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LORENZO GUERRA product designer

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I 10 PRINCIPI DEL BUON DESIGN

01. “Il buon design è innovativo” 02. “Il buon design è funzionale” 03. “Il buon design è di bell’aspetto” 04. “Il buon design è comprensibile” 05. “Il buon design è discreto” 06. “Il buon design è onesto” 07. “Il buon design è duraturo” 08. “Il buon design è curato nei minimi dettagli” 09. “Il buon design è eco-sostenibile” 10. “Il buon design è il minor design possibile”

Dieter Rams

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MI PRESENTO Semplicità, creatività, manualità: Il mio lavoro si fonda su questi tre chiari e semplici - se così possiamo definirli - concetti. Ufficialmente laureato in Design del Prodotto il 14 luglio 2016 presso L’Istituto Europeo di Design (IED), ho deciso di lanciarmi a capofitto nel mondo del design di prodotto e grafico, da sempre mie grandi passioni. Cerco di spaziare il più possibile tra le varie discipline del design per accumulare più esperienze possibili, con l’obiettivo di diventare una figura professionale completa e preparata ad ogni incarico. Il mio sogno? Diventare designer di giocattoli, in modo da unire la mia grande fantasia assieme alla voglia di produrre oggetti.

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EDUCAZIONE

ESPERIENZE

2013/2016 Laurea in Product Design - IED Torino Voto: 110/110 cum Laude

2018/---Inizio attività di Freelance Product Designer

2008/2013 Diploma Artistico - Liceo Artistico “G. & Q. Sella” Voto: 82/100

2016/2018 Designer presso Studio di Architettura e Design Luisa Bocchietto 2016/2017 Grafico presso Studio Anna Fileppo S.a.S 2015 Illustratore occasionale presso Masala S.r.l

ABILITÀ Photoshop Illustrator Indesign Rhinoceros V-ray Concept Idea Sketching

LINGUE Italiano

MADRELINGUA

Inglese

LIVELLO B2 3


PROGETTI

01_THE HARPOONERS

02_FLOW


05_YO!

03_MOVO

04_CAPO TESTA


THE HARPOONERS Contest per Ferrero Kinder Surprise

01 Questo è stato il mio primo concorso non legato al corso di studi IED e che corrispondesse al mio sogno: disegnare giocattoli. L’azienda richiedeva idee innovative per la produzione di nuove sorprese da inserire nell’ovetto Kinder Surprise: era possibile decidere se progettare una sorpresa per lui, per lei o per entrambe. In ogni caso, le idee dovevano essere pensate dal punto di vista “sensoriale”, come fonte di nuovi stimoli e concetti di gioco, e tecnico, ovvero le sorprese dovevano entrare comodamente all’interno della capsula con le relative istruzioni.

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Contest per Ferrero Kinder Surprise

Concetto Ho deciso di concentrami sul tema Lui, in modo da avere più familiarità in termini di “mentalità da maschietto”. Le linee guida dettate dal brief erano le seguenti: “L’idea per Lui deve svilupparsi attorno al concetto di competizione intesa come positiva, stimolando la socializzazione e permettendo ai soggetti di divertirsi in compagnia condividendo spazi di gioco.” La parola competizione mi ha rimandato subito al mondo delle corse, dove i piloti gareggiano su un percorso condiviso dimostrando sportività e rispetto gli uni con gli altri. Un ottimo modello comportamentale a parer mio, sicuramente utile se non necessario da insegnare ad un bambino. 8


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Contest per Ferrero Kinder Surprise

Modello Il giocattolo è una macchinina a propulsione elastica: grazie agli appositi incavi creati all’estremità di essa, è possibile collocare un elastico che, tenendolo in tensione con le dita, conferirà la giusta carica per farla partire a tutta velocità. Per facilitare il montaggio, è divisa in soli due pezzi, specchiati inversamente, che vanno uniti tramite l’apposito incastro, mentre le ruote risulteranno prefissate. Per stimolare la socializzazione invece, è possibile scambiarsi i pezzi, siccome l’incastro è sempre uguale, in modo che il bambino non solo si approcci ad altri, ma abbia anche la possibilità di creare la propria macchinina personalizzata. 10


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Contest per Ferrero Kinder Surprise

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FLOW

Concept di prodotto

02 Un progetto molto interessante, con un brief assai particolare: progettare un orologio che mi rispecchiasse, sia in termini estetici che funzionali. Tema abbastanza arduo, siccome non è mai facile comprendersi - e soprattutto descriversi o rappresentarsi -. Sfida accettata: dopo essermi “analizzato”, ho cominciato a pensare a cosa volevo in un orologio e come doveva essere fatto per soddisfarmi. E d’un tratto una strana domanda mi balza in mente: “Come percepisco il tempo?”

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Concept di prodotto

Idea Come immaginiamo il tempo? Molti possono pensare alle lancette dell’orologio che si rincorrono in un moto perpetuo, racchiuse nel quadrante, perché è l’unica rappresentazione fisica che ci permette di vederlo. Ma personalmente non lo vedo così: per me il tempo è un flusso, un fiume infinito che continua a scorrere silenziosamente, incurante delle nostre azioni. Ed è così che ho deciso di infondere questa logica nel mio orologio, a dispetto della concezione comune, accompagnata da uno stile puro, semplice e lineare che rispecchia la mia idea progettuale.

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Concept di prodotto

Oggetto Proprio per infondere al meglio questo concetto, il mio orologio possiede, anziché due lancette, tre bande su cui sono impresse le ore, i minuti e i secondi. Le bande vengono fatte scorrere tramite un sistema di rulli interno che le fa muovere lentamente ma in modo continuo, proprio come un flusso. Per facilitare la lettura dell’ora, ho posizionato sul vetrino del quadrante un riquadro rosso in cui verrà evidenziata l’ora corrente. La “cassa” dell’orologio è semplice e lineare, modellata per far sì che segua la curvatura del polso. Il giusto mix tra minimal e funzionale, proprio come piace a me. 18


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Concept di prodotto

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MOVO

Progetto di autoproduzione

03 Questa è la prima progettazione in cui si richiedeva l’effettiva creazione dell’oggetto, quindi oltre a considerare i materiali da utilizzare dovevamo anche pensare ai metodi di produzione. Compito: progettare un mobile a propria scelta e gusto. Su suggerimento di mia madre, ho deciso di riprendere un mobile che è sempre stato presente nelle case italiane: la cassapanca. Studiando la sua storia e analizzando le sue caratteristiche, ho voluto portare questo mobile ai giorni nostri, rendendolo più pratico e moderno.

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Progetto di autoproduzione

Schizzi Il principale problema della cassapanca è il peso: essendo sempre stata costruita con lastre di legno massello, spostarla risultava - e risulta tutt’ora - un’operazione difficoltosa per la maggior parte delle persone. Il mio obiettivo - da buon designer era risolvere il problema e renderla funzionale. Al ché mi è sorta una domanda: “E se avesse le ruote?” Considerando la cassapanca come una sorta di “valigione”, è stato immediato il collegamento con i trolley da viaggio che, dotati di ruote, facilitano notevolmente il trasporto dei propri oggetti personali. Da questa considerazione cominciano ad affiorare le prime idee, fino ad arrivare ad una forma pressoché definitiva. 24


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Progetto di autoproduzione

Mockup Dopo aver fatto diversi sketch di studio, era giunto il momento di passare dal 2D al 3D: per fare ciò, anziché usare un programma, ho deciso di costruire un modello in scala 1:5 del futuro mobile. In questo modo, oltre ad avere un riscontro tattile, potevo rendermi conto dal vivo dei “meccanismi” e funzioni del prodotto. Il modellino, fatto in cartone vegetale, mi ha permesso di capire quali incastri mi conveniva fare e di compiere delle decisioni su come doveva essere costruito. Realizzandolo, ovviamente, mi sono reso conto anche delle modifiche da apportare per far sì che fosse il più corretto possibile.

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Progetto di autoproduzione

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Progetto di autoproduzione

Realizzazione Dopo essermi consultato e accordato con un ottimo falegname della mia zona, si procede alla realizzazione. Il materiale scelto è il multistrato di betulla da me molto apprezzato per il suo aspetto moderno e nordico, ma anche per il suo costo contenuto. Ho scelto inoltre di usare meno ferramenta possibile, utilizzando connessioni come le lamelle di legno per collegare le pareti. I tagli, gli incastri, le fresature e il montaggio sono stati fatti con notevole maestria e velocità, tant’è che la cassapanca in breve tempo era completa. Ora Movo soggiorna a casa mia, dove ogni tanto la porto “a spasso” per i corridoi. 30


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Progetto di autoproduzione

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CAPO TESTA Accessorio di lusso

04 Grazie alla collaborazione tra Pinifarina e Napkin è nata la filosofia della linea FOREVER, che ha dato alla luce come primo oggetto una matita incancellabile. Io e la mia classe siamo stati incaricati di ideare dei prodotti per uffici di lusso che rispecchiassero lo stile FOREVER e che potessero integrarsi alla famiglia per una futura produzione e vendita. Essenziale il concetto di monumentalità ed eternità che caratterizzano il loro prodotto, senza dimenticare le linee dinamiche e leggiadre di Pininfarina.

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Accessorio di lusso

Concetto Sono andato leggermente contro il loro concetto, perché credo che nulla sia eterno: l’eternità è solo un concetto che abbiamo creato per cose molto durature. Ho ripensato ad una nota località turistica sarda visitata tempo fa - Capo Testa, appunto - caratterizzata da paesaggi di sabbia e rocce levigate da acqua e vento nel corso del tempo. Ecco la dimostrazione che nulla è eterno: le rocce sono lì da secoli e pensiamo che rimarranno lì fino alla fine dei tempi, ma in realtà si stanno lentamente consumando, solo che non lo percepiamo. Appaiono eterne, ma hanno anche loro una fine. Ecco, io volevo che il mio prodotto apparisse eterno, ma che in realtà non lo fosse. 36


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Accessorio di lusso

Prodotto Usando sempre le rocce come ispirazione, ho immaginato di dover “spaccare” il prodotto per ottenere ciò che vi è contenuto, come quando i minatori spaccano le rocce per i diamanti. Così è nato un kit per ufficio, composto da tagliacarte, clip, gomma, panno per schermi, post-it e penna: l’essenziale, insomma. Le linee dell’involucro riprendono quelle del paesaggio di Capo Testa, riconducibili perfettamente allo stile Pininfarina, e sia chiuso che aperto conferisce un aspetto elegante e monumentale alla scrivania. Gli utensili al suo interno sono di lunga durata, ma è inevitabile che prima o poi si consumeranno del tutto, confermando definitivamente il mio pensiero. 38


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YO!

Progetto di tesi Piaggio 2016

05 Piaggio aveva fornito un brief preciso e allo stesso tempo molto vasto: ricercare e sviluppare nuovi concetti di veicoli leggeri in grado di interpretare le esigenze di innovazione nell’ambito della mobilità urbana, ponendo una particolare attenzione sulle città e risorse del domani, quindi sulla sicurezza, sul concetto di self-driving e sull’uso di energia elettrica rinnovabile. Inoltre il desiderio di Piaggio era di creare un veicolo che ancora non c’è ma che in molti potenzialmente desiderano, così com’è stato in passato con l’avvento della Vespa.

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Progetto di Tesi Piaggio 2016

Idea Io e il mio team (composto M. Luitsz, A. Lavezzo e F. Barbera) ci siamo concentrati su un problema sempre più presente nei contesti urbani, quello che nel campo della logistica è conosciuto come l’Ultimo Miglio. L’Ultimo Miglio è la parte finale del percorso di consegna - nel nostro caso, è considerato come il tragitto tra parcheggio e destinazione finale - che spesso provoca disagio e malessere nelle persone. La nostra idea consisteva in un veicolo leggero in grado di accompagnare le persone lungo il loro percorso, garantendogli sempre un mezzo su cui viaggiare e raggiungere velocemente la destinazione. 44


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Progetto di Tesi Piaggio 2016

Veicolo Per il nostro veicolo abbiamo preso spunto da un prodotto Piaggio che si è distinto nella storia dei trasporti per la sua semplicità e funzionalità: il Ciao. Con il Ciao si poteva andare praticamente ovunque, grazie alla sua agilità e multifunzionalità. Ma nonostante ciò, non è stato in grado di adattarsi all’esponenziale crescita urbana. Perciò assieme al mio team abbiamo deciso di far “evolvere” il Ciao per renderlo compatibile con le città e le esigenze urbane di oggi e domani: ed è così nasce YO!.

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Progetto di Tesi Piaggio 2016

Funzione Così come il Ciao poteva diventare bicicletta all’occorrenza, anche YO! si può “trasformare”, ma in monopattino - mezzo sempre più usato in città - per poterci accompagnare anche in zone pedonali. Tramite delle guide, che fungono da cavalletto, è possibile estrarre dal corpo principale il manubrio di YO! che diventerà la parte frontale del nostro monopattino. Nel caso dovessimo parcheggiarlo in spazi stretti o portarlo con noi, è possibile ripiegare la pedana in modo da renderlo compatto e maneggevole. Il monopattino è elettrico, e si ricarica quando è unito al corpo principale. 48


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Progetto di Tesi Piaggio 2016

Rapporto mezzo-uomo Abbiamo pensato anche all’ergonomia, infatti il sellino di YO! è in grado di regolare la propria altezza e distanza dal manubrio in modo da rispettare le esigenze fisiche di qualsiasi persona che lo utilizzerà. Per quanto riguarda l’interfaccia utente, il manubrio di YO! possiede un monitor che mette a disposizione i principali status del veicolo (livello batteria, velocità, guasti, ecc...) a cui è possibile collegare il proprio smartphone per integrare così l’utilizzo di mappe, musica e altri servizi.

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Progetto di Tesi Piaggio 2016

Alimentazione YO! è alimentato da una batteria ricaricabile inserita nel corpo principale del veicolo. È in grado di garantire al mezzo un’autonomia di 125 km (la batteria più piccola alimenta per 40 minuti il monopattino). Il nostro progetto prevede anche la creazione di stazioni di ricarica: è possibile riporre la propria batteria esausta negli appositi spazi delle stazioni per prenderne una carica. Così facendo non solo si rende veloce e pratico il momento del rifornimento, ma si crea un nuovo metodo di distribuzione dell’energia, improntato sulla filosofia sharing. Per noi YO! è il veicolo del futuro, eco-friendly e soprattutto human-friendly. 56


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Progetto di Tesi Piaggio 2016

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CONTATTI +39 340 881 2809 lorenzo.guerra.1994@gmail.com Via Giovanni Amendola 490, 13836 Cossato (BI), Italy Lorenzo Guerra Lorenzo Guerra - Product Designer lorenzoguerra_productdesigner

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Lorenzo Guerra_Portfolio 2018  

A summary of my best projects

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