessario il confronto con il Governo a pagina 3

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ditoriale

di Antonia Ruggiero

L

’ultimo regalo di Bassolino, l’aumento di Irpef e Irap. Il motivo? Il dissesto finanziario in campo sanitario. La comunicazione come una doccia fredda arriva dal Ministero all’Economia. Ovviamente è seguita la strumentalizzazione della Sinistra. Quali gli argomenti? A Palazzo Santa Lucia Tremonti è il Governatore, mica Caldoro.Argomenti inutili, banali, futili. E’chiaro, invece, quanto sia importante il collegamento, il filo diretto che il Governatore Caldoro ha con Palazzo Chigi. Tutto quello che a Bassolino non era possibile. Ed è proprio su questo filo diretto che bisogna puntare perché la Campania possa riemergere dallo stato catatonico in cui si trova. Caldoro deve combattere con i denti per evitare di essere sopraf fatto e con lui la Regione già messa a morte dai colpi inferti da una cattiva gestione, quella del centrosinistra. E lo sta facendo con una indiscutibile capacità di mediazione. Questo il Partito Democratico non potrà riconoscerlo perché difetta di onestà intellettuale. Come si può imputare a chi è stato eletto da pochissimi mesi la responsabilità di guasti che arrivano da oltre un decennio di malapolitica? Ecco perché le accuse che oggi l’opposizione muove sono strumentali e pretestuose. Il centrodestra – con il PdLin testa – non dovrà lasciarsi intimorire da questo rigurgito di orgoglio che arriva dal centrosinistra Solo il vuoto delle loro idee è la conferma di quanta inadeguatezza risiede in quella parte politica che non aveva più le chance di governare ancora la Campania. Il popolo li ha bocciati, se ne facciano una ragione. A Caldoro lo stimolo a procedere come sta facendo avanti. Ora è il tempo di mettere a posto i conti, ma contestualmente si pensi allo sviluppo, alle prospettive, al rilancio dell’occupazione. Solo così la Campania troverà la sua salvezza.


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Fabbricati abusivi, pugno duro del consiglio regionale L’assise approva a maggioranza gli ordini del giorno per la sospensione delle demolizioni. «Subito un tavolo istituzionale» Il Consiglio Regionale della Campania si è riunito per il Question Time e per il seguito della discussione e della votazione sugli Ordini del Giorno inerenti la problematica delle demolizioni dei fabbricati abusivi in Campania, per il voto sulle deliberazioni in materia di incompatibilità , per l’elezione di un Consigliere Segretario dell’Uf ficio di Presidenza, per il voto sulle deliberazioni ai sensi dell’art. 29 della legge regionale 13 del 1996 in materia di assegno in caso di sospensione dalla carica di Consigliere regionale e, infine, per le nomine di competenza del Consiglio Regionale della Campania. Come primo provvedimento, il Consiglio Regionale, presieduto dal Vice Presidente Biagio Iacolare, ha eletto il consigliere regionale Bianca D’Angelo (con 37 preferenze) alla carica di Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza. L ’esponente del PdL sostituisce la collega di partito, Alessandra Mussolini, che si è dimessa da consigliere regionale, optando per la carica di parlamentare. L’elezione della D’Angelo è avvenuta dopo che il capogruppo del PdL, Fulvio Martusciello , ha proposto di invertire i punti all’ordine del giorno del Consiglio, a seguito della richiesta di rinvio della discussione sui provvedimenti per la sospensione delle demolizioni dei fabbricati abusivi, destinati a prima casa, disposti dall’Autorità giudiziaria in Campania, formulata dal capogruppo del Pd, Giuseppe Russo . «L’obiettivo – ha spiegato Martusciello a proposito degli Ordini del giorno, proposti, l’uno, dal capogruppo del PdL e dal presidente della IV Commissione, Domenico De Siano, e, l’altro, dal presidente della III Commissione Pietro Diodato e firmato da tutti i gruppi della maggioranza – è approfondire la problematica per pervenire ad una soluzione condivisa tra maggioranza e opposizione». Il consiglio ha poi approvato, ai sensi delle leggi vigenti, la contestazione definitiva di incompatibilità al Consigliere Giovanni Fortunato

(Gruppo Caldoro Presidente), in quanto Sindaco del Comune di Santa Marina. La deliberazione, formulata dalla Giunta delle Elezioni, è stata votata a scrutinio segreto e approvata con 45 voti. Il Consiglio ha, altresì , preso atto del venire meno della situazione di incompatibilità a carico del Consigliere dell’Udc e presidente della VIII Commissione, Pasquale De Lucia , che si è dimesso dalla carica di Sindaco di San Felice a Cancello, optando per la carica di Consigliere regionale. A proposito delle situazioni di incompatibilità residue, il capogruppo del PdL Fulvio Martusciello ha sottolineato come «resta aperta la questione della incompatibilità del capo dell’opposizione, Vincenzo De Luca , Sindaco di Salerno»; sul tema ha replicato il capogruppo del Pse, Gennaro Oliviero, sollecitando «la rimozione delle incompatibilità da parte dei consiglieri nominati assessori». Martusciello ha anche relazionato, a seguito delle deliberazioni della Giunta delle elezioni, sulla posizione del consigliere Pietro Foglia (Udc), presidente del Consorzio Asi di Avellino, formulando al Consiglio la proposta di compatibilità con la carica di Consigliere regionale, che è stata approvata con 34 voti favorevoli (18 contrari). Proseguendo nei lavori, il Consiglio ha deciso, su proposta del capogruppo del PdL Martusciello, di convocare la Giunta per il Regolamento sulla questione relativa alla deliberazione per la corresponsione del 50% della indennità ai Consiglieri sospesi dalla carica, prevista dall’art. 29 della legge regionale 13/1996. «Si deve approfondire se la deliberazione del Consiglio sia un atto dovuto, sulla base della legge, o meno», ha sottolineato Martusciello. «Non è un atto dovuto perché non si capirebbe per quale motivo la deliberazione vada sottoposta al Consiglio», ha replicato il consigliere del Pd Umberto Del Basso De Caro , che ha anche annunciato una modifica della normativa «perché lo status di Consigliere regionale non è equipa-

rabile a quello di dipendente pubblico». Sulla questione, hanno proclamato dissenso politico i gruppi del Pse e di IdV , che hanno annunciato l’abbandono dell’Aula. «Siamo in presenza di un questione esclusivamente regolamentare – ha replicato Martusciello -, pertanto non accettiamo il levarsi di ‘bandiere politiche’ né lezioni di moralità e invitiamo i gruppi dissenzienti a presentare una proposta di legge per modificare la normativa anziché limitarsi alla mera demagogia». «Se la Giunta per il Regolamento dovesse decidere che è necessaria una delibera del Consiglio e, dunque, che è possibile compiere una scelta politica – ha risposto il capogruppo del Pd Giuseppe Russo –, invito l’Assemblea tutta a votare contro». A questo punto, l’Assemblea ha accolto la proposta di Martusciello e il vice presidente Iacolare ha sospeso i lavori e convocato la Giunta per il Regolamento. Il Consiglio ha poi approvato a maggioranza gli ordini del giorno finalizzati a sospendere le demolizioni di fabbricati abusivi destinati ad abitazioni di prima necessità disposte dall’autorità giudiziaria in Campania. Precisamente, il Consiglio ha approvato due ordini del giorno: il primo, a firma del presidente della IV Commissione, Domenico De Siano (PdL), e del capogruppo del PdL Fulvio Martusciello finalizzata a promuovere un tavolo istituzionale con le realtà locali per stabilire le priorità per quanto riguarda l’esecuzione degli abbattimenti; sollecitare il governo af finché venga riproposto l’emendamento per estendere il condono del marzo 2003 anche in zone sottoposte a vincolo paesaggistico; sollecitare il governo ad un decreto legge che possa, per necessità ed ur genza, consentire l’applicazione della legge per il condono ex legge 326/2003; il secondo, a firma del presidente della III Commissione, Pietro Diodato (PdL), per sospendere le demolizioni fino al 30 giugno 2010 per quei fabbricati destinati a prima abitazione realizzati a violazione della normativa urbanisti-

ca. L’ordine del giorno chiede al Governo che venga ripresentato in Parlamento un provvedimento volto ad ottenere tale risultato e per porre rimedio alla mancata conversione in legge del Decreto n.62 del 28 aprile 2010. Sul tema si è sviluppato un ampio dibattito, con il consigliere Umberto Del Basso De Caro (Pd), che ha proposto di inviare il testo in Commissione per un approfondimento, con il consigliere di IdV Dario Barbirotti, secondo il quale »i ripetuti condoni che sono stati applicati hanno devastato il territorio della Campania e hanno affermato un principio di illegalità », con il capogruppo di Idv Eduardo Giordano, secondo il quale «l’ordine del giorno proposto non distingue la posizione di coloro che hanno commesso abusi di necessità e coloro che hanno costruito ville e palazzi abusivi a fini di lucro» e, infine, con il capogruppo del Pd Giuseppe Russo che ha evidenziato: «il nostro obiettivo era quello di non penalizzare le comunità cercando forme di tutela per coloro che hanno costruito abusivamente per necessità , ma senza devastare il territorio e senza avallare la cultura della illega-

lità », denunciando, inoltre, l’assenza del governo regionale e abbandonando l’Aula per dissenso politico insieme con i consiglieri del suo gruppo, con i consiglieri del gruppo del Pse, guidati da Gennaro Oliviero. Intervenendo al dibattito, il presidente della III Commissione Pietro Diodato (PdL) ha replicato alle affermazioni dei rappresentanti della opposizione, sottolineando che «la Regione e molti Comuni, fino ad oggi, sono stati gestiti dal centro sinistra che non ha messo in campo alcun controllo contro gli abusi e contro le connivenze con la criminalità . Oggi, gli unici a pagare il prezzo dei disastri del centro sinistra sono i cittadini che hanno costruito, anche a causa della incapacità amministrativa dei Comuni, commettendo abusi di necessità per la prima casa». «Noi ci assumiamo la responsabilità politica di tutelare questi cittadini – ha sottolineato Diodato – attraverso l’approvazione dei nostri ordini del giorno e la riproposizione al Parlamento della sospensione degli abbattimenti dei fabbricati abusivi destinati ad abitazione di prima necessità ».


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POLITICA

«Manovra, necessario il confronto con il Governo» Caldoro e i governatori del centrodestra annunciano «coesione ed unità d’intenti» e chiedono l’istituzione di una commissione Vertice a quattro sulla manovra nella sede della Regione Lazio. Il governatore della Campania Stefano Caldoro, insieme ai governatori della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, della Regione Lazio, Renata Polverini, e della Regione Molise, Michele Iorio, si sono incontrati per approfondire le questioni che riguardano i problemi delle cinque regioni (compreso l’Abruzzo, assente per impegni istituzionali) relativi al patto della salute e al patto di stabilità . I quattro presidenti delle Regioni fanno parte di quel gruppo di cinque che ha inviato una lettera al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per riaprire il dialogo sulla manovra. In un comunicato congiunto Renata Polverini, Stefano Caldoro, Giuseppe Scopelliti, Giovanni Chiodi Michele Iorio pongono alcuni temi specifici in merito alla manovra finanziaria. «I Presidenti – si legge nella nota - mantengono una linea propositiva improntata alla coesione e all'unità di intenti, convinti che debba continuare il confronto con il Governo. In particolare, per quanto riguarda l'attenuazione del patto di stabilità , soprattutto per quelle Regioni che devono osservare il piano di rientro nella sanità , con conseguente sblocco delle premialità riferite ad anni precedenti e non ancora erogate, perché vincolate agli adempimenti del piano stesso, e il pieno utilizzo delle risorse dell'articolo 20. Per tale operazione è importante anche una nuova pianificazione, assegnando un tempo più ampio per il conseguimento del pareggio nella gestione corrente. In merito agli obiettivi di spesa previsti dal patto di stabilità interno, sarà necessaria una diversa definizione per assicurare un equilibrio di cassa e competenza». Secondo i governatori, sono fondamentali iniziative legislative mirate a favorire l'occupazione: anche a tal proposito è necessario il recupero dei fondi Fas già deliberati ed è opportuno procedere al finanziamento di progetti infrastrutturali interregionali mirati al miglioramento dei collegamenti e, quindi, degli investimenti. Altra necessità , la sollecitazione delle Ferrovie dello Stato e degli altri enti (Anas eccetera) ad effettuare gli investimenti per il territorio. «Si tratta di aspetti tutti mirati alla crescita economica e sociale dei territori con maggiori dif ficoltà , obiettivo che il Governo annovera tra le proprie priorità », si legge ancora nella nota. «Condividiamo l'impostazione di carattere generale con le Regioni, non c'è divisione – ha sottolineato il presidente Caldoro - ma problemi diversi per una situazione in parte ereditata, in parte storica». Per questo, alcune Regioni partono in maniera «sfavorevole, svantaggiata»: «Ci portiamo dietro un fardello, un peso e questo va risolto in maniera diversa e af frontato su un tavolo specifico.

Qui Regione «Rinnovamento della politica, rafforzare l’alleanza tra PdL e territorio»: a Napoli manifestazione del MpA

Stefano Caldoro Questi problemi vanno risolti sempre guardando al federalismo ma ai comportamenti virtuosi. Non esiste l'ente virtuoso ma i comportamenti virtuosi: ciò che va premiata è la performance di miglioramento dell'ente rispetto al punto di partenza, la capacità di migliorare». «Le Regioni devono fare uno sforzo per spendere bene le risorse che ci sono e allo stesso tempo vogliono certezze sulla reale consistenza delle cassa del Fas – ha sottolineato Caldoro a seguito di un incontro con il ministro per i Rapporti delle Regioni Raf faele Fitto sull'uso dei fondi europei e dei fondi per le aree sottoutilizzate - Non ci sia un utilizzo parcellizzato delle risorse ma la condivisione in un progetto nazionale ed europeo su grandi, pochi, strategici progetti. Si tratta di un salto di qualità in cui le Regioni sono protagoniste perché decidono in termini integrati, senza la ripetizione di iniziative e attività . L'uso coordinato dei fondi deve avvenire in piena intesa con il governo e in chiave europea rispetto anche ai grandi flussi di investimenti europei, volgendo in particolare uno sguardo più forte al bacino del Mediterraneo allargato, nostro punto di riferimento».

«E’ fondamentale rilanciare il partito del territorio che, attraverso il dialogo con i partiti nazionali, come il PdL, possa incidere sulle grandi scelte e promuovere lo sviluppo delle Regioni del centro sud». E’ quanto ha affermato il dirigente nazionale del MpA Salvatore Ronghi in occasione della manifestazione politica avente ad oggetto “Il partito del territorio”, con la partecipazione del Presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, del Coordinatore regionale del PdLNicola Cosentino, del presidente di AdC Francesco Pionati, dell’assessore al Bilancio della Regione Lazio, Stefano Cetica, del consigliere regionale del MpA Angelo Marino. «Occorre dare slancio all’alleanza tra PdL, partito del territorio e alcuni soggetti realmente rappresentativi dei bisogni della gente e del rinnovamento della politica – ha sottolineato Ronghi – attraverso un progetto politico che nasca dal nostro territorio e si estenda sul piano nazionale». Un progetto politico subito accolto dal presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, che ha sottolineato: «Il PdLè un partito nazionale che pone le sue radici nel territorio e la mia politica, da coordinatore provinciale del partito, è esclusivamente fatta sul territorio; proprio in questa ottica, l’attenzione del PdL verso realtà come l’MpA è alta e siamo aperti a collaborazioni sempre più strette». Nel corso del suo intervento, il Presidente della Provincia di Napoli si è soffermato sulle problematiche del Sud Italica, citando Don Sturzo: «Il Mezzogiorno salvi il Mezzogiorno – ha sottolineato - puntando sulle proprie forze, e trasformando il federalismo in una occasione per il Sud e per gli Enti locali, attraverso un passaggio graduale e non traumatico». «Si deve rilanciare l’alleanza tra quelle forze politiche che sono rappresentative del territorio e che, nella piena coerenza politica, hanno sempre promosso il cambiamento e la svolta di governo in Campania» – ha aggiunto Francesco Pionati diAdC, secondo il quale «la manifestazione politica promossa da Ronghi con la partecipazione di esponenti del PdL e di rappresentanti istituzionali della Regione Lazio dimostra che il progetto del partito del territorio può coniugare le identità e i progetti di questi soggetti politici e dare slancio alle Regioni del centro sud e all’intero Paese». «La posizione assunta dalle Regioni del centro sud in difesa delle proprie competenze rappresenta un importante esempio di politica del territorio capace di esprimerne le esigenze e di determinarne lo sviluppo», ha sottolineato l’assessore al Bilancio della Regione Lazio, Stefano Cetica.

Agricoltura, un comitato istituzionale per le problematiche della manodopera La VIII Commissione consiliare permanente, presieduta dal consigliere regionale dell’Udc, Pasquale De Lucia, ha tenuto alcune audizioni sulle problematiche attinenti la manodopera in agricoltura e le procedure di assunzione e regolarizzazione della manodopera stagionale di extracomunitari.Al termine dei lavori, il Presidente De Lucia, di concerto con l’assessore al lavoro della Regione Campania, Severino Nappi, ha proposto la costituzione di comitato ristretto istituzionale, presso l’ottava Commissione consiliare, con la partecipazione dei rappresentanti delle Confederazioni sindacali del settore, dell’Inps, delle prefetture, degli assessorati provinciali dell’agricoltura e del lavoro delle Province campane, del capo area dell’assessorato competente della Regione Campania, della direzione regionale del lavoro, al fine di definire proposte volte alla legalizzazione e alla tutela del personale impegnato nella manodopera in agricoltura.


POLITICA

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Avellino Città Servizi, bagarre sulle nuove assunzioni Scontro in Consiglio Comunale. Ancora una volta il Pd va a pezzi. Il capogruppo La Verde invoca trasparenza nelle procedure Nuovo caso assunzioni, nuova bagarre in consiglio comunale e ancora una volta il Pd va in pezzi. Stavolta si tratta di sette assunzioni all’Avellino Città Servizi. Più che di assunzioni, si tratta di sette contratti a tempo determinato per pochi mesi e stipendi tutt’altro che lauti. Va su tutte le furie il capogruppo del Pd, Stefano La Verde. Che invoca la trasparenza delle procedure. E chiede lumi al sindaco Galasso. Non si lascia attendere la replica di Amedeo Gabrieli, amministratore unico dell’Acs. «Hanno da ridire soltanto perché non ci sono nomi da loro indicati», questa la sua replica. «Le assunzioni sono sette e sono state fatte presso la società di lavoro interinale Adecco. - ha detto Gabrieli, - Per statuto obbligato a fare un bando pubblico per le assunzioni. Ma, visto che si trattava di un lavoro della durata di soli tre mesi, allora ho chiesto all’Adecco di fornirmi i nominativi di sette persone che potessero svolgere queste mansioni. Questi nominativi mi sono stati dati, li ho chiamati, ho comprato l’attrezzatura e da pochi giorni sono già operativi. Dove ho preso i soldi? Residui di bilancio». E i sette lavoratori osservano tre turni: quattro operano di mattina e due di pomeriggio e uno riposa una volta a settimana. «Questi lavoratori - ha spiegato ancora Gabrieli - dovranno tenere pulita la villa comunale presso l’ex Distretto e quella lungo corso Vittorio Emanuele, non solo, ma dovranno tenere pulite anche le zone limitrofe e circostanti, svuotare i cestini e raccogliere gli escrementi dei cani. Osserverò il loro operato per un mese e se andranno bene li riconfermerò ». «Questa polemica - ha detto Gabrieli - è stata fatta da chi, forse, voleva mettere i nomi propri in questa operazione che è completamente trasparente. Galasso, in questa vicenda non c’entra assolutamente nulla, ma è stato tirato per la giacca. Queste assunzioni sono una mia decisione, che, ovviamente gli ho comunicato. E voglio aggiungere che il sindaco era anche particolarmente entusiasta di questa iniziativa, perché consapevole delle condizioni in cui versano certe zone della città . Sostanzialmente, abbiamo la possibilità di avere la città pulita per tre mesi e non dobbiamo farlo perché il Pd dice di no?Vorrei che qualcuno mi rispondesse. Qui non si è fatta nessuna lottizzazione come vogliono far credere e non c’è alcuna contrapposizione con l’Asa». La questione è stata af frontata in consiglio

L’ordine del giorno

«Il sindaco chiarisca tutti gli aspetti della vicenda»

Stefano La Verde comunale. Con un epilogo drammatico. «Avrei voluto un confronto diretto e legittimo con l’amministratore unico dell’Acs, Gabrieli, in commissione bilancio – ha detto in aula La Verde - Non essendosi presentato, però , per il rispetto che ho nei confronti delle istituzioni, dei consiglieri comunali e di quella piccola parte della città che ha inteso, con il proprio consenso delegarmi a rappresentarla, chiedo a lei, sindaco, che per ben tre volte mi ha detto di non sapere nulla della vicenda, di fare chiarezza. Glielo chiedo perché nel momento in cui ho avuto l’onore e l’onere di accettare l’incarico di capogruppo, ho detto che avrei speso tutte le mie energie per improntare il nostro operato alla massima trasparenza e legalità e oggi non posso che chiedere il rispetto di questi principi- Questo novello Marchionne - ha continuato La Verde riferendosi a Gabrieli - dimentica di essere amministratore di una società a capitale pubblico, non proprietario di un'azienda privata. Lui stesso poi dice di avere avuto il suo consenso e lei mi ha detto, caro sindaco, di non saperne niente. Lo dico al mio partito e al mio gruppo, mettendo in discussione la mia persona e il mio ruolo: io voglio fare il capogruppo di consiglieri che credono di voler lavorare per una buona amministrazione improntata alla trasparenza e alla legalità . Non potrò mai essere capogruppo di chi naviga nell'ombra per interessi che non sono quelli di tutta la comunità ». Risponde il sindaco Galasso. «Ci è stato chiesto, da più parti - ha dichiarato il primo cittadino - di essere più attenti all’ordine e alla pulizia della città . Per questo motivo,

quando Gabrieli mi ha detto della sua iniziativa di voler integrare il servizio di pulizia per il periodo estivo, anche nell’orario successivo a quello dell’Asa, e che questa operazione non avrebbe inciso sulle casse del Comune di Avellino, mi è sembrato utile ed ho detto sì . Quale dolo c’è nel rendere più pulita una città ? Quale problema nel reclutare sette persone? Anche altri sono ricorsi all’Adecco e questa poi non è una stabilizzazione, quindi non potevano essere reclutati i 12 Lsu che ancora abbiamo al Comune di Avellino. Oggi non credo sia giusto avanzare dei dubbi su una municipalizzata che sta portando dei risultati, anche perché davvero non capisco quale poteva essere il tornaconto personale di Gabrieli su un’operazione del genere». Infine Galasso ha chiesto a Gabrieli una relazione nella quale spiega le procedure adottate per il reclutamento di quei sette lavoratori, ma sottolineando che è sicuro che «non c’è stata alcuna malafede». Prima di lasciare l’aula, però , La Verde ha ripreso la parola: «Questa vicenda ha incrinato il rapporto di fiducia personale nei riguardi del sindaco. Annuncio che nel prossimo gruppo mi presenterò dimissionario e stasera vado via, perché non ci sono le condizioni politiche perché io possa guidare il gruppo». A seguirlo nell’abbandonare l’aula solo i consiglieri Salvatore Cucciniello, Francesco Todisco, Ernesto Di Cicilia e Gianluca Gaeta. La Verde si dimetterà ? Probabile. E a piazza del Popolo è già scattato il toto-nomi per chi dovrà sostituirlo. Tra le ipotesi Sergio Barbaro, Ettore Iacovacci e Michele Iannicelli.

I consiglieri del Partito Democratico Francesco Todisco, Ugo Loguercio ed Ernesto Di Cicilia hanno presentato un ordine del giorno al presidente del consiglio comunale Antonio Gengaro sul caso assunzioni all’Acs, in cui si sottolinea che «da notizie riferite dal capogruppo del Pd Stefano La Verde , pare che l’Avellino città servizi abbia proceduto a diverse assunzioni al fine di garantire lo spazzamento dell’area pedonale di Corso Vittorio Emanuele e sia in procinto di farne altre per imprecisati servizi. I sottoscritti consiglieri comunali chiedono al signor Sindaco se tali notizie siano fondate e, nel caso, come sia possibile che il servizio di spazzamento di Corso Vittorio Emanuele, già affidato all’Asa, possa costituire oggetto di un nuovo contratto; ancora, qualora si sia ritenuta opportuna un’integrazione di tale servizio, è legittimo domandarsi se sia stata preventivamente interpellata l’Asa per verificarne un’eventuale disponibilità . Essendo, poi, l’Acs una società a totale partecipazione del Comune di Avellino e per questa ragione, come sottolineato da diverse pronunzie della Corte costituzionale, sottoposta alle procedure previste per gli enti pubblici, ci si interroga su quali siano state le procedure seguite per tali assunzioni e se abbiano corrisposto a criteri di selezione trasparente e pubblica. Quanto poi alle assunzioni a farsi, voglia il signor Sindaco notiziarci dei nuovi servizi af fidati all’Acs dai quali discende la necessità di un ampliamento della dotazione organica della detta società . Qualora, dette assunzioni dovessero risultare necessarie, i sottoscritti consiglieri chiedono quali provvedimenti siano stati attuati per garantire i fini per cui l’Acs è nata, ossia la completa stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili presenti nella dotazione organica del Comune di Avellino. Tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri comunali invitano il signor Sindaco a voler chiarire tutti gli aspetti di questa vicenda».


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“Noi Sud”, ora lo scontro si sposta in tribunale Del Mastro e Gnerre si affidano ai loro legali. Ma Iannaccone: «Ora Sibilia ristabilisca in giunta il quadro politico emerso alle elezioni» Del Mastro e Gnerre ricorrono al tribunale civile di Roma contro l’espulsione dal partito. Lo scontro interno a Noi Sud si sposta sul piano legale, dopo gli assessori provinciali Giuseppe Del Mastro e Carmine Gnerre Musto , dopo aver acquisito tutta la documentazione inerente la costituzione del partito Noi Sud, presso lo studio notarile di Vincenzo Ferrara di Roma hanno dato mandato ai propri legali di fiducia, gli avvocati Alfredo Riccardi e Edgardo Riccardi di Napoli, di agire in sede giudiziaria contro il provvedimento di espulsione dal partito. Secondo Gnerre e Del Mastro l'espulsione rappresenta «un atto di arroganza e prepotenza», «una forzatura» da parte dell'onorevole Iannaccone e del gruppo di consiglieri della Provincia, guidato dal capogruppo Carmine De Angelis . I legali di Gnerre e Del Mastro, in particolare, hanno depositato presso il Tribunale di Roma un ricorso di ur genza per accertare «la palese nullità e la conseguente inef ficacia del provvedimento di espulsione in quanto adottato dal segretario federale in dispregio della normativa vigente e della disciplina statuaria del partito Noi Sud». E' stato, inoltre, richiesto il risarcimento dei danni per l'ingiusto discredito, causato dalla dif fusione agli or gani di stampa della notizia dell'espulsione degli assessori Gnerre e Del Mastro, i quali hanno sempre ispirato la propria azione politica in Provincia «alla massima trasparenza, correttezza, onestà e coerenza programmatica». Ovviamente completamente diversa è la posizione del segretario nazionale di Noi Sud, Arturo Iannaccone, che chiede al presidente della Provincia Cosimo Sibilia di prendere atto dell’assenza di rappresentanti in giunta di Noi Sud. «Con la definitiva e formale espulsione di Gnerre e Del Mastro, Noi Sud ha provveduto a fare chiarezza al suo interno; il Presidente dell’Amministrazione Provinciale deve prendere atto che il nostro partito non ha rappresentanti in Giunta e, nel minor tempo possi-

La proposta

Sbrescia: intitolare il parco urbano di Piazza Kennedy al Ministro Sullo

Arturo Iannaccone bile, deve provvedere a ristabilire la coalizione politica che ha vinto le elezioni provinciali e regionali». «E’ sconcertante – ha affermato ancora Iannaccone – che un partito che è la quarta forza in Irpinia, non abbia propri rappresentanti nella Giunta Provinciale; un partito che per primo ha proposto la candidatura alla presidenza del senatore Sibilia e che ha contribuito all’affermazione di tutta la coalizione di centrodestra. E’ inaccettabile che un gruppo che conta quattro consiglieri provinciali sia rappresentato nell’esecutivo, mortificando così i tanti irpini che i nostri consiglieri sono chiamati a rappresentare nel parlamentino di Palazzo Caracciolo. Invito quindi Sibilia a prendere atto di una situazione che viola ogni regola di correttezza politica e istituzionale ripristinando all’Amministrazione provinciale il quadro politico emerso alle elezioni». Per quanto riguarda il ricorso presentato dai due assessori provinciali, l’onorevole Iannaccone non usa mezzi termini: «Gnerre e Del Mastro possono ricorrere anche alle Nazioni Unite, ma prima

o poi si dovranno rassegnare: sono fuori dal partito. E’ evidente – spiega Iannaccone – che chi disattende reiteratamente le indicazioni espresse dagli or ganismi di partito si pone nelle condizioni di essere espulso. Ed è precisamente quanto è accaduto a Gnerre e Del Mastro, i quali, nonostante le richieste avanzate dalla segreteria Nazionale e da tutti i livelli istituzionali e dirigenziali del partito, non hanno rassegnato le dimissioni dalla carica di assessore provinciale. Un comportamento, questo, che, unito ad alcune dichiarazioni rilasciate dai due, hanno gravemente danneggiato l’immagine del sottoscritto e di Noi Sud. Se si rivendica la militanza in un partito, le decisioni da esso assunte vanno coerentemente rispettate, sia quando si condividono, sia quando, invece, si ha una posizione diver gente e minoritaria. Pertanto - conclude Iannaccone - non avendo più Noi Sud alcun rappresentante nella Giunta Provinciale, ribadiamo al Presidente Sibilia la richiesta di ristabilire la coalizione politica che ha vinto le elezioni provinciali e regionali».

Intitolare il Parco urbano di Piazza Kennedy al Ministro Sullo. E’ la proposta di Vincenzo Sbrescia, consigliere dell’Archeoclub d’Irpinia, a distanza di dieci anni dalla scomparsa di Fiorentino Sullo. «La città di Avellino ha il dovere di ricordare le sue doti di grandissimo statista, oltre che di Padre della Patria. La Città di Avellino e l’Irpinia tutta devono molto a Fiorentino Sullo - spiega Sbrescia -. Basti pensare alla grande battaglia politica condotta con determinazione e lungimiranza dal Ministro Sullo, finalizzata ad inserire Avellino nella rete autostradale italiana, attraverso l’apertura del casello di Avellino ovest ed alla realizzazione della superstrada Avellino-Salerno (definita la “Sullia”), contribuendo in modo decisivo a rompere l’isolamento in cui si trovava la nostra provincia. Intitolare al Ministro Sullo il Parco urbano posto al centro di Piazza Kennedy potrebbe essere un modo per contribuire ad onorare la memoria di un insigne irpino, di uno straordinario uomo di Stato, che con la sua intensa, feconda opera di governo ha dato lustro ad Avellino ed alla sua provincia. Infatti, l’imminente conclusione dei lavori di riqualificazione della storica Piazza Kennedy , al fine di realizzare un ampio Parco urbano nel cuore della Città di Avellino e la conseguente esigenza di individuare una nuova intitolazione per la stessa area, potrebbero rappresentare l’occasione per ricordare l’intenso, illuminato impegno politico e di governo di Fiorentino Sullo a dieci anni dalla scomparsa. La nostra Città - conclude Sbrescia - ha il dovere morale di ricordare degnamente questo figlio nobile dell’Irpinia che ha onorato la sua terra con il suo alto magistero di governo». Fiorentino Sullo era nato a Paternopoli da genitori di Castelvetere sul Calore. Laureato in giurisprudenza e in lettere, fu eletto all'Assemblea Costituente nel 1946 per la Democrazia Cristiana. Da al-

lora fu rieletto ininterrottamente per sei legislature, fino alle elezioni politiche del 1976 in cui decise di non ripresentarsi. Dopo una clamorosa rottura con il suo partito nel 1975, aderì al gruppo parlamentare del Psdi, con il quale si ricandidò nel 1979 rientrando così a Montecitorio. Nel corso di quella legislatura prese le distanze dal Psdi e quindi rientrò nel partito di provenienza. Ripresentatosi alle elezioni politiche del 1983 come candidato della Dc, fu rieletto alla Camera per la nona volta. Dopo lo scioglimento anticipato delle Camere del 1987 decise di non ripresentarsi e si ritirò dalla vita politica. Fu nominato consigliere di Stato dal IV Governo Andreotti nel 1978. Sullo fu uno dei padri della Democrazia Cristiana non solo in Irpinia, ma anche sul piano nazionale. Contribuì all'af fermazione del partito in anni assai difficili. Nell'immediato Dopoguerra, il peso delle destre riusciva spesso a frenare le aperture alla società civile di cui Sullo si rendeva promotore. Considerato uno dei capi storici della sinistra democristiana, fu sottosegretario alla Difesa nel governo Scelba (1954 - 1955) e all'Industria nel I governo Segni (1955 - 1957) e nel governo Zoli (1957 - 1958). Sottosegretario alle Partecipazioni Statali nel II governo Fanfani (1958 - 1959) e nel II governo Segni (1959 - 1960). Nell'arco di questo lungo impegno parlamentare ottenne diversi ulteriori incarichi di Governo: Il 25 marzo 1960 fu nominato ministro dei Trasporti nel governo Tambroni, ma l'11 aprile decise di dimettersi insieme ad altri due ministri (i colleghi Pastore e Bo), dal momento che il governo aveva ottenuto la fiducia solo grazie all'apporto determinante dei voti del Movimento Sociale Italiano. Guidò il Ministro del Lavoro nel III governo Fanfani (1960 - 1962) e il Lavori Pubblici nel IV governo Fanfani (1962 - 1963) e nel I Governo Leone (1963).


OPINIONI

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sabato 3 luglio 2010

Capirci qualcosa

Alto Calore, dal vecchio consorzio alle due Spa Antonio Jr Ruggiero

Le spaccature interne non hanno mai fatto bene ai partiti ed è così che, nel corso di quest’ultima settimana, è stato sancito l’abbandono formale, in attesa di quello ufficiale, del Pd dalla guida di Alto Calore Servizi e Patrimonio. All’Acp erano i bersaniani da una parte e il resto del Pd dall’altra. All’Acs i democratici sanniti contro quelli irpini. E, infine, i presidenti delle due società , Maselli e Fierro, perennemente in contrasto sulle politiche gestionali da mettere in atto. In questo quadro di incomprensioni si è inserita la manovra del centrodestra (Pdl e Udc senza Noi Sud e Udeur) che con atti uguali e opposti (l’approvazione del Bilancio alla Patrimonio e la bocciatura alla Servizi) ha suggellato il cambiamento della maggioranza politica nelle due società . Detto ciò , cosa sono, nello specifico, l’Alto Calore Servizi e la Patrimonio? Con molta semplicità , come si può facilmente apprendere dal curatissimo sito internet dell’ente, l’Alto Calore Servizi è una società per azioni che opera nell’abito della captazione e della distribuzione di acqua potabile e nei servizi di fognatura e trattamento dei reflui. Obiettivo dell’Acs è la qualità continuativa e crescente del servizio of ferto all'utenza. Data da ricordare è quella del 13 marzo 2003, quando l’allora Consorzio Interprovinciale Alto Calore venne trasformato in due società di capitali ad azionariato pubblico fondate da 130 Comuni (tra irpini e sanniti) e dalla Provincia diAvellino: l’Alto Calore Servizi, appunto, e l’Alto

Calore Patrimonio e Infrastrutture. Quest’ultima ha la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni infrastrutturali destinate al Servizio Idrico Integrato gestito dall'Acs. Scopo della società è la gestione e la valorizzazione del patrimonio pubblico locale S.I.I. Il Consorzio Idrico InterprovincialeAlto Calore fu costituito nell'anno 1938, ai sensi dell'art. 156 della legge Comunale e Provinciale, con lo scopo di provvedere all'approvvigionamento idropotabile di alcuni Comuni delle Province di Avellino e Benevento. Originariamente aderirono trentuno Comuni della Provincia di Avellino e cinque della Provincia di Benevento, oltre che le relative Amministrazioni Provinciali. Lo Statuto del Consorzio venne approvato dall'Assemblea Consorziale in data 18 Maggio 1938 e, successivamente, ratificato dal Ministro per gliAffari dell’Interno con Decreto del 23 Giugno 1938. Lo scopo del Consorzio era quello di "provvedere alla costruzione ed alla manutenzione di un acquedotto alimentato dalle sorgenti dell’Alto Calore ed alla conseguente gestione per la fornitura di acqua potabile ai Comuni consorziati". Le finalità che si prefiggeva di raggiungere l'acquedotto per il quale era stato costituito il Consorzio era quello di provvedere alla costruzione ed alla manutenzione di un sistema idrico a servizio di una popolazione di 147.745 abitanti, utilizzando le sorgenti denominate "Alte del Calore" in quanto sgor-

ganti nell'alta valle dell'omonimo fiume nel territorio di Montella, da diverse scaturiggini (Madonna della neve, Raio della Ferriera, Cerasa, Cerasella, Scorzella, Troncone e Tronconcello) per complessivi 150 litri/secondo. Gli organi del Consorzio, previsti nel suo originario Statuto, erano: l'Assemblea Consorziale, formata dai Presidenti delle Province di Avellino e Benevento e dai Podestà dei Comuni

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Consorziati, ovvero da loro rappresentanti; il Consiglio Direttivo, nominato dall'Assemblea Consorziale; il Presidente, anch'esso eletto dall'Assemblea; il Segretario. Le prime opere progettate dal Corpo Reale del Genio Civile di Avellino, nel 1938, già prevedevano la costruzione di acquedotti in grado di addurre le portate delle Sorgenti "Alte" del fiume Calore fino a Comuni della Provincia di Benevento.


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POLITICA

Alto Calore, il centrodestra boccia il bilancio di Maselli Resa dei conti all’Acs. Pdl e Udc votano insieme contro il documento contabile. Il Pd non ce la fa nonostante Noi Sud e Udeur Il centrodestra boccia il bilancio Maselli. Resa dei conti all’Alto Calore Servizi Spa. PdL e Udc votano insieme e votano no al documento contabile. Ed è servita così la seconda bocciatura. Il Pd non riesce a superare il muro del centrodestra, nonostante siano arrivate in supporto le truppe di Noi Sud e dell’Udeur. Il tutto in una seduta dell’assemblea dei soci davvero ad alta tensione. Il primo a prendere la parola è il presidente del Consiglio di Amministrazione, Franco Maselli. Il numero uno dell’ente di Corso Europa ribadisce la propria posizione.«Non si può chiedere a questo Consiglio di umiliarsi, di dimettersi – ha detto Maselli quando ha presentato un bilancio con quattro milioni di utile». «Bastano – dice - le cose dette dai sindacati nel documento presentato». Respinge le accuse di aver fatto terrorismo e allarmismo sul destino della società. Così come si scaglia contro chi ha parlato di una strumentalizzazione dei lavoratori: «Se c’è un solo dipendente che ha subito pressioni alzi la mano». Tocca a Capone. Il sindaco di Montella illustra i punti del documento sottoscritto dai sindaci che hanno aderito al tavolo istituzionale proposto da Ianniciello: prima il bilancio, poi le dimissioni, confronto e Cda tecnico. Parla Giuditta (PdL). Il sindaco di Summonte afferma che nessuno vuole smantellare la società , che non è con l’approvazione o meno del bilancio che si decide l’affidamento. «Il dialogo si è interrotto due anni fa», dice a Maselli a cui chiede di dimettersi subito, per evitare altri ritardi oltre a quelli già accumulati. E’ il turno di Eugenio Abate di Montemiletto, quota Udc: «Non sono in discussione i posti di lavoro, non è in discussione l’Acs, non è in discussione la pubblicità o meno dell’acqua». Respinge gli appelli del Pd: «Si danno buoni consigli quando non si è più in grado di dare cattivo esempio». «Il bilancio – tuona - lo deve approvare chi sostiene il presidente. La responsabilità non è nostra. All’Acp è andata diversamente, il presidente si è dimesso e noi abbiamo votato il documento contabile, mentre il Pd abbandonava l’aula. La vostra è responsabilità a fasi alterne». Segue l’intervento di Lello De Stefano in rappresentanza del Comune di Avellino. Agli argomenti degli altri sindaci Pd aggiunge una proposta: «Chiedo a Sibilia di aprire un tavolo istituzionale insieme con il sindaco di Avellino. Il presidente della Provincia non

L’assemblea dell’Acs può permettersi di essere oggetto di una guerra tra i partiti. Sarebbe da irresponsabili, in quanto lui è uno dei maggiori azionisti di quest’ente» Per Palazzo Caracciolo il delegato è Girolamo Giaquinto. «Serve un atto di responsabilità del presidente –dice - Se i muri restano muri non possiamo essere noi a fare da stampella a chi i numeri non ce li ha». Si va al voto. Partecipano in 101, pari all’85,72% delle quote societarie. I «sì » sono il 41,65%. I «no» il 44,68%. Il bilancio è bocciato. Non mancano le sorprese. Con il Pd votano i rappresentanti di Noi Sud (Sirignano e Monteforte Irpino) e quelli dell’Udeur. Entrambi in polemica con PdL e Udc per non essere stati invitati agli incontri che hanno preceduto l’assemblea. Con il centrodestra vota il delegato del sindaco di Nusco. La seduta viene aggiornata con lo stesso ordine del giorno. A margine dell’assemblea dichiarazioni al vetriolo del presidente Maselli: «Il merito di questa operazione – dice - è della mai abbastanza premiata ditta De Mita, alla quale si sono agganciati gli ex di Alleanza Nazionale e di Forza Italia per mettere le mani sull’Alto Calore, dato che qualcuno gliele aveva fatte togliere. Per certe persone parlare diAlto Calore sarebbe davvero imbarazzante. Ma io questo mi riservo di farlo subito dopo questa assemblea. I cittadini lo devono sapere: io ho proposto l’approvazione del bilancio assu-

mendo l’impegno a riconvocare l’assemblea con all’ordine del giorno la revoca del Consiglio di Amministrazione. Neanche questa proposta è stata accettata. Si è dato vita, invece, ad una prova muscolare di bassissimo profilo, degna di chi ha sempre fatto questo in tutta la sua vita e di chi oggi, dopo averlo contestato per anni, si adegua a questi comportamenti. C’è un presidente della Provincia che non è capace di svolgere il suo ruolo istituzionale, e da presidente della Provincia partecipa alle istituzioni facendo di queste cose, peraltro senza essere in grado di spiccicare una sola motivazione di carattere tecnico. Lui che dovrebbe essere “magna pars” in questa vicenda, si limita a godersi il suo doppio seggio di senatore e di presidente della Provincia senza avere neanche il pudore di rimettere uno dei due mandati. Di che cosa stiamo parlando? Non più di politica, evidentemente, ma di qualcosa che risponde ad altri interessi, ad altre esigenze. E qui di interessi ne abbiamo visti tanti». Non si lascia attendere la replica del presidente Cosimo Sibilia. «Alle af fermazioni di Maselli rispondo con una domanda: ma se avessimo approvato il bilancio il presidente mi avrebbe promosso? A me pare che siccome non l’abbiamo fatto, adesso Maselli mi rimprovera uno scarso senso di responsabilità . Io credo che da parte di Maselli ci sia rabbia rispetto al risultato dell’assemblea. Quando il presidente dell’Acs parla di istituzioni dovrebbe capire che la prima cosa da fare quando non si hanno i numeri per proseguire il mandato è presentare le proprie dimissioni. Purtroppo così non è andata, in caso contrario si sarebbe potuta aprire una riflessione. A Maselli dico che di incarichi ne ho non due ma tre. Oltre ad essere senatore della Repubblica e presidente della Provincia, sono, infatti, presidente regionali del Coni. Di questi tre incarichi – precisa Sibilia - percepisco la sola indennità da senatore. Io credo di portare avanti con impegno e dedizione gli incarichi in tutte e tre i campi. Credo fortemente che il mio impegno sia stato in favore delle istituzioni e sono contento di quello che ho fatto fino ad ora. Io ho accolto con favore quanto detto dal capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio provinciale, Franco Di Cecilia, e dal rappresentante dell’ente in seno all’assemblea. Maselli doveva fare un passo indietro, ma non l’ha fatto. Attendiamo gli ulteriori sviluppi, poi ci incontreremo e concorderemo una linea».

Passa il bilancio

E alla Patrimonio PdL e Udc votano sì Di segno opposto ma politicamente identico quanto accaduto all’Alto Calore Patrimonio. Anche qui si chiude la stagione del centrosinistra. Con il 22,47% dei voti favorevoli e lo 0,46% di contrari (ha votato «no» il sindaco di Lapio) è passato il documento contabile del consorzio di Corso Europa nella riunione in seconda convocazione, nell’ultimo giorno utile per l’approvazione. I soci Pd hanno provato con due proposte, una di ordine tecnico e una politica, a far rinviare l’appuntamento. Il Comune di Avellino, nella persona dell’assessore Guido D’Avanzo, ha sollevato, in apertura dei lavori, l’illegittimità dell’assise. «E’ stato violato l’articolo 12 dello statuto – ha spiegato D’A vanzo – in quanto alcuni comuni, come Montefalcione, hanno ricevuto in ritardo, rispetto ai termini di preavviso (8 giorni) previsti dalla norma, la convocazione». Dello stesso avviso il sindaco di Frigento Luigi Famiglietti : «Chiediamo il rinvio perché è opportuno giungere ad un’intesa complessiva sulla gestione idrica in provincia. Per l’importanza della materia trattata, chiediamo di mettere ai voti la richiesta di slittamento dell’assemblea». Ma nulla da fare. La nuova maggioranza in pectore, formata da Pdl e Udc ha bocciato la proposta con circa il 35% . Linea condivisa anche dal notaio dell’Acp. La presidenza ha scelto infatti di aderire alla tesi della validità della data di invio e non di ricezione della convocazione, facendo ricorso ad una interpretazione dello statuto. Inoltre Costantino Severino, il consigliere anziano chiamato a presiedere la riunione in seguito alle dimissioni di Lucio Fierro, ha sottolineato come tutti i comuni fossero stati messi in condizione di partecipare. Al Pd non è rimasta altra scelta che abbandonare. In un’aula semideserta il bilancio viene approvato da tutti i presenti con il solo voto contrario di Ubaldo Reppucci, sindaco di Lapio. Da sottolineare che, al momento della votazione, la Provincia, nella persona del delegato Girolamo Giaquinto, ha abbandonato la seduta.


ATTUALITA’

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Capirci qualcosa

Mensa scolastica, ecco chi stabilisce il prezzo Antonio Jr Ruggiero

Mense scolastiche, asili nido, servizi anagrafici, manutenzione stradale. Queste sono solo alcune delle funzioni di comuni e province i cui costi, dal 2012, verranno stabiliti con nuovi criteri imposti dal federalismo fiscale. Negli ultimi giorni ha ottenuto il suo quarto d’ora di celebrità una società dell’Agenzia delle Entrate, la Sose, che, da azienda semisconosciuta ai più , è diventata di colpo il perno su cui reggeranno i servizi di cui la popolazione federalista godrà in futuro. Già , perché alla Società per gli Studi di Settore SpA è stato affidato il compito di spulciare accuratamente i bilanci di tutte le amministrazioni locali, con lo scopo di definire, sulla base di un sistema di calcolo che prevede ben 25mila variabili, i costi standard dei servizi comunali e provinciali. Con i parametri di base forniti dalla Sose (utili anche per definire la pressione fiscale locale e i rapporti di riscossione tra Stato centrale ed enti territoriali) dovranno fare i conti direttamente le amministrazioni, che dal 2012 stabiliranno i costi dei propri servizi sulla base dei limiti imposti da questa società e di concerto con l’Anci e l’Upi (Associazione Nazio-

nale Comuni Italiani e Unione delle Province d’Italia). Il tutto, per bilanciare meglio la spesa e i servizi offerti dalle amministrazioni locali su tutto il territorio nazionale. Un po’ di approfondimento. Come si può leggere dal sito www .sose.it: “La Sose viene costituita, sotto forma di società per azioni e con la partecipazione al capitale sociale del Ministero dell'Economia e delle Finanze (per l'89%) e della Banca d'Italia (per l'11%), in base all'art. 10, comma 12 della legge 146 dell'8/5/1998”. Alla Sose sono af fidati “in concessione gli Studi di Settore e di ogni altra attività di studio e ricerca in materia tributaria”. In realtà , la società inizia a operare da marzo 2002 grazie a una “convenzione della durata di nove anni con il Dipartimento delle Politiche fiscali del ministero dell’Economia e delle Finanze che, a norma di legge, è il soggetto competente in materia di Studi di Settore”. In pratica, “con la convenzione viene affidato alla Sose il compito di svolgere tutte le attività relative alla costruzione, realizzazione e aggiornamento degli studi di settore, nonché ogni altra attività di supporto metodologico all’Amministrazione fi-

nanziaria in materia tributaria e di economia d’impresa”. Infine, per studi di settore si intende: “L'identikit della realtà di ciascuna impresa nel contesto economico e del territorio in cui essa opera. Una corretta rappresentazione della situazione d’impresa in condizioni di normalità economica e, quindi, della sua effettiva capacità di produrre ricavi, può costituire un riferimento per la definizione della giusta pretesa da parte del Fisco, ma soprattutto permette al contribuente di passare da una posizione di passiva subalternità nei confronti del fisco a una posizione di dialogo e collaborazione, al riparo da dubbi e incertezze”. Di recente, proprio riguardo la mensa scolastica, è scoppiato il caso nella cittadina di Atripalda, dove la mensa è aumentata praticamente del 300 per cento, passando da venti a sessanta euro al mese per chi ha un reddito superiore ai 12mila euro annui certificati Isee. L’assessore delegato all'istruzione del comune di Atripalda, Giacomo Foschi, ha spiegato come il comune stia valutando soluzioni alternative «per andare incontro alle esigenze e alle richieste dei genitori dei bambini delle

Atripalda scuole materne, ma resta ferma l'intenzione dell'Amministrazione comunale di tutelare le fasce più deboli della popolazione atripaldese. Ringrazio i genitori e il dirigente scolastico per la disponibilità dimostrata, ho compreso a fondo le loro istanze ma prima di poter attuare qualsiasi modifica è necessario ragionare su dati concreti - continua l'assessore - in questo senso sarà fondamentale capire quante domande saranno presentate nei prossimi giorni dai genitori. Siamo disponibili a valutare la possibilità di introdurre i ticket, ma soltanto dopo un'attenta analisi dei costi e comunque senza penalizzare le fasce a bassissimo reddito, ovvero

quelle con un reddito Isee al di sotto di seimila euro annui». La decisione di ritoccare i costi dei ticket mensa è stata presa solo dopo una lunga riflessione di Giunta e un'accurata analisi dei costi. «Il Comune di Atripalda continuerà ad accollarsi il cinquanta per cento dei costi del servizio, ma un adeguamento era assolutamente necessario tenuto conto della situazione finanziaria dell'Ente e dopo che i costi del servizio erano rimasti invariati per oltre sedici anni - conclude Foschi - e mi auguro che nessuno strumentalizzi una pur legittima preoccupazione dei genitori, considerata la piena disponibilità di questa amministrazione comunale».


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ATTUALITA’

Patto per lo sviluppo, prima riunione del tavolo istituzionale Si lavora ad una piattaforma condivisa a base della “vertenza Irpinia” che rilanci confronti con la Regione e il Governo nazionale IrpiniAmbiente

Prima riunione del Tavolo Istituzionale per promuovere il “Patto per lo Presso la sede dell’Assessorato al Lavoro della Provincia di Avellino, si è tenuta una riunione apripista per gettare le basi di un patto per lo sviluppo e l’occupazione che vedrà coinvolti istituzioni, rappresentanti politici, or ganizzazioni sindacali, associazioni datoriali. All’incontro, convocato dal presidente della Provincia, Cosimo Sibilia , hanno preso parte il sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso , l’assessore provinciale al Lavoro e Formazione professionale, Giuseppe Solimine , i segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Vincenzo Petruzziello , Mario Melchionna , Franco De Feo e Costantino Vassiliadis. I presenti hanno condiviso la neces-

sità di stringere un’intesa per rilanciare lo sviluppo e tutelare i livelli occupazionali, in considerazione delle dif ficoltà che si registrano nell’intera provincia irpina, elaborando un’ipotesi per un sistema di sviluppo e valorizzazione del territorio (SSV). Nei prossimi giorni il presidente della Provincia e il sindaco di Avellino incontreranno i vertici irpini di Confindustria, in vista di una riunione generale con tutti gli attori del sistema, per giungere ad una sintesi e redigere un piano di accordo per la provincia di Avellino, con l’obiettivo di una piattaforma condivisa a base della “vertenza Irpinia” che rilanci anche tavoli di confronto con la Regione Campania e il Governo nazionale.

La riunione

Raccolta dei rifiuti, torna in funzione lo Stir

Asa, il CdA: priorità alla situazione finanziaria

Torna in funzione l’impianto Stir di Pianodardine. A comunicarlo la società “IrpiniAmbiente Spa”, che ha reso noto come l’impianto Stir (ex Cdr) di Pianodardine, sia stato rimesso in funzione dopo che lo stabilimento è stato interessato nelle ultime settimane da lavori di ripristino ed aggiornamento delle attrezzature. Una manutenzione straordinaria che non veniva effettuata da alcuni anni. L ’intervento è stato completato in anticipo rispetto ai tempi previsti. In questo periodo, nonostante lo stop all’attività dell’impianto, il ciclo integrato dei rifiuti non ha registrato interruzioni o difficoltà . La manutenzione ha interessato, tra l’altro, i nastri trasportatori, il separatore che seleziona i rifiuti. Inoltre, è stata migliorata l’ef ficienza degli estrattori dell’aria, al fine di abbattere ulteriormente le emissioni nell’ambiente. Da segnalare che nelle ultime settimane sono state rimosse dal piazzale antistante lo Stir circa 4500 ecoballe, che da anni erano allocate presso l’impianto di Pianodardine. Nessun disagio, dunque, si è registrato per la raccolta dei rifiuti nei quaranta comuni serviti dall’Asa, com’era stato chiesto dalla stessa società che si era immediatamente attivata per sollecitare l’individuazione di un impianto sostitutivo da utilizzare nel periodo di chiusura oppure di una stazione di trasferenza idonea.

«Prioritario affrontare la situazione finanziaria»: è quanto emerso dall’ultima riunione del CdA dell’Asa S.p.A. Il presidente dell’Asa S.p.A. Edoardo Volino ha ritenuto opportuno e prioritario procedere ad un’attenta valutazione della situazione finanziaria dell’Asa S.p.A, che è stata affrontata e discussa nel corso della riunione del consiglio di amministrazione. Il presidente Edoardo Volino Volino ha inoltre espresso apprezzamento per l’impegno della società IrpiniAmbiente che ha provveduto a liquidare una tranche del debito, in modo da consentire all’Asa S.p.A. il pagamento della 14sima mensilità e delle spettanze relative al mese di luglio. «La disponibilità mostrata dalla società IrpiniAmbiente consente di guardare con fiducia al futuro, nell’ottica di un recupero dei crediti da parte dell’Asa S.p.A. che consentano alla società – spiega il presidente Volino – di uscire dall’emergenza determinata dall’impossibilità di garantire le forniture per la regolare manutenzione dei mezzi. Auspichiamo che anche gli altri soggetti debitori dell’Asa, con senso di responsabilità , provvedano, in tempi brevi a rimettere i debiti scaduti, nell’ottica di una gestione senza af fanni della società ». Gli altri argomenti all’ordine del giorno sono stati rinviati alla prossima riunione del Consiglio di amministrazione.


OPINIONI

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Ma quanto ci costerà il dissesto finanziario della sanità? Di Napoli: il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti Asl? Inutile protestare davanti la Regione. Ecco perché

Le proteste dei dipendenti dell'Asl Napoli 1 possono essere considerate legittime perchè rivendicano il diritto a percepire lo stipendio del mese di giugno, tra l'altro già attribuito dall'esecutivo Caldoro nell'ultima seduta di venerdì 25 giugno. Però è opportuno precisare che i manifestanti non hanno tenuto conto del decreto governativo 78/2010, secondo il quale - fino al 31 dicembre 2010 - non possono essere pignorate le risorse destinate ai dipendenti delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere. Pertanto, anzichè af follarsi davanti al palazzo del Governo di piazza Plebiscito, avrebbero fatto bene a manifestare il proprio dissenso davanti al Tribunale Civile di Napoli, inducendo i giudici ad attenersi al decreto governativo al fine di svincolare i fondi destinati al pagamento dei propri stipendi, ancora pignorati presso il Banco di Napoli. Se tale provvedimento guidiziario non viene attuato al più presto, anche per il mese di luglio prossimo rischiano di non vedersi attribuire lo stipendio. Infatti, considerato che è stato

violato il patto di stabilità dalla precedente gestione Bassolino, e tenuto conto che il governo obbliga le Regioni a contenere tutte le spese, diviene palese intuire che l'attuale giunta, pur volendo, non potrebbe esborsare neanche un euro, se rischia ulteriori dissesti. Quindi, è tenuta contenere i vari capitoli di spese di bilancio dell'anno in corso: la ulteriore violazione del patto di stabilità le cagionerebbe sanzioni da rimborsare allo Stato entro 60 giorni nella misura del debito eccedente procurato in violazione; non le consetirebbe di ricorrere all'indebitamento per far fronte a tale sforamento; la escluderebbe dal ricevere altre risorse statali spettanti; le comportebbe la perdita del trasferimento integrativo sanitario da parte dell Stato, che nel caso della Regione Campania è pari a 300 milioni di euro l'anno. Ecco le ragioni per le quali, per coprire i 500 milioni del debito sanitario accumulato negli anni 2008 e 2009, si confidava sull'assegnazione dei fondi riguardanti le aree sottoutilizzate (Fas). Ma, sia Tremonti che Fazio,

si sono pronunciati in maniera negativa, non solo per la Campania, ma anche per le altre regioni sanitariamente “instabili”, Calabria, Lazio e Molise. Purtroppo, Caldoro, pur consapevole di amministrare la Regione che detiene il record impositivo più alto d'Italia, non può che aumentare l'addizionale Irpef e l'imposta Irap al fine di dare corso al piano di rientro finanziario. Anche il subcommissario Zuccatelli ha pianificato al fine di razionalizzare i servizi sanitari della Regione Campania: sta rivedendo le pregresse convenzioni con i rispettivi policlinici nonché gli accreditamenti con le strutture ospedaliere private. Inoltre, promuoverà una stretta sui conti della sanità , essendo stati mossi rilievi anche sull'elevata spesa farmaceutica: le Asl non pagano i debiti contratti con le farmacie da circa sei mesi. Dopo aver fatto tali precisazioni di tipo generale, riteniamo opportuno fare una modesta analisi sulle questioni attinenti le strutture sanitarie dell'Alta Irpinia. Le lamentele espresse per le eventuali soppressini dell'unità chirur gica e di

pronto soccorso, con il mantenimento del reparto di medicina dell'ospedale di Sant'Angelo, possono essere comprese, ma lasciano il tempo che trovano. Non è plausibile addurre problematiche inerenti il pericolo di mortalità a causa dell'intempestivo intervento cardiologico-emer genziale, ovvero enumerare la superiorità degli interventi chirurgici rispetto ad altri nosocomi irpini, al solo scopo di far credere ingiustificato il ridimensionamento delle attività sanitarie del “Criscuoli”. E ciò vale anche per le proteste attinenti i provvedimenti previsti per l'ospedale “Di Guglielmo” nel Comune di Bisaccia. Pur comprendendo i “sentimenti” delle popolazioni territoriali, ci meravigliano le esternazioni di qualche rappresentante dell'esecutivo regionale (mai eletto), che rassicura l'eventuale revisione del piano di razionalizzazione previsto dal subcommissario Zuccatelli. Tale atteggiamento è soltanto occulta demagogia su consapevole inesistente soluzione, e tende soltanto all'accredito del consenso dei cittadini che si ritengono danneggiati dai rispettivi

provvedimenti commissariali. Infine, pur non essendo propensi a difendere gli opportunismi napoletni, non riteniamo veritiere le af fermazioni secondo cui è in atto una politica sanitaria napolicentrica, per due ordini di motivi. Primo perchè nella città di Napoli e nel suo hinterland risiedono più di 3 milioni di abitanti, contro gli scarsi 3 milioni di tutte le altre province campane. Secondo perchè , oltre alla riduzione delle convenzioni con i rispettivi policlinici universitari, anche altri ospedali di eccellenza subiranno drastici tagli. Per evitare il lunghissimo elenco indichiamo soltanto l'Azienda Ospedaliera di rilievo nazionale qual è il Cardarelli (4200 dipendenti), che subirà notevoli riduzioni, tagli di stipendi e blocco del turnover. Tale nosocomio è un centro di eccellenza per Napoli e provincia, per tutta la Campania e per molte regioni del Mezzogiorno d'Italia: circa 90 mila ricoveri annui, oltre le prestazioni ambulatoriali. Allora, invece di polemizzare con l'attuale giunta o con il subcommissario Zuccatelli, è bene indicare ai cittadini campani chi ha trascinato la Regione in questo “disastro” finanziario, senza vergognarsene. Infatti, pur essendo a conoscenza del decreto governativo secondo il quale sono illegittimi tutti gli atti formalizzati nei 10 mesi antecedenti le elezioni regionali, Bassolino e la sua ex giunta hanno impugnato davanti al Tar la delibera con la quale l'attuale esecutivo Caldoro ha annullato gli atti deliberativi da essi formalizzati in questo lasso di tempo. Per di più , secondo tale “cricca” il decreto governativo è anticostituzionale.Un corno, diciamo noi! Aggiungendo che è stato fortunato ad essere vissuto tra il XX e il XXI secolo, perchè in altri tempi avrebbe rischiato lo stesso trattamento di qualche Luigi francese, considerate le notevoli tasse già imposte e quelle che saremo costretti a pagare il mese prossimo a causa della sua “allegra” gestione regionale. Gustavo Di Napoli


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sabato 3 luglio 2010

APPUNTAMENTI

“I luoghi della musica”, al via l’edizione 2010 del festival Undici appuntamenti in calendario in tutta la provincia di Avellino. Domani Elegia spagnola con Gomez e Valero Tutto pronto per l’edizione 2010 de “I luoghi della musica”. Inaugurato con la prima edizione nell'estate 1992, il festival, nella sua lunga storia, è entrato di diritto nell’Olimpo dei più importanti e consolidati festival da camera in Irpinia e in Campania, teso a valorizzare talento, creatività ed espressioni artistiche. 5.000 artisti e gruppi musicali prestigiosi in rappresentanza, oltre diecimila spettatori presenti, riscontri importanti da parte della stampa locale e nazionale sono il risultato di 18 anni di attività di una manifestazione che, unica nel nostro territorio, promuove il meglio della musica da camera attraverso concerti e serate tributo.In tutti questi anni il festival ha potuto contare su location, tra le più scenografiche e prestigiose della provincia di Avellino, così da essere considerato una delle più apprezzate manifestazioni itineranti nel panorama artistico irpino e non solo. Gli 1 1 concerti programmati per il 2010 si terranno nei Comuni di Atripalda, Ariano Irpino, Flumeri, Villamaina, Gesualdo, Manocalzati, Savignano Irpino, Montefusco ed Avellino; in scenari prestigiosi in cui i più interessanti, originali e stimati gruppi esponenti della musica da camera trovano uno spazio speciale in cui esprimere la loro arte e la loro creatività . Per la prima volta, grazie all'interessamento degli Assessorati al Turismo, allo Spettacolo e alle Attività produttive dei Comuni di Ariano Irpino, Savignano Irpino, Manocalzati e Montefusco, al fine di ampliare il circuito del Festival, quattro dei concerti si svolgeranno nei suggestivi scenari del Museo Civico, del Castello Guevara, del Castello Longobardo di San Barbato e del Carcere Borbonico. Nel corso delle diciotto edizioni “I luoghi della musica” ha ospitato i concerti di artisti e ensemble nazionali ed internazionali del calibro di Laura De Fusco, Marcella Crudeli , Michael Flaksman , Franco Maggio Ormezowsky, Giovanni Angeleri, Claudi Arimany , la Moscow Children Symphony Orchestra, l’Orchestra dei Professori del San Carlo di Napoli. Inoltre il Festival internazionale di Musica da Camera in Irpinia ha la volontà di sensibilizzare il pubblico e la stampa, attraverso i concerti e l’attività di comunicazione, sui temi legati all’arte e alla musica, in particolare quella da camera. L’edizione 2010 ha in serbo inoltre un’interessante novità costituita dal connubio musica e arte nei concerti dell'8 e del 23 luglio con la performance estemporanea dell'artista Pierfelice Vazzana nella serata delle “Giovani Promesse” e la mostra “Baronia, poesia sospesa”, con le installazioni d'arte del M° Giovanni Spiniello, presso l'Azienda Baronia, che, per la prima volta apre le sue porte al Festival incontrandolo in un luogo inusuale, reso per l'occasione ancora più accogliente da questa magica sinestesia evocativa di spazio, colore, sapori, emozioni

senza limite. “I luoghi della musica” è organizzato dall’Associazione Musicale Internazionale “Toscanini” in collaborazione con la Regione Campania, la Provincia di Avellino, l’Ente provinciale per il Turismo di Avellino e la Camera di Commercio di Avellino. Attuali partner istituzionali sono il Comune di Avellino, l’assessorato alla cultura e l'assessorato al turismo del Comune di Atripalda, l’assessorato alla cultura del Comune di Manocalzati, l'assessorato alla cultura e allo spettacolo del Comune di Gesualdo, l'assessorato al turismo e promozione del territorio del Comune di Montefusco, il Comune di Villamaina, l'assessorato al turismo e allo spettacolo del Comune di Ariano Irpino, il Comune di Savignano Irpino. Undici gli appuntamenti musicali quest’anno in calendario. Dopo la giornata di apertura del 2 luglio con concerto del pianista spagnolo Pedro Valero Abril, tante sono le originali formazioni musicali che si esibiranno, come il “T rio Astor” flauto, clarinetto e fisarmonica (23 luglio), il “Choco clarinet quartet” (9 agosto), un duo di ispirazione ar gentina, chitarra e bandoneon (1 1 agosto), e, al fine di accontentare i più svariati gusti, saranno of ferti una serie di concerti “a tema” qual: “Elegia...espagnola” (4 luglio), “Dal fascino dell'opera e dell'operetta alla canzone napoletana d'autore” (1 agosto), “ El Tango” (1 1 agosto) e “Music...around the world”(7 agosto). Il 9 settembre, ultimo giorno del Festival, è previsto invece l’esibizione del Quartetto d'archi Meridies, in ricordo del dottore Gerardo Piccolo, socio fondatore dell’associazione Musicale Internazionale “Arturo Toscanini”. Il gruppo chiuderà la sedicesima edizione de “I luoghi della musica” con un appuntamento musicale di ricerca, all'insegna dei grandi classici con musiche di Mozart, Beethoven, Donizetti, Puccini. Anche quest’anno, quindi, l’Associazione Internazionale “A. Toscanini”, proporrà tre mesi di concerti e suggestioni all’insegna dell’arte e della cultura musicale, un’occasione davvero unica per i campani, ma non solo, che così potranno vivere, ancora una volta, l’emozione di un Festival giovane e di qualità . Domani (domenica 4 luglio), alle ore 20,15, presso il Chiostro Santa Maria della Purità di Atripalda, in programma “Elegia...espagnola”. Ad esibirsi saranno Ramon Gomez (Spagna) al violoncello e Pilar Valero (Spagna) al pianoforte, che porteranno in scena “Elegia” di Fauré , Polacca Op. 3 per violoncello e piano du Chopin, Melodia e Romanza di De Falla, Andaluza di Granados, Suite espanola, Vieja Castilla, Murciana, Asturiana e Andaluza di Nin, Elegia di De Grinon, Requiebros di Cassado.

Prata Principato Ultra

“Vini & Sapori” per valorizzare l’area del Greco Musica, sapori e tanto divertimento: sono questi gli ingredienti principali di “Vini & sapori”, la manifestazione enogastronomica pratese giunta con successo alla sua settima edizione. Fino a domani (domenica 4 luglio), il centro storico di Prata Principato Ultra ospiterà numerosi stand artigianali e soprattutto culinari. Prendere parte all’evento sarà come immergersi completamente nella tradizione di una vasta area dell’Irpinia, quella docg del Greco di Tufo, legata nell’anima ad una produzione così antica e sempre verde. Il sapore inconfondibile ed il profumo inebriante del greco di Tufo accompagnerà i tanti appassionati lungo un percorso enogastronomico di alta qualità . Preziosi saranno i momenti di musica e spettacolo legati alla tradizione popolare con le performance di diverse formazioni partenopee. Non mancheranno artisti di strada e animazione per bambini. “Vini e sapori” nasce per valorizzare l’area docg del Greco di Tufo, per promuovere un territorio che ha ancora tanto da offrire e che conserva ancora intatto il suo polmone naturale. Sapori ma soprattutto qualità dei prodotti vitivinicoli, è questo il messaggio principale che lancia l’evento. L'iniziativa è stata organizzata dalla Pro Loco con il patrocinio della Provincia di Avellino, della Regione Campania e dell'Unpli di Avellino.

Teatro

“In cammino con Padre Pio” a Gesualdo Continua quest’oggi (domenica 4 luglio), presso il Convento dei Padri Cappuccini di Gesualdo, la rappresentazione teatrale “In cammino con Padre Pio”. Uno spettacolo avvincente, in cui è raccontata la vita del Santo, vista dal frate Padre Antonio Gambale che ne ha vissuto gli anni più belli. Il suggestivo convento dei padri cappuccini di Gesualdo sarà scenario di un’arena all’aperto con circa mille posti a sedere, proprio in quel giardino dove nel novembre-dicembre 1909 passeggiò Padre Pio. Un casting d’eccezione grazie alla partecipazione della star di Capri 3 Gabriele Greco, accompagnato da un folto gruppo di attori irpini, e dai suoni dei compositori italiani di maggiore rilievo artistico. Il coro del Convento e un quartetto di archi accompagneranno con musica dal vivo i circa 90 minuti di questo evento spettacolo. Parteciperanno come spettatori numerosi gruppi di preghiera provenienti da diverse province. Prima dello spettacolo sono previste visite guidate alla cella del convento dove sostò Padre Pio nel Dicembre del 1909. Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto in beneficenza. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri 328.4533415 oppure 333.1179908.


Primo 3 luglio  

primo 3 luglio

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