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Lorenzo Puglisi Galleria Obraz


Lorenzo Puglisi Pitture

Galleria Obraz


Lorenzo, da strenuo sostenitore dei giovani artisti e del loro lavoro mi è caro testimoniarti la mia vicinanza in occasione della tua prima mostra milanese. La pittura, si sa, è saper vedere oltre qualunque realtà, intuendo, immaginando e sognando l’invisibile che sottende le forme e i colori del nostro visibile quotidiano. Il tuo giovane occhio ha conosciuto presto il morbo inesorabile di Francis Bacon e, come una sorta di volontaria vittima sacrificale, vi si è immolato, lasciandosi mordere da quel terribile sguardo in grado di cogliere la ferinità del mondo e la sua continua decomposizione. La tua ricerca si è sempre svolta in quell’ambito, con determinazione e forza, concentrandoti sempre più sul trovare una materia pittorica viva e pulsante, ancorché dall’evanescenza cromatica da ectoplasma, in una continuità non di rado dissonante col ricercato antinaturalismo del grande pittore irlandese. Mi auguro e ti auguro che il frutto della tua ricerca e del tuo lavoro incontri il giusto favore che merita, in attesa di altre tele ed altre prove che tempereranno il tuo talento pittorico e scateneranno il demone che ti illumina il mondo e ti muove la mano. In bocca al lupo! Alberto Agazzani


Exempla informati fusis filei kruptein (la natura ama nascondersi) Eraclito I soggetti di Lorenzo Puglisi sono deformazioni non paradigmatiche: non denotano un modello individuato e singolo e pure sono icone che eccedono il soggetto attraverso la loro stessa deformazione. É il soggetto soggetto all’eccedenza della forma. Le sue pitture incarnano una teoria della pittura che ne sancisce la funzione di vero e proprio strumento conoscitivo. E rappresentano la negazione della speculazione platonizzante che riduceva il valore delle arti visive – e, va da sé, della pittura – a una diminuzione di verità. Secondo don Platone infatti null’altro era la pittura che imitazione di un’imitazione: imitazione delle cose del mondo là fuori, a loro volta imitazioni di un modello metafisico vagolante nell’orbita iperuranica delle Idee. Mai un artefatto, un eidolon, avrebbe potuto condurre alla verità delle cose, l’eidos. La verità non è dunque di questo mondo, secondo don Platone e secondo Gesù (il suo successore, evidentemente. Del resto cosa rispose l’ex Presidente George Bush a chi gli chiese quale fosse il più grande filosofo, con grande scorno degli accademici ?). La relazione fra idea – forma, modello, essenza o, perché così fa fino, eidos – e immagine è una venerabile disputa dell’Estetica (non quella delle sciampiste, l’Estetica nel senso della filosofia dell’arte). E non potrebbe essere altrimenti, se è vero, come è vero, quanto disse il Whitehead a proposito della storia del pensiero occidentale: una sterminata serie di glosse a Platone. Bene. Se siamo licenziosi – e lo siamo –, brighiamo col Vasari affermando perentoriamente che la pittura è una manifestazione della forma. In modo dettagliato: l’immagine raffigurata nel perimetro della cornice è il visibilizzarsi dell’idea. 3


E fin qui siamo d’accordo, col Vasari e don Platone: le immagini sono solo oggettivazioni più o meno adeguate della verità. Tuttavia l’illustre greco, nel Sofista, introduceva due tipi di immagini: l’eikon e l’eidolon. Cioè, quella buona e quella cattiva. Eikon era l’immagine oggettivamente corrispondente al proprio modello (da qui, per la cronaca, l’origine della parola icona). Eidolon era invece l’immagine che solo apparentemente somigliava al proprio modello. Era l’immagine deformata, l’immagine non mimetica. Ma lo sanno anche i bambini che la mimesi c’entra nulla con la potenza di un bel quadro. In fondo, l’arte del Novecento ha sempre cercato di trovare un tipo di somiglianza non mimetica che non facesse diretto riferimento alle caratteristiche puntuali di un modello. La pittura del Novecento, insomma, non ha mai avuto bisogno di un paradigma come originario presupposto della propria prassi artistica. Piuttosto il modello, da quel momento, diventa un eikon costituito come rovescio dell’eidolon nella messa in formazione – gestaltung – dell’immagine pittorica. Si pensi a Francis Bacon: Milan Kundera, in Le geste brutal du peintre, diceva che quella di Bacon fosse una deformazione fedele. Ma fedele a cosa? Il volto che riconosceva in tutte le deformazioni, lo riconosceva proprio attraverso queste deformazioni. Era un eikon che si dava a vedere attraverso eidola deformati. Per farla breve: quella di Bacon non era affatto una deformazione fedele, ma piuttosto una somiglianza non mimetica che non rinviava a nessun modello. Ora, le pitture di Lorenzo Puglisi sono deformazioni senza canone: non stanno per un modello e purtuttavia sono oggettivazioni adeguate della forma: icone che eccedono il soggetto. Il Puglisi fa della pittura una teoria della conoscenza, tributandone lo statuto epistemico attraverso l’ostensione di pitture. Pitture, cioè serie di exempla. Che esemplificano, malgré lui, una teoria dell’arte d’impronta metafisica ordinata su una dottrina pratico-razionalizzante (e non potrebbe essere diversamente, dal momento che di mestiere fa il pittore). Il Puglisi coglie l’eterno presente della mutevolezza dell’essere umano attraverso la surdeterminazione dell’identità: un adesso immobile della forma fissato per il tramite della pittura oltre il velo delle apparenze. Ottenendo vita con macchie di colore e possedendo ciò che vede oltre l’apparire. 4


Questa è pittura. Questo è lo statuto epistemologico della pittura. Perché la Natura, Eraclito ce l’insegna, ama nascondersi. La Natura è già un trucco. E la frizione che si determina fra una teoria fortemente svalutativa della pittura e un’estetica debitrice dell’apparato concettuale gnoseologico eleva la pittura a organon della Ragione. Logica inedita e inaudita del pensare e dell’agire umani. Col Puglisi potremmo intendere kantianamente l’eidos, la forma, come schema del concetto. Da ente metafisico si caratterizzerebbe come ente mentale dell’esperienza, modellizzato sul rapporto col mondo nei termini del fronteggiamento fra il soggetto e l’altro da sé: l’osservazione panottica (il Panopticon dal quale tutto si vede) da cui origina la forma dell’oggetto panotticamente osservato. In questo senso l’eidos del Puglisi diventerebbe begriff, concetto. Ma le sue pitture fanno piuttosto pensare all’eidos come tributaria di uno statuto ontologico né metafisico né empirico, riconoscendo la forma in quanto evento ontologico che sboccia dall’incontro con l’altro da sé: è la fusis, termine che nel pensiero greco indica il “vero” essere (Heidegger dixit). Come Milan Kundera riconosceva il volto nelle deformazioni di Bacon attraverso queste deformazioni – il visibilizzarsi dell’eikon negli eidola deformati –, così nelle icone del Puglisi la figura umana acquisisce quel carattere che attraverso la sua stessa incompletezza deformata diventa ritratto. Egli ritrae la fusis, l’intima essenza del soggetto, mediante una pratica pittorica che assume la funzione di assorbimento della forma. Exempla informati. Ecco perché la grande arte – la grande pittura – è raffigurazione di idee universali. Emanuele Beluffi

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1. Ritratto LIII, 2009. 100 x 80 cm.


2. Ritratto LXIV, 2009. 30 x 24 cm.


3. Ritratto LXIX, 2009. 30 x 24 cm.


4. Ritratto LII, 2009. 100 x 80 cm.


5. Ritratto LXXV, 2009. 30 x 24 cm.


6. Ritratto LXV, 2009. 30 x 24 cm.


7. Ritratto LVII, 2009. 50 x 50 cm.


8. Ritratto LXII, 2009. 30 x 24 cm.


9. Ritratto LXV, 2009. 30 x 24 cm.


10. Ritratto LV, 2009. 40 x 30 cm.


11. Ritratto LXVII, 2009. 30 x 24 cm.


12. Ritratto LXXXV, 2009. 30 x 24 cm.


13. Ritratto LVI, 2009. 60 x 60 cm.


14. Ritratto LXXXI, 2009. 30 x 24 cm.


15. Ritratto LXXXVIII, 2009. 30 x 24 cm.


16. Ritratto LVIII, 2009. 60 x 60 cm.


17. Ritratto LXIV, 2009. 30 x 24 cm.


18. Ritratto LXX, 2009. 30 x 24 cm.


19. Ritratto LXXXII, 2009. 60 x 60 cm.


20. Ritratto LXXVIII, 2009. 30 x 24 cm.


21. Ritratto LXXXIII, 2009. 30 x 24 cm.


22. Ritratto LIX, 2009. 50 x 40 cm.


23. Ritratto LXXXVIII, 2009. 40 x 30 cm.


24. Ritratto LX, 2009. 50 x 40 cm.


25. Ritratto LI, 2009. 80 x 80 cm.


26. Ritratto LXXIX, 2009. 30 x 24 cm.


27. Ritratto LXXX, 2009. 30 x 24 cm.


28. Ritratto LXXXVII, 2009. 100 x 80 cm.


29. Ritratto LXXVI, 2009. 30 x 24 cm.


30. Ritratto LXXIV, 2009. 30 x 24 cm.


31. Ritratto LXXXVI, 2009. 100 x 80 cm.


Elenco delle opere riprodotte: (Olio su tela)

1. Ritratto LIII, 2009. 100 x 80 cm. 2. Ritratto LXIV, 2009. 30 x 24 cm. 3. Ritratto LXIX, 2009. 30 x 24 cm. 4. Ritratto LII, 2009. 100 x 80 cm. 5. Ritratto LXXV, 2009. 30 x 24 cm. 6. Ritratto LXV, 2009. 30 x 24 cm. 7. Ritratto LVII, 2009. 50 x 50 cm. 8. Ritratto LXII, 2009. 30 x 24 cm. 9. Ritratto LXV, 2009. 30 x 24 cm. 10. Ritratto LV, 2009. 40 x 30 cm. 11. Ritratto LXVII, 2009. 30 x 24 cm. 12. Ritratto LXXXV, 2009. 30 x 24 cm. 13. Ritratto LVI, 2009. 60 x 60 cm. 14. Ritratto LXXXI, 2009. 30 x 24 cm. 15. Ritratto LXXXVIII, 2009. 30 x 24 cm. 16. Ritratto LVIII, 2009. 60 x 60 cm. 17. Ritratto LXIV, 2009. 30 x 24 cm. 18. Ritratto LXX, 2009. 30 x 24 cm. 19. Ritratto LXXXII, 2009. 60 x 60 cm. 20. Ritratto LXXVIII, 2009. 30 x 24 cm. 21. Ritratto LXXXIII, 2009. 30 x 24 cm. 22. Ritratto LIX, 2009. 50 x 40 cm. 23. Ritratto LXXXVIII, 2009. 40 x 30 cm. 24. Ritratto LX, 2009. 50 x 40 cm. 25. Ritratto LI, 2009. 80 x 80 cm. 26. Ritratto LXXIX, 2009. 30 x 24 cm. 27. Ritratto LXXX, 2009. 30 x 24 cm. 28. Ritratto LXXXVII, 2009. 100 x 80 cm. 29. Ritratto LXXVI, 2009. 30 x 24 cm. 30. Ritratto LXXIV, 2009. 30 x 24 cm. 31. Ritratto LXXXVI, 2009. 100 x 80 cm.


Lorenzo Puglisi Nato a Biella il 27 ottobre 1971 Vive e lavora a Bologna.

MOSTRE PERSONALI 2008. Lorenzo Puglisi, Piccola Galleria, Asolo, a cura di V. Dehò. Portraits, Palazzo Berva, Cassano D’Adda. 2007. 19 dipinti, Nipple Gallery, Bologna, a cura di U. Zampini, S. Bonaga. Scenografia per La spia di G. Celli, Teatro del Navile, Bologna. 2006. Dipinti, Lanificio Pria, Biella, a cura di U. Zampini. 2005. 07/06/05, Palazzo della Provincia, Biella. 2002. Novembre, Borsa Art Gallery, Mantova.

MOSTRE COLLETTIVE 2009. Lo stato dell’arte 2009, Galleria Obraz, Milano. KunStart 2009, Studio Maffei, Bolzano. L’antico incontra il moderno, Galleria Fondantico, Bologna. 2008. Art First, Galleria Caos, Bologna 2007. 4 Artisti, Spazio Arte Bibò, Bologna. Immagina, Galleria Caos, Reggio Emilia. 13x17, Studio Berengo - Venezia, Studio Mic - Roma Chiesa di Santa Cristina - Bologna, a cura di P. Daverio. 2006. (Quattro) cari auguri, diverse sedi, Biella a cura di O. Gambari. 13x17, Museo della Provincia - Potenza, Politecnico Bovisa - Milano Chiesa di S.Severo - Napoli, Museo Michetti - Francavilla, Teatro Montevergini - Palermo, a cura di P. Daverio. 2005. L’arte e il silenzio, Santuario di Oropa, Biella. 13x17, Chiesa di S.Gallo - Venezia, Lanificio Pria, Biella, a cura di P. Daverio. 2002. Group Exhibition, Frazer House Gallery, Londra.


Questo catalogo è stato stampato in occasione della mostra Lorenzo Puglisi, Pitture dal 30 settembre al 31 ottobre 2009 Galleria Obraz

Lorenzo Puglisi desidera ringraziare: Alberto Agazzani Emanuele Beluffi Ercole Botto Poala Loris Di Falco


GALLERIA OBRAZ Vicolo Lavandai 4 - 20144 Milano Tel. (+39) 0287394007 www.obraz.it


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