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Lorenzo Puglisi a cura di

Umberto Zampini

NIPPLE GALLERY

p.za S. Stefano 13

BOLOGNA

esti di

Umberto Zampini

Stefano Bonaga Casa Editrice

Art&Cultura


Lorenzo Puglisi a cura di

Umberto Zampini

Testi di Umberto Zampini

Stefano Bonaga Casa Editrice

Art&Cultura


Lorenzo Puglisi Nasce a Biella in Italia il 27 ottobre 1971.

Casa Editrice Art&Cultura

MNL - Casa Editrice Largo Respighi, 8 40126 Bologna Tel. 051.5877605 Fax 051.5877564 info@mnlpublimed.com www.mnlpublimed.com Progetto Grafico Sandra Magnani Questo volume è stato impresso nel mese di Novembre dell’anno 2006 presso Tip. M. G. - 051862702 Funo di Argelato (BO)


Mostre 2002 @e

“Group Exhibition” Londra, Particles Gallery “Novembre”, Mantova, Borsa Art Cafè

2005 “07/06/05”, Biella, Palazzo della Provincia “13 x 17”, Venezia, Campo lio San Gallo, a cura di P. Daverio “L’arte e il silenzio”, Biella, Santuarioredi Oropa, a cura di G. Pozzato “13 xre17”, Biella, Lanificio Pria, a cura di P. Daverio,

2006 “Lorenzo Puglisi”, Biella, Lanificio o Pria, a cura di U. Zampini “13 x 17”, Potenza, o Museo Provinciale, a cura di P. Daverio “13 x 17”, Milano, io Politecnico, a cura di P. Daverio “13 x 17”, Napoli, Chiesa di no S. Severo al Pendino, a cura di P. Daverio “13 x 17”, Francavilla (Ch) re c/o Premio Michetti, a cura di P. Daverio

"Da Degas" 2006, olio su tela, cm.100x100


L’arte è la lama d’un coltello, ma è senza manico. Ferisce e può uccidere indistintamente chi, ad essa opponendosi, la fronteggia e chi, possedendola, l’affila per usarla a propria difesa o per attaccare un nemico. Non è solo l’oggettività del mondo esterno e la necessità/volontà di rappresentarlo, ricrearlo, raccontarlo o denunciarlo, a fronteggiare l’artista, ma è anche la propria soggettività. L’artista deve anche saper fare i conti con sè stesso e con ciò che si porta dentro, con ciò che ha vissuto e con ciò che vuole sia la sua vita futura. Questo è quello che Lorenzo Puglisi dipinge e disegna. Nelle sue opere le storie del mondo, amiche, ma molto più spesso ostili se non addiritura dichiaratamente nemiche, dialogano costantemente con l’infinito accumularsi e alternarsi di desideri e rifiuti, pessimismi e momenti di fiducia, affetti e sospetti, dubbi e certezze che ne affollano il pensiero. Tele e disegni, raccontano i modi con cui la vita assale l’artista durante quella ricerca che è, anzitutto e imprescindibilmente, ricerca di sè stesso. Arte continuamente in bilico tra recupero della memoria e vissuto odierno. Ricordi personali e documenti della storia si sovrappongono senza soluzione di continuità ai gesti e ai modi necessari del contemporaneo. Scava, Lorenzo, nell’arte di chi lo ha preceduto: scava alla ricerca di quanto di c’è di vitale, pulsante, imperituro. Lorenzo scava e non ha paura, rispetto sì. Per lui l’arte del passato è materia viva, materia a sua disposizione: non è interessato a citarne argomenti, stili o tecniche, ma vuole coglierne i fremiti, per ritrovarne i moventi e poterli tradurre nel linguaggio d’oggi. Un continuo voler affermare i valori della memoria come principali catalizzatori del futuro. Ma quale futuro se addirittura ciò che abbiamo sotto gli occhi, ciò che accompagna il nostro vivere odierno, dichiara prepotentemente di non volere, di non potere, essere rappresentato? Ferito dall’arma che egli stesso maneggia Puglisi lotta quotidianamente tra desiderio intimo di raffigurazione e consapevolezza dell’impossibilità della stessa, tra disposizione d’animo a voler far bella pittura e determinazione a negarne la possibilità di realizzarsi ed esistere come attendibile e veritiera forza descrittiva e narrativa contemporanea.


"Attesa" 2006, olio su tela, cm. 120x90


Partono bene le sue figure dal punto di vista accademico della rappresentazione, ma lungo il cammino designato e disegnato si scontrano con forze immani, chiare o subdole, che ne torcono le forme, ne annebbiano i contorni, forze che distraggono prospettiva e anatomia. Corpi addensati nello spazio dalla tela, compressi al suo interno o che nel, disperato e un po’ patetico, tentativo di fuga dalla stessa riescono appena a farne fuggire qualche pezzo; arti, volti, torsi internamente percorsi da crampi torcenti simulano la normalità di pose all’apparenza anatomicamente corrette. Sfondi e spazi circostanti appaiono naturali e quotidiani: sembrano accompagnare i corpi delle figure invece li attraggono e invadono, vi scivolano sopra e sembrano fuggirne portandone via parti vitali: una sorta di lotta per assorbirne la vita sostituendola con la propria patologia. Vuole, forse, Lorenzo affermare che scopo della pittura è far sì che il “visibile” possa associarsi all’ intimamente “leggibile” grazie ad un continuo scambio di valenze in grado di riunire ciò che sembra, che appare, con ciò che è veramente? Ma contro il visibile, contro ciò che è luminoso, sembrano lottare implacabili le umide ombre che intridono ingestibili e incontrollabili le sue opere. Sembrano emergere da abissi lontani nel tempo: da sempre nascoste nel fitto della trama di tela e nel cuore dell’artista, come in agguato, aspettando di scattare sulla superficie dipinta per impregnarla dei propri umori non appena un barlume di luce tenti di illuminare una forma. In questa zona di frontiera tra la nostra ossessiva attrazione per tutto ciò che è luminoso e l’ombra che avvolge le umane esistenze s’insinuano le figure di Lorenzo Puglisi pittore che sa ricordarci che la forma più antica di spettacolo luminoso è il teatro delle ombre. Umberto Zampini


"Figura" 2006, olio su tela, cm. 75x55


B

" Donna"

2006, olio su tela, cm. 100x80


"Ritratto III"

2006, olio su tela, cm. 30x24


Ectoplasmi umani. Non corruzioni della carne in atto come in Bacon ma apparizioni al

confine tra fisica e metafisica. Volti che fanno capolino da un al di là della percezione, che chiedono il diritto di esistere solo per un poco, o per un altro poco, in una richiesta terapeutica di sconfitta della malattia della non esistenza. Trakl avrebbe riconosciuto in questi volti gli “Ungeborenen”, i non nati. Questa pittura del non ancora nato, dell’aspirazione a vivere senza diritti dell’ immagine di un volto, questa pittura del commiato del mai giunto, ha una potenza che lascia sul fondo anche la tecnica, di cui non si sente quasi il bisogno tanto è potente l’Imago. Stefano Bonaga


"Figura che cammina" 2006, olio su tela, cm. 75x55


"No exit" 2006, olio su tela, cm. 120x80


"Da Velasquez" 2006, olio su tela, cm. 30x24


"Vanitas" 2006, olio su tela, cm. 40x50


Lorenzo Puglisi

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Lorenzo Puglisi a cura di U. Zampini, S. Bonaga  

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